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Il 39enne senatore dell’Ohio J.D. Vance è stato scelto dall’ex presidente Donald J. Trump come suo candidato alla vicepresidenza. Ex marine e venture capitalist con una laurea in Legge alla Yale University, Vance è diventato famoso quando, nel 2016, ha pubblicato un’autobiografia di grande successo, Hillbilly Elegy, che descrive la sua infanzia nella Rust Belt, tanto da renderlo un rappresentante di quella classe operaia americana impoverita dalla globalizzazione e alla ricerca di un riscatto. Ma chi c’è dietro il giovane senatore dell’Ohio?

Non è un mistero che dietro le quinte della trasformazione di Vance da “Never Trump guy” (Mai con Trump) all’ascesa nel Partito repubblicano fino a essere il candidato alla vicepresidenza di Trump, c’è Peter Thiel, miliardario venture capitalist e co-fondatore di PayPal. È stato Thiel, infatti, a offrire a Vance un lavoro nella Silicon Valley e a finanziare la sua campagna per il Senato dell’Ohio, oltre a presentarlo a una rete di milionari hi-tech che hanno aiutato James David Vance – nato il 2 agosto 1984 a Middletown, Ohio, da genitori di origini scozzesi e irlandesi – a entrare nel mondo MAGA e a diventare un esponente di quella che viene definita la “nuova destra” americana.

La connessione tra Vance, Trump e Thiel

Salon ricorda che terminata l’esperienza alla Yale, Vance si trasferì nella Silicon Valley, dove fu assunto da Frederic Moll, un amico di Thiel, per lavorare presso Circuit Therapeutics. Nel 2016, lo stesso anno in cui Vance pubblicò Hillibilly Elegy, Vance iniziò a lavorare presso Mithril Capital, una società co-fondata da Thiel e il cui nome fa riferimento all’opera “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien. Nel luglio 2021, Vance annunciò la sua candidatura al Senato dell’Ohio, sostenuto da Thiel, che aveva nel frattempo donato oltre 1,5 milioni di dollari alle organizzazioni pro-Trump.

Secondo quanto riportato da Forbes, il miliardario organizzò incontri tra Trump e Vance e lo accompagnò a incontrare l’ex presidente nella sua residenza di Mar-a-Lago nel 2021. Poco più di un mese prima delle primarie repubblicane dell’Ohio del 2022, Trump annunciò il suo appoggio a Vance. Thiel donò a quel punto un totale di 15 milioni di dollari alla campagna di Vance nel 2022, la somma più alta mai donata a un candidato al Senato, secondo Politico.

Chi è Peter Thiel

Da senatore, J. D. Vance si è espresso a più riprese contro l’invio di armi all’Ucraina, mentre rimane un sostenitore della politica estera israeliana. Sullo stesso Vance – che si presenta come candidato nemico e ostile ai neoconservatori del partito repubblicano – potrebbe tuttavia pesare l’ingombrante presenza del suo principale donatore, Peter Thiel, che con il governo israeliano è in affari (d’oro). Come sottolineato da Responsible Statecraft, in un video emerso di recente mentre interviene a una conferenza alla Cambridge Union risalente allo scorso maggio, il milionario e co-fondatore di Palantir Technologies è andato un po’ in difficoltà quando gli è stato chiesto cosa pensasse dell’uso dell’Intelligenza Artificiale fornita dalla sua azienda all’esercito israeliano nell’ambito del controverso programma di targeting chiamato “Lavender”.

Gli affari di Thiel in Usa, Israele e Ucraina

“Non sono al corrente di tutti i dettagli di ciò che sta accadendo in Israele. Non spetta a noi mettere in discussione ogni cosa. Credo che l’IDF abbia il diritto di decidere cosa fare e che siano ampiamente nel giusto”. Secondo un’inchiesta recentemente condotta da +972 Magazine e Local Call, che ha svelato l’esistenza per la prima volta del programma militare israeliano basato sull’intelligenza artificiale, chiamato appunto Lavender, e nella quale si citano sei ufficiali di intelligence israeliani direttamente coinvolti nell’uso dell’IA per individuare bersagli da colpire, è stato confermato che il programma che utilizza la tecnologia della società di Thiel ha avuto un ruolo cruciale nei bombardamenti indiscriminati contro i palestinesi, soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto. Levander si basa su reti di sorveglianza estese e assegna un punteggio da 1 a 100 a ogni abitante di Gaza in base alla probabilità che sia un militante di Hamas.

Un sistema che è stato usato per bombardare in maniera indiscriminata le abitazioni dei civili. “Non eravamo interessati a uccidere gli operativi [di Hamas] solo quando si trovavano in un edificio militare o erano impegnati in un’attività militare”, ha detto A., un ufficiale dell’intelligence, a +972 e Local Call. “Al contrario, l’IDF li ha bombardati nelle case senza esitazione, come prima opzione”. Ma tra i clienti di Palantir non c’è solo Tel Aviv: vi sono anche il governo degli Stati Uniti – in particolare l’Fbi e il Pentagono – mentre la nuova piattaforma di intelligenza artificiale (AIP) in tempo reale viene testata dall’esercito ucraino sul campo di battaglia contro la Russia. Affari d’oro nei conflitti all’estero che potrebbero influire sulle visioni politiche di J.D. Vance e di Donald Trump e sulle loro decisioni, qualora il tycoon vincesse le elezioni a novembre. A riprova che il “complesso militar-industriale” non perde mai.

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