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Tecnologia

La rinascita di Intel: fatturato e ordini record, il titolo vola e anche Trump festeggia

La rinascita di Intel: fatturato e ordini record, il titolo vola e anche Trump festeggia. Gli scenari strategici.

Il “capitalismo nazionalista” di Donald Trump ha ottenuto con Intel il suo primo successo? L’azienda produttrice di chip e componentistica tecnologica è in un vero e proprio stato di grazia e da quando ad agosto 2025 il governo di Washington è entrato nel capitale del gruppo di Santa Clara, seguito da Nvidia, i venti di mercato hanno iniziato a spingere nella direzione del rilancio della società.

I conti brillanti del colosso dei chip

Dopo che l’azienda guidata dal Ceo Lip-Bu Tan ha annunciato il fatturato per il secondo trimestre del primo trimestre 2026, cresciuto del 7% a 13,6 miliardi di dollari, e dopo che l’annuncio per il secondo quarto dell’anno punta a un aumento da 13,8 a 14,8 miliardi, dopo che i colossi dell’IA hanno annunciato di aver bisogno di crescente capacità manifatturiera e dopo che il capitale dell’azienda è stato puntellato dagli importanti ingressi del governo Usa, di Nvidia e Softbank, Per il trimestre in corso, gli analisti prevedevano 13 miliardi di dollari di ricavi, ma i dati sono ancora più lusinghieri. Segno che Intel è decollata. Solo nell’ultimo mese, l’azione di Intel guadagna il 70%, sale del 118% da inizio anno e ha toccato i massimi storici. In un anno la crescita è del 300%.

“La prossima ondata di intelligenza artificiale avvicinerà l’intelligenza all’utente finale, passando da modelli di base all’inferenza e infine all’azione agentiva. Questo cambiamento sta aumentando significativamente la necessità di CPU Intel e delle sue offerte di wafer e packaging avanzato”, ha dichiarato Tan, sostanziando la svolta del gruppo a grande “fab” al servizio delle sfide complesse sul piano manifatturiero dei colossi del tech. “La crescita è stata trainata dal segmento Data Center e AI di Intel, che ha registrato un aumento del 22% raggiungendo i 5,1 miliardi di dollari, grazie all’accelerazione della domanda di processori Xeon e al più ampio sviluppo dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale”, commenta CoinDesk.

Il rilancio di Intel

Una vera e propria rivoluzione copernicana per Intel, che veniva da anni dove il suo business era stato compresso in due direttrici: sul fronte manifatturiero, dalla competizione dei colossi asiatici e delle loro fab, a partire da Tsmc; su quello del design dei chip, dal boom dell’intelligenza artificiale trainati da Nvidia. In questo senso, il gruppo ha deciso di diventare fornitore flessibile e dinamico di componentistica avanzata, packaging e integrazione sistemica in un contesto in cui il sistema-Paese Usa impegnato in una strategica corsa alla competizione tecnologica con la Cina ha decretato che Intel era too big to fail.

L’amministrazione Trump ha fatto la mossa decisiva quando ad agosto si è concretizzatol’ingresso del governo americano nel capitale di Intel. Washington ha convertito poco meno di 9 miliardi di dollari di sussidi del Chips Act approvato da Joe Biden per rilanciare la manifattura tecnologica per entrare a gamba tesa nel capitale di una società allora fragile. Per la precisione, il 10% è andato al governo Usa, che ha così varato la più vasta operazione di intervento di Stato all’americana, quel “capitalismo nazionalista” che plasma le mosse della Casa Bianca in ottica industriale e securitaria. Sono seguite le entrate nel capitale di Intel di SoftBank, il fondo giapponese di Masayoshi Son protagonista del progetto Stargate per l’intelligenza artificiale, einfine la mossa diNvidia, che ha puntato 5 miliardi di dollari su Intel a settembre.

Il gruppo, nel frattempo, si è adattato al nuovo trend progettando lo sviluppo di più capacità manifatturiera negli Usa mentre Lip-Bu Tan ha lasciato col cerino in mano molti investitori europei, soprattutto in Germania, sacrificando la passata strategia industriale di Intel.

Anche il governo Usa festeggia i conti di Intel

Può festeggiare anche l’amministrazione Trump, che da agosto ha visto quadruplicato il valore della sua partecipazione in Intel, salita oggi a 36 miliardi di dollari, mentre il sostanziale risanamento di un gruppo industriale aggiunge valore alla strategia di produzione interna e alle filiere tecnologiche a stelle e strisce. Le sfide non mancano.Bank of America avverte che Intel continua a consumare importanti flussi di cassa e infatti nonostante un risultato positivo sul piano operativo di 1,1 miliardi di dollari il free cash flow dell’azienda nel primo trimestre 2026 è stato negativo per 2 miliardi di dollari per potenziare gli investimenti necessari a stare dietro alla domanda. Inoltre, Tan ha progettato un taglio del 15% della forza lavoro potenzialmente in contraddizione con una strategia espansiva sul piano industriale ma che serve a dare un messaggio di efficienza agli investitori. Ma sicuramente va segnalato che un campione nazionale americano è tornato sul mercato dopo aver visto il baratro. E tutto questo contribuisce a rendere solido un nuovo paradigma che assegna un indirizzo strategico agli Stati nel cuore dell’economia di mercato e dell’innovazione di frontiera.

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