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	<title>droni kamikaze Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>droni kamikaze Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Programma missilistico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo alcuni analisti l'Iran è in seria difficoltà a ricostituire la produzione di missili e droni. È davvero così? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>A seguito delle operazioni militari israeliane e statunitensi contro l&#8217;<strong>Iran</strong> nel 2025 e all&#8217;inizio del 2026, gli analisti hanno discusso a lungo sulla capacità dell&#8217;Iran di ricostituire il proprio arsenale di missili e droni. Secondo <strong>Jim Lamson</strong>, ex analista della CIA che ora è autore su <em><a href="https://warontherocks.com/iran-faces-severe-challenges-to-rebuild-missile-and-drone-production/">War on the rocks</a></em>, <strong>Teheran in questo momento avrebbe serie difficoltà a ristabilire la produzione a regime di missili balistici e di droni <em>one way</em>,</strong> proprio a causa dei danni subiti nei vari attacchi aerei portati da Israele e dagli Stati Uniti negli ultimi due anni. </p>



<p>L&#8217;autore parte da un assunto preciso, ovvero che sia importante sottolineare che gli attacchi del 2024, 2025 e soprattutto del 2026 hanno causato complessivamente gravi danni all&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana, <strong>nonché alla sua più ampia base industriale e di ricerca nel settore della difesa.</strong> Nell&#8217;articolo si afferma anche che da quando sono stati interrotti gli attacchi contro le industrie missilistiche e dei droni iraniane nell&#8217;aprile del 2026, si sono susseguite <strong>dichiarazioni contrastanti</strong> sullo stato della capacità di Teheran di produrre nuovi sistemi. Ad esempio, molti funzionari statunitensi e israeliani hanno affermato che l&#8217;Iran non è più in grado di produrre missili e droni. Tuttavia, la rapida ripresa dell&#8217;Iran dopo la guerra della primavera del 2026 avrebbe sorpreso alcuni funzionari israeliani, <strong>sollevando il timore che l&#8217;Iran possa tornare a produrre centinaia di missili al mese.</strong></p>



<p>Dal canto loro, i funzionari iraniani <a href="https://farsnews.ir/Rahgozar_b/1791267983596046871/Iran-Army-Missile-Drone-Production-Continues-with-Large-Stockpiles">hanno affermato</a> che, nonostante gli attacchi, l&#8217;Iran ha continuato a produrre e migliorare missili e droni. Probabilmente si tratta di una mera strategia di deterrenza e, semmai, riflette l&#8217;assemblaggio di missili da parte dell&#8217;Iran a partire da componenti già pronti, piuttosto che la ricostituzione delle sue industrie e catene di approvvigionamento. </p>



<p>Verso la fine di maggio, però, la <em>CNN </em><a href="https://edition.cnn.com/2026/05/21/politics/iran-military-rebuild">riferiva</a> che l&#8217;<strong>Iran aveva già riavviato parte della produzione</strong> di droni durante la tregua iniziata ad aprile, come riferivano quattro fonti dell&#8217;intelligence USA, e che pertanto l&#8217;apparato militare iraniano si stava ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente stimato. Tale ricostituzione delle capacità militari – che include anche il ripristino di siti missilistici, lanciatori e della capacità produttiva per sistemi d&#8217;arma chiave – implicava che l&#8217;Iran fosse rimasto una minaccia significativa per gli alleati della regione. </p>



<p>Queste indiscrezioni di intelligence riferite dalla <em>CNN </em>avevano inoltre messo in discussione le valutazioni circa l&#8217;effettiva entità del deterioramento a lungo termine subito dalle forze armate iraniane, soprattutto in considerazione del fatto che le stesse fonti avevano riferito che l&#8217;Iran sarebbe stato in grado di <strong>ripristinare completamente la propria capacità di attacco tramite droni in appena sei mesi</strong>. </p>



<p>Stando a questa valutazione, pertanto, l&#8217;Iran dovrebbe oggi quasi essere a pieno regime. Quindi, qual è lo stato attuale dell&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana? </p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione dei danni</h2>



<p>Bisogna prima sottolineare che la valutazione dei danni inflitti in battaglia (<strong>BDA – Battle Damage Assessment</strong>) non è mai facile, e si basa sulle informazioni che è possibile ottenere da fonti diverse, come l&#8217;HUMINT (Human Intelligence) ovvero “spie” in loco, ricognizione (ad esempio fotografie satellitari), intelligence dei segnali (SIGINT – <em>Signal Intelligence</em>) e altri fattori come le modifiche nel rateo e intensità degli attacchi nemici. Una tregua, in quest&#8217;ultimo caso, non aiuta a capire se effettivamente le infrastrutture produttive siano state distrutte completamente, parzialmente o solo leggermente in quanto le operazioni di guerra vengono sospese. Peraltro, un cessate il fuoco permette all&#8217;avversario di ricostituire le proprie forze, cambiare dottrina operativa in base alle lezioni apprese ed eventualmente distribuire e occultare la propria catena produttiva e/o i propri assetti bellici.</p>



<p>La BMD post operazione Epic Fury <strong>non è stata resa pubblica</strong> se non in piccola parte – di solito non viene quasi mai fatto – pertanto risulta difficile, per chi non ha accesso a fonti riservate, stabilire se davvero l&#8217;Iran abbia subito gravi danni alla propria industria missilistica e di droni. </p>



<p>L&#8217;autore dell&#8217;articolo su <em>War on the rocks</em>, sostiene che <strong>nel breve termine</strong>, l&#8217;Iran potrebbe teoricamente assemblare nuovi missili balistici, missili da crociera e droni – forse centinaia o addirittura migliaia – utilizzando le sue scorte prebelliche di componenti finiti. Una valutazione plausibile stante quanto giuntoci in modo aperto dalle fonti di intelligence ufficiali. Afferma invece che <strong>nel lungo termine</strong> l&#8217;Iran dovrà ricostruire le sue industrie missilistiche e dei droni, gravemente danneggiate, per produrre nuovi sistemi e, soprattutto, per migliorare quelli esistenti e svilupparne di nuovi. </p>



<p>Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno preso di mira le <strong>catene di produzione e approvvigionamento</strong> delle industrie missilistiche e dei droni iraniane (come ad esempio le industrie chimiche deputate alla fabbricazione del carburante per missili balistici). In tal modo, hanno colpito sia le organizzazioni principali che sviluppano e producono missili e droni, sia <strong>i principali fornitori e le industrie nazionali che li supportano. </strong>Secondo la valutazione di Lamson (in continua evoluzione), <strong>gli attacchi condotti tra il 2024 e il 2026 hanno colpito oltre 40 siti industriali per missili balistici,</strong> quasi 20 per missili da crociera e oltre 20 per droni, oltre a decine di altri siti di ricerca e sviluppo nel settore della difesa che supportano la produzione iraniana di missili e droni. </p>



<p>Le forze militari israeliane e statunitensi si sono quindi concentrate sugli elementi critici delle industrie missilistiche e dei droni iraniane, inclusi i siti importanti per i sistemi di guida e controllo, la propulsione, le testate, le cellule, i lanciatori e l&#8217;assemblaggio finale. Inoltre, la campagna aerea alleata avrebbe compromesso pesantemente la <strong>capacità di ricerca e sviluppo</strong>, ovvero un altro pilastro dell&#8217;industria bellica insieme alla produzione della componentistica e agli snodi della catena di approvvigionamento.</p>



<p>L&#8217;autore riferisce però <strong>un certo grado di incertezza</strong> quando sostiene che “probabilmente gli sforzi di Teheran verso il miglioramento delle proprie capacità missilistiche sono stati compromessi dalle operazioni belliche”. </p>



<p>Si ritiene pertanto, in base alle evidenze che ci giungono da altri teatri di conflitto, che il progressivo estendersi degli attacchi israelo-statunitensi alle infrastrutture industriali e logistiche iraniane possa effettivamente aver messo in crisi le capacità di Teheran di produzione missilistica e di droni, in quanto la tempistica di riparazione dei danni è oggettivamente più lunga di quella intercorsa tra un attacco e quello successivo, ma la lunga tregua e il <strong>sostegno di attori terzi</strong> con tecnologie di uso duale – che aggirano l&#8217;embargo internazionale – può aver permesso all&#8217;Iran di ricostituire parzialmente la propria catena produttiva, che comunque non è in questo momento in grado di supportare un utilizzo intensivo di missili balistici e droni come osservato all&#8217;inizio del conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 23:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Task Force Falcon, unità dell'U.S. Army che utilizza droni aerei, di superficie e subacquei, ha terminato la sua missione </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A settembre terminerà la missione sperimentale della task force droni dell&#8217;esercito statunitense nel teatro euro-africano, cominciata a novembre del 2025. Ad agosto dello scorso anno, il <strong><a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-RELEASES/Article/4573159/centcom-launches-first-ever-multinational-attack-drone-task-force/">CENTCOM</a></strong>, il Comando Centrale degli Stati Uniti che sovrintende le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, aveva istituito la <strong>Task Force Falcon</strong>, la prima unità dell&#8217;U.S. Army dotata di droni d&#8217;attacco <em>one way</em> composti da <strong>sistemi senza pilota in grado di operare in superficie, in mare e sott&#8217;acqua,</strong> gestiti da personale di supporto militare statunitense e partner regionali. </p>



<p>Al suo avvio, la task force era stata incaricata dal Dipartimento dell&#8217;esercito e dall&#8217;EUCOM (il Comando Europo degli Stati Uniti), di apprendere tattiche, soluzioni costruttive e metodologie di impiego dalle forze droni specializzate, <strong>comprese quelle impiegate dall&#8217;Ucraina</strong>, e di trasmettere tali insegnamenti all&#8217;esercito per supportare l&#8217;obiettivo del Pentagono di raggiungere la supremazia statunitense nel settore dei droni.</p>



<p>Un anonimo funzionario dell&#8217;U.S. Army ha dichiarato in un comunicato che, dopo la massiccia esercitazione multinazionale Saber Junction di agosto e settembre, il battaglione tornerà alla sua missione di fanteria aviotrasportata. Questo mese invece, il CENTCOM ha annunciato la creazione di una task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way aerei, di superficie e sottomarini insieme ai partner regionali. Questa task force fa seguito alla creazione, nel 2025, della <strong>Task Force Scorpion Strike</strong>, con sede in Medio Oriente e dotata di droni d&#8217;attacco, che è stata impiegata durante l&#8217;operazione <strong>Epic Fury</strong> nel Golfo Persico.</p>



<p>Il Pentagono, come riporta <em><a href="https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/08/21/us-army-to-end-experimental-drone-battalion-in-europe/">Defense News</a></em>, si è concentrato molto sull&#8217;espansione del suo arsenale di droni in seguito a un ordine esecutivo del giugno 2025 che imponeva alle forze armate statunitensi di potenziare le proprie capacità in materia di sistemi aerei senza pilota. Dopo tale ordine, il Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth </strong>ha emesso un memorandum nel luglio 2025 in cui affermava che “le unità statunitensi non sono equipaggiate con i piccoli droni letali richiesti dal moderno campo di battaglia” e si impegnava a rinnovare gli sforzi delle forze armate per l&#8217;acquisizione e l&#8217;impiego dei droni.</p>



<p>La creazione della Task Force Falcon segue l&#8217;istituzione della Task Force Scorpion Strike nel dicembre 2025 equipaggiata con droni d&#8217;attacco <em>one way</em>, nell&#8217;ambito dello sforzo volto a integrare questo tipo di tecnologia nelle diverse forze armate statunitensi. </p>



<p>All&#8217;avvio dell&#8217;operazione Epic Fury, sappiamo che l&#8217;esercito statunitense ha utilizzato per la prima volta in combattimento il drone <em>one way</em> <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/tomahawk-bombe-guidate-e-nuovi-droni-dattacco-lucas-ecco-2630265.html">LUCAS</a></strong> (<em>Low-cost Unmanned Combat Attack System)</em>: uno UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) prodotto dalla SpektreWorks dal costo unitario di 35mila dollari. Il LUCAS possiede ala delta larga 2,5 metri ed è lungo circa 3, è propulso da un motore a elica, ed è in grado di trasportare un carico utile di circa 18 kg con un&#8217;autonomia dichiarata di 444 miglia nautiche (circa 712 km). La sua designazione commerciale è FLM 136. Il drone viene lanciato da una rotaia come avviene per l&#8217;iraniano <strong>Shahed 136</strong>, e in effetti il LUCAS ne ricorda molto le forme e molto probabilmente è stato sviluppato partendo dai resti di questo tipo di drone – che i russi producono su licenza col nome Geran-2 – recuperati nel teatro mediorientale o in quello ucraino.</p>



<p>A due settimane dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione Epic Fury, il responsabile del programma LUCAS <a href="https://defensescoop.com/2026/03/17/lucas-drone-production-emil-michael-operation-epic-fury/">aveva affermato</a> che “non ne stiamo producendo decine di migliaia. Si tratta di poche decine, ma finora funzionano molto bene” aggiungendo che i droni “non erano in piena produzione” prima del dispiegamento presso il CENTCOM e che i militari “hanno lanciato ciò che avevano a disposizione”. L&#8217;ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, aveva anche fatto notare il grande successo dei droni impiegati e che il sistema era in fase di perfezionamento in vista della produzione di massa. </p>



<p>Tornando alla Task Force Falcon, il suo aspetto più distintivo è l&#8217;<strong>integrazione</strong> di sistemi aerei, di superficie e subacquei all&#8217;interno di un&#8217;unica organizzazione. Il CENTCOM non ha mai specificato quali piattaforme marittime o sommergibili sono state assegnate a questa unità né in che modo i partner internazionali hanno contribuito. Anche il numero l&#8217;organizzazione del personale non sono noti. Tale incertezza è rilevante perché un drone d&#8217;attacco aereo one way, un&#8217;imbarcazione di superficie autonoma e un veicolo sottomarino hanno requisiti di comunicazione, velocità di avvicinamento, metodi di navigazione e processi di puntamento differenti; inoltre sapere l&#8217;organigramma della Task Force e come si è integrata con le altre unità delle forze armate USA impegnate nell&#8217;operazione Epic Fury aiuterebbe a capire in che modo il Pentagono intenda integrare i droni nei suoi reparti. Utilizzare UAV, USV e UUV in un&#8217;unica struttura operativa implica ben più che il semplice impiego di un maggior numero di sistemi senza equipaggio. </p>



<p>Sappiamo solo, come accennato, che il CENTCOM questo mese ha annunciato la creazione di un&#8217;altra task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way in aria, in acqua e sott&#8217;acqua insieme a partner regionali, e molto probabilmente questo modello organizzativo verrà impiegato in ambito NATO nel prossimo futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il raid dei droni Corsair: gli Stati Uniti colpiscono l&#8217;Iran con le nuove tattiche della guerra navale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-raid-dei-droni-corsair-gli-stati-uniti-colpiscono-liran-con-le-nuove-tattiche-della-guerra-navale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523255</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="596" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw.jpeg 596w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno impiegato per la prima volta i droni navali Corsair in combattimento. Dopo essere stati impiegati per l’operazione di salvataggio dei piloti dell’elicottero Apache abbattuto dai pasdaran nel Golfo dell’Oman, i droni navali Corsair sono stati impiegati come piattaforme “kamikaze” per attaccare il porto iraniano di Bandar Abbas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-raid-dei-droni-corsair-gli-stati-uniti-colpiscono-liran-con-le-nuove-tattiche-della-guerra-navale.html">Il raid dei droni Corsair: gli Stati Uniti colpiscono l&#8217;Iran con le nuove tattiche della guerra navale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="596" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw.jpeg 596w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/imagesxw-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno impiegato per la prima volta i <strong>droni navali Corsair</strong> in combattimento. Dopo essere stati impiegati per l’operazione di salvataggio dei piloti dell’elicottero Apache abbattuto dai pasdaran nel Golfo dell’Oman, i droni navaliCorsair&nbsp;sono stati impiegati come <strong>piattaforme “kamikaze”</strong> per attaccare il&nbsp;<strong>porto iraniano&nbsp;di Bandar Abbas</strong>, colpendo infrastrutture sensibili e un sottomarino tascabile Ghadir, impiegando le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ucraina-si-stanno-riscrivendo-regole-guerra-navale-2336035.html">stesse tattiche usate dall’Ucraina </a>per colpire la Flotta del Mar Nero russa in Crimea. Si tratta del primo attacco di questo tipo ordinato dal Pentagono nella storia militare degli Stati Uniti.</p>



<p>Secondo quanto riportato nella giornata di ieri dal <strong>Comando Centrale degli Stati Uniti</strong>, CENTCOM, il 12 luglio una piccola flotta di droni di superficie senza equipaggio del tipo Corsair è stata impiegata come piattaforma d’attacco per colpire “<em>decine di obiettivi iraniani</em>” situati nel porto di Bandar Abbas. Il raid navale, in perfetto stile “Gruppo 13” delle forze armate ucraine, pioniere e maestro in questo genere di operazioni, è parte della serie di attacchi che gli Stati Uniti hanno lanciato dopo che il presidente <strong>Donald Trump </strong>ha dichiarato di voler porre nuovamente lo Stretto di Hormuz sotto il controllo statunitense, ripristinando il “blocco navale” sui porti iraniani e ponendo gli Stati Uniti nel ruolo di “<strong>guardiani dello stretto</strong>”.</p>



<p> “<em>Su indicazione del Comandante in Capo, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti riprenderanno il blocco del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 14 luglio alle 16:00 ET”</em>, ha dichiarato il CENTCOM attraverso il suo canale X, aggiungendo che le forze armate statunitensi “<em>faranno rispettare il blocco alle navi in transito da o verso i porti e le zone costiere iraniane” e “continueranno a supportare il flusso di traffico nelle acque regionali per tutte le navi che non violano il blocco</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="862" height="485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de.avif" alt="" class="wp-image-523261" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de.avif 862w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/f2c7cf72fd7b60c874c4b51b7eca64de-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 862px) 100vw, 862px" /></figure>



<p>I Corsair –&nbsp;configurati&nbsp;come<strong>&nbsp;imbarcazioni dronizzate&nbsp;lunghe circa 7,3 metri</strong>, con un design simile a quello di un motoscafo, che possono essere configurate per diversi tipi di missione e raggiungere una <strong>velocità di 35 nodi</strong>, hanno un’autonomia di circa 1.600 km e una capacità di <strong>carico utile di circa 450 kg</strong> – sono stati impiegati come droni unidirezionali navali,&nbsp;colpendo con successo&nbsp;un impianto di manutenzione di sottomarini e navi in Iran. Secondo i piani precedentemente illustrati dall’Iran, i <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">sottomarini tascabili Ghadir</a> potevano essere schierati nelle acque dello Stretto per colpire navi da guerra, petroliere e mercantili che intendevano violare il blocco imposto da Teheran. L’azienda<strong> Saronic </strong>ha dichiarato: “<em>Siamo orgogliosi che la nostra tecnologia abbia supportato questa missione e contribuito a ridurre le minacce al trasporto marittimo commerciale. Saronic rimane impegnata a fornire sistemi marittimi autonomi che rafforzino la sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati</em>”.</p>



<p>Nel video diffuso dal Comando statunitense possiamo&nbsp;notare&nbsp;uno dei droni Corsair che attacca quello che appare essere un mini-sottomarino diesel-elettrico di classe Ghadir.&nbsp;Considerata&nbsp;la posizione strategica della base navale di Bandar Abbas durante questo conflitto, <strong>non è chiaro come l’Iran&nbsp;abbia&nbsp;ancora a disposizione questi sottomarini.</strong> Il Pentagono continua a domandarsi &#8220;quanti&#8221; sottomarini di classe Ghadir fossero presenti nella flotta iraniana prima dell’attuale conflitto. Tuttavia, le stime precedenti indicavano generalmente una flotta compresa tra 16 e 20 unità. I sottomarini tascabili rappresentano rappresentano una delle principali minacce per le navi in transito, insieme alle oramai famigerate <strong>mine navali</strong> posate nello stretto, ai droni kamikaze Shahed-136 e ai droni navali iraniani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Yesterday, using multiple one-way attack surface drones, CENTCOM forces successfully struck a submarine and ship maintenance facility in Iran. Three Corsair unmanned surface vessels hit the port at Bandar Abbas Naval Base, marking the first time American forces have employed sea… <a href="https://t.co/bOM2kmgRxz">pic.twitter.com/bOM2kmgRxz</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2076679617440530442?ref_src=twsrc%5Etfw">July 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Prima di questo raid, un drone Corsair della Task Force 59 della 5ª Flotta della US Navy era stato impiegato per il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/iran-com-drone-marino-usato-salvare-i-piloti-dellelicottero-2676834.html">recupero dell’equipaggio di un elicottero d’attacco</a> <strong>AH-64 Apache</strong> precipitato, probabilmente in seguito ad abbattimento, nel Golfo dell’Oman. Questa unità di test, istituita nel 2021, è incaricata di “<em>sperimentare l’integrazione di nuove capacità senza equipaggio e di intelligenza artificiale nelle operazioni navali quotidiane in Medio Oriente</em>”. La progressiva sperimentazione, a quanto pare,&nbsp;ha&nbsp;portato la task force al punto di padroneggiare queste tecnologie, rendendo le piattaforme pronte al combattimento. </p>



<p>L’utilizzo degli<em> Unmanned Surface Vehicles</em> come il Corsair in un ruolo offensivo, analogo all’impiego dei<strong> droni navali Magura</strong> e <strong>SeaBaby ucraini</strong>, potrebbe rivoluzionare il conflitto nel Golfo, contribuendo a ridurre il carico di lavoro di aerei ed equipaggi per gli attacchi, consentendo al Pentagono di&nbsp;colpire obiettivi in mare aperto e lungo la costa iraniana, senza esporre a rischio le piattaforme con equipaggio umano. Va inoltre considerato come&nbsp;questo nuovo vettore&nbsp;per le operazioni cinetiche possa complicare, almeno per un primo breve periodo, i piani difensivi dei <em>pasdaran</em>, nonostante la loro ampia conoscenza dei droni navali e delle imbarcazioni dronizzate che compongono la loro <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html">Mosquito Fleet</a></strong>.</p>



<p>L&#8217;impiego dei Corsair come piattaforme d&#8217;attacco segna un precedente destinato ad avere implicazioni ben oltre l&#8217;area di responsabilità del CENTCOM. Per la prima volta gli Stati Uniti hanno impiegato in combattimento droni navali unidirezionali, adottando una capacità operativa sviluppata e affinata negli ultimi anni sui <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">campi di battaglia del Mar Nero</a>. La scelta conferma come il <a href="https://it.insideover.com/difesa/lus-navy-studia-i-droni-marini-e-le-tattiche-ucraine-ma-negli-oceani-servono-ancora-le-navi.html">Pentagono stia progressivamente integrando nella propria dottrina sistemi e tattiche</a> emersi dai conflitti più recenti, ampliando le opzioni disponibili per colpire obiettivi marittimi e costieri senza esporre equipaggi umani.</p>



<p>La <strong>crisi dello Stretto di Hormuz</strong>, che sembrava essere prossima alla risoluzione, continua a essere estremamente critica e potrebbe protrarsi per l&#8217;intera estate. “<em>La ripresa del blocco navale statunitense contro l’Iran segue l’attuazione iniziale avvenuta dal 13 aprile al 18 giugno</em>”, scrivono dal Comando Centrale degli Stati Uniti, proseguendo: &#8220;<em>Le forze del CENTCOM hanno deviato oltre 140 navi conformi, messo fuori uso nove navi non conformi e consentito a oltre 50 navi commerciali che trasportavano aiuti umanitari di attraversare il blocco</em>&#8220;. Il comando statunitense responsabile delle operazioni in Medio Oriente ha invitato tutte le navi in transito a monitorare con attenzione gli &#8220;Avvisi ai Naviganti&#8221; e contattare le forze navali statunitensi sul <strong>canale 16</strong> durante la navigazione nel Golfo dell’Oman e nello Stretto di Hormuz affinché venga garantita la loro sicurezza.</p>
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		<title>I mezzi russi come la Royal Navy nel &#8217;15-&#8217;18: il camuffamento Dazzle ricompare sul fonte ucraino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-mezzi-russi-come-la-royal-navy-nel-15-18-il-camuffamento-dazzle-ricompare-sul-fonte-ucraino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/09087_c_Archiv-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p> Il sistema venne adoperato sulle navi da guerra della prima guerra mondiale, e ora torna sul campo di battaglia ucraino per confondere i droni </p>
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<p>Camion e cingolati dipinti come <strong>zebre di ferro</strong> per sfuggire alla furia dei droni kamikaze. È una nuova declinazione del <strong>camuffamento Dazzle</strong>, la verniciatura abbagliante che venne adoperata per la prima volta sulle navi da guerra della prima guerra mondiale, e ora torna sul campo di battaglia ucraino per <strong>confondere i droni unidirezionali</strong> che possono individuare e ingaggiare autonomamente i loro bersagli, colpendo in profondità dietro la linea del fronte con pesanti ripercussioni sui rifornimenti. Gli schemi mimetici che sono stati notati su diversi mezzi militari dell’esercito russo potrebbero sembrare bizzarri, eppure ricordano proprio lo schema mimetico Dazzle, adottato dalla <strong>Royal Navy</strong> britannica sulle proprie navi durante la Grande Guerra per confondere i telemetri dei sommergibili tedeschi attraverso la “<a href="https://www.linkedin.com/pulse/la-curiosa-storia-del-camuffamento-dazzle-davide-bartoccini/">mimetizzazione abbagliante</a>” ideata nel 1917 dall’artista di guerra <strong>Norman Wilkinson</strong>. Oggi, quegli stessi <strong>motivi geometrici che impiegano colori ad alto contrasto</strong> con una forte presenza di bianco e nero servono ad ingannare l’occhio elettronico dei droni integrati dall’intelligenza artificiale che seleziona autonomamente gli obiettivi da colpire, dopo essere stata addestrata dai programmi sviluppati per il riconoscimento dei bersagli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904-1024x687.png" alt="" class="wp-image-519937" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904-1024x687.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904-300x201.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904-768x515.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904-600x402.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/dazzle-imperial-27904.png 1208w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dall’inizio della guerra ucraina sono stati impiegati <strong>metodi convenzionali e non convenzionali</strong> per “<em>aumentare le probabilità di sopravvivenza dei veicoli da combattimento</em>” all’attacco dei droni. Ciò ha incluso, oltre al jamming e alla semplice contraerea, le protezioni appositamente studiate come le <strong>reti antidrone</strong> e le coperture di fortuna impiegate dai “<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/fronte-ucraino-catturato-carro-tartaruga-russo-2335942.html">tank tartaruga</a>”, passando per l’impiego di vecchi pneumatici per confondere le sagome di bersagli come gli aerei posizionati sulle piste, e ovviamente ai “falsi bersagli” come <a href="https://it.insideover.com/guerra/sul-fronte-ucraino-rispolverano-le-armi-che-beffarono-hitler.html">tank ed elicotteri gonfiabili</a> che ricordano gli stratagemmi dell’<a href="https://www.linkedin.com/pulse/larmata-fantasma-che-ingannò-hitler-davide-bartoccini-yyhtf/">operazione Fortitude</a>. Ma ancora non si era assistito all’impiego dell’antiquato camuffamento Dazzle, che compare raramente sulle unità navali delle marine del vecchio Commonwealth ma più per vezzo che per tattica.<br><br>Le immagini di <strong>camion pesanti Ural e Kamaz</strong>, dove si possono chiaramente distinguere schemi a zebra e spirale che comprendono la verniciatura delle ruote, hanno spinto gli analisti a interrogarsi sulla ragione di questa vecchia tattica. E <a href="https://www.rferl.org/a/zebra-dazzle-camouflage-ai-hornet-drones-russia-ukraine-invasion/33771856.html">secondo gli esperti</a> la risposta è proprio quella che ci aspettavamo: i veicoli militari russi vengono dipinti con schemi che ricordano il “Razzle Dazzle” per confondere i sistemi di intelligenza artificiale dei <strong>droni kamikaze lanciati dagli ucraini</strong>. In particolare si fa riferimento ai nuovi droni <strong>Hornet</strong>, ampiamente impiegati negli attacchi a medio raggio. Alcuni esperti hanno infatti ipotizzato che il drone Hornet di fabbricazione statunitense sia in grado di identificare e colpire obiettivi in modo completamente autonomo. Ciò renderebbe il camuffamento inefficiente.</p>



<p>Secondo gli analisti, sciami di droni simili possono essere lanciati verso le “<em>aree di ingaggio definite</em>” in un determinato settore e <strong>gestiti da un singolo operatore</strong> che non deve occuparsi della selezione dei bersagli, poiché i droni sono già stati istruiti sugli obiettivi nemici che devono selezionare attraverso l’<strong>apprendimento automatico/intelligenza artificiale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;addestramento degli algoritmi</h2>



<p><br>Per <strong>Geert De Cubber,</strong> specialista in sistemi autonomi presso l’Accademia militare del Belgio, i sistemi di intelligenza artificiale militari vengono addestrati con immagini di bersagli facilmente riconoscibili prima di essere impiegati in battaglia. “<em>Si fornisce all’algoritmo un numero molto elevato di immagini etichettate e l’algoritmo imparerà autonomamente ad associare alle etichette le caratteristiche come colori, motivi, texture e sfumature presenti nell’immagine</em>”. Nel contesto ucraino, ad esempio, indizi visivi come le tonalità di verde foresta e il <strong>simbolo Z </strong>con il quale erano marchiati i veicoli che hanno preso parte alle prime fasi dell’invasione russa dell’Ucraina sarebbero “input” essenziali per gli algoritmi di <strong>identificazione visiva che guidano i droni unidirezionali</strong>. L’integrazione dell’IA nei droni di fascia bassa permette al drone di apprendere il riconoscimento, l’identificazione, la classificazione e il tracciamento di bersagli, oltre a fornire raccomandazioni all’operatore su come comportarsi, ammesso che sia presente un operatore e che il drone non operi in modalità autonoma. <br><br>Gli algoritmi di intelligenza artificiale possono essere addestrati rapidamente per migliorare la capacità dei droni di classificare e ingaggiare i bersagli per cui vengono programmati, ma gli esperti suppongono che la velocità con cui possono cambiare gli “<em>schemi mimetici abbaglianti</em>” non possa essere eguagliata dalla facilità con la quale i droni – ormai protagonisti indiscussi sul campo di battaglia ucraino – possono essere addestrati. Resta poi la visione a infrarossi, che difficilmente può essere ingannata. Nel complesso, le livree Dazzle rappresentano un’altra risposta della logica che ha portato all&#8217;elaborazione di tattiche e contromisure improvvisate in prima linea, per contrastare la crescente minaccia delle retrovie russe, seguendo l’esempio dei camion russi caricati con tronchi come corazza improvvisata per proteggersi dagli attacchi cinetici portati, come sempre, dai droni kamikaze. Un&#8217;altra &#8220;invenzione&#8221; di questa guerra.<br></p>
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		<title>Razzi contro droni: anche la Royal Air Force schiera il missile low cost in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/razzi-contro-droni-anche-la-royal-air-force-schiera-il-missile-low-cost-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 05:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[droni Shahed]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517794</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1084" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-1536x867.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-2048x1157.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo sistema anti-drone a basso costo armerà i caccia Typhoon in Medio Oriente contro gli attacchi di droni suicidi Shahed-136 iraniani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/razzi-contro-droni-anche-la-royal-air-force-schiera-il-missile-low-cost-in-medio-oriente.html">Razzi contro droni: anche la Royal Air Force schiera il missile low cost in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1084" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-1536x867.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9271578-e1720385732681-2048x1157.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Regno Unito ha deciso di schierare un <a href="https://www.gov.uk/government/news/uk-deploys-new-low-cost-anti-drone-system-in-the-middle-east">nuovo sistema anti-drone</a> a basso costo in <strong>Medio Oriente</strong>, armando i propri <strong>caccia intercettori</strong> con il piccolo razzo di precisione che può contribuire in maniera decisiva alla difesa di target militari e infrastrutture critiche dagli attacchi con i droni suicidi Shahed-136 iraniani e altri minacce analoghe.<br><br>Stiamo parlando dell&#8217;<strong>APKWS</strong>, un nuovo sistema missilistico a basso costo che è stato integrato sui <a href="https://www.baesystems.com/en/product/eurofighter-typhoon">caccia Eurofighter Typhoon</a> che la <strong>Royal Air Force</strong> schiera nella base aerea di Akrotiri a Cipro e nelle basi degli alleati in Medio Oriente. Il nuovo missile, <a href="https://it.insideover.com/difesa/decine-di-migliaia-di-munizioni-di-precisione-a-basso-costo-per-la-marina-statunitense.html">Advanced Precision Kill Weapon System</a>, gli consentirà di distruggere i target ostili con precisione e a una frazione del costo dei missili attualmente in uso, ed è già stato impiegato con successo dagli aerei e dagli elicotteri da combattimento statunitensi che fanno parte del dispositivo posto a presidio dello <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-gli-elicotteri-apache-nei-cieli-di-hormuz-gli-usa-schierano-la-migliore-ala-rotante.html">Stretto di Hormuz</a>.<br><br>&#8220;<em>Grazie alla rapida attività di approvvigionamento e collaudo condotta dal Ministero della Difesa e dai partner industriali BAE Systems e QinetiQ, il sistema è passato dalla fase di test a quella operativa in meno di due mesi</em>&#8220;, dichiarano gli inglesi dai canali governativi, comunicando che tra marzo e aprile i piloti del <strong>41° Squadrone di Test e Valutazione </strong>della RAF hanno portato a termine, e con successo, il primo test di attacco contro un bersaglio terrestre, per passare il mese successivo ai <strong>test aria-aria</strong>. Dimostrando così l&#8217;efficacia del sistema contro gli attacchi dei droni che attualmente rappresentano una delle principali minacce negli scenari interessati da <strong>conflitti asimmetrici</strong>, ma anche da conflitti convenzionali che prevedono l&#8217;impiego di una <strong>combinazione di sistemi d&#8217;arma</strong> a basso costo e di precisione nella <strong>tattica della &#8220;saturazione&#8221;</strong> che impegna le difese aeree avversarie. Uno schema offensivo che abbiamo osservato più volte nella strategia impiegata dai russi in Ucraina.<br><br> Il Commodoro dell&#8217;Aeronautica Donal McGurk ha dichiarato di aver accolto con favore la &#8220;<em>rapidità di sviluppo e i test meticolosi che hanno portato all&#8217;impiego di questi sistemi missilistici</em>&#8221; sui caccia Typhoon, aggiungendo che il nuovo sistema rappresenta un &#8220;p<em>rezioso complemento al pacchetto di difesa aerea che stiamo già utilizzando con agilità in tutto il Medio Oriente</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Unguided rocket + laser = low cost drone killer 💥<br><br>The Advanced Precision Kill Weapon System (APKWS) will be fitted to <a href="https://twitter.com/RoyalAirForce?ref_src=twsrc%5Etfw">@royalairforce</a> Typhoon fighter jets this May. The APKWS can destroy targets precisely and at a fraction of the price of missiles currently used. <a href="https://t.co/UPNqpIvUgC">pic.twitter.com/UPNqpIvUgC</a></p>&mdash; Ministry of Defence 🇬🇧 (@DefenceHQ) <a href="https://twitter.com/DefenceHQ/status/2056375190855041063?ref_src=twsrc%5Etfw">May 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il sistema è ora impiegato nelle operazioni che vengono condotte in Medio Oriente, e d&#8217;ora in poi armerà i caccia Typhoon del 9° Squadrone della RAF impegnati nelle <strong>sortite che difenderanno gli interessi del Regno Unito</strong> e dei propri partner nella regione. &#8220;<em>La nostra flotta di Typhoon è la spina dorsale della difesa aerea del Regno Unito e della NATO, con la RAF impegnata a proteggere il fianco orientale dell&#8217;Europa dalle incursioni dei droni russi e a difendere i nostri partner in tutto il Medio Oriente</em>&#8220;, ha dichiarato il ministero della Difesa di Londra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Con il laser, armi di precisione</h2>



<p><br><br>L&#8217;Advanced Precision Kill Weapon System utilizza un <strong>sistema di puntamento laser</strong> ch<strong>e trasforma i missili non guidati in armi di precisione a basso costo</strong>, capaci di abbattere droni nemici e altre minacce, e per questo è attualmente considerato tra le opzioni più efficaci e sostenibili per contrastare la crescente minaccia dei droni. I vertici dell&#8217;azienda <strong>BAE Systems</strong> ricordano come la priorità rimanga quella di garantire che la Royal Air Force e i suoi alleati &#8220;<em>dispongano delle tecnologie avanzate di cui hanno bisogno oggi e in futuro, per rimanere all&#8217;avanguardia rispetto alle minacce in continua evoluzione</em>&#8220;. <br><br>Attualmente le risorse per la difesa aerea schierata dalle forze britanniche, sia terrestri che basate su elicotteri, sono dispiegate in &#8220;<em>stato di massima prontezza operativa a supporto dei partner del Golfo</em>&#8220;, e possono contare sul <strong>sistema Sky Sabre</strong> schierato in <strong>Arabia Saudita</strong> e in <strong>Bahrein</strong>, e sui <strong>sistemi Rapid Sentry</strong> e sul sistema antidrone ORCUS schierati in <strong>Kuwait</strong>. Recentemente il ministero della Difesa ha chiuso un contratto per fornire alle Forze Armate britanniche i <strong>missili intercettori Skyhammer</strong>, un sistema d&#8217;arma appositamente progettato per contrastare i droni d&#8217;attacco come gli Shahed-136 iraniani e altre munizioni circuitanti.<br><br>Nel frattempo, gli aerei da caccia britannici continuano a operare in tutto il Medio Oriente per proteggere la popolazione e gli interessi di Londra e dei partner. Il ministero della Difesa ha comunicato che i piloti e gli equipaggi schierati nella regione hanno superato le<strong>2.500 ore di volo</strong> dall&#8217;inizio del conflitto nella regione. L&#8217;equivalente di oltre &#8220;tre mesi di volo continuo&#8221; in missioni difensive.</p>
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		<title>Il ritorno degli A-10 sulla scena: il &#8220;facocero&#8221; non pensionabile entra in azione in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 00:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vecchio Warthog, "facocero", forse il miglior aereo da attacco al suolo di tutti i tempi, è tornato al centro della scena.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’<strong>A-10 Thunderbolt</strong> è ufficialmente entrato in azione in <strong>Iran</strong> per fronteggiare due minacce incombenti e in un certo senso non comprese tra gli avversari classici del venerabile aereo d’attacco al suolo dell’USAF.   </p>



<p>Il vecchio Warthog, <em>facocero</em> nella nostra lingua, forse il miglior aereo da attacco al suolo di tutti i tempi, è tornato al centro della scena a Hormuz, in Iraq e in altri spazi aerei del Golfo Persico, dove sta contribuendo in modo decisivo a <strong>smantellare le capacità navali iraniane</strong>, e secondo gli analisti, potrebbe avere ancora qualche asso nella manica per<em> </em><strong>fronteggiare i droni suicidi </strong>che funestano le basi statunitensi, e, in particolare, i loro apparati radar.</p>



<p>Sebbene questi velivoli siano tradizionalmente associati al supporto ravvicinato alle truppe di terra, e siano stati sviluppati in origine come dei moderni cacciacarri da impiegare nel caso la Guerra Fredda avesse alzato la sua temperatura, possono svolgere con successo missioni di attacco contro bersagli navali come i piccoli battelli esplosivi dronizzati della componente navale del <strong>Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica</strong>, e financo contro le mine che sarebbero state posate per inibire il transito ai mercantili non autorizzati. Attualmente sono autorizzate al transito solo navi appartenenti a nazioni che non hanno intrapreso azioni contro l’Iran, in gran parte mercantili che battono bandiera cinese e indiana.   </p>



<p>Il portale specializzato <em>The War Zone</em> ha <a href="https://www.twz.com/air/a-10-warthogs-are-prowling-for-iranian-boats-in-the-strait-of-hormuz">sottolineato</a>&nbsp;come i piloti di A-10 si siano “addestrati per decenni” proprio per operare in uno scenario che li avrebbe visti impegnati nel contrastare le flotte di motoscafi veloci, come quelli della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html">Mosquito Fleet</a> iraniana che operano nello stretto strategico di Hormuz e nelle aree circostanti.</p>



<p>Il contributo dei Warthog in questo scenario è stato confermato dal Capo di Stato Maggiore Congiunto dell’Aeronautica Militare statunitense, generale <strong>Dan Caine,</strong> che durante una conferenza al Pentagono ha dichiarato: “<em>L’A-10 Warthog è ora impegnato nei combattimenti sul fianco meridionale [dell’Iran] e sta dando la caccia e distruggendo motovedette veloci nello Stretto di Hormuz</em>”. Gli A-10 stanno operando accanto agli <strong>elicotteri d’attacco AH-64 Apache</strong> contro bersagli “<em>lenti</em>” che possono essere colpiti a bassa quota con la vasta gamma di sistemi d’arma che possono trasportare, seguendo l’impiego che ne hanno fatto gli israeliani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">USAF A-10 Warthog flying alongside a KC-135 tanker while supporting US strikes on Iran. <a href="https://t.co/tfLnPfqsM7">pic.twitter.com/tfLnPfqsM7</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/2033915021042847859?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Attualmente gli A-10 impegnati nell’<strong>Operazione Epic Fury</strong> operano lungo il fianco meridionale dell’Iran, con il compito di individuare e distruggere unità navali leggere. Secondo Caine, gli attacchi hanno già colpito oltre 120 imbarcazioni e decine di unità posamine, in linea con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare la marina iraniana.</p>



<p>&#8220;<em>Il continuo impiego dell&#8217;A-10 in Medio Oriente contraddice la narrazione prevalente secondo cui il Warthog dovrebbe essere dismesso perché la sua utilità sul moderno campo di battaglia è limitata. Questa argomentazione non è priva di fondamento, ma presuppone che ogni mezzo aereo tattico in dotazione debba essere in grado di combattere in prima linea fin dal primo giorno di un conflitto con un avversario di pari livello, e che non vi siano molti altri compiti da svolgere oltre a sparare i colpi in prima linea durante un simile conflitto. Vale anche la pena notare che l&#8217;A-10 rimane il jet tattico meno costoso da gestire nell&#8217;arsenale dell&#8217;USAF</em>&#8220;, ha dichiarato il vertice dell&#8217;Aeronautica americana, che ha sottolineato: <em>&#8220;Indipendentemente dal destino imminente dell&#8217;A-10, la sua capacità di effettuare attacchi rapidi e altamente precisi su bersagli piccoli e in rapido movimento, e la sua capacità di stazionare a lungo in volo assorbendo il fuoco delle armi leggere, significa che le sue capacità possono essere applicate direttamente al dominio marittimo&#8221;.</em></p>



<p>Nonostante venga spesso definito un velivolo monomissione arrivato al termine della sua carriera, l’A-10 continua a dimostrare una notevole versatilità, e poco prima dell’<strong>escalation</strong>, immagini diffuse dal Pentagono lo mostravano impegnato in esercitazioni con unità della US Navy nel Golfo Persico, a conferma di <strong>una capacità operativa che contraddice la narrativa di un sistema ormai superato.</strong></p>



<p>Come osserva <em>The War Zone</em>, il valore del Warthog risiede nella sua capacità di colpire con precisione bersagli piccoli e veloci e di restare a lungo in volo, caratteristiche ideali per contrastare minacce asimmetriche come i motoscafi armati. <strong>Questo tipo di minaccia rappresenta infatti uno dei pilastri della strategia iraniana. </strong>I Pasdaran hanno investito per anni in flotte di imbarcazioni veloci, spesso equipaggiate con missili antinave, razzi o cariche esplosive, difficili da individuare e neutralizzare. A queste si aggiungono oggi i droni navali kamikaze, già sperimentati in altri teatri e ora impiegati per bloccare il traffico nello stretto di Hormuz.  </p>



<p>Ma c’è di più: secondo gli analisti l’A-10 si dimostrerebbe particolarmente adatto ad affiancare le LCS classe Independence come la USS Tulsa e la USS Santa Barbara, le navi da combattimento costiero configurate per operazioni di dragaggio mine che verranno <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/navi-usa-verso-hormuz-sfidare-mine-iraniane-missione-ad-alto-2639681.html">schierate in Medio Oriente</a> per bonificare lo Stretto di Hormuz. Gli A-10 potrebbero contribuire a proteggere le navi dagli attacchi di piccole imbarcazioni e droni, non solo navali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Hours ago, U.S. forces successfully employed multiple 5,000-pound deep penetrator munitions on hardened Iranian missile sites along Iran’s coastline near the Strait of Hormuz. The Iranian anti-ship cruise missiles in these sites posed a risk to international shipping in the… <a href="https://t.co/hgCSFH0cqO">pic.twitter.com/hgCSFH0cqO</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/2034040698954031326?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I Warthog possono trasportare una vasta gamma di munizioni a guida di precisione che potrebbero essere impiegate contro imbarcazioni iraniane, siano esse ferme in porto o in movimento nello S<strong>tretto di Hormuz</strong> e nelle aree circostanti, affidando il loro tiro letale al famigerato cannone a canne rotanti GAU-8/A da 30 mm, ai missili aria-aria AIM-9M Sidewinder, o alla versione ottimizzata del <a href="https://it.insideover.com/difesa/decine-di-migliaia-di-munizioni-di-precisione-a-basso-costo-per-la-marina-statunitense.html">razzo aria-aria APKWS II</a>, perfetto per distruggere i droni a basso costo.</p>



<p>Secondo Stephen Bryen di&nbsp;<em>Weapons and Strategy</em>, il conflitto con l’Iran starebbe segnando una vera e propria “<strong>rinascita</strong>” operativa dell’A-10, che nonostante il <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-addio-aerei-tank-killer-ecco-perche-vogliono-ritirarli.html">pensionamento reclamato</a> da una parte del Congresso, viene impiegato in un ampio ventaglio di missioni, molto più rispetto al passato. Con armamento migliorato, nuove reti dati e intelligenza artificiale, questo velivolo sta &#8220;<em>giocando un ruolo fondamentale nella guerra contro l&#8217;Iran</em>&#8220;; non solo nelle rodate missioni di supporto ravvicinato alle truppe di terra, ma fungendo da piattaforma multi-ruolo capace di intercettare <strong>droni Shahed-136</strong>, proteggere le rotte marittime nel Golfo Persico, colpire batterie missilistiche costiere e neutralizzare le milizie filo-iraniane in Iraq.</p>



<p>Un salto qualitativo reso possibile da <strong>una profonda modernizzazione che ha puntato sulle nuove armi di precisione a basso costo </strong>come i razzi Apkws II, sulla capacità di cooperazione avanzata con assetti di quinta generazione come l’F-35 attraverso il <strong>datalink Link 16</strong>, e sull’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale in grado di analizzare i bersagli e suggerire in pochi secondi le migliori soluzioni d’ingaggio. Questa evoluzione tecnologica si accompagna a un ritorno di centralità strategica, anche alla luce della crescente minaccia rappresentata da droni e sciami a basso costo, contro cui i sistemi tradizionali di difesa aerea – come Patriot o THAAD – risultano economicamente insostenibili.</p>



<p> In questo contesto, sottolinea Bryen, e non si può non essere d&#8217;accordo, un velivolo come il Warthog (che è stato rifiutato dagli ucraini, <em>ndr</em>) sta emergendo come una soluzione efficace nel contrastare minacce asimmetriche, impiegano munizioni a basso costo come minacce a basso costo, riequilibrando, di fatto, uno scenario che necessita di velivoli che possono inseguire bersagli piccoli, veloci o lenti, con una buona autonomia e la capacità di volare a bassa quota, incassando il fuoco nemico e e garantendo la capacità di sostenere lunghi tempi di permanenza sull’obiettivo. </p>



<p>Bryen sottolinea come il Pentagono potrebbe persino riconsiderare il destino degli esemplari stoccati nel “<em>boneyard</em>” dell’Arizona, ipotizzandone il riutilizzo per la difesa di basi sensibili, soprattutto sul territorio nazionale, sempre più esposte a incursioni di droni. In un paradosso che riflette le contraddizioni della guerra moderna, il velivolo progettato per fermare le colonne corazzate sovietiche nel <strong>Fulda Gap</strong> potrebbe trovare la sua nuova ragion d’essere proprio nella lotta contro minacce leggere, diffuse e difficili da intercettare, confermando come, anche nell’era della guerra ad alta tecnologia, la resilienza e la semplicità restino fattori decisivi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="tr" dir="ltr">🔴ABD Merkez Komutanlığı:<br><br>ABD Hava Kuvvetleri&#39;ne ait A-10 Thunderbolt II saldırı uçakları, Epic Fury Operasyonu sırasında İran donanma gemilerine yönelik saldırılarda kullanıldı. <a href="https://t.co/dkbH94ukv4">pic.twitter.com/dkbH94ukv4</a></p>&mdash; 3. Dünya Savaşı (@ww3mediaa) <a href="https://twitter.com/ww3mediaa/status/2036805579314807067?ref_src=twsrc%5Etfw">March 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Mentre le <a href="https://www.rainews.it/maratona/2026/03/iran-guerra-trump-abbiamo-vinto-ora-negoziati-ma-schiera-paracadutisti-un-piano-in-15-punti-a3fcafb8-fa62-4a47-9656-60be5891f28c.html">informazioni contrastanti</a> sui negoziati tra Iran e Usa si susseguono e gli animi più ottimisti vengono raffreddati da espressioni come lo “<em>state negoziando con voi stessi</em>”, pronunciata da Teheran dopo aver respinto la proposta dei 15 punti di Washington, che riguarda il programma missilistico e nucleare, restano problemi centrali come una strategia concreta per riaprire lo stretto di Hormuz e l’opzione, sempre più “<em>menzionata</em>”, di <strong>operazioni anfibie</strong> su obiettivi chiave come l’isola di Kharg o lungo la costa iraniana. Scenari in cui la flotta di <em>vecchi facoceri</em> dell&#8217;USAF, schierati presso le basi aeree di Muwaffaq al-Salti in <strong>Giordania</strong>, Al-Dhafra negli <strong>Emirati Arabi</strong> e in altri hub temporanei nel Golfo, potrebbe comunque tornare in scena nel ruolo più consueto, quello del <strong>Close Air Support</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;Iran lancia meno droni e meno missili. Due ipotesi: tattica per non esaurire l&#8217;arsenale o scarsità di risorse</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Missili iraniani]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran sta lanciando sempre meno missili e droni a lungo raggio dall'inizio della guerra nel Golfo Persico. Cerchiamo di capire perché. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">L&#8217;Iran lancia meno droni e meno missili. Due ipotesi: tattica per non esaurire l&#8217;arsenale o scarsità di risorse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missili-iraniani-La-Presse-2-e1567528684649-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto nel Golfo Persico è entrato nella sua <a href="https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html">seconda settimana</a>: l&#8217;operazione militare israelo-statunitense che, inizialmente doveva durare tre o quattro giorni, si sta protraendo col rischio di vedere l&#8217;ingresso nelle ostilità di altri attori, che per il momento sono rimasti esclusivamente sulla difensiva. </p>



<p>L&#8217;Iran ha affidato la sua risposta all&#8217;operazione <em>Epic Fury </em>a una rappresaglia portata avanti attraverso i suoi <strong>strumenti a lungo raggio</strong> (missili balistici e drone one way), con poche o nulle azioni da parte dei suoi <em>proxy </em>regionali: Hezbollah e le milizie sciite in Iraq, come Kataib Hezbollah, hanno effettuato sporadici attacchi in confronto all&#8217;attività svolta prima del 2024. Anche i ribelli yemeniti Houthi, sostenuti da Teheran, non sono per il momento entrati in azione dalla “tregua” dello <a href="https://oceancrew.org/news/red-sea-corridor-slips-back-into-crisis-as-houthi-threats-resurface">scorso novembre</a>.</p>



<p>Questo fattore potrebbe facilmente indicare che l&#8217;Iran ha perso notevolmente la sua capacità di supporto alle milizie che controllava e che gli permettevano di avere una certa “profondità strategica” nella regione, soprattutto nel Levante: il piano Mezzaluna Sciita. A Teheran non resta quindi che utilizzare il suo <strong>strumento di deterrenza principale</strong>, ovvero i vettori balistici e i droni <em>one way</em> a lungo raggio, per portare l&#8217;offesa in modo tangibile a Israele, ai Paesi del Golfo e alle basi USA dell&#8217;area. </p>



<p>Si stima che l&#8217;Iran possedesse, prima dei due conflitti del 2025/2026, circa 2mila vettori balistici a raggio medio e intermedio, e forse altrettanti (alcune fonti parlano addirittura tra i 6 e gli 8mila) missili balistici a corto raggio (con gittata inferiore ai 1.000 km).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Increase Yesterday followed by Noticeable Drop<br>Update Numbers as of Mar. 10,  12.00 AM   <br>The numbers are rounded and compiled from various media reports, with a margin of error of ±10% 15% <a href="https://t.co/bZM4rvddCH">https://t.co/bZM4rvddCH</a> <a href="https://t.co/eSu0koxicE">pic.twitter.com/eSu0koxicE</a></p>&mdash;  𝓂𝒶𝓇𝒾𝑜🇱🇧🇬🇧🇦🇪 (@MarioLeb79) <a href="https://twitter.com/MarioLeb79/status/2031135182837715083?ref_src=twsrc%5Etfw">March 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dall&#8217;inizio della guerra sino al 9 marzo, si nota però chiaramente la <strong>tendenza alla riduzione nel numero dei lanci</strong> di vettori balistici e di droni da parte iraniana. Fonti ufficiali (IDF, Ministero della Difesa EAU, Kuwait, Bahrain, Arabia Saudita e USA) riportano che il primo giorno di guerra l&#8217;Iran ha lanciato 350 missili balistici e 800 droni, mentre il 9 marzo essi sono scesi a 25 e 55 rispettivamente. Il numero più basso da quando è iniziata la campagna. Se il numero dei vettori balistici è sceso costantemente, secondo questi dati, con solo un picco l&#8217;8 marzo (55 missili), quello dei droni mostra un andamento decrescente meno pronunciato, con una controtendenza tra il 5 e l&#8217;8 marzo (da 100 a 180 droni), per poi riscendere decisamente il 9. <strong>Questi sono dati presi da fonti ufficiali, quindi passibili di esagerazioni a rialzo in quanto funzionali alla celebrazione dell&#8217;efficacia delle difese aeree</strong>, che hanno comunque eliminato la maggior parte delle minacce ma sono state oltrepassate più volte, se pur con danni complessivamente poco estesi.</p>



<p>A tal proposito, giova ricordare che il radar da <em>early warning</em> missilistico <strong>AN/FPS-132</strong> danneggiato in Qatar da quello che presumibilmente, per la portata dei danni, è stato un colpo di drone one way, in realtà non è statunitense ma appartiene alle forze armate qatariote: il nulla osta alla vendita da parte USA del radar risale infatti al luglio 2013, come si può leggere nel sito della DSCA (<em>Defense Security Cooperation Agency</em>). Chiaramente, il radar fa parte di una sovrastruttura di sorveglianza interregionale supervisionata dagli Stati Uniti, che fa parte di quella <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/stati-arabi-e-israele-creano-una-rete-di-difesa-area-nasce-una-nato-del-medio-oriente.html">Middle East Air Defense Alliance</a></strong> lanciata a giugno 2022, e gli attacchi iraniani, in linea di massima, hanno colpito alcuni snodi di questa rete di sorveglianza – tra cui anche un radar a lungo raggio del THAAD presso la base aerea Mufak Salty in Giordania.</p>



<p>Altre fonti, di tipo <a href="https://elmustek.substack.com/p/operation-epic-fury-documenting-equipment?r=47uagq&amp;triedRedirect=true&amp;_src_ref=t.co">OSINT</a>, riportano numeri diversi, molto inferiori, per quanto riguarda i lanci dei vettori balistici iraniani, ma anche in questo caso la tendenza è evidente: si è passati dai 95 del 28 febbraio ai 10 del 9 marzo. Le fonti OSINT in questo caso sottostimano molto facilmente la realtà, <strong>in quanto non è possibile conteggiare ogni singolo lancio</strong>, e spesso la stima viene fatta sui filmati dei vettori in arrivo, che possono essere doppi, e sui detriti che lasciano sul terreno, che non sempre vengono ritrovati e fotografati.</p>



<p>In ogni caso, indipendentemente dalle fonti utilizzate, i numeri dicono la stessa cosa: <strong>la tendenza nel lancio dei vettori da parte dell&#8217;Iran è decrescente.</strong> </p>



<p>Cerchiamo ora di capire il perché di questa tendenza. La prima ipotesi è che gli attacchi statunitensi abbiano messo fuori uso un numero consistente di <strong>lanciatori</strong>: a ogni missile balistico iraniano prodotto, o drone, non corrisponde un veicolo di lancio. Il principio che regola questi sistemi è infatti un lanciatore per più missili, che vanno “ricaricati”. Quest&#8217;ultimo, un processo che può richiedere anche qualche ora di tempo. Anche in questo caso le stime dei lanciatori distrutti divergono: <strong>fonti OSINT più ottimiste riferiscono di soli 28 andati perduti, mentre stime di think tank ne riportano il 75% (su circa 400 iniziali) andato distrutto</strong>. La diminuzione del rateo dei lanci potrebbe trovare facilmente spiegazione con quest&#8217;ipotesi, ma non è l&#8217;unica plausibile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">New CENTCOM fact sheet specifically adds E-2D, U-2, EC-130H: <a href="https://t.co/WV3aMKoqnH">pic.twitter.com/WV3aMKoqnH</a></p>&mdash; Brian Everstine (@beverstine) <a href="https://twitter.com/beverstine/status/2031124188073734285?ref_src=twsrc%5Etfw">March 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come detto in apertura, l&#8217;Iran ha messo in gioco il suo unico strumento di deterrenza (le armi a lungo raggio), in quanto ha perso la capacità di fare leva in modo decisivo coi suoi proxy regionali, pertanto <strong>non può permettersi di esaurire rapidamente il suo arsenale</strong>. Pena la perdita della capacità di deterrenza che metterebbe a rischio la sopravvivenza del regime. Sappiamo infatti che tra i circa 5mila obiettivi colpiti dall&#8217;operazione <em>Epic Fury</em> &#8211; come riportato dal CENTCOM &#8211; ci sono anche strutture legate alla produzione di missili, dei relativi carburanti, depositi logistici e centri di ricerca. La capacità iraniana a breve termine di ricostituire l&#8217;arsenale missilistico (e di droni) potrebbe risultare pertanto fortemente compromessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">L&#8217;Iran lancia meno droni e meno missili. Due ipotesi: tattica per non esaurire l&#8217;arsenale o scarsità di risorse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sette giorni di guerra: i costi per gli Usa, gli armamenti rimasti all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 06:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vi offriamo una prima valutazione del costo del conflitto tra USA, Israele e l'Iran. Dalla spesa statunitense ai missili balistici lanciati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html">Sette giorni di guerra: i costi per gli Usa, gli armamenti rimasti all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo sette giorni dall&#8217;avvio dell&#8217;operazione militare <strong>Epic Fury</strong>, con la quale le forze aeree congiunte di <strong>Israele </strong>e <strong>Stati Uniti</strong> stanno eliminando il potenziale militare iraniano, e hanno eliminato buona parte della leadership politica/militare del Paese, possiamo fare un primo bilancio del conflitto sotto il profilo del consumo delle risorse missilistiche impiegate.</p>



<p>Cominciando dal <strong>costo in denaro</strong>, da parte statunitense <a href="https://www.csis.org/analysis/37-billion-estimated-cost-epic-furys-first-100-hours">si è calcolato</a> che le prime 100 ore della guerra sono costate, in totale, 3,7 miliardi di dollari così distribuiti: 3,1 spesi per il munizionamento impiegato, 193 milioni per supporto e operazioni, 359 milioni a causa dei danni subiti dalla reazione iraniana. </p>



<p>In particolare, le <strong>operazioni aeree con velivoli basati a terra</strong> (F-35, F-15, F-16, B-1B, B-2A), nello stesso arco temporale sono costate 125,2 milioni di dollari, pertanto ogni giorno aggiuntivo vengono aggiunti almeno 30 milioni di dollari. Sotto questo punto di vista, la spesa – ammettendo lo stesso rateo di missioni – sarebbe arrivata pertanto a circa <strong>216 milioni di dollari</strong>. </p>



<p>Le <strong>operazioni navali</strong> assommano a 64 milioni di dollari (15 milioni al giorno), raggiungendo così i <strong>109 milioni di dollari</strong>, mentre le <strong>operazioni terrestri</strong> (ad. es. lancio da HIMARS) arrivano a 7 milioni di dollari (1,6 al giorno), toccando gli <strong>11,8 milioni di dollari</strong> per 7 giorni. </p>



<p>La parte preponderante della spesa, come visto, è rappresentata dal <strong>munizionamento </strong>usato (dagli HARM agli ATACMS passando per le bombe JDAM) ed è stato stimato che valga 758,1 milioni di dollari al giorno: ciò significa che al settimo giorno si è speso <strong>5,3 miliardi di dollari circa</strong>. </p>



<p>Le <strong>difese aeree</strong> hanno consumato risorse, in considerazione del numero di vettori di vario tipo lanciati dall&#8217;Iran (daremo a breve le stime numeriche). È stato calcolato che tra THAAD, Patriot e missili SM lanciati, la spesa complessiva sia stata di 1,66 miliardi di dollari, pertanto al settimo giorno si può stimare che sia di <strong>2,9 miliardi</strong>. </p>



<p>In conclusione, gli Stati Uniti stanno spendendo per questa guerra circa <strong>8,54 miliardi di dollari</strong>, a cui vanno sommati i 359 milioni per i danni subiti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibilità di rappresaglia dell&#8217;Iran</h2>



<p>Passiamo ora al “consumo” delle risorse di munizionamento. La <strong>difesa aerea</strong> statunitense ha utilizzato in 100 ore di conflitto 208 vettori tra quelli già elencati, il che, facendo una media, ci porta a un totale di <strong>364 per 7 giorni di guerra</strong>. Il carico maggiore è stato assorbito dai vettori SM-2/6 (96) seguiti dai Patriot PAC-3 (64). </p>



<p>Sono stati lanciati 168 missili da crociera Tomahawk e 56 JASSM nei primi quattro giorni, insieme a 216 missili HARM/AARGM, 1988 bombe tipo JDAM, 100 droni kamikaze LUCAS, 16 PrSM e 56 ATACMS. Il totale stimato è quindi di 2.600 ordigni di vario tipo nelle prime 100 ore che <strong>diventerebbero 4.550 in 7 giorni</strong>, ancora una volta ammettendo lo stesso rateo di consumo. I Paesi del Golfo attaccati dall&#8217;Iran hanno contribuito alla difesa aerea utilizzando i propri missili intercettori: gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, di cui abbiamo dati aggiornati a venerdì 6 marzo, riferiscono di aver abbattuto 1.001 droni kamikaze su 1.072 individuati, 8 missili da crociera su 8, e 181 missili balistici su 196 individuati. In media quindi, l&#8217;Iran ha lanciato verso gli EAU 28 missili balistici e 153 droni kamikaze al giorno. </p>



<p>Il Paese è quello che ha subito il maggior peso della rappresaglia iraniana (operazione “Roaring Lion”), seguito dal Kuwait, che sino al 3 marzo ha visto lanciare verso il suo territorio 178 missili balistici e 384 droni, il Bahrain (73 e 91) e il Qatar (101 e 24). Per quanto riguarda Arabia Saudita, Israele, Oman e Giordania non ci sono ancora dati ufficiali.</p>



<p>In linea generale però, l&#8217;Iran ha dimostrato una <strong>progressiva diminuzione del rateo di lanci</strong> durante 7 giorni di guerra. Per quanto riguarda i vettori balistici, il primo giorni ne sono stati lanciati 350, progressivamente diminuiti a 28 il settimo. Per quanto riguarda i droni kamikaze, il primo giorno se ne sommavano 294, progressivamente scesi a 30 il settimo. Questo per via della progressiva distruzione di piazzole di lancio, lanciatori e depositi. </p>



<p>Stime effettuate in base alle prime valutazioni dei danni in combattimento riferiscono la distruzione del<strong> 75% dei lanciatori di missili balistici</strong> (partendo da un totale di 400), di una forbice tra il 47% e il 73% dei missili balistici a medio raggio (MRBM) e di una forbice tra il 23% e il 52% dei missili balistici a corto raggio (SRBM). L&#8217;Iran, che era il Paese del Medio Oriente col più grande arsenale di missili balistici, era stimato possedere circa 2mila MRBM e tra i 6 e gli 8mila SRBM prima della guerra. Si ritiene anche che Teheran possieda ancora una scorta di droni kamikaze pari al 90/95% di quella di partenza, difficilmente stimabile. </p>



<p>Emerge quindi, dal lato iraniano, un <strong>arsenale seriamente intaccato</strong> ma ancora consistente, sebbene sempre meno efficace in quanto l&#8217;operazione “Epic Fury” sta sistematicamente distruggendo i lanciatori di missili balistici e di droni kamikaze, rendendo sempre più difficoltosa, e quindi meno efficace, la rappresaglia iraniana. Soprattutto dal punto di vista degli attacchi di saturazione per cercare di oltrepassare le difese, questi saranno sempre meno frequenti portando a minori possibilità di colpire bersagli al suolo. Dal lato statunitense, le operazioni dovranno invece mantenere la <strong>stessa intensità</strong> almeno per altre due settimane per colpire il più possibile non solo i lanciatori di missili, ma anche i vettori stessi, nonché smantellare quello che resta dell&#8217;apparato militare iraniano. Operazione che, col passare del tempo, diventerà sempre più difficoltosa per via dell&#8217;occultamento in depositi sotterranei e del decentramento dei lanciatori in un territorio molto vasto come quello dell&#8217;Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html">Sette giorni di guerra: i costi per gli Usa, gli armamenti rimasti all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, quali armi stanno usando (per ora) per attaccare l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-quali-armi-stanno-usando-per-ora-per-attaccare-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 05:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<category><![CDATA[Missili da crociera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507342</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-300x194.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-1024x662.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-768x497.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-600x388.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nuovi droni, missili balistici tattici e missili da crociera sono stati usati dagli Stati Uniti per attaccare l'Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-quali-armi-stanno-usando-per-ora-per-attaccare-liran.html">Usa, quali armi stanno usando (per ora) per attaccare l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-300x194.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-1024x662.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-768x497.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-600x388.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sabato 28 febbraio, all&#8217;incirca alle 7:30 ora italiana, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Israele </strong>hanno dato il via all&#8217;operazione <strong>Epic </strong><b>Yury</b> per decapitare l&#8217;apparato politico/militare iraniano, e per colpire le infrastrutture nucleari e missilistiche del Paese retto dagli ayatollah.</p>



<p>Dopo lo stallo dei negoziati indiretti a Ginevra – ancora giovedì nessun accordo completo era stato raggiunto – è stata scelta l&#8217;opzione militare non tanto per eliminare la minaccia nucleare, quanto quella rappresentata dai <strong>missili balistici iraniani</strong> (Teheran ha un <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quello-ce-sapere-sul-programma-missilistico-delliran.html">arsenale missilistico</a> tra i più numericamente consistenti del Medio Oriente); problematica, peraltro, che ha determinato principalmente la fine del Trattato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html">JCPOA</a> nel 2018, voluta unilateralmente dagli Stati Uniti retti dal primo mandato del presidente Donald Trump. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Utilizzati nuovi droni e missili balistici tattici</h2>



<p>Attualmente il conflitto è ancora in corso, ma possiamo indicare sommariamente quali tipologie di armamenti sono stati usati dalle forze statunitensi schierate massicciamente nella regione nelle settimane passate.</p>



<p>Lo strumento aeronavale USA è imponente: uno schieramento del genere non si vedeva in Medio Oriente/Europa dai tempi della guerra in Iraq del 2003. Si calcola, per sommi capi, che gli Stati Uniti possano contare su <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/650-missili-tomahawk-33-navi-e-f-35-terzo-flotta-usa-medio-2611138.html">650 missili Tomahawk</a></strong> lanciabili dalle unità navali presenti nell&#8217;area, rappresentate dai cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke e da almeno un sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione nucleare di classe Ohio (SSGN).</p>



<p>Ci sono alcune novità molto interessanti dal punto di vista degli armamenti che, per il momento, siamo riusciti a individuare.</p>



<p>L&#8217;esercito statunitense ha utilizzato per la prima volta un nuovo tipo di drone <em>one way </em>a basso costo. Si tratta del <strong>LUCAS (Low-cost Unmanned Combat Attack System)</strong>. Il CENTCOM (Central Command) ovvero il comando statunitense per le forze in Medio Oriente e Asia Centrale, <a href="https://www.armyrecognition.com/news/aerospace-news/2026/u-s-central-command-deploys-first-operational-lucas-drone-unit-for-potential-iran-strikes">ha riferito</a> che la prima unità dotata di questo nuovo drone è stata schierata in una località non definita della zona di operazioni ed è intervenuta nell&#8217;attacco cominciato ieri. Il LUCAS è fabbricato dalla SpektreWorks, con sede in Arizona, e ha un costo unitario di circa 35mila dollari: 54 volte meno di un missile da crociera Tomahawk, ma sicuramente con un carico bellico molto inferiore rispetto ai 450 chilogrammi del vettore. </p>



<p>Il drone, secondo funzionari del CENTCOM avrebbe una &#8220;ampia autonomia&#8221; e il funzionamento autonomo. Il LUCAS è stato pensato per essere uno strumento dal lancio flessibile, ovvero capace di essere messo in volo da catapulte, con decollo assistito da razzi e sistemi mobili terrestri o veicolari. Soprattutto è stato pensato per essere utilizzato in quantità considerevoli, in modo da poter effettuare attacchi di saturazione delle difese.</p>



<p>Il CENTCOM <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/u-s-reveals-precision-atacms-strikes-from-m142-himars-on-iranian-targets-during-operation-epic-fury">ha riferito</a> ufficialmente oggi che sono stati usati anche MLRS (<em>Multiple Launch Rocket System</em>) tipo <strong>M-142 HIMARS</strong> caricati con missili balistici tattici. Sebbene alcune fonti riportino trattarsi dei ben noti ATACMS già usati nel conflitto ucraino, è molto probabile invece che si tratti dei nuovi <strong>PrSM (Precision Strike Missile)</strong>, osservando le foto divulgate dal Comando USA. Il PrSM è un nuovo missile balistico di teatro con una gittata che viene riportata come superiore ai 400 km, e che ha iniziato a essere consegnato all&#8217;U.S. Army <a href="https://euro-sd.com/2023/12/major-news/35598/us-army-receives-first-prsms/">a dicembre del 2023</a>. Non sappiamo da dove sono stati lanciati questi vettori, ma è probabile dal territorio iracheno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi missili Tomahawk</h2>



<p>Sembrano esserci novità anche nel campo dei missili da crociera. Fotografie rilasciate dall&#8217;U.S. Navy mostrano il lancio da un cacciatorpediniere di un Tomahawk con un&#8217;insolita colorazione nera invece della classica grigio chiaro. Potrebbe quindi trattarsi della nuova versione da “attacco marittimo” (quindi antinave) del vettore. Il <strong>Maritime Strike Tomahawk (MST)</strong> è una sottovariante dell&#8217;ultima serie Block 5 del Tactical Tomahawk (TACOM), ed è anche nota come Block 5A. Sebbene il TACOM Block 4 abbia già una comprovata capacità antinave, l&#8217;MST presenta caratteristiche aggiuntive che lo ottimizzano per questo ruolo. Tra queste, in particolare, un nuovo sistema di guida multimodale che, a quanto pare, include un sensore a infrarossi per immagini. Tutti i Tomahawk Block 5, ci ricorda <em><a href="https://www.twz.com/sea/black-tomahawk-cruise-missile-seen-for-the-first-time-in-strikes-on-iran">The War Zone</a></em>, sono inoltre dotati di un collegamento dati bidirezionale, che consente loro di ricevere correzioni di rotta e altri aggiornamenti di puntamento, oltre a poter essere completamente riassegnati durante il volo. </p>



<p>Molto probabilmente questo missile è stato usato per attaccare il porto di Bandar Abbas, <strong>dove è stata colpita una fregata iraniana. </strong>Secondo immagini satellitari, il 25 febbraio, le fregate “Sabalan” (F73), “Sahand” (F74), “Jamaran” (F76) e “Zagros” (H313) erano tutte ormeggiate nel porto di Bandar Abbas. Erano presenti anche il sottomarino di classe Kilo, ritenuto semi-operativo, “Taregh” (S901), e un secondo ancora in fase di profondo allestimento in bacino di carenaggio, il “Nooh” (S902); la posizione del terzo sottomarino di classe Kilo, lo “Yunes” (S903), rimane incerta poiché ha lasciato il bacino di carenaggio alcuni mesi fa.</p>



<p>Fotografie provenienti da fonti OSINT mostrano un&#8217;altra nuova tipologia di missile da crociera simile al Tomahawk <strong>ma con le ali a freccia negativa </strong>(ovvero invertita rispetto alla configurazione comune). Non è chiaro se si tratti di un Tomahawk di nuovo tipo con questa soluzione pensata per ridurre la traccia radar, oppure se si tratti di un missile da crociera israeliano di lungo raggio mai osservato prima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SEAD/DEAD e guerra elettronica</h2>



<p>Le infrastrutture iraniane, e i bersagli di alto valore politico/militare, sono stati colpiti anche da bombe <em>stand-off</em> guidate come le GBU-31 e 39 con kit <strong>JDAM (Joint Direct Attack Munition)</strong> sganciate principalmente dagli F-35 statunitensi e israeliani. Non è chiaro se l&#8217;aviazione di Tel Aviv abbia utilizzato in questo attacco il missile balistico aviolanciato “Blue Sparrow”, sganciato dagli F-15. Nel corso della “Guerra dei 12 giorni” erano state raccolte evidenze fotografiche del suo impiego. </p>



<p>Non è nemmeno chiaro se l&#8217;attività di <strong>SEAD/DEAD</strong> abbia comportato il lancio di missili antiradiazioni tipo AGM-88 HARM dai caccia israeliani e statunitensi, ma è probabile che sia avvenuto in considerazione della totale assenza di reazione della difesa aerea iraniana: <strong>filmati ripresi in Iran mostrano un drone MQ-9 “Reaper” </strong>(che può trasportare bombe guidate “Paveway II” e missili “Hellfire”) in volo su una città iraniana che risulterebbe essere Teheran.</p>



<p>Possiamo dire con certezza che l&#8217;attività SEAD di soppressione delle difese aeree iraniane ha coinvolto gli aerei da <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">guerra elettronica</a></strong> EA-18G “Growler” presenti a bordo delle due portaerei che incrociano nella zona: la USS “Ford” e la USS “Lincoln”. Possiamo dire con altrettanta certezza che altri assetti da guerra elettronica, da ricognizione, sorveglianza e intelligence basati a terra sono stati usati e sono ancora usati in queste ore.</p>
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		<title>Skorpion Strike: la task force di droni d&#8217;attacco USA in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 01:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato lo schieramento di una task force di nuovi droni d’attacco in Medio Oriente. Si tratta del primo squadrone di droni unidirezionali che le forze armate americane voglio basare nella regione per rispondere e adeguarsi alle nuove minacce dei conflitti contemporanei. La nuova Task Force, denominata Skorpion Strike, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html">[...]</a></p>
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<p>Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato lo schieramento di una task force di nuovi <strong>droni d’attacco</strong> in <strong>Medio Oriente</strong>. Si tratta del primo squadrone di droni unidirezionali che le forze armate americane voglio basare nella regione per rispondere e adeguarsi alle nuove minacce dei conflitti contemporanei. La nuova Task Force, denominata <strong>Skorpion Strike</strong>, è composta da droni da combattimento &#8220;Lucas&#8221; a basso costo e opererà da una località che non è stata divulgata.</p>



<p>Secondo quanto reso noto dal <a href="https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4347258/centcom-launches-attack-drone-task-force-in-middle-east/">Dipartimento della Guerra</a>, la Task Force Scorpion Strike è stata attivata &#8220;quattro mesi dopo&#8221; che il Segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth</strong> aveva ordinato di accelerare l’acquisizione e l’impiego di tecnologie per droni economici. La missione della task force è fornire rapidamente ai combattenti <strong>capacità di attacco efficaci</strong> e a <strong>basso costo</strong>. Emulando, in un certo senso, i principali avversari attivi nella regione, come i ribelli Houthi dello Yemen.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/e7wPknswla">https://t.co/e7wPknswla</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/1996217608761118914?ref_src=twsrc%5Etfw">December 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A settembre il Centcom ha avviato la &#8220;<em>Rapid Employment Joint Task Force</em>&#8220;, guidata dal suo responsabile tecnico, per accelerare l’equipaggiamento delle forze dispiegate con capacità emergenti. Tale task force coordina gli sforzi di innovazione tra le componenti del servizio in tre settori: <strong>capacità</strong>, <strong>software</strong> e <strong>diplomazia tecnologica</strong>. Le attività della Task Force Scorpion Strike per la costituzione dello squadrone di droni d’attacco unidirezionali rientrano proprio nell’area “capacità” e sono condotte da personale del Comando Centrale delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti.</p>



<p>“<em>Questa nuova task force crea le condizioni per utilizzare l’innovazione come deterrente</em>”, ha dichiarato l’ammiraglio B.Cooper, vertice del Comando Centrale degli Stati Uniti . “<em>Mettere più rapidamente capacità avanzate nelle mani dei nostri combattenti dimostra l’innovazione e la forza militare statunitense, scoraggiando i malintenzionati</em>”, ha aggiunto. Attualmente nella regione del Medio Oriente sono  dislocate numerose risorse, tra cui piattaforme autonome ampia autonomia operativa come i droni armati Mq-9 Reaper e Rq-4 Global Hawk. Ai nuovi droni schierati dagli americani, spetterà un altro tipo di missione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Central Command has unveiled Task Force Scorpion Strike, a new one way attack drone squadron in the Middle East built around LUCAS drones, a system some describe as a near one for one clone of Iran’s Shahed 136 that was apparently reverse engineered for American use.<br><br>The… <a href="https://t.co/D6T3KrCdFW">pic.twitter.com/D6T3KrCdFW</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/1996282173146505298?ref_src=twsrc%5Etfw">December 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Task Force Scorpion Strike e droni Lucas</h2>



<p>Nel comunicato, il comando statunitense sottolinea che la Task Force Scorpion Strike è stata allestita in breve tempo, per rispondere alle esigenze esposta dal nuovo <strong>Dipartimento della Guerra</strong>, il cui vertice ha ordinato la necessaria &#8220;accelerazione&#8221; per l’acquisizione e l’impiego di tecnologia per droni a prezzi accessibili, o, più semplicemente, armi a basso costo che possono essere impiegate <strong>secondo gli schemi offensivi degli avversari</strong> che operano nella regione, compresi gli <em>Armed non-state actors.</em> L’obiettivo è appunto quello di mettere rapidamente a disposizione dei militari americani delle piattaforme d’attacco economiche ed efficaci come i droni Lucas, acronimo di <strong>Low-Cost Uncrewed Combat Attack </strong>System. </p>



<p>Questi nuovi droni rappresentano un chiaro esempio di <strong><a href="https://theaviationist.com/2025/12/03/task-force-scorpion-strike-owa-drones/">reverse engineering</a></strong> sviluppato a partire da un drone <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-va-a-lezione-dal-mossad-per-abbattere-i-droni-iraniani.html">Shahed-136</a> di fabbricazione iraniana catturato dalle forze statunitensi.</p>



<p>A differenza della Russia &#8211; che ha implementato la piattarfoma Uav iraniana, sviluppando il proprio drone kamikaze <strong>Geran-2</strong>, ormai essenziale nella <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-droni-kamikaze-restano-elemento-essenziale-nella-strategia-2504753.html">strategia di guerra </a>adottata in Ucraina &#8211; gli Stati Uniti si sono limitate a elaborare questa <em>loitering munition</em> per un impiego veloce e flessibile sul campo, senza implementare le capacità (attualmente inferiori rispetto a quelle dello Shahed, <em>ndr</em>). I droni Lucas americani possono essere lanciati tramite catapulte, sistemi a razzo o piattaforme mobili terrestri e veicolari, ampliando notevolmente le modalità operative. Continueranno invece ad affiancare — e non sostituire — velivoli come l’<strong>MQ-9 Reaper</strong>, cui resteranno assegnate altre <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-killer-strike.html">tipi di missione</a>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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