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	<title>Accordo cooperazione militare Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 07 Apr 2025 07:08:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Accordo cooperazione militare Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il nuovo incubo di Israele: l’alleanza militare tra Turchia e Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-incubo-di-israele-lalleanza-militare-tra-turchia-e-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I miliziani dell&#039;Esercito siriano libero, appoggiato dalla Turchia, innalzano la bandiera di Ankara a Manbij il 29 dicembre del 2018 Nazeer Al-Khatib/Afp via LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ankara sembra interessata a controllare la base T4 in Siria per farne un avamposto. Israele vede minacciati i suoi interessi nella regione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I miliziani dell&#039;Esercito siriano libero, appoggiato dalla Turchia, innalzano la bandiera di Ankara a Manbij il 29 dicembre del 2018 Nazeer Al-Khatib/Afp via LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un nuovo vicino che impensierisce <strong>Israele</strong> e non è l’<strong>Iran</strong>. La Turchia starebbe lavorando <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html">dietro le quinte</a> per prendere il controllo della <strong>base aerea di Tiyas</strong>, conosciuta anche come <strong>T4</strong>, per diventare il principale partner in materia di difesa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html">Siria post-Assad</a>. L’indiscrezione è stata lanciata da <em>Middle East Eye</em>, sebbene il Governo turco non abbia confermato i suoi appetiti per la struttura militare; i sospetti, tuttavia, sono bastati per far storcere il naso in quel di Tel Aviv dove <strong>la collaborazione tra Ankara e Damasco</strong> è vista come una minaccia.</p>



<p>Dopo la cacciata di <strong>Bashar al</strong>&#8211;<strong>Assad e l’ascesa al potere dell’islamista Ahmad al-Shara, più comunemente noto al mondo intero con il suo nome di battaglia Mohammed al-Jolani</strong>, gli storici alleati della Siria laica, ovvero Mosca e Teheran, hanno fatto un passo indietro lasciando un vuoto politico che ha risvegliato una certa fame espansionistica nelle nazioni limitrofe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni della Turchia&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>La base di Tiyas si trova vicino a Palmira, nel centro del Paese, e occupa una posizione strategica per il coordinamento delle operazioni militari. Dato il contesto, pare che le autorità di Ankara vogliano installare nell’area un <strong>sistema di difesa aerea</strong> messo a punto da menti turche, ossia <strong>HISAR-O+</strong> finalizzato a intercettare e distruggere minacce provenienti dal cielo. Non è tutto, però, perché il progetto è molto più ambizioso dato che si prevede di ricostruire e ampliare la struttura schierandovi per giunta dei droni dotati di funzionalità sviluppate di attacco, facendo di questa un avamposto in una regione piuttosto disarticolata militarmente.</p>



<p>I turchi sono consapevoli che le Forze armate siriane stanno vivendo un momento di disorientamento a causa della transizione politica avvenuta dopo circa <strong>14 anni di sanguinosa guerra civile</strong>, trovandosi così tra le mani un’occasione troppo golosa per la loro industria bellica. Il Governo di <strong>Recep Tayyip Erdogan ha intrattenuto relazioni con Al-Jolani</strong> sin dal 2017 quando l’attuale Presidente <em>ad interim</em> della Siria dettava legge con la sua formazione nei territori nordoccidentali del Paese e Ankara aveva stretto una collaborazione per contenere l’afflusso di migranti da oltre confine. A dicembre 2024, con l’insediamento degli islamisti a Damasco, il presidente Erdogan ha incontrato una delegazione della nuova classe dirigente per concordare azioni mirate contro le cellule terroristiche ancora presenti in territorio siriano e, secondo diversi analisti, la mossa è parsa sin da subito un tentativo di accreditamento agli occhi dell’Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nervosismo di Israele&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>D<strong>o</strong>po la fine della dinastia degli Assad, lo Stato ebraico ha alzato il tiro dando attuazione ai suoi piani espansionistici: <strong>occupazioni territoriali</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-silenzio-del-mondo-israele-continua-a-occupare-un-pezzo-di-siria.html">della cosiddetta &#8220;zona cuscinetto</a>&#8221; e <strong>raid aerei</strong> contro obiettivi specifici come la base T4. Dietro ai <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-le-bombe-di-israele-sulle-truppe-di-al-jolani-sono-un-messaggio-a-erdogan.html">bombardamenti mirati</a>, da una parte, si cela la preoccupazione israeliana per le radici culturali dei jihadisti che ora governano il Paese, come evidenziato dal Comitato per la valutazione del bilancio dell’apparato di difesa e dell’equilibrio di potere &#8211; organo deputato alla formulazione di raccomandazioni per il ministero della Difesa in merito al coinvolgimento diretto o indiretto di Tel Aviv in aree di conflitto &#8211; secondo cui: “Questa minaccia potrebbe assumere la forma di una forza sunnita estrema che si rifiuterebbe anche di riconoscere l&#8217;esistenza stessa di Israele”.  </p>



<p>Il Comitato ha anche aggiunto che la presenza di agenti e truppe turche in Siria aumenterà <strong>le tensioni tra Ankara e Tel Aviv</strong> non escludendo di giungere a uno scontro diretto, motivo per cui “è necessario adottare una politica di eliminazione totale delle minacce e massimizzazione della risposta”. Un funzionario del Governo israeliano ha riferito al<em> Jerusalem Post</em> che l’installazione di una base militare turca, come potrebbe diventare la T4, rappresenterebbe <strong>un danno per la libertà di azione dello Stato ebraico</strong> nel Paese levantino. </p>



<p>Non è tutto, perché la matassa si fa ancora più aggrovigliata per gli israeliani. Ankara sarebbe pronta a smantellare <strong>il sistema di difesa aerea S-400</strong> brevettato dai russi e trasferirlo in una struttura al di fuori dei confini anatolici in modo da rientrare nel programma di sviluppo dei <strong>caccia F-35</strong>. Nel 2019 la Turchia era stata esclusa dal progetto perché aveva acquistato gli strumenti bellici da Mosca ma i recenti colloqui tra Erdogan e il presidente degli Usa Donald Trump sarebbero prodromici di una riammissione se il Sultano &#8211; appellativo affibbiato dai media al leader turco &#8211;   si libererà del sistema russo. A Tel Aviv, di conseguenza, temono che le attrezzature S-400 possano essere spostate nella base di Tyias rendendola <em>de facto </em>una roccaforte inespugnabile a cui si potrebbe aggiungere l’impiego degli F-35, che darebbero ad Ankara un inestimabile vantaggio militare.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-fronti-aperti-in-medio-oriente.html">Nell’intricato quadro del Medio Oriente</a>, la Siria è tornata al centro dei giochi in quanto è considerata la terra di mezzo tra due nazioni che hanno troppi interessi nella zona e di cui entrambi hanno bisogno per cementare i rispettivi equilibri interni e accrescere la propria influenza in una regione sul punto di sfaldarsi.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-incubo-di-israele-lalleanza-militare-tra-turchia-e-siria.html">Il nuovo incubo di Israele: l’alleanza militare tra Turchia e Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’alleanza militare nel Sahel, un altro passo per allontanarsi dell&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalleanza-militare-nel-sahel-un-altro-passo-per-allontanarsi-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 08:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[postcolonialismo]]></category>
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<p>Burkina Faso, Mali e Niger annunciano la nascita di una forza militare congiunta ma il vero obiettivo è la creazione di uno spazio economico.</p>
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<p>L’<strong>Africa</strong> ha fame di riscatto e, per soddisfare questo bisogno, il primo passo che compie è l’unione delle forze in ambito militare. <strong>Burkina Faso</strong>, <strong>Mali</strong> e <strong>Niger</strong> hanno annunciato recentemente la nascita di un contingente composto da 5 mila uomini provenienti dalle Forze armate dei tre Paesi e pronto a contrastare le azioni dei <strong>gruppi jihadisti</strong> presenti nella regione del Sahel, fascia territoriale corrispondente  a parte dell’Africa subsahariana. Alcuni giorni fa, gli organi di stampa dell’Onu hanno diffuso la notizia che l’area del Sahara meridionale rimane la più fertile per il terrorismo internazionale, dove<strong> l’anno scorso si sono contate più di 6 mila vittime</strong> a causa degli atti criminosi delle milizie affiliate ad Al Qaeda e all’Isis.</p>



<p>A comunicare la formazione della nuova forza militare regionale è stato il ministro della Difesa nigerino, <strong>il generale Salifou Mody</strong>, il quale ha dichiarato che i soldati inizieranno a cooperare in modo sinergico già dalle prossime settimane e disporranno di risorse aeree, terrestri, economiche e di intelligence per potersi coordinare al meglio e contenere la minaccia jihadista. A tal proposito, Mody ha definito il nuovo partenariato strategico-militare “un’idea originale e rassicurante per le nostre popolazioni”. Indubbiamente, il progetto nasce da un’<strong>esigenza di perseguimento e mantenimento della sicurezza </strong>nell’area, ma è da interpretarsi anche come un tassello del nuovo puzzle geopolitico che stanno componendo le tre nazioni africane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle forze armate</h2>



<p>Nell’estate del 2023, Burkina Faso, Mali e Niger hanno dato forma all’<strong>Alleanza degli Stati del Sahel</strong> (AES), una confederazione sorta dalle fondamenta di un patto di mutua assistenza dopo il colpo di Stato verificatosi in Niger che ha portato all’installazione di una giunta militare che era stata minacciata di ritorsioni da parte dei Paesi appartenenti alla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS). Golpe orchestrati dalle Forze armate hanno avuto luogo anche in Mali e Burkina Faso, rispettivamente nel 2021 e 2022, culminati poi nell’insediamento di Governi che hanno <strong>tagliato i ponti della diplomazia con l’Occidente</strong>, a partire da un Paese che in Africa ha sempre giocato un ruolo di primissimo piano, la Francia. </p>



<p>Sulle colonne di <em>InsideOver </em>vi abbiamo già raccontato di come le ex colonie francesi, a partire da Ciad e Senegal, abbiano già da qualche tempo avviato un <em>iter </em>di affrancamento dalla sfera d’influenza dell’Eliseo che in alcuni si è tradotto nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/ciad-e-senegal-basta-basi-militari-francesi-meglio-i-russi-della-wagner.html"><strong>indisponibilità ad ospitare le basi militari di Parigi</strong> </a>e il personale operativo presso di esse. Non è un caso che anche i Paesi dell’Alleanza del Sahel abbiano deciso di respingere le truppe straniere presenti entro i loro confini mentre erano impegnate a combattere le milizie islamiste. Il presidente nigerino Abdourahamane Tiani che ha definito il trattato costitutivo della confederazione “il culmine della nostra determinata volontà comune di rivendicare la nostra sovranità nazionale”. Il senso di rivalsa nei confronti dell’Occidente per via del suo passato da potenza colonialista  ha portato i governi burkinabé, maliano e nigerino a rivolgersi ai <strong>mercenari russi dell’organizzazione paramilitare Wagner</strong> per preservare la sicurezza nella regione e integrare nuove reclute nelle file dei gruppi locali di miliziani. L’avvicinamento al Cremlino è comprovato anche dall’<strong>interruzione dei rapporti con Kiev</strong> dal momento che, secondo fonti governative del Mali, l’Ucraina avrebbe espresso sostegno a gruppi secessionisti che hanno compiuto atti di violenza contro le Forze armate nazionali, spingendo così i maliani a chiedere la condanna del governo di Zelensky da parte delle Nazioni Unite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di un unico Stato</h2>



<p><br>Al di là della dimensione strategico-militare, gli esecutivi della confederazione ambiscono a creare uno <strong>spazio economico comune</strong> caratterizzato da una banca d’investimenti volta a promuovere progetti di crescita e sviluppo nel campo delle infrastrutture, dell’agricoltura e della digitalizzazione. A dirla tutta, l’obiettivo principale da conseguire nei prossimi anni è la costruzione di un unico stato nazionale e staremo a vedere se ciò sarà mai possibile. Senz’altro, la fase discendente della globalizzazione che stiamo attraversando, continua  a risvegliare sentimenti di appartenenza all&#8217;identità nazionale non solo in Europa e in America &#8211; come siamo abituati a vedere da tempo &#8211; ma anche in Africa.  </p>
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		<item>
		<title>Allineamenti opposti in gara a Khartum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del Sudan ha presieduto il governo di transizione dopo il colpo di Stato del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">Allineamenti opposti in gara a Khartum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del <strong>Sudan</strong> ha presieduto il governo di transizione dopo il <strong>colpo</strong> <strong>di Stato</strong> del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del governo di Khartum sono sedotte dalle promesse di due campi opposti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo osteggiato </h2>



<p>L&#8217;assistenza diplomatica dalla missione Onu in Sudan, dell’Unione Africana e dell’organizzazione di integrazione regionale Igad sembra aver sbloccato l’impasse politico tra i partiti civili e l’esercito sudanese. Le libere <strong>elezioni</strong> previste per il 2023 hanno dovuto quindi cedere il passo all&#8217;<strong>accordo quadro</strong>, firmato a dicembre 2022: un piano biennale per l&#8217;insediamento di un governo civile e la riattivazione del percorso di <strong>democratizzazione</strong> inaugurato dalla rivoluzione del 2019 che aveva rovesciato la dittatura trentennale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-omar-al-bashir-presidente-che-il-sudan-vuole-fare-dimettere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Omar Hassan al-Bashir</a>. </p>



<p>La firma tuttavia non significa la ricomposizione delle faglie sociali, e l&#8217;accordo è stato <strong>osteggiato </strong>da più parti. Primi tra tutti i <strong>comitati di resistenza popolari,</strong> che chiudono completamente all&#8217;ennesimo compromesso con i militari, ritenuti responsabili della <a href="https://c4ads.org/reports/breaking-the-bank/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi politica ed economica</a> del Paese. <em>Nigrizia</em> <a href="https://www.nigrizia.it/notizia/sudan-verso-una-nuova-transizione-democratica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che dall&#8217;interno si oppongono anche i <strong>movimenti armati del Darfur</strong>, parte della giunta militare al potere; l&#8217;accordo prevede per il Sudan un esercito &#8220;unico, nazionale e professionale&#8221; che significherebbe un&#8217;omologazione delle formazioni armate del Sud-Ovest con il resto del Paese. </p>



<p>Dissentono anche l&#8217;influente partito comunista e ampi segmenti della <strong>società civile</strong>, scontenti perché il documento non prevede avanzamenti significativi per lo stallo sudanese: temi cruciali come la giustizia transitiva, la responsabilità democratica e una riforma nell&#8217;ambito della sicurezza sono stati abilmente elusi per permettere l&#8217;approvazione del testo. Di conseguenza, l&#8217;accordo non offre una strategia per rompere il circolo vizioso della <strong>regressione democratica</strong>, della violenza e dell’interventismo militare. &nbsp;</p>



<p>Di contro il presidente del Consiglio sovrano di transizione, il Generale <strong>Abdel Fattah al-Burhan</strong>, ha più volte accusato la parte civile di essere responsabile della paralisi sia del dialogo nazionale che della formazione del governo di transizione a causa delle sue divisioni interne.</p>



<p>Dei tanti accordi tentati per spianare la strada della democrazia a Khartum, quello di dicembre è l&#8217;unico che ha raggiunto la firma: il motivo è che <strong>chi ci guadagna</strong> da questo patto non sono gli attivisti che si sono spesi per rovesciare la dittatura, ma i militari stessi, che mantengono ampi <strong>margini d&#8217;influenza</strong> oltre che di competenza nello sviluppo politico dello Stato. È per questo che chi vuole intrattenere rapporti d&#8217;interesse col Sudan punta sull&#8217;alleanza con i militari, seducendone le élites. La Russia di Putin lo sa bene, e per questo già all&#8217;indomani colpo di stato del 2019 aveva stretto i legami con la giunta sudanese per predisporre una <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-base-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale sul Mar Rosso</a> e assicurare alla Marina russa l&#8217;accesso al Mediterraneo ma anche al Golfo Persico e all&#8217;Oceano Indiano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I due alfieri dell&#8217;esercito sudanese</h2>



<p>La frammentazione dell&#8217;esercito è una derivazione del complesso apparato di sicurezza della dittatura. L&#8217;esercito ufficiale e le varie unità di intelligence statali fanno capo al presidente <strong>al-Burhan,</strong> mentre le <em>Rapid Support Forces</em> (RSF) in cui sono confluite le milizie <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-janjaweed-i-demoni-a-cavallo-del-genocidio-in-darfur.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Janjaweed</a> sono guidate dal vice presidente del Consiglio Sovrano Mohamed Hamndan Dagalo, detto &#8220;<strong>Hemeti</strong>&#8220;. Costretti dalle contingenze a collaborare in un fronte unito per l&#8217;interesse dell&#8217;esercito, le prospettive di lungo termine li vedono battersi per il predominio sulle forze armate. Armandosi di <strong>alleanze potenti</strong>, i due alfieri dell&#8217;esercito hanno tenuto molteplici incontri diplomatici, riconfermando vecchie amicizie e inaugurando insospettabili avvicinamenti, e hanno delineato due blocchi radicalmente opposti che si contendono il controllo di Khartum e delle sue potenzialità, oltre che delle sue<strong> risorse minerarie </strong>e <strong>idriche</strong>. </p>



<p>Il vice presidente <strong>Hemeti</strong>, molto popolare nella regione del Darfur dove gestisce un business di estrazione aurifera e partecipa alla direzione di un fondo d&#8217;investimento, gode dell&#8217;appoggio di Arabia Saudita e Emirati Arabi, guadagnato con l&#8217;invio dei suoi mercenari Rsf nella guerra in Yemen. Facendo <a href="https://www.theafricareport.com/280902/sudan-the-wagner-rsf-ties-that-block-the-path-to-democratisation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">collaborare</a> i combattenti Rsf con il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a> contro i ribelli nella Repubblica Centrafricana, Hemeti si è avvicinato alla Russia arrivando a sostenere il diritto di Mosca di &#8220;difendere il proprio popolo&#8221;. Di ritorno da una visita al Cremlino all&#8217;inizio della guerra in Ucraina, Hemeti ha riportato sul tavolo del governo la proposta della <a href="https://www.reuters.com/world/africa/hemedti-says-sudan-should-be-open-naval-base-accord-with-russia-or-others-2022-03-02/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale russa</a> a Port Sudan. La recente <a href="https://www.reuters.com/world/africa/russias-lavrov-visits-sudan-diplomatic-push-africas-sahel-2023-02-09/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">visita di Lavrov</a> a Khartum ha rinnovato l&#8217;interesse di Mosca sulla questione. </p>



<p>Il capo dello schieramento opposto non gode dello stesso favore popolare, ma ha dalla sua la <strong>dimestichezza diplomatica</strong> di un politico di lunga carriera, più che di un generale dell&#8217;esercito. Al-Burhan ha infatti dimostrato capacità da sofista rimaneggiando intese e antagonismi. Un esempio lampante è il rapporto con la <strong>componente islamista</strong> del Paese, erede dell&#8217;attivismo politico del Fronte Islamico Nazionale di Hassan al-Turabi. Mentre un anno fa, a corto di sostegno interno, aveva promosso un <a href="https://www.africa-confidential.com/article/id/13935/Burhan_lets_the_Islamists_back_in" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riavvicinamento al movimento islamista</a> assegnando incarichi di governo a sostenitori dell&#8217;Islam politico (con gran clamore degli attivisti che si erano battuti per uno stato democratico e laico), già a novembre scorso <a href="https://sudantribune.com/article267033/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">li redarguiva a più riprese</a>, prima per un presunto tentativo di colpo di stato e poi per aver provato ad infiltrarsi nell&#8217;esercito. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-386637" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-2048x1463.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Abdel Fattah al-Burhan parla all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 22 settembre 2022. Foto: EPA/Jason Szenes</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I generali si spalleggiano contro gli islamisti e non solo</h2>



<p>L&#8217;allontanamento degli islamisti è presto spiegato volgendo lo sguardo a nord. Da tempo infatti al-Burhan ha rafforzato lo storico legame con il corrispettivo al Cairo, <strong>Abdel Fattah al-Sisi,</strong> con il quale condivide molti interessi strategici oltre che il nome. </p>



<p>La chiusura all&#8217;Islam politico e all&#8217;ascesa di un ramo cadetto dei Fratelli Musulmani in Sudan si immette in una tradizione di allineamento all&#8217;Egitto di lunga data. Già nel marzo 2021, l&#8217;esercito sudanese e quello egiziano hanno formalizzato il loro coordinamento con un <a href="http://www.news.cn/english/africa/2021-03/03/c_139778835.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo di cooperazione militare</a> che include la fornitura di armi per monitorare la regione occidentale del Paese, dato l&#8217;embargo Onu del 2005 sulle armi al Darfur. La <strong>vicinanza dei due generali </strong>rappresenta un elemento chiave per l&#8217;Egitto che trova nel Sudan un alleato chiave contro l&#8217;Etiopia nella disputa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grande Diga della Rinascita</a>, e per l&#8217;esercito sudanese che legittima la propria permanenza al potere con l&#8217;esempio egiziano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il superamento dei Tre No di Khartum</h2>



<p>Per decenni il Sudan ha rappresentato uno dei Paesi <strong>più ostili a Israele</strong>, combattendolo in prima linea nel 1948, equipaggiando Hamas e altri gruppi armati Palestinesi per anni sotto il regime di al-Bashir, e venendo più volte bombardato per questo. Proprio a Khartum nel 1967 veniva passata dalla Lega Araba la risoluzione dei <strong>Tre No</strong>: &#8220;Nessuna pace con Israele, nessun riconoscimento di Israele, nessun negoziato con esso&#8221;. </p>



<p>In seguito alla deposizione del dittatore, nel 2020 il Generale al-Burhan ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel primo incontro diplomatico tra i due Paesi in assoluto. Pochi mesi dopo venivano siglati gli <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi di Abramo</a></strong> negoziati da Donald Trump, a cui Khartum ha aderito nel gennaio 2021. L&#8217;iniziativa ha permesso la rimozione del Sudan dalla lista americana degli Stati che sponsorizzano il terrorismo, favorendo la reintegrazione del Paese nel sistema finanziario internazionale dopo anni di isolamento.</p>



<p>È di questo mese la visita del ministro degli Esteri <strong>Eli Cohen</strong> a Khartum – programmata col consenso di Washington – in cui sono state trattate <a href="https://sudantribune.com/article270340/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prospettive di cooperazione</a> su tematiche quali sicurezza, energia e risorse idriche e si è discussa la firma di un trattato di pace tra i due Paesi (appena il governo civile sarà in carica). In seguito alla visita di Cohen, il capo dell&#8217;intelligence sudanese è volato a Washington per incontrare il suo corrispettivo statunitense. Interessante notare che il vice presidente Hemeti ha comunicato al quotidiano sudanese <a href="https://bajnews.net/%D8%A3%D9%83%D8%AF-%D8%B9%D8%AF%D9%85-%D8%B9%D9%84%D9%85%D9%87-%D8%A8%D8%A7%D9%84%D8%B2%D9%8A%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D8%AD%D9%85%D9%8A%D8%AF%D8%AA%D9%8A-%D9%84%D9%85-%D8%A3%D9%84%D8%AA%D9%82%D9%90/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bajnews</a> di essere stato lasciato all&#8217;oscuro di questi incontri. </p>



<p>L&#8217;<strong>interesse israeliano</strong> per il Sudan si collega al piano di Tel Aviv di predisporre una linea aerea diretta per il Sudamerica, per cui necessita dell&#8217;accesso allo spazio aereo sudanese. <em>Middle East Eye</em> <a href="https://www.middleeasteye.net/news/sudan-game-thrones-all-roads-russia-israel-west" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che Netanyahu ha già concluso accordi simili con il Ciad ed è in trattativa con il Mali e la Mauritania. Da parte di Khartum, disporre della tecnologia israeliana (in particolare per la desalinizzazione e l&#8217;irrigazione) determinerebbe un vantaggio significativo nel campo dell&#8217;agricoltura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Linea indiretta Khartum &#8211; Washington </h2>



<p>La normalizzazione e l&#8217;accelerazione dei rapporti con Israele da un lato e l&#8217;attenta gestione dei movimenti islamisti dall&#8217;altro sono catalizzatori della relazione con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Così com&#8217;è stato approvato, il testo dell&#8217;accordo quadro di dicembre lascia i poteri dell&#8217;esercito e delle milizie sudanesi quasi intatti, e il governo civile di cui pur si parla, in base alle circostanze attuali sembra possa essere un governo civile dominato da Burhan. </p>



<p>Il Generale al-Burhan ha dimostrato di essere una <strong>perno fondamentale</strong> nell&#8217;asse di sicurezza che va da Washington, a Tel Aviv, al Cairo. Mentre le proteste dei dissidenti nella capitale sudanese rimangono inascoltate, la partita sembra aperta tra Burhan ed Hemeti come tra Washington e Mosca. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">Allineamenti opposti in gara a Khartum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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