L’amministrazione Trump si era presentata al mondo come paladina del “free speech” e della libertà di parola. Se questo è vero – in parte – per i social, non vale per tutto ciò che riguarda Israele, tema rispetto al quale il governo americano ha messo in atto una stretta senza precedenti contro i critici della politica di Tel Aviv a Gaza, etichettando ogni contestazione come “antisemitismo”.
L’indagine avviata dalla House Oversight Committee, guidata dai deputati repubblicani James Comer e Nancy Mace, contro Wikipedia conferma questa pericolosa tendenza. L’indagine, che prende di mira la Wikimedia Foundation per presunti tentativi di manipolazione dei contenuti di Wikipedia da parte di attori stranieri e istituzioni accademiche finanziate dagli Stati Uniti, rappresenta un escalation non indifferente in tal senso.
L’indagine
Secondo quanto riportato, l’indagine si concentra su presunte violazioni delle politiche di Wikipedia da parte di editor volontari che avrebbero inserito “propaganda”, incluse “narrazioni filo-russe e anti-israeliane”. Comer e Mace, in una lettera indirizzata al CEO di Wikimedia, Maryana Iskander, hanno richiesto documenti relativi a editor che violano le regole di neutralità e alle risposte della Fondazione a queste presunte manipolazioni.
L’iniziativa, manco a dirlo, si basa su un rapporto dell’Anti-Defamation League (ADL) e su uno studio dell’Atlantic Council che denuncia “messaggi filo-Cremlino” che influenzerebbero anche l’addestramento dell’intelligenza artificiale. Parliamo di due organizzazioni tutt’altro che super partes, che portano avanti delle agende politiche -e degli interessi – ben precisi.
Nel 2024, un articolo del Guardian rivelava che l’Anti-Defamation League (ADL), abbia condotto attività di sorveglianza su attivisti di sinistra, tra cui la profilazione e la valutazione delle minacce, come dimostrato da un’email interna del maggio 2020. L’email, inviata dal capo della sicurezza dell’ADL, Chris Delia, al CEO Jonathan Greenblatt, descriveva l’attivista nera di Indianapolis, Tatjana Rebelle, coinvolta nella campagna Deadly Exchange contro un programma di addestramento della polizia statunitense con l’esercito israeliano, come una “radicale con opinioni antisemite e odiose”, pur ritenendola non pericolosa. Un caso inquietante.
Il commento di Greenwald
Sul tema è intervenuto il giornalista Premio Pulitzer, Glenn Greenwald. “Il Comitato cerca di giustificarsi fingendo di indagare su stati stranieri, ma la stragrande maggioranza della lettera e delle richieste si concentra sul doxxing dell’identità degli utenti che diffondono contenuti critici nei confronti di Israele o visioni ‘antisemite’ come definite dall’Adl”.
Sì, ha poi aggiunto, “la maggior parte delle persone che ora sono al potere e guidano e impongono sforzi di censura (quasi sempre per proteggere Israele) hanno trascorso l’ultimo decennio a fingersi fraudolentemente campioni della libertà di parola e guerrieri contro la censura”. L’Anti-Defamation League (Adl) è infatti accusata da numerosi esperti e giornalisti di promuovere un’agenda che, sotto la veste della lotta all’antisemitismo, mira a silenziare voci dissenzienti, in particolare quelle critiche verso le politiche di Israele.
Molti osservatori, tra cui accademici e commentatori indipendenti, sostengono che l’Adl utilizzi definizioni ampie e controverse di “antisemitismo” per etichettare e marginalizzare individui o gruppi, spesso senza prove concrete, alimentando così un clima di censura. Ad esempio, il giornalista Max Blumenthal ha più volte denunciato l’Adl per il suo ruolo nell’influenzare piattaforme social e istituzioni pubbliche a reprimere il dissenso, mentre accademici come Norman Finkelstein hanno criticato l’organizzazione per il suo presunto abuso del termine “antisemitismo” al fine di proteggere specifici interessi politici. Con buona pace del free speech tanto sbandierato.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!