Nessuno si sarebbe mai aspettato qualcosa del genere. Neppure lo stesso Andrei Lankov, eminente professore specializzato in studi coreani e finito al centro di una spiacevolissima vicenda. L’accademico, uno dei massimi esperti di affari nordcoreani e docente di Storia presso la Kookmin University di Seoul, in Corea del Sud, è stato arrestato dalle autorità lettoni ed espulso dal Paese baltico. Lankov si trovava a Riga per tenere una conferenza pubblica sulla Corea del Nord, nell’ambito di un tour europeo che dovrebbe toccare anche a Tallinn, Varsavia, Lussemburgo, Lisbona e Dublino.
L’incontro avrebbe dovuto tenersi al Park Inn by Radisson Riga Valdemara. “Circa trenta minuti prima dell’evento, la polizia e l’ufficio immigrazione sono venuti a dirmi che il ministero degli Esteri della Lettonia mi aveva inserito nella lista delle persone indesiderate“, ha dichiarato il professore al sito Nk News, del quale è prolifico collaboratore. Lankov, che è anche direttore del Korea Risk Group, ha confermato di esser stato arrestato per motivi ancora non chiari ed espulso dal Paese. La polizia lo ha portato all’ufficio immigrazione. Qui lo ha caricato su un’auto e trasferito al confine con l’Estonia.
Caccia alle streghe
Nel momento in cui scriviamo le autorità lettoni non hanno ancora chiarito il motivo dell’espulsione di Lankov. Lo studioso ha tuttavia ipotizzato che la drastica decisione di Riga potrebbe essere legata alle sue opinioni sulla Corea del Nord. “Credo che considerino il mio stile di scrittura eccessivamente obiettivo e lo considerino un problema. A volte dico cose positive sulla Corea del Nord, e quando sono negative, non lo faccio in modo isterico”, ha dichiarato il diretto interessato.
In un secondo momento il Comitato russo contro la guerra, un’organizzazione fondata nel febbraio 2022 da esponenti di spicco dell’opposizione russa in esilio, ha citato l’avvocato di Lankov. Cosa è emerso? Che la Lettonia avrebbe inserito il professore nella sua lista nera ma questo non gli avrebbe comunque impedito di entrare nel Paese.
“Nel complesso tutto è abbastanza chiaro. Alle autorità non piace il fatto che mi rifiuti di trasformare situazioni reali in caricature politicamente convenienti”, ha aggiunto in un post lo stesso Lankov. Testimoni hanno riferito che prima dell’inizio della conferenza due auto della polizia e agenti in uniforme sono entrati nella sede dell’evento e hanno arrestato il professore.
Chi è Andrei Lankov
Ma chi è Andrei Lankov? E perché spaventa il governo della Lettonia? Innanzitutto parliamo di un esperto assoluto di affari nordcoreani. Nel 2013, giusto per capire di chi stiamo parlando, Lankov fu invitato dall’allora presidente degli Stati Uniti Obama a fornire consulenza alla Casa Bianca sulla politica nordcoreana.
Nato nel 1963 a Leningrado, oggi San Pietroburgo, in Russia, ha frequentato il Dipartimento di Storia Cinese dell’Università di Leningrado, nel 1980, conseguendo un dottorato di ricerca con una tesi sul fazionismo a quattro colori in Corea. Dal settembre 1984 ha studiato per 10 mesi presso l’Università Kim Il Sung di Pyongyang, in Corea del Nord. Dal 2004 è professore presso il Dipartimento di Arti Liberali dell’Università Kookmin, in Corea del Sud, dove tiene lezioni di studi nordcoreani.
Lankov è noto per avere una visione realista sulla Corea del Nord, Paese da lui spesso descritto come un sistema machiavellico che spreme risorse limitate e manipola le grandi potenze per garantirsi la sopravvivenza.
La conferenza che avrebbe dovuto tenere a Riga si intitolava North Korea: What the Elites Want and What They Fear. “Le persone che governano la Corea del Nord sanno esattamente cosa vogliono e sono abili nel trovare una via d’uscita anche da situazioni apparentemente senza speranza. Questo non sempre giova alla popolazione del Paese, ma non si può negare la capacità dell’élite nordcoreana di stabilire obiettivi, stabilire priorità e valutare il mondo circostante con lucidità. Quindi, cosa vogliono veramente le persone che governano la Corea del Nord – lo 0,1% più ricco?”, si poteva leggere nella presentazione dell’evento.
Un contenuto che evidentemente ha spaventato qualcuno. Dal canto loro, gli organizzatori della conferenza hanno annunciato l’intenzione di presentare un reclamo alle associazioni per i diritti umani, alle istituzioni europee e alla comunità giuridica “per proteggere i diritti degli studiosi e del pubblico e impedire che simili incidenti si ripetano”.

