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	<title>Lettonia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 20:21:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Lettonia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lettonia, il governo antirusso cade perché colpito dai droni. Ucraini, però</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lettonia-il-governo-antirusso-cade-perche-colpito-dai-droni-ucraini-pero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 00:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p> Lo spazio aereo lettone si è dimostrato vulnerabile alle incursioni esterne, e questo ha portato addirittura alla caduta del governo.</p>
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<p>Lo spazio aereo lettone si è dimostrato vulnerabile alle incursioni esterne, e questa fragilità è stata tanto discussa da portare addirittura alla caduta del governo. <strong>Evika Silina,</strong> capa del governo dal 2023 e esponente del partito di centro-destra Unità, si è dimessa dopo che il Partito Progressista, partner di coalizione, ha ritirato l&#8217;appoggio nei suoi confronti per il siluramento di un suo esponente, <strong>Andris Spruds,</strong> dalla carica di Ministro della Difesa avvenuto la scorsa settimana.<strong> Silina e Spruds e</strong>rano giunti ai ferri corti per l&#8217;incapacità dell&#8217;antiaerea di Riga di intercettare diversi droni che hanno violato lo spazio aereo lettone. Per un Paese sul chi vive per un possibile, <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-e-russia-lattuale-stallo-e-la-via-duscita.html" type="post" id="307309">futuro scontro con la Russia</a> questo fatto ha destato profonde preoccupazioni. Ma, ironia della sorte, quei droni erano ucraini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché in Lettonia la sicurezza conta</h2>



<p>La Lettonia, nonostante le piccole dimensioni della sua economia, è stata una delle nazioni europee più generose nel sostegno a Kiev dall&#8217;invasione russa avvenuta nel 2022. Ha speso lo 0,6% del Pil, per un totale di 1,08 miliardi di euro in quattro anni e ha messo nero su bianco l&#8217;impegno di non scendere mai sotto lo 0,25% del Pil annuo in aiuti a Kiev. Si capirà, dunque, l&#8217;imbarazzo di Riga e Kiev quando il 7 maggio scorso tre droni hanno colpito l territorio lettone, uno dei quali si è schiantato a Rezekne, vicino a un deposito di idrocarburi che non conteneva prodotti petroliferi al suo interno.</p>



<p><strong>La polemica nel Paese circa l&#8217;inadeguatezza della risposta ha prodotto la crisi di governo,</strong> e l&#8217;imbarazzo è aumentato quando Kiev ha ammesso che era plausibile ritenere i droni dei vettori diretti contro la Russia e deviati dal disturbo elettromagnetico sul territorio del Paese baltico. L&#8217;<em>early warning </em>e l&#8217;allerta alla popolazione non si sono manifestati e questo in un Paese che sta andando incontro a una profonda re-militarizzazione, è un perno del fianco Est della Nato e ha addirittura reintrodotto la leva obbligatoria, ha suscitato forte scalpore. <a href="https://data.worldbank.org/indicator/MS.MIL.XPND.GD.ZS?locations=LV">In dieci anni la spesa militare lettone in rapporto al Pil è più che triplicata: dall&#8217;1,5%</a> del 2015 si arriverà al valore del 4,73% nel 2026, pari a 2,16 miliardi di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riarmo lettone</h2>



<p>Tutto pronto per raggiungere il target del 5% fissato lo scorso anno al vertice Nato dell&#8217;Aia con otto anni d&#8217;anticipo, nel 2027, in un contesto in cui la Lettonia è anche una delle maggiori beneficiarie dei programmi della <strong>Security Action for Europe (Safe), il progetto dell&#8217;Unione Europea</strong> di sostegno al riarmo dei Ventisette. E la difesa dei cieli è prioritaria in questo programma. Ricorda <em>Defense News</em> che per la &#8220;Lettonia, che ha garantito 3,5 miliardi di euro in prestiti SAFE, gli acquisti di sistemi aerei senza pilota (UAV), sistemi anti-droni e sistemi missilistici sono elementi chiave nella lista della spesa nazionale, con priorità determinate in gran parte dalle lezioni tratte dalla guerra in Ucraina&#8221;.</p>



<p>Lo shock del 7 maggio nasce da questo preciso orientamento strategico. E mostra quanto in Est Europa i problemi securitari e militari siano ormai entrati nel <strong>dibattito politico cogente, tanto da condizionare la tenuta di intere coalizioni</strong>. Un Paese &#8220;falco&#8221; nel sostegno all&#8217;Ucraina, in tal senso, vede i suoi limiti testati dall&#8217;arrembanza di Kiev per mantenere alta la pressione sulla Russia. E il non detto di tale fatto è che alla prova della realtà ciò mostra quanto ogni rilancio del riarmo di questi Paesi rischi di ritrovarsi sostanzialmente ininfluente senza il sostegno Nato, di fronte alla prospettiva di uno scontro con la Russia che, fortunatamente, sembra esistere più sulla carta che nella realtà. Questo, probabilmente, i due contendenti Silina e Spruds non lo ammetteranno però mai.</p>



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<p></p>
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		<title>L&#8217;impianto di Rezekne, i droni fuori rotta e il rischio nel Baltico: quando la guerra ucraina sfiora la NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Basta un errore per trasformare un’operazione contro Mosca in un incidente internazionale. Le ansie di Lettonia, Finlandia, Estonia, Lituania </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il danno materiale è stato limitato. Il significato geopolitico, invece, è enorme. La caduta di due droni sospetti in territorio lettone il <a href="https://www.lindipendente.online/2026/05/07/lettonia-due-droni-non-identificati-danneggiano-deposito/">7 maggio 2026, con un impatto presso un sito di stoccaggio petrolifero a <strong>Rezekne</strong>, ha aperto una questione che a Bruxelles e nei comandi NATO viene ormai considerata strutturale: la guerra dei droni tra Russia e Ucraina rischia di uscire dal teatro originario e di contaminare direttamente lo spazio politico-militare dell’Alleanza Atlantica</a>. Il punto centrale non è stabilire se Kyiv abbia deliberatamente colpito territorio NATO. Al momento non esiste alcuna evidenza credibile in questo senso. Il vero nodo è operativo: quando una campagna di <em>strike</em> a lungo raggio contro infrastrutture energetiche russe si sviluppa in uno spazio geografico densissimo come il Baltico, basta un errore di navigazione, un’interferenza elettronica o una perdita di segnale GPS per trasformare un’operazione contro Mosca in un incidente internazionale. Ed è esattamente questo il problema che oggi preoccupa Lettonia, Finlandia, Estonia e Lituania.</p>



<p><strong>La falsa pista del treno Riga-Daugavpils</strong></p>



<p>A complicare il quadro è intervenuta quasi immediatamente la guerra informativa. Sui social e in alcuni circuiti OSINT non verificati ha iniziato a circolare la notizia secondo cui un drone ucraino avrebbe colpito un treno passeggeri sulla linea <strong>Riga-Daugavpils</strong>, provocando un incendio. La ricostruzione disponibile, però, smentisce questa versione. Il video viralizzato online mostrava infatti un incendio ferroviario avvenuto il 5 maggio sulla tratta Nīcgale-Vabole, con circa 60 evacuati e nessun ferito, attribuito preliminarmente a un problema tecnico al motore del convoglio. Questa distinzione è cruciale. <a href="https://www.notizie.it/crisi-politica-in-lettonia-dopo-i-droni-che-hanno-colpito-un-deposito-a-rezekne/">Perché mostra la dinamica tipica delle crisi ibride contemporanee: un fatto reale — i droni caduti in Lettonia — viene immediatamente circondato da elementi falsi o manipolati che ne amplificano l’impatto psicologico e politico</a>. Il rischio non è soltanto la disinformazione in sé. È la velocità con cui una narrativa tossica può trasformare un incidente tecnico-operativo in una presunta escalation militare deliberata.</p>



<p><strong>Il Baltico come nuova zona grigia della guerra</strong></p>



<p>Il teatro baltico presenta caratteristiche uniche. Il Golfo di Finlandia, Primorsk, San Pietroburgo, l’Estonia orientale e la Lettonia costituiscono <strong>uno spazio estremamente ristretto in cui infrastrutture strategiche russe e territori NATO convivono a poche decine di chilometri di distanza. </strong>Negli ultimi mesi Kyiv ha aumentato gli attacchi contro asset energetici russi nel Nord-Ovest del Paese: depositi petroliferi, terminali portuali, infrastrutture logistiche e componenti della cosiddetta <strong><em>shadow fle</em>et</strong> utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni commerciali occidentali. Dal punto di vista militare, la logica ucraina è comprensibile. Colpire il sistema energetico russo significa aumentare i costi logistici del Cremlino, ridurre la resilienza industriale e costringere Mosca a disperdere sistemi di difesa aerea. <strong>Ma più queste rotte si avvicinano al Baltico, maggiore diventa il rischio di <em>spillover </em>verso Paesi NATO.</strong></p>



<p><strong>Il dilemma operativo della NATO</strong></p>



<p>Il caso Rezekne evidenzia un problema che l’Alleanza non ha ancora risolto completamente: come gestire droni di lungo raggio relativamente economici, piccoli, difficili da tracciare e vulnerabili a interferenze elettroniche. Intercettare un UAV vicino al confine russo non è una decisione puramente tecnica. È una scelta politica. <strong>Un abbattimento può essere interpretato da Mosca come coinvolgimento diretto NATO</strong>; un mancato intervento può invece esporre infrastrutture civili o energetiche di Paesi alleati. La Finlandia ha già affrontato questo dilemma. Helsinki, pur restando uno dei partner europei più solidi dell’Ucraina, ha espresso crescente irritazione per gli sconfinamenti di droni legati ad attacchi contro infrastrutture russe nell’area di Primorsk. La questione è delicatissima: sostenere Kyiv senza normalizzare violazioni dello spazio aereo alleato.</p>



<p><strong>Guerra elettronica e ambiguità strategica</strong></p>



<p>Un elemento centrale riguarda la dimensione <strong>EW</strong>, la guerra elettronica. Nel Baltico operano intensi sistemi di jamming e spoofing GPS, sia russi sia occidentali. In un ambiente elettromagnetico degradato, droni progettati per lunghe percorrenze possono perdere orientamento, modificare traiettoria o entrare in modalità di emergenza. Questo apre uno scenario ambiguo. Mosca potrebbe non aver causato direttamente l’incidente lettone, ma potrebbe comunque sfruttarlo politicamente. Oppure, in uno scenario ancora più complesso, <strong>sistemi di disturbo russi potrebbero contribuire indirettamente alla deviazione dei vettori ucraini verso territori NATO.</strong> Nessuna di queste ipotesi è dimostrata. Ma tutte risultano coerenti con la logica della guerra ibrida contemporanea, dove la linea tra incidente, interferenza tecnica e sfruttamento politico è sempre più sottile.</p>



<p><strong>Il rischio politico supera il danno materiale</strong></p>



<p>I quattro serbatoi vuoti danneggiati a Rezekne non cambiano l’equilibrio militare regionale. Ma il valore geopolitico dell’episodio è molto più alto del danno fisico. Perché ogni sconfinamento produce almeno tre effetti strategici. Primo: costringe la NATO a rafforzare architetture anti-drone in un quadrante già ipersensibile. Secondo: aumenta i costi civili e assicurativi per infrastrutture energetiche e logistiche baltiche. Terzo: <strong>crea potenziali frizioni tra alleati e Ucraina,</strong> soprattutto se gli episodi dovessero ripetersi. Ed è proprio qui che emerge il vero dilemma occidentale. L’Alleanza vuole che Kyiv continui a colpire infrastrutture strategiche russe. Ma non può permettersi che questa campagna generi incidenti ripetuti dentro il proprio spazio politico-militare.</p>



<p><strong>Il confine invisibile della guerra a distanza</strong></p>



<p>La guerra dei droni sta modificando il concetto stesso di confine. Un UAV lanciato contro un terminale russo può attraversare in pochi minuti aree NATO, essere disturbato elettronicamente, perdere segnale e trasformarsi da arma offensiva a problema diplomatico. Il caso Rezekne dimostra che il vero centro della questione non è il drone caduto in Lettonia. <strong>È il confine politico della guerra a distanza.</strong> Se gli episodi resteranno occasionali, la NATO assorbirà il problema con nuove capacità counter-UAS, coordinamento tecnico e comunicazione prudente. Ma se gli sconfinamenti dovessero diventare ricorrenti, l’Alleanza sarà costretta a ridefinire regole operative, posture difensive e rapporti di coordinamento con Kyiv. A quel punto, la guerra dei droni smetterebbe di essere soltanto un conflitto tra Russia e Ucraina. E diventerebbe un test diretto della tenuta strategica dell’intera architettura euro-atlantica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html">L&#8217;impianto di Rezekne, i droni fuori rotta e il rischio nel Baltico: quando la guerra ucraina sfiora la NATO</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Energia dai rifiuti nucleari: la nuova frontiera per le missioni lunari</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-nucleari-energia-luna-startup-deep-space-energy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rifiuti nucleari possono diventare una risorsa per lo spazio: Deep Space Energy propone di usare l’Americio-241 per alimentare le missioni lunari in modo più efficiente. Un approccio che unisce economia circolare e riduzione dei costi, ridefinendo il ruolo delle scorie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-nucleari-energia-luna-startup-deep-space-energy.html">Energia dai rifiuti nucleari: la nuova frontiera per le missioni lunari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel dibattito sulla transizione ecologica, <strong>i rifiuti nucleari</strong> sono tradizionalmente considerati un problema da gestire più che una risorsa da valorizzare. La proposta della startup lettone <strong>Deep Space Energy </strong>ribalta questa logica: <a href="https://www.researchlatvia.gov.lv/en/deep-space-energy-plans-generate-electricity-moon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasformare scorie radioattive in infrastruttura energetica per lo spazio</a>. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di un’applicazione avanzata dei principi di economia circolare in un settore – quello aerospaziale – storicamente poco associato a questi paradigmi. Il sistema sviluppato dall’azienda utilizza <strong>Americio-241</strong> &#8211; un isotopo derivato dai rifiuti dei reattori nucleari civili &#8211; <strong>per generare calore e convertirlo in elettricità</strong>. In questo modo, materiali che richiederebbero costosi processi di stoccaggio e isolamento vengono reinseriti in una filiera produttiva ad alto valore aggiunto.</p>



<p>Il punto non è marginale: <strong>la gestione delle scorie nucleari</strong> rappresenta uno dei costi strutturali dell’industria energetica. Riutilizzarle in applicazioni spaziali significa ridurre &#8211; almeno in parte &#8211; il peso economico e ambientale di questi materiali, trasformandoli in asset strategici. In questo senso, lo spazio diventa una nuova frontiera anche per il riciclo avanzato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Deep Space Energy Secures Funding for High Efficiency Lunar Nuclear Power. RIGA, Latvia — Latvian startup Deep Space Energy (DSE) announced on Saturday, February 21, 2026, that it has raised nearly 1 million Euro in combined private investment and&#8230; <a href="https://t.co/yBDJUGbkov">https://t.co/yBDJUGbkov</a> <a href="https://t.co/A2BY7kz61e">pic.twitter.com/A2BY7kz61e</a></p>&mdash; SatNews (@SatNewsEvents) <a href="https://twitter.com/SatNewsEvents/status/2025694194690355423?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Efficienza energetica e scarsità delle risorse</h2>



<p>Il secondo elemento chiave riguarda <strong>l’efficienza</strong>: i tradizionali <strong>generatori a radioisotopi (RTG)</strong> &#8211; utilizzati nelle missioni spaziali sin dagli anni Sessanta &#8211; convertono solo una piccola parte del calore in elettricità. Deep Space Energy sostiene di poter migliorare sensibilmente questo rapporto, arrivando a produrre la stessa energia <strong>con circa un quinto del materiale radioattivo</strong>. Questo dato assume un valore particolare se si considera la scarsità degli isotopi utilizzabili. In passato, la disponibilità di questi materiali era legata alla produzione nucleare militare; oggi, invece, con la riduzione di tali programmi, l’offerta è più limitata e costosa. Secondo quanto indicato dall’azienda, servirebbero circa 2 kg di Americio-241 per generare 50 watt, contro i circa 10 kg richiesti dai sistemi tradizionali.</p>



<p>Ridurre il fabbisogno di isotopi significa quindi <strong>moltiplicare le missioni possibili a parità di risorse disponibili</strong>. In termini di economia circolare, è un passaggio determinante: non solo si riutilizza un rifiuto, ma lo si fa in modo più efficiente, massimizzandone il valore lungo l’intero ciclo di vita. A questo si aggiunge un ulteriore fattore: <strong>il costo di lancio</strong>. Ogni chilogrammo inviato sulla Luna può arrivare a costare fino a un milione di euro. Diminuire la massa del combustibile radioattivo potrebbe quindi avere un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle missioni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="From Nuclear Waste to Lunar Power: The Rise of Deep Space Energy (Latvian Space Startup)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bylFN2XzKyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_bylFN2XzKyI");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Luna come laboratorio di economia circolare</h2>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/spazio/artemis-ii-e-in-volo-verso-la-luna.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Luna</a></strong> rende ancora più evidente il valore di questa tecnologia: le lunghe notti lunari &#8211; che durano fino a 14 giorni terrestri &#8211; rendono inutilizzabili i pannelli solari e mettono sotto stress i sistemi di accumulo energetico. In assenza di una fonte continua di energia e calore, i rover e le infrastrutture rischiano di diventare inutilizzabili in poche settimane; un generatore alimentato da radioisotopi riciclati consente invece <strong>una produzione costante di energia</strong>, indipendente dalle condizioni ambientali. Questo non solo garantisce la sopravvivenza operativa dei sistemi, ma ne estende notevolmente la durata.</p>



<p>Secondo le stime fornite dall’azienda, la vita operativa di un rover potrebbe passare da poche settimane a diversi anni. Il risultato è <strong>un cambiamento strutturale nel modello economico delle missioni lunari</strong>: meno sprechi, maggiore rendimento degli investimenti e una riduzione del numero di missioni necessarie per ottenere gli stessi risultati scientifici o industriali. In questa prospettiva, l’economia circolare non riguarda solo il riutilizzo dei materiali sulla Terra, ma si estende fino alla gestione delle risorse nello spazio. La Luna diventa così un banco di prova per modelli produttivi più efficienti e sostenibili, applicati in condizioni estreme.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’energia come asset strategico nelle infrastrutture spaziali</strong></h2>



<p>L’aspetto forse più interessante è <strong>l’intersezione tra sostenibilità e strategia</strong>: la tecnologia di Deep Space Energy non si limita infatti alle missioni scientifiche, ma trova applicazione anche <strong>nel settore della difesa e nei </strong><a href="https://it.insideover.com/spazio/satelliti-spia-europei-per-non-dipendere-piu-dagli-usa-la-nuova-proposta-di-bruxelles.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>satelliti strategici</strong></a>. Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni del fondatore <strong>Mihails Ščepanskis</strong>, un sistema energetico indipendente dal Sole può aumentare la resilienza dei satelliti, rendendoli meno vulnerabili a guasti, interferenze o attacchi non cinetici. Questo è particolarmente rilevante in un contesto in cui lo spazio è sempre più integrato nelle architetture di sicurezza nazionale.</p>



<p>La selezione della startup nel programma DIANA della Nato conferma l’interesse verso soluzioni che combinano innovazione tecnologica e autonomia strategica: per l’Europa, in particolare, la capacità di sviluppare tecnologie proprie rappresenta un passaggio decisivo <strong>verso una maggiore indipendenza operativa</strong>. Nel lungo periodo, la vera partita si giocherà sulla capacità di <strong>integrare sostenibilità e competitività</strong>: se i rifiuti nucleari possono diventare una risorsa per alimentare l’economia spaziale, allora la distinzione tra problema ambientale e opportunità industriale tende a sfumare. Ed è proprio in questa zona grigia che si definiranno i nuovi equilibri dell’economia orbitale e lunare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-nucleari-energia-luna-startup-deep-space-energy.html">Energia dai rifiuti nucleari: la nuova frontiera per le missioni lunari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Incidente o nuova soglia del conflitto? Perché i droni ucraini volano nei cieli Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/incidente-o-nuova-soglia-del-conflitto-perche-i-droni-ucraini-volano-nei-cieli-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 10:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510742</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Droni ucraini sono caduti in Estonia, Lettoni e Lituania senza essere abbattuti. Incidenti o collaborazione dei Paesi baltici?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/incidente-o-nuova-soglia-del-conflitto-perche-i-droni-ucraini-volano-nei-cieli-nato.html">Incidente o nuova soglia del conflitto? Perché i droni ucraini volano nei cieli Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/droni-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle prime ore di mercoledì, se non fossimo tutti concentrati sullo <strong>stretto di Hormuz</strong>, avremmo visto i cosiddetti <em>war</em> <em>nerd</em> paventare l&#8217;ennesimo rischio di escalation in <a href="https://it.insideover.com/tag/guerra-in-ucraina">Ucraina</a>. Alcuni droni erano stati avvistati nello spazio aereo di <strong>Estonia e Lettonia</strong>, provenendo dal confine con la Russia. Uno ha colpito il fumaiolo della centrale elettrica di Auvere, nella contea di Ida-Viru, in Estonia, mentre l&#8217;altro è precipitato ed esploso in una zona boschiva nel distretto di Krāslava, in Lettonia. La fantasia degli analisti da divano si è scatenata.</p>



<p>Ovviamente all&#8217;inizio si era pensato a una possibile <strong>provocazione russa</strong> &#8211; notizia diffusa soprattutto dall&#8217;attivismo filoucraino baltico e persino dall&#8217;<a href="https://x.com/CBSNews/status/2036831727490842649">emittente Cbs</a>, ma poi le autorità dei due Paesi hanno confermato che si trattava di droni ucraini, finiti fuori rotta durante un attacco diretto contro il porto russo di <strong>Ust-Luga</strong>, situato nel <strong>Golfo di Finlandia.</strong></p>



<p>Una certa apprensione a causa dell&#8217;incidente c&#8217;era tra la popolazione locale, tanto che in Estonia è stato attivato il sistema <span style="box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px;">d<strong>&#8216;a</strong></span><strong>llerta telefonica</strong> via app, quello a cui sono da anni abituati gli ucraini e che ogni tanto si attiva nei Baltici, per segnalare una minaccia aerea. Per fortuna, le indagini condotte dai servizi di sicurezza estoni e dalle forze armate lettoni hanno chiarito che non c’era alcun intento ostile verso i due paesi membri della Nato. Anche perché, come si può immaginare, una provocazione di questo tipo avrebbe persino fatto parlare qualcuno del famigerato <strong>art. 5 dell&#8217;Alleanza</strong>, che dovrebbe scattare non appena uno dei membri viene aggredito.</p>



<p>Poi, quando le carcasse dei velivoli analizzate sul posto hanno permesso di identificare i droni come ucraini, nei media occidentali ci si è mossi con cautela diplomatica. Si è ipotizzato che fossero droni <strong>finiti fuori rotta</strong> per errore. La prima ministra lettone, <strong>Evika Silina</strong>, ha chiarito che l&#8217;Estonia non era il bersaglio e che questi incidenti sono solo una conseguenza diretta della guerra russa. Silina ha ribadito che l&#8217;attenzione dell&#8217;Occidente deve rimanere alta sul fianco orientale, specialmente mentre le crisi in altre parti del mondo rischiano di distogliere risorse e supporto.</p>



<p>Successivamente ogni ambiguità è sparita e le notizie hanno chiarito che i droni sono caduti <strong>durante un attacco ucraino su larga scala</strong> contro un terminal petrolifero russo nel Mar Baltico. <strong>Kyiv ha rivendicato ufficialmente la responsabilità</strong> dell&#8217;operazione contro il porto di Ust-Luga: i droni volevano colpire le infrastrutture energetiche che alimentano la cosiddetta <em>flotta ombra</em> di petroliere usata da Mosca per aggirare le sanzioni. </p>



<p>Dall&#8217;incidente misterioso si è passati alla cronaca di un&#8217;azione militare deliberata con effetti collaterali. L&#8217;evento non è più <a href="https://x.com/business/status/2036710945481769006">trattato</a> come un errore tecnico, bensì come parte di &#8220;<strong>uno dei più intensi attacchi contro la Russia in più di un anno</strong>&#8220;. L&#8217;impatto sulla centrale di Auvere o la caduta in Lettonia diventano così dettagli secondari rispetto al successo strategico dell&#8217;incendio al porto russo.</p>



<p>Secondo l&#8217;analista militare <strong>Edoardo Fontana</strong>, del blog <em>Acta Bellica</em>, questi eventi &#8220;<em>Prefigurano un qualcosa di molto rilevante, nonché sino ad una settimana fa indimostrabile: una significativa porzione dei droni ucraini impiegati negli attacchi ai porti russi del Baltico, in quei giorni, avrebbe sfruttato il territorio di Paesi NATO per eludere parte delle difese</em>&#8220;, ci dice via e-mail.</p>



<p>La spiegazione accampata dai Baltici, imputanti il tutto alla “guerra elettronica” russa, sebbene non tecnicamente impossibile, appare a dir poco la più improbabile, dice Fontana: &#8220;<em>Non solo, difatti, i numerosi droni ucraini avrebbero dovuto deviare di ben 30km la loro traiettoria per effetto dell’usuale jamming Gps, ma l’avrebbero fatto in almeno due Paesi diversi, ciò nonostante risultando in traiettorie verso il Golfo di Finlandia utilizzabili per l’attacco all’obiettivo e convenientemente al riparo delle difese russe, il tutto come parte di un attacco che ha effettivamente mandato a segno numerosi droni sul bersaglio</em>&#8220;.</p>



<p>Del resto, da tempo l&#8217;uso di traiettorie che lambiscono o attraversano brevemente lo spazio aereo baltico è una strategia per evitare le zone più densamente protette dai sistemi terra-aria russi, anche se comporta il rischio che incidenti tecnici o interferenze elettroniche portino i velivoli a schiantarsi in territorio alleato. Non è la prima volta che accade un episodio simile. Già lo scorso lunedì <strong>un altro drone ucraino era caduto in Lituania</strong>, dopo aver sorvolato parte del territorio bielorusso, lungo il confine.</p>



<p>Si tratta però di <strong>eventi sfortunati</strong> che sollevano un dibattito sulla capacità di difesa aerea di lituani e lettoni, che nonostante i massicci investimenti degli ultimi anni si trovano a gestire una situazione complessa in cui ordigni &#8220;amici&#8221; finiscono per cascare sulle proprie infrastrutture civili. Dato che nessun drone è stato abbattuto, i baltici li hanno lasciati passare <strong>o hanno le difese impreparate</strong>? Questa volta i danni sono stati minimi e non c&#8217;è stato nessun ferito. Ma in futuro?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/incidente-o-nuova-soglia-del-conflitto-perche-i-droni-ucraini-volano-nei-cieli-nato.html">Incidente o nuova soglia del conflitto? Perché i droni ucraini volano nei cieli Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché la Lettonia ha arrestato ed espulso Andrei Lankov, il massimo esperto di Corea del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/perche-la-lettonia-ha-arrestato-ed-espulso-andrei-lankov-il-massimo-esperto-di-corea-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=506825</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il professore esperto di Corea del Nord Andrei Lankov è stato arrestato ed espulso dalla Lettonia prima di una conferenza a Riga.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-la-lettonia-ha-arrestato-ed-espulso-andrei-lankov-il-massimo-esperto-di-corea-del-nord.html">Perché la Lettonia ha arrestato ed espulso Andrei Lankov, il massimo esperto di Corea del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/download-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuno si sarebbe mai aspettato qualcosa del genere. Neppure lo stesso <strong>Andrei Lankov</strong>, eminente professore specializzato in studi coreani e finito al centro di una spiacevolissima vicenda. L&#8217;accademico, uno dei massimi esperti di affari nordcoreani e docente di Storia presso la Kookmin University di Seoul, in Corea del Sud, è stato <strong>arrestato </strong>dalle <strong>autorità lettoni</strong> ed <strong>espulso </strong>dal Paese baltico. Lankov si trovava a Riga per tenere una <strong>conferenza pubblica</strong> sulla <strong>Corea del Nord</strong>, nell&#8217;ambito di un tour europeo che dovrebbe toccare anche a Tallinn, Varsavia, Lussemburgo, Lisbona e Dublino.</p>



<p>L&#8217;incontro avrebbe dovuto tenersi al Park Inn by Radisson Riga Valdemara. &#8220;Circa trenta minuti prima dell&#8217;evento, la polizia e l&#8217;ufficio immigrazione sono venuti a dirmi che il ministero degli Esteri della Lettonia mi aveva inserito nella <strong>lista delle persone indesiderate</strong>&#8220;, ha dichiarato il professore al sito <em>Nk News</em>, del quale è prolifico collaboratore.  Lankov, che è anche direttore del <em>Korea Risk Group</em>, ha confermato di esser stato arrestato per <strong>motivi ancora non chiari</strong> ed espulso dal Paese. La polizia lo ha portato all&#8217;ufficio immigrazione. Qui lo ha caricato su un&#8217;auto e trasferito al confine con l&#8217;Estonia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Mitya Aleshkovsky’s Agency Brought Koreanist Lankov to Riga; Petr Aven Arrives to Assist Detained Scholar<br><br>As a reminder, Latvian authorities disrupted Andrei Lankov’s lecture, &quot;North Korea: What the Elites Want and What They Fear,&quot; earlier today by taking the speaker into… <a href="https://t.co/nqDB1ngMBQ">pic.twitter.com/nqDB1ngMBQ</a></p>&mdash; Sota News (@sotanews) <a href="https://twitter.com/sotanews/status/2026411161227505979?ref_src=twsrc%5Etfw">February 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Caccia alle streghe</strong></h2>



<p>Nel momento in cui scriviamo le autorità lettoni non hanno ancora chiarito il motivo dell&#8217;espulsione di Lankov. Lo studioso ha tuttavia ipotizzato che la drastica decisione di Riga potrebbe essere legata alle sue <strong>opinioni sulla Corea del Nord</strong>. &#8220;Credo che considerino il mio stile di scrittura eccessivamente obiettivo e lo considerino un problema. A volte dico cose positive sulla Corea del Nord, e quando sono negative, non lo faccio in modo isterico&#8221;, ha dichiarato il diretto interessato. </p>



<p>In un secondo momento il <strong>Comitato russo contro la guerra</strong>, un&#8217;organizzazione fondata nel febbraio 2022 da esponenti di spicco dell&#8217;opposizione russa in esilio, ha citato l&#8217;avvocato di Lankov. Cosa è emerso? Che la <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-antinave-sul-baltico-la-lettonia-blinda-le-sue-coste.html">Lettonia </a>avrebbe inserito il professore nella sua lista nera ma questo non gli avrebbe comunque impedito di entrare nel Paese.</p>



<p>&#8220;Nel complesso tutto è abbastanza chiaro. Alle autorità non piace il fatto che mi rifiuti di trasformare situazioni reali in caricature politicamente convenienti&#8221;, ha aggiunto in un post lo stesso Lankov. Testimoni hanno riferito che prima dell&#8217;inizio della conferenza <strong>due auto della polizia e agenti in uniforme </strong>sono entrati nella sede dell&#8217;evento e hanno arrestato il professore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Dr. Andrei Lankov | International Forum on One Korea 2017 | Seoul, Korea" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/mzcBgJXSCPM?start=12&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_mzcBgJXSCPM");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è Andrei Lankov</strong></h2>



<p>Ma chi è Andrei Lankov? E perché spaventa il governo della Lettonia? Innanzitutto parliamo di un <strong>esperto assoluto di</strong> <strong>affari nordcoreani</strong>. Nel 2013, giusto per capire di chi stiamo parlando, Lankov fu invitato dall&#8217;allora presidente degli Stati Uniti Obama a fornire consulenza alla Casa Bianca sulla politica nordcoreana. </p>



<p>Nato nel 1963 a Leningrado, oggi San Pietroburgo, in Russia, ha frequentato il Dipartimento di Storia Cinese dell&#8217;Università di Leningrado, nel 1980, conseguendo un dottorato di ricerca con una tesi sul fazionismo a quattro colori in Corea. Dal settembre 1984 ha studiato per 10 mesi presso l&#8217;Università Kim Il Sung di <a href="https://it.insideover.com/societa/da-citta-sovietica-a-megalopoli-quasi-cinese-cosi-kim-ha-modernizzato-pyongyang.html">Pyongyang</a>, in Corea del Nord. Dal 2004 è professore presso il <strong>Dipartimento di Arti Liberali dell&#8217;Università Kookmin</strong>, in Corea del Sud, dove tiene lezioni di studi nordcoreani. </p>



<p>Lankov è noto per avere una <strong>visione realista</strong> sulla <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-e-malware-la-strategia-ibrida-della-corea-del-nord.html">Corea del Nord</a>, Paese da lui spesso descritto come un sistema  machiavellico che spreme risorse limitate e manipola le grandi potenze per garantirsi la sopravvivenza. </p>



<p>La conferenza che avrebbe dovuto tenere a Riga si intitolava <em>North Korea: What the Elites Want and What They Fear</em>. &#8220;Le persone che governano la Corea del Nord sanno esattamente cosa vogliono e sono abili nel trovare una via d&#8217;uscita anche da situazioni apparentemente senza speranza. Questo non sempre giova alla popolazione del Paese, ma <strong>non si può negare la capacità dell&#8217;élite nordcoreana di stabilire obiettivi, stabilire priorità e valutare il mondo circostante con lucidità. </strong>Quindi, cosa vogliono veramente le persone che governano la Corea del Nord – lo 0,1% più ricco?&#8221;, si poteva leggere <a href="https://fienta.com/lankov-korea-240226">nella presentazione dell&#8217;evento</a>.</p>



<p>Un contenuto che evidentemente ha spaventato qualcuno. Dal canto loro, gli organizzatori della conferenza hanno annunciato l&#8217;intenzione di presentare un <strong>reclamo alle associazioni per i diritti umani</strong>, alle istituzioni europee e alla comunità giuridica &#8220;per proteggere i diritti degli studiosi e del pubblico e impedire che simili incidenti si ripetano&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Korea scholar Andrei Lankov says he will not appeal his deportation from Latvia after authorities disrupted his lecture in Riga. “They don’t like that I describe reality as it is, without turning it into a politically useful caricature,” Lankov said, adding he sees no point in… <a href="https://t.co/jFVcKHJBoC">https://t.co/jFVcKHJBoC</a> <a href="https://t.co/9g9PhkNTIb">pic.twitter.com/9g9PhkNTIb</a></p>&mdash; Brian McDonald (@BrianMcDonald_7) <a href="https://twitter.com/BrianMcDonald_7/status/2026585408864239714?ref_src=twsrc%5Etfw">February 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-la-lettonia-ha-arrestato-ed-espulso-andrei-lankov-il-massimo-esperto-di-corea-del-nord.html">Perché la Lettonia ha arrestato ed espulso Andrei Lankov, il massimo esperto di Corea del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ipocrisia (e la scarsa lungimiranza) dei Baltici che abbracciano Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lipocrisia-e-la-scarsa-lungimiranza-dei-baltici-che-abbracciano-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 09:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=494709</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paesi baltici" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Sostegno a Israele a qualunque costo: una posizione, quella dei Baltici, che imbarazza mezza Europa. E poi Israele... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lipocrisia-e-la-scarsa-lungimiranza-dei-baltici-che-abbracciano-israele.html">L&#8217;ipocrisia (e la scarsa lungimiranza) dei Baltici che abbracciano Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paesi baltici" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kallas-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Tra le fratture ideologiche più gravi che attraversano l&#8217;Unione Europea, sempre più impotente di fronte al piano di Washington per chiudere il conflitto in <strong>Ucraina</strong>, c&#8217;è quella causata dal<strong> liberal-nazionalismo baltico</strong>: focalizzato <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">ossessivamente</a> sulla Russia, venato di risentimento etnico e disinteressato a tutto ciò che tocca il Mediterranea, inclusa &#8211; e non potrebbe essere altrimenti &#8211; la mattanza di Gaza.<br><br>Un esempio? Negli ultimi mesi <strong>Estonia, Lettonia e Lituania</strong>, in barba a qualunque richiamo delle società europee sulla questione diritti umani, hanno accolto con grande cordialità il ministro degli Esteri israeliano, <strong>Gideon Sa’ar</strong>. Proprio mentre Israele è sotto indagine alla Corte internazionale di giustizia per possibili atti di genocidio e la Corte penale internazionale ha chiesto un mandato di arresto per <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. I principi di diritto internazionale e di sovranità dei popoli, che i governi baltici rivendicano quando si parla di Russia e Ucraina, improvvisamente spariscono quando si riceve Israele.</p>



<p>Non è un segreto che i tre Paesi abbiano costruito storicamente la loro identità post-sovietica su un’<strong>ostilità assoluta verso Mosca</strong>: sostegno senza riserve all’Ucraina, sanzioni, niente dialogo, e la proposta  di restringere i visti per tutti i cittadini russi. Una politica che si espande nella memoria, rifiutando tutto ciò che era compreso nel posizionamento geopolitico della vecchia Urss: questione palestinese inclusa. Così, mentre varie capitali europee &#8211; da Madrid a Dublino a Bruxelles &#8211; chiedono che l’Ue pretenda responsabilità da parte del governo israeliano, i Baltici offrono una normalizzazione diplomatica che ignora del tutto i bombardamenti in <strong>Libano e Siria</strong>, le violazioni del cessate il fuoco imposto dal piano Trump e le violenze dei coloni in Cisgiordania.</p>



<p>Tutto questo non può che aumentare la percezione che il famoso &#8220;<strong>ordine basato sulle regole</strong>&#8221; sia una formula vuota, invocata a seconda della convenienza geografica e politica. Ed è un problema soprattutto per i Baltici stessi, che dipendono più di chiunque altro dalla solidarietà europea e Nato per la loro sicurezza, in un momento in cui gli Stati Uniti stanno facendo capire che il loro impegno a lungo termine non sarà così scontato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma Israele tiene di più alla Russia</h2>



<p>Se le memorie del periodo sovietico &#8211; deportazioni, repressione politica, russizzazione forzata &#8211; sono ancora molto vive, e sondaggi recenti mostrano che per oltre due terzi della popolazione baltica la Russia è considerata una minaccia diretta, <strong>alcune delle misure più dure e provocatorie messe in campo da Tallinn, Riga e Vilnius potrebbero essere controproducenti</strong>. Vedi il blocco delle merci dirette all’enclave russa di Kaliningrad, oppure la proposta di sequestrare i beni russi congelati in Europa o l&#8217;insistenza su un ingresso accelerato dell’Ucraina nella Nato.</p>



<p>Si tratta di mosse che potrebbero mettere gli alleati euro-atlantici in una<strong> posizione complicata</strong>. Perché è sempre meno certo, in caso di risposta russa, che la Nato egemonizzata da Trump accetterebbe automaticamente di essere coinvolta in un conflitto diretto. E meno che mai lo accetterebbero quei Paesi del Sud Europa meno propensi all&#8217;escalation come Spagna, Francia o Italia.</p>



<p>A questo si aggiunge una miopia strategica: Israele, nel calcolo delle proprie priorità, dà un valore immensamente maggiore alla relazione con la Russia che a qualunque legame con i baltici. La sua principale preoccupazione è impedire che Mosca rafforzi l’Iran dopo la guerra di giugno, non sostenere l’Ucraina. L’ex capo del Mossad, <strong>Yossi Cohen</strong>, ha descritto Putin come un interlocutore fondamentale per garantire i margini di manovra militari di Israele in Medio Oriente. Nulla di ciò lascia pensare che Israele possa diventare un partner significativo per i Baltici nella loro sicurezza.</p>



<p>Sul piano interno europeo, questa postura si intreccia con un altro nodo: l&#8217;etno-nazionalismo di alcune élite baltiche, spesso venato di<strong> razzismo contro tutto ciò che è &#8220;orientale&#8221;</strong>, rappresentato in modo paradigmatico dall’Alto rappresentante <strong>Kaja Kallas</strong>, durissima con Hamas ma sempre cauta nel criticare Netanyahu. Oppure dall’ex presidente dell’Estonia, <strong>Toomas Hendrik Ilves</strong>, che usa &#8220;asiatico” come dispregiativo riferendosi alla Russia (aggiungendo anche un &#8220;orchi”, per non farsi mancare nulla, come uno <strong>shitposter</strong> qualsiasi. <br><br>Oppure dalla ministra della Difesa lituana che su X elogia un immigrato filippino, ma solo per fare il gioco del <strong>buon immigrato/cattivo immigrato</strong>. I “buoni” sarebbero gli asiatici laboriosi, cattolici e utili come manodopera servile; i “cattivi” gli immigrati post-sovietici, “pericolosi” perché parlano russo (nonostante l’enormità della minoranza russofona)</p>



<p>È il problema dell’<strong>europeismo inteso come purezza</strong>. Perché rischia di indebolire ulteriormente l’UE? Perché tra sensibilità e priorità diverse si deve mediare: inutile insultare italiani e greci che non vogliono il riarmo antirusso nei modi caotici e ipocriti con cui è stato pensato. In questo quadro, anche le retoriche baltiche sulla “minaccia russa” r<strong>ischiano di perdere presa</strong>, soprattutto tra giovani e opinioni pubbliche del Sud Europa, sempre più ostili all’alleato israeliano, visto da molti come un cane pazzo e sconsiderato. La stessa immagine di sé che forse vogliono dare i Baltici. </p>



<p>Ma quanto durerà questo volersi mostrare come paladini della legalità internazionale a senso unico? Inseguendo il favore di Israele questa parte d&#8217;Europa sta rischiando di logorare proprio quella credibilità che permette alla loro voce, oggi centrale nel dibattito euro-atlantico, di avere peso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lipocrisia-e-la-scarsa-lungimiranza-dei-baltici-che-abbracciano-israele.html">L&#8217;ipocrisia (e la scarsa lungimiranza) dei Baltici che abbracciano Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Monitoraggio continuo, la sfida per garantire la sicurezza delle reti elettriche</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/monitoraggio-continuo-la-sfida-per-garantire-la-sicurezza-delle-reti-elettriche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 04:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cesi]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-600x345.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-1536x883.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un mondo sempre più interconnesso, la rete elettrica è diventata la spina dorsale della nostra società e, di conseguenze, le smart grid interconnesse e i nodi di produzione alimentati dalle nuove fonti rinnovabili, non programmabili, un perno sensibile sono sempre di più infrastrutture critiche anche sotto il profilo della sicurezza.  I profili di rischio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/monitoraggio-continuo-la-sfida-per-garantire-la-sicurezza-delle-reti-elettriche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/monitoraggio-continuo-la-sfida-per-garantire-la-sicurezza-delle-reti-elettriche.html">Monitoraggio continuo, la sfida per garantire la sicurezza delle reti elettriche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-600x345.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250726060103349_3d4757812730eb9ace2d2e46f0418484-1536x883.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un mondo sempre più interconnesso, la rete elettrica è diventata la spina dorsale della nostra società e, di conseguenze,<a href="https://it.insideover.com/energia/parola-dordine-resilienza-come-le-reti-resistono-agli-shock-nellera-dellenergia-intelligente.html"> le smart grid </a>interconnesse e i nodi di produzione alimentati dalle nuove fonti rinnovabili, non programmabili, un perno sensibile sono sempre di più infrastrutture critiche anche sotto il profilo della sicurezza. </p>



<p>I profili di<a href="https://it.insideover.com/energia/le-reti-elettriche-e-i-test-estremi-per-garantire-stabilita-e-sicurezza.html"> rischio sono vari e complessi. </a>Le minacce fisiche alle infrastrutture elettriche sono una realtà da tener in considerazione nel moderno contesto di mordenti crisi geopolitiche e guerre ibride. La guerra in Ucraina, con la salienza data alla resilienza delle infrastrutture, ha fornito utili casi di studio per la gestione di queste problematiche in un sistema sotto stress. Inoltre, più, prosaicamente, restano le grandi problematiche che vanno per la maggiore nella gestione delle reti: i guasti tecnici legati a sovraccarichi o cali di tensione sono da tenere in conto e anche attacchi non cinetici come gli hackeraggi informatici possono metter in crisi l’infrastruttura.</p>



<p>Il caso del blackout che ha colpito la Penisola Iberica il 28 aprile scorso offre una chiave di lettura esemplificativa sui profili di rischio delle attuali reti, mentre la crisi energetica dell’Olanda mostra le problematiche che possono emergere da un’asimmetria tra picchi di domanda da fonti non programmabili e una rete che non riesce a stare a ruota. Reti più interconnesse, più consolidate, più dinamiche e più robuste possono essere la chiave per una società capace di avere il suo “sistema nervoso” pienamente funzionante. La progettazione dell’architettura di sicurezza è fondamentale, ma anche il tema del monitoraggio continuo appare sempre più vitale. Ci sono aziende che si adoperano da tempo non solo per garantire la sicurezza delle reti in contesti di stress e alta tensione ma anche per far sì che esse siano monitorate per ridurre al minimo tanto i potenziali guasti quanto i costi possibili per rispondere a criticità di sorta da parte degli operatori, in una logica di miglioramento continuo e ottimizzazione.</p>



<p>Tra le aziende maggiormente attive in questo ambito c’è CESI, multinazionale milanese che opera nel campo del testing dei componenti e della consulenza per i servizi energetici interpreta la sicurezza delle reti come una responsabilità sistemica e globale, affrontandola con soluzioni tecnologiche avanzate, investimenti strategici e una visione industriale integrata. La missione della multinazionale milanese è rendere le reti elettriche più sicure, resilienti e intelligenti, per consentire ai sistemi energetici più avanzati affrontare le sfide climatiche, geopolitiche e tecnologiche del nostro tempo. In tempi come questi, lo sviluppo di soluzioni integrate passa anche per il monitoraggio continuo delle reti e il governo dei processi attraverso componenti e tecnologie capaci di affrontare ogni sfida.</p>



<p><strong>I Kema Labs di CESI, </strong>che sviluppano i componenti per la gestione intelligente della rete e il loro efficiente ingresso in operatività tra Germania, Italia, Olanda e Stati Uniti, sviluppano e testano anche <a href="https://it.insideover.com/energia/quei-componenti-invisibili-che-rendono-possibile-la-transizione-energetica.html">i dispositivi</a> per il <strong>monitoraggio preventivo e la rilevazione in tempo reale dello stato di salute della rete.</strong> I dispositivi CESI sono importanti per consentire a reti critiche di funzionare anche in contesti tutt’altro che semplici: <strong>come ha scritto <em>Energy Journal </em>nel marzo 2025, </strong>CESI è protagonista sia dello sviluppo del monitoraggio e della posa del cavo HVDC Harmony Link che unisce Svezia e Lettonia e consentirà alle Repubbliche Baltiche di distaccarsi dalla Russia e dalla rete ex sovietica e inoltre coopera con il National Control Centre della rete elettrica del Mozambico per &#8220;allenare&#8221; le infrastrutture del Paese africano alla gestione di blackout e rischi in un contesto di numerosi vincoli allo sviluppo delle reti. Parliamo di contesti in cui il monitoraggio deve al tempo stesso calibrare rischi securitari alla tenuta fisica della rete e potenziali sovraccarichi, oltre che garantire una governance costante. </p>



<p>CESI monitora in tempo reale lo stato di salute di componenti critici spesso già testati nei suoi laboratori così da prevenire ogni possibile guasto e mostrare i nodi vulnerabili della rete, sia tramite una gestione dei big data sia tramite la costruzione di gemelli digitali delle infrastrutturre che garantiscano la possibilità di testare online eventi estremi. Parliamo di un contributo che ha ricadute anche sul sistema-Paese Italia, dove CESI collabora con Enel e Terna impegnandosi per favorire e rendere operativa e scalabile l’introduzione di nuovi e efficienti asset digitali nei progetti di monitoraggio delle linee e delle sottostazioni in un contesto di maggior transizione del sistema verso le rinnovabili. La transizione è una sfida da vincere giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Le reti sono opere strategiche e, a loro modo, “viventi”sulla scia della vitalità della società e delle economie. Il loro stato di salute va monitorato costantemente. E le tecnologie CESI aiutano a farlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/monitoraggio-continuo-la-sfida-per-garantire-la-sicurezza-delle-reti-elettriche.html">Monitoraggio continuo, la sfida per garantire la sicurezza delle reti elettriche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>5% del Pil in spese militari: Estonia e Lituania lo mettono nero su bianco</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 13:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=454205</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1224" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1536x979.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di Lituania ed Estonia di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL segna un momento storico e al tempo stesso preoccupante nella politica europea. Questo impegno, che raddoppia o quasi i livelli attuali, non rappresenta solo una risposta alle richieste di Donald Trump o alla percezione di una minaccia russa, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1224" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1536x979.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruggito-del-coniglio-la-lituania-porta-le-spese-per-la-difesa-al-6-del-pil.html"> Lituania ed Estonia di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL</a></strong> segna un momento storico e al tempo stesso preoccupante nella politica europea. Questo impegno, che raddoppia o quasi i livelli attuali, non rappresenta solo una risposta alle richieste di Donald Trump o alla percezione di una minaccia russa, ma un tassello di un mosaico più ampio: il progressivo consolidarsi di un nuovo militarismo nel continente.</p>



<p>Kestutis Budrys, ministro degli Esteri lituano, ha parlato apertamente di una &#8220;nuova era&#8221; per l’Europa, dove la priorità diventa la costruzione di capacità militari concrete. Parole che sottolineano non solo la <strong>pressione geopolitica a cui sono sottoposti i Paesi baltici</strong>, ma anche una visione che sempre più abbraccia la <a href="https://it.insideover.com/difesa/leterno-ritorno-del-militarismo-tedesco-altri-20-mila-uomini-e-tanti-miliardi-in-armi.html">militarizzazione</a> come unica via per garantire sicurezza e stabilità. La Lituania, confinante con la Russia e da sempre in prima linea nell’equilibrio di potere regionale, intende destinare tra il 5% e il 6% del PIL alla difesa fino al 2030. Una scelta che il governo descrive come “necessaria”, ma che implica conseguenze pesanti sul piano sociale ed economico.</p>



<p>Non è da meno l’Estonia, il cui primo ministro Kristen Michal ha annunciato un impegno analogo, portando la spesa per la difesa dal già considerevole 3,7% al 5%. Percentuali che superano di gran lunga quelle degli Stati Uniti (3,3%), tradizionalmente il principale sostenitore della NATO e promotore di un rafforzamento delle capacità militari europee. Anche la Polonia e la Romania si sono mosse nella stessa direzione, dimostrando come il blocco orientale dell’Alleanza Atlantica stia assumendo un ruolo sempre più determinante nel ridefinire la postura militare dell’Europa.</p>



<p>Dietro questa corsa al riarmo c’è però un quadro più complesso e meno rassicurante. L’Europa, da decenni simbolo di diplomazia e cooperazione, sta ora imboccando una strada che rischia di legittimare una crescita esponenziale della spesa militare come nuovo paradigma politico. Il <strong>commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius,</strong> ha spinto oltre, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">prospettando la necessità di raggiungere una spesa del 6% del PIL. </a>Il suo discorso, che richiama un possibile attacco russo entro i prossimi cinque anni, lascia poco spazio al dialogo e molto all’idea di una militarizzazione preventiva, quasi inevitabile.</p>



<p>Certo, il conflitto in Ucraina ha messo in evidenza le vulnerabilità dell’Europa e la necessità di rafforzare le proprie capacità difensive. Tuttavia, non si può ignorare come questa strategia rischi di alimentare un circolo vizioso: l’aumento delle spese militari da una parte e la progressiva marginalizzazione di politiche orientate alla costruzione di ponti diplomatici dall’altra. La Russia di Vladimir Putin viene presentata come una minaccia esistenziale, ma ci si interroga se una corsa al riarmo su larga scala sia davvero la risposta giusta o se, al contrario, non finisca per consolidare un clima di insicurezza cronica.</p>



<p>La NATO, dal canto suo, sembra pronta a rafforzare ulteriormente i suoi obiettivi di spesa, portandoli al 3-3,5% del PIL, un aumento significativo rispetto al 2% attuale. Ma è la pressione degli Stati Uniti, incarnata nelle richieste di Trump, a fare da catalizzatore per i Paesi membri. Dei 32 membri dell’Alleanza, 23 hanno raggiunto l’obiettivo del 2% nel 2024, ma alcune nazioni, tra cui Spagna, <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-i-dubbi-di-crosetto-sulla-proposta-di-trump.html">Italia e Belgio, rimangono al di sotto dell’1,5%</a>. Questa disparità non solo evidenzia divisioni all’interno dell’Alleanza, ma riflette anche un’Europa che si muove a velocità diverse verso una militarizzazione sempre più marcata.</p>



<p>Le conseguenze di queste scelte non si limiteranno al piano strategico. In Paesi come Lituania ed Estonia, dove i bilanci nazionali sono già sottoposti a tensioni significative, destinare una porzione così ampia del PIL alla difesa rischia di sacrificare investimenti in settori cruciali come l’istruzione, la sanità e il welfare. Un equilibrio precario, che potrebbe accentuare le disuguaglianze sociali e alimentare malcontento interno.</p>



<p>La domanda fondamentale rimane: l’Europa sta davvero scegliendo la strada giusta? O il crescente militarismo finirà per legarla a una logica di scontro perpetuo, allontanandola sempre più dai principi che l’hanno definita per decenni? L’impegno di Lituania, Estonia e altri Paesi potrebbe essere solo l’inizio di una trasformazione radicale della politica europea, ma le ombre che si profilano all’orizzonte non possono essere ignorate.</p>
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		<title>Da neutrale a falco Nato: la Svezia manda truppe in Lettonia contro la Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/da-neutrale-a-falco-nato-la-svezia-manda-truppe-in-lettonia-contro-la-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 05:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Truppe svedesi in Lettonia contro la Russia: Stoccolma tra i falchi della Nato. Ecco come cambia la deterrenza nella regione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121225036750_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente <strong>decisione della Svezia di schierare truppe in Lettonia</strong> segna una svolta epocale per la politica di sicurezza del Paese scandinavo, tradizionalmente neutrale. L’ingresso ufficiale nell’<a href="https://it.insideover.com/guerra/svezia-e-finlandia-diffondono-opuscoli-su-cosa-fare-in-caso-di-guerra.html">Alleanza Atlantica nel 2024,</a> seguito da questa missione, rappresenta non solo un cambiamento storico, ma anche un messaggio chiaro: Stoccolma non è più spettatrice delle dinamiche geopolitiche europee ma un attore attivo nella loro gestione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal non allineamento all’impegno attivo</strong></h3>



<p>Per decenni, la Svezia ha adottato una politica di non allineamento militare, focalizzandosi su missioni di <em>peacekeeping </em>e promozione della stabilità internazionale. Oggi, invece, l’invio di truppe in Lettonia sottolinea un approccio differente: non più un ruolo di mediatore distante, ma una partecipazione diretta alla difesa collettiva della NATO, in un’area geopoliticamente sensibile come il Baltico. Secondo quanto dichiarato dal capo delle comunicazioni del Reggimento Scania Meridionale, la missione in Lettonia non ha come obiettivo la costruzione della pace, bensì <strong>la prevenzione della guerra.</strong> Un chiaro indicatore di come la Svezia si stia adattando alle nuove realtà della sicurezza internazionale, caratterizzate da tensioni crescenti lungo il confine con la Russia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La deterrenza come strategia nel Baltico</strong></h3>



<p>La presenza svedese in Lettonia si inserisce nella strategia NATO di rafforzamento della sicurezza nei Paesi baltici, considerati un possibile punto di frizione con Mosca. L’annessione della Crimea nel 2014 e le successive azioni aggressive della Russia nella regione <strong>hanno reso il Baltico uno dei fronti più delicati dell’Europa orientale</strong>. Attraverso l’integrazione in una brigata multinazionale guidata dal Canada, la Svezia contribuisce non solo con risorse militari, ma anche con una maggiore interoperabilità tra le forze armate alleate. Questi esercizi congiunti migliorano le capacità operative collettive e costruiscono quel livello di fiducia necessario per affrontare potenziali crisi future.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un cambio di dottrina militare e politica estera</strong></h3>



<p>Il dispiegamento di forze svedesi in Lettonia non è un evento isolato, ma parte di una revisione più ampia della politica di difesa del Paese. Contribuendo anche alla sorveglianza e alla protezione delle infrastrutture sottomarine critiche nel Mar Baltico, Stoccolma si posiziona come <strong>garante della sicurezza non solo per sé stessa, ma anche per l’Europa intera.</strong> Questo cambio di paradigma riflette un allineamento con le nuove dinamiche della sicurezza internazionale, dove la cooperazione e la deterrenza collettiva hanno sostituito l’isolazionismo e il non interventismo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una nuova Svezia sulla scena internazionale</strong></h3>



<p>Il contributo svedese in Lettonia è molto più di un semplice dispiegamento militare: è il simbolo di una Svezia che abbraccia il suo ruolo nella sicurezza europea, riconoscendo l’importanza di un approccio unitario contro le minacce comuni. In un contesto sempre più polarizzato, questa decisione manda un messaggio inequivocabile: la Svezia è pronta a difendere i principi su cui si fonda la stabilità europea, agendo non più da osservatore, ma da protagonista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-neutrale-a-falco-nato-la-svezia-manda-truppe-in-lettonia-contro-la-russia.html">Da neutrale a falco Nato: la Svezia manda truppe in Lettonia contro la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mani dei baltici (e della Nato) sulla politica europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 13:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Estonia, Lettonia, Lituania blindano l'agenda politica Ue con ex premier ad altissimi livelli nella Commissione. Una vittoria per la Nato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">Le mani dei baltici (e della Nato) sulla politica europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>politica estera e di difesa</strong> dell&#8217;Unione Europea saranno commissariate dalla Nato nel Von der Leyen bis. <strong>Non si può definire in altro modo</strong> il fatto che la commissione nascitura ha visto Ursula von der Leyen affidare <strong>portafogli strategici</strong> a fautori di peso dell&#8217;atlantismo più ortodosso, scegliendo due ex capi di Governo dei Paesi baltici per cariche di alto rango. </p>



<p>Alla vicepresidenza della Commissione è stata elevata &#8220;Lady Pesc&#8221;, <strong>Kaja Kallas, scelta a luglio dal Consiglio Europeo </strong>per guidare la Politica Estera e di Sicurezza Comune, che ha lasciato la guida del governo dell&#8217;Estonia. Kallas coordinerà, tra gli altri, il Commissariato per la Difesa e lo Spazio appena istituito. Il quale sarà appannaggio di <strong><a href="https://tg24.sky.it/mondo/2024/09/17/nuova-commissione-ue-nomine-chi-sono">Andrius Kubilius, ex premier della Lituania</a></strong>. Due ruoli di peso per altrettanti leader baltici, che si aggiungono a <strong>Valdis Dombrovskis,</strong> ex premier della Lettonia da dieci anni custode della politica economica e finanziaria della Commissione, nel definire un&#8217;influenza crescente di Tallin, Riga e Vilnius sugli affari europei. <strong>Un&#8217;influenza che non si può non definire strettamente legata</strong> a quella del <strong>mondo atlantico</strong> sul sistema europeo. Scriveva giustamente su queste colonne <a href="https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html"><strong>Paolo Mauri</strong> che negli ultimi tempi è</a> emersa una crescente attenzione, mista a timore, in diversi osservatori americani sulla prospettiva di una <strong>politica estera e di difesa comune</strong> dell&#8217;Europa. Prospettiva sgradita a Washington, di cui si è fatto interprete il <strong>segretario generale uscente della Nato Jens Stoltenberg</strong>, invitando a evitare di creare &#8220;doppioni&#8221; della Nato.</p>



<p>I leader baltici divenuti commissari agiranno proprio per garantire che così non sarà. I Paesi dell&#8217;Est Europa sono <strong>comunitari in quanto atlantici: il loro europeismo</strong> è la continuazione della loro <strong>rigorosa appartenenza alla Nato con altri mezzi</strong>, serve a garantire un presidio di uniformità su cui questi Stati vivono la loro crescita d&#8217;influenza. In primo luogo, garantendo un importante <strong>presidio antirusso</strong> in Europa; in secondo luogo, agendo da Stati apertamente favorevoli a politiche finanziarie restrittive e rigorose, a <strong>evitare sprechi di risorse</strong> in aree ritenute non vitali, e per Estonia, Lettonia e Lituania la Difesa non è un settore in cui l&#8217;Europa debba pensare di fare da sé. In terzo luogo, <strong>garantendo un aperto e continuo confronto con Washington</strong> sui dossier critici.</p>



<p>Non c&#8217;è dubbio che la capitale verso cui, con maggior forza, i neo-commissari chiamati a gestire dossier strategici si impegneranno per costruire una deterrenza e una narrazione pronta a sostenerla sia Mosca. <a href="https://responsiblestatecraft.org/kaja-kallas/"><strong>Kallas</strong>, ha scritto <em>Responsible Statecraft</em>,</a> da premier dell&#8217;Estonia ha mostrato uno zelo antirusso notevole. La neo-Lady Pesc &#8220;ha <a href="https://x.com/eeldenden/status/1792880764498935872?s=46" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermato che</a> lo smembramento della Russia in molti Stati nazionali più piccoli non sarebbe una cosa negativa&#8221; e, inoltre, &#8220;ha <a href="https://x.com/leonidragozin/status/1806144325429940570" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostenuto</a> con entusiasmo la community online NAFO (la cosiddetta North Atlantic Fellas Association), che è tristemente nota per organizzare campagne di molestie xenofobe online contro chiunque, inclusi ex e forse futuri alti <a href="https://x.com/ElbridgeColby/status/1789384282919616815" target="_blank" rel="noreferrer noopener">funzionari della difesa americani</a> , sia percepito come morbido con la Russia&#8221;. Non è da escludere che il compattamento europeo sulla nomina dell&#8217;ex premier olandese <strong>Mark Rutte alla guida della Nato</strong> sia stato determinato proprio dalla prospettiva che poteva essere Kallas, invece, a prendere il posto di Stoltenberg.</p>



<p>Le parole di Kallas fanno il pari con la visione di Kubilius, che in passato è arrivato a paventare un regime change al Cremlino come auspicabile. La sua visione per la sicurezza vede un&#8217;Europa complementare, non parallela, alla Nato. <strong>La Bruxelles comunitaria deve seguire la Bruxelles atlantica</strong> nella sua visione, con buona pace di chi come Emmanuel Macron parla di una più compiuta &#8220;autonomia strategica&#8221;. A completare il terzetto, la presenza nella Commissione del sempreverde Dombrovskis, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-diktat-di-dombrovskis-allitalia-sul-recovery-fund.html">da tempo <strong>custode del dogma del rigore e dell&#8217;austerità</strong></a> su cui troppo spesso, in nome della tecnocrazia, si sono arenati i progetti di un&#8217;Europa più ambiziosa. E dalla cui carica di Commissario all&#8217;Economia passeranno molte delle decisioni che possono portare al rilancio del debito comune volto a rilanciare progettualità comuni europee in settori strategici, dalle infrastrutture all&#8217;energia passando, ovviamente, per la Difesa.</p>



<p>Certo, la percezione di sicurezza che la presenza della Nato nei loro confini dà a Estonia, Lettonia e Lituania è <strong>storicamente comprensibile</strong> guardando al trauma dell&#8217;indipendenza perduta nel 1939-1940 con l&#8217;annessione all&#8217;Unione Sovietica e il timore dell&#8217;espansionismo russo. Ma bisogna riflettere se sia saggio fare di <strong>questo pur non infondato sentimento</strong> il motore e il combustibile dell&#8217;agenda strategica europea e delle sue linee di sviluppo in una fase critica. L&#8217;ascesa di Dombrovskis ieri, quella di Kallas e Kubilius oggi sembra quasi rassicurare coloro a cui preme che per l&#8217;Europa i riferimenti restino quelli oggi vigenti. E che anche l&#8217;Ue si pensi, prospetticamente, più atlantica che comunitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">Le mani dei baltici (e della Nato) sulla politica europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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