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	<title>confine USA-Messico Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 23:58:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>confine USA-Messico Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il muro anti-migranti di Trump diventa un boomerang in Texas. Il caso Big Bend</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-muro-anti-migranti-di-trump-diventa-un-boomerang-in-texas-il-caso-big-bend.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 23:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>La battaglia per il controllo del confine con il Messico apre un fronte inatteso per i repubblicani: quello del consenso nel Texas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-muro-anti-migranti-di-trump-diventa-un-boomerang-in-texas-il-caso-big-bend.html">Il muro anti-migranti di Trump diventa un boomerang in Texas. Il caso Big Bend</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-451165743-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Per <strong>Donald Trump</strong> il confine con il <strong>Messico</strong> è da sempre uno dei simboli politici più potenti. Il muro rappresenta, nella grammatica politica trumpiana, l&#8217;idea di una frontiera finalmente controllata, di uno Stato che torna a esercitare la propria sovranità e di una promessa elettorale trasformata in cemento, acciaio e infrastrutture. Ma proprio in <strong>Texas</strong>, lo Stato che più di ogni altro incarna la politica repubblicana americana, quella promessa sta producendo una contraddizione difficile da ignorare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://f6d3w8j9.delivery.rocketcdn.me/wp-content/uploads/2024/05/bigbend17.jpg" alt=""/></figure>



<p>Nel remoto Parco nazionale di <strong>Big Bend</strong>, nell&#8217;estremo Ovest dello Stato, la discussione sulla sicurezza della frontiera si sta trasformando in una battaglia sui <strong>diritti di proprietà, sul turismo e sul modello economico di intere comunità</strong>. E a contestare l&#8217;espansione delle infrastrutture federali non sono soltanto ambientalisti o gruppi tradizionalmente ostili a Trump: tra i critici ci sono proprietari terrieri, autorità locali, operatori economici e cittadini conservatori.</p>



<p>La particolarità di Big Bend è innanzitutto geografica. Il settore della Border Patrol che porta lo stesso nome copre circa 517 miglia di confine e rappresenta <strong>uno dei tratti più vasti della frontiera meridionale</strong>. Ma è anche storicamente uno dei meno attraversati dai migranti. Il settore copre circa un quarto dell&#8217;intero confine sudoccidentale ma registra soltanto una quota molto ridotta degli attraversamenti. È una conseguenza della natura stessa del territorio: deserti, montagne, canyon, temperature estreme e lunghi tratti quasi completamente disabitati rendono già estremamente difficile attraversare la frontiera.</p>



<p>Ed è proprio questa caratteristica a rendere il caso Big Bend diverso da quello di città come El Paso o Eagle Pass. Qui il confine non è soltanto una linea geopolitica. È parte del paesaggio sul quale si è sviluppata un&#8217;economia basata sull&#8217;escursionismo, sul turismo naturalistico, sul rafting, sulle guide, sull&#8217;ospitalità e sulle attività outdoor.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paesaggio come risorsa economica</h2>



<p>I numeri del National Park Service aiutano a capire la posta in gioco. Nel 2024 Big Bend National Park ha registrato circa <strong>561.000 visitatori</strong>, che hanno speso 56,8 milioni di dollari nelle comunità circostanti. La spesa ha sostenuto 585 posti di lavoro, 17,3 milioni di dollari di reddito da lavoro e 63,7 milioni di dollari di output economico complessivo. Non si tratta dunque di un&#8217;economia marginale costruita attorno a un parco sperduto nel deserto. Per le comunità locali, il paesaggio è una risorsa economica. E il timore degli imprenditori è precisamente questo: che una trasformazione irreversibile del paesaggio possa finire per danneggiare ciò che rende Big Bend attrattivo.</p>



<p>Il problema riguarda inoltre non soltanto il parco nazionale. Il governo federale ha iniziato a cercare accesso a terreni privati lungo il <strong>Rio Grande</strong> e circa <strong>400 proprietari terrieri</strong> della regione sono stati coinvolti nelle iniziative federali legate alle nuove infrastrutture di sicurezza. In diversi casi sono state inviate lettere per ottenere l&#8217;accesso ai terreni, con la prospettiva dell&#8217;esproprio attraverso l&#8217;<em>eminent domain </em>in caso di mancato accordo. Ed è qui che la questione cambia natura.</p>



<p>Non si tratta di una protesta facilmente catalogabile come opposizione liberal all&#8217;amministrazione Trump. In questa parte del Texas, la difesa della proprietà privata, la diffidenza verso Washington e il peso dell&#8217;economia locale sono valori perfettamente compatibili con la tradizione conservatrice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://visitbigbend.com/wp-content/uploads/2025/07/Big-Bend-National-Park.jpg" alt=""/></figure>



<p>La questione dell&#8217;esproprio può quindi diventare particolarmente delicata per il Partito repubblicano. Per decenni il <strong>conservatorismo texano</strong> ha costruito parte della propria identità politica attorno alla difesa della proprietà privata e alla limitazione dell&#8217;intervento federale. Quando però è Washington a chiedere l&#8217;accesso ai terreni di ranch e aziende agricole in nome della sicurezza nazionale, i due principi entrano in collisione. La storia di Big Bend rende il contrasto ancora più evidente.</p>



<p>Il <em>Texas Tribune</em> ha raccontato il caso di Joe Carrasco, uno dei proprietari interessati dalle richieste federali. La sua famiglia vive e lavora da generazioni lungo il Rio Grande. Per persone come lui, il fiume non è semplicemente il confine tra due Paesi: è parte della vita quotidiana, dell&#8217;attività agricola e del paesaggio. Il governo federale, dal canto suo, sostiene che la nuova infrastruttura sia necessaria per rafforzare il controllo della frontiera. Ma nel Big Bend emerge una domanda politicamente scomoda: s<strong>e il tratto è tra i meno attraversati della frontiera, quale sia esattamente il rapporto tra l&#8217;enorme investimento e il rischio che si vuole contrastare</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un contratto da 1,7 miliardi di dollari</h2>



<p>La descrizione ufficiale del contratto parla di &#8220;<strong>border wall in Big Bend Texas</strong>&#8220;: il progetto prevede 17 miglia di barriere per veicoli, strade di pattugliamento e circa 205 miglia di &#8220;system attributes&#8221;, comprendenti infrastrutture stradali e tecnologie di sorveglianza. È una distinzione tecnicamente importante. Perché significa che la battaglia non riguarda necessariamente soltanto una gigantesca barriera d&#8217;acciaio. Riguarda l&#8217;intera trasformazione fisica della frontiera: strade, sensori, cantieri, accessi ai terreni, infrastrutture e presenza federale. Ed è proprio questa trasformazione ad avere fatto scattare l&#8217;allarme tra alcune comunità locali.</p>



<p>Il caso Big Bend potrebbe non rappresentare, da solo, una minaccia elettorale significativa per Trump. Il Texas resta uno degli Stati più solidamente repubblicani degli Stati Uniti e la sicurezza della frontiera continua a essere una delle questioni sulle quali il Partito repubblicano gode di un vantaggio politico evidente. La vicenda mostra i limiti della politica nazionale quando entra in collisione con gli interessi concreti delle comunità locali.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://preview.redd.it/todays-protest-was-full-of-love-for-big-bend-national-park-v0-el6umaszw9tg1.jpg?width=640&amp;crop=smart&amp;auto=webp&amp;s=24deef112f048a4da9168598e77955ca0021ccb3" alt=""/></figure>
</div>


<p>La sicurezza del confine può essere un tema astratto e potentissimo quando viene discusso a Washington. Diventa molto più complicato quando significa che una strada deve attraversare una proprietà privata, <strong>che un ranch deve concedere l&#8217;accesso ai tecnici federali</strong> o che un&#8217;impresa turistica teme che il proprio principale elemento di attrazione venga modificato. La stessa reazione registrata nei mesi scorsi a Big Bend è significativa: l&#8217;opposizione al progetto ha attraversato gli schieramenti politici, contribuendo alla decisione di non procedere con la costruzione della barriera all&#8217;interno del parco nazionale come inizialmente ipotizzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma la questione non è affatto chiusa</h2>



<p>L&#8217;assegnazione del contratto da 1,7 miliardi di dollari ha infatti riaperto interrogativi sul perimetro effettivo dei lavori. Nel frattempo, i proprietari terrieri fuori dalle aree protette continuano a fare i conti con le richieste di accesso e con la possibilità di espropri. <strong>E il rischio politico per i repubblicani è abbastanza chiaro:</strong> far apparire la sicurezza del confine come una scelta a somma zero tra Washington e le comunità che vivono sulla frontiera.</p>



<p>È una situazione che può mettere in difficoltà soprattutto il rapporto con gli <strong>elettori conservatori moderati e con gli indipendenti locali</strong>, per i quali la questione dell&#8217;immigrazione può essere importante ma non necessariamente più importante della proprietà, del lavoro e dell&#8217;economia della propria contea.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://img.texasmonthly.com/2026/04/santa-elena-rally-10.jpg?auto=compress&amp;crop=faces&amp;fit=scale&amp;fm=pjpg&amp;h=1279&amp;ixlib=php-3.3.1&amp;q=45&amp;w=2048&amp;wpsize=2048x2048" alt=""/></figure>



<p>C&#8217;è infine un elemento quasi ironico. Big Bend è una delle regioni americane in cui la frontiera è già naturalmente più difficile da attraversare. Il paesaggio stesso svolge una funzione di barriera. Eppure proprio qui Washington sta investendo miliardi per rafforzare il controllo. Nel frattempo, il turismo continua a dimostrare il valore economico di quello stesso paesaggio: i dati NPS più recenti mostrano che <strong>Big Bend ha superato nuovamente il mezzo milione di visitatori annui, </strong>con 568.104 presenze nel 2025. Nei primi cinque mesi del 2026 il parco aveva già registrato oltre 304.000 visite, secondo i dati preliminari del National Park Service.</p>



<p>Per gli operatori locali, quindi, la questione non è necessariamente &#8220;muro sì o muro no&#8221;. È quale frontiera vuole essere il Texas. Una frontiera militarizzata, infrastrutturata e sempre più separata fisicamente dal Messico oppure una frontiera nella quale sicurezza e attività economiche locali possano coesistere? </p>



<p>Perché il vero boomerang, per i repubblicani, non sarebbe scoprire che i texani sono contrari al controllo della frontiera. Sarebbe scoprire che alcuni dei loro stessi elettori possono essere favorevoli al controllo del confine ma contrari al prezzo che Washington chiede loro di pagare per ottenerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-muro-anti-migranti-di-trump-diventa-un-boomerang-in-texas-il-caso-big-bend.html">Il muro anti-migranti di Trump diventa un boomerang in Texas. Il caso Big Bend</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>No al trasferimento dei migranti: nuovo braccio di ferro tra Trump e giudici</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/no-al-trasferimento-dei-migranti-nuovo-braccio-di-ferro-tra-trump-e-giudici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 15:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
		<category><![CDATA[espulsioni]]></category>
		<category><![CDATA[gang latine]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump accordo (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-1024x425.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corte Suprema degli Stati Uniti si è messa di traverso all’attuazione delle politiche migratorie del presidente Trump tramite una decisione che potrebbe essere il principio di uno scontro istituzionale. Nella giornata di sabato 19 aprile, il massimo organo giudiziario ha emesso un’ordinanza che blocca l’espulsione di cittadini venezuelani detenuti in Texas che, secondo l’amministrazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/no-al-trasferimento-dei-migranti-nuovo-braccio-di-ferro-tra-trump-e-giudici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/no-al-trasferimento-dei-migranti-nuovo-braccio-di-ferro-tra-trump-e-giudici.html">No al trasferimento dei migranti: nuovo braccio di ferro tra Trump e giudici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump accordo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-accordo-USMCA-La-Presse-e1588064087794-1024x425.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Corte Suprema degli Stati Uniti</strong> si è messa di traverso all’attuazione delle politiche migratorie del presidente <strong>Trump</strong> tramite una decisione che potrebbe essere il principio di uno scontro istituzionale. Nella giornata di sabato 19 aprile, il massimo organo giudiziario ha emesso un’ordinanza che <strong>blocca l’espulsione di cittadini venezuelani </strong>detenuti in Texas che, secondo l’amministrazione statunitense, apparterrebbero a un’organizzazione criminale latinoamericana. I giudici hanno diramato una nota in cui si legge: “ll Governo è invitato a non procedere all’espulsione di alcun membro del gruppo di detenuti, fino a nuova disposizione della Corte”. Non è la prima volta che la macchina della giustizia si mette in moto per ostacolare l’azione di Trump contro gli irregolari, sebbene finora abbia prodotto scarsi successi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni della Corte</h2>



<p>Il provvedimento riguarda il destino di una trentina di persone che si trovano recluse nel centro d Bluebonnet, nel Texas settentrionale, accusate di essere affiliate al <strong><a href="//it.insideover.com/criminalita/tren-de-aragua-la-gang-sudamericana-che-terrorizza-new-york-e-puo-influire-sulle-elezioni.html">Tren de Aragua</a></strong>, cartello criminale venezuelano attivo nel traffico di droga e di esseri umani, operativo in vaste aree dell’America Latina e degli Stati Uniti. Il Tren de Aragua è stato designato dal dipartimento di Stato Usa come un’<a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">organizzazione terroristica</a> nel febbraio scorso e ciò si traduce nell’adozione&nbsp; di mezzi e misure repressive che normalmente non rientrano nei bacini di risorse a cui attingono le agenzie federali e le forze di polizia. Non a caso, Trump ha rispolverato l’<em><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-corsa-alla-casa-bianca-lossessione-per-i-migranti-fino-a-una-legge-vecchia-di-226-anni.html">Alien Enemies Act</a></em>, una legge risalente al 1798 che consente <strong>l’espulsione di individui provenienti da Paesi “nemici”</strong> trovando applicazione l’ultima volta durante la Seconda guerra mondiale per confinare dei cittadini giapponesi all’interno di campi di internamento.&nbsp;</p>



<p>L’applicazione del provvedimento partorito nel Settecento ha sollevato un polverone di polemiche e sollecitato diverse associazioni per il riconoscimento dei diritti civili a fare ricorso presso i tribunali del Paese per impedirne l’efficacia. Su impulso giunto dall’azione di tali entità, la Corte a inizio aprile ha stabilito che<strong> l’espulsione degli immigrati poteva avere luogo solo se veniva dato modo a questi di difendersi legalmente</strong> e di dimostrare la loro eventuale estraneità al mondo delle gang. In ottemperanza all’ordinanza della Corte, i giudici federali di New York, del Colorado e del Texas meridionale hanno detto stop alle espulsioni finché il Governo non avrà messo i detenuti nelle condizioni di presentare ricorso. Diversamente dai suoi colleghi, il giudice James Wesley Hendrix non si è opposto al programma di rimpatri da Bluebonnet &#8211; la struttura si trova nella giurisdizione di sua competenza &#8211; perché gli era stato riferito da fonti governative che non si sarebbero verificati nell’immediato. L’<em>American Civil Liberties Union</em> &#8211; organizzazione non governativa impegnata nel rispetto delle libertà individuali &#8211; sostiene che, al contrario, gli immigrati stessero per essere trasferiti in un <strong>carcere di massima sicurezza a El Salvador</strong> già sabato sera e, di conseguenza, i suoi avvocati si sono mossi per fare ricorso, il quale è stato accolta dalla Corte Suprema.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le precedenti frizioni&nbsp;</h2>



<p>Dalla Casa Bianca non si è fatta attendere una contromossa a stretto giro, tanto che lo staff del <em>tycoon</em> ha depositato un fascicolo volto a far riflettere i saggi della Corte sull’urgenza dei piani di rimpatrio. La portavoce <strong>Karoline Leavitt</strong> ha twittato su X:&nbsp; &#8220;Siamo fiduciosi che alla fine prevarremo contro l&#8217;ondata di contenziosi infondati intentati dagli attivisti radicali&#8221;.</p>



<p>Non è la prima volta che il Governo federale e i giudici si scontrano sul terreno dell’immigrazione. In data 15 marzo il tribunale di Washington D.C. aveva emesso un’ordinanza che imponeva le sospensioni dei voli carichi di migranti dagli Usa a El Salvador, ma dalla Casa Bianca non è arrivato nessuno stop ai trasferimenti suscitando le ire del giudice James Emanuel Boasberg. Il giurista ha espresso la volontà di denunciare l’amministrazione Trump per <strong>oltraggio alla corte</strong> in quanto non avrebbe osservato la sentenza in questione dando, però, tempo fino al 23 aprile per spiegare il perché del mancato rispetto. Steven Cheung, capo della comunicazione di Trump, ha fatto sapere che la Casa Bianca farà immediatamente ricorso contro la denuncia di Boasberg se sarà presentata e che l’obiettivo del Governo rimane&nbsp; il contrasto agli immigrati irregolari che delinquono affinché “non siano più una minaccia per gli americani e le loro comunità in tutto il Paese&#8221;.</p>



<p>Sin dal suo ritorno al potere Trump ha fatto della lotta all’immigrazione clandestina un pilastro della sua<a href="https://it.insideover.com/politica/immigrazione-trivelle-gender-raffica-di-ordini-di-esecutivi-di-trump.html"> agenda</a> rafforzando il pattugliamento del <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/confine-usa-messico-le-carovane-migratorie-aumentano-in-attesa-del-trump-2-0.html">confine con il Messico</a> che ha visto scendere gli attraversamenti illegali della frontiera da 1000 a 300 al giorno. Difficilmente, dunque, accetterà che la magistratura possa in qualche modo intralciare o anche solo rallentare la sua azione preparandosi con ogni probabilità a una partita a braccio di ferro che si disputerà nelle aule di tribunale a colpi di denunce e ricorsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/no-al-trasferimento-dei-migranti-nuovo-braccio-di-ferro-tra-trump-e-giudici.html">No al trasferimento dei migranti: nuovo braccio di ferro tra Trump e giudici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dal Sinaloa al Tren de Aragua, ecco i clan dei narcos che gli Usa trattano da terroristi</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 07:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1536x1089.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le gang di narcotrafficanti che spadroneggiano nel continente americano saranno combattute alla stessa stregua dei terroristi di Al Qaeda. Dal 20 febbraio il Dipartimento di Stato americano ha ufficialmente indicato tali organizzazioni come gruppi terroristici alle voci Foreign Terrorist Organizations (FTO) e Specially Designated Global Terrorists (SDGT) in quanto per il titolare della diplomazia statunitense, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1536x1089.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>gang di narcotrafficanti</strong> che spadroneggiano nel continente americano saranno combattute alla stessa stregua dei terroristi di Al Qaeda. Dal 20 febbraio <strong>il Dipartimento di Stato americano ha ufficialmente indicato tali organizzazioni come gruppi terroristici</strong> alle voci <em>Foreign Terrorist Organizations </em>(FTO)<em> </em>e <em>Specially Designated Global Terrorists </em>(SDGT) in quanto per il titolare della diplomazia statunitense, <strong>Marco Rubio</strong>, “minacciano la sicurezza dei cittadini degli Stati Uniti o la sicurezza nazionale, la politica estera o l&#8217;economia degli Stati Uniti”. La decisione dà applicazione all’ordine esecutivo 14157 che Donald Trump ha sottoscritto poco tempo dopo l&#8217;insediamento alla Casa Bianca, con l&#8217;obiettivo di dotare le forze dell’ordine di risorse e strumenti più efficaci per contrastare <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html">il business dei cartelli</a> che va dal traffico di droga a quello di esseri umani. </p>



<p>Le gang che d’ora in avanti avranno lo status di organizzazioni terroristiche sono complessivamente otto: Tren de Aragua, Mara Salvatrucha (MS-13), Cártel de Sinaloa, Cártel de Jalisco Nueva Generación, Cártel del Noreste (ex Los Zetas), La Nueva Familia Michoacana, Cártel de Golfo (Cartello del Golfo) e Cárteles Unidos. In tanti si domandano se sia <a href="https://it.insideover.com/politica/affrontare-i-narcos-come-al-qaeda-dove-potrebbe-portare-lidea-di-trump.html">opportuno paragonare dei clan criminali a dei gruppi invischiati col terrorismo internazionale</a>, dal momento che perseguono finalità diverse: i primi economiche, i secondi politico-ideologiche. Ma a questo punto sarebbe utile comprendere perché proprio questi siano finiti nel mirino dell’amministrazione Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i principali cartelli    </h2>



<p>Tra i gruppi designati dal dipartimento di Stato quella più attenzionata dalle autorità statunitensi è il <strong>Cártel de Sinaloa</strong>, da sempre operativo nel Messico Nord-occidentale e tra i più attivi nella diffusione di oppioidi sintetici. Da qualche mese il cartello è dilaniato da lotte intestine che hanno avuto inizio con l’arresto del capo Ismael Zambada Garcia, meglio conosciuto come “El Mayo”, a cui era stato trasferito lo scettro del comando nel 2019 da parte di Joaquin Guzman Loera &#8211; fondatore del cartello &#8211; e soprannominato dai suoi accoliti “El Chapo”. Secondo le ricostruzioni della stampa messicana e internazionale, Garcia sarebbe stato tradito dal figlio di El Chapo che gli avrebbe chiesto un incontro per discutere di politica e affari locali, ma in realtà l’avrebbe tradito per poi consegnarlo alla polizia americana. Non si sa con esattezza se la veridicità dei fatti sia questa, ma i sospetti sono bastati a indurre il figlio di El Mayo a scatenare guerre di rappresaglia contro le fazioni che non hanno mai del tutto accettato la leadership del padre, facendo scorrere il sangue per le strade di Culiacan, città in cui ha sede il quartier generale del cartello. </p>



<p>Un altro importante cartello a essere finito finito nella lista nera segretario di Stato Marco Rubio è <strong>Tren de Aragua</strong>, organizzazione venezuelana che ha gettato le basi per nuclei operativi in diversi Paesi latinoamericani e anche negli Stati Uniti durante gli anni in cui si è verificato <strong>il fenomeno della crisi dei rifugiati venezuelani</strong> &#8211; esodo di milioni di cittadini avvenuto durante i governi di Hugo Chavez e Nicolas Maduro &#8211; che ha permesso agli esponenti della gang di infiltrarsi nelle carovane di disperati e di diventare un punto di riferimento nelle Americhe per la tratta di esseri umani. </p>



<p>L’organizzazione <strong>Mara Salvatrucha</strong>  (conosciuta anche con l’acronimo MS-13), diversamente dalle altre nasce in forma larvale su suolo americano, a Los Angeles per la precisione, su iniziativa di cittadini salvadoregni ma poi le file sono state rimpinguate da immigrati ispanici di altra nazionalità. Il cartello ha successivamente esteso i suoi tentacoli in altri Paesi non solo del Centro e Sud America ma anche in quelli europei, Italia compresa, dove i suoi esponenti &#8211; riconoscibili dal tatuaggio delle lettere MS e delle cifre 13 disegnate in caratteri gotici &#8211; si sono cimentati in azioni delinquenziali a sfondo violento quali le rapine, i sequestri e gli omicidi. </p>



<p>Altri gruppi passati sotto la lente d&#8217;ingrandimento del dipartimento di Stato sono impegnati in affari loschi che vanno dallo spaccio di droga ai rapimenti finalizzati all’estorsione, passando per il riciclaggio di denaro.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto dei cartelli sulla società americana</h2>



<p>Per una miriade di ragioni, la patria dello zia Sam rappresenta un terreno florido per le organizzazioni del narcotraffico. Il cartello Tren de Aragua è ultimamente finito al centro delle cronache e delle polemiche politiche a causa dei suoi atti violenti che stanno sconvolgendo le comunità locali, tanto che durante l’ultima campagna elettorale Donald Trump ha preso di mira il gruppo durante un comizio nella contea di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-corsa-alla-casa-bianca-lossessione-per-i-migranti-fino-a-una-legge-vecchia-di-226-anni.html">Aurora, in Colorado</a>, dove un condominio era stato preso d’assalto dai venezuelani della gang. <strong>L’FBI ha più volte accusato gli appartenenti al cartello di aver messo in piedi nelle megalopoli come New York e Chicago una tratta di esseri umani e un sistema di sfruttamento dei migranti</strong>, tanto che l’ex presidente Biden ha varato delle misure sanzionatorie contro l’organizzazione.&nbsp;</p>



<p>Se l’afflusso di immigrati irregolari è un problema molto avvertito dagli americani, altrettanto sentita è la piaga del <a href="https://it.insideover.com/video/droghe-sintetiche-e-cognitive-le-nuove-armi-di-distruzione">fentanyl &#8211; oppioide sintetico considerato molto più potente dell’eroina </a>&#8211; la cui diffusione è in parte ascritta ai cartelli latinoamericani, specificatamente l’organizzazione di Sinaloa. Il fentanyl, secondo il dipartimento di Giustizia Usa, è la prima <strong>causa di morte per gli americani con un’età compresa tra i 18 e i 49 anni e si stima che più di 190 statunitensi muoiano ogni giorno a causa di questa droga</strong>. Non a caso, il dipartimento del Tesoro nel 2023 ha sanzionato numerosi esponenti del cartello operativo nel Messico nordoccidentale al fine attuare una politica di deterrenza volta a combattere la diffusione dell’oppioide in territorio americano.&nbsp;</p>



<p>Non ci resta che capire come l’attuale amministrazione intenda dare applicazione alla lotta contro le gang criminali che infestano gli Stati Uniti e che hanno dimostrato un’impressionante efferatezza nel portare avanti i rispettivi business, motivo per cui è necessaria una risposta ferma e priva di tentennamenti, ma resta di capire che tipo di collaborazione attuare con nazioni che non le considerano gruppi terroristici. Indubbiamente, però, la repressione delle suddette organizzazioni sarà una priorità per tutti i Paesi del continente americano, volenti o nolenti, durante il quadriennio di Trump.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">Dal Sinaloa al Tren de Aragua, ecco i clan dei narcos che gli Usa trattano da terroristi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Confine USA-Messico: le carovane migratorie aumentano in attesa del Trump 2.0</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/confine-usa-messico-le-carovane-migratorie-aumentano-in-attesa-del-trump-2-0.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 18:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121018511398_013ab2f4934ca8cd303f07c0fc999928-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Soprattutto in seguito alle elezioni presidenziali americane e alla rielezione di Donald Trump, le carovane migratorie dal Messico verso gli Usa sono tornate ad aumentare e migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine verso il nord.&#160; Il fenomeno delle carovane è esploso a partire dal 2018 e rappresenta una strategia collettiva adottata da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/confine-usa-messico-le-carovane-migratorie-aumentano-in-attesa-del-trump-2-0.html">[...]</a></p>
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<p>Soprattutto in seguito alle <strong>elezioni presidenziali americane </strong>e alla rielezione di<strong> Donald Trump</strong>, le carovane migratorie dal Messico verso gli Usa sono tornate ad <strong>aumentare</strong> e migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine verso il nord.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/trump-2-0-tutti-gli-uomini-del-presidente">&#8220;Tutti gli uomini del presidente&#8221;: la guida di InsideOver al Trump 2.0</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Il fenomeno delle carovane è esploso a partire dal 2018 e rappresenta una <strong>strategia collettiva</strong> adottata da migliaia di migranti per sfuggire ai rischi e alle difficoltà che accompagnano i viaggi individuali. Muoversi in gruppo offre una maggiore protezione contro i controlli delle autorità locali, le deportazioni e le violenze della criminalità organizzata. Questo approccio consente sì di ridurre la vulnerabilità individuale, ma anche aumentare la<strong> visibilità mediatica</strong> e attirare il sostegno delle organizzazioni umanitarie.&nbsp;</p>



<p>L’<a href="https://www.adnkronos.com/Archivio/internazionale/esteri/elezioni-usa-messico-migranti_125TgI1CL0tT9BcO0KI7RB?refresh_ce">aumento dei flussi</a> nelle ultime settimane è in parte una risposta alle <strong>politiche anti-immigrazione </strong>promesse da Trump, che intende riportare in vigore misure severe contro l&#8217;immigrazione illegale. Nonostante le difficoltà e le repressioni, i migranti continuano a percorrere la rotta verso il nord, sperando di arrivare il più vicino possibile al confine con gli Stati Uniti prima che Trump si insedi ufficialmente alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide delle carovane in marcia</h2>



<p>Il 1° dicembre, alcuni gruppi di attivisti hanno rivelato che le autorità messicane avevano <strong>disperso </strong>due carovane di migranti dirette verso nord. Probabilmente si tratta di una conseguenza di accordi tra il presidente degli Stati Uniti e la presidente del Messico. </p>



<p>Il primo gruppo, partito il 5 novembre da <strong>Tapachula</strong>, nella parte meridionale del Messico, era formato da circa 2.500 persone. Dopo aver camminato per oltre 430 chilometri in quasi un mese, i migranti sono giunti a Tehuantepec, nello stato di Oaxaca. Lì, molti sono stati trasferiti su autobus diretti verso sud o in altre città, dove avrebbero potuto ricevere assistenza medica e vedere esaminato il loro status migratorio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Le carovane di migranti dal Messico verso gli Usa prima dell&#039;insediamento di #Trump" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/aNXrg6OBats?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_aNXrg6OBats");</script>
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<p>Un secondo gruppo, con 1.500 migranti, era partito il 20 novembre, ma anch’esso è stato disperso dalle autorità a Tonalá, sempre nel Chiapas. A queste persone è stato offerto un visto provvisorio che consente loro di muoversi per il Messico per venti giorni. Sebbene queste operazioni possano sembrare un tentativo di fermare il flusso migratorio, è evidente che le carovane continuano a formarsi e a cercare di avanzare verso il confine statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il timore della politica di Trump</h2>



<p>Il principale motore del recente aumento delle partenze è il timore che, una volta insediato, Trump manterrà le sue promesse di <strong>chiudere il confine</strong> e respingere i migranti irregolari. La paura di una maggiore durezza nelle politiche migratorie, unite alle minacce di azioni drastiche come il rafforzamento del <strong>muro al confine</strong>, finora ha ottenuto solo il risultato opposto, spingendo molte più persone a cercare di arrivare il più velocemente possibile negli Stati Uniti, prima che diventi troppo difficile. Chi si mette in viaggio affronta inoltre condizioni estreme e difficili come il caldo intenso, ma anche la stanchezza e la fame.</p>



<p>La maggior parte dei migranti è determinata, nonostante le avversità, a proseguire fino a Città del Messico, da dove tenterà di proseguire il viaggio verso il nord. Le autorità messicane, per quanto possano cercare di fermare le carovane, si trovano a dover gestire un flusso migratorio ingente e in crescita, anche a fronte di pressioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le relazioni tra Messico e Stati Uniti: un accordo sotto pressione</h2>



<p>A complicare ulteriormente la situazione ci sono le relazioni tra il Messico e gli Stati Uniti, inasprite proprio a causa delle politiche migratorie. Il 3 dicembre, la presidente messicana <a href="https://it.insideover.com/politica/claudia-sheinbaum-prima-donna-ebrea-guida-messico.html"><strong>Claudia Sheinbaum</strong> </a>ha dichiarato che il Messico è pronto ad affrontare un’eventuale <strong>espulsione di migranti</strong>, inclusi i propri cittadini, se ciò dovesse effettivamente accadere a seguito delle politiche di Trump. La situazione ha preso una piega delicata dopo che Sheinbaum e Trump avevano discusso telefonicamente in merito alla gestione dei flussi migratori. Durante quella conversazione, Sheinbaum ha sottolineato che l’amministrazione di López Obrador aveva già ridotto del 75% l’arrivo di migranti al confine con gli Stati Uniti nel corso dell&#8217;ultimo anno in risposta alla minaccia di Washington di aumentare i dazi su tutti i prodotti messicani se il flusso di migranti non fosse stato fermato.</p>



<p>Nonostante gli sforzi per contenere i flussi, la situazione rimane critica. Tra gennaio e agosto del 2024, oltre 925.000 persone sono entrate irregolarmente in Messico attraverso il suo confine meridionale. Molte di queste persone si trovano in città come Tapachula, divenuta una sorta di terra di mezzo per i migranti in attesa che le loro richieste vengano esaminate.&nbsp;</p>



<p>Anche il Messico ha però il suo ruolo attivo in questa situazione. Da anni, il Paese è infatti un<a href="https://www.theguardian.com/global-development/2024/dec/03/trump-mexico-migrants-border-closure?utm"> attore chiave </a>nella gestione dei flussi migratori diretti verso gli Stati Uniti. Quando i migranti attraversano i paesi dell&#8217;America Centrale, possono ottenere un documento che consente loro di proseguire il viaggio. Tuttavia, una volta in Messico, sono sottoposti a una <strong>burocrazia complessa </strong>e a severi controlli, oltre a essere vulnerabili alle violenze e alle estorsioni da parte della criminalità organizzata.&nbsp;</p>



<p>In questo scenario, le richieste di Trump di intensificare i controlli al confine rischiano di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria, aumentando il potere dei narcotrafficanti e spingendo più persone a partire, in cerca di una speranza di una vita migliore.</p>



<p>Mentre il Messico cerca di affrontare questa crisi, le pressioni per fermare il flusso di migranti diventano sempre più forti. L&#8217;esito di questa situazione dipenderà non solo dalle politiche interne dei due paesi, ma anche dalle risposte che la comunità internazionale sarà in grado di dare a una delle più grandi sfide umanitarie dei nostri tempi.</p>
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		<title>Una nuova grande carovana di migranti punta agli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/grande-carovana-migranti-messico-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 06:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[carovana migranti]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carovana di migranti chiede protezione alla Commissione per i diritti umani in Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-2048x1348.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono quasi 15mila le persone che vogliono attraversare il Messico fino agli Stati Uniti. Non è la prima carovana di migranti che lascia Tapachula, una soffocante città al confine tra Messico e Guatemala, ma questa potrebbe essere la più grande mai registrata. 11mila persone sono pronte a partire, ma si stima che potrebbero diventare presto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/grande-carovana-migranti-messico-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carovana di migranti chiede protezione alla Commissione per i diritti umani in Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143305558_cd4568b64e7842ec8d840f1e078e9580-2048x1348.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono quasi<strong> 15mila</strong> le persone che vogliono attraversare il <strong>Messico</strong> fino agli <strong>Stati Uniti</strong>. Non è la prima carovana di migranti che lascia <strong>Tapachula</strong>, una soffocante città al confine tra Messico e Guatemala, ma questa potrebbe essere la più grande mai registrata. 11mila persone sono pronte a partire, ma si stima che potrebbero diventare presto 15mila.</p>
<p><strong>Luís Villagrán</strong>, organizzatore della carovana e direttore del <strong>Centro per la Dignità Umana</strong> senza scopo di lucro, ha affermato che “questa è la più grande migrazione umana di massa che abbia visto negli ultimi dieci anni”. La maggior parte sono donne e bambini di tutte le fasce di età. Rannicchiati vicinissimi l’uno all’altro per proteggersi, il loro obiettivo è attraversare il Messico attraverso la rotta costiera, una strada di non facile percorrenza a causa delle colate di fango dovute all’uragano <strong>Agatha</strong>, che in questi giorni ha devastato le terre messicane, oltre alle difficoltà dovute al sole.</p>
<p>Molti arrivano da Venezuela, Cuba e Nicaragua, i tre paesi in cui <a href="https://time.com/6184340/summit-of-the-americas/">Joe Biden si è rifiutato</a> di inviare governanti autoritari alla vigilia del <strong>Summit delle Americhe</strong>, che si svolgerà la prossima settimana a Los Angeles. Ci sono inoltre haitiani, salvadoregni, honduregni, guatemaltechi e anche cittadini dell’India, del Bangladesh e di diversi paesi africani.</p>
<p>L’<strong>Istituto Nazionale Messicano per la Migrazione</strong> (Inm) ha scritto a Villagrán di sostenere i membri della carovana e che si sarebbe impegnato ad aiutare i più bisognosi. Nella lettera si legge anche che la carovana è il risultato del grande flusso di migrazione da quasi tutti i paesi delle Americhe verso gli Stati Uniti negli ultimi anni e la causa è l’alto tasso di violenza e instabilità economica nel continente.</p>
<p>È la prima volta che il governo messicano risponde a una carovana prima che parta e questo potrebbe essere un segnale di cambiamento nel modo in cui le autorità rispondono ai grandi gruppi di migranti. Infatti, “l’immigrazione è usata come strumento politico. Queste donne e questi bambini sono come monete da scambiare. È molto probabile che (Il presidente messicano Andres Manuel Lopez) Obrador voglia usare questa roulotte per sembrare un umanitario prima del Vertice delle Americhe”, sostiene Villagrán.</p>
<p>I cittadini intenti a migrare sono ben consapevoli dei rischi che dovranno affrontare. Negli ultimi tempi, la Guardia Nazionale del Messico ha risposto sempre più violentemente ai migranti. Lo stesso Villagrán, che ad aprile aveva organizzato una carovana più contenuta, fu aggredito dalle truppe della Guardia Nazionale. Quest’ultima a Tapachula viene utilizzata per radunare i gruppi di migranti indisciplinati davanti all’ufficio dell’Inm della città, dove molta gente attende settimane o mesi per ottenere il <strong>visto umanitario</strong> per poter lasciare la città.</p>
<p>Prima di poter partire, Villagrán ha richiesto che vengano rilasciati i visti umanitari, affinché il gruppo possa passare i controlli senza essere arrestato o attaccato dalla Guardia Nazionale messicana. Infatti, chiunque tenti di passare senza essere in possesso del visto, viene rimandato a Tapachula e obbligato ad attendere mesi per documenti che potrebbero non arrivare.</p>
<p>A Tapachula i migranti sono aumentati a dismisura negli ultimi tre mesi, arrivando a riempire i centri di accoglienza che un tempo ospitavano un massimo di 400 persone con oltre 2mila. Le condizioni di vita a cui sono costretti sono insostenibili: bagni putridi, cibo che scarseggia, e alcuni di loro dormono nei corridoi.</p>
<p><figure id="attachment_359884" aria-describedby="caption-attachment-359884" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-359884" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-1024x683.jpg" alt="I migranti protestano in Messico" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606143414862_207bd85c9c78517d7b98b5e9e8ab93cb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-359884" class="wp-caption-text">Migranti partecipano a una manifestazione per chiedere i documenti, nella città di Tapachula, stato del Chiapas, Messico, 10 febbraio 2022</figcaption></figure></p>
<p>Diverse sono state le manifestazioni e le marce di protesta organizzate in questi mesi per richiedere di poter partire legalmente e questa domenica centinaia di migranti hanno manifestato a Tapachula per chiedere alle autorità di consentire loro di partire questo lunedì e fermare i raid contro gli immigrati privi di documenti. Villagrán ha denunciato che agenti dell&#8217;Inm, nonostante il sostegno millantato nella lettere di cui si è precedentemente parlato, hanno fatto irruzione in alberghi e case in cerca di migranti.</p>
<h2>Biden e la politica al confine</h2>
<p>Da quando è entrato in carica, il presidente Joe Biden ha dovuto fronteggiare diverse pressioni sulla gestione del confine tra Stati Uniti e Messico, creando divisioni tra i membri del suo stesso partito, dovute alla decisione dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie di revocare il <strong>titolo 42</strong>. Si tratta di un’ordinanza che mirava a fermare la diffusione del Covid-19 e che ha consentito alle autorità di espellere celermente i migranti ai confini con gli States. Il primo aprile era stata annunciata la revoca dell’ordine, poiché ritenuto non più necessario, e la scadenza era prevista per il 23 maggio. L’annuncio della revoca ha scatenato un dibattito in cui l’interrogativo principale è stato se sarebbero stati in grado di gestire un aumento di migranti al confine, conseguenza altamente probabile.</p>
<p>Le restrizioni imposte alle frontiere sono state controverse sin da quando sono state annunciate durante l’amministrazione Trump. I difensori dei diritti degli immigrati sostengono già da tempo che la salute pubblica fosse solo un pretesto per tenere gli immigrati fuori dal paese e anche<a href="https://edition.cnn.com/2020/05/18/politics/border-closure-public-health/index.html"> gli esperti di salute pubblica</a> avevano criticato la politica, ritenendola ingiustificata dalle circostanze.</p>
<p>Da quando è stata approvata, le autorità hanno espulso i migranti al confine più di 1,8 milioni di volte in due anni, secondo i dati della <a href="https://www.cbp.gov/newsroom/stats/nationwide-encounters">Us Custioms and Border Protection</a>. Il sistema di asilo degli Stati Uniti si è quindi bloccato, limitando anche i migranti intenti a fuggire dalla persecuzione. Secondo quanto affermato da <a href="https://www.humanrightsfirst.org/press-release/marking-two-years-illegal-inhumane-title-42-expulsions-nearly-10000-violent-attacks">Human Rights First</a>, da quando Biden è in carica, si sono verificati quasi 10mila casi di rapimento, tortura, stupro e altri attacchi violenti a persone bloccate o rimandate in Messico a causa del titolo 42. I migranti, però, non hanno mai smesso di tentare l’attraversamento del confine.</p>
<p>Non era difficile prevedere un aumento consistente delle migrazioni, che sono in una certa misura stagionali. Il numero di persone che tentano di attraversare il confine tende ad aumentare in primavera. A questo bisogna aggiungere che le difficoltà economiche della pandemia hanno intensificato ulteriormente le tendenze migratorie.</p>
<p>Ciò che sta accadendo è perfettamente in linea con le numerose previsioni di funzionari, politici ed esperti sull’aumento di migrazioni in seguito alla caduta del titolo 42. L’interrogativo che permane è se si siano realmente preparati per evitare strutture sovraffollate e un sistema sopraffatto.</p>
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		<title>Perchè Biden è pronto a restaurare la &#8220;Remain in Mexico&#8221; policy di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/perche-biden-e-pronto-a-restaurare-la-remain-in-mexico-policy-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 04:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-1024x712.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-768x534.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-1536x1068.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-2048x1424.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un primo anniversario caldo quello dell’amministrazione Biden, a quasi un anno dalle elezioni che lo hanno incoronato presidente. Diritti civili, il fantasma di Capitol Hill, la nuova Guerra Fredda si ammassano in un groviglio inestricabile che pesa enormemente anche sulla gestione domestica: la questione della frontiera messicana, infatti, grava ormai come un macigno su quella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/perche-biden-e-pronto-a-restaurare-la-remain-in-mexico-policy-di-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-1024x712.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-768x534.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-1536x1068.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-messico-la-presse-2048x1424.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un primo anniversario caldo quello dell’amministrazione Biden, a quasi un anno dalle elezioni che lo hanno incoronato presidente. Diritti civili, il fantasma di Capitol Hill, la nuova Guerra Fredda si ammassano in un groviglio inestricabile che pesa enormemente anche sulla gestione domestica: la questione della frontiera messicana, infatti, grava ormai come un macigno su quella che doveva essere la promessa sterzata anti-Trump.</p>
<p>È dello scorso venerdì l’annuncio del ripristino della politica di confine dell&#8217;era Trump nota come <strong><em>Remain in Mexico</em></strong>, che ha costretto almeno 70.000 richiedenti asilo a rimanere in <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/messico-al-collasso.html">Messico</a>, molti per lunghi periodi e in condizioni di povertà e pericolo, mentre attendevano il giudizio sui loro singoli casi.</p>
<h2>Cos’è la <em>Remain in Mexico policy</em></h2>
<p>Dopo averne annunciato pubblicamente il contenuto nel dicembre 2018, il governo degli Stati Uniti, attraverso il <em>Department of Homeland Security</em> (Dhs), emise i suoi nuovi protocolli di protezione dei migranti (Mpp), tramite un memorandum, il 25 gennaio successivo. La <em>Remain in Mexico policy</em> prevede che i <strong>richiedenti asilo</strong> arrivino via terra al confine USA/Messico (sia <em>presso</em> che <em>tra</em> i porti di entrata ufficiali), che superino uno screening credibile della paura con un funzionario statunitense per l&#8217;asilo, per poi tornare in Messico in attesa dell&#8217;udienza presso il tribunale statunitense per l&#8217;immigrazione.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio, i detrattori della nuova politica migratoria hanno criticato il programma perché poneva i migranti altamente vulnerabili, principalmente dal Centro e Sud America, a grave rischio di <strong>danni fisici e malattie</strong> mentre aspettavano il loro responso in quel delle città più pericolose nel mondo. In secondo luogo, l’attesa in Messico per accedere alla protezione è tendenzialmente dannosa dal punto di vista del <strong>giusto processo</strong> e dell&#8217;accesso alla giustizia: attendere implica anche il non avere accesso al supporto familiare, legale o sociale. Indubbiamente, ciò rende più difficile far valere con successo la propria domanda di asilo e rischia di procurare un <strong>trauma secondario</strong> dovuto alle condizioni di precarietà in cui si è costretti ad attendere.</p>
<p>È di <a href="https://www.hrw.org/world-report/2021/country-chapters/mexico">Human Rights Watch</a> un rapporto che fa luce sulle umiliazioni subite dai richiedenti asilo intervistati, compresi i bambini: stupri o tentati stupri e altre aggressioni sessuali, rapimenti per riscatto, estorsioni, rapine a mano armata e altri crimini commessi contro di loro si sommano al dramma della fuga da casa. Diverse persone sono morte, poi, dopo essere state rimandate indietro e aver tentato di attraversare nuovamente il confine sud-ovest.</p>
<h2>La marcia indietro di Biden</h2>
<p>“La politica di Donald Trump &#8220;<em>Remain in Mexico</em>&#8221; è pericolosa, disumana e va contro tutto ciò che rappresentiamo come nazione di immigrati. La mia amministrazione lo porrà fine&#8221;, twittò Joe Biden nel marzo 2020. Ora, come racconta il <em>Wall Street Journal</em>, l&#8217;amministrazione Biden ha pasticciato la politica sull&#8217;immigrazione tanto quanto il ritiro dall&#8217;Afghanistan, e ora potrebbe subire l&#8217;umiliazione di riadottare una politica di confine dell&#8217;era Trump che il candidato Biden denunciò come <em>un-american</em>.</p>
<p>Una volta alla Casa Bianca, Biden aveva sì sospeso il programma il suo primo giorno di mandato, ma, a seguire, gli stati del Texas e del Missouri avevano fatto ricorso ad aprile. Poi, una corte federale che ordina il ripristino del programma e la Corte Suprema che ad agosto rifiutato di concedere una sospensione: il pasticcio in salsa <em>common law</em> è bello che servito, mentre all’estero imperversa l’uscita frettolosa e pasticciata dall’Afghanistan.</p>
<p>Per quanto imperfetto, <em>Remain in Mexico</em> riduce l&#8217;onere per i tribunali dell&#8217;immigrazione e accelera le decisioni per i legittimi richiedenti asilo. Un effetto iper-pragmatico che polverizza qualsiasi intento radicaleggiante del nuovo presidente. Come hanno sostenuto le corti di Texas e Missouri, <em>Remain in Mexico</em> “ha cambiato gli incentivi per i migranti economici con richieste di asilo deboli, e quindi ha ridotto il flusso di stranieri” al confine. I migranti economici hanno meno probabilità di tentare di ingannare il sistema di asilo se non possono mettere piede negli Stati Uniti. La cesoia, dunque, sembra essere preferita ad una riforma organica del diritto d’asilo e della politica di accoglienza <em>made in Usa</em>.</p>
<h2>I prossimi step</h2>
<p>Il problema non è solo politico, ma anche e soprattutto giuridico. La Corte Suprema ha affermato che l&#8217;amministrazione Biden ha probabilmente violato la legge federale nel tentativo di porre fine al programma dell&#8217;era Trump. Con tre giudici liberali in dissenso, l&#8217;alta Corte ha rifiutato di bloccare una sentenza della corte inferiore che ordinava all&#8217;amministrazione di ripristinare il programma.</p>
<p>Non è chiaro quante persone saranno colpite e con quale rapidità. Secondo la sentenza del tribunale di primo grado, l&#8217;amministrazione deve compiere uno &#8220;sforzo in buona fede&#8221; per riavviare il programma. Inoltre, nulla impedisce all&#8217;amministrazione di riprovare a porre fine al sistema del <em>Remain in Mexico</em>. Il giudice Samuel Alito ha ordinato un breve differimento per consentire all&#8217;intera Corte di prendere in considerazione l&#8217;appello dell&#8217;amministrazione per mantenere la sentenza in attesa mentre il caso continua a farsi strada attraverso i tribunali. Poche spiegazioni per la sua azione, sebbene abbia citato la sua opinione dello scorso anno che respingeva lo sforzo dell&#8217;amministrazione Trump di porre fine a un altro programma di immigrazione, il <em>Deferred Action for Childhood Arrivals</em>. In quel caso, la Corte ha ritenuto che la decisione di porre fine a quest’ultimo fosse &#8220;arbitraria e capricciosa&#8221;, in violazione della legge federale.</p>
<p>“Il Dhs sta adottando le misure necessarie per conformarsi all&#8217;ordine del tribunale, che impone di reimplementare l&#8217;Mpp&#8221;, ha affermato venerdì un portavoce del Dipartimento della sicurezza interna. &#8220;Stiamo lavorando per farlo, nonostante il nostro appello all&#8217;ordine del tribunale&#8221;, ha detto il portavoce, osservando che il Dipartimento sta emettendo contratti per <strong>ricostruire strutture temporanee</strong> per l&#8217;immigrazione vicino al confine tra Stati Uniti e Messico. Gli alti funzionari dell&#8217;amministrazione hanno dichiarato alla stampa, inoltre, che solo coloro che non vengono espulsi ai sensi del <strong>Titolo 42</strong>, una legge sanitaria dell&#8217;era Trump che Biden ha mantenuto in vigore, sarebbero soggetti al Mpp. Il Titolo 42, attuato per la prima volta nel marzo 2020 all&#8217;inizio della pandemia di Covid-19, nega ad alcuni migranti l&#8217;opportunità di richiedere asilo.</p>
<p>Nel frattempo, conta anche la controparte. Sono in corso trattative con il governo messicano su quando e come verrà reimplementato il protocollo poiché il Messico è una nazione sovrana che deve prendere una decisione indipendente per accettare il ritorno degli individui fuggiti dal suo territorio. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno affermato ad agosto scorso che il Titolo 42 rimarrà in vigore fino a quando non ci sarà più il pericolo che persone divengano vettori di Covid-19 quando attraversano il confine. I minori non accompagnati restano esenti. Il portavoce ha aggiunto che l&#8217;amministrazione Biden rilascerà comunque un promemoria che pone fine alla politica, che avrà effetto solo se l&#8217;amministrazione sconfiggerà la causa intentata da Texas e Missouri.</p>
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Object Caching 58/457 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

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