<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Matteo Muzio Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/autore/matteo-muzio/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/autore/matteo-muzio</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Sep 2023 14:24:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Matteo Muzio Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/autore/matteo-muzio</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sovversivi, golpisti e violenti: la storia (oscura) della democrazia Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/sovversivi-golpisti-e-violenti-la-storia-oscura-della-democrazia-usa-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[storia americana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=408680</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Ottocento ai giorni nostri: tutte le volte che la democrazia americana ha rischiato di implodere dopo le elezioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/sovversivi-golpisti-e-violenti-la-storia-oscura-della-democrazia-usa-2.html">Sovversivi, golpisti e violenti: la storia (oscura) della democrazia Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905162334777_11bd250efa02b7205213afdbec8446d7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una <strong>folla di manifestanti</strong>, circa diecimila, pronta a invadere il Campidoglio e a forzare l’elezione di un presidente che aveva perso di misura le elezioni. Non parliamo del 6 gennaio 2021, ma del 14 febbraio 1877. A quel tempo il presidente non veniva inaugurato a gennaio, bensì a marzo. Così il deputato democratico Henry Watterson del Kentucky, editore e direttore del Louisville Courier Journal scrisse un articolo infuocato contro i repubblicani che volevano “rubare” l’elezione del democratico di New York Samuel Tilden, favorevole a togliere il controllo federale dai processi elettorali del Sud. </p>



<p>Minaccia che non si concretizzò anche per la dura reazione del presidente uscente, il repubblicano <strong>Ulysses Grant</strong>, che minacciò una reazione commisurata all’entità della minaccia. Quindi l’assalto di Capitol Hill, decisamente, non è stato un unicum nella storia americana. La sovversione violenta è sempre stata una spada di Damocle pendente su una repubblica nata in modo rivoluzionario, staccandosi dalla Madrepatria britannica grazie all’uso delle armi. Gli osservatori internazionali nel 1800 ad esempio non pensavano che la <strong>transizione</strong> tra il presidente John Adams, federalista, e il suo successore Thomas Jefferson, eletto nelle fila del partito democratico-repubblicano, sarebbe stata tranquilla. Ci si aspettava potenzialmente una purga dei seguaci di Adams, date le note simpatie giacobine di Jefferson. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="660" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election-1024x660.jpg" alt="" class="wp-image-408690" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Tilden_election.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8220;Una tregua &#8211; non un compromesso, ma la possibilità per i gentiluomini di alto rango di ritirarsi con grazia dalle loro civilissime dichiarazioni di guerra&#8221;. Di Thomas Nast in Harper&#8217;s Weekly, 1877 Feb 17, p. 132.</figcaption></figure>



<p>A sorpresa invece non accadde nulla. La transizione avvenne in modo assolutamente tranquillo, anche dopo una campagna elettorale particolarmente <strong>violenta</strong>. Non sarebbe sempre stato così, soprattutto a livello locale. A cominciare dal Rhode Island: nel 1842 <strong>Thomas Wilson Dorr</strong>, politico e attivista per il suffragio universale, decise di bypassare l’opposizione dell’élite rurale all’estensione del diritto di voto. Si fece così votare da un’autoproclamata “assemblea popolare”, protetta da una milizia di cittadini di origine irlandese che avevano conquistato, grazie a lui, la piena cittadinanza. Nel frattempo, veniva inaugurato il governatore legittimo Samuel Ward King, che dopo alcuni mesi di coabitazione turbolenta dichiarò la legge marziale e mise in stato d’arresto Dorr. </p>



<p>Poco meno di vent’anni dopo, sarebbero stati gli <strong>stati del Sud</strong> a staccarsi e non sempre attraverso metodi democratici: le élite schiaviste convocarono assemblee a loro favorevoli per staccarsi in fretta dal Paese. Se in Georgia i voti vennero aggiustati a favore della secessione, in Texas andò diversamente: il governatore Sam Houston era un arcinemico della <strong>secessione</strong> e rifiutò di giurare fedeltà alla Confederazione sudista. Per questo la legislatura secessionista decise di rimuoverlo il 15 marzo 1861, nonostante avesse messo in guardia che il Nord si sarebbe mosso contro il Sud come “una valanga”. Houston chinò il capo e accettò il suo destino.</p>



<p>Dopo la fine della guerra civile le milizie bianche del Sud cominciarono a usare le armi per sovvertire l’esito delle elezioni in cui gli afroamericani avevano finalmente conquistato il diritto di voto. È ciò che avviene nel 1874 in <strong>Louisiana</strong> quando a Baton Rouge una folla aizzata dalle milizie della White League occupò la legislatura statale a maggioranza repubblicana, ritenuta colpevole di aver proclamato la vittoria del Repubblicano William Pitt Kellogg sul candidato Democratico (e segregazionista) John McEnery in un’elezione contestata. L’intervento della polizia cittadina, comandata dall’ex generale confederato James Longstreet, non potè fermare gli insorti, che riuscirono a rimuovere alcuni legislatori afroamericani sostituendoli con dei bianchi.</p>



<p>Un altro esempio risale al 1898, quello più simile a una transizione violenta e non legale. In <strong>North Carolina</strong> avvenne un vero e proprio <strong>golpe</strong>: la vittoria di un governatore sostenuto da una coalizione di repubblicani e populisti di sinistra viene rovesciata tramite un attacco militare con fucili e mitragliatrici condotto dai paramilitari delle Red Shirt. L’attacco venne organizzato attraverso le colonne dei giornali segregazionisti News &amp; Observer e Wilmington Messenger con un proclama intitolato “La dichiarazione d’indipendenza dell’Uomo Bianco”. Tra gli obiettivi non a caso non c’è solo la comunità afroamericana e la residenza del governatore neoeletto, ma anche il giornale rivale, il Daily Record, diretto da due afroamericani. L’attacco fece <strong>circa 300 vittime</strong> e rimpiazzò il risultato elettorale con il volere di un’élite politica che mal sopportava l’essere stata deposta da una coalizione multirazziale. Riecheggiando parole d’ordine che purtroppo abbiamo risentito di recente, articoli e editoriali segregazionisti sostenevano che la concessione del voto ai neri era stata “un crimine”.</p>



<p>Insomma, la violenza politica ad alto livello non è certamente una <strong>novità</strong> nella storia americana. A ottobre 2020 l’Fbi aveva annunciato di aver sventato il rapimento della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, odiata dagli estremisti per le limitazioni che aveva imposto durante il lockdown primaverile. Anche in quei giorni c’era stata un’invasione armata del Campidoglio (del Michigan) per fortuna senza conseguenze.</p>



<p>Quindi l’<strong>eversione</strong> di parte, purtroppo, non è una novità nella storia statunitense, ed è sicuramente anche una fortuna che la transizione presidenziale, fino al 2020, sia andata avanti senza intoppi o tentativi riusciti di colpi di mano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/sovversivi-golpisti-e-violenti-la-storia-oscura-della-democrazia-usa-2.html">Sovversivi, golpisti e violenti: la storia (oscura) della democrazia Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutti contro tutti nel Gop: ecco chi sono i candidati alle primarie del 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=398830</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1895" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg 1895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1010x1024.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-768x778.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1516x1536.jpg 1516w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-2021x2048.jpg 2021w" sizes="auto, (max-width: 1895px) 100vw, 1895px" /></p>
<p>In questi giorni il campo repubblicano si è riempito di nuovi candidati alla presidenza con una cosa in comune: sono stati trumpiani in qualche modo e non hanno alcuna possibilità di prevalere su Donald Trump. Perché dunque lanciarsi in una contesa dove con tutta probabilità si verrà macellati dal frontrunner e dai suoi attacchi spesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html">Tutti contro tutti nel Gop: ecco chi sono i candidati alle primarie del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1895" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg 1895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1010x1024.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-768x778.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1516x1536.jpg 1516w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-2021x2048.jpg 2021w" sizes="auto, (max-width: 1895px) 100vw, 1895px" /></p>
<p>In questi giorni il campo repubblicano si è riempito di nuovi candidati alla presidenza con una cosa in comune: sono stati trumpiani in qualche modo e non hanno alcuna possibilità di prevalere su <strong>Donald Trump</strong>. Perché dunque lanciarsi in una contesa dove con tutta probabilità si verrà macellati dal frontrunner e dai suoi attacchi spesso accompagnati da nomignoli infamanti? </p>



<p>Ci sono varie ragioni e alcune hanno a che fare con ambizioni nemmeno troppo ben nascoste. Ma andiamo con ordine: al 8 giugno del 2023 i <strong>candidati repubblicani</strong> con una qualche chance di vincere sono dieci. Inutile contare quei personaggi che sono soliti candidarsi senza essere nemmeno notati. A questa tornata ci sono un consulente fiscale texano, un uomo d&#8217;affari del Michigan e un amministratore locale del Rhode Island. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="662" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg" alt="donald trump" class="wp-image-390764" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-2048x1323.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donald Trump Foto: EPA/ADAM DAVIS</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Larry Elder</h4>



<p>I media non si accorgeranno mai di loro e gli storici si interrogano su cosa muova certe persone. Passiamo oltre. Partiamo dai candidati con una certa notorietà. <strong>Larry Elder</strong> è un conduttore radiofonico californiano di destra che è arrivato secondo nel 2021 nelle elezioni di recall in California, vinte largamente dal governatore in carica Gavin Newsom. Impossibile che riesca ad affermarsi. Gli stessi analisti a stento ricordano la sua candidatura. Unica chance per lui è quella di vincere qualche voto in California. Peccato che saranno il 5 marzo, dopo le decisive elezioni di Iowa e New Hampshire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398831" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Larry Elder Foto di: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Asa Hutchinson e Doug Burgum</h4>



<p>Altri due candidati, invece, in altre epoche avrebbero avuto qualche strada: si tratta dell&#8217;ex governatore dell&#8217;Arkansas <strong>Asa Hutchinson</strong> e del suo omologo del North Dakota <strong>Doug Burgum</strong>, ultimo a essere sceso in campo. Entrambi sono conservatori adamantini che però hanno saputo essere pragmatici nella loro azione di governo. Difficile però che riescano a conquistare i cuori dei militanti due bianchi di mezza età (rispettivamente 72 e 66 anni) dai modi affabili. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1199" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398834" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled.jpg 1199w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled-600x961.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-187x300.jpg 187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-640x1024.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-768x1229.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-960x1536.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-1279x2048.jpg 1279w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-1599x2560.jpg 1599w" sizes="auto, (max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il governatore dell&#8217;Arkansas Asa Hutchinson <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1201" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited.jpg" alt="" class="wp-image-398835" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited.jpg 1201w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-600x959.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-188x300.jpg 188w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-641x1024.jpg 641w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-768x1228.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-961x1536.jpg 961w" sizes="auto, (max-width: 1201px) 100vw, 1201px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il governatore del North Dakota Doug Burgum <br>Foto: EPA/Andrew Harrer / POOL</figcaption></figure>
</div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Mike Pence e <strong>Chris Christie</strong></h4>



<p>Passiamo a un altro esponente politico che avrebbe anche qualche chance, ma di fatto non piace a nessuno: l&#8217;ex vicepresidente <strong>Mike Pence</strong> è troppo tiepido e &#8220;traditore&#8221; per i trumpisti mentre per i moderati è sempre quel superconservatore vicino agli evangelici con posizioni vagamente omofobe. E che dire dell&#8217;imprenditore del tech di origine indiana <strong>Vivek Ramaswami</strong>? Uno dei suoi obiettivi sarebbe quello di &#8220;far riavvicinare le due Americhe&#8221;, quella conservatrice e quella progressista. Impossibile farlo da una piattaforma dove bene o male si deve parlare bene del quadriennio presidenziale di Donald Trump. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623&amp;_gl=1*3mpgh0*_ga*OTMyOTI0MDA0LjE2NDg0NjIxNzA.*_ga_N875FNGMRC*MTY4NjIxMTMyMy45OTEuMS4xNjg2MjExMzYwLjAuMC4w&amp;_ga=2.235155141.512922450.1685967008-932924004.1648462170"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png" alt="" class="wp-image-398540" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Domanda che dovrebbe mettere a disagio anche <strong>Chris Christie</strong>, ex governatore del New Jersey passato dall&#8217;essere un trumpiano di ferro a uno dei critici più feroci dell&#8217;ex presidente. Forse la sua ragione è spingere le vendite dell&#8217;immancabile saggio a sua firma che precede ogni campagna presidenziale che si rispetti. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg" alt="" class="wp-image-398836" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mike Pence <br>Foto: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398837" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chris Christie <br>Foto: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>
</div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Tim Scott e Nikki Haley</h4>



<p>Veniamo ora ai candidati di una certa rilevanza: due di loro vengono dalla South Carolina e parliamo del senatore <strong>Tim Scott</strong> e dell&#8217;ex governatrice <strong>Nikki Haley</strong>. Entrambi hanno programmi articolati e riferimenti elevati a due ex presidenti come Abraham Lincoln e Ronald Reagan nonché ottime credenziali politiche per riuscire a portare avanti una presidenza post-trumpiana. E non si esclude che possano vincere qualche Stato. Forse però sono troppo complessi questi per un elettorato che ha fame di polemiche e di guerre culturali e a poco vale il background di ascesa sociale da contesti di povertà estrema per entrambi.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398842" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-2048x1281.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tim Scott <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398845" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-2048x1280.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nikki Haley <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
</div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Ron DeSantis</h4>



<p>Polemiche che invece il governatore della Florida <strong>Ron DeSantis</strong> gradisce in abbondanza. Durante il suo periodo in carica ha attaccato i migranti irregolari, le donne che abortiscono, i docenti progressisti e le grandi aziende troppo &#8220;woke&#8221; per le loro politiche di inclusione sociale. Per DeSantis poi gioca a favore anche la rielezione trionfale lo scorso novembre tanto che molti analisti lo davano come favorito per soppiantare il trumpismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-398843" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-2048x1371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ron DeSantis, Foto di: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>



<p>Quello che manca a DeSantis invece è il carisma e il calore umano nei confronti delle persone, caratteristiche che non mancano affatto al frontrunner indiscusso Donald Trump che secondo i sondaggi è destinato a prendere una percentuale ben superiore al 50% dei voti, seguito da Ron DeSantis intorno al 30%. Gara chiusa ancor prima di iniziare? Tutto fa sembrare che possa essere così anche se il punto debole di Trump rimane sempre lo stesso: la perdita del <strong>sostegno dei moderati</strong>. Chi mostrerà sufficiente coraggio e intelligenza per attaccarlo su questo punto potrà cambiare qualcosa. Anche se al momento i candidati appaiono più timorosi di indispettirlo che di vincere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html">Tutti contro tutti nel Gop: ecco chi sono i candidati alle primarie del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=395142</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1608" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Former US president Donald Trump on the 15th green at Trump International Golf Links &amp; Hotel in Doonbeg, Co. Clare, during his visit to Ireland." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg 1608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1608px) 100vw, 1608px" /></p>
<p>I guai giudiziari dell'ex presidente infastidiscono sempre più esponenti dentro al Partito Repubblicano. Trump rischia l'isolamento?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html">Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1608" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Former US president Donald Trump on the 15th green at Trump International Golf Links &amp; Hotel in Doonbeg, Co. Clare, during his visit to Ireland." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg 1608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1608px) 100vw, 1608px" /></p>
<p>Forse è come sostiene lui, <strong>Donald Trump</strong>: c’è una grossa <strong>persecuzione</strong> <strong>giudiziaria</strong> in atto nei suoi riguardi, anche se è difficile dire da chi potrebbe essere coordinata, dato che ci sono casi in corso sia nello stato di New York, a maggioranza dem, sia in Georgia, dove pur essendoci due senatori democratici a Washington, la maggioranza statale è repubblicana. Ad ogni modo i continui guai giudiziari dell’ex presidente, pur non scalfendone la popolarità nei confronti della base, che anzi continua a vedere in lui un combattente contro l’establishment liberal percepito come ostile all’America profonda, stanno cominciando a creare qualche <strong>fastidio</strong> a suoi potenziali sostenitori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I guai giudiziari che mettono nei guai l&#8217;ex presidente</h2>



<p>Non soltanto perché ormai, pur avendo dominato con facilità il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-mandate-joe-default-show-donald-bufera-sulla-cnn-2149874.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dibattito</a> col pubblico alla <em>Cnn</em>, è difficile dire cosa Trump possa offrire agli indipendenti come visione alternativa di Paese a chi non vorrebbe dare il proprio voto a un presidente come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, rivelatosi più radicale del previsto. Un candidato, Trump, che “vende” al proprio elettorato tutto ciò che vuole sentirsi dire, ma che ormai suona come un <strong>disco</strong> <strong>rotto</strong>. Ed ha una debolezza che gli viene proprio dalle aule giudiziarie che riguarda un segmento particolare, quello del voto delle donne professioniste che vivono nelle aree suburbane. </p>



<p>Difficilmente saranno convinte da un uomo che difende ancora il suo commento riguardante “afferrare le donne” per il loro organo genitale, emerso da una vecchia trasmissione televisiva o che è stato condannato a pagare cinque milioni di dollari di risarcimento alla giornalista Elizabeth Jean Carroll, che l’ha accusato di averla molestata in un camerino di un grande negozio newyorchese nel 1996. Non si parla di cose astratte per l’<strong>elettorato</strong>, come pressioni indebite per ribaltare le elezioni o potenziali frodi finanziarie, di cui francamente interessa poco all’opinione pubblica, ma di un atteggiamento che Trump difenderà fino alla fine, com’è nel suo stile aggressivo e scarsamente accomodante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i repubblicani contro Donald Trump</h2>



<p>Se i candidati alle primarie repubblicane per le presidenziali del 2024 esitano a criticarlo (con la parziale eccezione dell’ex governatore dell’Arkansas <strong>Asa</strong> <strong>Hutchinson</strong>, che però ha possibilità quasi nulle di prevalere), lo stesso non si può dire dei senatori. Il leader del raggruppamento repubblicano <strong>Mitch</strong> <strong>McConnell</strong>, lo sappiamo, non sopporta l’ex presidente, con il quale non parla ormai da anni. Non ha rilasciato dichiarazioni, perché non ce n’è bisogno. Cosa che invece ha fatto il suo vice <strong>John</strong> <strong>Thune</strong>, del South Dakota, dicendo che Trump probabilmente costerà ai repubblicani il voto degli indipendenti. E senza di loro non si vince. </p>



<p>Non stupisce nemmeno l’uscita di <strong>Mitt Romney</strong>: l’ex candidato alle presidenziali del 2012, attualmente senatore dello Utah, ha affermato seccamente che spera che anche il popolo americano “giunga alle stesse conclusioni della giuria di New York”. Altri invece, come <strong>Kevin</strong> <strong>Cramer</strong> del North Dakota, che pure lo hanno difeso dalle accuse del procuratore distrettuale di New York <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/chi-alvin-bragg-procuratore-che-ha-mandato-trump-processo-2133196.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alvin Bragg</a>, che ha incriminato Trump per il pagamento di 125mila euro, adesso invece ritiene che qui la questione sia più seria. E persino un ex collaboratrice di Trump, l’ex direttrice della comunicazione della Casa Bianca <strong>Alyssa</strong> <strong>Farah</strong>, che ha detto alla <em>Cnn</em> che la sentenza “dovrebbe squalificarlo” automaticamente. Cosa che non avverrà, dato il precedente di Eugene Debs, candidato socialista alle presidenziali del 1920 quando era detenuto per sovversione. </p>



<p>Questa stanchezza però non si rispecchia nella base, che continua ad amarlo. E questo paradossalmente disegna una parabola ben definita, che lo accomuna con altri leader molto diversi da lui, come ad esempio Bernie Sanders: molto apprezzato dai militanti, detestato da tutti gli altri. Una <strong>debolezza</strong> che Trump probabilmente accentuerà, varando un programma estremista che prevede, tra le altre cose, la potenziale uscita dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nato</a>. Senza contare che difficilmente l’ex presidente può fornire una visione nuova di Paese, così come Joe Biden, che però dalla sua ha il vantaggio dell’essere il presidente in carica. E di aver arginato una possibile deriva estremista dei dem. Cosa che invece Trump ha favorito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html">Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso Feinstein e la gerontocrazia dei dem americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-caso-feinstein-e-la-gerontocrazia-dei-dem-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Apr 2023 11:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[Senato americano]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=393425</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Democratic Senator from California Dianne Feinstein talks to reporters outside the Senate chamber during a break in US President Donald J. Trumps impeachment trial in the US Capitol in Washington, DC" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-1536x899.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-2048x1198.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno degli elementi che contribuiscono maggiormente alla polarizzazione degli schieramenti politici statunitensi è l’uso politico della giustizia federale. Fino agli anni Novanta era perfettamente normale che un presidente democratico nominasse un moderato alla Corte Suprema, come nel caso di John Fitzgerald Kennedy, che nominò il giudice Byron White nel 1962, oppure che un repubblicano nominasse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-feinstein-e-la-gerontocrazia-dei-dem-americani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-feinstein-e-la-gerontocrazia-dei-dem-americani.html">Il caso Feinstein e la gerontocrazia dei dem americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Democratic Senator from California Dianne Feinstein talks to reporters outside the Senate chamber during a break in US President Donald J. Trumps impeachment trial in the US Capitol in Washington, DC" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-scaled-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-1536x899.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/dianne-feinstein-2048x1198.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno degli elementi che contribuiscono maggiormente alla polarizzazione degli schieramenti politici statunitensi è l’uso politico della <strong>giustizia federale</strong>. Fino agli anni Novanta era perfettamente normale che un presidente democratico nominasse un moderato alla Corte Suprema, come nel caso di John Fitzgerald Kennedy, che nominò il giudice Byron White nel 1962, oppure che un repubblicano nominasse un centrista che guardava a sinistra, come nel caso di George H.W. Bush nel 1990 con David Souter. </p>



<p>Come se non bastasse, dopo la vittoria elettorale di <strong>Barack Obama</strong>, l’allora leader di maggioranza dem al Senato Harry Reid decise di <strong>abbassare la soglia</strong> richiesta di 60 voti su 100 alla maggioranza semplice per tutte le nomine giudiziarie, eccezion fatta per i candidati alla Corte Suprema. Eccezione prontamente rimossa in età trumpiana dal capogruppo al Senato <strong>Mitch McConnell</strong>: grazie a questo escamotage legislativo, The Donald è riuscito a nominare ben tre giudici di schietto orientamento conservatore a maggioranza semplice nella Suprema Corte in soli quattro anni, di cui una, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-amy-coney-barrett.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amy Coney Barrett</a>, a ridosso della fine del suo mandato presidenziale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nomine giudiziarie rimaste in sospeso</h2>



<p>Insomma, la brama di occupare preziose posizioni nel complesso apparato giudiziario americano per ottenere sentenze a favore dei propri provvedimenti legislativi (e che smonti quelli degli avversari) è assolutamente bipartisan, anche se di sicuro i repubblicani hanno brillato per <strong>maggiore efficienza</strong>. Parliamo di un gran numero di toghe: attualmente ci sono ben 870 posizioni federali che compongono la totalità della magistratura federale statunitense. E nel mese di aprile ci sono esattamente 78 posizioni che devono essere riempite, tra <strong>Corti d’Appello</strong> e <strong>Corti distrettuali</strong>. Qual è dunque l’intoppo? </p>



<p>Strano a dirsi, ma è il mistero delle condizioni di salute di una singola senatrice, <strong>Dianne Feinstein</strong> della California, la decana della delegazione dem, che compirà 90 anni il prossimo giugno. Dallo scorso mese di gennaio la senatrice non è più tornata al lavoro, perché colpita dal fuoco di Sant’Antonio, per il quale da una certa età in poi si raccomanderebbe il vaccino, ma vabbè, passiamo oltre. Il problema è che Feinstein occupa una posizione nella cruciale <strong>commissione</strong> <strong>giustizia</strong>, dove i dem hanno 11 membri e i repubblicani 10, rispecchiando quindi i rapporti di forza dell’assemblea, dove dopo le ultime elezioni di metà mandato i dem hanno 51 seggi (che comprendono tre indipendenti) contro i 49 dei repubblicani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incertezza che tiene i dem col fiato sospeso</h2>



<p>Con l’assenza della senatrice quindi, i dem non hanno i numeri necessari per mandare avanti i giudici scelti dal presidente Biden per il voto di fronte al Senato. Bloccando quindi tutto il processo. Ironia della sorte, tra i repubblicani Chuck Grassley, coetaneo di Feinstein (anche se più giovane di qualche mese), gode di perfetta salute. Che fare quindi? La soluzione chiesta dal capogruppo dem Chuck Schumer è quella di nominare un <strong>temporaneo rimpiazzo</strong>, decisione per la quale ci vuole una maggioranza qualificata. Che ovviamente i repubblicani non vogliono fornire, trovando il modo di guadagnare tempo prezioso per limitare l’occupazione da parte dei dem delle cariche federali. </p>



<p>Ci sarebbe una soluzione, ma risulterebbe piuttosto traumatica: le <strong>dimissioni</strong> della senatrice e il suo immediato rimpiazzo da parte del governatore dem della California Gavin Newsom. E subentra un altro problema: Feinstein ha annunciato di non volersi ricandidare nel 2024 e ci sono già tre candidati alle primarie, tra cui due campioni antitrumpiani come i deputati Adam Schiff e Kate Porter. Newsom ha promesso che, qualora fosse capitato nuovamente quanto accaduto nel 2020, quando dovette sostituire Kamala Harris fresca di elezione alla vicepresidenza, avrebbe scelto una <strong>donna afroamericana</strong>. Ci sarebbe, ma anche la deputata <strong>Barbara Lee</strong> è candidata a succedere a Feinstein, e nominarla gli darebbe un vantaggio sui suoi avversari. Insomma, un bel pasticcio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterna battaglia con la sinistra radicale</h2>



<p>Senza contare poi che manca anche un dettaglio: chi dovrebbe dire a Feinstein di dimettersi? Ci ha già pensato un altro deputato californiano, Ro Khanna, vicino alla <strong>sinistra radicale</strong> di Bernie Sanders, una voce non esattamente maggioritaria nemmeno nell’iperprogressista California. Altri autorevoli esponenti dem, come l’ex speaker della Camera Nancy Pelosi, residente a San Francisco come Feinstein, si sono limitati ad auspicare un <strong>ritorno</strong> della senatrice, che al netto dell’età, pur essendo stata un’icona progressista quale sindaca di San Francisco a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, negli anni ha scontentato i più radicali tra i dem affermando la sua contrarietà alla legalizzazione della marijuana a scopi ricreativi e la sua approvazione della pena capitale. Insomma, decisamente troppo <strong>eterodossa</strong>. </p>



<p>Ecco allora le voci messe in giro su Twitter riguardo una sua presunta <strong>demenza senile</strong> (mai confermata da alcuna fonte) per favorirne la rimozione. Che difficilmente però accadrà in tempi brevi. Fornendo quindi un bel grattacapo al presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, anche lui alle prese con gli acciacchi dell’età; eppure, prossimo ad annunciare la corsa per la rielezione nel 2024, alla veneranda età di 82 anni. Come nel caso di Feinstein, anche il presidente è difficilmente sostituibile nelle fila dem.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-feinstein-e-la-gerontocrazia-dei-dem-americani.html">Il caso Feinstein e la gerontocrazia dei dem americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La storia di Jefferson Davis e la lezione di Trump: così può diventare un simbolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-storia-di-jefferson-davis-e-la-lezione-di-trump-cosi-puo-diventare-un-simbolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 20:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=390804</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-2048x1463.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump aveva già rotto diverse convenzioni politiche americane, prima tra tutti l’elezione di un individuo che prima di arrivare alla Casa Bianca non aveva mai ricoperto importanti cariche politiche o militari. Adesso è diventato il primo ex presidente a venire incriminato. Molti prima di lui avevano sfiorato il processo, basti pensare a Richard Nixon, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/la-storia-di-jefferson-davis-e-la-lezione-di-trump-cosi-puo-diventare-un-simbolo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-storia-di-jefferson-davis-e-la-lezione-di-trump-cosi-puo-diventare-un-simbolo.html">La storia di Jefferson Davis e la lezione di Trump: così può diventare un simbolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331205150110_ce90e45f9c44042d75ffc999af102ad7-2048x1463.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Donald Trump</strong> aveva già rotto diverse convenzioni politiche americane, prima tra tutti l’elezione di un individuo che prima di arrivare alla Casa Bianca non aveva mai ricoperto importanti cariche politiche o militari. Adesso è diventato il primo ex presidente a venire incriminato. Molti prima di lui avevano sfiorato il processo, basti pensare a Richard Nixon, che si salvò solo in virtù della grazia concessa dal suo successore Gerald Ford. </p>



<p>Trump però non ha niente di tutto questo. E peraltro il reato per il quale è stato incriminato sarebbe avvenuto prima della presidenza. Non è questa la sede per parlare di quanto avvenuto, né di quanto siano solide le accuse del procuratore distrettuale Alvin Bragg, tantomeno delle sue convinzioni politiche vicine alla sinistra democratica. Bragg ha rotto un precedente lungo più di 230 anni sull’inviolabilità legaledi un presidente, durante e dopo il suo mandato. Analizzando bene le pieghe della storia americana però, c’è stato un presidente incriminato, detenuto e infine amnistiato. Parliamo di <strong>Jefferson Davis</strong>, capo degli Stati Confederati d’America, quella formazione politica nata dalla forzosa secessione degli stati schiavisti del Sud in seguito all’elezione del primo presidente repubblicano Abraham Lincoln nel 1860.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia del presidente confedereato</h2>



<p>Davis venne scelto dal Congresso provvisorio della Confederazione con un criterio semplice: si trattava di uno degli esponenti più autorevoli del Senato per lo stato del Mississippi, che aveva servito con onore nella <strong>guerra contro il Messico</strong> come colonnello dal 1846 al 1848 e che era stato segretario alla Guerra nell’amministrazione democratica di Franklin Pierce. Non solo: Davis aveva sempre consigliato moderazione ai suoi colleghi e pertanto sembrava una scelta logica. Durante la guerra non fu così: spesso agì d’impulso, favorendo gli amici e ostacolando i suoi critici, in contrasto stridente con la leadership di Lincoln che invece seppe servirsi anche delle competenze dei suoi rivali. Per questo e per tanti altri motivi, Davis il 2 aprile evacuò la capitale del Sud, Richmond, chiedendo ai suoi uomini di prepararsi a una resistenza a oltranza e potenzialmente a una guerriglia contro le truppe unioniste.</p>



<p>Consiglio rigettato dal suo comandante militare <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/come-nacque-il-mito-di-robert-lee-guerriero-americano.html">Robert Lee</a></strong>, che si arrese il 9 aprile chiedendo ai suoi uomini di andare verso la riconciliazione. Davis tentò invece di fuggire, cercando di unirsi all’unico esercito sudista ancora integro, che si trovava in Texas, ma dopo varie peripezie venne catturato il 9 maggio a Irwinville, in Georgia, con l’accusa pendente sulla sua testa di essere il mandante dell’<strong>assassinio di Abraham Lincoln</strong>, avvenuto il 14 aprile. Davis, che al momento dell’arresto indossava una strana tela impermeabile, venne descritto come “fuggitivo vestito da donna” sui giornali del Nord. Davis da statista era di fatto un criminale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla detenzione al processo</h2>



<p>Venne portato a Fort Monroe, in Virginia il 22 maggio. La detenzione fu inizialmente durissima: doveva stare su una brandina con delle catene alle caviglie, guardato a vista da due militari 24 ore al giorno. L’opinione pubblica del Sud, già provata dalla sconfitta, vide con sfavore la detenzione così dura dell’ex presidente e i giornali dell’ex Confederazione ricevettero decine di lettere che lamentavano la condizione afflittiva di quello che veniva considerato uno statista al pari del defunto Abraham Lincoln. Cinque giorni dopo venne liberato dalle catene e dopo due mesi rimase senza guardie, potendosi anche permettere di ricevere lettere e ricevette anche una foto da parte del Papa Pio IX nel mese di dicembre.</p>



<p>A Davis fu poi consentito di vivere agli arresti domiciliari in un appartamento di quattro stanze, insieme con la moglie Varina. Allora l’amministrazione di <strong>Andrew Johnson</strong> non sapeva come comportarsi con Davis. Accusarlo di crimini di guerra? Dell’assassinio di Lincoln? Oppure del maltrattamento dei prigionieri di guerra dell’esercito statunitense? Per nessuna di queste accuse c’erano prove a sufficienza. Così il Procuratore Generale James Speed decise di procedere non con un processo militare, ma con un processo civile per tradimento. </p>



<p>Nel giugno 1866, la <strong>Camera dei Rappresentanti</strong> votò per mandare Davis a processo. Sorprendentemente, Davis accettò di buon grado. Lui che era noto per la sua oratoria sui banchi del Senato, voleva dimostrare quanto affermato nel suo discorso d’addio il 21 gennaio. Pur non essendo d’accordo con una secessione affrettata, ne riconosceva la legittimità. E voleva dimostrare che, dopo la scelta del Mississippi di secedere, lui non aveva tradito l’America perché cessava di essere un cittadino americano. E quindi l’istituzione degli Stati Confederati era avvenuta secondo il dettato costituzionale. Questo creò un serio imbarazzo per l’amministrazione di Johnson, che già si trovava sotto attacco da parte dell’ala sinistra del Partito Repubblicano, che avrebbe voluto l’istituzione di un processo contro l’intera leadership confederata e non soltanto contro Davis.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;amnistia e il simbolo sudista</h2>



<p>A complicare la cosa, la sede del processo dove sarebbe avvenuto il reato di tradimento: Richmond, ex capitale, dove la giuria estratta avrebbe potuto avere forti simpatie per Davis. Anche per questo Davis fu liberato su cauzione il 13 maggio 1867. I centomila dollari richiesti furono raccolti da prominenti uomini del Nord, come l’editore repubblicano Horace Greeley e l’industriale newyorchese Cornelius Vanderbilt. Il processo rimase sospeso fino al Natale 1868, quando Johnson decise di <strong>amnistiare</strong> tutti gli ex confederati, ivi compreso Davis, che venne scagionato definitivamente nel febbraio 1869. Pur non arrivando mai davanti alla Corte, Davis divenne un martire della causa sudista, definita come <em>Lost Cause</em> della Confederazione dagli storici. </p>



<p>Negli anni successivi non si riconobbe mai più negli Stati Uniti d’America, pur abbandonando la retorica incendiaria che aveva adottato negli ultimi mesi in carica da presidente. Davis morì anni dopo da uomo libero, nel 1889, divenuto un simbolo del vecchio Sud ex confederato, che con la graduale soppressione del <strong>voto agli afroamericani</strong> e l’istituzione della segregazione razziale stava abbandonando le conquiste successive alla guerra. Un Sud molto diverso rispetto a quello per cui si era combattuto. Anche Donald Trump, a modo suo, pensa di essere un martire di una giusta causa. Probabilmente questo concetto è rafforzato da un senso della spettacolarizzazione mediatica proprio dell’ex presidente. Rimane indubbio però che il parallelismo con Davis risuona in quel pezzo di America che pensa che Trump sia un <strong>martire</strong> di una giustizia politicizzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-storia-di-jefferson-davis-e-la-lezione-di-trump-cosi-puo-diventare-un-simbolo.html">La storia di Jefferson Davis e la lezione di Trump: così può diventare un simbolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marjorie Taylor Greene, la trumpiana di ferro che può prendersi il Gop</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marjorie-taylor-greene-la-trumpiana-di-ferro-che-puo-prendersi-il-gop.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388114</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualche anno fa Marjorie Taylor Greene era soltanto un’istruttrice di Crossfit che viveva nella profonda Georgia nord-occidentale e che diffondeva sul web le più strampalate teorie cospirazioniste. Poi è stata per circa un paio d’anni una deputata ostracizzata dalla maggioranza democratica, considerata un prodotto del trumpismo in fase terminale e da non prendere minimamente sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marjorie-taylor-greene-la-trumpiana-di-ferro-che-puo-prendersi-il-gop.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marjorie-taylor-greene-la-trumpiana-di-ferro-che-puo-prendersi-il-gop.html">Marjorie Taylor Greene, la trumpiana di ferro che può prendersi il Gop</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312201157233_372e9842cda359f42c76757ca66dc8ca-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualche anno fa <strong>Marjorie Taylor Greene</strong> era soltanto un’istruttrice di Crossfit che viveva nella profonda Georgia nord-occidentale e che diffondeva sul web le più strampalate teorie cospirazioniste. Poi è stata per circa un paio d’anni una deputata ostracizzata dalla maggioranza democratica, considerata un prodotto del <strong>trumpismo</strong> in fase terminale e da non prendere minimamente sul serio, tanto da essere esclusa da ogni commissione congressuale. Dopo le elezioni di metà mandato, Greene non solo è stata rieletta, ma si è trasformata in una faccia nuova del trumpismo cosiddetto “responsabile”, sostenitore dello speaker Kevin McCarthy e nel contempo fedelissima dell’ex presidente <strong>Donald Trump</strong>, che secondo alcune fonti la starebbe considerando per inserirla eventualmente nel ticket presidenziale nel 2024. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I momenti controversi</h2>



<p>Un’irresistibile ascesa che costringe a mettere a fuoco per bene le idee e le sparate del personaggio, che non cessa di essere costantemente sopra le righe su quasi ogni questione dirimente della politica americana. In certi circoli complottari, la fama di Greene è molto alta e del resto se n’è fatti mancare pochi: a cominciare da due esperienze giornalistiche, se così si possono definire. Ha scritto ben cinquantanove articoli per un sito chiamato Truth Seekers e a partire dal gennaio 2018 ha partecipato alla redazione di un sito di fake news con un nome neutrale, Law Enforcement Today, che nascondeva in realtà la diffusione di notizie tendenziose.</p>



<p>Infine, su Facebook, ha moderato un gruppo di discussione della pagina “Family America Project” dove si mandavano minacce di morte ai democratici e si attaccava la famiglia “musulmana” di Obama. Non mancava il riferimento a una delle più antiche teorie cospirative, quella propagata dal gruppo estremista John Birch Society nel corso degli anni ’50: Eisenhower era segretamente un comunista e avrebbe fatto infiltrare il governo americano dal nemico. Con questo curriculum era quasi scontata la sua discesa in politica, nella frangia più estrema del movimento trumpiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna elettorale e l&#8217;arrivo al Congresso</h2>



<p>Il suo momento di notorietà arrivò nel 2019, a febbraio, quando durante un tour guidato del Congresso, andò a bussare con insistenza alla porta dell’ufficio della deputata Alexandria Ocasio Cortez, chiamandola ad “affrontare i cittadini che dovrebbe servire” e insultandola volgarmente. Il video andò su Facebook e la rese famosa in certi circoli radicali, tanto che, a dicembre, annunciò di volersi candidare al Congresso nel quattordicesimo distretto della Camera dei Rappresentanti, dove il deputato Tom Graves aveva annunciato di non voler fare altri mandati. Greene non viveva lì, ma comprò una casa nella cittadina di Rome, anche se la legge della <strong>Georgia</strong> richiede come requisito per i candidati di avere la residenza nello Stato, ma non precisamente nel distretto. </p>



<p>A febbraio 2020 Greene annunciò durante un comizio di voler far della contea di Walker “un santuario del secondo emendamento”, imbracciando una bandiera degli “<strong>American Patriots</strong>”, un gruppo di estrema destra. A un comizio a luglio, invece, fece una foto insieme a Chester Doles, discendente di un fondatore del Ku Klux Klan ed egli stesso membro dell’organizzazione terroristica, con precedenti penali per violenze e reduce da un lunga detenzione nello stato del Maryland. Questo, ovviamente, la fece trionfare alle primarie, diffamando l’avversario John Cowan, anche lui come Greene sostenitore di Trump, ma dipinto come “centrista”. </p>



<p>Pur non avendola sostenuta, il presidente Trump twittò “è nata una star”. Nel distretto, pesantemente repubblicano, Greene vinse le primarie, definendosi come “l’incubo peggiore” della Squad di Alexandria Ocasio Cortez, spesso postando foto con armi d’assalto. La diffidenza nei suoi confronti da parte del partito repubblicano della Georgia è esemplificata dall’esiguità della donazione nei riguardi della sua campagna: poco più di cinquemila dollari.<br>Ad ogni modo, il suo arrivo al Congresso certo non passò inosservato, annunciando di voler “cacciare a pedate” la speaker <strong>Nancy Pelosi</strong> e rifiutandosi fermamente di indossare una mascherina nelle aree interne della Camera (siamo a gennaio 2021, in piena pandemia). Dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio, in un primo momento condannò le violenze, ma pochi giorni dopo diffuse l’ennesima teoria complottista, dicendo che in realtà gli assalitori erano membri del gruppo di estrema sinistra Antifa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da emarginata a esponente di punta del Gop</h2>



<p>Il 4 febbraio 2021, la maggioranza democratica nell’assemblea gli tolse tutti gli incarichi nelle commissioni, pur non riuscendo a raccogliere i voti necessari per espellerla. Anzi, nel biennio congressuale appena trascorso, Greene riuscì a scavarsi una particolarissima nicchia politica: rimanere la beniamina del mondo trumpiano, esprimendo la sua posizione ostile nei confronti degli aiuti all’Ucraina, apparendo alle conferenze di America First, gruppo suprematista bianco fondato dal blogger Nick Fuentes e presentando cinque risoluzioni di impeachment nei confronti di Joe Biden, la prima addirittura nel suo secondo giorno di presidenza. </p>



<p>Nel frattempo, però si è saputa guadagnare la fiducia del leader <strong>Kevin McCarthy</strong>, che ha sempre respinto le richieste dem di espellerla. A differenza di altri trumpisti come Matt Gaetz e Chip Roy, lo ha sostenuto dopo le elezioni di midterm nella sua ambizione di diventare speaker, respingendo i tentativi dei suoi colleghi del Freedom Caucus di trovare un candidato alternativo. L’azzardo ha pagato: Greene è stata nominata nella prestigiosa <strong>Commissione per la Sicurezza Nazionale</strong>, destando la preoccupazione di quei repubblicani che sono perplessi dalle sue dichiarazioni sul sostegno all’Ucraina, ribadito anche recentemente alla conferenza del Cpac. E non si ferma qua: qualora Trump riesca nuovamente a conquistare la nomination repubblicana, l’ex presidente sta pensando seriamente a Greene come sua <strong>candidata vicepresidente</strong>. Non male, per chi ha cominciato la sua carriera politica parlando di complotti su Facebook.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marjorie-taylor-greene-la-trumpiana-di-ferro-che-puo-prendersi-il-gop.html">Marjorie Taylor Greene, la trumpiana di ferro che può prendersi il Gop</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Partito Repubblicano rimane il partito di Donald Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-usa-rimane-donald-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2023 13:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=382040</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elezione del presidente del Comitato Nazionale Repubblicano non ha mai attirato molto l’attenzione dell’opinione pubblica, essendo principalmente una carica burocratica che sovrintende all’organizzazione interna del Gop. Anzi, normalmente questa elezione non attira anche perché spesso si sa già come andrà a finire, essendoci di fatto un solo candidato. Nel 2011 ci fu una parziale eccezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-usa-rimane-donald-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-usa-rimane-donald-trump.html">Il Partito Repubblicano rimane il partito di Donald Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128143820209_e070a0b0233a28220b34364487a94c3d-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elezione del presidente del C<strong>omitato Nazionale Repubblicano</strong> non ha mai attirato molto l’attenzione dell’opinione pubblica, essendo principalmente una carica burocratica che sovrintende all’organizzazione interna del Gop. Anzi, normalmente questa elezione non attira anche perché spesso si sa già come andrà a finire, essendoci di fatto un solo candidato. </p>



<p>Nel 2011 ci fu una parziale eccezione a causa della frattura causata dal movimento del Tea Party: Reince Priebus, eletto su una piattaforma anti-tasse e anti-obamiana, contro il moderato Michael Steele, in carica nel primo biennio presidenziale di Barack Obama. La persona venuta dopo di lui, <strong>Ronna McDaniel</strong>, è stata invece eletta quasi all’unanimità dopo il trionfo di Donald Trump nel 2016, che portò i repubblicani a controllare presidenza e Congresso per la prima volta dopo dieci anni. </p>



<p>Stavolta non è andata così: difficile nascondere che i risultati delle <em>midterm</em> non siano andati come sperato: la striminzita maggioranza alla Camera di 222 deputati su 435 e la fallita conquista del Senato, dove i dem hanno incredibilmente guadagnato un seggio. In una situazione normale, si parlerebbe di <strong>sostituire</strong> McDaniel, in carica ormai da sei anni, senza troppi patemi. L’attuale Gop però, è tutt’altro che unito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo trumpiano</h2>



<p>L’oggetto di divisione, nemmeno a dirlo, è la figura di <strong>Donald Trump</strong>. Però non divide nel modo che ci si aspetta, ovverosia trasversalmente, tra sostenitori e detrattori, ma semplicemente tra chi lo gestirebbe meglio. In effetti una metamorfosi antitrumpiana di McDaniel, che lo ha servito fedelmente durante il suo quadriennio presidenziale, sarebbe poco credibile. Anche se, attualmente, McDaniel parla di superare questa fase e di continuare col lavoro, additando la responsabilità della sconfitta alle <strong>debolezze</strong> di alcuni candidati scelti dall’ex Presidente. </p>



<p>C&#8217;è il medico televisivo di origine turca Mehmet Oz in Pennsylvania, l’ex giocatore di football Herschel Walker in Georgia oppure l’ex conduttrice televisiva Kari Lake in Pennsylvania. Selezionati non per le loro qualità o il loro impeccabile curriculum conservatore, ma per la loro <strong>fedeltà</strong> ai desideri del Capo, quali che fossero in quel momento. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-382090" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA22402653.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ronna McDaniel, chair del Republican National Committee. Foto: Agenzia Fotogramma/Tom Williams/CQ Roll Call/Sipa USA. </figcaption></figure>



<p>A incarnare questa tendenza sembrava ci fosse <strong>Harmeet Dhillon</strong>, avvocata di origini indiane, californiana, nota per aver compilato numerosi ricorsi contro le ordinanze di chiusura nella primavera del 2020, contro gli obblighi di mascherina e per essersi opposta anche all’implementazione del voto postale, uno dei fattori che secondo Donald Trump hanno contribuito maggiormente alla sua sconfitta nel 2020. </p>



<p>Sembrava che gli ex trumpiani, insieme al vecchio establishment incarnato dal senatore <strong>Mitch McConnell</strong>, fossero compattamente dalla parte di McDaniel, per uno stanco rinnovo del suo mandato che cela però una forte mancanza di idee sul futuro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa di DeSantis</h2>



<p>Poi è piombato l’endorsement del governatore della Florida <strong>Ron DeSantis</strong> su Dhillon con la motivazione evidente: dopo tre cicli elettorali non positivi, è tempo di cambiare. Stranamente, in questa lotta, sia Trump che McConnell hanno deciso di stare ufficialmente fuori dalla contesa, anche se Trump ha dichiarato di “apprezzare molto” Dhillon. Sembrava tutto molto incerto per i tre delegati inviati da ogni Stato o territorio americano, che comprendono anche la Capitale e il territorio di possedimenti come le isole Samoa Americane.</p>



<p>Invece, dopo l’uscita di DeSantis, fatta durante un’intervista condotta dall’ex leader studentesco Charlie Kirk, già sostenitore accanito del trumpismo, sembrava che i 110 delegati potessero <strong>mettere in discussione</strong> il sostegno dichiarato alla vigilia, anche considerando la forte ascesa di DeSantis nei sondaggi che lo accredita come il principale sfidante di Donald Trump alle primarie del 2024. </p>



<p>Il presidente del partito repubblicano in Texas, Matt Rinaldi, ha dichiarato il suo sostegno a Dhillon, facendo pesare il fatto che due stati popolosi come Texas e Florida sostengono un cambiamento al vertice repubblicano. Che tipo di cambiamento però? Dhillon nelle ultime ore ha fatto sapere ai delegati che si riuniranno in un hotel nella Contea di Orange in California che lei saprà resistere alle pressioni di Donald Trump su eventuali candidati scadenti, molto più di quanto ha fatto McDaniel, che di fatto ha sempre approvato le scelte dell’ex presidente. </p>



<p>A sparigliare gli schemi c’è anche la candidatura di bandiera di <strong>Mike Lindell</strong>, imprenditore che produce cuscini sotto il marchio <em>MyPillow</em>, che sin dal dicembre 2020 è uno dei più esagitati sostenitori della bufala delle “elezioni rubate” e questo ha portato maggiore confusione al meeting di venerdì. Alla fine, a capo della struttura di un partito ormai sempre più senza idee che non siano un’opposizione dura ai provvedimenti dei democratici, è stata riconfermata Ronna McDaniel con 111 voti, contro i 51 ricevuti da Dhillon e i quattro di Lindell. McDaniel però ora dovrà cimentarsi con la questione principale che attanaglia i repubblicani ormai da quasi tre anni: come recuperare i <strong>moderati</strong> che alle ultime presidenziali hanno votato per Joe Biden stufi degli eccessi del trumpismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-usa-rimane-donald-trump.html">Il Partito Repubblicano rimane il partito di Donald Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corsa tra i ghiacci</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/corsa-tra-i-ghiacci</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=dossier&#038;p=378796</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/corsa-tra-i-ghiacci">Corsa tra i ghiacci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/contesto-DSCF4063-1-1024x683-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/corsa-tra-i-ghiacci">Corsa tra i ghiacci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alaska, l&#8217;ultima frontiera americana verso l&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alaska-ultima-frontiera-americana-verso-lartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=378506</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Alaska è l'ultima frontiera americana, un territorio che sempre di più rischia di divetnare la linea del fronte della battaglia per l'Artico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/alaska-ultima-frontiera-americana-verso-lartico.html">Alaska, l&#8217;ultima frontiera americana verso l&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160001254_16d0f06c3c3f9d6a62a68ee5847ffee7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si può partire dal punto più a Nord, dalla città di Utqiagvik, per capire l’<strong>Alaska</strong>. Più che una città si tratta di un villaggio dove per trenta giorni all’anno, in pieno inverno, non c’è mai un minuto di luce. Solo questo ci dimostra che ci troviamo di fronte a uno territorio unico: lo Stato più esteso che è anche quello meno densamente popolato, forse l’unico dove avere un auto non basta per spostarsi, data la presenza del permafrost sotto le poche strade di terra battuta.</p>



<p>Dove gli effetti del cambiamento climatico si sentono da vicino, ma nel contempo non può fare a meno dell’estrazione del petrolio dal <strong>giacimento di Prudhoe</strong>, il più grande degli Stati Uniti. Da un così originale mix geografico, ne è nata una politica unica. Ovviamente per uno stato fondato nel 1959, con poche tradizioni di welfare state e con una memoria ancestrale che comincia con i cercatori d’oro del Klondike a inizio Novecento, il partito dominante è quello repubblicano, già presente prima del riconoscimento statuale in quello che allora era solo un territorio scarsamente popolato, con l’esclusione dei nativi, che ancora oggi costituiscono il 15% della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Alaska e un&#8217;utilità tardiva</h2>



<p>Oggi l’Alaska non incarna solo i tre voti elettorali delle elezioni presidenziali, ma è la porta con cui gli Stati Uniti d’America hanno accesso all’<strong>Artico</strong> e alle sue risorse naturali. Non solo: sin dalla Guerra Fredda è anche il punto in cui gli Stati Uniti sfiorano il territorio della Russia, che in quel periodo era la temibile Unione Sovietica. E pensare che quel territorio venne ceduto per 7 milioni e duecento mila dollari (pari a 144 milioni attuali) dall’impero zarista agli Stati Uniti nel 1867, durante la presidenza del dimenticabile Andrew Johnson, inadeguato successore del repubblicano Abraham Lincoln.</p>



<p>Una cifra irrisoria che però all’epoca sgravò San Pietroburgo da un grosso fastidio e per i primi quarant’anni non diede particolari vantaggi agli Stati Uniti che ancora non controllavano pienamente il proprio territorio. Nemmeno l’esercito giapponese, sbarcato nel territorio delle isole Aleutine nel 1942, ne trasse vantaggio per una potenziale invasione. Adesso però è uno Stato cruciale per le sue ingenti risorse energetiche e per la sua posizione fondamentale per contenere la presenza russa nell’Artico. </p>



<p>Adesso è uno Stato che ha grandi bisogni di rinnovo infrastrutturale, dato che la rete autostradale è ridotta ai minimi, con soli 1700 km di autostrade e un gran bisogno soprattutto di consolidare i ponti, sia autostradali che ferroviari. Anche le rotaie in realtà sono poca cosa, soltanto 756 km di cui 280 sono dedicati a una linea panoramica che viene usata per scopi turistici. Quindi, non troppo sorprendentemente, hanno ricevuto una bella fetta di finanziamento federale, grazie anche al voto dei due senatori repubblicani Lisa Murkowski e Dan Sullivan alla legge sulle Infrastrutture approvata lo scorso anno: 3,5 miliardi di finanziamento federale per mantenere e costruire nuove autostrade. Un finanziamento minore, ma non meno rilevante, è quello che riguarda le vie d&#8217;acqua: 180 milioni di dollari sono stati garantiti per garantire un sistema di trasporto via nave alle comunità native che vivono in territori non raggiunti dalle strade. Anche 73 milioni vengono dedicati all&#8217;acquisto di nuovi traghetti e alla costruzione di nuovi terminal. Per ridurre al minimo le difficoltà di muoversi in quello che viene definito lo stato dell'&#8221;Ultima Frontiera&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;unicità del The Last Frontier State</h2>



<p>L&#8217;Alaska però è anche un laboratorio politico interessante, dopo decenni di dominio repubblicano d’establishment. Per quasi cinquant’anni è stato il collegio (sì, tutto lo stato elegge solo un deputato al Congresso di Washington) di <strong>Don Young</strong>, decano della Camera dei rappresentanti, così come per 36 anni ha garantito la rielezione a Ted Stevens, altra istituzione vivente del Senato. All’inizio degli anni 2000 lo stato ha fatto nascere la stella politica di <strong>Sarah Palin</strong>, incredibilmente ascesa prima alla carica di governatrice e poi candidata alla vicepresidenza con John McCain nel 2008: per una parte della destra del partito repubblicano, che allora si riconosceva nel movimento del <strong>Tea Party</strong>, era lei la guerriera che stavano cercando. La grande combattente delle guerre culturali contro il dominio che i progressisti esercitavano nei media e nella cultura. Risultato: l’abbiamo ritrovata negli scorsi anni a cantare travestita da orso in un talent televisivo ed è finita agli onori delle cronache per essersi fatta multare in un ristorante di New York durante le restrizioni pandemiche. </p>



<p>Quest’estate è tornata in politica per sfidare una democratica molto particolare, la giudice Mary Peltola, restia a sposare gli eccessi dei progressisti di Washington e ansiosa invece di conciliare le opposte esigenze della difesa dell’ambiente con la salvaguardia dei posti di lavoro. Dato che l’Alaska ha votato democratico alle presidenziali solo una volta e alla Camera lo ha fatto l’ultima volta nel 1970, sembrava una passeggiata per Palin, dato che il suo brand di guerriera culturale, poco interessata alle proposte concrete, sembrava le potesse garantire una vittoria facile. A sorpresa invece è prevalsa Peltola. E anche i due senatori repubblicani, Murkowski e Sullivan, sono molto moderati e disposti a collaborare con la presidenza di Joe Biden.&nbsp;</p>



<p>In conclusione, in uno stato dove l’ambiente e il clima giocano una parte così importante, c’è bisogno di soluzioni di compromesso che spezzino il soffocante bipolarismo muscolare della politica americana. E l’Alaska produce questo strano brand di centrismo che può essere indossato indifferentemente dai democratici o dai repubblicani: l’importante è che si difendano gli <strong>interessi economici</strong> dello Stato e si evitino catastrofi ambientali. Compiti per cui le ideologie e i preconcetti servono a poco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/alaska-ultima-frontiera-americana-verso-lartico.html">Alaska, l&#8217;ultima frontiera americana verso l&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra di Donald Trump a Mitch McConnell</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-donald-trump-a-mitch-mcconnell.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 23:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=375267</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo aveva detto ai suoi colleghi, il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell: la saggezza vorrebbe che durante una campagna elettorale per le elezioni di metà mandato il partito di opposizione si definisca il meno possibile. Solo così si possono mettere in evidenza i difetti dell’amministrazione in carica. Gli errori di Biden I difetti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-donald-trump-a-mitch-mcconnell.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-donald-trump-a-mitch-mcconnell.html">La guerra di Donald Trump a Mitch McConnell</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211160625174_576da3f06ac78225b5b587d6870b1f7d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo aveva detto ai suoi colleghi, il leader repubblicano al Senato <strong>Mitch McConnell</strong>: la saggezza vorrebbe che durante una campagna elettorale per le elezioni di metà mandato il partito di opposizione si definisca il meno possibile. Solo così si possono mettere in evidenza i difetti dell’amministrazione in carica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli errori di Biden</h2>



<p>I difetti di <strong>Joe Biden</strong> ci sono, eccome: a partire dalla sua crescente senilità, le sue ripetute e ormai quasi quotidiane gaffe verbali che accompagnano la sua difficoltà nel comunicare agevolmente con la stampa. E finora parliamo solo delle sue mancanze come leader: le sue mancanze politiche, per l’elettore medio americano, si possono riassumere in un semplice concetto: l’<strong>inflazione</strong>. Grazie alle sue politiche espansive, con l’immissione di immense quantità di denaro nell’economia per farla ripartire dopo la pandemia, ha aggravato un’inflazione che già era presente. </p>



<p>Analisti come l’economista Alison Schrager su Bloomberg hanno detto proprio questo: nessuno sano di mente gli imputa la crisi delle materie prime, ma resta il fatto che senza quegli immensi stimoli adesso i problemi non sarebbero di tale gravità. Questo si ripercuote su un gesto che molti americani fanno quasi ogni giorno: mettere la benzina nella propria auto, con i prezzi che per diversi mesi erano esplosi. Oltreché, naturalmente, la stanchezza per un’amministrazione percepita come troppo radicale per vasti settori del Paese. McConnell lo aveva detto: puntiamo su questo e vinciamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Trump contro McConnell</h2>



<p>Abbiniamo a questo candidati non brillanti ma solidi che ci aiutino a strappare più seggi possibili sia alla Camera che al Senato, come venne già fatto nel 1994, nel 2010 e nel 2014. Invece, Donald Trump la pensava diversamente, seguito in questo intendimento da Rick Scott, senatore della Florida e capo del National Republican Senatorial Committee, l’organismo che guida la campagna elettorale. </p>



<p>A fine marzo aveva addirittura emesso un programma dai toni apocalittici intitolato “Rescue America” strutturato in 12 punti, una sorta di grido di battaglia contro “la <strong>sinistra woke</strong>” che controlla governo e mezzi di comunicazione. A parte i toni certamente non moderati, tanto che lo stesso senatore Scott chiosava a riguardo che il suo piano “di sicuro spaventerà anche alcuni repubblicani”, c’erano anche alcune incongruenze palesi, come il dimezzamento dell’Irs, l’agenzia delle entrate americana, abbinato all’introduzione di una piccola tassa sul reddito da far pagare a tutti, anche per chi ora non ne paga alcuna perché sotto il livello di povertà stabilito a livello federale.</p>



<p>Una chiamata alle armi che funziona solo con chi è già convinto e che lo stesso Scott ha dovuto in parte ridimensionare a ridosso delle elezioni dicendo che “non si trattava di un programma preciso da depositare dal notaio”. McConnell non aveva condiviso questa mossa affermando che non si doveva porre la questione all’elettorato in questo modo, come se fosse un referendum su una possibile nuova presidenza di Trump, ma chiedere loro se stessero meglio prima di Biden oppure no.</p>



<p>Non solo: McConnell ha espresso perplessità su alcuni candidati sostenuti da Donald Trump senz’altro criterio che non la fedeltà nei suoi confronti. Un esempio per tutti è quello della <strong>Georgia</strong>, dove l’ex campione di football Herschel Walker scelto al posto del segretario all’agricoltura Gary Black, un politico con un lungo curriculum conservatore, storico critico delle regolamentazioni agricole e sostenitore dell’ideologia trumpiana. Non è quello che conta per l’ex presidente: del resto Liz Cheney, prima della rottura, ha votato per l’87% dei provvedimenti presentati dall’amministrazione Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche per &#8220;l&#8217;aiuto&#8221; a Biden</h2>



<p>L’unico argomento caro all’ex presidente è la fedeltà personale, non l’ideologia. E su questo ha fondato una campagna elettorale dove il biglietto d’ingresso per il suo sospirato endorsement è l’endorsement della teoria falsa delle “elezioni rubate” nel 2020. Teoria che ha allontanato molti elettori dalle posizioni repubblicane, per farli andare verso l’astensione. A urne chiuse il responso è chiaro: i candidati sostenuti da Trump negli Stati in bilico hanno perso. Lui però ribatte che alcuni di questi, come <strong>J.D. Vance</strong> in Ohio, <strong>Ted Budd</strong> in Nord Carolina e <strong>Ron Johnson</strong> in Wisconsin hanno vinto. Il problema, per il circolo dell’ex presidente, è la troppa morbidezza di Mitch McConnell, “colpevole” di aver collaborato con il presidente Biden nell’approvazione di leggi sul rinnovo della rete infrastrutturale sulla realizzazione di semiconduttori nel territorio americano e sul controllo delle armi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scontro interno al Gop</h2>



<p>Troppo aiuto dato a “Sleepy Joe”, prova quindi che il “vecchio corvo” McConnell è ormai un fiancheggiatore dei dem, secondo Trump e il suo circolo. Serve un vero conservatore, anche per questo Rick Scott ha annunciato che sfiderà Mitch McConnell per la leadership repubblicana al Senato, guadagnandosi il sostegno di alcuni colleghi come <strong>Marco Rubio</strong>, come lui proveniente dalla Florida, insieme a <strong>Josh Hawley</strong> del Missouri, probabilmente il più estremista dell’intera assemblea e dei senatori <strong>Ted Cruz</strong> del Texas e <strong>Mike Braun</strong> dell’Indiana. Se McConnell dice seccamente “Tanto ho ugualmente i voti per essere eletto”, il suo stratega Josh Holmes ha affermato su Twitter che “se il Gop ama perdere, Rick Scott sarà un perfetto leader”. </p>



<p>Del resto uno dei problemi della campagna elettorale è stata la scadente distribuzione dei fondi, gettati anche in campagne ai limiti dell’impossibile, come quella contro la senatrice Patty Murray dello stato di Washington, rieletta con quindici punti di distacco rispetto all’avversaria repubblicana Tiffany Smiley. Non importa: Trump vuole la testa di McConnell e il suo circolo è deliziato dalla prospettiva, che con ogni probabilità però non si concretizzerà. Questa guerra dell’ex presidente a colui che ha realizzato il capolavoro di far nominare tre giudici conservatori alla Corte Suprema nel giro di soli quattro anni per limitare eventuali eccessi legislativi e regolatori dei democratici mostra che ormai l’accusa fatta dai primissimi oppositori di Trump come Mitt Romney è corretta: Trump non è a capo di un movimento conservatore, ma di una setta scarsamente ideologica, formata da personaggi opportunisti in cerca di notorietà e che ormai sono poco graditi anche all’elettorato conservatore, che preferisce volti nuovi come il governatore della Florida Ron DeSantis. Tenendo presente però che DeSantis, fino a non molto tempo fa, vantava le sue credenziali trumpiste in ogni circostanza possibile. Forse adesso dovrà essere Trump a mostrare fedeltà al nuovo leader, anche se è difficile solo immaginarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-donald-trump-a-mitch-mcconnell.html">La guerra di Donald Trump a Mitch McConnell</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/788 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 12:19:25 by W3 Total Cache
-->