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	<title>Anne Hidalgo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Anne Hidalgo Archives - InsideOver</title>
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		<title>La sinistra francese è senza pace e rischia l&#8217;irrilevanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 06:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Sinistra francese ha visto rapidamente spegnersi il fuoco di paglia acceso nelle ultime due elezioni amministrative, nel 2020 e nel 2021, dalla buona prestazione del Partito Socialista e di altre formazioni della Gauche d&#8217;Oltralpe e in vista delle elezioni presidenziali è sempre più probabile una sua sostanziale irrilevanza. Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi e candidata presidenziale del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Sinistra francese </strong>ha visto rapidamente spegnersi il fuoco di paglia acceso nelle ultime due elezioni amministrative, nel 2020 e nel 2021, dalla buona prestazione del Partito Socialista e di altre formazioni della <strong>Gauche d&#8217;Oltralpe </strong>e in vista delle elezioni presidenziali è sempre più probabile una sua sostanziale irrilevanza.</p>
<p>Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi e candidata presidenziale del partito che fu di <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/italia-francia-brigate-rosse-anni-piombo-terrorismo.html" target="_blank" rel="noopener">François Mitterrand</a>, ha recentemente provato a giocare la carta della <strong>candidatura unica </strong>tra la sua formazione, i<a href="https://it.insideover.com/ambiente/viaggio-tra-i-partiti-verdi-che-dilagano-in-tutta-europa-tranne-che-in-italia.html"> Verdi (più spostati a sinistra in Francia rispetto che in Germania),</a> la coalizione <strong>La France Insoumise </strong>del vecchio leone Jean-Luc Mélenchon e il Partito Comunista per provare a invertire un trend complesso. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-di-zemmour-per-legemonia-nella-destra-francese.html">La Francia si <strong>sposta a destra, </strong>Emmanuel Macron</a> con destrezza prova a occupare lo spazio dialettico aperto dall&#8217;ascesa di candidati come  <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-eric-zemmour-ideologo-del-sovranismo-francese.html">Eric Zemmour</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valerie-pecresse.html">Valerie Pecresse</a> e dalla presenza di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html">Marine Le Pen</a> come eterna sfidante e a sinistra gli spazi narrativi e politici si chiudono. La proposta della Hidalgo, in questo contesto, ha subito una sonora bocciatura dagli altri partiti di sinistra, ancora memori di quanto la formazione storica della Gauche francese sia stata la loro principale avversaria ai tempi della presidenza di François Hollande e della <strong>Grande Recessione</strong>.</p>
<p>La sinistra istituzionale francese non è sopravvissuta a livello nazionale al terremoto dell&#8217;ascesa di Macron e al vero e proprio disastro con cui, tra scandali, emergenza terrorismo subordinazione in Europa alla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html"><strong>Germania di Angela Merkel</strong> </a>e proteste interne la presidenza Hollande si avvitò tra il 2016 e il 2017. Mélenchon ha tenuto alti gli onori della Sinistra radicale alle presidenziali del 2017, quarto con poco meno del 20% dei voti a poca distanza dalla Le Pen seconda, ma la sua è stata piuttosto una corsa solitaria. A cento giorni dalle elezioni, Mélenchon è dato attorno al 10% e complessivamente la sua coalizione, i Verdi e i Socialisti si posizionerebbero poco sopra il risultato raggiunto da Mélenchon nel 2017 oggigiorno, col 21% dei voti complessivi.</p>
<p>Un voto di minoranza che, sommato a quello di alcune liste minori, potrebbe però teoricamente portare la sinistra a costruire il <strong>primo o secondo cartello elettorale </strong>e a sorpassare una destra maggioranza nel Paese ma divisa oggigiorno <a href="https://it.insideover.com/politica/spacca-il-fronte-sovranista-zemmour-puo-fare-il-gioco-dei-gollisti-in-francia.html">tra tre candidati tra il 16 e il 17% delle intenzioni di voto</a> per accedere al ballottaggio contro Macron. Ipotesi più facile a dirsi che a farsi, dato che la Gauche appare subire, oggigiorno, una <strong>subalternità politico-culturale </strong>nei temi tanto alla destra quanto alla figura di Macron. Sul primo fronte, la Sinistra pare aver dimenticato, eccezion fatta per un Mélenchon sempre timoroso però nelle sue uscite di prestare il fianco alla destra radicale, il conflitto tra Francia periferica e metropoli, le disuguaglianze, le problematiche sociali. Ha in larga parte rubricato a jacquerie il fenomeno dei Gillet Gialli, ha dato sponda al mito del <strong>politicamente corretto, </strong>ha cavalcato la cancel culture e scordato ogni premessa politica di valore strategico. Campionessa di questi errori è stata, da sindaco di Parigi, proprio la Hidalgo, che oggi col 4% potrebbe peggiorare il disastroso 6% del 2017 di Benoit Hamon che costò ai socialisti il risultato più deludente della loro storia alle presidenziali.</p>
<p>Sul secondo fronte, la Sinistra non sa come approcciarsi a Macron. Di fronte a un Presidente che si sposta, consapevolmente, sempre più nel campo della destra non riesce a dimenticare il <strong>peccato originale </strong>di averlo votato e, in fin dei conti, ritenuto un suo organico esponente. Al tempo stesso, lo considera il male minore di fronte all&#8217;avanzata della destra e, per questo, non incide nella critica. Anche in questo caso, specie nel periodo pandemico  Mélenchon fa storia a sé in larga misura, ma la sua natura di tribuno radicale e figura divisiva rende complesso estendere un discorso di questo tipo all&#8217;intero campo. <strong>Yannick Jadot, candidato Verde, </strong>ha ad esempio molto più di che spartire con la Hidalgo, ma al tempo stesso teme le <a href="https://www.france24.com/en/europe/20211208-french-socialist-hidalgo-calls-for-left-wing-primary-to-designate-one-presidency-candidate">primarie uniche per non doversi spingere troppo a favore della causa di eventuali vincitori radicali.</a></p>
<p>La Hidalgo parla dalla posizione più scomoda e attaccabile, ovvero da candidata di un partito sempre più in disarmo dopo i fasti del passato. Tuttavia la sua proposta è sicuramente l&#8217;unica, per quanto complessa, strada che la Gauche ha per continuare a esistere. Difficile pensare a una quota di voti pari alla sommatoria aritmetica dei consensi dei candidati, dato il rischio di perdere sostegno per strada in una fusione a freddo, ma qualora l&#8217;operazione riuscisse la sinistra francese dovrebbe trovare un nome capace di andare oltre gli steccati.</p>
<p>Intanto A metà dicembre, in vista di tale possibilità, <strong>Christiane Taubira</strong>, 69 anni, esponente storica del Partito Radicale della Sinistra originaria della Guyana Francese ha annunciato che potrebbe essere candidata alla presidenza della Repubblica alle elezioni di aprile e di voler sciogliere la riserva entro gennaio. Sondaggi preliminari la porrebbero, oggigiorno, all&#8217;8% dei consensi, e a favore della sua popolarità nel campo di riferimento giocano la sua assenza di compromessi in passato, che favoriscono oggigiorno la presa di consensi in un elettorato sempre più polarizzato. Tauriba è associata alle  posizioni esplicite prese  dando il nome alle leggi che consentirono il riconoscimento della tratta degli schiavi come crimine contro l’umanità (2001, governo Jospin) e il matrimonio per tutti (2013, presidenza Hollande). <a href="https://formiche.net/2021/12/destra-sinistra-francese-taubira-malgieri/">Nel 2016, ricorda <em>Formiche</em><em>,</em> &#8220;si allontanò dall’impegno politico</a> in dissenso anche con una parte della sinistra in ragione della forte opposizione alla riforma antiterrorismo sostenuta dal governo francese, che prevede la revoca della cittadinanza  per i condannati per terrorismo&#8221;.</p>
<p>Un nome forte, dunque, sicuramente definibile organica alla Gauche senza ambiguità. Ma anche per questa ipotesi unitaria la strada sembra stretta, complice la rivalità tra Tauriba, i Verdi e Mélenchon che rischia di causare un blocco generalizzato del dialogo. I più maliziosi ricordano che nel 2002 Taubira è stata associata a una divisione della sinistra francese: candidandosi alle presidenziali, <a href="https://ilmanifesto.it/a-sinistra-ce-una-candidata-in-piu-per-leliseo-scende-in-pista-toubira/">colse un 2,3% di voti essenziali</a> a escludere dal ballottaggio Lionel Jospin a favore di Jean-Marie Le Pen, e ora questo le viene rinfacciato. A testimonianza del fatto che nella sinistra francese c&#8217;è aria di <em><strong>redde rationem</strong></em>. La politica è anche fattore di tempi e modi da calcolare opportunamente, non mera sommatoria di consensi e intenzioni di voto. E per la sinistra transalpina i tempi sono stati calcolati male, innanzitutto, cercando di cavalcare l&#8217;era macroniana dopo il disastro di Hollande. Tanto che a metà 2021 <em>Liberation, </em>testata storica dell&#8217;area politica, arrivò a chiedersi malinconicamente a cosa fosse servito sostenere convintamente il presidente al ballottaggio contro la Le Ppen nel 2017. A furia di senni di poi, si avvicina un&#8217;altra elezione che rischia di radere al suolo la sinistra. Senza che realistiche possibilità di invertire il trend declinista appaiono all&#8217;orizzonte.</p>
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		<item>
		<title>Francia, Italia e il &#8220;tradimento&#8221; a sinistra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-italia-e-il-tradimento-a-sinistra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 07:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente francese Emmanuel Macron (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>La corsa all&#8217;Eliseo interessa anche l&#8217;Italia. I legami tra Parigi e Roma sono forti, e lo sono su diversi livelli. C&#8217;è un livello finanziario, uno industriale, uno strategico e uno squisitamente politico. E il patto del Quirinale dovrebbe essere il simbolo dell&#8217;asse tra i due Paesi: declinazione mediterranea di quel patto di Aquisgrana tra Germania &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-italia-e-il-tradimento-a-sinistra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente francese Emmanuel Macron (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p><p>La <strong>corsa all&#8217;Eliseo</strong> interessa anche l&#8217;Italia. I legami tra Parigi e Roma sono forti, e lo sono su diversi livelli. C&#8217;è un livello finanziario, uno industriale, uno strategico e uno squisitamente politico. E il patto del Quirinale dovrebbe essere il simbolo dell&#8217;asse tra i due Paesi: declinazione mediterranea di quel patto di Aquisgrana tra Germania e Francia che adesso, con il tramonto di Angela Merkel, necessita anche di un contraltare che guardi oltre le Alpi.</p>
<p><strong>Emmanuel Macron</strong> ci punta molto, così come Sergio Mattarella e Mario Draghi. L&#8217;obiettivo è quello di rinsaldare una relazione che potrebbe essere decisiva nella nuova Unione europea post-Merkel e di farlo possibilmente durante la presidenza di turno francese in Ue. Asse che interessa al presidente francese per confermare una linea comune in Europa, ma soprattutto per blindare la vicinanza dell&#8217;Italia ad alcuni progetti di Parigi in chiave strategica, a cominciare dal Sahel e dal Mediterraneo.</p>
<p>La Francia, insomma, vuole avere al suo fianco l&#8217;Italia. Anche il premier Mario Draghi ha rimarcato in questo senso le affinità tra i due governi confermate anche dai vertici più recenti tra i due leader. Ma la via verso la definizione di questa nuova convergenza di interessi si poggia su condizioni politiche che passano inevitabilmente per la presenza nelle due capitali di governi affini. Cosa che con le elezioni in Francia del 2022 potrebbe non essere così scontata. Macron non sembra affatto sicuro di vincere. E se Marine Le Pen appare sicura di arrivare al ballottaggio, un&#8217;altra donna, questa volta a sinistra, rischia di strappare lo scettro dell&#8217;Eliseo: <strong>Anne Hidalgo</strong>. La sindaca socialista di Parigi è considerata un&#8217;avversaria temibile per l&#8217;attuale capo dello Stato, e il partito di cui fa parte sembra in lieve ripresa dopo il tracollo delle ultime presidenziali.</p>
<p>La questione ha risvolti sul rapporto Italia-Francia, in un complesso gioco di rapporti personali e politici tra quei &#8220;livelli&#8221; di cui parlavamo all&#8217;inizio. Macron è stato sempre considerato il simbolo della sinistra moderata che guarda al centro, il paladino di una nuova Ue in grado di compattarsi proprio sotto la guida del Paese euroscettico per definizione, la Francia. Per molti anni è stato visto come l&#8217;unica risposta &#8220;di centrosinistra&#8221; all&#8217;onda sovranista. E il fatto che <strong>Marine Le Pen</strong> fosse vicina ai partiti della destra italiana ha spesso sgombrato il campo da qualsiasi tipo di dibattito: il sostegno a Macron diventava la naturale scelta per opporsi al mondo populista.</p>
<p>Le cose però potrebbero cambiare. <em>Il Foglio</em>, <a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2021/09/15/news/cosi-il-sostegno-di-letta-a-hidalgo-fa-storcere-il-naso-a-macron-2930380/">in un articolo di Valerio Valentini</a>, rivela che il presidente francese non sia affatto contento dell&#8217;entusiasmo mostrato dal segretario del Pd, Enrico Letta, <a href="https://twitter.com/EnricoLetta/status/1436981319549038596">nei confronti di Hidalgo</a>. All&#8217;Eliseo non hanno mai fatto mistero di considerare i dem un appoggio fondamentale all&#8217;interno della politica italiana, e questa svolta nei confronti dei socialisti risuona come un tradimento, ma anche come un campanello d&#8217;allarme. Certo, il Pd fa parte dei socialisti europei al pari del partito di cui Hidalgo è membro: per cui non sembra affatto strano che un esponente dem italiano tifi per la socialista transalpina. Tuttavia il dubbio che la sinistra stia iniziando a ragionare su una figura diversa rispetto al leader centrista fa riflettere su una possibile evoluzione della politica europea. L&#8217;idea che non sia tutto necessariamente convergente al centro, ma che si inizi a riparlare di blocchi in un <strong>sistema bipolare</strong>. Uno schema che rischia di mettere la parola fine a quella svolta europeista e liberale su cui il centrosinistra europeo ha puntato nel momento della crisi di consensi.</p>
<p>Il &#8220;tradimento&#8221; dei dem è l&#8217;abbandono di una certa visione politica? Difficile a dirsi e impossibile fare pronostici. Soprattutto perché in Italia il Pd fa parte di una coalizione che per definizione non può non dirsi moderata e di certo non ha mai fatto mistero di avere il centro come cardine della sua esistenza. Tuttavia l&#8217;Europa può in effetti manifestare tendenze che vanno in qualche modo comprese. In Germania, prossima a elezioni decisive, l&#8217;ascesa del ministro <strong>Olaf Scholz</strong> in quota Spd mostra un rinnovato interesse degli elettori verso il blocco socialista. In Francia, i socialisti possono in qualche modo corrodere il consenso di Macron. E a questo va aggiunta l&#8217;esperienza spagnola di <strong>Pedro Sanchez</strong>. Difficile che il Pd possa compiere a breve scelte di campo nette: ma lo scenario di una nuova sinistra europeista non è così remoto.</p>
<p>Questo chiaramente non implica affatto la fine di una visione di convergenza tra Francia e Italia che il Pd e Letta hanno sempre portato avanti. Significa però che la simmetria tra strategia nazionale e di partito potrebbero cambiare. Il referente per la Francia potrebbe non essere più solo Macron. E il Pd mette in ogni caso le mani avanti puntando anche su un altro candidato per legarsi alle rive della Senna. Mentre il presidente francese, &#8220;tradito&#8221; dai dem e dai socialisti europei, potrebbe rivolgersi direttamente a Mattarella e Draghi, suoi veri interlocutori istituzionali. Rapporti di vertice che superano quelli di partito.</p>
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		<title>Così lontane, così vicine: Le Pen e Hidalgo sfidano Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-lontante-cosi-vicine-le-pen-e-hidalgo-sfidano-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 04:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="775" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-300x121.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-1024x413.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-768x310.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-1536x620.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Marine-Le-Pen-e-Anne-Hidalgo-la-presse-2048x826.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Marine Le Pen e Anne Hidalgo sfidano ufficialmente Emmanuel Macron a sette mesi dalle elezioni presidenziali francesi. La candidata del Rassemblement National e la sindaca socialista di Parigi hanno scelto lo stesso giorno, quello di domenica 12 settembre, per dare il calcio d&#8217;inizio alla loro partita per l&#8217;Eliseo e entrare ufficialmente in campo come prime candidate di peso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-lontante-cosi-vicine-le-pen-e-hidalgo-sfidano-macron.html">[...]</a></p>
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<p>Così lontane e così vicine, Le Pen e Hidalgo sono a un primo occhio agli antipodi dello spettro politico ma, paradossalmente, dovranno affrontare sfide comuni nel corso della partita presidenziale più incerta degli ultimi anni.</p>
<p>Nonostante la svolta &#8220;istituzionale&#8221;, l&#8217;apertura a discorsi culturali e politici su temi come l&#8217;<strong>ambiente </strong>e l&#8217;espulsione di parte delle frange più estremiste, il Rassemblement National della Le Pen non è riuscito a farsi accettare dall&#8217;opinione pubblica come partito di governo e anche alle ultime regionali la storica leader del partito ha dovuto fare i conti con la demonizzazione del Front, a cui ha reagito con un irrigidimento sui toni politici in vista della corsa all&#8217;Eliseo. &#8220;La presidenziale sarà una scelta di civiltà&#8221;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html" target="_blank" rel="noopener">, ha annunciato <strong>Marine Le Pen</strong></a> nel teatro romano di Fréjus, l&#8217;eldorado dei pensionati sulla Costa Azzurra da cui ha lanciato la sua sfida a Macron. &#8220;La scelta è tra lo scioglimento di un Paese sommerso dall&#8217;immigrazione o il salutare sussulto attorno all&#8217;idea di Nazione&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p><strong>Anne Hidalgo </strong>è invece ritenuta da molti commentatori come la paladina del dirittismo, della sinistra liberal alla anglosassone trapiantata in Francia, del municipalismo e dell&#8217;affermazione di un nuovo modello fondato su inclusione e sostenibilità nella Parigi che amministra dal 2014. I suoi critici, tuttavia, la accusano di essere una figura politica troppo eminentemente parigina, sorda alle istanze che provengono dalla Francia profonda, alle dialettiche politiche in cui si è consumato il tracollo del Partì Socialiste che fu di Mitterrand dopo il disastro della presidenza Hollande, della cui <strong>mutazione genetica </strong>la Hidalgo è stata ritenuta l&#8217;emblema. Non a caso la 62enne sindaca ha voluto iniziare dalla città normanna di Rouen la sua campagna, così da garantire una dimensione più nazionale alla sua candidatura. La transizione ecologica, tema centrale per la candidata socialista, è ben rappresentata da un centro di riconversione industriale come il capoluogo della Normandia.</p>
<p>Le Pen e Hidalgo presentano visioni spesso antipodiche, ma come può scorgersi da questa pur abbozzata presentazione dovranno entrambe rompere la natura <strong>divisiva </strong>tradizionalmente associata alle loro figure per poter sfidare Macron e i<a href="https://it.insideover.com/politica/al-via-la-sfida-per-la-leadership-repubblicana-chi-puo-sfidare-macron.html" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Repubblicani, </strong></a>sugli scudi nei sondaggi, in vista di elezioni presidenziali e ballottaggio. Insomma, entrambe dovranno scoprire una sana dose di pragmatismo: <a href="https://it.insideover.com/ambiente/svolta-verso-un-ecologismo-identitario-la-sfida-di-le-pen-a-macron.html" target="_blank" rel="noopener">programmatica per la Le Pen,</a> che non può permettersi di vedere il bacino di elettori di destra svuotato dai Repubblicani per la carenza di proposte all&#8217;altezza nel programma per la Francia; ideologica per la Hidalgo, che per consolidare il sorprendente risultato dei socialisti alle recenti amministrative dovrà puntare a riconquistare un&#8217;ampia fetta di <strong>elettorato operaio</strong> e della Francia periferica.</p>
<h2>La convergenza su Macron</h2>
<p>In secondo luogo, nelle loro critiche a Macron sostanzialmente il giudizio di fondo è convergente: la presidenza dell&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia dell&#8217;era Hollande è stata <strong>divisiva</strong>. Una divisione interpretata dalla Hidalgo in termini economici e sociali, come l&#8217;amministratrice socialista ha potuto sperimentare nella capitale con l&#8217;insorgenza dei Gilet Gialli e il disagio da essa espresso, e dalla Le Pen in forma maggiormente identitaria, secondo la faglia <strong>centro-periferia, </strong>ma che è da entrambe <a href="https://it.insideover.com/politica/il-viale-del-tramonto-del-progetto-macron.html" target="_blank" rel="noopener">ritenuta imputabile alla natura autoreferenziale della presidenza Macron.</a></p>
<p>Che si denunci l&#8217;insicurezza nelle banlieue, come fa Le Pen, o l&#8217;emarginazione delle fasce più povere della popolazione dai piani di transizione economica ed energetica del governo, come fa Hidalgo, il giudizio è comune: Macron, eletto nel 2017 come presidente di sintesi della tradizione repubblicana francese, non ha ricucito ma aumentato le fratture interne alla nazione con il suo decisionismo ondivago e con un&#8217;eccessiva attenzione a una ristretta élite economica e politica. Tali attacchi servono alla Le Pen a consolidare la sua presa sulla base e alla Hidalgo per &#8220;de-parigizzarsi&#8221;, ma riflettono un sentire comune sulla <a href="https://it.insideover.com/politica/da-fucina-delle-elite-a-casta-cosi-lena-ha-tradito-il-sogno-di-de-gaulle.html" target="_blank" rel="noopener">presidenza dell&#8217;ex enarca.</a></p>
<p>Infine, è da ritenere possibile che nel proseguo della campagna entrambe le candidate avranno interesse a battere duramente sul chiodo dell&#8217;assimilabilità della figura di Macron e della posizione politica dei Repubblicani, che il presidente negli ultimi mesi sta provando ad inseguire. Questo perché alla Hidalgo è necessario uno svuotamento del centro radicale macroniano della quota di elettori provenienti da sinistra, attratti dall&#8217;illusione del Macron &#8220;socialista&#8221; o &#8220;europeista&#8221;, e ostili ai conservatori, mentre Le Pen ha sempre attaccato il centro-destra ritenendolo la prosecuzione del macronismo sotto altre forme, velate da un formale conservatorismo.</p>
<p>In sostanza, seppur antitetiche sul lungo periodo, nel medio periodo Hidalgo e Le Pen hanno un obiettivo comune: <strong>tornare in pista </strong>e presentarsi competitive in vista dei primi mesi del 2022 in cui la campagna si intensificherà. Per questo motivo, oggigiorno il loro bersaglio principale è il presidente e, nonostante la reciproca ostilità, le due donne di punta della politica francese si sono risparmiate attacchi diretti. Ed è tutto nel loro interesse evitarli, in un primo momento in cui la loro attenzione è focalizzata altrove. Il modello presidenziale francese consente anche tacite convergenze di questo tipo. E in un Paese sempre più polarizzato non c&#8217;è da stupirsi.</p>
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