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	<title>Emirati Arabi Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Emirati Arabi Uniti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le grandi ambizioni dei piccoli Emirati: la strategia del caos per diventare potenza regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 07:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-grandi-ambizioni-dei-piccoli-emirati-la-strategia-del-caos-per-diventare-potenza-regionale.html">Le grandi ambizioni dei piccoli Emirati: la strategia del caos per diventare potenza regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato <strong>una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti, </strong>ricca e dinamica potenza mediorientale che si trova oggi di fronte a molte sfide e all&#8217;esito di cambiamenti che proprio le ambizioni di Abu Dhabi hanno contribuito a sdoganare. Da dicembre a oggi gli Emirati hanno: appoggiato un tentativo, infruttuoso, di ribaltare lo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-stc-al-capolinea-finisce-lavventura-dei-filo-emiratini-trionfa-riad.html" type="post" id="501089">Yemen tramite il Southern Transitional Council (Stc);</a> rafforzato l&#8217;appoggio ai ribelli delle <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf) nella guerra civile in Sudan</strong> contro il governo centrale di Khartoum; conosciuto l&#8217;ampliamento dell&#8217;asse regionale con <strong>Israele anche con vista </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html" type="post" id="499349"><strong>Somaliland</strong> (di cui Tel Aviv riconosce l&#8217;indipendenza)</a>; sostenuto l&#8217;urto della risposta regionale dell&#8217;Iran all&#8217;assalto dello Stato Ebraico e degli Usa durante la <strong>Terza guerra del Golfo; effettuato, senza sbandierarli, attacchi contro obiettivi di Teheran</strong> in risposta ai raid missilistici della Repubblica Islamica contro i porti e i tanker energetici; da ultimo, ma forse soprattutto, rotto con l&#8217;Opec, il cartello mondiale del petrolio, e in particolare con l&#8217;Arabia Saudita che aveva fermato le ambizioni emiratine in Yemen.</p>



<p>Parliamo di una quantità di mosse compiute o subite dal Paese del presidente Mohammed bin Zayed che <strong>si inseriscono nel perimetro di una profonda ridefinizione del Medio Oriente</strong> e delle sue alleanze, dove vecchi blocchi vanno gradualmente liquefacendosi e nuove strutture prendono forma. Gli Emirati Arabi Uniti sono governati da un élite arrembante, militarista, da un principe borgiano come MbZ e da figure comparabili come Tahnoun bin Zayed Al Nahyan (responsabile della sicurezza nazionale) che orchestrano le operazioni d&#8217;intelligence, di proiezione e di ampliamento dell&#8217;influenza emiratina nell&#8217;area. Spesso mostrando anche un&#8217;indubbia tracotanza e una smodatezza negli obiettivi e nella <strong>loro incongruenza con i mezzi a disposizione per realizzarli. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le frecce all&#8217;arco degli Emirati</h2>



<p><strong>Abu Dhabi</strong> ha dalla sua un ruolo importante e strutturale nel Golfo e una capacità di interconnessione su molti fronti: il Paese arabo è infatti al contempo membro dei Brics, ove entrò nel 2024, e del framework degli Accordi di Abramo che proprio gli Emirati avviarono assieme al Bahrain, siglando il mutuo riconoscimento con Israele sotto l&#8217;egida americana nel 2020. Nel quadro di riconfigurazione del Medio Oriente, il Paese ha provato a lungo a presentarsi come sistema &#8220;pontiere&#8221; tra diversi scenari conflittuali e come hub strategico in un mondo competitivo.</p>



<p>Nei fatti, però, il suo posizionamento è sempre più emerso nella direttrice delle potenze revisioniste dell&#8217;ordine macroregionale, ben oltre l&#8217;Asia Sud-Occidentale. Da qui l&#8217;asse privilegiato con Israele, con cui Abu Dhabi condivide la necessità di proiettare influenza contro eventuali egemoni o intrusi esterni, individuati essenzialmente nell&#8217;Iran e nella Turchia, e da qui la <strong>saldatura tra diverse agende geopolitiche: la volontà di Tel Aviv di diventare un vero e proprio impero d&#8217;area</strong> impermeabile a ogni sfida dall&#8217;esterno, destrutturando rivali come l&#8217;Iran, si somma alle ambizioni economiche, minerarie e militari degli Emirati nell&#8217;area del Mar Rosso e alla spinta verso il Sudan,<a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-somalia-ora-il-sudan-la-guerra-civile-diventa-guerra-per-procura-tra-turchia-e-emirati-arabi-uniti.html" type="post" id="487293"> in cui <strong>Abu Dhabi fronteggia indirettamente la Turchia garante del governo di Khartoum</strong></a>, e in prospettiva a grandi progetti <strong>geoeconomici e geologistici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli Emirati, agenti del caos</h2>



<p>Tra questi, in particolar modo, gli Emirati sono tra i principali fautori del <strong>Corridoio Indo-Mediterraneo (Imec)</strong> che l&#8217;India di Narendra Modi progetta come infrastruttura d&#8217;interconnessione oggi più che mai dirimente dato il blocco dello Stretto di Hormuz, con un occhio a Israele e uno all&#8217;Unione Europea. Parimenti, però, la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/middle-corridor-contro-imec-la-turchia-e-la-battaglia-della-logistica-dopo-hormuz.html" type="post" id="513886">Turchia programma il suo Middle Corridor</a></strong> per guardare verso l&#8217;Eurasia profonda offrendo un sistema potenzialmente rivale. </p>



<p>In definitiva, la guerra in Iran pone in emersione tutte le contraddizioni del caso, facendo emergere lo iato tra <strong>revisori aggressivi, strateghi imprevedibili e sistemi competitivi,</strong> e gli Emirati pian piano, senza ammetterlo, fanno una scelta. Il Paese che aveva già preferito l&#8217;India e le sue rotte alla Cina, che pure investe nel suo settore dell&#8217;intelligenza artificiale, e già aveva scelto Israele rispetto ai partner arabi di cui ha voluto a lungo ergersi a garante ha, da ultimo, <strong>rotto con l&#8217;Arabia Saudita, in Yemen prima </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html" type="post" id="515169"><strong>e con lo strappo con l&#8217;Opec di inizio maggio poi</strong>.</a> Una mossa, quest&#8217;ultima destinata a far rumore, apprezzata dagli Usa e malvista a Riad, con cui si vuole piuttosto riconfigurare una nuova architettura per il sistema energetico internazionale. In un certo senso, gli Emirati scelgono da che parte stare: da quella degli agenti del caos, su ogni scenario. Nella consapevolezza che nella linea d&#8217;ombra del caos stesso le loro fortune potrebbero meglio prosperare. Una strategia ardita, cinica ma non priva di fattori di rischio. E su cui lo stesso Paese mediorientale gioca tutta la sua credibilità.</p>
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		<title>Opec, clamoroso strappo degli Emirati: via dall&#8217;1 maggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;ombra della Terza guerra del Golfo gli Emirati Arabi Uniti scelgono lo strappo con l&#8217;Opec, l&#8217;organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio che (nel formato Opec+ allargato alla Russia e altri Paesi) è oggi il driver dominante dei mercati del greggio a livello internazionale, un cartello che gestisce meccanicamente offerta e, indirettamente, prezzi dell&#8217;oro nero. Dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;ombra della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> scelgono lo strappo con l&#8217;<strong>Opec, l&#8217;organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio</strong> che (nel formato Opec+ allargato alla Russia e altri Paesi) è oggi il driver dominante dei mercati del greggio a livello internazionale, un cartello che gestisce meccanicamente offerta e, indirettamente, prezzi dell&#8217;oro nero. <a href="https://agsi.org/analysis/saudi-emirati-rift-over-oil-policy-scuttles-opec-deal/">Dopo anni </a>di tensioni con l&#8217;<strong>Arabia Saudita &#8220;regina&#8221; del cartello</strong> e dopo esser stati colpiti duramente dall&#8217;Iran nelle rappresaglie di Teheran dopo i raid israelo-americani avvenuti dal 28 febbraio all&#8217;8 aprile gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di rompere l&#8217;1 maggio con l&#8217;organizzazione ove entrarono nel 1967, <a href="https://www.worldometers.info/oil/united-arab-emirates-oil/#:~:text=the%20United%20Arab%20Emirates%20produces,day%20out%20of%203%2C786%2C240%20produced)."><strong>sottraendo al lobbying Opec il 4% circa dell&#8217;offerta globale,</strong> pari a 4-4,5 milioni di barili al giorno.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo strappo maggiore della storia dell&#8217;Opec</h2>



<p>Parliamo di una perdita di produzione di greggio nel perimetro Opec che non ha precedenti nei casi passati di Paesi usciti dall&#8217;organizzazione con sede a Vienna: Ecuador (uscito nel 1992, rientrato nel 2007, riuscito nel 2020), Gabon (uscito nel 1995, rientrato nel 2016), Indonesia (dentro dal 1962 al 2008 e per alcuni mesi nel 2016), Qatar (uscito nel 2019) e Angola (ha abbandonato Opec nel 2023), sommati, non arrivano alla <strong>produzione petrolifera di Abu Dhabi, settima al mondo</strong> per output.</p>



<p>La mossa segna almeno quattro punti. In primo luogo, un duro colpo al controllo del mercato da parte di un cartello dove continuano a esserci i principali Paesi colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che sottrae 11 milioni di barili di petrolio al giorno all&#8217;offerta mondiale, ma anche lo stesso Iran, facendo dell&#8217;Opec una potenziale camera di compensazione di tali crisi. Secondo punto, <strong>si palesano rabbia e frustrazione degli Emirati Arabi Uniti</strong> per i rapporti in deterioramento con molti alleati. Abu Dhabi accusa i Paesi arabi di non aver fatto abbastanza per proteggere i cieli emiratini durante la guerra nel Golfo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari critici</h2>



<p> &#8220;I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono supportati a livello logistico, ma politicamente e militarmente, credo che la loro posizione sia stata storicamente la più debole&#8221;, ha attaccato Anwar Gargash,<a href="https://www.reuters.com/markets/commodities/uae-says-it-quits-opec-opec-statement-2026-04-28/"> consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, parlando con Reuters.</a> </p>



<p>Questa contingenza tattica dà il là alla prospettiva strategica più chiara di un distacco che il presidente Mohamed bin Zayed ha tutt&#8217;altro che disincentivato mostrando assieme al governo che guida frustrazione per il sistema di quote dell&#8217;Opec, i rigidi vincoli imposti dal dialogo a formato Opec+ e i freni a potenziali crescite dell&#8217;export. Terzo punto, emerge la <strong>rivalità emiratino-saudita anche sul piano energetico,</strong> pochi mesi dopo che a cavallo tra fine 2025 e inizio 2026 Riad e Abu Dhabi erano andate <strong>a un passo </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-tra-bombe-saudite-e-secessionismo-si-riaccende-una-crisi-regionale.html" type="post" id="499362"><strong>dalla guerra in Yemen</strong> per l&#8217;avventuroso sostegno emiratino ai separatisti del Southern Transition Council.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovo asse energetico con Usa, Israele, Azerbaijan?</h2>



<p>Sul piano energetico, infine, gli Emirati cercano alleanze alternative e ora potranno cercare di condizionare il mercato da battitori liberi. Gli Emirati collaborano con un partner non-Opec, l&#8217;<strong>Azerbaijan</strong>, per progetti comuni tra il colosso di Baku, Socar, e la Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) e<a href="https://caliber.az/en/post/triangle-of-power-energy-axis-of-uae-azerbaijan-israel">, scriveva <em>Caliber</em> a febbraio, il triangolo può espandersi anche a Israele:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Baku fornisce una parte significativa del fabbisogno di carburante di Israele e ha ampliato la sua presenza nei mercati energetici israeliani, acquisendo una partecipazione del 10% nel giacimento di gas offshore di Tamar e prendendo parte a progetti di esplorazione congiunti nelle acque israeliane. Questi sviluppi si integrano perfettamente con gli investimenti emiratini e israeliani nei settori dell&#8217;energia e delle infrastrutture e segnalano l&#8217;emergere di un triangolo Emirati Arabi Uniti-Azerbaigian-Israele: un nesso di cooperazione informale ma strategicamente rilevante che rafforza i legami economici e di sicurezza tra il Caucaso e il Medio Oriente.</p>
</blockquote>



<p>Musica per le orecchie degli <strong>Stati Uniti, primi produttori di petrolio al mondo ma sempre avversari dell&#8217;Opec</strong> e della sua logica di cartello, soprattutto nell&#8217;era del presidente Donald Trump che ha spesso accusato il cartello di agire come forza distorsiva. L&#8217;uscita degli Emirati dall&#8217;Opec può <strong>essere presa a esempio dagli Usa per ridisegnare un nuovo ordine energetico</strong> internazionale, riducendo dipendenza dal Golfo e valorizzando gli attori regionali. Adnoc ha dato un segnale verso gli Usa in questi giorni, con la prospettiva di investimenti miliardari nel settore energetico americano, <a href="https://www.ft.com/content/e48d4c9b-36b8-476c-81a8-faccb1a981c0?syn-25a6b1a6=1">specie il gas naturale liquefatto, che si preannuncia essere trasformativa.</a> <strong>Lo strappo emiratino è una netta cesura e mostra che la Terza guerra del Golfo è arrivata per restare, almeno sul piano energetico,</strong> con conseguenze imprevedibili per accordi su offerta, commercio e, soprattutto, prezzi da cui dipendono intere economie e la loro sostenibilità.</p>



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		<item>
		<title>In fuga dal Golfo: l&#8217;esodo di 10 milioni di indiani (che vale 130 miliardi di dollari) per colpa della guerra in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/in-fuga-dal-golfo-lesodo-di-10-milioni-di-indiani-che-vale-130-miliardi-di-dollari-per-colpa-della-guerra-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 10:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le tensioni nel Golfo minacciano milioni di lavoratori indiani e quasi 50 miliardi di dollari di rimesse cruciali per l’economia dell’India.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/in-fuga-dal-golfo-lesodo-di-10-milioni-di-indiani-che-vale-130-miliardi-di-dollari-per-colpa-della-guerra-in-iran.html">In fuga dal Golfo: l&#8217;esodo di 10 milioni di indiani (che vale 130 miliardi di dollari) per colpa della guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307124517597_a10e3890df07517977095ddc1db4d360-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/dubai-trema-perche-liran-martella-gli-emirati-arabi-uniti-dopo-lattacco-di-usa-e-israele.html">sviluppi nella regione del Golfo</a> stanno causando &#8220;grande ansia&#8221;. Non potrebbe essere diversamente per un Paese come l&#8217;<strong>India</strong> che considera quest&#8217;area altamente strategica. Non solo perché da qui si snodano i <strong>flussi energetici</strong> necessari per alimentare la crescita di Nuova Delhi, nonché il <strong>commercio </strong>in entrata e in uscita. Ma anche perché nell&#8217;area trasformatasi in ring militare vivono e lavorano la bellezza di circa <strong>10 milioni di indiani</strong>. </p>



<p>Sono ingranaggi fondamentali per il motore economico della loro patria. Il motivo è semplice e riguarda i soldi che queste persone guadagnano e inviano a casa attraverso le cosiddette <strong>rimesse</strong>: quasi <strong>50 miliardi di dollari</strong> all&#8217;anno che attraversano il Mar Arabico, finiscono nel Paese più popoloso del mondo e incrementano il valore della valuta locale, la <strong>rupia</strong>. </p>



<p>Parliamo di una cifra enorme. Addirittura grande più del doppio dell&#8217;export di beni che ogni anno l&#8217;India esportava negli Stati Uniti prima dell&#8217;avvento dei dazi di Trump, e superiore pure a qualsiasi quantità di aiuti mai ricevuti dall&#8217;estero. Insomma, come ha sintetizzato anche il <em>New York Times</em>, lo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-alliran-si-allarga.html">scoppio della guerra in Iran</a> non sta solo terrorizzando i <strong>mercati petroliferi</strong>, ma rischia di destabilizzare – e in parte lo ha già fatto &#8211; la vita di <strong>milioni di indiani</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-1024x625.jpg" alt="" class="wp-image-507534" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-1536x938.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1-600x366.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302142115784_ee275c045c47a58304edeaf9f02b41cd-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Così la guerra colpisce i lavoratori indiani</strong></h2>



<p>“Quando il Golfo brucia, l&#8217;India sanguina”, ha intitolato il magazine indiano <em>Frontline</em>. A Nuova Delhi, non a caso, il governo si è subito attivato. Il ministero degli Affari Esteri ha osservato che le missioni indiane nei Paesi colpiti sono in contatto con i membri della <strong>diaspora indiana</strong>, e che stanno fornendo l&#8217;assistenza necessaria. Lo stesso dicastero ha allestito una <strong>sala di controllo speciale</strong>, attiva 24 ore su 24, per assistere i cittadini bloccati e a rischio nella regione.</p>



<p>Negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, in <strong>Kuwait </strong>e in <strong>Qatar</strong>, i migranti rappresentano rispettivamente l&#8217;88%, il 73% e il 77% della popolazione nazionale. E i lavoratori provenienti dall&#8217;India &#8211; impiegati nei settori dell&#8217;<strong>edilizia</strong>, dell&#8217;<strong>ospitalità</strong>, della <strong>sicurezza</strong>, dei <strong>lavori domestici</strong> e della <strong>vendita al dettaglio</strong> – rappresentano una quota considerevole. </p>



<p>Non solo: nel Golfo questi lavoratori hanno creato attività commerciali e mezzi di sostentamento per sé e per i loro familiari rimasti in patria. Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran rischia adesso di <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-iran-israele-usa-il-delicato-ruolo-della-giordania.html">rimodellare l&#8217;intera regione</a> compromettendo le rimesse indiane. </p>



<p>Attenzione, però, perché potrebbero pagare un conto salatissimo non solo i suddetti lavoratori ma anche i <strong>paperoni indiani</strong> che avevano scelto il Medio Oriente per far brillare i loro imperi. È il caso, per esempio, di <strong>Yusuff Ali</strong>, il fondatore di <strong>LuLu Group International</strong>, una catena di supermercati con un fatturato di oltre 7 miliardi di dollari che ha aperto i battenti negli Emirati Arabi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">India is going to be one of big losers of this war outside the Middle East. It is one of the largest importers of gulf oil (~$150bn) and one of the largest recipients of remittances from the gulf (~$100bn). The rest of South Asia, the Philippines, and much of the Islamic world… <a href="https://t.co/rImDpTYdY5">pic.twitter.com/rImDpTYdY5</a></p>&mdash; Policy Tensor (@policytensor) <a href="https://twitter.com/policytensor/status/2029047089557094677?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contraccolpi economici</strong></h2>



<p>La migrazione dall&#8217;India al Golfo è iniziata con i lavoratori del Kerala e del Tamil Nadu, salvo poi includere anche i lavoratori provenienti dall&#8217;Uttar Pradesh e dal Bihar. In base ai dati ufficiali, gli Emirati Arabi Uniti ospitano la quota maggiore di questi migranti &#8211; circa <strong>3,5 milioni di indiani </strong>&#8211; seguiti dall&#8217;Arabia Saudita con circa <strong>2,5 milioni</strong>. </p>



<p>Secondo la <strong>Reserve Bank of India</strong>, Delhi ha ricevuto la cifra record di <strong>129,4 miliardi di dollari</strong> in rimesse nel 2024, in aumento rispetto ai 67 miliardi del 2012. I Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno contribuito per circa il <strong>38%</strong> al totale delle rimesse nel 2023-24, costituendo circa il <strong>3-4% del pil indiano</strong>. </p>



<p>Qualsiasi <strong>evacuazione su larga scala</strong> dalla regione, necessaria se la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente, rappresenterebbe un&#8217;enorme sfida logistica per Delhi. Il <em>Times of India</em> ha scritto che oltre 52mila persone sono già rientrate in India a bordo di voli charter e compagnie aeree indiane e mediorientali. La speranza di Delhi è che l&#8217;esodo non si aggravi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="741" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-1024x741.jpg" alt="" class="wp-image-505816" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-1536x1111.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6-600x434.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026021718351878_7c247e2a9a5dee5be587b3a817524dd6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>La mossa di Trump: &#8220;Designerò la Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-mossa-di-trump-designero-la-fratellanza-musulmana-organizzazione-terroristica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495092</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1002" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La decisione dovrebbe diventare operativa entro la fine dell'anno. Le possibili reazioni della Turchia e del Qatar.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-mossa-di-trump-designero-la-fratellanza-musulmana-organizzazione-terroristica.html">La mossa di Trump: &#8220;Designerò la Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1002" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha rivelato domenica mattina di voler designare la <strong>Fratellanza Musulmana</strong> come &#8220;organizzazione terroristica straniera. &#8220;Sarà fatto nei termini più forti e potenti&#8221;, ha dichiarato Trump in un&#8217;intervista esclusiva al <a href="https://justthenews.com/politics-policy/all-things-trump/trump-says-he-will-designate-muslim-brotherhood-terrorist?utm_source=mux&amp;utm_medium=social-media&amp;utm_campaign=social-media-autopost">giornale conservatore <em>Just the News</em></a>. &#8220;I documenti finali sono in corso di redazione&#8221;. La mossa, secondo fonti vicine alla Casa Bianca, è in fase di elaborazione da settimane e segna un ritorno alle priorità della prima amministrazione Trump, che <strong>già dal 2017 aveva esaminato l&#8217;ipotesi di classificare i Fratelli Musulmani come entità terroristica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche il Texas contro la Fratellanza Musulmana</h2>



<p>La decisione di Trump si inserisce in un contesto più ampio di azioni dei repubblicani contro presunte minacce terroristiche. La scorsa settimana, il governatore Gop del Texas, <strong>Greg Abbott</strong>, <a href="https://gov.texas.gov/news/post/governor-abbott-designates-muslim-brotherhood-cair-as-foreign-terrorist-organizations">ha emesso un ordine che designa</a> i <strong>Fratelli Musulmani</strong> e il <em>Council on American-Islamic Relations</em> (CAIR) come &#8220;organizzazioni terroristiche straniere e organizzazioni criminali transnazionali&#8221;. Secondo Politico, &#8220;CAIR afferma che quel proclama, che impedisce ai suoi membri di acquistare terreni in Texas, viola i diritti costituzionali di proprietà e libertà di espressione dei suoi membri&#8221;. </p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump non ha ancora fornito dettagli sulle tempistiche dell&#8217;esecutivo presidenziale, ma fonti indicano che potrebbe essere firmato entro fine anno. La designazione come organizzazione terroristica straniera imporrebbe <strong>restrizioni severe sui finanziamenti, i viaggi e le attività del gruppo negli Stati Uniti,</strong> potenzialmente influenzando positivamente anche le relazioni con alleati nella regione come l&#8217;Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, che da anni combattono contro le ramificazioni dei <strong>Fratelli Musulmani</strong> nella regione.</p>



<p>Chi gradirà meno la mossa di Trump contro l&#8217;organizzazione islamista sono senza dubbio <strong>Qatar</strong> e <strong>Turchia</strong>. Doha, infatti, storicamente, sin dagli anni Cinquanta e Sessanta, ha accolto esuli egiziani e siriani della Fratellanza, fornendo rifugio e finanziamenti all&#8217;organizzazione. Oggi l&#8217;emirato funge da ruolo di mediatore dopo che, tra il 2017 e il 2021, Arabia Saudita, Emirati, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo a Doha proprio per i suoi legami con la Fratellanza. Per quanto concerne invece la Turchia, i Fratelli Musulmani rappresentano un alleato ideologico e politico del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) guidato dal presidente <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong>. Per quanto concerne Hamas, l&#8217;organizzazione palestinese è considerata a tutti gli effetti ramo diretto della Fratellanza Musulmana nella striscia di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Fratellanza Musulmana</h2>



<p>Come spiega il professor <strong>Massimo Campanini</strong> nel suo <em>Storia del Medio Oriente contemporaneo </em>(2014, il Mulino), la Fratellanza Musulmana venne fondata in Egitto nel 1928 da un giovane insegnante elementare, <strong>Hasan al-Bannā</strong>. &#8220;Dapprima limitata a cellule operanti sul canale di Suez, ma presto trasferitasi al Cairo, la Fratellanza allargò la sua rete di adepti con sorprendente velocità. Alla fine degli anni Trenta i suoi affiliati contavano nell&#8217;ordine dei 500.000 e crebbero ancora esponenzialmente negli anni successivi&#8221;. </p>



<p>Dal punto di vista ideologico, osserva Campanini, &#8220;i <strong>Fratelli Musulmani</strong> si legavano soprattutto alla tradizione salafita di <strong>Rashīd Ridà</strong>: ritorno alle fonti, il Corano e la <em>sunna</em> del Profeta; enfasi sul valore sociale e politico dell&#8217;Islam, che non è solo una religione, ma uno stile di vita che coinvolge anche la sfera pubblica&#8221;. Dunque, la quintessenza dell&#8217;Islam Politico, in cui il Corano diventa, a tutti gli effetti, la Costituzione. Per la Fratellanza, &#8220;partire dalla Legge rivelata è indispensabile per costruire un sistema politico autenticamente giusto ed equilibrato&#8221;. </p>



<p>Oggi la <strong>Fratellanza Musulmana</strong> è stata messa al bando in molti Paesi. Lo scorso aprile, <a href="https://it.insideover.com/politica/giordania-e-abu-mazen-luno-due-contro-hamas-e-i-fratelli-musulmani.html">come riportato da Andrea Muratore su <em>InsideOver</em></a>, in <strong>Giordania</strong> il ministro degli Interni Mazin Fraya ha annunciato il bando delle attività del Fronte d’azione islamico, espressione politica della Fratellanza nel Paese arabo e vincitore del maggior numero di seggi nelle elezioni di settembre 2024, caratterizzate da un condizionamento notevole del fattore Gaza nell’attenzione della popolazione. </p>



<p>Tra i tra i principali Paesi che hanno messo al bando l&#8217;organizzazione islamista figurano <strong>Egitto</strong> (dal 2013), <strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> (dal 2014), <strong>Bahrein</strong> (2015), <strong>Russia</strong> (2003/2015), <strong>Siria</strong> (dal 1963, benché con al-Sahraa la situazione potrebbe cambiare), <strong>Giordania</strong> (totale nel 2025), <strong>Libia</strong> (2019), <strong>Austria</strong> (2021) e <strong>Kenya</strong> (2025), oltre a nazioni dell&#8217;Asia Centrale come <strong>Tagikistan</strong> e <strong>Uzbekistan</strong>. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-mossa-di-trump-designero-la-fratellanza-musulmana-organizzazione-terroristica.html">La mossa di Trump: &#8220;Designerò la Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché la Corea del Sud punta sul Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-corea-del-sud-punta-sul-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 05:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Sud sta espandendo la sua presenza in Medio Oriente con l'iniziativa "Shine". Ecco di che cosa si tratta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Corea del Sud</strong> ha intenzione di espandere la propria presenza in <strong>Medio Oriente</strong> con un&#8217;iniziativa denominata <em><strong>Shine Initiative</strong></em>. L&#8217;obiettivo di Seoul: incrementare la collaborazione con i governi locali su più fronti, dall&#8217;intelligenza artificiale alla Difesa, dall&#8217;economia agli scambi culturali. Il presidente sudcoreano <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-chi-e-lee-jae-myung-il-possibile-nuovo-presidente-della-corea-del-sud-e-incubo-usa.html">Lee Jae Myung</a> ha effettuato un viaggio di dieci giorni nella regione, iniziando il suo tour dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Qui il leader progressista si è fermato ad Abu Dhabi per un vertice con lo sceicco <strong>Mohamed bin Zayed Al Nahyan</strong>, per altro in concomitanza con il Dubai Airshow dove la Korea Aerospace Industries ha presentato il jet da combattimento <strong>KF-21</strong>. </p>



<p>Il <em>vis a vis</em> tra i due ha generato un&#8217;interessante fumata bianca. Dopo l&#8217;incontro, l&#8217;ufficio di Lee ha dichiarato che Corea del Sud ed Emirati Arabi hanno concordato di perseguire un modello di sviluppo congiunto, produzione locale ed esportazioni verso Paesi terzi per la cooperazione in materia di difesa. &#8220;L&#8217;istituzione di questa catena del valore completa aumenterà le possibilità che le nostre aziende della difesa riescano a concludere accordi per un valore superiore ai <strong>15 miliardi di dollari</strong>&#8220;, ha dichiarato il capo dello staff di Lee, Kang Hoon Sik, senza però dettagli sul potenziale deal. </p>



<p>La sensazione è che Abu Dhabi sia interessata a mettere le mani sul KF-21. Il motivo è semplice: in precedenza gli Emirati Arabi Avevano cercato di acquistare gli <strong>F-35</strong> statunitensi ma nel 2021 hanno sospeso i negoziati con gli Usa dopo che <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-report-delle-spie-usa-tecnologie-degli-emirati-nei-missili-cinesi.html">Washington aveva chiesto loro di rimuovere</a> le apparecchiature dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html">azienda cinese Huawei </a>dalla propria rete di telecomunicazioni e altre misure per limitare i legami con Pechino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1024x636.jpg" alt="" class="wp-image-495014" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non solo armi: gli affari della Corea in Medio Oriente</strong></h2>



<p>I dati parlano chiaro: le esportazioni di <strong>prodotti per la Difesa</strong> della Corea del Sud verso il Medio Oriente sono triplicate negli ultimi cinque anni, a conferma della crescente importanza strategica della regione nel commercio di armi di Seoul. Secondo l&#8217;Export-Import Bank of Korea, sono passate dai <strong>241 milioni di dollari </strong>registrati nel 2019 ai <strong>747,5 milioni </strong>nel 2024. </p>



<p>Gli Emirati Arabi sono i più dinamici dell&#8217;area e il governo sudcoreano ne ha approfittato per consolidare i rapporti. Attenzione però, perché l&#8217;asse Seoul-Abu Dhabi va oltre le armi. Il viaggio di Lee ha portato ad accordi interessanti: <strong>Hanwha Group</strong> ha firmato un memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;emiratina <strong>EDGE Group</strong> per lo sviluppo congiunto di una piattaforma di intelligenza artificiale per radar intelligenti e veicoli terrestri autonomi senza pilota, con la possibilità di costituire una joint venture, mentre <strong>Korea Aerospace Industries</strong> ha ottenuto un accordo di cooperazione tecnologica a supporto dell&#8217;infrastruttura di difesa di prossima generazione degli Emirati Arabi Uniti. </p>



<p>E ancora: la Corea del Sud ha ufficialmente iniziato a esportare la propria <strong>carne di manzo</strong> negli Emirati Arabi Uniti, segnando il suo ingresso nel mercato halal del Medio Oriente. Il ministero dell&#8217;Agricoltura, dell&#8217;Alimentazione e degli Affari Rurali di Seoul ha spiegato che la prima spedizione (1,5 tonnellate di carne bovina coreana refrigerata e congelata) è partita dall&#8217;aeroporto di Incheon nei giorni scorsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495015" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Shine Initiative di Seoul</strong></h2>



<p>Lee ha visitato anche <strong>Egitto</strong>, <strong>Sudafrica</strong> e <strong>Turchia</strong>. Al Cairo, il presidente sudcoreano ha svelato un&#8217;iniziativa globale per la cooperazione in Medio Oriente volta a promuovere la pace nella regione, approfondire le partnership economiche ed espandere gli scambi culturali e interpersonali. </p>



<p>L&#8217;ha denominata <em>Shine </em>(in italiano &#8221;splendore&#8221;) per simboleggiare stabilità, armonia, innovazione, rete e istruzione, e sottolineare l&#8217;impegno della sua amministrazione nel rafforzare i legami con la regione, cruciali per la sicurezza energetica, il commercio e altri ambiti di cooperazione. <strong>Stabilità </strong>e <strong>armonia</strong>, i due elementi dell&#8217;iniziativa, saranno i principi chiave degli sforzi volti a stabilire la pace nella penisola coreana e in <strong>Medio Oriente</strong>, ha dichiarato lo stesso Lee. </p>



<p><em>Dulcis in fundo</em>, la Corea ha fatto sapere di voler perseguire iniziative di cooperazione economica su misura con i singoli Paesi dell&#8217;area sfruttando i suoi campioni nazionali come <strong>Samsung</strong>, in materia di smartphone ed elettronica di consumo, e <strong>Hyundai </strong>(e le sue conglomerate) sul fronte dei trasporti e dell&#8217;automotive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495013" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Droni turchi e munizioni degli Emirati, tra marketing e geopolitica</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/droni-turchi-e-munizioni-degli-emirati-tra-marketing-e-geopolitica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 06:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Emirati" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dopo anni di frizioni, la distensione tra Turchia ed Emirati Arabi Uniti passa anche per l'industria della difesa e... il marketing. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-turchi-e-munizioni-degli-emirati-tra-marketing-e-geopolitica.html">Droni turchi e munizioni degli Emirati, tra marketing e geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Emirati" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-emirati-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Alla recente IDEF 2025 di Istanbul, l&#8217;importante expo della difesa che si svolge sulle sponde del Bosforo, uno degli annunci più pubblicizzati è stato l’esposizione congiunta dei droni turchi di Baykar e delle munizioni guidate prodotte dal conglomerato emiratino EDGE. <strong>Missili come l’Al Tariq e il Desert Sting, agganciati sotto le ali dei <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-caccia-satelliti-aeroporti-la-turchia-come-nuova-potenza-aerospaziale.html">Bayraktar TB2 </a>e Akıncı</strong>, hanno catalizzato l’attenzione mediatica. Ma dietro la vetrina, molti analisti vedono più una sofisticata operazione di marketing che un reale cambio di passo operativo. Un segnale geopolitico, certamente. Una capacità integrata pronta al combattimento, forse no.</p>



<p>L’accordo tra Baykar e EDGE è stato ufficializzato alla SAHA Expo 2024, e rilanciato all’IDEF 2025 con grande enfasi. Si tratta, sulla carta, dell’integrazione di munizioni emiratine ad alta precisione su piattaforme aeree turche. I missili presentati, come il Desert Sting DS-16 e DS-25 o la linea Al Tariq, <strong>sono prodotti tecnologicamente avanzati</strong>, progettati per operazioni di precisione e già impiegati dagli Emirati in scenari regionali.</p>



<p>Ma l’integrazione reale di munizionamenti stranieri su droni operativi richiede ben altro che una presentazione fieristica: test balistici, adattamenti ai software di volo, certificazioni, omologazioni internazionali. Tutti processi lunghi e costosi, di cui oggi non esistono evidenze chiare o dichiarazioni ufficiali su completamento e prontezza operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La propaganda della compatibilità</h2>



<p>Esattamente come era accaduto all’UMEX 2024 con l’annuncio della prima compatibilità tra il DS-16 e il TB3, anche in questo caso l’integrazione viene presentata come innovazione tecnologica. Ma lo stesso rappresentante di Baykar, in quell’occasione, aveva sottolineato che si trattava solo del primo caso di “certificazione iniziale” di munizioni estere. Il che significa che il percorso verso una vera interoperabilità è ancora lungo.</p>



<p>La coesistenza visiva tra droni Baykar e missili EDGE serve dunque più a mostrare <strong>una potenzialità futura</strong> che una capacità attuale. Una dichiarazione di intenti, non una dotazione da combattimento.</p>



<p>Sotto il piano tecnico, si nasconde un calcolo politico. Gli Emirati Arabi Uniti sono interessati ad acquisire fino a 120 droni turchi Bayraktar, in un pacchetto che include servizi, formazione, e in prospettiva anche trasferimenti tecnologici e produzione localizzata. Una manovra strategica che <strong>mira a consolidare EDGE come produttore di armi globali,</strong> riducendo la dipendenza da fornitori occidentali.</p>



<p>Per la Turchia, l’accordo rappresenta una diversificazione delle relazioni industriali e diplomatiche. Con la guerra in Ucraina, la rottura con Israele e le incertezze nei rapporti con l’Occidente, la collaborazione con paesi arabi diventa un canale per accedere a capitali, mercati e prestigio internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sovranità tecnologica da difendere</h2>



<p>C’è però un elemento che raffredda l’ipotesi di una vera e propria ibridazione industriale: l’identità strategica della difesa turca. La Turchia ha costruito negli ultimi anni una narrazione potente basata sull’autosufficienza tecnologica. Baykar, in particolare, rivendica un tasso di localizzazione delle sue piattaforme superiore al 90 per cento. Introdurre munizioni estere significherebbe rinunciare parzialmente a questo principio, oppure riconoscere una dipendenza che il Paese vuole invece superare.</p>



<p>Non è un caso che, sempre all’IDEF 2025, siano stati presentati missili turchi di nuova generazione come il Tayfun Block-4, l’ipersonico Gökbora, o il mini-cruise Kemankes. Tutti segnali di un’industria che punta a consolidare il proprio primato con armi nazionali, e non con importazioni o compatibilità ibride.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una partnership simbolica più che operativa</h2>



<p>Non bisogna sottovalutare il valore della cooperazione Baykar-EDGE. Sul piano delle relazioni internazionali, essa sancisce la normalizzazione (e ora collaborazione) tra Turchia ed Emirati, dopo anni di frizioni regionali, in particolare in Libia e nel Golfo. In un momento in cui Ankara cerca nuovi equilibri nel Mediterraneo e nel mondo arabo, l’accordo manda un messaggio chiaro: <strong>la Turchia è pronta a costruire alleanze militari</strong> con chi ne condivide l’interesse industriale.</p>



<p>Tuttavia, al di là dei comunicati stampa, l’assenza di test su larga scala, ordini militari documentati o certificazioni ufficiali, suggerisce che siamo ancora nel campo della diplomazia industriale più che in quello della tecnologia applicata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: tra visione e realtà</h2>



<p>L’IDEF 2025 ci ha consegnato l’immagine suggestiva di droni turchi armati con missili arabi. Ma dietro questa immagine si celano equilibri delicati. L’integrazione tra le due industrie della difesa è ancora acerba, e probabilmente resterà simbolica finché gli interessi industriali non convergeranno davvero su scala operativa.</p>



<p>Per Baykar, il futuro è nei droni autonomi e nella supremazia tecnologica indigena. Per EDGE, nella visibilità globale e nella conquista di nuovi mercati. Per entrambi, l’accordo serve oggi più a consolidare l’immagine internazionale che a cambiare le regole sul campo di battaglia. Se la cooperazione diventerà reale o resterà una vetrina lo diranno i prossimi test, le prossime guerre, e soprattutto i prossimi contratti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-turchi-e-munizioni-degli-emirati-tra-marketing-e-geopolitica.html">Droni turchi e munizioni degli Emirati, tra marketing e geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sudan, le Rsf occupano il campo profughi di Zamzam: si temono centinaia di morti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 08:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Rsf]]></category>
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<p>Sudan, le Rsf occupano il maxi-campo profughi di Zamzam: si temono centinaia di morti, migliaia di persone in fuga.</p>
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<p>Il campo profughi più vasto del <strong>Darfur </strong>sarebbe stato occupato dai ribelli sudanesi delle Rsf, dopo mesi di scontri nei suoi dintorni. Si temono <a href="https://it.insideover.com/guerra/laccusa-del-sudan-emirati-arabi-uniti-complici-del-genocidio-in-darfur.html">centinaia di morti, in una fase critica contraddistinta dalle accuse del governo di Khartoum contro gli Emirati Arabi Uniti</a> per il presunto sostegno ad azioni genocidiarie contro le minoranze non arabe in Darfur.</p>



<p>Usiamo il condizionale perché in Sudan è d&#8217;obbligo. Una forma di autotutela informativa per raccontare nel migliore dei modi la più grande delle &#8220;guerre dimenticate&#8221;, o forse <strong>la meno nota delle guerre maggiori.</strong> Sì, perché risulta sempre difficile occuparsi del <strong>Sudan</strong> e dell&#8217;ampiezza delle devastazioni che contraddistinguono il martoriato Paese dell&#8217;Africa orientale.</p>



<p>Il blackout informativo impone, molto spesso, di <strong>seguire l&#8217;evoluzione della guerra civile unicamente tramite le testate sul campo</strong> o i post dei social, rendendo difficile calcolare, in diverse occasioni, la portata dei danni causati dagli scontri tra <strong>l&#8217;esercito regolare del presidente Abdel Fattah al-Buran</strong> e le <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf)</strong> del leader Mohamad Hamdan Degalo, detto <strong>Hemetti</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I massacri delle Rsf che blindano il Darfur</h2>



<p>Nelle scorse settimane abbiamo dato notizia <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-lesercito-riconquista-khartum-ma-la-guerra-non-si-ferma.html">della <strong>riconquista</strong> della capitale da parte dei governativi</a>, ritenuta potenzialmente una svolta nella guerra: sul campo, da un lato, ma anche sul piano politico, dall&#8217;altro.  Come mai? Perché l&#8217;esser stati respinti dalle <strong>zone vicine al Nilo</strong> ha spinto gli uomini delle Rsf a concentrarsi sulle aree occupate a Ovest e Nord del Paese, in particolare sul già martoriato Darfur. Ed è qui che si è concentrato l&#8217;attacco a un campo profughi che ospitava ben 500mila sfollati ed era già stato teatro di azioni militari.</p>



<p><a href="https://www.nigrizia.it/notizia/sudan-rsf-controllano-campo-sfollati-zamzam-el-fasher-massacri-darfur">Come scrive Nigrizia,</a> &#8220;il campo è quello di Zamzam, già noto per essere <a href="https://www.nigrizia.it/notizia/sudan-carestia-diffusa-in-14-zone-del-nord-darfur">colpito da una grave carestia</a>, provocata anche dal blocco strumentale dell’accesso agli aiuti umanitari. Dopo un assalto con armi pesanti durato tre giorni, il campo, sito a una quindicina di chilometri dalla capitale del Darfur settentrionale El-Fasher – anch’essa sotto assedio da un anno – è caduto nelle mani delle milizie Rsf&#8221;. Già a febbraio c&#8217;erano stati attacchi su Zamzam.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Rapid Support Forces (RSF) launched a violent attack on the Zamzam camp in North Darfur on Tuesday, committing widespread abuses against displaced people and forcing thousands to flee towards the city of El Fasher.<a href="https://t.co/5fdHR1LEyc">https://t.co/5fdHR1LEyc</a><br>Video 1: Zamzam market ablaze… <a href="https://t.co/df0JukAci0">pic.twitter.com/df0JukAci0</a></p>&mdash; Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) <a href="https://twitter.com/SudanTribune_EN/status/1889424372022341722?ref_src=twsrc%5Etfw">February 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In questa circostanza, però, l&#8217;entità della distruzione e delle violenze sembra ancora più ampio. Almeno una decina di operatori umanitari nel campo sono morti nell&#8217;assalto decisivo che ha portato alla sua conquista. E secondo diversi report le Rsf si sarebbero abbandonate a <strong>saccheggi, violenze, stupri: si parla di almeno 450 vittime</strong>, ma il timore è sempre quello di riportare cifre al ribasso. &#8220;Gli attacchi hanno distrutto rifugi, mercati e strutture sanitarie, provocando la fuga di decine di migliaia di residenti, che si sono incamminati a piedi verso El-Fasher, teatro anch’essa di violenti scontri, e verso la località di Tawila&#8221;, prosegue Nigrizia, aggiungendo che &#8220;centinaia di vittime civili si registrano nella città di Um Kadada, a circa 180 km a est di El-Fasher, anch’essa sotto assedio da giorni e&nbsp;<a href="https://sudanwarmonitor.com/p/rsf-seizes-control-of-um-kadada-in-north-darfur" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caduta sotto il controllo delle</a> Rsf&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La nebbia di guerra</h2>



<p>Gli uomini di Hemmeti si stanno abbandonando a violenze e massacri per blindare il loro controllo su un&#8217;area che vorrebbero impostare come <strong>un vero e proprio Stato nello Stato</strong>. Se da un lato si fa sempre più remota l&#8217;ipotesi di rovesciare il regime di al-Buhran, dall&#8217;altro lo scenario libico per il Sudan e la sua divisione in aree in lotta permanente tra loro, con il solito corollario di violenze etniche e massacri, sono sempre più plausibili come esito.</p>



<p>&#8220;Le informazioni limitate emerse da Zamzam si sono spesso basate sulle comunicazioni satellitari, tramite immagini, telefoni o il servizio Starlink, che utilizza satelliti anziché torri di comunicazione terrestri per fornire Internet&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2025/apr/14/sudan-war-rsf-news-blackout-fear-confusion-refugees-idp-zamzam-camp-massacre">nota il Guardian. </a>La possibilità che oltre queste devastazioni ci possa essere altro è tutto fuorché remota. E invita a pensare alle tragedie delle guerre moderne che hanno la sfortuna di essere lontane, in forma pressoché permanente, dagli occhi del mondo. Finendo per restare inevitabilmente di fronte al rischio di essere avvolte nella nebbia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-occupano-il-campo-profughi-di-zamzam-si-temono-centinaia-di-morti.html">Sudan, le Rsf occupano il campo profughi di Zamzam: si temono centinaia di morti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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