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	<title>Nigel Farage Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 12:31:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nigel Farage Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tempesta perfetta in Francia e Uk: il debito assedia Macron e Starmer, il rigore spinge i populisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 12:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tempesta perfetta in Francia e Regno Unito: il debito assedia Macron e Starmer, il rigore spinge i populisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tempesta-perfetta-in-francia-e-uk-il-debito-assedia-macron-e-starmer-il-rigore-spinge-i-populisti.html">Tempesta perfetta in Francia e Uk: il debito assedia Macron e Starmer, il rigore spinge i populisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904110819754_ce62c2151315d9ca95224744024ba0f6-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron e Keir Starmer sono nocchieri di due barche nel pieno della tempesta, quelle delle <strong>economie di Francia e Regno Unito</strong> oggi intente a gestire una duplice crisi legata al combinato disposto tra <strong>bassa crescita economica, alto indebitamento e tensioni sociali</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Francia, resa dei conti per Bayrou e Macron</h2>



<p>Mentre si avvicina l&#8217;autunno caldo delle leggi di bilancio il governo transalpino di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/francia-sullorlo-del-baratro-economico-il-piano-bayrou-e-la-minaccia-del-fmi.html">François Bayrou,</a></strong> stretto alleato del presidente, si avvia al <em>redde rationem</em> parlamentare dell&#8217;8 settembre sul piano di austerità da 44 miliardi di euro di tagli senza una maggioranza parlamentare. </p>



<p>A Parigi Macron e Bayrou avvertono sui rischi della <strong>crisi debitoria</strong> e mirano a far passare un disegno di legge, avversato dalla destra del Rassemblement National e dalla sinistra guidata da La France Insoumise, che combina <strong>tagli ai ministeri, revisioni della spesa pensionistica, soppressione di festività</strong> e&#8230;aumenti alla spesa militare.</p>



<p>Mentre il debito di Parigi ormai <a href="https://it.insideover.com/economia/la-francia-attacca-litalia-sulle-agevolazioni-ai-milionari-per-nascondere-i-problemi-sul-debito.html">è <strong>vicino per rendimento al decennale italiano</strong></a> e la curva dei titoli a trent&#8217;anni è pressata dal massiccio <em>sell-off </em>dei fondi pensione olandesi, i consensi di Macron e Bayrou sono ai minimi mentre <strong>i sondaggi premiano il Rassemblement National</strong> nonostante la condanna e l&#8217;interdizione dai pubblici uffici di Marine Le Pen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dolori di Starmer</h2>



<p>Nel Regno Unito <strong>il governo laburista di Keir Starmer e la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves</strong>, che gestisce la politica finanziaria di Londra, sono sotto pressione da parte delle diverse anime della formazione di maggioranza mentre la dura realtà dei conti pubblici impone morigeratezza per la manovra.</p>



<p>Starmer si trova chiamato a <strong>ritrovare risorse per 40 miliardi di sterline</strong> per far quadrare i conti ed è ormai assodato che entro il 26 novembre, giorno di presentazione ufficiale della manovra, dovranno essere annunciate nuove tasse o tagli di spesa. </p>



<p>Sul primo fronte, <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c7545yz0171o">nota la Bbc</a>, il governo laburista sta valutando &#8220;un&#8217;imposta sugli utili straordinari delle banche,&nbsp; <a href="https://www.bbc.co.uk/news/articles/cm2k1m56xgjo">varie imposte sulla proprietà o la riforma del sistema di imposta comunale&#8221;</a> in un contesto in cui &#8220;con&nbsp;<br><a href="https://www.bbc.co.uk/news/articles/cy989njnq2wo">i costi di indebitamento a lungo termine che hanno raggiunto il livello più alto dal 1998,</a>&nbsp;il servizio del debito pubblico sta diventando sempre più costoso, divorando il poco cuscinetto finanziario – circa 10 miliardi di sterline – di cui dispone il cancelliere&#8221; per attuare gli investimenti attesi<strong> e aumentare il salario minimo, rafforzare il budget del sistema sanitario nazionale Nhs e avviare un ambizioso</strong> piano di <strong>edificazione di immobili</strong> per famiglie a basso reddito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Starmer e la rivolta Labour contro i tagli di spesa</h2>



<p>Sul secondo, Starmer si trova di fronte a un paradosso: la sua vittoria elettorale del luglio 2024, in termini di seggi, è stata talmente ampia nei confronti del <strong>Partito Conservatore</strong>, a causa del tracollo di quest&#8217;ultimo alle urne, da portare a Westminster una pattuglia vastissima di deputati laburisti di varia estrazione e diverso orientamento politico, compresa un&#8217;agguerrita pattuglia contraria a ogni taglio di spesa. </p>



<p>Non a caso il primo ministro ha tentato di risparmiare <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-06-26/starmer-eases-welfare-cuts-in-blow-to-budget-and-his-authority">annunciando controversi tagli alla spesa per l&#8217;assistenza alla disabilità</a> e un ridimensionamento della spesa per la cooperazione internazionale finalizzato a <strong>rafforzare le spese in Difesa</strong> che hanno causato malumori e contraccolpi, costringendo l&#8217;esecutivo poi a mediare e tornare in larga parte sui suoi passi. Il <em><a href="https://www.telegraph.co.uk/politics/2025/09/02/starmer-welfare-cuts-after-reset/">Telegraph</a></em> e il <em><a href="https://www.thetimes.com/uk/politics/article/keir-starmer-will-continue-to-push-for-welfare-reforms-7kztm3mlc">Times</a></em> parlano del fatto che Sir Keir è pronto a cercare nei prossimi mesi una riforma del Welfare volta a procurare risparmi alle casse del Paese, un fatto che potrebbe portare molti deputati sul piede di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Farage vola nei sondaggi</h2>



<p>Nel frattempo, le elezioni appaiono ancora lontane (la legislatura scade nel 2029) ma non si può sottovalutare il terremoto in atto nei sondaggi, dove ormai domina <strong>Reform Uk, il partito di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/uragano-farage-sullinghilterra-travolti-laburisti-e-conservatori.html"><strong>destra nazionalista di Nigel Farage,</strong> che da tribuno pro-Brexit</a> ora nutre legittime ambizioni di governo e si candida al ruolo di primo oppositore di Starmer. Per il quale, come per Macron, <strong>si preannunciano anni duri fondati sul sovrapporsi</strong> contemporaneo di <strong>problemi debitori, crisi economica, tensioni sociali e assedio nazional-populista</strong>. Una &#8220;tempesta perfetta&#8221; in corso parallelamente a Parigi e Londra che fa entrare le due capitali in una fase di acuta stabilità e potenziale trasformazione.</p>



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		<title>Starmer rompe il tabù: i laburisti varano la stretta, immigrati solo se qualificati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/starmer-rompe-il-tabu-i-laburisti-varano-la-stretta-immigrati-solo-se-qualificati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 10:15:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-1536x750.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Riforma migratoria: Keir Starmer annuncia un sistema migratorio "controllato, selettivo ed equo" con test di lingua inglese più rigorosi per i richiedenti visti e i loro familiari.  </p>
<p>Residenza permanente: Il periodo per ottenere lo status di residente permanente passa da 5 a 10 anni.  </p>
<p>Visti di lavoro qualificati: Requisiti aumentati a livello universitario, con stop al reclutamento di lavoratori stranieri nell’assistenza.  </p>
<p>Integrazione e formazione: Critica alla dipendenza da manodopera straniera a basso costo, con incentivi per formare giovani britannici e percorsi accelerati per migranti qualificati.  </p>
<p>Dibattito politico: Le riforme, criticate per possibile impatto su famiglie e diritti dei migranti, segnano un recupero di prospettive storiche della sinistra, non uno spostamento a destra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-rompe-il-tabu-i-laburisti-varano-la-stretta-immigrati-solo-se-qualificati.html">Starmer rompe il tabù: i laburisti varano la stretta, immigrati solo se qualificati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172637640_71d67e315d346398eea46b1f972757c4-e1747063645615-1536x750.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I laburisti inglesi rompono il tabù sull&#8217;immigrazione. Il primo ministro britannico <strong>Keir Starmer</strong>, leader del Labour Party, ha annunciato una riforma radicale del sistema migratorio del Regno Unito, promettendo un sistema &#8220;controllato, selettivo ed equo&#8221;, con misure che includono test di lingua inglese più rigorosi per tutti i richiedenti visti e i loro familiari adulti, e un’estensione <strong>da cinque a dieci anni</strong> del periodo necessario per ottenere lo status di residente permanente. &#8220;Chi viene nel nostro Paese deve impegnarsi per l’integrazione e imparare la nostra lingua&#8221;, ha dichiarato il premier, sottolineando come la conoscenza dell’inglese <strong>sia essenziale per trovare lavoro e prevenire lo sfruttamento</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove regole sull&#8217;immigrazione </h2>



<p>Le nuove regole, che saranno dettagliate in un prossimo <em>White Paper</em> sull’immigrazione, prevedono anche <strong>un aumento dei requisiti per i visti di lavoro qualificato</strong>, che passeranno da un livello equivalente all’<em>A-level</em> a un livello universitario, e la fine del reclutamento di lavoratori stranieri nel settore dell’assistenza. Il ministro dell’Interno <strong>Yvette Cooper</strong> ha annunciato che le aziende dovranno <strong>assumere cittadini britannici</strong> o estendere i visti dei lavoratori stranieri già presenti, una misura che dovrebbe <strong>ridurre l’arrivo di circa 50.000 lavoratori</strong> poco qualificati nel prossimo anno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="877" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521.jpg" alt="" class="wp-image-469389" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521-600x274.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250512172739587_e342fbf77b13385bbf88d1624b153008-e1759382027521-1536x702.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>Starmer ha criticato aspramente le industrie <strong>&#8220;quasi dipendenti dall’importazione di manodopera a basso costo&#8221;</strong>, accusandole di trascurare la formazione dei giovani britannici. Ha citato il settore dell’ingegneria, dove &#8220;i visti sono schizzati alle stelle mentre gli apprendistati sono crollati&#8221;, privando le nuove generazioni di opportunità. Per incentivare l’integrazione di migranti altamente qualificati, il Governo introdurrà un <strong>percorso accelerato per lo status di residente permanente</strong> per professioni-chiave come infermieri, ingegneri ed esperti di intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito politico in Inghilterra</h2>



<p>Tuttavia, le proposte hanno suscitato critiche. <strong>Madeleine Sumption</strong>, direttrice del <em>Migration Observatory</em>, ha avvertito che un percorso di dieci anni per la residenza permanente renderebbe il Regno Unito &#8220;più restrittivo della maggior parte dei Paesi ad alto reddito&#8221; e potrebbe generare maggiori entrate per il Governo attraverso le tasse sui visti temporanei, ma a scapito dei diritti dei migranti. Alcuni critici temono che i requisiti linguistici più severi possano separare le famiglie, soprattutto se coniugi o genitori faticano a imparare l’inglese.</p>



<p>Le riforme di Starmer segnano un punto di rottura con l’approccio tradizionale della sinistra a livello internazionale, che ha spesso abbracciato politiche migratorie molto più permissive. La mossa di Starmer potrebbe anche essere volta a <a href="https://it.insideover.com/politica/uragano-farage-sullinghilterra-travolti-laburisti-e-conservatori.html">frenare la crescita di <em>Reforum Uk</em></a>, il partito sovranista di <strong>Nigel Farage</strong>, prima formazione politica in Inghilterra, <a href="https://www.standard.co.uk/news/politics/nigel-farage-reform-lead-tories-london-labour-poll-b1227098.html">secondo i recenti sondaggi</a>. Quest&#8217;ultimo critica il governo per non voler uscire dalla Corte Europea dei Diritti Umani (ECHR), che considera un ostacolo significativo all&#8217;espulsione di migranti irregolari: sostiene che, al contrario, solo <em>Reform Uk</em> abbandonerebbe l’Echr per consentire espulsioni efficaci.</p>



<p>Alcuni potrebbero erroneamente dedurre che Starmer si stia &#8220;spostando a destra&#8221;. Non è esattamente così. Per decenni, la sinistra a livello internazionale ha insistito sull&#8217;immoralità di negare a chicchessia il diritto di attraversare una frontiera alla ricerca di una vita migliore e promosso i vantaggi del multiculturalismo. Tuttavia, in passato diversi partiti socialdemocratici e comunisti &#8211; <a href="https://www.ina.fr/ina-eclaire-actu/video/s1295810_001/il-faut-stopper-l-immigration-georges-marchais">come fece <strong>Georges Marchais</strong>, segretario generale del Partito Comunista Francese</a> dal 1972 al 1994 &#8211; hanno riconosciuto i rischi dell’immigrazione di massa, sottolineando le sue potenziali ripercussioni sullo stato sociale. Pertanto, più che di uno spostamento a destra, si potrebbe parlare per Starmer di un recupero di prospettive storiche della vecchia sinistra più &#8220;socialista&#8221; che &#8220;liberal&#8221;.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-rompe-il-tabu-i-laburisti-varano-la-stretta-immigrati-solo-se-qualificati.html">Starmer rompe il tabù: i laburisti varano la stretta, immigrati solo se qualificati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#039;&#8221;invasione&#8221; di migranti verso la Gran Bretagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/linvasione-di-migranti-verso-la-gran-bretagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 10:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immigrazione a Calais (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-2048x1422.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Gran Bretagna è alle prese con un flusso senza precedenti di barche e barchini con a bordo immigrati clandestini che salpano dalle coste francesi per raggiungere quelle d&#8217;oltre-Manica. Secondo la Bbc sarebbero 319 gli imbarcati soccorsi soltanto nella giornata di venerdì 11 settembre, mentre il leader del Brexit Party, Nigel Farage, ha reso noto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/linvasione-di-migranti-verso-la-gran-bretagna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immigrazione a Calais (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-a-Calais-2048x1422.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Gran Bretagna</strong> è alle prese con un flusso senza precedenti di barche e barchini con a bordo immigrati clandestini che salpano dalle coste francesi per raggiungere quelle d&#8217;oltre-Manica. Secondo la <em><a href="https://www.bbc.com/news/uk-england-54114373">Bbc</a> </em>sarebbero 319 gli imbarcati soccorsi soltanto nella giornata di venerdì 11 settembre, mentre il leader del Brexit Party, <strong>Nigel Farage</strong>, ha reso noto in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ebM839Fti7Y&amp;t=650s">video</a> pubblicato sul proprio canale YouTube che il numero di imbarcazioni che ha raggiunto le <strong>coste britanniche</strong> in un unico giorno (venerdì) sarebbe di 52, come confermato anche dalla Guardia costiera. Farage ha poi aggiunto che sulla spiaggia di Kingsdown, una decina di chilometri a nord-est di Dover, sono stati rinvenuti 33 giubbotti salvagente ma soltanto sette persone; le altre si sarebbero prontamente dileguate appena giunte sul posto.</p>
<p>Il leader del Brexit Party ha definito il fenomeno una vera e propria &#8220;<strong>invasione</strong>&#8221; ed ha puntato il dito contro le autorità francesi, accusate di non fermare le partenze, contro la Marina militare francese &#8220;che scorta i barchini in acque territoriali britanniche&#8221;, ma anche contro la <strong>Guardia costiera</strong> del Regno Unito, trasformatasi in taxi per i clandestini.</p>
<p>Nell&#8217;agosto del 2019 le autorità francesi e britanniche avevano annunciato il comune obiettivo di rendere la traversata dei barchini un fenomeno sporadico già dalla primavera del 2020; all&#8217;epoca ben 1.400 irregolari erano riusciti a raggiungere le coste britanniche (nei precedenti 12 mesi).  Ad anno ancora da concludersi sono però già 6 mila i clandestini a bordo di imbarcazioni che sono riusciti a raggiungere la Gran Bretagna e soltanto 166 i rimpatriati. Soltanto nel mese di luglio 2020 il numero di traversate è risultato di dieci volte maggiore rispetto a quello del 2019, come reso noto dalla <em>Bbc</em>.</p>
<p>Considerando che il governo britannico ha già speso più di 5 milioni di sterline nel tentativo di fermare il flusso di irregolari, incluso il finanziamento a una quarantina di agenti di polizia francesi per il  pattugliamento della costa, è evidente che qualcosa non sta funzionando.</p>
<h2>L&#8217;invasione dei &#8220;<em>dinghies</em>&#8220;, provenienti dalla Francia</h2>
<p>La nuova strategia dei trafficanti di irregolari punta all&#8217;utilizzo dei cosiddetti &#8220;<em>dinghies</em>&#8220;, piccole imbarcazioni o motoscafi stipati fino all&#8217;impossibile per trasferire il maggior numero di clandestini dalle coste francesi a quelle britanniche. Una pericolosissima traversata di una cinquantina di chilometri nelle gelide acque della Manica, ma i trafficanti confidano nell&#8217;aiuto della Marina francese, della Guardia costiera britannica e della <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-8722239/Dozens-migrants-inflatable-dinghies-land-beaches-Kent-40-arrive-Dover.html">Border Force</a>.</p>
<p>I criminali sanno infatti molto bene che nello Stretto sono presenti in forze pattuglie e velivoli per l&#8217;individuazione delle imbarcazioni e che nella maggior parte dei casi la loro &#8220;merce&#8221; riesce a raggiungere le coste della Gran Bretagna. In alcuni casi gli immigrati riescono a sbarcare e a far perdere le proprie tracce, mentre in altri vengono soccorsi e trasferiti negli appositi centri in suolo britannico.</p>
<p>Secondo alcuni ufficiali della Marina britannica in supporto al Governo, i facilitatori che si occupano di organizzare la traversata dalle coste francesi hanno tutto l&#8217;interesse a far imbarcare il maggior numero di persone in quanto non vengono pagati fino a quando gli irregolari non raggiungono l&#8217;altra sponda della Manica (o in alternativa fin quando non vengono soccorsi).</p>
<p>Il numero di traversate e di arrivi è certamente allarmante, al punto che Farage ha anche organizzato un&#8217;uscita in barca, con tanto di riprese <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qyuSrwWl9iY">video</a>, per vedere cosa succede realmente nella Manica e non solo è riuscito a documentare un soccorso da parte della Guardia Costiera britannica, ma anche un cosiddetto &#8220;<em>hand-over</em>&#8220;, ovvero una nave della Marina francese che accompagna un barchino zeppo di irregolari fino alle acque territoriali britanniche, dove viene a sua volta &#8220;raccolto&#8221; da una nave della British Border Force. Nel filmato, il leader del Brexit Party illustra anche come l&#8217;imbarcazione sulla quale si trova abbia ricevuto minacce via radio sia dalla nave francese che dalla Guardia Costiera britannica, per dissuaderli dal documentare il fatto.</p>
<h2>Gli hotel per immigrati off-limits ai giornalisti</h2>
<p>Oltre al fenomeno del flusso migratorio nella Manica, c&#8217;è anche quello legato all&#8217;accoglienza, con una serie di hotel, alcuni dei quali a quattro stelle, riconvertiti in luoghi nei quali ospitare gli immigrati arrivati con barche e barchini, luoghi ai quali l&#8217;accesso a giornalisti e curiosi è assolutamente vietato, anche se non risulta chiaro il motivo di tale divieto che è stato &#8220;sfidato sia dal leader del Brexit Party, Farage che dagli attivisti di Britain First.</p>
<p>In un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4VvzKM9q95w">filmato</a> pubblicato sempre sul proprio canale YouTube, Farage ha documentato come gli immigrati ospiti presso l&#8217;Holiday Inn Express di Hoylake siano stati anche portati in gita all&#8217;Anfeld Stadium, lo stadio del Liverpool; il tutto ampiamente documentato sulla pagina Facebook &#8220;<a href="https://www.facebook.com/103956091006651/photos/a.104678717601055/333171014751823/?type=3&amp;theater">A heart for refugees</a>&#8221; (Un cuore per i rifugiati).</p>
<p>Farage ha poi commentato: &#8220;In partica, salti a bordo di un barchino, attraversi illegalmente la Manica, puoi essere ospitato in un bel posto come il Hoylake Hotel e subito dopo che il Liverpool ha vinto la Premier League ti portano anche a fare un tour dello stadio&#8230;Queste persone manderanno foto nei loro Paesi d&#8217;origine invitando altri a raggiungerli perchè in Gran Bretagna è tutto facile: hotel, soldi, viaggi a Anfield&#8230;Questo è il messaggio&#8230;&#8221;</p>
<p>In compenso sulla pagina Facebook di &#8220;A heart for refugees&#8221; fanno sapere che &#8220;i ragazzi hanno apprezzato molto ed oggi sorridono tutti&#8221; e che al rientro in hotel si sono &#8220;gettati su pizza e patatine&#8221;.</p>
<p>Lo stesso hotel è stato visitato anche da un gruppo di attivisti di Britain First con tanto di videocamera; una presenza ben poco gradita visto che i gestori del posto hanno immediatamente ordinato agli ospiti di ritirarsi dalle finestre e di non farsi riprendere dalle telecamere. Ashlea Simon, organizzatrice regionale di Britain First per l&#8217;Inghilterra settentrionale ha <a href="https://www.britainfirst.org/migrant_hotels_britain_first_exposes_the_holiday_inn_express?utm_campaign=migrant_hotels6&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=britainfirst">commentato</a>: &#8220;Questo hotel è pieno di immigrati, erano dietro i vetri, abbiamo visto tutto quello che buttano dalle finestre, calzini, resti di cibo, immondizia, tutto a carico dei contribuenti&#8230;&#8221;</p>
<p>Un altro hotel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=G5XKksiSgac">visitato</a> da Farage è il Daresbury Park Hotel &amp; Spa, una struttura a quattro stelle situata a Warrington, non lontano da Liverpool. In questo caso il leader politico e la sua troupe sono stati fermati nell&#8217;atrio dell&#8217;hotel. L&#8217;addetto al controllo ha vietato loro l&#8217;ingresso, dichiarando che il luogo è chiuso al pubblico. Alla domanda di Farage su chi fosse ospitato lì, il soggetto in questione si è rifiutato di rispondere.</p>
<p>Numerosi altri hotel sono stati visitati da troupe di Britain First nell&#8217;Essex, a Londra, Newcastle, Coventry, Wakefield e anche a Birmingham presso il Bromsgrove Hotel, dove sono riusciti ad entrare e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WeRgobw53d0">filmare</a>, documentando ampiamente la situazione.</p>
<p>Lo scorso 8 settembre la St.Paul&#8217;s School for Girls, sempre a Birmingham, è addirittura arrivata a recapitare una lettera ai genitori delle allieve consigliando loro di far evitare alle proprie figlie la fermata del bus nei pressi dello <a href="https://www.britainfirst.org/migrant_hotels_britain_first_visits_hotel_in_birmingham_after_school_letters?utm_campaign=migrant_hotels13&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=britainfirst">Strathallan Hotel</a>, recentissimamente riconvertitosi in centro per immigrati richiedenti asilo. Nella lettera inviata ai genitori il responsabile scrive: &#8220;Consiglio caldamente di non far avvicinare le vostre figlie in alcun modo allo Strathallan Hotel&#8230;&#8221; e suggerisce una fermata con tragitto alternativo.</p>
<h2>Alcune considerazioni</h2>
<p>La Home Secretary, Priti Patel, ha <a href="https://www.bbc.com/news/uk-england-kent-53420063">dichiarato</a> di voler fare in modo che le imbarcazioni con gli irregolari vengano respinte e rimandate in Francia, ma Parigi non vede di buon occhio tale eventualità e fa leva su diverse interpretazioni della legislazione marittima.</p>
<p>Pierre-Henri Dumont, membro dell&#8217;Assemblea Nazionale per la regione di Calais, ha dichiarato che la cosa fondamentale è la salvaguardia delle vite umane, aggiungendo che si sta parlando di esseri umani, non di bestiame. Immancabile poi l&#8217;intervento dell&#8217;Agenzia Onu per i Rifugiati che non solo <a href="https://www.bbc.com/news/uk-england-53650537">addita</a> i respingimenti come &#8220;pericolosi perché potrebbero causare incidenti&#8221;, ma addirittura che &#8220;i numeri della traversata sono ancora bassi e gestibili&#8221;.</p>
<p>La questione dell&#8217;accoglienza forzata è veramente un problema legislativo come sostiene Parigi? Difficile crederlo. Non è certo segreto di pulcinella che in generale i Paesi &#8220;trampolino&#8221; non hanno alcun interesse a trattenere gli immigrati in procinto di partire ma anzi, nella migliore delle ipotesi si girano dall&#8217;altra parte. Lo si è del resto visto con la Tunisia, con la Libia ma anche con a stessa Italia quando ai clandestini in arrivo non vengono prese le impronte digitali in modo da evitare di doverli tenere sul proprio territorio e affinché potessero poi proseguire il viaggio verso altri Paesi europei (dove sarebbero poi stati identificati), salvo poi in molti casi essere respinti e rimandati in Italia.</p>
<p>E&#8217; altrettanto difficile credere che i francesi non riescano a individuare in tempo le partenze dalla propria costa e prevenire il fenomeno; semplicemente non vi è alcun interesse nazionale nel farlo.</p>
<p>Non regge nemmeno la questione legata ai diritti umani visto che esistono canali specifici per chi chiede asilo ed è stato dimostrato che la stragrande maggioranza degli imbarcati sono immigrati economici. Parlando di diritti, esiste anche quello legato alla difesa del territorio e della sicurezza nazionale ed è già stato ampiamente documentato come l&#8217;ingresso di migliaia di irregolari di cui non si sa assolutamente nulla non diventa soltanto un problema economico che grava sulla popolazione, ma anche di sicurezza.</p>
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		<item>
		<title>Perché il conservatorismo di Johnson è vincente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-il-conservatorismo-di-johnson-e-vincente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 17:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La destra radicale ed i movimenti sovranisti imperversano, negli ultimi anni, in diverse nazioni del Vecchio Continente. Alternativa per la Germania, Vox, il Raggrupamento Nazionale ( ex Fronte Nazionale) ed i Veri Finlandesi sono solo alcuni esempi di partiti radicali, nel recente passato marginali, che sono riusciti ad imporsi nei rispettivi Paesi. L&#8217;establishment moderato, nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-conservatorismo-di-johnson-e-vincente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>destra radicale</strong> ed i movimenti sovranisti imperversano, negli ultimi anni, in diverse nazioni del Vecchio Continente. Alternativa per la Germania, Vox, il Raggrupamento Nazionale ( ex Fronte Nazionale) ed i Veri Finlandesi sono solo alcuni esempi di partiti radicali, nel recente passato marginali, che sono riusciti ad imporsi nei rispettivi Paesi. L&#8217;establishment moderato, nella maggior parte dei casi, non è stato in grado di comprendere fino in fondo le ragioni dei mutamenti elettorali in corso e spesso è stato semplicemente travolto dagli eventi, resistendo in attesa di tempi migliori. Il Partito Conservatore Inglese, invece, è riuscito, grazie alla leadership di Boris Johnson, a drenare i consensi della destra radicale facendone, di fatto, la scomparsa politica.</p>
<h2>Una scelta vincente</h2>
<p>La strategia di Johnson è, in realtà, piuttosto semplice: il premier si è limitato a rispettare le proprie <strong>promesse elettorali</strong> ed ha mantenuto una posizione decisa e coerente sul tema della Brexit che, per anni, ha diviso il mondo politico inglese. Questo modo di agire, unito alla stesura di un programma politico convincente, ha consentito ai Tories di prosciugare il bacino di voti del <strong>Brexit Party </strong>di <strong>Nigel Farage</strong> che, alle elezioni legislative di dicembre, ha ottenuto appena il 2 per cento dei voti e nessun deputato eletto. Il Brexit Party, in realtà, aveva presentato candidati per appena 275 dei 650 collegi della Camera dei Comuni e comunque il sistema maggioritario inglese a turno unico favorisce, da sempre, i partiti più consolidati a discapito delle new entries e dei radicali. Non bisogna dimenticare che, alle elezioni europee di maggio 2019, il movimento aveva conseguito il 30 per cento dei suffragi piazzandosi al primo posto e che alcuni <a href="https://www.google.com/amp/s/inews.co.uk/news/politics/nigel-farages-brexit-party-leads-general-election-poll-for-first-time-501113%3famp">sondaggi</a> nazionali, tra maggio e giugno, lo stimavano in testa alle intenzioni di voto degli inglesi. Lo spostamento a destra dei Tories sotto Johnson e soprattutto il conseguimento della Brexit hanno nei fatti sancito la fine del movimento che, di fatto, ha anche raggiunto l&#8217;obiettivo per cui era stato creato.</p>
<h2>Un futuro incerto</h2>
<p>Non sembrano esserci buone prospettive per la destra radicale inglese: lo <strong>Ukip</strong>, che lo stesso Farage aveva contribuito a portare ad un discreto livello di successo per poi uscirne a causa delle derive estremiste, sembra ormai condannato alla marginalità e non si intravedono, a destra dei Conservatori, altri movimenti in grado di emergere o di generare un consenso significativo. Il sistema partitico inglese, pur messo a dura prova dalla Brexit, ha resistito al trauma e sembra in grado di continuare a prosperare aiutato, di certo, dal maggioritario a turno unico. Questo sistema di voto, infatti, continua ad impedire il successo di nuovi partiti politici che siano moderati, come i Lib Dem oppure radicali. La plurisecolare democrazia inglese, in parole povere, è una delle poche sacche di resistenza, nel Vecchio Continente, alle spinte estremiste che vengono da destra e da sinistra. La destra radicale, inoltre, ha dovuto molto del suo successo al carisma di Nigel Farage che, però, ha probabilmente oscurato altre possibili figure di riferimento che avrebbero potuto generare un certo ricambio. Il futuro di Londra, dunque, sembra strettamente legato, malgrado le difficoltà dei progressisti, al bipolarismo che vede affrontarsi Conservatori e Laburisti.</p>
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		<item>
		<title>Così Farage vuol far vincere Johnson</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-farage-vuol-far-vincere-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 14:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=241276</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1388" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigel Farage esulta dopo i risultati sulla Brexit (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072.jpg 1388w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-1024x661.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1388px) 100vw, 1388px" /></p>
<p>Boris Johnson è sempre più vicino alla riconferma da premier: Nigel Farage, leader del Brexit Party ha annunciato che non schiererà, al contrario di quanto precedentemente affermato, i suoi candidati nei seggi vinti dai Conservatori nel 2017. Un evidente regalo ai Tories, già molto avanti nei sondaggi, che in questo modo partiranno molto avvantaggiati nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-farage-vuol-far-vincere-johnson.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1388" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigel Farage esulta dopo i risultati sulla Brexit (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072.jpg 1388w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4072-1024x661.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1388px) 100vw, 1388px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noopener">Boris Johnson</a> è sempre più vicino alla riconferma da premier: <strong>Nigel Farage</strong>, leader del Brexit Party <a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/nov/11/brexit-party-will-not-contest-317-tory-seats-nigel-farage-says" target="_blank" rel="noopener">ha annunciato</a> che non schiererà, al contrario di quanto precedentemente affermato, i suoi candidati nei seggi vinti dai Conservatori nel 2017. Un evidente regalo ai Tories, già molto avanti nei sondaggi, che in questo modo partiranno molto avvantaggiati nelle circoscrizioni in questione e potranno contare sul pieno bacino elettorale dei votanti contrari alla permanenza nell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. L&#8217;iniziativa unilaterale di Farage è giunta dopo che Johnson aveva rifiutato di allearsi con il movimento ritenendo, piuttosto, che i Tories abbiano tutte le potenzialità per aspirare a poter governare da soli. Il premier ha comunque confermato che Londra lascerà la Ue nel 2020 e che cercherà di stipulare un trattato di libero scambio con <a href="https://it.insideover.com/politica/il-discorso-della-regina-spinge-il-regno-unito-verso-la-brexit.html">Bruxelles</a> sul modello di quello concluso con Ottawa, due propositi che devono aver persuaso il leader radicale ad evitare una mossa potenzialmente suicida.</p>
<h2>Il fronte spezzato</h2>
<p>La scelta  annunciata in precedenza da Farage, infatti, avrebbe rischiato di produrre una grave frattura nello schieramento conservatore e paradossalmente di favorire Laburisti e Liberaldemocratici nella conquista di seggi chiave. Il sistema elettorale inglese, infatti, prevede l&#8217;assegnazione degli scranni attraverso la suddivisione del Paese in circoscrizioni uninominali, dove chi ha anche un solo voto più degli altri si aggiudica il seggio. Il <strong>Brexit Party</strong>, pur presentandosi in ogni circoscrizione del Regno Unito, non avrebbe comunque avuto modo di aggiudicarsi, nella migliore delle ipotesi, più di una manciata di scranni ma avrebbe sottratto consensi ai Tories: l&#8217;equivalente di un suicidio ideologico per uno schieramento che ha sempre cercato e voluto un&#8217;uscita immediata da Bruxelles. Il partito di Farage presenterà comunque dei candidati in molte altre circoscrizioni elettorali del Regno Unito, nella speranza di rendere la vita difficile ai Laburisti e agli altri schieramenti ritenuti a favore del Remain. L&#8217; alleanza &#8220;unilaterale&#8221; tra Tories e Brexit incontrerà, di certo, l&#8217;approvazione di <strong>Donald Trump</strong> che si era espresso a favore di questo sviluppo alcuni giorni fa e che non ha mai nascosto la sua forte preferenza in favore di un&#8217;uscita quanto più veloce e netta possibile di Londra.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>I <strong>sondaggi elettorali</strong> continuano a certificare una netta prevalenza dei Conservatori, stimati intorno al 40 per cento dei consensi, sui Laburisti, che galleggiano intorno al 30 per cento delle preferenze e dei Liberali, che sono fermi intorno al 15 per cento delle intenzioni di voto. Molto distanziati tutti gli altri e con questi numeri e l&#8217;impegno di Farage ci sono pochi dubbi circa una netta vittoria dei Tories ed una riconferma di Johnson a Downing Street. L&#8217; alleanza progressista tra LibDem, Verdi e nazionalisti gallesi, che dovrebbero presentare un candidato unico in alcuni seggi in funzione anti-Brexit, non sembra destinata ad influenzare l&#8217;esito delle consultazioni e la non inclusione dei Laburisti in questo patto lo rende di certo più debole. Una vittoria decisa permetterà ai Conservatori di poter implementare il proprio programma elettorale e consentirà allo schieramento di finalizzare la Brexit, per ben due volte rinviata e divenuta, ormai, un vero e proprio tormentone politico nel Regno Unito. I Laburisti, invece, si dovranno probabilmente rassegnare a cinque anni di opposizione.</p>
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		<title>Boris Johnson rifiuta l&#8217;offerta elettorale di Nigel Farage</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-rifiuta-lofferta-elettorale-di-nigel-farage.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 08:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Farage offerta a Johnson" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-1024x581.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessun accordo con il Brexit Party di Nigel Farage. Questa è stata, in sintesi, la risposta del primo ministro Boris Johnson all&#8217;offerta ricevuta dal politico di destra radicale e rilanciata dal presidente americano Donald Trump. Farage aveva chiesto al premier di rinunciare al proprio accordo per la Brexit raggiunto, dopo lunghe trattative, con Bruxelles e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-rifiuta-lofferta-elettorale-di-nigel-farage.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Farage offerta a Johnson" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Niogel-Farage-Brexit-Party-La-Presse-e1572854918278-1024x581.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nessun <a href="https://www.bbc.com/news/election-2019-50264395">accordo</a> con il Brexit Party di<strong> Nigel Farage</strong>. Questa è stata, in sintesi, la risposta del primo ministro Boris Johnson all&#8217;<strong>offerta ricevuta</strong> dal politico di destra radicale e rilanciata dal presidente americano Donald Trump. Farage aveva chiesto al premier di rinunciare al proprio accordo per la Brexit raggiunto, dopo lunghe trattative, con Bruxelles e di puntare piuttosto alla firma, entro il primo gennaio del 2020, di un accordo di libero scambio con l&#8217;Unione Europea e in caso di fallimento a perseguire un&#8217;uscita senza intesa. Johnson ha anche ricordato, agli elettori, che un voto per i partiti che non siano quello conservatore faciliterà la vittoria dei Laburisti di Jeremy Corbyn alle elezioni. Farage ha poi annunciato, nella giornata di domenica, che non si candiderà alle imminenti consultazioni ma supporterà i tanti aspiranti deputati del suo movimento.</p>
<h2>Una sfida rischiosa</h2>
<p>Boris Johnson ha deciso di perseguire una <strong>chiara linea politica</strong>: i Tories hanno tutte le potenzialità per poter conseguire la maggioranza assoluta dei seggi alle elezioni legislative ed un patto elettorale con un altro schieramento danneggerebbe la naturale vocazione maggioritaria del partito di governo. Questa scelta, però, non è priva di rischi e possibili ricadute: il Brexit Party è stimato tra il 9 ed il 13 per cento dei voti e qualora Farage decida effettivamente di presentare <a href="https://www.euronews.com/2019/11/01/watch-live-nigel-farage-launches-brexit-party-s-uk-election-campaign">candidati</a> in ogni circoscrizione elettorale ciò potrebbe danneggiare, nei seggi più in bilico, proprio i <strong>Conservatori</strong>.</p>
<p>Farage è riuscito, negli anni, a farsi portavoce di quegli elettori che vogliono rompere ogni legame con Bruxelles, che rifiutano insomma ogni compromesso in tal senso e pertanto può godere di un bacino di voti consistente, seppur ovviamente minoritario. Il <strong>Brexit Party</strong>, però, soffre il sistema uninominale secco inglese  (first pass the post) e non ha la possibilità di ottenere più di una manciata di seggi nella migliore delle ipotesi e potrebbe persino fermarsi a zero. Lo stesso Farage ha tentato per ben sette volte e senza successo di conseguire un seggio alla Camera dei Comuni. Lo schieramento di destra radicale ha dunque bisogno dei Tories mentre questi ultimi potrebbero imporsi anche senza aiuti esterni. Il condizionale, però, è d&#8217;obbligo.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Una serie di <strong>simulazioni pre-elettorali</strong>, realizzate nell&#8217;ultimo mese, certifica che i Conservatori inglesi, in assenza di un accordo con Farage, non dovrebbero avere problemi a raggiungere la maggioranza degli scranni. I Tories dovrebbero ottenerne tra i 362 ed i 393 sui 650 della Camera dei Comuni, i Laburisti tra i 150 ed 198, i nazionalisti scozzesi tra 47 e 50, i Liberali tra 28 e 35, gli unionisti nordirlandesi del Dup dovrebbero fermarsi a 10 scranni, i separatisti del <strong>Sinn Fein</strong> vengono stimati a sette seggi, i Verdi non dovrebbero invece superare il singolo scranno mentre il Brexit Party dovrebbe conseguirne tra gli 0 ed i 2. L&#8217;andamento dei voti nelle singole circoscrizioni elettorali, in particolar modo in quelle in bilico, potrebbe però rivelarsi difficile da prevedere, sia a causa di fattori locali che dell&#8217;affluenza. La decisione di Boris Johnson di non allearsi con Farage potrebbe, paradossalmente, facilitare un&#8217;affermazione dei Laburisti o la nascita di una Camera dei Comuni senza maggioranze stabili. Corbyn si troverà, così, a dover fare il tifo per una consistente affermazione del Brexit Party anche se, quest&#8217;ultimo potrebbe sottrarre voti <em>Leavers</em> anche ai Laburisti. Il ciclone Farage, in definitiva, ha tutte le potenzialità per scombinare le carte sul tavolo elettorale e per influenzarne, in un senso o nell&#8217;altro, l&#8217;esito.</p>
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		<title>Nel Regno Unito i partiti si preparano al voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nel-regno-unito-i-partiti-si-preparano-al-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 13:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Gambia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni parlamentari nel Regno Unito, che avranno luogo il 12 dicembre, sono destinate ad assumere un&#8217;importanza rilevante non solo in chiave Brexit ma anche per capire quale direzione  prenderà il Paese nei prossimi anni. Fortemente volute dal premier Boris Johnson, il cui Partito Conservatore ha perso da tempo la maggioranza alla Camera Bassa e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-regno-unito-i-partiti-si-preparano-al-voto.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Gambia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Boris-Johnson-Regno-Unito-La-Presse-e1572462201191-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>elezioni parlamentari</strong> nel Regno Unito, che avranno luogo il 12 dicembre, sono destinate ad assumere un&#8217;importanza rilevante non solo in chiave Brexit ma anche per capire quale direzione  prenderà il Paese nei prossimi anni. Fortemente volute dal premier Boris Johnson, il cui Partito Conservatore ha perso da tempo la maggioranza alla Camera Bassa e non è più in grado di governare efficacemente, queste consultazioni polarizeranno il già complesso quadro politico della nazione e potrebbero riservare alcune sorprese. Sulla carta, in realtà, i Tories <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tories-vincerebbero-le-elezioni-anticipate.html">dovrebbero</a> avere vita facile: gli <strong>istituti demoscopici</strong> li stimano al primo posto, con una percentuale di voti che oscilla tra il 36 ed il 40 per cento. I rivali Laburisti e Liberaldemocratici, invece, si dovrebbero dividere i voti del campo anti-Brexit più o meno in parti uguali con i Labour tra il 21 ed il 26 per cento dei suffragi ed i LibDem poco sotto 20 per cento. Più indietro il Brexit Party di Nigel Farage, tra il 9 ed il 13 per cento ed i Verdi intorno al 3-6 per cento dei consensi. Il fattore climatico e le tattiche elettorali potrebbero però rimescolare le carte in tavola.</p>
<h2>L&#8217;ostacolo a destra</h2>
<p><strong>Nigel Farage</strong>, nel lanciare la campagna elettorale del suo movimento, ha <a href="https://www.bbc.com/news/election-2019-50261647">proposto</a> a Boris Johnson di unire le forze e di formare <strong>un&#8217;alleanza politica</strong> in chiave euroscettica. Il leader radicale ha inoltre suggerito al premier di stipulare un accordo di libero scambio con l&#8217;Unione Europea da firmare entro il primo gennaio 2020. Qualora ciò non avvenga Londra dovrebbe perseguire una Hard Brexit. Farage ha esplicitamente minacciato Johnson di presentare, in caso di rifiuto della sua proposta, candidati in ogni circoscrizione elettorale del Paese. Questo sviluppo, nel contesto del sistema maggioritario inglese, rischierebbe di spaccare il fronte pro Brexit in due e di favorire indirettamente i Laburisti.</p>
<p>L&#8217;offerta del Brexit Party sembra però destinata a cadere nel vuoto: <a href="https://www.theguardian.com/politics/live/2019/nov/01/general-election-news-latest-brexit-farage-restates-call-for-brexit-party-pact-with-tories-live-news?page=with:block-5dbc27e68f08d669cdab1098#block-5dbc27e68f08d669cdab1098">James Cleverly</a>, il presidente dei Tories, ha affermato che un voto per il partito di Farage paralizzerebbe il Paese e porterebbe Jeremy Corbyn direttamente a Downing Street, vanificando così la Brexit. È possibile, in effetti, che nei collegi in bilico lo schieramento di destra radicale possa sottrarre voti al bacino elettorale dei <strong>Tories</strong> ed anche che il consenso del Brexit Party possa continuare a crescere durante la campagna elettorale. Boris Johnson, quindi, dovrà coprirsi su ogni fronte.</p>
<h2>Le mosse dell&#8217;opposizione</h2>
<p>I LiberalDemocratici, i Verdi ed il Plaid Cymru, il movimento dei nazionalisti gallesi, stanno invece negoziando un <strong>patto</strong> <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.theguardian.com/politics/2019/oct/30/election-pact-pursued-by-lib-dems-plaid-cymru-and-greens">elettorale</a> che dovrebbe vedere i tre schieramenti supportare un candidato unico in alcune circoscrizioni elettorali. L&#8217;accordo non vede la presenza dei Laburisti ed è destinato, pertanto, ad avere un effetto piuttosto limitato. La decisione su quale partito rappresenterà l&#8217;alleanza a livello di circoscrizione dovrà poi essere stipulato dalle branche locali degli schieramenti, un fattore che già nelle consultazioni del 2017 aveva causato numerosi problemi. I LibDem sono schierati su posizioni fortemente anti-Brexit e vorrebbero interrompere del tutto il processo di uscita da Bruxelles. Questo fattore, che potrebbe definitivamente alienare i voti dei <strong>Leavers laburisti</strong> ed il timore dello stesso partito di Jeremy Corbyn di essere messo in secondo piano impediranno la partecipazione dei Laburisti all&#8217;alleanza che, qualora avesse imbarcato anche i nazionalisti scozzesi, avrebbe avuto eccellenti possibilità di sconfiggere Boris Johnson.</p>
<p><strong>Jeremy Corbyn</strong> ha <a href="https://www.google.com/amp/s/www.bbc.co.uk/news/amp/uk-politics-50242562">promesso</a>, in caso di vittoria e durante il lancio della campagna elettorale, di ricostruire i servizi pubblici del Regno Unito, di colpire gli evasori fiscali, i cattivi datori di lavoro ed i grandi inquinatori ed anche di aprire colloqui diretti con Bruxelles.</p>
<h2>Il clima</h2>
<p>Lo svolgimento di consultazioni generali a dicembre, alle porte dell&#8217;inverno, potrebbe influire sull&#8217;affluenza alle urne, causare problemi logistici e tenere gli elettori più anziani, tendenzialmente sostenitori dei Tories, lontano dalle urne. Per questo motivo i dati dei sondaggi pre elettorali vanno presi con le pinze e condizioni meteorologiche particolarmente ostili potrebbero creare seri problemi predittivi agli esperti del settore.</p>
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		<title>La complicata partita dei sovranisti: ora devono uscire dallo stallo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-complicata-partita-dei-sovranisti-ora-devono-uscire-dallo-stallo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 05:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populisti]]></category>
		<category><![CDATA[sovranisti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=228875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sovranisti europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sovranisti avrebbero dovuto mutare per sempre gli assetti dell&#8217;Unione europea, ma il blocco operato con la coalizione Ursula inizia a produrre i primi effetti. Se non altro perché di appuntamenti elettorali si tornerà a parlare tra qualche tempo. Adesso, per la coalizione che ha votato Ursula von der Leyen è il momento di cristallizzare il quadro. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-complicata-partita-dei-sovranisti-ora-devono-uscire-dallo-stallo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sovranisti europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>sovranisti</strong> avrebbero dovuto mutare per sempre gli assetti dell&#8217;Unione europea, ma <a href="https://it.insideover.com/politica/una-commissione-che-non-rispetta-il-voto-popolare.html?utm_source=ilGiornale">il blocco operato con la coalizione Ursula</a> inizia a produrre i primi effetti. Se non altro perché di appuntamenti elettorali si tornerà a parlare tra qualche tempo. Adesso, per la coalizione che ha votato <strong>Ursula von der Leyen</strong> è il momento di cristallizzare il quadro. Non c&#8217;è la necessità di aprire troppi canali diplomatici con chi, in funzione delle scorse elezioni europee, aveva promesso che la burocrazia di Bruxelles sarebbe stata ribaltata. L'&#8221;ideologia sovranista&#8221; non avrà troppe occasioni per fare capolino, ricordando agli attori del palcoscenico continentale quale sia il loro peso consensuale tra la cittadinanza. I partiti tradizionali europei ne sono consapevoli. Il caso italiano è forse quello più emblematico: <strong>Matteo Salvini</strong> potrà capitalizzare il consenso, se andrà in coalizione con il centrodestra, alle prossime elezioni regionali. Ma se la maggioranza formata dal Partito Democratico e dal MoVimento 5 Stelle dovesse reggere da qui a fine legislatura, il leader del Carroccio sarebbe costretto ad aspettare il 2023 per poter dire ancora la sua sul piano nazionale. Sarebbero più tre anni e mezzo di stallo. Palazzo Chigi è diventata una meta lontana per il leghista.</p>
<p>Un discorso simile può essere fatto per la Francia di <strong>Emmanuel Macron</strong>: Marine Le Pen si sta preparando alla battaglia per quelle che noi chiameremmo elezioni amministrative ma, considerando che le presidenziali in cui ha trionfato En Marche! si sono svolte nel 2017, i lepenisti del <strong>Rassemblement National</strong> dovranno attendere il 2022 per provare l&#8217;ennesimo assalto all&#8217;Eliseo. E c&#8217;è sempre l&#8217;incognita del doppio turno: quello è uno dei sistemi elettorali con cui il tagliafuori alla maniera della coalizione Ursula viene messo in campo con più facilità. <strong>Angela Merkel</strong>, come annunciato dalla stessa<em> Bundeskanzlerin</em>, abdicherà nel 2023, cioè in concomitanza con la scadenza del suo mandato. <strong>Alternative fur Deutschland</strong>, come verificatosi nella tornata valevole <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-cosa-cambia-con-il-boom-dellafd.html">per la Sassonia e Brandeburgo</a>, può incrementare i consensi. Ma da qui a diventare il primo partito tedesco ce ne passa. E in questo caso l&#8217;incognita, quella che può sbarrare la strada anche in caso di risultati eccezionali per i sovranisti teutonici, ha il nome di <strong>Grosse Koalition</strong>. In Olanda si è votato due anni fa. <strong>Thierry Baudet</strong> dovrà accontentarsi della panchina per i prossimi tre anni. Il Brexit Party di Nigel Farage dipende dalla parabola di Boris Johnson: l&#8217;ex leader dell&#8217;Ukip <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cos-lasse-farage-johnson-pu-dare-scacco-matto-bruxelles-1752131.html">ha offerto al premier britannico un&#8217;alleanza condivisa</a>, per non far sì che i due partiti non siano contrapposti alle possibili elezioni anticipate. In questo caso i sovranisti potrebbero addirittura fare la storia d&#8217;Europa, mettendo a segno il punto decisivo per la Brexit nella sua versione più estrema, quella che non passa da un accordo con l&#8217;Unione europea. Non è ancora noto, però, se in ottobre i britannici saranno davvero chiamati ad esprimersi, in quello che diventerebbe una sorta di secondo referendum. Anzi, Boris Johnson non sembra avere intenzione di scendere da quello scranno, specie dopo il lungo percorso che gli ha consentito di divenire primo ministro.</p>
<p>Vale la pena parlare del caso dell&#8217;Austria, che è la nazione in cui le elezioni legislative, per via dell&#8217;improvvisa caduta dell&#8217;esecutivo popolar-populista coordinato da <strong>Sebastian Kurz</strong>, si terranno tra meno tempo: il 29 settembre. Lo schema potrebbe essere riabilitato, quello con il Partito popolare di Kurz e il Partito della Libertà, che questa volta ha candidato <strong>Norbert Hofer</strong>. Ma anche in relazione a questo caso di specie esistono delle variabili poco prevedibili: il sistema proporzionale può coadiuvare la nascita di coalizioni diversificate.</p>
<p>Passiamo così alla Spagna, dove Pedro Sanchez non ha ancora trovato la quadra per la formazione dell&#8217;esecutivo. Nel caso in cui si rivotasse e la coalizione di centrodestra trovasse prima la vittoria numerica e poi un programma comune per reggere le redini spagnola, allora anche Vox di<strong> Santiago Abascal</strong> avrebbe la sua opportunità. Ma il premier incaricato non cederà lo scettro senza colpo ferire.</p>
<p>Tralasciando il blocco di Visegrad, dove il sovranismo e il conservatorismo sono maggioritari da tempi non sospetti, appare chiaro come in buona parte degli Stati europei i sovranisti rischino di rimanere nel pantano per un periodo di tempo abbastanza prolungato. Uno stallo dal quale semplicemente non si può uscire. A meno che i governi attualmente in carica, tanto quelli appena nati quanto quelli insediatisi tempo fa, cadano. Offrendo alle formazioni euroscettiche una possibilità di rivalsa.</p>
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		<title>Perché Trump spinge per la Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-trump-spinge-per-la-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 05:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando Donald Trump si candidò alle primarie del Partito repubblicano, quasi nessuno prese sul serio la sua candidatura. Tra quei pochi leader europei di destra o di centrodestra che perorarono la causa del magnate nonostante la ragionevolezza portasse da tutt&#8217;altra parte, magari dal lato di Jeb Bush o da quello di Marco Rubio, c&#8217;era Nigel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-trump-spinge-per-la-brexit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2829834-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando <strong>Donald Trump </strong>si candidò alle primarie del Partito repubblicano, quasi nessuno prese sul serio la sua candidatura. Tra quei pochi leader europei di destra o di centrodestra che perorarono la causa del magnate nonostante la ragionevolezza portasse da tutt&#8217;altra parte, magari dal lato di Jeb Bush o da quello di Marco Rubio, c&#8217;era <strong>Nigel Farage</strong>. Adesso è tempo di &#8220;passare il favore&#8221;.</p>
<p>Il Brexit Party è stato fondato sulle ceneri dell&#8217;Ukip solo da poche settimane, ma i risultati delle elezioni europee in Gran Bretagna hanno dimostrato come quel 51.89% del 23 giugno 2016, quello che ha sancito l&#8217;avvio dell&#8217;iter per l&#8217;uscita dei sudditi di Sua Maestà dall&#8217;<strong>Unione europea</strong>, sia tutto fuorché anacronistico. A The Donald la <strong>Brexit</strong> piace, specie la versione &#8220;hard&#8221;, cioè quella che prevede uno strappo deciso e senza remore, sia perché si integra bene con la sua visione del mondo sia perché depotenzia il dominio commerciale della Germania di Angela Merkel.</p>
<p>&#8220;Se fossi un cittadino americano, non voterei per Hillary Clinton neppure se mi pagassero&#8221;, disse Nigel Farage nell&#8217;agosto del 2016. I moti elettorali che hanno contribuito alla vittoria del candidato repubblicano alle presidenziali del 2016 e all&#8217;affermazione dei sovranisti inglesi pochi mesi prima sono simili. In entrambi i casi, è stato possibile raccontare di una <strong>classe operaia</strong> sfiduciata nei confronti delle forze politiche progressiste, di una compattezza politica nata nelle <strong>periferie</strong> impoverite per via della crisi economica e di un risultato al di fuori di ogni portata previsionale.</p>
<p>Donald Trump, che in queste ore si trova a<strong> Londra</strong>, ha chiesto, magari in maniera un po&#8217; provocatoria, che a sedersi al tavolo con le istituzioni sovranazionali europee per contrattare sulla Brexit sia proprio quel Nigel Farage, dal quale i conservatori &#8211; <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/06/02/news/regno_unito_trump_spinge_per_la_brexit_dura_mandate_farage_a_negoziare_e_uscite_dall_ue_senza_pagare_-227769780/">come si legge</a> su <em>Repubblica</em> &#8211; avrebbero &#8220;molto da imparare&#8221;. E poi c&#8217;è <strong>Boris Johnson,</strong> che è tornato in auge per la leadership nazionale da quando Theresa May ha annunciato le sue dimissioni: il fondatore del Brexit Party e l&#8217;ex sindaco londinese e ministro degli Esteri sono quanto di meglio The Donald potesse sperare per il futuro del Regno Unito. Del secondo il presidente degli Stati Uniti ha detto &#8211; come è possibile approfondire sempre <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/06/01/news/usa_l_endorsement_di_trump_per_boris_johnson_sarebbe_un_eccellente_premier_del_regno_unito_-227703268/">sulla fonte citata</a> &#8211; che opererebbe in maniera ottimale.</p>
<p>Per certi europeisti, Trump agisce come uno scassinatore che vuole destrutturare l&#8217;Ue, spingendo per questo o per quest&#8217;altro leader populista a seconda del<em> momentum.</em> Per i sostenitori del multilateralismo geopolitico, il commander in chief è destinato a ripristinare il sistema degli accordi bilaterali, quindi l&#8217;autosufficienza economico-industriale. La sostanza non cambia: l&#8217;inquilino della Casa Bianca ha almeno un paio di amici oltremare con i quali non vede l&#8217;ora di scambiare due chiacchiere sul destino dell&#8217;Occidente.</p>
<p>A novembre del 2020, quando i cittadini americani saranno chiamati a confermare o meno la loro fiducia nei confronti del Tycoon, la situazione sarà chiara: il Regno Unito farà ancora parte o no del consesso sovra-istituzionale del Vecchio continente. Non è un dettaglio da poco: il presidente desidera narrare agli elettori di come gli Stati Uniti siano &#8220;tornati grandi&#8221;, potendo vantare pure un rapporto privilegiato, se non esclusivo, con gli eredi del vecchio impero.</p>
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		<title>La lezione degli europei agli europeisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lezioni-europei-europeisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 11:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Europa non è quella sognata dagli ultrà europeisti. C&#8217;è un&#8217;altra Europa uscita da queste elezioni e che mette in dubbio tutta quella struttura che per anni è stata considerata granitica e definitiva. E sono stati i cittadini europei a lanciare un segnale inequivocabile nei confronti dei grandi partiti che rappresentano l&#8217;establishment pro Ue. Lo hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lezioni-europei-europeisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Europa non è quella sognata dagli ultrà europeisti. C&#8217;è un&#8217;altra <strong>Europa</strong> uscita da queste elezioni e che mette in dubbio tutta quella struttura che per anni è stata considerata granitica e definitiva. E sono stati i cittadini europei a lanciare un segnale inequivocabile nei confronti dei grandi partiti che rappresentano l&#8217;establishment pro Ue. Lo hanno fatto da Parigi a Varsavia, da Atene a Londra, da Berlino a Roma. E la speranza è che ora a Bruxelles e nelle capitali dei diversi Paesi europei la lezione impartita dagli elettori sia stata ascoltata. Perché non è stata una lezione radicale: non è stato l&#8217;insegnamento impartito con la famigerata onda nera paventata dai media né con la svolta a sinistra pensata da molti. È una lezione impartita con il sistema democratico e con scelte chiarissime che dai vari fronti d&#8217;Europa hanno fatto capire la temperatura de Vecchio Continente.</p>
<p>Ogni Paese ha dato una lezione a questa Unione europea. Ogni area del continente ha inviato un segnale. E ora devono essere gli esecutivi e l&#8217;Unione europea a trarne le conseguenze. Il Regno Unito è stato per mesi considerato un Paese che ha sbagliato. I media hanno dipinto un popolo britannico illuso e che era stato attratto da un pifferaio magico come <strong>Nigel Farage</strong>. E invece è arrivata la notizia contraria: la Gran Bretagna profonda vuole ancora la Brexit e <a href="https://it.insideover.com/politica/trionfo-farage-europee-brexit.html">l&#8217;ha dimostrato il voto per il Brexit Party</a> ma anche il sostegno ai conservatori, che, seppur ridotto, ha comunque il senso del voto a favore del divorzio di Londra da Bruxelles.</p>
<p>Mentre Londra ricordava al mondo di essere pro Brexit, <a href="https://it.insideover.com/politica/europee-le-pen-sconfigge-macron.html">la Francia ha dato un&#8217;altra lezione</a>: quella rivolta del Paese profondo contro Emmanuel Macron non era un fuoco di paglia. E il Paese sta effettivamente cambiando pelle, tra un sostegno sempre più forte verso<strong> Marine le Pen</strong> e un astensionismo che può essere letto anch&#8217;esso in chiave anti Macron. Altro che Paese in mano agli europeisti. Altro che Parigi come culla e locomotiva  dell&#8217;Unione europea. La Francia si conferma Paese euroscettico nonostante il presidente sia diventato il simbolo della grande burocrazia Ue. E l&#8217;immagine che ne esce è quella di un governo che ha completamente perso il legame con il suo popolo.</p>
<p>L&#8217;altra lezione è poi arrivata dal <strong>Gruppo di Visegrad</strong>. Il vento dell&#8217;Est continua a spirare sull&#8217;Unione europea. E <strong>Viktor Orban</strong>, accusato di essere l&#8217;anti Europa, di essere isolato, di non avere alleati, si è in realtà dimostrato (ancora una volta) leader decisivo per il presente e per il futuro dell&#8217;Ue. Con la percentuale di voti ottenuta questa domenica, Fidesz si è confermato uno dei pilastri del Partito popolare europeo e ha soprattutto fatto capire che quell&#8217;Europa voluta a Bruxelles non piace a larghissima parte degli ungheresi. A loro come al resto dei popoli dell&#8217;Europa orientale, che hanno chiaramente fatto intendere di non avere alcuna intenzione di piegarsi ai dettami europeisti, né sul tema culturale né su quello migratorio. L&#8217;insegnamento che hanno dato i cittadini di Visegrad è che quella parte di Europa non cede di fronte alle pressioni di Bruxelles. E non sembra destinata a farlo nel breve né nel lungo periodo.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/elezioni-europee-lega-primo-partito-m5s-crolla-e-pd-supera-1701692.html">Altra lezione l&#8217;hanno impartita gli italiani</a>. Il voto di ieri, che non può non essere considerato plebiscitario nei confronti della <strong>Lega</strong>, è soprattutto un monito verso tutto l&#8217;establishment europeista. I partiti che criticano l&#8217;Unione europea in maniera profonda rappresentano più della metà dell&#8217;elettorato italiano. Il Paese è comunque orientato verso destra, dal centro a quella più radicale, ma sommando i voti di Lega, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d&#8217;Italia, i partiti che più di tutti hanno criticato le scelte dell&#8217;Ue, il quadro che ne esce è che la maggioranza del Paese è fortemente critica verso l&#8217;Europa. Ed è un segnale estremamente importante per tutti, che non va sottovalutato.</p>
<p>Ma la lezione l&#8217;hanno data anche i tedeschi, perché quella <strong>Germania</strong> che è il nucleo dell&#8217;Unione europea in realtà appare profondamente tentennante rispetto alla burocrazia Ue. La Germania è fra i Paesi che più hanno beneficiato dell&#8217;Europa unita e dell&#8217;eurozona e di certo Angela Merkel è stata la cancelliera che più di tutti ha sovrapposto l&#8217;agenda tedesca con quella Ue. Eppure, il voto condanna la Cdu a un risultato che per i cristiano-democratici è pessimo (22,6%) visto che cinque anni fa aveva preso il 30 per cento. Se a questo si aggiunge il boom dei Verdi e il fatto che l&#8217;AfD comunque sia riuscita a tenere botta con il 10% ormai consolidato, quello che ne esce <a href="https://it.insideover.com/politica/le-europee-disegnano-una-nuova-germania.html">è una Germania totalmente cambiata</a> e, anche se europeista, nettamente in contrasto con alcune politiche dell&#8217;attuale Unione europea.</p>
<p>Se a queste lezioni si aggiunge quella dell&#8217;astensionismo balcanico, che conferma la disaffezione dei popoli del Sud-est Europa per l&#8217;Unione europea, e quella della <strong>Grecia</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/europee-2019-grecia-destra-tsipras.html">che abbandona Alexis Tsipras</a> e fa guerra a chi ha eseguito alla lettera i dettami europeisti, il quadro che ne esce è chiaro: gli europei hanno voluto dare un segnale chiarissimo. L&#8217;Europa c&#8217;è: ma non è quella dipinta dai suoi ultrà. E deve provare a cambiare se non vuole uscire definitivamente sconfitta.</p>
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