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	<title>Danimarca Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Sep 2026 10:48:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Danimarca Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa-Danimarca, l&#8217;accordo sulla Groenlandia tra geopolitica artica e sicurezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/usa-danimarca-laccordo-sulla-groenlandia-tra-geopolitica-artica-e-sicurezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530024</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che Washington ha trovato un accordo con la Danimarca e la Groenlandia per aprire la strada a un consolidamento della presenza militare ed economica di Washington nel Grande Nord ampliando il perimetro d&#8217;influenza sull&#8217;isola più grande del mondo. The Donald canta vittoria; la premier danese Mette Frederiksen e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-danimarca-laccordo-sulla-groenlandia-tra-geopolitica-artica-e-sicurezza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-danimarca-laccordo-sulla-groenlandia-tra-geopolitica-artica-e-sicurezza.html">Usa-Danimarca, l&#8217;accordo sulla Groenlandia tra geopolitica artica e sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919111716131_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong> ha annunciato che Washington <a href="https://en.yenisafak.com/world/greenland-denmark-us-to-sign-arctic-security-deal-3723420">ha trovato un accordo</a> con la <strong>Danimarca e la Groenlandia</strong> per aprire la strada a un consolidamento della presenza militare ed economica di Washington nel Grande Nord ampliando il perimetro d&#8217;influenza sull&#8217;isola più grande del mondo. The Donald canta vittoria; <strong>la premier danese Mette Frederiksen e l&#8217;omologo groenlandese </strong><a href="https://www.berlingske.dk/internationalt/groenland-danmark-og-usa--foelg-udviklingen-og-faa-seneste-nyt"><strong>Jens-Frederik Nielsen</strong>, hanno espresso soddisfazione</a> per la risoluzione di una controversia aperta a inizio anno da Trump col rilancio delle mire espansioniste statunitensi <a href="https://it.insideover.com/politica/groenlandia-ecco-le-opzioni-sul-tavolo-di-trump-miller-fara-parte-degli-usa.html" type="post" id="500650">e la rivendicazione di una possibile annessione della Groenlandia agli Usa.</a> </p>



<p>La definizione dell&#8217;accordo dovrebbe avvenire ai margini dell&#8217;imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite e i contorni sono ancora tutti da definire. Trump rivendica che nessuna potenza straniera potrà schierare truppe sul suolo della Groenlandia, Stato associato al Regno di Danimarca,<a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117294126158197822"> e su Truth Trump ha specificato</a> inoltre che i rivali di Washington, e <strong>il riferimento sembra essere evidentemente a Russia e Cina, </strong>non potranno &#8220;effettuare investimenti sensibili in Groenlandia, senza la nostra espressa autorizzazione scritta&#8221;. Per l&#8217;inquilino della Casa Bianca l&#8217;accordo &#8220;conferisce agli Stati Uniti il ​​controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità in Groenlandia&#8221;, ma<a href="https://www.nytimes.com/2026/09/18/us/politics/trump-greenland.html"> il New York Times</a> ha sentito fonti della presidenza che l&#8217;affermazione del presidente &#8220;esagerava la portata dei nuovi poteri che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto sul territorio&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza emisferica e proiezione artica</h2>



<p>L&#8217;accordo potrebbe consolidare, sul piano politico e retorico, la narrazione di Trump circa l&#8217;inviolabilità della sicurezza nel cosiddetto &#8220;Emisfero Occidentale&#8221;, le Americhe dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco, ritenute spazio strategico di primaria importanza sistemica per Washington tanto nella <strong>National Security Strategy</strong> quando nella <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/priorita-allemisfero-occidentale-e-duro-realismo-con-cina-e-russia-la-nuova-strategia-del-pentagono.html">National Defense Strategy</a></strong>. In <a href="https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html">precedenti analisi abbiamo ricordato</a> come l&#8217;attenzione sistematica della Casa Bianca alla potenziale minaccia alla sicurezza nazionale nel <strong>tradizionale feudo geopolitico di Washington</strong> e la percepita vulnerabilità di fronte alla possibile penetrazione di potenze rivali fosse vista come una prospettiva intollerabile alla Casa Bianca. Questo in un contesto, però, dove una postura problematica legata alla traiettoria geopolitica di Nuuk appariva difficile da ipotizzare, visto soprattutto il fatto che la Danimarca, membro fondatore della Nato, è stata sempre una delle nazioni più allineate all&#8217;agenda strategica occidentale dettata da Washington.</p>



<p>La novita è che gli Usa potranno rafforzare la loro proiezione militare e strategica verso il <strong>teatro artico; la problematica di questa dinamica</strong> è che Trump ha smosso eccessivamente le acque, creato turbolenze con gli alleati, minacciato l&#8217;integrità territoriale di un partner della Nato e rischiato una rottura sistematica dell&#8217;asse transatlantico in nome di una questione che poteva essere risolta con progettualità politiche. Alla prova dei fatti, gli Usa sosterranno l&#8217;agenda di rafforzamento della sicurezza groenlandese, che peraltro già Copenaghen aveva indicato come priorità di difesa, e andrà capito se <strong>ricostituiranno una più cospicua presenza militare nel territorio dopo che la loro proiezione è ora ridotta a una sola base</strong> gestita dalla Space Force.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari strategici tra Usa e Groenlandia</h2>



<p><a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/greenland-denmark-trump-military-deal/688717/">Sostanzialmente, ricostruisce <em>The Atlantic,</em></a> la partnership in via di definizione &#8220;si basa su un accordo della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Danimarca&#8221; e prevede &#8220;un maggiore accesso militare statunitense e una cooperazione multilaterale che i leader di Danimarca e Groenlandia hanno sempre ritenuto possibile, e non minaccia di sconvolgere l&#8217;architettura di sicurezza che gli Stati Uniti hanno contribuito a mantenere per quasi 80 anni&#8221;. <strong>In sostanza, a colpi di retromarce Trump si è pian piano adeguato alla posizione negoziale di Frederiksen e Nielsen</strong>, mentre andrà capito se la <strong>definizione del partenariato economico</strong> andrà oltre quanto già oggi sostanzialmente si sta definendo: Washington ha visto un crescendo di attenzione per il settore delle terre rare e dell&#8217;estrazione mineraria in Groenlandia, fondamentale per gli approvvigionamenti strategici e le filiere, e gli ultimi mesi avevano visto un aumento della presenza <strong>delle aziende a stelle e strisce</strong> nel settore. </p>



<p>Di recente, peraltro, sulla Groenlandia era arrivato anche un crescente interesse dell&#8217;Unione Europea: <a href="https://time.com/article/2026/09/07/greenland-investment-boost-eu-trump-annexation-threats/"><strong>Ursula von der Leyen ha visitato il territorio danese</strong>, che non fa parte del blocco, </a>portando in dote l&#8217;annuncio di un progetto di investimento da 200 milioni di euro avente proprio nel settore dei minerali critici e dell&#8217;estrazione un suo punto critico. <strong>In tal senso, le parole di Trump non sembrano certamente escludere investimenti di questo tipo</strong> dallo scenario potenziale futuro della Groenlandia <a href="https://www.politico.com/news/2026/09/18/trump-denmark-greenland-new-security-agreement-01084764">ai sensi del nuovo accordo di sicurezza</a>, e sorgono spontanei diversi interrogativi. </p>



<p>Trump poteva legittimamente domandare un ampliamento delle prerogative securitarie sull&#8217;Artico nel quadro di un contesto geopolitico mutevole. Washington avrebbe potuto esimersi dall&#8217;applicare l&#8217;aggressiva spinta espansionista e interventista propria della sua condotta nelle Americhe anche all&#8217;alleato danese e a un territorio già parte del sistema di difesa euroatlantico. La Groenlandia e la Danimarca erano ben disposte a cercare un accordo vantaggioso e l&#8217;accesso alle risorse strategiche, nei limiti che il territorio autonomo nel Grande Nord intende <strong>rendere sfruttabili agli operatori internazionali,</strong> non è mai stato precluso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In Danimarca l&#8217;accordo celebrato come una vittoria</h2>



<p>L&#8217;Artico avrebbe potuto peraltro essere un teatro strutturale di convergenza transatlantica su materie securitarie in un quadro di crescente competizione globale. Di fatto è stato trasformato in un contesto di attrito. Andrà capito se l&#8217;accordo contribuirà a sciogliere i nodi. Resta il fatto che <strong>i casi sono due. Quella di Trump potrebbe essere interpretata come la ricerca di una ritirata strategica</strong> capace di salvare la faccia alla Casa Bianca di fronte a un contesto mutato che vedeva i groenlandesi poco disposti a un annessione agli Usa e la Danimarca ferma a difendere la propria integrità territoriale o come un tentativo di andare all&#8217;incasso su <strong>due principi: primo, il paradigma della &#8220;sicurezza emisferica&#8221;</strong> che giustifica l&#8217;interventismo in altri teatri; secondo l&#8217;ambizione di difendere le <em>supply chain</em> industriali e tecnologiche. </p>



<p>La valutazione politica è legata al fatto che questo risultato forse avrebbe potuto essere ottenuto senza le tensioni del caso. Nel frattempo, a Copenaghen la stampa segnala la fine delle tensioni: <a href="https://politiken.dk/debat/ledere/art10989281/Aftalen-er-en-stor-sejr-for-det-gr%C3%B8nlandske-og-danske-diplomati"><em>Politiken</em> parla di &#8220;una grande vittoria per la diplomazia&#8221; delle due capitali</a>, mentre <a href="https://www.berlingske.dk/usa/schhh-naevn-ikke-for-trump-at-det-er-kongeriget-danmark-der-har-sejret"><em>Berlingske</em> in linea ricorda che &#8220;è il Regno di Danimarca ad aver vinto&#8221;</a>. <strong>Sicuramente Copenaghen vedrà messa nera su bianco la tutela della sua integrità territoriale</strong> e se il patto segnerà la fine della tendenza espansionista Usa il risultato fondamentale sarà ottenuto. Resta da capire quanto Washington voglia perseguire in sinergia, e quanto in autonomia, i suoi disegni securitari e geopolitici. In tal senso, potenzialmente, nessuno potrebbe perdere sul lungo periodo se la frattura dei mesi scorsi si sanerà. Ma l&#8217;eredità di un 2026 di tensione sarà difficile da dissipare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117294126158197822">https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117294126158197822</a></li>



<li><a href="https://www.berlingske.dk/internationalt/groenland-danmark-og-usa--foelg-udviklingen-og-faa-seneste-nyt">https://www.berlingske.dk/internationalt/groenland-danmark-og-usa&#8211;foelg-udviklingen-og-faa-seneste-nyt</a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html">https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html</a></li>



<li><a href="https://en.yenisafak.com/world/greenland-denmark-us-to-sign-arctic-security-deal-3723420">https://en.yenisafak.com/world/greenland-denmark-us-to-sign-arctic-security-deal-3723420</a></li>



<li><a href="https://time.com/article/2026/09/07/greenland-investment-boost-eu-trump-annexation-threats/">https://time.com/article/2026/09/07/greenland-investment-boost-eu-trump-annexation-threats/</a></li>



<li><a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/greenland-denmark-trump-military-deal/688717/">https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/greenland-denmark-trump-military-deal/688717/</a></li>



<li><a href="https://politiken.dk/debat/ledere/art10989281/Aftalen-er-en-stor-sejr-for-det-gr%C3%B8nlandske-og-danske-diplomati">https://politiken.dk/debat/ledere/art10989281/Aftalen-er-en-stor-sejr-for-det-gr%C3%B8nlandske-og-danske-diplomati</a></li>



<li><a href="https://www.berlingske.dk/usa/schhh-naevn-ikke-for-trump-at-det-er-kongeriget-danmark-der-har-sejret">https://www.berlingske.dk/usa/schhh-naevn-ikke-for-trump-at-det-er-kongeriget-danmark-der-har-sejret</a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-danimarca-laccordo-sulla-groenlandia-tra-geopolitica-artica-e-sicurezza.html">Usa-Danimarca, l&#8217;accordo sulla Groenlandia tra geopolitica artica e sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Europa, i &#8220;frugali&#8221; sono tornati. O forse non se ne sono mai andati</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/europa-i-frugali-sono-tornati-o-forse-non-se-ne-sono-mai-andati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 08:13:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-1536x977.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-600x382.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Europa, i "frugali" sono tornati. O forse non se ne sono mai andati. Gli scenari da osservare nei prossimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/europa-i-frugali-sono-tornati-o-forse-non-se-ne-sono-mai-andati.html">Europa, i &#8220;frugali&#8221; sono tornati. O forse non se ne sono mai andati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-1536x977.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/europa-1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ha fatto molto parlare di sé la netta presa di posizione dei Paesi tradizionalmente fautori di politiche di bilancio conservatrici in seno all&#8217;Unione Europea, capitanati dalla <strong>Germania di Friedrich Merz,</strong> di proporre un taglio di &#8220;diverse centinaia di miliardi di euro&#8221; all&#8217;ambiziosa proposta di allocazione di fondi per il bilancio pluriennale da circa <strong>2mila miliardi di euro</strong> (a prezzi correnti) promossa dalla Commissione Europea di Ursula von der Leyen per il settennato 2028-2034.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I frugali in campo per chiedere un ridimensionamento del bilancio</h2>



<p>Merz si è confrontato a Berlino nella giornata di giovedì 28 agosto con il cancelliere austriaco <strong>Chrstian Stocker,</strong> il primo ministro finlandese <strong>Petteri Orpo</strong>, il collega svedese <strong>Ulf Kristersson</strong> (appartenenti a formazioni del campo popolare come la Cdu del leader di Berlino), la capa del governo danese, la socialdemocratica <strong>Mette Frederiksen</strong> e il leader olandese, il liberaldemocratico <strong>Rob Jetten</strong>. Sei capi di governo (Jetten e Kristersson collegati da remoto, gli altri in presenza) appartenenti a un fronte trasversale di famiglie politiche europee a rappresentare una presa di posizione di blocco favorevole a una maggior cautela nella spesa.</p>



<p>Se nel 2020 a fare rumore erano stati i &#8220;Frugal Four&#8221; (Olanda, Australia, Svezia e Danimarca) mentre l&#8217;Ue discuteva di Recovery Fund e politiche di bilancio post-Covid, con la Germania che alla fine contribuì alla loro accettazione del piano di rilancio comunitario, oggi il fronte dei falchi di bilancio è compatto. La riunione comune convocata da Merz fa rumore ma la presa di posizione in sé non rappresenta una novità: che sul bilancio europeo dei prossimi sette anni ci sarebbe stata battaglia politica era noto da tempo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rilancio atteso</h2>



<p>Da diversi mesi, infatti, era noto che le capitali dell&#8217;Europa del Nord, quelle che prima delle crisi della pandemia, della tempesta energetica connessa alla guerra in Ucraina e del deterioramento delle condizioni geopolitiche globali erano le maggiori portavoci del rigore e dell&#8217;austerità fiscale, ritenevano troppo ampia la proposta di Palazzo Berlaymont. Il piano della Commissione, che da luglio 2025 è sul tavolo, prevede una spesa per programmi strategici di circa <a href="https://cep.org.rs/en/blog/eu-budget-for-2028-2034-what-does-the-new-financial-framework-reveal-about-the-future-of-europe-and-enlargement/"><strong>1,8 trilioni di euro</strong> </a>in grado di rendere sostanzialmente strutturale il cambio di passo del settennato 2021-2027 che ha portato a una crescita degli stanziamenti sommando il <strong>Multiannual Financial Framework</strong> (il bilancio Ue propriamente detto) del 2021-2027 e i fondi straordinari del piano Next Generation Eu promosso dopo la pandemia. A completare il quadro delle spese per il 2028-2034 si dovrebbero aggiungere<a href="https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=DOSSIER&amp;id=1496350&amp;idoggetto=0&amp;part=dossier_dossier1"> 168 miliardi di euro per ripagare i prestiti del debito emesso</a> al fine di finanziare quest&#8217;ultima misura, portando il contributo complessivo all&#8217;1,26% del Pil europeo.</p>



<p><a href="https://www.eunews.it/en/2025/12/18/leaders-set-the-work-programme-for-the-2028-2034-eu-budget-to-the-cypriot-presidency/">A fine 2025 Austria e Danimarca, tra i &#8220;frugali&#8221;,  avevano per primi proposto</a> di mantenere anche nel nuovo quadro di bilancio europeo i <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/2021-2027/revenue/rebates_en">cosiddetti <em>rebate,</em></a> gli sconti annuali dal contributo al bilancio Ue di cui erano stati beneficiari nel programma pluriennale 2021-2027. Questi rimborsi riguardavano i &#8220;Frugal Four&#8221; e la Germania stessa. Inoltre, ad aprile, ai margini di un summit europeo a Cipro, <a href="https://www.politico.eu/article/europe-1-8-budget-fight-got-real/">Germania e Olanda</a> avevano espresso criticità sull&#8217;ampiezza del bilancio europeo. In questo caso il vero <strong>cambio di passo in una partita che si preannuncia complessa</strong> è il fatto che la Germania, Paese principale in termini di influenza economica e politica e potenziale punto di convergenza capace di condensare le varie istanze in una mediazione strutturale, prende nettamente posizione a favore di una rilevante <strong>minoranza di blocco</strong> che da sola può indubbiamente condizionare il dibattito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difficoltà di chiudere il bilancio Ue entro il 2026</h2>



<p>La sfida decisiva è stata aperta da Merz nelle scorse settimane: a giugno la Reuters aveva dato notizia del fatto che da documenti del governo tedesco consultati dall&#8217;agenzia Berlino sarebbe pronta a <a href="https://www.reuters.com/business/germany-demands-450-billion-cut-unaffordable-eu-budget-document-shows-2026-06-30/">proporre un taglio al bilancio europeo di 400 miliardi di euro.</a> Merz <a href="https://www.politico.eu/article/merz-calls-cutting-several-hundred-billion-eu-budget-rejects-eu-staff-increase/">non ha confermato</a> questa cifra esplicitamente ma ha da tempo proposto l&#8217;ìdea di un taglio di &#8220;diverse centinaia di miliardi di euro&#8221; poi ripresa dal comunicato ufficiale dei sei Paesi, i cinque beneficiari dei rebate a cui si è aggiunta la Finlandia unitasi recuperando una tradizionale vicinanza al campo frugale. I Paesi tra loro allineati <a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/statement-of-denmark-germany-the-netherlands-austria-finland-and-sweden-on-the-multiannual-financial-framework-2028-2034-2450768.pdf">hanno proposto di concentrare</a> su tre aree (<a href="https://www.asd-europe.org/news-media/publications/asd-position-papers/defence-under-the-mff-2028-34/">sicurezza e difesa;</a> competitività; migrazioni e sovranità) le spese del bilancio pluriennale, aggiungendo però che dato che diversi Stati membri dell&#8217;Ue stanno operando piano di correzione dei bilanci pubblici &#8220;il bilancio comune non può fare eccezione&#8221; e &#8220;tutti i capitoli&#8221; del piano pluriennale &#8220;devono contribuire alla riduzione&#8221; proposta, aggiungendo che &#8220;un nuovo prestito comune non è la soluzione alle nostre sfide di bilancio&#8221;.</p>



<p><strong>In tal senso, si apre una sfida politica a tutto campo</strong> per capire in che misura sia possibile soddisfare l&#8217;obiettivo iniziale della Commissione Europea di Ursula von der Leyen, che mirava a chiudere il negoziato entro il 2026. I Paesi frugali tornano con nuove (ma a loro modo vecchie) proposte di cautela di bilancio a livello comunitario guidati da una Germania che, parimenti, ha aperto i cordoni della borsa sul piano interno su infrastrutture, transizione green e difesa e in cui Merz si prepara ad affrontare sfide politiche ostiche, con <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dellafd-i-voti-a-est-e-leconomia-merz-alla-prova-dei-voti-di-settembre.html" type="post" id="527695">l&#8217;ascesa dell&#8217;estrema destra di <strong>Alternative fur Deutschland</strong> che pungola</a> il governo della Cdu e degli alleati socialdemocratici e potenzialmente accentua quelle tendenze al rifiuto di ulteriori concessioni in Europa spesso criticate dal primo partito di opposizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari politici: anche fuori dal campo frugale si chiedono modifiche</h2>



<p><strong>Questa posizione complica notevolmente i calcoli della Commissione per promuovere un bilancio</strong> ambizioso e orientato a potenziare gli investimenti comunitari, anche perché pure dal campo degli Stati più distanti dalla linea rigorista si erano alzate voci critiche. I tagli proposti dalla Commissione ai fondi per la coesione e per <a href="https://www.eunews.it/en/2026/05/26/multiannual-budget-16-countries-including-italy-oppose-the-commission-and-call-for-more-funding-for-cohesion-and-agriculture/">l&#8217;agricoltura avevano infatti unito ben sedici Paesi, Italia compresa,</a> che si opponevano alla riduzione dei fondi per due voci di spesa importanti in diversi Stati, cruciali soprattutto per le economie dell&#8217;Est Europa, e sul <a href="https://www.euractiv.com/news/interview-cohesion-is-worth-more-than-just-a-bag-of-money-regions-chief-says/">cambiamento del meccanismo di gestione</a> delle politiche di coesione proposto da Bruxelles. Inoltre, <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/06/11/meloni-tells-brussels-to-scrap-rebates-for-some-member-states-or-italy-will-demand-them-to">la premier italiana <strong>Giorgia Meloni</strong></a> ha criticato il mantenimento del meccanismo dei <em>rebate</em>, sottolineando che se non sarà rimosso Roma, a sua volta contributrice netta, chiederà di potervi accedere. <strong>Tra i big europei la Francia,</strong> chiamata a un pesante risanamento del debito interno, non ha preso una posizione netta, ma Emmanuel Macron e il suo governo sembrano piuttosto <strong>aperti all&#8217;ìdea di cercare nuove </strong><a href="https://www.politico.eu/article/france-hunts-for-new-eu-taxes-to-fund-e2t-budget/"><strong>fonti di finanziamento sotto forma di tasse comunitarie</strong> per mantenere un bilancio ambizioso, come ha ricordato Politico.eu.</a></p>



<p>Il dato da sottolineare, sul piano politico, è triplice. In primo luogo, si ricompatta in maniera esplicita, palese e organizzata l&#8217;asse del rigore che, dal suo punto di vista, fa un calcolo politico-strategico <strong>pienamente coerente con le sue priorità, enfatizzando gli schemi operativi più funzionali ai suoi piani</strong> e lasciando in secondo piano, come sacrificabili, le altre voci di spesa maggiormente attenzionate da chi, invece, vuole difendere le politiche di coesione. In secondo luogo, se il fronte del <strong>rigore ha le idee chiare,</strong> ad oggi la partita di chi mira a muoversi strutturalmente per un bilancio ambizioso e flessibile nelle sue voci appare in salita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un 2027 incerto</h2>



<p>Del resto, non aiuta a questo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-spagna-quellasse-mediterraneo-mancato-in-europa.html" type="post" id="525332">il fatto che sul caso-Ceuta da fine luglio si sia avviato un confronto politico serrato tra Italia e Spagna</a>, due dei Paesi che avrebbero più da perdere in una <strong>riaffermazione sistemica delle logiche rigoriste</strong> e che potrebbero contribuire, volendolo, a plasmare un fronte strategico capace di andare oltre la semplice critica dei tagli a agricoltura e fondi di coesione. Infine, la partita sul bilancio europeo sarà paradigmatica di <strong>diverse altre sfide che metteranno alla prova l&#8217;unità dell&#8217;Ue</strong> in un periodo decisivo. Se non si chiuderà entro fine anno, il dibattito sul bilancio europeo si sovrapporrà a un anno caldissimo sul piano politico, con Francia, Italia e Spagna che saranno chiamate alle elezioni, la Germania che dovrà testare la tenuta della sua coalizione di governo alla prova dell&#8217;ascesa della destra e, in parallelo, un&#8217;altra partita decisiva incombente nella scelta del successore di Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea per un mandato di otto anni.</p>



<p><strong>Agende nazionali e agende comunitarie finiranno per sovrapporsi strutturalmente</strong> e il dibattito sul bilancio comunitario potrebbe convergere con quello delle politiche interne dei singoli Paesi. Aprendo la strada a una serie di interferenze potenzialmente critiche per l&#8217;intero processo decisionale. In questo contesto, la Commissione appare subire gli eventi maggiormente rispetto al passato, mentre il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa cerca la mediazione. La disunione europea sul bilancio e la presenza generalizzata di motivi di scontento sono paradigmatici di un&#8217;era complessa. E il rafforzamento del fronte del rigore apre la strada alla necessità che anche i vari Paesi che desiderano soluzioni alternative trovino una propria posizione chiara: si preannunciano mesi di trattative serrate e dall&#8217;esito incerto per capire come l&#8217;Europa spenderà e di quante risorse si doterà in anni cruciali per la sua competitività e il suo sviluppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;EU Budget for 2028–2034: What Does the New Financial Framework Reveal About the Future of Europe and Enlargement&#8221;, European Policy Centre, 21 luglio 2025 &#8211; <a href="https://cep.org.rs/en/blog/eu-budget-for-2028-2034-what-does-the-new-financial-framework-reveal-about-the-future-of-europe-and-enlargement/">https://cep.org.rs/en/blog/eu-budget-for-2028-2034-what-does-the-new-financial-framework-reveal-about-the-future-of-europe-and-enlargement/</a></li>



<li>&#8220;Le proposte della Commissione europea relative al Quadro finanziario pluriennale dell&#8217;UE 2028-2034&#8221;, Senato della Repubblica, Dossier n.152 1DE &#8211; <a href="https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=DOSSIER&amp;id=1496350&amp;idoggetto=0&amp;part=dossier_dossier1">https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=DOSSIER&amp;id=1496350&amp;idoggetto=0&amp;part=dossier_dossier1</a></li>



<li>&#8220;Rebates: correction mechanisms&#8221;, dal sito della Commissione Europea &#8211; <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/2021-2027/revenue/rebates_en">https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/2021-2027/revenue/rebates_en</a></li>



<li>Leaders set the work programme for the 2028-2034 EU budget to the Cypriot Presidency, EuNews, 18 dicembre 2025 &#8211; <a href="https://www.eunews.it/en/2025/12/18/leaders-set-the-work-programme-for-the-2028-2034-eu-budget-to-the-cypriot-presidency/">https://www.eunews.it/en/2025/12/18/leaders-set-the-work-programme-for-the-2028-2034-eu-budget-to-the-cypriot-presidency/</a></li>



<li>Europe’s €1.8T budget fight just got real, Politico.eu, 24 aprile 2026 &#8211; <a href="https://www.politico.eu/article/europe-1-8-budget-fight-got-real/">https://www.politico.eu/article/europe-1-8-budget-fight-got-real/</a></li>



<li>Multiannual budget: 16 countries (including Italy) oppose the Commission and call for more funding for cohesion and agriculture, EuNews, 26 maggio 2026 &#8211; <a href="https://www.eunews.it/en/2026/05/26/multiannual-budget-16-countries-including-italy-oppose-the-commission-and-call-for-more-funding-for-cohesion-and-agriculture/">https://www.eunews.it/en/2026/05/26/multiannual-budget-16-countries-including-italy-oppose-the-commission-and-call-for-more-funding-for-cohesion-and-agriculture/</a></li>



<li>Cohesion is worth more than just a ‘bag of money’, regions chief says, Euractiv, 22 giugno 2026 &#8211; <a href="https://www.euractiv.com/news/interview-cohesion-is-worth-more-than-just-a-bag-of-money-regions-chief-says/">https://www.euractiv.com/news/interview-cohesion-is-worth-more-than-just-a-bag-of-money-regions-chief-says/</a></li>



<li>France hunts for new EU taxes to fund €2T budget, Politico.eu, 28 giugno 2026 &#8211; <a href="https://www.politico.eu/article/france-hunts-for-new-eu-taxes-to-fund-e2t-budget/">https://www.politico.eu/article/france-hunts-for-new-eu-taxes-to-fund-e2t-budget/</a></li>



<li>Germany demands $450 billion cut to &#8216;unaffordable&#8217; EU budget, document shows, Reuters, 30 giugno 2026 &#8211; <a href="https://www.reuters.com/business/germany-demands-450-billion-cut-unaffordable-eu-budget-document-shows-2026-06-30/">https://www.reuters.com/business/germany-demands-450-billion-cut-unaffordable-eu-budget-document-shows-2026-06-30/</a></li>



<li>Meloni tells Brussels to scrap &#8216;rebates&#8217; for some member states – or Italy will demand them too, EuroNews, 11 luglio 2026 &#8211; <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/06/11/meloni-tells-brussels-to-scrap-rebates-for-some-member-states-or-italy-will-demand-them-to">https://www.euronews.com/my-europe/2026/06/11/meloni-tells-brussels-to-scrap-rebates-for-some-member-states-or-italy-will-demand-them-to</a></li>



<li>Germany’s Merz says EU budget needs cut of ‘several hundred billion’ euros, Politico.eu, 28 luglio 2026 &#8211; <a href="https://www.politico.eu/article/merz-calls-cutting-several-hundred-billion-eu-budget-rejects-eu-staff-increase/">https://www.politico.eu/article/merz-calls-cutting-several-hundred-billion-eu-budget-rejects-eu-staff-increase/</a></li>



<li>Dichiarazione congiunta di Germania, Danimarca, Austria, Finlandia, Olanda e Svezia, 27 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/statement-of-denmark-germany-the-netherlands-austria-finland-and-sweden-on-the-multiannual-financial-framework-2028-2034-2450768.pdf">https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/statement-of-denmark-germany-the-netherlands-austria-finland-and-sweden-on-the-multiannual-financial-framework-2028-2034-2450768.pdf</a></li>



<li>Defence under the next MFF 2028–34, ASD-Europe &#8211; <a href="https://www.asd-europe.org/news-media/publications/asd-position-papers/defence-under-the-mff-2028-34/">https://www.asd-europe.org/news-media/publications/asd-position-papers/defence-under-the-mff-2028-34/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/europa-i-frugali-sono-tornati-o-forse-non-se-ne-sono-mai-andati.html">Europa, i &#8220;frugali&#8221; sono tornati. O forse non se ne sono mai andati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cina bussa alla porta del Nord Europa: cosa c&#8217;è dietro lo strano tour scandinavo di Wang Yi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-bussa-alla-porta-del-nord-europa-cosa-ce-dietro-lo-strano-tour-scandinavo-di-wang-yi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523089</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tour nordico di Wang Yi misura la disponibilità della Scandinavia a seguire la linea dura dell'Ue contro la Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-bussa-alla-porta-del-nord-europa-cosa-ce-dietro-lo-strano-tour-scandinavo-di-wang-yi.html">La Cina bussa alla porta del Nord Europa: cosa c&#8217;è dietro lo strano tour scandinavo di Wang Yi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163745763_e416f3c7e6015e96e6094d86865943d5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proprio nelle settimane in cui i rapporti tra <strong>Cina</strong> e <strong>Unione europea</strong> <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-e-cina-la-guerra-commerciale-e-alle-porte-ecco-perche.html">sono messi a dura prova dal dossier economico</a>, con Bruxelles pronta a prendere adeguate contromisure per aggiustare l&#8217;enorme deficit commerciale che pende a favore di Pechino, un importante emissario di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> ha appena terminato un importante tour diplomatico nei <strong>Paesi scandinavi</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-wang-yi-lalfiere-della-diplomazia-di-xi.html">Wang Yi</a>, ministro degli Esteri del governo di Xi, ha concluso un raro viaggio di sei giorni in <strong>Europa del Nord </strong>che lo ha portato a fare tappa in <strong>Danimarca</strong>, <strong>Svezia</strong>, <strong>Finlandia</strong> e <strong>Norvegia</strong>. Tanti gli incontri effettuati da Wang: dal suo omologo danese <strong>Lars Lokke Rasmussen</strong> al premier svedese <strong>Ulf Kristersson</strong>, dal presidente finlandese <strong>Alexander Stubb</strong> al ministro degli Esteri norvegese <strong>Espen Barth Eide</strong>.</p>



<p>I temi affrontati hanno riguardato, tra gli altri, la cooperazione economica, le relazioni tra Cina e Ue, la guerra in Ucraina e la transizione green. Attenzione bene al <strong>tempismo </strong>della trasferta dell&#8217;alto funzionario cinese: poco dopo la decisione dell&#8217;UE di fissare una scadenza rigorosa a ottobre per arrivare a un miglioramento degli squilibri commerciali con Pechino e in concomitanza con il <strong>vertice della Nato</strong> di Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523091" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163715832_1be4d233d3b29b38ef4698e9b61116aa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina “testa” il pragmatismo del Nord Europa</h2>



<p>I Paesi del Nord Europa temono che <strong>Donald Trump</strong>, una volta terminata la guerra in Medio Oriente, possa rilanciare i suoi progetti espansionistici sulla <strong>Groenlandia</strong>, un territorio autonomo che fa parte del Regno di Danimarca. La loro sfiducia nei confronti degli Stati Uniti è dunque aumentata ed è qui che la Cina sta cercando di inserirsi per guadagnare terreno prezioso da giocare nei rapporti con Bruxelles. C&#8217;è tuttavia un problema non da poco: tra le nazioni scandinave la <strong>partnership tra Mosca e Pechino</strong> rappresenta una minaccia molto elevata. Consapevole di ciò, l&#8217;esperto Wang ha misurato quando l&#8217;intero blocco nordico &#8211; che di solito è sempre stato favorevole al libero scambio – sia disposto ad aderire alla linea sempre più dura che intende sposare l&#8217;UE in chiave anti Cina. </p>



<p>Gli spiragli di luce non mancano, a partire dalla tradizionale avversione dei Paesi scandinavi per le politiche protezionistiche. Il leader svedese Kristersson, che l&#8217;anno scorso ha nominato <strong>Niclas Kvarnstrom</strong> &#8211; il principale diplomatico dell&#8217;UE per l&#8217;Asia &#8211; come suo consigliere per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che il surplus cinese sui mercati europei può essere visto come &#8220;un&#8217;opportunità per ottenere prodotti più economici&#8221; ma anche come un fatto che potrebbe &#8220;sconvolgere l&#8217;intera concorrenza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Glad to receive 🇨🇳 Foreign Minister Wang Yi in Oslo, including for a pleasant stroll at Bygdøy. <br><br>We discussed Ukraine, the Middle East, how to preserve a rules-based order, UN reform, trade, oceans management, freedom of navigation and cooperation in the green transition. <a href="https://t.co/CRu5goqzDt">pic.twitter.com/CRu5goqzDt</a></p>&mdash; Espen Barth Eide (@EspenBarthEide) <a href="https://x.com/EspenBarthEide/status/2074230751881462208?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Wang Yi come &#8220;rompighiaccio diplomatico&#8221;</h2>



<p>Wang Yi, dopo aver valutato la posizione dei governi scandinavi in merito all&#8217;irrigidimento europeo contro la Cina, diventerà una sorta di <strong>rompighiaccio diplomatico</strong> che Pechino utilizzerà per farsi strada nel nord Europa. </p>



<p>Il tour del ministro cinese non è però stato affatto facile, visto che ogni Paese aveva lamentele specifiche da recapitare all&#8217;uomo di Xi. Il ministro danese Rasmussen, per esempio, ha dichiarato ai giornalisti di volere un &#8220;dialogo aperto e libero, caratterizzato da un alto grado di franchezza&#8221; con i cinesi, mentre il primo ministro norvegese <strong>Jonas Gahr Store</strong> vorrebbe che la Cina utilizzasse i suoi legami con il Cremlino per contribuire a raggiungere una soluzione negoziata alla guerra in Ucraina.</p>



<p>Istanze che Pechino proverà a elaborare in risposte apprezzabili, in aggiunta a due proposte di cooperazione che interessano enormemente ai Paesi scandinavi: un rafforzamento della <strong>cooperazione green</strong> e sull&#8217;energia pulita e un avvicinamento sulla <strong>questione artica</strong>. Soprattutto adesso che Trump ha messo nel mirino la Groenlandia. Non sarà in ogni caso facile per Wang convincere il blocco nordico, e ancor più pensare di sfruttarlo come <strong>contrappeso </strong>da opporre ai governi europei anti cinesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523090" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260712163650736_e339fc1a4867c94e4d1f376ded7603f2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-bussa-alla-porta-del-nord-europa-cosa-ce-dietro-lo-strano-tour-scandinavo-di-wang-yi.html">La Cina bussa alla porta del Nord Europa: cosa c&#8217;è dietro lo strano tour scandinavo di Wang Yi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Danimarca, la premier Frederiksen va al voto anticipato e cerca l&#8217;effetto-Groenlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/danimarca-la-premier-frederiksen-va-al-voto-anticipato-e-cerca-leffetto-groenlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 01:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Danimarca, Frederiksen porta il Paese al voto anticipato e cerca l'effetto-Groenlandia. Gli scenari politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/danimarca-la-premier-frederiksen-va-al-voto-anticipato-e-cerca-leffetto-groenlandia.html">Danimarca, la premier Frederiksen va al voto anticipato e cerca l&#8217;effetto-Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226190208218_0d50adfa221fcd7de1f02e8b3137294f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Mette Frederiksen</strong> rompe gli indugi e convoca le <strong>elezioni anticipate in Danimarca</strong> cercando di sfruttare il <strong>trend favorevole dei consensi</strong> per il suo <strong>Partito Socialdemocratico</strong> dopo che tra gennaio e febbraio la leader di Copenaghen ha saputo costruirsi un&#8217;immagine solida opponendosi alle mire del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia. La capa del governo danese doveva per vincolo costituzionale convocare un&#8217;elezione generale entro il 31 ottobre e ha scelto di anticipare la fine della legislatura. </p>



<p>Il motivo è chiaro: Frederiksen vuole seguire sul loro terreno il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-libero-scambio-contro-la-nuova-guerra-fredda-la-strategia-globale-del-canada.html"><strong>canadese Mark Carney</strong> </a>e l&#8217;australiano <strong>Anthony Albanese,</strong> che hanno portato il Partito Liberale di Ottawa e il Partito Laburista di Canberra a vincere a sorpresa nel 2025 le elezioni generali contro gli avversari conservatori sfruttando l&#8217;onda lunga della polarizzazione con gli Usa e la scelta di presentarsi come alternativi a Trump. I socialdemocratici, che governano in un esecutivo di larghe intese con il centrodestra di Venstre e dei Moderati, <strong>hanno per due governi impresso una spinta centrista all&#8217;esecutivo</strong> e Frederiksen ha rifiutato dal 2022 a oggi qualsiasi collaborazione con la sinistra radicale e verde, con le formazioni di riferimento schierate all&#8217;opposizione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Parola d&#8217;ordine: distinguersi da Trump</h2>



<p>Ora, però, col nuovo clima Frederiksen può presentarsi come la figura in grado di aprirsi varie strade. I sondaggi vedono il suo partito ancora sotto al risultato di quattro anni fa ma meglio rispetto a una tornata di elezioni locali autunnali disastrose per la formazione da lei guidata. <strong>La premier che da sinistra aveva rilanciato l&#8217;atlantismo ferreo,</strong> il sostegno coriaceo all&#8217;Ucraina (Copenaghen era <strong>prima in Unione Europea</strong> per aiuti pro capite a Kiev al 31 dicembre 2025), la lotta all&#8217;<strong>immigrazione clandestina</strong> ha subito a novembre la perdita della capitale per la prima volta in un secolo e ha <strong>coniugato la spinta sull&#8217;onda lunga del suo mandato</strong> con aperture a sinistra: &#8220;Frederiksen ha affermato che la Danimarca dovrà ridefinire il suo rapporto con gli Stati Uniti, considerati il ​​suo alleato più stretto, e &#8220;ha anche promesso un&#8217;imposta patrimoniale per finanziare le scuole&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/feb/26/danish-pm-calls-election-seeking-greenland-bounce">nota il Guardian, che <strong>ricorda come la questione Groenlandia sia centrale</strong>.</a></p>



<p>Il grimaldello groenlandese, in un contesto che vede l&#8217;intera politica nazionale compatta nel respingere le mire americane su Nuuk, può essere lo strumento d&#8217;apertura per Frederiksen e i socialdemocratici dopo le prossime elezioni previste per il 24 marzo. Sinistra Verde e l&#8217;Alleanza Rosso-Verde sono salite dall&#8217;8,3 al 12-13% e dal 5 al 6,5-7,5% nei vari sondaggi e potrebbero fornire un&#8217;alternativa progressista qualora Frederiksen cercasse il suo terzo mandato cavalcando anche il <strong>sentimento di scetticismo verso gli Usa suscitato da Trump.</strong> </p>



<p>Carney e Albanese insegnano che la critica o il distacco dagli Usa possono consentire di sdoganare sul piano politico elementi di matrice securitaria e geopolitica anche nel campo progressista e rappresentano un <strong>fattore di compattamento per dei corpi elettorali spesso disorientati su altri dossier</strong>. Frederiksen prova a muoversi sul loro tracciato. E sarà la politica estera, soprattutto per il dossier Groenlandia, a giocare un ruolo importante, fornendo dunque un argomento narrativo alla premier per tenere in mano il pallino del gioco. <strong>D&#8217;altronde, il calcolo è rischioso: costruire su un&#8217;alternativa agli Usa odierni</strong> una visione di prospettiva per la politica danese può far prevalere la tattica sulla strategia. Ma non è una novità, in un mondo di molti politici e pochi statisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/danimarca-la-premier-frederiksen-va-al-voto-anticipato-e-cerca-leffetto-groenlandia.html">Danimarca, la premier Frederiksen va al voto anticipato e cerca l&#8217;effetto-Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;derby per la Groenlandia&#8221; e non solo: Milano-Cortina, le prime Olimpiadi di una nuova era</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-derby-per-la-groenlandia-e-non-solo-milano-cortina-le-prime-olimpiadi-di-una-nuova-era.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si tratta delle prime Olimpiadi dove tradizionali alleati politici si sfideranno dopo mesi di inedite tensioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-derby-per-la-groenlandia-e-non-solo-milano-cortina-le-prime-olimpiadi-di-una-nuova-era.html">Il &#8220;derby per la Groenlandia&#8221; e non solo: Milano-Cortina, le prime Olimpiadi di una nuova era</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni Olimpiade riflette i cambiamenti politici della propria era. Quando, ad esempio, a <strong>Barcellona nel 1992</strong> è andata in scena la parata degli atleti, sono state notate nuove bandiere. Alcune erano senza stella socialista, altre non indicavano più un Paese ma una comunità di Stati provvisoriamente unita in un&#8217;unica delegazione. Due invece erano del tutto sparite: non c&#8217;era infatti più alcun vessillo rosso con falce e martello, così come non si notava più una delle due bandiere tedesche. All&#8217;epoca tutto questo è stato visto come<strong> il primo simbolo palese della nascita di un nuovo mondo</strong>. Quelle disputate in terra spagnola infatti,<strong> sono state le prime Olimpiadi post guerra fredda e post Urss. </strong></p>



<p>A Milano, fra pochi giorni, forse si noteranno meno cambiamenti e le bandiere saranno grossomodo le stesse viste nelle ultime Olimpiadi. <strong>Ma non mancheranno segnali capaci di riflettere i tanti cambiamenti degli ultimi mesi</strong>. Cambiamenti riconducibili, soprattutto, alla<strong> fine di storiche e tradizionali alleanze interne al mondo occidentale. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa vs Alleati</h2>



<p>Le Olimpiadi italiane saranno le prime dove, per la prima volta, <strong>Usa e Canada si guarderanno con un certo sospetto</strong>. Così come, allo stesso modo, saranno le prime dove <strong>tra statunitensi e danesi potrebbero sorgere non poche recriminazioni</strong>. Uno degli elementi più caratteristici del primo anno dell&#8217;amministrazione Trump 2.0, ha del resto riguardato l&#8217;allontanamento tra Usa e Ue e tra Usa e Canada. <strong>Oggi l&#8217;anti Trump a livello internazionale è rappresentato dal primo ministro canadese, Mark Carney</strong>. Il quale nel recente forum di Davos<a href="https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html"> ha parlato espressamente della &#8220;fine del mondo per come lo conosciamo&#8221;</a>. Il tutto, dopo aver governato nell&#8217;ultimo anno con la scure di nuovi dazi imposti tra Trump o delle provocazioni, avanzate dallo stesso presidente Usa, volte a considerare il Canada come 51esimo Stato.</p>



<p>Tutto questo sta già avendo implicazioni alle Olimpiadi. Se ne sono accorti gli appassionati di <strong>skeleton</strong>, la disciplina dove l&#8217;atleta corre in posizione prona sullo slittino.<a href="https://nationalpost.com/news/canada/u-s-skeleton-racer-canadian-coach-manipulation-olympic-wildcard"> La federazione Usa ha accusato quella canadese di aver fatto ritirare le proprie atlete </a>per non far qualificare, all&#8217;imminente torneo olimpico, <strong>Katie Uhlaender</strong>. Ossia una delle atlete statunitensi più in vista. I tornei pre-olimpici infatti, assegnano punti in base al numero di partecipanti alle gare. Il ritiro delle canadesi, ha quindi vanificato la vittoria di Uhlaender nell&#8217;ultima gara di Lake Placid. Sui social,<strong> è partito un inedito scontro tra tifosi statunitensi e canadesi.</strong> Con la diretta interessata che ha anche interpellato della questione il <strong>vice presidente J.D. Vance</strong>. L&#8217;episodio testimonia come, alle prossime Olimpiadi, ogni incontro tra Usa e Canada non sarà affatto amichevole.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Katie Uhlaender Appeals to VP J.D. Vance After Missing Historic Milano CortinaOlympic Games Chance <a href="https://t.co/iS7X6FgBHx">https://t.co/iS7X6FgBHx</a> via <a href="https://twitter.com/ES_sportsnews?ref_src=twsrc%5Etfw">@es_sportsnews</a></p>&mdash; Katie Uhlaender (@KatieU11) <a href="https://twitter.com/KatieU11/status/2015416263904780744?ref_src=twsrc%5Etfw">January 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Adesso Usa-Danimarca è diventato un derby</h2>



<p>L&#8217;attenzione più importante tuttavia riguarderà la <strong>sfida di hockey su ghiaccio tra le nazionali maschili di Usa e Danimarca</strong>, in programma il 14 febbraio all&#8217;interno della nuova Arena Santa Giulia di Milano. Fino a pochi mesi fa, una sfida del genere non avrebbe attratto interesse al di fuori da quello sportivo. Ma il torneo olimpico irrompe all&#8217;indomani della<strong> crisi legata alla sovranità sulla Groenlandia</strong>, rivendicata più volte da Trump. Con tanto di profondo e inedito<strong> strappo tra Washington e Copenaghen e, più in generale, tra Usa e Ue. </strong></p>



<p>La sfida sta già richiamando l&#8217;attenzione dei media internazionali, tanto da parlare già di &#8220;<strong>Derby per la Groenlandia</strong>&#8220;. E questo, di per sé, rappresenta una novità. Ai mondiali o alle Olimpiadi, sono stati tradizionalmente gli incroci tra conclamati Paesi avversari ad assumere forti significati politici. Come per la partita ai mondiali di calcio di Francia 98 tra Usa e Iran. Oppure come, rimanendo in tema di Olimpiadi invernali, per i tanti incroci tra Usa e Urss nell&#8217;hockey durante la guerra fredda. Per la prima volta, <strong>l&#8217;interesse geopolitico cadrà per una sfida tra alleati.</strong> Un riflesso, per l&#8217;appunto, se non di una nuova era quantomeno di una realtà attuale profondamente diversa dal recentissimo passato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-derby-per-la-groenlandia-e-non-solo-milano-cortina-le-prime-olimpiadi-di-una-nuova-era.html">Il &#8220;derby per la Groenlandia&#8221; e non solo: Milano-Cortina, le prime Olimpiadi di una nuova era</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;annuncio di Trump: accordo con la Nato per negoziare sulla Groenlandia. Niente dazi agli europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-trump-accordo-con-la-nato-per-negoziare-sulla-groenlandia-niente-dazi-agli-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 21:15:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Davos]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti del presidente Donald Trump hanno trovato una piattaforma comune con gli alleati della Nato per una discussione volta a trovare un accordo sullo status della Groenlandia. Potremmo definirlo il &#8220;Patto di Davos&#8221;: il plenipotenziario degli euro-atlantici è stato il segretario generale della Nato ed ex premier olandese, Mark Rutte, figura da sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-trump-accordo-con-la-nato-per-negoziare-sulla-groenlandia-niente-dazi-agli-europei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-trump-accordo-con-la-nato-per-negoziare-sulla-groenlandia-niente-dazi-agli-europei.html">L&#8217;annuncio di Trump: accordo con la Nato per negoziare sulla Groenlandia. Niente dazi agli europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-minaccia-lattacco-allIran.-Ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-Usa-e-il-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti del presidente Donald Trump</strong> hanno trovato una piattaforma comune con gli alleati della Nato per una <strong>discussione volta a trovare un accordo sullo status della Groenlandia.</strong> Potremmo definirlo il &#8220;Patto di Davos&#8221;: il plenipotenziario degli euro-atlantici è stato il segretario generale della Nato ed ex premier olandese, <strong>Mark Rutte</strong>, figura da sempre vicina al capo di Stato Usa che si è incontrato con l&#8217;inquilino della Casa Bianca dopo che <a href="https://it.insideover.com/economia/davos-lelegia-nazionalista-trump-a-fianco-del-ceo-di-blackrock.html">questi aveva concluso il suo discorso odierno. </a></p>



<p>Terre rare, sicurezza della Groenlandia ed estensione del <strong>Golden Dome, lo scudo missilistico americano</strong> previsto per difendere l&#8217;emisfero occidentale e la sicurezza del continente: sono questi i punti su cui The Donald e Rutte, <em>Trump-whisperer</em> per eccellenza dell&#8217;Alleanza Atlantica, hanno concordato di intavolare una discussione. Per effetto di questo avvio di negoziato non ci saranno i <strong>paventati dazi aggiuntivi al 25% sugli otto Paesi che avevano mandato un piccolo contingente</strong> nell&#8217;isola più grande del mondo: la Danimarca che è titolare della sua sovranità, assieme a altri cinque Paesi comunitari (<strong>Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia</strong>) e il Regno Unito e la Norvegia esterni all&#8217;Unione Europea.</p>



<p>Nessuno di questi Paesi subirà, dunque, tariffe aggiuntive. E al contempo si inizierà a parlare di <strong>prospettive strategiche per la proiezione americana verso la Groenlandia</strong>. Trump sul suo social network Truth parla di negoziati che dovranno condurre il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l&#8217;inviato speciale, ormai &#8220;Signor Wolff&#8221; di Trump, Steve Witkoff. Al centro l&#8217;obiettivo principale di Trump, <strong>un accordo che garantisca la domanda di metalli critici americana</strong> e estenda la garanzia di sicurezza dello scudo antimissile alla Groenlandia, magari col sottaciuto pensiero di far pagare parte della bolletta agli europei.</p>



<p>Restano, alle spalle, molte domande: ci sarà accordo? Se sì, in che misura e in che tempi? Cosa ha spinto Trump a trattare? Ha avuto un ruolo la paventata minaccia di una vendita di asset Usa da parte di molte istituzioni finanziarie? L&#8217;Europa come reagirà collettivamente? Tornerà all&#8217;ovile americano o acquisirà esperienza da questa lezione. Mentre <strong>già si parla dell&#8217;ennesimo esempio di <em>Trump always chicken out (TACO)</em> per parlare dei bluff del tycoon,</strong> è bene però ricordare che<a href="https://it.insideover.com/politica/da-alleati-a-separati-in-casa-groenlandia-e-dazi-leuropa-valuta-il-divorzio-dagli-usa.html"> la scossa della Groenlandia</a> ha turbato politicamente gli equilibri del campo atlantico. E la rottura della fiducia potrebbe essere comunque molto difficile da ricmporre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-trump-accordo-con-la-nato-per-negoziare-sulla-groenlandia-niente-dazi-agli-europei.html">L&#8217;annuncio di Trump: accordo con la Nato per negoziare sulla Groenlandia. Niente dazi agli europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;assalto di Trump alla Groenlandia: per l&#8217;Europa l&#8217;opportunità di  guardare finalmente oltre gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lassalto-di-trump-alla-groenlandia-per-leuropa-lopportunita-di-guardare-finalmente-oltre-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 00:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'assalto di Trump alla Groenlandia: per l'Europa l'opportunità di pensare all'alternativa occidentale. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lassalto-di-trump-alla-groenlandia-per-leuropa-lopportunita-di-guardare-finalmente-oltre-gli-usa.html">L&#8217;assalto di Trump alla Groenlandia: per l&#8217;Europa l&#8217;opportunità di  guardare finalmente oltre gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250310103623695_c62ed5774929175f20313554aea57634-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>manovra di Donald Trump e degli Usa</strong> per spingere all&#8217;angolo i Paesi europei e farli cedere sul dossier <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html">Groenlandia,</a> sostanziatasi nell&#8217;applicazione di extra-dazi</strong> per i Paesi europei che hanno inviato truppe nel Grande Nord a sostenere la sovranità danese e l&#8217;autonomia di Nuuk, palesa diverse minacce ma è una mossa che può offrire delle opportunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rivelano le minacce degli Usa</h2>



<p>Le minacce sono chiare. E hanno a che vedere con la presa di consapevolezza di un dato strategico: Trump <strong>rottama l&#8217;Occidente come spazio squisitamente politico</strong>, sostanzialmente rinuncia alla narrazione sottostante alla <strong>Nato (ma non, si badi, alla sua infrastruttura militare)</strong> e rivendica l&#8217;Europa e i suoi Paesi come parte di una <strong>sfera d&#8217;influenza ad esclusiva trazione statunitense,</strong> non considerando le volontà degli Stati del Vecchio Continente paragonabili a quelle di Washington.</p>



<p>Tutto questo dopo che l&#8217;Europa ha, supinamente, <strong>fatto di tutto per evitare l&#8217;impatto con la realtà</strong>: dall&#8217;accettazione dell&#8217;innalzamento del target di spese militari in rapporto al Pil al 5% al varo di regimi fiscali meno impattanti per le Big Tech americane in materia di Global Minimum Tax, passando per l&#8217;accordo che ha accettato i <strong>dazi americani al 15% per le merci europee,</strong> il 2025 ha rischiato di concretizzare una nuova tappa del &#8220;secolo delle umiliazioni&#8221; del Vecchio Continente. Il 2026 si rischia di aprire con lo stesso canovaccio. Ed è qui che <strong>arrivano le opportunità, per quanto sia difficile parlare in questo modo</strong> di fronte a una minaccia come quella posta dagli Usa ai loro alleati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opportunità da non perdere per l&#8217;Europa</h2>



<p>Il primo fatto è chiaro: appare <strong>esplicito il progetto di <em>divide et impera</em> statunitense sull&#8217;Europa</strong>. I dazi differenziati (illegali per l&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio nei confronti di un blocco unitario come l&#8217;Ue) sono la nuova versione della <strong>diplomazia personalista del presidente americano</strong> o della pressione di movimenti come quelli che <strong>Elon Musk</strong> ha provato a raccogliere sotto il cappello <a href="https://it.insideover.com/politica/make-europe-great-again-la-destra-euroscettica-lancia-la-sfida-a-bruxelles.html">&#8220;Make Europe Great Again&#8221; (Mega) come quinte colonne verso ogni progetto comunitario.</a> Ma anche la <strong>estrema manifestazione di una tendenza americana</strong> già palesatasi nell&#8217;era di <strong>Joe Biden</strong> all&#8217;inizio della <strong>guerra in Ucraina</strong>: la divisione dell&#8217;Europa come leva per l&#8217;influenza a stelle e strisce.</p>



<p>Capire questo progetto è un primo passo. A ciò si aggiunge l&#8217;irrinunciabile opportunità di poter vedere, per una volta, delle <strong>architetture securitarie europee</strong> chiaramente distinte da quella statunitense. Posto che possa prendere piede l&#8217;irrazionale principio statunitense secondo cui la Groenlandia in mano danese non è funzionale alla sicurezza di Washington contro Russia e Cina, si potrebbero fare molte altre domande. </p>



<p>Ad esempio, se gli Usa legittimano uno strabismo tanto forte, si potrebbe parimenti riflettere sull&#8217;eventuale lungimiranza di aver <strong>considerato la Russia una pericolosa e imminente minaccia militare</strong> contro cui riunire ogni risorsa militare, con una riflessione compiuta <em>pro domo americana</em>. O pensare all&#8217;autolesionismo compiuto contribuendo alla destrutturazione dell&#8217;estero vicino europeo e a una politica mediorientale eccessivamente appiattita su Israele, sempre perché &#8220;<strong>vuolsi così colà dove si pote&#8221;</strong>. Oppure, infine, riflettere sulla miopia europea circa le strategie di connettività euroasiatica, i rapporti con la Cina resi sempre più confrontazionali in nome dell&#8217;Occidente collettivo, la ridotta attenzione data all&#8217;Africa nel quadro della programmazione collettiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valorizzare il peso globale dell&#8217;Europa</h2>



<p>Infine, <strong>si potrebbe valorizzare il peso globale dell&#8217;Europa</strong> o ciò che ne rimane. Come? Ricordando che dopo il distacco americano dal canone occidentale, esiste un modello europeo alternativo a quello dell&#8217;egemonia dei  nuovi potentati politico-finanziari, dei tecno-oligarchi e della leadership nazionalista statunitense. E quel modello si basa sull&#8217;<strong>economia sociale di mercato, sul multilateralismo, sull&#8217;apertura al libero scambio e la rottura delle barriere</strong>. </p>



<p>La mossa di Trump sulla Groenlandia ha oscurato, ieri, la firma in Paraguay dell&#8217;<strong>Accordo Ue-Mercosur, il più vasto della storia europea</strong>. Una possibile pietra miliare geopolitica, perché capace di rendere viva la cooperazione commerciale con un colosso come il Brasile e avvicinare Europa e Sud Globale, aprendo la pista a nuove intese come quella con l&#8217;<strong>India.</strong> Per un Trump che chiude all&#8217;America le porte del mondo c&#8217;è un&#8217;Europa che abbatte dazi e barriere. Entrando con il commercio in territori, come quello dell&#8217;emisfero occidentale nella sua componente latinoamericana, dove gli Usa hanno di recente usato la forza militare contro i loro rivali (Venezuela) e quella economica contro i loro alleati (Groenlandia). Una diversità di condotta che a livello globale andrebbe sbandierata con orgoglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lassalto-di-trump-alla-groenlandia-per-leuropa-lopportunita-di-guardare-finalmente-oltre-gli-usa.html">L&#8217;assalto di Trump alla Groenlandia: per l&#8217;Europa l&#8217;opportunità di  guardare finalmente oltre gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dazi e minacce: Trump va in all-in contro la difesa europea della Groenlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 17:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran, Gaza, Russia: momentum di de-escalation" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;impero colpisce ancora. Questa volta, in Groenlandia. Il bersaglio non è un rivale, ma sono gli alleati storici degli Usa. Donald Trump ha deciso di usare il pugno di ferro per concretizzare la sua strategia di acquisizione della Groenlandia dalla Danimarca. A Copenaghen e ad altri sette Paesi europei (Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;impero colpisce ancora. Questa volta, in Groenlandia. Il bersaglio non è un rivale, ma sono gli alleati storici degli Usa. Donald Trump ha deciso di usare il pugno di ferro per concretizzare la sua strategia di acquisizione della Groenlandia dalla Danimarca. A <strong>Copenaghen e ad altri sette Paesi europei (Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) </strong>verranno inflitt<strong>i dazi aggiuntivi al 10% sulle merci dirette negli Usa dall&#8217;1 febbraio</strong>. I dazi saliranno al 25% dal giugno 2026. Unico modo per evitarlo? Concretizzare un accordo di acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. </p>



<p>I Paesi colpiti sono quelli che hanno riaffermato il sostegno alla Groenlandia danese inviando un contingente di truppe nel <strong>Grande Nord dell&#8217;Artico e, scrive Trump sul suo social network Truth</strong>, &#8220;si sono recati in Groenlandia, per scopi ignoti. Questa è una situazione molto pericolosa per la sicurezza, la protezione e la sopravvivenza del nostro pianeta&#8221;, ha aggiunto. </p>



<p>Per Trump &#8220;è ora che la Danimarca restituisca&#8221; quanto ricevuto sotto forma di assistenza militare Usa o, a suo avviso, tolto a Washington tramite dazi doganali: &#8220;Cina e Russia vogliono la Groenlandia, e non c&#8217;è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo&#8221;, ha dichiarato. Trump sottolinea che a suo avviso la Groenlandia serve agli Usa per espandere lo <strong>scudo missilistico Golden Dome in via di programmazione, senza il quale Washington non riuscirebbe</strong> a blindare la sua sicurezza emisferica. </p>



<p>Il fatto che la Groenlandia sia parte della Nato in quanto soggetta all&#8217;autorità di Copenaghen non importa<a href="https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html">: lo abbiamo scritto, <strong>il desiderio espansionista americano sulla Groenlandia è irrazionale</strong></a> e in larga parte a-strategico pur servendo, paradossalmente, un chiaro imperativo operativo: <strong>l&#8217;idea, cioè, che con l&#8217;isola più grande del mondo in mano americana</strong> si chiuderebbero le porte da Nord all&#8217;emisfero occidentale centrale nella sicurezza nazionale Usa.</p>



<p>Charlie Edwards, <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2026/01/the-donroe-doctrine-reaches-the-arctic/">Senior Fellow per la strategia e la sicurezza nazionale dell&#8217;International Institute for Strategic Studies,</a> nei giorni scorsi, analizzava che in virtù del maggior impegno americano per l&#8217;Artico &#8220;alcune scelte strategiche riguardanti la Groenlandia sono già state prese, con Washington che ha dato <strong>priorità  <a href="https://thewatch-journal.com/2025/03/04/pituffik-space-base-strengthening-u-s-defense-capabilities-in-the-arctic/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alle risorse difensive di allerta precoce presso la base spaziale di Pituffik</a> </strong>rispetto a un impegno avanzato prolungato nell&#8217;Artico più ampio&#8221;. Edwards faceva notare che da tempo &#8220;si era ipotizzato che Pituffik verrà modernizzata  <a href="https://www.arctictoday.com/greenland-should-prepare-for-possible-pituffik-expansion-expert-says/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per supportare il progetto Golden Dome</a> , una proposta di architettura di difesa missilistica con capacità spaziali&#8221;. </p>



<p>La <strong>Danimarca non si era opposta a nulla</strong> di tutto ciò, e questo mostra la natura a dir poco rapsodica e a-strategica del proclama di Trump. Il quale, peraltro, nell&#8217;assalto all&#8217;Europa compie un&#8217;inesattezza, dato che <em>ex lege</em> gli extra-dazi possono essere imposti a Norvegia e Regno Unito, Paesi esterni all&#8217;Unione Europea, ma non agli altri, membri del blocco che agisce commercialmente come un soggetto unico di fronte al resto del mondo.  <strong>Al contempo, l&#8217;aggressività espansionista americana</strong> rende meno credibile il ruolo di mediatore degli Usa su altri dossier, come l&#8217;Ucraina e <a href="https://it.insideover.com/difesa/uk-per-sicurezza-e-difesa-starmer-punta-su-healey-ex-fedelissimo-di-blair.html">Gaza</a>, e <strong>indebolisce quelle strutture collettive che rappresentano la garanzia della proiezione statunitense</strong>. Risultando controproducente per la stessa volontà di blindare l&#8217;emisfero occidentale sotto la guida Usa.</p>
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		<title>Groenlandia, la linea rossa dell’Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/groenlandia-la-linea-rossa-dellartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 05:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Groenlandia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La Groenlandia ha ribadito che dovendo scegliere tra Usa e Danimarca vince la seconda. Ora a Trump riadattare la propria strategia. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Groenlandia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Groenlandia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Tra le pressioni statunitensi e l’ombrello danese, Nuuk sceglie la continuità. Una scelta che pesa più delle parole Nel pieno di una fase di crescente tensione geopolitica nell’Artico, <strong>la Groenlandia ha compiuto una scelta politica chiara. </strong>Il primo ministro <strong>Jens-Frederik Nielsen </strong>ha ribadito a Copenaghen che, di fronte a un’alternativa secca tra Stati Uniti e Danimarca, Nuuk sceglie la seconda. Non è una dichiarazione di circostanza, ma un messaggio indirizzato a Washington e, indirettamente, agli alleati della NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Artico come nuovo fronte strategico</h2>



<p>La Groenlandia è tornata al centro del confronto tra grandi potenze non per ragioni identitarie, ma strategiche. <strong>Rotte marittime, risorse minerarie, proiezione militare </strong>e controllo dei fondali rendono l’isola un nodo essenziale nella competizione artica. In questo quadro, l’insistenza dell’amministrazione Donald Trump nel rivendicare l’importanza vitale della Groenlandia per la sicurezza nazionale statunitense ha superato il livello della retorica, evocando persino opzioni coercitive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Danimarca sotto pressione</h2>



<p>Per la Danimarca, la Groenlandia è insieme responsabilità storica e vulnerabilità strategica. Copenaghen si trova oggi costretta a rafforzare il proprio profilo difensivo nell’Artico, accelerando il coordinamento con l’Alleanza Atlantica e programmando esercitazioni multinazionali sull’isola. Il messaggio è duplice: rassicurare Nuuk e segnalare a Washington che la questione groenlandese non è negoziabile fuori dal quadro alleato.</p>



<p>L’incontro a Washington tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia con il vicepresidente <strong>JD Vance</strong> e il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> risponde a un’esigenza precisa: spostare il confronto dal piano delle dichiarazioni pubbliche a quello del negoziato controllato. Per Copenaghen, il dialogo serve a disinnescare l’idea di un braccio di ferro diretto con il principale alleato militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’opinione pubblica groenlandese</h2>



<p>A Nuuk, le parole di Nielsen riflettono un sentimento diffuso. <strong>La prospettiva di una rapida indipendenza è stata messa in pausa</strong>, mentre cresce il consenso intorno a una strategia graduale: restare sotto l’ombrello danese e NATO, mantenendo al tempo stesso l’obiettivo di lungo periodo di una maggiore autonomia. I groenlandesi si percepiscono come alleati degli Stati Uniti, non come potenziali cittadini americani.</p>



<p>La Groenlandia non rifiuta gli Stati Uniti, ma rifiuta l’asimmetria. Accettare una relazione sbilanciata significherebbe <strong>trasformarsi da soggetto politico a oggetto strategico.</strong> La scelta danese rappresenta quindi una forma di protezione multilaterale, l’unica in grado di garantire margini di sovranità in un contesto dominato da potenze maggiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari futuri</h2>



<p>Nel medio periodo, l’Artico resterà un’area di competizione crescente. La presenza diplomatica francese e il rafforzamento del coordinamento NATO indicano che l’Europa non intende restare spettatrice. <strong>Per Washington, la sfida sarà adattare la propria strategia</strong>: la pressione diretta rischia di produrre l’effetto opposto, saldando l’asse tra Nuuk e Copenaghen.</p>



<p>La Groenlandia ha tracciato una linea. Non contro gli Stati Uniti, ma a favore della propria stabilità. In un Artico sempre più militarizzato, la scelta di restare nel Regno di Danimarca non è un atto di rinuncia, ma una scommessa di sopravvivenza politica.</p>
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		<title>La Groenlandia e l&#8217;ansia americana da sicurezza che racconta la crisi di un impero</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 17:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Groenlandia e l'ansia americana da sicurezza nazionale che racconta la crisi di un impero. Gli scenari strategici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/La-Groenlandia-appartiene-ai-groenlandesi-Nuuk-e-la-Danimarca-respingono-le-mire-di-Trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi interna alla Nato scatenata dalle pretese statunitensi di annessione della Groenlandia è un manuale paradigmatico delle problematiche strategiche dei nostri tempi. E dell&#8217;ansia da sicurezza nazionale che traspare dalle scelte degli Stati Uniti. Attori che mantengono il primo posto nella gerarchia delle potenze ma restano spaventati e preoccupati dall&#8217;ipotesi di perdere lo scettro, e nel quadro di una contesa serrata con rivali come <strong>Cina e Russia cercano oggi nel paradigma della &#8220;sicurezza emisferica&#8221;</strong> una forma di rassicurazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ansia della sicurezza nazionale</h2>



<p>I colloqui di mercoledì tra Usa, Danimarca e Groenlandia sono risultati un dialogo tra sordi perché c&#8217;è strabismo tra la razionale lettura di Copenaghen e Nuuk e l&#8217;ansia americana per il contenimento delle minacce alle periferie.</p>



<p>Le mire di <strong>Donald Trump sull&#8217;isola più grande del mondo,</strong> associata alla corona del fedele alleato danese, non sono stravaganze ma riflettono quel vento culturale di cui,<a href="https://it.insideover.com/politica/national-security-strategy-usa-trump-abbandona-leuropa-al-suo-declino.html"> come abbiamo già scritto, la <strong>strategia di sicurezza nazionale</strong> e </a>la strategia del Pentagono di <strong>Pete Hegseth </strong>si sono fatte interpreti, indicando nell&#8217;emisfero occidentale, dall&#8217;Artico allo Stretto di Magellano, area di pertinenza geopolitica americana. <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-venezuela-alla-groenlandia-dalla-dottrina-donroe-nasce-il-nuovo-impero-americano.html">Abbiamo anche ricordato come l&#8217;assalto al Venezuela </a>del 3 gennaio e le mire sulla Groenlandia abbiano il <em>fil rouge</em> della sicurezza e della corsa alle risorse a collegarli. Ma al contempo va aggiunto che <strong>questa ansia e questa assertività mostrino, in realtà, una fragilità intrinseca dell&#8217;America</strong>, che percepisce l&#8217;assedio di Pechino e Mosca e ritiene che anche il partner atlantico danese non sia sufficiente come schermo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Friedman: Trump ribalta il canone Nato</h2>



<p>&#8220;Pur comprendendo l&#8217;importanza della Groenlandia, è difficile capire perché non possa rimanere in mani danesi, dato che la Danimarca è membro della Nato, pur fungendo da base statunitense, soprattutto quando lì c&#8217;è già una base statunitense&#8221;,<a href="https://geopoliticalfutures.com/why-greenland-matters/"> ha scritto <strong>l&#8217;analista George Friedman sul suo portale Geopolitical Futures</strong>, aggiungendo</a> che la volontà potrebbe riguardare un ribaltamento storico nella Nato stessa. </p>



<p>&#8220;Trump potrebbe cercare di rimodellare l&#8217;alleanza in modo che possa essere responsabile di intervenire in aiuto degli Stati Uniti in caso di guerra&#8221;, spiega Friedman, aggiungendo che &#8220;questa sarebbe un&#8217;idea sorprendente e spiacevole per l&#8217;Europa, che ha sempre considerato gli Stati Uniti responsabili della propria sicurezza&#8221;, e dunque <strong>la prospettiva di un conflitto nell&#8217;Artico presuppone l&#8217;idea che gli Usa possano proiettarsi con un territorio di propria sovranità</strong> come antemurale per poter chiamare, eventualmente, gli alleati all&#8217;adunata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una paura a-strategica</h2>



<p>&#8220;Gli alleati della Nato controllano già poco più della metà del territorio attorno al Polo Nord e all&#8217;interno del Circolo Polare Artico&#8221;,<a href="https://thehill.com/opinion/international/5687699-arctic-circle-nato-russia/"> puntualizza <em>The Hill, </em></a>aggiungendo che &#8220;gli Stati Uniti hanno l&#8217;Alaska, il Canada i Territori del Nord-Ovest, lo Yukon e il Nunavut, la Danimarca la Groenlandia e la Norvegia gran parte del suo Nord, <a href="https://www.nytimes.com/2026/01/11/world/europe/svalbard-norway-arctic-control.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comprese le isole Svalbard</a>. Nel complesso, questi territori rappresentano circa la metà del territorio a Nord del Circolo Polare Artico e molte isole nell&#8217;Oceano Artico&#8221;.</p>



<p>La motivazione delle mire Usa sembra dunque essere in ultima istanza <strong>a-politica e a-strategica. Qui rientra la psicologia dell&#8217;impero che si sente sotto assedio</strong> e vuole blindare la sicurezza nel &#8220;cortile di casa&#8221; in prima persona, fermando Sole e Luna su Gabaon <strong>e espandendo materialmente il perimetro fisico dello Stato e della sue proiezione</strong> per alzare la capacità di difendersi da ogni sfida imprevedibile. Ironia della sorte, questo contraddice tanto il <strong>presupposto storico della proiezione americana,</strong> che fa dell&#8217;egemonia e del soft power la sua leva, quanto la tradizionale visione statunitense della <strong>frontiera come spazio privilegiato d&#8217;azione. E frontiere della geopolitica di domani come l&#8217;Artico</strong> sono viste non come nuovi territori da capire, solcare e a loro modo americanizzare ma come potenziali fonti di minacce in cui piazzare dei <em>limes</em> fisici. Un fatto che acuisce il senso di debolezza, piuttosto che la forza di un impero sulla difensiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html">La Groenlandia e l&#8217;ansia americana da sicurezza che racconta la crisi di un impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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