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	<title>Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 27 May 2026 07:12:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) Archives - InsideOver</title>
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		<title>C&#8217;eravamo tanto amati. Il Financial Times (e non solo lui) boccia l&#8217;Italia di Giorgia Meloni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 05:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1167" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-600x365.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pnrr, il Financial Times "boccia" l'Italia: fine della luna di miele con Meloni? Gli scenari per l'Italia che sarà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html">C&#8217;eravamo tanto amati. Il Financial Times (e non solo lui) boccia l&#8217;Italia di Giorgia Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1167" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-600x365.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un fallimento&#8221;: è tranchant il <em>Financial Times</em> nel definire il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promosso dopo l&#8217;inizio del Covid-19 per rilanciare l&#8217;economia italiana nel quadro della <em>Recovery and Resilience Facility</em> comunitaria. Roma, prima beneficiaria del fondo europeo con 194 miliardi di euro che verranno erogati fino al 31 dicembre, non è stata trasformativa con le sovvenzioni pensate per <strong>rafforzare digitalizzazione, infrastrutture e energie rinnovabili</strong> nel quadro della crescita del sistema-Paese e, anche se la spinta del Pnrr ha mantenuto in terreno positivo le stime sull&#8217;espansione del Pil dell&#8217;Italia, Roma resta <strong>ancora al palo in termini di sviluppo</strong>.</p>



<p>Il titolo del Ft è netto e pare un editoriale politico prima ancora che economico-finanziario, dato che all&#8217;interno dell&#8217;articolo si trovano i commenti puntuali e non catastrofisti di economisti come <strong>Tito Boeri della Bocconi e Marco Leonardi dell&#8217;Università degli Studi di Milano</strong>, che hanno presentato un quadro pragmatico, dati alla mano, sui limiti del Pnrr. Conta, però, il messaggio di fondo: il sistema finanziario internazionale di cui il Ft è espressione inizia a essere <strong>scettico delle capacità di Giorgia Meloni di continuare a traghettare il Paese</strong> e molte testate di peso stanno invertendo i trend dopo anni di elogi e sostegni al percorso di <strong>stabilità di Roma</strong> dall&#8217;ascesa della premier a oggi. Dal riconoscimento di <a href="https://www.ft.com/content/d54e6a7d-891e-404b-a755-ba87193b7a4b?syn-25a6b1a6=1https://www.ft.com/content/d54e6a7d-891e-404b-a755-ba87193b7a4b?syn-25a6b1a6=1">impegni per stabilizzare il bilancio </a>o <a href="https://www.ft.com/content/1a1f0646-55a0-49ea-a959-fcfd1b1d26b8">da ospitare articoli che ricordavano <em>Europe should learn from Italy</em></a>, come titolava il Ft a novembre, <a href="https://www.reuters.com/world/italys-meloni-marks-three-years-power-embracing-stability-over-growth-2025-10-21/">per arrivare al riconoscimento del percorso <em>stability over growth</em></a> dell&#8217;esecutivo, di cui ha parlato Reuters, la stella della premier sembra essersi appannata.</p>



<p>E a poco più di un anno dal voto politico del 2027 si inizia a capire la spinta per un cambio di fase. Meloni era già stata &#8220;sfiduciata&#8221; a gennaio, quando era stata messa in discussione <strong>la strategia politica del governo di puntare sull&#8217;asse col <a href="https://www.ft.com/content/a93c4998-823a-4c64-b38d-443f8e0e81f6?syn-25a6b1a6=1">costruttore Francesco Gaetano Caltagirone</a></strong> per riuscire, tramite Monte dei Paschi di Siena, a cambiare in senso più orientato all&#8217;italianità l&#8217;assetto gestionale di Generali. Dinamica, questa, poi rivelatasi controproducente alla luce della riconferma di <strong>Luigi Lovaglio </strong>alla guida del Monte, primo azionista di Mediobanca che è a sua volta primo socio di <a href="https://it.insideover.com/economia/mps-la-resa-dei-conti-premia-lovaglio-clamoroso-ribaltone-in-frantumi-la-coalizione-che-ha-scalato-mediobanca.html" type="post" id="513518">Generali, che ha portato con sé una spinta alla stabilità sostenuta da grandi elettori come BlackRock e Credit Agricole (via Banco Bpm)</a>. Non è stato perdonato, poi, in Europa l&#8217;endorsement eccessivo con cui Meloni ha accolto l&#8217;ascesa di <strong>Donald Trump alla Casa Bianca né è parsa sostanziale la sua posizione nel Vecchio Continente,</strong> ritenuta eccessivamente timida.</p>



<p>Quei grandi investitori internazionali che hanno scommesso sull&#8217;Italia di Meloni e quelle testate, come il Ft, che fiutano i venti nuovi della politica europea e globale osservano con attenzione gli scenari che aspettano Roma nei prossimi mesi. In tal senso, il dato di fatto è che <strong>il trend degli anni scorsi, orientato a riconoscere una stabilità sostanziale nell&#8217;Italia meloniana</strong> di fronte a un&#8217;Europa incerta sul piano politico ed economico, si sta trasformando in un riconoscimento di sostanziale immobilismo. Ma in fin dei conti si tratta delle due facce della stessa medaglia.</p>



<p>Politica industriale, tasse, investimenti strategici, progetti europei, innovazione: il quadriennio targato Meloni non è stato risolutivo su grandi dossier decisivi per il futuro del Paese. Ma <strong>difficilmente avrebbe potuto esserlo,</strong> dato che tra dazi, guerre, tensioni energetiche il periodo è stato segnato da <strong>continue e ripetute emergenze</strong> che hanno deviato il percorso dell&#8217;economia italiana.<a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html" type="post" id="421192">Per fortuna, l&#8217;export ha continuato a tirare e a garantire posti di lavoro e surplus</a>, ed è difficile pensare come con un altro esecutivo avrebbe potuto essere diversamente. <strong>Con la stella di Trump in declino, con la scelta di Meloni di un asse privilegiato con la Germania</strong> di Friedrich Merz in Europa che ha probabilmente suscitato malumori in diverse cancellerie (citofonare Francia e Commissione a Bruxelles) e con anni incerti dopo la fine della <em>Recovery and Resilience Facility,</em> resta un&#8217;Italia che ha scommesso tutto, sul piano economico e finanziario, sul taglio del debito per rassicurare l&#8217;Unione Europea e ha mancato, di poco, l&#8217;uscita dalla procedura d&#8217;infrazione. Resta una tempesta energetica di inizio 2026 che ha sconvolto i rendimenti dei titoli di Stato e la sostenibilità di bilancio, orgoglio di Meloni e del Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> negli ultimi anni. Resta, infine, una luna di miele ormai terminata. E per Meloni questa sfida internazionale varrà quanto quella politica. Un editoriale del Ft vale più di un referendum perso in termini di capitale politico: ed invertire la strada non sarà facile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html">C&#8217;eravamo tanto amati. Il Financial Times (e non solo lui) boccia l&#8217;Italia di Giorgia Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Debito, Pnrr, tassi: il 2025-2026 biennio chiave per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/debito-pnrr-tassi-il-2025-2026-biennio-chiave-per-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 18:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="877" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-600x274.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-1536x702.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il 2024 si avvia alla conclusione nel quadro della grande incertezza europea, per l&#8217;Italia si apre una finestra biennale che sarà decisiva per capire il futuro della crescita economico-industriale, della sostenibilità del debito pubblico e del rapporto con il resto d&#8217;Europa. Luci e ombre coesistono: Roma si trova sostanzialmente stabile sul fronte politico interno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-pnrr-tassi-il-2025-2026-biennio-chiave-per-litalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-pnrr-tassi-il-2025-2026-biennio-chiave-per-litalia.html">Debito, Pnrr, tassi: il 2025-2026 biennio chiave per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="877" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-600x274.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213120559956_6c7e5a1534790bf431fde910565668cd-e1761229807746-1536x702.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il 2024 si avvia alla conclusione nel quadro della <strong>grande incertezza europea, </strong>per l&#8217;Italia si apre una finestra biennale che sarà decisiva per capire il futuro della <strong>crescita economico-industriale, della sostenibilità del debito pubblico</strong> e del rapporto con il <strong>resto d&#8217;Europa</strong>. Luci e ombre coesistono: Roma si trova sostanzialmente stabile sul fronte politico interno mentre <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html"><strong>Francia e Germania</strong> sono politicamente in ambasce</a>, ma al contempo condivide con le nazioni-guida dell&#8217;Unione Europea le ambasce per un&#8217;economia in frenata, i timori per la gelata dell&#8217;industria, le incertezze per<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-tartaruga-insegue-lia-la-lepre-usa-e-gia-sul-calcolo-quantistico.html"> le rotte future dello sviluppo continentale.</a></p>



<p>Tre elementi saranno fattori chiave per capire le rotte del sistema-Paese: <strong>la fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> si sommerà infatti alla partita del <strong>rifinanziamento di un quinto del debito pubblico in soli due anni</strong> e a quella del sentiero di <strong>riduzione dei tassi della Banca centrale europea</strong>. Nel 2025 arriveranno 18,2 miliardi di <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html">Pnrr</a> se sarà sbloccata la settima rata cui il governo Meloni punta, ma la scadenza del 31 dicembre 2026 <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/economia/pnrr-foti-pronti-7-rata-2025-attenzione-livello-spesa/AGK1IrgB">per i progetti impone una <strong>progressiva crescita della capacità di spesa</strong></a>, pena il rischio di ritrovarsi a fine Pnrr a dover rimborsare all&#8217;Ue le quote a debito non messe a terra entro la scadenza.</p>



<p>Un&#8217;eventualità del genere potrebbe compromettere il sentiero di consolidamento del <strong>debito pubblico nazionale</strong> che, nonostante superi il 140% del Pil, è sostanzialmente in una fase di relativa calma. L&#8217;Italia vede i suoi <strong>titoli di Stato vivere una fase di appetibilità</strong> per gli investitori stranieri, dato che è titolare di un Btp che garantisce rendimenti elevati al netto delle caratteristiche strutturali dell&#8217;economia. Btp straordinari come l&#8217;Italia o il Futura hanno coinvolto il <strong>risparmio nazionale</strong> aumentando la quota di possessori di titoli di Stato, e ora andrà al rinnovo buona parte del debito accumulato negli anni della pandemia di Covid-19. </p>



<p>&#8220;Su circa 2.960 miliardi di euro di debito pubblico, 643, oltre il 21,5%, scadranno tra il prossimo anno e quello successivo&#8221;,<a href="https://www.confapibrescia.it/2024/12/10/debito-il-biennio-clou-va-in-scadenza-oltre-un-quinto-dei-btp/"> riporta l&#8217;Osservatorio Internazionale</a>, aggiungendo che &#8220;356 miliardi di euro di emissioni in scadenza nel 2025, 234 dei quali a medio-lungo termine, e 287 nel 2026&#8221;, in un contesto in cui <strong>&#8220;buona parte di queste passività sono</strong> <strong>quelle ereditate dall’epoca pandemica del Covid-19, </strong>quando il Patto di Stabilità europeo era sospeso e non c’era sostanzialmente limite al margine di manovra a disposizione degli attori europei&#8221;. <strong>Ad oggi l&#8217;Italia vede un rafforzamento dei suoi titoli</strong> dal relativo declino di appetibilità di quelli tedeschi e francesi. Un equilibrio situazionista che ci avvantaggia, in un contesto però che vede la recessione tedesca e l&#8217;instabilità francese essere i presupposti della ridotta crescita europea, dunque italiana: <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-tasse-e-piu-tagli-la-manovra-italiana-alla-prova-del-nuovo-rigore-europeo.html">il Pil nel 2025 non salirà oltre lo 0,7%.</a></p>



<p>L&#8217;aspettativa <strong>di tagli dei tassi da parte della Bce</strong>, in quest&#8217;ottica, può dare respiro all&#8217;Italia. Christine Lagarde potrebbe optare per quattro nuovi tagli, uno a trimestre, dell&#8217;indice di riferimento del costo del denaro portandolo al 2% entro fine 2025. <strong>Questo alzerebbe ulteriormente l&#8217;asticella dell&#8217;appetibilità del debito italiano</strong>, dando maggior respiro a consumatori, imprese e finanze pubbliche. &#8220;Nel complesso, rimangono le aspettative di una prosecuzione del trend di riduzione dell’inflazione in presenza di fattori quali la stagnazione economica della Germania, la modesta crescita di Francia e Italia, i minimi da fine 2021 della quotazione del petrolio, la precarietà del lavoro nonostante il basso tasso di disoccupazione&#8221;, nota un&#8217;analisi della società finanziaria TESEO, sottolineando <strong>la continuità nella precarietà</strong>. </p>



<p>Per l&#8217;Italia la ricetta per la crescita rimane la stessa: industria, export e spinta agli investimenti. Sperando che non si irrigidisca troppo il clima fiscale europeo dato dal ritorno del <strong>Patto di Stabilità</strong>. Saranno da osservare con attenzione le elezioni tedesche, dove il favorito <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/profili-friedrich-merz-lex-arcinemico-della-merkel-che-studia-da-cancelliere.html">Friederich Merz</a></strong> è un convinto sostenitore del rigore contabile. Vero elefante nella stanza il cui ritorno potrebbe deragliare un trend non preoccupante ma che per Roma impone grande attenzione nel prossimo biennio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-pnrr-tassi-il-2025-2026-biennio-chiave-per-litalia.html">Debito, Pnrr, tassi: il 2025-2026 biennio chiave per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Meloni e il protagonismo internazionale dell&#8217;Italia: buona volontà, pochi risultati?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-tentazione-di-essere-protagonisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 07:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo Allargato]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giorgia Meloni (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si arriva alla guida di un importante Paese europeo, è difficile fuggire dalla tentazione di voler lasciare una traccia del proprio operato. E questo probabilmente per due motivi: da un lato, si è leader in un continente che, nonostante costanti battute d&#8217;arresto, rimane comunque sotto i riflettori; dall&#8217;altro perché costruire sopra le macerie è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-tentazione-di-essere-protagonisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giorgia Meloni (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Giorgia-Meloni-e1580643290880-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si arriva alla guida di un importante Paese europeo, è difficile fuggire dalla <strong>tentazione</strong> di voler lasciare una traccia del proprio operato. E questo probabilmente per due motivi: da un lato, si è leader in un continente che, nonostante costanti battute d&#8217;arresto, rimane comunque sotto i riflettori; dall&#8217;altro perché costruire sopra le macerie è molto più semplice e permette maggiore spazio di manovra. </p>



<p>A questa tentazione non sta sfuggendo nemmeno<strong> Giorgia Meloni</strong>. Per certi versi, l&#8217;ambizione del presidente del consiglio italiano, seguendo il ragionamento prima indicato, è più che giustificata. Sedersi a Palazzo Chigi vuol dire governare la<strong> terza economia europea</strong> e inoltre, terminata l&#8217;era di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a>, nel Vecchio Continente è difficile trovare leader dal forte peso politico. Il capo dell&#8217;esecutivo italiano quindi, sta provando a sfruttare una <strong>congiuntura</strong> potenzialmente positiva. </p>



<p>Ma tra la volontà e la realtà ci sono non pochi <strong>ostacoli</strong>. Roma ha avviato l&#8217;ambizioso<a href="https://it.insideover.com/storia/bascape-27-ottobre-1962-i-misteri-sulla-morte-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Piano Mattei </strong></a>sull&#8217;Africa, ha convocato nella capitale quasi cinquanta delegazioni africane, vuole ridare slancio a una politica europea sull&#8217;<strong>immigrazione.</strong> Un attivismo riscontrato anche sul delicato<strong> dossier ucraino</strong>. In tutti questi casi però, al protagonismo italiano stanno facendo da contraltare pesanti scogli che la realtà costantemente lancia sul cammino dell&#8217;esecutivo italiano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni dell&#8217;Italia e di Giorgia Meloni</h2>



<p>Tra i corridoi di Montecitorio, non sono pochi coloro che trasversalmente vedono nella politica estera la vera preoccupazione di Giorgia Meloni. L&#8217;impressione è che, almeno sulla politica interna, il capo del governo voglia far viaggiare l&#8217;esecutivo con il pilota automatico. Il tutto per concentrarsi invece lì dove c&#8217;è spazio per lasciare una forte <strong>impronta internazionale</strong>.</p>



<p>Nel giro di pochi mesi, Giorgia Meloni ha visitato tutte le principali cancellerie internazionali. Dalla Casa Bianca all&#8217;Eliseo, dalla cancelleria di Berlino fino a Downing Street. Senza contare poi i vari viaggi tra Turchia, Giappone, sud America. Molte delle notizie che hanno riguardato l&#8217;attuale presidente del consiglio sono riferibili alla politica estera, come ad esempio i vari incontri con il premier albanese<strong> Edi Rama</strong>. Con quest&#8217;ultimo, Meloni ha chiuso un accordo che prevede di mandare alcuni migranti soccorsi nel Mediterraneo direttamente in <strong>Albania</strong>, un&#8217;intesa in grado di suscitare reazioni positive e negative da parte di diversi Paesi europei. </p>



<p>Proprio sull&#8217;<strong>immigrazione </strong>ovviamente l&#8217;Italia si sta giocando non poche carte. Lo dimostrano i frequenti viaggi a Tunisi della stessa Meloni con il presidente della commissione europea, <a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-ursula-von-der-leyen" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ursula Von Der Leyen</strong>, </a>nel tentativo di presentarsi alla testa di un&#8217;azione diplomatica volta a convincere il presidente tunisino Kais Saied a controllare le coste e collaborare con Bruxelles. Oppure i tentativi, per la verità non andati a buon fine, di mediare con il premier ungherese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Orban</a>, politicamente vicino al partito di Giorgia Meloni, per dare il via libera alle riforme sull&#8217;asilo in Europa. Con l&#8217;esecutivo di Budapest peraltro, il presidente del consiglio ha mediato anche sulla posizione dell&#8217;Ungheria in merito le sanzioni alla Russia. </p>



<p>Il 2024, per l&#8217;inquilina di Palazzo Chigi, presenta altre occasioni per perseguire l&#8217;ambizione di lasciare traccia in politica estera. Giorgia Meloni infatti presiederà il <strong>G7</strong> previsto nei prossimi mesi in Puglia, una <strong>vetrina internazionale</strong> e che potrebbe diventare il palcoscenico ideale per dare fondo alle proprie ambizioni di politica estera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà sul Piano Mattei</h2>



<p>Fin qui le potenzialità in mano all&#8217;attuale governo di Roma. Le note dolenti arrivano dalle difficoltà di andare oltre il piano prettamente teorico. Senza dubbio l&#8217;attivismo di Giorgia Meloni è un importante <strong>biglietto da visita</strong> per l&#8217;esecutivo, non bastevole però per dare una certa rilevanza internazionale sia all&#8217;Italia che al programma di politica estera della maggioranza. Un esempio arriva dal <strong>Piano Mattei</strong>, forse il punto su cui il governo si sta giocando le sue principali carte. </p>



<p>Il piano prevede, in estrema sintesi, copiosi <strong>investimenti italiani in Africa </strong>sulla scia di una politica di cooperazione adottata a suo tempo da Enrico Mattei, fondatore dell&#8217;Eni. Il tutto per conseguire due obiettivi: far <strong>sviluppare</strong> il continente africano, riducendo così nel lungo periodo le partenze dei migranti, e ridare una posizione importante all&#8217;Italia nel cosiddetto <strong>Mediterraneo allargato</strong>. Il piano è stato sancito nelle scorse settimane, quando nell&#8217;aula di Palazzo Madama a Roma sono stati presenti leader e capi di governo provenienti da più parti dell&#8217;Africa. </p>



<p>A livello diplomatico è stato un parziale successo, diverso è invece il discorso sotto il profilo pratico. Investire in Africa oggi è un <strong>rischio</strong> molto importante: il continente, al pari del medio oriente, sta vivendo una stagione di forte <strong>instabilità</strong> e <strong>frammentazione</strong>. Stringere accordi con i vari governi africani, considerando l&#8217;attuale situazione, potrebbe rappresentare un <strong>boomerang</strong>. Mattei ha operato in un contesto più delineato e stabile, oggi il sogno di incidere con politiche di cooperazione rischia di infrangersi prima ancora di iniziare. Anche perché gli stanziamenti approvati per il piano al momento esigui. Ulteriore segno di come la pratica costituisca un forte ostacolo per le ambizioni italiane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione di Roma in Europa </h2>



<p>C&#8217;è poi il quadro europeo come ulteriore prova della sostenibilità dell&#8217;azione di Giorgia Meloni in politica estera. Il governo fino ad oggi si è mosso nell&#8217;alveo di una sostanziale <strong>collaborazione</strong> con Bruxelles, senza evidenziare toni euroscettici promossi soprattutto durante la campagna elettorale. La sopra richiamata missione a Tunisi con Von Der Leyen ne è una dimostrazione. Il capo dell&#8217;esecutivo probabilmente punta a un<strong> ruolo di primo piano</strong> in Europa, considerando le difficoltà del cancelliere tedesco <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html">Olaf Scholz</a> e del presidente francese <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron. </a></p>



<p>Presentarsi a Bruxelles con velleità bellicose, potrebbe essere stato visto da Palazzo Chigi e dalla Farnesina come un ostacolo alle velleità italiane. Tuttavia, sul <strong>Mes</strong> e sul<strong> nuovo patto di stabilità</strong> non sempre il governo è riuscito a raccogliere quanto desiderato. Sulla stessa immigrazione, i prima citati dinieghi di Orban ad approvare le riforme hanno rappresentato uno smacco. </p>



<p>Sull&#8217;<strong>Ucraina</strong>, spesso Roma non ha potuto fare altro che accordarsi alle posizioni dei vari partner continentali e dell&#8217;Alleanza Atlantica. Applicando in questo caso una politica più di <strong>continuità</strong> che di discontinuità rispetto al predecessore <strong>Mario Draghi</strong>. Nella recente visita a Kiev, compiuta da Giorgia Meloni in qualità di presidente di turno del G7, è stata confermata la posizione dell&#8217;Italia al fianco dell&#8217;Ucraina ma Roma al momento non è riuscita ad assumere un ruolo di primo piano nel dossier. </p>



<p>Le ambizioni ci sono, al pari dell&#8217;impegno a portare avanti una politica estera più incisiva che in passato. Forse però per l&#8217;Italia (e per la Meloni) non è arrivato il suo turno: progetti di difficile realizzazione e alleanze europee tutte da definire, potrebbero rallentare le velleità dell&#8217;attuale maggioranza. </p>
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		<title>Il Pnrr può cambiare? Le vie per rilanciare l&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 08:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobond]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un ripensamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza? No, non occorre nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi. Il piano è cruciale per aumentare la crescita permanentemente&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Draghi nelle repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo. Per il presidente del Consiglio &#8220;ci sono alcuni aspetti del Pnrr che vanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Un ripensamento del <span class="hilg1">Piano nazionale di ripresa e resilienza</span>? No, non occorre nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi. Il piano è cruciale per aumentare la crescita permanentemente&#8221;. Lo ha detto il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-anno-di-draghi-in-politica-estera.html" target="_blank" rel="noopener">premier <strong>Mario <span class="hilg2">Draghi</span> </strong>nelle</a> repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo. Per il presidente del Consiglio &#8220;ci sono alcuni aspetti del <span class="hilg1">Pnrr</span> che vanno affrontati&#8221; come &#8220;l&#8217;aumento costi&#8221; e dei &#8220;prezzi delle materie prime&#8221; ma è &#8220;in corso&#8221; su questo una &#8220;discussione in commissione Ue&#8221;.  Le speranze di una imminente <strong>ripresa dell&#8217;economia italiana</strong> &#8220;si affievoliscono&#8221; a causa della guerra russo-ucraina e dello tsunami energetico e &#8220;occorre una risposta europea&#8221; ma &#8220;non occorre un ripensamento del Pnrr nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi&#8221;, dato che per Draghi &#8220;il Pnrr è cruciale per aumentare la nostra crescita permanente al di là degli eventi&#8221;.</p>
<p>Draghi riflette a mente fredda su quanto dovrà portare all&#8217;attenzione dei leader europei nelle prossime giornate. Il presidente del Consiglio chiamato per gestire, in particolar modo, la corsa italiana a <strong>Next Generation Eu </strong>di fronte alla sfida posta dal rischio di un fallimento in materia di Giuseppe Conte e del suo governo ora potrebbe governare una sua potenziale correzione in corso d&#8217;opera. Cos&#8217;è cambiato rispetto al 2021? In primo luogo, i diversi prezzi di materie prime, trasporti, materiali rendono decisamente più complicati i calcoli in materia di sostenibilità delle opere e dei progetti. In secondo luogo, la <strong>partita della transizione energetica, cruciale </strong>perché destinataria del 37% dei fondi, si è fatta ancora più complicata. Infine, c&#8217;è il sospetto che i fondi stanziati siano tutt&#8217;ora ridotti rispetto alle reali esigenze dell&#8217;economia europea ed italiana in particolare.</p>
<p>Prima di Draghi avevano parlato sullo stesso tema il Commissario europeo agli Affari Economici <strong>Paolo Gentiloni </strong>e il titolare del Mef <strong>Daniele Franco. &#8220;</strong><span style="font-size: 1rem;">Non c&#8217;è mai stato tanto bisogno di investimenti pubblici come in questo momento in cui l&#8217;economia per la guerra rischia la gelata &#8211; ha dichiarato Gentiloni in Conferenza stampa &#8211; non dobbiamo incoraggiare la gelata ma fare esattamente il contrario. Spendere adesso questi investimenti è vitale per la nostra economia&#8221;. Per <strong>Franco</strong> &#8220;il piano è una costruzione complessa frutto di un negoziato e non può essere cambiato unilateralmente&#8221;. In quest&#8217;ottica, le parole di Gentiloni, Draghi e Franco permettono di capire quale può essere la traccia delle prossime settimane: non cambiare il Pnrr ma aggiornarlo nel quadro di una riequlibrazione dei costi e degli obiettivi, mettendo inoltre in campo una corsa alla risoluzione dei problemi burocratici che frenano l&#8217;applicazione dei lavori.</span></p>
<h2>Come riequilibrare le voci di spesa</h2>
<p>Ad oggi, <strong>cambiare i fondi tra le varie missioni </strong>è tecnicamente impossibile, senza un via libera Ue. Si potrebbe però rimodulare la strategia interna alle varie missioni sfruttando il differenziale tra fondi non ancora messi in veri progetti e quelli già stanziati.</p>
<p>L&#8217;Osservatorio <a href="https://www.ilsole24ore.com/superdossier/pnrr_12012022-AEDNUY7">Pnrr de <em>Il Sole 24 Ore </em>monitora costantemente</a> i progressi di avanzamento del Pnrr e la corsa dell&#8217;Italia per l&#8217;utilizzo dei <strong>191,6 miliardi di euro allocati </strong>nei vari progetti e nelle varie missioni. E notiamo che in particolar modo ad essere complessa è la gestione della missione più importante, quella della transizione energetica. Elaborando i dati dell&#8217;Osservatorio Pnrr <a href="https://www.pmi.it/economia/mercati/378660/a-che-punto-siamo-con-i-progetti-del-pnrr.html"><em>Pmi.it </em>commenta che </a>&#8220;un primo dato che appare evidente è un forte scostamento tra la percentuale di fondi destinati alla seconda <em>missione,</em> <strong>Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica</strong>, e il loro effettivo utilizzo alla data odierna: 59,5 miliardi allocati (circa il 31% del totale) contro i 2,6 miliardi utilizzati nel 2021 e i 6,2 allocati per il 2022&#8243;.</p>
<p>Questo mostra che nel quadro della medesima &#8220;missione&#8221; i fondi non ancora utilizzati possono essere utilizzati per dare priorità a quei bandi che possono ottimizzare le priorità attuali: una <strong>transizione energetica sostenibile, </strong>che <a href="https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/draghi-non-occorre-ripensamento-pnrr-a-cruciale-00001/?chn">riduca i prezzi in bolletta del gas e ammortizzi i costi per i cittadini. Per fare</a> un esempio, fondi come i 15 miliardi di euro utilizzati in teoria per l&#8217;<strong>efficienza energetica degli edifici, </strong>legati a un Superbonus ormai esploso fuori da ogni controllo in termini di prezzario delle materie prime, possono essere in parte reindirizzati su nuove reti energetiche, gestione della cattura e stoccaggio dell&#8217;anidride carbonica, alleviamento della dipendenza energetica dalla Russia.</p>
<p>Per l&#8217;economista <strong>Alessandra Servidori, </strong>in particolare, bisognerebbe &#8220;definire rapidamente un vero e proprio Piano energetico nazionale che preveda un nuovo mix di forniture e fonti accelerando la realizzazione degli impianti di rinnovabili sbloccando, nell’interesse nazionale, gli iter autorizzativi, oggi di fatto bloccati in molti ambiti ed aree&#8221;. <a href="https://www.startmag.it/economia/energia-inflazione-pnrr/" target="_blank" rel="noopener">Servidori su <em>StartMag </em>aggiunge</a> che &#8220;è indispensabile accelerare l’aumento del prelievo nazionale di gas, anche con nuove esplorazioni, e riattivare gli investimenti previsti sui rigassificatori&#8221; e che per raggiungere questi obiettivi &#8220;il Pnrr su alcune voci va rimodulato in funzione della necessità di sostenere gli investimenti in campo energetico&#8221; mentre anche sulle infrastrutture si potrebbe dare via libera a una prioritaria edificazione di <strong>ferrovie e reti di interconnessione</strong> che aiutino a gestire in termini meno impattanti e costosi i trasporti merci e persone.</p>
<h2>Il ruolo del fondo complementare</h2>
<p>C&#8217;è poi una seconda strada che consentirebbe, in parte, un margine di <strong>ammortizzazione </strong>nel caso in cui il governo Draghi decidesse di non cambiare i progetti in corso. Non bisogna dimenticare che ai 191,6 miliardi di euro connessi a Next Generation Eu il governo Draghi ne ha aggiunti, in sede di edificazione del Pnrr, 30 legati al <strong>fondo complementare </strong>inserito come sostegno dal governo per piani attuativi e progetti legati alle strategie del Pnrr. In totale sarebbero dovuti essere 220 miliardi di euro da utilizzare base per la ripresa dell’economia nazionale nell’ottica della visione del governo Draghi con l&#8217;obiettivo di accrescere di 1,4 punti il tasso medio di sviluppo del Pil nel periodo 2022-2026 attuando le riforme e garantendo processi fluidi e capaci di garantire sinergie tra enti e amministrazioni.</p>
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<ul>
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<li><a href="https://bit.ly/3L4YzLJ" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Recovery di Draghi, spiegato</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3qvkvaR" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il ritorno della storia in Europa</strong></a></li>
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<p>Ebbene, in un contesto che lascia presagire addirittura una caduta del nostro Paese in recessione i 30 miliardi del fondo di complemento possono servire a offrire un <strong>cuscinetto di fondi già allocati </strong>per non perturbare eccessivamente il processo di programmazione che è fortemente già burocratizzato. Non dimentichiamo che a ogni somma di opere è già stata associata una cabina di regia gestionale, un apparato burocratico, un processo di selezione di personale ad hoc. Per le sole opere infrastrutturali, ha notato<a href="https://www.true-news.it/politics/i-boiardi-delle-opere-pubbliche-che-hanno-in-mano-i-soldi-del-pnrr"> Francesco Floris su <em>True News, </em>Palazzo Chigi ha nominato 49 commissari che gestiscono 99 miliardi di euro in opere da progettare entro il 2026. Il </a>fondo complementare può aiutare a evitare di creare eccessivo caos aprendo al ristabilimento dell&#8217;ordine economico tamponando i rincari.</p>
<h2>Battaglia in Ue</h2>
<p>La vera chiave di volta sta, in ogni caso, nello strappare in Europa il via libera a <strong>nuovi investimenti </strong>economici di lunga prospettiva, all&#8217;uso intelligente del debito che, come ha ricordato l&#8217;economista Massimo Amato, si ponga il problema dei fini: sostenere il Pnrr con un Recovery 2.0 o nuovi piani dal nome diverso sarebbe utile se Paesi come l&#8217;Italia si ponessero obiettivi chiari. Tra questi, in primo luogo, l&#8217;<strong>indipendenza energetica</strong>. Ma anche la coesione geoeconomica delle reti, il rilancio del mercato interno e la difesa della produzione industriale possono avere un ruolo. Il Pnrr potrebbe anche essere rimodulato indirettamente con misure specifiche: calmieri dei prezzi delle <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-senza-fine-delle-materie-prime-travolgera-leconomia-globale.html">materie prime</a>, nuovo blocco del <strong>Patto di Stabilità, </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/bruxelles-si-divide-sullipotesi-eurobond-campo-berlusconi-2016216.html">emissione di Eurobond</a> per finanziare spese ad hoc come la transizione in forma mutualizzata sono solo alcune delle opzioni.</p>
<p>Quel che è certo è che bisogna evitare nuovamente che l&#8217;Europa ripiombi nella trappola del rigore e dell&#8217;austerità come le indicazioni <a href="https://it.insideover.com/economia/i-falchi-ue-non-perdono-il-vizio-ridurre-il-debito.html">dell&#8217;ultimo Eurogruppo lasciano temere:</a> che si parli di rilancio dei Pnrr nazionali, di potenziamento della capacità di copertura dei costi o di nuove misure, quel che è certo è che Next Generation Eu non basta più e gli Stati devono essere liberi di spendere e investire contro la crisi per promuovere il rilancio economico. In tempi di guerra alle porte dell&#8217;Europa e di tempesta energetica, arroccarsi sulla rigidità è ciò che di più ci sarebbe di sbagliato. Al governo Draghi e ai suoi alleati europei il compito di dettare la via su questa svolta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html">Il Pnrr può cambiare? Le vie per rilanciare l&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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