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	<title>Venezuela Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 29 Aug 2026 13:12:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Venezuela Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 13:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In effetti, si tratta di una grande vittoria politica di Trump, che dopo l'occupazione indiretta del Venezuela si era scontrato con le grandi compagnie petrolifere americane, restie a sfruttare le riserve petrolifere del Venezuela.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html">Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha annunciato di aver portato a compimento il più grande accordo petrolifero della storia. Vero, il furto del petrolio venezuelano consentirà alle compagnie petrolifere americane di sfruttare giacimenti da cui si potranno ricavare 65 miliardi di barili. Il furto è stato fatto passare come un accordo con il Venezuela, sotto occupazione da quando Washington ne ha rapito il legittimo presidente, e dovrebbe portare alle casse di Caracas circa 200 miliardi di dollari.</p>



<p>L&#8217;intesa ha tutta l&#8217;apparenza di un colpo di genio da parte di Trump, tale da spazzare via le critiche circolate in questi mesi sull&#8217;assedio imposto all&#8217;Iran che ha avuto come conseguenza il blocco del transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, provocando un aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio (con tutte le conseguenze del caso).</p>



<p>Questo accordo, permettendo l&#8217;afflusso di nuove quantità di oro nero nel commercio globale dovrebbe placare la corsa al rialzo dei prezzi e derubricare la crisi energetica mediorientale, che riguarda tutti i Paesi della regione, a qualcosa di gestibile.</p>



<p>Uno sviluppo che, quindi, dovrebbe consentire agli Stati Uniti una maggiore libertà di manovra riguardo le criticità mediorientali. In particolare, gli dovrebbe dare agio di proseguire la stretta economica contro l&#8217;Iran a lungo, per la gioia dei fautori delle guerre infinite.</p>



<p>In effetti, si tratta di una grande vittoria politica di Trump, che dopo l&#8217;occupazione indiretta del Venezuela si era scontrato con le grandi compagnie petrolifere americane, restie a sfruttare le riserve petrolifere del Venezuela.</p>



<p>Ciò anzitutto per i rischi geopolitici, cioè la possibilità che i loro investimenti possano essere messi a rischio da future rivendicazioni dello Stato occupato o da resistenze interne all&#8217;occupazione (sabotaggi, guerriglia etc.).</p>



<p>Ma anche per i rischi di intrapresa, dal momento che estrarre il petrolio venezuelano, il cui sottosuolo cela 303 miliardi di oro nero (le riserve più cospicue del mondo, superiori anche a quelle dell&#8217;Arabia Saudita), non è facile, dal momento che le infrastrutture locali atte allo scopo sono obsolete o del tutto inadeguate.</p>



<p>Trump è riuscito a vincere queste titubanze, riuscendo a convincere anzitutto diverse compagnie petrolifere minori, quindi trascinando nell&#8217;avventura anche le cosiddette Big Oil.</p>



<p>Tali compagnie si sono impegnate a investire 100 miliardi di dollari per sfruttare 17 giacimenti strategici, dove si stima sia concentrato il 20% delle riserve totali del Paese e che abbiano un potenziale di 65 miliardi di barili.</p>



<p>Un colpo di teatro, un fuoco d&#8217;artificio messo a segno alla vigilia dell&#8217;incontro alla Casa Bianca, previsto per la prossima settimana, con i dirigenti delle Big Oil e&nbsp;delle grandi catene di stazioni di servizio e minimarket (che vendono il carburante direttamente ai consumatori), convocato per placare il rincaro dei prezzi.</p>



<p>L&#8217;annuncio dell&#8217;accordo sul petrolio venezuelano dà a Trump argomenti forti per riuscire a spuntare un calmiramento dei prezzi del carburante, così da arrivare alle elezioni di midterm senza questo gravoso fardello, nella speranza di evitare la mattanza del suo partito alle urne.</p>



<p>Riuscirà? Possibile che, nel breve, il fuoco d&#8217;artificio abbia successo, anzitutto nel ristretto ambito dell&#8217;incontro della prossima settimana. Se poi tale successo, sempre se ci sarà, avrà un esito alle urne è tutto da vedere. Il rincaro del carburante è solo uno dei tanti temi su cui si gioca il voto. Tante le critiche mosse alle politiche di Trump dai cittadini americani.</p>



<p>Quanto all&#8217;impatto globale dell&#8217;accordo venezuelano, resta tutto da vedere. Infatti, l&#8217;attuale apporto sul mercato è del tutto marginale dati i problemi infrastrutturali di cui sopra: poco più di un milione di barili al giorno, secondo le stime più positive. Una situazione che non si risolve da un giorno all&#8217;altro.</p>



<p>Infatti, &nbsp;come conclude il sito <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/US-In-Talks-To-Take-Direct-Ownership-Of-Venezuelan-Oil-Fields.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oilprice</a>, &#8220;gli analisti ritengono che gli aumenti di produzione a breve termine rimarranno probabilmente marginali fino a quando non saranno stabilizzati i quadri normativi e infrastrutturali più ampi&#8221;e, ovviamente, rinnovato le infrastrutture.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/US-In-Talks-To-Take-Direct-Ownership-Of-Venezuelan-Oil-Fields.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-OP-2-copia-1024x533.jpg" alt="U.S. In Talks To Take Direct Ownership Of Venezuelan Oil Fields" class="wp-image-83303"/></a></figure>



<p>Secondo molti analisti serviranno anni, <a href="https://www.investopedia.com/the-mystery-of-venezuela-s-oil-why-the-world-s-largest-reserves-are-barely-being-pumped-11910395" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinque-dieci, perché ciò accada</a>. Insomma, tanto fumo e poco arrosto, nell&#8217;immediato come nel medio periodo: l&#8217;accordo avrà certo un impatto, ma non riuscirà a porre fine alla crisi energetica globale causata dalla chiusura di Hormuz.</p>



<p>Detto questo, resta disturbante che Trump si sia vantato dell&#8217;esito di un&#8217;aggressione a uno Stato sovrano e della successiva estorsione ai danni dello stesso, costretto a svendere le proprie ricchezze all&#8217;occupante alle condizioni imposte da questi. Ma tant&#8217;è, l&#8217;uomo è fatto così e ha tanti corifei pronti a lodare questa iniziativa.</p>



<p>Inutile ricordare, in questa sede, che, dopo l&#8217;invasione del Venezuela &#8211; ché tale è stata nonostante le modalità relativamente soft &#8211; Caracas è tornata a <a href="https://www.facebook.com/insideoveritalia/photos/una-petroliera-venezuelana-%C3%A8-diretta-in-israele-si-tratta-del-primo-carico-di-gr/1499492375512832/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inviare il proprio petrolio a Israele</a>, cosa che non faceva da anni.</p>



<p>Più utile sottolineare che la guerra ancora in corso &#8211; sotto altra forma &#8211; contro l&#8217;Iran, oltre che da causali derivanti dalle esigenze della Grande Israele e da motivazioni geopolitiche (l&#8217;Iran è strategico perché crocevia tra Est e Ovest), si fonda anche su analoghe pulsioni predatorie.</p>



<p>Il petrolio iraniano fa gola alle Big Oil. Ce n&#8217;è già tanto nel sottosuolo e Teheran la scorsa settimana ha annunciato la scoperta di un nuovo giacimento di gas naturale, <a href="https://www.timesofisrael.com/iran-announces-new-natural-gas-discovery-as-war-and-us-sanctions-hamper-production/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">200 miliardi di metri cubi di gas</a>. Certe ricchezze attirano guai, com&#8217;è evidente nel caso del derelitto Venezuela.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo sciacallaggio geopolitico sul Venezuela devastato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lo-sciacallaggio-geopolitico-sul-venezuela-devastato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo sciacallaggio geopolitico sul Venezuela devastato" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È un messaggio da Capo di Stato, quello di Maduro, con tanto di firma che l'attesta: "presidente costituzionale della Repubblica bolivariana del Venezuela". Un messaggio nel quale esprime dolore per la sorte del suo popolo, lancia appelli all'unità, alla solidarietà e incoraggia ad affrontare l'ennesima prova con fede e fiducia nella ripresa. Messaggio autorizzato, evidentemente, dall’imprevedibile Trump…</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-sciacallaggio-geopolitico-sul-venezuela-devastato.html">Lo sciacallaggio geopolitico sul Venezuela devastato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo sciacallaggio geopolitico sul Venezuela devastato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026063015290960_227dd53b0b3e3364af7004278595da0e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel doppio sisma venezuelano non è tanto il numero dei morti che impressiona, sebbene sia già insopportabile, quanto quello dei dispersi: 50mila. Certo, parte di essi potrebbero semplicemente essersi persi nel caos successivo al disastro, ma la maggior parte giace sotto le macerie e col passar dei giorni saranno sempre meno quelli che ne potranno riemergere vivi. D&#8217;altronde, la duplicazione sismica incrementa i danni, una sorta di <a href="https://www.ilpost.it/2025/08/26/attacchi-double-tap/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">double-tap</a>&nbsp;per usare una terminologia militare.</p>



<p>Fin qui la cronaca di un disastro naturale, ma il nostro sito è di geopolitica e non ci saremmo occupati di questa catastrofe &#8211; altri sono molto più bravi di noi in questo &#8211; se non ci fossero dettagli a margine di questo disastro da rilevare.</p>



<p>Anzitutto, c&#8217;è il messaggio di Nicolás Maduro dal carcere americano nel quale è ristretto mentre si dipana il processo farsa nel quale sarà ovviamente condannato (è stato rapito il 3 gennaio: 6 mesi di carcere &#8220;preventivo&#8221;). Un messaggio davvero imprevisto, che i suoi carcerieri hanno permesso, di certo dopo essersi interfacciati con l&#8217;amministrazione Trump (né poteva essere altrimenti).</p>



<p>È un messaggio da Capo di Stato, quello di Maduro, con tanto di firma che l&#8217;attesta: &#8220;presidente costituzionale della Repubblica bolivariana del Venezuela&#8221;. Un messaggio nel quale esprime dolore per la sorte del suo popolo, lancia appelli all&#8217;unità, alla solidarietà e incoraggia ad affrontare l&#8217;ennesima prova con fede e fiducia nella ripresa.</p>



<p>Chiaramente l&#8217;amministrazione Trump aveva tutto l&#8217;interesse a pubblicare l&#8217;appello, dal momento che il terremoto rischia di destabilizzare un sistema che vogliono stabile, ma resta interessante che abbia permesso all&#8217;illustre detenuto di firmarsi come presidente venezuelano (pur se vero che è ancora tale dal momento che Delcy Rodríguez è presidente ad interim).</p>



<p>C&#8217;è poi la spinta a trasformare la tragedia in opportunità di predazione. Appare chiaro, infatti, che l&#8217;esule María Corina Machado, che aveva tentato di diventare presidente del Venezuela tramite regime-change scontrandosi col niet di Trump, sta tentando in tutti i modi di sfruttare la catastrofe per riproporsi.</p>



<p>In realtà, come annota il <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/27/world/americas/us-officials-frustrated-with-exiled-venezuelan-leaders-call-for-help.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, la signora non si è mai rassegnata a essere marginalizzata, tanto che l&#8217;amministrazione Trump ha dovuto più volte reiterare con certa irritazione il suo &#8220;no&#8221; al rimpatrio.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/06/27/world/americas/us-officials-frustrated-with-exiled-venezuelan-leaders-call-for-help.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-NYT-copia-4-1024x485.jpg" alt="U.S. Officials Said to Be Frustrated With Machado’s Call for Help" class="wp-image-82647"/></a></figure>



<p>Ma ultimamente aveva rotto gli indugi. Infatti, poco prima della catastrofe, riferisce la <a href="https://www.reuters.com/world/americas/venezuelas-machado-says-she-will-return-venezuela-help-quake-victims-2026-06-29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Reuters</a>, la &#8220;Machado aveva dichiarato che prevedeva di ritornare in Venezuela entro la fine dell&#8217;anno&#8221;. Il duplice sisma potrebbe favorire il rientro. La strega demoniaca, com&#8217;è stata definita da Maduro (e non solo) sembra aver lanciato un riuscito sortilegio.</p>



<p>Un rientro (eventuale) che sta preparando con appelli addolorati all&#8217;indirizzo del popolo venezuelano, che al tempo di Maduro voleva &#8220;liberare&#8221; a <a href="https://www.thenation.com/article/world/nobel-peace-prize-venezeuala-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suon di bombe americane</a>.</p>



<p>D&#8217;altronde, come promesso a destra e a manca, e soprattutto a destra, c&#8217;è da dar fondo a un tesoro che la sua madrepatria cela: 1.7 trilioni di dollari di cui avrebbero beneficiato le aziende americane grazie alle privatizzazioni selvagge che ha promesso di avviare se diventa presidente (<a href="https://fortune.com/2026/01/03/maria-corina-machado-nobel-prize-winner-venezuela-1-7-trillion-privatization-socialism-disaster-nicolas-maduro-arrest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fortune</a>).</p>



<p>La catastrofe venezuelana sembra, appunto favorirla, come spiega e spera un articolo del <a href="https://www.wsj.com/world/americas/u-s-quake-relief-efforts-collide-with-anger-at-venezuelas-government-4bc71afc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a>, media che preme per intronizzare la signora, nel quale si descrive come il popolo plauda entusiasta ai soccorritori americani e inveisca contro quelli del proprio Paese, anche se ci sarebbe un&#8217;indignazione strisciante, che potrebbe diventare un&#8217;onda di marea, contro Washington perché continua a sostenere Delcy Rodríguez.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.wsj.com/world/americas/u-s-quake-relief-efforts-collide-with-anger-at-venezuelas-government-4bc71afc"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-WSJ-2-1024x214.jpg" alt="U.S. Quake-Relief Efforts Collide With Anger at Venezuela’s Government" class="wp-image-82649"/></a></figure>



<p>Significativa la dichiarazione di un intervistato: &#8220;&#8216;La gente non si rende conto che anche lei è sepolta sotto le macerie&#8217;, ha detto Martin Rodil, un attivista venezuelano che ha collaborato con le forze dell&#8217;ordine statunitensi per indagare sui funzionari venezuelani, riferendosi alla Rodríguez&#8221;. Chiaramente Rodil non è un quisling qualunque data l&#8217;attività pregressa.</p>



<p>Da notare che se, infine, la Machado riuscirà nell&#8217;intento, Israele potrà beneficiare di un altro presidente sudamericano decisamente &#8220;amico&#8221; dopo l&#8217;argentino<a href="https://www.jns.org/news/world/argentinas-milei-hosting-isaac-accords-summit-with-latin-american-legislators" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Javier Mieli</a> e il colombiano <a href="https://www.jns.org/news/world/pro-israel-colombian-presidential-front-runner-pledged-to-open-embassy-in-jerusalem" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abelardo de la Espriella</a> (per citare solo i più importanti), dati gli <a href="https://www.dailysabah.com/world/americas/newly-minted-peace-laureate-machado-firm-on-pro-israel-stance" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intimi rapporti della signora col Likud</a>.</p>



<p>Al di là del particolare, sembra che si stia ripetendo quanto avvennne nel più grande sisma recente, quello che nel febbraio 2023 ha devastato la Turchia (anche quello <a href="https://www.nature.com/articles/s43247-023-00747-z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">doppio sisma&#8230;</a> e dire che tale <a href="https://greenbuzz.it/terremoto-venezuela-doppio-sisma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evento tellurico è raro</a>), con i media occidentali, che premevano da tempo per un regime change, i quali preconizzavano che la catastrofe avrebbe posto fine alla presidenza di Erdogan. Questi, infatti, a<a href="https://www.newyorker.com/magazine/2023/05/15/turkeys-earthquake-election" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vrebbe pagato l&#8217;inadeguata risposta alla catastrofe</a> alle elezioni che si sarebbero tenute di lì a breve (andò diversamente).</p>



<p>Peraltro, quel duplice terremoto distrusse anche la vicina Siria, assestando un colpo forse ferale al presidente Assad &#8211; il cui governo cadde un anno dopo &#8211; anche perché l&#8217;arrivo di aiuti a Damasco fu impedito dalle <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WELx-s5Ba9U" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni di Stati Uniti e Unione europea che</a>, a parte una brevissima sospensione, non furono revocate (e dal bombardamento israeliano <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/gli-aiuti-che-non-arrivano-in-siria-e-le-bombe-sullaeroporto-di-aleppo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell&#8217;aeroporto di Aleppo</a>&#8230;).</p>



<p>Alla tragedia e allo sciacallaggio politico per il povero Venezuela si somma la penuria di fondi, che la fine del governo Maduro tramite rapimento non solo non ha risolto, ma ha anzi aggravato.</p>



<p>Infatti, oltre ai problemi cronici causati da politiche errate e soprattutto da decenni di sanzioni, che avrebbero prostrato qualsiasi Paese, i venezuelani non possono più godere dei proventi del petrolio, <a href="https://www.abc.net.au/listen/programs/sundayextra/venezuela-oil-money-ricardo-haussman/106847810" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dirottati in America</a> che elargisce a Caracas, del caso, <a href="https://www.abc.net.au/listen/programs/sundayextra/venezuela-oil-money-ricardo-haussman/106847810" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parte del ricavato</a>, riservandosi anche il diritto di decidere come lo debba spendere.</p>



<p>C&#8217;è poi il furto della Bank of England, che ha nelle sue riserve <a href="https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Britain-Continues-to-Withold-48-Billion-of-Venezuelan-Gold.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">4.8 miliardi di dollari in oro del Venezuela</a>, beni congelati per costringere Maduro a cedere alle ragioni della democrazia. Londra non ha riconosciuto l&#8217;attuale dirigenza, quindi tutto è rimasto come prima. I morti possono continuare a marcire sotto le macerie e i sopravvissuti a sopravvivere tra le macerie. È la democrazia, bellezza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Il ritorno del greggio pesante del Venezuela, così prezioso per le raffinerie Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-ritorno-del-greggio-pesante-del-venezuela-cosi-prezioso-per-le-raffinerie-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gli Usa producono tantissimo petrolio ma questo non elimina il problema qualitativo della loro industria di raffinazione. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington scopre che, senza greggio pesante, la sua macchina energetica resta vulnerabile. L’aumento delle importazioni di petrolio venezuelano<a href="https://it.insideover.com/guerra/venezuela-il-cortile-di-casa-che-trump-vuole-riconquistare.html" type="post" id="492661"> da parte di Chevron</a> non va letto come una semplice operazione di mercato. È piuttosto il segnale di una contraddizione strategica americana. <strong>Andy Walz</strong>, dirigente di Chevron, ha indicato che la compagnia importa ormai in media l’equivalente di circa 250.000 barili al giorno di greggio venezuelano e ritiene possibile un aumento del 50%, fino a circa 350.000-400.000 barili al giorno. Parallelamente, Reuters ha riportato che le esportazioni di Chevron dal Venezuela sono salite a circa 267.000 barili al giorno in marzo, da 209.000 in febbraio, dentro un più ampio riavvicinamento energetico fra Washington e Caracas. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Stati Uniti producono molto petrolio ma non quello che gli serve</h2>



<p><strong>Gli Stati Uniti hanno prodotto nel 2025 un record di 13,6 milioni di barili al giorno di greggio,</strong> ma questo non elimina il problema qualitativo della loro industria di raffinazione. Il sistema americano resta in larga parte costruito per lavorare greggi più pesanti, mentre la produzione domestica è cresciuta soprattutto sui greggi più leggeri. Inoltre, nel 2025 gli Stati Uniti contavano 132 raffinerie operative, con una capacità sostanzialmente stabile, e una quota molto rilevante della capacità di raffinazione continua a essere favorita da cariche più pesanti o acide. In questa cornice, il greggio venezuelano non è una scelta ideologica: è una necessità industriale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mito dell’autosufficienza americana si incrina ancora una volta</h2>



<p>Il punto politico è questo: Washington ama presentarsi come potenza energeticamente autosufficiente, ma quando il Medio Oriente entra in ebollizione e i prezzi si impennano,<strong> torna a cercare barili compatibili con le proprie raffinerie </strong>anche in Paesi che fino a ieri trattava quasi esclusivamente come nemici o bersagli sanzionatori. Non è un caso che l’EIA abbia ricordato che nel 2025 solo l’8% delle importazioni di greggio degli Stati Uniti proveniva dal Golfo mediorientale. Questa quota relativamente modesta non significa che gli Stati Uniti siano immuni alle crisi del Golfo: significa piuttosto che cercano altrove il greggio pesante necessario a tenere in piedi l’equilibrio delle raffinerie e a contenere il costo dei carburanti. Ed è qui che il Venezuela torna centrale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Venezuela rientra nel gioco, ma da posizione subordinata</h2>



<p>Per Caracas questo è un sollievo finanziario, ma non ancora una vittoria strategica piena. Reuters ha riferito che la produzione venezuelana si aggira attorno a 1,05 milioni di barili al giorno e che l’aumento delle esportazioni è stato favorito da nuove intese con gli Stati Uniti. <strong>Tuttavia il sistema di raffinazione interno venezuelano resta in condizioni molto precarie:</strong> a inizio aprile operava appena al 31% della capacità, con circa 399.000 barili al giorno lavorati su 1,29 milioni di capacità nominale. Ciò significa che il Venezuela può vendere di più all’estero, ma resta strutturalmente fragile sul piano industriale interno. In sostanza, esporta rendita mentre continua a soffrire debolezza tecnologica e produttiva. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici</h2>



<p>Se Chevron riuscisse davvero a portare i volumi verso 350.000 o 400.000 barili al giorno, l’effetto più immediato sarebbe <strong>un alleggerimento della pressione su alcune raffinerie statunitensi,</strong> soprattutto quelle più adatte a trattare greggio pesante, e quindi una possibile attenuazione del prezzo della benzina rispetto a uno scenario di scarsità. Ma sarebbe un sollievo relativo, non una soluzione definitiva. Reuters ed EIA mostrano infatti che il mercato americano resta esposto a oscillazioni forti: le scorte di greggio sono salite, ma quelle di benzina e distillati sono scese, segno che la macchina dei prodotti raffinati continua a essere tesa. In altre parole, più greggio venezuelano può aiutare, ma non cancella la vulnerabilità del sistema. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari geopolitici e geoeconomici</h2>



<p>Sul piano geopolitico, il ritorno del greggio venezuelano segna un rovesciamento silenzioso ma importante. Gli Stati Uniti, mentre cercano di ridurre l’impatto della crisi mediorientale, sono costretti a riaprire un corridoio energetico con un Paese che per anni hanno cercato di isolare. È una lezione classica di guerra economica: le sanzioni funzionano finché non urtano contro un bisogno strutturale del sanzionatore. Quando questo accade, la rigidità ideologica lascia spazio al pragmatismo. Caracas non torna al centro perché sia diventata improvvisamente affidabile, ma perché <strong>la geografia del greggio pesante le restituisce un valore </strong>che la politica americana non può ignorare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La conclusione</h2>



<p>Il vero dato, dunque, non è che Chevron importi più petrolio venezuelano. Il vero dato è che gli Stati Uniti, nel mezzo di una crisi energetica globale segnata dalla guerra con l’Iran e dall’instabilità di Hormuz, riscoprono brutalmente i limiti della propria sovranità energetica. Possono produrre molto, possono sanzionare molto, possono minacciare molto. Ma non possono ancora fare a meno, quando serve, del greggio giusto al momento giusto. E questo rende il Venezuela, ancora una volta, meno marginale di quanto Washington vorrebbe ammettere.&nbsp;</p>
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		<title>Rubio in Aula contro l&#8217;amico di una vita: lo scandalo Venezuela colpisce la Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/rubio-in-aula-contro-lamico-di-una-vita-lo-scandalo-venezuela-colpisce-la-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 14:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso vede il Segretario di Stato Marco Rubio convocato come testimone nel processo a Miami contro il suo storico amico David Rivera.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314150618426_f953edec449fd3c8c226a4b5e1f0b526-e1773497227965.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti è esploso un caso di presunta ingerenza straniera che tocca direttamente la Casa Bianca e crea imbarazzo al vertice della politica repubblicana. Il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.theamericanconservative.com/the-foreign-influence-scandal-shaking-the-white-house/">The American Conservative</a></em>, è stato convocato come testimone in un processo federale a Miami contro il suo amico e alleato di lunghissima data, <strong>David Rivera</strong>. Quest&#8217;ultimo, ex deputato repubblicano della Florida, è legato a Rubio da oltre vent’anni: i due hanno iniziato la carriera politica insieme nella Camera statale della Florida, dove erano noti come “Batman e Robin”, hanno condiviso per un periodo una casa con mutuo congiunto e Rivera era presente in ospedale alla nascita di tutti e quattro i figli di Rubio.</p>



<p>Un’amicizia profonda, che va ben oltre la semplice alleanza politica. Il processo, in corso in questi giorni nel tribunale federale di Miami, accusa Rivera di aver violato il <em><strong>Foreign Agents Registration Act (FARA)</strong></em>, la legge americana che obbliga chiunque svolga attività politiche o di influenza negli Stati Uniti per conto di un governo straniero – sotto la sua direzione, controllo o finanziamento – a registrarsi ufficialmente presso il Dipartimento di Giustizia. Rivera non lo ha fatto e ora rischia una pesante condanna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contratto contestato</h2>



<p>Tutto ruota intorno a un contratto da <strong>50 milioni di dollari firmato nel 2017 dalla sua società di consulenza</strong>, Interamerican Consulting Inc., con Citgo, la filiale statunitense della compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA. Secondo i procuratori federali, che lo hanno arrestato nel 2022, quel contratto era una copertura per un’attività di <strong>lobbying clandestina a favore del governo di Nicolás Maduro</strong>. Rivera avrebbe dovuto spingere per ammorbidire le sanzioni americane contro il regime venezuelano, migliorare le relazioni bilaterali e facilitare accordi con compagnie petrolifere statunitensi .Tra le azioni contestate c’è l’organizzazione di un incontro con l’allora vicepresidente venezuelana &#8211; e oggi presidente <em>ad interim</em> &#8211; <strong>Delcy Rodríguez</strong> e contatti con figure influenti, tra cui lo stesso Rubio (allora senatore della Florida) e l’ex consigliera di Trump Kellyanne Conway.</p>



<p>Un altro nome emerso è quello del magnate dei media venezuelano <strong>Raúl Gorrín</strong>, presidente di <em>Globovisión</em>, che avrebbe aiutato a organizzare il contratto e ricevuto milioni in tangenti.Rivera si dichiara innocente. La sua difesa, supportata tra gli altri dall’avvocato <strong>David Markus</strong> (già difensore di Ghislaine Maxwell), sostiene che le attività non erano a favore di Maduro, ma al contrario miravano a <strong>sostenere l’opposizione venezuelana</strong>, a rafforzare le sanzioni contro il regime e a favorirne la caduta. Alla fine del 2025 gli avvocati di Rivera hanno emesso un <em>subpoena</em> (ordine giudiziario obbligatorio) per costringere Rubio a testimoniare in questo senso. Successivamente i procuratori hanno deciso di chiamare Rubio come testimone dell’accusa, convinti che la sua deposizione possa rafforzare le accuse contro l’ex alleato. A questo punto è possibile che <strong>David Rivera</strong> fosse in contatto con una parte del regime venezuelano propenso a dialogare con gli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-e-le-ombre-sulla-caduta-di-maduro-vince-la-politica-imperiale-perde-lumanita.html">forse proprio alle spalle di Maduro, considerando poi com&#8217;è andata a finire</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso che coinvolge Rubio e la cerchia di Trump</h2>



<p>Il caso coinvolge anche altre figure vicine all’amministrazione Trump, come l’ex capo di gabinetto <strong>Susie Wiles</strong> (che però è stata esentata dal testimoniare) e potenzialmente altri ex consiglieri. Il processo, iniziato di recente, si svolge nel silenzio dei media ma potrebbere mettere in luce possibili influenze straniere proprio nella cerchia ristretta del potere di Trump, con Rubio – uno dei più strenui critici di Maduro – costretto a sedere in aula per raccontare i suoi incontri passati con l’amico imputato. Un intreccio che rischia di lasciare strascichi politici significativi.</p>



<p>A proposito di ingerenze straniere, sempre per ciò che riguarda Marco Rubio, di recente vi abbiamo raccontato come un audio registrato di nascosto durante una sessione riservata del&nbsp;<em>Congressional Summit&nbsp;</em>2025 dell’Aipac, la più importante organizzazione filo-israeliana d’America, <a href="https://it.insideover.com/politica/rubio-luomo-di-tel-aviv-alla-casa-bianca-laipac-si-vanta-di-averlo-coltivato-per-anni.html">stia facendo molto discutere negli Stati Uniti</a>.</p>



<p>Il giornalista investigativo&nbsp;<strong>Max Blumenthal</strong>, direttore di&nbsp;<em>The Grayzone</em>, ha infatti pubblicato l’estratto in cui&nbsp;<strong>Elliott Brandt</strong>, Ceo dell’<em>American Israel Public Affairs Committee</em>&nbsp;dal 2024, descrive apertamente come l’organizzazione abbia «coltivato» per anni tre figure chiave della sicurezza nazionale nell’amministrazione Trump: il segretario di Stato&nbsp;<strong>Marco Rubio</strong>, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale&nbsp;<strong>Mike Waltz</strong>&nbsp;(poi rimosso) e il direttore della Cia&nbsp;<strong>John Ratcliffe</strong>.&nbsp; <br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/rubio-in-aula-contro-lamico-di-una-vita-lo-scandalo-venezuela-colpisce-la-casa-bianca.html">Rubio in Aula contro l&#8217;amico di una vita: lo scandalo Venezuela colpisce la Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Venezuela tra petrolio e pragmatismo: la riforma che apre ai privati e il nodo del debito con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venezuela-tra-petrolio-e-pragmatismo-la-riforma-che-apre-ai-privati-e-il-nodo-del-debito-con-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 05:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Usa-Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091253165_c9e75a60ace73f54d15cd232039c5ff9-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la cattura dell’ormai ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, per Caracas si è aperto un nuovo corso scandito dalle tensioni geopolitiche e dalla battaglia energetica che ha come bottino la sua risorsa più preziosa: il petrolio. Il Venezuela nasconde nel suo sottosuolo le maggiori riserve di oro nero al mondo, ma dai tempi della rivoluzione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-tra-petrolio-e-pragmatismo-la-riforma-che-apre-ai-privati-e-il-nodo-del-debito-con-la-cina.html">[...]</a></p>
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<p>Dopo la cattura dell’ormai ex presidente venezuelano <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-maduro-e-la-vera-storia-del-narcotraffico-gestito-dagli-usa.html">Nicolás Maduro</a></strong>, per Caracas si è aperto un nuovo corso scandito dalle tensioni geopolitiche e dalla battaglia energetica che ha come bottino la sua risorsa più preziosa: il <strong>petrolio</strong>. Il Venezuela nasconde nel suo sottosuolo le maggiori riserve di oro nero al mondo, ma dai tempi della rivoluzione chavista la produzione di greggio è ben lontana dalla massimizzazione dei profitti per come ci si potrebbe aspettare. Sul banco degli imputati, siede la combinazione di diverse cause tra cui <strong>sanzioni economiche</strong> (embargo che ha portato al boicottaggio del petrolio venezuelano da parte dell’Occidente), <strong>carenza di infrastrutture e capitali</strong>, nonché<strong> inefficienze da parte della holding statale PDVSA</strong>.&nbsp;</p>



<p>Negli anni al potere di Hugo Chávez, i giacimenti di petrolio furono del tutto nazionalizzati, ma a più di vent’anni di distanza la neopresidente<a href="https://it.insideover.com/politica/il-dilemma-del-venezuela-tra-lapertura-a-trump-e-il-futuro-del-petrolio.html"><strong>Delcy Rodriguez </strong></a>potrebbe imprimere una svolta: <strong>apertura ai privati</strong> per l’estrazione di oro nero. Il Governo di Caracas potrebbe rinunciare al controllo totale della lavorazione degli idrocarburi attirando nuovi capitali e per non finire schiacciato sotto il peso delle pressioni americane esercitate a seguito dell’arresto di Maduro. All&#8217;orizzonte, però, si staglia un ostacolo non di poco conto per il nuovo corso delle relazioni tra Washington e Caracas: Pechino.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’apertura tra realpolitik e commissariamento Usa</h2>



<p>A fine gennaio, l’Assemblea Nazionale venezuelana, ha approvato <a href="https://it.insideover.com/energia/venezuela-rodriguez-apre-ai-privati-nel-petrolio-ma-lintervento-dei-giganti-usa-non-e-scontato.html">la legge sugli idrocarburi</a> che punta a una riforma organica del settore dell’oro nero. La colonna portante del provvedimento legislativo consiste nell’introduzione di forme contrattuali che consentano a compagnie private di operare al fianco di PDVSA. </p>



<p>Detto in parole povere, la holding di Stato rimarrà l’azionista di maggioranza nel mercato idrocarburico, ma le <strong>Big Oil straniere potranno perforare i pozzi petroliferi e rimpinguare le loro tasche tramite l’incasso dei ricavi derivanti dalla commercializzazione</strong>. Non è tutto, perché a chi ha intenzione di investire nelle risorse del Paese sudamericano saranno garantiti un taglio delle royalties del 15%, una tassazione non superiore al 30% e un arbitrato internazionale per consentire la risoluzione delle dispute tra le aziende straniere e le autorità locali (garanzia volta a rassicurare i partner internazionali riguardo a eventuali espropri governativi).</p>



<p>La nuova strategia energetica è, da una parte, frutto dell’esigenza di nuova linfa economica per ammodernare delle strutture ormai obsolete &#8211; attualmente la produzione quotidiana non raggiunge il milione di barili &#8211; ma dall’altra anche del fiato che a Caracas si sentono sul collo da parte degli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p>Il segretario di Stato <strong>Marco Rubio </strong>e la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sin dalle ore successive all’arresto di Maduro, hanno dato a intendere che l’amministrazione Trump avrebbe supervisionato le esportazioni di petrolio venezuelano e la destinazione dei proventi. Ad essere più precisi, gli americani decideranno quali compagnie del settore&nbsp; saranno autorizzate ad operare in quel di Caracas. L’obiettivo è finché mai lapalissiano: <strong>immettere sul mercato barili utili alle raffinerie occidentali, contrastare il contrabbando delle materie prime da parte di cartelli criminali, tenere alla porta acquirenti non occidentali </strong>se sgraditi allo zio Sam. Tuttavia, molti osservatori puntano il dito contro la lesione della sovranità nazionale del Venezuela, in quanto la riorganizzazione di un settore vitale per la sua economia è d<em>e facto</em> sottoposta a un vincolo esterno senza che il suo Governo abbia piena facoltà decisionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ingombrante presenza della Cina</h2>



<p>Le pagine del futuro venezuelano verranno scritte con penna e inchiostro di marca occidentale, ma le pagine del passato sono fitte di ideogrammi cinesi. Negli ultimi anni, P<strong>echino ha elargito lauti prestiti a Caracas </strong>in cambio della fornitura di petrolio, ma c’è un particolare in tutto questo: <strong>i barili di oro nero erano la moneta tramite cui ripagare il debito cinese.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gli accordi tra i due Paesi, sotto la vigilanza della <em>China Development Bank</em>, prevedevano che parte dei ricavi derivanti dalla vendita del greggio non confluisse nelle casse di Caracas ma venissero caricati su conti correnti presso banche cinesi e impiegati per saldare, man mano, quote del debito venezuelano. Secondo fonti della PDVSA, <strong>più di 600 mila barili di oro nero erano destinati giornalmente oltre la Muraglia</strong> e, per un certo periodo, gli interessi sul debito erano pagati mediante la contabilizzazione degli idrocarburi. </p>



<p>Da gennaio, però, le esportazioni di petrolio sono sotto egida americana e per la Cina le cose si complicano alquanto. Se la destituzione di Maduro da molti è stata letta come una manovra volta ad accaparrarsi le risorse idrocarburiche e a lasciare il Dragone a bocca asciutta, viene difficile pensare che gli Stati Uniti concedano l’afflusso di greggio per onorare gli impegni contratti da Caracas. Tuttavia, il presidente Trump <a href="https://www.channelnewsasia.com/east-asia/venezuela-oil-trump-says-welcomes-chinese-investment-5899061">ha recentemente annunciato </a>che la Cina è benvoluta se intende acquistare oro nero dal Venezuela dal momento che <strong>la nuova leadership collabora attivamente con la Casa Bianca</strong> e gli Usa decideranno come saranno impiegati i guadagni delle vendite.&nbsp;Probabilmente, dietro queste parole, si cela la strategia di sganciare il Dragone dall&#8217;approvvigionamento di oro nero dall&#8217;Iran, sempre più nel mirino degli yankee. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il Governo Rodriguez, indubbiamente, deve dare prova di grande equilibrio. Da un lato deve avere la capacità a mantenere in vita le relazioni con Pechino, essendosi dimostrato un partner affidabile negli anni recenti somministrando ossigeno all’economia venezuelana. Dall’altro non può permettersi di scontentare i desiderata di Washington e degli investitori occidentali, pronti a studiare ogni singola sua mossa e a intervenire.</p>



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		<title>Parte la corsa al petrolio venezuelano: carichi verso Italia, Israele e Spagna, gli Usa spingono le loro aziende</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/parte-la-corsa-al-petrolio-venezuelano-carichi-verso-italia-israele-e-spagna-gli-usa-spingono-le-loro-aziende.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La nuova era del petrolio venezuelano è realtà? Dopo la cattura da parte degli Usa dell&#8217;ex presidente Nicolas Maduro il settore energetico di Caracas è tornato al centro degli scenari internazionali. Gli ultimi giorni segnano profonde novità a riguardo. Le nuove rotte del petrolio di Caracas Ieri, Bloomberg ha rivelato che un carico di petrolio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/parte-la-corsa-al-petrolio-venezuelano-carichi-verso-italia-israele-e-spagna-gli-usa-spingono-le-loro-aziende.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La nuova era del <strong>petrolio venezuelano</strong> è realtà? Dopo la <strong>cattura da parte degli Usa</strong> dell&#8217;ex presidente <strong>Nicolas Maduro</strong> il settore energetico di Caracas è tornato al centro degli scenari internazionali. Gli ultimi giorni segnano profonde novità a riguardo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove rotte del petrolio di Caracas</h2>



<p>Ieri, <em>Bloomberg</em> ha rivelato che un carico di petrolio venezuelano sarebbe stato comprato dall&#8217;israeliano <strong>Barzan Group</strong>, chiamato a contribuire alla sfida di Tel Aviv per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico. E oggi è emersa la notizia, riportata da Argus Media, circa ulteriori spedizioni partite in direzione di <strong>Italia e Spagna,</strong> Paesi di cui sono originarie due major (Eni e Repsol) con importanti interessi nel Paese latinoamericano.</p>



<p><a href="https://www.argusmedia.com/en/news-and-insights/latest-market-news/2787418-venezuelan-oil-heads-to-italy-spain-israel-update-2">Nota Argus che, da un lato</a>, &#8220;la petroliera Suezmax&nbsp;<em>Poliegos ha aggiornato la sua destinazione durante la notte, ovvero&nbsp;</em><a href="https://direct.argusmedia.com/newsandanalysis/article/2779762">la raffineria di Sarroch,</a>&nbsp;in Italia, della società commerciale svizzera Vitol, con una capacità di 300.000 barili al giorno&nbsp;, dove è prevista l&#8217;arrivo il 17 febbraio&#8221; e &#8220;trasporta circa 1 milione di barili di greggio venezuelano, caricato presso il terminal José del Paese&#8221;, mentre &#8220;la Suezmax&nbsp;<br><em>Folegandros</em> sarà in arrivo il 15 febbraio al porto atlantico spagnolo di Bilbao, dove Repsol  possiede una raffineria da 220.000 barili al giorno&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta venezuelana sul petrolio</h2>



<p>Notizie importanti, due settimane dopo che la neo-presidente <strong>Delcy Rodriguez e l&#8217;Assemblea Nazionale venezuelana</strong> hanno<a href="https://it.insideover.com/energia/venezuela-rodriguez-apre-ai-privati-nel-petrolio-ma-lintervento-dei-giganti-usa-non-e-scontato.html"> aperto all&#8217;operatività dei privati stranieri nel settore del greggio</a>, segnale che ha mostrato la <strong>presa su Caracas degli interessi statunitensi,</strong> resi manifesti dall&#8217;amministrazione di Donald Trump tramite una nuova licenza generale dell&#8217;Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro statunitense, che apre ufficialmente alla fornitura di tecnologie, materiali, beni e servizi per la produzione di idrocarburi venezuelani e per la sua distribuzione, che su scala globale gruppi come Vitol e la Trafigura (con sede a Singapore) stanno già gestendo, avendo anticipato il mercato globale nel rientrare nello Stato caraibico.</p>



<p>Al contempo <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Trump-Allows-US-Firms-to-Provide-Services-for-Venezuelas-Oil.html"><em>OilPrice</em> dà conto del fatto che le licenze </a>vietano agli operatori di commerciare con entità di Cina, Russia, Iran, Corea del Nord e, soprattutto, Cuba, la cui possibilità di ottenere il vitale petrolio venezuelano è ulteriormente compromessa, ma anche che parimenti aziende di servizi come Halliburton e Slb hanno mostrato palese interesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambio di paradigma su Israele</h2>



<p>Il cambio di paradigma è palese soprattutto sul fronte del rapporto Venezuela-Israele. Già <strong>Hugo Chavez ruppe le relazioni con Tel Aviv</strong> nel 2009, dopo l&#8217;Operazione Piombo Fuso a Gaza che uccise oltre 500 civili in una delle prime guerre tra Israele e Hamas. </p>



<p><strong>Maduro, al contrario della leader dell&#8217;opposizione Maria Corina Machado,</strong> ha fortemente criticato Israele durante la guerra a Gaza, da lui definita senza mezzi termini &#8220;genocida&#8221;. Ora, ricorda l&#8217;analista di geopolitica <a href="https://www.linkedin.com/posts/sassi-francesco_energygeopoliticsandstatecraft-oil-venezuela-activity-7427296081316626434-uUff/">energetica <strong>Francesco Sassi, </strong></a> il petrolio arriva a &#8220;Bazan, il più grande trasformatore di greggio in Israele la cui raffineria consente la produzione di un&#8217;ampia gamma di prodotti petroliferi per il consumo interno, incluso l&#8217;uso militare&#8221;. Segno di <strong>uno scenario politico in evoluzione</strong>. Nei giorni in cui <a href="https://it.insideover.com/politica/assedio-a-cuba-trump-rafforza-lembargo-lavana-trema.html">Caracas è frenata dal cedere il suo petrolio a Cuba</a>, che ne ha bisogno per fini esistenziali, il greggio prende le vie dell&#8217;Occidente a cui è stata a lunga contrapposta principalmente per la faglia con gli Usa. Un messaggio geopolitico, e non solo di mercato, di vasta portata.</p>



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		<title>Nei Caraibi entrano in azione i team speciali della Guardia Costiera USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nei-caraibi-entrano-in-azione-i-team-speciali-della-guardia-costiera-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 05:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Forze Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=502503</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Decatur Flight Quarters with EODMU 11" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra al “contrabbando” di petrolio che gli Stati Uniti stanno portando avanti nel Mar dei Caraibi non accenna a frenare la pressione sul Venezuela e i suoi vecchi partner d’affari, e il ruolo di corsaro continua a spettare ai team delle Forze speciali della Guardia Costiera degli Stati Uniti che, calandosi dal barbettone nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/nei-caraibi-entrano-in-azione-i-team-speciali-della-guardia-costiera-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Decatur Flight Quarters with EODMU 11" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra al “contrabbando” di petrolio che gli Stati Uniti stanno portando avanti nel Mar dei Caraibi non accenna a frenare la pressione sul Venezuela e i suoi vecchi partner d’affari, e il ruolo di<em> corsaro</em> continua a spettare ai team delle <strong>Forze speciali </strong>della <strong>Guardia Costiera</strong> degli Stati Uniti che, calandosi dal <em>barbettone</em> nelle loro inserzioni verticali,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/guerra-delle-petroliere-dai-caraibi-mar-nero-2593483.html"> continuano ad abbordare navi</a> apolidi o con diari di bordo che celano apparenze opache, ma cariche di oro nero.</p>



<p>Gli uomini del <strong>MSRT</strong> e <strong>TACLET</strong>, rispettivamente <em>Maritime Security Response Team </em>e <em>Tactical Law Enforcement Team</em>, sono stati immortalati nel nuovo documento declassificato dal Southern Command degli Stati Uniti che, nella giornata di ieri, ha diffuso informazioni sul settimo sequestro e sesto “<strong>abbordaggio</strong>” di una petroliera posta sotto sanzioni e associata al contrabbando di petrolio nella <strong>triangolazione</strong> <strong>Venezuela-Russia-Iran</strong>. Secondo quanto riferito, i team delle due unità d’élite della Guardia Costiera degli Stati Uniti, entrambe specializzate in operazioni tattiche ad alto rischio in mare, come l’interdizione di narcotraffico, il contrasto al contrabbando e la sicurezza marittima, e regolarmente impiegate per quelle che sono considerate “missioni di polizia marittima”, hanno effettuato quella che in gergo viene definita <strong>Fast Rope </strong>– <em>Fast Rope Insertion and Extraction System</em> – calandosi dagli elicotteri SH-60 Sea Hawk in volo stazionario di una dozzina di metri sul ponte della petroliera <strong>M/T Sagitta</strong>, battente bandiera liberiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="599" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18-1024x599.jpg" alt="" class="wp-image-502525" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-alle-16.20.18.jpg 1296w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’ultima petroliera abbordata dagli “specialisti” della Guardia Costiera, talvolta supportati da team di uomini scelti dei Marines, era stata la <strong>M/T Veronica</strong>, una petroliera con bandiera della Guyana che è stata abbordata nel Mar dei Caraibi il 15 gennaio. Membri delle squadre tattiche della Guardia Costiera degli Stati Uniti erano già intervenuti durante l’intercettazione, l’abbordaggio e il sequestro della petroliera apolide <strong>M/T Sophia</strong>, fermata nei Caraibi meridionali al largo delle coste venezuelane il 7 gennaio 2026.</p>



<p>Mentre era spettato al corpo dei Marines l’abbordaggio della petroliera <strong>M/T Olina</strong>, battente bandiera di Timor Est e in precedenza nota con il nome di Minerva M, quinta petroliera fermata e appartenente – secondo le autorità statunitensi – alla “<strong>flotta ombra</strong>” che aggira le sanzioni che fanno da sfondo alle principali crisi internazionali degli ultimi anni. Una preda come la Olina, che si stima trasportasse <strong>707.000 barili di petrolio</strong> che, all’attuale prezzo di mercato di circa 60 dollari al barile, valgono ben 42 milioni di dollari.</p>



<p>Prima della Sagitta, della Veronica, della Olina e della Sophia, altre due petroliere – la petroliera <strong>Marinera</strong>, prima conosciuta anche con il nome di Bella 1, battente bandiera della Guyana prima e russa poi; e la petroliera <strong>M/T Skipper</strong>, anch’essa battente bandiera della Guyana ma di proprietà iraniana – sono state sequestrate in seguito a blitz delle forze speciali americane, che hanno sempre intercettato le navi in alto mare. Una settima petroliera, la <strong>Centuries</strong>, che batteva bandiera panamense, è stata sequestrata ormeggiata al largo di Houston, in Texas.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Through <a href="https://twitter.com/hashtag/OpSouthernSpear?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#OpSouthernSpear</a>, the Department of War is unwavering in its mission to crush illicit activity in the Western Hemisphere in partnership with <a href="https://twitter.com/USCG?ref_src=twsrc%5Etfw">@USCG</a> through <a href="https://twitter.com/DHSgov?ref_src=twsrc%5Etfw">@DHSgov</a> and <a href="https://twitter.com/TheJusticeDept?ref_src=twsrc%5Etfw">@TheJusticeDept</a>.<br><br>In another pre-dawn action, Marines and Sailors from Joint Task Force Southern Spear,… <a href="https://t.co/brxO9xXUu3">pic.twitter.com/brxO9xXUu3</a></p>&mdash; U.S. Southern Command (@Southcom) <a href="https://twitter.com/Southcom/status/2011798070816612578?ref_src=twsrc%5Etfw">January 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I team di risposta rapida della Guardia Costiera</h2>



<p>L&#8217;<a href="https://www.cgtle.org">istituzione del team special</a>e per operazioni di sicurezza e risposta rapida a minacce nel dominio marittimo nelle fila della Guardia Costiera degli Stati Uniti risale agli anni Ottanta, ma ci si rese presto conto che un “<em>mondo post-11 settembre</em>” avrebbe richiesto delle “<em>risorse altamente specializzate con competenze e tattiche antiterrorismo avanzate</em>”. Maggiori a quelle raggiunte dal primo Taclet, ciò condusse alla fusione, nel 2004, di un’altra unità di specialisti e alla formazione dell’Enhanced Maritime Safety and Security Team, che divenne poi noto come Maritime Security Response Team (MSRT).</p>



<p>La <strong>missione di questi team</strong> era quella di “<em>essere un primo soccorritore in caso di potenziali situazioni terroristiche; contrastare atti terroristici; eseguire azioni di sicurezza non conformi; effettuare l’accesso e l’applicazione tattica delle norme nelle strutture; partecipare a esercitazioni antiterrorismo a livello portuale e istruire altre forze sulle procedure antiterrorismo della Guardia Costiera</em>”. Da allora, alle unità dei Maritime Safety and Security Team e dei Maritime Security Response Team e Tactical Law Enforcement Team sono state regolarmente affidate operazioni di abbordaggio e svolte attraverso tattiche ad alta velocità.</p>



<p>Gli elementi dell’MSRT, noti come “<strong>Sezione di Azione Diretta</strong>”, sono composti da “operatori” addestrati al Combattimento Ravvicinato avanzato e all’abbordaggio rapido di imbarcazioni sospette o bersagli terrestri, “<em>inserendosi verticalmente da elicotteri o utilizzando altri metodi non divulgati</em>”, per immobilizzare o neutralizzare target ostili. Gli abbordaggi possono avvenire, come avviene in altre forze speciali – citiamo tra tutte lo Special Boat Service – attraverso i <strong>Tactical Delivery Team</strong>, ossia i “conducenti di imbarcazioni” addestrati nelle tattiche navali avanzate e nel lancio furtivo di team di abbordaggio, o attraverso elicotteri della Marina e dei Marines che danno un “passaggio” agli incursori.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento da parte delle unità d’élite decideranno le sorti delle guerre attuali e future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Perché gli Usa hanno messo nel mirino il “petrolio cinese”</title>
		<link>https://it.insideover.com/without-category/perche-gli-usa-hanno-messo-nel-mirino-il-petrolio-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 13:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112123729197_124134aed98bf674a4015da29b9139cc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le mani statunitensi sul petrolio del Venezuela stanno creando qualche grattacapo inaspettato alla leadership cinese. Non tanto perché il motore economico di Pechino dipendesse in maniera fondamentale dall&#8217;oro nero di Nicolas Maduro, quanto piuttosto per le ripercussioni sulle numerose piccole raffinerie indipendenti del Paese. I riflettori sono dunque puntati sulle cosiddette “teiere”, ovvero le strutture &#8230; <a href="https://it.insideover.com/without-category/perche-gli-usa-hanno-messo-nel-mirino-il-petrolio-cinese.html">[...]</a></p>
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<p>Le <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-lannuncio-di-trump-il-venezuela-ci-consegnera-da-30-a-50-milioni-di-barili.html">mani statunitensi sul petrolio del Venezuela</a> stanno creando qualche grattacapo inaspettato alla leadership cinese. Non tanto perché il motore economico di Pechino dipendesse in maniera fondamentale dall&#8217;oro nero di <strong>Nicolas Maduro</strong>, quanto piuttosto per le ripercussioni sulle numerose piccole <strong>raffinerie indipendenti</strong> del Paese. </p>



<p>I riflettori sono dunque puntati sulle cosiddette “<strong>teiere</strong>”, ovvero le strutture che finora avevano rappresentato i principali acquirenti cinesi del <strong>petrolio venezuelano</strong> venduto a prezzi scontati. Erano loro, e non le grandi compagnie statali del Dragone, ad acquistare la preziosa risorsa di Caracas, che arrivava oltre la Muraglia appositamente per consentire a Maduro di ripagare l&#8217;enorme debito (di oltre <strong>10 miliardi di dollari</strong>) accumulato nei confronti del gigante asiatico. </p>



<p><em>Le Monde</em> ha spiegato che lo shock iniziale per queste piccole raffinerie &#8211; concentrate soprattutto nella provincia dello <strong>Shandong</strong>, a metà strada tra Pechino e Shanghai &#8211; dovrebbe essere in parte attutito dalle <strong>scorte </strong>di petrolio venezuelano già accumulate su petroliere ancorate al largo delle coste di Malesia e Cina. </p>



<p>Parliamo di circa 22 milioni di barili sufficienti a coprire circa un paio di mesi di consumo. E poi? Esaurite queste riserve, le raffinerie dovranno trovare <strong>alternative </strong>per compensare la sospensione delle forniture. In caso negativo, questo buco si tradurrebbe in una riduzione – o peggio sospensione &#8211; della produzione di carburanti e altri prodotti derivati; meno benzina, diesel e cherosene sul mercato interno cinese col rischio che i prezzi dei carburanti possano salire in alcune regioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-500452" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-caos-in-Venezuela-non-cambia-il-mercato-del-petrolio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova guerra del petrolio degli Usa</strong></h2>



<p>La nuova guerra del petrolio degli Usa non punta tanto a bloccare l&#8217;export generale dell&#8217;oro nero verso la Cina, quanto piuttosto a colpire le sue teiere locali, <a href="https://it.insideover.com/politica/colpire-il-venezuela-per-colpire-la-cina-la-strategia-usa-e-la-contromossa-di-pechino.html">così da mettere pressione sull&#8217;economia nazionale</a> a partire dall&#8217;innesco di ipotetici shock provinciali. </p>



<p>Washington ha iniziato togliendo le riserve venezuelane dalla disponibilità del Dragone: secondo la società di analisi energetica <em>Vortexa</em>, nel 2025 le importazioni cinesi di greggio venezuelano hanno raggiunto circa <strong>470.000 barili al giorno</strong> (quasi il <strong>4,5%</strong> del suo import di greggio via mare). </p>



<p>Pechino potrebbe limitare i danni affidandosi a qualcun altro. L&#8217;<strong>Iran</strong>, insieme alla <strong>Russia</strong>, è uno dei pochi Paesi con riserve di petrolio pesante simili a quelle di Caracas e, a causa delle sanzioni occidentali, è in grado di offrire prezzi al barile vicini a quelli venezuelani. Il punto è che anche Teheran si trova sotto pressione, e forse non proprio per caso. </p>



<p>Esiste un&#8217;altra alternativa? <em>Bloomberg </em>ha ipotizzato il <strong>Canada</strong>, il cui petrolio bituminoso ha caratteristiche simili a quello che poteva offrire Maduro. I flussi dal Canada alla Cina sono aumentati dopo il successo dell&#8217;espansione dell&#8217;<strong>oleodotto Trans Mountain (Tmx)</strong> nel 2024, lo stesso che ha permesso ai produttori canadesi di inviare più petrolio sulla costa occidentale per l&#8217;esportazione in Asia (nel 2024, il 64% sarebbe finito proprio nella Repubblica Popolare Cinese).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-501387" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-dilemma-del-Venezuela-tra-lapertura-a-Trump-e-il-futuro-del-petrolio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ha in mente la Cina</strong></h2>



<p>Un eventuale spostamento degli acquisti di petrolio cinesi verso il Canada sarebbe ben visto a Ottawa, dove il governo punta da tempo a rafforzare i legami commerciali con Paesi diversi dagli Stati Uniti, soprattutto dopo che l&#8217;amministrazione Trump ha avviato, lo scorso anno, una guerra commerciale con il suo vicino settentrionale. Secondo i dati di <em>Kpler</em>, tra l&#8217;altro, nel 2025 la Cina ha acquistato poco meno del 40% delle esportazioni totali di greggio via mare del Canada. </p>



<p>Un fatto è certo: gli acquirenti abituali cinesi di greggio venezuelano, tra cui Shandong Chamroad Petrochemicals, Shandong Dongming Petroleum &amp; Chemical Group e Sinochem Hongrun Petrochemical, dovranno trovare <strong>nuove forniture</strong>, e l&#8217;opzione canadese è particolarmente allettante. </p>



<p>Nel frattempo, i colossi petroliferi del Dragone hanno chiesto a Pechino indicazioni su come proteggere i propri <strong>investimenti in Venezuela</strong> (anche a lungo termine). I produttori di petrolio statali, tra cui Cnpc, la società madre di <strong>PetroChina</strong>, e <strong>China National Offshore Oil</strong>, hanno impianti di estrazione di petrolio e gas nella fascia di greggio pesante dell&#8217;Orinoco e in altre aree limitrofe. Altri operatori cinesi hanno investito anche in impianti di raffinazione e petrolchimici. </p>



<p>Pare inoltre che il governo cinese abbia anche chiesto alle <strong>banche</strong>, tra cui la <strong>China Development Bank</strong>, di valutare la loro esposizione al Venezuela. Già, perché se gli Stati Uniti dovessero dare priorità ai creditori Usa rispetto agli altri &#8211; come suggerisce la retorica di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> &#8211; il rischio di insolvenza dei creditori cinesi aumenterebbe&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495485" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251126185507243_92cd2bb69839f771e0bcd85b2106bc83.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/without-category/perche-gli-usa-hanno-messo-nel-mirino-il-petrolio-cinese.html">Perché gli Usa hanno messo nel mirino il “petrolio cinese”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Colpire il Venezuela per colpire la Cina: la strategia Usa e la contromossa di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colpire-il-venezuela-per-colpire-la-cina-la-strategia-usa-e-la-contromossa-di-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 09:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1336" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-1536x1069.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino condanna il blitz Usa in Venezuela ma sceglie la prudenza. Pechino punta sul diritto internazionale per difendere i suoi investimenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1336" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-1536x1069.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161929789_5ef51a75cdadc98c9b5f362c7be31cbe-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>reazione cinese</strong> al blitz statunitense in <strong>Venezuela </strong>è stata decisa ma pacata. Pechino ha subito condannato l&#8217;intervento di Washington, definendolo &#8220;un atto di bullismo che viola gravemente il diritto internazionale, lede la sovranità del Venezuela e compromette i diritti del popolo venezuelano&#8221;.</p>



<p>Il gigante asiatico ha inoltre fatto sapere di non accettare che certi Paesi agiscano come &#8220;giudici del mondo&#8221;, ribadendo che la sovranità di tutte le nazioni &#8220;deve essere protetta&#8221;, ma non si è spinto oltre questi interventi istituzionali. </p>



<p>Nessun sostegno concreto ed esplicito per <strong>Nicolas Maduro</strong> e Caracas. E questo nonostante i media Usa scrivano che l&#8217;amministrazione Trump avrebbe chiesto alla presidente ad interim del Venezuela, <strong>Delcy Rodriguez</strong>, di tagliare i legami economici con Cina, Russia, Iran e Cuba, nonché di collaborare esclusivamente con gli Stati Uniti per la produzione di <strong>petrolio</strong>. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> preferisce adottare un&#8217;altra strategia: quella dell&#8217;<strong>attesa</strong>. Un&#8217;attesa che, secondo la leadership cinese, da sola sarà sufficiente a far emergere il grave <strong>danno d&#8217;immagine</strong> che l&#8217;amministrazione Trump si sarebbe auto-inflitto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-500957" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161942660_5ff3f335b315ac98eddd81cf74a82c09.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Attesa, diritto internazionale e prestiti</strong></h2>



<p>Allo stesso tempo, la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, <strong>Mao Ning</strong>, ha specificato che i diritti e gli interessi legittimi degli altri Paesi in Venezuela, compresi quelli della Cina, dovranno essere protetti dal <strong>diritto internazionale</strong>. </p>



<p>&#8220;Vorrei sottolineare che la cooperazione tra Cina e Venezuela si svolge tra Stati sovrani ed è protetta dal diritto internazionale e dalle leggi di entrambi i Paesi&#8221;, ha dichiarato Ning, in risposta alle domande dei media venezuelani su come la Cina intenda garantire la propria <strong>sicurezza energetica</strong>, dato che Pechino e Caracas sono <strong>partner</strong> nella produzione e <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-lannuncio-di-trump-il-venezuela-ci-consegnera-da-30-a-50-milioni-di-barili.html">nell&#8217;approvvigionamento di petrolio</a>. </p>



<p>Certo, <strong>la Cina è di gran lunga il più grande cliente petrolifero del Venezuela</strong>, ma quest&#8217;ultimo rappresenta una frazione minima delle importazioni cinesi di oro nero (secondo alcuni dati non rientra nemmeno nella top 10 per il 2024: meno del 2%).</p>



<p>In ogni caso, Xi si trova costretto a misurare il suo <strong>peso diplomatico</strong> e a tentare di difendere la &#8220;<strong>partnership cooperativa</strong> per tutte le stagioni&#8221; firmata nel 2023 con Caracas. Tra il 2007 e il 2015, inoltre, Pechino ha erogato <strong>prestiti </strong>al Venezuela per <strong>60 miliardi di dollari</strong>, da rimborsare in petrolio venduto a prezzi scontati. Per <em>AidData</em>, nel 2016 il governo venezuelano doveva alla Cina oltre <strong>105 miliardi di dollari</strong>&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-1024x729.jpg" alt="" class="wp-image-500958" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108161959944_d69e03fc0aec786c4f44f1c2123d54f5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cina non vuole perdere la faccia</strong></h2>



<p>La Cina probabilmente non verserà troppe lacrime per la cattura di Maduro, ma farà comunque di tutto per proteggere i propri <strong>investimenti </strong>in Venezuela. </p>



<p>Sul piano diplomatico ed economico, infatti, Pechino aveva puntato in modo consistente nelle relazioni con quel Paese, <strong>così come Xi aveva coltivato un rapporto personale con lo stesso Maduro.</strong> Oggi, però, con gli Stati Uniti che intendono &#8220;mettere sotto tutela&#8221; Caracas, gli interessi economici e la sicurezza energetica della Cina nel territorio venezuelano, seppur limitati, risultano sempre più esposti a rischi.</p>



<p>Non solo: Xi dovrà trovare un modo per non &#8220;<strong>perdere la faccia</strong>&#8220;, ossia per evitare di essere accusato di non aver mosso un dito per scongiurare la caduta di Maduro, o peggio, di non esser stato in grado di prevedere il raid statunitense attraverso l&#8217;intelligence. Da qui il ricorso al diritto internazionale e il paragone dell&#8217;azione Usa a un atto di bullismo. </p>



<p><em>Last but not least</em>, l&#8217;entrata a gamba tesa di Washington sul dossier venezuelano crea un non trascurabile problema diplomatico per la Cina e per le sue ambizioni di farsi <a href="https://it.insideover.com/politica/assieme-al-diritto-internazionale-col-caso-venezuela-muore-anche-il-miraggio-multipolare.html">garante di un ordine globale alternativo</a> a quello occidentale. Detto altrimenti, senza Maduro Pechino ha perso un anello della sua catena. E per giunta, da quanto emerso, in maniera inaspettata. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="709" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-1024x709.jpg" alt="" class="wp-image-500959" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-1536x1063.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260108162012795_bde6daf0235e5755675020eec41ab1eb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>InsideUsa-Tra poliziotto del mondo e cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-tra-poliziotto-del-mondo-e-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 07:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio venezuelano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Cari lettori, benvenuti a una nuova puntata di InsideUsa, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&#160;Francesca Salvatore&#160;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni. Questa settimana, solo per gli abbonati, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-tra-poliziotto-del-mondo-e-cortile-di-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1386415170-612x612-1-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Cari lettori,</p>



<p>benvenuti a una nuova puntata di InsideUsa, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni.</p>



<p>Questa settimana, solo per gli abbonati, un pezzo che racconta la brusca sterzata americana in  politica estera in seguito all&#8217;arresto di <strong>Nicolás Maduro</strong>. Tra gli altri temi che abbiamo scelto di approfondire e che ho selezionato per voi:</p>



<p>-Petrolio, l’annuncio di Trump: “Il Venezuela ci consegnerà da 30 a 50 milioni di barili”</p>



<p>-Groenlandia, ecco le “opzioni sul tavolo” di Trump. Miller: “Farà parte degli Usa”</p>



<p>-Il Brasile alla prova della nuova politica USA</p>



<p>-Quando la giustizia diventa geopolitica: il Titolo 18 e il caso Venezuela</p>



<p>-Venezuela, l’arresto di Maduro e il fantasma di Noriega</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><br>Abbonatevi a InsideUsa</a>&nbsp;e continuate a sostenere&nbsp;<strong>InsideOver</strong>. Noi ci risentiamo giovedì prossimo, sempre qui.</p>



<p>Potete trovarmi su Linkedin e Instagram come&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;o scrivermi all’indirizzo&nbsp;kikkasalvatore@hotmail.it. Per qualsiasi confronto, suggerimento o curiosità, sono qui pronta a leggere e rispondere!</p>



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