Sono settimane convulse per il Venezuela segnato il 3 gennaio scorso dalla cattura di Nicolas Maduro ad opera delle forze statunitensi nel blitz che ha coinvolto la capitale Caracas e altre località del Paese. La presidente ad interim Delcy Rodriguez sta cercando di gestire lo scenario che vede Donald Trump e l’amministrazione Usa rivendicare un futuro controllo sul Paese caraibico, prendendo atto del fatto che la pressione militare americana, l’atto di forza del 3 gennaio e la criticità della situazione di Caracas prospettano inevitabilmente un cambio di passo.
Il futuro del rapporto Usa-Venezuela
Dunque, che fare? Rodriguez, che nella sua ascesa alla guida del Paese è stata di fatto favorita dalla rimozione di Maduro, si trova in una situazione delicata. Di fatto Washington l’ha legittimata come leader del Venezuela, aspettandosi però gesti concreti. Dalla sua ha la possibilità di mantenere in vita il regime chavista dopo oltre un quarto di secolo di permanenza al potere su mutati compromessi.
Si stanno facendo strada, in queste giornate, tre prospettive: in primo luogo, la riapertura dell’ambasciata statunitense a Caracas, chiusa dal 2019, è data per plausibile. In secondo luogo, Rodriguez non ha smentito la notizia annunciata da Trump circa la fornitura di 30-50 milioni di barili di petrolio a Washington e ha annunciato una liberazione di prigionieri che va nella direzione delle richieste statunitensi; infine, nei prossimi mesi non è esclusa addirittura l’ipotesi di un viaggio della stessa Rodriguez a Washington.

Rodriguez, da pasionaria a mediatrice
L’ex ministra degli Esteri, figura storicamente pasionaria del chavismo, a lungo portavoce di un’ideologia anti-statunitense molto netta, da tempo come vicepresidente appariva un volto moderato del regime al contrario di leader come Vladimir Padrino Lopez (ministro della Difesa) e Diosdado Cabello (titolare dell’Interno).
Ora, nota il New York Times, “Deve placare un presidente americano che afferma che gli Stati Uniti governeranno il Venezuela per anni a venire , mentre cerca di stabilizzare un’economia in crisi e di consolidare il controllo sulle istituzioni governative e sui potenti della sua cerchia, permeati da un odio per l’ingerenza statunitense”.
Nella sfida “al femminile” con la capa dell’opposizione Maria Corina Machado per ora Rodriguez sembra vincitrice ai punti: se Maduro non era riconosciuto dagli Usa per le irregolarità delle presidenziali del 2024, Trump e il segretario di Stato Marco Rubio non sembrano avere le stesse sottigliezze nei confronti della Rodriguez, che a quel voto si era presentata come vice di Maduro. Inoltre, di fronte allo shock ha preso una posizione pragmatica presentando la sua leadership come ad interim senza disconoscere Maduro e ha optato per una posizione chiara, dandosi l’obiettivo sistematico di preservare il regime sul medio periodo e di mettere il Venezuela al sicuro da altri attacchi.
Rodriguez e la strategia dell’attesa
Circa il futuro concreto del Paese, le prospettive a venire sono un rebus: gli investimenti necessari per rendere nuovamente il Paese una Mecca del petrolio, come desiderato da Trump, sono colossali, e va sottolineato come del resto le stesse major dell’energia, incontrando Trump alla Casa Bianca, abbiano accolto con freddezza il piano di The Donald di mobilitare fino a 100 miliardi di dollari per mettere le ricchezze energetiche di Caracas al servizio dello sviluppo americano. Per ora la presidente ad interim fa il pesce in barile, cercando di barcamenarsi.
Inaspettatamente, proprio la sua apparente fragilità può apparire in prospettiva destinata a rivelarsi una forza, se Rodriguez riuscirà ad avere le idee chiare su cosa dovrà essere il Venezuela post- Maduro, con i suoi equilibri sociali e politici inevitabilmente mutati dalla repentina transizione, prima che sia Washington a dare le carte.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

