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Criminalità

Tren de Aragua: la gang sudamericana che terrorizza New York e può influire sulle elezioni

Ritratto della multinazionale del crimine che sta prendendosi di rapina le principali città americane, soprattutto New York.

Carcere di Tocorón, Venezuela. Una prigione infame, di quelle notoriamente senza legge con criminali incalliti, in quel dello Stato centrale di Aragua. Siamo più o meno nel 2012 quando qui dentro il Tren de Aragua muove i primi passi: il Venezuela è la principale autostrada di transito per la cocaina contrabbandata dai guerriglieri colombiani, in un Paese che ha stretti legami con alcuni dei principali nemici americani, dall’Iran alla Russia. Tuttavia la gang, nonostante preoccupi il personale dell’ambasciata statunitense, non è considerata un rischio importante per la sicurezza degli Stati Uniti.

Quasi dieci anni dopo, i telefoni dei dipartimenti di polizia americani sono bollenti: gli agenti chiedono come trattare questa nuova minaccia che semina il panico da un capo all’altro del continente. Le autorità di Paesi come Cile, Perù e Colombia accusano il gruppo di essere dietro a una serie di violenze da film dell’orrore tra cui decapitazioni e la sepoltura delle vittime da vivi, sistemi con cui la banda estorce il pizzo. Il crollo del sistema carcerario e la disperata situazione umanitaria in Venezuela hanno reso facile il reclutamento.

La duttilità dei membri della gang consente loro di sfruttare facilmente nuove opportunità criminali e dà loro un vantaggio rispetto ai loro concorrenti. Così, in un decennio, il Tren si costruisce un ampio portafoglio criminale che annovera traffico di droga, estrazione mineraria illegale, estorsioni, traffico di migranti, tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale e sequestro di persona, rapine. Ma soprattutto, questo treno del malaffare è giunto negli Stati Uniti. Da quando la gang ha messo radici negli Stati Uniti, almeno otto Stati hanno assistito a un’esplosione della prostituzione da parte delle migranti: Texas, Nevada, Illinois, California, Florida, Georgia, New Jersey e New York ora lottano per limitare il commercio del sesso.

New York è diventata l’emblema del trionfo del Tren de Aragua: sulla Roosevelt Avenue, nel Queens, le prostitute sfruttate esercitano sui marciapiedi nei pressi di quello che viene chiamato “Mercato delle fidanzate“: un vero bordello a cielo aperto che non conosce chiusura né crisi, affollato com’è tutti i giorni della settimana a due passi da due scuole elementari. Lo schema è quello solito della tratta delle donne: le si priva di documenti, si fornisce loro di tutto il “necessario” a prostituirsi, e si crea con loro un debito che difficilmente potranno sanare, lucrando sui loro introiti.

Che le bande criminali operino nelle grandi città d’America non è un mistero per nessuno. Ma il fatto che questa multinazionale del crimine si sia presa di rapina l’appalto di determinati traffici nelle metropoli statunitensi, a una manciata di settimane dalle elezioni presidenziali, costituisce una bomba politica pronta ad esplodere. Dopo che il boss Hector Guerrero Flores è fuggito l’anno scorso, questa mafia ha spostato il suo centro di comando a Ciudad Juarez in Messico, al confine con gli Stati Uniti, proprio di fronte a El Paso, in Texas. Nella Grande Mela la gang è ormai dietro ai furti nei negozi al dettaglio e ha preso di mira in particolar modo la merce di lusso nei grandi magazzini. La polizia ha anche collegato Tren de Aragua a rapine in scooter, rubando cellulari e orologi costosi alle persone per strada. Gli smartphone sono una merce preziosa, poiché funzionali ad hackerare i conti bancari delle vittime.

Nascondersi a New York per gli affiliani del “Tren” è diventato relativamente semplice. I suoi membri vivono, o hanno vissuto, nei rifugi per migranti della città. Alcuni probabilmente si sono trasferiti da qui in alloggi fatiscenti a basto costo, non potendo essere ospitati per più di 30 o 60 giorni, anche se spesso vengono concesse delle proroghe. Finora, secondo il New York Times, sono stati registrati 24 membri nel database delle bande criminali della città, che secondo la polizia conta 14.000 membri identificati provenienti da 496 bande cittadine.

Sulla dinamica in corso a New York occorre però essere chiari: nonostante l’aumento del numero di immigrati, i tassi di criminalità della città sono in calo. Tuttavia, è all’inizio di quest’anno che le autorità federali hanno notificato alle autorità cittadine la presenza della gang nel Nordest. I dati registrati in tutto il Paese suggeriscono che i membri hanno iniziato ad arrivare negli ultimi anni, quando il numero di persone che attraversavano il confine meridionale, in particolare venezuelani, è aumentato durante l’amministrazione Biden. Questo aspetto ne ha fatto un ottimo strumento di propaganda nelle mani del Gop e di Donald Trump.

A preoccupare è il progressivo tasso di specializzazione della banda. Non solo prostituzione, rapine e narcotraffico “tradizionale”, il gruppo si è guadagnato il monopolio dello spaccio del Tusi rosa, mix letale di ketamina e MDMA (ecstasy), caffeina, oppioidi e altre nuove sostanze, non ultimo il famigerato fentanyl. Durante quest’estate, poi, un colpo di scena con l’arresto a luglio di Larry Álvarez, 45 anni, ritenuto uno dei tre fondatori del Tren de Aragua. Era ricercato in Cile e Venezuela per i presunti reati di terrorismo, finanziamento del terrorismo, traffico di armi, estorsione e sequestro di persona.

Il Dipartimento di Stato Usa, in coordinamento con il Dipartimento di Giustizia, in quell’occasione aveva annunciato laute ricompense per un totale di 12 milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto e/o alla condanna in qualsiasi Paese dei leader del Tren de Aragua Héctor Rusthenford Guerrero, alias “Niño Guerrero” (fino a 5 milioni di dollari), Yohan Jose Romero, alias “Johan Petrica” ​​(fino a 4 milioni di dollari), e Giovanny San Vicente, alias “Giovanny”, alias “Viejo Viejo”, alias “El Viejo” (fino a 3 milioni di dollari). Queste ricompense vengono offerte in coordinamento con il Governo della Colombia.

Individuare i membri della banda non è semplice. Anche di fronte all’arresto, difficilmente ammettono l’affiliazione. Le autorità americane sono alle prese da mesi con la realizzazione di un vero database di segni identificativi. Tra questi, i loro tatuaggi. Nemmeno a dirlo, treni e kalashnikov sarebbero i più gettonati. A seguire, corone, stelle, orologi e perfino riferimenti al basket.

Nel frattempo, Tren de Aragua ha iniziato a reclutare nuovi membri all’interno dei rifugi. Sotto accusa è ora lo status speciale di “città santuario” o “città rifugio” che investe la New York da anni. Questa politica risale almeno al 1989, quando l’allora sindaco Ed Koch firmò un ordine esecutivo che impedisce ai funzionari della città di condividere informazioni sugli immigrati a meno che non riguardino una questione penale. L’ordine è stato riemesso dal sindaco David Dinkins e di nuovo dal sindaco Rudy Giuliani. La prima legge cittadina che limitava la cooperazione del governo locale con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) federale, anziché un ordine esecutivo, arrivò nel 2011. Nel 2014 , sotto l’allora sindaco Bill De Blasio, i legislatori cittadini ampliarono le protezioni, limitando quando e come la polizia e i dipartimenti penitenziari della città possono cooperare con l’ICE.

Questo specifico status è ora sotto attacco, poiché secondo i conservatori-a destra come a sinistra-favorirebbe le spire del Tren de Aragua. Non si tratta di una questione da risolversi con un colpo di spugna: l’impero criminale del Tren, infatti, mette insieme in un mix esplosivo due patate bollenti di questa campagna elettorale, ossia la sicurezza dei cittadini e la questione del confine meridionale. E mancano solo 40 giorni alle elezioni…

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