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	<title>Esportazione di armi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Esportazione di armi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il gioco sporco delle armi: che fine fanno (davvero) quelle date all&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lo-spettro-del-contrabbando-di-armi-rubate-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Esportazione di armi]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="A serviceman of a Ukrainian National Guard prepares for shelling from mortar at an undisclosed location in the Kharkiv region, northeastern Ukraine, 25 October 2022. The Ukrainian army pushed Russian troops from occupied territory in the northeast of the country in counterattacks. Kharkiv and surrounding areas have been the target of heavy shelling since February 2022, when Russian troops entered Ukraine starting a conflict that has provoked destruction and a humanitarian crisis." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-2048x1391.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trovato a Kharkiv un magazzino trasformato in un deposito di armi pronte a essere contrabbandate in Ucraine e all'estero </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-spettro-del-contrabbando-di-armi-rubate-in-ucraina.html">Il gioco sporco delle armi: che fine fanno (davvero) quelle date all&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="A serviceman of a Ukrainian National Guard prepares for shelling from mortar at an undisclosed location in the Kharkiv region, northeastern Ukraine, 25 October 2022. The Ukrainian army pushed Russian troops from occupied territory in the northeast of the country in counterattacks. Kharkiv and surrounding areas have been the target of heavy shelling since February 2022, when Russian troops entered Ukraine starting a conflict that has provoked destruction and a humanitarian crisis." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/armi-ucraina-2048x1391.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei risvolti più temuti della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html">guerra in Ucraina </a>riguarda l&#8217;eccessiva <strong>diffusione di armi</strong>, soprattutto in quei territori raggiunti dai combattimenti. Si tratta di una delle conseguenze più comuni ai Paesi in guerra. Basti pensare a quanto accaduto in <strong>Libia</strong> oppure in Iraq, così come in <strong>Siria</strong>. I timori sono stati in parte confermati dal ritrovamento a <strong>Kharkiv</strong> di un intero arsenale che,<a href="https://www.facebook.com/police.kharkov/posts/pfbid027Px8NEiPmNtwRiQ1tuPKrFckRrHXiUyiPJbpvhttVqtjoo5bxgPNYYY9TzyDkNw4l"> secondo i servizi di sicurezza ucraini</a>, era pronto a essere immesso sul mercato nero delle armi. Una prova di come l&#8217;Ucraina potrebbe diventare nei prossimi anni un vero e proprio<strong> hub del contrabbando</strong>. Circostanza quest&#8217;ultima rilevante non solo a livello interno, ma anche internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scoperta delle forze di sicurezza a Kharkiv</h2>



<p>La notizia del ritrovamento di armi pronte a essere vendute è stata riportata direttamente dalla <strong>polizia regionale</strong> di Kharkiv. Secondo quanto dichiarato dai funzionari ai media locali, il 7 luglio gli agenti hanno effettuato una perquisizione di un apparentemente anonimo magazzino situato nella seconda città ucraina. In realtà, al suo interno gli inquirenti sapevano di poter rintracciare un imponente quantitativo di armi destinate al contrabbando. Il locale è infatti intestato a un uomo di 69 anni, sospettato di aver agito assieme ai figli per portare a casa diversi dispositivi militari rubati direttamente dal fronte. </p>



<p>Una volta svolta la perquisizione, si è scoperto che il magazzino nel corso degli ultimi mesi era stato trasformato in un <strong>deposito di armi</strong>. Al suo interno c&#8217;erano missili 9M1111-At, razzi termobarici Rpo-A Shmel, mitragliatrici bulgare e diversi lanciarazzi. Armi importanti, usate <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-della-battaglia-di-kharkiv.html">durante la battaglia andata avanti nella periferia di Kharkiv </a>durante i primi mesi di guerra. I dispositivi in questione non fanno parte della lista di rifornimenti giunti dai Paesi Nato, si tratta di armi in dotazione sia agli ucraini che ai russi. La polizia non ha specificato a quale esercito è stato sottratto il materiale adesso sequestrato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Ukraine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ukraine</a> 🇺🇦: Security Forces captured a noteable cache of weapons stolen by former combatants in <a href="https://twitter.com/hashtag/Kharkov?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kharkov</a> (<a href="https://twitter.com/hashtag/Kharkiv?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kharkiv</a>).<br><br>9M111(M) AT missiles, RPO-A &#39;Shmel&#39; thermobaric rocket, Bulgarian DRTG-73 AT weapons, RPG-22 rocket launcher, PG-7VL and PG-7VR Tandem rockets +++ can be seen. <a href="https://t.co/cbuyaU7lsI">pic.twitter.com/cbuyaU7lsI</a></p>&mdash; War Noir (@war_noir) <a href="https://twitter.com/war_noir/status/1678864080776450048?ref_src=twsrc%5Etfw">July 11, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Gli inquirenti hanno specificato che i tre soggetti, i quali rischiano pene fino a 7 anni di reclusione, nel febbraio del 2022 si erano arruolati come <strong>volontari</strong> e per questo si erano recati al fronte. Ma piuttosto che combattere, hanno approfittato della situazione per rubare armi dalle prime linee e dalle aree di conflitto. La vendita sul mercato nero dei dispositivi trafugati avrebbe fruttato loro svariate migliaia di Dollari. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori per il futuro </h2>



<p>L&#8217;ultimo caso rintracciato a Kharkiv ha quindi riacceso i <strong>timori</strong> per la presenza di un mercato nero di armi. Non si tratta del primo episodio del genere: a gennaio, sempre a Kharkiv, i servizi di sicurezz<a href="https://www.kyivpost.com/post/7214">a hanno rintracciato altri magazzini trasformati in depositi</a> di munizioni e mezzi militari di ogni genere. In quel caso però si è trattato, secondo l&#8217;intelligence di Kiev, di un deposito messo a disposizione dei russi in caso di ingresso in città dei soldati di Mosca. Collaborazionisti dunque e non contrabbandieri. </p>



<p>Il sequestro operato nei giorni scorsi ha invece inequivocabilmente mostrato l&#8217;esistenza di un grande potenziale mercato nero. Magazzini del genere, è il sospetto degli inquirenti ucraini, potrebbero essere presenti un po&#8217; in tutto il Paese. Soprattutto lì dove si è combattuto e dove centinaia di dispositivi abbandonati costituirebbero facile preda per potenziali contrabbandieri. L&#8217;allarme non è solo per Kiev. Decine di gruppi terroristici o di movimenti armati guarderebbero all&#8217;Ucraina come una miniera d&#8217;oro da cui attingere. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-spettro-del-contrabbando-di-armi-rubate-in-ucraina.html">Il gioco sporco delle armi: che fine fanno (davvero) quelle date all&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Pechino aiuta Mosca nella guerra in Ucraina&#8221;: la rivelazione che imbarazza la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/radar-droni-cina-esercito-russia-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esportazione di armi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina sta garantendo forniture militari alla Russia per la guerra in Ucraina. A darne notizia è il Wall Street Journal in un articolo pubblicato sabato scorso. Il quotidiano statunitense cita il rapporto di C4Ads, un&#8217;Ong con sede a Washington che si occupa di &#8220;sconfiggere le reti illegali che minacciano la pace e la sicurezza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/radar-droni-cina-esercito-russia-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/radar-droni-cina-esercito-russia-guerra-in-ucraina.html">&#8220;Pechino aiuta Mosca nella guerra in Ucraina&#8221;: la rivelazione che imbarazza la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205171957365_1521c0cff7c922e9c8a96a3eaccc20fd-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Cina</strong> sta garantendo forniture militari alla <strong>Russia</strong> per la guerra in Ucraina. A darne notizia è il <em>Wall Street Journal</em> in un <a href="https://www.wsj.com/articles/china-aids-russias-war-in-ukraine-trade-data-shows-11675466360" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a> pubblicato sabato scorso. Il quotidiano statunitense cita il <a href="https://c4ads.org/wp-content/uploads/2022/07/TradeSecrets-Report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> di C4Ads, un&#8217;Ong con sede a Washington che si occupa di &#8220;sconfiggere le reti illegali che minacciano la pace e la sicurezza internazionale&#8221;. </p>



<p>La no-profit americana ha raccolto e analizzato i dati doganali e commerciali di circa 84 mila scambi avvenuti tra Mosca e Pechino dall&#8217;inizio del conflitto, svelando che le aziende russe sanzionate dall&#8217;Occidente sono riuscite a ottenere dal partner asiatico apparecchiature di navigazione, elementi di dispositivi di disturbo del segnale e ricambi per i jet da combattimento Su-35. Beni dunque non tanto civili, quanto più a <strong>uso militare</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/inversione-a-u-della-cina-sulla-russia-perche-xi-medita-il-reset.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La possibile inversione a U della Cina sulla Russia</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-passo-di-lato-della-cina-sulla-guerra-in-ucraina-e-il-richiamo-a-taiwan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il passo di lato cinese sulla guerra in Ucraina e il richiamo a Taiwan</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-cina-e-russia-rafforzeranno-la-loro-partnership.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perché Cina e Russia rafforzeranno la loro partnership</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambiguità che inchioda la Cina</h2>



<p>Il Wsj ha contattato la direzione della società statale cinese Fujian Baofeng Electronics Co., Ltd., che, secondo i documenti, avrebbe fornito attraverso una società statale uzbeka a <strong>Rosoboronexport</strong> (l&#8217;agenzia del governo russo deputata a controllare l&#8217;importazione di prodotti militari), un&#8217;<strong>antenna telescopica</strong> per il veicolo da guerra elettronica Rb-531Be. L&#8217;amministratore delegato di Fujian Baofeng Electronics, Wang Shaofeng, ha risposto che &#8220;una certa azienda terza stava usando illegalmente il nome della società&#8221; e che l&#8217;organizzazione non produceva le antenne telescopiche e non aveva dati sulle loro consegne alla società uzbeka. </p>



<p>Glissa, invece, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov: &#8220;La Russia ha un <strong>potenziale tecnologico sufficiente</strong> per garantire la sua sicurezza e condurre le operazioni militari speciali. Questo potenziale viene costantemente migliorato&#8221;, ha commentato il fedelissimo del Presidente russo.</p>



<p>L&#8217;ambiguità cinese aveva iniziato a pendere verso una semi-rottura dell&#8217;asse con il Cremlino. Un asse claudicante, funzionale in chiave anti-Usa, ma basato su presupposti troppo deboli piuttosto che su un&#8217;<strong>alleanza organica</strong> e strutturale. Eppure <strong>Poly Group</strong>, l&#8217;azienda controllata dal Partito Comunista Cinese e già sanzionata dal dipartimento di Stato Usa per aver rifornito Corea del Nord e Iran, avrebbe aumentato il volume di scambi con la Russia, vendendo chip e antenne che sono state fotografate perfino sul campo di battaglia.</p>



<p>Pechino continua però a <strong>negare</strong> qualsiasi coinvolgimento nella guerra in Ucraina. Lo ha fatto nei primi mesi, richiamando le parti al dialogo e alla diplomazia, e lo sta continuando a fare adesso, cercando una via d&#8217;uscita per risanare i rapporti con Washington alla luce di una situazione economica interna tutt&#8217;altro che florida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pezzi di ricambio e droni: le forniture di Pechino a Mosca</h2>



<p>Mosca si sta servendo di una <strong>triangolazione</strong> per eludere le sanzioni di Ue e Usa, passando, oltre che dalla Cina, anche da Turchia ed Emirati Arabi Uniti, mentre non si ferma il progetto iraniano di un impianto di droni progettati da Teheran e impiegati dalle truppe di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> contro Kiev. I registri doganali mostrano che il 31 agosto 2022 la cinese Poly Technologies ha spedito apparecchiature di navigazione a Rosoboronexport da montare sugli elicotteri M-17 in dotazione all&#8217;esercito russo. Il 24 ottobre, invece, l&#8217;azienda aeronautica statale cinese Avic International Holding Corp. ha spedito ad Ao Kret, una sussidiaria del colosso della difesa Rostec, di pezzi di ricambio per i <strong>caccia Su-35</strong> per oltre un milione di dollari.</p>



<p>Il 4 ottobre, un&#8217;azienda cinese ha inviato altri pezzi alla società statale russa Almaz Antey, produttrice di missili sottoposta a sanzioni, per l&#8217;utilizzo dell&#8217;unità <strong>radar</strong> mobile 96L6E. Il radar è utilizzato dalla Russia per rilevare jet, missili e droni nemici come parte del sistema missilistico antiaereo S-400 schierato in Ucraina.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-383029" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205183152896_d40a6421a828ef370006d73505ea43b3-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Container accatastati nel porto di Zhenjiang, in Cina, pronti per essere caricati sulle navi. Foto: EPA/ALEX PLAVEVSKI.</figcaption></figure>



<p>Diverse aziende russe che lavorano con i servizi di intelligence, militari e di sicurezza del governo, tra cui <strong>Kret</strong>, si sono rivolte a imprese private con sede in Cina. Una di queste è la <strong>Sinno Electronics</strong>, che l&#8217;anno scorso è stata sanzionata dal dipartimento del Tesoro statunitense e ha consegnato a Mosca 1.300 articoli per un valore di oltre 2 milioni di dollari.</p>



<p>I registri doganali rivelano che <strong>Dji</strong>, brand cinese specializzato nella produzione di <strong>droni</strong>, ha continuato a mandare materiali in Russia dopo l&#8217;introduzione delle sanzioni. Gli analisti militari sostengono che questi droni vengono utilizzati dalle forze russe per localizzare e monitorare le forze ucraine e poi colpirle con l&#8217;artiglieria. Alcuni vengono consegnati direttamente da un rivenditore cinese ai distributori russi, mentre altri passano attraverso gli Emirati Arabi Uniti.</p>



<p>Dji, dal canto suo, ha scritto in un comunicato di opporsi all&#8217;uso militare che viene fatto dei suoi droni e ha sospeso le proprie attività in Russia già nell&#8217;aprile del 2022. Tuttavia, ha aggiunto di non poter impedire agli utenti o alle organizzazioni private di acquistare i suoi quadrirotori in Paesi diversi dalla Russia e dall&#8217;Ucraina per poi portarli lì.</p>



<p>Secondo gli Usa, queste forniture potrebbero essere cruciali per <strong>sostenere lo sforzo bellico</strong> di Putin in Ucraina. Le esportazioni di chip e componenti elettronici militari si sono più che dimezzate dopo che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno applicato tutte le sanzioni possibili, evitando però di inserire la Russia nell&#8217;elenco degli Stati sponsor del terrorismo, diversamente dal Cremlino che ha stilato una lista dei Paesi ostili. </p>



<p>Nonostante tutto questo, l&#8217;export da Pechino verso Mosca è tornato ad <strong>aumentare</strong> e a ottobre ha raggiunto quasi 33 milioni di dollari al mese, una cifra che non si allontana dai livelli pre-guerra. Pecunia non olet, ma chissà se il tanto decantato <strong>reset</strong> nelle relazioni tra i due regimi simbolo di un fragile ma alternativo ordine mondiale multipolare si formalizzerà o se tutto rimarrà com&#8217;è. Pechino come il Gattopardo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/radar-droni-cina-esercito-russia-guerra-in-ucraina.html">&#8220;Pechino aiuta Mosca nella guerra in Ucraina&#8221;: la rivelazione che imbarazza la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gas algerino all&#8217;Italia finanzia l&#8217;industria bellica di Putin?</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gas-algerino-allitalia-finanzia-lindustria-bellica-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:39:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Esportazione di armi]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-2048x1391.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sostituire le forniture di gas dalla Russia per evitare di &#8220;finanziare&#8221; la guerra di Putin in Ucraina può portare l&#8217;Italia a garantire entrate più sostenute all&#8217;industria bellica russa. Paradossi della geopolitica a geometria variabile. E del ruolo decisivo giocato dall&#8217;Algeria, Paese ambizioso nel cuore del Mediterraneo e del Nordadfrica, nella partita in corso. Nelle ultime &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-algerino-allitalia-finanzia-lindustria-bellica-di-putin.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-algerino-allitalia-finanzia-lindustria-bellica-di-putin.html">Il gas algerino all&#8217;Italia finanzia l&#8217;industria bellica di Putin?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYAZsnQ-238XUPosRc1b_ANSA-2048x1391.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sostituire le forniture di gas dalla Russia per evitare di &#8220;finanziare&#8221; la guerra di Putin in Ucraina può portare l&#8217;Italia a garantire entrate più sostenute all&#8217;industria bellica russa. Paradossi della geopolitica a geometria variabile. E del ruolo decisivo giocato dall&#8217;Algeria, Paese ambizioso nel cuore del Mediterraneo e del Nordadfrica, nella partita in corso.</p>
<p>Nelle ultime settimane l&#8217;<strong>Algeria </strong>è indicata da molti analisti come il Paese chiave su cui l&#8217;Italia può e deve puntare per ridimensionare la sua dipendenza dall&#8217;energia russa,<a href="https://it.insideover.com/energia/carbone-e-gas-naturale-il-grande-gioco-dei-combustibili-fossili-in-europa.html" target="_blank" rel="noopener"> principalmente sul fronte del <strong>gas naturale</strong></a>. E anche su <em>Inside Over </em>non abbiamo negato l&#8217;importanza che Algeri può ricoprire per ridurre l&#8217;esposizione di Roma agli effetti della tempesta energetica dovuta al conflitto tra la Russia e l&#8217;ucraina e evitare una dipendenza eccessiva da una nazione con cui i rapporti sono sempre più perturbati.</p>
<p>L’Algeria è già il secondo fornitore di gas per il mercato italiano e fornisce al Belpaese 21 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno, circa il 27% del consumo annuo, classificandosi seconda proprio dietro la <strong>Federazione Russa</strong>. Assieme all&#8217;Azerbaijan (col gasdotto Tap) e a una ristretta nicchia di Paesi africani (Angola, Nigeria, Congo) Algeri è tra le nazioni con cui Roma vuole gradualmente sostituire le importazioni dalla Russia, <strong>aumentando da 9 a 11 miliardi di metri cubi </strong>annui le forniture. Una quota di oltre un terzo superiore al totale dei 26,5 miliardi di metri cubi sostituibili dalle importazioni russe in un range di quattro-cinque anni, ma anche una fonte di finanziamento che in parte può riversarsi su Mosca.</p>
<p>Un’indagine realizzata nel marzo 2021 dallo <strong>Stockholm International Peace Research Institute (Sipri),</strong> che copre il periodo dal 2016 al 2020, ha in particolare evidenziato che l&#8217;Algeria, rispetto ai cinque anni precedenti, ha aumentato del 49% le importazioni di forniture belliche dalla Russia. E dal 2006 al 2018, sarebbero 13,5 i miliardi di dollari spesi da Algeri per forniture militari provenienti da Mosca. &#8220;Dopo l’India (25% delle esportazioni russe) e la Cina (16%), l’Algeria è il terzo cliente più grande di Mosca (14%)&#8221; nel settore, nota <em>Geopolitica.info</em>. &#8220;L’Algeria da sola acquista circa la<strong> metà delle armi russe esportate nel continente africano&#8221;, </strong>in cui la presenza della Russia si fa sentire ogni giorno con maggior forza, e &#8220;con il 69% delle importazioni algerine, la Russia è di gran lunga il principale fornitore dell’Algeria&#8221; Da inizio secolo &#8220;Algeri ha acquistato circa 200 velivoli militari (compresi i MiG-29), 500 carri armati e sistemi di difesa antiaerea&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3ir5zGj" target="_blank" rel="noopener"><strong>Energia: siamo nella tempesta perfetta in Europa?</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/34ZFuLp" target="_blank" rel="noopener"><strong>Draghi-Scholz, strategie diverse sul gas russo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JzgSZ3" target="_blank" rel="noopener"><strong>Le sanzioni risparmiano il gas e il rublo rifiata</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Nulla di illegale in tutto questo: Algeri è un attore che fa i propri interessi e si vuole tutelare di fronte al rischio di un aperto conflitto nel suo personalissimo &#8220;Donbass&#8221;, il <strong>Sahara Occidentale, </strong>che il rivale e vicino Marocco rivendica sotto la sua sovranità e sul quale si sono accese tensioni e forti crisi sistemiche. Di fronte al crescente avvicinamento tra Rabat e gli Stati Uniti, Algeri ha iniziato a guardare con forza a Russia e, in misura minore, Cina per le forniture di sistemi d&#8217;arma. I quali non è detto che restino a far da deterrente nei depositi. Dunque l&#8217;ipotesi di un&#8217;incentivazione degli acquisti di armi da parte dell&#8217;Algeria nei mesi e negli anni a venire non è da escludere e da ritenere come un caso remoto. Del resto, la geopolitica non funziona come un gioco a somma zero o come un dualismo in bianco e nero. L&#8217;Algeria si è astenuta sul fronte delle <strong>votazioni di condanna alla Russia </strong>all&#8217;Assemblea Generale Onu e pochi giorni dopo aver siglato con Mario Draghi gli accordi sul gas il<span class="hilg1">presidente</span> algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha parlato nella giornata del 18 aprile con l&#8217;omologo russo Vladimir <span class="hilg2">Putin</span>. Durante la telefonata bilaterale i due leader hanno discusso questioni di interesse comune, decidendo di continuare la loro cooperazione <a href="https://it.insideover.com/economia/lopec-si-riunisce-con-lo-spettro-della-guerra-alle-spalle.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>all&#8217;interno dell&#8217;Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio allargata (Opec+)</strong></a>.</p>
<p>Del resto, in autunno Mosca e Algeri hanno organizzato nel Sahara delle esercitazioni antiterrorismo congiunte. E anche sull&#8217;energia, nota il <em>Quotidiano del Sud, </em>la volontà di collaborare nell&#8217;Opec+ non è una decisione nuova e tra Russia e Algeri non c&#8217;è di certo una competizione a tutto campo: &#8220;il colosso energetico russo Gazprom lo scorso settembre ha promesso di collaborare con la controparte algerina alla produzione e al trasporto di gas&#8221;.In quest&#8217;ottica, &#8220;nel 2019, prima della pandemia, il valore delle esportazioni russe verso il Paese nordafricano ammontava a 1,58 miliardi di dollari e negli ultimi venti anni sono aumentate a un tasso annuo del 13,5%&#8221;.</p>
<p>Dunque, avvertenze strategiche per Roma: il mondo è complesso e diversi attori vogliono avvantaggiarsi per le proprie agende personali sul fronte delle conseguenze della guerra russo-ucraina. L&#8217;<strong>Algeria </strong>può essere centrale nella futura agenda energetica italiana, ma pensare che l&#8217;obiettivo sia il taglio dei canali di rifornimento a Putin cozza con il fatto che parte dei flussi finanziari per il gas vadano direttamente a acquistare armi e materiali strategici russi per le forze armate algerine. I quali potrebbero in futuro essere utilizzati per un&#8217;operazione non meno discutibile di quella russa in Ucraina<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html" target="_blank" rel="noopener"> nel Sahara Occidentale.</a> Questi elementi insegnano quanto complesso sia far politica nell&#8217;era contemporanea su scala globale e, soprattutto, l&#8217;imprevedibilità di un contesto strategico in cui un attore può avvantaggiarsi in termini complessivi solo avendo ben presente la sua agenda. Algeri sembra averla: massimizzare la sua forza come esportatore energetico, mantenere la barra dritta sulle sue relazioni negli altri fronti. Roma la ha? O la foga di tagliare i ponti con la Russia supera la voglia di conseguire autonomia e indipendenza energetica? Se la prima prevalesse sulla seconda ci sarebbero sicuramente diverse situazioni imbarazzanti da sbrogliare come quella sul triangolo Roma-Algeri-Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-algerino-allitalia-finanzia-lindustria-bellica-di-putin.html">Il gas algerino all&#8217;Italia finanzia l&#8217;industria bellica di Putin?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Continua a crescere l&#8217;esportazione di armi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/continua-a-crescere-lesportazione-di-armi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 22:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esportazione di armi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’esportazione di armi nel mondo negli ultimi 5 anni (2015-2019) è aumentata del 5,5% rispetto al quinquennio precedente (2010-2014). Sono questi i dati che emergono dall’ultimo report pubblicato dall’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri, Stockholm International Peace Research Institute), numeri che confermano il trend degli ultimi anni con un incremento esponenziale della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/continua-a-crescere-lesportazione-di-armi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/continua-a-crescere-lesportazione-di-armi-nel-mondo.html">Continua a crescere l&#8217;esportazione di armi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>esportazione di armi</strong> nel mondo negli ultimi 5 anni (2015-2019) è aumentata del<strong> 5,5%</strong> rispetto al quinquennio precedente (2010-2014). Sono questi i dati che emergono dall’ultimo <a href="https://www.sipri.org/sites/default/files/SIPRIFS1602.pdf">report</a> pubblicato dall’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri, Stockholm International Peace Research Institute), numeri che confermano il trend degli ultimi anni con un incremento esponenziale della vendita di armi ai Paesi del Medio Oriente e dell’Africa. A farla “da padroni” nell&#8217;esportazione di armi sono sempre gli <strong>Stati Uniti</strong> che, da soli, occupano il <a href="https://www.sipri.org/media/press-release/2020/usa-and-france-dramatically-increase-major-arms-exports-saudi-arabia-largest-arms-importer-says">36% del mercato mondiale</a> con un “vantaggio” del 76% rispetto al secondo esportatore di armi al mondo, ovvero la <strong>Russia</strong>.</p>
<p>Dati che rimangono in generale in crescita, con le principali eccezioni rappresentate da Regno Unito (-15%), <strong>Italia</strong> (-17%) e soprattutto dalla Russia che ha visto diminuire le esportazioni del 18%. Un calo legato anche all’imposizione delle <a href="https://www.treasury.gov/resource-center/sanctions/Programs/Pages/caatsa.aspx">sanzioni</a> da parte degli Stati Uniti e dalla riduzione degli accordi con l’India, tradizionale bacino di sbocco dei prodotti militari russi.</p>
<h2>Europa: chi sale e chi cala</h2>
<p>Dietro a questo calo, però, non ci sono solamente gli Stati Uniti, ma anche l’industria francese che supportata da decise iniziative governative è riuscita a siglare molti contratti con il governo di Delhi, tra cui quello da <a href="https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-indiana-verso-il-rinnovamento-arrivano-i-rafale-francesi-ma-non-solo.html">7,8 miliardi di Euro</a> per la fornitura di 36 Dassault Rafale con relativi armamenti.</p>
<p>La <strong>Francia</strong>, stando a quanto emerge dal report Sipri, è il Paese occidentale che ha registrato la crescita maggiore nell&#8217;ultimo quinquennio, chiudendolo con un aumento del 72% rispetto al periodo 2010-2014. La politica dell’Eliseo degli ultimi cinque anni ha dato, però, i suoi frutti non solo nei rapporti con l’India ma anche con l’Egitto, che riveste il 26% del totale delle esportazioni, e con il Qatar. Rimanendo in Europa, anche la <strong>Germania</strong> mostra dati in crescita con un incremento del 17%, trainato soprattutto dagli accordi con la Corea del Sud, la Grecia e l’Algeria. Nonostante il rallentamento del Regno Unito e dell’Italia, però, in totale i cinque principali Paesi dell’Europa occidentale insieme hanno rappresentato il 23% delle esportazioni globali, incrementando la loro presenza di un 3% rispetto al quinquennio precedente.</p>
<p>La riduzione dell’export italiano di armi dal 2,7% al 2,1%, però, è considerabile accettabile e in linea con il trend generale che vede un andamento sinusoidale delle vendite di armi. Infatti, la percentuale è identica a quella tenuta nel <a href="https://www.sipri.org/sites/default/files/SIPRIFS1602.pdf">quinquennio 2006-2010</a>. A mutare sono stati gli acquirenti con la <strong>Turchia </strong>che, negli ultimi 5 anni, ha fatto la voce grossa rappresentando il 20% dell’intero export italiano, seguita da Pakistan e Arabia Saudita rispettivamente al 7,5% e al 7,2%.</p>
<h2>La crescita cinese</h2>
<p>La <strong>Cina</strong>, invece, è al quinto posto occupando il 5,5% del mercato bissando lo stesso dato percentuale rispetto a quello dello scorso quinquennio. Ciò non significa che gli accordi di Pechino siano diminuiti, perché in realtà per i dati Sipri c’è stato un aumento del <strong>6,3%</strong> legato all&#8217;accresciuto valore economico di ogni esportazione. Di certo l’ultimo quinquennio non è paragonabile per crescita a quello precedente, quando la Cina crebbe del 133% grazie all’ingresso in molti mercati emergenti.</p>
<p>Nonostante il rallentamento, il governo di Pechino, grazie alle politiche della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">Nuova Via della Seta</a> e ai conseguenti investimenti nei Paesi in via di sviluppo, è riuscito ad aumentare il numero di Stati interessati da <strong>accordi militari</strong>, portandoli dai 40 del 2010-2014 agli attuali 53. L’incremento dei Paesi di sbocco, però, non ha portato a una redistribuzione geografica più omogenea, perché l’Asia e l’Oceania (soprattutto grazie a Pakistan e Bangladesh) rimangono il 74% del mercato cinese, seguite da lontano dall&#8217;Africa (16%) e dal Medio Oriente (6,7%). Il restante 3,3% delle esportazioni di armi della Cina è rappresentato dall&#8217;Europa, il Sud America e la Russia.</p>
<p>Quella di puntare sui mercati in via di sviluppo rappresenta però una scelta politica precisa, soprattutto per quel che riguarda al Medio Oriente che ha rappresentato il 35% delle importazioni globali di armi. Ma non c’è solamente l’<strong>Arabia Saudita</strong> a riarmarsi registrando un aumento del 130% rispetto a cinque anni fa, perché anche l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, l’Iraq e il Qatar hanno intrapreso politiche di modernizzazione e di aumento delle capacità militari. La crescita in termini percentuali delle importazioni nei Paesi mediorientali è impressionante con un aumento medio del 210,6%, specialmente per via del boom qatariota (+631%) ed egiziano (+212%), oltre alla già citata Arabia Saudita.</p>
<h2>Come tenere le attuali posizioni?</h2>
<p>Il conflitto nello Yemen e le tensioni con l’Iran, oltre alle guerre civili in Libia e in Siria, hanno reso florido il mercato mediorientale, permettendo alle industrie militari dei principali Paesi esportatori di concludere affari miliardari. Questo nonostante i tentativi di alcune parti politiche di fermare le vendite all’Arabia Saudita; un’eventualità considerata “pericolosa” per via delle sicure ripercussioni economico-politiche, favorendo l’ingresso della Russia e della Cina.</p>
<p>L’obiettivo dei Paesi europei e degli Stati Uniti è di non perdere per nessun motivo i rapporti con gli Stati del Medio Oriente, aumentando nel frattempo anche le relazioni politiche e commerciali con l’India così da “allontanarla” dalla Russia. Una politica che sta dando i suoi <strong>primi frutti</strong> a giudicare dai dati dell’ultimo quinquennio, ma che difficilmente potrebbe a radicali cambiamenti anche in virtù della continua crescita cinese.</p>
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