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	<title>Mohammed VI Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 16 Aug 2026 11:38:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mohammed VI Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché la Cina ha scelto il Marocco come hub nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-ha-scelto-il-marocco-come-hub-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 11:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino sta dirottando ingenti investimenti in Marocco. Ecco a cosa punta la Cina e cosa sta succedendo a Rabat.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Marocco</strong> è diventato <strong>uno dei</strong> <strong>principali hub strategici, economici e commerciali della Cina dell’intera Africa</strong>. Poco importa che Rabat abbia stretto una solida alleanza con Israele e Stati Uniti, e che forse abbia in qualche modo favorito la crisi dei migranti di Ceuta per danneggiare gli interessi della Spagna, la porta cinese per accedere ai mercati europei. Poco importa, insomma, delle preferenze marocchine in politica estera, perché il pragmatismo adottato da Pechino nelle relazioni internazionali consente al Dragone di coltivare rapporti con tutti in nome del proprio interesse nazionale. Da questo punto di vista il Marocco é un perno ideale per consentire al gigante asiatico sia di penetrare nel continente africano che si implementare la presenza nel Mediterraneo.</p>



<p>Negli ultimi cinque anni <strong>i due Paesi hanno stretto accordi per importanti progetti infrastrutturali</strong> e <strong>siglato diversi patti commerciali</strong>. Nel settore manifatturiero, per esempio, decine di aziende cinesi hanno effettuato investimenti multimiliardari per stabilire fabbriche (per componenti di veicoli elettrici, batterie e materiali strategici ) in territorio marocchino. Per quale motivo? Bisogna considerare molteplici fattori che riguardano Rabat: la stabilità politica, accordi di libero scambio con l&#8217;Unione europea e gli Stati Uniti, abbondanti riserve di fosfato &#8211; cruciali per la produzione di batterie &#8211; e una posizione privilegiata, a soli 14 chilometri dall&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli affari della Cina in Marocco</h2>



<p>Dal punto di vista di Pechino, ha ricordato il quotidiano spagnolo <em><strong>El Mundo</strong></em>, il Marocco può svolgere un ruolo simile a quello che il Vietnam ha assunto in Asia: essere cioè una piattaforma industriale attraverso la quale rifornire i mercati occidentali di beni cinesi, aggirando alcune delle crescenti barriere commerciali che interessano le esportazioni che provengono direttamente da oltre Muraglia. Attenzione, inoltre, al dossier delle infrastrutture. Le aziende statali cinesi <strong>partecipano infatti a progetti ferroviari, energetici e portuali</strong>. Un esempio? Il porto di <strong>Tanger Med</strong> &#8211; il più grande del Mediterraneo e <strong>uno dei principali centri di traffico container del mondo</strong> &#8211; si è affermato come un nodo logistico di enorme valore per le catene di approvvigionamento cinesi. Da qui le merci possono essere distribuite rapidamente in Europa e in Africa occidentale, rafforzando il ruolo del Marocco come piattaforma logistica con portata continentale.</p>



<p>E consentendo alla <strong>Cina</strong> di realizzare profitti considerevoli. Nel frattempo <strong>Yu Jinsong</strong>, ambasciatore cinese a Rabat, ha dichiarato che le relazioni bilaterali stanno attraversando un momento favorevole e che <strong>nei prossimi cinque anni ci sarà una stretta collaborazione sino-marocchina</strong> incentrata sulla costruzione di un quadro economico comune. Questo sforzo dovrebbe concentrarsi sull&#8217;eliminazione delle tariffe, sul trasferimento di tecnologia dalla Cina e sulla firma di accordi per l&#8217;energia sostenibile. Il rafforzamento delle relazioni bilaterali è decollato con <strong>la visita del re Mohamed VI a Pechino nel maggio 2016</strong>, dove sono stati firmati accordi che stabiliscono il partenariato strategico tra Cina e Marocco. Da allora, il commercio tra i due Paesi è cresciuto in modo significativo, guidato da collaborazioni su progetti per lo sviluppo del <em>Global South</em> e della <em>Belt and Road Initiative.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Dragone a Rabat</h2>



<p>La <strong>Cina</strong> è attualmente il <strong>terzo maggiore partner commerciale internazionale del Marocco</strong> e il secondo per investimenti nel settore dell’energia sostenibile nel Paese. <strong>Nel 2025, il commercio bilaterale tra i due Paesi ha raggiunto i 10,96 miliardi di dollari,</strong> in aumento rispetto ai 9,04 miliardi del 2024. Nello stesso anno, le esportazioni cinesi verso il Marocco hanno raggiunto i 9,88 miliardi di dollari, mentre le importazioni dal Marocco si sono attestate a 1,08 miliardi. Si prevede che gli investimenti cinesi nel Paese supereranno i 10 miliardi di dollari nel prossimo futuro. Le relazioni economiche tra i due Paesi si concentrano principalmente su due ambiti: il trasferimento di tecnologia e gli investimenti nell’idrogeno verde e nelle energie rinnovabili. Il Marocco esporta soprattutto materie prime, tra cui semiconduttori e derivati del fosfato, mentre la Cina fornisce componenti per veicoli elettrici, prodotti di telefonia e altri beni a maggior valore aggiunto.</p>



<p>Nel settore energetico, <strong>la Cina mira a inserirsi nel processo di transizione del Marocco</strong>, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di coprire il 52% del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. In questo contesto, il Marocco rappresenta un partner strategico anche per la sua straordinaria disponibilità di risorse naturali: <strong>il Paese possiede infatti quasi il 70% delle riserve mondiali di fosfato</strong>, una materia prima fondamentale per l’agricoltura. La rilevanza di questa risorsa è ulteriormente accresciuta dall’importanza della sicurezza alimentare a livello globale, in particolare per la Cina, il secondo Paese più popoloso al mondo, con circa 1,4 miliardi di abitanti. Un esempio concreto della crescente cooperazione industriale è rappresentato da BTR New Material Group, produttore cinese di materiali per batterie al litio, che sta realizzando nel Paese progetti dedicati alla produzione di materiali per catodi e anodi e che dovrebbe creare oltre 1.100 posti di lavoro qualificati. Il Marocco, principale esportatore mondiale di fosfato e <strong>dotato di significative risorse di cobalto e litio</strong>, sta così sfruttando la propria base mineraria per sviluppare una nuova filiera industriale nel settore energetico, capace di collegare le risorse marocchine, la capacità di lavorazione cinese e i mercati europei.</p>



<p>Negli ultimi due anni, ha sottolineato il <em><strong>New York Times</strong></em>, gli investimenti a Rabat e dintorni da parte di produttori cinesi di energia, veicoli elettrici e batterie sono aumentati in maniera vertiginosa, sfiorando quasi i 10 miliardi di dollari. Ci sono decine di aziende d’oltre Muraglia che stanno aprendo, o hanno già aperto, sedi in loco, a conferma della crescente importanza che Pechino assegna al Marocco.</p>
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		<title>La Coppa d&#8217;Africa fa riemergere le tensioni tra Algeria e Marocco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-coppa-dafrica-fa-riemergere-le-tensioni-tra-algeria-e-marocco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 09:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Tensioni alle stelle fra Algeria e Marocco anche nel calcio. Gli scontri precedenti, le polemiche e le speranza di distensione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/marocco-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Dopo i padroni di casa, una delle squadre più attese nella Coppa d&#8217;Africa in corso in questi giorni in Marocco è l&#8217;Algeria, e non solo per ragioni tecniche. <strong>Algeri e Rabat sono da tempo ai ferri corti </strong>in ambito politico, e poco prima del debutto della squadra algerina nel torneo una nuova polemica è tornata a scaldare gli animi.</p>



<p>Il 20 dicembre, l&#8217;agenzia di stampa <em>Algeria Gate</em> <a href="https://x.com/algatedz/status/2002431817287414098" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha pubblicato su X</a> una foto proveniente dall&#8217;alloggio in cui è sistemata la selezione algerina, che mostrava <strong>un quadro del re del Marocco, Mohammed VI, coperto con dei drappi</strong>. Secondo quanto riportato, sarebbero stati gli stessi dirigenti della Federcalcio algerina a fare coprire le immagini.</p>



<p><em>Algeria Gate</em> ha pubblicato la foto commentando solo &#8220;L&#8217;immagine del giorno&#8221;. Poco dopo, anche il sito d&#8217;informazione <em>Morocco World News</em> <a href="https://www.moroccoworldnews.com/2025/12/272578/algeria-afcon-delegation-covers-king-mohammed-vi-portrait-in-hotel/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ripreso la notizia</a>, ovviamente con un commento di segno del tutto opposto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il conflitto tra Algeria e Marocco, tra politica e calcio</h2>



<p>Che i due Paesi nordafricani abbiano <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marocco-e-algeria-la-lotta-fratricida-che-puo-incendiare-il-maghreb.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una relazione complicata</a> è piuttosto noto, ma negli ultimi anni i rapporti sono ulteriormente peggiorati. In primo luogo, c&#8217;è l&#8217;appoggio del Marocco a Israele, con l&#8217;Algeria che invece sostiene le rivendicazioni palestinesi. Poi c&#8217;è la questione del Sahara Occidentale, che il Marocco rivendica come proprio territorio, mentre l&#8217;Algeria ne sostiene l&#8217;indipendenza. <strong>Nell&#8217;agosto 2021 sono state interrotte le relazioni diplomatiche</strong>, con il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra che ha accusato i vicini di stare conducendo &#8220;guerra contro l’Algeria, il suo popolo e i suoi leader&#8221;.</p>



<p>Nel 2023, proprio nel calcio si era verificato un altro serio incidente tra i due Paesi, durante il Campionato africano, un torneo simile alla Coppa d&#8217;Africa ma per il quale possono essere convocati solo giocatori impegnati nei campionati domestici. La competizione si teneva in Algeria, con il Marocco grande favorito per la vittoria finale, avendo conquistato le due precedenti edizioni. Ma <strong>la chiusura dello spazio aereo algerino ai voli provenienti dal Marocco</strong> aveva impedito ai <em>Leoni dell&#8217;Atlante</em> di inviare la propria selezione, costringendoli a un clamoroso ritiro.</p>



<p>Nel match inaugurale <strong>era anche stato invitato a tenere un discorso Mandla Mandela</strong>, nipote di Nelson Mandela, che aveva condannato l&#8217;oppressione marocchina sul Sahara Occidentale. Per tutta risposta, la Federcalcio del Marocco <a href="https://www.aljazeera.com/news/2023/1/15/morocco-condemns-provocative-acts-at-algeria-football-cup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva condannato</a> le parole di Mandela come una &#8220;provocazione&#8221;, chiedendo l&#8217;intervento della CAF, l&#8217;associazione che governa il calcio africano.</p>



<p>Un nuovo caso era scoppiato nell&#8217;aprile 2024, <strong>quando USM Alger e il RS Berkane si erano trovate faccia a faccia nella semifinale della CAF Confederation Cup</strong>, la seconda competizione africana per squadre di club. Nonostante una deroga concessa ai marocchini per giocare in Algeria, era nata una controversia sulla maglietta del Berkane, che raffigurava il profilo del Marocco incluso il Sahara Occidentale.</p>



<p>Le autorità algerine avevano sequestrato le magliette ai giocatori marocchini in aeroporto, e in seguito avevano preteso che il simbolo venisse coperto durante la partita. A quel punto, <strong>il RS Berkane si era rifiutato di scendere in campo</strong>, la partita non era mai iniziata, e in seguito il club marocchino <a href="https://www.aljazeera.com/sports/2024/4/25/caf-cup-tie-awarded-to-moroccan-side-after-kit-confiscated-by-algerian-host" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si era visto dare ragione</a> dalla CAF, ottenendo la vittoria a tavolino per 3-0.</p>



<p>Ma per il match di ritorno la questione si era riproposta, solo che stavolta <strong>erano stati i giocatori dell&#8217;USM Alger a non voler scendere in campo</strong>, per protesta contro la maglietta degli avversari. Ancora una volta, la squadra algerina si era vista infliggere una sconfitta a tavolino per 3-0, ma aveva deciso di portare la questione davanti al TAS di Losanna. Lo scorso febbraio, il tribunale svizzero <a href="https://www.bbc.com/sport/football/articles/c80y5znnx10o" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ribaltato il verdetto</a>, assolvendo l&#8217;USM Alger e ritenendo la maglietta del RS Berkane un atto di propaganda politica. Un verdetto ovviamente simbolico, dato che ormai i risultati erano stati omologati e i marocchini avevano già giocato (e perso) la finale contro gli egiziani dello Zamalek.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcio come ponte tra Marocco e Algeria</h2>



<p>Il 24 dicembre, l&#8217;Algeria ha debuttato nella Coppa d&#8217;Africa in Marocco con una comoda vittoria sul Sudan. Nessuna particolare tensione o contestazione si è notata attorno alla partita, anche perché <strong>il Marocco ha tutto l&#8217;interesse a mostrarsi aperto e accogliente davanti agli occhi del mondo</strong>. La competizione di quest&#8217;anno è una grande prova generale in vista del Mondiale del 2030, di cui Rabat sarà co-organizzatore assieme a Spagna e Portogallo.</p>



<p>Come <a href="https://www.lequipe.fr/Football/Article/Algeriens-et-marocains-lies-par-le-foot-et-la-culture-mais-separes-par-la-politique/1629201" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha raccontato <em>L</em>&#8216;<em>Équipe</em></a>, la Coppa d&#8217;Africa potrebbe anche essere un&#8217;occasione di distensione tra i due Paesi. <strong>&#8220;Il calcio deve essere un ponte tra i popoli&#8221;</strong> ha dichiarato al quotidiano francese Abdeslam Ouaddou, ex calciatore marocchino che nel 2020 ha lavorato nello staff della Nazionale algerina. Le ostilità sono soprattutto politiche, mentre le persone comuni il conflitto col vicino non sembra essere altrettanto sentito.</p>



<p>Questo vale ancora di più per gli emigranti, in particolare quelli che vivono in Francia, <strong>lontani dalla propaganda interna dei due Paesi e spesso a contatto diretto gli uni con gli altri</strong>. È il caso, per esempio, di Farès Chaïbi, centrocampista algerino che gioca nell&#8217;Eintracht Francoforte, ma che è nato e cresciuto a Lione. In un&#8217;intervista delle scorse settimane <a href="https://www.reuters.com/sports/soccer/morocco-hosting-afcon-will-help-algeria-chaibi-says-2025-12-18/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a <em>Reuters</em></a>, si è complimentato per <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-in-marocco-la-generazione-z-si-rivolta-ma-con-lappoggio-dei-campioni-del-calcio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il livello delle strutture</a> del Paese ospitante e ha anche definito i marocchini &#8220;fratelli&#8221; degli algerini.</p>



<p>La fratellanza tra tifosi marocchini e algerini <a href="https://www.instagram.com/p/DSrdC8BDOZh/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata confermata</a> anche <strong>dai report del giornalista Alex Čizmić</strong>, che sta seguendo la competizione dal vivo. Ovviamente, però, bisognerà vedere cosa accadrà se, nella fase a eliminazione diretta, le due squadre dovessero trovarsi l&#8217;una contro l&#8217;altra. L&#8217;Algeria è una delle favorite per la vittoria finale, ed è facile immaginare che un eventuale successo verrebbe sfruttato politicamente dal governo in funzione anti-marocchina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-coppa-dafrica-fa-riemergere-le-tensioni-tra-algeria-e-marocco.html">La Coppa d&#8217;Africa fa riemergere le tensioni tra Algeria e Marocco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il terremoto e il silenzio del re: così il Marocco è finito sull&#8217;orlo del baratro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 08:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto in Marocco e la gestione degli aiuti internazionali stanno richiamando l'attenzione sulla figura enigmatica del re Mohammed VI</p>
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<p>Un <a href="https://www.nytimes.com/2023/09/11/world/africa/moroccan-king-quake.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">silenzio assordante</a> circonda il re del Marocco da quando la settimana scorsa il suo Paese è stato colpito dal violento <strong>terremoto </strong>che ha già fatto 2900 vittime. Mentre si scava ancora tra le macerie e di ora in ora si affievolisce la speranza di trovare superstiti, gli aiuti internazionali vengono selezionati in base alla provenienza e nessuna parola di conforto, a parte un grigio comunicato ufficiale, è stata pronunciata da <strong>Mohammed VI</strong>.&nbsp;</p>



<p>M6, come qui è soprannominato, ha compiuto 60 anni ad agosto e si trovava a Parigi, sua residenza semiufficiale, quando la calamità naturale ha colpito il <strong>Marocco</strong>. Ha impiegato quasi un giorno per fare rientro a palazzo e da allora ha mantenuto un profilo basso apparendo in un video senza audio trasmesso dalle tv nazionali e visitando un ospedale per donare sangue.&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Funzionari del regno si sono affrettati a rassicurare la popolazione che il sovrano sta guidando dalla prima ora la risposta all’emergenza. Di diverso avviso sarebbero altre fonti anonime secondo le quali vi sarebbe una vera e propria paralisi gestionale dovuta proprio all’inazione del re che, oltre ad essere l’uomo più ricco e potente del Paese, è a capo delle forze armate e “Comandante dei fedeli” per l&#8217;<strong>Islam</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il re del Marocco</h2>



<p>Salito al potere nel 1999, Mohammed VI ha subito indicato di voler affrontare le piaghe della povertà e dell’analfabetismo riconoscendo però in un’intervista alla rivista <em>Time </em>che “qualsiasi cosa io farò non sarà mai abbastanza per il Marocco”.&nbsp;In realtà durante il&nbsp;suo regno ha approvato importanti <strong>cambiamenti sociali </strong>seppur in un contesto conservatore. Ha rilasciato prigionieri politici, innalzato l’età per il matrimonio dai 15 ai 18 anni, introdotto la possibilità per la donna di chiedere il divorzio – rendendolo una procedura legale – e consentendo la poligamia qualora la prima moglie sia d&#8217;accordo.&nbsp;</p>



<p>L’ondata delle <strong>primavere arabe</strong> che nel nord Africa ha spazzato via i regimi di Tunisia, Egitto e Libia è stata inizialmente gestita con saggezza da M6 attraverso modifiche alla Costituzione e permettendo al partito islamico di governare dopo la vittoria alle elezioni. A seguito degli attentati terroristici del 2003 Rabat si è impegnata con efficacia nella <strong>lotta al terrorismo e all’Islam radicale</strong> contraddistinguendosi come alleata affidabile degli Stati Uniti. Nel 2020 ha anche riconosciuto Israele nel quadro degli accordi di Abramo. A partire dal 2016 il sovrano ha però avviato una politica più restrittiva nei confronti delle manifestazioni di protesta e rafforzato il controllo sui mezzi di informazione. Il Marocco è infatti al 144esimo posto nella classifica per la libertà di stampa secondo il <em>World Press Freedom Index</em>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dov&#8217;è finito Mohammed VI</h2>



<p>Nel frattempo, il <strong>mistero sulla figura del re</strong>, il quale non ha mai partecipato ad una conferenza stampa né è stato intervistato in televisione, è andato crescendo. Si è parlato tanto dei suoi numerosi problemi di salute e della sua sempre più stretta vicinanza ad un giovane campione di arti marziali, Abubakr Abu Azaitar, e ai suoi due fratelli. Tali frequentazioni ambigue in un paese in cui l’omosessualità e i rapporti fuori dal matrimonio sono ancora considerati illegali avrebbe contribuito ad allargare la distanza tra il palazzo reale e la popolazione.&nbsp;</p>



<p>A seguito del terremoto del 2004 che fece più di 600 morti, in una circostanza simile a quella odierna, fu necessaria una visita di M6 ai villaggi devastati per mettere in moto la macchina dello stato. Questa volta un intervento di questo tipo potrebbe non bastare. Le dimensioni della catastrofe sono immani e il contesto sociale ed economico è peggiorato rispetto all’inizio del regno di Mohammed VI. Sul letto di morte il padre dell’attuale sovrano, Hassan II, augurò al figlio “una vita difficile per dimostrare il tuo valore”. In questa occasione<strong> il silenzio del re</strong> dimostra qualcos’altro. &nbsp;</p>
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		<title>Sahara Occidentale: l&#8217;Austria sostiene il piano di autonomia del Marocco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sahara-occidentale-austria-sostiene-piano-autonomia-marocco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 17:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="794" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/WhatsApp-Image-2023-02-28-at-18.31.15.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sahara occidentale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/WhatsApp-Image-2023-02-28-at-18.31.15.jpeg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/WhatsApp-Image-2023-02-28-at-18.31.15-300x238.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/WhatsApp-Image-2023-02-28-at-18.31.15-768x610.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;Austria considera il piano di autonomia, presentato dal Marocco nel 2007, come un &#8220;contributo serio e credibile&#8221; al processo politico condotto dall&#8217;Onu e come base per una soluzione accettata da tutte le parti. Lo afferma la dichiarazione congiunta adottata al termine dell&#8217;incontro, martedì a Rabat, tra il capo del governo marocchino, Aziz Akhannouch, e il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sahara-occidentale-austria-sostiene-piano-autonomia-marocco.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;<strong>Austria</strong> considera il <strong>piano di autonomia</strong>, presentato dal <strong>Marocco </strong>nel 2007, come un &#8220;contributo serio e credibile&#8221; al processo politico condotto dall&#8217;Onu e come base per una soluzione accettata da tutte le parti. Lo afferma la dichiarazione congiunta adottata al termine dell&#8217;incontro, martedì a Rabat, tra il capo del governo marocchino, <strong>Aziz Akhannouch</strong>, e il cancelliere federale dell&#8217;Austria, <strong>Karl Nehammer</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dichiarazione congiunta Austria-Marocco</h2>



<p>In questa dichiarazione, i due Paesi hanno affermato il loro sostegno agli sforzi dell&#8217;Inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara, <strong>Staffan de Mistura</strong>, e al suo contributo per continuare a portare avanti il processo politico. Un processo volto a raggiungere &#8220;una soluzione giusta e duratura, politica e reciprocamente accettabile”, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con gli scopi e i principi enunciati nella <strong>Carta delle Nazioni Unite</strong>.</p>



<p>In questo contesto, il Marocco ha accolto con favore la disponibilità dell&#8217;Austria a continuare il suo prezioso sostegno alla <strong>MINURSO</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dell&#8217;Austria</h2>



<p>D’altra parte, l’Austria si è congratulata per le grandi <strong>riforme politiche</strong> avvenute in Marocco sotto la guida di <strong>Re Mohammed VI</strong>, a favore di una società ed un’economia più aperte e dinamiche. E questo soprattutto grazie al nuovo <strong>modello di sviluppo</strong>, alla regionalizzazione avanzata e alla promozione della condizione della donna, si legge nel comunicato che saluta anche la leadership del Marocco in Africa ed il suo ruolo centrale nella <strong>stabilità regionale</strong>.</p>



<p>Con questa posizione, diventano 13 Paesi dell&#8217;Ue che sostengono effettivamente il piano di autonomia, tra cui Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Romania, Portogallo, più altri Paesi europei.</p>



<p>Mentre altri Paesi, come gli Stati Uniti, Paesi africani, arabi e asiatici riconoscono la piena sovranità del Marocco sul territorio <strong>Sahara occidentale</strong>. Ricordiamo infine che, come atto di riconoscimento, più di 30 di questi Paesi hanno aperto rappresentanze consolari nel territorio del Sahara Occidentale.</p>
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		<title>Perché gli Usa ora puntano tutto sul Marocco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-ora-puntano-tutto-sul-marocco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 10:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni del gennaio appena trascorso, il sottosegretario di Stato americano per gli Affari delle Organizzazioni Internazionali, Michele Sison, ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita. Sison ha sottolineato “l’apprezzamento degli Stati Uniti al ruolo di re Mohammed VI a favore della pace e della sicurezza nel Nord Africa e in Medio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-ora-puntano-tutto-sul-marocco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni del gennaio appena trascorso, il sottosegretario di Stato americano per gli Affari delle Organizzazioni Internazionali, <strong>Michele Sison</strong>, ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita. Sison ha sottolineato “l’apprezzamento degli Stati Uniti al ruolo di re <strong>Mohammed VI </strong>a favore della pace e della sicurezza nel Nord Africa e in Medio Oriente&#8221; e “quanto l’amministrazione Biden apprezzi pienamente i contributi del Regno del Marocco alle missioni di mantenimento della pace dell’Onu in tutto il mondo”, e si è detta “felice di essere in Marocco, uno dei più stretti e antichi alleati degli Stati Uniti. </p>



<p>Un’amicizia di vecchia data quella tra le due nazioni, se si considera che il Paese magrebino fu uno dei primi “<em>barbary states</em>” a riconoscere non solo l’indipendenza americana ma a stipulare con Washington delle relazioni commerciali e politiche stabili. Secoli dopo, nell’ora più complessa per tutta l’Africa, il ruolo americano nell’area torna cruciale nella risoluzione della vicenda del <strong>Sahara occidentale</strong>. Gli Stati Uniti avevano sostenuto nel dicembre 2020 la proposta di autonomia nel Sahara qualificandola come base unica per una soluzione politica duratura, e <strong>Donald Trump</strong> dichiarò la piena e completa sovranità del Marocco sul suo Sahara; una scelta confermata anche da<strong> Joe Biden</strong>, sebbene Parigi abbia storto il naso più volte. L&#8217;Eliseo, infatti, non si arrende alla rimodulazione dei rapporti esteri di Rabat, soprattutto in virtù di passi epocali come gli Accordi di Abramo e il triangolare Marocco-USA-Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una pax marocchina in nord Africa?</h2>



<p>L&#8217;amministrazione statunitense, da mesi si prodiga in elogi sul ruolo chiave svolto dal Marocco nella promozione della pace e della sicurezza nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa. L&#8217;ennesimo omaggio americano è stato reso alcuni giorni fa proprio durante un colloquio telefonico tra <strong>Anthony Blinken</strong> e il ministro degli Esteri marocchino <strong>Nasser Bourita</strong>. I due funzionari hanno discusso delle priorità condivise nelle relazioni bilaterali e degli sforzi per promuovere la stabilità regionale. Il Segretario di Stato americano ha anche discusso con il suo omologo marocchino “dei suoi recenti viaggi e impegni con i leader egiziani, israeliani e palestinesi, durante i quali ha chiesto la riduzione dell&#8217;escalation e la fine del ciclo di violenza”.</p>



<p>Durante questa conversazione, Blinken ha &#8220;elogiato&#8221; il Regno per il suo &#8220;impegno a promuovere la pace e la sicurezza nella regione, anche attraverso la partecipazione del Marocco al Forum del Negev&#8221;. Il segretario di Stato americano ha anche affermato, in un post su Twitter, di aver discusso con Bourita della “forte cooperazione bilaterale in materia di sicurezza e difesa regionale” tra Stati Uniti e Marocco. “Abbiamo anche discusso del mio recente viaggio e degli incontri con i leader egiziani, israeliani e palestinesi”, ha osservato dopo la conversazione telefonica. Gli Stati Uniti hanno recentemente elogiato il ruolo del Marocco, sotto la guida del re Mohammed VI, presidente del Comitato Al-Quds, nel sostenere il <strong>popolo palestinese </strong>e promuovere la soluzione dei due Stati e la pace in Medio Oriente. Il Marocco, del resto, ha un rapporto unico con i palestinesi, e Sua Maestà il Re Mohammed VI in quanto presidente del Comitato dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione islamica, ha un ruolo chiave nel fornire aiuto e assistenza al popolo palestinese e nel sostenere la soluzione dei due Stati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rabat si allontana dall&#8217;Europa?</h2>



<p>Il flirt tra Rabat e Washington si spiega non solo con la comunione d&#8217;intenti fra i due Paesi, ma anche attraverso un progressivo <strong>deterioramento dei rapporti del Marocco con l&#8217;Europa</strong>, ancora impastoiata in meccanismi post-coloniali. La duplicità di alcuni Paesi europei nelle loro relazioni con il Marocco, compresa l&#8217;ambiguità e la sottile ostilità sulla questione del Sahara, ha portato Rabat a ricorrere a nuove sfide geopolitiche.</p>



<p>Il Marocco non ha accettato di buon  grado la risoluzione europea che prende di mira la situazione dei diritti umani nel Paese: Rabat si rifiuta di accettare il doppio standard con cui Bruxelles giudicherebbe il Paese, dimentica di situazioni ben più gravi e complesse come in Libia, Tunisia o Algeria. Da Rabat non le hanno certo mandate a dire e la stampa nazionale si è immediatamente scagliata contro il tono e la natura onnicomprensiva della risoluzione: per il regno queste dichiarazioni rivelano che l&#8217;obiettivo finale di coloro che l&#8217;hanno promossa non è quello di promuovere i diritti umani in Marocco, ma piuttosto di optare per una dichiarazione politica contro un Paese che è stato sempre più disposto a prendere posizione, anche contro la <em>grandeur </em>europea: è innegabile che in questo un ruolo chiave è stato esercitato dalla frustrazione della Francia a causa della crescente assertività del Marocco. Il Marocco sta sfidando, infatti, diplomaticamente la Francia nell&#8217;Africa francofona, riscuotendo numerosi successi e seguito; ma soprattutto, si sta allontanando da Parigi espandendo e diversificando attivamente la sua rete di partner strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;amministrazione Biden e il Marocco</h2>



<p>Il fervore con il quale il presidente degli Stati Uniti ha seguito le vicende della nazionale Marocchina ai mondiali del Qatar ha fatto da cornice ad una strada ben tracciata negli ultimi due anni. E che non tutti gradiscono nell&#8217;<em>entourage</em> di Biden. Lo scorso Natale, infatti, il presidente degli Stati Uniti  ha firmato la legge sull&#8217;autorizzazione alla difesa nazionale per l&#8217;anno fiscale 2023, recante numerosi vantaggi per il Marocco in quanto presenta diverse opportunità, tra cui spesa per il clima e vendita di armi. Una delle disposizioni che ha sollevato preoccupazioni per la Casa Bianca è la Sezione 1209 del <strong><em>National Defense Authorization Act</em> </strong>(Ndaa), che mira a fare pressione sull&#8217;amministrazione Biden e sul Marocco per interrompere la cooperazione militare bilaterale. La pressione è arrivata da un gruppo di senatori, in particolare l&#8217;ormai in pensione James Inhofe, che ha chiesto di fermare la spesa degli Stati Uniti in esercitazioni militari con il Marocco per costringere Rabat a negoziare la sua integrità territoriale e sovranità sul Sahara occidentale.</p>



<p>In risposta, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che è &#8220;lieto&#8221; di sostenere &#8220;obiettivi critici&#8221; citati nell&#8217;atto di autorizzazione alla difesa. Inhofe, assieme a molti altri senatori, ha tentato di convincere l&#8217;amministrazione Biden a revocare il riconoscimento statunitense della sovranità del Marocco sul Sahara occidentale. Inhofe, una delle voci pro-Polisario più accese a Washington, ha recentemente richiesto la ricerca di siti alternativi per ospitare l&#8217;esercitazione militare <em>African Lion</em> al posto del Marocco. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno recentemente confermato che le esercitazioni militari si svolgeranno regolarmente in Marocco il prossimo  giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;industria militare Usa in Marocco</h2>



<p>Lo scorso gennaio, il presidente Biden aveva incaricato il segretario alla Difesa Lloyd Austin di preparare un piano di emergenza per stabilire una base industriale militare americana nel Regno del Marocco. Il piano è stato proposto durante una riunione ad alto livello alla fine di dicembre, quando Biden e Austin hanno discusso della nuova strategia militare globale americana.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di Biden è quello di spingere il Pentagono nel facilitare gli aspetti logistici e legali degli investimenti dell&#8217;industria della Difesa statunitense in Marocco. Il rafforzamento del ruolo guida di Rabat nella <strong>lotta al terrorismo</strong>, così come la sua integrazione nell&#8217;equazione militare internazionale, sarà raggiunto sviluppando le sue capacità tecnico-militari. Secondo fonti dei media negli Stati Uniti, prima del suo incontro con Austin, Biden ha ricevuto un rapporto dettagliato dal direttore della CIA William Burns sull&#8217;espansione dell&#8217;influenza della Russia in Africa, inclusi Zimbabwe, Sudan, Repubblica Centrafricana, Algeria e i Paesi del Sahel e del Sahara. Il rapporto afferma che la Russia non solo sostiene con forza il regime algerino militarmente e politicamente, ma sta anche discutendo la creazione di una grande base logistica che le darebbe un importante sbocco verso i Paesi situati a sud del deserto del Sahara. &#8220;Questo&#8221;, ha detto l&#8217;agenzia, &#8220;minaccerà gli interessi di Washington e dei suoi alleati&#8221;. Un motivo in più per fare di Rabat il pivot americano nel Maghreb.</p>
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		<title>Immigrazione, il re del Marocco indica la prospettiva all&#8217;Unione africana</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/la-visione-dell-immigrazione-secondo-il-marocco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 13:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad Addis Abeba in questi giorni si sta svolgendo l&#8217;edizione numero 35 del vertice ordinario dell&#8217;Unione Africana. Una riunione particolarmente sentita quest&#8217;anno. Tra il 2020 e il 2021 l&#8217;Africa è cambiata molto. La pandemia ne ha mostrato la maggiore vulnerabilità, mentre a livello politico il dilagare dei colpi di Stato ha dato la percezione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-visione-dell-immigrazione-secondo-il-marocco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208150026267_f1c9f5a164a135e3512f4c3d4fff2c52-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ad <strong>Addis Abeba</strong> in questi giorni si sta svolgendo l&#8217;edizione numero 35 del vertice ordinario dell&#8217;<strong>Unione Africana</strong>. Una riunione particolarmente sentita quest&#8217;anno. Tra il 2020 e il 2021 l&#8217;Africa è cambiata molto. La <strong>pandemia</strong> ne ha mostrato la maggiore vulnerabilità, mentre a livello politico il dilagare dei colpi di Stato ha dato la percezione di una forte instabilità. Ma è l&#8217;<strong>immigrazione</strong> il tema su cui si stanno incentrando i maggiori dibattiti. Proprio per questo, tramite il ministro degli Esteri <strong>Nasser Bourita</strong>, il Re del Marocco <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Mohammed VI</a> ha voluto indicare la propria prospettiva, e quella del governo di Rabat, ai capi di Stato riuniti nella capitale etiope.</p>
<h2>Le preoccupazioni legate alla pandemia</h2>
<p>&#8220;La governance delle migrazioni non deve rispondere alla gestione dell&#8217;emergenza, ma va intesa con un approccio di responsabilità e solidarietà&#8221;: è questo il primo passaggio del <a href="https://www.maroc.ma/fr/actualites/rapport-de-sm-le-roi-la-gouvernance-de-la-migration-doit-etre-apprehendee-avec-une">rapporto sulle migrazioni</a> presentato dal sovrano del Marocco e contenuto all&#8217;interno del documento sulle migrazioni presentato ad Addis Abeba. Secondo Mohammed VI l&#8217;attuale <strong>emergenza</strong> più significativa, quella cioè legata al coronavirus, è destinata a finire. Occorre quindi pensare alle conseguenze lasciate dalla pandemia e iniziare a reagire in previsione futura: &#8220;L&#8217;emergenza sanitaria &#8211; ha scritto il Re del Marocco &#8211; ha avuto un forte impatto sulla migrazione: la chiusura delle frontiere e le misure restrittive volte ad arginare la diffusione della pandemia hanno avuto un impatto sulla mobilità dei migranti&#8221;. Ad emergere è stata soprattutto &#8220;la vulnerabilità dei migranti alla tratta di esseri umani, esposti a un rischio maggiore di sfruttamento da parte di criminali e trafficanti&#8221;, si legge ancora nel rapporto di Mohammed VI.</p>
<p>Una <strong>vulnerabilità</strong> aumentata per via delle difficoltà relative alla pandemia. Molti posti di lavoro sono andati persi, molte società si sono ritrovate con ancora più poveri, in molte città le opportunità di sviluppo si sono arenate. Non solo: il pensiero del Re del Marocco è andato alla vulnerabilità di particolari categorie sociali, quali tra tutte <strong>donne</strong> e <strong>giovani</strong>. Il sovrano ha voluto sottolineare infatti la loro maggiore emarginazione marcata soprattutto nei contesti più difficili del continente. Un quadro quindi preoccupante e di cui l&#8217;Africa deve tener conto, tanto più che il rallentamento dell&#8217;economia potrebbe non far raggiungere gli obiettivi preposti dall&#8217;Unione Africana nei progetti per lo &#8220;Sviluppo Sostenibile 2030&#8221; e &#8220;Agenda 2063&#8221;. Oltre alla pandemia, il continente deve guardarsi da altri pericoli: &#8220;Al di là alle conseguenze della pandemia &#8211; ha ribadito Re Mohammed VI &#8211; ci sono quelle legate ai <strong>conflitti</strong> e ai <strong>cambiamenti climatici</strong> come siccità, cicloni e inondazioni che imperversano sul continente africano&#8221;.</p>
<h2>Il ruolo della diaspora</h2>
<p>Il punto di vista del Marocco sull&#8217;immigrazione è importante per conoscere il fenomeno dalla prospettiva africana. Anche il territorio marocchino è stato interessato nel 2021 da importanti flussi migratori. Non solo quelli riguardanti cittadini locali che tramite le <strong>rotte spagnole</strong> provano a raggiungere l&#8217;Europa, ma anche quelli risalenti dal <strong>Sahel</strong>. Per Rabat, così come per i Paesi vicini, intervenire sul fenomeno è più che mai importante. Nel suo intervento Re Mohammed VI ha evidenziato un aspetto spesso poco preso in considerazione in Europa e che riguarda l&#8217;economia generata dalla <strong>diaspora</strong>. Le rimesse provenienti dai migranti che lavorano nel Vecchio Continente sono vitali per i redditi di centinaia di famiglie. Nell&#8217;ottobre del 2020 il peso economico delle rimesse ha raggiunto i 78.4 miliardi di Dollari. La pandemia non ha provocato, contrariamente alle aspettative, particolari contrazioni del fenomeno. Nel rapporto di Rabat si sottolinea come i lavoratori immigrati in Europa hanno continuato a lavorare o comunque a potersi permettere di mandare parte dei risparmi nei Paesi di origine.</p>
<p>L&#8217;11% delle rimesse globali ha a che fare con le rimesse africane. Da qui la necessità di gestire il fenomeno: &#8220;Le rimesse si sono affermate &#8211; si legge ancora nel rapporto &#8211; come una fonte più resiliente e più affidabile rispetto ai flussi di investimenti diretti esteri&#8221;. Un concetto importante da rimarcare per il controllo dell&#8217;immigrazione. Appare importante, per il Marocco come per l&#8217;intero continente africano, fare in modo che le rimesse continuino a rappresentare una fonte di introito e al tempo stesso che esse possano derivare da un&#8217;immigrazione più &#8220;ragionata&#8221; in grado di portare in Europa lavoratori più qualificati. Un progetto ostacolato però, secondo il sovrano, da eccessive detrazioni praticate dalle organizzazioni internazionali sulle rimesse africane: &#8220;Possono arrivare &#8211; ha rimarcato Mohammed VI &#8211; anche fino al 15%. Inoltre, solo il 10% di queste rimesse viene investito in progetti o prodotti di risparmio in Africa&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;immigrazione intra africana</h2>
<p>Un passaggio delicato è dedicato allo studio dei movimenti dell&#8217;immigrazione africana. Il rapporto del Marocco mira in primis a smentire un <strong>luogo comune</strong> e cioè che gli spostamenti degli africani coinvolgano soprattutto le migrazioni transcontinentali. &#8220;La migrazione africana rappresenta solo il 14% della popolazione totale dei migranti internazionali &#8211; ha scritto Re Mohammed VI &#8211; molto meno dei migranti provenienti da altri continenti. La maggior parte dei migranti si sposta all&#8217;interno del continente africano e all&#8217;interno della loro regione di origine, in particolare in <strong>Africa occidentale</strong>&#8220;. Gli africani cioè aspirano a rimanere vicino i propri Paesi di origine e a non spostarsi in altre regioni. Chi arriva in Europa costituisce complessivamente una cospicua minoranza. Una tendenza che, nella visione di Rabat, dovrebbe diminuire con la creazione di una zona di <strong>libero scambio</strong> continentale. Un auspicio, in primis, per far diminuire ulteriormente il numero comunque ancora molto elevato delle vittime dell&#8217;immigrazione: si calcola che, negli ultimi anni, a morire nel tentativo di raggiungere l&#8217;Europa siano state 11.091 persone. Migrazione intelligente, gestita e controllata è quindi la ricetta proposta dal Marocco. Un modo per sfruttare gli elementi positivi dei flussi da un lato e diminuire i rischi per migliaia di africani dall&#8217;altro.</p>
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		<title>La scommessa del Marocco sulla produzione di vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/la-scommessa-del-marocco-sulla-produzione-di-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 17:45:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vulnerabilità dell&#8217;Africa in ambito sanitario si è palesata duramente durante l&#8217;attuale pandemia da coronavirus. Il continente africano è quello dove sono stati distribuiti meno vaccini e dove le campagne di immunizzazione stanno proseguendo a ritmi molto lenti. La risposta, secondo molti analisti, potrebbe passare dalla possibilità di produrre in loco le dosi. Far sviluppare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/la-scommessa-del-marocco-sulla-produzione-di-vaccini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129184516329_09cf787e6160af5d22b2ece37794d26f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La vulnerabilità dell&#8217;Africa in ambito sanitario si è palesata duramente durante l&#8217;attuale <strong>pandemia</strong> da coronavirus. Il continente africano è quello dove sono stati distribuiti meno vaccini e dove le campagne di immunizzazione stanno proseguendo a ritmi molto lenti. La risposta, secondo molti analisti, potrebbe passare dalla possibilità di produrre in loco le dosi. Far sviluppare cioè in Africa un&#8217;<strong>industria farmaceutica</strong> in grado di colmare alcuni dei gap più significativi con il resto del mondo. C&#8217;è chi su questo fronte si sta muovendo. È il caso del <strong>Marocco</strong>. Qui, non lontano da Casablanca, sono partiti i lavori per la costruzione di un primo impianto di produzione dei vaccini anti Covid che, nelle intenzioni delle autorità locali, dovrebbe poi servire dopo l&#8217;emergenza a sfornare milioni di dosi di altri importanti sieri.</p>
<h2>Il progetto di Rabat</h2>
<p>A <strong>Benslimane</strong>, una provincia interna alla regione di Casablanca, era presente lo stesso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Re Mohammed VI</a> per la posa della prima pietra. Segno di come il Paese si aspetti molto dall&#8217;avvio di questa nuova avventura industriale. Il progetto, hanno spiegato fonti del governo di Rabat, è frutto della collaborazione tra pubblico e privato. In particolare, lo Stato ha finanziato la costruzione dello stabilimento biofarmaceutico assieme alle società <em>Fill&amp;Finish</em> e <em>Recipharm</em>. Quest&#8217;ultima è una delle principali nel settore, un colosso con sede in Svezia in grado di avere stabilimenti in tante parti del globo. I lavori non dovrebbero durare a lungo. Entro il luglio del 2022 si dovrebbe già avviare a Benslimane la produzione di milioni di dosi di vaccino anti Covid. Il progetto, costato tra i 400 e i 500 milioni di euro, è stato denominato &#8220;<em>Sensyo Pharmatech</em>&#8220;. Da qui dovrebbero uscire, entro il 2024, circa il 70% delle dosi necessarie a soddisfare il fabbisogno del continente africano.</p>
<p>Ma in questo nuovo stabilimento per la verità si guarda oltre. La <strong>scommessa</strong> è sul dopo pandemia. Entro il 2025 infatti dovrebbe partire la produzione di almeno venti differenti tipi di vaccini e di prodotti bioterapeutici. La stima è di arrivare poi, da qui ai prossimi 5 anni, alla produzione in totale di 900 milioni di dosi all&#8217;anno di diversi tipi di siero. La sfida quindi per il Marocco è portare dentro i propri confini l&#8217;industria biofarmaceutica e investire su dosi e medicinali prodotti direttamente sul suolo marocchino. Ciò comporterebbe un&#8217;<strong>autonomia</strong> vaccinale e medica in grado di rendere Rabat meno vulnerabile sotto il profilo sanitario.<a href="https://www.lapresse.it/esteri/2022/01/28/il-marocco-si-posiziona-come-hub-regionale-per-il-vaccino-covid/"> Così come sottolineato su <em>LaPresse</em></a>, oltre alla produzione in sé dei farmaci e dei vaccini si vuole puntare sull&#8217;implementazione nell&#8217;area di Benslimane di nuove cliniche e nuovi istituti di <strong>ricerca</strong>.</p>
<h2>Un polo scientifico africano</h2>
<p>Al di là degli aspetti relativi alla lotta al Covid, con il nuovo stabilimento non è soltanto il Marocco a voler dare un preciso segnale ma l&#8217;intera Africa. Con precisi investimenti è possibile portare sul continente dei <strong>poli industriali</strong> e scientifici essenziali per essere più autonomi. L&#8217;emergenza coronavirus ha assunto l&#8217;aspetto di un campanello d&#8217;allarme molto pesante. L&#8217;assenza di hub vaccinali, la dipendenza dall&#8217;estero, la scarsità di risorse hanno evidenziato la debolezza in ambito sanitario. Il futuro deve passare da una produzione e una ricerca da fare direttamente in territorio africano. Formare oggi scienziati e medici vuol dire avere, fra una generazione, le risorse anche umane disponibili per garantire un certo sviluppo del continente.</p>
<p>Il Marocco in tal senso può fare da apripista. L&#8217;esempio di Rabat, così come anche del <strong>Sudafrica</strong> (dove di recente si è aperto il cantiere per un altro maxi stabilimento di vaccini), potrebbe essere emulato dalle rive del Mediterraneo fino all&#8217;Africa australe. Un cammino non semplice, ma che adesso sembra essersi avviato nella giusta direzione.</p>
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		<title>Il piano del Marocco per ridurre la povertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-piano-del-marocco-per-ridurre-la-poverta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 11:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si chiama &#8220;Awrach&#8221; la via marocchina all&#8217;inclusione sociale e al superamento delle condizioni di difficoltà in cui, anche a causa della pandemia, versano alcune famiglie del Paese nordafricano. Nei giorni scorsi il primo ministro Aziz Akhennouch ha diramato una circolare in cui si rende attuativo il programma denominato per l&#8217;appunto Awrach, in grado di coinvolgere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-del-marocco-per-ridurre-la-poverta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011812310739_208f3de9a7a5bf988a8d9bff8f188866-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si chiama &#8220;<strong>Awrach</strong>&#8221; la via marocchina all&#8217;inclusione sociale e al superamento delle condizioni di difficoltà in cui, anche a causa della pandemia, versano alcune famiglie del Paese nordafricano. Nei giorni scorsi il primo ministro<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aziz-akhannouch.html"> Aziz Akhennouch</a> ha diramato una circolare <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2022/01/13/marocco-lanciato-ufficialmente-il-programma-awrach-per-creare-250-000-posti-di-lavoro/">in cui si rende attuativo il programma denominato per l&#8217;appunto Awrach</a>, in grado di coinvolgere più ministeri e più enti statali e locali. Nelle intenzioni dell&#8217;esecutivo di Rabat c&#8217;è la creazione di 250.000 posti di lavoro tra il 2022 e il 2023 attraverso due fasi: la prima riguarda l&#8217;attivazione di cantieri temporanei entro l&#8217;anno in corso, la seconda invece l&#8217;attuazione di programmi di inclusione sociale per le famiglie meno agiate.</p>
<h2>I piani del governo</h2>
<p>Nella prima fase del programma con il programma Awrach verranno stipulate convenzioni e contratti volti a far partire dei <strong>cantieri</strong> di pubblica utilità. Dal recupero delle strade, fino al restauro di monumenti e alla digitalizzazione di archivi. Questa fase del piano dovrebbe coinvolgere almeno l&#8217;80% della platea destinataria di Awrach. Il governo ha individuato diverse opere da realizzare e i cantieri avranno quindi una duplice finalità. Da un lato rispondere alle esigenze della <strong>collettività</strong>, consegnando al pubblico piccole e grandi infrastrutture importanti per le comunità coinvolte. Dall&#8217;altro dare un <strong>reddito</strong> mensile per almeno 24 mesi a migliaia di famiglie attualmente in difficoltà. Si tratta, in poche parole, di quelli che in Italia vengono chiamati con il nome di &#8220;cantieri lavoro&#8221;. Una misura che per il Marocco in questa fase appare molto importante. L&#8217;economia del regno ha attutito l&#8217;impatto, rispetto ai Paesi vicini, della pandemia. Questo perché è più diversificata e meno legata a specifici settori. Tuttavia i problemi non sono mancati e in tanti sono rimasti senza reddito.</p>
<p>In attesa del riavvio globale dell&#8217;economia e del superamento dei problemi connessi alla pandemia, il governo di Rabat vuole concedere &#8220;respiro&#8221; a circa 200.000 famiglie che, per i prossimi due anni, avranno stipendi e assegni familiari. Una forma di welfare non così diffusa in medio oriente. L&#8217;altra parte del programma riguarda programmi volti all&#8217;<strong>inclusione sociale</strong>. Ne usufruiranno circa il 20% di coloro che hanno diritto all&#8217;accesso al piano Awrach. Per loro verranno istituiti fondi volti a favorire l&#8217;alfabetizzazione, l&#8217;assistenza ai più deboli e la creazione di spazi sociali nelle zone più povere del Paese.</p>
<h2>La scommessa di Rabat</h2>
<p>Per l&#8217;attuazione del piano il governo ha messo sul piatto 2.25 miliardi di Dirham, pari a circa 240 milioni di Euro. Sono fondi stanziati nell&#8217;ambito del programma di bilancio pluriennale 2021-2016, così come spiegato da una nota dello stesso esecutivo. Con queste cifre lo Stato si farà carico del pagamento degli stipendi e delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro. Inoltre sono previsti altri assegni previdenziali. Il governo di Akhennouch vuole in questa maniera non solo attutire gli effetti della pandemia sotto il profilo lavorativo, ma anche confermare gli ambiziosi piani del Marocco in tema di assistenza e inclusione sociale. Il welfare è un tema scottante all&#8217;interno del Regno. Ridurre la povertà e far crescere l&#8217;economia ha consentito negli ultimi anni una &#8220;pax&#8221; che ha impedito al Paese di scivolare nel caos visto invece dal 2011 in poi in tutta la regione magrebina e mediorientale. La stabilità politica di cui si fregia il Marocco può essere mantenuta solo con la stabilità economica. Un concetto ben chiaro a Rabat, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del mondo istituzionale.</p>
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		<title>Il piano del Marocco per usare l&#8217;80% di rinnovabili entro il 2050</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-piano-del-marocco-per-usare-l-80-di-rinnovabili-entro-il-2050.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 14:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-1536x971.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-2048x1294.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche in Africa si pensa alla transizione ecologica. Il continente, con il suo miliardo e mezzo di abitanti e la sua crescita demografica, giocherà un ruolo importante in futuro per la riduzione globale delle emissioni. Gli africani tra non molto avranno una classe media composta da milioni di persone che inizieranno ad appropriarsi di numerosi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-piano-del-marocco-per-usare-l-80-di-rinnovabili-entro-il-2050.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-1536x971.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115324751_d188e7ae4a3af37a91d580f4e020d0d6-2048x1294.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Anche in Africa si pensa alla <strong>transizione ecologica</strong>. Il continente, con il suo miliardo e mezzo di abitanti e la sua crescita demografica, <a href="https://it.insideover.com/politica/lafrica-come-crocevia-economico-e-militare.html">giocherà un ruolo importante</a> in futuro per la riduzione globale delle emissioni. Gli africani tra non molto avranno una classe media composta da milioni di persone che inizieranno ad appropriarsi di numerosi beni di consumo e daranno forte impulso al mercato continentale. Per questo anche i Paesi in via di sviluppo iniziano a programmare piani &#8220;<em>green</em>&#8220;. Tra questi a spiccare è senza dubbio il <strong>Marocco</strong>.</p>
<h2>L&#8217;ambizione di Rabat</h2>
<p>Quando il nuovo governo guidato dal premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aziz-akhannouch.html">Aziz Akhennouch</a> si è insediato nello scorso mese di ottobre, ha destato subito scalpore la formazione di uno specifico ministero dedicato alla transizione ecologica. Un segnale non indifferente e che ben esprime le ambizioni sia dell&#8217;esecutivo che del sovrano,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html"> Re Mohammed VI</a>, molto attento allo <strong>sviluppo infrastrutturale</strong> e alla <strong>diversificazione</strong> economica del regno nordafricano. Il dicastero è stato affidato a<strong> Leila Benali</strong>, una delle sette donne<a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-liberale-del-marocco-7-le-donne-ministro-molti-i-tecnici.html"> che compongono il governo</a>. É stata proprio lei a presentare nei giorni scorsi il piano del Marocco per la transizione ecologica. Due gli obiettivi nel lungo periodo: entro il 2040 il Paese vuole affidare alle energie rinnovabili il 70% del proprio fabbisogno ed entro il 2050 invece la percentuale dovrebbe aggirarsi intorno all&#8217;80%. A riportarlo è il sito &#8220;<em>Le360</em>&#8220;, secondo cui per raggiungere questi due obiettivi il governo di Rabat è pronto a mettere sul campo copiosi investimenti volti a intercettare le nuove tecnologie emerse nel settore.</p>
<p>In particolare, si vuole puntare sullo sviluppo non solo dell&#8217;<strong>energia eolica</strong> <strong>e solare</strong>, ma anche di quella legata all&#8217;<strong>idrogeno</strong>. Un punto quest&#8217;ultimo molto particolare. Le autorità di Rabat si dicono ottimiste e pronte a sfruttare l&#8217;idrogeno verde per sopperire alla diminuzione delle quantità di carbone e petrolio utilizzate per alimentare l&#8217;economia marocchina. La scommessa del piano, consegnato alle Nazioni Unite, riguarda anche il potenziamento dell&#8217;economia circolare e lo sfruttamento dei <strong>rifiuti</strong> per ricavare energia. Verranno poi investite importanti somme per l&#8217;utilizzo di mezzi elettrici nei trasporti pubblici e nelle fabbriche. Un modo per ridurre ulteriormente la dipendenza dalle materie prime fossili. Nel piano spazio anche alla possibilità di stoccare Co2 in vecchi giacimenti non utilizzati. Gli investimenti del Marocco, secondo il ministro Benali, potranno sfruttare come base il calo dei prezzi delle energie rinnovabili: &#8220;Un fattore &#8211;<a href="https://www.nova.news/marocco-fissato-nuovo-obiettivo-dell80-per-cento-di-energie-rinnovabili-entro-il-2050/"> ha commentato l&#8217;esponente del governo di Rabat</a> &#8211; che autorizza l&#8217;adozione di strategie di decarbonizzazione molto ambiziose incentrate sulla produzione di energia e idrogeno verde&#8221;.</p>
<h2>Un precedente incoraggiante per l&#8217;Africa</h2>
<p>Il rapporto presentato da Rabat alle Nazioni Uniti è ricco di dettagli. Cifre, numeri, obiettivi strategici, tutti elementi con i quali il governo marocchino vuole dimostrare di avere davanti obiettivi concreti e non invece mere utopie. Un segnale non solo per il Paese nordafricano ma per l&#8217;intero continente. Parlare di diversificazione dell&#8217;economia e avere dei piani per un&#8217;ambiziosa transizione ecologica potrebbe creare un precedente importante in Africa. Molti Paesi al momento si ritrovano al centro di due dilemmi: da un lato continuare a supportare l&#8217;attuale crescita economica, dall&#8217;altro iniziare a pensare a un piano di rinnovamento in chiave ecologica. Scelta quest&#8217;ultima non semplice e che implicherebbe problemi di natura politica e sociale. L&#8217;esempio del Marocco mostra come anche al di là del Mediterraneo è possibile pensare all&#8217;applicazione di progetti a lungo raggio per la sostenibilità economica e ambientale. Paesi come Sudafrica, Kenya, Angola, Nigeria potrebbero avviare i propri piani e avere nuove ambizioni.</p>
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		<title>Boom di richieste per le super-navi italiane di Fincantieri</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/boom-di-richieste-per-le-super-navi-italiane-di-fincantieri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 13:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Miliare]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Boom della cantieristica militare navale italiana nel mondo dopo la vittoria della maxi-gara per la fornitura di dieci fregate multiruolo classe Fremm alla Marina militare degli Stati Uniti. La commessa della U.S. Navy del valore di 5,57 miliardi di dollari è il miglior biglietto da visita possibile per Fincantieri. Grecia, Marocco, Egitto, Canada, Indonesia sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/boom-di-richieste-per-le-super-navi-italiane-di-fincantieri.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/boom-di-richieste-per-le-super-navi-italiane-di-fincantieri.html">Boom di richieste per le super-navi italiane di Fincantieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Boom della cantieristica militare navale italiana nel mondo dopo la vittoria della maxi-gara per la fornitura di dieci fregate multiruolo classe Fremm alla Marina militare degli Stati Uniti. La <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/zio-trump-compra-super-navi-italiane-affare-716-milioni-1859918.html">commessa</a> della U.S. Navy del valore di <strong>5,57 miliardi di dollari</strong> è il miglior biglietto da visita possibile per <strong>Fincantieri</strong>. Grecia, Marocco, Egitto, Canada, Indonesia sono tutti mercati dove il gruppo guidato da <strong>Giuseppe Bono</strong> ha già stretto accordi o stanno negoziando l’acquisto delle super-navi dell’Italia. L’ultimo in ordine di tempo è il Regno del <strong>Marocco</strong>, che ha recentemente manifestato interesse per l’acquisto di almeno due nuove Fremm. Nonostante il Regno nordafricano abbia già acquistato nel 2007 una fregata multiruolo dalla Francia, la “Mohammed VI” recentemente riammodernata, “è molto interessato alle Fremm a configurazione italiana” anti-sommergibile, spiegano fonti vicine al dossier contattate da <em><a href="https://www.nova.news/il-marocco-e-interessato-allacquisto-delle-fregate-fremm-di-fincantieri/">Agenzia Nova</a></em>. Secondo la <em><a href="https://www.rid.it/shownews/4253">Rivista italiana difesa</a> </em>(Rid), anche “il recente successo in <strong>Indonesia</strong> – con la vendita di sei unità, quattro da prodursi in Italia e due nei cantieri indonesiani PT-Pal – ha fatto salire a 30 il numero delle unità, tra ordini e opzioni, del modello prodotto dalla ‘nostra’ Fincantieri: dieci per la Marina Americana, 2 + 2 per la Marina Egiziana (&#8230;) e le dieci (otto già in servizio, più le due sostitutive di quelle cedute all’Egitto già in costruzione) per la Marina Militare”.</p>
<h2>Trattative in Marocco</h2>
<p>La notizia delle trattative con Rabat è stata rilanciata in Marocco dal portale <em><a href="https://www.maghress.com/assahifa/72459">Maghress</a></em>, che riprende a sua volta le indiscrezioni di Rid. La testata marocchina ricorda come la fregata Mohammed VI, il pezzo più pregiato della flotta marocchina, sia rientrata ai box in Francia per svolgere lavori di manutenzione e sviluppo, prima di partecipare a marzo alle manovre congiunte ‘<a href="https://www.defense.gov/observe/photo-gallery/igphoto/2002592807/">Lightning Handshake</a>’ con la Marina degli Stati Uniti, non lontano dalle Isole Canarie. Le fregate Fremm “Made in Italy”, sottolinea <em>Maghress</em>, sono in grado di trasportare missili a lungo raggio, missili antiaerei e antinave, con la capacità di effettuare attacchi su bersagli terrestri a una distanza massima di 180 chilometri, ma soprattutto è particolarmente efficace nella versione <strong>antisommergibile</strong>. Secondo l’ultimo rapporto del sito statunitense specializzato nel settore difesa, <a href="https://www.globalfirepower.com/countries-comparison-detail.php?country1=egypt&amp;country2=ethiopia">Global Fire Power (Gfp)</a>, la Marina marocchina è 21esimo posto a livello mondiale deve colmare il gap con il principale rivale regionale, l’<strong>Algeria</strong> (14esimo posto), che sulla carta surclassa il Marocco grazie agli otto <strong>sottomarini</strong> in dotazione. L’acquisto delle Fremm italiane, bestia nera dei mezzi a immersione di fabbricazione russa in dotazione agli algerini, potrebbe pertanto riequilibrare la situazione e rilanciare le ambizioni del Regno nordafricano, la cui economia dipende in larga larga parte dalla messa in sicurezza degli oltre 3.500 chilometri di costa.</p>
<h2>Le Fremm “egiziane” al confine con la Libia?</h2>
<p>Dall’altra parte del Mediterraneo, a est, l’<strong>Egitto</strong> ha recentemente inaugurato sabato la base “<a href="https://www.egypttoday.com/Article/1/105621/In-photos-Sisi-inaugurates-3-July-Naval-Base-on-Egypt%E2%80%99s">3 luglio</a>” a Marsa Matruh, nella zona occidentale, a 135 chilometri dalla <strong>Libia</strong>. Al taglio del nastro, di fianco al presidente-generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Abdel Fatah al Sisi</a> c’erano l’omologo libico Mohamed Menfi e <strong>Mohammed bin Zayed</strong>, il leader de facto degli Emirati Arabi Uniti e grande alleato-sponsor. La nuova struttura in grado di ospitare grandi unità, incluse le due fregate classe Fremm acquistate dall’Italia. Si tratta di un punto d’appoggio strategico non solo per il teatro libico, dove l’Egitto sostiene il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> insieme agli Emirati, ma per l’intero Mediterraneo orientale. Vale la pena ricordare che il Cairo ha da tempo creato un asse con Grecia e Cipro in funzione anti-Turchia. Il nome della base, del resto, non lascia dubbi: il 3 luglio del 2013 venne deposto il governo della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratellanza musulmana</a> guidato da Mohamed Morsi. Per anni il &#8220;sultano&#8221; di Ankara <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, campione dei Fratelli musulmani, ha definito Al Sisi un golpista, correggendo il tiro solo dopo l&#8217;insediamento dell&#8217;amministrazione statunitense di Joe Bide e la dichiarazione di Al Ula, che ha posto fine all&#8217;isolamento del Qatar, il grande alleato della Turchia nel Golfo. Ora, anche grazie alle nuove Fregate europee multi-missione italiane, l’Egitto invia un messaggio chiaro a tutta la regione: chi vuole mettere le mani sulle risorse del Mediterraneo orientale deve fare i conti con un Paese di 100 milioni di abitanti armato fino ai denti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/boom-di-richieste-per-le-super-navi-italiane-di-fincantieri.html">Boom di richieste per le super-navi italiane di Fincantieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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