Negli ultimi tempi la drammatica situazione in corso nella Striscia di Gaza da ormai oltre un anno è entrata al centro del dibattito non solo in Italia, ma a livello internazionale: l’intera popolazione di Gaza, composta da circa 2,1 milioni di persone, oltre agli attacchi da parte delle forze armate israeliane, è al centro di una crisi umanitaria senza precedenti. La deliberata sospensione degli aiuti umanitari, compresi generi alimentari e soprattutto medicine, attuata dalle autorità israeliane, sta infatti sottoponendo la popolazione palestinese di Gaza a una sempre più grave forma di denutrizione, aumentando anche il rischio di infezioni, la diffusione di malattie e persino la pandemia, considerando le sempre più carente sicurezza anche dal punto di vista igienico-sanitario.
“A Gaza le persone stanno già morendo di fame”
Dopo le accese polemiche contro il blocco delle decine di camion contenenti aiuti umanitari, fermi fuori dalla Striscia, negli ultimi giorni il Governo israeliano ha permesso l’ingresso di alcuni camion, che sono però comunque insufficienti a soddisfare il bisogno di tutta la popolazione, che era stata privata di ogni forma di sostentamento dal 2 marzo 2025. A Gaza mancano cibo e medicine e scarseggia anche l’acqua potabile, tanto che c’è un sempre maggiore rischio che venga dichiarata la carestia, come sottolinea anche l’ultima analisi sulla sicurezza alimentare pubblicata il 12 maggio dall’Integrated Food Security Phase Clasisfication (IPC) in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
“Non abbiamo bisogno di aspettare una dichiarazione di carestia a Gaza per sapere che le persone stanno già morendo di fame, che si ammalano e muoiono, mentre cibo e medicine sono a pochi minuti di distanza oltre confine”, ha dichiarato in proposito il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aggiungendo anche come l’ultimo report di maggio mostri “che senza un accesso immediato al cibo e ai beni essenziali, la situazione continuerà a peggiorare, causando ulteriori morti e una discesa verso la carestia”. Sempre secondo quanto analizzato dal report del 12 maggio, tre quarti della popolazione di Gaza si trovano in una situazione di privazione alimentare di “emergenza” o persino “catastrofica”, ovvero i due livelli peggiori della scala da 1 a 5, riguardanti la sicurezza alimentare.
I bambini di Gaza: non solo malnutrizione ma anche malattie
Il report ha infatti evidenziato come il blocco degli aiuti umanitari avviato il 2 marzo 2025 abbia portato alla morte per malnutrizione di almeno 57 bambini, sottolineando però anche che il numero è ampiamente sottostimato, dato che il rischio si estende potenzialmente a oltre 70mila bambini, che potrebbero avere lo stesso destino senza un intervento immediato. La malnutrizione aumenta inoltre anche il rischio di contrarre malattie: l’indebolimento sempre maggiore dell’organismo di una persona privata del cibo per mesi, comporta infatti una più lenta e difficile guarigione dalle ferite e da infezioni comuni come diarrea, polmonite e morbillo. Inoltre, la carenza di acqua potabile aumenta ulteriormente il pericolo di contrarre queste malattie, causando una pandemia locale di grandi dimensioni, caratterizzata dalla diffusione incontrollata di microorganismi a diffusione oro-fecale, specie tra bambini.
Per queste ragioni, il piano per la distribuzione di aiuti alimentari recentemente annunciato dalle autorità israeliane è assolutamente inadeguato a soddisfare i bisogni immediati delle oltre due milioni di persone della Striscia di Gaza, tanto che l’OMS si è affiancata all’appello delle Nazioni Unite affinché i principi umanitari globali di umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità siano sostenuti e soprattutto, che sia garantito un accesso a tutti gli aiuti umanitari senza ostacoli. Il grave paradosso è infatti che la gente di Gaza continui a morire, mentre le forniture mediche salvavita dell’OMS e dei suoi partner siano appena fuori dalla Striscia, pronte per essere distribuite, ma di fatto inaccessibili.
Infine, un dato preoccupante riguarda il futuro dei bambini di Gaza: l’impatto e i danni a lungo termine della malnutrizione causata dalla carenza di cibo, acqua potabile e aiuti alimentari, possono durare per tutta la vita, causando ritardi nella crescita e persino compromettendo lo sviluppo cognitivo, come ha evidenziato ancora il report del 12 maggio. Senza cibo, acqua e medicine, è a rischio il futuro di un’intera generazione, che potrebbe risentirne in modo permanente.
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