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	<title>Oppiacei Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jul 2024 14:36:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Oppiacei Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>INCHIESTA &#8211; La droga del combattente: chi protegge i medici?</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/inchiesta-la-droga-del-combattente-chi-protegge-i-medici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 14:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1407" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-600x440.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-1024x750.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-1536x1126.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proseguiamo la nostra inchiesta sulla diffusione della droga del combattente a Milano. Ai medici mancano i mezzi per difendersi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/inchiesta-la-droga-del-combattente-chi-protegge-i-medici.html">INCHIESTA &#8211; La droga del combattente: chi protegge i medici?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1407" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-600x440.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-1024x750.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705161501939_dd36a66551e063fbe2c5e4013ab32b90-1536x1126.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sofia Fossati è tra le vincitrici del corso di giornalismo investigativo della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo">Newsroom Academy</a> con Alessandro Politi. Questa è la seconda parte dell’inchiesta che ha realizzato</strong>.</h2>



<p>La diffusione nel milanese dell&#8217;utilizzo del <strong>tramadolo</strong> &#8211; potentissimo farmaco ed oppioide sintetico, detto anche <strong>droga del combattente</strong> &#8211; e la forte pressione registrata nei confronti dei medici per ottenerlo, non coinvolge soltanto questi e i farmacisti. Infatti, il forte allarmismo scaturito richiama all’attenzione anche diverse autorità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La testimonianza rivelatrice </h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/criminalita/la-droga-del-combattente-a-milano-tra-medici-minacciati-e-degrado.html">Come riportato nella puntata precedente dell’inchiesta</a>, i più colpiti da questo fenomeno risultano essere i medici di base, <strong>costretti a prescrivere il farmaco a suon di minacce</strong> a diversi cittadini che, secondo le testimonianze, sono quasi sempre extracomunitari, specialmente nordafricani. Fra tutti i medici incontrati, la testimonianza più scioccante e preoccupante ci era stata rilasciata da Giovanni (così chiamato per tutelarlo), un medico prossimo alla pensione e piuttosto affranto a causa di questa situazione: “<strong>A volte chiedono, a volte rapinano</strong>. Una volta mi hanno minacciato con un tagliacarte, una volta mi hanno spintonato e si sono messi a gridare.”</p>



<p>A quel punto, poi, Giovanni ci aveva raccontato di essere già stato accusato dall’Ordine dei Medici di Milano, vista l’insistenza di questi individui così agguerriti nel richiedere ricette per l’oppioide. Per non rischiare di dare per scontato che anche l’Ordine dei Medici sia a conoscenza di questo pericoloso problema, ci siamo rivolti a diverse autorità: prima fra tutte all’<strong>FNOMCeO </strong>[Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri]<strong> </strong>milanese, domandando quale sia effettivamente la portata di questo fenomeno ed in che modo venga gestita questa tipologia di medici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’OMCeO al fianco dei medici minacciati</h2>



<p>All’interno dell’OMCeO meneghino, abbiamo individuato due figure a cui rivolgerci: da un lato, la consigliera dell’Ordine e dottoressa di medicina generale <strong>Maria Grazia Manfredi</strong> e, dall’altro, il Presidente dell’Ordine, nonché Presidente lombardo del sindacato SNAMI &#8211; Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani &#8211; , anch’egli medico di medicina generale, <strong>Roberto Carlo Rossi</strong>.</p>



<p>“Negli ultimi 7/8 anni sì, sono aumentate le segnalazioni anche da parte di autorità relative all’aumento di prescrizioni improprie di tramadolo”, ci ribadiscono entrambi, sottolineando che la conoscenza di tutto ciò è giunta anche all’Ordine. Aggiungono che<strong> le grosse quantità del farmaco vengono poi esportate molto probabilmente in Paesi quali Egitto ed Ucraina</strong>, poiché &#8211; ci dice Rossi &#8211; “è raro che pazienti, anche giovani, richiedano un quantitativo così abnorme di tramadolo solo per sé stessi.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sanzioni per i medici che non si oppongono</h2>



<p>“Sono molte le possibilità a cui un medico può andare in contro”, ci spiega la dott.ssa Manfredi, la quale ci illustra anche, passo per passo, tutto l’iter sanzionatorio previsto: “Non appena un medico viene inquisito, l’Ordine (organo di primo grado di giudizio) ne riceve notizia dalla persona che ha segnalato l’illecito, apre un procedimento disciplinare e lo sospende dall’esercizio fintanto che non vi è una sentenza definitiva. Dunque, si riapre il procedimento disciplinare, le cui norme deontologiche stabilite possono o meno sovrapporsi alle disposizioni penali e civili previste. Non trovandosi al momento in stato di restrizione di libertà, il medico viene convocato ed i fatti vengono analizzati scrupolosamente. </p>



<p>&#8220;Le strade sono due: o il caso viene archiviato o la Commissione Medica decide una sanzione che parte dal semplice avvertimento sino ad arrivare alla radiazione, ossia la pena massima, che viene emanata circa 2 volte l’anno. Il medico sottoposto al procedimento disciplinare, però, può appellarsi alla Corte d’Appello dell’Ordine (organo di secondo grado di giudizio) che può convalidare definitivamente la sentenza emessa dall’Ordine: in questo caso il medico non può lavorare per il periodo della sospensione, che nel caso della radiazione equivale a 5 anni, al termine dei quali vi è una “messa alla prova”. Se il medico ha dimostrato di essersi comportato in maniera decorosa, può chiedere di essere re-iscritto all’Ordine. Oppure la Corte d&#8217;Appello può rigettare la sentenza, modificandola e in alcuni casi favorendo anche il continuo esercizio della professione medica. All’occorrenza, poi, vi è un organo di terzo grado di giudizio, ossia la Cassazione dell’Ordine.” Infine, sempre secondo la dottoressa, Giovanni potrà ipoteticamente essere accusato di reato penale e seguire uno specifico iter giudiziario, al termine del quale con sentenza definitiva, passerà sotto i controlli della giustizia deontologica.</p>



<p>“Fortunatamente minacce ai livelli di quelle subite dal collega non le ho mai ricevute, ma &#8211; esplica la consigliera &#8211; in questi casi, <strong>bisognerebbe attuare delle pratiche di raffreddamento della situazione</strong>, mantenere la calma ed un tono di voce pacato, senza minacciare di chiamare subito le forze dell’ordine, sviando il più possibile le pretese di questi soggetti. Se, però, dovesse improvvisamente saltar fuori un’arma, piuttosto che mettere a repentaglio la propria vita, si prescrive la ricetta, si chiude lo studio e si va a denunciare l’accaduto immediatamente alla polizia.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assenza di strumenti efficaci di contrasto</h2>



<p>Passando al dott. Rossi, il quale riferisce di aver subito a sua volta delle pressioni, alle cui ha risposto con un no categorico, veniamo a sapere che l&#8217;FNOMCeO non possiede dei veri e propri strumenti concreti per difendere i medici minacciati ma, ogniqualvolta che ne viene data notizia, scatta<strong> un rapporto di solidarietà tra l’Ordine ed il medico stesso</strong>. </p>



<p>“Per tutti quei medici riuniti in diverse associazioni locali &#8211; aggiunge &#8211; , esse possiedono delle sedi in territorio centrale che sono informate di quello che succede: questo rappresenta per gli altri medici un monito.” Gli chiediamo quali siano le misure di sicurezza e prevenzione adottate dall’Ordine o che, quantomeno, occorrerebbe attuare al più presto: “Dato che vi è un grande problema d’informativa alla base, serve uscire in maniera capillare con newsletter ed articoli di giornale, volti ad informare tutti della problematica e del fatto che siamo di fronte ad una continua diffusione di nuove droghe”. </p>



<p>“Un’altra soluzione possibile &#8211; a sua detta &#8211; sarebbe quella di <strong>aumentare la presenza della polizia e dei servizi di difesa negli studi medici</strong>, soprattutto nelle aggregazioni di più ambulatori medici gestiti da un’ASST (ossia un’Azienda Socio-Sanitaria Ospedaliera). Nel singolo studio è molto più complicato, perché dotarsi di una guardia giurata personale sarebbe al di fuori delle proprie finanze ed, oltretutto, ce ne vorrebbero poi troppe; forse, però, così, questi delinquenti sarebbero portati leggermente a riflettere prima di minacciare. In realtà, in qualsiasi momento di pericolo, il medico può richiamare l’attenzione anche della propria segreteria”.</p>



<p>Allargando lo sguardo, visto il problema ancor più generale della violenza contro i medici, è perciò fondamentale &#8211; affermano entrambi &#8211; denunciare istantaneamente alle forze dell&#8217;ordine qualsiasi tipo di minaccia subita non appena questi individui escono dallo studio, senza alcun tipo di remora e correndo anche il rischio di esporsi ad una potenziale recidiva. </p>



<p><em>InsideOver </em>continuerà a indagare, cercando di capire se e come le forze dell’ordine stiano monitorando questo fenomeno &#8211; a detta della consigliera &#8211; incontrollabile che, se non fermato in tempo, causerà l’aumento a dismisura di altri episodi simili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;American Dream all&#8217;American Depression</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dallamerican-dream-allamerican-depression.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
		<category><![CDATA[sparatoria di massa]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I miti che hanno contribuito alla nascita di un culto globale degli Stati Uniti, l&#8217;American dream e l&#8217;American way of life, stanno morendo. L&#8217;assassino è l&#8217;America stessa, il cui corpo di valori salubri è stato sostituito dalle degenerazioni del liberal-progressismo e il cui modello capitalistico, un tempo punto di riferimento per le nazioni e magnete &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/dallamerican-dream-allamerican-depression.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dallamerican-dream-allamerican-depression.html">Dall&#8217;American Dream all&#8217;American Depression</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424144149171_2778ce890a3d52ed73f1f51758c25f20-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I miti che hanno contribuito alla nascita di un culto globale degli <strong>Stati Uniti</strong>, l&#8217;<em>American dream</em> e l&#8217;<em>American way of life</em>, stanno morendo. L&#8217;assassino è l&#8217;America stessa, il cui corpo di valori salubri è stato sostituito dalle degenerazioni del liberal-progressismo e il cui modello capitalistico, un tempo punto di riferimento per le nazioni e magnete per i migranti di tutto il mondo, vive nell&#8217;agonia delle crisi intermittenti.</p>



<p>L&#8217;<em>American dream</em> e l&#8217;<em>American way of life</em> stanno morendo e con essi anche l&#8217;<em>homo americanus</em>, che è sempre più depresso, malato e solo. Droghe tradizionali e digitali – pornografia e <em>social network</em> –, cibo spazzatura, psicofarmaci e stili di vita autodistruttivi lo stanno uccidendo. </p>



<p>La classe dirigente ha contezza e consapevolezza della <em>Great Depression</em>, emblematizzata dalle epidemie di suicidi, dalla<a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html"> crisi degli oppioidi</a> e dalla <strong>capillarizzazione delle stragi</strong>, e sa che dalla risoluzione di questo insieme intricato di problemi dipendono, più che il <em>soft power</em> in erosione, la sicurezza e il futuro degli Stati Uniti. Perché il rischio è che, stando a quanto viene sussurrato nei corridoi che conducono alle stanze dei bottoni, l&#8217;America arrivi già vinta al <em>redde rationem</em> con la<strong> Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alle origini della grande depressione americana</h2>



<p>Il sogno americano è diventato un incubo. Un insieme di fattori materiali e immateriali ha soppiantato l&#8217;ottimismo cristiano sul quale è stata fondata l&#8217;America, huntingtoniana superpotenza solitaria che, inebriata dai fumi ottundenti del Momento unipolare, non ha ascoltato le parenesi di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/zbigniew-brzezinski-l-ultimo-geopolitico.html">Zbigniew Brzezinski </a>sui rischi promananti dall&#8217;avvento di una società plasmata da ateismi messianici, cornucopie permissive, edonismi collettivi e valori autodistruttivi.</p>



<p>Vinta la sfida contro le utopie coercitive, ammoniva il lungimirante Brzezinski già nel 1993 – anno del profetico <em>Il mondo fuori controllo </em>–, gli Stati Uniti sarebbero entrati nel Duemila con un quadro clinico in deterioramento e l&#8217;ostacolo principale alla loro egemonia globale, più che dall&#8217;inevitabile comparsa di potenze revisioniste, sarebbe stato il loro <strong>processo di decadenza</strong>. Processo plasmato da inaudita violenza, dalle stragi misantropiche alla radicalizzazione delle tensioni interetniche, suscettibile di ricadute sulla capacità di governo globale degli Stati Uniti e sul loro potere morbido – giacché i popoli sono attratti dagli imperi aitanti, non da quelli in declino civilizzazionale.</p>



<p>La voce oracolare di Brzezinski è rimasta inascoltata come un grido nel deserto, ma la storia gli ha dato rapidamente ragione. Sei anni dopo il lancio del cupo monito, nel 1999, il <strong>massacro della Columbine High School </strong>spianava la strada al <strong>secolo delle stragi</strong>, mentre <a href="https://nida.nih.gov/research-topics/trends-statistics/overdose-death-rates">i 3.442 decessi per overdose da oppiacei</a> sancivano l&#8217;inizio dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html">epidemia di oppioidi</a>. Prodromi (ignorati) della materializzazione del presagio di Brzezinski.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-dell-eurasia-si-gioca-a-scacchi.html">Brzezinski, l&#8217;uomo che ha previsto il nostro tempo</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il malessere è il più grande nemico dell&#8217;America</h2>



<p>Gli Stati Uniti rischiano di arrivare al <em>redde rationem</em> con Russia e Cina, rispettivamente desiderose di riscrivere il finale della Guerra fredda e di rivalersi per il Secolo dell&#8217;umiliazione, <a href="https://it.insideover.com/politica/tramonto-dottrina-monroe-cina-russia-sconfinano-america.html">con un giardino in fiamme</a> e con la casa in rovina.</p>



<p>Il revisionismo dell&#8217;asse Mosca-Pechino è la sfida epocale del sistema internazionale occidentalocentraico, ma è il malessere dell&#8217;<em>homo americanus</em>, solo, arrabbiato, malato e depresso, la spada di Damocle che pende sul capo dell&#8217;America. Tanto esile è il crino che la sorregge, e che un <em>mix </em>di indifferenza (dei decisori americani) e di interferenze (degli strateghi ibridi sino-russi) sta assottigliando, che la suddetta potrebbe cadere da un giorno all&#8217;altro.</p>



<p>I Freddy Krueger che popolano l&#8217;<em>American Nightmare</em>, e rispondono ai nomi di depressione, disturbo mentale, obesità, tossicodipendenza e ultraviolenza, stanno conducendo la società americana verso la liquefazione. Quadro incupito dai simultanei processi di estremizzazione delle forze politiche e di radicalizzazione delle minoranze. Lo spettro dell&#8217;<strong>auto-apocalisse </strong>turba i sonni della Città sulla collina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pentagono ha un nemico chiamato Generazione Z</h2>



<p>Le forze armate faticano a soddisfare gli obiettivi annuali di reclutamento a causa di diffidenza e ineleggibilità. Il problema sta negli attributi riscontrati mediamente tra i membri della <strong>generazione Z</strong>, sostanzialmente resistenti al fascino dell&#8217;uniforme oppure, quando interessati, in buona parte incapaci di superare le prove psico-fisiche e attitudinali.</p>



<p>Nel 2022, a causa della poca responsività e della bassa qualità dei candidati, <a href="https://fortune.com/2023/02/13/wokeness-army-military-recruitment-failures-trouble-young-people-attitudes-survey-data/">l&#8217;Esercito ha mancato l&#8217;obiettivo dei 60.000 reclutati</a>, finalizzando l&#8217;arruolamento di circa 45.000 – ovvero, il 25% in meno di quanto prefissato. Numeri indicativi di una &#8220;sfida senza precedenti&#8221;,<a href="https://www.military.com/daily-news/2022/07/19/army-cuts-force-size-amid-unprecedented-battle-recruits.html"> parola della dirigenza militare</a>, e che pesano sulla sostenibilità della competizione strategica con la Cina. La credibilità militare degli Stati Uniti erosa dal possesso di un esercito numericamente ridimensionato e qualitativamente scadente, in quanto composto da soldati e soldatesse fisicamente inidonei e intellettivamente mediocri.</p>



<p>Il Pentagono sta provando ad invertire la tendenza <a href="https://www.military.com/daily-news/2022/07/26/army-opens-its-doors-recruits-who-fail-initial-body-fat-and-academic-tests-amid-recruiting-crisis.html">in una pluralità di modi</a>: campagne di sensibilizzazione sull&#8217;utilità delle forze armate, allentamento delle barriere all&#8217;ingresso, ad esempio su tatuaggi, peso – la possibilità di sforare il peso massimo consentito fino al 6% – e intelligenza – l&#8217;abbassamento di dieci punti del punteggio minimo per la qualificazione al test psico-attitudinale –, prolungamento dei contratti, richiami e aumenti dei bonus percepibili.</p>



<p>La strategia del Pentagono è un&#8217;arma a doppio taglio. Potrebbe funzionare dal punto di vista quantitativo, cioè il rialzo del tasso di reclutamento, ma cagionare danni qualitativamente parlando, dal momento che le forze armate verrebbero a comporsi prevalentemente di soggetti inadeguati. Vero è, allo stesso tempo, che il problema della qualità non può essere risolto dal Pentagono, perché richiedente una soluzione multiforme a livello di sistema – culturale, educativo, sanitario.</p>



<p>In assenza di una soluzione globale, che vada alla radice della questione, il fascicolo forze armate è destinato a diventare crescentemente problematico. A causa del <a href="https://studyfinds.org/americans-iq-test-scores-drop/">costante decremento del quoziente intellettivo</a>, emblematizzato dai 130 milioni di americani <a href="https://www.apmresearchlab.org/10x-adult-literacy">con bassa capacità di lettura</a>. A causa della <a href="https://www.cdc.gov/obesity/data/adult.html">capillarizzazione dell&#8217;obesità</a>, iconizzata dalla quadruplicazione delle persone sovrappeso: il 13% della popolazione nel 1960, il 41,9% nel 2020. E a causa della crescente quota di giovani inarruolabili, date le circostanze di cui sopra ed altre ancora – dall&#8217;antimilitarismo ai disturbi depressivi e mentali –, <a href="https://www.military.com/daily-news/2022/09/28/new-pentagon-study-shows-77-of-young-americans-are-ineligible-military-service.html">passati dal 71% al 77% del totale nel solo triennio 2017-20</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Americani: depressi e distruttivi</h2>



<p>I disturbi mentali, oltre che quelli alimentari, sono l&#8217;altra piega che affligge l&#8217;<em>homo americanus</em>, turbando i sonni di Pentagono e Casa Bianca e stuzzicando le fantasie di vittoria dei rivali dell&#8217;America. Scrivere della <em>Great Depression </em>in numeri equivale a dire: <a href="https://www.ft.com/content/bd1b1614-8407-4447-a0e3-3723368fbbf8">un overdose letale ogni cinque minuti</a>, overdosi letali nella fascia 15-19 anni <a href="https://www.ft.com/content/bd1b1614-8407-4447-a0e3-3723368fbbf8">aumentate del 150% tra il 2018 e il 2021</a>, overdosi <a href="https://www.ft.com/content/bd1b1614-8407-4447-a0e3-3723368fbbf8">principale causa di morte</a> tra gli americani sotto i 45 anni, studenti superiori con &#8220;sentimenti persistenti di tristezza e abbattimento&#8221; <a href="https://www.theatlantic.com/newsletters/archive/2022/04/american-teens-sadness-depression-anxiety/629524/">cresciuti dal 26% al 44% dal 2009 al 2021</a>, e uno dei più alti tassi di utilizzatori di antidepressivi del mondo – <a href="https://twitter.com/scienceisstrat1/status/1642233526387982340">110 ogni 1000 persone</a>.</p>



<p>Secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti al biennio 2019-20, <a href="https://mhanational.org/issues/state-mental-health-america">un americano adulto su cinque soffrirebbe di disturbi mentali </a>– in altri termini: più di cinquanta milioni di persone su una popolazione di 331,9 milioni. Nello stesso periodo,<a href="https://www.cnbc.com/2021/05/10/51percent-of-young-americans-say-they-feel-down-depressed-or-hopeless.html"> secondo CDC e Harvard</a>, un adulto in età 18-24 su quattro avrebbe avuto pensieri suicidi e il 51% degli adulti in età 18-29 avrebbe provato momenti depressivi a cadenza settimanale.</p>



<p>L&#8217;epidemia di depressione che ha colpito gli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html">e sulla quale sta facendo leva la Cina per aggravare la crisi degli oppioidi</a> – 841.000 morti dal 1999 al 2022 –, ha trasformato il suicidio in una delle principali cause di morte: la <strong>seconda </strong>nelle fasce d&#8217;età 10-14 e 25-34, la <strong>terza </strong>nella fascia 15-24 e la <strong>quarta </strong>nella fascia 35-44. Nel 2020,<a href="https://www.nimh.nih.gov/health/statistics/suicide"> ha stimato il CDC</a>, i tentativi di suicidio sarebbero stati un milione e 200mila, mentre i suicidi riusciti sarebbero stati il doppio degli omicidi: 45.979 contro 24.576.</p>



<p>A fare da sfondo alla <em>Great Depression</em>, della quale è sicuramente una <strong>componente trascurata</strong>, la questione delle stragi di civili con armi da fuoco: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/sparatorie-massa-e-violenza-i-numeri-che-raccontano-lallarme-2133619.html">4.040 nel solo periodo 2014-22</a>. Nel 53% dei casi di massacri, scolastici e non, <a href="https://www.columbiapsychiatry.org/news/mass-shootings-and-mental-illness">nell&#8217;identikit dello stragista figurano</a> o gravi disturbi mentali, o disturbi neurologici, o disturbi psichiatrici non psicotici, o disturbi da usi di sostanze.</p>



<p>Nel complesso, tra il 1999 e il 2022, la <em>Great Depression</em>, intesa come l&#8217;epidemia di suicidi e overdosi letali da antidolorifici e antidepressivi, ha cagionato la morte di poco più di <strong>due milioni di persone</strong> – tre volte la popolazione dell&#8217;Alaska. Numeri che parlano di una società in fase di zombificazione, diretta, a meno di una radicale inversione di tendenza, verso la piena liquefazione.</p>



<iframe title="Le sparatorie di massa negli ultimi 9 anni" aria-label="Grafico a colonne" id="datawrapper-chart-1M2GZ" src="https://datawrapper.dwcdn.net/1M2GZ/1/" scrolling="no" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" data-external="1" height="400" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"]){var e=document.querySelectorAll("iframe");for(var t in a.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<e.length;r++)if(e[r].contentWindow===a.source){var i=a.data["datawrapper-height"][t]+"px";e[r].style.height=i}}}))}();</script>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell'America vista da Russia e Cina</h2>



<p>Una democrazia in via di dedemocratizzazione, una società in guerra civile molecolare, un'economia prossima all'overdose; questa è l'America secondo i due grandi sfidanti del sistema internazionale occidentalocentrico, l'Orso e il Dragone, che confidano di superare il Momento unipolare riadattando il copione utilizzato dagli Stati Uniti per prevalere sul bipolarismo, azioni contenitive, diplomazie triangolari e guerre-trappola, nella speranza-aspettativa di ottenere lo stesso epilogo: <strong>l'implosione dell'altro polo di potere</strong>.</p>



<p>Atomizzazione sociale, depressione generalizzata, inebetimento collettivo e radicalizzazione delle minoranze sono i migliori amici dei <em>mind warriors </em>russi e cinesi che dirigono e sceneggiano le operazioni di destabilizzazione ibrida negli Stati Uniti. I primi portando avanti operazioni belliche nella quinta dimensione – la rete – ai danni della sesta dimensione – la mente. I secondi sviluppando droghe letali, tanto per la mente quanto per il corpo, poi distribuite negli <em>store </em>digitali, <strong>con l'aiuto di Silicon Valley</strong>, e per le strade americane,<a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html"> di concerto con i narcotrafficanti messicani</a>.</p>



<p>Per Russia e Cina, i mali dell'uomo americano contemporaneo sono dei serpenti velenosi ai quali va dato nutrimento. L'atomizzazione sociale è nemica dei singoli, dei quali aggrava solitudine, frustrazioni e risentimenti, e delle comunità, che spacca in compartimenti stagni nei quali è poi possibile costruire delle <strong>camere d'eco</strong> ad uso e consumo di agende polarizzanti e radicalizzanti – <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-l-internet-research-agency-la-fabbrica-di-troll-del-cremlino.html">Internet Research Agency insegna</a>. L'inebetimento collettivo è un inibitore di creatività, inventiva e produttività, che sono i mattoni della potenza ed anche delle mura ignifughe a prova di operazioni cognitive, informative e psicologiche – oggi più che mai, era dei <em>social network</em>, perniciose e pervasive. Ed entrambi, atomizzazione e inebetimento, <a href="https://twitter.com/ianbremmer/status/1640427954739060736">lavorano in senso contrario alla coesione nazionale e al patriottismo</a>.</p>



<p>L'Orso e il Dragone proveranno a vincere la partita del secolo contro l'Aquila senza combatterla direttamente, ma instupidendola, dividendola e drogandola, nell'auspicio che i drammi domestici la costringano a rivedere la sua agenda globale o che la deprivino del fiato necessario per arrivare al novantesimo minuto. Tutto sarà lecito per una notte, anche e soprattutto l'illecito, nello <em>showdown </em>tra il Momento unipolare e la Transizione multipolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dallamerican-dream-allamerican-depression.html">Dall&#8217;American Dream all&#8217;American Depression</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Se la crisi degli oppioidi è (anche) una guerra ibrida</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 07:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[fentanyl]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-1536x1071.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101080553353_dce72fffe039776d5231f53f0f033fe0-2048x1428.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia, si sa, ama beffarsi degli uomini, creature imperfette e fallibili che, salvo rare eccezioni, nulla possono contro la forza travolgente delle circostanze. Ed è così che la storia, nemica dell&#8217;Uomo, ama ripetersi a cadenza regolare, condannandolo a rivivere farse e tragedie, senza ch&#8217;egli abbia il modo di resisterle. La storia è vendicativa, burlona &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html">[...]</a></p>
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<p>La storia, si sa, ama beffarsi degli uomini, creature imperfette e fallibili che, salvo rare eccezioni, nulla possono contro la forza travolgente delle circostanze. Ed è così che la storia, nemica dell&#8217;Uomo, ama ripetersi a cadenza regolare, condannandolo a rivivere farse e tragedie, senza ch&#8217;egli abbia il modo di resisterle.</p>



<p>La storia è vendicativa, burlona e, soprattutto, è come il banco: vince sempre. I fustigatori di ieri saranno le vittime di domani. Le periferie in macerie del presente sono i grandi imperi del passato. Non si fugge dalla trappola della storia, regista e sceneggiatrice di <em>remake </em>ricchi di <em>suspense</em>.</p>



<p>L&#8217;insieme di eventi che sta avendo luogo all&#8217;interno di quella cornice che è la competizione tra grandi potenze rappresenta la prova inconfutabile della natura beffeggiatrice, ciclica e rancorosa della storia. Castigatori puniti da coloro che un tempo flagellarono – come la Francia in fuga dalla Françafrique. Patrie di genio divenute lande di mediocrità – come l&#8217;Italia. E <em>remake </em>geopolitici caratterizzati da ruoli invertiti e trame capovolte. Come nel caso delle guerre sino-americane, riedizione in chiave contemporanea delle guerre sino-britanniche, dove non sono più gli anglosassoni ad utilizzare l&#8217;oppio come arma, ma i cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Confini, dipendenze e capitalismo</h2>



<p>841.000 decessi dal 1999 al 2022. Due volte la popolazione di Firenze. 841.000 decessi in ventitré anni, con un crescendo vertiginoso a partire dagli anni Dieci – più di 68.000 nel 2020, circa 81.000 nel 2021, oltre 110.000 nel 2022. I farmaci oppioidi hanno ucciso quasi un milione di americani dal 1999 al 2022, con il famigerato analgesico di nome Fentanyl a guidare la classifica delle overdosi.</p>



<p>Quella degli oppioidi è la più grave e mortifera crisi sociale della storia degli Stati Uniti. Un&#8217;epidemia del crack al cubo, che la pandemia di COVID19 ha contribuito indirettamente ad alimentare e che sta dilaniando in mondovisione il tessuto sociale della Terra delle opportunità. Struggente ed esplicativa, a tal proposito, una produzione hollywoodiana incentrata sul tema: <em>Confini e dipendenze</em> (2021).</p>



<p>Diverse le ragioni alla base della crisi degli oppioidi: <a href="https://www.nami.org/mhstats">la grande ondata depressiva</a> che sembra avvolgere in maniera soffocante il popolo americano – uno su cinque soffre di disturbi mentali –, <a href="https://www.nami.org/mhstats">ed in particolare giovani e giovanissimi</a> – il suicidio è la seconda causa di morte nella fascia d&#8217;età 10-14 anni –, <a href="https://www.hhs.gov/opioids/about-the-epidemic/index.html">il misuso delle prescrizioni mediche</a>, <a href="https://www.hhs.gov/opioids/about-the-epidemic/index.html">la tremenda sottovalutazione del rischio farmacodipendenza</a> ai tempi della loro irruzione nel mercato – gli anni Novanta – e una certa avarizia dei potentati economici e farmaceutici, che alla salute della collettività hanno anteposto l&#8217;interesse pecuniario – <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/08/18/news/stati_uniti_morti_oppioidi_tre_farmacie_pagheranno_650_milioni-362127017/">e per questo hanno ricevuto condanne in sede giudiziaria</a>. </p>



<p>La depressione e le fragilità dell&#8217;americano medio sfruttate dalla grande distribuzione organizzata e dai produttori farmaceutici per mandare avanti la prima economia del mondo. Il malessere come cibo del capitalismo. Una tragedia americana. Una tragedia americana all&#8217;interno della quale si è inserita anche la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Confini, dipendenze e guerre ibride</h2>



<p>Guerre ibride, ossia la militarizzazione di ogni cosa. Anche di droghe, come l&#8217;eroina, e farmaci, come i pericolosi oppiacei che stanno trasformando milioni di americani in zombi, uccidendone decine di migliaia ogni anno. Negli Stati Uniti <a href="https://www.hhs.gov/opioids/about-the-epidemic/index.html">è emergenza di salute pubblica dal 2017</a>, e lo è per fattori endogeni, ma sarebbe anche <strong>guerra dell&#8217;oppio</strong>, di natura esogena, secondo gli occhi e le orecchie dell&#8217;apparato spionistico della Casa Bianca.</p>



<p><strong>Michael Pillsbury</strong>, direttore del Center on Chinese Strategy dell&#8217;Hudson Institute, è dell&#8217;idea che la crisi degli oppioidi, perché di fianco all&#8217;abuso di Fentanyl <a href="https://www.hhs.gov/opioids/about-the-epidemic/index.html">si trova la questione eroina</a> – 745.000 utilizzatori di nera nel 2020, 14.480 morti per overdose nello stesso periodo –, sia una sorta di &#8220;nuova guerra dell&#8217;oppio&#8221;. Con la Cina nelle vesti di aggressore e gli Stati Uniti, eredi dell&#8217;Impero britannico, nel ruolo di aggredito. Un parere condiviso da (molti) altri addetti ai lavori.</p>



<p>L&#8217;Atlantic Council, il più importante (e influente) <em>think tank</em> degli Stati Uniti, <a href="https://www.atlanticcouncil.org/content-series/hybrid-warfare-project/chinas-opioid-challenge-all-is-fair-in-law-and-war/">ha accusato la RPC </a>di &#8220;alimentare la crisi agendo da fornitore numero uno di Fentanyl illegale e dei suoi precursori chimici&#8221;. Pur avendo acconsentito a regolare le spedizioni del farmaco nel 2019, andando incontro alle richieste-pressioni dell&#8217;amministrazione Trump, Pechino ha, invero, continuato a commerciare clandestinamente &#8220;i precursori del Fentanyl, che continuano ad entrare attraverso il Messico&#8221;. Sullo sfondo delle vendite di oppiacei, ma anche di altre droghe sintetiche, consumate nei meandri del <em>dark web</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;empia alleanza che sta zombificando l&#8217;America</h2>



<p>Messico, la zona grigia a cielo aperto più grande delle Americhe. Qui è dove, secondo le indagini di Drug Enforcement Administration&nbsp;(DEA) ed altre entità, <a href="https://www.politico.com/f/?id=0000017e-501d-d41e-afff-f85d531a0000">eroina e precursori chimici del Fentanyl vengono venduti da oltre trenta produttori cinesi ai cartelli della droga locali</a>. I quali, a loro volta, li lavorano per rivenderli nel più grande mercato della droga del pianeta: gli Stati Uniti. Un&#8217;alleanza empia, quella tra RPC e i protagonisti del narcoverso mesoamericano – in particolare <strong>Sinaloa </strong>e <strong>Jalisco Nuova Generazione</strong> –, siglata nel nome del profitto – per i narcos – e della destabilizzazione sociale della colonna portante del Momento unipolare – per i cinesi.</p>



<p>Numeri e fatti, molto più delle parole, sono fondamentali per liquefare ogni scetticismo nei riguardi della tesi della nuova guerra dell&#8217;oppio combattuta da RPC e cartelli della droga messicani contro gli Stati Uniti. L&#8217;incidenza dei sequestri di nera e Fentanyl fai-da-te è la conferma di come la maggior parte di essi vengano &#8220;contrabbandati attraverso il confine sudoccidentale&#8221;. Mentre le cifre dei sequestri, nella stessa regione, sono utili ad evidenziare l&#8217;estensione del fenomeno: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2,6 tonnellate di nera e 1,2 tonnellate di Fentanyl confiscate nel 2019;</li>



<li>Sequestri di eroina aumentati del 39% fra il 2013 e la prima metà del 2020;</li>



<li>Sequestri di Fentanyl illegale cresciuti del 62% fra il 2018 e il 2019;</li>
</ul>



<p>La crisi degli oppioidi è una delle maggiori evidenze della perniciosità e della pervasività delle guerre ibride totali, o senza limiti, cifra strutturale del nostro tempo contro la quale le liberal-democrazie sono ben lontane dallo schermarsi. Ma è anche un caso-studio più che meritevole di attenzione, perché parla del modo di fare la guerra della RPC. Una guerra ibrida che travalica i confini ed è in grado di creare mortali dipendenze, vincendo il nemico senza combatterlo. Una guerra che inorgoglisce Sun Tzu, che, dal Tiān, sta probabilmente osservando con fierezza la sua prole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/se-la-crisi-degli-oppioidi-e-anche-una-guerra-ibrida.html">Se la crisi degli oppioidi è (anche) una guerra ibrida</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tossici di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/welcome-to-afghanistan-2/tossici-di-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 07:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“In Afghanistan la dipendenza dalla droga è un’enorme piaga sociale. Negli ultimi anni il numero di tossicodipendenti è aumentato considerevolmente ma ora il governo dell’Emirato sta conducendo una vera e propria battaglia per aiutare le persone che utilizzano le sostanze a risolvere il loro problema di dipendenza e per combattere ed eradicare la coltivazione del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/welcome-to-afghanistan-2/tossici-di-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                    Tossici di guerra
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                        “In Afghanistan la dipendenza dalla droga è un’enorme piaga sociale. Negli ultimi anni il numero di tossicodipendenti è aumentato considerevolmente ma ora il governo dell’Emirato sta conducendo una vera e propria battaglia per aiutare le persone che utilizzano le sostanze&#8230;
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        <p><span style="font-weight: 400;">“In Afghanistan la dipendenza dalla droga è un’enorme piaga sociale. Negli ultimi anni il numero di tossicodipendenti è aumentato considerevolmente ma ora il governo dell’Emirato sta conducendo una vera e propria battaglia per aiutare le persone che utilizzano le sostanze a risolvere il loro problema di dipendenza e per combattere ed eradicare la coltivazione del papavero da oppio”. Alhaj Muwlawi Abdul Nasir Munqad, direttore del centro di recupero per tossicodipendenti “1500 Bed National Drug Addicts Hospital”, è seduto nel suo ufficio all’interno dell’ospedale costruito in quella che, fino a pochi mesi fa, era una base delle truppe americane. Alle sue spalle campeggia la bandiera dei talebani e sulla scrivania una scultura ritrae l’Afghanistan e reca incisa la Shahada, la professione di fede musulmana che recita: “tutto appartiene ad Allah e Maometto è il suo Profeta”.</span></p><div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Afghanistan, un anno dopo" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZyQZrBunMUw?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div><p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ZyQZrBunMUw");</script></p>
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        <p><span style="font-weight: 400;">Il direttore del centro, folta barba nera, turbante, gilet e <em>shalwar kameez</em> bianco, con estrema pazienza e attenzione racconta del suo incarico. Lui è infatti una delle figure cardine della lotta alla droga a Kabul. Dirige il più importante centro di recupero, ha dato vita a un team di medici che si occupano di ricevere, curare e reinserire nella società le persone affette da dipendenza e ha organizzato unità di mujaheddin incaricate di affiancare i medici nelle attività di prevenzione, informazione e recupero dei pazienti. “Il nostro governo, ad aprile, ha dichiarato illegale la coltivazione del papavero. Noi vogliamo completamente eliminare il problema del consumo e delle vendita della droga. E bisogna farlo a diversi livelli: c’è chi combatte contro i trafficanti e chi per aiutare i consumatori a uscire dalla dipendenza, e questo è ciò di cui io sono stato incaricato”. Il direttore Abdul Nasir non ha timore e neppure fretta nel rispondere alle domande, spiega che secondo la sharia il consumatore non è considerato alla stregua di un criminale ma come un malato e per questo deve essere curato, precisa che nessun paziente subisce punizioni corporali e che l’utilizzo della forza nei confronti dei ricoverati è severamente vietata. </span></p>

    </div>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-370892" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_015-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul. L’ospedale “1500 Bed National Drug Addicts hospital” gestito da Alhaj Muwlawi Abdul Nasir Munqad- talebano che ha combattuto 20anni sulle montagne, ed ex-prigioniero di Guantanamo- oggi ha esaurito la sua capacità di accoglienza. 
Secondo i dettami della Sharia, il governo talebano, nonostante sia il primo Paese al mondo nell’esportazione di oppio ( stime calcolano tra l 80e il 90% della produzione mondiale ) sta cercando di contrastare la piaga interna del paese del uso di stupefacenti che interessa oltre 3milioni di persone.  L’ospedale non ha fondi garantire il supporto necessario ai pazienti che riversano in uno stato di totale indigenza</figcaption></figure>
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        <p><span style="font-weight: 400;">Poi, però, alla domanda in merito a quali competenze abbia in campo medico sanitario, improvvisamente si interrompe. Chiede di spegnere la telecamera e solo una volta accertatosi che l’apparecchio non  funzioni confida: “Io sono esperto di strutture carcerarie e penitenziari perché durante la guerra sono stato prima prigioniero a Bagram e poi a Guantanamo!”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ una confidenza destabilizzante perché costringe a guardare, conoscere e ascoltare l’altro andando oltre l’argine delle convinzioni date per certe, degli schematismi prestabiliti del giusto e dell’ingiusto e dell’irreprensibile certezza del proprio punto di vista. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sono stato un leader talebano, un combattente e un guerrigliero. E’ vero. Ho combattuto contro gli americani. Ma voi non immaginate cosa ho subito in carcere. Io li ricordo ancora i cani che ringhiavano contro i prigionieri a Bagram e come venivano trattati gli afghani. Quando una persona è stata a Guantanamo o a Bagram, per lui, la parola perdono si svuota di qualsiasi significato. Ma vi racconto tutto questo perché se voi pensavate di trovare una ‘’Guantanamo” nel mio ospedale, vi sbagliate. Perché io non lo permetto. So cos’è la prigione e non infliggerò mai certe sofferenze al mio popolo. E adesso vedrete voi stessi come lavoriamo”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pick up con a bordo cinque combattenti talebani si prepara per recarsi al ponte di Pul e Shukta, punto di ritrovo e alloggio di centinaia di tossicodipendenti della città. Mentre percorre il caotico centro cittadino, Hussain, il capo del gruppo, spiega: “Stiamo andando a controllare la situazione. Non possiamo portare tutte le persone che vedrete nei centri di recupero perché al momento non abbiamo abbastanza posti ma, se qualcuno ci dirà che vuole essere ricoverato faremo in modo di indirizzarlo verso qualche struttura e intanto controlliamo se ci sono degli spacciatori. Per loro è previsto l’arresto”.</span></p>
<figure id="attachment_370894" aria-describedby="caption-attachment-370894" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-370894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_017-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-370894" class="wp-caption-text">Afghanistan, Kabul. Il ponte Pul-e-Sokhta è il principale luogo di spaccio e consumo di Crystal meth ed eroina del Afghanistan. Diverse centinaia di tossico dipendenti ( junkies ) trascorrono la loro esistenza sotto il ponte nonostante da quando sia salito il nuovo governo si svolgano regolarmente retate da parte dei talebani</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
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        <p>Il fuoristrada si ferma accanto a un canale. In mezzo alle acque di scolo  si muovono alcuni cani randagi e due uomini accucciati sono intenti a pulire le loro siringhe. Avvicinandosi e percorrendo l’argine si osservano dozzine di persone vivere tra le acque delle fogne di Kabul abbandonati a sé stessi, alla droga e con la propria disperazione cucita addosso come un marchio di infamia. Alcuni hanno creato giacigli di fortuna con coperte e cartoni, altri hanno scavato delle vere e proprie buche sottoterra nelle quali dormono esausti per la sostanza. I talebani avanzano circospetti con i kalashnikov in pugno osservando ogni movimento, ma è sotto al ponte che si palesa uno scenario orrendo e insostenibile. Centinaia di individui, impassibili e indifferenti alla presenza dei mujhaeddin, persistono nell’assumere la propria dose. C’è chi scalda l’eroina sulla stagnola, chi si stringe il laccio dei pantaloni intorno al braccio per gonfiare la vena, altri invece non smettono di fumare con delle pipe di vetro i cristalli di metanfetamina. Un ragazzo di neanche vent’anni è esanime in mezzo a rifiuti di ogni tipo con una flebo attaccata al braccio, un uomo ha il corpo completamente ricoperto di vescicole, ci sono giovanissimi e anziani consumati dalla dipendenza e uomini che hanno conosciuto nella loro vita soltanto la guerra, contro gli altri e contro di sé, e che ora stanno consumando al buio , tra l’afrore dei liquami, la canicola che oltrepassa i 40 gradi e i fumi bianchi delle pipe gli ultimi istanti della loro esistenza.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-370895" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/2P3A9410-Modifica-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">“Svuota le tasche!”, intima un talebano a un giovane uomo colto mentre frettolosamente nascondeva delle rupie nei pantaloni. Il ragazzo finge di non aver sentito ed esita ad obbedire all’ordine e subito il mujaheddin lo colpisce con il calcio del fucile. A quel punto, a testa bassa, senza il coraggio di affrontare gli occhi incendiati dall’odio dell’islamista, il giovane getta per terra della stagnola, delle siringhe e una manciata di rupie. Immediatamente i talebani gli legano le braccia dietro la schiena e lo trascinano sul pick-up. “Non puniamo i consumatori che l’Esecutivo vuole aiutare a uscire dalla loro situazione, ma le pene per gli spacciatori sono molto severe”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi in Afghanistan il numero dei consumatori di sostanze stupefacenti si aggira intorno ai 3 milioni, ovvero più del 7% della popolazione ha problemi di tossicodipendenza. Un numero accresciuto a causa della crisi economica che dall’agosto del 2021 sta travolgendo il Paese. L’Afghanistan è il primo produttore mondiale d’oppio, l’85% della produzione globale avviene  nella valle dell’Helmand,  e quindi la facilissima reperibilità di sostanze psicotrope, la perdita di lavoro, l’assenza di prospettive, l’aumento della depressione e di un annichilimento generalizzato di ogni speranza futura hanno spinto sempre più persone a cercare consolazione e rifugio nella droga. A spiegarlo è il medico psichiatra Wahedullah Ikoshan , vice direttore dell’ospedale “1500 letti”. “La droga è un problema che investe tutto il mondo ma in Afghanistan è esponenziale. Noi stiamo utilizzando tutte le nostre risorse e i nostri mezzi per cercare di fermare il problema della dipendenza”.</span></p>

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</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-370896" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_012-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul.  L’ospedale “1500 Bed National Drug Addicts hospital” gestito da Alhaj Muwlawi Abdul Nasir Munqad- talebano che ha combattuto 20anni sulle montagne, ed ex-prigioniero di Guantanamo- all’oggi ha esaurito al sua capacità di accoglienza. 
Il governo talebano, secondo i dettami della Sharia, nonostante sia il primo paese al mondo nell’esportazione di oppio ( stime calcolano tra l 80e il 90% della produzione mondiale ) sta cercando di contrastare la piaga interna del paese del uso di stupefacenti che interessa oltre 3milioni di persone. L’ospedale non ha fondi garantire il supporto necessario ai pazienti che riversano in uno stato di totale indigenza</figcaption></figure>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Il medico racconta che ci sono due momenti attraverso i quali opera il personale sanitario. Il primo è quello più critico e riguarda la disintossicazione. “Quando i pazienti smettono con la droga affrontano dei giorni terribili. Crisi di astinenza, dissenteria, febbre, allucinazioni. I nostri operatori specializzati gestiscono questa fase molto delicata che dura di solito quindici giorni”. Mentre spiega le procedure adottate da medici e infermieri, il Primario mostra il padiglione dove sono ricoverati i giovani appena arrivati nella struttura. Un ragazzo piange avvolto tra le coperte mentre cerca di scaldare con le mani il corpo pervaso dai brividi, un altro uomo, immobile, osserva la luce che filtra dalla finestra, altri dormono sotto effetto dei tranquillanti, qualcuno fa degli esercizi di ginnastica, intanto dal piano superiore sopraggiunge l’eco di un singhiozzo lento e inarrestabile. “Se superano questa fase che è la più critica allora c’è davvero speranza che possano smettere con la droga e ricominciare una nuova vita. Noi, a causa della crisi economica, non abbiamo nemmeno i farmaci necessari per aiutarli ad affrontare la disintossicazione. Dipende solo dalla loro forza di volontà. E’ un momento estremamente delicato”.</span></p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-370897" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_013-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul. L’ospedale “1500 Bed National Drug Addicts hospital” gestito da Alhaj Muwlawi Abdul Nasir Munqad- talebano che ha combattuto 20anni sulle montagne, ed ex-prigioniero di Guantanamo- all’oggi ha esaurito al sua capacità di accoglienza. 
Il governo talebano, secondo i dettami della Sharia, nonostante sia il primo paese al mondo nell’esportazione di oppio ( stime calcolano tra l 80e il 90% della produzione mondiale ) sta cercando di contrastare la piaga interna del paese del uso di stupefacenti che interessa oltre 3milioni di persone</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Dopo la prima fase i pazienti vengono trasferiti in un secondo padiglione dove inizia un vero e proprio processo di riabilitazione. “Abbiamo palestre, laboratori di artigianato, un barbiere, delle mense. Cerchiamo di fare il possibile per accompagnarli in una nuova fase della loro vita ma il problema è che non abbiamo abbastanza risorse. Loro dovrebbero ricevere pasti molto calorici perché hanno anche una situazione fisica debilitata. Quello che possiamo fare è dare a loro soltanto tre piatti di riso al giorno”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In enormi camerate alloggiano centinaia di uomini. Hanno corpi talmente magri da poter vedere le ossa del costato e occhi infossati e pervasi da una stanchezza infinita. Molti si lamentano della mancanza del cibo, quasi tutti confidano di aver iniziato a utilizzare l’eroina perché senza lavoro e senza prospettive e poi c’è Maidan Nwardak, che ha 24 anni, è seduto sul suo letto ed è ben visibile l’amputazione che ha subito al suo braccio destro.</span></p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-370893" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/GUM_20220902_Afghanistan_014-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul. L’ospedale “1500 Bed National Drug Addicts hospital” gestito da Alhaj Muwlawi Abdul Nasir Munqad- talebano che ha combattuto 20anni sulle montagne, ed ex-prigioniero di Guantanamo- all’oggi ha esaurito al sua capacità di accoglienza. 
Il governo talebano, secondo i dettami della Sharia, nonostante sia il primo paese al mondo nell’esportazione di oppio ( stime calcolano tra l 80e il 90% della produzione mondiale ) sta cercando di contrastare la piaga interna del paese del uso di stupefacenti che interessa oltre 3milioni di persone. 
L’ospedale non ha fondi garantire il supporto necessario ai pazienti che riversano in uno stato di totale indigenza. </figcaption></figure>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">“Ero in un parco, una bomba posizionata in un carretto dei gelati è esplosa e la deflagrazione mi ha investito. È così che ho perso il mio braccio, il mio lavoro e mi sono ritrovato in mezzo a una strada e ho iniziato a fumare eroina. Ora son qua, spero di ricominciare una nuova vita quando esco ma a volte mi chiedo che prospettive possano esserci per una persona nel mio stato”. L’uomo, estremamente lucido, dice che non ha parenti e neppure amici, siede in silenzio prega e confida nella provvidenza di Dio per il suo domani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E infine, a bassa voce, sussurra: “Sapete chi mise la bomba che mi ha ridotto così? I talebani. Prima mi hanno rovinato e ora cercano di salvarmi”. Si accomiata in questo modo Maidan, con una chiosa rivelatrice del volto più recondito dell’Afghanistan: </span></p>

    </div>
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                            Testo
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                                    Daniele Bellocchio
                                </a>
                                                                        </div>
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                                    Marco Gualazzini
                                </a>
                                                                        </div>
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                                    Daniele Bellocchio
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                                                                                                                <a class="authors__link" href="https://it.insideover.com/autore/marco-gualazzini-2">
                                    Marco Gualazzini
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/welcome-to-afghanistan-2/tossici-di-guerra.html">Tossici di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crisi degli oppioidi negli Usa travolgerà anche McKinsey?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-crisi-degli-oppioidi-negli-usa-travolgera-anche-mckinsey.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 20:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[McKinsey]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
		<category><![CDATA[Purdue Pharma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=308674</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>McKinsey, una delle più strutturate e celebri aziende di consulenza strategica al mondo, rischia di subire un forte danno economico e d&#8217;immagine dall&#8217;avanzamento della campagna giudiziaria legata alla crisi degli oppioidi che da tempo attanaglia gli Stati Uniti. I fatti, in materia, sono divenuti sempre più noti negli ultimi anni: da circa due decenni, negli Stati Uniti, si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-degli-oppioidi-negli-usa-travolgera-anche-mckinsey.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-degli-oppioidi-negli-usa-travolgera-anche-mckinsey.html">La crisi degli oppioidi negli Usa travolgerà anche McKinsey?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12383361_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>McKinsey, </strong>una delle più strutturate e celebri aziende di consulenza strategica al mondo, rischia di subire un forte danno economico e d&#8217;immagine dall&#8217;avanzamento della campagna giudiziaria legata alla <strong>crisi degli oppioidi </strong>che da tempo attanaglia gli Stati Uniti. I fatti, in materia, sono divenuti sempre più noti negli ultimi anni: da circa due decenni, negli Stati Uniti, si stanno diffondendo fenomeni di dipendenza da sostanze antidolorifiche e sedativi a base oppiacea, che entrano poi nel circuito dell&#8217;illegalità venendo utilizzati come base per un corposo <strong>narcotraffico</strong>. Alla radice di tutto, la graduale liberalizzazione della circolazione degli oppioidi e di sostanze come l&#8217;ossicodone, al termine di un lungo processo di lobbying e creazione di consenso che ha visti coinvolti gruppi industriali, associazioni di categoria, esponenti delle istituzioni.</p>
<h2>Il &#8220;massacro americano&#8221; degli oppioidi</h2>
<p>Per capire come McKinsey sia finita coinvolta, partiamo dagli antefatti. In sostanza, dalla metà degli anni ‘90 ai dottori d’America è stato consigliato di combattere i malesseri fisici con le pastiglie, non con le terapie: dallo xanax all’oxycontin, potentissimo antidolorifico prodotto dall’azienda farmaceutica Purdue Pharma. <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/feb/05/opioids-crisis-democrats-joe-kennedy" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come scritto da Ross Barkan sul <em>Guardian, </em></a>“sappiamo che la crisi non esisteva prima che la Purdue Pharma buttasse sul mercato l’OxyContin.</p>
<p>Guidate da Purdue Pharma, le principali compagnie farmaceutiche elaborarono una campagna per persuadere dottori e pazienti”, convincendoli a sottovalutare i rischi degli oppiacei e a sopravvalutare i loro ruoli terapeutici. La conseguenza è stata la diffusione crescente di fenomeni di tossicodipendenza e una vera e propria emergenza sanitaria culminata in quello che è stato definito un &#8220;<strong>massacro americano&#8221;: </strong>negli ultimi tre decenni le vittime degli oppiacei sono state 400mila, concentrate principalmente in Stati in declino dell&#8217;America profonda come la West Virginia, il Kentucky o l’Ohio.</p>
<p>&#8220;Nel 2017, l’apice della più grande crisi da tossicodipendenza della storia americana, ogni giorno 130 persone morivano di overdose da oppiacei. Più di 11 milioni di americani ne abusavano&#8221;, ricorda <em>Avvenire. </em>Negli ultimi tempi il vento è cambiato e diverse <a href="https://it.insideover.com/societa/johnson-johnson-condannata-la-crisi-degli-oppiacei-a-una-svolta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">società accusate di pratiche illegali sono andate alla sbarra.</a> Nel 2019 Johnson&amp;Johnson è stata condannata a pagare 572 milioni di dollari per rimediare alla devastazione creata dall’epidemia in Oklahoma, mentre nel 2020 la citata Purdue si è dichiarata colpevole e <a href="https://www.forbes.com/sites/siladityaray/2020/10/21/oxycontin-maker-purdue-pharma-reaches-8-billion-settlement-in-opioid-crisis-probe/?sh=736171f01e20">ha pagato <strong>8 miliardi di dollari </strong>di multa per evitare un processo destinato a sicura sconfitta di fronte a un tribunale federale.</a></p>
<h2>McKinsey alla sbarra</h2>
<p>La società di consulenza newyorkese è finita sotto torchio e ha recentemente accettato di pagare <strong>quasi 600 milioni di dollari</strong> per chiudere un contenzioso con 49 stati Usa per il ruolo che avrebbe svolto nel promuovere la vendita dell&#8217;OxyContin su tutto il territorio federale. <a href="https://www.nytimes.com/2021/02/03/business/mckinsey-opioids-settlement.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come ricorda il <em>New York Times, </em>McKinsey ha scelto di pagare</a> e di pubblicare in futuro tutti i documenti interni e di mantenere per cinque anni le mail dei suoi consulenti per svelare eventuali conflitti di interesse nei lavori svolti a fianco di Purdue.</p>
<p>In sostanza, McKinsey ha contribuito a costruire campagne d&#8217;immagine per la Purdue volte a massimizzare i profitti della vendita di oppioidi attraverso strategie che andavano dal lobbying in sinergia con le altre case produttrici a piani marketing volti a favorire l&#8217;acquisto di prodotti più pesanti e con dosi più elevate. L&#8217;OxyContin, definito &#8220;eroina di montagna&#8221; per la presenza dei primi casi di abusi nella regione dei Monti Appalachi, è stato promosso anche grazie alle manovre di marketing consigliate da McKinsey. Che pagando anticipatamente la multa e anticipando una possibile sentenza di condanna penale avvalla un principio non scontato in un Paese, gli Usa, che sul fronte interno amano pensarsi come la patria della libera concorrenza: di fronte alla <strong>salute pubblica, </strong>non esistono ragioni di business. Anche partecipare a una campagna di promozione di un prodotto ritenuto poco sicuro può far cadere sulla società partner responsabilità dirette. Non stentiamo a vedere dietro questo orientamento più aggressivo verso la punizione degl abusi sanitari un&#8217;importante lezione legata alla pandemia di Covid-19, che ha posto gli States di fronte all&#8217;enormità delle fragilità sanitarie interne e alle loro grandi contraddizioni.</p>
<h2>L&#8217;ad sotto accusa</h2>
<p>La questione oppioidi ha aperto un fronte interno anche nella stessa McKinsey facendo traballare le prospettive dell&#8217;ad <strong>Kevin Sneader, </strong>54enne manager canadese di origini britanniche, di ottenere una riconferma per altri tre anni alla guida dell&#8217;azienda di consulenza da 10 miliardi di dollari di fatturato all&#8217;anno. I 650 managing partner di McKinsey stanno votando in questi giorni per scegliere il nome del futuro ad, e nel possibile ballottaggio non è affatto scontato che il nome di Sneader compaia.</p>
<p>Dopo il coinvolgimento in uno scandalo di corruzione governativa in Sudafrica e problemi legati a dei conflitti di interesse su delle bancarotte che hanno portato a una multa da 15 milioni di dollari da parte del Dipartimento di Giustizia la crisi degli oppioidi colpisce con durezza, imponendo una sanzione pari a oltre il 5% del fatturato annuo del gruppo che abbatterà notevolmente le prospettive dei manager di ricevere extra-profitti e premi legati ai risultati quest&#8217;anno. <a href="https://www.ft.com/content/f001f3ef-e296-4eb6-b711-5f7cb773e314">Sneader potrebbe pagare in prima persona</a>, ma in sostanza ad esser messo in crisi è lo stesso <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;</a><strong>metodo McKinsey&#8221; </strong>di gestione tecnocratica e manageriale di ogni settore produttivo, metodo che il candidato dem Pete Buttgieg nel 2020, da ex dipendente nel gruppo, voleva introdurre nell&#8217;amministrazione americana. Un metodo che si scontra con le priorità nazionali e sociali che il mondo post-Grande Recessione e ora colpito dal virus hanno riportato in emersione in diversi settori privati. Non di solo mercato vivrà l&#8217;uomo: e le società di consulenza che aiutano i gruppi finanziari e industriali a &#8220;spremere&#8221; i mercati secondo una basilare logica costi/benefici ne stanno gradualmente prendendo atto.</p>
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		<title>Johnson &#038; Johnson condannata: la crisi degli oppiacei a una svolta?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/johnson-johnson-condannata-la-crisi-degli-oppiacei-a-una-svolta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 16:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="737" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-768x295.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-1024x393.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo abbiamo definito un &#8220;massacro americano&#8220;, parlandone diffusamente oltre un anno fa: la crisi degli oppiacei negli Stati Uniti è da tempo una minaccia di portata nazionale alla sicurezza sanitaria e sociale del Paese. 53.000 morti per overdose nel 2015, 60.000 (più della somma dei caduti americani in Vietnam e Iraq) nel 2016, 70.000 nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/johnson-johnson-condannata-la-crisi-degli-oppiacei-a-una-svolta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/johnson-johnson-condannata-la-crisi-degli-oppiacei-a-una-svolta.html">Johnson &#038; Johnson condannata: la crisi degli oppiacei a una svolta?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="737" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-768x295.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Johnson-and-Johnson-La-Presse-e1567095795580-1024x393.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo abbiamo definito un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html" target="_blank" rel="noopener">massacro americano</a>&#8220;, parlandone diffusamente oltre un anno fa: la crisi degli oppiacei negli Stati Uniti è da tempo una minaccia di portata nazionale alla sicurezza sanitaria e sociale del Paese. 53.000 morti per overdose nel 2015, 60.000 (<a href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2017/7/7/15925488/opioid-epidemic-deaths-2016">più della somma dei caduti americani in Vietnam e Iraq</a>) nel 2016, 70.000 nel 2017, ovvero una media di quasi 170 decessi al giorno per l&#8217;abuso di farmaci o sostanze stupefacenti a base oppiacea, sono la macabra conta di quella che è, negli anni, diventato un problema endemico della fragile America del XXI secolo.</p>
<p>Degli oltre 400.000 decessi per overdose registrati dal 1999 al 2017, oltre 218.000 sono legati a farmaci legalmente prescritti ai cittadini statunitensi. Questo fatto ha portato nell&#8217;occhio del ciclone numerosi giganti del mercato farmaceutico, accusati da numerosi report e indagini a guida scientifica e politica di gravi omissioni sui rischi e sulle problematiche derivanti da un&#8217;eccessiva dipendenza di sostanze come l&#8217;ossicodone o il fentanyl, che molto spesso finiscono addirittura rivenduti come eroina.</p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/feb/05/opioids-crisis-democrats-joe-kennedy">Un reportage del </a><em>Guardian </em>del 2018 ha segnalato come le radici della crisi degli oppiacei sono da ricercare nella messa in commercio dell&#8217;OxyContin da parte di Purdue Pharma negli Anni Novanta. Pensata come la mossa decisiva per conquistare con gli oppiacei il mercato degli antidolorifici, ad essa hanno fatto seguito un&#8217;ampia e diffusa campagna per persuadere dottori e pazienti, convincendoli a sottovalutare i rischi degli oppiacei e a sopravvalutare i loro ruoli terapeutici, e un duro pressing in sede congressuale che ha portato negli anni Big Pharma a conquistarsi il sostegno di importanti rappresentanti <a href="https://theintercept.com/2018/01/31/joe-kennedy-response-opioid-crisis/">come il democratico Joe Kennedy III</a>, che ha ricevuto oltre 340.000 dollari dalle aziende farmaceutiche prima di dover interrompere i contatti con esse nel maggio 2019. Le prescrizioni di oppiacei tramite ricette mediche sono triplicate tra il 1991 e il 2011, toccando quota 289 milioni nel 2016, senza che ad esse facesse da contraltare una campagna di sensibilizzazione sugli effetti collaterali di farmaci in diversi casi molto più potenti della morfina.</p>
<p>Nella giornata del 27 agosto, per la prima volta, un&#8217;azienda del comparto farmaceutico ha ricevuto una condanna in sede processuale per il suo comportamento nella crisi degli oppiacei: <strong>Johnson&amp;Johnson, </strong>colosso che fattura oltre 80 miliardi di dollari l&#8217;anno, è stata riconosciuta  responsabile di aver alimentato la crisi degli oppiacei in Oklahoma e dovrà pagare 572 milioni di dollari per rimediare alla devastazione creata dall&#8217;epidemia nello stato in seguito alla sentenza emessa dal giudice distrettuale della contea di <strong>Cleveland, Thad Balkman. </strong></p>
<p>Il risarcimento comminato è stato sotto le attese per il riconoscimento di una &#8220;cinica e ingannevole campagna di lavaggio del cervello&#8221; da parte di Johnson&amp;Johnson finalizzata alla vendita di oppiacei paragonati a una &#8220;medicina magica&#8221;, per la precisione il <strong>Nucynta e il Duragesic, </strong>commerciati dal 2000 al 2015. Ma segna un precedente per gli oltre 2.000 procedimenti in atto negli Stati Uniti a livello federale o statale nei confronti di società o singoli coinvolti nei fatti che potrebbero aver scatenato la peggior crisi sanitaria dell&#8217;America odierna.</p>
<p>La <em><strong>Nbc </strong></em>ha segnalato come <strong>Purdue Pharma</strong> abbia avviato nel contempo un&#8217;azione legale volta a risolvere in sede di arbitrato o accordo amministrativo tramite risarcimenti i procedimenti che la vedono coinvolta, stanziando per questo <a href="https://www.nbcnews.com/news/us-news/purdue-pharma-offers-10-12-billion-settle-opioid-claims-n1046526?cid=sm_npd_nn_tw_ma">obiettivo tra i 10 e i 12 miliardi di dollari</a>. Un tentativo di anticipo delle future mosse delle procure che potrebbero, attraverso l&#8217;Unione, accelerare dopo l&#8217;esempio dato dalla contea dell&#8217;Oklahoma. Mentre, nel frattempo, sul piano nazionale <strong>Donald Trump </strong>ha ampliato un&#8217;azione politica e legislativa avviata dal predecessore <strong>Barack Obama </strong><a href="https://it.insideover.com/societa/trump-vuole-risolvere-la-crisi-degli-oppiacei-contro-i-giganti-del-farmaco.html">affrontando con forza la crisi degli oppiacei</a>: per il 2019 sono stati stanziati 1,5 miliardi di dollari, mentre una dotazione complessiva da 6 miliardi sarà riservata al prossimo biennio. 18 milioni di cittadini sono assistiti nel quadro di un programma che mira a prevenire la dipendenza da antidolorifici oppiacei e a fornire un’assistenza più pervasiva e un’informazione migliore sui prodotti destinati alla loro cura. Politica e giustizia sono al lavoro per risolvere una delle crisi più gravi dell&#8217;America contemporanea: solo con la loro completa sinergia questo <strong>massacro americano </strong>avrà fine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/johnson-johnson-condannata-la-crisi-degli-oppiacei-a-una-svolta.html">Johnson &#038; Johnson condannata: la crisi degli oppiacei a una svolta?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump vuole risolvere la crisi degli oppiacei contro i giganti del farmaco</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/trump-vuole-risolvere-la-crisi-degli-oppiacei-contro-i-giganti-del-farmaco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 14:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1624" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080.jpg 1624w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1624px) 100vw, 1624px" /></p>
<p>Da anni negli Stati Uniti va in scena un massacro silenzioso, strisciante che colpisce le parti più vulnerabili della popolazione. Stiamo parlando della catena lunghissima di morte per overdose di oppiacei come il fentanyl, l’oxicodone o il Vicodin, prodotti di gran lunga più forti della morfina molto spesso prescritti direttamente da medici e in seguito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/trump-vuole-risolvere-la-crisi-degli-oppiacei-contro-i-giganti-del-farmaco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1624" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080.jpg 1624w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9600510-1624x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1624px) 100vw, 1624px" /></p><p>Da anni negli Stati Uniti va in scena un massacro silenzioso, strisciante che colpisce le parti più vulnerabili della popolazione. Stiamo parlando della catena lunghissima di morte per overdose di oppiacei come il fentanyl, l’oxicodone o il Vicodin, prodotti di gran lunga più forti della morfina molto spesso prescritti direttamente da medici e in seguito rivenduti su Internet come surrogato, ancor più letale, dell’eroina o che colpiscono pazienti oramai divenuti dipendenti dal loro utilizzo.</p>
<p>Come scritto da Hector Abad Faciolince in un articolo ripreso da Internazionale: “I nuovi tossicodipendenti e i morti per overdose degli Stati Uniti, in maggioranza bianchi, cadono nel vizio perché i medici gli prescrivono dei “painkillers”, analgesici”, come detto, “molto forti, oppiacei sintetici, molto più potenti dell’eroina e della morfina”. Nel 2017 Donald Trump ha parlato di “emergenza sanitaria nazionale” e, come scrivevamo nel 2018 su questa testata, nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione citò il problema delle morti per overdose di oppiacei che ” hanno raggiunto livelli epidemici: Nel 2015, 53mila persone sono morte per overdose, principalmente causata da oppiacei, mentre nel 2016 il dato ha fatto segnare un incremento del 21%, portando a 64.000 le vittime: più della somma dei caduti delle guerre in Iraq e in Vietnam”, come riportato da German Lopez di Vox.</p>
<p>E i conti di questo massacro ora possono essere aggiornati con statistiche di lungo termine. 400.000 morti dal 1999 al 2017, 218.000 delle quali per effetto di abuso di farmaci legalmente prescritti. Con morti annue sestuplicate dall’inizio alla fine del periodo. Oggi, per overdose di oppiacei, muoiono circa 130 americani al giorno, 5 ogni ora.</p>
<p>L’amministrazione Trump ha fatto della guerra alla droga e della riduzione delle morti per overdose da oppiacei una priorità sanitaria, andando oltre gli sforzi, purtroppo a lungo inefficaci, messi in campo da Barack Obama. Punto di partenza è stata una crescente dotazione finanziaria. A fine 2018, sottolinea il sito della Casa Bianca, sono stati stanziati 1,5 miliardi di dollari come disponibilità immediata e 6 miliardi per il prossimo biennio, destinati principalmente al rafforzamento del Center for disease control and prevention, l’autorità che si occupa di monitorare il contagio e la diffusione delle malattie sul territorio americano, all’assistenza dei dipendenti da oppiacei e, soprattutto, al controllo e alla regolamentazione delle prescrizioni per evitare gli abusi che, in passato, hanno contribuito a scandali di ampia portata.</p>
<p>Come sottolineato da importanti testate come Scientific American, infatti, la guerra alla droga sta fornendo un aiuto notevole ai 18 milioni di cittadini americani che fanno uso di oppiacei per finalità mediche e che ora riceveranno un’assistenza più pervasiva e un’informazione migliore sui prodotti destinati alla loro cura. L’obiettivo dell’amministrazione Trump è porre fine a una lunga serie di abusi e negligenze che hanno contribuito ad aggravare il problema, reclamando decine di migliaia di vite. E ora si muove anche la giustizia penale. Nella giornata del 18 aprile il Dipartimento di Giustizia Usa ha annunciato 60 arresti, di cui 31 riguardanti medici, nell’ambito della guerra all’abuso di oppiacei. L’operazione riguarda 5 Stati: Alabama, Kentucky, Louisiana, Ohio, Pennsylvania, Tennessee e West Virginia. Tra gli arrestati, un dottore del Tennessee che si faceva chiamare “Rock Doc” e che è accusato di aver prescritto cocktail pericolosi di medicinali, alle volte in cambio di sesso.</p>
<p>Sotto inchiesta anche Laurence Doud e William Pietruszewski, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex manager responsabile della conformità della Rochester drug cooperative (Rdo), uno dei dieci più importanti distributori di farmaci negli Stati Uniti, che tra il 2012 e il 2016 avrebbero immesso sul mercato decine di milioni di dosi di farmaci a base di ossicodone. McKesson, Cardinal health e AmerisourceBergen, gruppi farmaceutici che complessivamente gestiscono fatturati pari a 500 miliardi di dollari, dal canto loro sono sotto accusa per aver a lungo lucrato sulla mancanza di informazioni precise circa la pericolosità degli oppiacei.</p>
<p>“L’overdose è diventata ormai la principale causa di morte per gli statunitensi sotto ai 50 anni d’età, provocando più vittime rispetto a quelle causate da incidenti stradali e colpi di arma da fuoco”, ha scritto Tpi. “Ma è ancora più interessante notare come il fenomeno abbia colpito quasi esclusivamente la popolazione bianca e appartenente alla classe media. La fascia maggiormente a rischio è quella dei giovani sotto ai 35 anni”. La parte più insicura e vulnerabile dell’America, a lungo sentitasi dimenticata, è anche la più colpita da una crisi sociale senza eguali sulla cui risoluzione la Casa Bianca e Donald Trump si giocano una fetta importante di credibilità. Riuscirà il Presidente a portare avanti la guerra agli oppiacei che fa strage tra i forgotten men cui più volte si è appellato in campagna elettorale? I primi segnali sembrano incoraggianti. Ma la guerra all’abuso di oppiacei sarà ancora molto lunga.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/trump-vuole-risolvere-la-crisi-degli-oppiacei-contro-i-giganti-del-farmaco.html">Trump vuole risolvere la crisi degli oppiacei contro i giganti del farmaco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Storia di un massacro americano:  continua la crisi degli oppiacei</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 07:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La gravissima crisi degli oppiacei che da anni sta sconvolgendo gli Stati Uniti è diventata una vera e propria &#8220;emergenza di salute pubblica&#8221;. Così l&#8217;ha definita il Presidente Donald J. Trump in un memorandum del 26 ottobre scorso, che faceva eco a un&#8217;informativa della Drug Enforcement Administration (DEA) del 2015, nella quale si può leggere:  &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>La gravissima crisi degli oppiacei che da anni sta sconvolgendo gli Stati Uniti è diventata una vera e propria &#8220;emergenza di salute pubblica&#8221;. Così l&#8217;ha definita il Presidente Donald J. Trump in <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/politics/ct-trump-opioids-emergency-20171026-story.html" target="_blank">un memorandum del 26 ottobre</a> scorso, che faceva eco a un&#8217;informativa della Drug Enforcement Administration (DEA) del 2015, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dea.gov/docs/2015%20NDTA%20Report.pdf" target="_blank">nella quale si può leggere</a>:  &#8220;Le morti per overdose, in particolar modo da farmaci sotto prescrizione, hanno raggiunto livelli epidemici&#8221;. Nel 2015, 53mila persone sono morte per overdose, principalmente causata da oppiacei, mentre nel 2016 il dato ha fatto segnare un incremento del 21%, portando a 64.000 le vittime: più della somma dei caduti delle guerre in Iraq e in Vietnam, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2017/7/7/15925488/opioid-epidemic-deaths-2016" target="_blank">come riportato da German Lopez di <em>Vox</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/continua-a-sostenerci/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42088 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/occhi_banner.jpg" alt="occhi_banner" width="745" height="100" /></a></p>
<p>Se sul versante del narcotraffico l&#8217;eroina sta conoscendo un preoccupante ritorno di fiamma, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/07/14/afghanistan-guerra-e-droga-la-verita-che-imbarazza-la-nato/" target="_blank">sulle cui origini Marcello Foa aveva indagato nel 2016</a>, a essere oltremodo allarmante è l&#8217;incontrollato abuso da parte di farmaci antidolorifici. Come scritto da Hector Abad Faciolince in un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.internazionale.it/opinione/hector-abad-faciolince/2017/11/02/case-farmaceutiche-epidemia-oppioidi" target="_blank">articolo ripreso da </a><em><a href="https://www.internazionale.it/opinione/hector-abad-faciolince/2017/11/02/case-farmaceutiche-epidemia-oppioidi" target="_blank">Internazionale</a>: </em>&#8220;I nuovi tossicodipendenti e i morti per overdose degli Stati Uniti, in maggioranza bianchi, cadono nel vizio perché i medici gli prescrivono dei “painkillers”, analgesici molto forti, oppiacei sintetici, molto più potenti dell’eroina e della morfina&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Gli oppiacei che uccidono, scrive Faciolince, sono &#8220;droghe legali&#8221; come l&#8217;ossicodone, il fentanil o il Vicodin, rivenduti poi in Internet come eroina. &#8220;Poi c’è un’altra droga sintetica ancora più letale, il carfentanil, che si usa come sedativo per gli elefanti, e che è cento volte più potente del fentanil. Bastano pochi granelli di carfentanil sulla lingua per uccidere un essere umano&#8221;.</p>
<p>Gli oppiacei, un&#8217;emergenza nazionale</p>
<p>Negli Stati Uniti, che consumano l&#8217;80% degli oppiacei prodotti al mondo, le morti per overdose hanno ormai superato quelle per incidente d&#8217;auto o sparatoria, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.cbsnews.com/news/drug-overdose-deaths-heroin-opioid-prescription-painkillers-more-than-guns/" target="_blank">come riporta la CNN</a>. Il governatore repubblicano del Maryland, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.washingtonpost.com/local/md-politics/hogan-declares-opioid-state-of-emergency/2017/03/01/5c22fcfa-fe2f-11e6-99b4-9e613afeb09f_story.html?utm_term=.1276cf18199c" target="_blank">Larry Hogan, ha dichiarato il livello massimo d&#8217;emergenza nello Stato</a> e avviato un piano da 50 milioni di dollari per la prevenzione del narcotraffico e la lotta alla dipendenza da oppiacei.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;amministrazione Obama, proponendo nel dicembre 2016 il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2016/12/07/congress-passes-21st-century-cures-act-boosting-research-and-easing-drug-approvals/" target="_blank">21st Century Cures Act</a>, ha visto una rara maggioranza bipartisan (94-5 in Senato) favorevole allo stanziamento di 1 miliardo di dollari nella lotta alla tossicodipendenza; Donald J. Trump ha approvato un ulteriore finanziamento da 485 milioni di dollari nel 2017, e nel corso degli ultimi anni si è rafforzata la posizione della figura del Office of National Drug Control Policy, il <em>Drug Czar </em>dell&#8217;Executive Office della Casa Bianca. A ricoprire l&#8217;incarico, attualmente, è Richard J. Braum, ex membro del gruppo di studio ONU sulle droghe.</p>
<p>Alla radice della crisi degli oppiacei: il ruolo delle case farmaceutiche</p>
<p>Il mondo di &#8220;Big Pharma&#8221; ha una responsabilità non secondaria nelle dinamiche che hanno portato al completo sdoganamento degli oppiacei ed alla gravissima crisi odierna. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/feb/05/opioids-crisis-democrats-joe-kennedy" target="_blank">Come scritto da Ross Barkan sul <em>Guardian, </em></a>&#8220;sappiamo che la crisi non esisteva prima che la Purdue Pharma buttasse sul mercato l&#8217;OxyContin. Guidate da Purdue Pharma, le principali compagnie farmaceutiche elaborarono una campagna per persuadere dottori e pazienti&#8221;, convincendoli a sottovalutare i rischi degli oppiacei e a sopravvalutare i loro ruoli terapeutici.</p>
<p></p>
<p>Il lobbying di Big Pharma sul Congresso statunitense è stato, a partire dalla metà degli anni Novanta, continuo e pressante. Barkan cita il caso spinoso di Joe Kennedy III, rappresentante democratico del Massachussetts che, stando a <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2018/01/31/joe-kennedy-response-opioid-crisis/" target="_blank">quanto segnalato da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2018/01/31/joe-kennedy-response-opioid-crisis/" target="_blank">The Intercept</a>, </em>avrebbe ricevuto continue pressioni per legiferare, sfruttando la sua posizione di dichiarato progressista, contro l&#8217;affidamento ai Centers for Disease Control di strumenti tali da disincentivare la dipendenza da oppiacei nella cittadinanza.</p>
<p>Quella che non è certamente una presentazione positiva per il 37enne erede della più celebre dinastia politica americana, di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/dem-rispolverano-un-kennedy-attaccare-donald-trump/" target="_blank">recente alfiere delle critiche al Presidente in occasione del Discorso sullo Stato dell&#8217;Unione</a>, rivela al tempo stesso come la crisi degli oppiacei non basi le sua fondamenta solo nella debolezza interna alla società americana: una volontà politica ed economica ha guidato lo sdoganamento pericoloso di farmaci e antidolorifici che, diffusi in maniera incontrollata, hanno portato a un grave sconvolgimento interno al Paese. Per fermare questo <em>American carnage, </em>questo massacro americano imputabile a droghe legali e illegali, il governo federale e gli Stati dovranno affrontare la questione con tutta la serietà richiesta da una vera e propria emergenza di sicurezza nazionale.</p>
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		<title>La crisi degli oppiacei in America</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-degli-oppiacei-in-america-le-pistole-fanno-meno-morti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 07:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti è in corso una vera e propria crisi nazionale causata dal continuo aumento del numero di morti per overdose da medicinali che contengono oppiacei. La campagna elettorale del 2016 che ha portato all’elezione di Trump ha tolto senza dubbio spazio all’argomento nelle colonne delle principali testate americane, che hanno trascurato la questione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-degli-oppiacei-in-america-le-pistole-fanno-meno-morti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/cure-1006824_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Negli Stati Uniti è in corso una vera e propria <strong>crisi nazionale</strong> causata dal continuo aumento del numero di morti per overdose da medicinali che contengono oppiacei. La campagna elettorale del 2016 che ha portato all’elezione di Trump ha tolto senza dubbio spazio all’argomento nelle colonne delle principali testate americane, che hanno trascurato la questione per parlare di qualsiasi notizia (o presunta tale) riguardasse il nuovo presidente.</p>
<p>Il 12 luglio al <strong>Rayburn House Office Building</strong> è stata convocata un’udienza per discutere della grave situazione che l’America tutta si trova a dover affrontare. Tra i tanti, hanno partecipato all’incontro &#8211; ospitato dal Committee incaricato di seguire la situazione degli oppiacei &#8211; i governatori degli stati americani (Kentucky e Virginia) più colpiti dal fardello delle <strong>morti per overdose</strong>, insieme a un pool di esperti convocati per dare il loro giudizio e fornire consigli su come affrontare questa crisi.</p>
<p><strong>I numeri parlano chiaro</strong>: il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha stimato che nel 2005 ci sono state 15mila vittime per overdose da medicinali contenenti oppiacei. Dieci anni dopo, nel 2015, il numero di morti è raddoppiato, raggiungendo quota 30mila. Sempre secondo le stime della medesima fonte, <strong>nel 2016 i morti provocati dall’utilizzo sconsiderato delle medicine sono stati quasi 60mila</strong>. Un numero spaventoso che sembra appartenere a un paese con una guerra civile in corso.</p>
<p></p>
<p>Secondo l’analisi <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://amino.com/blog/opioid-epidemic-data-opioid-use-disorder/" target="_blank">di una compagnia americana</a> che si occupa di monitorare i dati che riguardano il settore della sanità, il numero di persone con un’assicurazione sanitaria fornita da privati (e non dallo stato come per esempio il programma Medicaid) che sono state diagnosticate con un problema di uso degli oppiacei è aumentato di sei volte in quattro anni: dei 205 milioni di lavoratori analizzati nel 2012, 241mila sono stati diagnosticati con un “<em>opioid use disorder</em>”; nel 2016 il numero è salito a 1.4milioni. E questa analisi, come accennato, non prende in considerazione i cittadini che utilizzano sconsideratamente i medicinali ma che hanno un’assicurazione sanitaria coperta dal programma <strong>Medicaid</strong>.</p>
<p>Il problema non è “solo” il numero incredibile di morti &#8211; che tra l’altro continua ad aumentare anno dopo anno &#8211; ma anche il danno provocato allo stato americano. Approssimativamente sono 187milioni le persone che non assumono medicinali come indicato sulla prescrizione. Secondo uno studio del Network for Excellence in Health Innovation il costo, per lo stato, dell’uso improprio delle medicine da parte dei cittadini <strong>oscilla intorno ai 300miliardi di dollari</strong> (ogni anno). I costi causati da coloro che assumendo in maniera sconsiderata le medicine vanno in overdose o hanno comunque bisogno di cure e quindi i costi associati al lavoro degli ospedali (<em>excess of hospitalizations</em>) vale 100miliardi di dollari all’anno.</p>
<p>Senza contare i casi di rapine alle farmacie da parte di bande criminali che vogliono appropriarsi dei medicinali contenenti principi attivi potenzialmente allucinogeni. Un esempio pratico: vengono rubate le medicine contenenti codeina, la quale viene poi isolata e messa in una bottiglia di Sprite per essere pronta all’utilizzo e quindi alla vendita. <strong>E questo mercato nero frutta parecchi soldi</strong>: questo perché il costo delle medicine &#8220;lavorate&#8221; per essere utilizzate come droga solitamente equivale a più del quintuplo del loro costo se vendute in una normale farmacia come semplici medicinali.</p>
<p></p>
<p>Per ora il più grande passo in avanti per combattere quella che è considerata come una delle maggiori sfide che deve affrontare il governo degli Stati Uniti è stato il <strong>Comprehensive Addiction and Recovery Act</strong> (CARA), proposta diventata ufficialmente legge il 22 luglio 2016. Le principali disposizioni contenute in questo documento sono due e il loro peso, per quanto lontano dall’essere insignificante, non basterà a risolvere la questione.</p>
<p>Il primo programma, attualmente in fase di miglioramento, si chiama Prescription Drug Monitoring Programs (<strong>PDMP</strong>). In poche parole le grandi compagnie farmaceutiche devono installare nuovi programmi sui computer per riuscire a identificare il paziente a cui si sta consegnando la medicina contenente oppiacei. Questo perché oggi, e non è una novità, le medicine in america vengono “date via come caramelle”. Un paziente potrebbe prendere le medicina che desidera in una farmacia, per poi andare in un’altra e acquistarne ancora. Ovviamente, invece, non potrebbe comprare più di una certa quantità. La capacità, per i farmacisti, di controllare a chi stanno effettivamente consegnando un certo medicinale e se il paziente l’abbia già acquistato e quindi non abbia diritto di riceverne ancora, sarebbe senza dubbio <strong>un passo in avanti verso la soluzione del problema</strong>.</p>
<p>La seconda disposizione prevede invece di facilitare la vendita del <strong>Naloxone</strong>, medicinale che in America salva molte vite: questo perché se viene somministrato a chi sta morendo per overdose riesce a salvare il paziente o quantomeno a ritardare la morte per overdose in attesa di un&#8217;ambulanza. Il problema è che questo medicinale, come il metadone, potrebbe essere utilizzato come droga in quanto contiene un principio attivo molto simile a quello degli oppiacei. Quello che il governo vuole riuscire a fare è riuscire a permettere la vendita anche a chi non soffre di problemi legati all’utilizzo di oppiacei, ma ha per esempio figli che rischiano spesso l’overdose. Per quanto sembri un’idea inutile e anche moralmente discutibile per i non addetti ai lavori, <strong>in questo modo una madre con un figlio ad alto rischio di overdose avrebbe la possibilità di acquistare il Naloxone</strong>, così da salvarlo nella sfortunata ipotesi che lo dovesse trovare senza sensi.</p>
<p></p>
<p>La crisi degli oppiacei rappresenta un problema a cui forse i media americani dovrebbero concedere più attenzione, nonostante gli articoli su Trump facciano vendere copie al loro giornale. Nel 2016, negli Stati Uniti, <strong>le morti per overdose hanno superato le morti causate dagli omicidi con arma da fuoco</strong>. A dirlo, tra un articolo su Trump e l&#8217;altro, è stato il <em><a href="https://www.nytimes.com/2017/01/06/us/opioid-crisis-epidemic.html" target="_blank">New York Times</a></em> .</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-degli-oppiacei-in-america-le-pistole-fanno-meno-morti.html">La crisi degli oppiacei in America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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