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	<title>Javier Milei Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Mar 2025 15:07:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Javier Milei Archives - InsideOver</title>
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		<title>Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 15:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'accordo dell'Argentina con il Fmi aiuterà a ridurre il deficit pubblico ma gli osservatori internazionali e gli Usa restano scettici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html">Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente argentino <strong>Javier Milei ha annunciato il 1° marzo un nuovo accordo </strong>con il Fondo monetario internazionale (Fmi), accompagnato da una proposta di legge volta a sancire il surplus fiscale come<a href="https://it.insideover.com/economia/milei-campione-delloccidente-intanto-il-litio-argentino-se-lo-prendono-i-cinesi.html"> pilastro della politica economica del Paese.</a> L’intesa, che mira a stabilizzare le finanze pubbliche e a rimborsare parte del debito con la Banca Centrale, si inserisce in un più ampio piano di riforme strutturali destinato a ridisegnare il panorama economico argentino. Tuttavia, tra successi dichiarati e critiche crescenti, il cammino verso la ripresa appare irto di ostacoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un accordo per la stabilità</h2>



<p>L’annuncio di Milei arriva in un momento cruciale per l’Argentina, alle prese con un debito pubblico cronico e un’economia segnata da anni di instabilità. Il nuovo accordo con il Fmi, i cui dettagli non sono stati ancora completamente resi pubblici, prevede l’utilizzo dei fondi per rafforzare le riserve della Banca Centrale e <strong>sostenere un sistema di cambio più flessibile</strong>. Il presidente ha enfatizzato che questa mossa è parte di una strategia per ridurre la spesa pubblica <strong>al 25% del PIL entro il 2027</strong>, un obiettivo ambizioso per un Paese abituato a un ruolo statale dominante.</p>



<p>Milei ha celebrato i recenti risultati economici, sottolineando che l’Argentina ha registrato un surplus fiscale primario e finanziario nei primi mesi del 2024, un traguardo non raggiunto da oltre 15 anni. <strong>“Uno Stato più piccolo è la chiave per ridurre la povertà”</strong>, ha dichiarato in un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, vantando la presunta uscita dalla povertà di 10 milioni di argentini grazie alle sue politiche. Tuttavia, economisti indipendenti, come quelli citati da <em>La Nación</em>, hanno messo in dubbio queste cifre, evidenziando la mancanza di dati ufficiali a supporto e il persistere di indicatori sociali preoccupanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riforme strutturali e consenso fragile</h2>



<p>Il piano di Milei non si limita all’intesa con il Fmi. Il Governo ha proposto una serie di riforme strutturali, tra cui la semplificazione del sistema fiscale, <strong>la flessibilizzazione del mercato del lavoro</strong> e una competizione tra province per attrarre investimenti. Queste misure, secondo il Presidente, stimoleranno la crescita e creeranno occupazione. Eppure, il percorso legislativo si preannuncia complesso: i sindacati, storicamente influenti, e una parte del Congresso si oppongono fermamente, temendo un’erosione dei diritti dei lavoratori e un aumento delle disuguaglianze.</p>



<p>Il Fmi ha accolto con cauto ottimismo l’accordo, ma ha sollecitato il Governo a costruire un maggiore consenso sociale per garantirne la sostenibilità. <strong>“La stabilità richiede non solo numeri, ma anche fiducia”</strong>, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione a Washington, sottolineando il rischio che le riserve internazionali possano tornare in territorio negativo entro la fine dell’anno se le riforme non saranno accompagnate da una solida base politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reazioni contrastanti dei mercati</h2>



<p>Nonostante l’entusiasmo di Milei, <strong>i mercati finanziari hanno reagito con scetticismo</strong>. I titoli di Stato argentini hanno subito vendite consistenti, e la Borsa di Buenos Aires ha perso oltre il 20% negli ultimi mesi. Per attirare investitori, il Governo ha alzato i tassi di interesse, una mossa che, secondo InfoBae, potrebbe comprimere ulteriormente la crescita a lungo termine. Il “rischio Paese”, misurato dall’indice EMBI+, continua a salire, riflettendo le incertezze sulla capacità di Milei di mantenere le sue promesse.</p>



<p>A livello internazionale, l’accordo ha ricevuto un’accoglienza tiepida. <strong>Gli investitori vedono opportunità nella stabilizzazione fiscale,</strong> ma temono che l’instabilità politica e sociale possa vanificare i progressi. Milei ha ventilato l’ipotesi di un’uscita dal Mercosur per perseguire accordi bilaterali con gli Stati Uniti, una proposta che potrebbe rivoluzionare il commercio argentino ma che rischia di alienare partner chiave come il Brasile, destinazione del 20% delle esportazioni nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La controversia $LIBRA e le tensioni con gli USA</h2>



<p>Sul fronte internazionale,<a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-il-flop-della-criptovaluta-inguaia-milei-tra-populismo-e-sospetti-di-truffa.html"> Milei si trova a gestire</a> anche le ricadute del crollo della criptovaluta $LIBRA, da lui inizialmente promossa come strumento per le piccole imprese. Il valore della moneta digitale è precipitato, causando perdite significative a investitori argentini e americani.<strong> Mauricio Claver-Carone, inviato speciale del Dipartimento di Stato USA per l’America Latina,</strong> ha definito l’incidente “una lezione” per il Presidente, annunciando un’indagine del Dipartimento di Giustizia statunitense su presunte frodi legate a $LIBRA. Milei ha replicato cancellando il suo endorsement iniziale e istituendo un’unità investigativa, ma la vicenda ha incrinato la credibilità del Governo agli occhi di Washington.</p>



<p>Le relazioni con gli Stati Uniti, che Milei considera strategiche, restano tese. Claver-Carone ha escluso un accordo di libero scambio, proponendo invece <strong>trattati incentrati sugli investimenti bilaterali</strong>, in linea con la politica dell’amministrazione Trump di favorire patti mirati piuttosto che ampi accordi commerciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un equilibrio precario</h2>



<p>L’Argentina di Milei si trova a un bivio. Da un lato, l’accordo con il FMI e le riforme annunciate potrebbero gettare le basi per una ripresa economica duratura, riducendo la dipendenza dal debito e stimolando la fiducia degli investitori. Dall’altro, la resistenza interna, <strong>l’incertezza dei mercati</strong> e le controversie internazionali – come il caso $LIBRA – mettono a dura prova la leadership del presidente.</p>



<p>Mentre Milei insiste sulla sua visione di uno “Stato minimo” come soluzione alla crisi, il Paese guarda con apprensione ai prossimi mesi. La sostenibilità delle riforme dipenderà non solo dalla loro implementazione, ma anche dalla capacità del Governo di navigare un panorama politico e sociale sempre più polarizzato. Per ora, l’Argentina resta sospesa tra le ambizioni di un leader determinato e le sfide di una realtà complessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html">Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Argentina di Milei: Moody&#8217;s applaude, il 40% degli argentini vive in povertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/largentina-di-milei-moodys-applaude-il-40-degli-argentini-vive-in-poverta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 18:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il programma economico del presidente argentino Javier Milei prevede lo smantellamento dello stato sociale e la povertà diffusa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/largentina-di-milei-moodys-applaude-il-40-degli-argentini-vive-in-poverta.html">L&#8217;Argentina di Milei: Moody&#8217;s applaude, il 40% degli argentini vive in povertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161635778_23a68513a96695f6770b8c1206f19f9c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che l’Argentina stia diventando il <strong>laboratorio neoliberista perfetto non è più un segreto</strong>. Le agenzie di rating applaudono e promuovono il “miracolo economico” di <strong>Javier Milei</strong>, ma dietro i numeri scintillanti si nasconde una realtà ben diversa: <a href="https://it.insideover.com/economia/poverta-disoccupazione-e-amnistia-per-i-furbi-cosi-milei-ha-devastato-largentina.html">un disastro sociale, una svendita di sovranità</a> e l’erosione di qualsiasi parvenza di Stato sociale.</p>



<p>Partiamo dai fatti. <strong>Moody&#8217;s</strong>, l&#8217;oracolo delle agenzie di rating americane, ha deciso di migliorare il rating dell&#8217;Argentina per la prima volta in cinque anni, portandolo a <strong>Caa3</strong> da <strong>Ca</strong>, con un outlook passato da stabile a positivo. Il motivo? Le &#8220;audaci&#8221; politiche economiche del presidente libertario <strong>Javier Milei</strong>, che ha iniziato un processo di dollarizzazione, smantellamento delle istituzioni pubbliche e privatizzazioni su larga scala. Ma davvero è tutto oro quello che luccica?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un surplus commerciale da record: per chi?</strong></h2>



<p>Il governo Milei si vanta di un <strong>surplus commerciale record di 18,9 miliardi</strong> di dollari nel 2024. I numeri, però, non raccontano l&#8217;intera storia. La chiave di questo surplus non è un miracolo economico ma una contrazione violenta delle importazioni e un crollo dei consumi interni, che ha ridotto la capacità d&#8217;acquisto della popolazione a livelli storicamente bassi. In parole povere: meno importazioni perché gli argentini non possono più permettersi nulla.</p>



<p>Nel frattempo, le esportazioni – principalmente agricole – riflettono il <strong>solito schema neoliberista</strong>: svendere le risorse del Paese a beneficio di multinazionali straniere. L&#8217;Argentina non produce per gli argentini, ma per soddisfare le esigenze del mercato globale. E mentre il surplus cresce, anche la povertà raggiunge livelli da capogiro, con <strong>oltre il 40% della popolazione sotto la soglia di povertà</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La svendita dello Stato</strong></h2>



<p>Le politiche di Milei hanno come obiettivo dichiarato quello di <strong>eliminare lo Stato sociale</strong>, considerato un &#8220;peso morto&#8221; per l&#8217;economia. Privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e riduzione dei servizi essenziali sono le nuove parole d’ordine. La sanità? Diventa un privilegio per chi può permettersela. L’istruzione pubblica? Un’anticaglia inutile in un mondo dominato dal profitto. Il welfare? Una spesa superflua da eliminare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="640" height="442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161736974_f8ff95e61fd949f24fdbf98c38db7f04.jpg" alt="" class="wp-image-453840" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161736974_f8ff95e61fd949f24fdbf98c38db7f04.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161736974_f8ff95e61fd949f24fdbf98c38db7f04-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125161736974_f8ff95e61fd949f24fdbf98c38db7f04-300x207.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Eppure, queste politiche sono applaudite dalle agenzie di <strong>rating americane</strong>. Non perché migliorino la vita degli argentini – chi se ne importa di loro? – ma perché garantiscono il pagamento dei debiti con i creditori internazionali. Per Moody&#8217;s e soci, un governo è virtuoso quando svende il proprio Paese ai mercati finanziari, non quando si prende cura della propria popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La dollarizzazione: la fine della sovranità</strong></h2>



<p>La ciliegina sulla torta è la proposta di dollarizzazione dell&#8217;economia argentina. <strong>Milei vuole abbandonare il peso</strong>, una moneta simbolo della sovranità nazionale, per adottare il dollaro americano. In questo modo, l’Argentina perderebbe qualsiasi controllo sulla propria politica monetaria, diventando di fatto una colonia economica degli Stati Uniti. Ma non importa. Per le agenzie di rating e i mercati finanziari, questa è la strada giusta. Un Paese completamente dipendente dai flussi di capitale estero è un Paese facilmente controllabile. E se a pagare il prezzo di questa subordinazione sono milioni di argentini, tanto peggio per loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso delle agenzie di rating</strong></h2>



<p>Non sorprende che Moody&#8217;s abbia premiato Milei. Le agenzie di rating non sono mai state arbitri neutrali, ma strumenti al servizio del capitale internazionale. Il loro compito non è giudicare la sostenibilità di un’economia o il benessere di una popolazione, ma garantire che i creditori vengano pagati, a qualunque costo. E in questo senso, Milei è il loro uomo ideale: un presidente disposto a distruggere tutto – welfare, sovranità, diritti – pur di rispettare i diktat del mercato.</p>



<p>L&#8217;Argentina di Milei è un <strong>paradiso per le agenzie di rating</strong> e un inferno per i suoi cittadini. Dietro i numeri positivi e i giudizi entusiastici si nasconde un modello economico che arricchisce pochi e impoverisce molti. Le politiche neoliberiste non stanno salvando l’Argentina: la stanno trasformando in un campo di sfruttamento a cielo aperto, dove i cittadini sono sacrificabili e le multinazionali fanno festa. Ma tranquilli, per Moody&#8217;s è tutto sotto controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/largentina-di-milei-moodys-applaude-il-40-degli-argentini-vive-in-poverta.html">L&#8217;Argentina di Milei: Moody&#8217;s applaude, il 40% degli argentini vive in povertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>All&#8217;inaugurazione Trump convoca le destre d&#8217;Europa per chiedere fedeltà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allinaugurazione-trump-convoca-le-destre-deuropa-per-chiedere-fedelta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 08:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Fuer Deutschland (AFD)]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-600x364.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-1024x621.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-1536x931.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viktor Orban, forse fiutando l&#8217;aria, si è sfilato all&#8217;ultimo: il primo ministro ungherese non presenzierà, nonostante l&#8217;invito, alla seconda inaugurazione presidenziale di Donald Trump nella rotonda del Capitol Building a Washington, al chiuso per la prima volta del 1985 a causa del freddo glaciale che sferza la capitale americana. Chi sfilerà all&#8217;inaugurazione del Trump 2.0 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allinaugurazione-trump-convoca-le-destre-deuropa-per-chiedere-fedelta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allinaugurazione-trump-convoca-le-destre-deuropa-per-chiedere-fedelta.html">All&#8217;inaugurazione Trump convoca le destre d&#8217;Europa per chiedere fedeltà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-600x364.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-1024x621.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119093609501_1a36bd8067ed714ae4a674d71c08961d-e1737275935727-1536x931.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Viktor Orban</strong>, forse fiutando l&#8217;aria, si è sfilato all&#8217;ultimo: il <strong>primo ministro ungherese</strong> non presenzierà, nonostante l&#8217;invito, alla <strong>seconda inaugurazione presidenziale di Donald Trump</strong> nella rotonda del Capitol Building a Washington, al chiuso per la prima volta del 1985 a causa del freddo glaciale che sferza la capitale americana. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sfilerà all&#8217;inaugurazione del Trump 2.0</h2>



<p>L&#8217;amico Trump, da lui sostenuto quando anche la sua rielezione alla Casa Bianca sembrava remota, non ha bisogno di <strong>ulteriori dimostrazioni di fedeltà e amicizia</strong>: <em>Pas de zéle</em>, diceva il conte Tayllerand, regista diplomatico della Francia borbonica, rivoluzionaria e <a href="https://it.insideover.com/storia/ei-fu-come-napoleone-parla-alleuropa-di-oggi.html">napoleonica.</a> Per questo Orban non sarà a Washington. Ci sarà, invece, il presidente del Consiglio italiano <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html">Giorgia Meloni, </a>ad oggi assieme al presidente argentino </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/nucleare-e-ia-la-scommessa-di-milei-per-leconomia-argentina.html"><strong>Javier Milei</strong> </a>unico capo di Stato o di governo estero che ha confermato ufficialmente di arrivare a Washington per l&#8217;insediamento di The Donald, che ha deciso di rompere una secolare tradizione invitando leader stranieri a una cerimonia storicamente riservata a diplomatici e ambasciatori. </p>



<p>Potrebbe unirsi a loro Nayib Bukele, presidente dell&#8217;El Salvador, ma soprattutto si unirà un <strong>ampio manipolo di leader politici</strong> di destra europei. Ci sarà <strong>Santiago Abascal,</strong> leader della spagnola Vox; non mancheranno <strong>Eric Zemmour e Marion Maréchal</strong> di Riconquista e Identità-Libertà, i partiti francesi che a destra contendono lo spazio al Rassemblement National; ci saranno <strong>Paolo Borchia,</strong> presidente del gruppo parlamentare della Lega al Parlamento Europeo, Tom Van Grieken, leader della destra nazionalista fiamminga di Vlaams Belang, l&#8217;ex premier polacco e presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei <strong>Mateus Morawiecki </strong>e ben tre esponenti di Alternative fur Deutschland: i leader parlamentari al Bundestag Jan Wenzel Schmidt e Beatrix von Storch e Tino Chrupalla, co-leader del partito assieme alla candidata cancelliera <a href="https://it.insideover.com/storia/la-cancel-culture-dellestrema-destra-per-la-leader-dellafd-hitler-era-comunista.html">Alice Weidel</a>. Quest&#8217;ultima, assieme al primo ministro austriaco incaricato <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/incarico-di-governo-a-kickl-in-austria-lestrema-destra-alle-porte-del-potere.html">Herbert Kickl,</a> capo del Partito della Libertà vincitore delle elezioni di settembre, era stata invitata ma non presenzierà.</p>



<p>Inoltre, <strong>arriverà un caro amico di Trump, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/profili-nigel-farage-il-politico-da-pub-che-prende-a-sassate-la-vecchia-inghilterra.html">Nigel Farage,</a></strong> con cui i rapporti sono personali oltre che politici. Il leader di Reform Uk arriverà oltre Atlantico sulla spinta di sondaggi che danno il suo partito nazionalista e anti-immigrazione in volo nei consensi, vicino a Conservatori e Laburisti e pronto a trasformare in tripolare il sistema politico britannico, e dopo aver ricomposto la <strong>frizione politica con Elon Musk</strong> che lo aveva giudicato &#8220;inadatto&#8221; a guidare l&#8217;erede dell&#8217;United Kingdom Independence Party e del Brexit Party negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Orban ha fiutato i rischi del viaggio?</h2>



<p>Orban ha fiutato probabilmente cosa si preparava a Washington: la parata delle destre nazionaliste e occidentaliste per <strong>baciare la pantofola del nuovo imperatore, in una dimostrazione di solidarietà e vicinanza</strong> che Trump, in questo mandato, è pronto a chiedere ai leader ideologicamente affini nel mondo. Parliamo dei simboli di un nuovo modello politico libertario sul piano economico, conservatore su quello sociale e fortemente occidentalista e identitario che ha superato il vecchio <strong>riferimento sovranista per entrare in un campo &#8220;liquido&#8221; dove le minacce da combattere sono più indistinte</strong>. </p>



<p>Dal presunto &#8220;woke&#8221; al legame tra immigrazione di massa e sviluppo delle politiche ambientaliste, unitamente a una <strong>comune critica verso la &#8220;censura&#8221;</strong> e alla rivendicazione di un concetto di <strong>libertà d&#8217;espressione senza responsabilità</strong>, le minacce e le battaglie di questo nuovo mondo di destra sono meno solide e più liquide di quelle dell&#8217;ondata sovranista dello scorso decennio. E, soprattutto, sono tutte intrinsecamente <em>made in America</em>, sulla scia di una costruzione ideologica che salda populismo di destra (movimento Maga), tecno-accelerazionismo (il ruolo di figure come Musk e, soprattutto, <a href="https://it.insideover.com/politica/peter-thiel-il-miliardario-che-sostiene-j-d-vance-e-fa-i-soldi-con-la-guerra.html">Peter Thiel,</a> è decisivo) e un vero e proprio &#8220;<strong>vangelo libertario</strong>&#8221; il cui araldo è il presidente argentino Milei. <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html">Unica figura di quelle elencate che sarà soggetto attivo </a>politico e a cui è garantito un ruolo paritario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi tifosi del Trump 2.0</h2>



<p>Per tutti gli altri, <strong>è atteso al massimo un ruolo da comprimari o da &#8220;primi tifosi&#8221; del Trump 2.0</strong>. Il rischio è che Meloni non abbia colto quel che Orban ha compreso, ovvero che la presenza al fianco di The Donald all&#8217;inaugurazione la posizionerà inevitabilmente in un <strong>gruppo di leader e figure inevitabilmente in cerca di autore</strong> che saranno, nei prossimi anni, amanti della sovranità nazionale solo in misura in cui essa si conformerà alle regole e ai desiderata dell&#8217;America trumpiana. Nulla di diverso da quanto fatto da molti esponenti dell&#8217;intellighenzia politica progressista di fronte alle fasi positive per il Partito Democratico americano. </p>



<p>Per la premier italiana, la mossa rischia di essere doppiamente spiazzante: da un lato, nel contesto di rapporti con gli Usa su cui, per affinità ideologica, Meloni si dichiara pronta a <strong>correre in soccorso al vincitore</strong> abdicando in partenza a ogni possibile posizione negoziale verso l&#8217;America di Trump. Dall&#8217;altro, nel quadro dell&#8217;Europa in cui la sensazione è che Roma possa cercare di coltivare i legami privilegiati con Washington come alternativa a un asse franco-tedesco tremante politicamente ma che potrebbe riorganizzarsi proprio <strong>in opposizione a Roma. Guardando con una metafora <em>corporate</em></strong> al sistema in sdoganamento, è come se il terzo azionista della &#8220;Europa S.p.a.&#8221; decidesse di fare comunella con chi, sulla società, voglia organizzare un&#8217;Ipo o una proposta d&#8217;acquisto. Il rischio che il primo e il secondo azionista, per quanto in difficoltà, propongano ritorsioni politiche non è da escludere. Orban l&#8217;ha capito, Meloni no: la <strong>diplomazia politica ordinaria deve prevalere su quella personale.</strong> A meno di accettare di essere oggetto, e non soggetto, di queste dinamiche.</p>
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		<title>Milei: il calcio per fare politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/milei-il-calcio-per-fare-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 10:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="827" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947.jpeg 827w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-600x329.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-768x422.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px" /></p>
<p>Lo scorso 26 dicembre l&#8217;ex-calciatore argentino Martín Palermo pubblicava sul suo profilo Instagram una foto di lui assieme al Presidente Javier Milei e alla sorella di quest&#8217;ultimo Karina, che riveste il ruolo di Segretaria Nazionale della Presidenza. Palermo si rallegrava di aver finalmente potuto incontrare di persona il Presidente, che in passato aveva parlato dell&#8217;ex-attaccante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/milei-il-calcio-per-fare-politica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="827" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947.jpeg 827w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-600x329.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Image-2025-01-01-at-11.04.01-e1735726147947-768x422.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px" /></p>
<p>Lo scorso 26 dicembre l&#8217;ex-calciatore argentino Martín Palermo <a href="https://www.instagram.com/martinpalermo.ok/p/DEDZKt-hb59/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicava</a> sul suo profilo Instagram una foto di lui assieme al Presidente Javier Milei e alla sorella di quest&#8217;ultimo Karina, che riveste il ruolo di Segretaria Nazionale della Presidenza. Palermo si rallegrava di aver finalmente potuto incontrare di persona il Presidente, che in passato aveva parlato dell&#8217;ex-attaccante come del suo vero idolo sportivo. Dietro questo siparietto calcistico si nascondono in realtà trame politiche molto più fitte di quanto si potrebbe immaginare.</p>



<p>Palermo oggi allena l&#8217;Olimpia Asunción, ma tra il 1997 e il 2001 fu il centravanti del Boca Juniors, uno dei più amati club dell&#8217;Argentina. A quei tempi formava un&#8217;iconica coppia d&#8217;attacco assieme a Juan Román Riquelme, sebbene i due, apparentemente tanto affiatati in campo, fossero però separati da una forte rivalità personale, con il pubblico della Boca che ha sempre preferito però Riquelme. Il quale, dopo il ritiro, è divenuto un importante dirigente della squadra di Buenos Aires.</p>



<p>Nel dicembre del 2024, Riquelme è infine stato eletto presidente del Boca, al termine di un voto che ha sollevato molte discussioni nel paese e che <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/12/14/after-the-election-of-ultraliberal-president-javier-milei-another-ballot-is-rattling-argentina_6341765_4.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato considerato</a> da molti come la seconda elezione più importate dell&#8217;Argentina. Pochi giorni prima, infatti, Milei era stato eletto Presidente del paese, e i due voti erano andati quasi a braccetto. Soprattutto perché in campagna elettorale il politico ultra-liberista aveva proposto un ambizioso piano di riforma del calcio: la riforma delle Sociedades Anónima Deportivas (SAD). Il piano consiste nella trasformazione delle squadre di calcio del paese da club di soci alla pari in società private con pochi ricchi azionisti. Si tratta inoltre un progetto già portato avanti (senza successo) da Mauricio Macri, Presidente argentino tra il 2015 e il 2019 e in precedenza presidente del Boca Juniors.</p>



<p>Il piano delle SAD di Milei è stato <a href="https://www.tycsports.com/liga-profesional-de-futbol/boca-racing-y-mas-los-clubes-que-se-pronunciaron-en-contra-de-las-sad-a-poco-de-las-elecciones-id547091.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">duramente osteggiato</a> dai tifosi e anche dalla quasi totalità dei club argentini, e anche Riquelme &#8211; all&#8217;epoca impegnato nella sua campagna elettorale &#8211; lo aveva bocciato. Era stato in quel contesto che Milei aveva rivelato di essere un tifoso del Boca e di aver sempre avuto come idolo Palermo, dichiarando implicitamente la propria antipatia per Riquelme. Milei aveva aggiunto che negli ultimi anni &#8211; verosimilmente da quando l&#8217;ex-numero 10 era diventato vice-presidente del club &#8211; si era trovato a essere molto deluso dal rendimento della squadra. Non ha quindi sorpreso nessuno il fatto che, alle presidenziali degli <em>Xeneizes</em>, Milei avesse espresso il suo sostegno ad Andres Ibarra, l&#8217;avversario di Riquelme.</p>



<p>Anche qui, però, c&#8217;era una questione di opportunità politica, e non solo di antipatia personale. Ibarra era il candidato sostenuto da Mauricio Macri, il quale era stato decisivo pochi giorni prima nell&#8217;elezione di Milei alla Casa Rosada, appoggiandolo con il proprio partito. L&#8217;endorsement del Presidente a Ibarra è quindi apparso chiaramente come uno scambio di favori tra lui e Macri. Milei era anche andato a votare personalmente allo stadio La Bombonera di Buenos Aires, venendo però accolto <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OgfidyFOKdM&amp;themeRefresh=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da fischi e insulti</a> da parte dei tifosi. In quell&#8217;occasione, infine, Ibarra aveva anche promesso che, in caso di vittoria, avrebbe chiamato proprio Martín Palermo al Boca come nuovo allenatore.</p>



<p>Milei non ha preso benissimo la sconfitta contro Riquelme, e da allora non manca di lanciargli stoccate più o meno esplicite. A luglio ha ribadito il suo sostegno alla riforma delle SAD per rilanciare il calcio argentino, <a href="https://www.infobae.com/politica/2024/07/12/fuerte-apoyo-de-milei-a-las-sociedades-anonimas-deportivas-no-mas-socialismo-pobrista-en-el-futbol/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">definito come</a> dominato da un &#8220;<em>socialismo pobrista</em>&#8221; (un &#8220;socialismo di povertà&#8221;), ma ancora una volta ha incassato <a href="https://www.perfil.com/noticias/actualidad/el-futbol-argentino-y-las-sad-milei-no-respesta-la-libertad-de-decir-que-no.phtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la netta opposizione</a> dei club e dei tifosi argentini. A marzo il Presidente <a href="https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-estero/2024/03/18-124341449/milei_attacca_riquelme_fa_godere_i_tifosi_del_river_la_risposta_e_scioccante" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha accusato</a> Riquelme di &#8220;riempire di gioia i tifosi del River&#8221; (il club rivale del Boca), e di nuovo lo scorso novembre <a href="https://www.ole.com.ar/equipos/boca/javier-milei-criticas-riquelme-boca_0_hadKJV7myn.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha definito</a> &#8220;un disastro&#8221; la gestione del club, durante un&#8217;intervista. In Argentina la politica si fa anche, se non soprattutto, col calcio.</p>
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		<title>COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 16:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[COP29]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cop29" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1536x1045.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Assenti quasi tutti i leader più importanti, la Cop29 affronta lo spinoso problema dei finanziamenti al Sud del mondo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html">COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Gli oltre 100 capi di Stato e di Governo che martedì e mercoledì hanno partecipato all&#8217;inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/greenwashing-diritti-negati-leredita-del-nagorno-karabakh-sullazerrbaijan-lombra-di-una-cop-in-cui-non-si-parlera-di-clima.html">COP29</a>, in Azerbaigian, sono tornati a casa. <strong>È rimasto l&#8217;ex calciatore Ronaldinho</strong>, arrivato con un jet privato, accolto forse anche lui dai souvenir dell&#8217;Opec, e farà compagnia ai negoziatori che ancora una volta cercheranno di evitare che un evento cruciale per il futuro della politica climatica globale finisca con un nulla di fatto. L&#8217;evento si protrarrà fino al 22 novembre, ma la mancanza di alcuni dei principali leader mondiali ha fatto parlare a molti analisti di fallimento annunciato.</p>



<p>Tra i nomi assenti si segnalano Xi Jinping, Narendra Modi, Luiz Inácio Lula da Silva, Vladimir Putin, <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-von-der-leyen-bis-in-bilico-tra-le-liti-sulla-commissione-e-lasse-macron-orban.html">Ursula von der Leyen,</a> Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Joe Biden. <strong>L&#8217;assenza degli Stati Uniti, in particolare, è un elemento di grande rilevanza,</strong> dato il ruolo che il Paese ha storicamente giocato nelle trattative sul clima. Anche se Biden aveva delegato la vicepresidente Kamala Harris all&#8217;evento nel 2023, quest&#8217;anno la rappresentanza americana è stata affidata a John Podesta, consigliere senior per la politica climatica internazionale.</p>



<p>Il clima è stato cupo ovviamente anche a causa del discorso elettorale del neoeletto capo della Casa Bianca, <strong>Donald Trump</strong>, tutto incentrato sui combustibili fossili e ancora fresco nella mente di molti. I negoziatori dei 197 Paesi coinvolti erano riusciti a contenere l&#8217;amministrazione Trump precedente, che aveva tentato senza riuscirci di uscire dall&#8217;Accordo di Parigi. Questa volta, i delegati sanno che il team Trump 2.0 potrebbe aver imparato dall&#8217;esperienza, potrebbe essere più compatto e infliggere danni più difficili da contenere. <strong>A peggiorare le cose c&#8217;è l&#8217;ascesa di partiti climascettici e sovranisti in tutto il mondo</strong>, che potrebbero mettersi di traverso alla decarbonizzazione dell&#8217;economia.</p>



<p>Il tema centrale della COP 29 è rappresentato dalla necessità di formalizzare un <strong>nuovo obiettivo collettivo quantificato di finanziamento per il clima (NCQG) rivolto ai Paesi in via di sviluppo</strong>. L&#8217;obbiettivo è chiaramente ambizioso: superare l&#8217;importo fissato durante la COP 19 di Copenaghen (2009), che ammontava a 100 miliardi di dollari all&#8217;anno. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite,<strong> le necessità di finanziamento dei Paesi in via di sviluppo si aggirano attorno ai 500 miliardi di dollari all&#8217;anno</strong>, mentre altre stime parlano di un fabbisogno pari a 1.000 miliardi di dollari annuali.</p>



<p>Le implicazioni di questo focus finanziario sono molteplici. Da una parte, la somma di denaro necessario per sostenere le iniziative climatiche nei Paesi in via di sviluppo è elevata, e richiede la cooperazione internazionale. Dall&#8217;altra, la difficoltà di garantire questi finanziamenti rende evidente <strong>la necessità di un impegno serio da parte delle nazioni più sviluppate</strong>. La comunità internazionale deve affrontare la questione del come e del chi fornirà questi fondi, un dibattito che si prevede sarà centrale nelle discussioni di Baku.</p>



<p>Oltre alla questione del finanziamento, la COP 29 si concentrerà su diversi impegni industriali, come <strong>l&#8217;aumento della capacità di stoccaggio delle batterie, l&#8217;estensione delle reti elettriche</strong>, riduzione delle emissioni di metano, piani d&#8217;azione per il turismo e la gestione dell&#8217;acqua. Tuttavia, l&#8217;attenzione rivolta alla &#8220;transizione dai combustibili fossili nei sistemi energetici&#8221; solleva interrogativi. il Paese ospitante di quest&#8217;anno non ha contribuito molto alla causa, usando il discorso inaugurale per <strong>definire la ricchezza petrolifera del suo paese un “dono di Dio”</strong>. Il presidente <strong>Ilham Aliyev</strong> è un vero autocrate impegnato in un&#8217;opera repressiva contro giornalisti e studiosi critici, e ha accumulato un&#8217;immensa ricchezza familiare grazie al dono di cui sopra.</p>



<p>La decisione di <strong>Javier Milei</strong>, presidente argentino, di ritirare la delegazione argentina dai negoziati è stata descritta come &#8220;senza senso&#8221; e un &#8220;brutto colpo&#8221; per gli sforzi internazionali che mirano a fronteggiare la crisi climatica. Secondo il giornalista climatico Ferdinando Cutugno, quest&#8217;atto è visto come parte di una reazione a catena di matrice trumpiana, dove le forze della destra sovranista non si limitano a isolare il proprio paese, ma cercano anche di erodere il progresso collettivo sulla questione climatica. Sull&#8217;altro fronte, il premier italiano <strong>Giorgia Meloni</strong> ha destato stupore con la sua dichiarazione riguardante la fusione nucleare, un’alternativa energetica che rimane teorica e non praticabile nel breve termine, soprattutto considerando l&#8217;urgenza di risorse energetiche concrete e implementabili.</p>



<p>In un contesto nel quale Podesta ha fatto un appello alla responsabilità e un riconoscimento degli errori passati, l’atmosfera si è fatta pesante. L&#8217;inviato americano ha sottolineato che <strong>“i fatti rimangono fatti e la scienza rimane scienza”</strong>, ma poi ha aggiunto che nelle democrazie a decidere sono gli elettori, e quelli americani hanno votato &#8211; ha ammesso &#8211; per un climascettico. Peraltro appoggiato da un altro climascettico che è anche incidentalmente l&#8217;uomo più ricco del mondo.</p>



<p>La COP 29 si trova all&#8217;incrocio di molteplici crisi. In un momento in cui è necessario concentrare risorse e finanziamenti per aiutare il Sud globale, molti capi di Stato del Nord globale  scelgono di rimanere a casa. La questione della finanza pubblica per il clima viene raccontata come un dovere storico, politico e morale, riconosciuto sia dalla scienza che dai trattati sul clima, ma ogni volta che i leader decidono di non essere presenti in un contesto cruciale,<strong> il messaggio che ricevono i Paesi in via di sviluppo è di abbandono e disinteresse.</strong></p>



<p>Il discorso di Podesta è il simbolo della retorica della &#8220;resilienza&#8221; contro la realtà concreta della politica delle potenze. Lo stesso despota Aliyev ha avuto il merito, indiretto, di evidenziare l&#8217;ipocrisia che aleggia da tempo nei colloqui sul clima, criticando la stampa statunitense per aver definito l&#8217;Azerbaigian uno &#8220;Stato petrolifero&#8221;, <strong>nonostante gli Stati Uniti producano venti volte più petrolio e gas.</strong> E che dire dell&#8217;UE, che prima ha richiesto all’Azerbaigian di incrementare la produzione di combustibili per evitare carenze energetiche durante la guerra in Ucraina, per poi criticarne la scarsa ambizione nella riduzione delle emissioni?</p>



<p>L&#8217;amministrazione uscente di Biden si rivolge, per cercare di far avanzare le trattative, a gruppi indigeni, attivisti giovanili, ONG e difensori dell’ambiente qualunque. Guarda con speranza agli Stati ancora in mano ai Dem, alle grandi città che ancora rifiutano Trump, sottolineando una realtà in cui il supporto bipartisan potrebbe consentire una certa continuità nel progresso ecologico. Ma quel consenso comune si è frantumato &#8211; nella polarizzazione tra l&#8217;America rurale reazionaria, alleata con i<em> tech bros</em> accelerazionisti, e il ceto urbano più élite che chiedono la <em>rivoluzione green</em> &#8211; innanzitutto nella politica statunitense. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html">COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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