Guerriglia a Parigi, scontri a Milano e Bologna, cortei a Liegi e Bruxelles. Dagli autotrasportatori nel Sud Italia alle scuole francesi fino alle piazze contro il carovita, l’Europa si prepara a un nuovo autunno caldo.
In Francia la scintilla è partita dai liceali, che hanno bloccato gli istituti per protestare contro i tagli all’istruzione. A Bruxelles sono scesi in piazza giovani e sindacati contro l’austerità del governo De Wever. A Milano, cinquemila ragazzi si sono ritrovati dopo un appello lanciato online da un movimento che si dichiara apartitico. Le ragioni del malcontento, che attraversa le principali città del Vecchio Continente, sono simili: bilanci pubblici sempre più magri, stipendi congelati, servizi ridotti all’osso e un’inflazione che non dà tregua. Il tutto sullo sfondo di tensioni internazionali che vanno da Hormuz all’Ucraina. E di una crisi energetica alle porte.
Francia in fiamme, la protesta si allarga
In Francia, la giornata di mobilitazione nazionale contro l’aumento del costo della vita e le carenze del sistema scolastico si è trasformata, sabato 17 ottobre, in una sequenza di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in diverse città francesi. Secondo i dati delle autorità riportati da Le Parisien, alle 15 di sabato i fermi in tutto il Paese erano già 272. Fuori da Parigi sono state contate 140 iniziative di protesta, con circa 32.800 partecipanti.
Nella capitale migliaia di persone si sono radunate in place de la République. Da lì è partito un corteo che, secondo il quotidiano, si è svolto in larga parte pacificamente. Nelle strade adiacenti, però, la polizia ha usato gas lacrimogeni e idranti contro gruppi dai quali venivano lanciati oggetti e fuochi d’artificio. Sulla piazza hanno preso fuoco un’automobile e due edicole. Alle 14.15 la prefettura di polizia di Parigi contava 133 persone fermate. Uno degli episodi più gravi ha riguardato la sede di CNews, il canale televisivo che fa capo al gruppo del miliardario Vincent Bolloré. Circa un centinaio di manifestanti, riferisce la polizia, ha attaccato l’edificio, e 21 persone sono state fermate. Tensioni anche a Bordeaux, dove, stando a Le Monde, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso ai lacrimogeni ancor prima della partenza del corteo previsto.
Albania, l’alleanza tra studenti ed ecologisti
Una situazione di tipo “francese”, meno violenta ma più intensa, si registra in Albania dove da cinque giorni gli studenti universitari e quelli delle superiori protestano contro il governo Rama, di cui chiedono le dimissioni. Dopo i primi giorni, alle proteste si sono uniti agli studenti gli attivisti del movimento Flamingo, nato in estate per impedire la realizzazione di un resort di lusso in un’area naturalisticamente protetta, progetto in cui è coinvolta anche parte della famiglia Trump. Scattata nella capitale Tirana davanti al ministero dell’Istruzione, la scintilla delle manifestazioni si è allargata alle altre città albanesi, con il solito corollario di lanci di pietre contro la polizia, cassonetti bruciati e centinaia di arresti. Il premier Rama, ritualmente, ha respinto ogni critica, ha riversato la responsabilità dei disordini su misteriosi “agenti stranieri” e ha ribadito di voler comunque andare avanti. Proposito peraltro ribadito anche dai movimenti che animano la protesta.
Scontri anche a Milano
Anche a Milano, le manifestazioni di sabato 17 ottobre sono state organizzate per protestare contro il rincaro dei carburanti, il costo della vita e il peso del fisco. A Milano, secondo quanto ricostruito dall’Ansa, centinaia di ragazzi giovanissimi, vestiti di nero, hanno preso possesso di piazza Duomo dopo aver costretto gli agenti a indietreggiare, bersagliati da bombe carta, bottiglie e transenne.
Il copione si è ripetuto, con intensità diversa, in altre città. A Torino, Bologna e Bergamo gruppi di giovani incappucciati hanno preso di mira le forze dell’ordine con sassi e petardi.
Dal governo è arrivata una risposta immediata e dai toni netti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che «manifestare è un diritto», ma che «mettere a ferro e fuoco le nostre città» non lo è. Poi l’affondo rivolto al centrosinistra: «Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione».
La violenza non si può mai giustificare, né in piazza né altrove. Ma è pur vero c’è sembra esserci una classe politica che pare vivere in un’altra dimensione, incapace di cogliere il nesso tra il malessere che attraversa le società europee e le scelte compiute a Bruxelles e nelle capitali nazionali. Una classe dirigente che ha investito tutto il suo capitale politico sul riarmo e sulla guerra perpetua con la Russia, anche a costo di sacrificare le propria economia.
Senza contare che la maggior parte delle nazioni europee non ha mosso un dito per dissuadere Washington (e Tel Aviv) dal trascinare l’Occidente e il mondo in una guerra insensata contro l’Iran, che ha fatto salire il prezzo del greggio e messo in crisi l’economia globale. Qualche dichiarazione di dissenso, certo, ma nulla di più: le basi sul territorio europeo sono rimaste a disposizione delle operazioni americane contro Teheran, come confermato dallo stesso Mark Rutte, segretario generale della Nato. Condannare la violenza senza un’analisi onesta delle cause di questo malcontento sarebbe quindi scorretto, non trovate? O continuiamo a far finta che vada tutto bene?
Fonti:
Christophe Goudaillier, Ariel Guez e Florian Bouhot, “Black blocs, affrontements à Paris, Lyon ou Marseille… Le point sur les fortes tensions en marge des rassemblements,” Le Parisien, 17 ottobre 2026, https://www.leparisien.fr/societe/mobilisation-du-17-octobre-black-blocs-affrontements-a-paris-lyon-ou-marseille-le-point-sur-les-fortes-tensions-en-marge-des-rassemblements-17-10-2026-MEE27WC2R5EJVHHLWNJHSJ34NM.php.
Peter Steiniger, “„Wir stürmen die Bastille“: Zusammenstöße bei Protesten in Paris, Lyon und Marseille,” Berliner Zeitung, 17 ottobre 2026, https://www.berliner-zeitung.de/article/frankreich-proteste-gegen-teuerung-zusammenstoesse-in-mehreren-staedten-10504856.
ANSA, “La protesta per il carovita diventa guerriglia, Milano un campo di battaglia,” ANSA, 17 ottobre 2026, https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html.
Thomas Fazi, “Europe’s Protests Are a Revolt against Atlanticism,” UnHerd, 17 ottobre 2026, https://unherd.com/newsroom/europes-protests-are-a-revolt-against-atlanticism/.
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