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	<title>Spose bambine Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 06 Sep 2025 12:16:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Spose bambine Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Stati Uniti, il Paese delle spose bambine</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/stati-uniti-il-paese-delle-spose-bambine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 12:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
		<category><![CDATA[Stupro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="950" height="534" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<p>Nel Paese che più di ogni altro si proclama difensore dei diritti umani, una bambina può ancora essere costretta a diventare sposa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="950" height="534" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gr419hWXMAAibHU-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<p>Nel 2025, mentre il dibattito pubblico americano parla di intelligenza artificiale, clima e politica internazionale, c’è un tema che resta relegato ai margini: la possibilità per una ragazzina di quattordici anni di sposarsi legalmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.unchainedatlast.org/wp-content/uploads/2021/05/Unchained_Infographics_Ph5-02.png" alt=""/></figure>



<p>Secondo le analisi di <strong><a href="https://www.unchainedatlast.org/forced-marriage-arranged-marriage-child-marriage/">Unchained At Last</a></strong>, organizzazione che monitora i matrimoni precoci, <strong>negli Stati Uniti, tra il 2000 e il 2021 si sono sposati circa 315.000 bambini</strong>, la maggior parte dei quali ragazze sposate con uomini adulti. Almeno 66.415 di questi matrimoni sono avvenuti a un&#8217;età o con una differenza di età tra i coniugi che avrebbe dovuto essere considerata un <strong>reato sessuale</strong> (dati diffusi dal Child Marriage Problem Study di Unchained At Last, 2021). Non sono episodi isolati di un passato remoto, ma storie che in certi angoli del Paese possono ancora ripetersi.</p>



<p>L’ultimo decennio ha visto <strong>un’ondata di riforme</strong>. Sedici Stati e il District of Columbia hanno introdotto <strong>divieti assoluti</strong>: il Delaware e il New Jersey già nel 2018, seguiti da Pennsylvania e Minnesota nel 2020, Rhode Island e New York nel 2021, Massachusetts nel 2022, Vermont, Connecticut e Michigan nel 2023. Nel 2024 è toccato a Virginia, Washington e New Hampshire, insieme a Washington D.C., mentre nel 2025 anche Maine, Oregon e Missouri hanno approvato divieti totali. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://19thnews.org/wp-content/uploads/2025/07/ChidlMarriage-July-2025_2x3-1.jpg" alt=""/></figure>



<p>Oggi, in questi territori, nessun minore può sposarsi, senza eccezioni. Ma resta un’America parallela, dove le scappatoie legali sopravvivono: in quattro Stati i giudici possono autorizzare nozze anche prima dei sedici anni.</p>



<p>-In <strong>California</strong>, uno degli Stati considerati più progressisti, la legge matrimoniale (California Family Code §302) <strong>non prevede un’età minima assoluta</strong>. Un minore può sposarsi se un tribunale, dopo aver ascoltato genitori e assistenti sociali, concede la licenza. Secondo il Tahirih Justice Center, questa mancanza di un tetto rigido rende possibili anche nozze a quattordici anni. </p>



<p>-In <strong>Mississippi</strong>, lo statuto stabilisce i diciassette anni per i ragazzi e i quindici per le ragazze (Mississippi Code §93-1-5), ma il giudice può derogare in presenza di “buona causa”. In passato questa clausola è stata usata per autorizzare matrimoni con spose ancora più giovani, come documentato in rapporti del Tahirih Justice Center.</p>



<p>-In <strong>New Mexico</strong>, la legge (New Mexico Statutes §40-1-6) <strong>vieta le nozze sotto i sedici anni</strong>, salvo autorizzazione del tribunale in caso di gravidanza o per regolare questioni di paternità. In pratica, questo significa che, con l’ok del giudice, anche una quattordicenne può sposarsi.</p>



<p>-Situazione analoga in <strong>Oklahoma</strong>, dove il titolo 43 del codice matrimoniale consente eccezioni sotto i sedici anni se c’è una gravidanza o se il matrimonio è usato per risolvere una causa di paternità. Anche qui, dunque, le porte restano aperte a nozze a quattordici anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cdn.theatlantic.com/thumbor/sZnTb27WYZZwrHrgplS6sQxycSY=/1x256:4923x3025/1952x1098/media/img/mt/2023/11/GettyImages_1235431772/original.jpg" alt=""/></figure>



<p>Accanto a questi Stati, esistono territori che ammettono <strong>matrimoni dai quindici anni con condizioni</strong> (per esempio <strong>Hawaii e Kansas</strong>) e altri che li permettono solo dai sedici o diciassette con filtri severi. In <strong>Ohio</strong>, dal 2019, un minore può sposarsi solo a diciassette anni, con consenso del tribunale minorile e differenza d’età non superiore a quattro anni; in <strong>Florida</strong>, dopo la riforma del 2018, è possibile solo a diciassette anni con autorizzazione dei genitori e limiti sull’età del partner; in <strong>Nevada</strong>, dal 2019, l’eccezione vale solo per i diciassettenni, previo via libera del giudice. In <strong>North Carolina </strong>e <strong>West Virginia</strong> i matrimoni a sedici e diciassette anni sono ammessi solo con consenso parentale e in presenza di limiti stringenti sulla differenza d’età.</p>



<p>La realtà dei numeri trova eco in storie personali che hanno scosso l’opinione pubblica. Come quella di <strong>Sherry Johnson</strong>, ad esempio, <strong>costretta a sposare il suo stupratore</strong>, che era anche il diacono della sua chiesa in Florida. Dopo aver cresciuto nove figli a 27 anni, Sherry ha dedicato la sua vita a garantire che nessun bambino venga mai costretto a sposarsi prima di aver raggiunto l&#8217;età adulta. Oggi Johnson si impegna a condividere la sua storia e a ripetere questo successo a livello nazionale, oltre a diffondere i suoi sforzi a livello globale, finché non sarà illegale per i bambini sposarsi in tutto il mondo. La sua vicenda, raccontata dal <em>New York Times </em>nel 2017, è diventata emblematica: i genitori e il tribunale autorizzarono quel matrimonio, che <strong>trasformò un reato in una relazione “legittima”</strong>. Johnson, oggi adulta, è una delle attiviste più note contro le nozze precoci.</p>



<p>In molti Stati americani i rapporti sessuali con minori di sedici anni sono classificati come stupro. Ma se esiste un matrimonio autorizzato da un giudice, quelle stesse condotte cessano di essere illegali. L’organizzazione Equality Now ha denunciato che la licenza matrimoniale diventa un vero e proprio “<em><strong>get out of jail free card</strong></em>”, cioè un lasciapassare per adulti che altrimenti rischierebbero anni di carcere. Un paradosso che, come ha sottolineato la giurista Fraidy Reiss, “<em><strong>permette di trasformare l’abuso in matrimonio</strong></em>”.</p>



<p>Gli effetti sono documentati da ricerche del Tahirih Justice Center e da studi di Unchained At Last: altissimi tassi di abbandono scolastico, esposizione a violenza domestica, cicli di povertà che si trasmettono di generazione in generazione. Una ricerca citata da Newsweek nel 2025 ha evidenziato come oltre il 70% dei matrimoni minorili finisca in divorzio entro pochi anni, lasciando le giovani donne prive di strumenti economici e sociali per ricostruire la propria vita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.unchainedatlast.org/wp-content/uploads/2021/05/Unchained_Infographics_Ph5-07.png" alt=""/></figure>



<p>Il quadro del 2025 racconta di un’America divisa. Da un lato, una crescente maggioranza di Stati e la capitale federale hanno scelto di vietare in modo assoluto le nozze sotto i diciotto anni. Dall’altro, un gruppo di territori continua a mantenere aperta la possibilità che un giudice firmi la licenza matrimoniale di una quattordicenne. La battaglia politica è tutt’altro che chiusa. <strong>In California, le proposte di vietare del tutto i matrimoni minorili sono state più volte bloccate</strong>, nonostante le pressioni di attivisti e associazioni. In Mississippi, New Mexico e Oklahoma, il peso delle <strong>tradizioni religiose </strong>e culturali ha frenato qualsiasi riforma.</p>



<p>Elizabeth Alice Clement, storica delle donne presso l&#8217;Università dello Utah, ha affermato che il sostegno al matrimonio precoce tende ad essere radicato in <strong>convinzioni conservatrici o religiose sulla sessualità prematrimoniale e sulla gravidanza</strong>. Non a caso, gli Stati con il maggior numero di matrimoni precoci pro capite sono Nevada, Idaho, Arkansas, Kentucky, Oklahoma, Wyoming, Utah, Alabama, West Virginia e Mississippi.</p>



<p>&#8220;<em>In alcuni luoghi il matrimonio precoce persiste molto più a lungo che in altri più conservatori dal punto di vista religioso, perché le ragazze sessualmente attive o che rimangono incinte sono considerate una vergogna dalle loro famiglie</em>&#8220;, ha affermato Clement. &#8220;<em>A volte capita persino che ragazze molto giovani vengano date in sposa a uomini che le hanno violentate legalmente, perché il sesso è considerato più problematico dello stupro stesso</em>&#8220;.</p>



<p>Fraidy Reiss, fondatrice di Unchained At Last ha dichiarato: “<em>Ogni volta che un tribunale autorizza il matrimonio di una quattordicenne sta legittimando l’abuso</em>”. Una frase che sintetizza bene il paradosso: nel Paese che più di ogni altro si proclama difensore dei diritti umani, una bambina può ancora essere costretta a diventare sposa.</p>
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		<title>La tragedia delle madri bambine del Kenya</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/la-tragedia-delle-madri-bambine-del-kenya.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 04:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
		<category><![CDATA[Stupro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donnaa Africa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-1024x586.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in questi giorni nel mondo occidentale si è tutti in procinto di farsi trovare preparati per la Festa della donna, a livello mondiale c&#8217;è davvero ben poco da festeggiare. Stando all&#8217;ultimo rapporto redatto dalle autorità del Kenya e riportate da Nation, nel Paese circa un quinto delle ragazze di età inferiore ai 19 anni avrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/la-tragedia-delle-madri-bambine-del-kenya.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donnaa Africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre in questi giorni nel mondo occidentale si è tutti in procinto di farsi trovare preparati per la Festa della donna, a livello mondiale c&#8217;è davvero ben poco da festeggiare. Stando all&#8217;ultimo rapporto redatto dalle autorità del Kenya e riportate da <a href="https://www.nation.co.ke/news/Teenage-pregnancies-Kenyas-alarming-statistics/1056-5479096-t3lt79/index.html"><em>Nation</em></a>, nel Paese circa un quinto delle ragazze di età inferiore ai 19 anni avrebbe già contratto almeno una gravidanza, venendo di fatte private del proprio diritto alla giovinezza.</p>
<h3>Kenya: povertà e stupri alla base della tragedia</h3>
<p>Sono principalmente due le cause che provocano il fenomeno, per nulla in discesa negli ultimi anni: l&#8217;altissima percentuale di <strong>stupri</strong> che subiscono le donne del Paese africano e le promesse di una vita migliore per sfuggire alla povertà. Non è casuale il fatto che il dato sia maggiore proprio nelle regioni vessate dalla maggiore crisi economica, con il picco raggiunto nella contea di Narok dove i dati si assestano al doppio della media nazionale.</p>
<p>Mentre la maggioranza delle madri bambine diviene tale tra i <strong>15 ed i 19 anni</strong> di età, non è raro che anche ragazze di età inferiore subiscano lo stesso destino, che contribuisce ad alimentare l&#8217;estrema povertà della popolazione del Kenya. Molto spesso vittime di stupro, non soltanto nel nucleo familiare le possibilità di sfamare una bocca aggiuntiva sono assenti, ma tante volte le vittime vengono persino allontanate dalla stessa famiglia, per non causare vergogna. E quale vita si prospetta a una persona che ha ricevuto tale trattamento, se non fatta di ulteriori soprusi?</p>
<h3>Una tragedia africana</h3>
<p>In tutto il mondo sono presenti ragazze che sono diventate già madri in giovane età. Tuttavia, determinate regione dell&#8217;Asia &#8211; come il Pakistan, l&#8217;India e il Bangladesh &#8211; e la quasi totalità dell&#8217;Africa più profonda sono particolarmente vessate dal fenomeno. E con cifre che si avvicinano ai picchi raggiunti nel Kenya, la situazione appare quanto mai ingestibile e principale causa della mortalità infantile dei neonati che non possono o vogliono essere mantenuti e della stessa alta percentuale di mortalità delle madri.</p>
<p>Povertà, fame, morte. Non sono cavalieri dell&#8217;apocalisse: è la<strong> vita quotidiana</strong> di un decimo della popolazione dell&#8217;Africa e di un quinto del genere femminile, che nel 2020 ancora subisce comportamenti che si sarebbero dovuti già cancellare decenni addietro. Tuttavia, non abbastanza è stato fatto dalle istituzioni: non soltanto in fase di controllo e di condanna ma soprattutto di prevenzione, educando a differenti abitudini che contribuirebbero in modo essenziale al limitarsi del fenomeno.</p>
<h3>Per quanto ancora potremmo star fermi ad osservare?</h3>
<p>la fine del 2019 e l&#8217;inizio del 2020 hanno segnato marce a livello mondiale per l&#8217;<strong>autodeterminazione femminile</strong>, in una delle più grandi ondate all&#8217;unisono dallo scorso secolo. Mentre da un lato questo fattore potrà contribuire in modo pregnante al migliorare della situazione, dall&#8217;altra evidenzia come ancora ci siano problematiche non sono mai state adeguatamente affrontate. Messico, Cile, Colombia e India ci ricordano inoltre come il pensiero non debba essere rivolto soltanto alle donne dell&#8217;Africa, bensì vada esteso a livello mondiale.</p>
<p>Nel nostro Occidente, oltre un secolo di progresso sul piano dell&#8217;eguaglianza sociale non è ancora riuscito a livellare i salari o a garantire gli stessi identici diritti ad entrambi i sessi. In buona parte del mondo in via di sviluppo, le battaglie degli ultimi anni hanno contribuito a migliorare il piano legislativo, lasciando però ancora inalterati i comportamenti privati della popolazione. In altri &#8211; come nel caso dell&#8217;Africa e di parte del mondo musulmano &#8211; le donne sono ancora considerate quasi alla pari di un oggetto che possa essere detenuto, ed utilizzato a piacimento.</p>
<p>Su questo piano, è proprio compito del mondo Occidentale in quanto portatore del valore adoperarsi per far si che i più basilari diritti vengano rispettati; in assenza di questa spinta, un miglioramento delle situazioni e quanto mai difficile. Tutto questo, nella speranza che in Africa non ci sia una bambina ogni cinque donne ad affrontare una <strong>gravidanza</strong>.</p>
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		<title>Di madre in figlia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/di-madre-in-figlia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 15:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le spose bambine crescono e diventano delle donne, la loro vita è ormai segnata, così come il loro sguardo, duro e consapevole. Secondo un rapporto dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, in tutto il mondo, più di 650 milioni di donne ancora in vita oggi, sono state date in spose da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/di-madre-in-figlia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        30.07.2019
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                <h1 class="article__title">
                    Di madre in figlia
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                                    <div class="article__lead">
                        Quando le spose bambine crescono e diventano delle donne, la loro vita è ormai segnata, così come il loro sguardo, duro e consapevole. Secondo un rapporto dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, in tutto il mondo, più&#8230;
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                Matteo Bastianelli
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        <p>Quando le spose bambine crescono e diventano delle donne, la loro vita è ormai segnata, così come il loro sguardo, duro e consapevole. Secondo un rapporto dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, in tutto il mondo, più di 650 milioni di donne ancora in vita oggi, sono state date in spose da bambine. Il matrimonio infantile è spesso accompagnato da gravidanze e parti prematuri, con conseguenti tassi di mortalità materna superiori alla media.</p><figure id="attachment_220596" aria-describedby="caption-attachment-220596" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/20.DSF5018.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-220596" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/20.DSF5018-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/20.DSF5018-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/20.DSF5018-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/20.DSF5018-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-220596" class="wp-caption-text">Orkida Driza, 40 anni, insieme ai suoi tre nipoti Vjollca (5 anni), Sabina (3 anni) e Rexhepi (3 mesi), sul letto della figlia diciannovenne Bleona, che riposa sotto le coperte vicino a loro. Orkida è stata data in sposa dalla sua famiglia alla tenera età di 14 anni, e a sua volta, ha dato in sposa la figlia Bleona all’età di 12 anni. Tirana, Albania 2019.</figcaption></figure>
    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Orkida aveva 14 anni quando è stata data in sposa dalla sua famiglia in Albania, come spiega a InsideOver: “Sono le sfortune della vita: avevamo problemi familiari. Mia sorella soffriva di problemi ai reni e voleva fare un&#8217;operazione, ma purtroppo mia madre non poteva permetterselo. Così mia mamma ha iniziato a lavorare in una Komunale (attività statali molto faticose, come riparare strade Ndr) con una sua amica, e questa persona, per far operare sua figlia, in cambio chiese me come moglie per suo figlio. Con questo matrimonio sono riuscita a salvare mia sorella, ma per me è stato un inferno. Ho sofferto tanto”.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/1.-DSF4904.jpg" alt="" class="wp-image-220599" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/1.-DSF4904.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/1.-DSF4904-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/1.-DSF4904-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/1.-DSF4904-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Orkida Driza, 40 anni, ritratta all’interno della sua abitazione. Orkida è stata data in sposa dalla sua famiglia alla tenera età di 14 anni, ora è divorziata, ha cinque figli ed è già diventata nonna, avendo dato in sposa sua figlia all’età di 12 anni. Tirana, Albania 2019</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Un vero e proprio calvario, impossibile da immaginare: “Mio marito beveva alcool e mi picchiava. Avevo tanti problemi familiari ed ero costretta io stessa a lavorare come un uomo, a caricarmi sacchi sulla schiena. E questo solo per dar da mangiare ai miei figli. Ad un certo punto, però, sono stata obbligata a lasciare mio marito perché beveva e mi picchiava e mi sono trasferita a Tirana”.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Di madre in figlia" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/O_0hfY_V7RU?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Qui Orkida finisce in strada e, dopo aver conosciuto un ragazzo appartenente alla comunità rom, pensa di aver finalmente trovato un po&#8217; di pace. Ma non è così. Ancora una volta finisce tra le braccia di un uomo che beve e la picchia. E così scappa, trovando l&#8217;uomo con il quale oggi convive.</p>
<figure id="attachment_220602" aria-describedby="caption-attachment-220602" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-220602" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/18.DSF4938-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-220602" class="wp-caption-text">Orkida Driza, 40 anni, ritratta nel cortile della sua abitazione. Orkida è stata data in sposa dalla famiglia alla tenera età di 14 anni, adesso è divorziata e ha cinque figli. Attualmente è la leader dell’Organizzazione Rom “Catia e Gruas Rome”, che sostiene i diritti delle minoranze Rom a Tirana, Albania 2019</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Oggi Orkida ha 40 anni, cinque figli ed è già nonna, avendo dato in sposa una delle sue figlie, Bleona, all’età di 12 anni. Anche lei, madre di tre bambini a soli 18 anni. Di madre in figlia, il circolo vizioso sembra non aver fine. Sempre a causa degli stessi due fattori: povertà e analfabetismo.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/6.DSF5169.jpg" alt="" class="wp-image-220604" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/6.DSF5169.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/6.DSF5169-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/6.DSF5169-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/6.DSF5169-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Xhensila Bukri, 18 anni, ritratta di fronte alla sua abitazione mentre tiene in braccio il figlio Arben Bukri, nato da appena due mesi. In piedi, vicino a lei, le altre due sue figlie Megi, di 2 anni e Pamela, 3 anni. Xhensila è stata data in sposa alla tenera età di 12 anni, il marito attualmente è in prigione. Tirana, Albania 2019</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dall’Asia Meridionale all’Africa Sub-sahariana, passando per le crisi umanitarie in Medio Oriente, fino al cuore dell’Europa: ogni anno almeno 12 milioni di ragazzine si sposano prima di raggiungere la maggiore età. Si tratta di 28 ragazze al minuto. Per loro il matrimonio non è una scelta, ma segna la fine dell’infanzia e l’inizio di un futuro incerto, privandole della possibilità di prendere decisioni sulle loro vite, rendendole più vulnerabili alla violenza e agli abusi.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.DSF5083.jpg" alt="" class="wp-image-220610" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.DSF5083.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.DSF5083-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.DSF5083-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.DSF5083-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Orkida Driza, 40 anni, parla insieme ad altri membri della comunità Rom nell’insediamento in cui vivono, mentre alcuni bambini giocano intorno a un piccolo motocarro. Orkida è stata data in sposa dalla famiglia alla tenera età di 14 anni, adesso è divorziata e ha cinque figli. Attualmente è la leader dell’Organizzazione Rom “Catia e Gruas Rome”, che sostiene i diritti delle minoranze Rom a Tirana, Albania 2019</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Un fenomeno transculturale che accomuna popoli distanti che vivono nelle stesse condizioni, come all’interno della comunità rom di Tirana, in Albania. Qui per molte famiglie, come quella di Orkida, dare in sposa una bambina è un modo come un altro per sopravvivere. Una volta raggiunta la maggiore età, quasi tutte hanno già diversi figli a cui badare, spesso con i mariti in prigione. A volte gli occhi gonfi e delle foto di matrimonio strappate alle spalle.</p>
<figure id="attachment_220612" aria-describedby="caption-attachment-220612" style="width: 683px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-220612" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059-683x1024.jpg" alt="" width="683" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.DSF5059-1707x2560.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a><figcaption id="caption-attachment-220612" class="wp-caption-text">La metà strappata della foto di un uomo in abito nuziale, appesa al muro all’interno di un insediamento abitato da una comunità Rom a Tirana. Il matrimonio infantile riguarda le ragazze in numero molto maggiore rispetto ai ragazzi. Secondo Save the Children, ogni anno nel mondo, 12 milioni di bambine e ragazze si sposano prima di aver compiuto i 18 anni. Tirana, Albania 2019.</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Secondo un rapporto di Save the Children, la maggior parte delle spose bambine non ha avuto adeguate opportunità di istruzione e di formazione professionale e spesso ha abbandonato la scuola o non è autorizzata a tornarvi, come conseguenza del matrimonio precoce. Difficile uscire dalla prigione invisibile dietro cui sono state confinate fin dalla tenera età, eppure alcune donne ci sono riuscite.</p>
<figure id="attachment_220605" aria-describedby="caption-attachment-220605" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/13.DSF4848.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-220605" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/13.DSF4848-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/13.DSF4848-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/13.DSF4848-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/13.DSF4848-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-220605" class="wp-caption-text">Alcuni bambini giocano con dei soldi finti su un marciapiede all’interno di un insediamento che ospita le famiglie Rom a Tirana, Albania 2019.</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dopo aver subito per anni il marito che abusava di alcol e alzava le mani, Orkida ha deciso di divorziare ed è diventata leader dell’Organizzazione “Catia e Gruas Rome”, che sostiene i diritti delle minoranze Rom.</p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
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                            Testo, foto e video di 
                        </div>
                    
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                                    Matteo Bastianelli
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		<title>12 milioni di bambine nel mondo costrette al matrimonio</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/12-milioni-di-bambine-nel-mondo-costrette-al-matrimonio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 09:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando Gabriella Gillespie aveva 6 anni, suo padre uccise sua madre. Quando di anni ne aveva 13, il padre portò lei e le sorelle a vivere nel proprio paese d&#8217;origine, lo Yemen, dove le figlie furono vendute in matrimonio. Disperata alla prospettiva di sposare l&#8217;uomo di oltre 60 anni a cui era stata promessa, la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/12-milioni-di-bambine-nel-mondo-costrette-al-matrimonio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2176583-1-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando Gabriella Gillespie aveva 6 anni, suo padre uccise sua madre. Quando di anni ne aveva 13, il padre portò lei e le sorelle a vivere nel proprio paese d&#8217;origine, lo <strong>Yemen</strong>, dove le figlie furono <strong>vendute in matrimonio</strong>.</p>
<p>Disperata alla prospettiva di sposare l&#8217;uomo di oltre 60 anni a cui era stata promessa, la sorella di Gabriella, la diciassettenne Issy, indossò l&#8217;abito nuziale e si gettò dal tetto. Issy precipitò verso la morte, mentre gli ospiti ignari continuavano a festeggiare.</p>
<p>Come riportato dall&#8217;<a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/british-girls-sold-child-brides-gabriella-gillespie-yemen-issy-womens-rights-campaigners-a7617621.html">Independent</a>, le sorelle rimaste, che non parlavano una parola d&#8217;arabo, si rassegnarono a vivere in un remoto villaggio di montagna – tutt&#8217;altra cosa rispetto alle comodità dell&#8217;era moderna, in abitazioni di fango prive di elettricità.</p>
<p>Nelle comunità rurali, le bambine sono date in sposa già a partire dall&#8217;età di otto anni; alcune muoiono durante la prima notte di nozze, mentre altre subiscono orribili lacerazioni. La consumazione avviene su un trono avvolto da stoffa bianca, dopodiché la famiglia espone il tessuto insanguinato come fosse un trofeo. La giovane sa bene quale destino la attende se non dovesse sanguinare – sarà restituita alla propria famiglia e verrà assassinata, sulla base della convinzione che non fosse vergine.</p>
<p>Dopo anni di matrimonio costellati di abusi fisici, sessuali, emotivi e psicologici, Gabriella è riuscita infine a fuggire nel Regno Unito insieme ai suoi cinque figli.</p>
<p>Macabre vicende di questo tipo non sono riservate a chi proviene da paesi in via di sviluppo. Gabriella è nata in <strong>Gran Bretagna</strong> – come la propria madre, una donna inglese. E secondo le stime dell&#8217;organizzazione Unchained At Last, <strong>nei soli Stati Uniti più di duecentomila minorenni sono state coinvolte in matrimoni legali, fra il 2000 e il 2015</strong>. La straziante realtà è che ogni anno, nel mondo, 12 milioni di bambine vengono date in sposa, il che significa che ciò accade a una bambina ogni due secondi.</p>
<p>Rachel Yates, che attualmente ricopre il ruolo di direttore esecutivo presso Girls not Brides, l&#8217;impresa globale per porre fine al fenomeno dei matrimoni con minorenni, ha dichiarato:</p>
<p>“Si verificano casi di <strong>spose bambine</strong> in ogni parte del mondo, dal <strong>Medio Oriente</strong> all&#8217;<strong>America latina</strong>, dall&#8217;Asia meridionale all&#8217;Europa. Alla base del matrimonio contratto con minorenni vi sono le disuguaglianze di genere, e la convinzione che le bambine e le donne siano in qualche modo inferiori ai ragazzi e agli uomini. La povertà, la mancanza d&#8217;istruzione, le tradizioni culturali e l&#8217;incertezza alimentano e sostengono questa pratica.</p>
<p>“Queste ragazze non sono pronte, né fisicamente né emotivamente, a diventare mogli e madri. Di solito subiscono un&#8217;enorme pressione perché si riproducano prima che i loro corpi possano sopportarlo, e perché i figli siano numerosi. Il rischio che si presentino gravi complicazioni durante la gravidanza e il parto è più alto, come lo è quello di contrarre l&#8217;HIV o l&#8217;AIDS e di essere vittime di violenza domestica.</p>
<p>“Ma questa pratica non è dannosa solo per le bambine. Gli studi dimostrano che il fenomeno sta costando al mondo miliardi e miliardi di dollari. Se poniamo fine ai matrimoni con minorenni, allora le bambine, le loro famiglie, le comunità e le nazioni stesse godranno, nel complesso, di maggiori disponibilità economiche e di un migliore stile di vita.”</p>
<p>“Caroline” dal <strong>Kenya</strong> ha raccontato a Equality Now, un&#8217;organizzazione no-profit dedita all&#8217;affermazione dei diritti umani di donne e bambine, che aveva solo sette anni quando la madre decise di farla circoncidere, per prepararla alle nozze. L&#8217;esperienza, impossibile da dimenticare, si rivelò brutale, dolorosa e traumatica.</p>
<p>Poco dopo, Caroline scoprì che la madre aveva intenzione di farle sposare un uomo la cui età oscillava fra i 50 e i 60 anni. Un giorno, prima dell&#8217;alba, è scappata di casa per rifugiarsi in un centro della Tasaru Ntomonok Initiative (nell&#8217;ambito delle attività di Girls Not Brides in Kenya), dove le è stata data l&#8217;opportunità di iniziare a rifarsi una vita e di riprendere a frequentare la scuola.</p>
<p>“Innanzitutto, ci sono le situazioni in cui le famiglie delle bambine prendono accordi con altre famiglie per organizzare il matrimonio con un ragazzo o un uomo,” ha spiegato Jean-Paul Murunga, funzionario di progetto presso Equality Now.</p>
<p>“A seguire ci sono i casi in cui l&#8217;età della sposa si definisce su base religiosa. Nell<strong>&#8216;Islam</strong>, per esempio, i testi sacri stabiliscono che una giovane debba sposarsi una volta raggiunta la pubertà. Trattandosi di un termine ambiguo, l&#8217;Islam non dà una definizione precisa dell&#8217;età anagrafica corrispondente. In paesi come il Sudan, dove la legge vigente è la Sharia, le bambine vengono date in sposa fra i 10 e i 12 anni.</p>
<p>“Si registrano, inoltre, molti casi di spose minorenni all&#8217;interno delle società patriarcali. Le ragazze sono viste come soggetti subordinati e devono conformarsi alle prescrizioni degli uomini. Molto spesso accade che contraggano matrimonio fra i 16 e i 18 anni, perché il consenso alle nozze è stato fornito dai loro genitori o tutori.</p>
<p>“Un altro fattore importante è la povertà. Le famiglie povere possono migliorare la propria situazione finanziaria facendo sposare la figlia. Più la ragazza è giovane, ed essendo vergine, più è considerata pura e pertanto la dote sarà più sostanziosa. Alle famiglie interessa dare via le figlie prima della pubertà per il timore che, superata quell&#8217;età, ci siano buone probabilità che diventino sessualmente attive, che rovinino il nome della famiglia, o che si abbassi il prezzo della dote.</p>
<p>“E l&#8217;ultimo scenario è quello che si verifica nei paesi teatro di conflitti politici, dove gli individui sono spesso dislocati. Le famiglie consegnano le figlie ad altre famiglie più ricche, sperando che così godano di maggiore sicurezza e agio. Ma la realtà è che le bambine si ritrovano intrappolate in reti di violenze, abusi sessuali e matrimoni con minorenni.”</p>
<p>Quello delle spose bambine è un problema complesso, per cui non esiste una soluzione ottimale. Gli esperti ritengono che l&#8217;istruzione abbia un ruolo fondamentale – non solo dal punto di vista accademico, ma anche rispetto alla comunità estesa di quanti risultano maggiormente colpiti dal fenomeno.</p>
<p>All&#8217;inizio di quest&#8217;anno l&#8217;UNICEF ha pubblicato un rapporto in cui si registravano lievi diminuzioni nella casistica globale dei matrimoni contratti con minorenni. Tuttavia, a meno di non affrontare con misure adeguate le questioni legate alle norme sociali e alla disuguaglianza di genere, a queste bambine continuerà ad essere negata l&#8217;esistenza emancipata, propria del ventunesimo secolo, che spetta loro di diritto.</p>
<p><em>Traduzione di Maria Luisa Grasso</em></p>
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		<title>Nigeria, la tragedia delle spose bambine vendute su Facebook</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/nigeria-la-tragedia-delle-spose-bambine-vendute-su-facebook.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 13:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>In Nigeria continua il fenomeno delle “spose bambine”: adolescenti e giovanissime vendute come spose in cambio di denaro. Costrette a contrarre matrimonio con uomini molto più vecchi di loro, sono vittime di una cultura che le costringe, senza appello, a una schiavitù de facto. Un fenomeno antico, che non soltanto è duro a morire, ma si adatta ai tempi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/nigeria-la-tragedia-delle-spose-bambine-vendute-su-facebook.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9312583-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>In Nigeria continua il fenomeno delle “spose bambine”: adolescenti e giovanissime vendute come spose in cambio di denaro. Costrette a contrarre matrimonio con uomini molto più vecchi di loro, sono vittime di una cultura che le costringe, senza appello, a una schiavitù de facto. Un fenomeno antico, che non soltanto è duro a morire, ma si adatta ai tempi che cambiano, attraverso l’uso della tecnologia.</p>
<p>Se tradizionalmente i genitori combinavano matrimoni delle loro giovani figlie in cambio di denaro quando ritenevano fossero pronte per compiere il grande passo o di fronte a una vantaggiosa proposta di matrimonio, negli ultimi tempi alcune famiglie della tribù nigeriana di Becheve hanno tentato di “vendere” le loro figlie ai parenti, mettendole all’asta su Facebook.</p>
<h2>“Mogli per soldi”</h2>
<p>Tra le giovani donne che hanno subito questa triste sorte c’è Monica, 16 anni, venduta come sposa a un uomo che ha trovato le sue fotografie tramite l’account Facebook del padre. Soltanto l’ultima di quelle che vengono chiamate “money wives” – ovvero “mogli per soldi” -, vendute in cambio di cibo, bestiame e denaro o per pagare i debiti accumulati dai genitori.</p>
<p>La storia di Monica – riuscita a fuggire tra mille peripezie dalla casa del marito, dopo neanche un anno di matrimonio – inizia all’interno della comunità di Becheve, una tribù presente in 17 villaggi dell’Obanliku (Stato di Cross River), nella Repubblica Federale della Nigeria -.</p>
<p>Il padre della ragazza ha contratto un debito con un lontano parente e, per fare cassa, decide di venderla. Cinquanta dollari in tutto, più due capre, un maiale e alcune patate dolci.</p>
<p>Stessa sorte tocca alla sorella, di due anni più giovane. Le due contraggono matrimonio a un mese di distanza l’una dall’altra, sposandosi con uomini che non conoscono, talmente adulti da poter essere i loro nonni. Ancora oggi, la sorella di Monica, quattordicenne, continua a essere sposata a un uomo di 65 anni.</p>
<p>“Mio padre non sapeva nulla di Facebook” – racconta Monica – “fino a quando mio fratello maggiore non gli ha comprato uno smartphone, convincendolo a crearsi un profilo e a postare le nostre fotografie. Ci ha addirittura comprato vestiti nuovi, obbligandoci a indossarli prima di scattarci le foto che sarebbero finite sul suo account”.</p>
<h2>Il destino delle “mogli per soldi”</h2>
<p>Una volta sposate, le “mogli per soldi” vengono spesso ridotte in schiavitù. Non è più consentito loro di andare a scuola. Il marito può cederle a un altro uomo, se lo ritiene opportuno. Spesso subiscono violenze domestiche e vengono sfruttate. Tutto questo non conta: una volta entrate nella casa nel marito, alle ragazze è vietato tornare indietro, nella propria casa d’origine.</p>
<p>Ma c’è di più: se una “moglie per soldi” muore senza aver dato alla luce un figlio, i suoi genitori possono rimpiazzarla con un’altra delle loro figlie. Anche la loro vedovanza è ben regolamentata: nel caso della morte del marito, le ragazze passano direttamente al suo parente più prossimo. “Dopo avermi sposato” – racconta Monica – “mi ha trasformato nella sua schiava e in un sacco da box. Diceva che, avendo pagato molto per sposarmi, avrei dovuto lavorare sodo, ore e ore nella fattoria, per dimostrare di essere una moglie grata”.</p>
<p>Monica e la sorella non sono le sole ad aver subito questo destino. Regina, quindicenne, anche lei proveniente dalla tribù di Becheve, è stata venduta a un uomo che aveva già due mogli e 11 figli. Anche in questo caso, il marito ha trovato le sue foto sulla pagina Facebook di uno zio della ragazza. “Uno zio avido” – racconta il fratello di Regina, Ashua – “che, cercando, come suo solito, di manipolare i fratelli affinché vendessero le loro figlie, ha convinto i miei genitori, con l’intento di ottenere una quota del ricavato”.</p>
<h2>Il ruolo di Facebook</h2>
<p>Facebook è molto popolare in Nigeria, dove circa un quinto dei 98 milioni di utenti internet sono collegati alla piattaforma. I vertici dell’azienda hanno promesso di far luce su quanto sta accadendo attraverso numerosi profili Facebook in Nigeria.</p>
<p>La tribù di Becheve, infatti, non sarebbe la prima a ricorrere al social network per facilitare il fenomeno delle spose bambine. In casi simili, lo staff di Facebook ha riferito di essere intervenuto per eliminare questi post.</p>
<p>Nelle aree rurali, come quella in cui vive il clan di Becheve, sono i giovani a utilizzare maggiormente il social media, gestendo le pagine dei loro padri. E alimentando così, tristemente, il fenomeno del “matrimonio per soldi”.</p>
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		<title>Sposa a tre anni per comprare il cibo</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/sposa-a-3-anni-per-comprare-il-cibo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 15:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="816" height="545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen.jpg 816w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /></p>
<p>Il popolo yemenita è disposto a tutto pur di sopravvivere. La guerra, che si protrae ininterrottamente da quasi quattro anni, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e la mancanza di mezzi di sostentamento stanno costringendo il popolo yemenita ad adottare misure disperate per riuscire a sopravvivere.Il matrimonio delle figlie in cambio di ciboNel governatorato di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/sposa-a-3-anni-per-comprare-il-cibo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="816" height="545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen.jpg 816w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/1459445098-bambini-yemen-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /></p><p>Il popolo yemenita è disposto a tutto pur di sopravvivere. La guerra, che si protrae ininterrottamente da quasi quattro anni, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e la mancanza di mezzi di sostentamento stanno costringendo il popolo yemenita ad adottare misure disperate per riuscire a sopravvivere.Il matrimonio delle figlie in cambio di ciboNel governatorato di Amran, nel territorio centro-occidentale dello Yemen, ad esempio, le famiglie hanno dato in sposa le figlie – tra cui una bambina di soli tre anni &#8211; per poter comprare del cibo e garantirsi un riparo sulla testa.<a href="https://www.oxfam.org/en/pressroom/pressreleases/2019-02-25/yemeni-crisis-forces-families-take-desperate-measures-survive">Oxfam</a>, promotore di una campagna per rispondere all’emergenza umanitaria che vive il Paese, ha raccolto le testimonianze di numerose famiglie yemenite. Tra queste, vi è la storia di Hanan, una bambina di nove anni, costretta a lasciare la scuola dopo aver contratto matrimonio.</p>
<p>Benché giovanissime, alle spose bambine non sono risparmiate le incombenze famigliari. Sono anzi costrette a comportarsi come mogli, svolgendo anche i lavori domestici nella casa del marito. “Mia suocera continuava a picchiarmi. Sono scappata e sono tornata a casa di mio padre, ma quando lui mi ha visto mi ha picchiato per essere scappata” &#8211; racconta Hanan – “Non voglio essere sposata. Voglio solo tornare a scuola”.Anche la sorella di Hanan, Sahar, di soli tre anni, è già stata data in sposa. Sagheer, il padre delle due bambine, ha altri 11 figli ed è senza lavoro. I genitori di Hanan e Sahar, intervistati da Oxfam, sono perfettamente consapevoli che tuttociò è sbagliato, ma affermano di non aver avuto altra scelta. La dote ricevuta era l’unico modo che avevano per salvare il resto della famiglia.Le famiglie yemenite possono essere composte anche da quindici persone, tra le quali anziani, che hanno bisogno di cure mediche, aumentando le spese familiari. Le spese mediche sono il motivo che ha costretto Malak, tredici anni, a sposarsi: il fratello, Shadi, di soli cinque anni, ha perso una gamba e ha bisogno di una protesi.</p>
<p>Malak e sua madre hanno affermato che non avrebbero accettato il matrimonio in giovane età se non fosse stato necessario. Tuttavia, la famiglia vive in un campo profughi, in condizioni economiche disastrose: anche in questo caso, non avevano scelta.Uno Stato in crisiLo Yemen è uno Stato in profonda crisi. In quasi quattro anni di guerra, le sue infrastrutture sono state duramente colpite e il suo popolo impoverito dagli scontri e dalle malattie. La situazione è resa ancora più grave dalle epidemie di difterite e di colera che si sono diffuse nel Paese.L’inizio della guerra civile risale al 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità al potere: i ribelli Houthi, un gruppo zaidita sciita, e le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.In sostegno del presidente Hadi, il 26 marzo 2015, è intervenuta nel conflitto la coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti. Gli Houthi, invece, sarebbero sostenuti dall’Iran, che invierebbe segretamente rifornimenti e armi ai ribelli. La coalizione a guida saudita e l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese, ampliando così l’influenza sunnita o sciita nella regione.La situazione dello Yemen è stata definita dalle Nazioni Unite “<a href="https://news.un.org/en/focus/yemen">la più grave crisi umanitaria a livello mondiale</a>”. Secondo i dati forniti dall’Onu, le vittime del conflitto sarebbero circa 10mila e più del 75% della popolazione yemenita, ovvero 22 milioni di persone, necessitano di aiuti umanitari. Di queste, circa <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/contents/afp/2019/01/yemen-conflict-un-aid.html">10 milioni</a> sarebbero sull’orlo della carestia.La guerra ha drammaticamente colpito la popolazione civile, in particolare i bambini. Secondo i dati diffusi da <a href="https://www.savethechildren.it/press/yemen-conferenza-donatori-ginevra-save-children-120000-bambini-rischiano-di-morire-di-fame">Save the Children</a>, “120 mila bambini rischiano di morire di fame a causa del protrarsi degli scontri e dell’impossibilità di accedere a beni essenziali e medicine […]”, con una stima di “1,5 milioni di minori in più che nel 2019, rispetto all’anno precedente, avranno bisogno di assistenza umanitaria urgente”.</p>
<p>Le spose bambine dello YemenLa pratica delle spose bambine non è nuova in Yemen. Il fenomeno era diffuso anche prima dello scoppio della guerra civile. Già nel dicembre 2011, <a href="https://www.hrw.org/report/2011/12/07/how-come-you-allow-little-girls-get-married/child-marriage-yemen">Human Rights Watch</a> aveva denunciato la portata di questa pratica. Stando aidati di un sondaggio, condotto dal governo yemenita e dall’Unicef, nel 2006 il 14 percento delle bambine yemenite si era sposato sotto i quindici anni, mente il 52 per cento prima di aver compiuto il diciottesimo anno d’età.La pratica di concedere l’autorizzazione per le nozze ai minori di 18 anni costituisce una violazione dei diritti dei minori, stabiliti dalla <a href="https://www.ohchr.org/en/professionalinterest/pages/crc.aspx">convenzione</a> delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, del 20 novembre 1989. Lo Yemen è parte di numerosi trattati e convenzioni internazionali che proibiscono il matrimonio precoce, tra i quali anche la Convenzione sui diritti dell’infanzia.Tuttavia, nel 1999, il Parlamento yemenita, adducendo motivazioni religiose, ha abolito l’articolo 15 della “Legge sullo Status personale yemenita”, che stabiliva a quindici anni l’età minima per il matrimonio di femmine e maschi. L’unica garanzia conservata sarebbe il divieto di consumare il matrimonio prima che le ragazze abbiano raggiunto la pubertà.Negli ultimi quattro anni, le condizioni disperate in cui versa il popolo yemenita hanno incrementato il fenomeno delle spose bambine, divenendo l’unico modo per le famiglie di ottenere i mezzi per sopravvivere.Non solo: il protrarsi dei combattimenti ha costretto molte famiglie a trasferirsi in zone isolate, dove mancano anche le infrastrutture di base, come scuole, centri sanitari o impianti idrici. Molte di loro vivono in piccole tende o case di fango, che non costituiscono un vero riparo contro le intemperie. La mancanza di lavoro e di un salario costringono le famiglie a saltare i pasti, contrarre debiti per comprare cibo o mendicare.</p>
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		<title>Il dramma delle donne in Niger: una su quattro è una sposa bambina</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/niger-matrimoni-forzati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È un primato mondiale che non merita plausi e elogi, anzi, è una preminenza dell&#8217;onta e della colpevolezza quella che lo Stato saheliano del Niger vanta a livello planetario: il Paese africano è infatti il primo stato al mondo per numero di matrimoni forzati e precoci. Un triste, volgare e violento traguardo che da anni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/niger-matrimoni-forzati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5614052-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È un primato mondiale che non merita plausi e elogi, anzi, è una preminenza dell&#8217;onta e della colpevolezza quella che lo Stato saheliano del <strong>Niger</strong> vanta a livello planetario: il Paese africano è infatti il primo stato al mondo per numero di <strong>matrimoni forzati e precoci</strong>. Un triste, volgare e violento traguardo che da anni continua ad essere di predominio di Niamey.</p>
<p>Nella nazione africana la piaga dei matrimoni dei minori e, anche dei bambini, è diffusa da anni. Un quarto delle ragazzine sono date in sposa prima dei 15 anni, molte altre prima dei 18 e negli ultimi vent&#8217;anni la situazione non è migliorata e non ci sono stati progressi.</p>
<p></p>
<p>Stando a un report pubblicato dall&#8217;ong <em>Save The Children</em> i matrimoni forzati affliggono tutta la società nigerina, ma le realtà ad essere maggiormente colpite da questa situazione sono quelle rurali dal momento che i matrimoni precoci e forzati interessano soprattutto la fascia più povera e non scolarizzata della popolazione.</p>
<p>Il Civil Code nigerino fissa l&#8217;età minima per sposarsi a 18 anni per i ragazzi e a 15 per le ragazze ma nonostante ciò diversi matrimoni coinvolgono adolescenti che hanno meno di 15 anni. I perché di questa problematica, il report dell&#8217;ong internazionale, li cerca in diversi fattori. Innanzitutto un <strong>analfabetismo diffuso</strong> e una <strong>mancanza di scolarizzazione</strong> fanno si che manchi un&#8217;effettiva conoscenza dei rischi fisici e sociali a cui sono esposte le bambine che si sposano precocemente. E poi c&#8217;è una ragione socio culturale che il documento di <em>Save The Children</em> spiega in questi termini: i matrimoni precoci impediscono che la giovane possa rimanere <strong>incinta al di fuori del matrimonio</strong>, il che sarebbe una grande vergogna per la famiglia, inoltre il matrimonio conferisce <strong>status sociale alle donne</strong>, o ragazze, che vengono viste principalmente come mogli e madri e infine un matrimonio precoce per le famiglie significa anche ridurre gli oneri della cerimonia ed è considerata una strategia di sopravvivenza economica da parte della famiglia della sposa poichè rafforza l&#8217;unione tra le due famiglie.</p>
<p></p>
<p>Oggi però un movimento di reazione da parte delle stesse donne, vittime di questa tradizione, sta avvenendo. A raccontare questa rivoluzione è il media qatariota <em>Al Jazeera</em> che, attraverso un documentario interattivo, ha portato sotto i riflettori la storia di Naffissa che oggi ha ventidue anni, è stata vittima di un matrimonio precoce e forzato e ora, grazie al supporto di organizzazione locali, è divenuta un&#8217;ambasciatrice della battaglia contro le unioni precoci e viaggia in tutto il Paese portando la sua testimonianza e sensibilizzando le donne e le famiglie su questa realtà. L</p>
<p>a giovane sposa che si è ribellata a questo retaggio sociale ha così descritto il suo vissuto: &#8221;Io mi sono sposata a quattordici anni con uomo che ne aveva 34. Il matrimonio fu organizzato da mio zio. All&#8217;inizio ero contenta perché pensavo che avrei potuto continuare a studiare, poi però le cose sono cambiate, mio marito mi ha picchiata e mi ha costretta a fare sesso con lui quando avevo 15 anni. Sono rimasta incinta. La prima volta però ho perso il bambino. La seconda volta che sono rimasta incinta è stato il momento in cui ho deciso di ribellarmi e quindi sono scappata&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Naffissa poi si è nascosta da un&#8217; amica di famiglia, ha partorito e dopo ha iniziato a lavorare con le organizzazioni locali per cercare di combattere la piaga dei matrimoni forzati attraverso un lavoro culturale a stretto contatto con le famiglie e le comunità rurali. Oggi una delle associazioni più impegnate su questo fronte è Sos e, l&#8217;articolo di <em>Al Jazeera</em>, attraverso un&#8217;intervista a un&#8217;operatrice di quest&#8217;organizzazione fa sapere che i casi di ragazzine che scappano dopo i matrimoni e si rifugiano presso la sede dell organizzazione non governativa in cerca di protezione e aiuto sono in aumento, ma allo stesso l&#8217;operatrice informa che il fenomeno continua ad essere, molto, troppo diffuso e la battaglia affinché questa pratica cessi è solo all&#8217;inizio.</p>
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		<title>Le spose bambine in Libano: un&#8217;emergenza senza fine</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/spose-bambine-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 07:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>(Beirut) Miriam arriva accompagnata dal padre e dalla madre. Indossa jeans e un maglioncino a righe nero e fuxia, con bottoncini dorati, un fazzoletto nero le incornicia il viso. Scarpe sportive come le ragazzine della sua età. La mamma ha un abito tradizionale nero, il velo in testa. Il papà è una persona semplice, lavora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/spose-bambine-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/Libano-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>(<strong>Beirut</strong>) Miriam arriva accompagnata dal padre e dalla madre. Indossa jeans e un maglioncino a righe nero e fuxia, con bottoncini dorati, un fazzoletto nero le incornicia il viso. Scarpe sportive come le ragazzine della sua età. La mamma ha un abito tradizionale nero, il velo in testa. Il papà è una persona semplice, lavora nei campi. Miriam ha ancora il viso di una bambina, ha gli occhi in lacrime, dolci e tristi. Lo sguardo della mamma è furente, arrabbiato. Miriam ora ha 17 anni, ma si è sposata quando ne aveva appena 13. Arriva nella sede di Kafa nella Valle della Bekaa, a Chtoura, a 10 minuti da Zahle. Il paesaggio attorno è spoglio, colline basse di terra, e poco coltivate. Lo scenario è desolante, poche case, edifici in cemento armato, neanche completati. Qualche trattore, qualche macchina. </p>
<p>Mentre parla della sua storia Miriam incrocia le dita delle mani nervosamente. Forse non vorrebbe più parlare, ma solo dimenticare e ricominciare. &#8220;Io lo amavo, ho lasciato la mia famiglia per stare con lui. Ma poi è diventato un’altra persona. Mi ha violentato, picchiato. Sono finita anche in ospedale. Lui beveva, quando cercavo di dormire di notte mi picchiava. Mi ha bruciato anche il viso con acqua bollente&#8221;. E mostra la cicatrice sulla guancia, rotonda, coperta dal velo. &#8220;Quando sono stata ricoverata, lui ha detto ai medici che soffrivo di epilessia. Mi teneva prigioniera nella stanza, non potevo uscire, non potevo andare a trovare i miei familiari. Mi rubava i soldi per andare ad ubriacarsi. Poi ho trovato la forza di denunciarlo, e per queste violenze è finito in galera, ma solo per due mesi. È uscito di prigione e abbiamo divorziato. Ma non ho avuto alcun diritto riconosciuto, niente soldi. Nulla&#8221;. Miriam ha provato anche a suicidarsi due volte. Ha i polsi segnati dai tagli delle lamette. Che mostra con vergogna e timidezza. </p>
<p></p>
<p>Miriam è solo una delle migliaia delle <strong>spose bambine</strong> in Libano, ma come ne esistono anche in <strong>Siria</strong> e in tutto il <strong>Medio Oriente</strong>. Il matrimonio subito dopo la pubertà, spesso lo si fa per evitare la vergogna di cui la famiglia sarebbe ricoperta, se la loro figlia frequentasse prima del matrimonio diversi ragazzi. Ciò la esporrebbe alla condanna della comunità in cui vive. Il matrimonio prima della maggiore età va di pari passo con la scarsa educazione della ragazza, e della famiglia stessa, o si ricorre ad esso per motivi economici, per fuggire dalla povertà, o per osservanza delle tradizioni. In alcuni casi può essere addirittura forzato. Le conseguenze sulla crescita della ragazza sono catastrofiche: perdita degli amici, abbandono degli studi, problemi fisici, perché si hanno rapporti sessuali troppo precoci, e problemi psicologici. </p>
<p>In Libano lo status della persona non è legiferato dal diritto civile ma dalle religioni. Esistono all’incirca 19 comunità religiose e ognuna ha il proprio statuto sulla persona. Secondo la religione sciita ad esempio ci si può sposare già a 9 anni. Ma lo stesso è per gli ortodossi, i sunniti, i cristiani. Salaa Homse dell’associazione Kafa di Beirut coinvolta nella lotta a questo problema spiega: &#8220;Abbiamo mutuato questo sistema dalla Francia, soltanto che in Francia la legge è stata cambiata, qui invece siamo rimasti indietro di 50 anni&#8221;. Poi continua: &#8220;A queste bambine viene chiesto se vogliono sposarsi, ma loro in realtà non possono ancora decidere sul loro avvenire, la maggior parte di loro non sa neanche guidare una macchina&#8221;. </p>
<p></p>
<p>Raccogliere dei numeri è difficile. Come spiega Caroline Chayya, che cura il progetto sui matrimoni delle minori di Kafa: &#8220;Non esistono statistiche nazionali attendibili. Ma dopo la crisi siriana la situazione è peggiorata anche per le ragazze libanesi. Si sposano tra di loro libanesi e siriani. Anche per meglio integrarsi. Spesso le ragazze siriane sposano un libanese solo perché vogliono rimanere qui&#8221;. </p>
<p>Ora la vita di Miriam è cambiata. Ma soffre ancora per quello che le è successo. La sua famiglia la aiuta quotidianamente ad uscire da questa tragica situazione psicologica. Prende ancora degli psicofarmaci. Utili, ma non bastano. Ora spera soltanto di incontrare un ragazzo, che sia meglio dell’ultimo. Che possa iniziare una nuova vita. &#8220;<em>Hamdillah!</em>&#8220;, dice la madre. E noi con lei.</p>
<p></p>
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		<title>In Marocco la dura realtà delle spose bambine</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/marocco-la-dura-realta-delle-spose-bambine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 18:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La battaglia per salvare le spose-bambine è ancora lunga in Marocco. Il 16% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni. I matrimoni dei minori sono in aumento nel 2010, sono 41.098 i casi, con un incremento del 23% rispetto al 2007. La raccolta dei dati è però incompleta. Anche se il paese ha fatto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/marocco-la-dura-realta-delle-spose-bambine.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171009144408_24576087-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La battaglia per salvare le spose-bambine è ancora lunga in <strong>Marocco</strong>. Il 16% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni. I matrimoni dei minori sono in aumento nel 2010, sono 41.098 i casi, con un incremento del 23% rispetto al 2007. La raccolta dei dati è però incompleta.</p>
<p>Anche se il paese ha fatto passai in avanti in materia legislativa, i valori patriarcali restano forti. Le donne e le ragazze spesso si conformano ai ruoli tradizionali di <strong>mogli</strong> e <strong>madri</strong>, e non hanno la possibilità di scegliere un percorso alternativo.</p>
<p>I motivi dietro al fenomeno sono di solito le scarse opportunità educative ed economiche delle ragazze. Il matrimonio viene spesso inteso anche come una forma di<strong> protezione dall’insicurezza economica</strong>, in un paese dove i livelli di povertà sono ancora alti, soprattutto nelle zone rurali.</p>
<p></p>
<p>Nel 2004, il codice di famiglia &#8211; o Moudawana &#8211; ha aumentato a 18 anni l’età legale per sposarsi. In precedenza le ragazze a 15 anni erano già autorizzate a farlo. Tuttavia ancora oggi ci sono scappatoie che consentono ai giudici di autorizzare i matrimoni di ragazze minorenni in determinate circostanze.</p>
<p>Non ci sono solo i matrimoni precoci, ci sono anche quelli forzati. Nel marzo 2012, il suicidio di Amina Filali, una ragazza di 16 anni, ha attirato l’attenzione nazionale. Amina era stata costretta a sposare l’uomo che l’aveva violentata.</p>
<p>Il caso ha messo in discussione l’articolo 475 del codice penale, che permetteva agli stupratori di sfuggire all’azione penale sposando le loro vittime, anche se sotto l’età legale dei 18 anni.</p>
<p></p>
<p>Nel gennaio 2014 il Parlamento marocchino ha modificato al’’unanimità l’articolo controverso.</p>
<p>Ma la legislazione non basta, perché si sposano ancora bambine di 12 anni. Nella città di Tetouan, poco più di 400mila abitanti, nel nord del paese, ai piedi della catena del Rif, il 25 settembre si è svolta una festa. C’erano la torta e i fiori, gli invitati, i regali, i parenti felici.</p>
<p>Ma le immagini postate su Facebook hanno indignato la Rete: nell&#8217;abito bianco c’era una bambina di 12 anni, accanto a lei un uomo di 30 anni. L&#8217;ondata di sdegno ha costretto la polizia a intervenire. Gli uomini in divisa hanno interrotto la cerimonia e rimandato a casa gli invitati.</p>
<p></p>
<p>La madre della bambina assicura che si trattava soltanto di una festa di <strong>fidanzamento</strong>, una promessa di amore in attesa che la piccola raggiunga l&#8217;età giusta per sposarsi, i 18 anni previsti dalla Moudawana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/marocco-la-dura-realta-delle-spose-bambine.html">In Marocco la dura realtà delle spose bambine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In crescita il fenomeno delle spose bambine in Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/crescita-fenomeno-delle-spose-bambine-italia.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 14:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Strappate alle bambole, ai libri di scuola, alla spensieratezza dell’infanzia: ogni anno, nel mondo, 15 milioni di bambine e ragazze con meno di 18 anni sono costrette a diventare adulte prima del tempo, sposando uomini molto più grandi di loro. Sono i dati contenuti in un dossier di Terres des Hommes, presentato martedì, alla presenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/crescita-fenomeno-delle-spose-bambine-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/asia_portrait_beautiful_female_young_girl_smile_people-1202583-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>Strappate alle bambole, ai libri di scuola, alla spensieratezza dell’infanzia: ogni anno, nel mondo, <strong>15 milioni di bambine</strong> e ragazze con meno di 18 anni sono costrette a diventare adulte prima del tempo, sposando uomini molto più grandi di loro. Sono i dati contenuti in un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://terredeshommes.it/indifesa/InDifesaDossier_2017.pdf">dossier di <em>Terres des Hommes</em></a>, presentato martedì, alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso, nella Sala Capitolare del Convento di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, in occasione della giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, istituita nel 2012 dalle Nazioni Unite.</p>
<p>Una sposa bambina ogni 2 secondi</p>
<p>Ogni due secondi, secondo lo studio dell’associazione, sul nostro pianeta, si celebra un <strong>matrimonio forzato</strong>, con conseguenze tragiche per la vita e la salute delle baby spose. Non solo la sofferenza atroce nel vedere i propri sogni sbriciolarsi sotto il peso di un destino segnato. Oltre all’aspetto psicologico c’è anche quello della salute fisica. Circa 70mila bambine e ragazze, infatti, muoiono ogni anno a causa del parto e delle complicazioni associate alle <strong>gravidanze precoci</strong>. Nel 2016 sono state 21 milioni le gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni nei Paesi del Sud del mondo, circa metà delle quali non desiderate. Una pratica, quella dei matrimoni forzati che nuoce, inoltre, non soltanto alle vittime ma all’intera società. I dati evidenziati da un recente studio della Banca Mondiale, infatti, parlano chiaro: se questa pratica scomparisse entro il 2030 si risparmierebbero 566 miliardi di dollari grazie alla riduzione delle spese legate al welfare.</p>
<p>Un fenomeno in crescita nel nostro Paese</p>
<p>Ma il fenomeno non sembra destinato a ridimensionarsi. Al contrario, nel nostro Paese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/italia-sempre-pi-i-casi-spose-bambine-1384458.html">le baby spose sembrano essere sempre di più</a>. “I matrimoni delle bambine stanno aumentando, specialmente tra i <strong>rifugiati</strong>, in particolare nella comunità siriana: è la loro scommessa per garantire protezione e sicurezza economica alle bambine”, ha denunciato ieri <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.pialocatelli.info/giornata-mondiale-delle-bambine-e-delle-ragazze/">in un intervento in aula alla Camera</a> la deputata socialista Pia Locatelli. Questa pratica, infatti, diffusa principalmente negli Stati dell’Africa sub-sahariana e in quelli dell’Asia meridionale, si è radicata anche nel Vicino Oriente. Quello della diffusione dei matrimoni precoci rappresenta, quindi, uno degli aspetti negativi connessi ai <strong>flussi migratori</strong>. Tanto che in alcuni Paesi, come la Danimarca, all’inizio di quest&#8217;anno è stato necessario <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/contro-spose-bambine-forzate-danimarca-vieta-nozze-under-18-1355176.html">mettere a punto un disegno di legge specifico per contrastare</a> il fenomeno dei matrimoni con minori all’interno dei campi profughi del Paese e per vietare “il riconoscimento legale dei matrimoni contratti all&#8217;estero fra minori”.</p>
<p>Una giornata per difendere il loro futuro</p>
<p>Ma quella dei matrimoni forzati è solo una delle tante violazioni dei diritti che milioni di bambine e ragazze subiscono a livello globale. A questa pratica va aggiunta quella delle <strong>mutilazioni genitali</strong> e quelle legate ai conflitti e al traffico di esseri umani. Secondo i dati diffusi da <em>Terres des Hommes</em>, infatti, sarebbero circa 100mila le <strong>bambine soldato</strong>. Sono ragazze sotto i 18 anni anche il 20% dei 2,4 milioni di persone vittime di tratta. Per contrastare il fenomeno, legato in molte aeree del pianeta a povertà ed analfabetismo, l’associazione punta a sensibilizzare le famiglie sul tema e ad ostacolare l’abbandono della scuola per posticipare il più possibile i matrimoni. Sono tante le iniziative organizzate nel nostro Paese e nel mondo in occasione della giornata internazionale delle bambine. Roma sarà uno dei cento comuni italiani a celebrare la ricorrenza con lo striscione arancione di <em>Terres des Hommes</em> che verrà esposto in piazza del Campidoglio per sensibilizzare la cittadinanza sul tema e “stimolare la diffusione di una cultura del rispetto e della prevenzione della violenza e della discriminazione di genere”. Sempre nella giornata di mercoledì, in una conferenza stampa promossa al Senato dalla senatrice di Area Popolare, Fabiola Anitori, si discuterà di “tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti nel settore dello spettacolo ed in particolare del fenomeno delle baby-modelle come anticamera dello sfruttamento”. Si intitola <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3BMgV8jj9IU">Empower Girls</a>, infine, l’iniziativa dell’<strong>Unicef</strong> per attirare l’attenzione sul tema dei diritti negati per milioni di bambine e ragazze nel mondo, in occasione della giornata internazionale promossa dall’Onu.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/crescita-fenomeno-delle-spose-bambine-italia.html">In crescita il fenomeno delle spose bambine in Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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