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	<title>genocidio Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2026 12:27:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>genocidio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Paesi Bassi e Islanda accanto al Sudafrica: Il genocidio a Gaza non è più questione da &#8220;terzomondisti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/paesi-bassi-e-islanda-accanto-al-sudafrica-il-genocidio-a-gaza-non-e-piu-questione-da-terzomondisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Paesi Bassi e Islanda si sono uniti al Sudafrica nella causa sul genocidio contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (Icj).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/paesi-bassi-e-islanda-accanto-al-sudafrica-il-genocidio-a-gaza-non-e-piu-questione-da-terzomondisti.html">Paesi Bassi e Islanda accanto al Sudafrica: Il genocidio a Gaza non è più questione da &#8220;terzomondisti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per portare avanti un genocidio non c&#8217;è bisogno di teorizzarlo: anche gli sfollamenti forzati, la fame usata come arma di guerra, il blocco degli aiuti umanitari e le violenze sistematiche contro i minori si possono configurare, nel contesto di Gaza, come atti di annientamento veri e propri. È questa la tesi che <strong>Paesi Bassi e Islanda</strong> hanno portato ai giudici dell&#8217;Aja, unendosi al Sudafrica nel procedimento sul <a href="https://it.insideover.com/tag/genocidio">genocidio</a> contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (Icj).</p>



<p>È una notizia importante che segnala <strong>il crescente isolamento giuridico di Tel Aviv</strong>: nonostante la repressione del dibattito pubblico sulla Palestina in mezzo Occidente e la pavidità dei burocrati europei quando si tratta di puntare il dito contro Israele nell&#8217;escalation in Libano o in Iran, l&#8217;inchiesta sul genocidio va avanti, e si popola di nuovi accusatori.</p>



<p>L&#8217;Islanda, in particolare, avanza la stessa argomentazione che la<em> special rapporteur </em><strong>Francesca Albanese</strong>, sanzionata dal Dipartimento di Stato Usa nell&#8217;indifferenza di Quirinale e Ue, sostiene da due anni, ci racconta il professor <strong>Luigi Daniele</strong>, esperto di Diritto internazionale. Ovvero che &#8220;il dolo specifico di genocidio, in generale, sempre, può pienamente coesistere, legalmente, con obiettivi militari. Ciò vale tanto più nel caso israeliano, in cui a Gaza proprio nelle dottrine militari e sul diritto dei conflitti armati si è provato a criptare e mimetizzare il dolo specifico di distruzione del gruppo vittima, come se quella distruzione fosse un gigantesco e pienamente legittimo danno collaterale&#8221;.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più. L&#8217;aggiunta di Paesi Bassi e Islanda toglie argomenti a quanti, nel fronte filoisraeliano rigido, provano a buttarla in caciara squalificando l&#8217;accusatore. &#8220;<strong>Avvocato del diavolo</strong>&#8220;: così il portavoce del governo di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>aveva definito il Sudafrica dopo che, il 29 dicembre 2024, Pretoria aveva formalmente sostenuto che lo Stato ebraico violasse la Convenzione sul genocidio. Il governo israeliano aveva anche assicurato che sarebbe comparso all’Aja per difendersi da questa &#8220;dannata assurda calunnia (<em>absurd bloody libel</em>)&#8221;.</p>



<p>Gli Stati Uniti di Donald Trump, quasi contemporaneamente, hanno sospeso gli aiuti al Sudafrica accusandolo di portare avanti politiche “anti-bianchi” e di assumere posizioni ostili verso Israele tramite il caso portato all&#8217;Icj. Sudafrica antisemita e complice con i terroristi, dunque. Una manfrina ripetuta decine di volte nei confronti di istituzioni internazionali e intellettuali che però sarà più difficile replicare adesso.</p>



<p>Nei Paesi Bassi, al governo c&#8217;è un <strong>partito liberale progressista </strong>(con un premier gay) e in Islanda un partito socialdemocratico moderato (con una premier femminista), entrambi con una linea fortemente filo-Ue, filo-Nato, di sostegno all’Ucraina e favorevole all’aumento della spesa militare. Non regge quindi l&#8217;idea, vagamente razzista, diffusa anche dai nostri giornali riformisti, secondo cui il procedimento all&#8217;Icj sarebbe dominato da istituzioni terzomondiste, piene di risentimento e sì, diciamolo, anche un po&#8217; &#8220;barbare&#8221;.</p>



<p>L&#8217;Icj, nato nel 1946, è il <strong>principale organo giudiziario delle Nazioni Unite.</strong> Spesso viene confusa con la Corte penale internazionale, che giudica i singoli accusati di crimini internazionali, la cui competenza è limitata dalla mancata adesione di varie superpotenze. Sia il Sudafrica che Israele aderiscono alla<strong> convenzione del 1948 contro il genocidio</strong>, secondo la quale il genocidio si consuma se vi è &#8220;l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale&#8221;. </p>



<p>Il <strong>documento sudafricano</strong> riporta le <strong>dichiarazioni</strong> di esponenti israeliani, dal presidente Herzog ai comandanti militari passando per Netanyahu, che hanno parlato di &#8220;lotta fra i figli della luce e i figli delle tenebre, fra l’umanità e la legge della giungla&#8221;, e utilizzando un&#8217;infinità di espressioni che disumanizzerebbero in tutti i modi palestinesi. Secondo i Paesi Bassi e l&#8217;Islanda, per la qualifica di genocidio quelle dichiarazioni, per quanto spaventose, potrebbero essere non più dirimenti. La questione si sta spostando, dunque, dalle frasi teoriche e dalla retorica a un&#8217;argomentazione sempre più sostenuta da <strong>definizioni giuridiche serie e concrete</strong>. Basate sull&#8217;operato dell&#8217;egemone sul campo. Un&#8217;argomentazione a prova di razzismo.</p>



<p><a href="https://www.osservatoriorepressione.info/antisemitismo-o-censura-il-senato-vota-la-legge-che-protegge-israele-dalle-critiche/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHuhF-rE2s8fzn0EcRof_M8WnQl2xZ9akNIbjQZ2Y1PK9N2cQWMJxb-MRkju3_aem_Dyyv_mlk6dpJO3E3QWqyuw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il cosiddetto piano di pace di Gaza: fase due del genocidio?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-cosiddetto-piano-di-pace-di-gaza-fase-due-del-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 17:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il cosiddetto piano di pace di Gaza: fase due del genocidio?" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-600x302.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>a Gaza sono state uccise oltre 100mila persone. Una constatazione alquanto ovvia, dal momento che le 78.318 vittime registrate finora sono quelle accertate </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-cosiddetto-piano-di-pace-di-gaza-fase-due-del-genocidio.html">Il cosiddetto piano di pace di Gaza: fase due del genocidio?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il cosiddetto piano di pace di Gaza: fase due del genocidio?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FOTO-3-600x302.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo uno studio del Max Planck Institute for Demographic Research (MPIDR) sintetizzato da <a href="https://news.antiwar.com/2025/11/25/study-israeli-forces-likely-killed-more-than-100000-palestinians-in-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antiwar</a>, a Gaza sono state uccise oltre 100mila persone. Una constatazione alquanto ovvia, dal momento che le 78.318 vittime registrate finora sono quelle accertate in un territorio in cui domina un caos che rende oltremodo difficile le verifiche. Ma ora è ufficiale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://news.antiwar.com/2025/11/25/study-israeli-forces-likely-killed-more-than-100000-palestinians-in-gaza/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-a-3-1024x426.jpg" alt="Study: Israeli Forces Likely Killed More Than 100,000 Palestinians in Gaza" class="wp-image-79397"/></a></figure>



<p>A tale analisi vanno aggiunte due considerazioni. La prima è che alle vittime dirette vanno aggiunte quelle indirette. Lo spiega Ana C. Gómez-Ugarte, che ha partecipato allo studio: &#8220;Gli effetti indiretti della guerra, che sono spesso più gravi e duraturi, non sono quantificati nelle nostre considerazioni&#8221;. Stime conservative, cioè minimaliste, sui conflitti indicano che nelle guerre a ogni vittima diretta se ne devono a<a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/come-morte-sopravvive-alla-guerra-rapporto-sulle-conseguenze-letali-dei-conflitti-us" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ggiungere 4 indirette</a>.</p>



<p>Peraltro, parliamo di conflitti in cui esisteva un qualche servizio sanitario, non venivano imposte restrizioni draconiane agli aiuti né la Forza era usata in maniera tanto massiva e ingegnerizzata, cose che hanno reso l&#8217;aggressione di Gaza un unicum. A causa di questa mortalità, conclude lo studio, l&#8217;aspettativa di vita dei palestinesi di Gaza si è quasi dimezzata.</p>



<p>Non solo, il MPIDR ha accertato che &#8220;“la distribuzione per età e genere delle morti violente a Gaza [&#8230;] è molto simile ai modelli demografici osservati in diversi genocidi documentati dal Gruppo interagenzia delle Nazioni Unite per la stima della mortalità infantile (UN IGME)&#8221;.</p>



<p>Questa la tragica situazione della Striscia, mentre incombe un futuro ancora cupo. Infatti, Hamas ha restituito quasi tutti i corpi degli ostaggi deceduti &#8211; ne mancano due &#8211; e ciò dovrebbe aprire alla fase due dei negoziati, che dovrebbe vedere Israele ritirarsi dai territori di Gaza occupati, ma non sembra che ciò sia all&#8217;orizzonte.</p>



<p>Lo dimostra il fatto che la Commissione israeliana che dovrebbe supervisionare la seconda fase comprende il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e quello per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, i più accaniti sostenitori dell&#8217;annessione. Come mettere due volpi a guardia di un pollaio. Peraltro, Tel Aviv da sempre ha usato l&#8217;occupazione provvisoria per acquisire in via definitiva nuovi territori palestinesi.</p>



<p>Su quanto sta accadendo, un articolo di Ramzy Baroud su <a href="https://www.arabnews.com/node/2623775" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arab news</a>. Secondo il cronista, Israele ha fallito nel suo tentativo di espellere i palestinesi e occupare la Striscia, da cui il cosiddetto piano di pace made in Usa, che servirebbe a evitare che l&#8217;insuccesso militare israeliano possa avviare processo involutivo in Israele che potrebbe concludersi con la sua &#8220;implosione&#8221;. Tanto che il tema della dissoluzione di Israele, in precedenza marginale, è ora parte cruciale del dibattito culturale dell&#8217;ebraismo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.arabnews.com/node/2623775"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-A-3-1024x601.jpg" alt="Why Israel’s plan to divide Gaza is doomed to fail" class="wp-image-79400"/></a></figure>



<p>In parole povere, annota Baroud, il cosiddetto piano di pace serve &#8220;a salvare Israele da se stesso&#8221;, per dargli cioè &#8220;la possibilità di manovrare. Invece di occupare tutta Gaza e cacciare i palestinesi, Israele ora userà l&#8217;ingegneria sociale e politica per raggiungere lo stesso obiettivo&#8221;.</p>



<p>Infatti, il cessate il fuoco &#8220;ha di fatto imposto un nuovo meccanismo che consente a Israele di condurre una guerra unilaterale – con ulteriore espansione territoriale, distruzione, assassinii e occasionali massacri – con i palestinesi che non vedono altro che il mero rallentamento della macchina di morte israeliana&#8221;. Peraltro, anche violazione del &#8220;principio più basilare dell&#8217;immaginario cessate il fuoco: consentire l&#8217;ingresso di aiuti vitali a Gaza&#8221;.</p>



<p>La <a href="https://www.eunews.it/2025/11/18/lue-saluta-la-risoluzione-onu-sul-piano-di-gaza-albanese-non-conforme-al-diritto-internazionale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione Onu su Gaza</a>, inoltre, impone ai palestinesi una nuova realtà, ma non prevede nessun vincolo per Israele e &#8220;istituisce <a href="https://news.un.org/en/story/2025/11/1166391">un&#8217;amministrazione</a> transitoria che esclude completamente i palestinesi&#8221; e ha come ramo esecutivo &#8220;la Forza internazionale di stabilizzazione, il cui unico compito è &#8216;stabilizzare il contesto di sicurezza a Gaza&#8217; per conto di Israele, in particolare disarmando i gruppi palestinesi&#8221;.</p>



<p>&#8220;La Forza, secondo la risoluzione, deve operare &#8216;in stretta cooperazione&#8221; con Israele, il che significa che avrà il compito di conseguire gli obiettivi militari di Tel Aviv, consentendo così a Israele di determinare i tempi e la natura del suo presunto ritiro graduale&#8221; (non c&#8217;è da stupirsi che i Paesi arabo-islamici che si sono detti disponibili a inviare truppe ora nicchiano).</p>



<p>&#8220;Dal momento che i palestinesi <a href="https://www.bbc.com/news/articles/ce35nx49reko">si rifiutano di disarmarsi</a> – perché un disarmo incondizionato senza garanzie internazionali significative porterebbe sicuramente alla ripresa in grande stile del genocidio – Israele si rifiuterà di lasciare Gaza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bbc.com/news/articles/ce35nx49reko"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-BBC-1-1024x511.jpg" alt="Hamas refuses to disarm until Palestinian state established" class="wp-image-79407"/></a></figure>



<p>Da qui la divisione di Gaza in due zone, che rappresenta &#8220;un tentativo guidato dagli Stati Uniti di cambiare la natura della sfida di Tel Aviv, pur mirando in ultima analisi a raggiungere gli stessi obiettivi. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite serve pienamente gli interessi di Israele, da qui <a href="https://www.timesofisrael.com/in-english-only-netanyahu-welcomes-un-vote-backing-trumps-vision-for-gaza/">l&#8217;entusiasmo</a> di Netanyahu, eppure Tel Aviv si rifiuta ancora di rispettarla, rendendo chiaro che non ci sarà alcuna fase due del piano originale di Trump&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;intero schema politico, tuttavia, è destinato a fallire. Sebbene le sofferenze palestinesi peggioreranno sicuramente nei prossimi mesi, la strategia USA-Israele è fondamentalmente sbagliata: si basa su inganni e coercizione e si fonda sul falso presupposto che i palestinesi, temendo il genocidio, accetteranno qualsiasi piano sia loro imposto&#8221;. La storia, annota invece Baroud, parla di resilienza palestinese.</p>



<p>&#8220;La guerra israeliana a Gaza &#8211; conclude lo scritto &#8211; non si è fermata. Ha semplicemente cambiato forma&#8221; e il piano di pace rappresenta &#8220;una manovra diplomatica progettata per facilitare il piano israeliano per il controllo della Striscia di Gaza e la pulizia etnica della sua popolazione&#8221;.</p>



<p>Resta da capire perché l&#8217;Occidente e la comunità ebraica internazionale abbiano imposto a Netanyahu un freno che né lui né i suoi colleghi messianici volevano. Il fatto è che il genocidio trasmesso in diretta streaming era insostenibile a livello di immagine.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ynet.co.il/health/article/yokra14583215"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-YA-1024x460.jpg" alt="Milioni di israeliani, molti dei quali soldati, sono rimasti feriti durante la guerra. Dov'è quindi lo Stato in questo incidente?" class="wp-image-79412"/></a></figure>



<p>Non solo, stava logorando la stessa Israele. <a href="https://www.ynet.co.il/health/article/yokra14583215" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yedioth ahronoth</a>, citiamo a mo&#8217; di esempio, riporta l&#8217;allarme delle autorità preposte alla salute mentale della popolazione: due milioni di cittadini necessitano di cure psicologiche-psichiatriche, un quinto della popolazione&#8230; Tanto che si segnala un vero e proprio &#8220;tsunami mentale&#8221;. Il genocidio ha un costo, anche per i carnefici.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-cosiddetto-piano-di-pace-di-gaza-fase-due-del-genocidio.html">Il cosiddetto piano di pace di Gaza: fase due del genocidio?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La caduta di El Fasher e le nuove stragi di civili in Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>El Fasher, una delle città più contese nella guerra in Sudan, è caduta, nella mattinata di lunedì, nelle mani delle Forze di Supporto Rapido (Rsf) che l&#8217;hanno strappata alle Forze Armate Sudanesi (Saf) regolari. Il tutto dopo oltre 18 mesi di assedio che ha rischiato di lasciare nella fame gli oltre 260.000 abitanti della città. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html">La caduta di El Fasher e le nuove stragi di civili in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251028113808612_233002edcb34ab48979733a9895ea5c3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>El Fasher, una delle città più contese nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-guerra-civile-in-sudan-puo-diventare-un-conflitto-internazionale.html">guerra in Sudan</a>, è caduta</strong>, nella mattinata di lunedì, nelle mani delle Forze di Supporto Rapido (<strong>Rsf</strong>) che l&#8217;hanno strappata alle Forze Armate Sudanesi (Saf) regolari. Il tutto dopo oltre 18 mesi di <strong>assedio</strong> che ha rischiato di lasciare nella fame gli oltre 260.000 abitanti della città. </p>



<p>El Fasher non è una città come le altre: capoluogo del <strong>Darfur settentrionale</strong>, in passato ha già patito le violenze organizzate negli anni 2000 dai <strong>janjaweed</strong>. Ossia dai cosiddetti &#8220;demoni con il cammello&#8221;, miliziani in maggioranza arabofoni che hanno perseguitato all&#8217;epoca la popolazione di origine <strong>fur</strong> e <strong>masalit</strong>. Oggi una buona parte delle Rsf è formata proprio dagli ex janjaweed e lo stesso loro leder, il generale <strong>Dagalo</strong>, è stato per lungo tempo uno dei principali miliziani. Da qui il sospetto, suffragato purtroppo già da diverse immagini, che con la conquista di El Fasher si possa adesso assistere a nuovi massacri.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Everyone in this photo taken in El Fasher was lined up and shot dead within minutes by UAE-backed RSF militants.<br><br>Go to <a href="https://t.co/SNlUnyXadT">https://t.co/SNlUnyXadT</a> to tell the world what’s happening in El Fasher and how the UAE is funding the massacre. Make <a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> the only agenda in parliaments… <a href="https://t.co/B1Cak4zU2m">pic.twitter.com/B1Cak4zU2m</a></p>&mdash; Stand with Sudan (@standwithsudann) <a href="https://twitter.com/standwithsudann/status/1982816049629110347?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il disastro di El Fasher </h2>



<p>La guerra civile iniziata nell&#8217;aprile del 2023, vede due precise fazioni contrapposte: <strong>da una parte le sopra citate Rsf, dall&#8217;altra i soldati dell&#8217;esercito regolare guidati dal generale e presidente Al Burhan</strong>. Dall&#8217;aprile del 2024, i militari hanno provato a difendere in tutti i modi El Fasher. Questo perché la città si trova in un essenziale snodo strategico, oltre a essere uno dei centri più importanti del Darfur rimasto in mano al governo. Inoltre, è da tempo ben nota la possibilità di assistere a nuove violenze settarie in caso di ingresso delle Rsf.</p>



<p>Così è stato: quando ieri il fronte è collassato,<strong> sui social sono stati diffusi video che ritraggono civili inermi arrestati o, peggio ancora, uccisi</strong>. A inserire sul web le immagini della macabre esecuzioni, sono stati gli stessi miliziani. Quasi a voler vantare le azioni poste in essere a partire da lunedì. Nelle immagini si nota chiaramente come buona parte delle vittime appartengano alle etnie perseguitate negli anni passati, ossia per l&#8217;appunto quelle masalit e fur. In alcuni casi, i miliziani hanno ucciso inermi civili dopo interrogatori farsa effettuati per strada. Immagini satellitari di <strong>Maxar</strong> risalenti a lunedì, hanno confermato la presenza di pozze di sangue e di corpi abbandonati in molte delle strade di El Fesher. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨HUMAN SECURITY EMERGENCY🚨 <br>El-Fasher has fallen to RSF. HRL finds evidence of mass killings including door-to-door clearance operations and objects consistent with reported bodies on berm entrapping El-Fasher.<a href="https://twitter.com/hashtag/KeepEyesOnSudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#KeepEyesOnSudan</a><br><br>🛰️<a href="https://twitter.com/AirbusSpace?ref_src=twsrc%5Etfw">@AirbusSpace</a> <a href="https://twitter.com/maxar?ref_src=twsrc%5Etfw">@Maxar</a><a href="https://t.co/1HApllgNL5">https://t.co/1HApllgNL5</a> <a href="https://t.co/yrCbM5HxeP">pic.twitter.com/yrCbM5HxeP</a></p>&mdash; Humanitarian Research Lab (HRL) at YSPH (@HRL_YaleSPH) <a href="https://twitter.com/HRL_YaleSPH/status/1982959658878022013?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le testimonianze delle atrocità in corso non stanno arrivando in queste ore soltanto da foto e video. Ci sono anche diversi rapporti, <a href="https://files-profile.medicine.yale.edu/documents/876b4afc-e1da-495b-ac32-b5098699a371">come quello dell&#8217;Humanitarian Reserch Lab di Yale</a>, in cui si parla apertamente di &#8220;<strong>evidenze di uccisioni di massa</strong>&#8221; a El Fasher e si fa riferimento anche alle foto satellitari di Maxar. Davanti a quanto trapelato da lunedì, <strong>l&#8217;Unione Africana ha deciso di intervenire esprimendo ferma condanna della situazione</strong>: <em>&#8220;Condanniamo senza mezzi termini le violazioni dei diritti umani riscontrate a El Fasher&#8221;</em>, ha dichiarato il presidente dell&#8217;Unione Africana, <strong>Mahamoud Ali Youssouf. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una svolta importante a livello militare </h2>



<p>Apparso lunedì sera in televisione, il presidente Al Burhan ha ammesso l&#8217;indietreggiamento da El Fasher: <em>&#8220;Ma a breve la riprenderemo, prometto di tornare e punire i responsabili dei crimini&#8221;</em>, ha dichiarato. Il fatto stesso che il capo dello Stato sia dovuto andare in Tv, fa ben intuire quanto la questione di El Fasher appaia molto sentita. Anche perché la sua caduta è arrivata in una fase contrassegnata da diverse avanzate dell&#8217;esercito. I militari infatti, nei primi nove mesi del 2025, hanno ripreso Khartoum e altre regioni centrali del territorio sudanese. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Some civilians fleeing El Fasher managed to reach the safety of Tawila which is a major relief to hear. But these numbers are only a fraction of the 260K Darfurians that were seeking shelter in the city.<br><br>Sudan 🇸🇩 <a href="https://t.co/lorQX3TO6s">pic.twitter.com/lorQX3TO6s</a></p>&mdash; Thomas van Linge (@ThomasVLinge) <a href="https://twitter.com/ThomasVLinge/status/1982804100522590614?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La caduta del capoluogo del Darfur settentrionale, <strong>ha rappresentato quindi la prima inversione di tendenza del conflitto a favore delle Rsf</strong>. Un&#8217;inversione che potrebbe essere solo provvisoria, con il caso di El Fasher destinato in tal senso a rimanere isolato. Ma che, al contrario, potrebbe anche rappresentare un <strong>campanello di allarme</strong> importante per l&#8217;esercito. Khartoum è del resto ben consapevole dei rifornimenti e dei soldi arrivati, via Ciad e via Libia, alle Rsf negli ultimi mesi. <strong>Il mittente degli aiuti è il governo degli Emirati Arabi Uniti</strong>, da sempre vicino alla milizia e intenzionato a giocarsi in Sudan una fetta importante della propria strategia internazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html">La caduta di El Fasher e le nuove stragi di civili in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La musica e il genocidio: l&#8217;associazione per la Palestina di Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-musica-e-il-genocidio-lassociazione-per-la-palestina-di-massive-attack-brian-eno-fontaines-d-c-e-kneecap.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 08:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap creano un nuovo sindacato per la Palestina: la musica non è indifferente al genocidio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-musica-e-il-genocidio-lassociazione-per-la-palestina-di-massive-attack-brian-eno-fontaines-d-c-e-kneecap.html">La musica e il genocidio: l&#8217;associazione per la Palestina di Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-sindacato-per-gli-artisti-contro-il-genocidio-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il massacro della popolazione palestinese ad opera delle forze armate israeliane prosegue senza sosta, dopo mesi di apparente indifferenza e di informazioni fallaci da Gaza, <strong>il mondo sta lentamente prendendo consapevolezza della gravità della situazione nella Striscia: </strong>non sono più “solo” i continui bombardamenti dell’Idf a uccidere decine di persone, ogni giorno, perfino quando si trovano in fila per le distribuzioni di aiuti alimentari, ma <strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a Gaza si muore anche di fame e di sete, di malattie non curate, di infezioni</a>, </strong>e a morire non sono solo i civili, ma anche moltissimi tra reporter e giornalisti.</p>



<p>Così nell’ultima settimana, tra tante iniziative, anche il mondo culturale – o almeno, parte di esso – ha deciso di prendere una posizione chiara e definitiva: <strong>i Massive Attack,</strong> che già in passato e più volte nel corso dei propri concerti hanno sollevato la questione del genocidio in corso a Gaza,<strong> hanno annunciato pubblicamente, attraverso alcuni post sui social, la creazione di una nuova associazione a difesa dei musicisti e degli artisti che sostengono la Palestina.</strong> Oltre alla storica band di Bristol, si sono uniti all’iniziativa anche i <strong>Fontaines D.C., i Kneecap e persino Brian Eno, </strong>creando <a href="https://www.instagram.com/p/DMNt8dPIoKU/?img_index=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un vero e proprio sindacato chiamato <em>Ethical Syndicate Palestine.</em></a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo il caso Bob Vylan, il mondo della musica risponde alla UK Lawyers for Israel</h2>



<p>L’idea di questa nuova associazione è nata come risposta al progetto <em>UK Lawyers for Israel </em>che poche settimane fa aveva avviato una <strong>campagna mediatica denigratoria contro il duo punk Bob Vylan.</strong> I filmati del concerto di Glastonbury dei Bob Vylan avevano fatto il giro del mondo dopo che la band aveva pubblicamente insultato l’Idf e le loro azioni criminali contro la popolazione palestinese, a seguito di cui era stata accusata proprio dalla <em>UK Lawyers for Israel association</em>, oltre che da molti media mainstream britannici, di sostenere il terrorismo.</p>



<p>Tuttavia, i Bob Vylan, che hanno subito una campagna diffamatoria e un vero e proprio boicottaggio, non sono gli unici artisti ad essere stati intimidi per aver voluto sostenere pubblicamente la Palestina: un altro evento che ha fatto moltissimo discutere solo lo scorso weekend è stato lo spettacolo teatrale <em>Il trovatore </em>di Giuseppe Verdi, in scena alla <strong>Royal Opera House di Londra sabato 19 luglio, durante cui uno degli artisti in scena ha “osato” esibire una bandiera palestinese</strong>, al che, in risposta, il direttore del prestigioso teatro ha reagito cercando di strappare la bandiera, sotto gli occhi degli spettatori increduli e scioccati. Un evento grottesco e imbarazzante, ripreso anche da alcuni smarphone, che è diventato virale sul web.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Big up, the actor who unfolded a Palestinian flag on stage at the Royal Opera House. <a href="https://t.co/K3p9ukUSoo">pic.twitter.com/K3p9ukUSoo</a></p>&mdash; Mukhtar (@I_amMukhtar) <a href="https://twitter.com/I_amMukhtar/status/1946901039220953365?ref_src=twsrc%5Etfw">July 20, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">“Basta complicità con il genocidio e l’apartheid di Israele”</h2>



<p>Proprio per questo i Massive Attack hanno voluto dare una risposta pubblica e collettiva: <strong>“Le scene a Gaza sono andate oltre ogni descrizione. Scriviamo come artisti che hanno scelto di usare le piattaforme pubbliche per denunciare il genocidio in atto e il ruolo del governo britannico nel facilitarlo”</strong> hanno scritto in un lungo post su Instagram, chiedendo al governo britannico di “smettere di essere complice con il genocidio e l’apartheid di Israele”. Un messaggio condiviso via Instagram anche da Brian Eno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="839" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-839x1024.jpg" alt="" class="wp-image-479069" style="width:568px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-839x1024.jpg 839w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-600x732.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-246x300.jpg 246w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina-768x937.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Massive-Attack-Brian-Eno-musica-per-la-Palestina.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Parte del lungo post condiviso su Instagram dai Massive Attack e da Brian Eno</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Dopo il recente concerto <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/scandalo-spotify-il-fondatore-investe-700-milioni-in-droni-da-guerra-ma-i-musicisti-si-ribellano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Non in mio nome” di Roma dello scorso 28 giugno, in cui Mannarino, </a>Gemitaiz, assieme a Moni Ovadia, Sigfrido Ranucci, Rula Jebreal e molti altri musicisti, giornalisti e personaggi del mondo dello spettacolo hanno dichiarato il proprio sostegno alla Palestina in Italia, un’importante presa di coscienza e un atto di solidarietà e lotta anche a livello internazionale:<strong> la musica, l’arte e la cultura non sono indifferenti.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-musica-e-il-genocidio-lassociazione-per-la-palestina-di-massive-attack-brian-eno-fontaines-d-c-e-kneecap.html">La musica e il genocidio: l&#8217;associazione per la Palestina di Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Haaretz: Gaza, un campo di sterminio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/haaretz-gaza-un-campo-di-sterminio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 16:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="957" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-600x299.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-1536x766.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Non si può definire in altro modo ciò che sta accadendo in quei posti da diverse settimane se non come genocidio", prosegue Levy. "Genocidio come intento, genocidio come obiettivo, genocidio nella portata, genocidio per il gusto del genocidio".</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="957" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-600x299.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/A1-HAARETZ-FOTO-copia-1536x766.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Israele sta perpetrando un genocidio a Gaza? Ora c&#8217;è una prova indiscutibile&#8221;. Inizia così un articolo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-gideon-levy-e-i-carri-del-genocidio.html">Gideon Levy </a>su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-06-29/ty-article-opinion/.premium/if-israel-doesnt-stop-shooting-hungry-gazans-it-will-be-guilty-of-genocide/00000197-b768-df21-a1df-f7e8f39e0000?s=09" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> a commento del dossier, pubblicato sullo stesso giornale, che ha svelato le perverse dinamiche degli omicidi intenzionali dei gazawi che si affollano nei pressi dei centri di aiuto per cercare qualcosa di cui sfamarsi.</p>



<p>&#8220;Non si può definire in altro modo ciò che sta accadendo in quei posti da diverse settimane se non come genocidio&#8221;, prosegue Levy. &#8220;Genocidio come intento, genocidio come obiettivo, genocidio nella portata, genocidio per il gusto del genocidio&#8221;.</p>



<p>&#8220;Se Israele non pone fine a tutto ciò immediatamente – non domani, oggi – non potrà più godere del beneficio del dubbio. Dal punto di vista legale, ovviamente, dobbiamo attendere la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell&#8217;Aja, che sta ritardando a tal punto che c&#8217;è da temere che non ci saranno molti palestinesi ancora vivi a Gaza quando si deciderà a pronunciarsi&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] I soldati delle Forze di Difesa Israeliane ricevono l&#8217;ordine di sparare per uccidere in massa delle persone affamate. Folle che si ammassano a motivo di un mix di follia e perversione, che ha portato Israele a rimuovere le agenzie ONU dedite a tale scopo ed esperte per sostituirle con una misteriosa quanto mostruosa organizzazione americano-israeliana con inclinazioni evangeliche&#8221; [a guidarla è il pastore evangelico Johnnie Moore, entusiasta sostenitore della Grande Israele messianica ndr.].</p>



<p>&#8220;Questa organizzazione&nbsp;ha deciso che due milioni di persone affamate possono accontentarsi di soli <strong>quattro punti di distribuzione aperti un&#8217;ora al giorno</strong> e che l&#8217;ordine vada mantenuto come si fa per la coda per i visti all&#8217;ambasciata americana a Tel Aviv. A quanto pare, due milioni di persone diseredate e affamate, che non hanno più nulla da perdere, si comportano in modo diverso dalla folla sazia e spensierata di quanti cercano un visto a Tel Aviv&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;esperimento umano di massa è fallito [o forse è riuscito perfettamente&#8230; ndr.] e l&#8217;esercito più morale del mondo si è ingegnato a trovare una soluzione: sparare proiettili veri sulla folla per mantenere l&#8217;ordine. Almeno 549 persone sono già state uccise in questo modo e migliaia di altre sono rimaste ferite, affamate, esauste e sotto shock per quanto hanno subito nell&#8217;ultimo anno e mezzo; persone il cui unico desiderio era portare ai figli un sacco di farina. I comandanti dell&#8217;IDF hanno deciso il loro destino: l&#8217;area in cui si trovavano, destinata a essere sicura, era in realtà una <em>killing zone</em>. Leggete cosa hanno detto i soldati ad <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-06-27/ty-article-magazine/.premium/idf-soldiers-ordered-to-shoot-deliberately-at-unarmed-gazans-waiting-for-humanitarian-aid/00000197-ad8e-de01-a39f-ffbe33780000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz&#8230;</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/gli-hunger-games-di-gaza-2"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-PN-5-1024x338.jpg" alt="Gli Hunger games di Gaza (2)" class="wp-image-77139"/></a></figure>



<p>&#8220;Questo massacro, con decine di innocenti uccisi ogni giorno, a solo un&#8217;ora e mezza di macchina da Tel Aviv, si sta svolgendo nell&#8217;ombra e nella totale mancanza di interesse dell&#8217;opinione pubblica. Pochissimi se ne preoccupano, pochi lo denunciano e pochi in Israele ne sono sconvolti. Quando non esistono innocenti nella Striscia di Gaza, non c&#8217;è compassione per i suoi abitanti&#8221;.</p>



<p>&#8220;Il mondo reagisce con sgomento [relativo ndr.] nel vedere tante persone disperate strisciare sulla sabbia per cercare di salvarsi, mentre rimbomba il frastuono dei mortai e delle mitragliatrici dei carri armati&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma si è esaurita anche la nostra compassione per Israele e per i suoi soldati. Ogni giorno si contano centinaia di criminali di guerra in più, uomini che cammineranno tra noi per molti anni in futuro, con tutte le implicazioni tragiche che ciò comporta. Nessuno ha pietà di queste persone, persone che hanno mirato e sparato alla testa o al corpo di centinaia di innocenti abitanti di Gaza, sapendo che erano innocenti. Anche loro rimarranno segnati per sempre, mentalmente e moralmente&#8221;.</p>



<p>&#8220;La colpa non è solo loro. Né è solo colpa di comandanti sconsiderati come il generale di brigata <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-01-01/ty-article-magazine/.premium/flatten-gaza-halt-aid-the-commander-overseeing-gazas-brutal-netzarim-corridor/00000194-223e-da14-adb7-767eb9790000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yehuda Vach</a>, che ha dimostrato i suoi mostruosi valori trasformando il corridoio di Netzarim in una trappola mortale ed è sospettato di aver distrutto un ospedale senza autorizzazione&#8221; [gli altri sono stati distrutti previa autorizzazione, cosa ancora peggiore ndr.].</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-01-01/ty-article-magazine/.premium/flatten-gaza-halt-aid-the-commander-overseeing-gazas-brutal-netzarim-corridor/00000194-223e-da14-adb7-767eb9790000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-HAARETZ-6-1024x551.jpg" alt="'Flatten' Gaza, Halt Aid: The Israeli Division Commander Overseeing Gaza's Brutal Netzarim Corridor" class="wp-image-77140"/></a></figure>



<p>&#8220;La colpa ricade su quanti non hanno posto fine immediatamente a questa politica: il Capo di stato maggiore dell&#8217;IDF, il ministro della Difesa e il Primo ministro. Se non pongono fine a tutto questo, si autodenunciano come possibili genocidari&#8221;.</p>



<p>&#8216;&#8221;Gaza è un universo parallelo&#8217;, ha detto un ufficiale ad Haaretz [sempre nel dossier citato ndr.]. Questo è il nocciolo della questione, la chiave del genocidio. Gaza non è un universo parallelo. Gaza è il volto delle Forze di Difesa Israeliane e dello Stato di Israele. Ciò che accade a Gaza non rimarrà a Gaza, anche se la maggior parte dei media israeliani lo spera&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ciò che accade a Gaza definisce Israele nel mondo e ciò che accade a Gaza definirà la società israeliana per molti anni a venire. Quando Israele verrà dichiarato uno Stato genocida, sarà esso a diventar parte di un universo parallelo&#8221; [in realtà, già vi appartiene ndr].</p>



<p>Purtroppo, mentre ancora nulla si vede all&#8217;orizzonte circa un possibile cessate il fuoco, Netanyahu e soci non hanno nessuna intenzione di desistere. Il premier ha bollato il dossier di Haaretz come una &#8220;<a href="https://www.npr.org/2025/06/28/nx-s1-5449587/israel-gaza-haaretz-report" target="_blank" rel="noreferrer noopener">calunnia sanguinaria</a>&#8220;. D&#8217;altronde, era ovvio che si infuriasse, anche perché nel titolo del dossier Gaza veniva identificata come un campo di sterminio, cenno che richiamava, non certo a caso, altri campi, un altro olocausto.</p>



<p>Né sappiamo cosa si sia deciso nella riunione del Consiglio di Sicurezza israeliano che si è<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/netanyahu-sees-iran-outcome-opening-door-gaza-hostage-return-2025-06-29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tenuto ieri</a>. Si sa, però, che l&#8217;esercito di Tel Aviv ha intensificato gli attacchi nel Nord di Gaza e ordinato una nuova evacuazione dell&#8217;area: nelle <a href="https://news.antiwar.com/2025/06/29/israeli-forces-kill-86-palestinians-in-gaza-including-aid-seekers-and-children/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultime 24 ore</a> sono stati uccisi altri 86 palestinesi e ne sono stati feriti 365, molti dei quali moriranno perché l&#8217;esercito israeliano ha distrutto gli ospedali e impedisce l&#8217;arrivo di medicine.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://news.antiwar.com/2025/06/29/israeli-forces-kill-86-palestinians-in-gaza-including-aid-seekers-and-children/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-ANTIWAR-2-1024x427.jpg" alt="Israeli Forces Kill 86 Palestinians in Gaza Over 24 Hours, Including Aid Seekers" class="wp-image-77141"/></a></figure>



<p>Lo specifichiamo perché tutte queste morti indirette non saranno conteggiate nel numero delle vittime di Gaza e ciò rende l&#8217;idea di quanto sia più che sottostimato il numero ufficiale dei decessi, <a href="https://www.alquds.com/en/posts/165019" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per ora 56.500</a>, cifra che peraltro non ricomprende i tanti che giacciono sotto le macerie (ci torneremo).</p>



<p>Altra trovata della macchina genocidaria: le autorità sanitarie di Gaza <a href="https://www.middleeasteye.net/news/opioid-pills-discovered-us-backed-food-aid-gaza-authorities-say" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno scoperto</a> nei sacchi di farina, e mischiate ad essa, pillole di <a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/ossicodone.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ossicodone</a>, un oppiaceo che in America è stato al centro di un tragico caso giudiziario, dal momento che un farmaco basato su tale sostanza ha mietuto 300mila vite, oltre a generare un&#8217;ondata di disturbi mentali causati dalla dipendenza (storia raccontata dalla serie Netflix, <a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/blog/138931" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Painkiller</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/blog/138931"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-PAINKILLER-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-77142"/></a></figure>



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		<title>Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 08:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo israeliano intende affidare gli aiuti a una sola organizzazione non governativa, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf).</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Striscia di Gaza, una nuova fase della gestione degli aiuti umanitari sembra profilarsi all’orizzonte. Secondo fonti diplomatiche e umanitarie, il Governo israeliano intende affidare a una sola organizzazione non governativa, la <strong>Gaza Humanitarian Foundation</strong> (Ghf), il compito esclusivo di distribuire gli aiuti alimentari e sanitari alla popolazione palestinese.</p>



<p>La mossa, che escluderebbe centinaia di enti fino a oggi attivi nella zona, ha sollevato numerose critiche e preoccupazioni sia sul piano operativo che politico. Per la precisione 200 Ong e 15 agenzie delle Nazioni Unite attualmente attive non potrebbero più operare nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi c&#8217;è dietro l&#8217;Ong sconosciuta</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è una Ong registrata in <strong>Svizzera </strong>l’11 febbraio 2025 da&nbsp;<strong>David Papazian,</strong> ex amministratore delegato del Fondo di interesse nazionale armeno (Anif). In realtà diverse <a href="https://www.shomrim.news/eng/humanitarian-program-in-gaza">indagini </a>hanno sottolineato che esistono due organizzazioni sotto lo stesso nome, una delle quali registrata negli Stati Uniti, cosa che ha destato sospetti. Al momento non esiste una lista pubblica dei suoi finanziatori, ma diplomaticamente la fondazione gode del sostegno degli<strong> Stati Uniti</strong>. Secondo una <a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf">presentazione informale</a>, Ghf dovrebbe garantire l’assistenza inizialmente a 1,2 milioni di palestinesi, con l’obiettivo di raggiungerne 2 milioni.</p>



<p>Alla guida dell&#8217;organizzazione era stato designato <strong>Jake Wood</strong>, ex marine statunitense e fondatore di <strong>Team Rubicon</strong>, una Ong specializzata nei soccorsi durante e dopo disastri e crisi. Nella stessa presentazione figurano tra i collaboratori anche nomi di rilievo come <strong>Nate Mook</strong>, ex direttore di World Central Kitchen (l’organizzazione colpita da un attacco israeliano nell’aprile 2024 in cui persero la vita alcuni operatori) e l’ex primo ministro britannico <strong>Tony Blair</strong>. Ma Wood nella giornata di domenica ha fatto un passo indietro: &#8220;Sono orgoglioso del lavoro che ho supervisionato, compreso lo sviluppo di un piano pragmatico che potrebbe sfamare le persone affamate, affrontare le preoccupazioni di sicurezza relative alla deviazione e integrare il lavoro delle ONG di lunga data a Gaza&#8221;, ha dichiarato, aggiungendo che &#8220;è chiaro che non è possibile attuare questo piano rispettando rigorosamente i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, che non abbandonerò&#8221;.</p>



<p>Il piano d&#8217;azione è molto chiaro. Se solo la Ghf verrà autorizzata a operare a Gaza, verrebbero drasticamente ridotti i punti di distribuzione, da circa 400 a 4, ma soprattutto verrebbero localizzati solo ed esclusivamente nel Sud della Striscia.</p>



<p>I nuovi <strong>Secure Distribution Sites</strong> (Sds), così vengono chiamati, previsti da Ghf obbligherebbero quindi decine di migliaia di palestinesi a <strong>spostarsi forzatamente verso Sud</strong>, non potendo coprire quotidianamente lunghe distanze per accedere agli aiuti. E questo spostamento forzato suona proprio come quei piani definiti ormai molto tempo fa dal regime israeliano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia coerente con gli obiettivi militari</h2>



<p>Questa nuova centralizzazione sembra infatti rispecchiare la linea già delineata dalle autorità israeliane, che da mesi ipotizzano la concentrazione degli aiuti in pochi grandi centri, con accessi controllati attraverso <strong>sistemi biometrici</strong> per identificare i palestinesi ai cancelli di ingresso. Una proposta già <strong><a href="https://idtechwire.com/unicef-rejects-israels-facial-recognition-plan-for-gaza-aid-distribution/">respinta dalle Nazioni Unite</a></strong>. </p>



<p>L&#8217;istituzione degli Sds coordinati con l’esercito israeliano ricorda da vicino la proposta avanzata a inizio maggio e si inserisce nel più ampio disegno militare di “svuotamento” del Nord della Striscia, nonché parte della campagna portata avanti dal Governo Netanyahu.</p>



<p>A partire dal 2 marzo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html">Israele ha imposto un<strong> blocco totale</strong> </a>all’ingresso di cibo, carburante e medicinali, portando la <strong>crisi umanitaria</strong> a livelli estremi. Solo il 19 maggio il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato la ripresa (parziale) degli accessi per “ragioni pratiche e diplomatiche”, affermando che “non possiamo arrivare al punto delle morti per fame”. Una decisione presa senza coinvolgere il Consiglio dei Ministri, pur rientrando nelle prerogative legali del premier.</p>



<p>Nei giorni successivi, Israele ha annunciato l’ingresso di 98 camion di aiuti umanitari attraverso il valico di Kerem Shalom. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, i convogli sono stati trattenuti dalle forze israeliane e <strong>non sono ancora stati distribuiti</strong> ai civili gazawi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crescente pressione internazionale</h2>



<p>Di fronte alla gravità della situazione, l’<strong>Unione Europea</strong> ha deciso di rivedere il trattato di associazione commerciale con Israele, in vigore dal 2000. La proposta di revisione, avanzata dai Paesi Bassi, è stata approvata con 17 voti favorevoli su 27, tra cui quelli di Francia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Si sono opposti invece Italia, Germania, Ungheria e Croazia.</p>



<p>Non è passata invece la proposta svedese di imporre <strong>sanzioni personali ai ministri </strong>del governo Netanyahu considerati parte dell’ala più estremista, bloccata dal veto ungherese. Ora la decisione finale spetta alla<strong> Commissione Europea</strong>, che dovrà valutare la portata delle presunte violazioni da parte di Israele e stabilire se interrompere o meno alcune forme di cooperazione bilaterale.</p>



<p>Parallelamente, Regno Unito, Canada e Francia stanno considerando l’imposizione di sanzioni per violazioni dei diritti umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo controverso delle Ong “private” e i legami con i contractor americani</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è al centro di una rete complessa che coinvolge società di sicurezza private statunitensi. In particolare, come<a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf"> dichiarato nel progetto </a>di 14 pagine,&nbsp; le operazioni logistiche e di sicurezza della Ghf saranno affidate a due contractor americani, nonché responsabili del progetto: <strong>Safe Reach Solutions</strong> e <strong>UG Solutions</strong>.</p>



<p>Safe Reach Solutions ha precedentemente operato nel corridoio di Netzarim, un&#8217;area controllata da Israele che separa il nord dal sud di Gaza, fornendo supporto logistico e pianificazione operativa. UG Solutions, fondata nel 2023 in North Carolina, è incaricata della gestione dei checkpoint interni e dell&#8217;ispezione dei veicoli, con personale armato impiegato per garantire la sicurezza delle operazioni.</p>



<p>Nella<a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-arrivano-i-mercenari-americani.html"> newsletter <strong>InsideOsint</strong></a>, disponibile per gli abbonati e resa accessibile ai lettori, è stata condotta un’indagine approfondita proprio sulla UG Solutions. È emerso che la UG Solutions è direttamente collegata a una Ong statunitense, la <strong>Sentinel Foundation</strong>, che si presenta come un&#8217;organizzazione dedita alla protezione dei bambini e alla risposta alle crisi umanitarie.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito da InsideOsint, le due entità condividono amministratori e figure dirigenziali, alimentando i dubbi su una sovrapposizione tra operazioni umanitarie e attività paramilitari. La presenza della Sentinel Foundation nel cuore operativo della Striscia è stata documentata presso il checkpoint di Netzarim, dove personale riconducibile alla Ong è stato osservato durante la distribuzione di beni di prima necessità, come acqua e frutta.</p>



<p>Questa commistione tra soggetti apparentemente umanitari e contractor privati solleva interrogativi sulla <strong>trasparenza </strong>e <strong>l’imparzialità </strong>dell’assistenza prevista nel nuovo assetto a Gaza. In un contesto dove la gestione degli aiuti è sempre più controllata da Israele e mediata da attori esterni, l’uso di strutture ibride rischia di trasformare l’intervento umanitario in un’estensione indiretta della strategia militare e politica.</p>



<p>L&#8217;accentramento della gestione umanitaria nelle mani di una sola Ong, di recente fondazione, <strong>ideata da israeliani e sostenuta dagli Stati Uniti</strong>, rappresenta un possibile pericolo nel sistema degli aiuti a Gaza. In un contesto segnato da mesi di assedio, distruzioni massicce, morti indiscriminate e spostamenti forzati, le Ong indipendenti e le agenzie Onu denunciano il rischio che l&#8217;assistenza umanitaria venga strumentalizzata per fini politici e militari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html">Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 15:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1971, in segno odi sostegno alla causa palestinese, fu inserita la frase "eccetto Israele" sui passaporti del Bangladesh. Ecco perché.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html">&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sui <strong>passaporti</strong> bengalesi la frase &#8220;eccetto il regime di Israele&#8221; è stata reintrodotta. Una frase che riflette la politica ufficiale del Bangladesh di <strong>non riconoscere Israele </strong>e di sostenere i diritti dei palestinesi. L&#8217;ordine è stato dato il 7 aprile dal Ministero degli Interni alle autorità preposte all&#8217;immigrazione, stabilendo di reintrodurre una clausola che stabilisca che i passaporti bengalesi sono validi<strong> per viaggiare in tutti i Paesi, eccetto Israele. </strong>Il Paese è a maggioranza musulmana e non ha mai riconosciuto lo Stato ebraico. </p>



<p>&#8220;È stato chiesto al direttore generale del Dipartimento dell&#8217;immigrazione e dei passaporti di adottare le misure necessarie per attuare questo cambiamento&#8221;, ha <a href="https://www.dawn.com/news/1904196">affermato </a>domenica Nilima Afroze, vicesegretario del ministero degli Interni. Il consigliere per gli affari interni del Paese, Jahangir Alam Chowdhury, ha approvato e firmato l&#8217;ordinanza lunedì, ufficializzando la decisione.</p>



<p>L&#8217;attuale Primo Ministro, nonché Premio Nobel per la Pace, <strong>Muhammad Yunus</strong>, ha preso questa decisione anche alla luce di alcune dinamiche interne. Il Paese ha infatti vissuto un periodo turbolento, in particolare dopo le rivolte dell’agosto 2024 che hanno portato alla caduta del Governo Hasina. Con l’avvicinarsi delle elezioni, le tensioni si sono acuite e questo gesto potrebbe avere un <strong>valore simbolico,</strong> volto a rasserenare l’opinione pubblica ed evitare nuovi disordini.</p>



<p>La decisione è stata accolta e celebrata dai cittadini, fieri che il Paese abbia preso una posizione netta contro Israele e la sua guerra in corso a Gaza, che ha causato la morte di<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html"> più di 120 mila civili</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Bangladesh reinstates the ‘Except israel’ condition on its passports — a strong stand of solidarity with our Palestinian brothers and sisters in Gaza <a href="https://t.co/NdZtiT95iD">pic.twitter.com/NdZtiT95iD</a></p>&mdash; Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) <a href="https://twitter.com/swilkinsonbc/status/1911455250956837268?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La dicitura &#8220;valido per tutti i paesi del mondo eccetto Israele&#8221; era già presente sui passaporti bengalesi da decenni.&nbsp;Fu inserita nel 1971, ovvero dopo l&#8217;indipendenza del Paese dal Pakistan, come simbolo del sostegno alla causa palestinese ed eliminata nel maggio 2021 dall&#8217;allora governo guidato da<strong> Sheikh Hasina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le decisioni del Governo Hasina</h2>



<p>Nel 2021 l&#8217;ex Primo Ministro Sheikh Hasina decise di eliminare la clausola sui passaporti per motivi di <strong>conformità agli standard internazionali</strong>. Quando fu eliminata, non mancò la disapprovazione da parte dell&#8217;opinione pubblica, nonostante l&#8217;allora Governo aveva dichiarato che quella decisione non cambiava la posizione del Paese su Israele.</p>



<p>Il Governo guidato da Sheikh Hasina è stato rovesciato nell&#8217;agosto 2024 a seguito di una serie di proteste. Tra le critiche mosse al suo esecutivo vi è l&#8217;accusa di aver acquistato uno<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/2/2/bangladesh-bought-surveillance-equipment-from-israeli-company?utm_source"><strong> spyware israeliano </strong></a>per sorvegliare gli oppositori politici, nonostante il Bangladesh non abbia mai intrattenuto relazioni diplomatiche con Israele e non riconosca ufficialmente lo Stato.</p>



<p>Si è trattato con ogni probabilità di una <strong>decisione isolata</strong>, giudicata da diversi osservatori come un passo in contrasto con la posizione ufficiale e popolare del Bangladesh, che da sempre sostiene la causa palestinese e chiede la fine del genocidio. Sui social in molti hanno celebrato la decisione di reinserire la frase nel passaporto, così come molte sono state le critiche al &#8220;silenzio assordante dei paesi arabi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proteste in Bangladesh</h2>



<p>Sabato 12 aprile circa 100 mila persone hanno <a href="https://www.aljazeera.com/program/newsfeed/2025/4/13/at-least-100000-protesters-rally-for-gaza-in-bangladeshs-capital#flips-6371434759112:0">manifestato </a>nelle strade di <strong>Dhaka</strong>, la capitale del Bangladesh, in una grande manifestazione per Gaza. I manifestanti chiedevano la fine della guerra di Israele contro Gaza, tenendo salde le bandiere palestinesi. </p>



<p>In particolare, è stato rivolto un <strong>appello alla comunità internazionale</strong> affinché &#8220;intraprenda azioni efficaci e collettive per porre fine al genocidio&#8221;, mentre ai paesi musulmani viene chiesto di sospendere immediatamente ogni tipo di rapporto economico, militare e diplomatico con Israele, di &#8220;imporre blocchi commerciali e sanzioni allo Stato sionista&#8221; e di avviare iniziative diplomatiche concrete per isolarlo a livello internazionale.</p>



<p>Fin dall&#8217;inizio della ripresa del conflitto, nel Paese si sono registrate numerose proteste, a Dhaka e in altre città, intensificatesi con l&#8217;aggravarsi della <strong>crisi umanitaria </strong>nella Striscia. La portata delle manifestazioni fa da sfondo alla decisione del governo ad interim del Bangladesh di tornare sui suoi passi, reintroducendo la restrizione sui passaporti.&nbsp;</p>



<p><strong>L&#8217;introduzione di un divieto esplicito di viaggio in Israele per i cittadini con passaporto bengalese</strong> è stata una delle principali rivendicazioni emerse durante le proteste, soprattutto dopo che le forze israeliane hanno violato unilateralmente l&#8217;accordo di cessate il fuoco, riprendendo i bombardamenti su ospedali, scuole e accampamenti.</p>



<p>Il Bangladesh non è l&#8217;unico Stato che vieta l&#8217;uso dei propri passaporti per recarsi in Israele. Altri Paesi che non riconoscono lo Stato di Israele e non consentono ai propri cittadini di recarsi lì sono Brunei, Iran, Iraq e Pakistan.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html">&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele non bada a spese: 150 milioni di dollari per giustificare le stragi sui social</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-non-bada-a-spese-150-milioni-di-dollari-per-giustificare-le-stragi-sui-social.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 15:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ha stanziato altri 150 milioni di dollari per influenzare l'opinione pubblica mondiale sul genocidio di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-non-bada-a-spese-150-milioni-di-dollari-per-giustificare-le-stragi-sui-social.html">Israele non bada a spese: 150 milioni di dollari per giustificare le stragi sui social</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250112155521776_27c09ee076ac19e74a2e2889cf69d534-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ha stanziato <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20250102-israel-allocates-150m-to-sway-global-opinion-over-gaza-genocide/"><strong>150 milioni di dollari</strong></a> per influenzare l&#8217;opinione pubblica mondiale sul genocidio di Gaza. All&#8217;inizio del nuovo anno, la Knesset israeliana ha comunicato di aver allocato più <strong>fondi per campagne pubblicitarie </strong>sui social media, con l&#8217;obiettivo di<strong> migliorare l&#8217;immagine</strong> dello Stato e distogliere l&#8217;attenzione dalle accuse di genocidio e contrastare le critiche internazionali. La narrazione che si intende promuovere è quella che descrive la lotta palestinese come &#8220;antisemita&#8221; e come una forma di terrorismo &#8220;nazista&#8221; mirato a eliminare gli ebrei. Ma l&#8217;intento è anche quello di promuovere l&#8217;islamofobia nei Paesi europei nel tentativo di dipingere la lotta palestinese come non diversa da <strong>Daesh</strong>, in modo tale da legittimare le azioni a Gaza e il <strong>genocidio </strong>in corso. </p>



<p>L’aumento del budget di <strong>venti volte</strong> rispetto agli anni precedenti servirebbe a consolidare la &#8220;<strong>guerra della coscienza</strong>&#8221; di Tel Aviv. Il ministro degli Esteri israeliano<strong> Gideon Sa’ar </strong>ha commentato affermando che “gli sforzi di propaganda israeliani e la guerra di coscienza non hanno ricevuto le risorse e gli strumenti essenziali e salvavita di cui necessitavano per decenni&#8221;. E ancora “sono determinato a fare un cambiamento. Ogni shekel assegnato a questa causa è un investimento, non una spesa, e rafforzerà Israele e la sua posizione nel mondo&#8221;. In sostanza, sono stati stanziati più fondi per incrementare un<a href="https://www.politico.eu/article/israel-social-media-opinion-hamas-war/"> modus operandi</a> già ampiamente utilizzato da Israele già prima del 7 ottobre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’uso dell’Hasbara</h2>



<p>Questo tipo di propaganda è nota come &#8220;<strong>Hasbara</strong>&#8220;, termine ebraico che significa &#8220;spiegazione&#8221; o &#8220;giustificazione&#8221;, e che affonda le radici negli sforzi del sionismo del XX secolo per difendere e spiegare le politiche israeliane. Oggi viene utilizzata come<strong> strumento di propaganda </strong>per influenzare la percezione globale delle politiche di Israele, soprattutto nei conflitti legati alla Palestina. Resa nota dall’attivista e giornalista sionista polacco<strong> Nahum Sokolow</strong>, l’Hasbara è quindi una forma di propaganda considerata una descrizione delle distorsioni e delle invenzioni utilizzate dallo Stato israeliano per giustificare le sue azioni e politiche controverse.</p>



<p>Negli ultimi mesi, gli attacchi israeliani a strutture mediche nel Nord di Gaza hanno ricevuto crescente condanna internazionale. Rapporti di organizzazioni internazionali hanno documentato gravi violazioni del diritto umanitario, in particolare nei confronti della popolazione civile e delle infrastrutture essenziali per la sopravvivenza della popolazione locale, per un totale di<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html"> oltre 150.000 vittime.</a></strong></p>



<p>Una delle funzioni dell’Hasbara è proprio quella di <strong>giustificare gli attacchi alle aree civili </strong>e le conseguenti morti di innocenti, spostando la responsabilità delle proprie azioni e del gran numero di morti civili da Israele ad Hamas. Secondo la propaganda israeliana, l&#8217;obiettivo delle sue operazioni militari sono i militanti di Hamas, accusato di utilizzare scuole, ospedali e zone di residenza dei civili come aree militari e quindi di usare i civili palestinesi come <strong>scudi umani</strong>. Per sostenere questa tesi, Israele aveva <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/guerra-in-medio-oriente/2023/10/27/il-comando-di-hamas-e-sotto-lospedale-di-gaza_edeb1771-6293-4830-94c0-a244f0c811a9.html">impiegato </a>in passato immagini satellitari e estratti di confessioni di presunti detenuti di Hamas che sostenevano la tesi. Tutte prove impossibili da verificare in modo indipendente.</p>



<p>Nel conflitto in corso, <strong>Israele ha apportato migliorie alle sue strategie di giustificazione</strong>. Il Governo ha infatti emesso ordini di evacuazione di massa per ogni residente della Striscia di Gaza settentrionale proprio per far credere che stia cercando di impedire che vengano utilizzati come scudi umani o di limitare le morti civili. L’assurdità stessa dell’ordine di evacuazione di massa, così come era stato emesso, lo rendeva <a href="https://www.newarab.com/news/eus-borrell-calls-israel-gaza-evacuation-plan-impossible">impossibile </a>e si sostiene che abbia invece dato il via libera a Israele per attaccare i civili. Gli conferiva infatti la possibilità di <strong>insabbiare </strong>gli attacchi sostenendo di aver intimato ai civili di fuggire.</p>



<p>L’Hasbara rappresenta Israele come una vittima, distorcendo la realtà e dipingendolo persino come sfavorito. La narrazione israeliana punta a trasformare le vittime palestinesi, colpite dalla massiccia offensiva militare, in &#8220;<strong>danni collaterali</strong>&#8221; di una guerra descritta come necessaria contro un nemico, cioè Hamas, descritto come potente e minaccioso almeno quanto il nazismo. L&#8217;obiettivo è far credere che Israele stia lottando per la propria sopravvivenza nazionale, giustificando così l&#8217;estrema violenza degli attacchi contro Gaza.</p>



<p>Sui <strong>social </strong>tutto questo si traduce in video, caroselli e post virali con hashtag pubblicati e promossi proprio dallo Stato israeliano. Dal conflitto di Gaza del 2014, Israele ha intensificato l&#8217;uso dei social media, sfruttando piattaforme come <strong>X </strong>e <strong>YouTube</strong> per veicolare contenuti visivi e video volti a influenzare l&#8217;opinione pubblica. Questo approccio si è ulteriormente intensificato dopo il 7 ottobre, con un&#8217;ampia diffusione di contenuti pubblicitari e video progettati per raccogliere consenso verso il massiccio bombardamento e l&#8217;invasione terrestre di Gaza.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è &#8220;smantellare&#8221; Hamas e garantire il ritorno degli ostaggi. Allo stesso tempo, come già detto, questa strategia mira a giustificare il costo umano delle operazioni e lo sfollamento di milioni di abitanti dell’enclave assediata, spesso diffondendo anche informazioni completamente false.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Hamas is a plague hiding in a hospital. <a href="https://t.co/w1rgBN81TJ">pic.twitter.com/w1rgBN81TJ</a></p>&mdash; Israel Defense Forces (@IDF) <a href="https://twitter.com/IDF/status/1717924811903562126?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nonostante ci siano ancora oggi sostenitori della causa israeliana, questi esempi di Hasbara funzionavano maggiormente durante la guerra arabo-israeliana del 1967, ma oggi risulta piuttosto un’assurda distopia. Da un lato perché riceviamo costantemente prove visive di ciò che comportano le azioni israeliane e dall’altro perché, teoricamente, abbiamo gli strumenti per poter discernere fino a che punto azioni così violente possono essere giustificate.</p>



<p><strong>Avi Cohen-Scali</strong>, direttore generale del ministero della Diaspora e della lotta all&#8217;antisemitismo di Israele, ha <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/1873829727871345133">affermato </a>che un decennio di campagne Hasbara multimilionarie contro la &#8220;delegittimizzazione&#8221; ha prodotto &#8220;quasi zero risultati&#8221;.</p>



<p>Secondo il colonnello Thomas D. Mayfield, autore di &#8220;<a href="https://www.researchgate.net/publication/235040014_A_Commander's_Strategy_for_Social_Media">A Commander&#8217;s Strategy for Social Media</a>&#8220;, le forze armate israeliane hanno sviluppato una <strong>strategia di informazione proattiva</strong>, sfruttando gli strumenti dei social media per influenzare l&#8217;agenda nei media e controllare la percezione delle operazioni militari. Tra le tattiche più sottili adottate da Israele ci sono &#8220;gruppi di trolling&#8221; come Act.IL, che lavorano per contrastare i contenuti pro-palestinesi su piattaforme come Twitter e Facebook. Inoltre, Israele offre tirocini e borse di studio Hasbara, destinati a sostenere attivamente gruppi pro-israeliani online. Ormai è uno strumento di cui non possono fare a meno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove andranno i fondi</h2>



<p>I fondi aggiuntivi saranno destinati a diverse piattaforme, come le già utilizzate Instagram, X, Google e YouTube, a cui si aggiungeranno i<strong> campus universitari americani</strong> dove si sono svolte proteste pro-Palestina, e organi di stampa internazionale. Tutto questo è possibile grazie al supporto di organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti e del Ministero per gli Affari della Diaspora.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WATCH: Hamas terrorists hiding bombs under the roads just 45 meters from the Indonesian Hospital in Jabaliah.<br><br>Hamas is turning Gaza’s hospitals into a battleground, but the world would rather blame Israel than admit the truth. <a href="https://t.co/dorggLhK0Y">pic.twitter.com/dorggLhK0Y</a></p>&mdash; Hen Mazzig (@HenMazzig) <a href="https://twitter.com/HenMazzig/status/1873783507581116518?ref_src=twsrc%5Etfw">December 30, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quello sopra è un esempio del tipo di contenuti creati e diffusi in passato e si presume che i finanziamenti saranno indirizzati a prodotti simili. Il video, inizialmente condiviso dal Coordinator of Government Activities in the Territories (<strong>COGAT</strong>), l&#8217;organismo del Governo israeliano per il coordinamento degli aiuti a Gaza, sostiene di mostrare riprese ravvicinate di terroristi di Hamas in abiti civili che piazzano esplosivi per distruggere un ospedale nel Nord di Gaza.</p>



<p>Finora ci sono stati anche casi di banner pubblicitari di Israele che si stanziano come parte di una <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-israele-ha-tentato-di-oscurare-il-massacro-a-gaza-lanciando-migliaia-di-advertising-sul-7-ottobre-nel-mondo.html">strategia </a>precisa che attraverso un gran numero di advertising in tutto il mondo mira ad oscurare i crimini di guerra in Gaza e convogliare l’attenzione di miliardi di persone solo sugli eventi del 7 ottobre. Molti sono stati anche inquietanti <a href="https://www.businessinsider.com/israel-youtube-x-advertising-pr-offensive-gaza-hamas-bombardment-2023-10">annunci pro-Israele</a> posizionati strategicamente in videogiochi e app per bambini, ma indirizzati ai genitori.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Israele e lo spot di propaganda anti-Hamas | Dietro le Immagini | ARTE.tv Documentari" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/je29miE1RPg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_je29miE1RPg");</script>
</div></figure>



<p>Anche questo è un esempio di propaganda risalente a gennaio 2024 pubblicato sull&#8217;account YouTube della diplomazia israeliana e poi diffuso su numerose piattaforme di video on-demand a livello globale.</p>



<p>Sono state rese note operazione di social media intelligence che utilizzavano i motori di ricerca per <strong><a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-buying-ads-google-search-unrwa-discredit-agency">screditare </a>l’UNRWA</strong>, ma numerose sono state le campagne pubblicitarie di Israele su Google. Non sono mancate adv per il<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/in-albania-israele-cerca-soldati-anziani-e-civili-vi-mostriamo-in-esclusiva-le-sue-campagne-adv.html"> reclutamento di soldati </a>come è accaduto in Albania, oppure la <a href="https://www.instagram.com/p/DEVqZg_MWWo/?img_index=1">strumentalizzazione </a>di Babbo Natale durante le feste a New York.</p>



<p>Alla luce delle strategie passate e delle recenti evoluzioni, ci si aspetta l’adozione di nuove e diversificate campagne pubblicitarie da parte di Israele, volte a plasmare la percezione internazionale e contrastare le critiche, sperando di continuare a influenzare l’agenda mediatica globale. In un contesto così complesso e <strong>polarizzato</strong>, è fondamentale continuare a <strong>riflettere criticamente</strong> sulle informazioni, sostenendo il diritto alla trasparenza e alla giustizia, al fine di promuovere una narrazione più equilibrata e fondata sui fatti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-non-bada-a-spese-150-milioni-di-dollari-per-giustificare-le-stragi-sui-social.html">Israele non bada a spese: 150 milioni di dollari per giustificare le stragi sui social</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iyah May, la cantautrice licenziata per aver parlato di genocidio</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/iyah-may-la-cantautrice-licenziata-per-aver-parlato-di-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 16:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cantautrice australiana Iyah May ha recentemente attirato l&#8217;attenzione dei media per una vicenda legata al suo brano, Karmageddon, uscito a novembre 2024. Il focus non è però la sua musica, quanto la sua decisione di restare fedele ai propri principi. La sua nuova canzone affronta temi di libertà artistica, censura, conflitti geopolitici e diritto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/iyah-may-la-cantautrice-licenziata-per-aver-parlato-di-genocidio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/iyah-may-la-cantautrice-licenziata-per-aver-parlato-di-genocidio.html">Iyah May, la cantautrice licenziata per aver parlato di genocidio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/iyah-may-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cantautrice australiana <strong>Iyah May </strong>ha recentemente attirato l&#8217;attenzione dei media per una vicenda legata al suo brano, Karmageddon, uscito a novembre 2024. Il focus non è però la sua musica, quanto la sua decisione di restare fedele ai propri principi.</p>



<p>La sua nuova canzone affronta temi di libertà artistica, censura, conflitti geopolitici e diritto internazionale, e la polemica è stata scatenata in particolare dalla definizione degli eventi in corso a <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-il-genocidio-a-gaza-un-allarme-che-sveglia-le-coscienze.html">Gaza come <strong>genocidio</strong>.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Karmageddon" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZuPYtf0XGRw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ZuPYtf0XGRw");</script>
</div></figure>



<p>Questo, ma anche l&#8217;essersi rifiutata di apportare le modifiche richieste al testo, ha portato allo scioglimento del suo contratto con il management musicale che la rappresentava.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il testo e il suo grido di giustizia</strong></h2>



<p>La canzone, descritta dalla stessa artista come “un inno per tutti voi e per chiunque voglia un mondo migliore, un mondo pacifico e che tutte queste orrende e disgustose ingiustizie finiscano&#8221;, non è solo una denuncia della violenza a Gaza, ma un manifesto contro l’<strong>indifferenza globale</strong>. </p>



<p>Si tratta della prima canzone <strong>socialmente impegnata </strong>dell&#8217;artista che in passato ha utilizzato l&#8217;R&amp;B per affrontare temi più personali e relazionali. Karmageddon è invece un brano diverso. Sulle note di una canzone pop apparentemente serena, le parole utilizzate dall&#8217;artista sono piuttosto affilate. Il testo inizia rappresentando una realtà comune a qualsiasi persona che sui social scrolla reel barcamenandosi tra tragiche notizie e soddisfacente superficialità. &#8220;Forse è così che diventa la vita quando le persone sono meno importanti di una linea di profitto&#8221;, intona la seconda strofa. </p>



<p>Il ritornello, invece, con un riferimento alla pandemia dice &#8220;virus creati dall&#8217;uomo, guardate come muoiono milioni di persone. Il più grande profitto della loro vita. Ecco l&#8217;inflazione, questo è il vostro premio. Questo è il Karmageddon&#8221;. Un messaggio piuttosto chiaro e inequivocabile, con un esplicito rimando alla &#8220;<strong>cancel culture</strong>&#8220;.</p>



<p>Il riferimento al genocidio a Gaza arriva quando recita &#8220;mentre ci vengono propinate tutte queste distrazioni, i bambini vengono uccisi dalle azioni di Israele&#8221;. E poi, in modo più esplicito, &#8220;più che una guerra è un genocidio&#8221;. Proprio l’uso del termine ha innescato la controversia. Questo termine, fortemente controverso e carico di implicazioni, ha diviso profondamente l’opinione pubblica: c&#8217;è chi l&#8217;ha lodata per il suo coraggio e chi l&#8217;ha criticata per aver utilizzato una retorica considerata divisiva e politicizzata.</p>



<p>Il manager musicale le aveva chiesto esplicitamente di modificare il testo della canzone, definendolo un rischio per la sua carriera. Al suo rifiuto, è seguita la recessione del contratto. Ma come lei stessa ha detto a inizio dicembre in un post su <strong>Instagram</strong>, ora la canzone è virale, <strong>sedicesima canzone più ascoltata</strong> nel mondo su <a href="https://kworb.net/ww/">iTunes</a>, e i suoi messaggi sono liberi di circolare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://www.instagram.com/reel/DDPgEb4yX-6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Visualizza questo post su Instagram</a></p>



<p><a href="https://www.instagram.com/reel/DDPgEb4yX-6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un post condiviso da iyah may (@iyahmayhem)</a></p>
</blockquote>



<p>L&#8217;annuncio della cantautrice ha suscitato <strong>reazioni </strong>contrastanti. Da una parte, molti artisti e attivisti hanno espresso solidarietà, lodando la sua determinazione e il coraggio di affrontare temi così complessi. Alcuni tra i sostenitori hanno anche sottolineato come la sua esperienza metta in luce le difficoltà di coniugare arte e attivismo in un’<strong>industria musicale</strong> sempre più commerciale e sensibile alle pressioni politiche.</p>



<p>Dall’altra parte, però, non sono mancate le critiche. Alcuni l’hanno accusata di sfruttare un linguaggio incendiario che rischia di polarizzare ulteriormente un conflitto già estremamente complesso. Altri, vicini alle posizioni filoisraeliane, respingono categoricamente la definizione di genocidio, ritenendola inappropriata ma anche offensiva.</p>



<p>Il termine &#8220;genocidio&#8221; è centrale nella controversia. Secondo il diritto internazionale, un genocidio implica l&#8217;intento deliberato di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo etnico, religioso o nazionale. La scelta di Iyah May di utilizzare questa parola ha inevitabilmente caricato il suo brano di una valenza politica che va ben oltre l’ambito artistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E la libertà artistica?</h2>



<p>Non è la prima volta che il mondo della <a href="https://it.insideover.com/guerra/musica-israeliana-arma-disumanizzare-palestinesi.html">musica </a>e dell&#8217;arte si scontra con temi legati al <strong>conflitto israelo-palestinese</strong>. Artisti, scrittori e musicisti si sono spesso trovati sotto pressione per le loro posizioni, ma il caso di Iyah May si distingue per il modo in cui un’artista indipendente ha deciso di <strong>sfidare </strong>apertamente le convenzioni e i limiti imposti dall’industria musicale. Senza dubbio, questa mossa le è valsa un discreto successo al momento.</p>



<p>La vicenda solleva una domanda più ampia: fino a che punto un artista può esprimersi liberamente in un contesto sempre più globalizzato e politicamente sensibile? In un settore in cui le case discografiche e i management spesso operano in base a logiche commerciali e politiche, la libertà creativa rischia di diventare un lusso.</p>



<p>Ora che il suo contratto è stato risolto, Iyah May sembra determinata a proseguire come artista indipendente. La cantante ha annunciato che continuerà a lavorare a nuovi progetti musicali, senza rinunciare alla sua voce e al suo messaggio. Il un altro <a href="https://www.instagram.com/reel/DEP7852v3Gm/?utm_source=ig_web_copy_link">post </a>su Instagram ha ringraziato il suo pubblico con queste parole: &#8220;Dire la verità anche quando le forze si rivoltano contro di te è molto più gratificante che mettere a tacere la tua integrità.&#8221;.</p>



<p>L&#8217; intera vicenda evidenzia la necessità di un dibattito più ampio su come l’industria musicale affronti le questioni politiche e sociali. Se l’arte deve avere un ruolo nel<strong> promuovere il</strong> <strong>cambiamento</strong>, allora deve essere libera di affrontare anche i temi più scomodi, sapere che c&#8217;è qualcuno che ancora combatte per i propri ideali invece di soffocarli in nome del successo non può che essere motivo di speranza.</p>
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		<title>Papa Francesco e il &#8220;genocidio&#8221; a Gaza, un allarme che sveglia le coscienze</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-il-genocidio-a-gaza-un-allarme-che-sveglia-le-coscienze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 09:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=445667</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-1536x1085.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Papa Francesco e il "genocidio" a Gaza, il peso di un allarme che sveglia le coscienze, quelle occidentali e quelle israeliane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-il-genocidio-a-gaza-un-allarme-che-sveglia-le-coscienze.html">Papa Francesco e il &#8220;genocidio&#8221; a Gaza, un allarme che sveglia le coscienze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506095324865_3d4005385f55d76359ee9905bf25ada3-1536x1085.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una volta di più, è <strong>Francesco</strong> <em>contra mundo</em>. Contro le comodità benpensanti e il quieto vivere, le parole del Santo Padre sul <strong>possibile &#8220;genocidio&#8221; a Gaza</strong> scatenano un dibattito che va di pari passo con l&#8217;urgenza della questione che toccano. </p>



<p>Non c&#8217;è <strong>politicamente corretto</strong> nelle parole di Jorge Mario Bergoglio contenute nel saggio “La speranza non delude mai” (Piemme), il nuovo libro in uscita del pontefice, che invita a non sottovalutare le possibili <strong>accuse contro Israele</strong> per la condotta della guerra in Terrasanta, dove<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html"> oltre 120mila persone, più del 5% della popolazione di Gaza</a>, sono state uccise in un anno dai bombardamenti dello Stato ebraico, dalla fame, dalle malattie e dalle altre conseguenze imputabili al conflitto. C&#8217;è l&#8217;oggettiva preoccupazione per i morti civili, per una popolazione che Francesco ritiene <strong>martoriata</strong>, per il fatto che il sangue scorra a fiumi nella <strong>terra sacra alle tre religioni monoteiste</strong> abramitiche.</p>



<p>Il Papa non è sospettabile di pregiudizio antisraeliano o di semplificazione del problema della guerra a Gaza. <a href="https://www.true-news.it/politics/papa-condanna-antisemitismo-nostri-giornalisti-non-accorgono">Da mesi invita al <strong>rilascio degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas</strong> il 7 ottobre 2023</a>, di recente ne ha ricevuto una delegazione in Vaticano e il 7 febbraio scorso ha definito l&#8217;antisemitismo &#8220;un peccato contro Dio&#8221;. Tanto, più di molte diplomazie europee, è stato fatto dal Vaticano per la pace, dal salvataggio e dalla cura di molti bambini malati a Gaza all&#8217;invio di aiuti umanitari, e spiace dunque vedere la levata di scudi che le parole anticipate di Francesco hanno suscitato. A partire, va detto, da un&#8217;amica personale del Papa come <strong>Edith Bruck</strong>, scrittrice italo-ungherese e superstite dell&#8217;Olocausto. </p>



<p>La Bruck ha detto a <em>Repubblica</em> che &#8220;genocidio&#8221;, nell&#8217;accezione usata dal Papa, <strong>&#8220;è una parola inadeguata</strong>, che viene usata con troppa facilità, di fatto ridimensionando l&#8217;unico vero genocidio della storia, <strong>quello che abbiamo vissuto noi: la Shoah</strong>&#8220;. E su quest&#8217;ultimo concetto, va detto, si potrebbe parlare a lungo: dall&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">Armenia</a> al<a href="https://it.insideover.com/societa/a-25-anni-dal-genocidio-il-ruanda-punta-alla-conquista-dello-spazio.html"> Ruanda</a></strong> basterebbe scorrere la storia del Novecento per ricordare, con tutto il rispetto per il dramma umano dei sopravvissuti della Shoah, che quello organizzato dalla macchina di morte nazista non è stato, purtroppo, un progetto isolato.</p>



<p>Qui siamo nel quadro del dibattito culturale nostrano. Ma è decisamente più preoccupante, da un&#8217;altra prospettiva, la gravità dell&#8217;atteggiamento del <strong>governo di Benjamin Netanyahu</strong> che ha costruito una narrazione che vede nei terribili massacri del 7 ottobre una riproposizione del progetto genocidiario, di conseguenza avallando la risposta di Tel Aviv come una reazione a una qualche forma di &#8220;nuovo nazismo&#8221;. </p>



<p><a href="https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/il-papa-si-indaghi-se-a-gaza-e-in-corso-un-genocidio">Di &#8220;massacro genocida&#8221;</a> parla anche l&#8217;ambasciata israeliana presso la Santa Sede commentando causticamente le parole del Papa. Parole che, come quelle del comitato speciale dell&#8217;Onu che hanno aperto al tema del genocidio come possibile a Gaza, l&#8217;incriminazione di Netanyahu alla Corte Penale Internazionale e il processo avviato dalla Corte Internazionale di Giustizia per genocidio contro Israele dopo le denunce sudafricane, <strong>contribuiscono a demolire questa narrazione nelle fondamenta.</strong> </p>



<p>Le tesi del Papa non si possono <strong>squalificare facilmente </strong>e questo aprirà un forte dibattito sull&#8217;effettiva possibilità di qualificare i massacri di Gaza come genocidio. Sdoganando dunque una discussione franca e a tutto campo sulla condotta della guerra israeliana, che non si potrà mettere a tacere con accuse semplici di &#8220;antisemitismo&#8221; e amenità simili. Del resto, è successo già pochi mesi fa sull&#8217;Ucraina: Papa Francesco presentato come &#8220;putiniano&#8221; per aver invitato al <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-e-il-coraggio-del-negoziato-in-ucraina-sette-mesi-dopo-aveva-ragione-il-papa-o-chi-lo-attaccava.html">&#8220;<strong>coraggio del negoziato&#8221; l&#8217;Ucraina</strong></a> mesi prima che il peggioramento della condizione sul campo rendesse più dura la possibilità di Kiev di negoziare. Ora della soluzione negoziata del conflitto parlano tutti. Stiamo a vedere come evolverà il dibattito sul possibile genocidio di Gaza. Ma la sensazione è che un&#8217;ulteriore diga al discorso pubblico sia stata infranta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-il-genocidio-a-gaza-un-allarme-che-sveglia-le-coscienze.html">Papa Francesco e il &#8220;genocidio&#8221; a Gaza, un allarme che sveglia le coscienze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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