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	<title>Attacco nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<title>Attacco nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 05:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[armi ipersoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1149" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-600x673.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-267x300.jpg 267w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-913x1024.jpg 913w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-768x862.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Gli Usa non hanno un vero sistema di difesa antiaerea integrato e la deterrenza basata sulla "mutua distruzione" non basta più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1149" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-600x673.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-267x300.jpg 267w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-913x1024.jpg 913w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-768x862.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Si stenta e crederlo, ma gli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>, considerati la prima potenza militare del mondo, attualmente non possiedono un sistema di difesa aerea &#8220;completamente integrato&#8221;, in grado di intercettare minacce emergenti come le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/corsa-armi-ipersoniche-delloccidente-passa-australia-e-nuova-2403930.html">armi ipersoniche</a> e i suoi vettori. Anzi, a quanto pare affidano la loro difesa complessiva a una combinazioni di sistemi missilistici che, stando alle analisi di esperti osservatori come <strong>Stephen Bryen</strong>, non rappresentano &#8220;essenzialmente&#8221; quello che potrebbe essere definito &#8220;<a href="https://weapons.substack.com/p/the-us-will-build-an-iron-dome-air">un buon modello</a>&#8221; di difesa.</p>



<p>Per questa ragione, negli ultimi giorni si parla della decisione annunciata dal presidente <strong>Donald Trump</strong> e dal segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth </strong>di dotare gli Stati Uniti di un <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/funziona-iron-dome-sistema-antimissile-israele.html">sistema di difesa </a>aerea a più livelli, simile al sistema Iron Dome israeliano, che protegge lo Stato ebraico attraverso una serie di sistemi missilistici appositamente scelti per rispondere ai diversi tipi di minaccia che possono interessare uno spazio aereo protetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema come quello di Israele</h2>



<p>Come è stato scritto più volte su queste pagine, durante gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-mirino-di-teheran-la-capacita-aerea-di-israele-cosa-deve-aspettarsi-ora-liran.html">attacchi lanciati dall&#8217;Iran</a>, dallo Yemen, dal Libano e dall&#8217;Iraq contro<strong> Israele</strong>, il sistema di difesa aerea integrato dello Stato ebraico è composto da Iron Dome, Iron Beam, David&#8217;s Sling, Arrow 2 e Arrow 3 che, attraverso radar a lungo raggio intercettano le minacce e ne assegnano l&#8217;eliminazione al sistema preposto. Ciò è stato pensato per garantire una una difesa efficace da missili balistici che viaggiano nell&#8217;esoatmosfera come da droni o razzi che volano a poche centinaia di metri dal suolo. Gran parte delle tecnologie militari impiegate provengono e sono state finanziate dagli Stati Uniti.</p>



<p>Tra gli <strong>ordini esecutivi</strong> destinati alla Difesa degli Stati Uniti, quindi, è stato inserito quello di schierare un sistema &#8220;c<em>ome quello utilizzato da Israele per deviare i missili in arrivo</em>&#8220;, dal momento che le &#8220;<em>minacce ipersoniche si stanno moltiplicando</em>&#8221; e si ritiene che&#8221; <em>la vecchia dottrina della distruzione reciproca assicurata non funzionerà per prevenire un primo attacco e gli Stati Uniti potrebbero essere sottoposti a un devastante e fatale attacco missilistico nucleare</em>&#8220;, spiega Bryen. Ma cosa ha realmente in testa il nuovo Commander in Chief degli Stati Uniti? E quali sono le principali preoccupazioni del <strong>Pentagono</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;buchi&#8221; del NORAD</h2>



<p>Palloni sonda o spia cinesi e violazioni dello spazio aereo statunitense da parte di <em>misteriosi droni</em> a parte, gli Stati Uniti in questo momento non sono della posizione di vantare una &#8220;<em>difesa aerea a tempo pieno&#8221; </em>sulla<strong> costa orientale</strong>, e secondo quando viene reso noto, non esiste una vera e propria difesa integrata nel <strong>settore centrale</strong> degli Stati Uniti e lungo la costa bagnata dal <strong>Mar dei Caraibi</strong>.</p>



<p>Se ci immaginavamo una sorta di onnipresenza e onnipotenza del NORAD &#8211; <em>North&nbsp;American Aerospace Defense Command </em>&#8211; e dei sistemi di Difesa sottoposti ai suoi comandi e pronti a intervenire in una bolla di difesa estremamente efficiente come abbiamo sempre idealizzato, beh, forse sbagliavamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi di difesa degli Stati Uniti </h2>



<p>La difesa aerea degli Stati Uniti si basa su una combinazione di sistemi, come è stato premesso non completamente integrati tra loro, che comprendono il <strong>GID</strong>, <em>Ground Based Interceptor</em>, che fa parte del <em>Ground Based Midcourse Defense System</em>, si basa su sistema di intercettazione <em>hit to kill</em>, ed è focalizzata sull&#8217;abbattimento di testate di missili balistici che vengono &#8220;<em>distrutte dalla forza cinetica di un veicolo di distruzione non esplosivo parte dell’intercettore</em>&#8220;, schierati in <strong>Alaska </strong>(considerata una &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/alaska-la-linea-difesa-gli-attacchi-missilistici-lanciati-agli-usa.html">prima linea di difesa</a>&#8221; per l&#8217;intercettazione) e in <strong>California</strong>. Tale sistema dovrebbe essere schierato anche sulla costa orientale; sul<strong> sistema THAAD</strong>, <em>Terminal High Altitude Air Defense</em>, che è schierato in diverse parti del mondo &#8211; Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Israele, Romania e sull&#8217;isola di Guam; e sui sistemi di difesa aerea<strong> AEGIS </strong>schierati a bordo dei <strong>cacciatorpediniere </strong>classe Arleigh Burke e <strong>incrociatori </strong>Ticonderoga, per un totale di 56 unità di superficie equipaggiate con AEGIS, e tre sistem<strong>i AEGIS-Ashore (a terra)</strong>, schierati a<strong> Guam</strong>, in <strong>Polonia </strong>e in<strong> Romania. </strong></p>



<p>Tutti i sistemi sono efficaci come i missili balistici e secondo le considerazione di <em>Weapons &amp; Strategy,</em> l&#8217;AEGIS è considerato un elemento essenziale per la <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">difesa missilistica statunitense</a> nel Pacifico, nell&#8217;Atlantico, nel Mar Rosso e nel Golfo Persico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema di dottrina</h2>



<p>A quanto pare, alla base del problema strutturale della difesa missilistica degli Stati Uniti, che sono considerati &#8220;<em>meno preparati a contrastare i missili balistici nemici e altre minacce</em>&#8221; rispetto ai Paesi alleati, ci sarebbero i detrattori della <strong>Strategic Defense Initiative</strong> del presidente Ronald Reagan che negli anni Ottanta erano dell&#8217;idea che &#8220;<em>realizzare uno scudo missilistico non era né tecnicamente fattibile né strategicamente accettabile</em>&#8220;. Ciò minava inoltre la dottrina del <strong>Mutually Assured Destruction</strong>, o MAD, basata sul concetto che &#8220;<em>né gli Stati Uniti né i suoi avversari avrebbero utilizzato armi nucleari poiché il risultato del loro utilizzo sarebbe stata la distruzione assicurata della parte contendente</em>&#8220;.</p>



<p>Nel passato gli accordi per il controllo degli armamenti nucleari e per i missili, che hanno sempre rappresentato la principale minaccia in caso di escalation, sono sempre stati concepiti attorno all&#8217;opposizione tra <strong>Stati Uniti</strong> e Unione Sovietica prima e <strong>Federazione Russa</strong> poi, e hanno sempre posto una particolare attenzione sulla capacità di <em>First Strike</em>. Il desiderio era &#8220;ottenere una credibile capacità di primo attacco&#8221; che avrebbe come target le armi nucleari dell&#8217;avversario per annientarle prima di una rappresaglia, o <em>Second Strike</em>. Ciò non ha tenuto conto di minacce intermedie, né di attori o potenze internazionali emergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi attori internazionali e nuove minacce</h2>



<p>In passato la <strong>Cina</strong> non partecipava agli accordi sul controllo degli armamenti, e questo nonostante Pechino abbia continuato negli anni ad implementare non solo le capacità nucleari, ma abbia raggiunto, come Mosca, un <strong>vantaggio nello sviluppo di armi</strong> e vettori capaci di raggiungere <strong>velocità ipersoniche</strong>: il vero cruccio del Pentagono. <em>Weapons &amp; Strategy</em> cita l&#8217;ascesa di quelli che vengono definiti altri &#8220;attori nucleari&#8221;, come la <strong>Corea del Nord </strong>e l&#8217;<strong>Iran</strong>, che è in fase di progettazione.</p>



<p>Secondo la US Defense Intelligence Agency, la Cina ha &#8220;<em>il <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-corsa-alle-armi-ipersoniche-della-cina-e-sempre-piu-veloce.html">principale arsenale ipersonico</a> al mondo</em>&#8220;, mentre la Russia ha già <a href="https://it.insideover.com/difesa/lallarme-di-kiev-lanciato-un-missile-balistico-intercontinentale-su-dnipropetrovsk.html">impiegato in battaglia</a> un missile balistico a raggio intermedio <strong>Oreshnik </strong>con un veicolo planante ipersonico <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-ipersonici-di-putin-sono-operativi.html">Avangard.</a> Mostrando all&#8217;<strong>Ucraina</strong> e al mondo le sue capacità strategiche.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;Iron Dome a<em> stelle e strisce</em> richiesto da Donald Trump rappresenta una sfida ma anche una necessità per gli Stati Uniti, che devono potersi garantire una difesa integrata ed efficace da minacce convenzionali, armi nucleari e vettori ipersonici, aumentando le capacità di intercettazione nello spazio e integrando i sistemi di difesa con l&#8217;Intelligenza Artificiale<strong>  </strong>per <strong>&#8220;gestire tattiche sempre più sofisticate</strong>&#8221; in tempi di reazione sempre più rapidi. E devono portare a termine il suo obiettivo prima che i suoi avversari teorici si trovino nella condizione di poter pensare, nonostante la deterrenza, che l&#8217;America Continentale, dopo tutto, è un obiettivo plausibile. e che la sua difesa missilistica possa essere vulnerabile alle armi del futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La dottrina nucleare della Corea del Nord, spiegata</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/difesa/la-dottrina-nucleare-della-corea-del-nord-spiegata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 11:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare nordcoreano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="corea del nord" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230112103557785_3762c4b043e57e6cb434f04941e54e80-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Capire come funziona la dottrina nucleare nordcoreana è un passaggio fondamentale per prevenire eventuali mosse azzardate da parte di Kim.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/la-dottrina-nucleare-della-corea-del-nord-spiegata.html">La dottrina nucleare della Corea del Nord, spiegata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il 9 settembre 2022 la <strong>Corea del Nord</strong> ha sancito ufficialmente il diritto di poter utilizzare attacchi nucleari preventivi per proteggersi, approvando una nuova legge che ha modificato in maniera sostanziale la dottrina nucleare del Paese. </p>



<p>D’ora in avanti, infatti, Pyongyang avrà la possibilità di <strong>attingere all’arma atomica</strong>, automaticamente e immediatamente, per distruggere l’origine di una provocazione esterna nel caso in cui il sistema di comando e di controllo delle forze nucleari nordcoreane dovesse trovarsi in pericolo. </p>



<p>La richiamata legge conferisce inoltre al leader <strong>Kim Jong-un</strong> “il comando monolitico”, nonché tutti i poteri decisivi in materia di armi nucleari. Allo stesso tempo, la Corea del Nord ha stabilito il suo status di potenza nucleare. </p>



<p>Capire quali sono i contorni della dottrina nucleare nordcoreana è dunque un passaggio fondamentale per provare a prevenire eventuali mosse azzardate da parte del leader supremo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/la-dottrina-nucleare-della-corea-del-nord-spiegata.html">La dottrina nucleare della Corea del Nord, spiegata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La svolta della Corea del Nord: Kim approva legge per attacchi nucleari preventivi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-corea-del-nord-kim-approva-legge-per-attacchi-nucleari-preventivi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 20:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Nord non intratterrà mai più colloqui di denuclearizzazione con potenze straniere e &#8220;non rinuncerà mai&#8221; alle armi nucleari. Il presidente nordcoreano Kim Jong-un ha espresso pubblicamente la sua determinazione a non scendere a patti con nessuno, Stati Uniti in primis, accusati tra l&#8217;altro di voler controllare il suo Paese e non soltanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-corea-del-nord-kim-approva-legge-per-attacchi-nucleari-preventivi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-corea-del-nord-kim-approva-legge-per-attacchi-nucleari-preventivi.html">La svolta della Corea del Nord: Kim approva legge per attacchi nucleari preventivi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>&#8220;Non ci sarà mai alcuna dichiarazione di rinunciare alle nostre armi nucleari o di accettare la denuclearizzazione, né ci sarà mai alcun tipo di negoziato o contrattazione per soddisfare le condizioni di altri&#8221;, ha tuonato Kim in un discorso tenuto in occasione di una riunione dell&#8217;<strong>Assemblea popolare suprema</strong> a Pyongyang. Il leader ha quindi sfidato Washington sulle sanzioni, invitando le autorità statunitensi a mantenerle per i prossimi mille anni.</p>
<p>&#8220;Finché ci saranno armi nucleari sulla Terra e l&#8217;imperialismo rimarrà&#8230; la nostra strada verso il rafforzamento dell&#8217;energia nucleare non si fermerà&#8221;, ha proseguito il Grande Leader, secondo quanto riportato dal quotidiano nordcoreano <em>Rodong Sinmun</em>. L&#8217;uscita di Kim, come vedremo, non è affatto dettata dal caso.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/venti-di-guerra-sulla-corea-usa-imminente-test-nucleare-di-pyongyang.html"><strong>Venti di guerra sulla Corea</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3kbbekC" target="_blank" rel="noopener"><strong>Le immagini del nuovo Slbm nordcoreano</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/35oFk0l" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il “salone” degli armamenti della Corea del Nord</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Corea del Nord potenza atomica</h2>
<p>L&#8217;Assemblea popolare suprema – la Camera legislativa nordcoreana – ha infatti concordato di approvare una <strong>nuova legge</strong> che amplia lo status autodichiarato della Corea del Nord di stato dotato di armi nucleari, sostituendo una precedente codificazione risalente al 2013. &#8220;Attraverso la stipulazione della nostra politica sull&#8217;energia nucleare in una legge, lo status del nostro paese come stato dotato di armi nucleari è ora diventato irreversibile&#8221;, ha spiegato Kim.</p>
<p>Ma accanto alle etichette e definizioni varie, è importante analizzare un altro aspetto della suddetta legge, che chiarisce anche le <strong>condizioni di utilizzo</strong> delle armi nucleari. Ebbene, secondo la nuova legge, un attacco nucleare da parte di Pyongyang può adesso essere eseguito <strong>automaticamente</strong> e <strong>immediatamente</strong> per distruggere l&#8217;origine di una provocazione esterna, qualora il sistema di comando e di controllo delle forze nucleari nordcoreane dovesse essere in pericolo a causa di un attacco di forze ostili.</p>
<p>La legge conferisce anche al leader Kim &#8220;il <strong>comando monolitico</strong>&#8221; e &#8220;tutti i poteri decisivi in materia di armi nucleari&#8221;. Lo stesso Kim ha quindi sottolineato che la legalizzazione della politica sulle armi nucleari ha &#8220;un grande significato nel tracciare una linea irrecuperabile&#8221; in modo tale che non possa più contrattare sul tema.</p>
<h2>Il messaggio di Kim</h2>
<p>Kim ha lasciato aperto un piccolissimo spiraglio, aggiungendo che le &#8220;condizioni politiche e militari della penisola coreana&#8221;, così come l&#8217;ambiente politico globale, devono cambiare affinché ci sia un adeguamento della politica nucleare del Nord.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <em>NkNews</em>, l&#8217;<strong>articolo 6</strong> della nuova legge elenca cinque condizioni che consentirebbero a Pyongyang di utilizzare armi nucleari. Ad esempio quando la Corea del Nord dovesse giudicare che un attacco nucleare, o con altre armi di distruzione di massa, contro Pyongyang sia &#8220;già stato condotto o è imminente&#8221;. Afferma persino condizioni come l&#8217;attacco &#8220;nucleare o non nucleare&#8221;, imminente o compiuto, da parte di &#8220;forze ostili&#8221; contro la <strong>leadership</strong> della Corea del Nord o il sistema di comando nucleare, così come l'&#8221;attacco militare letale contro i principali obiettivi strategici del Paese&#8221;.</p>
<p>Ebbene, tutto questo lascia intendere che il Nord includa adesso segni di &#8220;attacco imminente&#8221; come condizioni per l&#8217;uso di armi nucleari, segnando una rottura significativa rispetto alla precedente e richiamata legge del 2013 che elencava invece solo <strong>situazioni di secondo attacco</strong>, e non <strong>attacchi preventivi</strong>. La Corea del Nord, prosegue infine la richiamata legge, può anche utilizzare armi nucleari quando è &#8220;inevitabile&#8221; per ragioni &#8220;tattiche&#8221; in tempo di guerra, nonché per &#8220;situazioni&#8221; non specificate che minacciano la sopravvivenza del regime e del suo popolo.</p>
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		<title>Esiste davvero una minaccia nucleare? Parla il professor Nikolai Sokov</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2022 14:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1024x764.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-768x573.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1536x1147.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-2048x1529.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dottor Nikolai Sokov è nato a Mosca. Laureatosi presso il dipartimento di storia dell’università statale di Mosca nel 1981, ha lavorato presso l’Istituto di studi americani e canadesi (1981-1986) e l’Istituto di economia mondiale e Relazioni internazionali (1985-1987), entrambe accademie di scienze dell’Urss. Dal 1987 al 1992 il dottor Sokov ha lavorato presso il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html">Esiste davvero una minaccia nucleare? Parla il professor Nikolai Sokov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1024x764.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-768x573.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1536x1147.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-2048x1529.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il dottor Nikolai Sokov è nato a Mosca. Laureatosi presso il dipartimento di storia dell’università statale di Mosca nel 1981, ha lavorato presso l’Istituto di studi americani e canadesi (1981-1986) e l’Istituto di economia mondiale e Relazioni internazionali (1985-1987), entrambe accademie di scienze dell’Urss. Dal 1987 al 1992 il dottor Sokov ha lavorato presso il ministero degli Affari esteri della Federazione russa. Ha partecipato alle negoziazioni degli accordi  Start 1 e Start 2 ed altre iniziative internazionali sul controllo degli armamenti come pure numerosi summit e incontri ministeriali. Nel 1992-1996 ha studiato presso l’università del Michigan ad Ann Arbour ed è stato insignito del dottorato in scienze politiche nel 1996. Il dottor Sokov entra a far parte del James Martin Centre per gli  studi sulla non-proliferazione nel 1996, ove lavora tutt’oggi. Dal 2011-2014 e a partire dal 2019 lavora al Centro di Vienna per il disarmo e la non-proliferazione (Vcdnp). Le sue numerose pubblicazioni includono due dozzine di libri e svariate monografie, oltre a duecento articoli accademici. E’ regolarmente invitato a parlare a varie conferenze e altri eventi pubblici ed è stato consulente di molte organizzazioni internazionali (tra cui l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica e la Commissione preparatoria per l&#8217;Organizzazione del trattato sulla messa al bando globale degli esperimenti nucleari), nonché di alcune agenzie governative statunitensi (cioè i Dipartimenti di Stato, Difesa ed Energia) e vari comitati del Congresso degli Stati Uniti. Il dottor Sokov ha gentilmente accettato di rispondere per noi ad alcune domande circa l’attuale minaccia nucleare e le implicazioni della guerra in Ucraina sugli sforzi di non –proliferazione.</p>
<p><strong>Prima di tutto, potrebbe valutare l&#8217;attuale livello di minaccia nucleare? Quanto siamo vicini a uno scontro nucleare?</strong></p>
<p>Non siamo così vicini. Il rischio deriva principalmente da una situazione in cui Nato e Russia si trovassero in una logica di conflitto diretto. Per esempio, le proposte inerenti all’imposizione una no-fly zone sopra i cieli dell’Ucraina, piuttosto popolari nelle prime settimane dallo scoppio della guerra, avrebbero causato un simile scontro aperto fra le due potenze, ma sono state respinte dai principali governi della Nato. Sono sorte delle preoccupazioni circa il fatto che la Russia potesse considerare le ingenti consegne di armi all&#8217;Ucraina come un pretesto per l&#8217;escalation, ma finora non è stato così. Naturalmente, più a lungo dura la guerra e più attivamente l’Ue e la Nato forniscono supporto all’Ucraina, maggiore risulta la possibilità di un’escalation. Nel complesso però la probabilità dovrebbe essere valutata come piuttosto bassa. È difficile dargli una cifra specifica, ma ad oggi stimerei il rischio di un escalation nucleare a circa il 10 percento di probabilità.</p>
<p><strong>Se dovesse verificarsi un&#8217;escalation nucleare, come avverrebbe? Ci sarebbero degli avvertimenti o la Russia potrebbe direttamente impiegare un&#8217;arma nucleare?</strong></p>
<p>In caso si arrivasse a un conflitto militare diretto tra Nato e Russia, il ricorso immediato all’arma nucleare è improbabile. Almeno nelle prime fasi il conflitto sarebbe convenzionale- la Russia ha ancora un numero significativo di armi convenzionali a lunga gittata da poter raggiungere praticamente qualsiasi obiettivo. Se, tuttavia, il conflitto continuasse e la Russia dovesse affrontare una sconfitta (ovviamente non può competere a lungo con la Nato), l’escalation nucleare sarebbe in agenda. La mia ipotesi è che ci sarà una forma di avvertimento-prima a parole (una dichiarazione pubblica più messaggi riservati ai governi chiave) ma se ciò non bastasse qualcosa di più tangibile. Un test nucleare sotterraneo mi sembra l’ipotesi meno pericolosa e dunque più plausibile, avendo lo scopo di segnalare la serietà delle intenzioni russe. Se il conflitto continuasse a protrarsi e la sconfitta della Russia divenisse inevitabile, un’ulteriore escalation sarebbe plausibile.</p>
<p><strong>L’utilizzo di un’arma nucleare tattica avrebbe uno scopo militare o anche questo strumento pertiene esclusivamente alla strategia della deterrenza?</strong></p>
<p>Tutte le armi nucleari fanno parte del meccanismo di deterrenza in senso stretto, e l’impiego di qualsiasi tipo di armi nucleari avrebbe effetti disastrosi. Nel caso un arma nucleare venisse comunque impiegata, la Russia e i suoi rivali si troverebbero di fronte ad una scelta: terminare la guerra o dare il via ad un escalation che prevederebbe l’impiego di testa nucleari da parte di entrambi i campi sia sul campo di battaglia (dunque in Europa) sia a livello strategico (in America). In generale, l’aggettivo “tattico” è fuorviante perché crea associazioni sbagliate. In realtà, né la Russia né gli Stati Uniti né peraltro la Francia o la Gran Bretagna possiedono armi “tattiche” nel senso di armi nucleari a corta gittata. Come minimo, dovrebbero essere definite come armi ad ampio raggio nel senso che possono raggiungere almeno mezzo continente. La Russia predilige l’impiego di missili a lunga gittata ( 2-3.000 km). Le armi nucleari americane in Europa sono bombe gravitazionali montate su bombardieri; la loro portata operativa è inferiore ma in questo caso si tratta di una questione di scelte. Storicamente gli Usa preferiscono l’impiego di sistemi aria-terra mentre la Russia ha sempre optato per i missili.</p>
<p><strong>Il paradigma della MAD (mutua distruzione assicurata) è ancora valido quando si discute di minaccia nucleare in un mondo multipolare? Esistono altri scenari per l’impiego dell’arma atomica?</strong></p>
<p>Sì&#8217;, la MAD è il paradigma riferimento in campo atomico, a prescindere dal numero di poli nel sistema internazionale. Significa semplicemente che l’attaccante subirà danni inaccettabili. L’affidabilità del MAD dipende innanzitutto dalle dimensioni dell’arsenale. Per esempio, gli Stati Uniti e la Russia sono in una situazione di MAD; gli arsenali più contenuti di Gran Bretagna e Francia rendono il paradigma della MAD meno efficace. D’altra parte, sia la Gran Bretagna che la Francia fanno parte della Nato, quindi l’equilibrio nucleare NATO-Russia è caratterizzato dalla MAD. Ci sono comunque delle opzioni d’uso limitate. La Nato adottò questa strategia durante la guerra fredda, la Russia invece nel periodo compreso tra il 2000 e il 2015; si potrebbe tornare a ragionare in questi termini proprio in questo periodo. L’uso limitato è inteso per situazioni nelle quali l’avversario ha forze convenzionali superiori, in quel caso l&#8217;utilizzo nucleare limitato può servire ad evitare la sconfitta e comunicare all&#8217;attaccante che la guerra deve terminare. In caso contrario, l’uso del nucleare si estenderebbe ad attacchi su larga che comporterebbero al fine dell’umanità. In ultima analisi, lo scopo principale delle armi nucleari è quella di evitare la sconfitta e la resa mediante la credibile minaccia che non ci saranno vincitori. Il loro scopo principale non è quello di essere usate ma di evitare guerre su larga scala. Ovviamente, questo si applica solamente a grandi potenze con armamenti nucleari e ai loro alleati.</p>
<p><strong>Se dovesse esserci un’escalation nucleare, quale potrebbe essere il ruolo della Cina?</strong></p>
<p>Nessuno direi. Cercherebbe di rimanere al di fuori del conflitto, vedendo cosa accade e traendo eventualmente profitto dalla devastazione del resto dell’emisfero nord.</p>
<p><strong>Quanto è simile l’attuale conflitto al periodo della Guerra Fredda?</strong></p>
<p>Non molto. Durante la guerra fredda si era molto più consapevoli dei rischi di un’escalation, e le due superpotenze si comportavano con maggiore prudenza. Con la fine della guerra fredda sembra che popolazioni e governi non abbiano più il medesimo timore di un olocausto nucleare. L’ostilità fra blocco Nato e Russia non ha mai raggiunto i livelli attuali. E proprio l’intensità dell’attrito fra i due blocchi che fa si che il rischio di una guerra atomica sia paradossalmente più elevato oggi rispetto ai tempi della guerra fredda. Per esempio, durante la crisi dei missili a Cuba del 1962, entrambi le parti capivano chiaramente i rischi e infatti tentarono di evitare la guerra. Se la medesima situazione si verificasse oggi, la possibilità di un olocausto nucleare sarebbero significativamente superiori.</p>
<p><strong>Come influirà la guerra in Ucraina sugli sforzi di non-proliferazione? Il mondo ha bisogno di nuovi accordi multilaterali o quelli già in vigore sono sufficienti?</strong></p>
<p>Non è ancora completamente chiaro. Ovviamente il fatto che la Russia, una superpotenza nucleare, abbia invaso un paese che non possiede armi nucleari e abbia minacciato di usare le proprie per impedire ad altri di interferire in sostegno del paese invaso, indebolisce il regime di Putin poiché dimostra che la superiorità russa non è tale senza la minaccia del ricorso alla bomba atomica. Teoricamente, ci si potrebbe aspettarsi che altri stati vogliano acquistare armi nucleari proprio per mettersi al riparo da azioni simili a quella subita dall’Ucraina. In pratica, tuttavia, non ci sono stati che vogliano davvero dotarsi di armi nucleari. Paradossalmente, molti stati al di fuori dell’Europa sembrano credere che la guerra in Ucraina concerna esclusivamente l’Europa e le due superpotenze e non influisca sui lori interessi. La guerra in Ucraina può anche avere un impatto negativo sulla Conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione (TNP), che si terrà ad agosto. D’altro canto, tutte le principali parti in causa cercano di ridurre al minimo i danni, auspicando che non ci siano sorprese in seno alla conferenza. Sperabilmente l’impatto sul regime di non -proliferazione sarà limitato. Ovviamente, il controllo delle armi è anch’esso in crisi &#8211; le negoziazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia si sono interrotte &#8211; le possibilità per un nuovo accordo bilaterale o multilaterale sono minime. Allo stesso tempo, tutte le parti hanno chiaramente indicato che vorrebbero riprendere il dialogo sul controllo degli armamenti perché si tratta di una questione di stabilità e, in fin dei conti, la sopravvivenza di ciascuno è in gioco. Questo è il modo in cui il tema fu affrontato durante la guerra fredda &#8211; all’epoca le parti continuarono il negoziato anche durante i periodi di crisi più intensi. Oggi abbiamo bisogno di fare lo stesso. L’opinione pubblica di numerosi stati del blocco Nato sembra però risolutamente più ostile alla Federazione Russa di quanto non lo fosse durante la guerra fredda. Politica interna, emozioni ed opinione pubblica (in particolare quella riflessa dai social media) possono rendere più difficoltoso il dialogo sul controllo degli armamenti, anche se i governi chiave lo vogliono in modo esplicito.</p>
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		<item>
		<title>L’Ucraina e lo spettro dell’olocausto nucleare: rischi e prospettive</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lucraina-e-lo-spettro-dellolocausto-nucleare-rischi-e-prospettive.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 05:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato di non proliferazione nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il protrarsi dell’“operazione speciale” in Ucraina voluta da Vladimir Putin e le crescenti tensioni fra Nato e Russia hanno nuovamente acceso i riflettori sulla possibilità dell’impiego di armi nucleari. In effetti lo spettro di un olocausto nucleare che tanto aveva marcato l’immaginario collettivo durante la Guerra fredda, nel mondo uni (o multi) polare a guida &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lucraina-e-lo-spettro-dellolocausto-nucleare-rischi-e-prospettive.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30620407-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="text-align: left;">Il protrarsi dell’“operazione speciale” in <strong>Ucraina</strong> voluta da <strong>Vladimir Putin</strong> e le crescenti tensioni fra Nato e Russia hanno nuovamente acceso i riflettori sulla possibilità dell’impiego di armi nucleari. In effetti lo spettro di un olocausto nucleare che tanto aveva marcato l’immaginario collettivo durante la Guerra fredda, nel mondo uni (o multi) polare a guida Usa sembrava essere stato relegato ai margini della storia. Se la minaccia di una guerra nucleare nel 2021 era assurta a lontana reminiscenza di un’epoca ormai passata, dal 24 febbraio 2022 è tornata come tema di cocente attualità. Un evento ospitato dall’Università degli Studi di Torino, che ha visto la collaborazione di esperti dell’Istituto di Affari Internazionali (Iai) e del Centro per il Disarmo e la Non-Proliferazione di Vienna (Vcndp) ci aiuta a far luce sulla questione, mettendo in evidenza quali sono i rischi concreti per l’Europa e per il mondo e quale sarà l’impatto della guerra in Ucraina sugli sforzi per la non proliferazione e il disarmo.</p>
<h2 style="text-align: left;">Uno scontro nucleare è possibile?</h2>
<p style="text-align: left;">I principali media occidentali hanno assiduamente riportato le contrastanti dichiarazioni di Putin e dell’establishment russo sull’impiego di armi nucleari, dalle velate minacce del presidente che parla di “conseguenze mai sperimentate prima nella storia” in caso di interferenza diretta della Nato nell’ “operazione speciale” alle <a href="https://it.insideover.com/guerra/lavrov-spegne-il-rischio-nucleare-ma-le-sue-parole-nascondono-vari-messaggi.html">rassicurazioni di Lavrov</a> circa l’intenzione della <strong>Russia</strong> di utilizzare esclusivamente armi convenzionali in Ucraina. A creare ulteriori preoccupazioni sono poi gli <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sirene-esplosioni-e-bombe-notte-fuoco-ucraina-2026623.html?_ga=2.230884312.670560958.1652082874-479414646.1620211516">avvertimenti del direttore della CIA Burns</a> e di numerose altre agenzie di intelligence occidentali su una possibile <strong>escalation nucleare</strong>. D’altro canto nei media russi, ben rappresentati dalla controversa figura del conduttore televisivo Vladimir Solovyov, la questione dell’impiego della bomba atomica sembra essere stata ormai ampiamente sdoganata. Gli esperti invitati negli studi di Rossya 1 e di altre grandi emittenti russe si trovano infatti a discutere infografiche che mostrano l’obliterazione delle principali capitali europee e tsunami che devasterebbero le coste del Regno Unito con sconcertante naturalezza. Al di là del battage mediatico, è però lecito domandarsi se la paura di un olocausto nucleare abbia un reale fondamento e quali saranno le conseguenze della guerra in Ucraina sugli accordi per la non-proliferazione e il disarmo.</p>
<p style="text-align: left;">Secondo il Professor <strong>Nikolai Sokov</strong>, già dipendente del ministero degli esteri dell’Unione Sovietica, partecipante ai negoziati per gli accordi Start I e II (Strategic Arms Reduction Treaty) e senior researcher presso il Vcndp e il James Martin Center for Nonproliferation Studies, la guerra in Ucraina desta non poche preoccupazioni sotto il profilo nucleare. In primo luogo, perché è la prima guerra che coinvolge direttamente una potenza nucleare, ed è per giunta combattuta vicino ai suoi confini. Un secondo elemento di preoccupazione scaturisce poi dai riferimenti, diretti o indiretti, di svariati decisori russi all’arsenale atomico della Federazione. Se la dottrina russa circa l’impiego di armi nucleari (aggiornata nel 2020) rimane fondamentalmente invariata dalla Guerra fredda, i frequenti riferimenti all’arma nucleare indicano una certa risolutezza da parte dei russi.</p>
<p style="text-align: left;">Quello della deterrenza nucleare, spiega infatti Sokov, è un meccanismo precipuamente psicologico: facendo riferimento all’impiego dell’arma atomica uno Stato non solo indica la propria determinazione nel perseguire il proprio interesse nazionale, ma passa anche “la palla” all’avversario. La scelta se agire o meno spetterà infatti al secondo attore, sapendo che se con le proprie azioni supererà una determinata soglia, cioè una linea rossa, scatenerà la reazione (nucleare) del primo attore. Questo meccanismo si esplica dunque attraverso la chiara definizione di linee rosse e regole vincolanti circa l’impiego dell’arma atomica, che ci riportano agli scenari tipici della Guerra fredda. Tradizionalmente la linea rossa per l’impiego di armi nucleari tracciata dalla Federazione Russa (e non solo) è quella di un attacco ai suoi territori o alle sue infrastrutture critiche. Questo significa che l’arma atomica può essere impiegata esclusivamente a scopo difensivo. Sin qui, nessuna differenza rispetto alle dinamiche denl Novecento. Quello che desta preoccupazioni è però che i riferimenti all’arsenale atomico di questi mesi avvengono in un contesto diverso, di un’azione offensiva da parte della Russia. In queste circostanze non esistono regole precise né linee rosse esplicite, il che crea incertezza e lascia un ampio margine di manovra a Putin. Più la guerra si protrae, maggiore è il rischio di superare (volutamente o meno) una linea rossa.</p>
<p style="text-align: left;">Questo significa che la Russia potrebbe utilizzare un’arma nucleare tattica (cioè con un potenziale esplosivo non superiore ad un kiloton)? Secondo Sokov si tratta di una possibilità piuttosto remota, in primo luogo, perché una simile arma non è mai stata utilizzata. In secondo luogo, perché un’escalation da parte Russa vedrebbe prima l’impiego di armi convenzionali dal maggior potenziale distruttivo e solo in un secondo tempo, eventualmente, il ricorso ad armi nucleari. E se si arrivasse comunque all’impiego di armi nucleari? Anche in questo caso l’escalation sarebbe graduale, e non partirebbe certo da testate “tattiche”. Il primo passo, sostiene Sokov, sarebbe quello di un test atomico sotterrano. Seguirebbe poi un test all’aria aperta, probabilmente nell’artico, e solo come terza istanza si vedrebbe l’impiego di una testata tattica contro un bersaglio reale.</p>
<h2 style="text-align: left;">Possibile, poco probabile, ma soprattutto evitabile</h2>
<p style="text-align: left;">La buona notizia è che questo tipo di escalation non è irreversibile, ed esiste un vero e proprio arsenale diplomatico per arrestare un possibile scontro atomico fra superpotenze. In uno scenario di questo tipo la comunità internazionale non rimarrebbe spettatrice, ed interverrebbe diplomaticamente per rassicurare ambo le parti e avviare un processo di de-escalation. Scartata l’eventualità di un olocausto nucleare, gli elementi che destano maggiori preoccupazioni sono due: il potenziale distruttivo della guerra in Ucraina per gli accordi di <strong>non proliferazione</strong> e le intenzioni dei paesi Nato nei confronti della Russia.</p>
<p style="text-align: left;">Secondo Federica Dell’Arche, ricercatrice presso lo Iai e esperta di nonproliferazione e disarmo, i riferimenti all’arma atomica da parte delle autorità russe rischiano di incrinare i successi ottenuti sinora nel campo della nonproliferazione. Se la Russia dovesse vincere la guerra in Ucraina (anche) grazie alla minaccia dell’arma atomica, questo potrebbe spingere altre potenze revisioniste dell’<strong>ordine internazionale</strong> a denunciare gli accordi di nonproliferazione e a sviluppare nuove armi atomiche per poter avanzare i propri interessi senza timore di ritorsioni. Se al contrario la Russia uscisse pubblicamente sconfitta dall’Ucraina, questo decreterebbe l’inefficacia dei meccanismi di deterrenza nucleare nel mondo multipolare e potrebbe convincere numerosi paesi a rinunciare ai propri costosissimi arsenali nucleari. Quest’ultima ipotesi sembra però sfortunatamente poco plausibile: è infatti pressoché impossibile che il <strong>Cremlino</strong> dichiari pubblicamente la propria sconfitta, specie a fronte del costo altissimo che la guerra in Ucraina ha imposto ai russi in termini umani e di mezzi.</p>
<p style="text-align: left;">Paradossalmente ad oggi il rischio più alto è rappresentato dalle intenzioni dei <strong>paesi Nato</strong>. Non è infatti ancora chiaro, al di là dell’esito della guerra in Ucraina, quale sia la strategia dell’Occidente nei confronti della Russia. Le dichiarazioni degli scorsi giorni hanno chiarito che i paesi Nato non intendono concedere alla Russia alcuna vittoria, il che è comprensibile. Tuttavia, come ha <a href="https://www.challenges.fr/monde/ukraine-la-paix-ne-se-construira-pas-dans-l-humiliation-de-la-russie-affirme-macron_812546">sottolineato il presidente francese Macron</a> questo lunedì, la pace non si può costruire umiliando la Russia. Le voci che si elevano dall’altra sponda dell’Atlantico evocando un cambio di regime sono in questo senso controproduttive e rischiose: proprio perché ci muoviamo oggi in un contesto di incertezza, mettere Putin e il Cremlino con le spalle al muro di fatto accresce le possibilità di un confronto nucleare. Se la deterrenza nucleare è un meccanismo soprattutto psicologico, è anche vero che proprio la paura di perdere o di essere umiliati può dare luogo a conseguenza irreversibili.</p>
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		<title>Sotto attacco impianto nucleare a Kharkiv: &#8220;Rischio radiazioni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sotto-attacco-impianto-nucleare-a-kharkiv-rischio-radiazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 17:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti russi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29389335-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima le esplosioni nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhya, e cioè nel più grande impianto d&#8217;Europa, il quinto al mondo. Poi la paura per le decine di incendi scoppiati a ridosso della centrale nucleare di Chernobyl, teatro, nel 1986, del peggior disastro nucleare europeo. Infine, ecco i bombardamenti sull&#8217;impianto nucleare Neutron Source nel sito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sotto-attacco-impianto-nucleare-a-kharkiv-rischio-radiazioni.html">[...]</a></p>
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<p>Il rischio di un possibile <strong>incidente nucleare</strong>, con tanto di gravi conseguenze annesse, continua a far capolino dalla martoriata Ucraina. L&#8217;ultimo campanello d&#8217;allarme arriva da Kharkiv. Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia <a href="https://interfax.com.ua/news/general/818777.html"><i>Interfax</i></a> l&#8217;impianto nucleare Neutron Source &#8211; basato su un assemblaggio subcritico controllato da un acceleratore lineare di elettroni &#8211; è stato oggetto di un altro <strong>bombardamento</strong> dopo esser già stato colpito nei giorni precedenti.</p>
<h2>Impianto nucleare di Kharkiv sotto attacco</h2>
<p>L&#8217;Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell&#8217;Ucraina ha rilasciato un comunicato emblematico, nel quale si parla di un &#8220;<strong>atto di terrorismo nucleare</strong>&#8221; da parte di Mosca. &#8220;A seguito di un altro atto di terrorismo nucleare da parte della Russia, gli edifici e le infrastrutture situati sul territorio dell&#8217;impianto nucleare Neutron Source sono stati <strong>gravemente danneggiati</strong>&#8220;, si legge nella nota.</p>
<p>Al momento è impossibile valutare nel dettaglio l&#8217;entità dei <strong>danni</strong>, il loro impatto sulla <strong>sicurezza</strong> nucleare e il <strong>livello delle radiazioni</strong>. Il motivo è imputato alle &#8220;intense ostilità che non si fermano nell&#8217;area dell&#8217;installazione nucleare&#8221;, ha aggiunto lo stesso Ispettorato. Il quale, tra l&#8217;altro, ha richiamato per l&#8217;ennesima volta l&#8217;attenzione sul fatto che l&#8217;impianto nucleare di Neutron Source – così come qualsiasi altro impianto analogo &#8211; non è progettato per funzionare in condizioni di combattimento. &#8220;Se i bombardamenti continueranno potranno esserci gravi conseguenze da radiazioni con la contaminazione dei territori vicini&#8221;, ha concluso l&#8217;ispettorato.</p>
<h2>Rischio radioattivo</h2>
<p>Lo scorso 26 marzo si è registrato un attacco all&#8217;impianto del Kharkov Institute of Physics and Technology. L&#8217;ente di regolamentazione ucraino Snriu non ha dato informazioni sull&#8217;accaduto né fornito dettagli su eventuali conseguenze sull&#8217;impianto che, comunque, negli attacchi precedenti non aveva subito danneggiamenti alle componenti nucleari.</p>
<p>&#8220;Ai sensi dell&#8217;articolo 8 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, firmato sia dall&#8217;Ucraina che dalla Federazione Russa, i <strong>crimini di guerra</strong> comprendono l&#8217;aggressione intenzionale quando è noto che causerà a lungo termine all&#8217;ambiente danni accidentali, diffusi, gravi e non proporzionati al vantaggio militare&#8221;, ha evidenziato Lyudmila Denisova, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, invitando la &#8220;comunità internazionale a rispondere al prossimo atto di terrorismo <span class="hilg1">nucleare</span> da parte del Paese aggressore, che potrebbe portare a conseguenze irreparabili non solo per l&#8217;Ucraina ma anche per l&#8217;umanità, e ad adottare tutte le misure possibili per garantire la sicurezza degli impianti nucleari&#8221;.</p>
<p>Potremmo invece assistere a rischi radioattivi nel caso in cui a finir danneggiato dovesse essere una parte della centrale di <strong>Chernobyl</strong>. Le autorità ucraine hanno registrato una trentina di incendi e un conseguente aumento dei livelli di inquinamento radioattivo dell’aria. A quanto pare, per via dell’occupazione delle forze del Cremlino, sarebbe impossibile controllare e spegnere il fuoco.&#8221;La combustione rilascia radionuclidi nell’atmosfera, che vengono trasportati dal vento su lunghe distanze. Le radiazioni minacciano Ucraina, Bielorussia ed Europa&#8221;, hanno fatto sapere le autorità ucraine.</p>
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		<title>Biden alle truppe Usa in Polonia: &#8220;Voi i migliori. In Ucraina si decide futuro democrazia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/biden-alle-truppe-usa-in-polonia-voi-i-migliori-in-ucraina-si-decide-futuro-democrazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 17:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Grazie mille per quello che fate. Siete i migliori e questa non è un&#8217;esagerazione&#8221;. A un centinaio di chilometri dal confine con l&#8217;Ucraina, Joe Biden ha visitato l&#8217;82esima divisione aviotrasportata degli Stati Uniti in stanza a Rzeszow, in Polonia. Il presidente statunitense ha ringraziato i soldati nel corso di un incontro privato, si è prestato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-alle-truppe-usa-in-polonia-voi-i-migliori-in-ucraina-si-decide-futuro-democrazia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Grazie mille per quello che fate. Siete i migliori e questa non è un&#8217;esagerazione&#8221;. A un centinaio di chilometri dal confine con l&#8217;Ucraina, <strong>Joe Biden</strong> ha visitato l&#8217;82esima divisione aviotrasportata degli Stati Uniti in stanza a <strong>Rzeszow, </strong>in Polonia. Il presidente statunitense ha ringraziato i soldati nel corso di un incontro privato, si è prestato per qualche richiesta di selfie e ha pranzato con una pizza, prima dei colloqui istituzionali con il suo omologo polacco, Andrzej Duda.</p>
<p>Biden ha usato poche e semplici parole per spiegare alle truppe Usa la posta in palio del conflitto ucraino. Da una parte le <strong>democrazie</strong>, dall&#8217;altra le <strong>autocrazie</strong>: la guerra in Ucraina non deciderà soltanto il destino di Kiev ma anche quale dei due schieramenti avrà la meglio e quale, invece, sarà condannato dalla storia.</p>
<p>&#8220;La questione è: chi prevarrà, la democrazia e i valori che condividiamo, oppure saranno le autocrazie? È questo quello che c&#8217;è veramente in gioco&#8221;, ha dichiarato l&#8217;inquilino della Casa Bianca. Dunque, ha proseguito Biden, è necessario fare di tutto &#8220;per far fallire l&#8217;autocrazia&#8221; e per &#8220;difendere la democrazia&#8221;.</p>
<h2>La visita di Biden</h2>
<p>Biden, come detto, ha mangiato un trancio di pizza (per la precisione con salamino e jalapeño) assieme ai <strong>soldati</strong> in mensa e raccontato loro della sua famiglia in Irlanda. Il presidente ha quindi toccato il tema di Beau, ricordando di quando, da vicepresidente, andò a Baghdad, dove suo figlio era di stanza, e notò che non usava il suo cognome. In quell&#8217;occasione Beau (morto negli anni scorsi a causa di un tumore) spiegò al padre che farsi chiamare Biden poteva essere un &#8220;grattacapo&#8221; dato il luogo in cui si trovava, e che quindi preferiva usare Hunter, ovvero il cognome da nubile della madre morta. Al dnetto dello <strong>storytelling</strong> usato da Joe Biden con i militari – poco incisivo e piuttosto monotono – è interessante cercare di capire quale sarà la nuova presa di posizione di Washington nei confronti della Russia.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3qiH8iQ"><strong>Come si sta sviluppando la guerra in Ucraina</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3wqUey7">Il realismo offensivo di Putin</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3wqtldM"><b>Mariupol è oramai in mano russa: ecco come cambia la guerra</b></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Gli Usa e il nucleare</h2>
<p>Inevitabile non partire dal <strong>nucleare</strong>, anche e soprattutto alla luce delle minacce perpetuate dalla <strong>Russia</strong>. Che cosa hanno intenzione di fare gli Stati Uniti? Secondo quanto riportato dal<em> Wall Street Journal</em>, Biden potrebbe rimangiarsi una promessa elettorale. Il presidente democratico si era infatti impegnato a portare avanti la teoria secondo la quale la deterrenza verso attacchi nucleari doveva essere l&#8217;unico scopo dell&#8217;impiego dell&#8217;arma atomica.</p>
<p>Adesso la situazione sembrerebbe esser cambiata, visto che Biden avrebbe sposato nuovamente il tradizionale approccio Usa: minacciare una risposta nucleare come deterrente per i pericoli convenzionali e non nucleari, lasciando di fatto aperta la porta alla possibilità di usare le armi atomiche in &#8220;<strong>circostanze estreme</strong>&#8220;, compresi attacchi biologici, chimici e, forse, pure cyberattacchi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo cambio di passo non dovrebbe accantonare l&#8217;intenzione di ridurre, nel lungo periodo, la dipendenza americana dalle armi nucleari. Al contrario, rifletterebbe la necessità di garantire il sostegno di Washington agli <strong>alleati</strong> di fronte alle crescenti minacce della Russia e all&#8217;ascesa della Cina. L’ipotesi che l’unica ipotesi della dottrina del Patto Atlantico preveda una risposta nucleare solo come risposta a un attacco di questo tipo, ha sottolineato l&#8217;<em>Agi</em>, avrebbe innervosito i leader europei, convinti che questa opzione non rappresenti una misura troppo debole, non in grado di evitare un potenziale attacco convenzionale da parte della Russia.</p>
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		<title>&#8220;Nel 1958 Usa pronti a usare l&#8217;atomica sulla Cina per difendere Taiwan&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nel-1958-usa-pronti-a-usare-latomica-sulla-cina-per-difendere-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 16:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1958 gli Stati Uniti erano pronti a lanciare un attacco nucleare nei confronti della Cina continentale per proteggere Taiwan da una probabile invasione delle forze comuniste. All’epoca, Washington riteneva inoltre che, in caso di ostilità, l’Unione Sovietica sarebbe entrata in campo sostenendo il governo cinese, reagendo a sua volta con armi nucleari.  A giudicare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-1958-usa-pronti-a-usare-latomica-sulla-cina-per-difendere-taiwan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/atomica-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 1958 gli <strong>Stati Uniti</strong> erano pronti a lanciare un <strong>attacco nucleare</strong> nei confronti della <strong>Cina</strong> continentale per proteggere <strong>Taiwan</strong> da una probabile invasione delle forze comuniste. All’epoca, Washington riteneva inoltre che, in caso di ostilità, l’Unione Sovietica sarebbe entrata in campo sostenendo il governo cinese, reagendo a sua volta con armi nucleari.  A giudicare dall’atteggiamento dei pianificatori statunitensi, dunque, il fatto che i russi avrebbero aiutato la Cina schierando il proprio deterrente nucleare, sarebbe stato un giusto prezzo da pagare per difendere la &#8220;provincia ribelle&#8221;.</p>
<p>È questo il contenuto, fin qui rimasto a stretto uso confidenziale, di un <strong>documento riservato</strong> – parzialmente declassificato nel 1975 – pubblicato online da Daniel Ellsberg e riportato, per la prima volta, dal <a href="https://www.nytimes.com/2021/05/22/us/politics/nuclear-war-risk-1958-us-china.html"><em>New York Times</em></a>. Ricordiamo che il signor Ellsberg, 90enne, è famoso per la famigerata fuga di notizia che nel 1971 fece avere ai media statunitensi uno studio top secret del Pentagono in  merito alla guerra del Vietnam (la vicenda prese il nome di Pentagon Papers). Ellsberg, in sostanza, ha riferito al <em>NYT</em> di aver copiato lo studio sulla <strong>crisi</strong> di Taiwan negli anni ’70 e di averlo diffuso in un momento delicato, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Cina stanno salendo alle stelle.</p>
<h2>La crisi del 1958</h2>
<p>Cosa sarebbe potuto accadere nel 1958? Qualora fosse avvenuta un<strong>’invasione comunista</strong> a Taiwan, l’allora generale Nathan Twining, all’epoca presidente del Joint Chiefs of Staff, spiegò che gli Stati Uniti &#8220;avrebbero usato armi nucleari contro le basi aeree cinesi per impedire una campagna di interdizione aerea di successo&#8221;, riferiscono gli autori del documento. Se questo non fosse bastato a bloccare l’eventuale invasione, allora non c’era altra alternativa che condurre &#8220;attacchi nucleari in profondità nella Cina fino a Shanghai&#8221;.</p>
<p>Fortunatamente non accade niente del genere, visto che il presidente Usa, <strong>Dwight Eisenhower</strong>, decise di affidarsi inizialmente alle <strong>armi convenzionali</strong>. Nel 1958, dunque, il rischio di una guerra nucleare fra Cina e Stati Uniti era davvero altissimo, molto più di quanto non immaginasse l’opinione pubblica. Quando le forze comuniste iniziarono a bombardare le isole controllate da Taiwan, Washington sostenne Taipei elaborando, come detto, perfino un attacco nucleare.</p>
<h2>Il confronto con il presente</h2>
<p>I leader militari americani, a quanto pare, spinsero per un attacco nucleare contro la Cina, accettando il rischio che Mosca si vendicasse per conto dell’alleato cinese. Sarebbero potute morire milioni di persone. La crisi del 1958 evaporò come neve al sole quando <strong>Mao Zedong</strong> interruppe gli attacchi sulle isole taiwanesi, lasciandole sotto il controllo dei nazionalisti di Chiang Kai Shek. Quanto avvenuto circa 60 anni fa dovrebbe far riflettere sulla situazione attuale.</p>
<p>È possibile, infatti, tracciare un <strong>parallelismo</strong> (pur tenendo conto dei differenti contesti geopolitici e dello status delle potenze coinvolte). Anche nel 1958, come oggi, i funzionari dubitavano che gli Stati Uniti potessero mai arrivare a difendere Taiwan potendo contare soltanto sul supporto delle armi convenzionali. C’è tuttavia un’enorme differenza. Attualmente, qualora la Cina decidesse di invadere l’isola, Pechino eserciterebbe un’<strong>enorme pressione</strong> sui politici statunitensi. Il motivo è semplice: adesso anche il Dragone può contare su adeguate armi nucleari. Da anni gli Stati Uniti conducono operazioni di &#8220;libertà di navigazione&#8221; nel bel mezzo dello <strong>Stretto di Taiwan</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-stretto-di-taiwan-ribolle-pechino-e-taipei-sullorlo-di-una-guerra.html">attirando le ire della Cina</a>. Basta una scintilla per far scoppiare l’inferno.</p>
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		<title>Le “bombe sporche”: cosa sono e perché sono così temute</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/bombe-sporche-cosa-sono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 17:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bombe sporche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-1024x633.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-768x475.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-1536x950.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-2048x1266.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sebbene le parole dirty bomb o radiological dispersion device (RDD) evochino la letteratura distopica, videogames o serie TV di spionaggio, la &#8220;bomba sporca&#8221; costituisce un pericolo reale che i servizi segreti e l’antiterrorismo delle maggiori potenze mondiali cercano di intercettare o prevenire. Cos’è una bomba sporca Una &#8220;bomba sporca&#8221; è un’arma non convenzionale che combina &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/bombe-sporche-cosa-sono.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bombe sporche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-1024x633.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-768x475.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-1536x950.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/bombe-sporche-la-presse-2048x1266.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sebbene le parole <strong><em>dirty bomb</em></strong> o <em>radiological dispersion device</em> (RDD) evochino la letteratura distopica, <em>videogames</em> o serie TV di spionaggio, la &#8220;<strong>bomba sporca&#8221;</strong> costituisce un pericolo reale che i servizi segreti e l’antiterrorismo delle maggiori potenze mondiali cercano di intercettare o prevenire.</p>
<h2>Cos’è una bomba sporca</h2>
<p>Una &#8220;bomba sporca&#8221; è un’arma non convenzionale che combina gli esplosivi tradizionali con <strong>materiali radioattivi</strong>: ha, dunque, un duplice effetto, quello di creare un’esplosione in prima battuta e, in un secondo tempo, creare degli effetti tipici della radioattività, contaminando l’area colpita. Uno strumento ben diverso dalle armi nucleari, che hanno un potenziale esplosivo di gran lunga maggiore e con ricadute devastanti: tuttavia, se la bomba atomica è una tecnologia più complessa da raggiungere, più semplice sarebbe, invece, per <strong>attori parastatali o organizzazioni terroristiche</strong>, “riconvertire” materiale di ricerca o scorie nucleari di altri siti (anche quelli legati al nucleare civile) e sfruttarli per seminare morte e distruzione.</p>
<p>La materia è talmente complessa e genera talmente tanta ansia internazionale da aver costretto la <a href="https://www.nrc.gov/reading-rm/doc-collections/fact-sheets/fs-dirty-bombs.html"><em>United States Nuclear Regulatory Commission</em></a> (USNRC) ad esprimersi su quest’ipotesi, fornendo studi e informazioni alla popolazione; il dipartimento della Salute dello Stato di New York, ad esempio, ha perfino fornito ai cittadini un <a href="https://www.health.ny.gov/environmental/emergency/dirty_bombs.htm#:~:text=A%20dirty%20bomb%2C%20or%20radiological,localized%20area%20around%20an%20explosion.">vademecum</a> e delle FAQ sul tema attraverso il suo sito il retaggio psicologico dell’attacco nucleare imminente, infatti, permea ancora fortemente la cultura americana.</p>
<h2>Che danni può provocare</h2>
<p>Gli studi americani non annoverano la <em>dirty bomb</em> fra le armi di distruzioni di massa, piuttosto preferiscono utilizzare l’espressione <strong><em>weapon of mass disruption</em></strong>, poiché scatenare l’ansia della contaminazione è uno degli obiettivi principali dei terroristi.</p>
<p>L&#8217;entità della <strong>contaminazione </strong>può dipendere da una serie di fattori, tra cui la dimensione dell&#8217;esplosivo, la quantità e il tipo di materiale radioattivo utilizzato, i mezzi di dispersione e le condizioni meteorologiche intervenute. Da qui, la necessità di un rilevamento tempestivo del tipo di materiale radioattivo utilizzato, in grado di adiuvare le autorità locali a consigliare la comunità sulle misure protettive, su come ripararsi o come lasciare rapidamente l&#8217;area circostante. Si tratta, ovviamente, di strumentazioni e capacità di <em>intelligence</em> a disposizione dei principali Paesi sviluppati, ma di fronte a questo tipo di attacchi poco possono fare le medie potenze o i Paesi in via di sviluppo. A ciò va aggiunto che la successiva <strong>decontaminazione</strong> dell&#8217;area interessata può richiedere tempi e costi considerevoli. Gli effetti immediati sulla salute, invece, sarebbero determinati dalla quantità di radiazioni assorbite dal corpo, dal loro tipo e dalla distanza dall’esplosione degli individui coinvolti.</p>
<h2>Le organizzazioni terroristiche fabbricano <em>dirty bombs</em>?</h2>
<p>Secondo i dati della USNRC le organizzazioni terroristiche sono fortemente interessate all&#8217;acquisizione di materiale radioattivo e nucleare da utilizzare negli attacchi. Dall&#8217;11 settembre 2001, <a href="https://www.theguardian.com/media/2004/sep/27/pressandpublishing.uknews">arresti e procedimenti giudiziari di terroristi</a> hanno rivelato che individui associati ad <strong>al-Qaeda</strong> progettavano di acquisire materiali per costruire bombe sporche.</p>
<p>Jose Padilla, un americano che ha avuto ampi contatti con al-Qaeda, venne arrestato nel 2002 a Chicago perché sospettato che stesse pianificando un attentato con RDD. Nel 2004, le autorità britanniche arrestarono un cittadino inglese e alcuni suoi complici con varie accuse, Dhiren Barot, membro di al-Qaeda, sospettato per aver pianificato attacchi terroristici negli Stati Uniti e nel Regno Unito che avrebbero incluso l&#8217;uso di una bomba sporca. I pubblici ministeri federali statunitensi li hanno accusati di cospirazione per l&#8217;uso di armi di distruzione di massa contro persone all&#8217;interno degli Stati Uniti, in concomitanza con la presunta sorveglianza di diversi punti di riferimento e uffici pubblici. In un&#8217;operazione separata della polizia britannica, sempre nel 2004, le autorità hanno arrestato un altro cittadino inglese e altri sei con accuse legate al terrorismo relative al tentativo di acquistare una &#8220;bomba radioisotopica&#8221; dalla <strong>mafia russa</strong>.</p>
<p>Sebbene nessuno dei due piani fosse in una fase operativa perché né Padilla né Barot avevano iniziato a montare il materiale necessario, questi arresti dimostrano che le <em>dirty bombs</em> non fossero più una mera ipotesi.</p>
<h2>Il sospetto sull’ISIS</h2>
<p>Nel 2016 il sospetto circa la fabbricazione di bombe sporche cadde anche sull’<strong>ISIS</strong>. Finora, non si è mai verificato un attacco terroristico utilizzando una RDD, ma le attività dell&#8217;ISIS in Belgio confermarono che anche gli islamisti in Europa avessero interesse a provare queste alternative. Il sospetto sull’ISIS accompagnò la cronaca su quella che fu un’ulteriore ramificazione del terrorismo internazionale già prima del 2016: era il 2014 quando Matthew Bunn dalle pagine del <a href="https://scholar.harvard.edu/files/matthew_bunn/files/isis_seizes_nuclear_material-but_thats_not_the_reason_to_worry.pdf"><em>National Interest </em></a>raccontava del furto, da parte del neonato gruppo, di <strong>40 kg di uranio</strong> prelevato dal <em>compound</em> universitario della città di Mosul. Una notizia che scatenò il panico, ma che fu subito sgonfiata poiché tutto l&#8217;uranio altamente arricchito che una volta esisteva in Iraq &#8211; il materiale che poteva davvero essere usato per una bomba nucleare, per la quale l&#8217;Iraq aveva come combustibile legato ai reattori di ricerca forniti da Russia e Francia &#8211; venne rimosso dopo la guerra del 1991. Allora le bombe sporche vennero ipotizzate come eventuale destinazione d’uso di quel materiale, una notizia paradossalmente “buona” per coloro i quali temevano la minaccia nucleare <em>tradizionale</em> nelle mani dei terroristi.</p>
<h2>I materiali coinvolti</h2>
<p>Numerosi sforzi per controllare meglio le sorgenti radiologiche, ad esempio, sono stati compiuti, ma questo non impedisce che si scateni il panico ogni qualvolta vengano realizzati furti di questo tipo di materiali. Fortunatamente la maggior parte delle sorgenti non sono molto adatte per la produzione di una bomba del genere; molte, poi, possiedono talmente tanta radioattività che chiunque le rubasse sarebbe morto prima di poter fabbricare un dispositivo. Il possibile materiale del dispositivo di dispersione radiologica potrebbe provenire dai milioni di sorgenti radioattive utilizzate in tutto il mondo nell&#8217;<strong>industria</strong>, per <strong>scopi medici</strong> e in applicazioni accademiche principalmente per la <strong>ricerca</strong>. Di queste sorgenti, solo <strong>nove isotopi</strong> si distinguono come funzionali al “terrore radiologico”: americio-241, californio-252, cesio-137, cobalto-60, iridio-192, plutonio-238, polonio-210, radio-226 e stronzio-90. <a href="https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1005/1005.2268.pdf">Esistono migliaia di sorgenti &#8220;orfane&#8221; sparse in tutto il mondo</a>, ma di quelle segnalate come “perdute”, non più del 20% può essere classificato come un potenziale problema di alta sicurezza. Si ritiene che in particolare la <strong>Russia </strong>abbia migliaia di fonti orfane, che sono andate perdute in seguito al crollo dell&#8217;Unione Sovietica. Degne di nota sono le sorgenti beta emettitori di stronzio-90, utilizzate come generatori termoelettrici in aree remote della Russia (soprattutto nei fari).</p>
<p>La realizzazione di una bomba sporca, tuttavia, prevede almeno <a href="https://www.researchgate.net/publication/7648525_Radiological_Dispersion_Devices_Are_we_prepared"><strong>tre condizioni</strong> </a>perché possa essere assemblata: la sorgente dovrebbe essere sufficientemente radioattiva per creare danni radiologici diretti; in secondo luogo, la sorgente dovrebbe essere trasportabile con una schermatura adatta, ma non così tanto da essere troppo pesante da manovrare, soprattutto perché i terroristi devono spostarsi con velocità estrema e agevolmente; terzo, il materiale dovrebbe essere sufficiente per contaminare efficacemente l&#8217;area intorno all&#8217;esplosione. Non è semplice, dunque, mettere in moto un meccanismo simile. <strong>Difficile ma non impossibile</strong>: tuttavia, un&#8217;organizzazione terroristica che possiede una fonte di materiale altamente radioattivo, come un generatore termico allo stronzio-90, avrebbe la capacità di creare un incidente paragonabile al disastro di Chernobyl.</p>
<h2>Il futuro prossimo</h2>
<p><strong>Ad oggi non esistono casi accertati di utilizzo di questi dispositivi,</strong> sebbene la loro minaccia sia agitata molto spesso in situazioni di conflitti a bassa intensità. Così come sono noti alcuni esperimenti in materia realizzati dal secondo Dopoguerra in poi: ad esempio, negli Stati Uniti, dal 1949 al 1952 l&#8217;esercito americano testò esplosivi progettati per disperdere il tantalio radioattivo. Sulle battute finali della Guerra Fredda, nel 1987, l&#8217;Iraq testò una bomba piena di materiale radioattivo, ma l&#8217;esercito iracheno si ritenne insoddisfatto delle piccole quantità di radioattività prodotte. Negli anni Novanta furono i <a href="https://fas.org/sgp/crs/nuke/R41890.pdf"><strong>secessionisti ceceni</strong></a> ad agitare lo spauracchio delle RDD: nel 1995 alcuni di loro chiamarono una stazione televisiva russa affermando di poter costruire una bomba sporca. Come prova, fornirono l&#8217;ubicazione di un punto in un parco di Mosca dove avevano seppellito una piccola quantità di cesio radioattivo.</p>
<p>Da allora, il timore di queste armi non convenzionali continua ad occupare le scrivanie delle eminenze grigie del Pianeta: con lo smantellamento dell’arsenale sovietico successivo al crollo dell’Urss, un&#8217;abnorme quantità di materiali utili a produrre questi ordigni si è disseminata per Pianeta. L’utilizzo della radioattività, poi, per scopi diversi da quelli militari, rende il pericolo più reale rispetto al passato tanto che l’alto livello di expertise necessaria, unitamente alla pericolosità dei tentativi, sono al momento l’unico baluardo contro questa eventuale proliferazione.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/bombe-sporche-cosa-sono.html">Le “bombe sporche”: cosa sono e perché sono così temute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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