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Proprio come previsto, a vincere le elezioni presidenziali del 2 giugno in Messico è stata Claudia Sheinbaum. La vittoria è stata schiacciante: con voti tra il 58,3 e il 60,7%, secondo i risultati annunciati dall’Istituto nazionale elettorale, l’Ine, ha battuto l’avversaria Xóchitl Gálvez. La candidata di centrosinistra è la prima donna a ricoprire questo ruolo in uno dei Paesi più maschilisti del mondo.

Sono state elezioni turbolente, caratterizzate da una mattanza di oltre 30 candidati alle amministrazioni locali, e persino nel giorno delle elezioni due persone sono state uccise nei seggi elettorali nello Stato di Puebla. Le sfide da affrontare si preannunciano complesse, prima tra tutte la sicurezza, poi la crescita economica insufficiente, la violenza legata al narcotraffico, ma anche i negoziati con gli Usa sui flussi di migranti diretti negli Stati Uniti che attraversano il Messico.

La nuova presidente si insedierà il 1° ottobre e raccoglierà l’eredità dell’attuale presidente, particolarmente sostenuto dal popolo. Spesso la Sheinbaum ha ribadito che manterrà la linea tracciata dal suo predecessore, soprattutto nella lotta per i poveri. “Il nostro dovere è e sarà sempre quello di prenderci cura di ogni singolo messicano senza distinzione”, ha dichiarato durante un discorso tenutosi il 3 giugno. “Anche se molti messicani non sono completamente d’accordo con il nostro progetto, dovremo camminare in pace e armonia per continuare a costruire un Messico giusto e più prospero”, aggiunge.

In passato ha portato avanti anche svariate iniziative contro la violenza di genere. Oggi promette alle donne che hanno pianto per i figli scomparsi, per gli stupri, per i femminicidi, per lo sfruttamento economico, che “il nostro governo sarà onesto, senza influenze, senza corruzione, né impunità” e “combatterà ogni discriminazione”. “Sarò una trasformatrice”, conclude.

La carriera politica di Claudia Sheinbaum

La Sheinbaum appartiene al partito Morena, fondato dal presidente uscente Andrés Manuel López Obrador, meglio noto come Amlo. Ha 61 anni, è un’ingegnera energetica e ed è l’ex sindaca di Città del Messico.

Il suo debutto in politica avvenne nel 2000 con una carriera da sempre legata ad Amlo. Infatti, quando quest’ultimo era sindaco la nominò assessora all’Ambiente di Città del Messico. Successivamente, quando Amlo lasciò il suo partito storico nel 2014, il PRD, la sua favorita lo seguì senza batter ciglio, contribuendo alla creazione di Morena.

Nel 2015 è stata la prima donna a capo del distretto di Tlalpan, a Città del Messico, fino al 2017. L’anno successivo divenne la prima donna sindaco dell’intera Città. Nel suo incarico di sindaca, terminato nel giugno 2023, il suo programma prevedeva l’aumento della sostenibilità ambientale in una delle città maggiormente inquinate sul pianeta e la lotta alla violenza dei gruppi criminali. In effetti, su quest’ultimo aspetto la città sembra migliorata notevolmente, dimezzando il numero di omicidi, anche se ci sono dubbi sull’affidabilità dei dati.

Il legame con l’ex presidente potrebbe essere stato il motivo della sua vittoria, sostengono alcuni analisti, ma anche che non sarà in grado di tagliare il cordone ombelicale con Amlo. Quest’ultimo aveva dichiarato che si sarebbe ritirato dalla scena politica, ma molti sostengono che rimarrà a vegliare sul lavoro della nuova presidente. Alla Sheinbaum, però, non ha fatto piacere sentirsi dire che sarà l’ennesima donna ad essere manovrata da un uomo.

La sua carriera politica, in realtà, comincia prima del suo legame con Amlo. Lei si definisce figlia della facoltà di Fisica e figlia del Sessantotto, e già negli anni ’80 era in prima linea insieme ad altri studenti nelle manifestazioni di sinistra. In molte occasioni la sua politica e quella dell’ex presidente hanno preso strade divergenti, come nel caso della gestione del Covid-19, ad esempio. Per non parlare del fatto che la neopresidente è anche una scienziata che studia il cambiamento climatico, mentre Amlo ha puntato molto in passato sui combustibili fossili.

Lei stessa ha affermato che “è sessista considerare la prima donna presidente del Messico il burattino di un uomo”, ma molti continuano a sostenere che, senza di lui, lei non avrebbe avuto speranze.

L’esperienza accademica

Uno dei temi maggiormente cari alla neopresidente è il clima. La Sheinbaum ha un passato nella ricerca scientifica, un dottorato di ricerca in ingegneria energetica ed è stata parte dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’ONU, nonché il principale organismo scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Una volta terminato l’incarico come segretaria dell’ambiente di Città del Messico, nel 2006 si dedicò allo studio dell’energia con l’Ipcc come parte del gruppo che ha ricevuto il Nobel per la pace nel 2007.

Sin da quanto era studentessa di Fisica all’Università nazionale autonoma del Messico ha iniziato ad interessarsi alla politica studentesca, protestando contro la privatizzazione dell’istituzione pubblica. Dopo essersi laureata in Messico, ha proseguito i suoi studi nell’Università californiana di Berkeley, dove ha conseguito un master per poi tornare in Messico per il dottorato.

La prima ebrea alla presidenza del Messico

Claudia Sheinbaum non è solo la prima donna presidente, ma anche la prima ebrea in carica in Messico. I suoi nonni materni emigrarono dall’Europa per sfuggire all’Olocausto. Ma la sua famiglia è atipica: è ebrea, ma anche laica e femminista.

In una lettera dal titolo “Salvare il mondo che oggi si chiama Gaza”, ha espresso il proprio pensiero nei confronti della violenza in Medio Oriente. Nella lettera ribadisce le sue origini ebraiche e racconta la storia dei suoi nonni, non solo esiliati in quanto ebrei, ma suo nonno materno anche in quanto comunista.

Allo stesso tempo, spiega che essendo nata e cresciuta in Messico lei si ritiene messicana. Questo non implica negare la sua storia: dice di essere cittadina del mondo, cita Imagine di John Lennon e condivide il desiderio di giustizia, uguaglianza e pace. “Non posso che vedere con orrore la immagini dei bombardamenti statali israeliani a Gaza”, scrive. Aggiunge poi un appello, che esprime anche la sua posizione netta nei confronti del conflitto: “Mi unisco al grido di milioni di persone in tutto il mondo che chiedono un cessate il fuoco e il ritiro immediato delle truppe israeliane dai territori palestinesi”.

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