Questa notte, le forze armate russe avrebbero colpito con un missile balistico intercontinentale (ICBM) la zona industriale della città di Dnipropetrovsk.
Ad affermarlo è stata l’aeronautica militare ucraina che riferisce anche che il vettore sarebbe del tipo RS-26 “Rubezh” (frontiera in russo) e sarebbe stato lanciato dal poligono di Kasputin Yar, nell’oblast di Astrakhan, situato quasi 800 km a est della città colpita.
In un video di sorveglianza diffuso dagli ucraini, si possono osservare alcune scie luminose molto veloci e molto ravvicinate colpire il terreno, che potrebbero appartenere a testate multiple (MRV – Multiple Reentry Vehicle) oppure a una singola testata con PENAID (Penetration Aid) o ancora a singole testate di più missili.
Attualmente non è possibile confermare o smentire la notizia riportata dagli ucraini, né affermare che si sia trattato effettivamente di un ICBM tipo RS-26 stante le difficoltà incontrate durante il suo programma di sviluppo.
L’RS-26 “Rubezh” è ICBM a combustibile solido, mobile, attualmente in fase di sviluppo. Sebbene classificato come missile balistico intercontinentale ai sensi del trattato New START, l’RS-26 è stato testato con carichi utili più pesanti a distanze inferiori a 5500 km, quindi in violazione dell’allora vigente trattato INF sulle forze nucleari intermedie ma soprattutto facendone un missile balistico a raggio intermedio. Il suo sviluppo è iniziato nel 2008 e si pensa che sia basato sull’ICBM RS-24 “Yars” (anch’esso mobile), sebbene la Russia abbia riconosciuto che l’RS-26 ha meno stadi e una gittata più breve rispetto a quest’ultimo. Il primo lancio di prova dell’RS-26, che si è concluso con un fallimento, è avvenuto il 28 settembre 2011 dal cosmodromo di Plesetsk. A maggio 2012, un secondo test ha avuto successo e il missile ha percorso 5800 km con una singola testata leggera. In un test successivo svoltosi nell’ottobre 2012, tuttavia, ha volato per 2000 km con un carico utile più pesante dal poligono di Kapustin Yar. Tutti i test di volo successivi sono stati effettuati anche a distanze di medio raggio (tra 1000 e 3000 km). Si stima che l’RS-26 sia lungo 12 metri con un diametro di 1,8 e che pesi 36 tonnellate con una testata nucleare da 800 kg. Attualmente non è chiaro se il missile trasporti una singola testata o più testate ma la Russia ha effettuato lanci di prova con entrambe le configurazioni di carico utile nel 2013.
Dubitiamo che i russi possano aver usato questo vettore per l’attacco sulla città di Dnipropetrovsk in quanto lo sviluppo dell’RS-26 – che non è mai entrato in servizio – è stato congelato nel 2018 per spostare fondi e sforzi tecnologici sul sistema HGV (Hypersonic Glide Vehicle) “Avangard” e sull’ICBM pesante RS-28 “Sarmat”, il quale sarebbe stato dispiegato per la prima volta in un reggimento missilistico a settembre del 2023.
“Avangard” e “Sarmat” sono infatti il binomio di punta del deterrente nucleare strategico russo e difficilmente l’industria missilistica di Mosca, benché fiore all’occhiello di tutto il comparto difesa nazionale, sarebbe stata in grado di proseguire anche con lo sviluppo del “Rubezh”. L’RS-26 è anche sparito dai piani programmatici russi per gli anni 2018-2027 e ancora nel 2020 il Pentagono, in un documento ufficiale per il Congresso sull’analisi delle forze nucleari russe, non lo elencava tra i missili balistici intercontinentali in servizio o in sviluppo in Russia, ma concedeva il beneficio del dubbio affermando che avrebbe potuto riapparire come un vettore a raggio intermedio una volta cessato il trattato INF.
Consideriamo comunque possibile che i russi possano aver usato un RS-26 ancora non operativo per un lancio dimostrativo dall’alta valenza politica: si tratterebbe di un messaggio escalatorio per l’Ucraina e per la NATO dopo che gli Stati Uniti hanno dato il via libera per utilizzare armamenti a lungo raggio (ovvero i missili ATACMS) per colpire la regione di Kursk e dopo il primo utilizzo ucraino di essi nella regione di Bryansk per colpire depositi di armi. Un messaggio che, considerando anche l’assenza di esplosioni nel video che fa pensare a testate inerti, alcuni ritengono “pre-nucleare”.
Bisogna però considerare che, nel momento in cui stiamo scrivendo, né Mosca né Washington confermano o smentiscono la notizia diffusa dagli ucraini, ed è da annoverare tra le probabilità che si sia trattato di propaganda per spingere gli Stati Uniti a levare ogni tipo di limitazione all’utilizzo degli ATACMS e spingere gli alleati a fare altrettanto per i loro vettori da crociera, che sarebbero in grado di colpire anche la capitale russa.
Quindi cosa potrebbe aver colpito Dnipropetrovsk? Se escludiamo l’RS-26, potrebbe essere stato un qualche tipo di vettore a medio raggio (o raggio intermedio) fornito alla Russia dall’Iran o dalla Corea del Nord. In particolare è molto più verosimile, data l’attuale situazione del conflitto in Medio Oriente e dato il partenariato militare recentemente ratificato tra la Corea del Nord e la Russia, che si sia trattato di un vettore di fabbricazione nordcoreana anche considerando che Pyongyang sta contribuendo allo sforzo bellico russo non solo con munizioni di artiglieria, soldati e missili campali/a corto raggio come i KN-23, ma si sono osservati in Russia anche sistemi di artiglieria semovente nordcoreani ed è quindi probabile che il ventaglio del supporto militare della Corea del Nord si diventato più ampio per quanto riguarda i sistemi d’arma.

