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	<title>Jan Kubis Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 26 Nov 2021 12:18:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Jan Kubis Archives - InsideOver</title>
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		<title>Libia, chi sarà il futuro presidente?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-chi-sara-il-futuro-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 11:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="governo libia sfide" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A meno di un mese alle elezioni presidenziali del 24 dicembre, in Libia regna l’incertezza più totale su chi sarà il prossimo leader nell’ex Jamahiriya di Muammar Gheddafi. L’inviato delle Nazioni Unite Jan Kubis, un omone di due metri dall’aria bonacciona, è riuscito nell’ardua in impresa di vincere l’ambito “Cucchiaio di legno” di peggior rappresentante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-chi-sara-il-futuro-presidente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="governo libia sfide" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/nuovo-governo-libia-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A meno di un mese alle elezioni presidenziali del 24 dicembre, in Libia regna l’incertezza più totale su chi sarà il prossimo leader nell’ex Jamahiriya di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>. L’inviato delle Nazioni Unite <strong>Jan Kubis</strong>, un omone di due metri dall’aria bonacciona, è riuscito nell’ardua in impresa di vincere l’ambito “<em>Cucchiaio di legno</em>” di peggior rappresentante speciale del segretario generale Onu di sempre <a href="https://unsmil.unmissions.org/remarks-security-council-j%C3%A1n-kubi%C5%A1-special-envoy-secretary-general-libya-and-head-united-nations-1">dimettendosi</a> dall’incarico il 17 novembre. Non era facile battere la concorrenza di <strong>Martin Kobler</strong>, il diplomatico tedesco che si fece insultare e <a href="https://www.libyaobserver.ly/opinions/who-behind-secret-filming-has-martin-kobler-twist">filmare</a> dagli emissari dal generale <strong>Khalifa Haftar</strong> senza nemmeno accorgersene. Già lo scorso 27 agosto su <em><a href="https://it.insideover.com/politica/libia-il-piano-onu-per-le-elezioni-fa-acqua-da-tutte-le-parti.html">Insideover</a> </em>avevamo predetto che il piano delle Nazioni Unite per portare la Libia alle elezioni faceva acqua da tutte le parti. Eppure non ci voleva una palla di vetro. Il Foro di dialogo politico (Lpdf) aveva fallito miseramente sotto i colpi dei veti incrociati e le bozze elettorali allo studio del Parlamento di Tobruk si sono rivelate per quello che sono oggi: un enorme pasticcio creato al solo scopo di mantenere lo <strong>status quo</strong>. Lo slovacco Kubis si è fatto fregare dalla scaltrezza dei politici libici e il 10 dicembre dovrebbe passare il testimone al diplomatico britannico <strong>Nicholas Kay</strong>, a meno che la <strong>Russia</strong> non ponga il veto al Consiglio di sicurezza. Le Nazioni Unite, in altre parole, sono sul punto di alzare bandiera bianca.</p>
<h2>Corsa a ostacoli</h2>
<p>La strada verso le elezioni in Libia appare oggi come una frenetica corsa a ostacoli. Il poco tempo disposizione, il complicatissimo processo elettorale, il mancato ritiro dei militari e dei <strong>mercenari</strong> stranieri e la candidatura di personalità divisive come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-saif-al-islam-gheddafi.html">Saif al Islam Gheddafi</a> e il generale Khalifa Haftar pesano come il macigno sul successo del voto. La Conferenza internazionale sulla Libia voluta a tutti costi dalla Francia lo scorso 12 novembre almeno una cosa buona l’ha fatta, ribadendo l&#8217;importanza di tenere elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque, <strong>inclusive</strong>, credibili e soprattutto in <strong>simultanea</strong> il 24 dicembre 2021. Non era affatto scontato. Secondo quanto riferisce l’<em><a href="https://www.agenzianova.com/rs/77258/2021-11-12+18%3A30%3A16/mezzaluna">Agenzia Nova</a></em>, l’<strong>Italia</strong> ha compiuto un mezzo <strong>miracolo</strong> sventando il tentativo della <strong>Francia</strong> e dell’<strong>Egitto</strong> di sdoganare nero su bianco il “voto spezzatino”, con un primo turno delle presidenziali il 24 dicembre e un secondo turno a metà febbraio in concomitanza con le parlamentari. Azzardando un paragone calcistico, sarebbe come giocare la finale di Champions League in <strong>due tempi</strong>, a distanza di quasi due mesi l’uno dall’altro. Una follia.</p>
<h2>La clessidra sta per finire</h2>
<p>Una cosa va detta forte e chiaro: la <a href="https://www.agenzianova.com/a/61851a7c51f717.21356535/3667975/2021-11-05/libia-sondaggio-la-maggioranza-si-aspetta-elezioni-nei-tempi-previsti">stragrande maggioranza </a>dei libici vuole andare alle elezioni per scegliere i propri leader, nominati fin qui tramite opachi meccanismi escogitati dall’Onu. Lo dimostra l’alto numero di tessere elettorali distribuite in tempo record: oltre 1,84 milioni dall’8 al 24 novembre, circa il 64,3 per del numero totale di elettori registrati. Ed è giusto così: la gente è stanca dello strapotere delle milizie e di una <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">guerra</a> che va avanti a fasi alterne dal 2014, privando i libici delle ingenti risorse naturali che gli spetterebbero di diritto. Ma chi sono i candidati in gara per le elezioni presidenziali? Sono ben 98 gli aspiranti capi di Stato che hanno depositato la documentazione presso i centri dell’Alta commissione elettorale (Hnec) a Bengasi (est), Sebha (sud) e Tripoli (ovest). Ma attenzione: la presentazione delle candidature non significa nulla. Prima è necessario che le autorità competenti facciano verifichino la fedina <strong>penale</strong> e la posizione <strong>fiscale</strong> dei candidati. E per l’ufficialità bisognerà poi attendere altri 12 giorni per i ricorsi e appelli.</p>
<h2>I candidati in corsa</h2>
<p>Dei <strong>98 candidati</strong> in corsa, i più accreditati per andare al ballottaggio (salvo squalifiche eventuali) sono principalmente due. Il primo è <strong>Saif al Islam Gheddafi</strong>, il secondogenito (di otto figli) del defunto colonello Muammar Gheddafi, ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra, già condannato a morte dai tribunali libici con sentenza poi annullata da un&#8217;amnistia del Parlamento di Tobruk nel 2015. Il secondo è il premier del governo ad interim di unità nazionale della Libia, <strong>Abdulhamid Dbeibah</strong>. Rampollo di un potente clan di Misurata, la potente “città-Stato” della Tripolitania, il capo del governo uscente è riuscito in questi pochi mesi al potere guadagnare consensi grazie ad un mix di welfare assistenziale, sussidi e propaganda. La strada di Dababia verso l&#8217;elezione sembra essere spianata, nonostante e accuse di corruzione e le astruse regole in base alle quali avrebbe dovuto dimettersi entro il 24 settembre, tre mesi prima della data delle elezioni.</p>
<p>C’è poi il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>, l’uomo forte della Cirenaica con passaporto Usa che ha tentato di conquistare Tripoli con la forza nell’aprile 2019 senza però riuscirci. Una sua elezione appare ad oggi alquanto improbabile se non altro per una questione demografica: i suoi sostenitori sono fanno parte dei clan e delle milizie della Cirenaica, dove risiede appena un terzo della popolazione libica. Si è candidato inoltre il presidente del parlamento, <strong>Aguila Saleh</strong>, vecchia volpe dell’arena politica libica e grande architetto delle leggi indegne con cui i libici saranno costretti a votare turandosi il naso. E’ in corsa per ora anche l’ex ministro dell’Interno <strong>Fathi Bashaga</strong>, uomo forte di Misurata malvisto dalle milizie rivoluzionarie di Tripoli ma apprezzato dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratellanza musulmana</a>. E poi ancora si sono candidati l’ex vicepresidente <strong>Ahmed Maiteeq</strong>, imprenditore di Misurata che parla fluentemente l’italiano, autore del primo grande riavvicinamento tra est e ovest che ha sbloccato i porti petroliferi nel 2020, e <strong>Aref al Nayed</strong>, personaggio pubblico in Cirenaica, vicino al generale Haftar, ma con entrature in Tripolitania grazie alla tribù Warfalli a cui appartiene.</p>
<h2>Da win-win a lose-lose</h2>
<p>Le dimissioni di Kobler, tuttavia, gettano un’ombra inquietante sul futuro della Libia. L’impressione è che da <strong>win-win</strong>, come doveva essere inizialmente, il processo elettorale sia ormai diventato <strong>lose-lose</strong>, cioè una situazione in cui tutti ci perdono. Se si vota con la modalità “spezzatino” il rischio è quello che le parlamentari non si facciano mai e che il voto venga comunque contestato dall&#8217;Alto Consiglio di Stato, il &#8220;Senato&#8221; di Tripoli dominato dagli islamisti. In un Paese normale, del resto, prima si pongono le basi dello Stato con una Costituzione, poi si fanno le elezioni. Ma la Libia non è affatto un Paese normale e ce lo ricordano gli stivali dei mercenari stranieri ancora ben piantati sulle sabbie del deserto libico. Forzare il voto &#8211; con una vittoria ad esempio di <strong>Dabaiba &#8211;</strong> rischia però di creare uno scenario simile 2014, quando da un’elezione contestata scoppiò la guerra civile. Forse rimandare le elezioni di qualche mese potrebbe essere la decisione più saggia, ma l’impressione è che si sia ormai oltrepassato il punto di <strong>non ritorno</strong>.</p>
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		<title>E pur si muovono i mercenari dalla Libia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/e-pur-si-muovono-i-mercenari-dalla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 06:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600-300x149.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>È stato trovato pochi giorni fa a Ginevra un accordo sulla tabella di marcia per rimuovere “combattenti, mercenari e forze straniere” dalla Libia. L’intesa raggiunta dal Comitato militare 5+5 con il patrocinio dell’Onu e degli Stati Uniti è stata accolta positivamente dalla Comunità internazionale, ma resta da vedere se troverà concreta applicazione sul terreno. Secondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/e-pur-si-muovono-i-mercenari-dalla-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Spetsnaz_gru_1999-e1565247831600-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p><p>È stato trovato pochi giorni fa a Ginevra un <a href="https://thearabweekly.com/libyan-rivals-adopt-plan-withdrawal-mercenaries">accordo</a> sulla tabella di marcia per rimuovere “combattenti, mercenari e forze straniere” dalla <strong>Libia</strong>. L’intesa raggiunta dal Comitato militare 5+5 con il patrocinio dell’Onu e degli <strong>Stati Uniti</strong> è stata accolta positivamente dalla Comunità internazionale, ma resta da vedere se troverà concreta applicazione sul terreno. Secondo le stime delle Nazioni Unite, in Libia vi sarebbero circa <strong>20 mila</strong> tra militari, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dei-mercenari-in-libia.html">mercenari</a> e combattenti stranieri. Fonti stampa indicavano che il ritiro dovrebbe essere completato entro ottobre, ma al momento questa scadenza sembra irrealistica. Gli osservatori delle Nazioni Unite devono ancora essere dispiegati a <strong>Sirte</strong>, la “Berlino” libica che oggi divide l’est e l’ovest del Paese. Intanto, i siti web di tracciamento aerei hanno identificato alcuni voli militari di rientro dalla Libia, indicando che il ritiro potrebbe effettivamente essere già iniziato.</p>
<h3>Le mosse Turchia e Russia</h3>
<p>La terminologia utilizzata nell’accordo non è casuale. Per <em>forze</em> si intendono soprattutto i mezzi militari, gli istruttori e i consiglieri portati dalla <strong>Turchia</strong> grazie al famoso memorandum d’intesa firmato il 17 novembre dall’allora Governo di accordo. Per <em>combattenti</em> si fa riferimento i gruppi armati di Paesi africani vicini, come ribelli ciadiani del <strong>Fact</strong> responsabili della morte dell’ex presidente Idris Deby. Per <em>mercenari</em> si intendono sia i russi del gruppo <strong>Wagner</strong>, sia i <strong>siriani</strong> portati in Libia dalla Turchia ma anche degli Emirati Arabi Uniti per sostenere le opposte fazioni di Tripoli e di Bengasi. Spetta in primis a Turchia e Russia ritirare i loro “<em>proxy</em>” dalla Libia, ma i due Paesi hanno approcci e opinioni differenti. Ankara ha portato i suoi uomini nel Paese nordafricano alla luce del sole e si rifiuta di essere equiparata a Mosca. Da parte loro, i russi – pur negando ogni legame con gruppo Wanger &#8211; si dicono a favore di un ritiro “equilibrato e simultaneo” di tutte le forze presenti in Libia. La divergenza è peraltro uno dei motivi per cui il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha esteso il mandato della Missione di supporto delle Nazioni Unite (Unsmil) solo fino a <a href="https://www.libyaobserver.ly/inbrief/un-security-council-extends-unsmil-mandate-until-january-31-2022">gennaio</a> e non di un anno, come di consueto, limitando l&#8217;azione (già poco efficace) dell&#8217;inviato <strong>Jan Kubis</strong>.</p>
<h3>Un piano in quattro fasi</h3>
<p>Secondo quanto riportato dall’<a href="https://www.nova.news/libia-secondo-fonti-stampa-il-piano-di-ritiro-dei-mercenari-e-composto-da-quattro-fasi/">Agenzia Nova</a>, il piano di ritiro si articolerebbe in <strong>quattro</strong> fasi:</p>
<ul>
<li>
<blockquote><p>primo, ciascuna parte ritirerà le sue forze da punti concordati in due località specifiche della Libia;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>secondo, gli <strong>osservatori</strong> internazionali entreranno nel Paese e lavoreranno con le parti locali per le operazioni di uscita graduale, equilibrata e simultanea;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>terzo, mappatura e monitoraggio del numero reale di forze straniere e mercenari presenti;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>quarto, espulsione dei gruppi armati sotto forma di “lotti” secondo una specifica mappa temporale, i cui dettagli non sono però ancora stati rivelati.</p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>La principale incognita di questo piano è il fattore <strong>tempo</strong>. L’accordo di cessate il fuoco del 23 novembre 2020 prevedeva il ritiro in tre mesi, ma la scadenza non è stata rispettata. L’intesa dello scorso 8 ottobre non menziona alcuna tempistica, ma la road map del Foro di dialogo politico libico prevede che le elezioni presidenziali e parlamentari si tengano il 24 dicembre.</p>
<h3>Scadenza elettorale</h3>
<p>Votare in Libia con la presenza di mercenari, combattenti e forze straniere sul terreno sarebbe complicato. A questo si aggiungono anche le profonde differenze politiche tra le varie fazioni libiche. La Camera dei rappresentanti di Tobruk (est) chiede di votare prima per le presidenziali e poi per rinnovare il Parlamento. L’Alto Consiglio di Stato di Tripoli (il Senato dell’ovest) ha una visione diametralmente opposta: prima si vota per le parlamentari, poi eventualmente per le presidenziali ma solo dopo un referendum costituzionale. Intanto il Governo di unità nazionale del premier <strong>Abdulhamid Dbeibah</strong> rischia di sciogliersi per le <a href="https://www.nova.news/libia-politici-della-cirenaica-contro-il-premier-dabaiba-smetta-di-ignorarci/">spinte centripete</a> degli esponenti della Cirenaica, ancora saldamente in mano al generale <strong>Khalifa Haftar</strong>. In questo contesto, un ritiro dei mercenari dalla Libia non è più solo auspicabile, ma necessario e urgente per salvare ciò che resta del <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-il-piano-onu-per-le-elezioni-fa-acqua-da-tutte-le-parti.html">piano di pace dell’Onu</a>.</p>
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		<title>Libia, ecco la situazione a 100 giorni dalle elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-la-situazione-a-100-giorni-dalle-elezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 15:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A 100 giorni dalle elezioni parlamentari e presidenziali in Libia del 24 dicembre 2021, la situazione nel Paese nordafricano sta assistendo a dei nuovi e rapidi sviluppi dagli esiti ancora imprevedibili. A Tripoli sono ripresi gli scontri armati tra milizie rivali, finora senza vittime, mentre il rilascio di ex esponenti del passato regime, tra cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-la-situazione-a-100-giorni-dalle-elezioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A 100 giorni dalle elezioni parlamentari e presidenziali in <strong>Libia</strong> del 24 dicembre 2021, la situazione nel Paese nordafricano sta assistendo a dei nuovi e rapidi sviluppi dagli esiti ancora imprevedibili. A Tripoli sono ripresi gli <strong>scontri</strong> armati tra <strong>milizie</strong> rivali, finora senza vittime, mentre il rilascio di ex esponenti del passato regime, tra cui spicca il nome di <a href="https://it.insideover.com/politica/liberato-saadi-gheddafi-il-figlio-del-rais-vola-in-turchia.html">Saadi Gheddafi</a>, terzogenito del defunto rais ucciso quasi 10 anni fa, potrebbe aprire la strada alla discesa in campo di Saif al Islam Gheddafi alle presidenziali.</p>
<p>La guerra interna tra il ministro del Petrolio, Mohamed Aoun, e il presidente della National Oil Corporation, Mustafa Sanallah, ha visto il secondo uscire vincitore, ma i blocchi dei terminal petroliferi dell’est rischiano di prosciugare l’unica fonte di reddito di un Paese che vanta le maggiori riserve di <strong>petrolio</strong> dell’Africa e che fino a dieci anni fa era primo alleato dell’<strong>Italia</strong> nel Mediterraneo. Intanto, il presidente del parlamento di Tobruk, <strong>Aguila Saleh</strong>, ha consegnato all’Onu una legge elettorale presidenziale sostanzialmente inaccettabile a Tripoli, firmata solo da lui stesso, con il risultato di aver alimentato le <strong>tensioni</strong> tra est e ovest. Il tutto sotto al naso dell’impotente inviato Onu, Jan Kubis, ormai in balia delle machiavelliche macchinazioni dei politici libici.</p>
<h2>Tensioni a Tripoli</h2>
<p><a href="https://www.reuters.com/world/africa/worst-tripoli-fighting-year-shows-limits-libya-peace-push-2021-09-03/">Il 3 e l’8 settembre</a>, curiosamente sempre mentre il premier <strong>Abdulhamid Dbeibah</strong> era fuori Tripoli, la capitale è stata teatro di scontri tra gruppi armati rivali. In particolare, il ministero della Salute del Governo di unità nazionale della Libia (Gnu) è stato <a href="https://www.nova.news/libia-tensioni-a-tripoli-gruppo-armato-occupa-il-ministero-della-salute/">occupato</a> dalla 444ma Brigata, gruppo armato comandato dal capitano Mahmoud Hamza, miliziano seguace dell’Islam salafita in contrasto con l’Autorità di supporto alla stabilità (Ass) di Abdelghani al Kikli, potente signore della guerra libico al servizio del Consiglio presidenziale.</p>
<p>Questo sviluppo segue gli scontri armati tra i due gruppi rivali avvenuti venerdì 3 settembre nella parte meridionale di Tripoli. Scontri legati alla supremazia territoriale in vista delle elezioni dicembre: chi controlla la sicurezza dei seggi può influenzare anche l&#8217;esito del voto. Le violenze hanno portato il Consiglio presidenziale libico, in teoria “comandante supremo” dell’Esercito (carica contestata però dal generale Khalifa Haftar), a intervenire per chiedere a tutte le forze coinvolte di “fermarsi immediatamente e a tornare nelle proprie caserme”, mettendo in guardia contro il ripetersi di “tali violazioni”. Gli scontri a Tripoli sembrerebbero essersi fermati, ma la tensione resta alta non solo nella capitale: in <a href="https://www.agenzianova.com/a/613f4bf0ab9df8.58790270/3594850/2021-09-10/libia-razzo-contro-auto-forze-di-sicurezza-tre-morti-a-zawiya/linked">altre località</a> della Tripolitania, come <strong>Zawiya</strong> e <strong>Sabratah</strong>, le sparatorie sono quasi all&#8217;ordine del giorno.</p>
<h2>Guerra per il petrolio</h2>
<p>I vertici della<strong> National Oil Corporation (Noc)</strong>, l’unica compagnia libica a fornire introiti al Paese membro del cartello petrolifero Opec, sono stati scossi da un terremoto che ha rischiato di far scoppiare il bubbone dell’oro nero. Il ministro del Petrolio e del Gas del governo di unità nazionale libico, Mohamed Aoun, ha cercato di <a href="https://www.nova.news/libia-braccio-di-ferro-tra-ministro-petrolio-e-presidente-national-oil-corporation/">detronizzare</a> <strong>Mustafa Sanallah</strong>, suo rivale di vecchia data, per insediare al posto di quest’ultimo Jadallah al Awkali, membro del Consiglio di amministrazione in quota Cirenaica. Sanallah non solo non si è dimesso, ma è stato confermato dal premier <strong>Dbeibah</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo sembra godere di una discreta popolarità, anche grazie alla sua politica di stampo “neo-peronista” basata sui sussidi a tutto spiano. Il primo ministro non sembra avere alcuna intenzione modificare l’assetto della compagnia che fornisce reddito al Paese in un momento politico delicatissimo: cambiare ora sarebbe infatti un suicidio politico. Intanto, i manifestanti legati alle Guardie petrolifere libiche dell’est della Libia, milizie incaricate in teoria di proteggere i siti di stoccaggio e i giacimenti, hanno bloccato per alcune ore le esportazioni di idrocarburi in Cirenaica. La situazione <a href="https://noc.ly/index.php/en/new-4/7183-the-national-oil-corporation-announces-the-resumption-of-exports-from-the-ports-of-esidra-and-ras-lanuf-after-a-24-hour-shutdown">sembra essersi risolta</a> nel giro di poco, ma l’episodio evoca ricordi nefasti e la dice lunga sulla precarietà del settore petrolifero libico.</p>
<h2>La furbata di Saleh</h2>
<p>Una vecchia volpe della politica libica, Aguila Saleh, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, ha fatto una <strong>furbata</strong> delle sue. L’anziano leader di Qubbah ha <a href="https://www.reuters.com/world/africa/libyan-parliament-speaker-says-election-plan-approved-2021-09-09/">firmato e consegnato</a> all’inviato speciale delle Nazioni Unite, <strong>Jan Kubis</strong>, una bozza di legge presidenziale (firmata apparentemente solo da lui) sostanzialmente inaccettabile da parte del Consiglio di Stato di Tripoli. L’obiettivo è quello di “smarcarsi” dalla posizione di <strong>spoiler</strong> del processo politico e allo stesso tempo di far ricadere la colpa dell’eventuale rinvio del voto, che Saleh evidentemente non vuole, sui rivali di Tripoli.</p>
<p>Il silenzio-assenso di Kubis, un omone di due metri con una solida esperienza da inviato Onu in Libano (altra nazione araba sull’orlo del baratro) ma con una scarsissima consapevolezza della scaltrezza libica, evidenzia tutte le difficoltà e probabilmente l’inadeguatezza dell’ex ministro degli Esteri slovacco per un ruolo così difficile. Questa situazione ha spinto gli ambasciatori dei Paesi occidentali del gruppo <strong>P3+2</strong> (tre membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, più <strong>Italia</strong> e Germania) a pubblicare un’articolata dichiarazione per dire che <strong>sì</strong>, la Libia deve andare voto, ma <strong>no</strong>, non può farlo con una legge elettorale scritta esclusivamente per andare allo scontro.</p>
<p>Da segnalare, peraltro, che secondo <a href="https://www.nova.news/libia-cosa-ce-dietro-la-dichiarazione-internazionale-sulle-elezioni/"><em>l&#8217;Agenzia Nova</em>  </a>&#8220;un Paese in particolare non era d’accordo con la dichiarazione ed era più aperto alla proposta di Saleh, ma poi ha prevalso l’equilibrio”. Potrebbe trattarsi della <strong>Francia</strong>, che da sempre in Libia mantiene un piede in due staffe? Sia come sia, la situazione oggi in Libia è la seguente: chi è al potere oggi si dice a favore del voto, ma in realtà non ha alcuna intenzione di cedere la <strong>poltrona. </strong>E la comunità internazionale (Italia in primis) farebbe bene a non farsi prendere in giro.</p>
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		<title>Libia, il piano Onu per le elezioni fa acqua da tutte le parti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-il-piano-onu-per-le-elezioni-fa-acqua-da-tutte-le-parti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 03:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano delle Nazioni Unite per portare la Libia alle elezioni entro fine anno sta per naufragare, con il rischio di prolungare l’agonia di un Paese che in teoria vanta le più grandi riserve di petrolio dell’Africa e che fino a dieci anni fa era primo alleato dell’Italia nel Mediterraneo. La clessidra del 24 dicembre, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-il-piano-onu-per-le-elezioni-fa-acqua-da-tutte-le-parti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/guerra-libia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il piano delle <strong>Nazioni Unite</strong> per portare la <strong>Libia</strong> alle elezioni entro fine anno sta per naufragare, con il rischio di prolungare l’agonia di un Paese che in teoria vanta le più grandi riserve di <strong>petrolio</strong> dell’Africa e che fino a dieci anni fa era primo alleato dell’<strong>Italia</strong> nel Mediterraneo. La clessidra del 24 dicembre, la simbolica data del 70esimo anniversario dell’indipendenza scelta per andare al voro, scadrà fra quattro mesi.</p>
<p>Fonti libiche consultate da <a href="https://www.agenzianova.com/a/61266e97b35b83.93965248/3576239/2021-08-25/libia-inviato-onu-kubis-incontra-presidente-consiglio-di-stato-focus-su-legge-elettorale/linked"><em>Agenzia Nova</em></a> esprimono scetticismo sugli sforzi dell&#8217;Onu e ritengono “molto probabile un rinvio delle elezioni di almeno qualche settimana, nella migliore delle ipotesi a gennaio”. L’Alta commissione elettorale indipendente libica aveva indicato una serie di scadenze (prima inizio luglio, poi entro la prima decade di agosto), tutte scadute, per poter organizzare le elezioni in modo quantomeno decente. Questo non significa necessariamente che il voto di dicembre “non s’ha da fare”, ma prendere i libici per la collottola e obbligarli a recarsi alle urne senza regole chiare potrebbe rivelarsi una pessima idea. Vale la pena ricordare che la prima, grande frattura tra est e ovest è avvenuta proprio a causa di un’elezione, quella del 2014, contestata dagli sconfitti.</p>
<h2>Perché le elezioni sono a rischio?</h2>
<p>Chi è al potere oggi si dice a favore del voto, ma in realtà non ha alcuna intenzione di cedere la <strong>poltrona</strong>, ricalcando in questo un’usanza assai italica. Il problema è che i <em>big</em> dell’arena politica libica, come il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> a est o l’ex ministro dell’Interno <strong>Fathi Bashaga</strong> a ovest, sono stati esclusi dal farraginoso impianto Onu che sembra oggi fare acqua da tutte le parti. Il primo ministro ad interim <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Abdulhamid Dbeibah</a>, imprenditore di Misurata <a href="https://www.mei.edu/blog/allegations-bribery-conspiracy-and-lack-legitimacy-pause-un-libya-dialogue">accusato</a> di aver essere arrivato nella stanza dei bottoni comprando voti ed elargendo favori (accuse per la verità sempre respinte dal diretto interessato), non può ricandidarsi secondo le bizzarre le regole del Foro di dialogo politico (Lpdf), l’organismo di 74 membri che ha scelto la data delle elezioni e nominato le attuali autorità esecutive transitorie.</p>
<p>Non si capisce per quale motivo Dabaiba debba abbandonare la guida del governo e fare i salti mortali per rendere possibili delle elezioni che lo escluderebbero. Lo stesso discorso vale per <strong>Aguila Saleh</strong>, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk eletta nel ormai nel 2014 con un’affluenza di appena il 18 per cento degli aventi diritto, e per <strong>Khaled al Mishri</strong>, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli, l’organo consultivo creato nel 2015 dove sono confluiti i membri (per la maggior parte islamisti) del dissolto e Congresso generale nazionale. Se le elezioni dovessero essere rimandate, nessuno dei sopracitati si strapperebbe le vesti. Quanto al &#8220;feldmaresciallo&#8221; Haftar, incontrato dal ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong> il <a href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/eventi/missione-del-ministro-di-maio-in-libia-2-agosto-2021_0.html">2 agosto </a><span style="font-size: 1rem;">e dall&#8217;inviato speciale Usa <strong>Richard Norland</strong> il <a href="https://www.libyaobserver.ly/news/us-embassy-norland-meet-haftar-cairo">12 dello stesso mese</a>, egli sembra intenzionato a correre per la carica di presidente, ma ad oggi non è ancora chiaro se possa farlo.</span></p>
<h2>Le difficoltà di Jan Kubis</h2>
<p><strong>Jan Kubis</strong>, l’ex ministro degli Esteri slovacco che ha raccolto il testimone dal libanese <strong>Ghassan Salamé</strong> e dalla statunitense <strong>Stehpanie Williams</strong> alla guida della Missione di sostegno delle Nazioni in Libia (Unsmil), non si è dimostrato all’altezza delle aspettative. Il Foro di dialogo politico è impantanato in una guerra di posizione tra opposte fazioni che non consente di approvare le “regole” per andare al voto. In difesa del pur capace diplomatico Onu, un omone di due metri con una solida esperienza da inviato Onu in Libano (altra nazione araba sull’orlo del baratro), c’è da dire che l’eredità lasciata dal duo Salamè-Williams (a proposito, la coppia sta per pubblicare un <strong>libro</strong> sulla loro esperienza libica) era molto pesante.</p>
<p>Sta di fatto che ad oggi le elezioni in Libia restano una <strong>chimera</strong>. Si voterà solo per il parlamento o anche per il presidente? Quali sono i criteri di eleggibilità? I militari si possono candidare? Si utilizzerà un sistema di voto proporzionale, maggioritario o misto? Come si possono tenere elezioni &#8220;libere, eque e trasparenti&#8221; sotto la minaccia delle armi di milizie, mercenari e combattenti stranieri? Allo stato attuale tutti questi nodi restano irrisolti. Data la situazione di totale incertezza, forse rimandare le elezioni di qualche settimana sarebbe la cosa migliore per tutti, almeno per il momento. Ma <strong>attenzione</strong>: cristallizzare questo <em>status quo</em> troppo a lungo potrebbe certificare la partizione (<em>de facto</em> già in essere) della Libia in aree di influenza di potenze straniere come <strong>Turchia</strong>, <strong>Russia</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Uno scenario che l’Italia farebbe bene a scongiurare a tutti i costi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-il-piano-onu-per-le-elezioni-fa-acqua-da-tutte-le-parti.html">Libia, il piano Onu per le elezioni fa acqua da tutte le parti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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