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	<title>Stephen miran Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2026 05:06:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stephen miran Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il nuovo asse Giappone-Usa per cambiare rotta ai mercati finanziari globali</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-nuovo-asse-giappone-usa-per-cambiare-rotta-ai-mercati-finanziari-globali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 05:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Yen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-600x374.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo asse Giappone-Usa per cambiare rotta ai mercati finanziari globali e le scelte di Trump e Takaichi su dollaro e yen.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-nuovo-asse-giappone-usa-per-cambiare-rotta-ai-mercati-finanziari-globali.html">Il nuovo asse Giappone-Usa per cambiare rotta ai mercati finanziari globali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209120819516_4871647f345ec8fe1f6194b2433cdb7c-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da venerdì scorso l’attenzione dei mercati si è concentrata quasi esclusivamente sul <strong><a href="https://www.milanofinanza.it/news/oro-7-e-argento-11-in-caduta-libera-cosa-sta-succedendo-e-perche-il-crollo-contagia-i-mercati-202602020922011000">brusco calo dei prezzi di alcuni metalli preziosi</a> </strong>e sulla <a href="https://it.insideover.com/economia/falco-a-meta-trump-sceglie-kevin-warsh-per-guidare-la-fed.html">nomina di  Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve</a>, due eventi che possono influenzare il <em>sentiment </em>globale in modi diversi in un momento in cui la banca centrale è sotto pressione per conciliare il controllo dell’inflazione con la sostenibilità del debito pubblico.</p>



<p>Ma mentre l’opinione pubblica guarda a questi movimenti, nei mercati valutari e obbligazionari si muove qualcosa di molto più profondo, quasi invisibile, che riguarda il <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/japan-us-closely-act-together-foreign-exchange-currency-diplomat-mimura-says-2026-01-26/"><strong>presunto patto segreto tra Stati Uniti e Giappone</strong></a> per gestire il cambio yen/dollaro. Un’intesa che molti osservatori collegano al cosiddetto “<a href="https://www.cfr.org/articles/the-mar-a-lago-accords-economic-ripple-effect-widens">Mar‑a‑Lago Accord</a>”, una cornice strategica descritta dal <em>Council on Foreign Relations</em> come un insieme di mosse coordinate dagli Stati Uniti (sotto l’amministrazione Trump) per indebolire selettivamente il dollaro, contenere i rendimenti e ristrutturare i rapporti di forza nel sistema globale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il nuovo patto Usa-Giappone</h2>



<p>Per comprendere questo quadro bisogna però partire da Tokyo, dove nelle ultime settimane i <strong>rendimenti dei titoli di Stato a lunghissima scadenza, in particolare i JGB a 40 anni, <a href="https://www.businesstimes.com.sg/international/japan-bond-meltdown-sends-yields-record-high-fiscal-fears">hanno superato il 4%</a></strong>, un livello problematico per un Paese con un debito pubblico pari al 240% del PIL e abituato per decenni a politiche monetarie ultra‑espansive. </p>



<p>È un rialzo che però non è stato accompagnato da una rivalutazione dello yen: la valuta giapponese è rimasta debole nonostante l’aumento dei tassi a lunga che, come da manuale di macroeconomia, dovrebbero in realtà rendere più allettante l’acquisto di bond a lungo termine imprimendo un apprezzamento della valuta. Il <strong>grafico seguente, come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KjwMcFsMkKA">spiegato dal giornalista del Sole24Ore, Vito Lops</a>, </strong>mostra questa divergenza che quindi segnala un’”anomalia” nel comportamento del mercato:<br><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="533" height="382" src="blob:https://it.insideover.com/4ea15754-820f-415b-b487-c9d656505a1d" alt="Immagine che contiene schermata, testo, Software multimediale, software

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<h2 class="wp-block-heading">Ogni promessa è debito</h2>



<p>Gli investitori non stanno infatti leggendo questi movimenti come una “normalizzazione sana”, bensì come un dubbio sulla sostenibilità del debito nipponico, soprattutto dopo che la<strong> premier Takaichi</strong> ha aperto alla possibilità di <a href="https://www.msn.com/en-us/news/world/why-japan-s-economic-plans-are-sending-jitters-through-global-markets/ar-AA1V5o5j?ocid=BingNewsVerp">aumentare il deficit in vista delle elezioni dell’8 febbraio</a>, generando ulteriore preoccupazione sulle prospettive fiscali future. </p>



<p>Nel frattempo anche gli Stati Uniti hanno visto <a href="https://www.home.saxo/en-hk/content/articles/commodities/what-the-steepest-us-yield-curve-since-2021-signals-as-2026-begins-02012026">salire i rendimenti sul tratto lungo della curva</a> dei tassi di interesse, riflettendo timori simili: la sostenibilità del debito diventa tema centrale e un dollaro troppo forte rischia di esacerbare la situazione, aumentando il costo di sottoscrizione dei bond americani da parte degli investitori esteri e spingendo al rialzo i tassi di interesse.</p>



<p> In effetti, nel contesto dell’agenda “America First”, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/robert-lighthizer-e-stephen-miran-ecco-le-menti-dietro-i-dazi-di-donald-trump.html">Trump non ha mai nascosto di volere un dollaro più debole</a></strong> per sostenere l’export e migliorare i margini delle aziende americane, anche dopo un 2025 in cui il biglietto verde ha già perso parte del suo valore. Il dollaro troppo forte crea problemi agli USA, lo yen troppo debole crea problemi al Giappone, e proprio questa combinazione apparentemente opposta potrebbe rendere conveniente per entrambi muovere nella stessa direzione, cioè verso un rafforzamento dello yen e un indebolimento del dollaro. E qui entra in scena il possibile patto “segreto”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ballo di dollaro e yen</h2>



<p><strong>Se gli Stati Uniti vendessero dollari e comprassero yen</strong>, otterrebbero due risultati politici e finanziari allo stesso tempo: da un lato aiuterebbero Trump nella sua retorica pro‑export indebolendo il dollaro, dall’altro rafforzerebbero lo yen, riducendo la pressione sui rendimenti giapponesi e calmando i timori degli investitori sulla sostenibilità del debito nipponico. </p>



<p>È per questo che negli ultimi giorni molti operatori hanno osservato con sospetto un insieme di segnali simultanei: <a href="https://www.axios.com/2026/01/26/japan-bond-market-dollar-yen">il dollar index in ribasso, i rendimenti dei JGB a 40 anni in calo e uno yen improvvisamente più forte</a>. Un mix troppo ordinato per essere casuale. E infatti alcune analisi, <a href="https://www.wellington.com/en-us/intermediary/insights/japanese-yen-intervention">come quella di Wellington</a>, hanno sottolineato che la Federal Reserve di New York avrebbe effettuato un “rate check” sul cambio USD/JPY, un’operazione informale che in passato ha spesso anticipato interventi coordinati tra banche centrali. </p>



<p><strong>Se davvero gli USA stessero collaborando con il Giappone</strong>, sarebbe il segnale di un cambio di strategia da parte di Washington verso un dollaro più debole, con implicazioni enormi: riduzione dell’attrattività degli asset USA, riallocazioni globali, nuova pressione inflazionistica e una ridefinizione del ruolo del dollaro come valuta di riferimento mondiale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli Usa puntano sul Giappone</h2>



<p>Questa interpretazione trova un quadro coerente nel già citato “Mar‑a‑Lago Accord” che prevede una strategia più ampia basata su tariffe usate come arma negoziale e tentativi di indebolire il dollaro pur mantenendolo dominante con il coordinamento tra Tesoro e Fed per tenere bassi i rendimenti dei Treasury. In tutto ciò, il cambio USD/JPY diventa un ingranaggio perfetto: <strong>è uno dei mercati valutari più liquidi al mondo,</strong> è politicamente sensibile, il Giappone è un alleato chiave e uno dei maggiori detentori di Treasury, dunque un partner ideale per una strategia coordinata.</p>



<p>Il piano, <a href="https://www.hudsonbaycapital.com/documents/FG/hudsonbay/research/638199_A_Users_Guide_to_Restructuring_the_Global_Trading_System.pdf">ispirato da Stephen Miran</a>, che ha ricoperto la carica di presidente del Consiglio dei consulenti economici del presidente Trump fino alla sua nomina a governatore con diritto di voto presso la Federal Reserve, salda dimensione economica e geopolitica: da un lato gli Stati Uniti usano tariffe e gangli del sistema finanziario globale per ottenere concessioni dai partner, dall’altro <strong>cercano di pilotare il valore del dollaro senza perdere credibilità internazionale.</strong> Il Giappone, dal canto suo, ha interesse a contenere la volatilità dello yen e a evitare un’esplosione dei rendimenti, soprattutto ora che gli investitori sembrano pronti a rimpatriare capitali verso i JGB poiché lo spread tra i rendimenti giapponesi e quelli dei Treasury a 30 anni si sta comprimendo verso lo zero, come mostrato chiaramente in quest’altro grafico <a href="https://www.linkedin.com/posts/alfonso-peccatiello-72156a6a_this-is-the-most-important-chart-for-bond-share-7422617488191909889-OYIs/?utm_source=share&amp;utm_medium=member_android&amp;rcm=ACoAADSIXBMBAsINBdJC9u_Hcf4zMjuuAIA_4pM">analizzato da Alfonso Peccatiello</a>:<br><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="633" height="389" src="blob:https://it.insideover.com/a533c761-07b2-4b3e-8fce-5ba2cf80a3c0" alt="graphical user interface, chart"> <br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una smentita è una notizia data due volte</h2>



<p>Se per l’investitore giapponese torna conveniente restare in patria, la domanda di bond esteri crolla e i rendimenti in Occidente salgono, spostando interi equilibri finanziari. In questo contesto, ogni parola pubblica pesa: dichiarazioni della premier Takaichi <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-01/yen-weakens-versus-dollar-after-takaichi-comments-on-currency-ml4d9j6i">a favore dei benefici di uno yen debole</a> hanno creato nervosismo nei mercati e hanno richiesto rapide rettifiche perché in un momento di sospette manovre coordinate tra USA e Giappone, qualsiasi insinuazione di “manipolazione valutaria” potrebbe irritare Washington e far deragliare l’intera strategia. </p>



<p>È per questo che le autorità continuano a negare tutto: il Tesoro americano ha ribadito la sua “<a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/bessent-says-us-has-strong-dollar-policy-absolutely-not-intervening-support-yen-2026-01-28/">strong dollar policy</a>”, smentendo qualunque intervento a favore dello yen, ma i mercati, come sempre, danno più peso ai grafici che alle dichiarazioni. E non è un caso che mentre negli ultimi mesi avvenivano questi movimenti finanziari, <em>commodities</em> come rame, oro e argento registrassero simultanei aumenti di prezzo, un segnale classico di indebolimento reale del dollaro e di aspettative di ulteriore svalutazione. Siamo in presenza di un nuovo accordo valutario in <a href="https://www.wsj.com/livecoverage/stock-market-news-today-09-22-2022/card/w0HJRmBna5PQXWxgUh0Q">stile Plaza Accord del 1985</a>? Quello che si può osservare è che le interazioni di allora avvennero in un contesto di fiducia nel sistema monetario internazionale; oggi invece ogni intervento valutario viene letto alla luce dei rischi sul debito globale e dei dubbi sulla sostenibilità del sistema fiat. Ecco perché il possibile patto segreto tra USA e Giappone sullo yen non sarebbe solo una manovra tecnica, ma <strong>un tassello di un più grande processo di riallineamento del sistema finanziario globale</strong>: un tentativo di rallentare le crepe di un modello sotto pressione e, forse, guadagnare tempo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tassi, ecco il taglio della Federal Reserve: una sponda per Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 21:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1024x432.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1536x648.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-600x253.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Federal Reserve americana ha deciso per il taglio dei tassi d&#8217;interesse. La Banca centrale americana ha deciso, per la prima volta da dicembre 2024, una riduzione del costo del denaro, fissando tra il 4 e il 4,25%, come si attendevano i mercati, il tasso di riferimento con una sforbiciata di 25 punti. I tagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html">Tassi, ecco il taglio della Federal Reserve: una sponda per Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1024x432.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1536x648.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-600x253.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Federal Reserve</strong> americana ha deciso per il taglio dei tassi d&#8217;interesse. La Banca centrale americana ha deciso, per la prima volta da dicembre 2024, una riduzione del costo del denaro, fissando tra il 4 e il 4,25%, come si attendevano i mercati, il tasso di riferimento con una sforbiciata di 25 punti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tagli attesi della Federal Reserve</h2>



<p>La manovra decretata dal board presieduto da<strong> Jerome Powell</strong> concretizza molte aspettative: da un lato, in particolar modo, inizia ad attuare le pressioni politiche dell&#8217;amministrazione di Donald Trump, che da tempo chiedeva questa mossa alla Federal Reserve. Dall&#8217;altro, prende consapevolezza delle problematiche vissute dall&#8217;economia americana, in un contesto in cui il problema dell&#8217;inflazione è oggi visto come <strong>secondario rispetto a quello del mercato del lavoro</strong>.</p>



<p>Il dato, emerso anche alla riunione agostana a Jackson Hole, è stato annunciato come il primo di una serie di tagli. &#8220;Le proiezioni economiche pubblicate insieme alla decisione della Fed hanno mostrato che la maggior parte dei principali dirigenti della banca centrale prevede almeno <strong>altre due riduzioni di un quarto di punto entro la fine dell&#8217;anno</strong>, segnando un cambiamento di rotta rispetto all&#8217;ultima serie di previsioni di giugno&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/f1d4522b-331e-45d5-b676-24dc5b8e3c92">nota il <em>Financial Times</em>.</a></p>



<p><strong>Trump da tempo chiedeva questa mossa</strong> per ridurre il costo del debito americano, favorire il ciclo del denaro nell&#8217;impresa e nel mercato privato e riaffermare il principio della <strong>fiscal dominance,</strong> il condizionamento della politica monetaria da parte della politica fiscale. The Donald spera che le entrate dei dazi e il minor costo del denaro della Fed compensino la messa in moto della macchina della spesa fiscale, che ha accelerato con lo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/manager-nellesercito-regali-a-palantir-la-fusione-tra-difesa-usa-e-big-tech-e-realta.html">One Big Beautiful Bill Act</a>, e contribuiscano a rafforzare il sistema Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mercato del lavoro debole</h2>



<p>Trump può sulla carta avocare a sé il fatto che la Fed abbia deciso i tagli dopo aver per settimane subito le pressioni della Casa Bianca, con tanto di tentativo di licenziamento della componente del board <strong>Lisa Cook</strong> per un affare legato a presunte anomalie sulla richiesta di prestiti, e dunque come una manifestazione della presa del suo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html"><strong>capitalismo nazionalista</strong>.</a></p>



<p>Al contempo, ci sono <strong>vere ragioni pragmatiche</strong> che hanno motivato la Federal Reserve. Ad oggi, l&#8217;inflazione ancora presente negli Usa, cresciuta dal 2,7% al 2,9% da luglio ad agosto, è ritenuta dalla <a href="https://tradingeconomics.com/united-states/inflation-cpi">Federal Reserve meno impellente e meno aggredibile con mezzi monetari</a> rispetto alla problematica del debole <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-pochi-nuovi-posti-di-lavoro-piu-disoccupati-e-tanti-operai-a-casa-il-testacoda-di-trump-sul-lavoro.html">mercato del lavoro <strong>di cui abbiamo parlato</strong></a>, con giugno che con <strong>un calo di 13mila posti di lavoro </strong>ha visto gli Usa subire il primo segno meno mensile dallo scoppio del Covid-19 nel 2020.</p>



<p>La Fed ha nel suo mandato tanto il governo dell&#8217;inflazione quanto la <strong>stabilità del mercato del lavoro</strong> e Powell e i suoi vedono un volano possibile nel calo dei tassi d&#8217;interesse per la ripresa dell&#8217;occupazione. Ma alcuni rischi sono da calcolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borse ai massimi, mercato incerto</h2>



<p>Bisognerà in primo luogo valutare la reazione dei mercati a questo taglio e alle prospettive future. Sul primo fronte, le borse viaggiano ai massimi: la speranza degli investitori, cioè che un calo dei tassi possa avvicinare una fase di nuova facilità d&#8217;investimento, buyback azionari e costi contenuti, non è da escludere. Resta, chiaramente, il <strong>nodo dell&#8217;inflazione ancora persistente e in crescita</strong> per effetto di dazi e tensioni commerciali. Nella Fed spicca poi la voce contraria di <strong>Stephen Miran</strong>, consigliere di Trump e membro del board, che spingeva per un taglio maggiore, di 50 punti, cavalcando le proposte politiche del presidente.</p>



<p>La Fed deve restare in equilibrio tra governo dei suoi due mandati e gestione delle pressioni politiche. Molto dipenderà da come delle Borse sovracapitalizzate reagiranno al sentiero discendente della Fed: corso ordinario o spinta avida a una nuova euforia finanziaria?</p>



<p>&#8220;Se il mercato considerasse l&#8217;ampia gamma di opinioni della Fed non come un sano disaccordo, ma come una perdita di fiducia, sarebbe una vera e propria catastrofe. Offuscare questi confini è come far uscire il genio dell&#8217;inflazione dalla lampada: una volta che accade, può essere impossibile tornare indietro senza gravi conseguenze&#8221;,<a href="https://www.zerohedge.com/markets/jerome-powells-fed-enters-nightmare-territory"> nota <strong><em>Zero Hedge</em> paventando</strong></a><strong> il rischio di una nuova accelerazione finanziaria</strong> a scapito dell&#8217;economia reale. Anche di questo dovrà tener conto Powell nei prossimi mesi per capire se questi tagli sono destinati a essere estemporanei o strutturali.</p>



<p><strong><em>InsideOver indaga con attenzione le grandi partite economico-finanziarie, leggendole nella chiave interpretativa con cui analizza le questioni legate al potere e agli scenari globali. La finanza è geopolitica e la geopolitica passa dall’economia. Se vuoi premiare il nostro metodo,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">sostienici e abbonati!</a></em></strong></p>
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		<title>Il braccio di ferro tra Trump e la Fed e la nuova politica economica americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-braccio-di-ferro-tra-trump-e-la-fed-e-la-nuova-politica-economica-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827115825153_872dd1eb27043ad1fe56058855363e9c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per affermare le proprie teorie economiche e consolidare lo spirito del "capitalismo nazionalista", Trump deve superare l'ostacolo della Fed.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-braccio-di-ferro-tra-trump-e-la-fed-e-la-nuova-politica-economica-americana.html">Il braccio di ferro tra Trump e la Fed e la nuova politica economica americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel quadro della strutturazione del <strong>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html">capitalismo nazionalista&#8221;</a></strong> da parte dell&#8217;amministrazione Usa di <strong>Donald Trump</strong>, un&#8217;ultima roccaforte da espugnare è la banca centrale, la <strong>Federal Reserve</strong>. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/i-dazi-di-trump-gli-effetti-sulleconomia-americana.html">Avviato il programma tariffario-commerciale</a>, partita la corsa a fare dei dazi un fattore <a href="https://it.insideover.com/economia/biglietti-dingresso-e-incassi-per-il-tesoro-usa-ecco-come-stanno-andando-i-dazi-di-trump.html">di consolidamento della cassa del Tesoro a stelle e strisce</a>, messa in moto la macchina della spesa fiscale con lo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/manager-nellesercito-regali-a-palantir-la-fusione-tra-difesa-usa-e-big-tech-e-realta.html">One Big Beautiful Bill Act,</a> financo <strong>cambiati i paradigmi del mercato</strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/softbank-oggi-liri-a-stelle-e-strisce-domani-il-patto-son-trump-per-rilanciare-intel.html"> con l&#8217;ingresso nel capitale di Intel dello Stato Usa </a>Washington si trova ora di fronte al grande dilemma del <strong>futuro dei tassi d&#8217;interesse e della politica monetaria</strong>. E, più in generale, a un problema: la scelta di Trump di far esercitare un peso decisivo alla politica economica governativa su quella monetaria si pone in diretta contrapposizione con il mandato di controllo dell&#8217;inflazione e dell&#8217;occupazione tradizionalmente assegnato a una Fed che agisce in maniera indipendente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra tra governo e Banca centrale</h2>



<p>Nei fatti, questo si sostanzia <strong>nel teso rapporto tra la Casa Bianca e la Fed dell&#8217;uscente Jerome Powell</strong>. La scelta di rimuovere dal board dei governatori della Fed Lisa Cook, accusata di una problematica gestione delle informazioni volte a ottenere un mutuo personale, e la risposta della funzionaria che ritiene il presidente privo dei poteri per licenziarla dal board della Fed, è giunta poco dopo che l&#8217;annuale summit di Jackson Hole, in Wyoming, aveva visto la banca centrale Usa aprire a un taglio dei tassi a settembre, senza però rompere il nodo cruciale, l&#8217;adesione desiderata da Trump dell&#8217;istituzione alla sua linea politica.</p>



<p><strong>Trump chiedeva di fatto l&#8217;applicazione della regola della <em>fiscal dominance</em>, </strong>ovvero il principio secondo cui sono le agende di politica economica a dettare il passo di quella monetaria. The Donald chiede, in sinergia col super-consigliere <strong>Stephen Miran</strong>, la caduta del debito, del costo di finanziamento dello stesso e dei tassi sostenendo al contempo il tutto con una politica fiscale in deficit volta a tagliare le tasse, sperando &#8211; qui rinfrancato dai dati del Congressional Budget Office &#8211; che i dazi contribuiscano a compensarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assedio a Powell sui tassi</h2>



<p>Il tassello decisivo dovrebbe essere un impegno della Fed a tassi più bassi in forma strutturale. Qualcosa che l&#8217;uscente Powell, forte di un rapporto di <em>odi et amo</em> con <strong>Trump, non è disposto a concedere.</strong> &#8220;Il presidente ha recentemente chiesto che i tassi ufficiali scendano all&#8217;1%, ben al di sotto dell&#8217;attuale livello tra il 4,25% e il 4,5%. Potrebbe pensare che questo sosterrà gli elettori e ridurrà i costi di indebitamento del governo&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/e69606ca-cf13-44df-96a2-4bc4d50d1908">nota il Financial Times, anche se molti economisti temono</a> che questo possa creare effetti controproducenti perché causando &#8220;rendimenti obbligazionari a lungo termine più elevati spingerebbe al rialzo i tassi dei mutui e i costi del debito pubblico&#8221; e portando a &#8220;un dollaro debole <strong>aumenterebbe le pressioni sui prezzi importati&#8221;</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiscal dominance e ruolo della Fed</h2>



<p>Ana Carolina Garinga e Cristina Bodea, economiste rispettivamente all&#8217;Università dell&#8217;Essex e alla Michigan State University, hanno scritto per &#8220;The Conversation&#8221; un&#8217;analisi approfondita segnalante come, oltre allo scontro economico volto a gestire l&#8217;ultimo baluardo della politica a stelle e strisce, ci sia nelle scelte di Trump un richiamo profondo a invertire mezzo secolo di sostanziale indipendenza dalle banche centrali.</p>



<p>La pressione su Powell, la scelta controversa di cacciare Cook, le tensioni per la scelta del successore alla guida della Fed mostrano la volontà di rendere strutturale la &#8220;fiscal dominance&#8221; e il rafforzamento del principio di &#8220;capitalismo nazionalista&#8221; che muove la politica dell&#8217;amministrazione.  Se in passato il matrimonio banca centrale-governi era orientato a espandere la base monetaria, gestire l&#8217;allocazione dei deficit e finanziare i welfare state, oggi <strong>Trump vuole fare della Fed una variabile non più indipendente della sua strategia America First</strong> che coniuga politica commerciale, spesa pubblica, tassi e gestione del debito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La critica di Trump alla Fed</h2>



<p>Trump, per farlo, fa leva sulla <strong>visione sempre più critica verso la Fed </strong>da parte di una grossa fetta di opinione pubblica americana<a href="https://theconversation.com/trumps-push-to-fire-fed-governor-threatens-central-bank-independence-and-that-isnt-good-news-for-sound-economic-stewardship-or-battling-inflation-263970"> che, scrivono Garinga e Bodea, </a>rinfaccia all&#8217;istituzione &#8220;una serie di presunte mancanze: non&nbsp;<a href="https://fortune.com/2022/07/29/inflation-hangover-central-banks-to-blame-edward-chancellor-biden-capitalism/">aver previsto shock economici come la crisi finanziaria del 2007-2009</a>&nbsp;; aver superato la propria autorità con&nbsp;<a href="https://www.economist.com/finance-and-economics/2024/04/04/the-federal-reserve-cleans-up-its-money-printing-mess">l&#8217;allentamento quantitativo</a>&nbsp;; o aver creato enormi&nbsp;<a href="https://www.barnesandnoble.com/w/collusion-nomi-prins/1127061503">disuguaglianze</a>&nbsp;o&nbsp;<a href="https://www.project-syndicate.org/commentary/qe-bond-purchases-decrease-government-debt-maturity-by-raghuram-rajan-2021-08">instabilità</a>&nbsp;nel tentativo di salvare il settore finanziario&#8221;, in un contesto in cui &#8220;dalla metà del 2021, le principali banche centrali hanno faticato a mantenere bassa l&#8217;inflazione,&nbsp;<a href="https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/00104140221139513">sollevando interrogativi</a>&nbsp;da parte dei politici populisti&#8221;. </p>



<p><strong>Ironia della sorte, il bersaglio è proprio quel Powell</strong> scelto da Trump nel 2018 e che nel 2020 fu fautore della monetizzazione del deficit emesso <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-e-la-fed-passano-il-rubicone-come-si-integreranno-le-politiche.html">dalla Casa Bianca per tamponare la crisi economica da Covid-19,</a> ora accusato di remare contro la causa America First in nome della difesa di un principio d&#8217;indipendenza che la politica americana vorrebbe superare.</p>



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		<title>4 mila miliardi di deficit in meno in 10 anni: la sfida del Tesoro Usa per far cassa con i dazi</title>
		<link>https://it.insideover.com/without-category/4mila-miliardi-di-deficit-in-meno-in-10-anni-la-sfida-del-tesoro-usa-per-far-cassa-con-i-dazi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 06:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>4mila miliardi di deficit in meno in 10 anni: la sfida del Tesoro Usa per far cassa con i dazi e ottenere un maxi guadagno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/without-category/4mila-miliardi-di-deficit-in-meno-in-10-anni-la-sfida-del-tesoro-usa-per-far-cassa-con-i-dazi.html">4 mila miliardi di deficit in meno in 10 anni: la sfida del Tesoro Usa per far cassa con i dazi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708183445113_6b807d4283be381557f7041187e96e26-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I dazi applicati dall&#8217;<strong>amministrazione americana di Donald Trump</strong> potranno ripagare, nominalmente, gli esborsi previsti nel prossimo decennio dallo <strong>One Big Beautiful Bill Act</strong> fatto passare al Congresso dal Partito Repubblicano? </p>



<h2 class="wp-block-heading">La stima del Congressional Budget Office sui dazi</h2>



<p>Una stima del <strong>Congressional Budget Office (Cbo),</strong> centro studi indipendente che monitora i costi delle politiche americane, ha dichiarato che in via teorica <strong>le tariffe messe in campo dagli Usa</strong> a partire da gennaio potrebbero contribuire a ridurre di <strong>3.300 miliardi di dollari</strong> i deficit federali cumulati nel decennio 2025-2035 e a far risparmiare di conseguenza circa 700 miliardi di interessi al bilancio federale americano.</p>



<p>La proiezione è <strong>per ora teorica e ipotetica</strong> e non tiene conto dei possibili <strong>impatti inflattivi</strong> sull&#8217;economia Usa della politica daziaria e delle altre variabili macroeconomiche, ma proietta su un orizzonte temporale di medio periodo le prospettive d&#8217;incasso del bilancio federale, che già nella prima metà del 2025 ha avuto un indubbio <a href="https://it.insideover.com/economia/biglietti-dingresso-e-incassi-per-il-tesoro-usa-ecco-come-stanno-andando-i-dazi-di-trump.html">contributo crescente da parte della voce tariffaria, storicamente minimale nelle fonti d&#8217;entrata.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto sul bilancio Usa dei dazi</h2>



<p>L&#8217;impatto sul bilancio si starebbe già manifestando. &#8220;Al 19 agosto, stimiamo che l&#8217;aliquota tariffaria effettiva per le merci importate negli Stati Uniti sia aumentata di circa 18 punti percentuali rispetto ai flussi commerciali del 2024&#8221;, scrivono i <a href="https://www.cbo.gov/publication/61697">ricercatori del Cbo, aggiungendo che </a>&#8220;a luglio, il Tesoro ha comunicato che i dazi doganali hanno raggiunto un totale di 136 miliardi di dollari&#8221; da inizio anno, mentre &#8220;se non vi saranno ulteriori modifiche alle aliquote tariffarie, prevediamo che i dazi doganali derivanti da nuove ed esistenti tariffe ammonteranno a circa <strong>200 miliardi di dollari in questo anno fiscale&#8221;</strong>, mentre dal 2026 l&#8217;impatto sarà a pieno regime vista la prevedibile fine di sistemi d&#8217;esenzione di qualunque tipo.</p>



<p>Questi dati sono indubbiamente interessanti. Mostrano la <strong>primazia della politica sulla logica commerciale ed economicista</strong> nel disegno di Trump e confermano alcuni punti che avevamo, da tempo, posto in evidenza analizzando una campagna tariffaria che sarebbe riduttivo rubricare unicamente come dettata da introversione o protezionismo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dazi reciproci e strategie di Trump</h2>



<p>Lo scrivevamo <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-ridurre-il-debito-americano-e-il-vero-obiettivo-dei-dazi-di-trump.html">ad aprile, quando furono applicate le prime ondate di dazi &#8220;reciproci&#8221;</a>: andava tenuta d&#8217;occhio la strategia promossa da Trump su spinta del <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html">consigliere&nbsp;<strong>Stephen Miran</strong></a>&nbsp;volta a <strong>condizionare innanzitutto una restrizione del gigantesco problema del debito</strong> a stelle e strisce tramite una ri-nazionalizzazione degli asset, l&#8217;imposizione <a href="https://it.insideover.com/economia/dazi-trump-tassa-per-trattare-e-chiede-il-biglietto-dingresso-al-mercato-usa.html">di un biglietto d&#8217;ingresso al mercato americano</a> e la riduzione del <strong>deficit orientata a render più bassi i rendimenti, dunque meno gravoso per il Tesoro Usa finanziarli</strong>. </p>



<p>La maxi-reindustrializzazione dell&#8217;America prospettata da Trump non è l&#8217;obiettivo diretto di The Donald con i dazi, dovrà esserne al massimo un sostanziale <strong>epifenomeno,</strong> nella concezione ideale della politica tariffaria a stelle e strisce. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opportunità</h2>



<p>Sostanzialmente, Trump aspetta che gli investimenti arrivino come una mela matura: le aziende del mondo dovrebbero convincersi che investendo negli Usa otterranno le migliori prospettive di mercato, gli obiettivi fiscali ideali, le prospettive di profitto maggiori e, soprattutto, una sicurezza per i prodotti certificati come made in Usa contro ogni <strong>politica di repressione daziaria,</strong> dato che Washington mira a spuntare concessioni da partner e <a href="https://it.insideover.com/dossier/lestate-calda-dei-dazi">rivali commerciali facendone il meno possibile come contropartita. </a></p>



<p>Una <strong>strategia che orienta la volontà americana</strong> di far pagare al resto del mondo la gestione del colossale debito a stelle e strisce, la cui accumulazione è l&#8217;altra faccia della medaglia del<a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-del-dollaro-nellera-dei-dazi.html"> ruolo globale del dollaro che alimenta una grossa fetta degli scambi internazionale.</a> <strong>La prospettiva è ambiziosa e con la dovuta perseveranza The Donald</strong> mira a rendere strutturale il cambio di rapporti di forza nel sistema commerciale globale. Ma ad oggi a contribuire a questo sistema sarebbero, nei fatti, gli operatori interni agli Usa, dato che l&#8217;80% dei costi dei dazi è sobbarcato da consumatori e importatori. Cambiare questa situazione squilibrata è un imperativo per la seconda fase di un&#8217;offensiva tariffaria divenuta ormai strutturale.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/without-category/4mila-miliardi-di-deficit-in-meno-in-10-anni-la-sfida-del-tesoro-usa-per-far-cassa-con-i-dazi.html">4 mila miliardi di deficit in meno in 10 anni: la sfida del Tesoro Usa per far cassa con i dazi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Robert Lighthizer e Stephen Miran, ecco le menti dietro i dazi di Donald Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/robert-lighthizer-e-stephen-miran-ecco-le-menti-dietro-i-dazi-di-donald-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 09:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Radici profonde della visione di Trump: La convinzione di Trump che i dazi siano la soluzione per i surplus commerciali risale agli anni '80, come dimostrano video d’epoca, ed è stata affinata nel tempo, trovando piena espressione nella sua politica economica.</p>
<p>Robert Lighthizer, l’architetto dei dazi: Ex Rappresentante per il Commercio sotto Trump e Reagan, Lighthizer è l’ideatore della strategia tariffaria del tycoon; il suo libro del 2023, No Trade Is Free, anticipa le mosse attuali, come la revoca del PNTR alla Cina, e influenza Trump anche senza un ruolo ufficiale.</p>
<p>Le mosse di Trump riflettono Lighthizer: Le recenti decisioni, come dazi su Cina, Messico e Canada o la critica a tasse digitali e IVA, rispecchiano i capitoli del libro di Lighthizer, che denuncia il declino manifatturiero legato all’ingresso della Cina nell’OMC.</p>
<p>Stephen Miran, la nuova guida economica: Nominato presidente del Consiglio dei Consulenti Economici, Miran sostiene nel suo saggio del 2024, A User’s Guide to Restructuring the Global Trading System, che i dazi possano correggere la sopravvalutazione del dollaro (stimata al 25%) e rilanciare l’export americano.</p>
<p>Strategia condivisa: Miran vede i dazi come leva per svalutare il dollaro e costringere i partner commerciali a cedere, un approccio che Trump sta applicando, anche se il successo di questa reindustrializzazione resta incerto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/robert-lighthizer-e-stephen-miran-ecco-le-menti-dietro-i-dazi-di-donald-trump.html">Robert Lighthizer e Stephen Miran, ecco le menti dietro i dazi di Donald Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250404104309242_78885baed77489917e74a6a33ec3b70e-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per <strong>Donald Trump</strong>, la convinzione che i dazi rappresentino la strategia più efficace per ristabilire un equilibrio nei surplus commerciali ha radici profonde e affonda le sue origini in una visione economica che si è sviluppata nel tempo. In rete, infatti, esistono molti video risalenti agli anni Ottanta che testimoniano come The Donald fosse convinto da tempo che i dazi fossero la strada maestra. Tuttavia, sin dalla sua prima esperienza alla Casa Bianca, il tycoon è stato influenzato da una persona, in particolare, considerata &#8220;l&#8217;architetto dei dazi&#8221;: <strong>Robert Lighthizer</strong>, <a href="https://americafirstpolicy.com/team/robertlighthizer">esperto negoziatore commerciale e avvocato</a>, presidente del <em>Center for American Trade</em> presso l&#8217;America First Policy Institute (Afpi). Lighthizer è noto soprattutto per essere stato il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr) durante la prima presidenza di Donald Trump e vice Rappresentante per il Commercio durante l&#8217;amministrazione Reagan. Lighthizer denuncia il declino dei centri manifatturieri americani, attribuendolo all’ingresso della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è l&#8217;architetto dei dazi di Trump</h2>



<p>Come sottolinea <em><a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2025-02-26/the-future-of-tariffs-robert-lighthizer-s-book-knows">Bloomberg</a></em>, sebbene alcuni ritengano che Lighthizer non sia più così influente &#8211; non avendo ricevuto un incarico ufficiale in questa nuova fase &#8211; la sua influenza sull&#8217;operato di Trump è evidente. Il suo libro del 2023, <em>No Trade Is Free: Changing Course, Taking on China, and Helping America’s Workers</em> sembra infatti delineare con due anni di anticipo le mosse adottate dall&#8217;amministrazione Trump in tema di dazi e commercio globale. Non a caso, <strong>Jamieson Greer</strong>, scelto da Trump come nuovo Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, è stato capo dello staff di Lighthizer. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse del presidente Usa riflettono le idee di Lighthizer</h2>



<p>Le recenti decisioni di Trump riflettono le idee Lighthizer illustrate nel suo libro del 2023. In particolare i i capitoli 17 e 18, intitolati rispettivamente <em>Transcending Issues That Affect the Economy</em> e <em>A Prescription for the Future</em>. Nel primo, Lighthizer critica le tasse sui servizi digitali in Europa e attacca l’impatto &#8220;enorme&#8221; dell&#8217;Iva, mentre nel secondo propone un passo indietro radicale nel commercio con la Cina, revocandone lo status di relazioni commerciali normali permanenti (Pntr), concesso dal Congresso nel 2000; uno status che implica che il Paese beneficiario riceva un <strong>trattamento tariffario e commerciale stabile</strong> e non discriminatorio, equivalente a quello offerto agli altri membri dell&#8217;OMC, senza la necessità di rinnovare periodicamente tale concessione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il manuale di Miran</h2>



<p>Oltre a Lighthizer, c&#8217;è un altro esperto &#8211; questa volta un economista &#8211; che influenza in maniera determinante le mosse di Trump sul commercio: <strong>Stephen Miran</strong>, nominato da Donald Trump come presidente del Consiglio dei Consulenti Economici (Council of Economic Advisers, CEA), già senior strategist presso il fondo speculativo Hudson Bay Capital Management e come fellow presso il Manhattan Institute, un think tank conservatore. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The burden the overvalued dollar places on the U.S. manufacturing sector drives carnage across the industrial base of the country, and places an enormous drag on our export sector. American workers bear the cost for global reserve provision. /7 <a href="https://t.co/oSnOUUTemf">pic.twitter.com/oSnOUUTemf</a></p>&mdash; Stephen Miran (@SteveMiran) <a href="https://twitter.com/SteveMiran/status/1856745689897709578?ref_src=twsrc%5Etfw">November 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il suo pensiero è ben espresso nel documento del novembre 2024<em>, A User’s Guide to Restructuring the Global Trading System</em>, pubblicato poco dopo la rielezione di Trump e prima della sua nomina ufficiale. In questo testo, Miran presenta un catalogo di strumenti per <strong>rimodellare il commercio globale</strong>, ponendo i dazi al centro della strategia. Esattamente ciò che sta facendo il tycoon. </p>



<p>La strategia di Miran raccontata nel suo saggio è piuttosto chiara: Miran sostiene che il dollaro sia sopravvalutato (stimando un eccesso del 25%), il che <strong>danneggia l’export e il settore manifatturiero statunitense</strong>. Per correggere tale squilibrio, propone l’uso aggressivo dei dazi per importare inflazione, <strong>svalutare il dollaro e migliorare la competitività</strong> delle esportazioni americane. Inoltre, vede le tariffe come una leva negoziale per costringere Paesi come Cina e Unione Europea a modificare le loro politiche commerciali. &#8220;Il peso che il dollaro sopravvalutato impone al settore manifatturiero statunitense &#8211; scriveva in un tweet &#8211; provoca una <strong>devastazione diffusa nella base industriale del Paese</strong> e rappresenta un enorme ostacolo per il nostro settore delle esportazioni. I lavoratori americani pagano il prezzo per il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale&#8221;. È la strada giusta per l&#8217;America e per reindustrializzare il Paese? Solo il tempo ce lo dirà. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/robert-lighthizer-e-stephen-miran-ecco-le-menti-dietro-i-dazi-di-donald-trump.html">Robert Lighthizer e Stephen Miran, ecco le menti dietro i dazi di Donald Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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