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	<title>Marina militare americana (Us Navy) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marina militare americana (Us Navy) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Riportare in uso le corazzate? Trump lo propone ma forse non ha molto senso</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/riportare-in-uso-le-corazzate-trump-lo-propone-ma-forse-non-ha-molto-senso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-600x399.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe riattivare le corazzate. Ma sono davvero utili nella guerra navale moderna?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-600x399.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><br>Prima dell&#8217;affermazione del potere aeronavale, e delle portaerei come suo centro nevralgico, le <strong>corazzate</strong> erano definite le “regine dei mari”. La Seconda Guerra Mondiale ha ridefinito i compiti di queste imponenti unità navali, dotate di cannoni di grosso calibro, relegandole a supporto delle operazioni anfibie e come piattaforme antiaeree di scorta salvo sporadici scontri diretti (ad es. Punta Stilo o Golfo di Leyte), mentre le portaerei, con gli stormi imbarcati, certificavano come il potere aereo fosse decisivo anche sul mare: <strong>la battaglia di Midway</strong>, e ancor prima quella del Mar dei Coralli, si combatterono senza che le due squadre navali (giapponese e statunitense) venissero a contatto diretto.</p>



<p>Al termine di quel conflitto, le corazzate  divennero pertanto <strong>obsolete</strong>, e l&#8217;avvento dell&#8217;<strong>era dei missili</strong>, e relativa capacità di colpire con efficacia e precisione a grande distanza, le fece sparire dai registri delle flotte da guerra mondiali. Esse però ebbero tre “sussulti d&#8217;orgoglio” nei decenni post Seconda Guerra Mondiale: i conflitti in Corea, Vietnam e nel Golfo Persico recuperarono le corazzate statunitensi <strong>classe Iowa</strong>, se pur in modo marginale, con compiti di bombardamento controcosta e missilistico (nel 1991) grazie all&#8217;installazione di missili da crociera.</p>



<p>Le 4 corazzate classe Iowa (Iowa, New Jersey, Missouri e Wisconsin) sono oggi tutte dei <strong>musei galleggianti</strong>: Missouri e Wisconsin ebbero il loro “canto del cigno” nella Prima Guerra del Golfo (1991) mentre Iowa e New Jersey vennero messe “sotto naftalina” per poi essere decurtate dai registri navali, insieme alle altre due unità gemelle, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1,6 miliardi per ogni nave</h2>



<p>Oggi, la presidenza degli Stati Uniti ha espresso il desiderio di <strong>riattivare</strong> le quattro corazzate. <strong>Donald Trump</strong>, durante una riunione plenaria dei massimi ufficiali militari statunitensi presso la base del Corpo dei Marines a Quantico (Virginia) tenutasi la scorsa settimana, ha espresso la possibilità di riattivare le unità navali parlandone col segretario della U.S. Navy <strong>John Phelan</strong>. Riattivare una corazzata, soprattutto dopo che è stata per più di un decennio un museo galleggiante, avrebbe dei costi non indifferenti: è stato calcolato che si aggirerebbero intorno agli <strong>1,6 miliardi di dollari ciascuna</strong>, al netto delle nuove installazioni e degli eventuali lavori di sbarco di torrette di vario calibro e sistemi elettronici obsoleti. </p>



<p>Una cifra che sarebbe comunque inferiore al costo unitario di un cacciatorpediniere classe <a href="https://www.twz.com/news-features/cost-of-navys-newest-flight-iii-arleigh-burke-destroyers-is-ballooning">Arleigh Burke Flight III</a> (lievitato a 2,5 miliardi) e di un nuovo DDG(X), il cui costo stimato è di 3,3 miliardi. Cerchiamo di essere più chiari: 1,6 miliardi di dollari sarebbe la cifra da spendere solo per la riattivazione, ovvero il ripristino delle funzionalità base della corazzata (come ad esempio il sistema propulsivo): l&#8217;<strong>imbarco di nuovi sistemi d&#8217;arma e di nuovi sensori</strong> richiederebbe costi aggiuntivi.</p>



<p>Se pensiamo poi alla possibilità di farne un&#8217;unità con un discreto numero di celle di lancio per missili, cosa che rimedierebbe a un annoso problema della U.S. Navy relativo alla diminuzione complessiva del numero di celle VLS (<em>Vertical Launch System</em>) dato il ritiro dal servizio degli incrociatori classe Ticonderoga, i costi aumenterebbero ulteriormente e in modo sensibile, data la necessità di sbarcare alcune torrette delle artiglierie per fare posto nell&#8217;opera viva delle navi.</p>



<p>Inoltre, dopo la loro ultima riattivazione, le Iowa imbarcavano oltre <strong>1500 membri d&#8217;equipaggio</strong>, ovvero un numero oltre cinque volte superiore a quello di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Anche ipotizzando un&#8217;automazione spinta per ridurre tale numero, avere un equipaggio molto numeroso su una singola nave sarebbe problematico per una marina che sta avendo difficoltà a raggiungere gli obiettivi di reclutamento, senza considerare la possibilità di perdita in caso di conflitto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pericolo dei missili moderni</h2>



<p>Il problema maggiore che espone le corazzate a un elevato rischio di perdita è dato dall&#8217;armamento costituito da artiglierie, che pur essendo di grosso calibro non hanno una <strong>gittata</strong> sufficiente per poter colpire lontano dall&#8217;area di maggior pericolo. Una corazzata, per poter usare le proprie artiglierie principali, deve infatti portarsi entro il loro raggio d&#8217;azione: i cannoni da 406 millimetri delle Iowa hanno una gittata massima di circa 38 chilometri, quindi ben al di dentro della <em><strong>kill zone</strong></em> di missili antinave moderni, cacciabombardieri e perfino di nuove artiglierie terrestri dotate di gittata aumentata e guidata. Inoltre, ci sarebbe bisogno di una categoria di marinai – <strong>i cannonieri – che la U.S. Navy non ha più in servizio</strong> né in addestramento.</p>



<p>Sebbene, poi, l&#8217;idea di avere unità corazzate sia affascinante per quanto riguarda la protezione da missili antinave, bisogna sempre considerare che la <strong>cintura corazzata</strong> di queste unità è poderosa solo lungo le fiancate (eccezion fatta per il torrione dove ha sede la centrale di combattimento) e quindi esse <strong>sarebbero comunque vulnerabili rispetto ai missili balistici antinave </strong>e a quei vettori da crociera che sono in grado di effettuare un attacco dall&#8217;alto durante la loro fase terminale. Tornando all&#8217;armamento principale, l&#8217;installazione di possibili <em><strong><a href="https://aresdifesa.it/herakles-il-programma-italiano-per-la-railgun-ipersonica-entra-nella-fase-2/">railgun</a></strong></em> – di cui però l&#8217;U.S. Navy ha sospeso ufficialmente la sperimentazione – aumenterebbe la gittata rispetto alle classiche artiglierie e ridurrebbe i costi rispetto all&#8217;utilizzo dei missili. </p>



<p>Forse l&#8217;idea di Trump è dovuta soprattutto ai costi: un bombardamento missilistico è notevolmente più costoso rispetto a uno effettuato con proiettili d&#8217;artiglieria, ma un missile da crociera può colpire il suo bersaglio da migliaia di chilometri di distanza. </p>



<p>Occorre poi chiedersi <strong>quale sarebbe il ruolo</strong> di una corazzata nel quadro delle operazioni navali, considerando che nella modernizzazione della dottrina di guerra anfibia USA, i Marines e la U.S. Navy stanno cercando unità più piccole (anche <em>uncrewd</em>) ma pesantemente armate per penetrare il più possibile furtivamente le bolle A2/AD (<em>Anti Access/Area Denial</em>). </p>



<p>Probabilmente, quindi, siamo davanti a un&#8217;altra affermazione roboante del presidente Trump che non avrà alcun seguito fattuale, però permetteteci una considerazione puramente romantica per una volta: nella storia della marineria, nessuna nave ha mai sventolato la propria bandiera in modo così elegante e al tempo stesso poderoso come una corazzata.</p>
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		<title>250 navi in 10 anni: gli USA lanciano una nuova politica per la cantieristica navale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 03:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="432" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1.jpg 432w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1-300x270.jpg 300w" sizes="(max-width: 432px) 100vw, 432px" /></p>
<p>La nuova legge USA per la cantieristica navale, chiamata SHIPS for America Act, si prefigge di rilanciare la potenza navale statunitense.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="432" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1.jpg 432w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-515528694-612x612-1-300x270.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno lanciato – o per meglio dire rilanciato – una riforma della <strong>cantieristica navale</strong> nazionale che si presenta come una svolta epocale: si tratta dello <em>Shipbuilding and Harbor Infrastructure for Prosperity and Security (SHIPS) for America Act</em>, una legge volta a rivitalizzare l&#8217;industria cantieristica e marittima commerciale statunitense. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Questione di prosperità e sicurezza</h2>



<p>La recente attenzione rivolta da Washington per il rilancio dei cantieri navali riflette la necessità di contrastare il predominio della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nell&#8217;industria marittima globale e il crescente potere della <strong>People&#8217;s Liberation Army Navy (PLAN)</strong>. Questo predominio ha sollevato notevoli preoccupazioni sulla capacità degli Stati Uniti di mantenere il <em><strong>sea control</strong></em>, soprattutto mentre la RPC continua ad espandere le proprie capacità navali e ad affermare la propria influenza sulle rotte marittime globali. </p>



<p>Attualmente <strong>la flotta mercantile USA conta di solo 80 navi battenti bandiera nazionale</strong>, mentre la Cina ne ha 5500, possedendo, se sommate a quelle battenti bandiera di Hong Kong, la più grande flotta mercantile al mondo dopo quelle di Panama e della Liberia.</p>



<p>Lo SHIPS for America Act mira a colmare questo divario e a <strong>potenziare la marina mercantile statunitense</strong> istituendo una supervisione nazionale e un finanziamento adeguato per la politica marittima statunitense, rendendo le navi battenti bandiera statunitense competitive nel commercio internazionale riducendo la burocrazia, ricostruendo la base industriale dei cantieri navali statunitensi ed espandendo e rafforzando il reclutamento, la formazione e il mantenimento del personale di marinai e lavoratori dei cantieri navali.</p>



<p>La capacità a lungo termine di <strong>proteggere le linee di comunicazione</strong> marittime e i punti di strozzatura marittimi, unitamente alla capacità di schierare flotte commerciali e militari competitive, ha significative <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-alla-frontiera-del-mediterraneo-allargato-nuovi-indirizzi-pratici-di-strategia-marittima.html">implicazioni strategiche</a></strong> per gli interessi degli Stati Uniti sia in tempo di pace che di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una decisione bipartisan</h2>



<p>Il settore cantieristico svolge un ruolo fondamentale, non solo nel proiettare la potenza militare, ma anche nel garantire la <strong>stabilità economica</strong> e nel mantenere la competitività globale. Senza una solida industria cantieristica nazionale, gli Stati Uniti rischiano di compromettere la propria capacità di raggiungere obiettivi strategici vitali, come <strong>mantenere la libertà di navigazione e possedere una deterrenza strategica credibile</strong>. Inoltre, la dipendenza da navi straniere per il trasporto commerciale espone gli USA al rischio di sfruttamento e coercizione economica, compromettendo potenzialmente sia la sicurezza nazionale sia la prosperità economica in un contesto sempre più volatile.</p>



<p>Questo provvedimento era già stato proposto al Congresso statunitense a dicembre 2024, ma è entrato negli “ordini esecutivi” della nuova amministrazione Trump molto recentemente, in particolare dopo che l&#8217;Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha reso pubblici i risultati della sua indagine sul predominio della RPC nel settore cantieristico. </p>



<p>Il disegno di legge, assolutamente bipartisan, intende <strong>rifondare l’intero ecosistema marittimo</strong> statunitense dopo decenni di pericolosa negligenza nei confronti dell&#8217;industria cantieristica che hanno permesso alla PLAN di surclassare numericamente la U.S. Navy e alla RPC di diventare una potenza globale nei trasporti marittimi. Inoltre, la miope dismissione della cantieristica USA ha prodotto cronici ritardi nella costruzione di nuove unità navali e nella manutenzione di quelle già in servizio, anche a causa della perdita di preziosa manodopera specializzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dice lo SHIPS Act</h2>



<p>Più nello specifico, lo <em>SHIPS for America Act</em> coordinerà la politica marittima statunitense istituendo la figura del consigliere per la Sicurezza marittima all&#8217;interno della Casa Bianca, che guiderà un <strong>Consiglio interagenzia</strong> per la sicurezza marittima incaricato di prendere decisioni strategiche a livello governativo su come attuare una strategia marittima nazionale.</p>



<p>Il disegno di legge istituisce inoltre un <strong>fondo fiduciario</strong> per la sicurezza marittima che reinvestirà dazi e tasse pagati dall&#8217;industria navale in programmi e infrastrutture a supporto del commercio marittimo. </p>



<p>Stabilisce inoltre l&#8217;obiettivo di <strong>espandere la flotta</strong> commerciale battente bandiera statunitense di 250 navi in 10 anni attraverso la creazione del programma Strategic Commercial Fleet, che faciliterà lo sviluppo di una flotta di navi mercantili battenti bandiera statunitense con equipaggio americano e costruite in USA. </p>



<p>Intende <strong>migliorare la competitività</strong> delle navi battenti bandiera statunitense istituendo un Comitato sui regolamenti e gli standard marittimi commerciali per snellire la burocrazia della Guardia Costiera USA che limitano la competitività internazionale delle navi battenti bandiera statunitense; ci si prefigge anche di <strong>modificare i dazi</strong> per rendere più competitivo il carico sulle navi USA obbligando il trasporto delle merci finanziate dal governo a bordo di navi battenti bandiera statunitense e imponendo che una parte delle merci commerciali importate dalla RPC venga trasportata a bordo di navi battenti bandiera USA a partire dal 2030.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La carriera nella marina mercantile</h2>



<p>Soprattutto il provvedimento vuole, come accennato, <strong>espandere la base industriale</strong> dei cantieri navali statunitensi per le navi militari e per quelle mercantili, istituendo un credito d&#8217;imposta del 25% per gli investimenti nei cantieri navali e varando un programma di incentivi finanziari per la costruzione navale che preveda approcci innovativi per la costruzione e la riparazione delle unità navali. </p>



<p>La nuova legge si prefigge anche di <strong>accelerare la </strong><em><strong>leadership</strong> </em>degli Stati Uniti nella progettazione navale di nuova generazione, nei processi di produzione e nei sistemi energetici navali istituendo lo U.S. Center for Maritime Innovation e supportando gli hub regionali per l&#8217;innovazione marittima in tutto il Paese attraverso l&#8217;istituzione di un programma denominato Maritime Prosperity Zone. </p>



<p>Per risolvere il problema della manodopera e della mancanza di personale marittimo, saranno fatti <strong>investimenti storici nella forza lavoro marittima</strong> sostenendo una campagna di promozione e reclutamento, consentendo ai marittimi di mantenere le proprie credenziali attraverso un nuovo programma di fidelizzazione della carriera nella marina mercantile, investendo nelle infrastrutture e supportando le scuole e i centri di eccellenza per la formazione e l&#8217;istruzione della forza lavoro marittima. Il disegno di legge introduce anche modifiche attese da tempo per semplificare e modernizzare il sistema di credenziali della Guardia Costiera statunitense per la marina mercantile.</p>
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		<title>Via i capi di Stato Maggiore e Marina: la rivoluzione di Trump nelle forze armate Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/via-i-capi-di-stato-maggiore-e-marina-la-rivoluzione-di-trump-nelle-forze-armate-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 06:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="755" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-600x236.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1024x403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-768x302.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1536x604.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via il capo di Stato Maggiore, Charles C.Q. Brown, e la capa della United States Navy, l&#8217;ammiraglio Lisa Franchetti: il presidente americano Donald Trump accelera nel suo programma di accentramento e controllo delle forze armate statunitensi e procede con i primi due avvicendamenti di peso. A essere esonerati sono i vertici della Marina, ovvero della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/via-i-capi-di-stato-maggiore-e-marina-la-rivoluzione-di-trump-nelle-forze-armate-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/via-i-capi-di-stato-maggiore-e-marina-la-rivoluzione-di-trump-nelle-forze-armate-usa.html">Via i capi di Stato Maggiore e Marina: la rivoluzione di Trump nelle forze armate Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="755" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-600x236.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1024x403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-768x302.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1536x604.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via il <strong>capo di Stato Maggiore</strong>, <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2025/02/22/trump-fires-joint-chiefs-chairman-navy-head-in-dod-leadership-purge/">Charles C.Q. Brown, e la capa della United States Navy, l&#8217;ammiraglio <strong>Lisa Franchetti</strong></a>: il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> accelera nel suo programma di accentramento e controllo delle forze armate statunitensi e procede con i primi due avvicendamenti di peso. </p>



<p>A essere esonerati sono i vertici della Marina, ovvero della <strong>forza armata più strategica per Washington</strong>, e dei <strong>Joint Chief of Staff (Jcs)</strong>, gli Stati maggiori congiunti che coordinano l&#8217;attività degli apparati coordinati dal Pentagono. Ed è una scelta inusuale: in genere, i vertici delle forze armate sono ritenuti un patrimonio bipartisan e risulta molto raro vederli coinvolti nello spoil system dei vertici delle amministrazioni al cambio della guardia tra un partito e l&#8217;altro. In questo caso, invece, Trump accelera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il licenziamento di Brown, sostituito dal trumpiano Caine</h2>



<p>Nel caso di Brown, salito ai vertici del Jcs dopo il ritiro del predecessore <strong>Mark Milley nel 2023,</strong> l&#8217;avvicendamento è dovuto dalla volontà di Trump di spingere un fedelissimo ai vertici degli apparati militari statunitensi. C.Q. Brown, pensionato dopo 41 anni di servizio, è stato sostituito con <strong>John D. Caine, detto &#8220;Razin&#8221;,</strong> tenente generale che aveva lasciato le forze armate nel 2024 per entrare come partner nel fondo d&#8217;investimento Shield Capital e si era distinto come sottosegretario alla Difesa nella prima amministrazione Trump e come vicecomandante dell&#8217;operazione Inherent Resolve contro lo Stato Islamico in Medio Oriente.</p>



<p><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/114044712489265353">Trump ha <strong>ringraziato Brown sul suo social network Truth,</strong></a><strong> definendolo &#8220;un gentiluomo raffinato e un leader eccezionale&#8221;</strong>, ma ha anche aggiunto che è Caine l&#8217;uomo giusto per poter, insieme al capo del Pentagono Pete Hegseth, ripristinare &#8220;la pace attraverso la forza, mettere l&#8217;America al primo posto e ricostruire il nostro esercito&#8221;. C.Q. Brown appariva troppo organico alla vecchia amministrazione e, soprattutto, troppo legato all&#8217;odiato Milley, che Trump appena insediato ha silurato dal board del National Infrastructure Advisory Council dove era stato nominato da Joe Biden. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Via anche Franchetti, la prima donna a capo della Marina</h2>



<p>Se per salutare Brown è stato usato il guanto di velluto, ben più dura e repentina la rimozione dell&#8217;ammiraglio Franchetti, la cui uscita era data come plausibile da tempo. &#8220;Il suo nome, secondo quanto riferito, era su una lista circolata di ufficiali che l&#8217;amministrazione Trump stava valutando di licenziare per essere associati a iniziative di diversità, equità e inclusione (Dei)&#8221; contestate dall&#8217;amministrazione insediata un mese fa, <a href="https://defensescoop.com/2025/02/21/trump-fires-adm-franchetti-chief-of-naval-operations/">nota <em>Defense Scoop</em>.</a></p>



<p>Franchetti, insediata a novembre 2023 dopo la nomina da parte di Biden, ha spinto per la US Navy &#8220;le principali iniziative di modernizzazione, tra cui <a href="https://defensescoop.com/2024/09/18/navy-cno-navigation-plan-project-33-robotic-systems-information-dominance/">il Progetto 33</a> , che faceva parte del suo CNO Navigation Plan, pubblicato a settembre&#8221; che perora &#8220;l&#8217;accelerazione dell&#8217;acquisizione e della messa in campo di sistemi senza pilota, IA e capacità di dominio dell&#8217;informazione, per scoraggiare o sconfiggere un attacco cinese a Taiwan o ad<strong> altri interessi statunitensi nell&#8217;Indo-Pacifico</strong>&#8220;, prosegue la testata specializzata in difesa e sicurezza. </p>



<p>Una vera e propria rivoluzione anche ai vertici della marina può essere forse giustificata con queste scelte politiche e di procurement: <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-scure-di-trump-e-hegseth-sul-pentagono-maxi-tagli-in-arrivo.html">Trump e Hegseth hanno <strong>avviato un piano di revisione della spesa e degli acquisti di nuovi armamenti</strong> </a>per potenzialmente tagliare il budget del Pentagono. Ogni nuova iniziativa sarà vagliata dall&#8217;amministrazione, che intende ripartire da zero in quegli apparati ritenuti troppo legati alla vecchia guardia. Ma politicizzare le scelte nelle forze armate, patrimonio comune della sicurezza nazionale, rischia di essere un&#8217;arma a doppio taglio se ridurrà le capacità di leadership sistemica di Washington.</p>
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		<title>La marina USA rischia di arenarsi: servono più soldi, più navi e più marinai</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-marina-usa-rischia-di-arenarsi-servono-piu-soldi-piu-navi-e-piu-marinai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 01:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231114180432218_da3c9358b14acd5604393cbb1a9a43e6-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Navy è a corto di uomini e navi, ed è un problema per confrontarsi con la marina cinese che sta crescendo a ritmi impressionanti.</p>
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<p>La <strong>PLAN </strong>(<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>), ovvero la marina militare della Repubblica Popolare Cinese, da qualche anno è la più numerosa al mondo e non è una novità che la cantieristica cinese stia varando unità a un ritmo sostenuto, per supportare la volontà di Pechino di uscire dalla Prima Catena di Isole e diventare una potenza navale di livello globale. Complessivamente, la PLAN ha nei suoi registri circa <strong>544 unità</strong>, tra cui 3 portaerei (a propulsione convenzionale), 54 sottomarini, 50 cacciatorpediniere e 47 fregate, ma per il momento una discreta parte di queste sono navi prossime al ritiro per obsolescenza. </p>



<p>La <strong>U.S. Navy</strong>, invece, attualmente può contare su <strong><a href="https://www.nvr.navy.mil/nvr/getpage.htm?pagetype=fleetsize">296 unità</a></strong> di cui 11 portaerei (tutte a propulsione nucleare), 111 tra cacciatorpediniere e altre unità di superficie, 66 sottomarini e 32 navi da assalto anfibio, di cui una decina dotate di ponte di volo in grado di supportare operazioni con velivoli ad ala fissa. La RPC <a href="https://www.19fortyfive.com/2024/12/chinas-navy-6-aircraft-carriers-and-370-warships-by-2030/">ha in programma</a> di avere 6 portaerei (anche a propulsione nucleare) e 370 unità da guerra di vario tipo (di superficie e sottomarine) entro il 2030, mentre la U.S. Navy <a href="https://nationalinterest.org/feature/battle-force-2045-us-navys-bold-plan-500-ship-fleet-170317/">si è data l&#8217;obiettivo</a> – ambizioso come vedremo – di avere in servizio poco più di 500 unità entro il 2045, con un primo traguardo di averne 355 entro il 2035. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cantieri meno produttivi</h2>



<p>La marina statunitense, però, sta affrontando da tempo dei seri <strong>problemi strutturali</strong> che potrebbero facilmente impedire il raggiungimento di questi obiettivi. Il primo è sicuramente la <strong>capacità produttiva dei cantieri navali</strong>: i tagli dei passati lustri hanno pesantemente menomato i ritmi di produzione, in quanto i cantieri rimasti devono anche pensare alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle unità già in servizio, oltre a vararne di nuove. Chiudere i cantieri navali ha significato anche <strong>perdere manovalanza altamente specializzata</strong>, che è complicato ripristinare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i cantieri navali statunitensi producevano un cacciatorpediniere ogni tre settimane mentre oggi ne costruiscono uno o due all&#8217;anno. Certamente i ritmi attuali non rispondono a uno stato di guerra e le unità navali odierne sono molto più grandi e complesse rispetto a quelle di 80 anni fa, ma è chiaro come sia necessario prestare maggiore attenzione al lato della costruzione navale.</p>



<p>Costruire più navi e più rapidamente, ma anche estendere la vita utile delle unità da guerra ancora in grado di navigare (in particolare gli incrociatori e i cacciatorpediniere classe Arleigh Burke), nonché passare a una produzione di massa di unità più piccole, veloci, furtive e senza equipaggio <strong>richiederà denaro</strong>, e <a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2025-01-17/trump-s-top-military-priority-should-be-fixing-navy-to-face-china?accessToken=eyJhbGciOiJIUzI1NiIsInR5cCI6IkpXVCJ9.eyJzb3VyY2UiOiJTdWJzY3JpYmVyR2lmdGVkQXJ0aWNsZSIsImlhdCI6MTczNzExNzIxOCwiZXhwIjoxNzM3NzIyMDE4LCJhcnRpY2xlSWQiOiJTUThFT1BUMEcxS1cwMCIsImJjb25uZWN0SWQiOiIxODJBRTAzNUY2NDc0ODkwODhEM0VCRUVGRUUzQkJFMiJ9.zqJsdpwHuS79lKzLXvh71xJz18jKy3UNblJx_EJLMuA&amp;leadSource=uverify%20wall">si stima</a> siano necessari almeno altri 40 miliardi di dollari di spesa per la Marina solo per le “<em>capital ship</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Servono altri finanziamenti&#8230;</h2>



<p>Un <strong>secondo problema</strong> correlato è il miglioramento dello stato delle strutture di riparazione e manutenzione dei cantieri navali statunitensi. Siccome la forza lavoro esperta nelle costruzioni navali sta diminuendo, sono essenziali finanziamenti aggiuntivi e nuovi incentivi. I ritardi nel nuovo programma di fregate di classe Constellation, che prevede di consegnare la prima nave nel 2029 (con tre anni di ritardo) <strong>sono indicativi del malessere nella base industriale navale degli USA</strong>. Il numero complessivo di bacini di carenaggio è inadeguato e si deve fare uno sforzo speciale per migliorare la manutenzione della forza sottomarina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8230; e mancano gli uomini</h2>



<p>A preoccupare ulteriormente è il <strong>numero complessivo degli uomini</strong> in forza alla U.S. Navy. Secondo <a href="https://news.usni.org/2025/01/23/navy-must-meet-recruiting-goal-for-3-years-to-close-gaps-at-sea">recenti dichiarazioni</a> di un funzionario della marina USA, ci vorranno tre anni consecutivi di raggiungimento degli obiettivi di reclutamento per riprendersi dalle attuali lacune del personale. Ci sono circa 20.000 posti vacanti di personale attivo in mare, ha detto a USNI News il capitano <strong>Candice Tresch</strong>, portavoce dell&#8217;<em>Office of the Chief of Naval Personnel</em>. Sebbene la Marina USA abbia raggiunto i suoi obiettivi di reclutamento nel 2024, non li ha raggiunti nei due anni precedenti determinando così un divario che è difficile da chiudere. </p>



<p>L&#8217;obiettivo per l&#8217;anno in corso è di 40.600 marinai in servizio attivo arruolati, lo stesso dell&#8217;anno precedente. Il gran numero di posti vacanti in mare è stato aggravato dal mancato raggiungimento degli obiettivi di reclutamento negli anni 2022 e 2023 consolidando una tendenza in atto da tempo, non solo per la marina ma anche per tutte le altre forze armate statunitensi. Arruolamenti mancati sia per <strong>mancanza di “vocazione”</strong> da parte dei giovani, sia perché negli anni passati chi si presentava agli uffici per essere selezionato veniva spesso scartato per mancato raggiungimento dei minimi requisiti fisici, sottolineando un preoccupante malessere generale della società statunitense.</p>



<p>La RPC pone sfide paragonabili a quelle che un tempo poneva l&#8217;Unione Sovietica. Tracciare il paragone tra le due potenze potrebbe aiutare a creare slancio nella politica e nell&#8217;elettorato verso una U.S. Navy più grande per affrontare tali sfide ma occorreranno importanti investimenti infrastrutturali per riformare la cantieristica, in quanto la Repubblica Popolare sta vincendo la “<a href="https://www.defenseone.com/threats/2024/02/china-winning-shipbuilding-numbers-gameand-s-problem-indopacom-nom-says/393904/">battaglia dei cantieri</a>”, sebbene, come detto più volte da queste colonne, avere una marina militare molto numerosa non significa automaticamente avere una forza in grado di combattere efficacemente: <strong>la PLAN non ha accumulato esperienze di guerra come la U.S. Navy</strong> nella sua storia, e una marina è fatta in primis dagli equipaggi.</p>
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		<title>Le navi USA via dal Mar Rosso per rifornirsi di missili. E se al posto degli Houthi ci fosse la Cina&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-usa-via-dal-mar-rosso-per-rifornirsi-di-missili-e-se-al-posto-degli-houthi-ci-fosse-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 05:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1023" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377.jpg 1023w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>La marina USA deve lasciare il Mar Rosso per ricaricare i missili, ed è un problema, non solo per il contrasto agli Houthi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-usa-via-dal-mar-rosso-per-rifornirsi-di-missili-e-se-al-posto-degli-houthi-ci-fosse-la-cina.html">Le navi USA via dal Mar Rosso per rifornirsi di missili. E se al posto degli Houthi ci fosse la Cina&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1023" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377.jpg 1023w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Uss-Boxer-e1563608876377-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>Il 18 dicembre 2023 cominciava l&#8217;operazione a guida statunitense “<strong>Prosperity Guardian</strong>” per proteggere le linee di navigazione attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb dagli attacchi dei ribelli yemeniti <strong>Houthi</strong>. La marina statunitense ha schierato un dispositivo aeronavale composto da cacciatorpediniere, incrociatori e portaerei per intercettare droni, missili balistici e da crociera e per colpire le posizioni degli Houthi nel territorio dello Yemen. A oggi, nonostante le operazioni militari durino da più di un anno, la minaccia al traffico navale continua, ma “Prosperity Guardian” ha fatto scattare un altro campanello d&#8217;allarme nella U.S. Navy: cacciatorpediniere e incrociatori devono abbandonare la battaglia in corso per ricaricare le celle missilistiche del VLS (<em>Vertical Launching System</em>) Mk 41, causando un <strong>divario capacitivo</strong> che costituisce una sfida per la proiezione di potenza marittima.</p>



<p>Lo scontro nel Mar Rosso rappresenta l&#8217;<strong>azione cinetica più sostenuta</strong> che la marina statunitense abbia visto dalla Seconda Guerra Mondiale, con centinaia e centinaia di munizioni consumate dall&#8217;inizio delle ostilità. La necessità di rifornimento porta quindi le unità di superficie coinvolte a restare assenti dal teatro di guerra per circa due settimane. Un lusso che l&#8217;U.S. Navy non si può permettere, non solo per quel conflitto, ma anche per quelli futuri, soprattutto in funzione (o previsione?) di un possibile conflitto con la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> (RPC) che si combatterebbe nelle immense distese marittime del <strong>Pacifico Occidentale</strong>. </p>



<p>In un conflitto del genere, <strong>le basi statunitensi in Giappone, in Corea del Sud e nelle Filippine verrebbero probabilmente eliminate dalla RPC</strong>, costringendo le navi della marina USA a riarmarsi a Guam o in luoghi ancora più lontani dal Mar Cinese Meridionale e dal Mar Cinese Orientale, dove ci si aspetterebbe che una guerra del genere infuriasse se Pechino invadesse Taiwan o se le tensioni nel Mar Cinese Meridionale diventassero roventi. Anche gli <em>hub </em>di ricarica a terra diventerebbero probabilmente obiettivi primari per il nemico. </p>



<p>La necessaria rotazione delle unità navali per ricaricare il munizionamento missilistico provocherebbe una notevole diminuzione del potenziale di combattimento in mare <strong>anche senza bisogno di colpire direttamente le navi da guerra</strong>, soprattutto in considerazione dell&#8217;eventualità che la marina USA debba continuare a presidiare stretti marittimi e mari in altre parti del globo.</p>



<p>Questa capacità di rifornimento faceva parte della flotta statunitense prima della fine della Guerra Fredda, ma <strong>è stata marginalizzata dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica</strong> e del conseguente ampio ritiro militare degli Stati Uniti. Gru per il ricaricamento erano state installate sui primi incrociatori negli anni Ottanta, ma era un compito lungo e pericoloso, come riferisce il <em><a href="https://www.navytimes.com/news/your-navy/2017/08/01/navy-planning-to-bring-back-at-sea-missile-reload-capability/">Navy Times</a></em>. Essendo un&#8217;operazione molto difficile da svolgere e non molto praticabile, quando la necessità è venuta meno è semplicemente caduta nel dimenticatoio.</p>



<p>Pertanto, lo sviluppo continuo del <em>Transferrable Reload At-sea Method</em> (TRAM) per ricaricare i missili sulle navi da guerra in mare sarà fondamentale per mantenere in servizio grandi unità di superficie nell&#8217;eventualità di un conflitto di vaste proporzioni o prolungato. Il TRAM è in fase di sviluppo da anni e le sue capacità sono state dimostrato con successo a ottobre dello scorso anno, quando la nave cargo USNS Washington Chambers (T-AKE 11) del Military Sealift Command si è affiancata all&#8217;incrociatore di classe Ticonderoga USS Chosin (CG-65) e ha trasferito un contenitore di armi VLS vuoto all&#8217;incrociatore mentre era in navigazione al largo della California meridionale. <a href="https://www.twz.com/news-features/navy-warships-have-to-leave-the-red-sea-fight-for-weeks-to-reload-their-missiles-navy-secretary-says">Secondo il Segretario della marina USA</a>, il TRAM dovrebbe cominciare a essere montato sulle navi tra due o tre anni, ma le tempistiche per avere una capacità di rifornimento soddisfacente sono più lunghe e potenzialmente si creerebbe una pericolosa diminuzione del potenziale di combattimento della U.S. Navy in caso di conflitto ad alta intensità. </p>



<p>Tornando alla crisi del Mar Rosso, <strong>una base di ricaricamento sarebbe quella situata a Creta</strong>, nella Baia di Suda, distante circa 1.900 miglia dal teatro di guerra, da qui le lunghe tempistiche per effettuare il rifornimento. Effettuare il riarmo alla base navale in Bahrein comporta un viaggio di circa 2.500 miglia e il transito nella strozzatura dello Stretto di Hormuz, mentre Diego Garcia si trova più o meno alla stessa distanza, nel profondo dell&#8217;Oceano Indiano. Alcune navi potrebbero ricevere munizioni più vicine al Mar Rosso, nelle nazioni partner, ma ciò avverrebbe in una capacità molto più limitata.</p>



<p>Bisogna anche considerare che l&#8217;attuale situazione di conflitto è comunque in un mondo “in pace”, ovvero non è presente una guerra simmetrica convenzionale tra grandi potenze, per cui <strong>le linee di navigazione aeree e marittime non sono altamente contestate</strong>. In caso di un conflitto simile, bisogna considerare che il rifornimento delle basi avanzate nell&#8217;immenso teatro del Pacifico, ammesso che non vengano prontamente distrutte, non sarebbe affatto facile e probabilmente anche Guam non sarebbe un porto sicuro, costringendo la marina USA ad arretrare sino alle Hawaii per ricaricarsi di missili.</p>



<p>Anche altri Paesi che stanno partecipando a quella operazione stanno incontrando gli stessi problemi: le unità della <strong>Royal Navy</strong> sono dovute rientrare sino a Gibilterra per la stessa problematica. Pensiamo ora alla nostra <strong>Marina Militare</strong> e alla capacità di <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/diplomazia-navale-in-azione-la-marina-militare-nellindo-pacifico.html">proiezione di forza</a></strong> al di fuori del Mediterraneo (ristretto): senza la possibilità di trovare strutture adeguate e missili in uno scalo straniero, le operazioni verrebbero fortemente menomate per la necessità di rientrare in Italia ed effettuare la ricarica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-usa-via-dal-mar-rosso-per-rifornirsi-di-missili-e-se-al-posto-degli-houthi-ci-fosse-la-cina.html">Le navi USA via dal Mar Rosso per rifornirsi di missili. E se al posto degli Houthi ci fosse la Cina&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fujian in azione: la portaerei cinese accelera verso il dispiegamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 07:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Quanto manca al dispiegamento della portaerei cinese Fujian che è tornata alle prove in mare per la quinta volta? La nuova portaerei cinese, primo progetto interamente cinese per una portaerei dotata di tecnologie all&#8217;avanguardia, dovrebbe segnare la vera svolta per le capacità della flotta del Dragone. Accorciando, almeno sulla carta, la distanza con la superpotenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html">Fujian in azione: la portaerei cinese accelera verso il dispiegamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Quanto manca al dispiegamento della <strong>portaerei cinese Fujian</strong> che è tornata alle prove in mare per la quinta volta? La nuova portaerei cinese, primo progetto interamente cinese per una portaerei dotata di tecnologie all&#8217;avanguardia, dovrebbe segnare la vera svolta per le capacità della flotta del <em>Dragone</em>. Accorciando, almeno sulla carta, la distanza con la superpotenza statunitense.</p>



<p>La Fujian,<a href="https://theaviationist.com/2024/12/11/fujian-carrier-fifth-sea-trials/?utm_source=pushalert&amp;utm_medium=push_notification&amp;utm_campaign=pushalert_campaign"> superportaerei cinese Type 003</a> che dovrebbe segnare una vera &#8220;svolta&#8221;, superando per capacità la <strong>Type 001</strong> Liaoning e la<strong> Type 002</strong> Shandong, ha portato a termine un altro ciclo di prove nel Mar Cinese Meridionale. Ciò dovrebbe aver incluso<strong> test di volo</strong> per la componente imbarcata, ha era fregiata una un patch con il &#8220;5&#8221;, ad indicare il numero di &#8220;prove&#8221;. Un caccia J-15 &#8220;Flying Shark&#8221; e un bimotore KJ-600, velivolo imbarcato con compiti di Airborne Early Warning sono stati visti sulle catapulte, e sul ponte sono stati osservati &#8220;segni di pneumatici&#8221;. Durante i test precedenti, la portaerei era stata sottoposta ad esami di affidabilità e stabilità riguardanti i sistemi di propulsione ed elettrici della portaerei. Questo dimostra che la flotta della PLA Navy si sta avvicinando gradualmente al raggiungimento della <strong>piena operatività</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La portaerei Fujian e le prospettive dalla PLAN</h2>



<p>Varata nel giugno del 2022, la portaerei Fujian è la prima ad essere equipaggiata con il sistema CATOBAR (<em>Catapult Assisted Take Off Barrier Arrested Recovery</em>), a differenza delle <strong>portaereri Liaoning</strong> e<strong> Shandong</strong>, dotate di <em>Sky-jump</em>. </p>



<p>Il sistema delle catapulte, nel caso della Fujian, catapulte eletromagnetiche, dovrebbe consentire alla Marina cinese di lanciare in mare aperto aerei &#8220;<em>più pesanti</em>&#8221; rispetto al passato. Spinta da una propulsione convenzionale, dunque non nucleare, l&#8217;unità è &#8220;<a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/china-flexing-its-aircraft-carrier-muscles-all-over-asia-212909">simile</a>&#8221; alle nuove portaerei di classe Ford dell&#8217;US Navy, ha un dislocamento di 80.000 tonnellate ed è la prima superportaerei completamente sviluppata dei cantieri di Pechino. Le portaerei Type 001 e Type 002, attualmente in forza nella flotta della PLAN, sono infatti il derivato di progetti sovietici basati sul <strong>Progetto 1143.5 </strong>dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-portaerei-admiral-kuznetsov-la-nave-ammiraglia-della-flotta-russa.html">incrociatore pesante portaeromobili</a><strong> Admiral Kuznecov</strong>.</p>



<p>La Marina cinese, al contempo, sta aggiornando gli aerei che verranno imbraca Fujian, svelando una nuova variante del caccia imbarcato <a href="https://it.insideover.com/difesa/pechino-dimostrazione-di-forza-nel-mar-cinese-meridionale-e-show-dei-nuovi-caccia-j-15.html">&#8220;Flyng Shark&#8221; J-15</a>, denominata &#8220;T&#8221;, adattai al lancio da catapulte, dotati di radar AESA, accompagnati da una variante per la Guerra elettronica, i J-15 &#8220;D&#8221;. Ma è già noto che Pechino intende <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-difficolta-le-portaerei-serve-un-caccia-nuova-generazione.html">implementare le capacità</a> della forza aerea imbarcata sulle sue portaerei attraverso lo sviluppo e lo schieramento di un caccia stealth di 5ª generazione: il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/cina-continua-copiare-i-velivoli-nato-svelato-j-35-2392099.html">J-35</a>. Il gruppo imbarcato della Fujian, oltre ai velivoli ad ala fissa, prevede un certo numeri di elicotteri del tipo Z-20J/F  e Z-9. Secondo le stime, l&#8217;unità dovrebbe essere pronta a solcare il Mar Cinese entro la fine del <strong>2026</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Dragone e il mare</h2>



<p>Pechino sta portando avanti un vasto programma di rafforzamento della sua marina, mettendo in cantiere nuovi progetti, come quello per lo sviluppo di una <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-riarmo-marittimo-della-cina-e-la-portaerei-nucleare-fantasma.html">portaerei Type 004</a></strong>, e varando unità d’altomare o asset essenziali per la proiezione di potenza, come portaerei e sottomarini che dovranno&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html">comporre una flotta</a>&nbsp;all’altezza di quelle degli&nbsp;<strong>avversari teorici</strong>. </p>



<p>Attualmente la Repubblica Popolare Cinese si è prefissa l&#8217;obiettivo di ottenere <strong>6 portaerei entro il 2035</strong>. Ciò rappresenta una &#8220;<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-cinesi-asset-strategico-o-arma-distrazione-massa-2248161.html">sfida strategica</a></strong>&#8221; crescente per le potenze regionali e per la Marina degli Stati Uniti che, al momento, dispone di 11 portaerei a propulsione nucleare e ne ha in progetto altre 7, per un graduale avvicinamento con le unità più datate. </p>



<p>L&#8217;ambizione di Pechino sarebbe quella di schierare, entro il 2050, un numero di portaerei pari a quello degli Stati Uniti. Ciò suggerisce, come scritto impassito, la determinazione della Cina del volersi imporre come potenza marittima e nel voler dimostrare al mondo le proprie&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-diplomazia-sottomarina-di-pechino.html">capacità</a>&nbsp;nel campo del&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-tattica-di-pechino-per-avere-il-completo-controllo-sul-mar-cinese.html">dominio marittimo</a></strong>. Capacità che, secondo le proiezioni degli analisti, influirà senza dubbio sugli equilibri di forza nella regione dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>.</p>
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		<title>La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 07:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La marina norvegese avrà le fregate della classe "Constellation" costruite da Fincantieri anche per la U.S. Navy</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ministero della Difesa norvegese ha selezionato per la marina militare di Oslo le fregate classe “<strong>Constellation</strong>” costruite da <strong>Fincantieri</strong>. </p>



<p>A <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/11/norway-makes-downselection-for-new-frigates/">giugno 2024</a> il parlamento norvegese aveva approvato un nuovo piano a lungo termine per le forze armate, che prevede l&#8217;acquisizione di un minimo di cinque, facoltativamente sei, nuove fregate antisom con elicotteri imbarcati. </p>



<p>La notizia della selezione della fregata di Fincantieri, già in costruzione per la U.S. Navy, è stata data in un <em><a href="https://x.com/Fincantieri/status/1858908671218000067">tweet </a></em>della società italiana nella giornata del 19 novembre. Nel breve comunicato social, si può leggere che “insieme a Vard (società controllata da Fincantieri che ha cantieri navali in Norvegia n.d.r.), non vediamo l&#8217;ora di scoprire quale sarà la decisione finale, prevista per il prossimo anno, per l&#8217;introduzione di nuove unità all&#8217;avanguardia, costruite localmente, riducendo i tempi di costruzione e consegna e riducendo al minimo i rischi, e per supportare le future ambizioni navali della Norvegia”. </p>



<p>Il piano norvegese sottolineava che le nuove fregate non sarebbero state acquisite come imbarcazioni indipendenti, ma attraverso una partnership strategica a lungo termine e reciprocamente vantaggiosa con uno stretto alleato con interessi strategici allineati a quelli della Norvegia. Questa partnership strategica avrebbe incluso l&#8217;acquisizione, l&#8217;operatività, la manutenzione, lo sviluppo continuo e gli aggiornamenti delle nuove fregate per tutta la loro vita utile. Per limitare la necessità di aggiornare le unità della classe “Fridtjof Nansen”, la Norvegia stava cercando di accelerare l&#8217;acquisizione unendosi a una linea di produzione esistente per tali imbarcazioni. </p>



<p>Come accennato, le fregate della classe “Constellation” sono <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html">in costruzione per la U.S. Navy</a></strong> e sono basate sul progetto della classe <strong>FREMM</strong>, sempre costruita dalla società italiana, per la Marina Militare e per la Marine Nationale. </p>



<p>Il programma “Constellation” era stato assegnato nel 2020 a FMM (Fincantieri Marinette Marine) con un contratto per la prima fregata con l’opzione per 9 ulteriori navi, oltre al supporto post vendita e l’addestramento degli equipaggi, del valore complessivo, per Fincantieri, di circa 5,5 miliardi di dollari. Il programma nasce dall&#8217;esigenza della U.S. Navy per nuove fregate FFG(X) determinata ufficialmente da documento programmatico del 10 luglio del 2017. Inizialmente, la U.S. Navy ha espresso la necessità di avere 20 fregate che insieme alle 32 LCS avrebbero completato il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – <em>Small Surface Combatants</em>). Dagli ultimi documenti, si apprende che la marina USA intende mantenere 25 LCS e avere 48 fregate per un totale di 73 SSC. </p>



<p>Le nuove fregate, che mancavano alla flotta statunitense dal pensionamento delle classe “Oliver Hazard Perry” consegnate tra il 1973 ed il 1984, si sono rese necessarie dall’esigenza di sopperire alle carenze delle specifiche emerse proprio dalle nuove LCS. Queste unità sono state giudicate infatti troppo poco armate per avere un dislocamento paragonabile a quello di una fregata classica e soprattutto con un costo unitario eccessivo, cosa che ha portato la U.S. Navy a ridimensionare pesantemente il programma di acquisizione originario, previsto in 55 unità. La scelta del progetto italiano è stata determinata dalla capacità delle FREMM di sostenere in modo efficace il ruolo di difesa aerea, e in particolare la potenza elettrica disponibile (12 Mw, la stessa dei cacciatorpediniere “Arleigh Burke”), che potrebbe dare spazio all’installazione a bordo, in futuro, di armi ad energia diretta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Constellation-class frigate has been shortlisted for frigate procurement by the Norway&#39;s Armed Forces, as confirmed by Norway&#39;s Minister of Defence, Bjørn Arild Gram.<br><br>As a result of decades of expertise in naval engineering, this frigate, chosen by U.S. Navy and based on our… <a href="https://t.co/TBNznm6PQy">pic.twitter.com/TBNznm6PQy</a></p>&mdash; Fincantieri (@Fincantieri) <a href="https://twitter.com/Fincantieri/status/1858908671218000067?ref_src=twsrc%5Etfw">November 19, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le “Constellation” sono unità lunghe 150 metri, larghe 20, con una propulsione tipo CODLAG (<em>Combined Diesel-Electric And Gas</em>), autonomia di 6mila miglia a 16 nodi e una velocità massima di 26 nodi. L’armamento principale comprende un cannone da 57 millimetri, un lanciatore Mk41 VLS (<em>Vertical Launch System</em>), otto lanciatori per NSM (<em>Naval Strike Missile</em>), un sistema RIM-116 RAM (<em>Rolling Airframe Missile</em>). Si tratta quindi di unità meglio strutturate e più pesantemente armate rispetto alle LCS, in grado di essere impiegate efficacemente in compiti “d’altura”. </p>



<p>La prima unità per la marina statunitense capoclasse (FFG-62) è stata impostata ad agosto 2022 e attualmente ci sono <strong>sei fregate</strong> di questo tipo in “<em>procurement</em>” (ovvero sono stati stanziati i fondi per la costruzione) su un totale di 20 necessarie per la U.S. Navy. </p>



<p>La presentazione del bilancio della marina USA per l&#8217;anno 2025 prevede l&#8217;acquisto di altri sei “Constellation” durante il periodo che va dal 2026 e il 2029 in quantità annuali di 2-1-2-1. </p>



<p>Il programma ha subito <strong>ritardi </strong>(36 mesi per la prima nave) dovuti all&#8217;avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/R/R44972">stando ai documenti ufficiali</a> del Congresso, datati agosto 2024, la U.S. Navy ha deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l&#8217;uso in altri programmi. </p>



<p>La linea norvegese delle “Constellation”, se la richiesta della marina di Oslo resterà invariata, vedrà la nascita di unità a maggiore vocazione ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) mentre le unità statunitensi appaiono più multiruolo per potersi integrare meglio nei CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) nonché potenziarli e condurre uno ventaglio maggiore di attività in alto mare, anche singolarmente. I requisiti statunitensi sono infatti per “piccole” unità di superficie multi-missione in grado di condurre operazioni di guerra antiaerea (AAW), guerra antisuperficie (ASuW), guerra antisom (ASW) e guerra elettromagnetica (EMW). Devono essere in grado di operare sia in “<em><strong>blue water</strong></em>” (vale a dire, in mezzo all&#8217;oceano) sia in <strong>aree costiere</strong> ed essere in grado di operare in modo indipendente (quando ciò è appropriato per le loro missioni assegnate) o come parte di formazioni navali più grandi.</p>
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		<item>
		<title>La Marina italiana sbarca nel Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 12:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Rimpac]]></category>
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<p>Per la prima volta in assoluto la Marina Militare parteciperà all'esercitazione navale RIMPAC nel Pacifico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>RIMPAC</strong>, contrazione di <em>Rim of the Pacific</em>, è la più grande esercitazione aeronavale a guida statunitense che si tiene ogni due anni nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>. </p>



<p>Le manovre cominceranno giovedì <strong>27 giugno</strong> e termineranno il primo agosto in una vasta area localizzata intorno alle isole <strong>Hawaii</strong>, e quest&#8217;anno vi prenderanno parte <a href="https://www.cpf.navy.mil/RIMPAC/Participants/">29 nazioni diverse</a>, con 25mila uomini, 40 navi di superficie, tre sottomarini, e oltre 150 velivoli imbarcati e non. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è RIMPAC</h2>



<p>L’esercitazione simula un conflitto <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html">multi-dominio</a></strong> in una serie di scenari: dalla guerra antisommergibile, alla guerra di superficie, agli sbarchi anfibi sino ala difesa del gruppo d’attacco di portaerei. </p>



<p>Le forze anfibie e terrestri che prenderanno parte a RIMPAC 2024 saranno composte da nove nazioni partner che metteranno a disposizione 13 navi, con una miscela di aerei, veicoli d&#8217;assalto e connettori nave-terra. Durante RIMPAC, questo gruppo anfibio misto si muoverà come una forza congiunta e combinata in grado di rispondere alle sfide, che vanno dai conflitti di alta intensità agli aiuti umanitari passando per i soccorsi in caso di calamità. </p>



<p>Sul sito della <a href="https://www.navy.mil/Press-Office/Press-Releases/display-pressreleases/Article/3804998/rimpac-to-begin-june-27/">U.S. Navy</a> si legge infatti che quest’anno a RIMPAC sarà effettuata la più grande esercitazione di aiuto umanitario e di soccorso in caso di calamità con otto paesi, cinque navi, cinque mezzi da sbarco, cinque aerei, molteplici forze di terra e oltre 2500 partecipanti totali, inclusa l’esercitazione di gestione delle emergenze sanitarie alle Hawaii. </p>



<p>Per la prima volta in assoluto, quest&#8217;anno anche l&#8217;<strong>Italia</strong> parteciperà a questa imponente e complessa manovra nel Pacifico con un <strong>PPA</strong> (Pattugliatore Polivalente d&#8217;Altura), il “<strong>Raimondo Montecuccoli</strong>”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche del &#8220;Montecuccoli&#8221;</h2>



<p>Nave “Montecuccoli”, terzo PPA varato e primo in configurazione <em>Light Plus</em>, è un&#8217;unità progettata per svolgere una vasta gamma di missioni che spaziano dal ruolo di “nave ammiraglia” di una forza navale, a unità di scorta a gruppi portaerei, a missioni di presenza e sorveglianza nelle aree di interesse, dando dimostrazione di affidabilità, flessibilità operativa ed elevate prestazioni di piattaforma e di combattimento. </p>



<p>La configurazione Light Plus fornisce un sistema di difesa aerea di nuova generazione, sistemi di guerra elettronica migliorata e capacità di comando e controllo per far fronte alle minacce aeree e di superficie presenti e future, notando che la stessa piattaforma mantiene tutte le capacità di guerra anti-superficie e anti-aerea offerte dalla suite di armamento installata sui due PPA Light già in servizio (Nave Morosini e Nave Thaon di Revel). </p>



<p>Le principali <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/05/italys-first-ppa-with-aaw-capabilities-deploys-to-the-indo-pacific/">capacità distintive</a> di un PPA <em>Light Plus</em> includono il sistema missilistico di difesa aerea SAAM ESD (<em>Surface Anti-Air Missile – Extended Self Defence</em>) di MBDA Italia, il nuovo radar di Leonardo a quattro facce fisse tipo AESA (<em>Active Electronically Scanned Array</em>) “Kronos Quad”, la suite completa da <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">EW (<em>Electronic Warfare</em>)</a> di Elettronica e consolle per il <em>Combat Management System </em>(CMS) SADOC Mk 4 di Leonardo. </p>



<p>Il sistema di difesa aerea installato sul “Montecuccoli” è incentrato su due sistemi di lancio verticale A50 di Naval Group a 8 celle per la famiglia di <strong>missili terra-aria Aster</strong> di MBDA, tra cui i futuri Aster 30 Block 1 NT e C2. L&#8217;armamento di bordo include il <strong>cannone 127/64 millimetri </strong>“LightWeight” di Leonardo a prora, con sistema di movimentazione automatica delle munizioni e in grado di utilizzare l&#8217;intera gamma di proiettili guidati/non guidati a lungo raggio della famiglia Vulcano e il <strong>76/62 millimetri</strong> sempre di Leonardo che fornisce ausilio alla difesa contro missili e minacce asimmetriche grazie alle munizioni guidate DART e in grado di sparare i proiettili Vulcano guidati a lungo raggio, inoltre sono presenti due cannoncini da due supporti da 25 millimetri controllati direttamente dalla plancia. Proprio la plancia è la vera innovazione di queste particolari unità: i PPA hanno infatti una configurazione “aeronautica”, con due posti affiancati da cui si può comandare praticamente tutti i sistemi della nave. </p>



<p>Come per gli altri PPA, i PPA <em>Light Plus</em> dispongono di un ponte di volo a poppa in grado di operare con un elicottero <strong>EH-101</strong> e di un hangar che può accogliere fino a due <strong>SH-90A</strong> o un singolo EH-101. L&#8217;SH-90A, normalmente utilizzato, ha un pacchetto di missione completamente integrato che comprende una suite ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) comprendente un sonar a immersione e boe acustiche, insieme a sensori elettronici ELINT (<em>Electronic Intelligence</em>), radar di ricerca in superficie, sistema elettro-ottico, e la capacità di utilizzare sia siluri MU-90 che i missili antinave MBDA Marte Mk2/S. I PPA sono poi stati progettati per poter mettere in mare rapidamente un RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) per forze speciali o operatori della Brigata San Marco da poppa, e per poterlo altrettanto velocemente recuperare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una missione strategica per l&#8217;Italia</h2>



<p>La crociera nel Pacifico del “Montecuccoli” è <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20240502_Partenza_Montecuccoli.aspx">cominciata lo scorso 29 aprile</a> da La Spezia; l&#8217;unità ha attraversato l&#8217;Oceano Atlantico ed è entrata nel Pacifico passando dal Canale di Panama per poi dirigersi verso San Diego (<a href="https://decode39.com/9145/italian-navys-montecuccoli-docks-in-san-diego-heads-to-indo-pacific/">dove è arrivata il 12 giugno</a>) facendo tappa in <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20240611-nave-Montecuccoli-continua-campagna-proiezione-operativa.aspx">Messico</a>. Durante tutta la campagna la Marina Militare prevede che il “Montecuccoli” mostrerà bandiera in 13 porti di 11 differenti nazioni, ma soprattutto, oltre a partecipare all&#8217;esercitazione RIMPAC, si unirà alla <strong><a href="https://www.analisidifesa.it/2024/05/il-ppa-montecuccoli-e-salpato-per-campagna-di-proiezione-operativa-nellindo-pacifico/">PACIFIC DRAGON</a></strong>, un’esercitazione multinazionale biennale di difesa aerea e missilistica integrata che si terrà sempre nell&#8217;area delle Hawaii, includendo il Pacific Missile Range Facility Barking Sands. Questa esercitazione è stata concepita per migliorare il coordinamento tattico e tecnico e l’interoperabilità nell’ambito della difesa aerea, e vede la partecipazione delle principali marine dell’area nonché la U.S. Missile Defence Agency (MDA). </p>



<p>La crociera del “Montecuccoli”, oltre a certificare l&#8217;<strong>impegno internazionale</strong> della Marina Militare ed essere esibizione delle capacità dell&#8217;industria nazionale, rappresenta una maggiore presa di coscienza politica – insieme alla missione in Indo-Pacifico del gruppo navale incentrato su Nave Cavour – dell&#8217;<strong>importanza strategica</strong> di quel settore del mondo per la sicurezza nazionale: l&#8217;Estremo Oriente, e in particolare i mari del Pacifico Occidentale, oltre a essere teatri di crisi internazionale, vedono il passaggio di un&#8217;importante fetta del traffico commerciale globale (<a href="https://www.bcg.com/publications/2024/these-four-chokepoints-are-threatening-global-trade">intorno al 3o%</a>) da cui dipende la nostra economia. Addestrarsi per avere future capacità di proiezione del potere aeronavale a distanze maggiori rispetto al teatro del Mediteranneo Allargato, significa stipulare un&#8217;assicurazione in caso di peggioramento della situazione internazionale.</p>
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		<title>Più grandi e multiruolo: ecco come cambiano le navi da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-cambiano-le-navi-da-guerra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 13:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare russa]]></category>
		<category><![CDATA[marina-militare-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A partire dal secondo dopoguerra, le marine militari di tutto il mondo hanno sviluppato navi radicalmente diverse per integrare nuove tecnologie come missili e radar.</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-2.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Navi_da_guerra.mp4"></video></figure>



<p>In meno di 80 anni gli scontri in mare hanno cambiato completamente aspetto. Per rimanere efficaci ed efficienti, dopo il secondo dopoguerra le marine militari di tutto il mondo hanno sviluppato disegni di <strong>navi da guerra</strong>&nbsp;di superficie radicalmente diverse per supportare l’<strong>avvento di nuove tecnologie</strong>, come i missili e i radar. La prima necessità è stata quella di fare spazio: per i missili e i relativi sistemi di puntamento, per il lancio e l&#8217;atterraggio di velivoli, per sistemi elettrici in grado di sostentare la poderosa elettronica necessaria alle nuove tipologie di missioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più</strong>:&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-cambiano-le-navi-da-guerra">Più grandi e multiruolo: ecco come cambiano le navi da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gioiello della Marina americana: i segreti della portaerei Uss Gerald R. Ford</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-gioiello-della-marina-americana-i-segreti-della-portaerei-uss-gerald-r-ford</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 07:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[marina-militare-usa]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei americane]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>È in grado di effettuare più sortite dei velivoli al giorno, di avere più potenza elettrica per i sistemi di bordo, e di imbarcare meno uomini rispetto alle portaerei precedenti: ecco la rivoluzione galleggiante della Marina americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-gioiello-della-marina-americana-i-segreti-della-portaerei-uss-gerald-r-ford">Il gioiello della Marina americana: i segreti della portaerei Uss Gerald R. Ford</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-3.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/USS_Gerald_R_Ford.mp4"></video></figure>



<p>La&nbsp;<strong>Uss Gerald R. Ford</strong>&nbsp;(Cvn-78) è la portaerei capoclasse della serie di unità della&nbsp;<strong>Us Navy</strong>&nbsp;che ha sostituito le precedenti della classe Nimitz. I circa 15 miliardi di dollari che ha investito hanno garantito alla Marina americana uno strumento fondamentale per <strong>condurre operazioni navali</strong>, di volo, per la comunicazione e l’<strong>autodifesa</strong> in tutto il globo. È in grado di effettuare più sortite dei velivoli al giorno, di avere più potenza elettrica per i sistemi di bordo, e di imbarcare meno uomini rispetto alle portaerei precedenti. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> </strong>La portaerei Uss Gerald R. Ford</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-gioiello-della-marina-americana-i-segreti-della-portaerei-uss-gerald-r-ford">Il gioiello della Marina americana: i segreti della portaerei Uss Gerald R. Ford</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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