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	<title>Russia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 03 Nov 2023 19:07:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Russia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Myanmar, Mar Cinese Meridionale e Taiwan: perché l&#8217;Asia è attraversata dalle tensione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/myanmar-mar-cinese-meridionale-e-taiwan-perche-lasia-e-attraversata-dalle-tensione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Estremo Oriente resta sede di focolai di tensione sparsi a macchia di leopardo: Myanmar, Mar Cinese Meridionale e Taiwan</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-mar-cinese-meridionale-e-taiwan-perche-lasia-e-attraversata-dalle-tensione.html">Myanmar, Mar Cinese Meridionale e Taiwan: perché l&#8217;Asia è attraversata dalle tensione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231103200604752_8e1a7a1428d1c6dcd0b19fe732d26d4a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina prima, e il conflitto tra Israele e Hamas poi, hanno catalizzato l&#8217;attenzione dei media che hanno tralasciato di guardare a quelle zone di instabilità che, a macchia di leopardo, costellano il globo.  Dalle nostre colonne vi abbiamo già parlato di quanto sta accadendo nel continente africano, rivolgendo particolare attenzione al <a href="https://it.insideover.com/guerra/sahel-gabon-e-colpi-di-stato-viaggio-nellinstabilita-africana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Sahel </strong></a>e al <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-scontri-a-tripoli-e-leterna-polveriera-libica-cosa-succede-a-sud-dellitalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Nord Africa</strong></a> per evidenti motivazioni legate all&#8217;interesse nazionale, ma proprio in forza di questo non bisogna dimenticare che il nostro Paese, come l&#8217;Europa, è legato alle sorti di una regione molto lontana da noi, ma da cui dipendiamo a livello economico e tecnologico: l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mare-della-tensione-cosa-ce-in-gioco-nellindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Estremo Oriente</a></strong>. </p>



<p>Anche in quella zona di globo esistono focolai di instabilità, che rischiano di diffondersi e anche di diventare veri e propri conflitti che, per gli attori coinvolti, potrebbero facilmente degenerare in una guerra mondiale. L&#8217;Indo-Pacifico è al centro della politica statunitense volta al contenimento dell&#8217;espansionismo economico e politico cinese, ma un altro attore più “europeo” non ha mai cessato la sua attività in quel settore: la <strong>Russia</strong>. </p>



<p>La scorsa settimana <a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scalo-in-indonesia-e-la-crociera-nellindo-pacifico-cosa-svelano-i-movimenti-delle-navi-russe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vi avevamo raccontato</a> della piccola squadra navale della Flotta del Pacifico giunta in <strong>Indonesia </strong>per rafforzare i legami bilaterali; ora i due cacciatorpediniere russi sono arrivati in <strong>Myanmar </strong>per un altro scalo di 4 giorni in cui si terrà la prima esercitazione navale congiunta delle flotte russa e birmana oltre a visite reciproche alle navi da parte di personale militare dei due Paesi, insieme a eventi sportivi e culturali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trappola Myanmar</h2>



<p>Il <em><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soft power</a></strong></em> in salsa russa passa quasi esclusivamente per la promozione del suo strumento militare che permette a Mosca di avere un discreto successo sul mercato globale degli armamenti. Proprio il Myanmar è da tempo sede di instabilità. Nuovi pesanti scontri a fuoco sono <a href="https://www.france24.com/en/asia-pacific/20231031-thousands-displaced-near-myanmar-china-border-after-attack-by-armed-groups" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iniziati il 26 ottobre</a> tra le Forze Armate del Myanmar, varie organizzazioni armate etniche e le Forze di Difesa Popolare colpendo in modo significativo le regioni nord-orientali e sud-orientali del Paese.</p>



<p>Secondo quanto riferito dall&#8217;Onu, circa 25700 persone nello Shan settentrionale, Bago Est e Kayin sono state sfollate generando una nuova crisi umanitaria. Una nuova ondata di profughi che sta cercando rifugio nei Paesi limitrofi, tra cui anche la Cina, e che le Nazioni Unite faticano ad assistere. Le vie di transito principali che collegano lo Shan settentrionale alla Cina sono attualmente chiuse dai <em>checkpoint </em>delle forze armate e da quelli delle milizie etniche e almeno un ponte è stato distrutto. Inoltre nelle regioni afflitte dagli scontri armati ci sono state gravi interruzioni dei servizi di dati mobili e telecomunicazioni. </p>



<p><strong>Wang Xiaohong</strong>, membro del Gabinetto cinese, ha incontrato il ministro degli Interni della giunta al potere in Myanmar, il tenente generale Yar Pyae, per discutere “di pace e tranquillità nelle zone di confine dei due Paesi&#8221; e di cooperazione in materia di applicazione della legge e sicurezza. Nella zone dove infuriano i combattimenti è infatti previsto un collegamento ferroviario da un miliardo di dollari come parte del progetto infrastrutturale globale <strong><em>Belt and Road Initiative</em></strong> di Pechino.</p>



<p>La Cina è uno dei principali alleati e fornitori di armi della giunta golpista, e ha rifiutato di etichettare la sua presa del potere nel 2021 come un colpo di Stato. L&#8217;inviato cinese in Myanmar si è incontrato regolarmente con la leadership locale negli ultimi mesi, e durante la pandemia, Pechino ha fornito vaccini e aiuti al territorio controllato dagli insorti. Ma la Cina sostiene e arma anche diversi gruppi lungo il confine con il Myanmar, sede di comunità etniche cinesi, in un cinico calcolo volto ad evitare che l&#8217;instabilità si propaghi al suo interno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le acque bollenti del Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>Un altro importante focolaio di instabilità asiatica è rappresentato dal <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, come sappiamo. Le ultime notizie che ci giungono riferiscono di incontri ravvicinati ad alta tensione tra la guardia costiera filippina e quella cinese. Nella settimana del <a href="https://edition.cnn.com/2023/10/22/asia/south-china-sea-philippines-collision-intl-hnk/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">23 ottobre</a> c&#8217;è stato uno scontro in mare tra un&#8217;unità di Pechino e una di Manila nei pressi di Second Thomas Shoal nelle <strong>Isole Spratly</strong> &#8211; un gruppo di isole in gran parte disabitate in quello specchio d&#8217;acqua strategicamente importante e sede di rivendicazioni territoriali sovrapposte da parte di Filippine, Cina, Vietnam, Malesia e Taiwan. Curiosamente, ma nemmeno troppo, qualche giorno prima, intorno al 18 ottobre, la marina militare filippina aveva tenuto <a href="https://www.defensenews.com/training-sim/2023/10/18/us-philippines-wrap-up-naval-drill-amid-clashes-in-south-china-sea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;esercitazione navale</a> congiunta con quella statunitense sempre in quelle acque contese: le manovre denominate “Sama Sama” si tengono annualmente sin dal 2017 e quest&#8217;anno hanno visto partecipare anche unità da guerra di Francia, Regno Unito e Canada. </p>



<p>L&#8217;attività coercitiva e intimidatoria cinese nella regione è andata lentamente ma progressivamente aumentando, dimostrando la validità della strategia del “affettare il salame” &#8211; ovvero creare piccoli incidenti senza che ci sia il <em>casus belli</em> in modo da mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto nel lungo periodo – e possiamo osservarla anche nella seconda grossa area di tensione dell&#8217;intorno cinese: Taiwan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La pressione su Taiwan</h2>



<p>In tutto il mese di ottobre, sono stati 358 gli aerei militari che hanno invaso la Adiz (<em>Air Defence Identification Zone</em>) dell&#8217;isola, di cui 142 hanno attraversato la “linea mediana” che separa la Cina da Taiwan e corre a metà dell&#8217;omonimo Stretto. </p>



<p>Il 26 ottobre, inoltre, una squadra navale della <strong>PLA Navy</strong>, guidata dalla portaerei Shandong, ha <a href="https://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2023/10/28/2003808340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attraversato </a>lo Stretto di Bashi per dirigersi verso l&#8217;Oceano Pacifico Occidentale e in quello stesso giorno un totale di 35 aerei e 15 navi militari cinesi sono stati rilevati intorno a Taiwan nell&#8217;arco di 24 ore, con 23 aerei da guerra che hanno attraversato la linea mediana. </p>



<p>Se ci fossimo svegliati oggi dopo cinque lunghi anni di sonno e avessimo visto questi dati raffrontandoli a quelli precedenti, penseremmo di trovarci davanti a un conflitto imminente o a una grave crisi internazionale. Eppure, proprio secondo la strategia cinese già citata, la tensione è ancora sotto controllo sebbene sia evidente che queste azioni vogliano proprio far passare questo messaggio in modo da cogliere alla sprovvista Taipei (e i suoi alleati) quando il Dragone deciderà di riprendersi l&#8217;isola “ribelle” manu militari. Il tentativo infatti è quello di <strong>assuefare le difese</strong> taiwanesi a queste azioni, di far passare queste continue violazioni dell&#8217;Adiz come “routine”, e in un momento in cui gli Stati Uniti si trovano a dover affrontare due crisi belliche contemporaneamente – Ucraina e Israele – è ragionevole pensare che la possibilità di un colpo di mano cinese sia aumentata, anche al netto della recente apertura di Pechino con Washington per quanto riguarda il delicatissimo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pericolo-di-una-nuova-corsa-agli-armamenti-nucleari-cosa-puo-succedere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier degli armamenti atomici</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-mar-cinese-meridionale-e-taiwan-perche-lasia-e-attraversata-dalle-tensione.html">Myanmar, Mar Cinese Meridionale e Taiwan: perché l&#8217;Asia è attraversata dalle tensione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eni apre ai conti su Gazprombank: cosa succede ora?</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/eni-apre-ai-conti-su-gazprombank-cosa-succede-ora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2022 15:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[female genital mutilation]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eni si cautela contro il rischio di una guerra totale sul fronte economico ed energetico tra Occidente e Russia e apre i conti presso Gazprombank in euro e rubli senza tuttavia accettare le modifiche unilaterali ai contratti di fornitura energetica. A rivelarlo è un comunicato stampa ufficiale del gruppo di San Donato Milanese: &#8220;Eni, in vista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-apre-ai-conti-su-gazprombank-cosa-succede-ora.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220517174742335_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_816306-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Eni </strong>si cautela contro il rischio di una guerra totale sul fronte economico ed energetico tra Occidente e Russia e apre i conti presso Gazprombank in euro e rubli senza tuttavia accettare le modifiche unilaterali ai contratti di fornitura energetica. A rivelarlo è un comunicato stampa ufficiale del gruppo di San Donato Milanese: &#8220;Eni, in vista delle imminenti scadenze di pagamento previste per i prossimi giorni, ha avviato in via cautelativa le procedure relative all’apertura presso Gazprom Bank dei due conti correnti denominati K&#8221;, si legge nel comunicato. Il Cane a sei zampe aggiunge che &#8220;l’apertura dei conti avviene su<strong> base temporanea</strong> e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della società, che prevedono il soddisfacimento dell’obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnerà anche l’esecuzione dei relativi pagamenti&#8221; per le prossime forniture.</p>
<p>Dopo la francese Engie e la tedesca Rwe, Eni segue dunque la linea guida dei Conti K che, formalmente, bypassano i vincoli delle sanzioni europee: <strong>Gazprombank </strong>non è stata esclusa dal sistema di pagamenti Swift per il suo ruolo nevralgico nell&#8217;interscambio energetico tra Russia e Unione Europea che molti referenti della politica energetica comunitaria, dal vicecancelliere tedesco Robert Habeck al ministro della Transizione Ecologica italiano Roberto Cingolani, hanno definito vitale far proseguire per evitare gravissime conseguenze economico-sociali.</p>
<p>Dopo lo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-chiude-il-gas-a-polonia-e-bulgaria-cosa-puo-succedere-ora.html">stop alle forniture di gas a Bulgaria e Polonia</a> a fine aprile Mosca ha indicato che avrebbe esteso l&#8217;embargo delle forniture di gas e petrolio a chi,<a href="https://it.insideover.com/politica/i-48-paesi-ostili-che-potrebbero-subire-lembargo-russo.html" target="_blank" rel="noopener"> tra i Paesi considerati “ostili” (48 in tutto)</a> rifiuterà di saldare le prossime tranche dei contratti energetici utilizzando lo schema dei Conti K presso Gazprombank. Il procedimento dei Conti K è chiaro: l&#8217;azienda energetica acquirente è chiamata a aprire un duplice conto e a saldare in euro o dollari la sua posizione presso l&#8217;istituzione legata al colosso energetico russo Gazprom. Gazprombank, a sua volta, provvede alla <strong>conversione diretta </strong>del denaro in rubli, come prescritto dal governo di Vladimir Putin e soprattutto dalla governatrice della Banca centrale <a href="https://it.insideover.com/economia/le-sanzioni-danneggiano-tutti-choc-economico-anche-per-mosca.html" target="_blank" rel="noopener">russa <strong>Elvira Nabiullina </strong>per difendere il cambio della divisa di Mosca.</a></p>
<p>Eni ha confermato questo nel suo comunicato stampa: il gruppo guidato da Claudio Descalzi scrive che &#8220;Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (effettivamente giunta ad Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto&#8221;. In seguito &#8220;le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall’accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa&#8221;, messa sotto sanzioni dall&#8217;Occidente.</p>
<p>La manovra potrebbe però finire sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles. Se in un primo momento la Commissione Europea aveva fatto intendere che la pratica non avrebbe violato le sanzioni, nel pomeriggio c&#8217;è stata una parziale marcia indietro. Eric Mamer, portavoce della Commissione, ha spiegato che aprire un secondo conto in rubli &#8220;va al di là di quello che abbiamo detto che è permesso nel quadro degli <span class="hilg1">orientamenti</span> che abbiamo dato agli Stati membri. &#8220;Tutto ciò che va oltre gli <span class="hilg1">orientamenti</span> dati dalla Commissione europea agli Stati membri sarebbe contrario alle sanzioni. I nostri <span class="hilg1">orientamenti</span> non sono cambiati nelle ultime settimane&#8221;, ha continuato. &#8220;Noi indichiamo agli Stati membri quel che possono fare, cosa dovrebbero fare e cosa è compatibile con le sanzioni. Tutto ciò che va al di là non lo è&#8221;. La palla quindi passerebbe nelle mani dei singoli stati, dato che tocca a loro &#8220;far rispettare le sanzioni. E non lo fanno, si applica il quadro generale delle procedure di infrazione che può essere messo in opera dalla Commissione&#8221;.</p>
<p>Il passaggio resta comunque controverso perché il cambio in rubli, in quest&#8217;ottica del doppio conto, sarebbe una mossa finanziaria interna alla Federazione Russa da parte di attori ancora liberi di commerciare con l&#8217;Occidente, dunque non intaccabile dalla <strong>giurisdizione europea</strong>.</p>
<p>In sostanza, prosegue la strategia di ricerca del male minore nell&#8217;applicazione delle sanzioni europee. Eni non fa nulla di diverso da quanto compiuto dalle majors di altri Paesi: prosegue con i suoi affari e gestisce la sua politica energetica in forma cautelativa. Da un lato <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html" target="_blank" rel="noopener">accelerando sulla <strong>diversificazione da Mosc</strong></a><strong>a </strong>con la ricerca di accordi in Africa e facendo sponda con le altre aziende energetiche a partecipazione pubblica, dall&#8217;altro preparando l&#8217;atterraggio morbido sul gas russo. Non va sottovalutato il fatto che <strong>Descalzi si è recato assieme a Mario Draghi </strong>oltre Atlantico nella seconda settimana di maggio e che proprio in sede del viaggio a Washington il premier aveva dichiarato di &#8220;non vedere alcun problema&#8221; <a href="https://formiche.net/2022/05/gas-russo-pace/">in termini di interruzione delle forniture o di violazione del quadro sanzionatorio. </a>Il ponte economico con Mosca non è stato, del resto, ancora abbattuto: e questo è sintomatico del fatto che l&#8217;Italia e gli altri Paesi europei non sono ancora pronti all&#8217;abbandono totale degli ormeggi che uniscono a Mosca. Specie sul gas, dove vince la strategia realista. Alla quale, ad oggi, non esistono alternative prive di costi sociali elevati per Paesi a rischio di una nuova crisi economica come l&#8217;Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-apre-ai-conti-su-gazprombank-cosa-succede-ora.html">Eni apre ai conti su Gazprombank: cosa succede ora?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Viaggio nel sottobosco nazionalista della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nel-sottobosco-nazionalista-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 05:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pigni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--2048x1151.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un parcheggio nella periferia di San Pietroburgo sono in partenza furgoni carichi di aiuti umanitari. Destinazione: il Donbass. A dirigere le operazioni è German Vladimirov, nazionalista russo e attivista politico. “Se l’Ucraina si trovasse da qualche altra parte, che so io, nell’emisfero meridionale, sarebbe un conto, ma il nostro Paese non poteva permettersi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nel-sottobosco-nazionalista-della-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--2048x1151.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In un parcheggio nella periferia di <strong>San Pietroburgo</strong> sono in partenza furgoni carichi di aiuti umanitari. Destinazione: il Donbass. A dirigere le operazioni è German Vladimirov, nazionalista russo e attivista politico. “Se l’Ucraina si trovasse da qualche altra parte, che so io, nell’emisfero meridionale, sarebbe un conto, ma il nostro Paese non poteva permettersi di avere un vicino dotato di armi offensive”, afferma spiegando il suo totale appoggio all’”operazione militare speciale” contro l&#8217;Ucraina. Vladimirov è il fondatore del Museo del Valore Militare del Donbass, dedicato ai volontari che hanno combattuto per gli interessi della Russia nel mondo, dall&#8217;Ucraina orientale alla Siria. Un vero e proprio tempio del <strong>nazionalismo russo</strong>, il museo esibisce cimeli di guerra, fotografie dei combattenti caduti oltre alle spoglie dei nemici uccisi – le spalline del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cos-e-il-battaglione-azov.html">Battaglione Azov</a> e non lontano una bandiera dello Stato Islamico.</p>
<p>Il movimento nazionalista russo ebbe un ruolo centrale nella rivolta che nel 2014 portò alla nascita delle repubbliche separatiste del Donbass. Con il tacito benestare del Cremlino, migliaia di cittadini russi si unirono alla lotta armata contro le forze governative di Kiev. Quando la fase calda della guerra terminò nel Febbraio 2015 con gli <strong>accordi di Minsk</strong>, la maggior parte dei volontari fece ritorno in Russia. Negli anni successivi, la crisi ucraina passò in secondo piano nell’agenda di Mosca e molti nazionalisti si sentirono traditi: Putin aveva lasciato il Donbass in un limbo. Questo fino all’annuncio dell&#8217; &#8220;operazione militare speciale&#8221;.</p>
<h2>Il momento tanto atteso</h2>
<p>“Per otto anni abbiamo predetto che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, e finalmente ci siamo”, esclama il nazionalista russo Aleksandr Ljubimov. Ljubimov è il direttore del Centro di Coordinazione per l’Aiuto alla Novorossiya, un’organizzazione che ha come missione aiutare &#8220;tutti coloro che combattono contro l’Ucraina”. Nel 2014, Ljubimov offriva supporto logistico ai <strong>combattenti volontari</strong> diretti nel Donbas. Ora la sua organizzazione si occupa di raccogliere fondi, acquistare e inviare equipaggiamento militare alle milizie filo-russe impegnate al fronte. “Noi non rappresentiamo lo Stato russo, ma la volontà della società civile”, spiega Ljubimov.</p>
<p>Il movimento nazionalista russo è molto variegato: ci sono i monarchisti ortodossi, nostalgici dell’Impero Russo. C’è il gruppo paramilitare di estrema destra Rusich, che sfoggia simbologia neo-nazista. Ci sono poi i nazionalbolscevichi, seguaci del defunto Eduard Limonov. E molti altri. Nonostante le diversità ideologiche, questi gruppi condividono un tratto comune: l&#8217;ostilità verso lo Stato ucraino, considerato un’aberrazione della Storia, un costrutto creato dall’Occidente in funzione anti-russa e colpevole di crimini contro la gente del Donbass. “L’esperimento che portò alla nascita di due Stati russi separati è fallito” mi spiega Ljubimov. “Noi siamo la Russia giusta. Mentre la Russia sbagliata, la cosiddetta Ucraina, deve essere annientata”.</p>
<p><figure id="attachment_354833" aria-describedby="caption-attachment-354833" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-354833 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni.jpeg" alt="" width="2560" height="1439" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-2048x1151.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-354833" class="wp-caption-text">Addestramento di volontari nei pressi di San Pietroburgo (Foto di Giovanni Pigni)</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il rapporto con lo Stato</h2>
<p>Nonostante il fervore patriottico, i nazionalisti faticano a guadagnarsi la fiducia delle autorità: diverse organizzazioni di estrema destra sono state messe al bando, i loro leader accusati di estremismo e arrestati. Nelle scorse settimane, ai nazionalisti è stato più volte <a href="https://t.me/sevslavo/870">negato il permesso</a> di organizzare manifestazioni in sostegno alle forze armate.</p>
<p>“Per le autorità non c&#8217;è differenza tra noi patrioti e gli oppositori politici&#8221;, si lamenta Aleksandr Krasnogorodzev, pittore, ex-volontario combattente e membro dell’organizzazione nazionalista Unione Militare Russa. “Se usciamo a manifestare a favore dell’esercito senza autorizzazione, ci mettono dentro”.</p>
<p>Anche la partecipazione dei nazionalisti all&#8217;operazione speciale è strettamente regolamentata: mentre nel 2014 gli aspiranti combattenti raggiungevano l&#8217;Ucraina in maniera relativamente spontanea, ora il processo viene rigidamente controllato dall&#8217;alto. &#8220;Non si può più attraversare il confine passando tra i cespugli&#8221;, commenta Krasnogorodzev. Come osserva Pavel Nikulin, giornalista esperto dei movimenti nazionalisti, il Cremlino è sempre più intollerante a qualsiasi iniziativa proveniente dalla società civile. Questo vale per movimenti liberali come quello di Aleksey Navalny, ma anche per le forze patriottico-nazionaliste. La forza di Putin, infatti, non si fonda sulla mobilitazione delle masse. “Se coinvolgi le masse, le rendi un soggetto&#8221;, osserva Nikulin, &#8220;e poi c&#8217;è il rischio che questo soggetto ti spodesti”.</p>
<p><figure id="attachment_354834" aria-describedby="caption-attachment-354834" style="width: 1280px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-354834 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr.jpeg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-768x576.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-354834" class="wp-caption-text">Aleksandr Krasnogorodzev (sulla sinistra) nel Donbass (2014), (Fonte: archivio personale di Aleksandr)</figcaption></figure></p>
<h2>Le critiche all’&#8221;operazione speciale&#8221;</h2>
<p>L’entusiasmo iniziale dei nazionalisti verso l&#8217;“operazione militare speciale” si è presto trasformato in scetticismo: molti di loro criticano il governo per aver preso sotto gamba il conflitto. “Gli obiettivi non sono stati spiegati chiaramente”, commenta Krasnogorodzev. “Le vaghe dichiarazioni sulla “denazificazione” e “demilitarizzazione” dell’Ucraina si prestano a diverse interpretazioni, ci vuole più concretezza”, aggiunge.</p>
<p>Come molti nazionalisti, Krasnogorodzev rifiuta gli eufemismi del linguaggio ufficiale: non si tratta di un'&#8221;operazione militare speciale”, ma di una “guerra esistenziale”, il cui risultato può essere solo la capitolazione dell’Ucraina e la sua più o meno totale annessione alla Russia, o la fine della Russia stessa. &#8220;La Russia non può esistere senza i suoi territori storici&#8221;, commenta Krasnogorodzev. Ma per ottenere la vittoria totale, le risorse messe in campo fino ad ora non bastano: la resistenza degli ucraini è più accanita del previsto, mentre l’offensiva russa conta su un numero relativamente limitato di militari professionisti. Secondo Krasnogorodzev, il governo dovrebbe decidersi a mobilitare la nazione. “Una mobilitazione almeno parziale è necessaria per fare in modo che le nostre truppe siano altrettanto numerose come quelle del nemico”, spiega l’ex-combattente. Lui stesso non esclude che potrebbe tornare presto in Ucraina a dare manforte ai suoi.</p>
<p>Krasnogorozev, come altri nazionalisti, esita a criticare pubblicamente il governo per timore di risultare anti-patriottico. Altri invece non si trattengono: il leader nazionalista Igor Girkin, uno degli architetti della rivolta armata nel Donbass, ha scritto <a href="https://eugene-df.livejournal.com/1099926.html">una recente lettera</a> a Putin. &#8220;Il Paese non accetterà, né perdonerà le mezze misure&#8221;, scrive Girkin. “Ci aspettiamo grandi cose da lei, signor Presidente. Se ce le darete, saremo pronti a seguirla anche attraverso il fuoco e l’acciaio. Ma non provate a deluderci”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nel-sottobosco-nazionalista-della-russia.html">Viaggio nel sottobosco nazionalista della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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