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	<title>Joe Biden Archives - InsideOver</title>
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	<title>Joe Biden Archives - InsideOver</title>
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		<title>La battaglia di Trump contro il font Calibri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 06:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Dal ritorno al font “classico” alle accuse di inclusività ideologica: la scelta tipografica del Dipartimento di Stato diventa battaglia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-1422040090-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>A Washington non si discute solo di guerre, alleanze o sanzioni, ma anche di <strong>caratteri tipografici</strong>. Con una direttiva interna firmata dal segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, l’amministrazione Trump ha imposto l’abbandono del font <strong>Calibri </strong>nei documenti del Dipartimento di Stato e il ritorno al tradizionale <strong>Times New Roman</strong>.</p>



<p><strong>Dietro la decisione c’è molto più di una scelta estetica</strong>. La controversia ha riportato al centro del dibattito pubblico questioni tecniche di tipografia, leggibilità e accessibilità che normalmente restano confinate a manuali di design e linee guida amministrative, ma che in questo caso sono diventate materia di scontro politico.</p>



<p><strong>Dal punto di vista strettamente tecnico, la differenza tra i due caratteri è netta</strong>. Times New Roman è un <em><strong>font serif</strong></em>, progettato negli anni Trenta per il quotidiano <em>The Times </em>di Londra. Le “grazie” alle estremità delle lettere, il forte contrasto tra tratti sottili e spessi e la densità del disegno lo rendono particolarmente adatto alla stampa su carta, dove la continuità visiva delle linee aiuta l’occhio a seguire il testo. È un carattere compatto, che consente di inserire molte parole in poco spazio, qualità storicamente apprezzata nei documenti ufficiali e nei testi giuridici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://assets.fonts.adobe.com/800x400/4jeleqjoklqw7figew4i1t25pq5z" alt="" style="width:448px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Calibri, introdotto da Microsoft nei primi anni Duemila e diventato font predefinito di Word nel 2007, nasce invece per un <strong>ecosistema digitale</strong>. È un <em><strong>sans serif </strong></em>umanista, con curve più aperte, terminali arrotondati e una spaziatura maggiore tra lettere e parole. Queste caratteristiche <strong>riducono l’affollamento visivo</strong> sullo schermo e migliorano la distinzione tra caratteri simili – come “l”, “I” e “1” – un aspetto rilevante per chi ha difficoltà di lettura. La maggiore altezza della x, ovvero la dimensione delle lettere minuscole rispetto alle maiuscole, rende il testo percepibile come più grande e più arioso a parità di corpo tipografico.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.dafontfree.io/wp-content/uploads/2021/02/Calibri-font-2.png?resize=1242%2C769&amp;ssl=1" alt="" style="width:315px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>È proprio su questi elementi che si basava la scelta del Dipartimento di Stato nel 2023. L’amministrazione Biden aveva adottato Calibri dopo valutazioni interne legate all’<strong>accessibilità</strong>, in linea con indicazioni federali che incoraggiano l’uso di caratteri più leggibili per <strong>persone con dislessia, ipovisione o affaticamento visivo</strong>. In particolare, la comunicazione quotidiana della diplomazia americana avviene ormai in larga parte su schermi: email, memo digitali, briefing condivisi in formato elettronico. In questo contesto, i serif sottili del Times New Roman possono perdere definizione, soprattutto su display di qualità media o in condizioni di illuminazione non ottimali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://people.com/thmb/VZRWU8BmWh2vpKAo2o6VjjKWpKM=/750x0/filters:no_upscale():max_bytes(150000):strip_icc():focal(999x0:1001x2):format(webp)/Marco-Rubio-120925-a3a4db74eb8140559bec427a7738bf63.jpg" alt=""/></figure>



<p>Il ritorno al Times New Roman voluto da Rubio privilegia invece un’impostazione più tradizionale. <strong>La direttiva specifica anche la dimensione del carattere, fissata a 14 punti</strong>, una scelta che mira a compensare almeno in parte la minore leggibilità su schermo aumentando il corpo del testo. Dal punto di vista tipografico, però, l’aumento della dimensione non elimina del tutto i limiti strutturali di un <em>font </em>progettato per la stampa quando viene utilizzato intensivamente in digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il font come scelta culturale</h2>



<p><strong>Un altro aspetto tecnico riguarda la standardizzazione</strong>. Times New Roman è un carattere universalmente disponibile su quasi tutti i sistemi operativi e software, e garantisce una<strong> resa uniforme </strong>nei documenti scambiati tra uffici, governi e organizzazioni internazionali. Calibri, pur essendo diffusissimo, è legato all’ecosistema Microsoft e può subire variazioni di rendering su piattaforme diverse. Questo argomento, spesso sottovalutato, ha un peso concreto nelle comunicazioni diplomatiche, dove l’aspetto finale di un documento può assumere valore formale.</p>



<p><strong>La questione dell’accessibilità resta però centrale</strong>. Numerosi studi di ergonomia visiva mostrano che non esiste un<em> font</em> “perfetto” per tutti, ma che i <em>sans serif </em>moderni tendono a offrire vantaggi per una parte significativa dei lettori con difficoltà specifiche, soprattutto in ambienti digitali. La scelta di Calibri nel 2023 non era quindi simbolica, ma legata a un’idea funzionale di inclusione: adattare gli strumenti dello Stato a una pluralità di esigenze reali.</p>



<p>È su questo punto che la decisione attuale assume una valenza politica. Definendo Calibri <strong>un “regalo dispendioso” alle politiche di diversità e inclusione</strong>, Rubio ha trasformato una discussione tecnica in un atto identitario. Il<em> font </em>non è più solo un mezzo per trasmettere informazioni, ma diventa il segno visibile di un orientamento culturale: tradizione contro adattamento, uniformità contro flessibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-di-trump-contro-il-font-calibri.html">La battaglia di Trump contro il font Calibri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sloat, l&#8217;artefice della politica europea di Biden: &#8220;La neutralità dell&#8217;Ucraina avrebbe fermato l&#8217;Invasione Russa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/sloat-lartefice-della-politica-europea-di-biden-la-neutralita-dellucraina-avrebbe-fermato-linvasione-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 15:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sloat Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ammissione shock di Amanda Sloat, ex funzionaria dell'amministrazione Biden e architetto della politica europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/sloat-lartefice-della-politica-europea-di-biden-la-neutralita-dellucraina-avrebbe-fermato-linvasione-russa.html">Sloat, l&#8217;artefice della politica europea di Biden: &#8220;La neutralità dell&#8217;Ucraina avrebbe fermato l&#8217;Invasione Russa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sloat Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025121316113589_998d73b953d642d1f9ad14b64b66f8cf-e1765638733562.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un&#8217;intervista che sta facendo il giro del mondo, <strong>Amanda Sloat</strong>, ex direttrice senior per l&#8217;Europa al Consiglio di Sicurezza Nazionale durante l&#8217;amministrazione Biden, ha ammesso che l&#8217;Ucraina, optando per la neutralità e rinunciando all&#8217;adesione alla Nato, <strong>&#8220;avrebbe molto probabilmente&#8221; impedito l&#8217;invasione russa</strong> del febbraio 2022. Un&#8217;ammissione tardiva, che arriva dopo quasi quattro anni di guerra e di svariate campagne di delegittimazione da parte di chiunque abbia tentato non di giustificare l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ma di ragionare sulle cause, profonde della guerra.</p>



<p>Sloat, <a href="https://www.politico.eu/article/top-nsc-official-europe-leaving-amanda-sloat-joe-biden/">descritta da <em>Politico</em></a> come &#8220;l&#8217;architetto della politica europea di Joe Biden&#8221;, ha fatto queste rivelazioni in quella che credeva essere una conversazione privata con un alto funzionario ucraino. In realtà, si trattava di una burla orchestrata dai prankster russi <strong>Vovan</strong> e <strong>Lexus</strong>, che si fingevano <strong>Igor Zhovkva</strong>, vice-capo dell&#8217;ufficio del <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-un-uomo-solo-al-comando-e-a-kiev-parte-il-toto-nomi.html">presidente ucraino Volodymyr Zelensky</a>. Il video, diffuso tramite RT, ha scatenato un dibattito furioso sui social media e su X, in particolare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Sloat, un&#8217;ammissione diretta</h2>



<p>Nel clip dell&#8217;intervista, Sloat riflette apertamente sulle opzioni perse. &#8220;Abbiamo avuto conversazioni persino prima che la guerra iniziasse&#8221;, dice, &#8220;su cosa succederebbe se l&#8217;Ucraina uscisse e dicesse alla <strong>Russia</strong>: &#8216;Va bene, non entreremo nella Nato se questo ferma la guerra, se ferma l&#8217;invasione&#8217; – cosa che a quel punto avrebbe molto probabilmente fatto&#8221;. Ammette poi il disagio dell&#8217;amministrazione Biden: &#8220;<strong>Ero a disagio all&#8217;idea che gli Stati Uniti spingessero l&#8217;Ucraina a non farlo, </strong>dando implicitamente alla Russia una sorta di sfera d&#8217;influenza o potere di veto su questo&#8221;. E aggiunge: &#8220;Non penso che Biden sentisse che fosse suo compito dire all&#8217;Ucraina cosa fare, dirle di non perseguire la Nato&#8221;.</p>



<p>Guardando indietro ai colloqui di pace di Istanbul nell&#8217;aprile 2022 – che includevano discussioni su una neutralità ucraina simile a quella della Finlandia – Sloat evoca un &#8220;versione alternativa della storia&#8221;: &#8220;Un&#8217;opzione sarebbe stata che l&#8217;Ucraina dicesse a gennaio 2022: &#8216;Va bene, non entreremo nella Nato, resteremo neutrali'&#8221;. E conclude con una nota amara: &#8220;Quasi tre anni dopo, c&#8217;è sicuramente una domanda: <strong>sarebbe stato meglio farlo prima della guerra o nei colloqui di Istanbul? Certamente avrebbe impedito la distruzione e la perdita di vite</strong>&#8220;. Meglio tardi che mai, come si suol dire, anche se ciò che fa rabbia è che queste ammissioni non avvengano pubblicamente ma solo grazie a uno &#8220;scherzo&#8221; del celebre duo <strong>Vovan</strong> e <strong>Lexus</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito sui social</h2>



<p>&#8220;Ricordate l&#8217;energia spesa per mettere a tacere e screditare chiunque indicasse l&#8217;espansione della Nato come UNA delle cause della guerra e che se l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla Nato fosse stata esclusa, la guerra avrebbe potuto essere evitata/fermata?&#8221; commenta <strong>Trita Parsi</strong>, vicepresidente esecutivo del Quincy Institute e autore del post virale su X che ha portato alla luce il video. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Absolut MUST Watch!<br><br>Joe Biden&#39;s top official for Europe Amanda Sloat casually admitting explosive facts that the Blob not only suppressed for years, but you would have been accused of being a Putin apologist if you ever raised.<br><br>Remember the energy expended to silence and… <a href="https://t.co/8caof42O1D">pic.twitter.com/8caof42O1D</a></p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://twitter.com/tparsi/status/1999271809439436800?ref_src=twsrc%5Etfw">December 12, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Parsi afferma: &#8220;Al <em>Quincy</em> siamo stati attaccati da ogni parte per aver sottolineato questa ragionevole valutazione. E ora, Sloat afferma in un&#8217;intervista che se l&#8217;Ucraina avesse optato per la neutralità, &#8216;avrebbe potuto benissimo&#8217; impedire la guerra e l&#8217;invasione.&#8221;. E aggiunge: &#8220;Coloro che hanno distrutto l&#8217;opportunità di impedire la guerra dovrebbero essere ricordati allo stesso modo di coloro che hanno dato inizio a questa invasione illegale, così come di coloro che hanno dato inizio all&#8217;invasione illegale dell&#8217;Iraq&#8221;. </p>



<p>&#8220;Questa è la prova più vicina a una prova schiacciante che abbia mai visto sull&#8217;Ucraina&#8221; riflette <strong>Arnaud Bertrand</strong> su X. &#8220;Amanda Sloat è stata Senior Director per l&#8217;Europa presso il Consiglio di sicurezza nazionale sotto Biden, il che significa che era lei a gestire direttamente la politica ucraina dalla Casa Bianca&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is as close to a smoking gun as I&#39;ve ever seen on Ukraine.<br><br>Amanda Sloat was Senior Director for Europe at the National Security Council under Biden, meaning she was the one directly running Ukraine policy from the White House.<br><br>And she now admits that, had Ukraine told… <a href="https://t.co/wx17zRc29T">https://t.co/wx17zRc29T</a></p>&mdash; Arnaud Bertrand (@RnaudBertrand) <a href="https://twitter.com/RnaudBertrand/status/1999686434165522805?ref_src=twsrc%5Etfw">December 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Insomma, come osserva il giornalista <strong>Aaron Matè</strong>, &#8220;nella guerra per procura in Ucraina, coloro che sostenevano l&#8217;esistenza di opzioni diplomatiche ragionevoli capaci di prevenire, e poi di porre rapidamente fine, all&#8217;invasione russa sono stati liquidati come apologeti del Cremlino. Ora, a centinaia di migliaia di morti di distanza, l&#8217;alta funzionaria dell&#8217;amministrazione Biden Amanda Sloat ammette che una <strong>dichiarazione di neutralità da parte dell&#8217;Ucraina prima dell&#8217;invasione</strong>, o l&#8217;accettazione dell&#8217;accordo di pace di Istanbul nell&#8217;aprile 2022 a poche settimane dall&#8217;inizio, &#8216;avrebbe certamente prevenuto la distruzione e la perdita di vite umane'&#8221;. Per l&#8217;appunto: centinaia di migliaia di morti dopo, uno squarcio di verità. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/sloat-lartefice-della-politica-europea-di-biden-la-neutralita-dellucraina-avrebbe-fermato-linvasione-russa.html">Sloat, l&#8217;artefice della politica europea di Biden: &#8220;La neutralità dell&#8217;Ucraina avrebbe fermato l&#8217;Invasione Russa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa ci riprovano: una mini Nato asiatica per strozzare la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-ci-riprovano-una-mini-nato-asiatica-per-strozzare-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 05:59:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-1024x534.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-768x400.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-1536x801.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno cercando di creare una "mini Nato asiatica" per contenere la Cina ma la proposta Usa incontra resistenze inaspettate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-ci-riprovano-una-mini-nato-asiatica-per-strozzare-la-cina.html">Gli Usa ci riprovano: una mini Nato asiatica per strozzare la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-1024x534.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-768x400.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250702094443872_06a10f10f84c4d4cb2c52143de13be96-e1751442348850-1536x801.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante gli ultimi mesi della presidenza di <a href="https://it.insideover.com/politica/losceno-tramonto-del-presidente-biden.html">Joe Biden</a> gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno tentato in tutti i modi di costruire una sorta di <strong>Nato asiatica</strong>, o meglio ancora di allargare in Estremo Oriente <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-lavorano-ad-una-nato-asiatica-come-e-perche.html">la sfera d&#8217;influenza dell&#8217;Alleanza Atlantica</a>, nel tentativo di contenere la <strong>Cina</strong>. </p>



<p>L&#8217;ex inquilino della Casa Bianca ha provato, invano, prima a creare una fitta <strong>rete di partnership e alleanze</strong> con i governi locali &#8211; facendo leva su un loro fantomatico desiderio di smarcarsi dall&#8217;orbita di Pechino &#8211; poi di trascinare gli alleati più strategici direttamente sotto l&#8217;ombrello Nato. </p>



<p>Il risultato? <strong>Xi Jinping</strong> ha incrementato la diplomazia con i Paesi in via di sviluppo del Sud Est Asiatico, con l&#8217;Asean e, di pari passo, ha rafforzato i legami economici con le potenze più mature della regione, Giappone e Coraea del Sud comprese, respingendo il doppio tentativo avallato da Biden di isolarlo. </p>



<p>A distanza di qualche anno dal fallimento numero uno, gli Usa stanno riprovando a costruire una <strong>gabbia </strong>attorno al Dragone. A differenza del passato, quando Biden provava a spendersi in prima persona, l&#8217;amministrazione statunitense in carica – nello specifico quella di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> &#8211; non sembra particolarmente orientata a mettere in atto una strategia simile. A interessarsi a questa soluzione, semmai, troviamo il <strong>Pentagono </strong>e una discreta parte della sfera militare statunitense&#8230;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-491543" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/il-volo-del-debito-Usa-pesera-a-Washington-piu-di-quello-italiano.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verso una mini Nato asiatica?</strong></h2>



<p>Basta ammucchiate pesanti. La nuova mini Nato asiatica a trazione statunitense, ammesso che prende effettivamente forma, sarà composta da pochi Paesi ma rilevanti sul piano geopolitico. Da questo punto di vista è utile leggere l&#8217;articolo pubblicato dal generale <strong>Xavier T. Brunson</strong>, comandante delle forze statunitensi in Corea del Sud, sul sito web delle medesime Forze Armate degli Usa in Corea. </p>



<p>Secondo Brunson, <strong>Corea del Sud</strong>, <strong>Giappone</strong> e <strong>Filippine </strong>formeranno un &#8220;<strong>triangolo strategico</strong>&#8221; per contenere la Cina, &#8220;una rete integrata&#8221; per effettuare risposte coordinate nella regione in caso di tensioni, crisi, o peggio, conflitti. Tornano poi in mente le recenti dichiarazioni rilasciate dal Segretario alla Difesa statunitense, <strong>Pete Hegseth</strong>, secondo il quale le Forze Usa in Corea potrebbero essere dispiegate per &#8220;contingenze regionali&#8221;, oltre a essere impiegate per scoraggiare le minacce della Corea del Nord contro Seoul. </p>



<p>Ricordiamo che Washington schiera circa <strong>28.500 soldati</strong> in Corea del Sud, oltre a caccia e velivoli senza pilota. Nell&#8217;elenco degli alleati Usa troviamo, come detto, anche Filippine e Giappone, necessari rispettivamente per tenere a bada Pechino nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> e &#8220;spaventare&#8221; il gigante asiatico con i nuovi missili che sta sviluppando Tokyo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-488397" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251004144027336_0a8b69888a8bc19d8a542ae58eace575.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubbi, perplessità e rischi</strong></h2>



<p>Il paradosso è che la prospettiva di una mini Nato asiatica piace a pochi attori: agli Stati Uniti, al governo nipponico conservatore di <strong>Takaichi Sanae</strong>, a <strong>Taiwan</strong>. Non alle Filippine, visto che in tempi non sospetti <strong>Gilberto Teodoro</strong>, Segretario alla difesa del Paese, ha stroncato questa ipotesi affermando che le complesse “dicotomie e divergenze negli interessi dei Paesi” all’interno della regione offuscherebbero la prospettiva di un&#8217;alleanza militare unificata. </p>



<p>Manila è stata chiara: va bene collaborare militarmente e strategicamente, ma che ognuno sia padrone a casa propria. Anche perché, come dimostra il caso giapponese, spalleggiare Washington contro Pechino significa affrontare in prima battuta il Dragone senza particolari aiuti e supporti da parte degli Usa. </p>



<p>Quando, sobillata dagli Stati Uniti, Takaichi Sanae ha esposto il proprio pensiero su Taiwan, il governo cinese ha risposto con veemenza scatenando una preoccupante crisi diplomatica con Tokyo. Ecco, Seoul, che pure è costretta a lavorare di sponda con gli Usa per spaventare Kim Jong Un, non ha intenzione di compromettere i rapporti commerciali con la Cina. Insomma, forse questa mini Nato asiatica non s&#8217;ha da fare&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-1024x772.jpg" alt="" class="wp-image-485797" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-1024x772.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-768x579.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-1536x1158.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5-600x453.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250916105227760_0599750140f29749f68112429dce7ef5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-ci-riprovano-una-mini-nato-asiatica-per-strozzare-la-cina.html">Gli Usa ci riprovano: una mini Nato asiatica per strozzare la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inchiesta di Reuters: gli Usa sapevano dei crimini di guerra israeliani a Gaza già nell&#8217;era Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/linchiesta-di-reuters-il-dilemma-morale-degli-usa-sul-sostegno-a-israele-alla-fine-dellera-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nelle fasi conclusive dell&#8217;era di Joe Biden, a fine 2024, l&#8217;intelligence statunitense ha iniziato a raccogliere informazioni provenienti dagli avvocati dell&#8217;Israel Defense Force che mostravano come Tel Aviv fosse ben conscia del fatto che molte delle condotte belliche a Gaza erano qualificabili come veri e propri crimini di guerra. Lo ha rivelato Reuters in un&#8217;inchiesta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/linchiesta-di-reuters-il-dilemma-morale-degli-usa-sul-sostegno-a-israele-alla-fine-dellera-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/linchiesta-di-reuters-il-dilemma-morale-degli-usa-sul-sostegno-a-israele-alla-fine-dellera-biden.html">L&#8217;inchiesta di Reuters: gli Usa sapevano dei crimini di guerra israeliani a Gaza già nell&#8217;era Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/P20231009AS-0695_53248442634-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nelle <strong>fasi conclusive dell&#8217;era di Joe Biden</strong>, a fine 2024, l&#8217;intelligence statunitense ha iniziato a raccogliere informazioni provenienti dagli <strong>avvocati dell&#8217;Israel Defense Force</strong> che mostravano come Tel Aviv fosse ben conscia del fatto che molte delle condotte <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-crimini-di-guerra-come-a-sarajevo.html">belliche a Gaza <strong>erano qualificabili come veri e propri crimini di guerra</strong>.</a> Lo ha rivelato <em>Reuters</em> in un&#8217;inchiesta esclusiva.</p>



<p>Su questo dato fatto c&#8217;è ora una serie di prove e una letteratura consolidata da parte di analisti, osservatori internazionali e operatori umanitari, ma nel primo anno della guerra esplosa dopo gli <strong>attentati del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas</strong> affermarlo era tabù, soprattutto negli Usa. Tutti ricordano lo scalpore suscitato quando <a href="https://it.insideover.com/guerra/paria-globale-o-protagonista-in-medio-oriente-con-lattacco-a-rafah-israele-sceglie-il-proprio-futuro.html">a maggio 2024 gli Usa frenarono Israele per l&#8217;<strong>offensiva su Rafah</strong></a> e frenarono sull&#8217;invio di munizioni pesanti a Tel Aviv pensando al rischio di crimini di guerra. </p>



<p>Ebbene, dal <strong>Dipartimento di Stato al Pentagono</strong>, nel corso del 2024 sono emerse sempre più prove a riguardo. &#8220;Due ex funzionari statunitensi hanno affermato che il materiale non è stato ampiamente diffuso all&#8217;interno del governo statunitense fino alla fine dell&#8217;amministrazione Biden, quando è stato diffuso più ampiamente in vista di un briefing del Congresso nel dicembre 2024&#8221;, nota la <em>Reuters</em>, aggiungendo che &#8220;i funzionari statunitensi hanno espresso preoccupazione per le conclusioni, soprattutto perché il crescente numero di vittime civili a Gaza ha sollevato preoccupazioni sul fatto che le operazioni di Israele possano violare gli standard legali internazionali sui danni collaterali accettabili&#8221; e dunque <strong>avrebbero potuto spingere al riesame delle forniture militari</strong>.</p>



<p>La legge americana vieta infatti al governo federale di collaborare in termini di scambio d&#8217;intelligence e per le forniture militari con Paesi accusati di palesi crimini di guerra. Un audit interno del governo alla fine dell&#8217;era Biden portò gli avvocati della Casa Bianca ad auto-assolvere Washington per le informazioni raccolte sui dubbi israeliani perché le prove a disposizione, nota Reuters, &#8220;non dimostravano che gli israeliani avessero intenzionalmente ucciso civili e operatori umanitari o bloccato gli aiuti, un fattore chiave per la responsabilità legale&#8221;. Ne è emerso però un <strong>profondo dilemma morale per molti funzionari</strong>, evidentemente a disagio con un supporto militare unilaterale di 18 miliardi di dollari e miliardi di vendite aggiuntive di armamenti. <strong>Tutto è passato in cavalleria e il sostegno americano è proseguito, nei fatti, imperterrito</strong>. Forse con un maggior approfondimento, il cessate il fuoco sarebbe stato potenzialmente imponibile a Tel Aviv almeno un anno prima. E decine di migliaia di morti evitabili, spesso causate dalle armi Usa date a Israele, si sarebbero senz&#8217;altro risparimate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/linchiesta-di-reuters-il-dilemma-morale-degli-usa-sul-sostegno-a-israele-alla-fine-dellera-biden.html">L&#8217;inchiesta di Reuters: gli Usa sapevano dei crimini di guerra israeliani a Gaza già nell&#8217;era Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;antisemitismo come arma: l&#8217;assalto del governo Usa alla libertà d&#8217;espressione nei college</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/lantisemitismo-come-arma-lassalto-del-governo-usa-alla-liberta-despressione-nei-college.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 12:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251107121244306_ab82801e25275e3e813f721f82d5d3d7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;accusa di antisemitismo come &#8220;clava&#8221; contro la libertà d&#8217;espressione? Dopo il 7 ottobre 2023 e dopo il boom di proteste filopalestinesi nelle università, negli Usa è un dato di fatto che il governo federale abbia moltiplicato le indagini contro gli atenei del Paese per presunte violazioni legate a questa fattispecie di reato. A spiegarlo sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lantisemitismo-come-arma-lassalto-del-governo-usa-alla-liberta-despressione-nei-college.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lantisemitismo-come-arma-lassalto-del-governo-usa-alla-liberta-despressione-nei-college.html">L&#8217;antisemitismo come arma: l&#8217;assalto del governo Usa alla libertà d&#8217;espressione nei college</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;accusa di antisemitismo come &#8220;clava&#8221; contro la libertà d&#8217;espressione? Dopo il 7 ottobre 2023 e dopo il boom di proteste filopalestinesi nelle università, negli Usa è un dato di fatto che il governo federale abbia moltiplicato le <strong>indagini contro gli atenei del Paese</strong> per presunte violazioni legate a questa fattispecie di reato. A spiegarlo sono le statistiche raccolte dalla Middle East Studies Association e dall&#8217;American Association of University Professor e divulgate dal <em>Guardian</em>, che parlano di come a Washington<a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html"> l&#8217;uso della <strong>leva dell&#8217;antisemitismo sia ormai generalizzata</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il boom di inchieste negli Usa</h2>



<p>Un dato per tutti: nei soli due mesi finali dell&#8217;anno 2023, novembre e dicembre, lo scoppio di proteste contro la guerra a seguito dell&#8217;immediata degenerazione della rappresaglia israeliana per gli attentati di Hamas in una campagna di distruzione generalizzata di Gaza ha causato un <strong>boom di inchieste</strong> tale da superare <strong>quelle dei vent&#8217;anni precedenti! Ed è stato solo l&#8217;inizio,</strong> dato che poi nel <strong>2024 e nel 2025 il potere federale ha promosso un novero crescente di azioni</strong> di questo tipo. </p>



<p>Due anni, due amministrazioni diverse (Joe Biden e la seconda di Donald Trump), un cambio della guardia tra Partito Democratico e Partito Repubblicano, un&#8217;elezione presidenziale in mezzo, un unico <strong><em>modus operandi</em>: l&#8217;assalto sistematico all&#8217;università</strong> condotta tramite il mezzo dell&#8217;inchiesta per antisemitismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La legge per i diritti civili come arma per l&#8217;antisemitismo</h2>



<p>25 tra ottobre e dicembre 2023, 39 nel 2024, 38 nei primi nove mesi del 2025: contando che le denunce totali sono state 102 dal 2004, si capisce la salienza dei dati e la loro esplosione nell&#8217;ultimo biennio. Dato più interessante, la legge-grimaldello per queste inchieste è il Civil Rights Act del 1964, la storica legge promulgata dal presidente Lyndon Johnson che consentì l&#8217;emancipazione degli afroamericani dallo stato di minorità giuridica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="800" height="809" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ.jpg" alt="" class="wp-image-492809" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ-297x300.jpg 297w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ-768x777.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ-600x607.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Civil_Rights_Act_signing_LBJ-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">2 luglio 1964: Lyndon Johnson firma il Civil Rights Act</figcaption></figure>



<p>Per la precisione, a essere invocato è il Titolo VI del Civil Rights Act, ispirato da una celebre dichiarazione di John Fitzgerald Kennedy del 1963:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La semplice giustizia richiede che i fondi pubblici, a cui contribuiscono tutti i contribuenti di tutte le razze [colori e origini nazionali], non vengano spesi in alcun modo che incoraggi, consolidi, sussidi o provochi la discriminazione razziale [di colore o di origine nazionale].</p>
</blockquote>



<p>&#8220;Se si riscontra che un beneficiario di assistenza federale ha commesso una discriminazione e non è possibile ottenere l&#8217;adempimento volontario, l&#8217;agenzia federale che eroga l&#8217;assistenza dovrebbe avviare una procedura di revoca del finanziamento o deferire la questione al Dipartimento di Giustizia per un&#8217;adeguata azione legale&#8221;,<a href="https://www.justice.gov/crt/fcs/TitleVI"> scrive il Dipartimento della Giustizia Usa sul suo sito. </a><strong>Le università sono state inquisite, dunque, in quanto titolari di finanziamenti federali</strong> potenzialmente sospettate di aver incentivato comportamenti scorretti verso il rispetto delle minoranze (ebraiche in questo caso).</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;antisemitismo come clava</h2>



<p><a href="https://www.theguardian.com/us-news/2025/nov/05/university-anitisemitism-investigations?utm_term=690b3c43a9e45222496ea1922d296b65&amp;utm_campaign=GuardianTodayUS&amp;utm_source=esp&amp;utm_medium=Email&amp;CMP=GTUS_email">Commenta il Guardian che </a>&#8220;mentre alcuni gruppi hanno <a href="https://www.adl.org/resources/report/audit-antisemitic-incidents-2024">lanciato l&#8217;allarme</a> sul fatto che l&#8217;antisemitismo è aumentato dal 2023, il quadro è stato complicato dalla mancanza di accordo su quando le critiche a Israele virano verso l&#8217;antisemitismo&#8221; e &#8220;secondo il rapporto, solo una delle 102 denunce di antisemitismo esaminate dagli autori solleva affermazioni di antisemitismo non correlate a critiche nei confronti di Israele&#8221;. </p>



<p><strong>La testata britannica</strong>, che pure presente questa dirompente inchiesta con un titolo che non le fa giustizia (&#8220;I dati mostrano un aumento delle indagini sull&#8217;antisemitismo nelle università statunitensi dopo gli attacchi del 7 ottobre&#8221;), <strong>scopre un velo di Maia: quello dell&#8217;uso strumentale delle accuse di antisemitismo</strong> per fermare dibattito e libertà d&#8217;espressione (e di critica) su Israele e il conflitto a Gaza. </p>



<p>Del resto, <strong>nel mondo della guerra informativa</strong> lanciata dallo stesso governo di Benjamin Netanyahu per conquistare i cuori e le menti dell&#8217;Occidente alla causa di Tel Aviv anche le accuse di antisemitismo fanno comodo per condizionare l&#8217;agenda globale a favore di Tel Aviv. In perfetta continuità, due amministrazioni hanno agito consapevolmente per <strong>ridurre la libertà d&#8217;espressione negli Usa</strong> a favore degli interessi israeliani, usando la leva della pressione sugli atenei, che dovrebbero rimanere luoghi liberi di confronto. Il tutto usando una legge nata per fini emancipatrici come clava contro i giovani manifestanti. Non un bel segnale per quella che si definisce &#8220;la più grande democrazia del mondo&#8221;.</p>



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		<title>Dopo Facebook anche Google ammette: abbiamo censurato su richiesta di Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/dopo-facebook-anche-google-ammette-abbiamo-censurato-su-richiesta-di-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Youtube Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1536x709.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-600x277.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante l'amministrazione Biden, YouTube ha censurato centinaia di account ma ora l'azienda ammette l'errore.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Youtube Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1536x709.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-600x277.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante l&#8217;amministrazione Biden, <strong>YouTube</strong>, di proprietà di <strong>Google</strong> (Alphabet), ha adottato misure di censura che hanno portato alla rimozione di migliaia di account americani per contenuti considerati &#8220;disinformazione politica&#8221;, specialmente su temi quali la pandemia da Covid-19 e le elezioni statunitensi del 2020, vinte da <strong>Joe Biden</strong> e contestate da Trump. Ban, spesso permanenti, che hanno colpito account noti e meno noti, tra cui figure molto popolari come <strong>Dan Bongino</strong> (oggi vicedirettore dell&#8217;Fbi), l&#8217;ex chief strategist della Casa Bianca <strong>Steve Bannon</strong> e <strong>Robert F. Kennedy Jr</strong>., attuale ministro della Salute dell&#8217;amministrazione Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta di Google</h2>



<p>Recentemente, sotto la pressione del Repubblicano <strong>Jim Jordan</strong>, YouTube ha annunciato un cambio di rotta importante su questo tema. In una lettera al Comitato Giudiziario della Camera, l&#8217;avvocato di Alphabet <strong>Daniel Donovan</strong> ha ammesso che l&#8217;amministrazione Biden ha esercitato una pressione &#8220;inaccettabile e sbagliata&#8221; <strong>per rimuovere video che non violavano le politiche della piattaforma</strong>, confermando che gli Stati Uniti hanno cercato di censurare americani per discorsi leciti. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is another victory in the fight against censorship.<br><br>In Aug 2024, Meta CEO Mark Zuckerberg wrote the Committee a letter admitting:<br><br>1. Biden Admin “pressured” Facebook to censor Americans.<br>2. Facebook censored Americans.<br>3. Facebook throttled the Hunter Biden laptop story.…</p>&mdash; Rep. Jim Jordan (@Jim_Jordan) <a href="https://twitter.com/Jim_Jordan/status/1970474590561272047?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Inoltre, la piattaforma ha dichiarato che il dibattito pubblico <strong>non dovrebbe mai dipendere dall&#8217;affidamento a &#8220;autorità&#8221;</strong>, promettendo di non utilizzare mai più <em>fact-checker</em> di terze parti e lanciando un monito sui rischi delle leggi europee sulla censura (<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lue-e-il-bavaglio-digitale-lincontro-a-porte-chiuse-con-le-big-tech.html">come il controverso Digital Service Act</a>). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso la riattivazione dei canali Youtube bannati</h2>



<p>A partire da martedì, riferisce la stampa americana, YouTube <a href="https://www.cnbc.com/2025/09/23/youtube-creators-banned-covid-election-misinformation-apply-reinstatement.html">ha introdotto un programma pilota</a> che permetterà a canali precedentemente banditi di richiedere la riattivazione. Una mossa che segue <strong>anni di indagini e pressioni repubblicane per rivedere le politiche di censura</strong> imposte durante l&#8217;amministrazione del presidente Joe Biden, che fece pressioni per chiedere alle piattaforme di rimuovere i contenuti inerenti il <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-allattacco-pulizia-totale-contro-chi-ha-insabbiato-il-caso-hunter-biden.html">contenuto problematico del laptop del figlio, Hunter Biden</a>. </p>



<p>Il mea culpa delle Big Tech non si limita a Google. Ad agosto 2024, il Ceo di Meta, <strong>Mark Zuckerberg</strong>, ha scritto una lettera al Comitato ammettendo che l&#8217;amministrazione Biden ha &#8220;pressato&#8221; Facebook per censurare alcuni cittadini americani, che la piattaforma ha effettivamente censurato utenti e che ha limitato la <strong>diffusione della storia sul laptop di Hunter Biden</strong>. Ammissioni che rafforzano la tesi di una violazione, da parte del governo americano e delle autorità, della libertà di espressione e di parole garantita dalla costituzione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">E dopo Zuckerberg, anche Google ammette una delle a pagine più sconcertanti della storia della democrazia statunitense: negli anni del COVID, l’amministrazione Biden ha imposto la censura di contenuti e di opinioni contrari alla narrativa ufficiale, inibendo pertanto la libertà… <a href="https://t.co/yG0U8Z3Tc9">pic.twitter.com/yG0U8Z3Tc9</a></p>&mdash; Marcello Foa (@MarcelloFoa) <a href="https://twitter.com/MarcelloFoa/status/1970559363677884467?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;E dopo Zuckerberg &#8211; commenta su X l&#8217;ex presidente Rai <strong>Marcello Foa</strong> &#8211; anche Google ammette una delle a pagine più sconcertanti della storia della democrazia statunitense: negli anni del COVID, l’amministrazione Biden ha imposto la censura di contenuti e di opinioni contrari alla narrativa ufficiale, inibendo pertanto la libertà di opinione e di confronto. Il tutto all’insaputa dei cittadini e in evidente violazione dei principi costituzionali. <strong>Ora promettono che in futuro non accadrà mai più</strong>. Ma in questo caso, non basta la parola. Occorrono i fatti&#8221;. <a href="https://x.com/MarcelloFoa/status/1970559363677884467/photo/1"></a></p>



<p>La notizia arriva mentre il tema del <em>free speech</em> è tornato al centro del dibattito statunitense. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-pentagono-chiude-le-porte-ai-media-da-biden-a-trump-la-censura-non-ha-partito.html">Come riportato</a> recentemente da <em>InsideOver</em>, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-lomicidio-di-kirk-trump-designa-antifa-come-organizzazione-terroristica.html/amp">dopo l’omicidio di Charlie Kirk c’è</a>, evidentemente, una significativa componente dell’amministrazione Trump che vuole implementare la censura. E da questo punto di vista c’è da attendersi un netto salto di qualità. La cancellazione (poi ritirata) dello show di Jimmy Kimmel – su pressioni del governo Usa – la dice lunga. Un&#8217;altra notizia allarmante riguarda il Pentagono – il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti – il quale ha&nbsp;<strong>introdotto nuove restrizioni per l’accesso dei media</strong>. Iniziativa che ha alimentato accuse di incoerenza sul tema nei confronti dei repubblicani che tanto all&#8217;opposizione si sono battuti contro la censura e ora, al governo, stanno facendo tutt&#8217;altro. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dopo-facebook-anche-google-ammette-abbiamo-censurato-su-richiesta-di-biden.html">Dopo Facebook anche Google ammette: abbiamo censurato su richiesta di Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Pentagono chiude le porte ai media: da Biden a Trump, la censura non ha partito</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-pentagono-chiude-le-porte-ai-media-da-biden-a-trump-la-censura-non-ha-partito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 05:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hegseth Pentagono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-1536x720.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-600x281.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emanate le nuove direttive per i media che vogliono entrare al Pentagono: la stretta di Hegseth e Donald Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-pentagono-chiude-le-porte-ai-media-da-biden-a-trump-la-censura-non-ha-partito.html">Il Pentagono chiude le porte ai media: da Biden a Trump, la censura non ha partito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hegseth Pentagono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-1536x720.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920160042547_7aeacf3dd9f2932bd0457f2bd2de3289-e1758376896961-600x281.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Entrambi i partiti &#8216;ripensano la libertà di parola&#8217; non appena arrivano al potere. Negli Stati Uniti, si può quasi sempre capire chi grida per la libertà di parola: quelli che sono fuori dal potere&#8221;. Questo tweet pubblicato su X dal celebre giornalista <strong>Glenn Greenwald</strong> racchiude perfettamente ciò che sta accadendo da alcuni anni negli Stati Uniti sul fronte della libertà di parola. Messa a rischio in maniera sistematica sia durante l&#8217;amministrazione Biden &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-i-twitter-files-di-musk-la-censura-e-il-caso-hunter-biden.html">vedi la brutale censura adottata nel caso del laptop di Hunter Biden</a> &#8211; sia, ora, con <strong>Donald Trump</strong> al potere, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/altro-che-free-speech-ora-il-congresso-usa-se-la-prende-con-wikipedia-contenuti-antisemiti-e-filo-russi.html/amp">nonostante quest&#8217;ultimo avesse giurato di essere un paladino del &#8220;free speech&#8221;</a>. Quando si è trattato di difendere Israele dalle critiche dei &#8220;pro-pal&#8221;, questa libertà è venuta meno. Nessuna delle due parti è nelle condizioni di fare la morale. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Both parties always &quot;rethink speech&quot; the minute they get into power. <br><br>In the US, you can almost always tell who is screaming about free speech: those who are out of power. <a href="https://t.co/kshf27J3k9">https://t.co/kshf27J3k9</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/1968821153637523535?ref_src=twsrc%5Etfw">September 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove direttive del Pentagono</h2>



<p>Certo è che <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-lomicidio-di-kirk-trump-designa-antifa-come-organizzazione-terroristica.html/amp">dopo l&#8217;omicidio di Charlie Kirk c&#8217;è</a>, evidentemente, una significativa componente dell&#8217;amministrazione Trump che vuole implementare la censura. E da questo punto di vista c&#8217;è da attendersi un netto salto di qualità. La cancellazione dello show di Jimmy Kimmel &#8211; su pressioni del governo Usa &#8211; la dice lunga. L&#8217;ultima notizia riguarda il Pentagono &#8211; il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti &#8211; il quale ha <strong>introdotto nuove restrizioni per l&#8217;accesso dei media</strong>, come annunciato in un memo del portavoce capo Sean Parnell, <a href="https://www.dailywire.com/news/department-of-war-implements-new-guidelines-for-media-access-at-the-pentagon">ottenuto in esclusiva da <em>The Daily Wire</em></a>. Le direttive, anticipate a maggio dal Segretario della Guerra <strong>Pete Hegseth</strong>, <a href="https://www.nytimes.com/2025/09/20/business/media/pentagon-restrictions-reporters-hegseth-trump.html">richiedono ai giornalisti accreditati di firmare nuovi documenti</a> che regolano l&#8217;accesso all&#8217;edificio, allineando il Pentagono alle norme di sicurezza di altre strutture governative. In precedenza, la stampa godeva di un accesso quasi illimitato al Pentagono, simile a quello del Campidoglio, consentendo ai reporter di osservare facilmente alti funzionari o generali in visita e di riportare dettagli sulle attività interne. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Controlli più rigorosi</h2>



<p>Le nuove misure, tuttavia, <strong>impongono controlli più rigorosi</strong>: i giornalisti dovranno firmare un modulo che definisce i requisiti di sicurezza delle informazioni e le nuove regole di accesso fisico. Inoltre, la Pentagon Force Protection Agency (PFPA) emetterà nuove credenziali (PFAC) con la scritta &#8220;PRESS&#8221; in rosso, dando priorità ai media residenti fino al 30 settembre 2025 e ai non residenti a partire dal 1° ottobre.Le nuove regole richiedono che i giornalisti siano scortati nelle aree sensibili, mentre l&#8217;accesso senza scorta sarà limitato alle zone indicate nell&#8217;Appendice D del memo. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The “press” does not run the Pentagon — the people do. The press is no longer allowed to roam the halls of a secure facility. Wear a badge and follow the rules — or go home. <a href="https://t.co/nkG1m6bW3z">pic.twitter.com/nkG1m6bW3z</a></p>&mdash; Pete Hegseth (@PeteHegseth) <a href="https://twitter.com/PeteHegseth/status/1969179306648613129?ref_src=twsrc%5Etfw">September 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il personale del Dipartimento della Guerra è incaricato di segnalare eventuali reporter trovati in aree non autorizzate senza scorta. Secondo Parnell, queste misure mirano a proteggere la sicurezza operativa, mantenendo comunque l&#8217;accesso alla stampa per l&#8217;ufficio stampa della difesa, l&#8217;ufficio del portavoce e altre aree dell&#8217;edificio. Ma la stampa americana non è d&#8217;accordo. Lo scorso maggio, reporter di <em>Associated Press</em>, <em>Washington Post</em> e <em>Aviation Week</em> hanno protestato, affermando che l&#8217;obiettivo è, in realtà, <strong>quello di rendere il Pentagono difficile da coprire per i media</strong>. Perfettamente coerente con la nuova denominazione &#8220;Dipartimento di Guerra&#8221;: in tempi di guerra e disordine globale, anche la libertà di stampa arretra e muore. </p>



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		<title>&#8220;Biden voleva distruggere la Russia&#8221;: le rivelazioni sull&#8217;ex presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/biden-voleva-distruggere-la-russia-le-rivelazioni-sullex-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 18:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1435" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-768x574.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-1536x1148.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Obiettivi di Biden contro la Russia: Lula rivela che Biden aveva come obiettivo la "distruzione" della Russia, criticando l'escalation occidentale nel conflitto Russia-Ucraina.</p>
<p>Responsabilità dell'Occidente: Lula condanna l'invasione russa ma sottolinea che le azioni dei Paesi occidentali, come il riarmo e il sostegno a Washington, hanno contribuito alla crisi.</p>
<p>Declino cognitivo di Biden: Il libro Original Sin di Tapper e Thompson descrive un Biden in netto deterioramento mentale dal 2019-2020, con difficoltà a ricordare eventi e persone.</p>
<p>Insabbiamento mediatico: Lo staff di Biden e i media avrebbero minimizzato il suo declino, gestendo la presidenza come un "consiglio di amministrazione" per mascherare le sue difficoltà.</p>
<p>Diagnosi di cancro: Biden ha recentemente ricevuto una diagnosi di cancro alla prostata metastatico, sollevando ulteriori domande sulla trasparenza durante il suo mandato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-voleva-distruggere-la-russia-le-rivelazioni-sullex-presidente.html">&#8220;Biden voleva distruggere la Russia&#8221;: le rivelazioni sull&#8217;ex presidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1435" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-768x574.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250604101943985_71ac2aba8b57ff0a5e339fd7cb178670-1536x1148.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><em>Questo articolo è reso liberamente disponibile ai lettori dall’ultimo numero di “InsideUsa”, la newsletter che racconta gli Stati Uniti d’America in modo unico e approfondito, offrendo prospettive e analisi che altri non forniscono. Con un approccio fresco e dettagliato, InsideUsa si propone di far luce sulle storie più significative e intriganti del panorama americano, regalando ai lettori una visione autentica e fuori dagli schemi.</em></strong></p>



<p>Emergono nuovi dettagli e retroscena su su quelli che erano i veri obiettivi dall&#8217;amministrazione Biden nei confronti della Russia e della guerra in Ucraina. <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2025/06/03/lula-we-need-global-governance-now-more-than-ever_6741954_4.html">In un&#8217;intervista con <em>Le Monde</em></a>, <strong>il presidente brasiliano Lula</strong> (Luiz Inácio Lula da Silva) ha rivelato che l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong> si era convinto che &#8220;la Russia dovesse essere distrutta&#8221;. Lula ha espresso preoccupazione per l&#8217;escalation delle tensioni globali e ha criticato il ruolo dell&#8217;Occidente nel conflitto in corso tra Russia e Ucraina. Altro che &#8220;moderazione&#8221;, dunque: Lula rivela quello che è sempre stato l&#8217;obiettivo di Biden e dell&#8217;establishment di Washington, prima del ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, che si è ritrovato dinanzi a una situazione estremamente complessa e difficile. </p>



<p>Nella medesima intervista, pur condannando la decisione della Russia di invadere l&#8217;Ucraina, Lula ha sostenuto che anche i Paesi occidentali <strong>hanno una responsabilità nel conflitto</strong>. &#8220;I paesi occidentali hanno contribuito alla situazione&#8221;, ha dichiarato, indicando le loro azioni come un fattore nella crisi in corso. &#8220;L&#8217;Europa si è schierata con Washington e sta spendendo miliardi per il riarmo&#8221;, ha detto, evidenziando gli enormi investimenti nella costruzione militare. Questo sviluppo, secondo Lula, è profondamente preoccupante. &#8220;Se parliamo solo di guerra, non ci sarà mai pace&#8221;, ha aggiunto, <strong>sottolineando la necessità di un dialogo orientato alla pace</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;omertà sul declino mentale di Biden</h2>



<p>Nelle ultime settimane, negli Stati Uniti si è un acceso dibattito riguardo le reali condizioni psicofisiche di Joe Biden durante il suo mandato presidenziale. Il libro <em>Original Sin: President Biden’s Decline, Its Cover-Up, and His Disastrous Choice to Run Again</em>, scritto da<strong> Jake Tapper</strong> della <em>Cnn</em> e <strong>Alex Thompson</strong> di <em>Axios</em>, ha portato alla luce dettagli inquietanti su come lo staff di Biden e i media abbiano, per anni, minimizzato o insabbiato il <strong>deterioramento cognitivo del presidente.</strong></p>



<p>Tapper, <a href="https://www.npr.org/2025/05/20/nx-s1-5398050/joe-bidens-decline-jake-tapper-original-sin">in<strong> </strong>un’intervista a <em>Npr</em></a>, descrive due versioni di <strong>Joe Biden</strong>. La prima è quella conosciuta dal pubblico durante il suo periodo come vice presidente: carismatico, affidabile, empatico. La seconda, emersa con sempre maggiore evidenza a partire dal 2019-2020, è quella di un presidente &#8220;non funzionante&#8221;, che <strong>faticava a riconoscere alleati politici di lunga data</strong>, perdeva il filo del discorso in conversazioni cruciali e dimenticava date significative, come quella della morte del figlio Beau. &#8220;Il pubblico ha visto solo frammenti di questo declino davanti alle telecamere&#8221;, afferma Tapper, &#8220;ma non avevamo idea di quanto fosse grave dietro le quinte&#8221;. </p>



<p>Secondo una fonte citata nel libro, la presidenza di Biden era gestita come un &#8220;<strong>consiglio di amministrazione di cinque persone</strong>&#8220;, con Biden come presidente del consiglio, ma di fatto sostenuto e <strong>guidato dai suoi collaboratori più stretti</strong>. Questo sistema, secondo gli autori, ha permesso di mascherare le sue difficoltà, ma ha anche sollevato domande sulla trasparenza e sulla capacità di Biden di guidare il Paese. A complicare ulteriormente il quadro, nelle scorse settimane l’ufficio di Biden ha diffuso una dichiarazione rivelando che l’ex presidente è stato diagnosticato con un &#8220;cancro alla prostata aggressivo&#8221; che si è metastatizzato alle ossa. </p>



<p>Al di là del dramma personale e privato che ha colpito Biden e la sua famiglia, rimane sullo sfondo un tema politico e solleva interrogativi su come funziona il sistema mediatico: possibile che, per anni, chiunque osasse mettere in discussione &#8211; l&#8217;evidente &#8211; stato confusionario dell&#8217;ex presidente venisse tacciato di essere un &#8220;complottista&#8221; o di sposare la propaganda di destra? Possibile che i grandi media &#8211; tolto il Wall Street Journal e pochi altri &#8211; non si siano accorti di nulla? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-voleva-distruggere-la-russia-le-rivelazioni-sullex-presidente.html">&#8220;Biden voleva distruggere la Russia&#8221;: le rivelazioni sull&#8217;ex presidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>GAVI, acronimo di Global Alliance for Vaccine Immunization, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una partnership pubblico-privata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.gavi.org/our-alliance/about">GAVI</a></strong>, acronimo di <em>Global Alliance for Vaccine Immunization</em>, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una <strong>partnership pubblico-privata</strong> fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini in 78 paesi, prevenendo più di 18,8 milioni di decessi. Alla sua nascita c&#8217;erano 43 paesi, tra cui la maggior parte dell&#8217;Africa subsahariana, dove almeno 1 bambino su 10 moriva prima dei 5 anni a causa di malattie infettive. Oggi ce ne sono solo cinque: Ciad, Niger, Nigeria, Sierra Leone e Somalia. La GAVI è una delle ragioni principali per cui ciò accade.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la GAVI</h2>



<p>Il funzionamento si basa su un meccanismo di <strong>finanziamento multilaterale</strong>. I fondi provengono da una combinazione di governi donatori, fondazioni filantropiche (come la Bill &amp; Melinda Gates Foundation), organismi internazionali (tra cui OMS e Banca Mondiale) e partner del settore privato. Questi fondi vengono utilizzati per <strong>acquistare vaccini a basso costo per i Paesi eleggibili</strong> – definiti secondo soglie di reddito stabilite dalla Banca Mondiale. Gavi negozia prezzi ribassati con i produttori di vaccini grazie al volume degli acquisti e alla prevedibilità della domanda. I vaccini vengono poi distribuiti attraverso partner operativi come UNICEF e OMS, con attenzione alla logistica, alla catena del freddo e alla formazione del personale sanitario nei territori più fragili. L&#8217;alleanza non si limita a consegnare dosi: investe anche nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali, in programmi di monitoraggio e nella sorveglianza epidemiologica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="895" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png" alt="" class="wp-image-471365" style="width:572px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png 895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-600x432.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-300x216.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-768x553.png 768w" sizes="auto, (max-width: 895px) 100vw, 895px" /></figure>
</div>


<p>Oltre ai vaccini di routine, Gavi finanzia lo sviluppo e l’introduzione di nuovi vaccini contro malattie emergenti come <strong>HPV</strong>, <strong>malaria</strong>, <strong>Ebola</strong> e <strong>COVID-19</strong>. Ha avuto un ruolo centrale nella creazione di <strong>COVAX</strong>, il meccanismo globale per l’accesso equo ai vaccini anti-COVID, e nella realizzazione di stockpile internazionali, ovvero riserve d’emergenza di vaccini già pronti all’uso in caso di epidemie. Gavi non è solo uno strumento di solidarietà verso il Sud globale. È, a tutti gli effetti, una barriera preventiva per l’intero pianeta. Fermare un’epidemia in Africa occidentale significa evitare anche una pandemia in Europa o Nord America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Ebola: lo <em>stockpile</em> in Svizzera</h2>



<p>Un esempio fra tutti è l’Ebola, o meglio, lo <strong><em>stockpile </em>di vaccini custodito in Svizzera</strong>. Poche epidemie sono state così dure come quella del 2014 nell&#8217;Africa occidentale. Quando i contagi si sono fermati nel 2016, quasi 30.000 persone erano state contagiate e 11.000 erano morte. La perdita di vite umane ha avuto anche conseguenze economiche significative: si stima che la perdita di PIL sia stata compresa tra 2,8 e 32,6 miliardi di dollari. I paesi colpiti – <strong>Guinea</strong>, <strong>Sierra Leone</strong> e <strong>Liberia </strong>– non erano preparati a rispondere a una malattia così mortale da poter uccidere il 90% delle persone infettate. Nel 2015, il <strong>vaccino rVSV-ZEBOV di Merck</strong> è stato somministrato a persone a rischio di Ebola in Guinea con un approccio &#8220;compassionevole&#8221;. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone. Tra le 5.837 persone che hanno ricevuto il vaccino, non è stato registrato alcun caso di Ebola dieci giorni o più dopo la vaccinazione.<br>Nel cuore dell’Europa, dunque, esiste una riserva strategica pronta a contrastare l’Ebola. Finanziata dall’Alleanza per i vaccini, e coordinata da un consorzio multilaterale, questa scorta globale del vaccino rVSV-ZEBOV è progettata per fornire una risposta rapida, sicura e accessibile alle epidemie emergenti. Attivata nel gennaio 2021, l’iniziativa è sotto la supervisione dell’International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che riunisce OMS, UNICEF, Medici Senza Frontiere (MSF) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Il vaccino stesso è una formulazione monodose iniettabile approvata dagli esperti del comitato tecnico SAGE dell’OMS, che ha raccomandato il mantenimento di una <strong>dotazione minima globale di 500.000 dosi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gavi.org/sites/default/files/vaccineswork/2025/Header/ebola-vaccination-campaign-DRC_Gavi.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il meccanismo è semplice: ogni Stato che rileva un focolaio di Ebola può inoltrare richiesta al consorzio e ricevere rapidamente le dosi necessarie per contenere l’epidemia. Per i Paesi idonei a ricevere supporto attraverso i programmi Gavi, le dosi sono fornite gratuitamente, insieme a un sostegno operativo fondamentale, che va dalla gestione logistica fino alla somministrazione sul campo. La conservazione del vaccino, altamente sensibile, richiede condizioni rigorose: <strong>una catena del freddo ultra-profonda a -80°C</strong>, garantita da imballaggi speciali e controlli continui. Una volta autorizzata la distribuzione, le spedizioni possono raggiungere la destinazione entro sette giorni, anche in contesti ad accesso difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello della scorta globale</h2>



<p>Le epidemie di Ebola sono caratterizzate da un’elevata letalità e una capacità di diffusione estremamente rapida, spesso superiore alla velocità con cui è possibile attivare misure di contenimento. Durante l’epidemia del 2014, ben prima della disponibilità di un vaccino efficace, il virus avanzava in Guinea a una velocità di quasi 300 chilometri a settimana, rendendo quasi impossibile un intervento tempestivo.<br>In questo contesto, la scorta internazionale di vaccini contro l’Ebola rappresenta uno strumento centrale per la preparazione sanitaria globale. Pensata per facilitare una risposta coordinata a livello internazionale, la scorta consente di contenere rapidamente i focolai, evitando che infezioni localizzate evolvano in crisi regionali o addirittura globali. A differenza di altre malattie infettive, <strong>l’Ebola non genera un mercato commerciale stabile</strong>: la sua natura sporadica e imprevedibile non offre alle aziende un incentivo economico sufficiente per mantenere una produzione costante. In assenza di una domanda regolare, i produttori non avrebbero motivo di conservare dosi pronte all’uso, generando inevitabili carenze nei momenti critici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2018/04/27/thinkstockphotos-513443244_thumb_720_480.jpg" alt=""/></figure>
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<p><br><strong>Il modello della scorta globale</strong> supera questo ostacolo strutturale. Centralizzando le risorse e garantendo l’acquisto delle dosi in anticipo, assicura la disponibilità immediata dei vaccini quando più servono. Il vaccino rVSV-ZEBOV, contenuto nella scorta, è impiegato principalmente attraverso una strategia definita di “vaccinazione ad anello”. Questo approccio prevede l’immunizzazione non solo dei soggetti venuti a contatto diretto con un caso confermato, ma anche dei <strong>contatti secondari</strong>. Il risultato è la creazione di una barriera immunologica attorno al focolaio che blocca la trasmissione del virus.<br>Oltre all’impiego reattivo, la scorta può essere<strong> utilizzata anche in chiave preventiva</strong>, per proteggere in anticipo gruppi ad alto rischio, come gli operatori sanitari e il personale di primo intervento (vedi il caso della Sierra Leone) nelle aree dove il virus potrebbe riemergere. Questi professionisti sono spesso i primi esposti in caso di epidemia e costituiscono una risorsa insostituibile per la risposta sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa si defilano. I rischi</h2>



<p><strong>Sotto l&#8217;amministrazione Trump, l&#8217;Alleanza per i Vaccini – rischia un significativo depotenziamento</strong> a causa di tagli sostanziali ai finanziamenti statunitensi. Gli Stati Uniti hanno storicamente rappresentato uno dei principali sostenitori dell’organizzazione, contribuendo in modo cruciale ai programmi di immunizzazione che hanno salvato milioni di vite nei Paesi a basso e medio reddito.<br>Gli Stati Uniti hanno fornito il 13% dei finanziamenti di Gavi sin dal suo inizio e, sotto l&#8217;amministrazione Biden, avevano promesso un finanziamento di 2,53 miliardi di dollari a partire da settembre 2022 e fino al 2030. Di tale importo, 880 milioni di dollari sono stati finora erogati. Nel marzo 2025, la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento a Gavi, <strong>cancellando una sovvenzione di oltre un miliardo di dollari </strong>destinata all’acquisto di vaccini pediatrici nei Paesi in via di sviluppo. Secondo i vertici di Gavi, questa decisione potrebbe avere un impatto devastante sulla sicurezza sanitaria globale, con la concreta possibilità di oltre un milione di morti infantili nei prossimi cinque anni. Si trattava di uno delle migliaia di contratti per un totale di miliardi di dollari di stanziamenti eliminati nell&#8217;ambito di una revisione volta a eliminare le spese &#8220;<em>che non servivano (e in alcuni casi persino danneggiavano) i principali interessi nazionali degli Stati Uniti</em>&#8220;, secondo una dichiarazione pubblicata su <em>X </em>dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.usatoday.com/gcdn/authoring/authoring-images/2025/05/09/USAT/83537632007-20250424-t-153200-z-880400442-rc-20-ddaw-5-gy-9-rtrmadp-3-usahealthmeasles.JPG?crop=4031,2268,x0,y0" alt=""/></figure>
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<p>Questi tagli si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento del contributo statunitense ai programmi di salute globale, tra cui altre iniziative fondamentali come <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">PEPFAR</a> e il supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’interruzione dei finanziamenti a Gavi comprometterebbe la capacità dell’organizzazione di mantenere scorte strategiche di vaccini contro malattie ad alto impatto come Ebola, colera e meningite. Queste riserve sono fondamentali per garantire una risposta rapida ai focolai epidemici. Inoltre, la riduzione del supporto finanziario rischia di rallentare l’accesso ai nuovi vaccini per <strong>patogeni emergenti</strong>, aumentando l’esposizione globale a minacce sanitarie non ancora controllate.<br>Se i tagli americani ai finanziamenti dovessero persistere, potremmo assistere nel prossimo futuro a <strong>epidemie di morbillo</strong> più frequenti e diffuse a livello globale, ma anche a una recrudescenza di molte altre malattie prevenibili con i vaccini, come la <strong>pertosse</strong> e la <strong>diarrea da rotavirus</strong>, entrambe potenzialmente fatali. Assisteremo anche a ritardi o interruzioni nell&#8217;introduzione di nuovi vaccini salvavita nelle comunità più bisognose&#8221;. Tra questi, anche i nuovi e promettenti vaccini contro la malaria appena introdotti. E le epidemie di malattie infettive in altri paesi possono raggiungere gli Stati Uniti ormai molto facilmente.<br>Interpellato sulla sospensione dei fondi destinati a Gavi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la decisione, definendola coerente con la revisione delle oltre 5.300 cancellazioni di progetti giudicati non allineati con gli interessi nazionali o le priorità strategiche dell’amministrazione. Il Dipartimento ha tuttavia precisato che i programmi USAID considerati essenziali restano operativi, tra cui quelli per l’<strong>HIV</strong>, l’assistenza umanitaria nelle aree di crisi e il sostegno alla risposta all’epidemia di <strong>Ebola in Uganda</strong>.</p>



<p></p>



<p><em><strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonati a InsideOver</a> per non perderti l’evoluzione della geopolitica della salute, raccontata con rigore e visione globale.<br>Dalle pandemie alla diplomazia vaccinale, analizziamo il futuro della sicurezza sanitaria mondiale.<br>Per capire davvero dove va il mondo, comincia da qui.</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Usa, la lobby israeliana non dorme mai: l&#8217;Aipac lancia una nuova offensiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-la-lobby-israeliana-non-dorme-mai-laipac-lancia-una-nuova-offensiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 15:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-600x308.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-1536x788.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>AIPAC attacca i critici di Israele: Secondo The Hill, il 9 aprile 2025 l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) ha lanciato una campagna pubblicitaria da sei cifre contro i senatori democratici che hanno sostenuto le mozioni di Bernie Sanders per bloccare 8,8 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele, respinte al Senato.</p>
<p>Obiettivo: 11 senatori democratici: La campagna, su TV e social media, prende di mira senatori come Dick Durbin, Elizabeth Warren e altri che hanno votato per le misure dopo la ripresa dell’offensiva israeliana a Gaza, con AIPAC che li accusa di minare la sicurezza di Israele.</p>
<p>Sanders contro AIPAC: Sanders ha denunciato l’influenza di AIPAC, sostenendo che i suoi finanziamenti milionari puniscono chi si oppone alla guerra di Netanyahu, citando le sconfitte di Jamaal Bowman e Cori Bush alle primarie 2024.</p>
<p>Mearsheimer e la repressione: Il professor John Mearsheimer ha criticato la detenzione dell’attivista palestinese Mahmoud Khalil, vedendola come parte di una repressione globale delle voci pro-palestinesi e un attacco alla libertà di espressione.</p>
<p>Divisione crescente: Un sondaggio Gallup mostra un calo di simpatia per Israele (46% contro 33% per i palestinesi), specie tra i democratici (21% vs 59%), ma AIPAC risponde con una lobby più attiva che mai, decisa a mantenere il controllo sul dibattito politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-la-lobby-israeliana-non-dorme-mai-laipac-lancia-una-nuova-offensiva.html">Usa, la lobby israeliana non dorme mai: l&#8217;Aipac lancia una nuova offensiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-600x308.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e5f8ba6e3f41ea74ad0d98d682868c5-e1744212086561-1536x788.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La lobby israeliana negli Stati Uniti è più influente e potente che mai. <a href="https://thehill.com/homenews/campaign/5238715-aipac-launches-ads-targeting-senate-democrats/">Secondo quanto riportato da <em>The Hill</em></a><em>,</em> il potente gruppo di pressione <em>American Israel Public Affairs Committee</em> (Aipac) non perde tempo e torna all’attacco dei critici della guerra di Tel Aviv a Gaza. A partire da martedì 9 aprile 2025, l&#8217;Aipac ha infatti lanciato una <strong>nuova serie di annunci pubblicitari</strong>, con un investimento a sei cifre, mirati a colpire i senatori democratici che la scorsa settimana hanno sostenuto le mozioni del senatore del Vermont e già candidato alla presidenza, <strong>Bernie Sanders,</strong> che mira a sospendere gli aiuti militari a Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova campagna dell&#8217;Aipac</h2>



<p>La campagna, che si articola <strong>su televisione e social media</strong>, prende di mira  gli 11 senatori dem che hanno appoggiato le misure, bocciate al Senato. Le mozioni di Sanders, che non sono una novità – il senatore aveva già proposto senza successo iniziative simili in passato – <strong>miravano a bloccare un totale di 8,8 miliardi di dollari in bombe pesanti</strong> e altre munizioni destinate a Israele. Il voto è arrivato dopo la fine, lo scorso mese, di una tregua di due mesi, con Israele che ha ripreso l’offensiva a Gaza.</p>



<p>Tra i senatori che hanno votato a favore delle misure, oltre a Sanders, figurano nomi di spicco come Dick Durbin, Martin Heinrich, Maizie Hirono, Tim Kaine, Andy Kim, Ben Ray Lujan, Ed Markey, Jeff Merkley, Chris Murphy, Brian Schatz, Tina Smith, Chris Van Hollen, Elizabeth Warren e Peter Welch. Una lista che AIPAC sembra aver messo nel mirino con determinazione.</p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/aipac-la-lobby-usa-pro-israele-che-non-perde-mai.html">portavoce di Aipac</a>, <strong>Marshall Wittman</strong>, non ha usato mezzi termini: &#8220;Bernie Sanders sta mettendo a rischio la sicurezza dello Stato ebraico mentre combatte una guerra su sette fronti contro l’Iran e i terroristi sostenuti dall’Iran. Questi annunci informeranno i cittadini degli Stati rappresentati dai senatori che hanno votato con Sanders per indebolire la partnership dell’America con il nostro alleato democratico&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lobby è più attiva che mai</h2>



<p>La lobby israeliana, come dimostra questa mossa, non dorme mai: <strong>ogni voto contrario agli interessi di Israele scatena una risposta rapida e ben finanziata</strong>. Sanders, dal canto suo, non ha esitato a puntare il dito contro Aipac durante il suo discorso al Senato prima del voto. &#8220;Nel nostro attuale sistema di finanziamenti elettorali, i democratici devono preoccuparsi dei miliardari che finanziano Aipac&#8221;, ha dichiarato. &#8220;Se voti contro il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e la sua guerra terribile a Gaza, Aipac ti punirà con milioni di dollari in pubblicità per assicurarsi la tua sconfitta&#8221;.</p>



<p>Un’accusa pesante, suffragata da esempi concreti: l’anno scorso, Aipac ha contribuito a far perdere le primarie a due membri della Camera, Jamaal Bowman e Cori Bush, sconfitti da candidati appoggiati dal gruppo e da altre organizzazioni pro-Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa di Mearsheimer</h2>



<p>A gettare ulteriore benzina sul fuoco <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20250318-mearsheimer-israel-and-its-supporters-are-biggest-threat-to-free-speech/">è intervenuto il professor John Mearsheimer</a>, coautore del celebre saggio <em>The Israel Lobby and US Foreign Policy</em>. Le sue recenti dichiarazioni arrivano in seguito alla detenzione da parte delle autorità statunitensi di <strong>Mahmoud Khalil</strong>, un attivista palestinese noto per le sue posizioni critiche, attualmente in attesa di deportazione. Il caso di Khalil ha alimentato timori crescenti che le voci pro-palestinesi vengano sistematicamente messe a tacere, non solo negli Stati Uniti ma a livello globale. </p>



<p>Mearsheimer, che da tempo sostiene che l’influenza di Israele sul discorso occidentale soffochi il <em>free speech</em>, ha ribadito come tali episodi <strong>rappresentino un attacco alla libertà di espressione</strong>. Le sue parole si aggiungono all’allarme per la repressione di giornalisti, accademici e attivisti che osano sfidare le politiche israeliane.</p>



<p>Il sostegno a Israele, un tempo quasi unanime negli Stati Uniti,<a href="https://www.pewresearch.org/global/2024/05/30/israeli-views-of-the-israel-hamas-war/"> è diventato un tema sempre più divisivo</a> dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Un sondaggio <em>Gallup</em> dello scorso mese, citato da The Hill, evidenzia un calo della simpatia per Israele negli ultimi anni: il 46% degli americani si dice più vicino agli israeliani rispetto ai palestinesi (in calo rispetto al passato), mentre il 33% simpatizza maggiormente con i palestinesi. Tra i democratici, però, il divario è netto: <strong>solo il 21% si schiera con Israele</strong>, contro il 59% che sostiene i palestinesi.</p>



<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/il-peso-decisivo-della-lobby-pro-israele-sulla-politica-usa.html">lobby israeliana, con Aipac in prima linea</a>, sembra intenzionata a contrastare questa tendenza con ogni mezzo a disposizione. La sua influenza, come sottolineato da Sanders e ora rilanciato da Mearsheimer, si fa sentire non solo nei voti al Congresso, ma anche nelle urne e nei tribunali, dove i dollari e il potere parlano più forte delle parole. Una cosa è certa: <strong>la lobby non dorme mai, e chi si oppone a Israele lo fa a suo rischio e pericolo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-la-lobby-israeliana-non-dorme-mai-laipac-lancia-una-nuova-offensiva.html">Usa, la lobby israeliana non dorme mai: l&#8217;Aipac lancia una nuova offensiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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