La portaerei Admiral Kuznetsov

Guerra /

La Admiral Kuznetsov (codice identificativo 063) è l’unica portaerei in servizio nella Voenno-Morskoj Flot (Vmf), la Flotta Russa. Designata ufficialmente incrociatore pesante portaeromobili (Tavkr – Tyazholiy Avionosnyy Kreyser) doveva essere la prima unità di una classe di due vascelli (project 1143.5) per dotare la flotta dell’allora Unione Sovietica di una forma più evoluta di capacità aerea imbarcata ad ala fissa che andasse a integrare le unità della classe Kiev (project 1143 o Krechet), se pur animati da una dottrina totalmente diversa rispetto a quella americana. La seconda unità di questo tipo, la Varyag, è poi diventata la Liaoning nella Pla (People’s Liberation Army) Navy, la Marina Cinese. Entrambe prendono spunto, per le linee dello scafo, dalla Admiral Gorshkov (classe Kiev), un’unità leggermente più piccola per dislocamento che poi è stata venduta all’India dove ha preso il nome di Vikramaditya. Il nome completo della portaerei russa è Admiral Flota Sovetskogo Soyuza Kuznetsov, ma inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Riga, fu rinominata quindi Leonid Brezhnev e poi Tbilisi ed è attualmente la nave ammiraglia della Vmf.

Lunghezza:
284 metri fuori tutto
270 metri alla linea di galleggiamento

Larghezza:
massima 72,3 metri
alla linea di galleggiamento 35,4 metri

Pescaggio: 9,14 metri (massimo)

Velocità massima: 29 nodi

Autonomia: 8500 miglia alla velocità di 18 nodi, 3850 alla velocità massima

Dislocamento: massimo 58600 tonnellate, standard 43mila tonnellate

Equipaggio: 1600 uomini più 626 del gruppo di volo e altri 40 in qualità di nave ammiraglia

La portaerei Admiral Kuznetsov, così come la Varyag ora nota come Liaoning, presenta una grossa isola sul lato di dritta del ponte di volo la cui superficie totale è pari a 14700 metri quadrati (con una sezione maestra di 205 per 26 metri), angolato sul lato di sinistra e con uno ski-jump a prua inclinato di 14,3°. L’isola è sede dei ponti di comando della nave e del gruppo di volo nonché della totalità dei sistemi elettronici, di comunicazione e radar. A proravia e a poppavia dell’isola, sempre sul lato di dritta, sono localizzati i due ascensori che mettono in comunicazione il ponte di volo col sottostante hangar che misura 153x26x7,2 metri per una superficie totale di 3980 metri quadrati. Il sistema di lancio e recupero dei velivoli è del tipo Stobar (Short Take Off But Arrested Recovery) e prevede quindi l’utilizzo di quattro cavi d’arresto per l’appontaggio. Sebbene non siano presenti catapulte sul ponte di volo sono presenti tre paratie frangifiamma sollevabili idraulicamente.

La Admiral Kuznetsov è propulsa da otto caldaie che azionano quattro gruppi di turbine a vapore tipo TV-12 da 50mila hp ciascuno che a loro volta si innestano su quattro alberi con quattro eliche a passo fisso. Sulla nave sono presenti anche nove turbogeneratori da 1500 kW e sei generatori diesel della stessa potenza. Come per tutte le unità navali portaeromobili in cui le catapulte sono assenti il peso massimo al decollo dei velivoli risulta limitato andando a incidere sul carico bellico trasportabile o sul carburante.

La portaerei Admiral Kuznetsov è dotata di svariati sistemi elettronici e radar per effettuare operazioni navali, di volo, per l’autodifesa. I sistemi principali sono:

  • Un radar da ricerca aerea tridimensionale MR-710 Fregat-MA/Top Plate.
  • Due radar da ricerca aerea bidimensionali MR-320M Topaz/Strut Pair.
  • Un sistema di controllo appontaggi Fly Trap connesso al sistema ottico Luna-3.
  • 4 sistemi per il controllo del fuoco dei missili Kinzhal (SA-N-9 Gauntlet in codice Nato) tipo MR-360 Podkat/Cross Sword.
  • 8 sistemi per il controllo del fuoco del Ciws (Close-in Weapons System) Kortik (SA-N-11 Grison in codice Nato) tipo 3P37/Hot Flash.
  • Sistemi EW Sozbezie-BR che comprende gli intercettori Wine Glass, Flat Track, Bell Push. Bell Nip, Cross Loop D/F, infine 2 sistemi di inganno PK-2, e 10 PK-10.
  • Un sistema sonar tipo Zvezda-2 con sensore a bassa frequenza MGK-345 Bronza/Ox Yoke montato sullo scafo

La Admiral Kuznetsov imbarca una serie di sistemi per l’autodifesa e l’attacco. Essi sono, in dettaglio:

  • 12 missili da crociera tipo P-700 Granit (SS-N-19 Shipwreck in codice Nato)
  • 4 gruppi Vls (Vertical Launch System) da sei celle per missili missili tipo 3K95 Kinzhal (SA-N-9 Gauntlet in codice Nato) per un totale di 192 vettori.
  • 8 CADS-N-1 Kortik (SA-N-11 Grison in codice Nato) per la difesa di punto (Ciws).
  • 6 sistemi AA da 30 mm tipo AK-630M.
  • 2 sistemi antisiluro RPK-5 Udav-1

La portaerei può imbarcare sino ad un massimo di 60 velivoli ad ala fissa o rotante. Il gruppo di volo è formato da Mig-29K/Kub, Sukhoi Su-33, elicotteri Kamov Ka-27, 29, 31 e 52K. Alcune fonti riportano anche la possibilità di imbarcare i Sukhoi Su-25Utc/Ubp.

Scrivere la storia della Admiral Kuznetsov significa ripercorrere quasi 40 anni di storia della Russia: le vicissitudini della nave ne sono il riflesso e ben danno il metro dell’evoluzione di un intero Paese.

Le sue origini possono essere fatte risalire al 1978 quando il consiglio dei ministri dell’Urss emana un decreto che impone al ministero della Difesa di sviluppare le specifiche tattiche e tecniche per il project 1143.5 e all’ufficio di costruzioni navali di preparare un progetto concettuale nel 1980.

Già in questa fase embrionale il progetto subisce ritardi, causati dalle discordie sul disegno generale dell’unità e sui suoi compiti, che posticiperanno di ben due anni l’avvio della fase di progettazione vera e propria e conseguentemente l’intero programma.

La costruzione viene avviata presso i cantieri navali di Nikolayev sul Mar Nero, nell’attuale Ucraina, il 22 febbraio del 1983. In corso d’opera la designazione dell’unità cambia da Cv (Carrier Vessel) a Tavkr (incrociatore pesante portaeromobili) per poter rientrare nei limiti della Convenzione di Montreux che vieta il transito attraverso gli stretti dei Dardanelli alle portaerei che hanno un dislocamento maggiore di 15mila tonnellate.

La Admiral Kuznetsov viene varata il 6 dicembre 1985 ed il 23 luglio del 1987 il capitano di prima classe Yarygin viene nominato comandante della nuova unità.

Il primo novembre del 1989 velivoli tipo Mig-29K, Su-27K e Su-25Utg effettuano i primi test di appontaggio e decollo.

Il 4 ottobre del 1990 la portaerei prende il nome attuale: Admiral Flota Sovetskogo Soyuza Kuznetsov (in italiano Ammiraglio della Fotta dell’Unione Sovietica Kuznetsov).

Il 25 dicembre dello stesso anno il governo sovietico firma la presa in carico dell’unità navale che entra in servizio il 20 gennaio del 1991 dopo aver raggiunto il suo porto di stanza a Murmansk/Sevoromorsk, nella Flotta del Nord.

La portaerei riceve i suoi primi velivoli imbarcati nel 1993 ma è solo quasi tre anni dopo, il 23 dicembre del 1995, che effettua la sua prima missione operativa con una crociera in Mediterraneo che dura sino al 22 marzo del 1996.

La Kuznetsov durante quel primo dispiegamento operativo effettua una sosta nel porto siriano di Tartus e affronta i suoi primi problemi: viene segnalata una carenza di acqua dolce a causa di guasti agli evaporatori di bordo.

Rientrata a Murmansk per effettuare le prime riparazioni la Kuznetsov rimane bloccata per tutto il 1997 in cantiere a causa della mancanza di fondi per i lavori, che vengono completati solo al 20%. L’anno successivo, comunque, vengono portati a termine e la portaerei rientra in servizio il 3 novembre del 1998.

L’unità avrebbe dovuto restare in porto per altri due anni e partecipare ad una seconda crociera nel Mediterraneo nel periodo a cavallo il 2000 ed il 2001 ma l’incidente al sottomarino nucleare Kursk posticipa e poi fa annullare questa missione.

Tra il 2003 ed il 2004 la Kuznetsov torna in mare per prove e test, mentre la prima esercitazione con la Flotta del Nord avviene ad ottobre del 2004 nell’Oceano Atlantico.

Durante una seconda esercitazione in Atlantico, a settembre del 2005, avviene il primo incidente per fortuna senza vittime: un Su-33 finisce in mare dopo aver spezzato il cavo di arresto.

L’anno successivo è ancora in cantiere per lavori di riparazione e correzione di problemi tecnici.

Tra il 5 dicembre del 2007 ed il 3 febbraio del 2008 la Kuznetsov effettua un’altra crociera in Mediterraneo.

Dopo essere rientrata in porto ed aver seguito un nuovo ciclo di lavori riprende il mare l’11 ottobre del 2008 per l’esercitazione Stability-2008 nel Mare di Barents.

Ancora una missione in Mediterraneo per la Kuznetsov tra il 5 dicembre del 2008 ed il 2 marzo del 2009. Durante questa crociera, il 7 gennaio 2009, avviene un principio di incendio (dato da cortocircuito ad un quadro elettrico) che uccide un membro dell’equipaggio. Rientrata in porto resterà in bacino di carenaggio sino a settembre del 2010, quando riprenderà il mare per un’esercitazione nel Mar di Barents.

Il 6 dicembre del 2001 la Kuznetsov lascia Severomorsk diretta in Mediterraneo per farvi ritorno il 17 febbraio del 2012. Durante questa crociera l’unità effettua soste a Tartus, Beirut e Genova.

Nel 2012 la Kuznetsov avrebbe dovuto effettuare complessi lavori di manutenzione di “mezza vita” e rimodernamento per poi lasciare i cantieri nel 2017: tra di essi era previsto lo sbarco dei sistemi missilistici P-700 Granit, la completa sostituzione dei sistemi di propulsione, obsoleti e soggetti a frequenti malfunzionamenti, inoltre avrebbe dovuto imbarcare la versione navalizzata del sistema Pantsir S1 (la M) e vedere l’installazione di catapulte ma l’unità viene solo sommariamente riparata.

La nave salpa, insieme alla sua scorta composta dall’incrociatore pesante a propulsione nucleare della classe Kirov Pyotr Velikiy, tre rifornitori di squadra, un rimorchiatore e una nave da sbarco classe Ropucha (la Minsk) il 17 dicembre del 2013 diretta in Mediterraneo dove rimarrà sino a maggio del 2014.

Al termine di questa crociera la portaerei entra in bacino di carenaggio per lavori della durata di circa tre mesi effettuati però l’anno successivo. A questo punto viene deciso di effettuare i lavori di refit nel 2016, ma l’esplodere della crisi siriana ne posticipa ulteriormente l’inizio.

Il 15 ottobre del 2016, infatti, la Kuznetsov riprende il mare insieme alla sua scorta composta dal Piotr Velikiy e da due cacciatorpediniere classe Udaloy e un rimorchiatore d’altura per entrare ancora in Mediterraneo dove effettuerà operazioni nella lotta all’Is in appoggio al governo di Damasco sino al mese di gennaio del 2017. La nave rientra in porto il 9 febbraio.

Durante questa prima crociera operativa la Kuznetsov perde un Mig-29K che precipita in mare subito dopo il decollo il 14 novembre e ancora un Su-33, durante un appontaggio, il 5 dicembre. Si scoprirà successivamente che il Mig-29K è andato perduto a causa dell’esaurimento del carburante nell’attesa che si riparasse il sistema di arresto dei velivoli a bordo della portaerei. I problemi al sistema di arresto hanno condizionato da sempre la vita della Kuznetsov e hanno inciso profondamente sulle capacità operative dell’unità durante la campagna siriana tanto che, a seguito del secondo incidente, la componente imbarcata ad ala fissa è stata sbarcata sulla base di Khmeimim per continuare ad effettuare le operazioni di combattimento. In quel primo e unico dispiegamento operativo il gruppo di volo della Kuznetsov ha effettuato 420 sortite colpendo 1252 obiettivi in Siria.

Un particolare degno di nota che ci riguarda direttamente: durante quest’ultima missione in Mediterraneo la Kuznetsov ha avuto un incontro ravvicinato con nave Garibaldi nei primi giorni di dicembre del 2016.

Nel primo quadrimestre del 2017 la portaerei comincia finalmente i lavori di rimodernamento che, nei piani di Mosca, sarebbero dovuti terminare nel 2021 ma che successivamente, come affermato da una nota del Ministero della Difesa, dovrebbero vedere la fine entro il 2020.

Durante il refit la Kuznetsov subisce due importanti incidenti. Il primo, occorso il 30 ottobre del 2018, vede il parziale affondamento del bacino di carenaggio galleggiante che la ospita provocando danni alla nave a causa dell’impatto di una gru sul ponte di volo che apre una voragine di 19 metri quadrati. La struttura e la gru sono state ripristinate in circa tre mesi.

Il secondo incidente, il 12 dicembre del 2019, vede lo scoppio di un incendio a bordo a causa di errori nelle procedure di saldatura: un operaio resta ucciso ed altri 12 feriti.

Questi incidenti insieme ai problemi incontrati durante gli estesi e complessi lavori di rimodernamento fanno ritenere che la portaerei rientrerà in servizio nel 2022 dopo un anno di prove in mare.

Attualmente non sappiamo se i sistemi P-700 Granit siano stati effettivamente sbarcati e nemmeno se l’hangar sia stato ingrandito così come da progetto di refit originario.

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