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	<title>Elezioni in Ungheria Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni in Ungheria Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ungheria 2026: tra Orban e Magyar un derby tutto a destra</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-2026-tra-orban-e-magyar-un-derby-tutto-a-destra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 05:12:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con le elezioni ungheresi sempre più vicine, la cui posta in gioco è alta tanto per l’Ungheria quanto per l’Europa, il Paese danubiano ha suscitato un forte interesse nell’opinione pubblica mondiale. Non sono quindi solo gli elettori ungheresi a essersi polarizzati intorno alle figure di Viktor Orbán e Péter Magyar, ma anche politici e opinionisti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-2026-tra-orban-e-magyar-un-derby-tutto-a-destra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con le elezioni ungheresi sempre più vicine, la cui posta in gioco è alta tanto per l’Ungheria quanto per l’Europa, il Paese danubiano ha suscitato un forte interesse nell’opinione pubblica mondiale. Non sono quindi solo gli elettori ungheresi a essersi polarizzati intorno alle figure di <strong>Viktor Orbán </strong>e <strong>Péter Magyar,</strong> ma anche politici e opinionisti al di fuori dei confini magiari. Se, da un lato, i nazionalisti e populisti d’Europa sono sempre stati compatti intorno a Orbán, <strong>Magyar sembra essere diventato il nuovo feticcio dello schieramento liberale ed europeista </strong>che, con punte estreme di <em>wishful thinking</em>, vede in lui la panacea di tutti i mali dell’Ungheria, se non addirittura un ribelle contro il sistema. Come spesso accade, quindi, la tendenza sembrerebbe essere quella di leggere la politica ungherese attraverso le lenti occidentali o attraverso schemi preconcetti che non permettono di cogliere diverse sfumature che pure sono essenziali per comprendere quanto sta succedendo in Ungheria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar e la nascita di Tisza: una svolta nella politica ungherese</h2>



<p>Per analizzare la situazione attuale in modo equilibrato dobbiamo quindi partire da Péter Magyar e dalla sua ascesa alla guida del <strong>Partito del Rispetto e della Libertà</strong> (Tisza: <em>Tisztelet és Szabadság Párt</em>). Lungi dall’essere un “ribelle antisistema”, <strong>Magyar è in realtà un conservatore che ha iniziato la sua carriera politica nel Fidesz</strong>, all’epoca degli scontri di piazza nati in seguito alle imponenti manifestazioni del 2006 contro l’ultimo governo liberal-socialista di <strong>Ferenc Gyurcsány</strong>. In breve tempo, il giovane Magyar è entrato nel cerchio magico di Viktor Orbán, giungendo anche a gestire i rapporti tra l’Ufficio del Primo ministro e il Parlamento Europeo. Inoltre, grazie al matrimonio poi naufragato con <strong>Judit Varga,</strong> ex Ministro della Giustizia, Péter Magyar ha avuto per circa un ventennio accesso ai vertici di Fidesz.</p>



<p>La svolta è avvenuta nel 2024, durante uno degli scandali più gravi che ha sconvolto la politica ungherese negli ultimi anni. Nel febbraio di quell’anno, infatti, <strong>Katalin Novák</strong>, all’epoca Presidente della Repubblica in quota Fidesz, venne costretta alle dimissioni in seguito alla concessione della grazia presidenziale a Endré Konyá, vicedirettore dell’orfanotrofio di Bicske, accusato di aver insabbiato casi di pedofilia nell’istituto. Quella della Novák non fu l’unica testa a cadere: <strong>anche Judit Varga, ormai separatasi da Magyar, venne obbligata al ritiro dalla vita politica</strong>, colpevole di aver controfirmato il decreto di grazie nella sua funzione di Guardasigilli. Durante lo scandalo e le manifestazioni di piazza che chiedevano le dimissioni di Katalin Novák, Péter Magyar ha iniziato a presentarsi sempre più come il nuovo anti-Orbán, figura che, pur essendo stata a lungo parte del sistema-Fidesz grazie al quale ha fatto carriera, era ora pronto a denunciarne la corruzione e le storture.</p>



<p>Annunciata la sua discesa in campo, l’ex Fidesz apparentemente folgorato sulla via di Damasco, ha assunto la guida del Partito del Rispetto e della Libertà, <strong>un’organizzazione centrista nata nel 2020 e fino a quel momento completamente ininfluente nel panorama politico ungherese.</strong> Grazie alla guida carismatica di Magyar e alla sua campagna anticorruzione, il partito è cresciuto esponenzialmente, ottenendo il 29,60% dei voti alle elezioni europee del 2024, fagocitando di fatto l’opposizione tradizionale e spingendo l’Ungheria verso un bipartitismo fino ad allora sconosciuto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ungheria 2026: una sfida tra due destre</h2>



<p>Da quel momento, l’ascesa di Tisza non si è più fermata e il partito ha terminato l’opera di distruzione dei partiti classici di opposizione, tanto di centro-sinistra quando di destra, <strong>eliminando di fatto il Partito socialista, le organizzazioni liberali e la destra radicale di Jobbik</strong> dallo scacchiere politico. Quello che è nato grazie alla guida di Péter Magyar è quindi un partito grande-tenda che, sotto lo slogan “<em>Nincs jobb! Nincs bal! Csak magyar!</em>” (“Niente destra! Niente sinistra! Solo l’Ungheria!”, con evidente interscambio tra <em>magyar</em> in quanto popolo e Magyar in quanto leader) vuole radunare tutti i cittadini ungheresi intorno a una sola bandiera. Eppure, al di là degli slogan, <strong>l’impianto conservatore e di destra tanto di Tisza quanto del suo leader appare evidente</strong>. Beninteso, nel suo tentativo di creare un’organizzazione in grado di attirare elettori da entrambi gli schieramenti, il programma politico di Tisza include punti che strizzano l’occhio alla sinistra, come la promessa di aumentare i fondi destinati alla sanità e all’istruzione, trovando soluzione a due tra i problemi più gravi e sentiti dalla società ungherese.</p>



<p>E tuttavia sarebbe un errore grave ritenere Tisza un partito di centrosinistra, come pure lasciano intendere certi analisti rapiti dalle posizioni europeiste di Magyar e preda del facile schematismo “Orbán-Destra; anti-Orbán-sinistra”. <strong>In diversi punti del programma, in realtà, è estremamente difficile trovare differenze sostanziali tra Fidesz e Tisza.</strong> Le somiglianze principali si trovano nel campo della sicurezza nazionale, della politica militare e della gestione dei flussi migratori. Nel capitolo “Ungheria sicura, confini forti”, per esempio, Tisza si pone come partito dalla parte della pace che non trascinerà l’Ungheria in alcun conflitto, sfidando di fatto Fidesz sul suo stesso territorio, ma <strong>propone anche l’aumento delle spese militari al 5% del PIL entro il 2035 come richiesto dalla NATO su spinta di Trump.</strong> Questa decisione, pur promettendo la revisione delle privatizzazioni nel settore della Difesa voluti dai governi Fidesz, si pone in diretta continuità con la politica di riarmo avviata da Viktor Orbán negli ultimi anni.</p>



<p>Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, non solo Tisza non rappresenta una discontinuità con Fidesz, ma prova addirittura a superare Orbán a destra. <strong>Per Péter Magyar, infatti, la politica antimigranti di Orbán è ipocrita e troppo blanda</strong>: da un lato, le organizzazioni vicine al Primo ministro trarrebbero profitti record dalla gestione dei flussi migratori, mentre dall’altro Orbán, con le recenti leggi volte a favorire l’ingresso di <em>guest workers</em> da Paesi extra-UE per sopperire alla mancanza di manodopera in certi settori, favorirebbe quella migrazione che, a parole, combatterebbe, preferendo i lavoratori stranieri ai cittadini ungheresi. Tisza promette quindi una vera tolleranza zero verso l’immigrazione illegale, garantendo il mantenimento della barriera antimigranti al confine con la Serbia, proponendo anzi un suo rafforzamento, e dichiarando la propria ferma opposizione alle quote migratorie dell’UE e a qualsivoglia patto europeo sulla migrazione. Non solo: in caso di vittoria, <strong>il governo Magyar vieterà l’ingresso di ogni <em>guest worker</em>, in particolare di provenienza asiatica e ucraina</strong>, accusando i lavoratori di provenienza extra-europea di aver generato la crisi degli affitti che attanaglia Budapest da molti più anni rispetto all’approvazione delle leggi sui <em>guest workers</em> approvate di recente dal governo Orbán. Di più: a marzo Tisza non ha avuto alcun problema a votare il controverso Regolamento rimpatri approvato dal Parlamento Europeo, trovandosi dalla stessa parte della barricata insieme al nemico Fidesz e ai neofascisti di Mi Hazánk.</p>



<p>Anche sui diritti LGBT le differenze con Fidesz non emergono nettamente. Quando, nel corso del 2025, il Parlamento ungherese ha modificato la costituzione inserendo le ben note normative omofobe che hanno portato al divieto del Gay Pride, <strong>Tisza è stato l’unico partito di opposizione a non partecipare al Pride illegale.</strong> Interrogato sulla questione, Magyar ha affermato che la sua priorità era prepararsi alle elezioni per sconfiggere Orbán e che con il suo governo l’Ungheria tornerà ad aprirsi a tutti. Tuttavia, il leader dell’opposizione non ha mai preso una posizione netta sui temi LGBT e nel suo programma non esiste alcun punto che menzioni l’eliminazione delle normative omofobe dalla costituzione della Repubblica.</p>



<p>Le principali differenze con Fidesz emergono in politica estera. In questo campo, <strong>Tisza si pone apertamente come forza europeista intenzionata a riportare Budapest tra i ranghi di Bruxelles e nella NATO.</strong> Proponendo la revisione della politica di “Apertura a Oriente” portata avanti da Orbán, Magyar sostiene la necessità di una nuova partnership strategica con gli Stati Uniti, volta a rafforzare la sicurezza e la cooperazione economica ed energetica attraverso l’interruzione totale della dipendenza dalla Russia entro il 2035. E non potrebbe essere altrimenti, considerando il fatto che il responsabile per le politiche energetiche di Tisza è nientemeno che <strong>István Kapitány</strong>, ex vicepresidente di Shell global, mentre la candidata al Ministero degli Esteri è <strong>Anita Orbán</strong>, ex Fidesz passata poi al mondo delle multinazionali e attiva per anni nel settore GNL statunitense. Nei confronti dell’Ucraina, tuttavia, le differenze con Fidesz sono minime: pur promettendo una svolta europeista e una rottura con la Russia, <strong>Magyar ha ribadito la sua opposizione all’ingresso facilitato di Kiev nell’Unione Europea,</strong> promettendo di sottomettere la posizione ungherese sul tema a un referendum vincolante.</p>



<p>Quello che emerge è quindi uno scontro tra due destre con il rischio concreto, in caso di vittoria del Tisza, della continuazione del sistema illiberale con facce nuove alla guida del Paese: una sorta di “Fidesz dal volto umano” che, riportando l’Ungheria nei ranghi di Bruxelles, garantisca la continuità del sistema creato da Orbán. Uno scenario che, a quanto pare, molti europeisti sarebbero pronti a digerire pur di staccare l’Ungheria da Mosca e Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra di sondaggi in una campagna elettorale surreale</h2>



<p>In mezzo a questo scontro tra due destre che non propongono realmente una visione radicalmente opposta di società, ma sembrano divergere sostanzialmente in questioni di politica estera, non sorprenderà che la campagna elettorale, per quanto violenta, sia stata surreale. Caratterizzata da una mancanza pressoché totale di politica, la campagna si è concentrata proprio su quella politica estera che divide i due contendenti, con <strong>le accuse lanciate da Orbán a Magyar di essere un burattino nelle mani di Bruxelles e Kiev</strong> e di voler trascinare l’Ungheria in guerra. E se, da un lato, Magyar ha risposto con una campagna anticorruzione e di denuncia contro i ripetuti scandali che hanno visto al centro esponenti del Fidesz, promettendo un cambio di rotta ai cittadini ungheresi stanchi di 16 anni di orbanismo, dall’altro la sensazione è quella di una lotta tra due leader politici senza una reale sostanza politica. Per un Viktor Orbán che ripete stancamente le solite posizioni anti-UE e insiste sui pericoli esterni che minacciano l’esistenza dell’Ungheria, abbiamo un Péter Magyar che pubblica ogni giorno il conto alla rovescia verso elezioni che è sicuro di vincere, <strong>cercando di porsi come alleato sicuro per Trump e per Israele </strong>e postando sui suoi social, sui quali si definisce con estrema modestia “<em>The Man</em>”, foto ammiccanti in cui tiene in mano un’enorme <em>kolbász</em>, ossia la tradizionale salsiccia ungherese. Una campagna elettorale surreale, combattuta a suon di post modificati con l’intelligenza artificiale, di scandali veri o presunti e di tentativi di <em>character assassination</em>.</p>



<p>Anche i sondaggi elettorali si dividono seguendo le stesse fratture della società ungherese. Prendiamo ad esempio gli ultimi sondaggi pubblicati da quattro istituti, ossia <em>21 Kutatóközpont</em>, <em>Republikon intézet</em>, <em>Nézőpont</em> e <em>XXI Század intézet</em>. I primi due propongono la vittoria certa di Tisza (54% secondo <em>21 Kutatóközpont </em>e 49% secondo <em>Republikon intézet</em>), mentre gli altri garantiscono la vittoria di Fidesz (46% per entrambi). E come potrebbe essere altrimenti? Il direttore del <em>21 Kutatóközpont</em>, Dániel Róna, è un ex collaboratore del partito liberale Momentum, mentre <em>Republikon intézet</em>, altro centro vicino al polo liberale, riceve fondi dell’Unione Europea. La direttrice del <em>XXI Század intézet</em>, al contrario, è Mária Schmidt, controversa storica i cui rapporti con Viktor Orbán sono ben noti, mentre <em>Nézőpont</em> riceve fondi da parte del governo europeista.</p>



<p>I sondaggi relativi alle elezioni di domenica 12 aprile, quindi, più che vagliare l’opinione pubblica sembrano cercare di influenzarla, dicendo ai leader ed elettori dei rispettivi schieramenti quello che probabilmente vorrebbero sentirsi dire. L’immagine che ne deriva è quella di un’Ungheria divisa nella certezza della vittoria della rispettiva fazione politica, in un meccanismo che sembra ricordare il tifo calcistico. Una dinamica che, rimbalzata da diversi opinionisti al di fuori dell’Ungheria, ci fa perdere il contatto con una competizione assai più tesa di quanto possa sembrare, in cui molto probabilmente nessuno dei due contendenti potrebbe ottenere la famosa maggioranza dei 2/3 e <strong>in cui, per la prima volta, si rischia un Parlamento a tre,</strong> diviso tra la destra di Fidesz, quella di Tisza e quella estrema di Mi Hazánk</p>
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		<title>Come la &#8220;dottrina Orban&#8221; ha cambiato l&#8217;Ungheria</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/come-la-dottrina-orban-ha-cambiato-lungheria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 18:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AX_xjMlX238XUPosRTzy_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viktor Orban è stato rieletto con la maggioranza assoluta per il quinto mandato da capo del governo in Ungheria. Il leader magiaro, campione dei sovranisti europei e nemico numero uno dei progressisti del Vecchio Continente, è figura divisiva ma complessa. Con un&#8217;agenda politica chiara, sviluppata negli anni e articolata, fondata su un forte identitarismo trasmesso da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/come-la-dottrina-orban-ha-cambiato-lungheria.html">[...]</a></p>
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<hr />
<p><span style="font-weight: 400;">In un celebre discorso del 2014, <strong>Viktor Orbán</strong> ha esplicitamente mostrato la reale portata del suo disegno proponendo il superamento della democrazia liberale con un nuovo tipo di organizzazione della comunità nazionale, la “democrazia illiberale”, passante proprio per l’istituzionalizzazione di un nuovo baricentro di potere e invitando a &#8220;pensare a dei sistemi che non sono democrazie occidentali, non liberali, forse nemmeno democratiche, e tuttavia che rendono le nazioni efficienti. Oggi, le star delle analisi internazionali sono Singapore, Cina, India, Turchia, Russia. […] Una democrazia non è necessariamente liberale&#8221;</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa visione, come si vedrà, svelava l’ambizione di <strong>dotare di una propria soggettività l’Europa centrale,</strong> regione enfaticamente definita “diversa dall’Europa occidentale” nell’altrettanto discorso in Transilvania nel 2018, da costruire attorno al rifiuto del multiculturalismo e dell’immigrazione e alla difesa di cristianità, famiglia tradizionale e settori strategici dell’economia. “</span><span style="font-weight: 400;">Credo che non ci sia un politico più europeo di Viktor Orbán, che al tempo stesso è tipicamente ungherese”, ha detto Aaron Mathe</span><span style="font-weight: 400;"> sul progetto del politico magiaro. “Secondo me, il suo vero sogno è la ricostruzione di un&#8217;Europa cristiano-democratica. I suoi oppositori politici e i suoi nemici, invece, sono chiaramente antieuropei: rigettano tutto ciò che ha reso grande la civiltà occidentale. È importante, in questo contesto, non fare confusione tra Europa e Unione Europea”, componente centrale nella visione orbaniana del mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si può, in quest’ottica, parlare di una <strong>“dottrina Orbán”</strong> per la politica istituzionale? Come visto già in precedenza, il leader magiaro ha unito in forma originale convinzioni politiche personali, tatticismi e input esterni per creare un disegno politico a sé stante nel panorama europeo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gradualismo dell’applicazione dell’agenda politica, come ricordato in precedenza, ha richiamato apertamente a quanto fatto in altri Paesi, come la Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Erdoğan;</a> la riforma costituzionale ungherese non è stata, al contempo, un </span><i><span style="font-weight: 400;">unicum</span></i><span style="font-weight: 400;">, inserendosi nel grande filone delle costituzioni verticistiche ed “emergenziali” dell’era della globalizzazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>società dell’era delle “crisi infinite”</strong> è governata da una politica che ha, al massimo, come via di fuga lo stato d’emergenza, ovvero l’attestazione della necessità di imporre una fase extra-ordinaria per governare le ore più buie di una fase caotica al di fuori delle normali leggi del gioco democratico. Usa e Francia hanno introdotto importanti norme anti-terrorismo, ad esempio; in Italia per due volte, nel 2006 e nel 2016, gli elettori hanno bocciato riforme costituzionali proposte da singole coalizioni come carte partigiane centrate sull’accentramento dei poteri sul governo di Roma; nei regimi esterni all’Occidente classico le <strong>nuove costituzioni dell’era contemporanea</strong> (dal Venezuela alla Turchia, passando per la Polonia e arrivando all’Ungheria) contemplano gli stati d’eccezione, sono presidenzialiste (o centrate su larghi poteri per l’esecutivo) e verticiste. Come se il vero stato d’eccezione non fosse, in fin dei conti, che l’incapacità di governare realmente la globalizzazione e i suoi processi, l’instabilità di un mondo che decenni fa si riteneva possibile unificare con le leggi disciplinate del commercio e del mercato e che oggi si mostra in difficoltà di fronte alla prevenzione del rischio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso, la <strong>dottrina politica di Orbán</strong> individua il governo dell’emergenza come l’innalzamento di muri alle ideologie politiche e alle dottrine economiche che possono perturbare l’identità sociale degli ungheresi: l’enfasi tradizionalista, il richiamo alla famiglia naturale, l’avversione alle Ong straniere, ai migranti e al suo storico patrono George Soros, la crociata contro un presunto e onnipresente “globalismo” corruttore vanno di pari passo con l’opposizione ai dogmi del neoliberismo economico. Dopo lo schiacciante successo elettorale del 2014 Orbán ha seppellito definitivamente i dogmi neoliberisti presentando la sua idea di Stato come entità di costruzione, rinvigorimento e organizzazione della comunità nazionale, rilanciando politiche economiche assertive e in controtendenza con le prescrizioni dell’Unione europea.</span></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi principi sono stati portati avanti non senza un velato tentativo di governare la contraddizione: ad esempio, l’atteggiamento sul <strong>tema dell’influenza reale o presunta di Soros</strong> nel Paese come portatore di idee e visioni allogene è andato di pari passo col tentativo di seguire, a lungo, un altro zio d’America, Steve Bannon, istituzionalizzando come modello di una presunta visione sovranista globale la nuova Ungheria orbániana; tale manovra è stata decisamente emblematica della capacità di Orbán di giocare con astuzia e abilità politica sul filo della contraddizione. Il tema del rapporto tra Ungheria e Unione Europea e la questione dei migranti ne sono un plastico esempio.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/come-la-dottrina-orban-ha-cambiato-lungheria.html">Come la &#8220;dottrina Orban&#8221; ha cambiato l&#8217;Ungheria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Elezioni in Ungheria: Orban si gioca tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-ungheria-orban-si-gioca-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 15:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni parlamentari, che si svolgeranno questa domenica, determineranno il futuro politico di Budapest e del controverso Primo Ministro Viktor Orban, al potere da dodici anni. Orban guida il partito nazional-conservatore Fidesz, noto per le posizioni euroscettiche e gli ottimi rapporti intrattenuti con la Russia. A sfidarlo ci sarà una grande coalizione formata dai partiti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-ungheria-orban-si-gioca-tutto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA23404391-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>elezioni parlamentari</strong>, che si svolgeranno questa domenica, determineranno il futuro politico di Budapest e del controverso Primo Ministro <strong>Viktor Orban</strong>, al potere da dodici anni. Orban guida il partito nazional-conservatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Fidesz</a>, noto per le posizioni euroscettiche e gli ottimi rapporti intrattenuti con la<strong> Russia</strong>. A sfidarlo ci sarà una <strong>grande coalizione</strong> formata dai partiti di opposizione. Socialisti, socialdemocratici, verdi, liberali e post-fascisti hanno unito le forze e presenteranno un candidato unico in tutte e 106 le circoscrizioni elettorali, sperando di ottenere i voti contro il crescente autoritarismo e la corruzione di Fidesz. A guidarli ci sarà <strong>Peter Marki-Zay</strong>, 49 anni, sindaco conservatore di una piccola città, padre di sette figli e cattolico praticante. Le élite liberali ed urbane, che in passato sono state sconfitte da Orban, hanno deciso di cambiare tattica e di affidarsi ad un volto in grado di raccogliere voti anche nelle zone rurali.</p>
<h2>Il ruolo di Orban</h2>
<p><strong>L&#8217;Ungheria</strong> è il primo Stato membro dell&#8217;Unione Europea e della Nato ad indire elezioni dallo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> e la campagna elettorale ha risentito di quanto sta accadendo sullo scenario internazionale. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Orban</a> ha condannato quelle che ha definito &#8220;le azioni militari&#8221; della Russia e non si è opposto alle sanzioni volute dall&#8217;Unione Europea perché è consapevole della <strong>ferma condanna</strong> dell&#8217;invasione da parte dell&#8217;opinione pubblica ungherese. Le parole di condanna pronunciate da Orban sono rimaste, però, solo parole e vanno comunque inquadrate in un contesto di più generale <strong>ambiguità</strong>. Il Primo Ministro ha sfruttato la presa che ha sui media nazionali per lanciare un ramoscello di ulivo a Putin e per dipingersi come un candidato &#8220;della destra a favore della pace&#8221; in contrasto con l&#8217;opposizione, <a href="https://www.lowyinstitute.org/the-interpreter/hungary-nears-election-brussels-and-moscow-will-be-watching">come riportato</a> dal Lowy Institute, &#8220;di sinistra a favore della guerra&#8221;. Orban ha chiarito che continuerà ad importare il <strong>gas russo</strong>, che non porrà fine all&#8217;allargamento della centrale nucleare di Paks, realizzato dalla società statale russa Rosatom ed ha espresso il proprio apprezzamento per la posizione diplomatica espressa dalla<strong> Cina</strong>. Non sono mancate alcune staffilate ai Paesi Nato ed alla loro scarsa propensione ad investire sulle spese militari.</p>
<h2>I problemi dell&#8217;opposizione</h2>
<p>La coalizione è minata da due problemi:<strong> la mancanza di unità</strong> e la presenza di <strong>fratture interne</strong>. I partiti hanno discusso per settimane in merito alla distribuzione dei propri candidati sulle liste elettorali. Marki-Zay ha provato a <strong>forzare la mano</strong> cercando di imporre la presenza del suo partito, che non aveva preso parte alle primarie, sulle schede elettorali. La mossa ha stizzito gli alleati che hanno fatto resistenza nel timore che ciò avrebbe potuto accrescere il suo peso politico personale. Lo stesso Marki-Zay è stato costretto ad ammettere quanto sia difficile far dialogare una coalizione che ha uno <strong>spettro ideologico</strong> ampio e dove è complesso trovare una quadra per la stesura di un<a href="https://it.insideover.com/politica/autoritarismo-e-antisemitismo-gli-errori-del-fronte-anti-orban-che-spingon-fidesz.html"> programma elettorale comune</a>. I due partiti più grandi, la Coalizione Democratica e Jobbik, non avrebbero nemmeno voluto unirsi allo schieramento dopo che i propri candidati erano stati sconfitti alle primarie. I continui contrasti sono un fattore di debolezza che è reso ancora più evidente dall&#8217;<strong>efficienza organizzativa</strong> e dalla <strong>coerenza</strong> mostrata da <strong>Fidesz</strong>. Un ulteriore ostacolo è costituito dalla <strong>manipolazione dei distretti elettorali </strong>che consente a Fidesz di vincere con uno scarto minore di voti rispetto a quelli che sarebbero necessari ai suoi rivali.</p>
<p><strong>Le rilevazioni demoscopiche</strong> realizzate negli ultimi dieci giorni indicano che <strong>Fidesz</strong> è in testa alle preferenze degli elettori con una percentuale di voti stimata tra il 49 ed il 50 per cento dei consensi. La lista dell&#8217;<strong>Opposizione Unita</strong> insegue e dovrebbe attestarsi in una forchetta compresa tra il 41 ed il 46.5 per cento dei voti.  Si tratta di un distacco che, in alcuni casi, è compatibile con il <strong>margine di errore</strong> delle rilevazioni ma le possibilità che si verifichi un testa a testa sono comunque limitate.</p>
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		<title>Il pragmatismo di Orban sulla guerra con vista elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/il-pragmatismo-di-orban-sulla-guerra-con-vista-elezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 19:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1024x656.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1536x984.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come un ciclista professionista, Viktor Orban ha per ora doppiato senza scivoloni tutte le curve della discesa politica più complessa della sua carriera: il sovrapporsi tra l&#8217;appuntamento elettorale del prossimo 3 aprile che vede tutte le opposizioni riunte contro Fidesz e l&#8217;esplosione della crisi ucraina in cui è stata messa a repentaglio la posizione securitaria di Budapest e la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-pragmatismo-di-orban-sulla-guerra-con-vista-elezioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-pragmatismo-di-orban-sulla-guerra-con-vista-elezioni.html">Il pragmatismo di Orban sulla guerra con vista elezioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1024x656.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1536x984.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Come un ciclista professionista, <strong>Viktor Orban </strong>ha per ora doppiato senza scivoloni tutte le curve della discesa politica più complessa della sua carriera: il sovrapporsi tra l&#8217;appuntamento elettorale del prossimo 3 aprile che vede tutte le opposizioni riunte contro<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener"> Fidesz</a> e l&#8217;esplosione della <strong>crisi ucraina </strong>in cui è stata messa a repentaglio la posizione securitaria di Budapest e la<a href="https://it.insideover.com/politica/putin-orban-banca-budapest.html" target="_blank" rel="noopener"> relazione privilegiata costruita con <strong>Vladimir Putin </strong></a>in questi anni.</p>
<h2>Orban gioca con cautela</h2>
<p>Fino ad ora il primo ministro magiaro ha agito all&#8217;insegna della più assoluta cautela sulla base di una strategia precisa e fondata su pochi, ma chiari presupposti: la linea rossa è stata la <strong>chiara condanna </strong>dell&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina, certificata la quale Orban ha promosso una strategia personale volta a minimizzare l&#8217;esposizione dell&#8217;Ungheria alla crisi e a mantenere al suo Paese le mani libere.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, da tattico attento a non bruciare le opportunità più importanti che gli capitano sotto mano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener">Orban</a> ha temporaneamente messo da mano tutta la storica retorica incendiaria che lo ha contraddistinto, l&#8217;idea di un sodalizio con Putin in nome di un contrasto al <strong>declinante Occidente</strong>, ogni divisione fondata su ragioni ideologiche e valoriali e ogni tentazione al protagonismo in campo europeo. L&#8217;obiettivo chiaro e preciso è divenuto quello di prendere al balzo la palla della crisi e avvicinarsi al 3 aprile massimizzando le possibilità di vittoria. &#8220;Gli ungheresi sono a favore della solidarietà per l’Ucraina ma contrari a ogni aiuto militare, però il fattore generazionale conta, i più anziani sanno molto bene cos’è la paura verso i russi&#8221;, ha<a href="https://www.ilfoglio.it/cosmopolitics/2022/03/08/news/quanto-sta-scomodo-orba-n-nelle-giravolte-su-putin-ora-che-la-paura-non-e-addomesticabile-3779932/" target="_blank" rel="noopener"> fatto notare <em>Il Foglio, </em>e</a> questo ha invitato il primo ministro a evitare di essere preso in contropiede dall&#8217;utilizzo in senso contrario <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/budapest-1956-tragedia-e-eroismo-della-rivoluzione-ungherese.html" target="_blank" rel="noopener">a Fidesz del <strong>pensiero del 1956</strong></a>, anno dell&#8217;invasione sovietica.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3JFHvLP" target="_blank" rel="noopener"><strong>Autoritarismo e antisemitismo, gli errori del fronte anti-Orban</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3D9PNcD" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Europa secondo Orban</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3iC33gw" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lo Stato di diritto e il braccio di ferro tra Ungheria e Ue</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>La domanda di sicurezza della popolazione ungherese è chiara: bisogna evitare di mostrarsi allineati a Putin ma senza trascinare Budapest alle faglie del conflitto. Il confine ucraino-ungherese in Rutenia è una <strong>trincea d&#8217;Europa </strong>oggigiorno e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Volodymir Zelensky</strong></a> guarda ad essa come corridoio per il transito delle armi destinate alla resistenza ucraina. Inoltre, Orban si è trovato a dover constatare l&#8217;inservibilità della <strong>retorica sulla persecuzione </strong>della minoranza ungherese in Ucraina, forte di 350mila persone, per molti addirittura analizzabile in ottica di mire del leader magiaro sul territorio della Rutenia.</p>
<h2>Rompere gli accordi con Putin? Nì</h2>
<p>Orban ha risposto con il più classico dei <em>cherry-picking </em>alla messa in discussione di molti capisaldi, retorici in particolare della sua politica. In primo luogo, sui contratti con la Russia la risposta è stata volutamente ambigua complice l&#8217;ampiezza della <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/le-relazioni-tra-putin-e-orban-alla-prova-della-crisi-ucraina-33880">posta in gioco sottolineata dall&#8217;Ispi</a>: &#8220;nel 2014&#8221;, per esempio, l&#8217;Ungheria <a href="https://rosatom-centraleurope.com/rosatom-in-country/history-of-cooperation/hu/">ha incaricato</a> la russa <strong>Rosatom</strong> di costruire due nuove centrali nucleari a Paks, senza indire una gara pubblica. Il progetto è stato finanziato da un prestito di 10 miliardi di euro dalla Russia&#8221;.</p>
<p>Lorinc Meszaros, stretto alleato di Orban, è stato tra i massimi beneficiari di queste misure economiche, mentre un altro alleato del capo di governo, <strong>&#8220;Kristóf Szalay-Bobrovniczky</strong>, ha stipulato una <a href="https://nepszava.hu/3078957_orosz-kezben-a-jarmujavito-az-uzletben-szalay-bobrovniczky-kristof-cege-is-megjelenik">redditizia <em>joint venture</em></a> con la russa Transmashholding per la produzione di vagoni ferroviari. Più di recente, l&#8217;Ungheria ha firmato un nuovo contratto di fornitura di gas della durata di quindici anni con Gazprom, che prevede esplicitamente che il gas arrivi sulle rotte che aggirano l&#8217;Ucraina&#8221;. In particolar modo, in occasione della visita di inizio febbraio di Orban a Mosca si è sottolineato che l&#8217;Ungheria ha già concluso con la Russia accordi per la fornitura di <a href="https://ilmanifesto.it/gas-e-nucleare-il-legame-particolare-tra-orban-e-putin/" target="_blank" rel="noopener"><strong>4,5 miliardi di metri cubi di gas all&#8217;anno</strong>,</a> validi fino al 2036. Ebbene, Orban ha fermato i nuovi contratti con Rosatom ma non la costruzione delle sanzioni, ha aderito a <strong>sanzioni e misure economico-finanziarie </strong>nei limiti del mandato dell&#8217;Unione Europea a cui ha dato il suo assenso e, sull&#8217;ultimo fronte, ha mantenuto in  attività gli accordi ma, come detto in un colloquio <a href="https://www.agi.it/estero/news/2022-03-23/orban-pagare-gas-rubli-noi-abbiamo-contratto-16110760/">con l&#8217;Agi</a>, non ha intenzione di seguire la richiesta di Putin di chiedere unicamente pagamenti in<a href="https://it.insideover.com/economia/il-cambio-del-rublo-e-in-ripresa-ecco-perche.html" target="_blank" rel="noopener"> rubli per il gas.</a></p>
<p>Vi è poi da sottolineare una dinamica precisa legata, come detto, al tema spinoso delle forniture d&#8217;armi: la popolazione ungherese, stando a diversi sondaggi d&#8217;opinione recenti, sostiene la presenza ungherese nella Nato per l&#8217;80% ma è a larghissima maggioranza favorevole anche a una linea di completa astensione dal provocare la Russia sui confini ucraini. &#8220;Orbán era convinto che Putin non avrebbe attaccato l’Ucraina&#8221;, <a href="https://foreignpolicy.com/2022/03/20/viktor-orban-is-the-wests-pro-putin-outlier/">scrive <em>Foreign Policy</em></a>, &#8220;Quando lo ha fatto, la posizione dell’Ungheria&#8221; nei confronti dell&#8217;Ucraina &#8220;è rimasta nel caos per circa una settimana. Inizialmente Orbán ha sostenuto le sanzioni, ha chiamato il presidente ucraino Zelensky per offrire supporto e ha fatto entrare i migranti ucraini&#8221; accelerando anche il sostegno di Budapest alla procedura di adesione di Kiev all&#8217;Unione Europea. In seguito, <a href="https://www.rferl.org/a/ukraine-kyiv-czech-poland-slovenia-visit/31753678.html">quando i leader dell&#8217;Est Europa</a> (Polonia, Slovenia, Slovacchia) si sono recati a Kiev nel viaggio organizzato dal <strong>leader conservatore di Varsavia e vicepremier Jaroslaw Kaczynski</strong> per mostrare solidarietà e sostegno alla nazione aggredita, il premier ungherese ha preferito evitare di esporsi esibendo, nelle ultime settimane, un neutralismo fondato sul dualismo chiaro &#8220;pace e energia in sicurezza&#8221;.</p>
<h2>I sondaggi premiano Orban</h2>
<p>Sostegno a Zelensky, ma niente armi. Via libera alle sanzioni, ma neutralità assoluta dell&#8217;Ungheria sul fronte militare. Spostamento del focus della retorica dalla sicurezza della nazione limitrofa alla sicurezza energetica e sostanziale inabissamento di Orban ai vertici di Nato e Unione Europea hanno fatto il resto, in una fase in cui il Gruppo di Visegrad si divide <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-della-polonia-mira-alla-sconfitta-di-putin.html" target="_blank" rel="noopener">con la <strong>Polonia in prima linea </strong>nel contenimento di Mosca.</a> E sul fronte interno dunque sono state depotenziate le critiche del capo dell&#8217;opposizione, <strong>Peter Marki-Zay, </strong>che ha definito Orban &#8220;cagnolino di Putin&#8221;. Il leader dell&#8217;opposizione unita, un cattolico conservatore <a href="https://it.insideover.com/politica/cattolico-e-conservatore-peter-marki-zay-e-lorban-dellopposizione-ungherese.html">definito il più orbaniano dei rivali del capo di governo</a> ha usato la faglia tra il legame all&#8217;Occidente e un presunto autoritarismo di Orban per tornare in pista:</p>
<p>Per Marki-Zay &#8220;Putin e Orbán appartengono allo stesso mondo autocratico, repressivo, povero e corrotto», <a href="https://www.nytimes.com/2022/03/18/opinion/hungary-viktor-orban-opposition.html">come ha avuto modo di dichiarare conversando</a> col <em>New York Times</em>. &#8220;E noi invece dobbiamo scegliere l’Europa, l’Occidente, la Nato, la democrazia, lo stato di diritto, la libertà di stampa: un mondo molto diverso, il mondo libero&#8221;. Questa retorica però non sta avendo una presa sostanziale. Dall&#8217;inizio della guerra Orban è decollato nei sondaggi che prima lasciavano presagire un testa a testa. I primi rilevamenti della seconda metà di marzo lo <a href="http://republikon.hu/elemzesek,-kutatasok/22-03-23-kvk-marcius.aspx">danno da 3</a> fino a <a href="https://demokrata.hu/magyarorszag/felmeres-orban-viktor-felfele-marki-zay-lefele-huzza-sajat-taborat-500316/">8 punti sopra l&#8217;avversario</a> e, anzi, ancora in corsa per avere una <strong>supermaggioranza </strong>in grado di permettergli la modifica della Costituzione. Dunque nella percezione dei cittadini la gestione della crisi da parte di Orban, che è riuscito a far dimenticare sé stesso, pare essere stata apprezzata: ma in pochi giorni, in tempi di guerra, tutto può cambiare. E anche un uomo abile a giocare da trasformista come Orban deve stare attento agli imprevisti bellici provenienti dalla confinante Ucraina.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-pragmatismo-di-orban-sulla-guerra-con-vista-elezioni.html">Il pragmatismo di Orban sulla guerra con vista elezioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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