Con i risultati definitivi delle elezioni in Sassonia e Brandeburgo, si conferma in Germania l’avanzata di Alternative für Deutschland. In Sassonia, l’AfD è salita al 27,5% dal 9,7% di cinque anni fa, attestandosi come seconda forza politica dietro la Cdu (32,1%) della Cancelliera Angela Merkel; ottimo risultato anche in Brandeburgo, dove l’AfD registra un 23,5% dei consensi, in netta crescita rispetto al 12,2% di cinque anni fa, dietro all’Spd, prima forza politica del Brandeburgo con il 26,2% dei voti ma in costante emorragia di voti e prima della Cdu, scesa al 15,6% dopo il 23% della scorsa tornata elettorale.

Il primo ministro della Renania settentrionale-Vestfalia, l’esponente dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) Armin Laschet, ha definito “scioccante” il risultato ottenuto alle elezioni statali svoltesi oggi in Brandeburgo e Sassonia dei “populisti” di destra, mentre Charlotte Knobloch, presidente della comunità israelitica di Monaco, ex presidente del Consiglio centrale ebraico tedesco e fino al 2010 vicepresidente del Congresso ebraico europeo, ha osservato: “I risultati nelle elezioni in Sassonia e in Brandeburgo fanno paura. E’ scioccante che un partito come l’AfD, che è apertamente di destra radicale, antidemocratica e che molto spesso si mostra anche come antisemita, abbia risultati così forti”. Le ragioni dell’ascesa dell’AfD in Brandeburgo si trovano “in tutto l’Est” e non solo nel Land, ha sottolineato invece Matthias Platzeck, esponente del Partito socialdemocratico tedesco (SpD) e primo ministro del Brandeburgo dal 2002 al 2013.

Una “scossa” per la coalizione di Angela Merkel

Il temuto sorpasso sui partiti tradizionali non c’è stato, ma l’AfD ha registrato un balzo in avanti nelle elezioni regionali in Brandeburgo e Sassonia, nella ex Germania Est, 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Un’avanzata che suona come un avvertimento per la fragile coalizione con la Spd guidata da Angela Merkel, ma la GroKo non dovrebbe implodere, visto che i due partner hanno conservato i loro Länder: la Cdu la Sassonia e la Spd il Brandeburgo. Intanto i riflettori sono puntati adesso sul prossimo voto cruciale, quello del 27 ottobre in Turingia, altra regione nella ex Ddr.

Dalla Germania dell’est molti giovani continuano a emigrare ogni anno verso l’ovest dove i salari sono più allettanti. Da queste parti i tedeschi avvertono delusione, tant’è che un elettore su due (il 54% in Sassonia e il 51% in Brandeburgo) ritiene che gli abitanti dell’est vengano trattati come cittadini di serie B, stando a un sondaggio diffuso domenica dall’emittente Ard. E la politica di accoglienza dei rifugiati voluta da Merkel dal 2015 ha gettato ulteriore benzina sul fuoco.

L’AfD è diventata, nell’opinione del ricercatore Jürgen W. Falter, il nuovo partito regionale orientale . “L’AfD ha sostituito la sinistra come l’attuale partito regionale est”, ha detto lo scienziato dell’Università di Magonza. “Questi non sono solo elettori AfD convinti, ma anche quelli che vogliono dare una lezione agli altri”.

L’AfD porta al voto gli “astensionisti”

L’AfD va fortissima fra “astensionisti” e fra i giovani, in Sassonia ancora più marcatamente che nel Brandeburgo. Come scrive lo Spiegel, infatti, circa il 40% degli elettori di AfD cinque anni fa non ha votato. In Sassonia, l’AfD è stata votata da 246.000 persone che cinque anni fa non si erano nemmeno recate alle urne, triplicando i propri consensi. Inoltre, oltre 80.000 persone che avevano votato per l’ultima volta per la Cdu, ora hanno scelto i sovranisti di destra. Anche nel Brandeburgo, l’AfD è riuscita a penetrare negli “astensionisti”, conquistando più di 100.000 voti fra di essi.

Tra i giovani – 25-34 anni – l’AfD è la seconda forza politica in Sassonia, battuti soltanto dai Verdi, che si confermano una forza politica estremamente popolare fra i neo-maggiorenni.

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