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	<title>droni Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>droni Archives - InsideOver</title>
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		<title>La prima volta sul fronte ucraino: soldato ferito ed evacuato dalla prima linea con un drone</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-prima-volta-sul-fronte-ucraino-soldato-ferito-ed-evacuato-dalla-prima-linea-con-un-drone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1828" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg 1828w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-300x178.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1024x606.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-768x455.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1536x909.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-600x355.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1828px) 100vw, 1828px" /></p>
<p>Un drone che solleva un ferito da terra e lo porta distante dalla linea di contatto col nemico; è l’immagine tratta da un video diffuso dalla 92ª Brigata d’assalto separata dell’Esercito ucraino</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-prima-volta-sul-fronte-ucraino-soldato-ferito-ed-evacuato-dalla-prima-linea-con-un-drone.html">La prima volta sul fronte ucraino: soldato ferito ed evacuato dalla prima linea con un drone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1828" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg 1828w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-300x178.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1024x606.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-768x455.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1536x909.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-600x355.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1828px) 100vw, 1828px" /></p>
<p>Un drone che solleva un ferito da terra e lo porta distante dalla linea di contatto col nemico. È l’immagine tratta da un video diffuso dalla <strong>92ª Brigata d’assalto separata dell’Esercito ucraino</strong> lo scorso 19 ottobre, quando è avvenuta quella che è stata riportata come la prima evacuazione documentata di un soldato ferito al fronte attraverso un <strong>UAV</strong>, <em>Unmanned Aerial Vehicle</em>. Dopo anni di studi e programmi per lo sviluppo di piattaforme conducibili da remoto per condurre missioni di evacuazione o <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-trucco-degli-inglesi-per-trasportare-le-forze-speciali.html">esfiltrare il personale</a>, si tratta della prima operazione di questo tipo in assoluto. Perché, ancora una volta, è la guerra in Ucraina a mettere in pratica la teoria.</p>



<p>L’operazione – definita storica dai responsabili delle forze armate di Kiev – apre nuove prospettive per il recupero dei feriti nelle aree del fronte inaccessibili ai mezzi tradizionali, in particolare gli elicotteri e i mezzi corazzati per il trasporto truppe, abilitando questo tipo di <strong>droni a sei rotori </strong>modificati per trasportare un essere umano al posto del consueto carico di munizioni e rifornimenti. Un&#8217;operazione che prevede, in ogni caso, la possibilità per l&#8217;operatore ferito di agganciarsi o la presenza di commilitoni che possano ovviare al problema per garantire al pilota di droni che il <em>carico</em> sia <strong>assicurato all’imbracatura</strong>. Nel video diffuso dalle Forze terrestri ucraine, un soldato riportato come ferito viene ripreso da una delle telecamere del drone mentre si assicura con delle cinghie prima di essere sollevato in aria dall’esacottero che lo ha trasferito verso un punto di evacuazione prestabilito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ukraine’s 92nd Assault Brigade has carried out the world’s first battlefield evacuation of a wounded soldier by aerial drone.<br><br>A heavy-lift Ayudag 6 transported the soldier, who sustained severe leg injuries, 15 kilometers back to the rear area. He is expected to survive. <a href="https://t.co/mm9zH8hgb9">pic.twitter.com/mm9zH8hgb9</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://x.com/Osinttechnical/status/2112188905260978352?ref_src=twsrc%5Etfw">October 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Questa insolita missione è stata condotta in una data e in un settore sconosciuti dove opera la&nbsp;<a href="https://92sabr.army/en/">92ª&nbsp;Brigata&nbsp;d&#8217;assalto&nbsp;separata</a> dell’Esercito ucraino, unità intitolata al <strong>Koshovyi Otaman Ivan Sirko</strong>, comandante di un manipolo di cosacchi che ottennero 60 importanti vittorie contro l’Impero ottomano, dando origine a innumerevoli miti e leggende legati al suo nome, che in seguito all’invasione russa ha preso parte alla difesa e alla controffensiva di Kharkiv, arginando l’avanzata russa lungo la direttrice di Bachmut. Il drone impiegato potrebbe appartenere al 429º Reggimento separato che opera con i sistemi a pilotaggio remoto “Achilles”, ed essere dislocato lungo le direttrici di Pokrovsk e Dobropillia, nella regione di Donetsk. <br><br>La necessità di ricorrere a una soluzione tanto insolita sarebbe stata determinata dalle particolari condizioni operative dell’area in cui si trovava il soldato ferito: l’intensa attività dei droni nemici e <strong>la presenza di terreni minati avevano reso impossibile procedere con un’evacuazione attraverso mezzi terrestri</strong>, compresi i <strong>veicoli robotici cingolati</strong> che le forze armate di Kiev stanno impiegando regolarmente per recuperare i feriti dalle posizioni più esposte al fuoco nemico. L’utilizzo di un esacottero modificato con un’elevata capacità di carico ha permesso di superare gli ostacoli presenti sul terreno, evitando di esporre altri militari ai rischi di una missione di recupero condotta in un’area sottoposta alla costante sorveglianza dei sistemi senza pilota avversari. Il soldato è stato trasferito in un luogo sicuro e successivamente affidato alle cure del personale medico. Secondo le informazioni diffuse dall’Esercito ucraino, è attualmente ricoverato e la sua vita non sarebbe più in pericolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’evoluzione delle evacuazioni sul campo di battaglia</h2>



<p>L’episodio costituisce un ulteriore esempio di come <strong>la guerra in Ucraina stia accelerando lo sviluppo di nuove applicazioni militari </strong>per i sistemi senza pilota, imponendo soluzioni che fino a pochi anni fa erano relegate allo stato sperimentale. La crescente diffusione dei droni da ricognizione e attacco ha infatti reso particolarmente rischiose le tradizionali operazioni di evacuazione sanitaria, soprattutto nelle aree prossime alla linea di contatto dove elicotteri, ambulanze, veicoli blindati e squadre di soccorso possono essere facilmente individuati e presi di mira con conseguenze disastrose. Per rispondere a difficoltà come queste, e raggiungere posizioni avanzate nelle prime linee disseminate di ostacoli e campi minati, <strong>le forze armate ucraine hanno progressivamente introdotto veicoli terrestri senza equipaggio </strong>destinati al trasporto di munizioni, viveri e materiali, adattandoli anche al recupero dei feriti. Si tratta degli <strong>UGV</strong>, <em>Unmanned Ground Vehicles</em>, che si muovono su cingoli o su ruote, e possono raggiungere posizioni particolarmente pericolose senza mettere a rischio gli equipaggi dei veicoli di soccorso.</p>



<p>Un’operazione simile, benché profondamente <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/iran-com-drone-marino-usato-salvare-i-piloti-dellelicottero-2676834.html">diversa nel campo e nei mezzi</a>, si è verificata nelle acque al <strong>largo dell’Oman</strong>, dove l’equipaggio di un <strong>elicottero d’attacco AH-64 Apache</strong> dell’Esercito degli Stati Uniti è stato soccorso ed <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/l-incidente-dell-apache-usa-e-salvataggio-col-drone-marino-2676362.html">esfiltrato da un drone navale</a>&nbsp;che ha raggiunto i due militari e li ha trasportati in acque sicure, dove è sopraggiunto un elicottero di salvataggio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">L’equipaggio dell’elicottero AH-64 Apache USA abbattuto lo scorso giugno al largo dell’Oman venne recuperato da un drone navale Corsair Saronic. Fu la prima azione di questo tipo a mettere alla prova un <a href="https://x.com/hashtag/ASV?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ASV</a> della Task Force 59 della 5ª Flotta statunitense <a href="https://t.co/dPJ5ss0s8t">pic.twitter.com/dPJ5ss0s8t</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2112974249510252688?ref_src=twsrc%5Etfw">October 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La possibilità di effettuare un’evacuazione via aerea senza impiegare un elicottero con equipaggio potrebbe offrire nuove opportunità, soprattutto quando le condizioni del terreno impediscono qualsiasi movimento attraverso le vie d’accesso disponibili. Rimangono tuttavia diversi limiti tecnici e operativi. <strong>Il trasporto di una persona richiede una capacità di sollevamento considerevole,</strong> sistemi di ancoraggio affidabili e un controllo particolarmente accurato del velivolo. A questi fattori si aggiungono l’autonomia di volo, le condizioni meteorologiche e la vulnerabilità dei droni pesanti alle interferenze elettroniche e al fuoco nemico. La soluzione, inoltre, non può essere considerata universalmente applicabile, soprattutto nel caso di feriti impossibilitati ad assicurarsi autonomamente alla struttura di trasporto che, in questo caso, si ritiene poter essere un modello <a href="https://www.rid.it/shownews/8398/ucraina-prima-evacuazione-medica-via-drone-aereo">AYUDAG-6</a> o di un suo derivato. <br><br>L’operazione condotta dalla 92ª Brigata ucraina rappresenta un caso particolarmente significativo perché, a differenza delle sperimentazioni effettuate con manichini, avrebbe consentito il recupero effettivo di un militare ferito in un ambiente di combattimento. Resta da stabilire se questa soluzione possa essere trasformata in una procedura operativa ripetibile e sufficientemente sicura. Ma il principio dimostrato sul campo è già rilevante: un drone concepito per trasportare carichi pesanti può essere adattato per salvare la vita di un soldato quando nessuno può raggiungerlo senza esporsi al medesimo rischio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sistema Shadow: la guerra elettronica low cost</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sistema-shadow-la-guerra-elettronica-low-cost.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 15:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Piccole piattaforme aeree capaci di svolgere missioni di guerra elettronica in ambienti contesi, è questa l'idea dietro allo sviluppo di Shadow EW, la soluzione di BAE Systems per combattere nello spettro elettromagnetico con un sistema a basso costo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/26-A04-08_Shadow500_r2-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Piccole piattaforme aeree capaci di svolgere missioni di guerra elettronica in ambienti contesi, è questa l&#8217;idea dietro allo sviluppo di <strong>Shadow EW</strong>, la soluzione di BAE Systems per <strong>combattere nello spettro elettromagnetico</strong> con un <strong>sistema a basso costo</strong>, con basso impatto in termini di dimensioni, peso e potenza, infrangendo le regole della guerra elettronica finora associate a piattaforme di grandi dimensioni con equipaggio umano.</p>



<p>L&#8217;obiettivo perseguito da <a href="https://www.baesystems.com/en-us/product/shadow-ew">BAE Systems</a> è relativamente semplice: distribuire sul campo un numero elevato di sistemi EW sufficientemente economici da poter essere installati su piattaforme che, fino a pochi anni fa, difficilmente avrebbero potuto disporre di capacità analoghe. Shadow è stato quindi sviluppato privilegiando dimensioni e peso ridotti, bassi consumi e soprattutto la possibilità di essere prodotto in grandi quantità senza raggiungere i costi normalmente associati ai più sofisticati apparati per la guerra elettronica. Una filosofia che passa anche dalla scelta dei componenti. Al posto di affidarsi esclusivamente a costosi apparati elettronici sviluppati specificamente per applicazioni militari, Shadow EW <strong>sfrutta anche</strong> <strong>microchip disponibili sul mercato commerciale</strong>. Una soluzione che, secondo BAE Systems, permette di ottenere elevate capacità di calcolo semplificando contemporaneamente la catena di approvvigionamento e, soprattutto, accelerando produzione e consegne.</p>



<p>Il risultato è un sistema pensato fin dall&#8217;origine per essere modulare. <strong>Hardware configurabile e software aggiornabile</strong> consentono infatti di <strong>adattare Shadow alle diverse missioni </strong>e, almeno nelle intenzioni del produttore, di rispondere rapidamente alla comparsa di nuove minacce senza dover necessariamente modificare l&#8217;intero apparato. La sua architettura aperta permette inoltre di integrare il sistema su piattaforme differenti, comprese quelle già esistenti. &#8220;<em>Il moderno scenario di combattimento si evolve a una velocità senza precedenti e tutte le piattaforme, indipendentemente dalle dimensioni, necessitano di capacità di guerra elettronica adattabili per garantire la propria sopravvivenza</em>&#8220;, ha spiegato la direttrice della linea di prodotti Shadow EW di BAE Systems, sottolineando come la combinazione tra hardware configurabile e continui aggiornamenti software sia stata scelta proprio per <strong>permettere al sistema di confrontarsi con minacce destinate a evolversi rapidamente</strong>.</p>



<p>Le missioni previste non riguardano infatti esclusivamente la protezione della piattaforma che trasporta Shadow. La famiglia può essere impiegata per <strong>aumentare la consapevolezza della situazione circostante</strong>, contribuire all&#8217;<strong>acquisizione dei bersagli</strong>, effettuare <strong>operazioni di inganno elettronico</strong> e migliorare la sopravvivenza dei velivoli, ma anche partecipare in maniera collaborativa alla produzione di effetti nello spettro elettromagnetico. È proprio quest&#8217;ultimo aspetto a rendere particolarmente interessante il concetto alla base della famiglia Shadow. Un piccolo drone equipaggiato con Shadow potrebbe non essere semplicemente una piattaforma da proteggere, ma diventare a sua volta un nodo di una rete più ampia.  Più sensori distribuiti nello spazio possono infatti osservare l&#8217;ambiente elettromagnetico da posizioni differenti e condividere le informazioni raccolte con altre piattaforme con equipaggio umano: i <em>quarterback</em> nelle <strong>nuove tattiche incentrate sulla collaborazione</strong> tra aerei da caccia avanzati e <strong>droni gregari</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sinergia con il Tempest</h2>



<p>Il responsabile delle Electronic Combat Solutions di BAE Systems, ha spiegato che questi apparati potranno funzionare autonomamente oppure affiancare e potenziare sistemi EW già presenti su altri velivoli. Questo significa, ad esempio, poter spingere piccoli sistemi senza pilota più vicino alle aree maggiormente minacciate, utilizzandoli per raccogliere informazioni e contribuire alla costruzione di un quadro più completo dell&#8217;ambiente operativo senza esporre necessariamente allo stesso rischio piattaforme pilotate molto più costose. In breve, la base del concetto dei <strong>Collaborative&nbsp;Combat&nbsp;Aircraft</strong> come gli F-47 e gli F/A-XX sviluppati dagli Stati Uniti, e dei velivoli come il Tempest europeo del programma <strong>Global Combat Air Programme (GCAP)</strong>.</p>



<p>BAE Systems non ha indicato pubblicamente quali saranno i primi velivoli destinati a ricevere Shadow EW, né ha fornito dettagli sulle piattaforme specifiche con cui il sistema è già stato integrato, ma possiamo immaginare si possa trovare una sinergia proprio con il caccia di sesta generazione Tempest sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, dove BAE Systems gioca un ruolo prominente. </p>



<p>La famiglia comprende più configurazioni e il produttore insiste soprattutto sulla possibilità di scegliere e adattare le capacità in funzione della missione e dell&#8217;architettura della piattaforma ospite. È quindi il concetto stesso di Shadow, più che un singolo apparato, a rappresentare l&#8217;elemento centrale: <strong>trasformare la guerra elettronica </strong>da una capacità concentrata prevalentemente su pochi assetti specializzati in qualcosa che possa essere distribuito su un numero molto maggiore di piattaforme. Una caratteristica che risponde anche alla crescente importanza dello spettro elettromagnetico nei conflitti contemporanei.  Individuare un&#8217;emissione, disturbare un sensore o una comunicazione, confondere un sistema avversario e condividere rapidamente le informazioni raccolte può risultare determinante tanto quanto l&#8217;impiego di un&#8217;arma tradizionale. E farlo attraverso numerose piattaforme relativamente economiche permette anche di complicare il lavoro dell&#8217;avversario, costretto a confrontarsi non più soltanto con pochi preziosi velivoli specializzati, ma con una rete di sistemi distribuiti.</p>



<p>Il &#8220;<em>fantasma</em>&#8221; per la guerra elettronica distribuita di BAE Systems segue una tendenza ormai evidente nello sviluppo dei sistemi militari: trasferire capacità un tempo riservate a piattaforme specializzate, come i caccia <strong>Growler</strong> o i nuovi <strong>Gulfstream</strong>, verso sistemi più piccoli, numerosi e possibilmente sacrificabili, sui quali distribuire sensori e capacità di disturbo. L&#8217;introduzione di questi nuovi sistemi non potrà sostituire i grandi velivoli specializzati nella guerra elettronica, la cui potenza, capacità di elaborazione e carico di specialisti difficilmente potranno essere replicati da piattaforme di dimensioni ridotte. Potrà però affiancarli con una nuova categoria di strumenti, capaci di operare più vicino alla minaccia e di essere impiegati in numero maggiore, accettando anche eventuali perdite. Perché anche nella guerra elettronica il vantaggio potrebbe non dipendere più soltanto da quanto sia &#8220;sofisticato&#8221; un singolo sistema, ma da quanti sistemi sia possibile mettere contemporaneamente in campo, distribuendone le capacità, e dalla rapidità con cui questi possano adattarsi alle minacce sempre più mutevoli.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un esercito di droni contro Kim: la nuova strategia militare della Corea del Sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/un-esercito-di-droni-contro-kim-la-nuova-strategia-militare-della-corea-del-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 00:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-1024x754.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-1536x1131.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-600x442.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Sud punta su droni e sistemi anti drone, addestrando 500mila militari e producendo 110mila Uav entro il 2029.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/un-esercito-di-droni-contro-kim-la-nuova-strategia-militare-della-corea-del-sud.html">Un esercito di droni contro Kim: la nuova strategia militare della Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-1024x754.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-1536x1131.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123233481_afc0f83f8b4fc2958df99f856f7b9bb5-600x442.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ampliare le capacità in materia di <strong>droni </strong>e di <strong>sistemi anti droni</strong>. Distribuire decine di migliaia di sistemi senza pilota ai militari schierati in prima linea, e cioè lungo il confine che separa la <strong>Corea del Sud</strong> dalla <strong>Corea del Nord</strong>. Ma soprattutto addestrare <strong>500mila militari</strong> per specializzarli nell&#8217;utilizzo degli Uav. È questo il piano che sta delineando il governo sudcoreano per rafforzare il proprio esercito e tenere testa alla continua modernizzazione dell&#8217;arsenale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kim-jong-un.html">Kim Jong Un</a>. </p>



<p>&#8220;I droni non dovrebbero più essere attrezzature utilizzate da un numero limitato di unità, ma uno strumento di combattimento universale&#8221;, ha dichiarato il ministro della Difesa di Seoul, <strong>Ahn Gyu Back</strong>, aggiungendo che gli Uav diventeranno, di fatto, una &#8220;<strong>seconda arma personale</strong>&#8221; dei soldati. Non solo: per evitare possibili preoccupazioni in materia di sicurezza, nella costruzione dei suddetti sistemi la Corea del Sud si affiderà al 100% a componenti di <strong>produzione nazionale</strong>. </p>



<p>Il ministero della Difesa ha fatto sapere che le forze armate del Paese prevedono di produrre <strong>110.000 droni entro il 2029</strong> da impiegare nell&#8217;esercito, nella Marina, nell&#8217;Aeronautica e nei Marines. &#8220;I droni a basso costo impiegati in gran numero stanno cambiando radicalmente la natura della guerra&#8221;, ha proseguito ancora il ministro Ahn, avvertendo del fatto che anche la Corea del Nord sta sviluppando sistemi senza pilota, aumentando le minacce alle infrastrutture militari e civili sul territorio sudcoreano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-1024x486.jpg" alt="" class="wp-image-521587" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-1024x486.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-768x364.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-1536x729.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123203235_364cb742bd1182c26f23fe7be1702509.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Corea del Sud si affida ai droni</h2>



<p>Il piano della Corea del Sud, ha spiegato <em>Reuters</em>, prevede l&#8217;espansione dei sistemi anti drone, come <strong>laser </strong>e <strong>armi a microonde</strong> <strong>ad alta potenza</strong>, e la riorganizzazione delle operazioni in modo che ogni forza armata possa condurre missioni di sorveglianza e attacco utilizzando i velivoli senza pilota anziché affidarsi a un comando centralizzato. </p>



<p>Le forze armate sudcoreane dovrebbero anche acquisire più di <strong>20.000 droni low cost</strong> usa e getta, oltre che introdurre sistemi di sciame basati sull&#8217;intelligenza artificiale e munizioni a guida autonoma. A proposito: Seoul accelererà lo sviluppo di una munizione a lungo raggio di produzione nazionale denominata <strong>K-Lucas</strong>. Il sistema prende il nome dal drone americano Lucas (sistema di attacco da combattimento senza equipaggio a basso costo), a sua volta derivato tramite ingegneria inversa dal drone suicida iraniano Shahed-136. </p>



<p>La Corea del Sud intende inoltre, come detto, addestrare mezzo milione di militari per farli diventare &#8220;<strong>guerrieri dei droni</strong>&#8220;. Al netto della loro efficacia sui campi di battaglia, i velivoli senza pilota e l&#8217;automazione dovrebbero aiutare le forze armate del Paese ad alleggerire le <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-il-vero-problema-dellasia-orientale-si-chiama-demografia.html">conseguenze derivanti dal declino demografico</a>. Per mantenere una solida capacità di deterrenza nei confronti della Corea del Nord senza un massiccio dispiegamento di truppe, l&#8217;esercito sudcoreano sta dunque gradualmente sostituendo le truppe di terra con <strong>sistemi automatizzati</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Can South’s Korea 500,000 ‘Drone Warriors’ Deter North Korea’s Kim Jong Un?  | LIVE" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/W0unDo6VBaQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_W0unDo6VBaQ");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti della nuova strategia militare</h2>



<p>L&#8217;iniziativa sudcoreana sopra descritta fa in realtà parte di una massiccia riorganizzazione strutturale nell&#8217;ambito del cosiddetto programma &#8220;Innovazione della Difesa 4.0&#8221;, una road map che punta a trasformare le forze armate del Paese in un esercito &#8220;snello e intelligente&#8221;. </p>



<p>Per garantire ulteriormente la riuscita, secondo quanto riportato dal quotidiano <em>Korea Times</em> l&#8217;ex comando nazionale per le operazioni con i droni &#8211; lo stesso che in passato deteneva l&#8217;autorità di comando diretta sulle unità combattenti &#8211; verrà riorganizzato per concentrarsi sulla collaborazione con l&#8217;industria sudcoreana nello sviluppo e nell&#8217;acquisizione di tecnologie commerciali per gli Uav. Il ministro della Difesa sudcoreano ha poi citato i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente come fonte di ispirazione per attuare simili riforme militari. </p>



<p>Non mancano tuttavia diversi ostacoli da superare. Numeri alla mano, a Seoul manca il personale di sottufficiali necessario per addestrare 500mila guerrieri dei droni e integrarli nelle unità operative. C&#8217;è anche da considerare il <strong>problema industriale</strong> che potrà essere risolto con capitali e tempo. <strong>Invest Korea</strong>, l&#8217;ente governativo per la promozione degli investimenti, ha infatti spiegato che quasi nove droni commerciali di piccole dimensioni su dieci in servizio in Corea del Sud provengono da mercati esteri, in primis dalla <strong>Cina</strong>. </p>



<p>E ancora: le aziende sudcoreane attive nel settore della Difesa stanno investendo nello sviluppo di munizioni a guida autonoma (<a href="https://it.insideover.com/difesa/hanwha-il-colosso-asiatico-che-arma-loccidente.html">Hanwha </a>e Lig Nex1 hanno programmi con orizzonti temporali di tre-cinque anni), ma si tratta di sistemi d&#8217;arma destinati al combattimento, non di droni per l&#8217;addestramento delle reclute. <em>Last but not least</em>, il <strong>tasso di reclutamento</strong> dei sottufficiali dell&#8217;esercito è sceso dal 95% nel 2020 al 42% nel 2024. Un&#8217;emorragia che forse, nel lungo periodo, non potrà essere tamponata neppure dai sistemi autonomi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521589" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260627123124110_3352207d68cd9395f863eed363f48343.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutti i droni che hanno colpito Mosca: ecco la combinazione di armi usati dall&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-droni-che-hanno-colpito-mosca-ecco-la-combinazione-di-armi-usati-dallucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 04:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=521489</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra il 17 e il 18 giugno, Kiev ha lanciato un raid "su vasta scala" contro la capitale russa impiegando un numero significativo di droni di diverse tipologie che hanno messo in seria difficoltà la difesa aerea russa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-droni-che-hanno-colpito-mosca-ecco-la-combinazione-di-armi-usati-dallucraina.html">Tutti i droni che hanno colpito Mosca: ecco la combinazione di armi usati dall&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, Kiev ha lanciato un<strong>raid &#8220;<em>su vasta scala</em>&#8220;</strong> contro la capitale russa. L&#8217;attacco ucraino ha messo nel mirino diversi distretti di Mosca. Secondo le autorità locali, almeno 16 persone sarebbero rimaste ferite. Tra gli obiettivi centrati figura una delle più grandi <strong>raffinerie di petrolio</strong> del Paese, quella di Kapotnja, appartenente alla compagnia <strong>Gazprom Neft</strong>. I video diffusi sui social media hanno mostrano grandi colonne di fumo levarsi dall&#8217;impianti, droni che passavano in mezzo a palazzi e la risposta dell&#8217;antiaerea che ha assistito al lancio di missili con sistemi spalleggiabili da strade trafficate. Si è trattato di un attacco senza preferente, e sebbene la contraerea russa abbia dichiarato di avere &#8220;respinto e distrutto 43 droni ucraini&#8221;, <strong>è evidente che la combinazione d&#8217;attacco ha sorpreso e battuto le capacità russe,</strong> penetrando e colpendo in profondità il cuore della Federazione. Secondo le autorità russe, sarebbero stati solo sette i droni riusciti a superare le difese e a colpire la città. E anche se questo dato corrispondesse alla realtà, i danni causati sono stati sensibili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Smoke fills the sky over the Russian capital of Moscow early Thursday, rising from across the extent of the Moscow Oil Refinery, resulting from several dozen successful drone and missile strikes as part of a large-scale attack launched by the Armed Forces of Ukraine. <a href="https://t.co/tjZ3ZjiaeI">pic.twitter.com/tjZ3ZjiaeI</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://x.com/sentdefender/status/2067819005943939462?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;attacco ha visto l&#8217;<a href="https://www.hisutton.com/Strike-on-Moscow.html">impiego di un numero significativo di droni</a> <strong>Antonov An-196 Liutyy</strong>. Si tratta di un modello a doppia trave di coda di dimensioni relativamente grandi, già utilizzato in numerosi attacchi a lungo raggio contro infrastrutture petrolifere russe. Gli esemplari osservati non erano dotati di carrello di atterraggio fisso, dettaglio che suggerisce un lancio da rampa oppure l&#8217;impiego di ruote di supporto sganciabili dopo il decollo. È stato utilizzato anche un altro modello a doppia trave di coda, il <strong>Firepoint FP-1</strong>, o il quasi identico<strong>FP-2</strong>. Questi droni sono particolarmente interessanti per l&#8217;impiego del sistema di comunicazione satellitare Starlink, che consente una guida in prima persona (FPV). Non è però chiaro se, in questo specifico attacco, siano state effettivamente utilizzate le comunicazioni satellitari. </p>



<p>Tra i velivoli impiegati è stato osservato anche il <strong>Bemouth</strong>, un drone ad ala a delta simile allo Shahed. In precedenza gli era stato attribuito un raggio d&#8217;azione molto più limitato, ma la sua capacità di raggiungere la capitale russa non appare del tutto inaspettata. Durante il raid sarebbe stato impiegato anche il <strong>Morok</strong>, un drone ad ala a delta dalle linee particolarmente aerodinamiche, derivato da un drone bersaglio, sebbene l&#8217;esatta ubicazione del suo utilizzo non sia stata confermata. L&#8217;ultimo modello da menzionare è il <strong>BARS</strong> a propulsione a reazione. Generalmente descritto come un missile da crociera, è più correttamente definibile come un drone-missile: dispone infatti di una turbina relativamente piccola e di semplici ali dritte.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Video from Chinese TikTok captures the moment a Russian surface-to-air missile suffered a mechanical failure amid today’s major Ukrainian drone &amp; missile attack on Moscow. The stray SAM struck and blew the top clean off a storage tank at the Moscow Oil Refinery.<a href="https://x.com/hashtag/RussiaUkraineWar?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RussiaUkraineWar</a> <a href="https://t.co/p6yXPd9Hwq">pic.twitter.com/p6yXPd9Hwq</a></p>&mdash; Strategic Lens (@StrategicLensHQ) <a href="https://x.com/StrategicLensHQ/status/2067972751542104180?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo il Ministero della Difesa russo, sono stati <strong>555 i droni lanciati contro il territorio della Federazione</strong>, rendendo quest&#8217;ultimo il secondo attacco per dimensioni dall&#8217;inizio del conflitto. Tutti e quattro gli aeroporti internazionali di Mosca sono stati chiusi al traffico per diverse ore. Il raid è avvenuto mentre, a Kazan, circa 700 chilometri a est della capitale, <strong>Vladimir Putin </strong>partecipava a un vertice con gli undici Paesi dell&#8217;Asean, interessati a mantenere i rapporti commerciali con la Russia, considerata un fornitore di energia affidabile.</p>



<p>Alcuni di questi droni sono stati impiegati anche nel nuovo attacco sferrato da Kiev, avvenuto la scorsa notte. La <strong>difesa aerea russa ha abbattuto 660 droni ucraini</strong>, secondo quanto annunciato dal Ministero della Difesa di Mosca, uno dei numeri più elevati registrati dall&#8217;inizio della guerra. I velivoli senza pilota sono stati distrutti in oltre una decina di regioni, compresa quella di Mosca, nonché nella <strong>Crimea</strong> annessa, nel <strong>Mar Nero</strong> e nel <strong>Mar d&#8217;Azov.</strong> Il sindaco <strong>Sergei Sobyanin </strong>ha dichiarato che almeno 47 droni diretti verso la capitale sono stati intercettati. Un &#8220;massiccio&#8221; attacco con droni ha colpito anche la regione di Tula, circa 180 chilometri a Sud di Mosca, secondo quanto riferito dal governatore locale. Negli ultimi mesi l&#8217;Ucraina ha intensificato la propria campagna di attacchi con droni a lungo raggio contro la Russia, prendendo di mira soprattutto le infrastrutture energetiche, nel tentativo di privare il Cremlino di una delle principali fonti di entrata utilizzate per finanziare lo sforzo bellico, giunto ormai al quinto anno. <br><br>L&#8217;<strong>impiego simultaneo di piattaforme diverse</strong> per dimensioni, profilo di volo, propulsione e sistemi di guida <strong>sembra indicare una strategia di saturazione delle difese aeree russe</strong>, costrette a confrontarsi contemporaneamente con bersagli caratterizzati da firme radar e prestazioni differenti. Una tattica che potrebbe spiegare perché almeno una parte dei velivoli sia riuscita a raggiungere l&#8217;area metropolitana di Mosca. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Another chaotic video from Thursday morning’s large-scale Ukrainian drone and missile attack against the Russian capital of Moscow, which shows several Arabic-speaking Russian soldiers attempting to shoot down drones using Man-Portable Air-Defense Systems (MANPAD) while civilians… <a href="https://t.co/N3KP24uauk">pic.twitter.com/N3KP24uauk</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://x.com/sentdefender/status/2067837718336295180?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 A Russian anti-aircraft missile intercepted a Ukrainian kamikaze drone en route to a Moscow oil refinery, but falling debris caused a powerful explosion. <a href="https://t.co/Xj4DfnD3FQ">pic.twitter.com/Xj4DfnD3FQ</a></p>&mdash; Global News &amp; Geopolitics 🌍 (@GlobalNewsGeo) <a href="https://x.com/GlobalNewsGeo/status/2067814966070329556?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Per il presidente ucraino, <strong>Volodymyr Zelenskiy</strong>, gli attacchi contro la raffineria e gli altri obiettivi presi di mira questa notte dai droni ucraini sono una &#8220;risposta giusta&#8221; alle aggressioni russe. Il 17 giugno un massiccio raid di Mosca aveva colpito le città ucraine di <strong>Dnipro e Zaporizhzhia</strong>. L&#8217;Ucraina continua ad essere giornalmente bersagliata dai raid russi. Nella notte tra mercoledì e giovedì, il Paese è stato attaccato con <strong>sette missili e 239 droni,</strong> secondo l&#8217;Aeronautica di Kiev. Due persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite nell&#8217;oblast di Dnipropetrovsk, mentre un uomo ha perso la vita nella regione di Sumy, secondo quanto riferito dalle autorità locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-droni-che-hanno-colpito-mosca-ecco-la-combinazione-di-armi-usati-dallucraina.html">Tutti i droni che hanno colpito Mosca: ecco la combinazione di armi usati dall&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;USAF sceglie Anduril per il drone della guerra uomo-macchina del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lusaf-sceglie-anduril-per-il-drone-della-guerra-uomo-macchina-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-1024x554.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-1536x830.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-600x324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'U.S. Air Force sceglie Anduril - e General Atomics - per il suo nuovo caccia autonomo che affiancherà i velivoli di sesta generazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lusaf-sceglie-anduril-per-il-drone-della-guerra-uomo-macchina-del-futuro.html">L&#8217;USAF sceglie Anduril per il drone della guerra uomo-macchina del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-1024x554.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-1536x830.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/260617-F-AF000-1002-600x324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong> ha scelto la società <strong>Anduril </strong>per la costruzione del CCA (<em>Collaborative Combat Aircraft</em>), ovvero il “drone” da attacco che dovrà volare in stretta collaborazione coi nuovi cacciabombardieri di quinta e soprattutto sesta generazione. L&#8217;assegnazione è stata fatta in anticipo di quattro mesi rispetto alla tabella di marcia e vede anche la presenza di altre industrie statunitensi che si divideranno il carico di lavoro. Oltre ad Anduril, sono state selezionate anche General Atomics, Lockheed Martin, Northrop Grumman, RTX Collins Aerospace e Shield AI. Anduril e General Atomics saranno le due “capocordata” che si attiveranno per costruire i primi due prototipi: rispettivamente l&#8217;<strong>FQ-44 e l&#8217;FQ-42</strong>.</p>



<p>Il contratto base, della <strong>durata di sei anni</strong>, fornisce il quadro di riferimento per una concorrenza continua e un rapido sviluppo del software. Questi sforzi distinti convalidano il principio di trasformazione delle acquisizioni per garantire un vantaggio operativo cruciale: la <strong>separazione tra hardware e software</strong>. Trattando l&#8217;autonomia di missione come “software venduto separatamente”, l&#8217;U.S. Air Force spera di ricevere piattaforme fisiche all&#8217;avanguardia insieme a un software agile e facilmente aggiornabile, <strong>rompendo di fatto gli schemi tradizionali degli appalti.</strong></p>



<p>Basandosi su decenni di sviluppo del volo semi-autonomo, i CCA rappresentano la prossima evoluzione cruciale della potenza aerea. Questi velivoli sono progettati per integrarsi perfettamente con i caccia con equipaggio al fine di estenderne la portata, la consapevolezza situazionale e la sopravvivenza in ambienti ostili. Questa collaborazione uomo-macchina fungerà da potente deterrente, e <strong>sarà un salto di qualità importante per le forze aeree</strong> che utilizzeranno questo tipo di tecnologia, come anche quella cinese o quelle europee che stanno sviluppando caccia di sesta generazione. </p>



<p>“I Collaborative Combat Aircraft cambiano il modo in cui proiettiamo la potenza e generiamo massa in ambienti altamente ostili”, ha affermato il Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale <strong>Ken Wilsbach</strong>. “Fornire questa capacità ai nostri combattenti in modo più rapido garantisce che le nostre forze mantengano il vantaggio tattico necessario per scoraggiare e, se necessario, sconfiggere qualsiasi avversario”.</p>



<p>L&#8217;assegnazione dei contratti dimostra che l&#8217;FQ-42 e l&#8217;FQ-44 soddisfano i rigorosi requisiti di missione e sono pronti per la produzione su vasta scala. La decisione fa seguito a una procedura di selezione competitiva, che ha identificato i sistemi come le soluzioni più efficaci ed economicamente vantaggiose per mantenere la superiorità aerea in un contesto di minacce globali sempre più complesso e conteso. “Passando rapidamente dalla selezione competitiva alla produzione su vasta scala, ci posizioniamo per schierare sistemi semiautonomi altamente credibili e pronti al combattimento, rimanendo all&#8217;avanguardia rispetto alla sfida dei tempi di sviluppo”, ha dichiarato il segretario dell&#8217;USAF Troy Meink. “Questi contratti riaffermano la nostra fiducia nel percorso strategico che porterà il programma ad <strong>acquisire oltre 150 CCA entro la fine del decennio</strong>”. </p>



<p>Altrettanto fondamentale per l&#8217;ecosistema CCA è il <strong>software per l&#8217;autonomia di missione</strong>. L&#8217;U.S. Air Force ha assegnato contratti di produzione per questo tipo di software che utilizza l&#8217;intelligenza artificiale a un gruppo di sei fornitori. Questo appalto mirato, basato sulla capacità dei fornitori di rispettare i rigorosi requisiti di tempistica e costi, finanzierà la prima di due fasi competitive semestrali, progettate per accelerare la messa in servizio del software operativo. Mentre il contratto di base stabilisce un contesto competitivo continuo, gli appalti sono concepiti per fornire capacità più rapidamente. Al termine del periodo iniziale di sei mesi, l&#8217;aeronautica USA valuterà i progressi dei fornitori e avvierà una seconda fase di appalto. Questa competizione basata sulle prestazioni culminerà nella selezione di un fornitore principale per il software di autonomia di missione per la prima fase del programma CCA (Increment 1), con l&#8217;<strong>assegnazione prevista entro l&#8217;estate del 2027</strong>. </p>



<p>“L&#8217;autonomia di missione è la pietra angolare del concetto CCA e sfruttare un ambiente competitivo con più fornitori ci permette di acquisire le tecnologie più recenti”, ha affermato ancora il segretario Meink. “Questo approccio garantisce che i nostri aviatori siano equipaggiati con capacità all&#8217;avanguardia oggi, ma lascia aperta la porta alle innovazioni necessarie per mantenere la superiorità aerea”. </p>



<p>Inoltre, questo contratto software si avvale di una strategia di determinazione del costo di aggiudicazione innovativa, che consente al feedback degli operatori e alle prestazioni in combattimento di <strong>influenzare il prezzo che l&#8217;U.S. Air Force paga per il software</strong>. L&#8217;aeronautica USA pagherà infatti l&#8217;intero canone di licenza solo se un fornitore fornirà una capacità di combattimento in linea con le esigenze e il feedback dei militari. L&#8217;approccio basato sulle licenze consente inoltre di assegnare licenze software a uno qualsiasi dei sei fornitori del gruppo in qualsiasi momento nei prossimi sei anni. Questo approccio garantisce che l&#8217;USAF possa acquisire le soluzioni più performanti e convenienti man mano che la tecnologia si evolve. </p>



<p>Un elemento chiave di questa strategia è l&#8217;<strong>architettura di riferimento</strong> governativa per l&#8217;autonomia. La conformità continua a questa architettura di sviluppo è richiesta a tutti i fornitori e funge da architrave di sistema fondamentale che disaccoppia il software dall&#8217;hardware. Ciò garantisce che il software per l&#8217;autonomia di missione di qualsiasi fornitore possa essere facilmente integrato, rapidamente aggiornato e trasferito su diverse piattaforme aeronautiche, offrendo ai militari una flessibilità operativa senza precedenti per adattarsi alle minacce in continua evoluzione. </p>



<p>L&#8217;U.S. Air Force intende schierare circa <strong>mille caccia CCA</strong> in grado di operare in combattimento entro il 2035/2040, adottando una strategia di acquisizione basata su una continua competizione per ridurre i costi e al contempo aumentare la capacità di combattimento.</p>



<p></p>
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		<title>Usa, tutti pazzi per i droni: il Pentagono spende, le azioni volano (anche quelle di Trump Jr)</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-tutti-pazzi-per-i-droni-il-pentagono-spende-le-azioni-volano-anche-quelle-di-trump-jr.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Euforia negli Usa per i potenziali stanziamenti per 55 miliardi di dollari per droni, autonomia, sistemi counter-drone e filiere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lm-lamprey-mmauv-drone-launch.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html" type="post" id="482889">capitalismo nazionalist</a>a</strong>&#8221; è un nuovo paradigma strategico per l&#8217;economia americana nell&#8217;era del Trump 2.0 e il settore dei droni ne sta beneficiando. Il 28 maggio le azioni di molti promettenti produttori di velivoli senza pilota sono decollate dopo che è emerso che l&#8217;amministrazione Usa si preparerebbe a finanziare direttamente molte aziende attive nel settore dei droni per colmare un gap di capacità e rafforzare il dominio militare statunitense. Secondo quanto emerso da ciò che è stato raccontato <a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/trump-us-drone-company-funding-cadef1f7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Wall Street Journal</a> da funzionari Usa attenti al dossier, Washington sarebbe pronta a investimenti <strong>fino a 55 miliardi di dollari</strong> nel programma <em>Drone Dominance </em>del Pentagono.</p>



<p><a href="https://sherwood.news/markets/us-drone-stocks-surge-on-talks-of-government-deal-while-banned-chinese-drone-maker-fights-to-clear-its-name/">Il Dipartimento della Difesa (o della Guerra) </a>guidato da <strong>Pete Hegseth </strong>ha istituito la <em>Joint Interagency Task Force 401</em> per accelerare la preparazione delle forze armate Usa all&#8217;uso di velivoli senza pilota nella ricognizione, nel combattimento e in ogni fase dell&#8217;attività militare. L&#8217;amministrazione di Donald Trump ha già fatto affari d&#8217;oro su alcuni dossier <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-rinascita-di-intel-fatturato-e-ordini-record-il-titolo-vola-e-anche-trump-festeggia.html">come quello di <strong>Intel, </strong></a><strong>colosso dei semiconduttori la cui partecipazione americana</strong> acquisita a agosto 2025 è quadruplicata di valore in pochi mesi. Wall Street ha premiato l&#8217;entusiasmo sulla spinta delle dichiarazioni.</p>



<p>Airo (+21%), Red Cat Holdings (+35%), AeroViroment (+19%) sono decollate, pur fatturando solo poche centinaia di milioni di dollari, di fronte all&#8217;ipotesi che il Pentagono possa entrare direttamente in campo. Ma la vera trionfatrice è stata Unusual Machine: +62% per il gruppo della Florida che ha come addendum l&#8217;elemento di avere tra i membri del board nientemeno che Donald Trump Jr. La cui presenza potrebbe forse offrire una <strong>spinta ulteriore</strong> agli affari dell&#8217;azienda, che si trova nel pool delle papabili beneficiarie dell&#8217;accordo. Tutto da confermare, ma si mostra la vitalità americana nell&#8217;esplorare una <strong>nuova frontiera dell&#8217;innovazione militare</strong>.</p>



<p><strong>Tom Bailey, Head of Research di HANetf, </strong>ha commentato che c&#8217;è euforia per i &#8220;potenziali stanziamenti per 55 miliardi di dollari destinati a droni, autonomia, sistemi <em>counter-drone</em> e alle filiere domestiche necessarie per produrli su larga scala. Questa spesa potrebbe favorire sia i grandi gruppi della difesa sia i nuovi operatori <em>pure play </em>specializzati nei droni. Per le società quotate di minori dimensioni, tuttavia, l’impatto potrebbe essere particolarmente rilevante&#8221; in un contesto in cui per aziende relativamente piccole &#8220;pacchetti di finanziamento alla difesa o impegni di procurement relativamente limitati possono modificare in modo sostanziale le prospettive di crescita&#8221;. </p>



<p>Tutto questo è reso credibile dal nuovo vento d&#8217;investimenti e provvedimenti strategici spinto dall&#8217;amministrazione Trump, la cui torsione interventista nell&#8217;economia, motivata dalla volontà di spingere la sicurezza nazionale e l&#8217;industria americane, appare fonte di credibilità. <a href="https://www.cnbc.com/2026/05/28/drone-stocks-unusual-machines-donald-trump-equity-stake.html">Attendiamo gli stanziamenti: </a>ma si percepisce il senso d&#8217;urgenza e il timore americano di restare indietro, qui come in altri settori. L&#8217;America ha dalla sua talenti, imprese e, soprattutto, capitali. E non ne vuole lesinare per provare a riconquistare terreno dove è rimasta indietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-tutti-pazzi-per-i-droni-il-pentagono-spende-le-azioni-volano-anche-quelle-di-trump-jr.html">Usa, tutti pazzi per i droni: il Pentagono spende, le azioni volano (anche quelle di Trump Jr)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;US Navy studia i droni marini e le tattiche ucraine ma negli oceani servono ancora le navi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lus-navy-studia-i-droni-marini-e-le-tattiche-ucraine-ma-negli-oceani-servono-ancora-le-navi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514458</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="917" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg 917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></p>
<p>Le tattiche che hanno consentito agli ucraini di colpire in un mare ristretto come il Mar Nero non possono essere replicate negli oceani.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lus-navy-studia-i-droni-marini-e-le-tattiche-ucraine-ma-negli-oceani-servono-ancora-le-navi.html">L&#8217;US Navy studia i droni marini e le tattiche ucraine ma negli oceani servono ancora le navi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="917" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg 917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></p>
<p>I <strong>droni navali</strong> possono rappresentare una risorsa decisiva nei conflitti del futuro, ma la <strong>Marina degli Stati Uniti</strong> non può e non intende emulare le <strong>strategie di Kiev</strong>, che ha sviluppato e impiegato con successo questa nuova tecnologia, dimostrando di non avere più bisogno delle unità di superficie convenzionali che invece colano a picco dopo i raid del <strong>Gruppo 13</strong>, l&#8217;unità di commando che conduce in battaglia questi furtivi e sofisticati <em>cacciatori</em> di naviglio nemico. <br><br>Secondo il Pentagono e i vertici dell&#8217;US Navy la lezione impartita dalla <strong>Marina militare ucraina</strong>, che ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ucraina-si-stanno-riscrivendo-regole-guerra-navale-2336035.html">rivoluzionato le tattiche della guerra navale</a> nel Mar Nero, riequilibrando le forze con il largo impiego di <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">droni navali</a>, tecnicamente <em>Unmanned Surface Vessel </em>o USV, senza lasciare quartiere alle navi da guerra e ai sottomarini della Flotta russa che è stata costretta a rintanarsi nelle basi navali della Crimea, senza garantirsi, tuttavia, una posizione sicura, è importante ma non può essere emulata. L&#8217;affondamento di gran parte della flotta russa del <strong>Mar Nero</strong> da parte dell&#8217;Ucraina è il &#8220;<em>Caso alfa</em>&#8221; per trovare nuovi modi di utilizzare i robot su terra, mare e aria, ha affermato nelle scorse settimane il responsabile della valutazione della Marina statunitense, contrammiraglio <strong>Doug Sasse;</strong> ciò nonostante, gli Stati Uniti non possono &#8220;<em>semplicemente <a href="https://www.defenseone.com/technology/2026/04/why-us-cant-copy-ukraines-robot-navy/412992/">copiare i compiti dell&#8217;Ucraina</a></em>&#8221; e applicare le tattiche che hanno attentamente analizzato (e non possiamo escludere supportato, ndr) alla vastità dell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>, al <strong>Mar Rosso</strong> o al <strong>Mar Arabico</strong> e allo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, dove hanno imposto un blocco navale per <em>minare</em> gli interessi di Teheran e giocare lo stesso gioco nel blocco delle rotte commerciali che stanno stravolgendo l&#8217;economia globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">March was a bad month for the russian Black Sea Fleet. <br><br>On March 5, Magura V5 naval drones attacked the patrol ship &quot;Sergei Kotov&quot;. The ship suffered damage to the stern, right, and left sides.<br><br>On March 24, the Ukrainian Air Force successfully struck &quot;Yamal&quot;, &quot;Azov&quot;, and… <a href="https://t.co/ywJw8BKGzd">pic.twitter.com/ywJw8BKGzd</a></p>&mdash; Defense of Ukraine (@DefenceU) <a href="https://twitter.com/DefenceU/status/1774408230455656551?ref_src=twsrc%5Etfw">March 31, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ovunque, anche dove le navi da guerra statunitensi si trovano o si troveranno a fronteggiare <strong>sciami di veicoli senza equipaggio</strong>, siano essi barchini esplosivi o droni suicidi analoghi a quelli impiegati dalla componente navale del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniani, il &#8220;<em>comando e il controllo</em>&#8221; delle unità rimarrà un&#8217;attività umana, con una presenza in prima linea, anche sui fronti di mare sconfinati del Pacifico,che, secondo gli scenari che si prospettano, potrebbe riempirsi di &#8220;<em>robot sottomarini</em>&#8221; sviluppati dalla <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> e dalle altre potenze che incroceranno negli stessi mari. Come l&#8217;Australia, che di concerto con gli stessi Stati Uniti sta sviluppando le sue piattaforme sottomarine, come il <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/drone-subacqueo-ghost-shark-pronto-operazione-dintelligence-2565544.html">Ghost Shark</a></strong>. Gli americani hanno già svelato progetti come il drone subacqueo <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/lorca-la-risposta-americana-ai-nuovi-sottomarini-russi.html">Orca XLUUV</a></strong>, dove la sigla sta per <em>Extra Large Unmanned Underwater Vehicle</em>, e il <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/scende-in-acqua-la-manta-il-nuovo-drone-della-marina-usa.html">Manta Ray</a></strong>, l’<em>Unmanned Underwater Vehicle</em>, o UUV.</p>



<p>Per ora la Marina statunitense ha acquisito il <a href="https://news.usni.org/2021/04/08/navy-takes-delivery-of-sea-hawk-unmanned-vessel">primo trimarano senza equipaggio</a> <strong>Sea Hawk</strong>, un vettore da 145 tonnellate destinato  a far parte del gruppo d&#8217;attacco della portaerei Uss Theodore Roosevelt nel Pacifico entro la fine dell&#8217;anno. Entro il 2030 il Sea Hawk verrà affiancato da un importante numero di piccoli battelli senza equipaggio più simili alle tipologie di <a href="https://www.hisutton.com/Ukrainian-USVs-Russo-Ukraine-War.html">droni navali schierati dagli ucraini</a> &#8211; Magura, Sea Baby, Sea Wolf, Kratan &#8211; e da un analogo numero di droni aerei, secondo il commodoro del Surface Navy Development Group One dell&#8217;Us Navy, capitano Garrett Miller.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">‼ For the first time in history, a warplane was destroyed by a sea drone.<br><br>On May 2, <a href="https://twitter.com/DI_Ukraine?ref_src=twsrc%5Etfw">@DI_Ukraine</a> together with <a href="https://twitter.com/ServiceSsu?ref_src=twsrc%5Etfw">@ServiceSsu</a>  destroyed a russian Su-30 fighter jet near Novorossiysk with a Magura V5 naval drone.<br><br>War at sea is entering a new era. <a href="https://t.co/qFTxseh0co">pic.twitter.com/qFTxseh0co</a></p>&mdash; Defense of Ukraine (@DefenceU) <a href="https://twitter.com/DefenceU/status/1918638253894205446?ref_src=twsrc%5Etfw">May 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Tra il 2023 e il 2024 le unità speciali ucraine che hanno iniziato a impiegare droni navali, e combinano le capacità dell&#8217;intelligence (GUR e SBU) e della Marina (VMS/MBC), hanno <strong>affondato almeno otto navi da guerra della Marina russa</strong> con un numero estremamente ridotto ed economico di droni navali che, dati i successi registrati, sono stati potenziati nelle capacità, sviluppando versioni che hanno ottenuto vittorie contro obiettivi come elicotteri e aerei da combattimento posti a difesa delle basi navali dove avvenivano le incursioni, o di obiettivi di alto valore presi di mira dai commando ucraini, come ponti, infrastrutture critiche e sistemi radar costieri. Le <strong>tattiche ucraine </strong>si sono dimostrate <em>&#8220;molto promettenti in un <strong>mare molto ristretto</strong></em>&#8221; che presenta coste circostanti ricoperte da fitte foreste, dove i &#8220;commando&#8221; possono condurre furtivamente i droni sull&#8217;obiettivo con l&#8217;ausilio dei satelliti che consentono al Gps di guidare il sistema verso l&#8217;obiettivo o di prendere la mira. Una forza simile può &#8220;<em>lanciare un drone in acqua molto rapidamente, e non dovrebbe percorrere una distanza incredibile</em>&#8221; per colpire il bersaglio, ha spiegato il contrammiraglio Sasse, ma <strong>questa strategia non può essere replicata negli spazi sconfinati dell&#8217;oceano</strong> più grande del mondo, il <strong>Pacifico</strong>. Lo scenario dove gli analisti di Washington immaginano un potenziale conflitto futuro con una potenza convenzionale e tecnologicamente avanzata. <br><br>&#8220;<em>Se si guarda a ciò che sta accadendo nel Pacifico, non ci sono alberi dietro cui nascondersi durante la traversata</em>. <em>Si rimane in superficie, magari sotto osservazione</em>&#8220;, costantemente, e ciò dimostra come ogni scenario rivela delle criticità diverse, e dei sistemi d&#8217;arma più o meno utili, per quanto efficaci. In <strong>Medio Oriente</strong> quelli che vengono definiti su <em><a href="https://www.defenseone.com/technology/2026/04/why-us-cant-copy-ukraines-robot-navy/412992/">DefenseOne</a></em> gli &#8220;<em>implacabili attacchi dell&#8217;Iran con i droni d&#8217;attacco unidirezionali Shahed</em>&#8221; e ora dei <strong>barchini esplosivi della Mosquito Fleet</strong>, molto simili a quelli impiegati dagli <strong>Houthi</strong> dello Yemen nel Mar Rosso, hanno dimostrato che i droni a basso costo possano &#8220;erodere il vantaggio&#8221; di una flotta militare che basi la sua forza sulle unità di superficie convenzionali, ma anche come le risorse di tali unità, e la presenza umana, possa essere altrettanto efficace nell&#8217;eliminare questo tipo di minacce.</p>



<p>L&#8217;<strong>Us Navy</strong>, che sta <strong>sviluppando un&#8217;ampia gamma di droni aerei, navali, sottomarini</strong>, ma ha anche elaborato una munizione circostante che imita in tutto e per tutto il drone Shahed-136, il <strong>Low-Cost Uncrewed Combat Attack&nbsp;System</strong>, anche noto come <a href="https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html">Lucas</a>, intende &#8220;mantenere il proprio vantaggio&#8221; senza sostituire i sistemi convenzionali, ma concentrandosi sull&#8217;integrazione di un maggior numero di robot in una flotta più ampia con equipaggio umano, ha spiegato il contrammiraglio Sasse. Un&#8217;ambizione che segue la linea concettuale dell&#8217;Aeronautica con il programma CAA, o <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong>&nbsp;secondo cui le piattaforme aeree di nuova generazione, come il caccia l&#8217;F-47, verrà supportato, ma non sostituito &nbsp;dai <strong>Loyal Wingman drone</strong>.</p>



<p>Il contrammiraglio <strong>Derek Trinque</strong>, direttore della divisione di guerra di superficie dell&#8217;US Navy, ha dichiarato che i sistemi d&#8217;arma senza equipaggio che sono stati impiegati in Medio Oriente, ad esempio, possono certamente &#8220;<em>ampliare la consapevolezza dello spazio di battaglia&#8221; </em>e <em>&#8220;garantire maggiore efficacia&#8221;</em>, ma non vengono impiegati per &#8220;<em>attaccare</em>&#8220;, dato che la <strong>Marina degli Stati Uniti non ha carenza di armi</strong> per <strong>affondare le navi nemiche</strong>; a differenza di quella ucraina, che ha saputo farsi valere in una battaglia impari, adattandosi al conflitto e sviluppando risorse e capacità sorprendenti da prendere in esame per molti scenari, questo è certo, ma non da prendere necessariamente alla lettera come unico futuro della strategia navale, evidentemente.</p>



<p>Come riportano molti analisti ed esperti del settore tecnologico, l&#8217;<strong>ascesa delle armi condotte da remoto</strong>, robotizzate e in futuro completamente guidate in battaglia dall&#8217;IA, è irrefrenabile, e come ricorda Patrick Tucker su DefenseOne sta già &#8220;<em>influenzando la progettazione navale e fornendo spunti per nuovi concetti</em>&#8221; per le <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html">flotte del futuro</a></strong>. Ma a quanto pare la direzione delle prima potenza navale del globo, e la richiesta di nuove portaerei da parte della <strong>PLA Navy</strong> cinese, o addirittura di nuove fregate e addirittura di nuove corazzate della cosiddetta &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/uss-defiant-come-dovrebbero-essere-le-nuove-navi-da-guerra-di-trump.html">classe Trump</a>&#8221; da parte della Marina statunitense, procrastineranno la fine dell&#8217;era della <strong>navi da guerra convenzionali</strong>.</p>
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		<title>Droni turchi sulla portaerei Cavour: l’Italia sceglie Ankara e piange sulla Piaggio Aerospace perduta</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/droni-turchi-sulla-portaerei-cavour-litalia-sceglie-ankara-e-piange-sulla-piaggio-aerospace-perduta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 00:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Baykar]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Cavour]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/droni-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ipotesi di imbarcare i droni turchi Bayraktar TB3 sulla portaerei Cavour è un segnale profondo, che riguarda la postura militare del Paese.</p>
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<p>Una svolta militare che parla anche di industria. L’ipotesi di imbarcare i <strong>droni turchi Bayraktar TB3 sulla portaerei Cavour </strong>non è una semplice innovazione tecnica per la Marina italiana. È un segnale più profondo, che riguarda la postura militare del Paese, il ruolo della Turchia nella sicurezza europea e, soprattutto, la fragilità della politica industriale italiana nel settore dei velivoli senza pilota.</p>



<p><strong>Il TB3 non è un drone qualsiasi.</strong> È un sistema progettato per operare da navi con ponte corto, dotato di ali ripiegabili, carrello rinforzato e capacità di svolgere missioni di sorveglianza, ricognizione, individuazione dei bersagli e attacco. Per la Cavour significherebbe aggiungere una nuova dimensione operativa: non soltanto elicotteri e F-35B, ma anche droni ad ala fissa capaci di estendere lo sguardo della nave, restare in volo a lungo e ridurre l’esposizione degli equipaggi.</p>



<p>Sul piano militare, la scelta appare comprensibile. Il Mediterraneo è ormai uno spazio saturo: crisi libica, instabilità nel Levante, competizione energetica, pressione migratoria, presenza russa, ambizioni turche, tensioni nel Mar Rosso e crescente uso di droni e missili nelle guerre regionali. In questo contesto, <strong>una portaerei leggera non può più limitarsi ai mezzi tradizionali. </strong>Deve vedere più lontano, controllare aree più vaste, agire con maggiore flessibilità.</p>



<p>Ma dietro questa razionalità operativa si apre una domanda politica assai più scomoda: perché l’Italia arriva a questa capacità passando da Ankara, dopo aver avuto in casa competenze, industria e persino un progetto nazionale nel settore dei droni?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della Turchia al centro della difesa europea</h2>



<p>La Turchia ha costruito in pochi anni ciò che molti Paesi europei hanno discusso per decenni senza realizzarlo davvero: una filiera <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-e-oltre-asse-italia-turchia-in-arrivo-cosi-leonardo-e-baykar-possono-allearsi.html" type="post" id="454497">dei droni rapida</a>, esportabile, collaudata nei conflitti e sostenuta da una chiara volontà politica. I Bayraktar sono diventati il marchio di questa ascesa. Dalla Libia al Nagorno-Karabakh, dall’Ucraina ad altri teatri, <strong>Ankara ha usato i droni non solo come strumenti militari, ma come strumenti diplomatici.</strong></p>



<p>L’Italia, con l’intesa tra Leonardo e Baykar, prende atto di questo dato. La nuova società comune LBA Systems dovrebbe combinare piattaforme turche e competenze italiane: sensori, elettronica, sistemi di missione, certificazioni, integrazione e accesso al mercato europeo. La formula è intelligente. Baykar porta velocità industriale ed esperienza operativa; Leonardo porta qualità tecnologica, capacità sistemistica e legittimità occidentale.</p>



<p><strong>Per Ankara è un successo strategico.</strong> Entrare in collaborazione con Leonardo significa ottenere una porta d’accesso privilegiata alla difesa europea. Per Roma è un modo per colmare rapidamente un vuoto, senza aspettare i tempi lunghi e spesso inconcludenti dei programmi comuni europei.</p>



<p>Questa è la parte positiva dell’accordo. Ma non è tutta la storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piaggio Aerospace, il nome che ritorna</h2>



<p>Il fantasma che accompagna questa operazione si chiama Piaggio Aerospace. L’Italia non partiva da zero. Aveva una storica azienda aeronautica, fondata nell’Ottocento, con competenze importanti nel settore dei velivoli, della manutenzione motoristica e delle piattaforme derivate dal P.180 Avanti. Da quella base nacque il P.1HH HammerHead, un drone di media altitudine e lunga autonomia pensato per sorveglianza, ricognizione e impiego militare.</p>



<p>Bisogna evitare semplificazioni. Piaggio non è stata venduta alla Turchia durante il governo Renzi. <strong>La cessione a Baykar è stata approvata nel dicembre 2024 e finalizzata nel giugno 2025, dopo anni di crisi, commissariamento e incertezza.</strong> Però è vero che proprio negli anni del governo Renzi il progetto Piaggio e il P.1HH furono presentati come una possibile carta del rilancio aerospaziale italiano. Il nodo politico nasce qui: non nella data della vendita, ma nell’incapacità dello Stato italiano di dare continuità a una filiera nazionale che poteva diventare strategica.</p>



<p>Il P.1HH non era il TB3. Non era navalizzato, non era pensato per operare dalla Cavour, non aveva le stesse caratteristiche operative del drone turco. Ma era un punto di partenza. <strong>Un embrione industriale. </strong>Una piattaforma nazionale su cui costruire, correggere, investire, integrare. Invece il programma si è progressivamente arenato. Ritardi, costi, mancanza di ordini stabili, ambiguità nei requisiti militari, debolezza finanziaria dell’azienda e assenza di una regia pubblica hanno trasformato una possibilità in una crisi. <strong>Alla fine, Piaggio è stata ceduta proprio a Baykar,</strong> cioè al gruppo turco che oggi diventa partner centrale dell’Italia nei droni. Il paradosso è evidente: prima non si riesce a salvare fino in fondo un percorso nazionale, poi si compra o si coopera con chi quel settore lo ha sviluppato meglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché non una filiera Piaggio-Leonardo?</h2>



<p>La domanda che resta sospesa è questa: <strong>perché non è nata una vera alleanza Piaggio-Leonardo sui droni italiani? </strong>Leonardo possedeva e possiede tutto ciò che serve per dare profondità a un programma del genere: radar, sensori, elettronica, sistemi di missione, collegamenti dati, comando e controllo, certificazione militare, integrazione con piattaforme navali e terrestri. <strong>Piaggio aveva la cellula, la tradizione aeronautica,</strong> il P.180, il progetto HammerHead e una base industriale da rilanciare.</p>



<p>Con una strategia diversa, lo Stato avrebbe potuto costruire un polo nazionale dei droni: Piaggio per la piattaforma, Leonardo per sistemi e integrazione, Marina e Aeronautica come clienti di lancio, governo come garante politico e finanziario. Non sarebbe stato semplice. Non sarebbe stato immediato. Ma le filiere strategiche non nascono mai senza pazienza. L’Italia, invece, ha seguito la traiettoria che conosciamo bene: proclami, incertezza, pochi ordini, crisi aziendale, commissariamento, vendita, e poi ritorno sulla stessa tecnologia attraverso un partner estero.</p>



<p>Questa non è solo una questione industriale. È una questione di sovranità. Perché nel settore della difesa chi controlla le piattaforme, i dati, i sistemi di missione e la manutenzione controlla una parte della libertà politica del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cavour diventa più moderna ma resta la domanda di fondo</h2>



<p>Dal punto di vista operativo, il TB3 può essere utile alla Marina italiana. Un drone imbarcato permette alla Cavour di ampliare il proprio raggio di sorveglianza. Può pattugliare aree marittime, seguire movimenti sospetti, contribuire all’individuazione dei bersagli, sostenere operazioni anfibie, controllare tratti costieri e fornire informazioni in tempo reale al gruppo navale. In una guerra moderna, <strong>vedere è già combattere. </strong>La superiorità non dipende soltanto dalla potenza di fuoco, ma dalla capacità di individuare prima, decidere prima, colpire se necessario e non esporsi inutilmente. Da questo punto di vista, il TB3 può essere un moltiplicatore di forza.</p>



<p>Tuttavia non bisogna esagerarne il valore. Il TB3 non sostituisce gli F-35B. Non è un velivolo capace di sopravvivere facilmente in uno spazio aereo dominato da difese avanzate. Non è lo strumento decisivo in una guerra ad alta intensità contro una grande potenza. È molto più adatto a missioni di sorveglianza, ricognizione armata, controllo marittimo, pressione su teatri a bassa o media intensità e supporto informativo.</p>



<p>Il suo valore cresce se viene inserito in una rete più ampia: sensori navali, satelliti, guerra elettronica, collegamenti sicuri, capacità di comando e copertura aerea. Il drone da solo non cambia la guerra. Il drone dentro una rete può cambiare il modo in cui una nave vede e agisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Italia e Turchia: cooperazione necessaria, fiducia limitata</h2>



<p>Il rapporto con Ankara va letto senza ingenuità. <strong>La Turchia è un alleato NATO, ma non è un alleato docile. </strong>Coopera con l’Europa quando le conviene, sfida l’Europa quando le conviene, tratta con la Russia, compete con la Grecia, mantiene una postura assertiva nel Mediterraneo orientale, è presente militarmente in Libia e ha una posizione su Israele molto più dura di quella italiana.</p>



<p><strong>Eppure proprio questa Turchia diventa un interlocutore indispensabile. </strong>Il motivo è semplice: ha capacità che l’Europa non ha sviluppato in tempo. Produce droni rapidamente, li esporta, li adatta, li impiega come leva diplomatica. Ankara ha capito che il drone non è soltanto un’arma: è un biglietto d’ingresso nei dossier strategici. Per l’Italia, collaborare con Baykar significa riconoscere il peso turco nella nuova sicurezza mediterranea. Significa anche accettare un rapporto pragmatico: si può competere in Libia, divergere su Israele, diffidare su Cipro o sul Mediterraneo orientale, e nello stesso tempo cooperare nel settore industriale-militare. È il nuovo realismo. Non alleanze sentimentali, ma convergenze operative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nota polemica: comprare dopo aver lasciato cadere</h2>



<p>La questione Piaggio, però, resta. Non per nostalgia nazionale, ma per serietà strategica. Si può dire che il TB3 sia più adatto del P.1HH alle esigenze della Marina. Si può dire che navalizzare un drone richieda competenze specifiche: ali ripiegabili, struttura rinforzata, sistemi di decollo e appontaggio, collegamenti dedicati, prove su nave, software, dottrina d’impiego. Si può dire che Baykar sia arrivata prima e meglio. Tutto vero. Ma proprio per questo la domanda diventa più dura: <strong>perché l’Italia non ha costruito per tempo quelle competenze?</strong> Perché non ha fatto del programma Piaggio una base da evolvere, correggere e integrare? Perché non ha messo Leonardo al centro di una filiera nazionale prima di consegnare Piaggio a un gruppo straniero?</p>



<p>Il risultato è amaro. Oggi l’Italia può avere un drone utile, forse anche una produzione parziale sul territorio nazionale, certamente una collaborazione industriale interessante. Ma non controlla più fino in fondo la traiettoria originaria che avrebbe potuto sviluppare in casa. È la solita sovranità italiana: invocata nei convegni, trascurata nei bilanci, recuperata poi comprando capacità da chi ha avuto più continuità politica e industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scelta utile, una lezione severa</h2>



<p>L’accordo con Baykar non va liquidato come una resa. Sarebbe troppo facile e anche sbagliato. In un mondo che cambia rapidamente, le Forze Armate non possono aspettare per anni il programma perfetto, europeo, condiviso, finanziato da tutti e realizzato da nessuno. Se un sistema serve, se è disponibile, se può essere integrato, è comprensibile che la Marina lo valuti.</p>



<p>Ma la lezione resta severa. L’Italia non è povera di competenze. Ha Leonardo, Fincantieri, una Marina di alto livello, una tradizione aeronautica, università, ingegneri, elettronica, cantieri, capacità di integrazione. Ciò che spesso manca è la continuità politica. <strong>Manca la capacità di proteggere una filiera per vent’anni. </strong>Manca la decisione di trasformare un programma fragile in un campione nazionale invece di lasciarlo consumare nell’incertezza.</p>



<p>Il TB3 sulla Cavour può essere una buona risposta militare a un’esigenza reale. Ma resta anche il simbolo di una domanda inevasa: <strong>perché l’Italia deve andare in Turchia per trovare una strada che aveva già intravisto a Villanova d’Albenga?</strong></p>



<p>La risposta non riguarda solo i droni. Riguarda il modo in cui il Paese concepisce la propria difesa, la propria industria e la propria autonomia. <strong>L’Italia sa costruire eccellenze, ma troppo spesso non sa difenderle.</strong> Sa immaginare programmi, ma fatica a portarli fino in fondo. Sa parlare di sovranità, ma poi scopre di averla ceduta proprio quando diventa indispensabile.</p>



<p>E così il drone turco sulla Cavour racconta due cose insieme: un passo avanti della Marina e un’occasione perduta dell’Italia. Una capacità nuova che arriva dal mare, e una vecchia domanda che torna da terra: perché ciò che oggi compriamo fuori non lo abbiamo costruito prima dentro casa?</p>



<p></p>
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		<title>Guerra in Ucraina, i droni hanno &#8220;ucciso&#8221; l&#8217;impiego classico delle forze corazzate. Però&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-i-droni-hanno-ucciso-limpiego-classico-delle-forze-corazzate-pero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Carri armati]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1124" height="632" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine.jpeg 1124w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1124px) 100vw, 1124px" /></p>
<p>Il piccolo drone da attacco ha sostanzialmente ucciso la capacità di manovra, ma attenzione a non farsi trascinare dalle mode del momento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-i-droni-hanno-ucciso-limpiego-classico-delle-forze-corazzate-pero.html">Guerra in Ucraina, i droni hanno &#8220;ucciso&#8221; l&#8217;impiego classico delle forze corazzate. Però&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1124" height="632" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine.jpeg 1124w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Leopard-tanks-in-Ukraine-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1124px) 100vw, 1124px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina è caratterizzata dall&#8217;uso intensivo e pervasivo di <strong>velivoli a pilotaggio remoto</strong>. L&#8217;efficacia dei droni sul campo di battaglia ha portato al loro impiego su larga scala da parte delle forze armate ucraine, grazie al loro basso costo e alla facilità di produzione. Kiev vede nello sviluppo di sistemi senza pilota un potenziale strumento per compensare la superiorità del nemico in termini di potenza di fuoco convenzionale, in particolare artiglieria, e in termini numerici. Il predominio della Russia in questi ambiti implica che il numero di droni in prima linea e la loro importanza ha continuato a crescere nel corso del conflitto, anche grazie alle decisioni della leadership militare e politica ucraina, che vede in questi strumenti una possibile soluzione alla carenza di personale dell&#8217;esercito, e di assetti spendibili sul campo di battaglia. </p>



<p>Kiev, nel corso di questi 4 anni di guerra, ha <strong>avviato la produzione massiccia di UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>)</strong> di piccole e piccolissime dimensioni, che vengono utilizzati nel conflitto per compiti ISR (<em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em>), relais di comunicazione ma soprattutto per attacchi lungo il fronte, con la possibilità di arrivare anche a discrete distanze dal punto di lancio (circa 30 km). L&#8217;Ucraina ha anche avviato la produzione interna di droni marittimi (USV/UUV) da attacco e di droni terrestri (UGV), questi ultimi <a href="https://edition.cnn.com/2026/04/20/europe/robots-ukraine-battlefield-drones-intl-cmd">utilizzati</a> sempre più frequentemente per ricognizione, trasporto logistico “nell&#8217;ultimo miglio”, evacuazione feriti e anche per azioni offensive. </p>



<p>Il conflitto è quindi diventato <strong>“drone-centrico”</strong>, con una vera e propria ridefinizione di ruoli dei reparti più classici e delle loro dottrine di impiego. <strong>La Russia inizialmente ha faticato ad adattarsi alla rapidità della trasformazione del conflitto </strong>imposta dagli ucraini – un conflitto semi-simmetrico ad alta intensità – ma le lezioni apprese sul campo di battaglia sono state assorbite e introdotte dapprima nelle unità di prima linea e poi in tutti i reparti dell&#8217;esercito col supporto dell&#8217;impianto industriale, passato a una produzione di guerra sebbene azzoppato dalle sanzioni internazionali e da un&#8217;economia traballante, e anche per questo motivo, il processo di assimilazione è stato particolarmente lento.</p>



<p>Tornando all&#8217;Ucraina, le sue forze armate hanno modificato profondamente la loro filosofia operativa, le strutture organizzative e le dottrine strategiche. Nel 2023, Kiev ha creato <strong>compagnie d&#8217;attacco specializzate in droni</strong> all&#8217;interno di brigate di combattimento e come gruppi di combattimento separati, per un totale di 60 unità. Questo ha permesso l&#8217;utilizzo di vari tipi di UAV per distruggere obiettivi nemici, <strong>secondo una dottrina incentrata sui droni che privilegia qualità, adattabilità ed efficienza.</strong> La creazione di queste compagnie ha segnato l&#8217;inizio della modernizzazione organizzativa e dottrinale delle forze armate ucraine, in un adattamento alle nuove realtà tecnologiche sul campo di battaglia. Nel tempo, alcune compagnie sono state riorganizzate in battaglioni d&#8217;attacco con droni, e i battaglioni più efficaci sono stati ulteriormente ampliati in reggimenti.</p>



<p>Anche la Russia ha avviato un processo simile, e a novembre del 2025 ha creato le VBS (<em>Voyska Bespilotnykh Sistem</em>) ovvero le forze per sistemi <em>unmanned</em>, ente separato dell&#8217;esercito organizzato provvisoriamente in 6 battaglioni, 5 reggimenti e 2 brigate.</p>



<p>L&#8217;enorme portata del dispiegamento di droni sul campo di battaglia indica la loro importanza cruciale per le forze armate ucraine. Solo nei primi 11 mesi del 2024, il Ministero della Difesa ucraino ha consegnato <strong>oltre 1,2 milioni di droni di vario tipo</strong>. Tra questi, oltre 40mila droni da ricognizione multirotore, di cui più di 12mila equipaggiati per operazioni notturne. Inoltre, le forze armate hanno ricevuto 5mila droni da ricognizione ad ala fissa. I droni, in particolare gli FPV (<em>First Person View</em>) non sono semplicemente una nuova arma: sono una forma di <strong><a href="https://www.defenceukraine.com/en/insights/fpv-drones-ukraine-war-analysis/">potenza aerea democratizzata</a></strong> e sacrificabile che ha radicalmente ridefinito le realtà tattiche, operative e strategiche del campo di battaglia, <strong>al punto da avere sostanzialmente “ucciso” la capacità di manovra. </strong>Attualmente, i droni sono responsabili della distruzione di quasi l&#8217;<a href="https://news.liga.net/ua/politics/news/frantsuzkyi-heneral-80-tsilei-v-ukraini-znyshchuiut-fpv-drony-ale-sytuatsiia-mozhe-zminytysia">85% degli obiettivi militari</a> nemici in prima linea, e del <a href="https://mwi.westpoint.edu/innovating-under-fire-lessons-from-ukraines-frontline-drone-workshops/">70-80% delle perdite russe</a> (compresi i morti e i feriti).</p>



<p>Il massiccio impiego di droni ha inoltre costretto entrambe le parti del conflitto a <strong>ritirare armamenti pesanti, come carri armati e sistemi di artiglieria</strong>, di diversi chilometri dalla linea del fronte, in quanto l&#8217;utilizzo di un drone FPV accorcia tremendamente la catena di comando – quindi i tempi di reazione – essendo l&#8217;operatore in grado di cercare, acquisire e colpire un bersaglio autonomamente trovandosi in prima linea. </p>



<p>Nel corso dei 4 anni del conflitto, abbiamo osservato la <strong>progressiva riduzione delle operazioni terrestri su vasta scala utilizzanti veicoli corazzati e blindati</strong>, e la trasformazione degli attacchi che sono passati da utilizzare grandi reparti di fanteria e piccole unità, che si infiltrano nelle linee nemiche con la copertura di droni e con l&#8217;ausilio dell&#8217;artiglieria a lungo raggio. Il carro armato è stato relegato a compiti secondari, come il tiro d&#8217;artiglieria, e il mezzo blindato fatica a raggiungere indenne la linea di contatto, correndo il rischio di venire colpito da un drone FPV quando ancora si trova a chilometri di distanza. </p>



<p>Come zanzare in una foresta tropicale, i droni imperversano nei cieli ucraini, e hanno costretto a <strong>cambiare radicalmente dottrine e filosofie</strong> non solo nelle forze armate ucraine ma in tutte quelle occidentali, e probabilmente anche in quelle cinesi. </p>



<p>Grazie ai droni, non c&#8217;è quasi più modo di nascondersi sul campo di battaglia: il segretario dell&#8217;esercito USA <strong>Daniel Driscoll </strong>ha <a href="https://warontherocks.com/the-armys-upcoming-transformation-with-secretary-driscoll-and-gen-george/">riferito </a>che la quantità di sensori presenti sul campo di battaglia impedisce ai comandanti di spingere i carri armati così avanti nelle formazioni come facevano un tempo, perché i droni, economici e facilmente neutralizzabili, possono distruggerli. Le veloci puntate di forze corazzate, che abbiamo osservato nella Prima Guerra del Golfo (l&#8217;ultima guerra veramente simmetrica), forse sono destinate a essere solo un ricordo.</p>



<p>Attenzione però a non incappare nella tara cognitiva che tante volte ha provocato errori di valutazione, anche nel breve termine: <strong>il drone non è la “panacea” del campo di battaglia</strong> – come il missile non ha sostituito il cannone sugli aerei da combattimento – e ci sono allo studio soluzioni per dare alle forze meccanizzate e corazzate la capacità di recuperare lo scopo per cui sono nate. Il segretario Driscoll, ad esempio, ha auspicato che i battaglioni corazzati diventino “molto più snelli”, limitando così la loro esposizione alle minacce aeree. Si sta valutando l&#8217;ipotesi di utilizzare le forze corazzate solo dopo un primo massiccio attacco di droni, e parallelamente aumentare le difese, sia di tipo cinetico sia non cinetico (con armi a energia diretta), eliminando così una volta per sempre le protezioni improvvisate viste sul campo di battaglia ucraino (e mediorientale), che aggiungono peso e limitano l&#8217;efficacia dei mezzi. <strong>La guerra russo-ucraina non rappresenta quindi il canto del cigno delle forze meccanizzate/corazzate </strong>in sé (o dell&#8217;artiglieria), ma solo del loro classico utilizzo “da manuale”, imponendo una revisione profonda dei concetti d&#8217;impiego per poter recuperare la capacità di manovra, che è alla base degli eserciti occidentali.</p>
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		<title>La Terza Guerra del Golfo e la &#8220;strage dei droni&#8221;: ecco che cosa l&#8217;ha provocata</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-terza-guerra-del-golfo-e-la-strage-dei-droni-ecco-che-cosa-lha-provocata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I droni, soprattutto i "Reaper" statunitensi, hanno pagato il prezzo più alto tra gli assetti aerei usati nella guerra contro l'Iran.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno perso circa 24 UCAV (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) tipo <strong>MQ-9 “Reaper”</strong> durante l&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico, di cui almeno 16 per reazione diretta delle difese aeree iraniane. Israele invece lamenta l&#8217;abbattimento di almeno 18 UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) di vario tipo, ma tutti per attività ISR (<em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em>), acquisizione dei bersagli e guerra elettronica (EW).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Update on U.S. Air Force losses in the Iran War — Operation Epic Fury (April 9, 2026):<br><br>Total losses are now estimated to exceed $2.5 billion, with actual replacement costs likely to climb even higher.<br><br>— Four F-15E Strike Eagles have been lost, one over Iran and three downed by… <a href="https://t.co/S6flV4oZ3n">pic.twitter.com/S6flV4oZ3n</a></p>&mdash; Egypt&#39;s Intel Observer (@EGYOSINT) <a href="https://twitter.com/EGYOSINT/status/2044398885796540457?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Se consideriamo che il conflitto in atto ha visto l&#8217;abbattimento da parte iraniana di due cacciabombardieri (e il danneggiamento di altri due), possiamo dire che i droni sono quindi gli assetti che hanno subito di più gli effetti delle difese aeree avversarie. Occorre fare una premessa: il sistema di difesa aerea iraniano è stato fortemente degradato dalla campagna SEAD/DEAD israelo/statunitense, e sostanzialmente le forze di Washington e Tel Aviv hanno ottenuto la superiorità aerea nella maggior parte del territorio iraniano: l&#8217;<a href="https://www.fpri.org/article/2026/03/over-5000-munitions-shot-in-the-first-96-hours-of-the-iran-war/">elevato consumo</a> di bombe tipo JDAM (28 km di portata massima dallo sgancio) e secondariamente (quattro volte meno) di GBU-39 Small Diameter Bomb (circa 110 km di portata) rispetto a più effettivi sistemi stand-off come gli AGM-158 JASSM (900 km di portata) e i missili “Tomahawk” (circa 1.600 km di portata), è indice di come i velivoli della coalizione siano stati in grado di penetrare piuttosto agevolmente lo spazio aereo iraniano.</p>



<p><strong>Il cielo dell&#8217;Iran però non è privo di minacce</strong>, e i recenti abbattimenti di un F-15 e di un A-10 dimostrano come le difese aeree di Teheran siano <strong>ancora capaci di manifestare una reazione da non sottovalutare</strong>, soprattutto in quanto alcune batterie di SAM (<em>Surface to Air Missile</em>) utilizzano sensori elettro/ottici-IR (Infrarossi) per il puntamento invece del radar. I droni, però, hanno pagato il pezzo più alto di questa campagna aerea, e non è affatto una sorpresa: concettualmente, un drone, soprattutto un UCAV o un assetto da ISR leggero come alcune tipologie di droni israeliani abbattuti, nasce per essere <strong>uno strumento “spendibile”</strong> rispetto a un cacciabombardiere pilotato, ma soprattutto nasce per assolvere determinate missioni in determinati ambienti di combattimento.</p>



<p>Uno UAV (o comunque un qualsiasi veicolo <em>unmanned</em>) non è quindi la panacea che può sostituire sempre e comunque un assetto pilotato, o un altro strumento bellico, magari più costoso. </p>



<p>Proprio parlando di ambiente di combattimento, quello iraniano <strong>non è uno spazio incontestato</strong>: non si tratta dell&#8217;Afghanistan dei talebani, della Siria dell&#8217;ISIS o dell&#8217;Iraq del 2003, dove le difese aeree erano praticamente inesistenti. L&#8217;Iran, come detto, conserva qualche tipo di capacità di difesa aerea di media portata, e soprattutto può contare su un numero indefinito di MANPADS (<em>Man Portable Air Defense System</em>), i quali possono giocare un ruolo importante proprio per via del profilo di missione di UCAV come gli MQ-9 “Reaper” statunitensi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🇺🇲🇮🇱🇮🇷 I droni MQ-9 USA stanno conducendo missioni di caccia libera nei cieli irniani (nel video il lancio di un Hellfire). Le difese aeree di Teheran sono ai minimi termini ma attive: si sente rumore di AAA e nel secondo video un missile è stato sparato contro un F-16 israeliano <a href="https://t.co/lqlO03lRKz">pic.twitter.com/lqlO03lRKz</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/2028552020852973623?ref_src=twsrc%5Etfw">March 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fotografie e filmati di fonte iraniana, soprattutto durante le prime due settimane del conflitto, hanno mostrato questi droni volare a bassa quota nel cielo iraniano mentre svolgevano missioni di attacco al suolo con missili “Hellfire”. Questo missile nasce per colpire obiettivi ravvicinati (raggio d&#8217;azione compreso tra i 500 metri e gli 11 km) e viene utilizzato anche da elicotteri e mezzi terrestri, richiedendo che i bersagli debbano essere continuamente illuminati da un puntatore laser (fatta eccezione per la versione “Longbow” con guida terminale radar attiva). <strong>La missione tipo di un “Reaper”, quindi, porta il drone a operare a quota relativamente bassa in un ambiente bellico ancora contestato</strong>, spiegando così lo stillicidio di questi UCAV durante il conflitto. Lo stesso ragionamento vale per i droni leggeri israeliani andati perduti: si tratta di assetti per ISR che non sono pensati per volare ad altissima quota, su lunghissime distanze e in ambienti contestati. Si tratta di droni “tattici” che le IDF hanno sviluppato in funzione della tipologia di guerra che devono condurre nel loro intorno geografico, in particolare nel Libano, a Gaza e in Siria. Non è infatti un caso che l&#8217;unico drone di tipo “strategico” andato perduto – un MQ-4C “Triton” della U.S. Navy per compiti ISR – sia precipitato per cause ancora ignote ma non per reazione delle difese aeree iraniane, quanto meno non per azione cinetica. </p>



<p>I “Reaper” operano inoltre con un <strong>profilo di volo prevedibile</strong>, effettuando lunghi circuiti di attesa al di sopra di una determinata area di territorio ostile, perché, ancora una volta, si tratta di assetti “spendibili” nonostante il loro costo. Inoltre, questi UCAV, non hanno alcun tipo di accorgimento per ridurne la traccia radar o IR, volano a velocità molto inferiori rispetto a quello di un cacciabombardiere, ma soprattutto <strong>non hanno contromisure elettroniche</strong> (ECM) integrate, a meno di non venire dotati di <em>pod </em>subalare adatto a tale scopo sacrificando quindi carico bellico. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🇺🇲🇮🇱🇮🇷<br>Mappa operazione Epic Fury.<br>Prime 100 ore.<br>Da DoW. <a href="https://t.co/O8DtnKUmKJ">pic.twitter.com/O8DtnKUmKJ</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/2029211391270289786?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La maggior parte dei “Reaper” è stata abbattuta da missili terra-aria e le perdite si sono finora concentrate su città come <strong>Isfahan, Shiraz e Qeshm</strong>, ovvi centri nevralgici per le capacità militari iraniane, quindi molto più difese rispetto ad altre località. Ulteriori perdite si sono verificate durante attacchi alle basi aeree e delle forze armate iraniane, ovvero obiettivi meglio protetti rispetto ad altri. </p>



<p>In definitiva, i “Reaper” sono stati impiegati in un ambiente bellico per il quale non sono adatti, e sebbene siano un assetto più spendibile rispetto a un cacciabombardiere pilotato (la missione per recuperare i piloti abbattuti ha superato di gran lunga il prezzo dei velivoli stessi), rappresentano comunque un velivolo costoso: è stato stimato che, in totale, gli USA abbiano perso <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/why-has-america-lost-so-many-mq-9-reaper-drones-against-iran-hk-041926">720 milioni di dollari</a> solo per questi UCAV, considerando un costo unitario di 30 milioni. </p>



<p><strong>Il drone non è diventato improvvisamente inutile</strong>: come accennato, è uno strumento ideale per ambienti di combattimento non contestati. Sicuramente però, considerando che la guerra contro l&#8217;Iran si configura come un conflitto aereo (e navale) asimmetrico, il “Reaper” non è idoneo per affrontare minacce simmetriche di Paesi meglio armati come la Russia e la Repubblica Popolare Cinese senza aver prima effettivamente ottenuto la supremazia aerea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-terza-guerra-del-golfo-e-la-strage-dei-droni-ecco-che-cosa-lha-provocata.html">La Terza Guerra del Golfo e la &#8220;strage dei droni&#8221;: ecco che cosa l&#8217;ha provocata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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