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	<title>Unione europea (Ue) Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Oct 2026 18:44:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Unione europea (Ue) Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gli strumenti dell&#8217;Ue per prevenire nuove pandemie</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gli-strumenti-dell-ue-per-prevenire-nuove-pandemie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 18:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diversi i progetti e i miliardi in campo per arrivare a un obiettivo ben preciso: prevenire nuove e più letali pandemie in Europa </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gli-strumenti-dell-ue-per-prevenire-nuove-pandemie.html">Gli strumenti dell&#8217;Ue per prevenire nuove pandemie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922121241626_7b20249964947cdab4dba6f254048c62-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la pandemia che tra il 2020 e il 2021 ha generato alcuni dei suoi più nefasti effetti sull&#8217;Europa, il Vecchio Continente a livello sanitario si è imposto un chiaro e preciso obiettivo: prevenire. <strong>L&#8217;epidemia da Sars Cov 2</strong>, più nota come epidemia da Covid o coronavirus, ha colto di sorpresa l&#8217;Europa ed è come fuggita via dai radar dei sistemi sanitari. Nessuno cioè, tra l&#8217;autunno del 2019 e l&#8217;interno del 2020, ha visto arrivare il morbo che poi da lì a breve ha messo sotto forte pressione l&#8217;intero comparto della salute. Nelle sedi delle istituzioni comunitarie è forte la consapevolezza di dover, prima di ogni cosa,<strong> prevenire una futura infezione su larga scala</strong>. Da qui i progetti messi in campo dall&#8217;Ue, l&#8217;ultimo dei quali ha un nome piuttosto evocativo: <strong>Be Ready</strong>, essere pronti. Una chiara volontà quindi di farsi trovare preparati nel caso in cui dovesse saltar fuori un nuovo virus capace di emulare il Sars Cov 2. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In cosa consiste il progetto Be Ready </h2>



<p>Soltanto nei mesi scorsi la commissione ha perfezionato il progetto e dotato l&#8217;intera sua struttura dei fondi necessari per partire. Ma in realtà <strong>il programma Be Ready è stato ideato già nel 2022</strong>, quando cioè l&#8217;emergenza Covid non era del tutto rientrata. Tra quell&#8217;anno e il 2025, l&#8217;embrione del progetto ha avuto un costo di poco più di due milioni di Euro. Mentre tra il 2025 e il 2026, l&#8217;Ue ha messo nel fondo oltre un milione di Euro per il Be Ready Plus. Il 17 febbraio scorso invece, si è avuto il via libera al progetto definitivo per il quale da Bruxelles sono stati staccati <strong>120 milioni di Euro</strong> provenienti da Horizon Europe. Oltre che su uno stanziamento importante di fondi, il piano può contare anche sulla partecipazione di <strong>81 organizzazioni sanitarie provenienti da tutti i 27 Paesi dell&#8217;Ue. </strong>Si tratta quindi del primo vero progetto anti pandemia a livello comunitario. </p>



<p><strong>L&#8217;obiettivo è, in primo luogo, la collaborazione tra governi ed enti europei</strong>: dallo scambio di informazioni, fino alla pubblicazione di bandi transnazionali, l&#8217;idea di base è quella di creare delle piattaforme comunitarie in grado di lavorare all&#8217;interno di uno stesso perimetro e seguendo un comune orizzonte. Così come scritto dalla stessa commissione nella presentazione di Be Ready, il principio fondamentale riguarda quello di non far andare i 27 Paesi ciascuno in una propria direzione. La collaborazione riguarderà aspetti cruciali per prevenire future pandemie: <strong>dal monitoraggio costante della situazione</strong>, volta a individuare l&#8217;eventuale emersione di nuovi patogeni o di dinamiche epidemiche sospette,<strong> al finanziamento dei vaccini passando poi per la ricerca e lo sviluppo tecnologico all&#8217;interno degli enti preposti</strong>. <a href="https://health.ec.europa.eu/latest-updates/commission-launches-be-ready-european-partnership-strengthen-pandemic-preparedness-research-2026-02-17_en">Ufficialmente Be Ready rientra nella categoria dei partenariati europei,</a> circostanza che apre le porte anche a fondi non soltanto comunitari e quindi a investimenti maggiori rispetto ai 120 milioni già stanziati. </p>



<p>L&#8217;agenda del partenariato è regolata dal documento chiamato <strong>Sria</strong>, <em>Strategic Research and Innovation Agenda</em>. È qui che sono state scritte le varie priorità da seguire e i vari progetti su cui puntare per prevenire una nuova crisi pandemica. Sempre nell&#8217;ambito del progetto Be Ready, è stato inserito anche il cosiddetto <em>Pandemic Preparedness and Response Observatory</em>. Uno strumento quest&#8217;ultimo che riguarda un momento successivo alla prevenzione: se infatti l&#8217;Europa dovesse nuovamente cadere nel vortice di una pandemia, all&#8217;interno del documento vengono specificate le strategie da seguire e da attivare in modo organico e comune. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hera a RescEu: gli altri strumenti dell&#8217;Ue contro le pandemie</h2>



<p>BeReady non è comunque l&#8217;unico progetto messo in campo da Bruxelles. Il primo, in ordine di tempo essendo stato approvato ad emergenza in corso nel 2021, è stato <strong>Hera</strong>: acronimo di <em>Health Emergency Preparedness and Response Authority</em>, si tratta di uno degli enti più importanti oramai in fatto di sanità all&#8217;interno dell&#8217;Ue. Dotato, per il periodo che va dal 2022 al 2027, di un bilancio da 5 miliardi di Euro, l&#8217;obiettivo è quello di finanziare ricerca e sorveglianza in tutti gli Stati membri per prepararsi ad eventuali immediate risposte sanitarie. Obiettivi comuni con BeReady, seppur da due postazioni diverse: quest&#8217;ultimo, come accennato in precedenza, è un progetto inserito nell&#8217;ambito di un partenariato che coinvolge i 27 governi Ue, mentre Hera è un ente che costituisce una struttura operativa della commissione europea. </p>



<p><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/coronavirus-response/public-health/ensuring-availability-supplies-and-equipment_it">RescEu è invece lo strumento in mano a Bruxelles per investire sull&#8217;acquisto di dispositivi e mezzi in caso di emergenza</a>. Dai ventilatori alle attrezzature ospedaliere, passando anche naturalmente per i vaccini, con i soldi che Bruxelles destina a<strong> RescEu </strong>si finanzia il reperimento sul mercato di tutto ciò che serve per dotare ospedali e strutture ospedaliere in caso di pandemia. C&#8217;è infine il fondo <strong>Eu4Health</strong> da 4.4 miliardi di Euro per il quinquennio 2022-2027, a cui i governi possono attingere non solo per comprare strumentazione ospedaliera ma anche per finanziare la formazione del personale coinvolto nella gestione delle emergenze. Non solo, ma fondi specifici sono stati previsti in tal senso anche per<strong> agevolare la produzione in Europa di materiale sanitario e vaccini. </strong>Un modo per sopperire a un&#8217;altra criticità riscontrata durante la pandemia da coronavirus, ossia l&#8217;impossibilità di avere nell&#8217;immediatezza tutti gli strumenti di cui i sistemi sanitari avevano un disperato bisogno. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://health.ec.europa.eu/latest-updates/commission-launches-be-ready-european-partnership-strengthen-pandemic-preparedness-research-2026-02-17_en">https://health.ec.europa.eu/latest-updates/commission-launches-be-ready-european-partnership-strengthen-pandemic-preparedness-research-2026-02-17_en</a></p>



<p><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/coronavirus-response/public-health/ensuring-availability-supplies-and-equipment_it">https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/coronavirus-response/public-health/ensuring-availability-supplies-and-equipment_it</a></p>



<p><a href="https://health.ec.europa.eu/health-emergency-preparedness-and-response-hera/funding-and-opportunities_en">https://health.ec.europa.eu/health-emergency-preparedness-and-response-hera/funding-and-opportunities_en</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gli-strumenti-dell-ue-per-prevenire-nuove-pandemie.html">Gli strumenti dell&#8217;Ue per prevenire nuove pandemie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Manovra, la strada in salita di Meloni e Giorgetti tra debito, inflazione ed energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/manovra-la-strada-in-salita-di-meloni-e-giorgetti-tra-debito-inflazione-ed-energia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 08:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La manovra andrà scritta con realismo, tra le istanze di molte fasce della popolazione e un vincolo di risorse che appare il vero ostacolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/manovra-la-strada-in-salita-di-meloni-e-giorgetti-tra-debito-inflazione-ed-energia.html">Manovra, la strada in salita di Meloni e Giorgetti tra debito, inflazione ed energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102307051791_a16012ae8661ae00c7140f09b2ccd16d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esecutivo di <strong>Giorgia Meloni </strong>si prepara a stabilire un record con l&#8217;impostazione dell&#8217;attuale Legge di Bilancio: se l&#8217;iter della Manovra 2027 si completerà entro il 31 dicembre, quello guidato dalla leader di Fratelli d&#8217;Italia sarà il primo governo nella storia repubblicana ad aver impostato cinque manovre finanziarie. <strong>Meloni ha sempre rivendicato la stabilità</strong> come un elemento centrale della governance da lei impostata, e il fatto che il suo esecutivo sia divenuto il più longevo dal 1946 a oggi ha consentito una certa continuità nella politica fiscale. Ma quella in arrivo, che prevede il flusso di entrate e spese dello Stato per il 2027, sarà probabilmente la più articolata e complessa legge finanziaria del governo di centrodestra e <strong>una prova generale per le sfide che attendono il Paese</strong> chiamato a diverse partite importanti, interne, europee e globali, e al decisivo appuntamento elettorale nell&#8217;anno che verrà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide economiche di Meloni e Giorgetti</h2>



<p>Meloni, il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti </strong>e la maggioranza navigano in acque agitate e si trovano a gestire il futuro dei conti pubblici tenendo conto di evoluzioni strutturali complesse. <strong>La crisi energetica ha messo sotto pressione il Paese</strong>, il suo sistema industriale, la sua base commerciale e contribuito al carovita che si è manifestato nella fiammata <a href="https://it.tradingeconomics.com/italy/inflation-cpi">dell&#8217;inflazione Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato) fino al <strong>4,2% annuale di settembre</strong></a><strong>.</strong> Il sedimentarsi delle problematiche sull&#8217;energia e della tensione sociale ha prodotto la crescita del malcontento espressosi in un crescendo di proteste che, in forma diversa da Nord a Sud, hanno segnato un malcontento generalizzato. In parallelo, si è verificata la raffica di vendite sui bond globali che ha avuto in Europa come epicentro la Francia, come <a href="https://it.insideover.com/economia/il-debito-della-francia-alle-stelle-spaventa-la-germania.html" type="post" id="283798">ben descritto nell&#8217;analisi di Martina Besana per InsideOver</a>, e che ha avuto un effetto anche sull&#8217;Italia, ponendo fine alla fase favorevole per il decennale italiano e gli altri titoli che ha contraddistinto pressoché l&#8217;intera legislatura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vincoli per la manovra e il nodo coperture</h2>



<p>Aggiungiamo a ciò l&#8217;esaurimento, nel 2027, del volano del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> e la <a href="https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html">procedura d&#8217;infrazione per deficit eccessivo che l&#8217;Italia </a>per poco, a causa di un deficit al <a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/economia/istat-notifica-ue-nel-2025-deficit-al-31-del-pil-debito-al-1367-25-punti-97_2026-10-21_TLB.html">3,1% del Pil nel 2025</a>, non è riuscita a superare e si avrà l&#8217;idea di un quadro complesso. L&#8217;esecutivo non è responsabile di molte delle problematiche strutturali che il sistema-Paese si trova ad affrontare e non può essere imputato di un quadro che afferisce soprattutto al contesto globale e alla tempesta accelerata dal prosieguo della guerra in Ucraina, dall&#8217;esplosione del conflitto nel Golfo e dal boom dell&#8217;export cinese negli ultimi anni. Parimenti, Meloni e i suoi si trovano tra la Scilla di una legge di bilancio da scrivere con poche risorse di fronte a un mutato quadro europeo e la Cariddi di queste problematiche strutturali, peraltro alla vigilia di un anno elettorale importante.</p>



<p><a href="https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/"><strong>Analizzando su <em>Lavoce.info </em>il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (Dpfp)</strong> </a>gli economisti <strong>Marco Leonardi, Leonardo Rizzo e Alberto Zanardi</strong> (al cui studio si rimanda per molti dettagli puntuali sulle componenti tecniche e le previsioni del documento) hanno sottolineato che &#8220;è un documento cauto e prudente, senza i contorni della manovra elettorale, che sembra bloccato, in surplace, in attesa di novità da Bruxelles&#8221; e in un contesto in cui &#8220;la prudenza del Dpfp riflette innanzitutto il quadro macroeconomico globale, attuale e prospettico, ad alta turbolenza, che si ripercuote sulle finanze pubbliche in termini sia di richieste di sostegno ai redditi delle famiglie e ai bilanci delle imprese di fronte all’inflazione, sia di tensioni sui rendimenti dei titoli pubblici&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Coperture e responsabilità fiscale</h2>



<p><strong>Non a caso le prime voci che emergono dalla bozza di manovra in via di definizione</strong> parlano, <a href="https://www.avvenire.it/politica/cambiano-i-coefficienti-pensioni-piu-lontane-e-piu-leggere-nel-2027_114649">tra l&#8217;altro, di una stretta ulteriore sulle pensioni</a> e della possibilità di indicare in un <a href="https://www.we-wealth.com/news/manovra-da-banche-meta-delle-nuove-coperture-messina-dice-no">contributo dalle banche</a> la <a href="https://tg24.sky.it/economia/2026/10/22/bonus-casa-cedolare-secca-affitti-manovra-2027?card=8">base di parte delle coperture necessarie da almeno <strong>5 miliardi di euro</strong></a>. Tutto sarà definito, <a href="https://www.policymakermag.it/italia/manovra-2027-cosa-ce-sul-tavolo-e-cosa-rischia-di-saltare/">con ogni probabilità, a fine mese</a> quando si avrà contezza dei margini di flessibilità definitivi spuntati dall&#8217;Italia nel confronto inaugurato a Bruxelles e segnato dalla lettera di Meloni a Ursula von der Leyen delle scorse settimane.</p>



<p>Lo scenario resta complesso perché la <strong>politica economica si trova costretta a scontare la carenza di risorse in una fase di crescente tensione sociale</strong> e di percepita instabilità, in Italia e non solo. Negli anni scorsi Meloni e Giorgetti hanno impostato politiche di bilancio prudenti, spesso sottolineando <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-e-rigore-austerita-di-meloni-e-giorgetti-per-italia.html" type="post" id="488446">la responsabilità fiscale come chiave centrale per la credibilità dell&#8217;Italia davanti ai mercati, concordando a livello europeo </a>i margini di manovra. Il Paese, in un contesto in cui l&#8217;economia non correva ma tra export delle imprese in tenuta, moderata espansione del Pil sostenuta dal Pnrr e sostanziali assenze di situazioni di crisi industriale come quella emergente in Germania o di crisi fiscale dello Stato come avvenuto in Francia, ha <strong>sostanzialmente tenuto botta per diversi anni, ma l&#8217;accumularsi delle crisi bussa alle porte dell&#8217;Italia</strong> e per Roma potrebbe arrivare il momento di scelte decisive. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le partite decisive dell&#8217;Italia in Europa</h2>



<p>Al centro c&#8217;è chiaramente, soprattutto, l&#8217;energia, <a href="https://www.innovationpost.it/attualita/politica/manovra-2027-per-le-imprese-33-miliardi-aiuti-sullenergia-e-piu-contributi-per-le-rinnovabili/">centrale per lo sdoganamento di risorse a cittadini e imprese</a> e tema chiave della <a href="https://it.euronews.com/2026/10/01/giorgia-meloni-scrive-a-ursula-von-der-leyen-per-chiedere-piu-flessibilita-a-causa-dellinf">trattativa con Bruxelles</a> per definire i margini di flessibilità in un contesto dove la problematica energetica appare talmente strutturale da <strong>richiedere a livello europeo, come ha ricordato a <em><a href="https://www.ilsussidiario.net/news/energia-bollette-e-ue-cosa-fare-per-abbassare-i-costi-e-sfuggire-alla-trappola-energetica-di-bruxelles/3009091/">Il Sussidiario</a> </em>l&#8217;analista Gianclaudio Torlizzi</strong>, di distinguere il piano di breve periodo dell&#8217;assistenza ai settori e alla fasce della popolazioni fragili e più esposte ai rincari a un&#8217;agenda per il futuro in cui, nota Torlizzi, &#8220;occorre ridurre la vulnerabilità delle forniture&#8221;. <strong>Questa è la più rilevante delle partite in cui si mostra, chiaramente, come anche per l&#8217;Italia la sfida sia multilivello</strong> e come la Legge di Bilancio 2027 non potrà esaurire il set di risposte a un contesto in evoluzione sempre più critica. <strong>Il potere d&#8217;acquisto dei cittadini, al contempo, resta una sfida fondamentale</strong> e quanto emerso con il malcontento delle scorse settimane, da Nord a Sud, non può non lasciare indifferente un governo chiamato a ricucire strappi e a gestire con attenzione una fase estremamente delicata. </p>



<p>Tutto questo avviene mentre a livello europeo si preparano le due battaglie che determineranno a livello strutturale la posizione dell&#8217;Ue, e dunque anche dell&#8217;Italia, e la postura operativa che si vorrà tenere sul piano macroeconomico e finanziario negli anni a venire. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/merz-sotto-pressione-in-patria-va-alla-carica-in-ue-e-rilancia-sui-tagli-al-bilancio-comune.html" type="post" id="530953">Nel 2027 il governo Meloni dovrà infatti muoversi nella partita per il bilancio europeo 2028-2034</a>,</strong> su cui i falchi pro-rigore mirano a ottenere una serie di tagli considerevoli, e in quella per la nomina del successore di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-meloni-attiva-safe-ma-piu-che-al-riarmo-pensa-alle-sfide-nella-ue-e-alle-elezioni-2027-in-italia.html" type="post" id="524803">Christine Lagarde alla Bce,</a> in <a href="https://italia-informa.com/manovra-2027-interessi-debito-famiglie-imprese.aspx">un contesto in cui la stretta prevista sui tassi</a> può condizionare il costo <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/pubblicazioni/2026/perche-l-italia-sta-diventando-il-paese-con-il-piu-alto-debito-pil-dell-eurozona.html">dell&#8217;indebitamento italiano</a> e impattare in prospettiva sulla spesa per interessi , e in cui all&#8217;Italia converrebbe sperare che a Francoforte si insedi una &#8220;colomba&#8221; sul piano dell&#8217;intervento monetario. Assieme alla flessibilità, tre sfide europee che peseranno sulla traiettoria economica dell&#8217;Italia in un contesto in cui, sul breve periodo, la manovra andrà scritta con realismo e concretezza in una fase di profondo dualismo tra le istanze sempre più pressanti di molte fasce della popolazione e un vincolo di risorse che appare il vero ostacolo da aggirare per la politica, non solo in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chiara Amati, Giampaolo Galli, Gianmaria Olmastroni, &#8220;Perché l’Italia sta diventando il Paese con il più alto debito/Pil dell’eurozona&#8221;, Osservatorio Conti Pubblici Italiani, 29 aprile 2026, <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/pubblicazioni/2026/perche-l-italia-sta-diventando-il-paese-con-il-piu-alto-debito-pil-dell-eurozona.html">https://osservatoriocpi.unicatt.it/pubblicazioni/2026/perche-l-italia-sta-diventando-il-paese-con-il-piu-alto-debito-pil-dell-eurozona.html</a></li>



<li>Marco Leonardi, Leonardo Rizzo e Alberto Zanardi, &#8220;DPFP, una manovra in cerca di risorse&#8221;, Lavoce.info, 6 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/">https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/</a></li>



<li>&#8220;Manovra 2027, interessi sul debito in aumento: 20 miliardi in più&#8221;, Italia-Informa, 12 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://italia-informa.com/manovra-2027-interessi-debito-famiglie-imprese.aspx">https://italia-informa.com/manovra-2027-interessi-debito-famiglie-imprese.aspx</a></li>



<li>Gianclaudio Torlizzi (intervista), &#8220;Cosa fare per abbassare i costi e sfuggire alla trappola energetica di Bruxelles&#8221;, Il Sussidiario, 16 ottobre 2026 &#8211;<a href=" https://www.ilsussidiario.net/news/energia-bollette-e-ue-cosa-fare-per-abbassare-i-costi-e-sfuggire-alla-trappola-energetica-di-bruxelles/3009091/"> https://www.ilsussidiario.net/news/energia-bollette-e-ue-cosa-fare-per-abbassare-i-costi-e-sfuggire-alla-trappola-energetica-di-bruxelles/3009091/</a></li>



<li>Manovra 2027, per le imprese 3,3 miliardi: aiuti sull’energia e più contributi per le rinnovabili, The Innovation Post, 16 ottobre 2026 &#8211;<a href=" https://www.innovationpost.it/attualita/politica/manovra-2027-per-le-imprese-33-miliardi-aiuti-sullenergia-e-piu-contributi-per-le-rinnovabili/"> https://www.innovationpost.it/attualita/politica/manovra-2027-per-le-imprese-33-miliardi-aiuti-sullenergia-e-piu-contributi-per-le-rinnovabili/</a></li>



<li>Bianca Maria Togni, &#8220;Manovra 2027, cosa c’è sul tavolo e cosa rischia di saltare&#8221;, Policy Maker Mag, 20 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.policymakermag.it/italia/manovra-2027-cosa-ce-sul-tavolo-e-cosa-rischia-di-saltare/">https://www.policymakermag.it/italia/manovra-2027-cosa-ce-sul-tavolo-e-cosa-rischia-di-saltare/</a></li>



<li>Alberto Battaglia, &#8220;Manovra, da banche metà delle nuove coperture. Messina dice no&#8221;, WeWealth, 21 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.we-wealth.com/news/manovra-da-banche-meta-delle-nuove-coperture-messina-dice-no">https://www.we-wealth.com/news/manovra-da-banche-meta-delle-nuove-coperture-messina-dice-no</a></li>



<li>Maurizio Carucci, &#8220;Prime notizie dalla Manovra: pensioni più lontane e più basse nel 2027&#8221;, Avvenire, 22 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.avvenire.it/politica/cambiano-i-coefficienti-pensioni-piu-lontane-e-piu-leggere-nel-2027_114649">https://www.avvenire.it/politica/cambiano-i-coefficienti-pensioni-piu-lontane-e-piu-leggere-nel-2027_114649</a></li>



<li>&#8220;Manovra 2027, bonus casa e cedolare secca al 5%: il governo cerca le coperture&#8221;, SKY TG24, 22 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://tg24.sky.it/economia/2026/10/22/bonus-casa-cedolare-secca-affitti-manovra-2027?card=3">https://tg24.sky.it/economia/2026/10/22/bonus-casa-cedolare-secca-affitti-manovra-2027?card=3</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/manovra-la-strada-in-salita-di-meloni-e-giorgetti-tra-debito-inflazione-ed-energia.html">Manovra, la strada in salita di Meloni e Giorgetti tra debito, inflazione ed energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ue cerca soldi per l&#8217;Ucraina: Bruxelles bussa a Londra e Ottawa per racimolare fondi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lue-cerca-soldi-per-lucraina-bruxelles-bussa-a-londra-e-ottawa-per-racimolare-fondi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1024x549.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1536x824.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-600x322.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un buco da 70 miliardi per il 2027 e un disimpegno americano sempre più evidente: l’Europa, da sola, non ce la fa. E guarda ai partner extra-Ue per tenere a galla l’Ucraina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-cerca-soldi-per-lucraina-bruxelles-bussa-a-londra-e-ottawa-per-racimolare-fondi.html">L&#8217;Ue cerca soldi per l&#8217;Ucraina: Bruxelles bussa a Londra e Ottawa per racimolare fondi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1024x549.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1536x824.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-600x322.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>70 miliardi di euro aggiuntivi. Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> è stato chiaro: al Consiglio europeo ha chiesto altri fondi  per sostenere lo sforzo bellico, altrimenti il Vecchio Continente rischia di essere inondato da 20 milioni di profughi ucraini. Una richiesta che ha spiazzato le cancellerie europee, tanto è vero che, <a href="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/" type="link" id="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/">secondo quanto rivelato in esclusiva da <em>Politico</em></a>, Bruxelles è andata subito a bussare alla porta di Regno Unito e Canada affinché aumentino il loro sostegno finanziario all’Ucraina, nel tentativo di colmare quel «buco» da 70 miliardi di euro che Kiev dovrà affrontare a breve. Le occasioni non mancano: <strong>il vertice Ue-Canada del 29 e 30 ottobre e quello Ue-Regno Unito del 20 novembre </strong>offriranno a Bruxelles la possibilità di sollevare la questione. Segnale che, da sola, e a fronte di un crescente disimpegno Usa, con buona pace di tante roboanti dichiarazioni dei leader europei, l&#8217;Ue non può sostenere Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il peso della guerra in Ucraina sulle spalle dell&#8217;Europa</strong></h2>



<p>I numeri raccontano la dimensione dello sforzo europeo nel sostenere l&#8217;Ucraina nella guerra contro Mosca. <strong>Ursula von der Leyen </strong>ha ricordato, nei giorni scorsi, che l’Ue e i suoi Stati membri forniscono l<strong>’80 per cento degli aiuti esterni a Kiev</strong>, aggiungendo che «abbiamo urgente bisogno che altri partner si facciano avanti». Il presidente del Consiglio europeo <strong>António Costa</strong> ha ribadito davanti all’Europarlamento che i partner internazionali devono «intensificare» il loro sostegno finanziario. Secondo <em>Politico</em>, l’Unione e i suoi membri hanno versato oltre <strong>231 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione russa</strong>, tra aiuti militari, sostegno al bilancio, garanzie, accoglienza dei profughi e proventi degli asset russi congelati.</p>



<p>L’Ue ha già approvato un <strong>prestito da 90 miliardi per il 2026 e il 2027</strong>, pensato per coprire circa due terzi del fabbisogno ucraino. Bruxelles contava che altri partner, tra cui Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Norvegia, mettessero sul piatto ulteriori 45 miliardi. Ma gran parte di quel denaro, scrive <em>Politico</em>, non è mai stato stanziato o tarda ad arrivare: molti governi non hanno ancora formalizzato o erogato gli impegni su cui l&#8217;Europa faceva affidamento. <strong>E Bruxelles rimane con il cerino in mano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un conto salato</strong></h2>



<p>A far lievitare i costi per il 2027 della guerra contribuiscono essenzialmente tre fattori: l’intensificarsi dell’offensiva russa prima dell&#8217;inverno, <strong>i costi aggiuntivi legati alla crisi globale provocata dalla guerra nel Golfo scatenata da Stati Uniti e Israele</strong>, e il crescente &#8211; e già menzionato &#8211; disimpegno statunitense, che sembra aver di fatto scaricato Zelensky. Il risultato, osserva <em>Politico</em>, è che all’Europa e agli altri alleati tocca farsi carico di una parte sempre maggiore del costo necessario a tenere in piedi Kiev.</p>



<p>I funzionari europei citati da <em>Politico</em> sottolineano che è una critica rivolta ai due partner extra-Ue, che restano tra i più convinti sostenitori di Kiev: il punto, insistono, è che i bisogni sono cresciuti. E i costi anche. Londra rivendica un impegno complessivo di <strong>25 miliardi di sterline</strong>. Ottawa, dal canto suo, ha ribadito di essere «un sostenitore incrollabile» dell’Ucraina, con quasi <strong>26 miliardi di dollari canadesi tra aiuti militari, finanziari, di sviluppo e umanitari</strong>. Il quadro che emerge è quello di un’Unione europea che, dopo aver puntato tutto &#8211; almeno a parole &#8211; sul sostegno a Kiev, deve fare i conti con i propri limiti. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Zoya Sheftalovich e Gerardo Fortuna, “EU to Press Canada and UK for More Ukraine Funding,” POLITICO, 21 ottobre 2026, consultato il 22 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/</a>.</p>



<p><strong><em>Olha Romanska e Anastasia Prots, “Zelenskyy Calls on EU to Provide Ukraine with at Least €70bn in Additional Defence Funding in 2027,” Ukrainska Pravda, 16 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/16/8058383/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/16/8058383/</a>.<br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-cerca-soldi-per-lucraina-bruxelles-bussa-a-londra-e-ottawa-per-racimolare-fondi.html">L&#8217;Ue cerca soldi per l&#8217;Ucraina: Bruxelles bussa a Londra e Ottawa per racimolare fondi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macron a Abu Dhabi per il gasolio, e intanto Parigi è in coprifuoco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-a-abu-dhabi-per-il-gasolio-e-intanto-parigi-e-in-coprifuoco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533124</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405-1024x536.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405-768x402.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405-1536x804.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094108710_52f1773de01a501f0bb0cbcc22adf8af-e1792568506405-600x314.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la Francia è in piazza contro i rincari e la manovra, Macron vola nel Golfo e ottiene da Emirati e Bahrein 200.000 tonnellate mensili di gasolio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-a-abu-dhabi-per-il-gasolio-e-intanto-parigi-e-in-coprifuoco.html">Macron a Abu Dhabi per il gasolio, e intanto Parigi è in coprifuoco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Mentre mezzo milione di persone scende in piazza in tutta la Francia contro il prezzo del carburante e i rincari, il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> vola nel Golfo a cercare gasolio.</p>



<p>Secondo quanto riferito dalla presidenza francese, il presidente Emmanuel Macron si è assicurato impegni per ulteriori 200.000 tonnellate di gasolio al mese dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e dal <strong>Bahrein</strong>.</p>



<p>La presidenza ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati a fornire circa 100.000 tonnellate al mese, mentre ulteriori 100.000 tonnellate mensili saranno garantite durante la visita di Macron in Bahrein.</p>



<p>Insieme alle forniture provenienti dall&#8217;Arabia Saudita, la Francia ha ora impegni per 295.000 tonnellate al mese, poco più del 10% del suo consumo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-533126" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094209436_7fa7f6cdfd0c55aebaa1dfa809f5540e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ad Abu Dhabi Macron ha anche firmato anche un partenariato strategico per la difesa con il presidente emiratino Mohamed bin Zayed, che comprende un’intesa sul caccia Rafale F5.</p>



<p>Numerose inchieste giornalistiche ed esperti dell’Onu documentano che gli Emirati forniscono armi alle Forze di supporto rapido (RSF), i paramilitari che dall’aprile 2023 combattono l’esercito in Sudan. Abu Dhabi nega.</p>



<p>Nell’ottobre 2025 le RSF hanno conquistato al-Fashir, nel Darfur, dopo 18 mesi di assedio, uccidendo almeno 6.000 persone in tre giorni. La missione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha stabilito che il massacro ha i segni del genocidio con uccisioni di massa e stupri contro donne e bambine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-533127" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261021094240756_b2049d88c07ef17c874978284d1ab7ac.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non esiste un bilancio ufficiale delle vittime della guerra civile in Sudan: le stime vanno dalle decine di migliaia a 150.000 morti, e quattordici milioni di persone hanno lasciato le loro case.</p>



<p>In Francia le proteste nascono dai tagli della manovra a scuole e stipendi pubblici, e sono alimentatati anche dall’aumento del prezzo del carburante. Gli organizzatori parlano di 800.000 manifestanti solo nella giornata del 17 ottobre.</p>



<p>Il governo francese ha imposto il coprifuoco a Parigi, Bordeaux e Nizza, e in poche settimane la polizia ha arrestato più di 2.500 persone.</p>



<p>Per le manifestazioni di sabato 24 ottobre il governo schiera l’esercito accanto alla polizia.</p>



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<p></p>
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		<title>Scioperi, proteste e manifestazioni, il comodo alibi della &#8220;guerra ibrida&#8221; che non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/scioperi-proteste-e-manifestazioni-il-comodo-alibi-della-guerra-ibrida-che-non-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalle parole di Crosetto sulle piazze italiane alle uscite di Molinari su Burnham e la Brexit, l’etichetta «guerra ibrida» è diventata un alibi comodo per scaricare su Mosca i malesseri interni dell’Europa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/scioperi-proteste-e-manifestazioni-il-comodo-alibi-della-guerra-ibrida-che-non-ce.html">Scioperi, proteste e manifestazioni, il comodo alibi della &#8220;guerra ibrida&#8221; che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della «guerra ibrida». L’espressione, ormai di uso comune nel gergo giornalistico e politico, indica le azioni ostili, <strong>attribuite quasi sempre alla Russia</strong>, che non ricorrono agli strumenti militari tradizionali ma alla propaganda, agli attacchi informatici, ai sabotaggi, alla disinformazione. Un tema serio, senza dubbio, che negli ultimi anni viene tuttavia evocato con una superficialità tale da averlo completamente svuotato di significato. Scoppia un caso scomodo, si accende una piazza, un risultato elettorale non piace? Eccola, puntuale, a offrire la spiegazione più rassicurante: la colpa è sempre di qualcun altro. È la <em>guerra ibrida</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Crosetto</h2>



<p>Le recenti proteste in Europa e in Italia, non fanno eccezione. Ne ha parlato di recente il ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, che intervenendo al <em>Defense Procurement</em> <em>Forum </em>di Roma ha dichiarato: «I fatti di Milano, e di altre parti d’Italia, sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche. E sono il frutto, il punto di arrivo, di una cosa che io, inascoltato, richiamo da quattro anni, <strong>che è la guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali</strong>, che si chiamano <em>TikTok</em>, che si chiamano social, che si chiamano YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca». Il ministro non parla apertamente &#8211; e incautamente, come fanno altri &#8211; di una regia russa, dietro i recenti disordini, ma sceglie non a caso di parlare di «<em>guerra ibrida</em>». Inflazione alle stelle? Caro carburanti? Salari inadeguati? Periferie disagiate? Ci deve essere per forza dietro una «manina straniera» dietro questo, no?</p>



<p>Dunque, secondo il ministro, le piazze di Milano, come di altre città, sarebbero l’esito di un attacco ibrido. <strong>Un «qualcuno» mai nominato, ma che tutti hanno inteso. </strong>Lo stesso Crosetto ha aggiunto che non si può parlare di «maranza» o di seconde generazioni: se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni e sei su dieci le condividono, è perché hanno subito una «contro-educazione» altrove, non in famiglia o a scuola. Il ragionamento, però, fa acqua da tutte le parti, con tutto il rispetto.</p>



<p>Se davvero una quota così ampia di giovani scende in piazza o si riconosce in quelle proteste, il fenomeno non è un’operazione di intelligence ostile: è un disagio di massa. <strong>E un disagio di massa ha cause interne, profonde, radicate,</strong> quelle che chiunque conosca la condizione giovanile italiana ed europea può elencare senza scomodare inutili fantasmi, comodi per cercare dei (comodi) alibi altrove. <strong>Sia mai che questa classe dirigente si faccia un minimo di autocritica</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il coro dei media</h2>



<p>A dare man forte al ministro ci hanno pensato alcuni media. <strong>Maurizio Molinari</strong> ha osservato su La7 che «non possiamo escludere che la guerra ibrida faccia capolino», richiamando le parole del premier britannico <strong>Andy Burnham,</strong> che ha parlato di ingerenze russe nel referendum sulla Brexit del 2016.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La7 è una garanzia! Dove, se non lì, ti diranno prima di tutti che dietro i disordini ci sono i russi? Del resto, come abbiamo scoperto di recente, ormai anche sulla Brexit è tutto chiaro: siamo stati noi. Highly likely.<br><br>«Non escludiamo che anche questi disordini facciano comodo… <a href="https://t.co/VZqlw2xmeB">pic.twitter.com/VZqlw2xmeB</a></p>&mdash; Emelyanova Asya (@asetemel) <a href="https://x.com/asetemel/status/2112170664069042530?ref_src=twsrc%5Etfw">October 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong><a href="https://order-order.com/2026/10/12/in-full-every-time-the-government-confirmed-russia-didnt-influence-the-brexit-vote/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">Peccato che sia una balla tirata in ballo per giustificare un&#8217;altra balla</a></strong>. Il rapporto della Commissione parlamentare per l’intelligence e la sicurezza del 2020 <a href="https://www.reuters.com/article/world/uk-government-failed-to-find-out-whether-russia-meddled-in-brexit-vote-report-idUSKCN24M167/" type="link" id="https://www.reuters.com/article/world/uk-government-failed-to-find-out-whether-russia-meddled-in-brexit-vote-report-idUSKCN24M167/">ha concluso a suo tempo che il governo britannico non è riuscito ad accertare</a> se la Russia avesse tentato di influenzare il voto. All’epoca l’MI5, interpellato, produsse appena sei righe, senza alcuna prova concreta. E Burnham è stato smentito persino dai suoi: il ministro di Stato per gli Affari Esteri <strong>Stephen Doughty</strong> ha corretto il tiro, spiegando che Mosca ci avrebbe provato ma non ci sarebbe riuscita; il ministro della Sicurezza Dan Jarvis aveva già detto a gennaio che nessun governo ha trovato prove di interferenze straniere riuscite, e lo stesso aveva affermato l’allora ministro Steve Reed ai Comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un termine vago, non nuovo, non russo</strong></h2>



<p>Il problema è a monte: l’uso ossessivo del termine «guerra ibrida» è tanto scorretto quanto vago. Nel non-paper firmato da Crosetto lo scorso anno finivano nella categoria fake news, sabotaggi ferroviari, cavi tranciati, pressione migratoria, elezioni annullate. Quando una categoria contiene tutto, giustifica tutto.</p>



<p>Lo spiega bene il professor <strong>Andrea Beccaro</strong>, docente di Studi Strategici e <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-non-lha-inventata-la-russia-e-forse-nemmeno-esiste.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-non-lha-inventata-la-russia-e-forse-nemmeno-esiste.html">collaboratore di <em>InsideOver</em></a>, nel bel saggio <em><a href="https://www.morcelliana.net/collane-schole/quaderni-per-l-universita/guerra-e-strategia-nel-xxi-secolo-9788828406037.html" type="link" id="https://www.morcelliana.net/collane-schole/quaderni-per-l-universita/guerra-e-strategia-nel-xxi-secolo-9788828406037.html">Guerra e strategia nel XXI secolo</a></em>: «Si potrebbero citare decine di casi per dimostrare come le azioni oggi identificate come guerra ibrida russa siano in realtà condotte anche da altri attori, oggi come nel passato, e spesso dagli stessi che imputano alla Russia il muovere guerra ibrida».</p>



<p>E ancora: «Per quanto riguarda la riflessione strategica la nozione di guerra ibrida è problematica perché non descrive nulla di nuovo, né tanto meno di esclusivamente russo. In generale molti “esperti” di Hybrid Warfare sottolineano che essa è un modo per evitare la forza militare del nemico e disarticolarlo da un punto di vista economico, politico e sociale più che militare. L’idea in sé è valida ma tutt’altro che nuova e ancor meno è russa, infatti fu espressa in modo simile in un’opera di uno dei massimi pensatori strategici occidentali del XX secolo, ovvero l’inglese Sir Basil Liddell Hart».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La ricerca del nemico</strong></h2>



<p>Perché allora tanto accanimento? Perché lo spauracchio della guerra ibrida è un modo infimo e intellettualmente disonesto di scaricare sui cosiddetti «nemici dell’Occidente» i problemi di un’Europa irrilevante sotto ogni punto di vista, colpita da una tempesta perfetta economica e sociale. Se le piazze si riempiono, se il malcontento cresce, se i giovani non si riconoscono nel modello di società che viene loro offerto, la colpa non può essere di chi governa: dev’essere di <em>TikTok</em>, dei bot, di Mosca. <strong>Ma è una strategia che non può funzionare, se non per riempire le prime pagine di qualche giornale che non legge più nessuno. </strong></p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Redazione Esteri, “Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: ‘E’ la guerra ibrida che passa dai social’. Zelensky: ‘In Ue cittadini manipolati dalla Russia’,” Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/20/guerra-ibrida-milano-crosetto-notizie/8544293/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/20/guerra-ibrida-milano-crosetto-notizie/8544293/</a>.</p>



<p><strong><em>Andrea Beccaro, “La guerra ibrida? Non l’ha inventata la Russia e forse nemmeno esiste,” InsideOver, 10 settembre 2026, </em></strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-non-lha-inventata-la-russia-e-forse-nemmeno-esiste.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-non-lha-inventata-la-russia-e-forse-nemmeno-esiste.html</a>.<br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/scioperi-proteste-e-manifestazioni-il-comodo-alibi-della-guerra-ibrida-che-non-ce.html">Scioperi, proteste e manifestazioni, il comodo alibi della &#8220;guerra ibrida&#8221; che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I cambiamenti radicali che servono per evitare l&#8217;autodistruzione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-cambiamenti-radicali-che-servono-per-evitare-lautodistruzione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720115809437_52397f484e8c7461ead49f95d4603c50-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Guido Guidesi, nostro lettore, ci invia questa riflessione sull&#8217;Unione Europea, preoccupato per la direzione presa dal continente. Nella sua lettura della crisi dell&#8217;Unione Europea ritroviamo temi cari a InsideOver: la mancanza di ambizione di Bruxelles sulla scena globale, il bisogno di dare spazio alle forze vive dell&#8217;Europa e di guardare al futuro invece di arroccarsi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-cambiamenti-radicali-che-servono-per-evitare-lautodistruzione-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-cambiamenti-radicali-che-servono-per-evitare-lautodistruzione-europea.html">I cambiamenti radicali che servono per evitare l&#8217;autodistruzione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong><em>Guido Guidesi, nostro lettore, ci invia questa riflessione sull&#8217;Unione Europea, preoccupato per la direzione presa dal continente. Nella sua lettura della crisi dell&#8217;Unione Europea ritroviamo temi cari a InsideOver: la mancanza di ambizione di Bruxelles sulla scena globale, il bisogno di dare spazio alle forze vive dell&#8217;Europa e di guardare al futuro invece di arroccarsi mentre il mondo di fuori corre. Guidesi scrive a titolo personale, ma con lo sguardo informato di chi ricopre l&#8217;incarico di Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia.</em></strong></p>



<p>Persino la direttrice del Fondo monetario internazionale, un’istituzione spesso percepita come distante dalle dinamiche dell’economia reale, ha richiamato la Commissione europea alla necessità di un cambio di passo e di una maggiore incisività di fronte alla situazione economica.</p>



<p>Gli annunci di cambiamento da parte della Commissione si susseguono ormai dall’inizio della legislatura. Una comunicazione roboante, capace di alimentare grandi aspettative tra imprese e cittadini, che troppo spesso si traduce in strumenti complessi, accompagnati da interminabili documenti tecnici e accessibili, di fatto, soltanto attraverso il supporto di consulenti specializzati.</p>



<p>Di un’Unione europea capace di rispondere ai cambiamenti geopolitici e macroeconomici, di adeguarsi tempestivamente e, soprattutto, di anticiparli, dopo tanti anni non si vede ancora traccia.</p>



<p>Esiste, invece, un’Unione che ci ha riempito di regolamenti, direttive, obiettivi e vincoli, commettendo clamorosi errori di impostazione e dimostrando, oggi, una preoccupante incapacità di correggerli.</p>



<p>Le ricette uniformi imposte alle imprese stanno contribuendo alla deindustrializzazione dell’Europa. La mancata capacità di intervenire efficacemente sui costi energetici ha alimentato una lunga stagione inflazionistica, le cui conseguenze rischiano ormai di trasformare un problema economico in una grave emergenza sociale.</p>



<p>Il paradosso è sotto gli occhi di tutti. Di fronte alle tensioni geopolitiche internazionali, alle guerre e al disimpegno degli Stati Uniti, l’Europa ha messo in campo strumenti come il pacchetto ReArm Europe. Eppure, mentre si riconosce la necessità di rafforzare la difesa e affrontare una situazione internazionale straordinaria, si continua ad applicare un’impostazione rigida delle regole di bilancio, come se l’economia europea non avesse bisogno di flessibilità neppure in una fase che richiederebbe, per certi aspetti, una logica da economia di guerra.</p>



<p>L’Europa è diventata il teatro di contraddizioni quotidiane.</p>



<p>Se il rapporto diretto con i territori consente di comprendere meglio le esigenze delle comunità e di assumere decisioni più realistiche, nel prossimo bilancio europeo Commissione e Consiglio scelgono di ridurre le risorse destinate allo sviluppo delle regioni, trasferendone la gestione agli Stati centrali.</p>



<p>Se l’impostazione rigida e omologante imposta ai processi produttivi ha favorito i concorrenti cinesi, la Commissione non soltanto conferma una strategia che rischia di compromettere il futuro industriale dell’automotive europeo, ma, mantenendo l’impostazione della precedente legislatura, rischia di trasformare questo errore in un precedente per altri settori strategici.</p>



<p>Se i giovani, anche grazie alla maggiore mobilità e alla diffusione di una lingua comune, si sentono sempre più europei, Commissione e Consiglio continuano a frenare una maggiore integrazione in ambiti fondamentali come difesa, fiscalità, bilancio e politica industriale.</p>



<p>Il motivo è evidente: gli Stati membri hanno priorità differenti e nessuno sembra disposto a rinunciare a una parte delle proprie prerogative per consentire all’Europa di compiere dieci passi avanti insieme. E diciamolo chiaramente: anche alla Commissione, in fondo, sembra andare bene che le competenze restino prevalentemente nazionali. Così si può tirare avanti, rinviando le scelte più difficili e arrivando alla fine della legislatura senza affrontare davvero i nodi strutturali dell’Unione.</p>



<p>Ma oggi siamo davvero a un bivio. O l’Europa diventa finalmente quella che ci è stata raccontata, oppure rischia di tradire definitivamente le ragioni per cui è nata.</p>



<p>Così non funziona. Ed è ormai evidente.</p>



<p>Per salvare il progetto europeo serve un cambio radicale di impostazione, tanto sul piano economico quanto su quello democratico e istituzionale.</p>



<p>La prima priorità è ripensare completamente la politica economica e industriale europea.</p>



<p>Occorre costruire un rapporto diretto con i territori, superando i confini amministrativi nazionali quando questi rappresentano un ostacolo allo sviluppo. Servono aree industriali ed economiche omogenee e transnazionali: distretti nei quali, per esempio, Lombardia, Baviera e Catalogna possano operare come parti di un unico ecosistema produttivo europeo.</p>



<p>Dobbiamo costruire filiere macroregionali, integrare ricerca, formazione, credito e servizi alle imprese, favorire condizioni più omogenee in materia di diritto del lavoro e fiscalità e garantire la piena neutralità tecnologica. Non possiamo pretendere di competere sui mercati internazionali se continuiamo a imporre alle nostre imprese vincoli e condizioni che non gravano allo stesso modo sui loro concorrenti globali.</p>



<p>Solo così potremo tornare a giocare la partita della competitività internazionale, difendendo la nostra capacità produttiva e la nostra autonomia strategica.</p>



<p>La seconda priorità è una maggiore integrazione europea, accompagnata da un nuovo equilibrio democratico.</p>



<p>Gli Stati devono essere pronti a condividere maggiori responsabilità in materia di difesa, bilancio, fiscalità, debito, investimenti e ricerca ecc. Ma questa integrazione non può essere costruita soltanto attraverso accordi tra istituzioni: deve poggiare su un assetto democratico più solido, capace di coinvolgere maggiormente i territori e i cittadini.</p>



<p>A beneficio del realismo e dell’efficacia delle decisioni, serve un ruolo più incisivo delle regioni nei processi decisionali europei. L’Europa si costruisce davvero se diventa l’Europa delle regioni, capace di riconoscere e valorizzare le specificità territoriali anziché appiattirle.</p>



<p>Allo stesso tempo, occorre rafforzare il coinvolgimento democratico dei cittadini nella scelta di chi guiderà l’Unione. I candidati alla futura Commissione devono essere maggiormente visibili, riconoscibili e sottoposti a un confronto politico trasparente. Serve una maggioranza fondata su una chiara identità valoriale e programmatica, capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.</p>



<p>Le grandi coalizioni che si sono succedute finora non hanno risolto i problemi dei cittadini europei. Al contrario, hanno contribuito ad alimentare il distacco tra le istituzioni e le comunità, rendendo sempre più difficile individuare responsabilità politiche precise e alternative credibili.</p>



<p>Purtroppo, le decisioni sembrano andare in una direzione diversa.</p>



<p>Realizzare questo cambiamento è estremamente complicato. Richiede coraggio, visione e una capacità di superare interessi nazionali consolidati. E richiede soprattutto tempo, una risorsa che l’Europa rischia di non avere a disposizione.</p>



<p>Eppure, il sogno europeo è nato proprio così: dalla capacità di assumere decisioni difficili e coraggiose, andando oltre le divisioni del passato per costruire un futuro comune.</p>



<p>Le alternative, oggi, sono entrambe preoccupanti.</p>



<p>La prima è la progressiva cancellazione dell’industria europea, accompagnata da una colonizzazione tecnologica sempre più profonda da parte della Cina. Da convinto atlantista, temo questa prospettiva e ne vedo tutti i rischi: perdere la capacità di produrre significa perdere autonomia economica, sociale, strategica e politica.</p>



<p>La seconda è il ritorno a un’Europa frammentata in Stati nazionali sempre più ripiegati su se stessi, come prima dell’Unione. In questo scenario, il rischio minore sarebbe tornare a una divisione del continente simile a quella della cortina di ferro. Il rischio maggiore sarebbe ripetere gli errori che la storia avrebbe dovuto insegnarci a non commettere mai più.</p>



<p>C’è poco tempo. E serve coraggio.</p>



<p>Quel coraggio che, oggi, nell’interesse generale dell’Europa, vedo soltanto espresso dal capo dello Stato più piccolo del mondo: il Santo Padre.</p>
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		<title>Da Milano a Parigi a Tirana, l&#8217;autunno caldo delle proteste scuote l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-milano-a-parigi-a-tirana-lautunno-caldo-delle-proteste-scuote-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 22:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste di piazza contro carovita e austerità infiammano Francia (272 fermi) e Italia (scontri a Milano, Torino, Bologna)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261017225356434_4329e600c208ea3b9ce5a94f752b6169-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Guerriglia a Parigi, scontri a Milano e Bologna, cortei a Liegi e Bruxelles</strong>. Dagli autotrasportatori nel Sud Italia alle scuole francesi fino alle piazze contro il carovita, l’Europa si prepara a un <strong>nuovo autunno caldo</strong>.</p>



<p>In <strong>Francia</strong> la scintilla è partita dai liceali, che hanno bloccato gli istituti per protestare contro i tagli all’istruzione. A Bruxelles sono scesi in piazza giovani e sindacati contro l’austerità del governo De Wever. A <strong>Milano</strong>, cinquemila ragazzi si sono ritrovati dopo un appello lanciato online da un movimento che si dichiara apartitico. Le ragioni del malcontento, che attraversa le principali città del Vecchio Continente, sono simili: bilanci pubblici sempre più magri, stipendi congelati, servizi ridotti all’osso e un’inflazione che non dà tregua. Il tutto sullo sfondo di tensioni internazionali che vanno da Hormuz all’Ucraina. E di una crisi energetica alle porte. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FRANCE: Rioters have set fire to the historic City Hall in Limoges, France, causing its roof to burn and its clock tower to collapse.<br><br>Built in 1883, the 143 year old landmark survived 2 world wars and was designated a protected historical monument in 1975.<br><br>It’s gone now.…</p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://x.com/Osint613/status/2111551754252718092?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Francia in fiamme, la protesta si allarga </h2>



<p>In <strong>Francia</strong>, la giornata di mobilitazione nazionale contro l’aumento del costo della vita e le carenze del sistema scolastico si è trasformata, sabato 17 ottobre, in una <strong>sequenza di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine</strong> in diverse città francesi. Secondo i dati delle autorità <a href="https://www.leparisien.fr/societe/mobilisation-du-17-octobre-black-blocs-affrontements-a-paris-lyon-ou-marseille-le-point-sur-les-fortes-tensions-en-marge-des-rassemblements-17-10-2026-MEE27WC2R5EJVHHLWNJHSJ34NM.php" type="link" id="https://www.leparisien.fr/societe/mobilisation-du-17-octobre-black-blocs-affrontements-a-paris-lyon-ou-marseille-le-point-sur-les-fortes-tensions-en-marge-des-rassemblements-17-10-2026-MEE27WC2R5EJVHHLWNJHSJ34NM.php">riportati da <em>Le Parisien</em></a>, alle 15 di sabato i fermi in tutto il Paese erano già 272. Fuori da Parigi sono state contate 140 iniziative di protesta, con circa 32.800 partecipanti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/17octobre?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#17octobre</a> | Le cortège s’est élancé.<br><br>Plusieurs centaines d’individus hostiles demeurent Place de la République pour s’en prendre aux forces de l’ordre et de secours et tout brûler.<br><br>Les policiers font usage de l’engin lanceur d’eau pour maintenir à distance, procèdent à la… <a href="https://t.co/HysQsEHHQu">pic.twitter.com/HysQsEHHQu</a></p>&mdash; Préfecture de Police (@prefpolice) <a href="https://x.com/prefpolice/status/2111444063446553033?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nella capitale migliaia di persone si sono radunate in <em>place de la République</em>. Da lì è partito un corteo che, secondo il quotidiano, si è svolto in larga parte pacificamente. Nelle strade adiacenti, però, <strong>la polizia ha usato gas lacrimogeni e idranti contro gruppi dai quali venivano lanciati oggetti e fuochi d’artificio</strong>. Sulla piazza hanno preso fuoco un’automobile e due edicole. Alle 14.15 la prefettura di polizia di Parigi contava 133 persone fermate. Uno degli episodi più gravi ha riguardato la sede di CNews, il canale televisivo che fa capo al gruppo del miliardario Vincent Bolloré. Circa un centinaio di manifestanti, riferisce la polizia, ha attaccato l’edificio, e 21 persone sono state fermate.  Tensioni anche a <strong>Bordeaux</strong>, dove, stando a <em>Le Monde</em>, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso ai lacrimogeni ancor prima della partenza del corteo previsto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Des véhicules de police sont prises pour cible par la foule dans le secteur République à Paris.<a href="https://x.com/hashtag/Paris?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Paris</a> <a href="https://x.com/hashtag/17octobre?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#17octobre</a> <a href="https://t.co/yMReav1Tie">pic.twitter.com/yMReav1Tie</a></p>&mdash; Luc Auffret (@LucAuffret) <a href="https://x.com/LucAuffret/status/2111512931561066852?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Charge de la police avec matraques et gaz lacrymogène dans le secteur Opéra à Paris pour mettre fin à un cortège de plusieurs centaines de personnes.<a href="https://x.com/hashtag/17octobre?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#17octobre</a> <a href="https://x.com/hashtag/Paris?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Paris</a> <a href="https://t.co/ARckFW9Mlv">pic.twitter.com/ARckFW9Mlv</a></p>&mdash; Luc Auffret (@LucAuffret) <a href="https://x.com/LucAuffret/status/2111430108812558494?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Albania, l&#8217;alleanza tra studenti ed ecologisti</h2>



<p>Una situazione di tipo &#8220;francese&#8221;, meno violenta ma più intensa, si registra in Albania dove da cinque giorni gli studenti universitari e quelli delle superiori protestano contro il governo Rama, di cui chiedono le dimissioni. <strong>Dopo i primi giorni, alle proteste si sono uniti agli studenti gli attivisti del movimento Flamingo,</strong> nato in estate per impedire la realizzazione di un resort di lusso in un&#8217;area naturalisticamente protetta, progetto in cui è coinvolta anche parte della famiglia Trump. Scattata nella capitale Tirana davanti al ministero dell&#8217;Istruzione, la scintilla delle manifestazioni si è allargata alle altre città albanesi, con il solito corollario di lanci di pietre contro la polizia, cassonetti bruciati e centinaia di arresti. Il premier Rama, ritualmente, ha respinto ogni critica, ha riversato la responsabilità dei disordini su misteriosi &#8220;agenti stranieri&#8221; e ha ribadito di voler comunque andare avanti. Proposito peraltro ribadito anche dai movimenti che animano la protesta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scontri anche a Milano</h2>



<p>Anche a Milano, le manifestazioni di sabato 17 ottobre sono state organizzate per protestare contro il rincaro dei carburanti, il costo della vita e il peso del fisco. A Milano, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html" type="link" id="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html">secondo quanto ricostruito dall’<em>Ansa</em></a>, centinaia di ragazzi giovanissimi, vestiti di nero, hanno preso possesso di piazza Duomo dopo aver costretto gli agenti a indietreggiare, bersagliati da bombe carta, bottiglie e transenne.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Milano, gli scontri da piazza Duomo si spostano in corso Vittorio Emanuele <a href="https://t.co/skJK5xEPWx">pic.twitter.com/skJK5xEPWx</a></p>&mdash; Local Team (@localteamit) <a href="https://x.com/localteamit/status/2111551550602846268?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il copione si è ripetuto, con intensità diversa, in altre città. A <strong>Torino, Bologna e Bergamo</strong> gruppi di giovani incappucciati hanno preso di mira le forze dell’ordine con sassi e petardi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Caos totale in piazza Duomo a Milano: auto dei carabinieri distrutta <a href="https://t.co/ywHH0Qc6Ww">pic.twitter.com/ywHH0Qc6Ww</a></p>&mdash; Local Team (@localteamit) <a href="https://x.com/localteamit/status/2111541880869855436?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dal governo è arrivata una risposta immediata e dai toni netti. La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> ha ricordato che «manifestare è un diritto», ma che «mettere a ferro e fuoco le nostre città» non lo è. Poi l’affondo rivolto al centrosinistra: «Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione».</p>



<p>La violenza non si può mai giustificare, né in piazza né altrove. Ma è pur vero c’è sembra esserci una classe politica che <a href="https://unherd.com/newsroom/europes-protests-are-a-revolt-against-atlanticism/" type="link" id="https://unherd.com/newsroom/europes-protests-are-a-revolt-against-atlanticism/">pare vivere in un’altra dimensione</a>, incapace di cogliere il nesso tra il malessere che attraversa le società europee e le scelte compiute a Bruxelles e nelle capitali nazionali. Una classe dirigente che ha investito tutto <strong>il suo capitale politico sul riarmo e sulla guerra perpetua con la Russia</strong>, anche a costo di sacrificare le propria economia.</p>



<p>Senza contare che la maggior parte delle nazioni europee non ha mosso un dito per dissuadere Washington (e Tel Aviv) dal trascinare l’Occidente e il mondo in una guerra insensata contro l’Iran, che ha fatto salire il prezzo del greggio e messo in crisi l’economia globale. Qualche dichiarazione di dissenso, certo, ma nulla di più: le basi sul territorio europeo sono rimaste a disposizione delle operazioni americane contro Teheran, come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7sSvG0p1MJ4">confermato</a> dallo stesso Mark Rutte, segretario generale della Nato. Condannare la violenza senza un’analisi onesta delle cause di questo malcontento sarebbe quindi scorretto, non trovate? O continuiamo a far finta che vada tutto bene? <br></p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Christophe Goudaillier, Ariel Guez e Florian Bouhot, “Black blocs, affrontements à Paris, Lyon ou Marseille… Le point sur les fortes tensions en marge des rassemblements,” Le Parisien, 17 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://www.leparisien.fr/societe/mobilisation-du-17-octobre-black-blocs-affrontements-a-paris-lyon-ou-marseille-le-point-sur-les-fortes-tensions-en-marge-des-rassemblements-17-10-2026-MEE27WC2R5EJVHHLWNJHSJ34NM.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.leparisien.fr/societe/mobilisation-du-17-octobre-black-blocs-affrontements-a-paris-lyon-ou-marseille-le-point-sur-les-fortes-tensions-en-marge-des-rassemblements-17-10-2026-MEE27WC2R5EJVHHLWNJHSJ34NM.php</a>.</p>



<p><strong><em>Peter Steiniger, “„Wir stürmen die Bastille“: Zusammenstöße bei Protesten in Paris, Lyon und Marseille,” Berliner Zeitung, 17 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/frankreich-proteste-gegen-teuerung-zusammenstoesse-in-mehreren-staedten-10504856" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.berliner-zeitung.de/article/frankreich-proteste-gegen-teuerung-zusammenstoesse-in-mehreren-staedten-10504856</a>.</p>



<p><strong><em>ANSA, “La protesta per il carovita diventa guerriglia, Milano un campo di battaglia,” ANSA, 17 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html</a>.</p>



<p><strong><em>Thomas Fazi, “Europe’s Protests Are a Revolt against Atlanticism,” UnHerd, 17 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://unherd.com/newsroom/europes-protests-are-a-revolt-against-atlanticism/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://unherd.com/newsroom/europes-protests-are-a-revolt-against-atlanticism/</a>.</p>



<p><br><br><br></p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-milano-a-parigi-a-tirana-lautunno-caldo-delle-proteste-scuote-leuropa.html">Da Milano a Parigi a Tirana, l&#8217;autunno caldo delle proteste scuote l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mustafa Ayyash, giornalista: da un anno in cella in Austria, senza processo, per aver raccontato Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/mustafa-ayyash-giornalista-da-un-anno-in-cella-in-austria-senza-processo-per-aver-raccontato-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 14:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-600x328.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il giornalista palestinese Mustafa Ayyash, fondatore di Gaza Now, è detenuto in Austria da quasi un anno senza condanna in base all’articolo 278</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mustafa-ayyash-giornalista-da-un-anno-in-cella-in-austria-senza-processo-per-aver-raccontato-gaza.html">Mustafa Ayyash, giornalista: da un anno in cella in Austria, senza processo, per aver raccontato Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016114159416_d92035df69bffad803d374aa8292c774-e1792143773198-600x328.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Se critichi l’Occidente, prova a vivere in <strong>Cina, in Russia o in Iran</strong> e poi vediamo». Quante volte abbiamo sentito questo <em>mantra</em> dai fervidi occidentalisti, che dimenticano una cosa essenziale: chi critica lo fa per migliorare il luogo in cui vive. Una società democratica in salute si regge su una stampa che fa il cane da guardia del potere. Oggi, però, quel ritornello suona sempre meno convincente: nell’ossessione di combattere il «nemico», le società occidentali ed europee diventano meno libere e più autoritarie. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il giornalista palestinese detenuto in Austria </strong></h2>



<p>Prove di questa preoccupante deriva? Parecchie. Oggi trattiamo del caso spinoso di un giornalista palestinese che ora si trova in Austria, detenuto da quasi un anno senza condanna, accusato di appartenere contemporaneamente ad Hamas, Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Jihad islamica, Hezbollah e Brigate dei martiri di al-Aqsa. Si chiama <strong>Mustafa Ayyash</strong>, 34 anni, <a href="https://t.me/s/gazaalanpa?before=26283" type="link" id="https://t.me/s/gazaalanpa?before=26283">fondatore del network <em><strong>Gaza Now</strong></em></a><em><strong>, </strong></em>rete mediatica indipendente che conta 2 milioni di iscritti su Telegram. Tutto è iniziato nel marzo 2024, quando Stati Uniti e Regno Unito <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213" type="link" id="https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213">hanno imposto sanzioni congiunte contro il network</a> e Ayyash, accusandoli di aver fornito supporto materiale e finanziario a Hamas. Sanzioni che, in questi casi, includono anche il congelamento dei beni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La cooperazione con l&#39;apartheid israeliana sta contribuendo ad erodere lo spazio democratico (rispetto delle minoranze) e la protezione dei diritti fondamentali in Europa. Il razzismo antipalestinese ne è un sintomo evidente. <a href="https://t.co/Uu0QZY5cDT">https://t.co/Uu0QZY5cDT</a></p>&mdash; Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) <a href="https://x.com/FranceskAlbs/status/2110815226811556000?ref_src=twsrc%5Etfw">October 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il 18 aprile 2024 la polizia austriaca ha perquisito la casa di Ayyash e sequestrato i dispositivi elettronici. Rilasciato, il giornalista ha continuato a viaggiare finché, nell’agosto 2025, <strong>Vienna ha emesso un mandato d’arresto europeo</strong>. Fermato all’aeroporto di Amsterdam il 19 settembre, è stato estradato due mesi dopo. Dal novembre 2025 si trova in custodia cautelare: è accusato di appartenere a (più) organizzazioni criminali e terroristiche, finanziamento del terrorismo, apologia di reati terroristici e riciclaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La discussa norma austriaca </h2>



<p><a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/austria-anti-terror-laws-turning-journalism-about-palestine-crime" type="link" id="https://www.middleeasteye.net/opinion/austria-anti-terror-laws-turning-journalism-about-palestine-crime">Come nota <em>Middle East Eye</em></a>, Ayyash è in custodia cautelare sulla base dell’articolo 278 del codice penale austriaco. Per essere indagati come membri di un’organizzazione criminale o terroristica <strong>non occorre aderirvi formalmente né partecipare alle sue azioni</strong>: basta, secondo la norma, <strong>contribuire alle sue attività «in qualsiasi altro modo» </strong>sapendo che ciò la favorisce. Una formulazione alquanto vaga e molto ampia, che consente alle autorità il compito di stabilire il confine tra la simpatia politica e dove effettivamente cominci l’appartenenza. Sulla base di questa disposizione Vienna può intercettare, perquisire, trattenere in custodia preventiva e utilizzare materiale d’intelligence, anche straniero, prima di qualsiasi sentenza.</p>



<p>Le radici di queste norme risalgono agli strumenti antiterrorismo adottati dopo l’11 settembre 2001, usati poi contro i familiari di combattenti dello Stato islamico e contro chi ne sosteneva apertamente l’ideologia jihadista. Ma dietro la linea dura di Vienna ci sono, naturalmente, anche i <strong>rapporti diplomatici pieni e molto stretti</strong> con Tel Aviv. Relazioni bilaterali eccellenti che hanno portato i due Paesi a siglare, nel 2022, anche una <a href="https://www.bmeia.gv.at/en/european-foreign-policy/foreign-policy/middle-east-and-north-africa/middle-east" type="link" id="https://www.bmeia.gv.at/en/european-foreign-policy/foreign-policy/middle-east-and-north-africa/middle-east">partnership strategica</a>. Ed è chiaro che l&#8217;arresto del giornalista è soprattutto un favore nei confronti di Israele. </p>



<p>Peraltro, sul fronte politico, di recente, <a href="https://it.insideover.com/politica/austria-israele-scuse-per-lolocausto-e-lotta-allislamismo-lfpo-si-avvicina-a-tel-aviv.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/austria-israele-scuse-per-lolocausto-e-lotta-allislamismo-lfpo-si-avvicina-a-tel-aviv.html">come ha scritto Andrea Muratore su <em>InsideOver</em></a>, <strong>il Partito della Libertà Austriaco (Fpo),</strong> formazione populista di destra parte del gruppo dei Patrioti (di cui fanno parte anche la Lega e il Rassemblement National) ha promosso una conferenza che ha portato a un’apertura importante nei suoi confronti da parte del <strong>Likud, la formazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu</strong>, e da primari esponenti delle istituzioni di Tel Aviv.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa</h2>



<p>Il nodo, nota sempre <em>Middle East Eye</em>, è che l’accusa di appartenenza discende direttamente dall’attività giornalistica. Le autorità austriache sostengono che il lavoro di Ayyash equivalga a <strong>diffondere «propaganda pro-Hamas»</strong> o a sostenere la «narrativa di guerra» del movimento, quindi a favorirlo «con altri mezzi». Ma è chiaro che raccontare Gaza comporta inevitabilmente riferire posizioni e azioni di Hamas. Inoltre, altro elemento da considerare, l’accusa di finanziamento si regge almeno in parte su <strong>informazioni fornite da autorità israeliane</strong>, che né l’imputato né i suoi avvocati potrebbero esaminare, e che non sarebbero state vagliate dai magistrati austriaci. </p>



<p>Ayyash ha perso gran parte della famiglia, compresi i genitori, nel bombardamento della casa di Nuseirat nel novembre 2023; moglie e figli hanno lasciato l’Austria per timore di ulteriori persecuzioni. <strong>Se condannato rischia da uno a dieci anni di carcere e la revoca dello status di residente</strong>. È questa l&#8217;Unione Europea democratica che vogliamo? <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/persona-non-grata-la-lettonia-punisce-il-giornalista-ragozin-ex-bbc-critico-della-guerra.html">Quella che &#8211; in Lettonia &#8211; espelle il giornalista Ragozin</a></strong>? O<a href="https://x.com/hussedogru/status/2110664314277294101?s=46" type="link" id="https://x.com/hussedogru/status/2110664314277294101?s=46">quella che conferma le sanzioni a un altro cronista, <strong>Hüseyin Dogru</strong></a>?</p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Wieser, Klaudia, e Mohammad Aburous. «Austria’s anti-terror laws are turning journalism about Palestine into a crime». Middle East Eye, 10 ottobre 2026.</em></strong> <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/austria-anti-terror-laws-turning-journalism-about-palestine-crime" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.middleeasteye.net/opinion/austria-anti-terror-laws-turning-journalism-about-palestine-crime</a>.</p>



<p><strong><em>U.S. Department of the Treasury, «Treasury Sanctions Hamas-Aligned Terrorist Fundraising Network», 27 marzo 2024, </em></strong><a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213.%5B" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213.[</a>](<a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213</a>)<br><br></p>



<p></p>



<p><br><br><em><strong><br></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mustafa-ayyash-giornalista-da-un-anno-in-cella-in-austria-senza-processo-per-aver-raccontato-gaza.html">Mustafa Ayyash, giornalista: da un anno in cella in Austria, senza processo, per aver raccontato Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532182</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kenneth Stern, l’autore della definizione Ihra di antisemitismo, avverte che inserirla nel DDL 1004 trasformerebbe uno strumento nato per misurare il fenomeno in un’arma per reprimere le critiche a Israele e alimenterebbe «un nuovo maccartismo».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html">Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi l’ha scritta ora la considera uno strumento fuori controllo. <strong>Kenneth Stern</strong>, 73 anni, avvocato e direttore del <strong><em>Bard Center for the Study of Hate</em></strong>, fu nel 2004 il «lead drafter» della definizione operativa di antisemitismo poi adottata nel 2016 dall’<em>International Holocaust Remembrance Alliance </em>(<em>Ihra</em>). Quella definizione, con i suoi esempi, è la base del controverso DDL 1004 («Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo»), il cosiddetto «Ddl Antisemitismo», già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera.</p>



<p>Intervistato dalla giornalista <strong>Federica D’Alessio</strong> per <em><a href="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/" type="link" id="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/">Kritica</a></em>, Stern, che si dichiara «sionista», lancia un avvertimento chiaro: inserirla in una legge <strong>«alimenterà un nuovo maccartismo».</strong> Segnale che, evidentemente, le forze politiche che intendono approvare questo Ddl non sono interessati tanto a contrastare l&#8217;antisemitismo, come affermano ma, evidentemente, vogliono limitare le critiche verso il governo israeliano in un momento storico in cui quest&#8217;ultimo gode di una scarsa popolarità in tutto l&#8217;Occidente. Non certo per «pregiudizio» ma per un genocidio e per le migliaia di morti civili che sono sotto gli occhi di tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nata per misurare, usata per reprimere</strong></h2>



<p>Secondo Stern, il testo nacque per uno scopo preciso: aiutare chi raccoglie dati in Europa a monitorare l’antisemitismo con criteri comuni. «<strong>Non è mai stato inteso per stabilire se, quando qualcuno dice qualcosa su Israele</strong>, tale affermazione sia antisemita o debba essere soppressa», spiega. Le prime distorsioni le vide attorno al 2010 nei campus americani, dove la definizione veniva invocata contro corsi, relatori e iniziative legate alla causa palestinese. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Diretta con l&#39;avvocato americano Kenneth Stern, padre della definizione IHRA di antisemitismo. Stern disconosce in toto l&#39;uso che ne fa il ddl antisemitismo già approvato al Senato e ora in discussione alla Camera. <a href="https://x.com/hashtag/noddlantisemitismo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#noddlantisemitismo</a> <a href="https://t.co/U0QcuwooeV">https://t.co/U0QcuwooeV</a></p>&mdash; raffaele oriani (@rafforiani) <a href="https://x.com/rafforiani/status/2107452557618786695?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Da allora, sostiene, è stata usata anche per condizionare i finanziamenti alle ONG e per «<strong>reprimere la libertà di espressione</strong>». Il suo scopo originario, osserva, è stato svuotato: doveva servire a misurare il fenomeno, oggi <strong>viene presentata come il modo per combatterlo</strong>. Capito Romeo della Lega? Capito Delrio del Pd? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli esempi nel mondo. Tutti da dimenticare</h2>



<p>Stern cita casi concreti. Esempi che dovrebbero far riflettere la politica italiana. In <strong>Australia</strong>, un’associazione di operatori sanitari applica la definizione con il timore che chi pubblica qualcosa su Gaza ritenuto violento possa vedersi revocare la licenza: una questione, sottolinea, che «non ha nulla a che vedere» con la competenza di un medico o di un infermiere. </p>



<p>In <strong>Germania</strong>, dove il governo l’ha adottata, <strong>è stata applicata a ebrei che protestavano contro la guerra a Gaza</strong>. Nel <strong>Regno Unito</strong> viene usata per reprimere manifestazioni in cui Israele viene definito Stato di apartheid. E così via. È questo che vogliamo anche in Italia? Impedire, <em>de facto</em>, ogni possibile critica al governo israeliano? Promuovere l&#8217;autocensura? Alla domanda su come impedire un uso «malizioso» degli esempi allegati al testo, Stern risponde che sono proprio loro il punto controverso: «<strong>Gli esempi costituiscono la definizione stessa</strong>». Furono raccolti per offrire ai ricercatori un repertorio comune, «<strong>non si è mai trattato di creare un codice contro l’incitamento all’odio</strong>». Il problema, aggiunge, è che vengono usati come «una sorta di calamita» da chi vuole delegittimare il dissenso politico.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">Sul caso del film <em>NAZA</em></a>, i cui autori rischierebbero la cittadinanza israeliana, Stern dice di non aver ancora visto il docu-film, ma giudica la vicenda una «minaccia alla libertà di espressione». E lo stesso schema, avverte, vale per chi sostiene che la definizione «non è giuridicamente vincolante» e poi la inserisce nelle leggi: «<strong>Stanno imponendo, invece di rispondere alle argomentazioni</strong>».</p>



<p>Chissà se i promotori del Ddl antisemitismo hanno letto l&#8217;intervista di <strong>Federica D&#8217;Alessio</strong> a <strong>Kenneth Stern</strong>: se lo facessero, dovrebbero &#8211; per coerenza &#8211; o ritirare il disegno di legge o emendarlo in maniera tale, ad esempio, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, abbandonare l&#8217;Ihra e scegliere di fare affidamento sulla <em><a href="https://jerusalemdeclaration.org/">Jerusalem Declaration on Antisemitism</a></em>, documento sottoscritto da circa duecento studiosi internazionali specializzati in storia dell’antisemitismo, Shoah e Medio Oriente. In questa maniera sì che si darebbe un chiaro segnale contro l&#8217;antisemitismo senza però introdurre un reato d&#8217;opinione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/ottoemezzo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ottoemezzo</a> &quot;Se questa legge passerà, Israele sarà l’unico Paese al mondo che non si potrà criticare in base al rischio di essere accusati di antisemitismo&quot;<br><br>Anna Foa interviene sul disegno di legge sull’antisemitismo<br> <a href="https://t.co/BcTBrpRNzr">https://t.co/BcTBrpRNzr</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://x.com/La7tv/status/2106102940662407289?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Anna Foa</strong>, tra i firmatari di un appello di intellettuali ebrei contrari al Ddl, ha spiegato infatti che questa legge rischia di sovrapporre antisemitismo e antisionismo: «Se questa legge passerà, Israele sarà l&#8217;unico Paese al mondo che non si potrà criticare» ha dichiarato di recente, <a href="https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ddl-antisemitismo-anna-foa-se-questa-legge-passera-israele-sara-lunico-paese-al-mondo-che-non-si-02-10-2026-660081" type="link" id="https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ddl-antisemitismo-anna-foa-se-questa-legge-passera-israele-sara-lunico-paese-al-mondo-che-non-si-02-10-2026-660081">intervistata da La7</a>. </p>



<p>Insomma, se l’obiettivo è (davvero) combattere l’antisemitismo, la strada non può passare da una definizione che è considerata inadatta allo scopo persino da chi l’ha scritta: altrimenti, più che tutelare una comunità, <strong>si vuole mettere un bavaglio alle opinioni. </strong>E uccidere un po&#8217; la democrazia. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Kenneth Stern, “Kenneth Stern ha redatto la definizione di antisemitismo dell’IHRA. ‘Inserirla in una legge alimenterà un nuovo maccartismo’,” intervista di Federica D’Alessio, Kritica, 6 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/</a>.</p>



<p><strong><em>Fulvio Scaglione, “Si avvicina all’Aula il DDL in cui l’antisemitismo c’entra poco e Israele c’entra tanto,” InsideOver, 2 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html</a>.</p>



<p><strong><em>“Ddl antisemitismo: più che lotta all’odio, un assist politico a Netanyahu.” InsideOver, 12 settembre 2026. </em></strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ddl-antisemitismo-piu-che-lotta-allodio-un-assist-politico-a-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/politica/ddl-antisemitismo-piu-che-lotta-allodio-un-assist-politico-a-netanyahu.html</a>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html">Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Persona non grata&#8221;: la Lettonia punisce il giornalista Ragozin (ex Bbc), critico della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/persona-non-grata-la-lettonia-punisce-il-giornalista-ragozin-ex-bbc-critico-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La ministra Braže avvia la revoca dei documenti del giornalista russo Ragozin, senza rendere pubbliche le accuse. Un altro caso di dissenso represso in nome della sicurezza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-travel-with-lenses-734723610-37375886-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«<em>Persona non grata</em>». Motivo? Le opinioni. Il 6 ottobre la ministra degli Esteri lettone, <strong>Baiba Braže</strong>, ha annunciato l’avvio della procedura di espulsione di <strong>Leonid Ragozin</strong>, noto giornalista russo di lungo corso, collaboratore di numerose testate internazionali, tra cui <em>Newsweek</em>, <em>Al Jazeera</em> e <em>The Guardian</em>. Come base del provvedimento, la ministra ha citato genericamente le informazioni raccolte dalle «autorità competenti», senza renderne noto il contenuto. Non è dunque chiaro di cosa Ragozin sia accusato concretamente: una nebulosa coltre di accuse che sa di persecuzione politica. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;Ragozin has consistently advocated prioritizing the diplomatic track, arguing that the military course has not only reached an impasse but is also fostering dangerous transformations within European societies.   The actions of the Latvian government, which has launched the… <a href="https://t.co/uX1sa6CmPe">https://t.co/uX1sa6CmPe</a></p>&mdash; Volodymyr Ishchenko (@Volod_Ishchenko) <a href="https://x.com/Volod_Ishchenko/status/2107914808787976576?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ragozin è tutt’altro che un «putiniano». Oltre alla <em>Bbc</em>, ha collaborato con <em>Bloomberg</em> e <em>Politico</em> e oggi firma editoriali per <em>Al Jazeera</em>. Dall’inizio della guerra in Ucraina ha pubblicato con regolarità interventi critici verso l’establishment politico europeo, con un punto di vista autorevole. È proprio su questo che, secondo ogni evidenza, le autorità lettoni non gli perdonano nulla: <strong>Ragozin sostiene da tempo che si debba dare priorità alla via diplomatica con Mosca,</strong> perché quella militare evidentemente non porta a nulla di buono e sta anzi producendo trasformazioni pericolose all’interno delle società europee. Il modo in cui i governi del continente trattano i critici sembra dargli ragione. Espellere un giornalista internazionale per le sue sole posizioni sa di assetto di guerra. Non di democrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Ragozin</h2>



<p>Lo stesso Ragozin, in una serie di messaggi pubblicati su X, ha descritto così la propria situazione: «Quello che sto osservando in questo momento è la minaccia di una punizione extragiudiziale molto severa per aver detto ciò che penso e per aver offerto opinioni e analisi originali». </p>



<p>Il giornalista spiega anche perché, a suo avviso, le autorità abbiano scelto lo status di persona non grata: <strong>«Il motivo è la volontà di negarmi giustizia nel sistema giudiziario,</strong> dove il caso, come ammettono apertamente gli alti politici coinvolti nell’attacco, non reggerebbe». Da qui la sua conclusione: «Per questo interpreto la situazione come un caso di persecuzione politica».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Some notes on my situation in Latvia: <br><br>What I am observing at the moment is a threat of very severe extrajudicial punishment for speaking my mind and providing original opinions and analysis. <br><br>The reason they opt for persona non grata status is the desire to deny me justice in…</p>&mdash; Leonid Ragozin (@leonidragozin) <a href="https://x.com/leonidragozin/status/2107914377084969437?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ragozin denuncia inoltre che la minaccia è accompagnata da una campagna di «<em>character assassination</em>» condotta da «realtà dell’infowar e delle fake news di estrema destra che distorcono deliberatamente le mie opinioni sul conflitto». E non ha dubbi sull’obiettivo: «<strong>Distruggere la mia vita e mettere un bavaglio a una voce rilevante nel dibattito pubblico sulla guerra russo-ucraina</strong>».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I was shocked to learn that Latvia is moving to declare journalist <a href="https://x.com/leonidragozin?ref_src=twsrc%5Etfw">@leonidragozin</a> Leonid Ragozin persona non grata, potentially forcing him out of the country.<br><br>The immediate danger is obvious. Ragozin is a Russian citizen and a longtime critic of Vladimir Putin and Russia’s war… <a href="https://t.co/5D0NkaQ7Kf">pic.twitter.com/5D0NkaQ7Kf</a></p>&mdash; Marta Havryshko (@HavryshkoMarta) <a href="https://x.com/HavryshkoMarta/status/2107813492510118131?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L’iniziativa del governo lettone, che ha avviato il percorso per <strong>revocare i documenti del giornalista in un Paese dell’Unione</strong>, sembra confermare proprio l’analisi che Ragozin aveva formulato: la tendenza a restringere lo spazio del dissenso in nome della sicurezza. Ovvero, in nome di una <em>guerra perpetua</em> contro la Federazione russa. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Ragozin story is about the toxic nature of Ukraine-Russia discourse + the push to treat foreign policy analysis as criminal. <br><br>Ragozin, like many critics of this war, is constantly &amp; spuriously smeared, but til now no govt was thuggish enough to use smears as a legal basis: <a href="https://t.co/6ulKAJmWXu">pic.twitter.com/6ulKAJmWXu</a></p>&mdash; Branko Marcetic (@BMarchetich) <a href="https://x.com/BMarchetich/status/2107874450901242121?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Un caso isolato? Purtroppo no</h2>



<p>Quello di Ragozin è tutt&#8217;altro che un caso isolato in Ue. Per essere ridotti al silenzio e alla miseria, nell’Unione Europea, basta avere opinioni sgradite all&#8217;establishment. È il caso &#8211; di cui <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html">abbiamo già parlato in passato su <em>InsideOver</em></a> – di <strong>Hüseyin Dogru</strong>, giornalista berlinese di origini turche, è diventato il simbolo di una deriva autoritaria che preoccupa giuristi e difensori dei diritti civili. Tutto è iniziato nel 2025, quando Dogru <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/grave-attacco-alla-liberta-di-stampa-in-europa-il-caso-del-giornalista-huseyin-dogru-vittima-di-sanzioni-ue.html">è finito nel 17esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca</a>. L’accusa formale? Con il suo lavoro giornalistico «filo-palestinese», avrebbe «alimentato discordie etniche, politiche e religiose», sostenendo così le «attività destabilizzanti della Russia». Prove? Nessuna. In buona sostanza, l’Unione Europea ha introdotto una sorta di «reato d’opinione» senza dirlo pubblicamente, utilizzando l’escamotage – piuttosto subdolo – delle sanzioni.</p>



<p>&nbsp;L’Unione Europea, peraltro, ha mostrato il suo volto più autoritario anche in altre circostanze. Che dire, infatti, del <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-jacques-baud-imprigionato-dalle-sanzioni-ue-per-un-pensiero-diverso.html">caso dell’ex colonnello svizzero Jacques Baud</a>? Analista militare di grande esperienza, Baud ha avuto il torto di esprimere opinioni critiche sulle narrazioni ufficiali riguardanti la guerra in Ucraina. La sua «colpa» è stata quella di ricordare pubblicamente che la diplomazia avrebbe potuto evitare il conflitto e di essere stato intervistato, in passato, da qualche media russo. <strong>Per questo motivo è stato sanzionato dall’Unione Europea e, proprio come Dogru, </strong>costretto a vivere senza poter accedere al proprio conto bancario.</p>



<p>È questa la famosa democrazia europea da anteporre al regime di Putin? </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Ali Walker, “Latvia Moves to Expel Russian Journalist Who Used to Work for BBC,” POLITICO, 7 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.politico.eu/article/latvia-moves-expel-russian-journalist-leonid-ragozin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.politico.eu/article/latvia-moves-expel-russian-journalist-leonid-ragozin/</a>.</p>



<p><strong><em>Roberto Vivaldelli, “Libertà d’opinione stile UE: sanzioni al giornalista tedesco Dogru perché ‘pro-pal’, bloccato anche il conto della madre,” InsideOver, 31 maggio 2026, </em></strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html</a>.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/persona-non-grata-la-lettonia-punisce-il-giornalista-ragozin-ex-bbc-critico-della-guerra.html">&#8220;Persona non grata&#8221;: la Lettonia punisce il giornalista Ragozin (ex Bbc), critico della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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