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Nel 2025, mentre il dibattito pubblico americano parla di intelligenza artificiale, clima e politica internazionale, c’è un tema che resta relegato ai margini: la possibilità per una ragazzina di quattordici anni di sposarsi legalmente.

Secondo le analisi di Unchained At Last, organizzazione che monitora i matrimoni precoci, negli Stati Uniti, tra il 2000 e il 2021 si sono sposati circa 315.000 bambini, la maggior parte dei quali ragazze sposate con uomini adulti. Almeno 66.415 di questi matrimoni sono avvenuti a un’età o con una differenza di età tra i coniugi che avrebbe dovuto essere considerata un reato sessuale (dati diffusi dal Child Marriage Problem Study di Unchained At Last, 2021). Non sono episodi isolati di un passato remoto, ma storie che in certi angoli del Paese possono ancora ripetersi.

L’ultimo decennio ha visto un’ondata di riforme. Sedici Stati e il District of Columbia hanno introdotto divieti assoluti: il Delaware e il New Jersey già nel 2018, seguiti da Pennsylvania e Minnesota nel 2020, Rhode Island e New York nel 2021, Massachusetts nel 2022, Vermont, Connecticut e Michigan nel 2023. Nel 2024 è toccato a Virginia, Washington e New Hampshire, insieme a Washington D.C., mentre nel 2025 anche Maine, Oregon e Missouri hanno approvato divieti totali.

Oggi, in questi territori, nessun minore può sposarsi, senza eccezioni. Ma resta un’America parallela, dove le scappatoie legali sopravvivono: in quattro Stati i giudici possono autorizzare nozze anche prima dei sedici anni.

-In California, uno degli Stati considerati più progressisti, la legge matrimoniale (California Family Code §302) non prevede un’età minima assoluta. Un minore può sposarsi se un tribunale, dopo aver ascoltato genitori e assistenti sociali, concede la licenza. Secondo il Tahirih Justice Center, questa mancanza di un tetto rigido rende possibili anche nozze a quattordici anni.

-In Mississippi, lo statuto stabilisce i diciassette anni per i ragazzi e i quindici per le ragazze (Mississippi Code §93-1-5), ma il giudice può derogare in presenza di “buona causa”. In passato questa clausola è stata usata per autorizzare matrimoni con spose ancora più giovani, come documentato in rapporti del Tahirih Justice Center.

-In New Mexico, la legge (New Mexico Statutes §40-1-6) vieta le nozze sotto i sedici anni, salvo autorizzazione del tribunale in caso di gravidanza o per regolare questioni di paternità. In pratica, questo significa che, con l’ok del giudice, anche una quattordicenne può sposarsi.

-Situazione analoga in Oklahoma, dove il titolo 43 del codice matrimoniale consente eccezioni sotto i sedici anni se c’è una gravidanza o se il matrimonio è usato per risolvere una causa di paternità. Anche qui, dunque, le porte restano aperte a nozze a quattordici anni.

Accanto a questi Stati, esistono territori che ammettono matrimoni dai quindici anni con condizioni (per esempio Hawaii e Kansas) e altri che li permettono solo dai sedici o diciassette con filtri severi. In Ohio, dal 2019, un minore può sposarsi solo a diciassette anni, con consenso del tribunale minorile e differenza d’età non superiore a quattro anni; in Florida, dopo la riforma del 2018, è possibile solo a diciassette anni con autorizzazione dei genitori e limiti sull’età del partner; in Nevada, dal 2019, l’eccezione vale solo per i diciassettenni, previo via libera del giudice. In North Carolina e West Virginia i matrimoni a sedici e diciassette anni sono ammessi solo con consenso parentale e in presenza di limiti stringenti sulla differenza d’età.

La realtà dei numeri trova eco in storie personali che hanno scosso l’opinione pubblica. Come quella di Sherry Johnson, ad esempio, costretta a sposare il suo stupratore, che era anche il diacono della sua chiesa in Florida. Dopo aver cresciuto nove figli a 27 anni, Sherry ha dedicato la sua vita a garantire che nessun bambino venga mai costretto a sposarsi prima di aver raggiunto l’età adulta. Oggi Johnson si impegna a condividere la sua storia e a ripetere questo successo a livello nazionale, oltre a diffondere i suoi sforzi a livello globale, finché non sarà illegale per i bambini sposarsi in tutto il mondo. La sua vicenda, raccontata dal New York Times nel 2017, è diventata emblematica: i genitori e il tribunale autorizzarono quel matrimonio, che trasformò un reato in una relazione “legittima”. Johnson, oggi adulta, è una delle attiviste più note contro le nozze precoci.

In molti Stati americani i rapporti sessuali con minori di sedici anni sono classificati come stupro. Ma se esiste un matrimonio autorizzato da un giudice, quelle stesse condotte cessano di essere illegali. L’organizzazione Equality Now ha denunciato che la licenza matrimoniale diventa un vero e proprio “get out of jail free card”, cioè un lasciapassare per adulti che altrimenti rischierebbero anni di carcere. Un paradosso che, come ha sottolineato la giurista Fraidy Reiss, “permette di trasformare l’abuso in matrimonio”.

Gli effetti sono documentati da ricerche del Tahirih Justice Center e da studi di Unchained At Last: altissimi tassi di abbandono scolastico, esposizione a violenza domestica, cicli di povertà che si trasmettono di generazione in generazione. Una ricerca citata da Newsweek nel 2025 ha evidenziato come oltre il 70% dei matrimoni minorili finisca in divorzio entro pochi anni, lasciando le giovani donne prive di strumenti economici e sociali per ricostruire la propria vita.

Il quadro del 2025 racconta di un’America divisa. Da un lato, una crescente maggioranza di Stati e la capitale federale hanno scelto di vietare in modo assoluto le nozze sotto i diciotto anni. Dall’altro, un gruppo di territori continua a mantenere aperta la possibilità che un giudice firmi la licenza matrimoniale di una quattordicenne. La battaglia politica è tutt’altro che chiusa. In California, le proposte di vietare del tutto i matrimoni minorili sono state più volte bloccate, nonostante le pressioni di attivisti e associazioni. In Mississippi, New Mexico e Oklahoma, il peso delle tradizioni religiose e culturali ha frenato qualsiasi riforma.

Elizabeth Alice Clement, storica delle donne presso l’Università dello Utah, ha affermato che il sostegno al matrimonio precoce tende ad essere radicato in convinzioni conservatrici o religiose sulla sessualità prematrimoniale e sulla gravidanza. Non a caso, gli Stati con il maggior numero di matrimoni precoci pro capite sono Nevada, Idaho, Arkansas, Kentucky, Oklahoma, Wyoming, Utah, Alabama, West Virginia e Mississippi.

In alcuni luoghi il matrimonio precoce persiste molto più a lungo che in altri più conservatori dal punto di vista religioso, perché le ragazze sessualmente attive o che rimangono incinte sono considerate una vergogna dalle loro famiglie“, ha affermato Clement. “A volte capita persino che ragazze molto giovani vengano date in sposa a uomini che le hanno violentate legalmente, perché il sesso è considerato più problematico dello stupro stesso“.

Fraidy Reiss, fondatrice di Unchained At Last ha dichiarato: “Ogni volta che un tribunale autorizza il matrimonio di una quattordicenne sta legittimando l’abuso”. Una frase che sintetizza bene il paradosso: nel Paese che più di ogni altro si proclama difensore dei diritti umani, una bambina può ancora essere costretta a diventare sposa.

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