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	<title>mutui Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Jan 2023 15:18:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mutui Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Europa di fronte al rischio di una recessione da incubo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/immobili-mutui-inflazione-recessione-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="recessione ue" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-2048x1277.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;onda lunga della crisi energetica, la stretta Bce sui tassi, l&#8217;inflazione ancora non rientrata, le minacce di nuove destrutturazioni delle catene del valore, le disuguaglianze crescenti e, dulcis in fundo, la precipua minaccia di una guerra economica americana: la recessione è ancora un rischio per l&#8217;Europa e il 2023, come scrivevamo, è l&#8217;anno da guardare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/immobili-mutui-inflazione-recessione-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/immobili-mutui-inflazione-recessione-ue.html">L&#8217;Europa di fronte al rischio di una recessione da incubo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="recessione ue" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230124161301594_c30519314c2b490bf83b4bee94211e69-2048x1277.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;onda lunga della crisi energetica, la stretta Bce sui tassi, l&#8217;inflazione ancora non rientrata, le minacce di nuove destrutturazioni delle catene del valore, le disuguaglianze crescenti e, <em>dulcis in fundo</em>, la precipua minaccia di una guerra economica americana: la <strong>recessione </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-recessione-prossima-ventura-perche-il-vero-anno-choc-delleuropa-puo-essere-il-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è ancora un rischio</a> per l&#8217;Europa e il 2023, come scrivevamo, è l&#8217;anno da guardare con attenzione.</p>



<p>L&#8217;inflazione complessiva della zona euro, comprendente i maggiori Paesi dell&#8217;Unione Europea, si è posizionata in leggera riduzione al 9,2% su base annua nello scorso mese di dicembre, segnando per il secondo mese consecutivo un calo dal massimale di ottobre del 10,7%, ma è ben oltre il 2% fissato come target dalla Banca centrale europea. L&#8217;onda lunga continuerà a minacciare la stabilità e i risparmi degli europei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crescita azzerata in Europa</h2>



<p>I dati parlano di una crescita nominale che può essere <strong>azzerata</strong> in termini reali. &#8220;Lo shock dei prezzi dell’energia e la domanda repressa di alcuni servizi&#8221;, nota <em>StartMag</em>, &#8220;hanno provocato un’impennata dell’inflazione e i salari hanno faticato a tenere il passo&#8221;. A questo bisogna aggiungere la percepita fragilità dell&#8217;industria europea negli scenari decisivi per l&#8217;economia globale, dai chip alla transizione energetica, su cui si può abbattere la scure <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-hanno-dichiarato-una-guerra-economica-alleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">della <strong>nuova politica industriale</strong> a stelle e strisce</a>. Di conseguenza, &#8220;i salari delle famiglie dell’eurozona si stanno riducendo al ritmo più rapido mai registrato&#8221; in termini <strong>reali</strong>. Erodendo anche il cuscinetto di risparmio costruito durante la pandemia.</p>



<p>A questo si aggiunge un problema strutturale che riguarda l&#8217;intera economia europea e che può essere l&#8217;avvisaglia di una nuova crisi capace di colpire la finanza e a cascata l&#8217;economia reale: la questione del <strong>mercato immobiliare</strong>. <em>Bloomberg</em> <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2023-01-20/global-real-estate-is-sitting-on-a-175-billion-debt-time-bomb?leadSource=uverify%20wall" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sottolineato</a> che il contesto di generale aumento globale dei tassi sta creando sul suolo europeo i presagi di una tempesta perfetta: il livello di mutui e <em>asset</em> immobiliari a rischio di mancato realizzo o svalutazione è pari a 175 miliardi di dollari.</p>



<p>Su scala continentale i prezzi delle case sono aumentati di quasi il 40% tra il 2010 e il 2021, spinti dall&#8217;ascesa del <strong>&#8220;debitalismo&#8221;</strong>, il capitalismo finanziarizzato fondato sul denaro facile delle banche centrali e dell&#8217;accumulo di rendite legate, spesso, agli investimenti immobiliari. Il riflusso della marea di espansione monetaria sta già portando con sé la prima risacca: in Portogallo la <a href="https://www.politico.eu/article/portugal-digital-nomads-bubble-gentrification/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bolla immobiliare </a>alimentata dai nomadi digitali inizia a sgonfiarsi e in Svezia da marzo a oggi gli<a href="https://www.washingtonpost.com/business/whats-causing-the-swedish-housing-market-plunge/2023/01/05/d1115730-8cba-11ed-b86a-2e3a77336b8e_story.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> asset immobiliari si sono svalutati del 15%</a> dopo l&#8217;inizio dei primi default sui mutui. Ai più attenti questo scenario ricorderà quello americano del 2007-2008, e non è un caso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mattone</h2>



<p>L&#8217;intreccio tra finanza e <em>real estate</em> inizia a rischiare di scaricarsi sull&#8217;<strong>economia reale</strong>. &#8220;I fondi immobiliari nell&#8217;Eurozona hanno raggiunto mille miliardi di euro l&#8217;anno scorso, rispetto ai 350 miliardi di euro del 2010&#8221;, <a href="https://www.investigate-europe.eu/en/2022/europes-governments-inflate-housing-prices-with-huge-tax-privileges-for-real-estate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota <em>Investigate Europe</em>.</a> &#8220;Il volume degli acquisti di abitazioni effettuati dagli investitori istituzionali ha superato i 64 miliardi di euro nel 2020&#8221; e da Parigi a Atene, da Milano a Madrid sono aumentate le città in cui il costo della vita è trascinato dall&#8217;immobiliare in cerca di realizzazione per i suoi valori.</p>



<p>Uno schianto nel <strong>mercato immobiliare</strong> nel 2023 è dato da diversi analisti come possibile e anche diverse fonti finanziarie milanesi sentite da <em>InsideOver</em> che lavorano ai dossier hanno indicato nella &#8220;fame&#8221; di realizzazione dei capitali immobilizzati un incentivo a una ricerca costante della rendita che può chiaramente ritorcersi contro gli operatori.</p>



<p>In tutto questo, chiaramente, la Bce con le sue scelte non aiuta. Il rialzo dei tassi mette sotto pressione i mutui e, in prospettiva, l&#8217;immobiliare. <a href="https://www.washingtonpost.com/business/mortgage-marketis-abright-spot-in-uk-cost-of-living-crisis/2023/01/16/8fdbc61e-955d-11ed-a173-61e055ec24ef_story.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In Regno Unito la crisi del mercato dei mutui è conclamata</a>, negli Stati Uniti inizia a porsi il problema della ritirata dal mercato di attori di peso come Wells Fargo. In Europa si è creata una <strong>nuova normalità </strong>che spinge verso l&#8217;alto il mercato dei mutui per le fasce più alte di reddito e rischia di escludere la classe media.</p>



<p>La <strong>nuova normativa </strong>europea sulla casa e la transizione green non aiuta, in quest&#8217;ottica, e va rilevato il fatto che l&#8217;Europa sia divisa su questo fronte, tanto che perfino la <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-la-banca-centrale-europea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bce</a> ha<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-economica/bce-frena-sulla-riforma-green-sulla-casa-manca-2108374.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> posto rilievi </a>sulla congruità della norma sull&#8217;efficienza energetica in un&#8217;ottica di sostenibilità del mercato immobiliare.</p>



<p>In tutto questo, resta il tema dell&#8217;indipendenza energetica e delle priorità da dare al mercato della transizione. Altro crocevia decisivo che può fare capolino in questa discussione come &#8220;elefante nella stanza&#8221;, nodo irrisolto dopo il 2022 del distacco dalla Russia e dell&#8217;emergenza. A cui può seguire un 2023 in cui si può constatare tutta la durezza di una crisi economica fatta di nubi nere accumulatesi, una dopo l&#8217;altra, nell&#8217;ultimo biennio. E che ormai non sono più ignorabili. </p>
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		<title>Più prestiti ma meno esposizione: come l&#8217;Italia supera la pandemia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/piu-prestiti-ma-meno-esposizione-come-litalia-supera-la-pandemia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 08:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-1024x718.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Una delle principali preoccupazioni per il settore bancario legato alle conseguenze del passaggio della pandemia di coronavirus era quella legata alla possibilità che un numero sempre maggiore di debitori non fosse in grado di restituire i fondi precedentemente prestati. In parte a causa del crescere della disoccupazione e in parte per colpa delle incertezze legate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-prestiti-ma-meno-esposizione-come-litalia-supera-la-pandemia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-prestiti-ma-meno-esposizione-come-litalia-supera-la-pandemia.html">Più prestiti ma meno esposizione: come l&#8217;Italia supera la pandemia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5413362-1-2-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Una delle principali preoccupazioni per il settore bancario legato alle conseguenze del passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> era quella legata alla possibilità che un numero sempre maggiore di debitori non fosse in grado di restituire i fondi precedentemente prestati. In parte a causa del crescere della disoccupazione e in parte per colpa delle incertezze legate al futuro, da marzo in avanti le <strong>banche italiane</strong> e in generale quelle dell&#8217;Eurozona hanno temuto l&#8217;inizio di una nuova stagione segnata da forti criticità.</p>
<p>Benché per tutelarsi da questa evenienza il settore bancario si fosse già portato avanti sospendendo &#8211; su consiglio dell&#8217;economista italiano Andrea Enria &#8211; sino al 2021 i dividendi, in Italia le cose non starebbero andando così male come previsto. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/l-italia-debiti-tempo-covid-si-allarga-platea-ma-rate-diventano-piu-sostenibili-ADau6Yo">Secondo gli ultimi dati riportati da <em>IlSole24Ore</em></a>, sebbene nel corso degli ultimi mesi la platea di consumatori che ha avuto accesso al <strong>credito</strong> sia aumentata, è vero anche che l&#8217;indebitamento medio è stato tangibilmente ridimensionato, limitando quindi i rischi di default da parte dei consumatori. Ma non solo: al tempo stesso &#8211; grazie anche alla possibilità di sospendere le rate nei mesi di lockdown &#8211; sono diminuiti dal 1,9% al 1,6% i prestiti finalizzati in default (non rimborsati per almeno sei mesi di fila), l&#8217;esatta metà del 3,2% toccato nel marzo 2010, nel pieno della crisi economica che aveva investito l&#8217;Europa nello scorso decennio.</p>
<h2>Tiene il merito creditizio italiano</h2>
<p>Nonostante le aziende italiane &#8211; come la controparte europea &#8211; siano incappate delle notevoli difficoltà a causa prima del lockdown ed in seguito dalla contrazione dei consumi sul 2019, l&#8217;impatto frontale con le conseguenze della pandemia sembrerebbe essere stato perlomeno attutito. E sebbene gli analisti parlino di <strong>ottobre</strong> come mese simbolo per poter valutare la situazione, è vero anche che l&#8217;essere riusciti a tenere nel momento peggiore della crisi è significativo per valutare la solidità dell&#8217;apparato economico italiano.</p>
<p>Benché infatti il numero assoluto di finanziamenti nella pancia delle banche sia cresciuto, gli importi più bassi e soprattutto le rate dilazionate su tempi più lunghi garantiscono una maggiore possibilità di restituzione. La capacità stessa di potersi ancora indebitare, inoltre, è una spinta implicita ai consumi, che nei prossimi mesi potrebbero vedere quindi una ripartenza anche in quei settori come l&#8217;<strong>immobiliare</strong> che teoricamente sarebbero dovuti uscire distrutti dalle conseguenze economiche del passaggio del Covid-19.</p>
<h2>L&#8217;Italia si muove meglio dell&#8217;Europa</h2>
<p>Come sottolineato già molte volte, il<strong> basso livello</strong> di indebitamento privato italiano ha giocato sotto questo aspetto un ruolo fondamentale, permettendo alle aziende di sostenere un giro d&#8217;affari limitato e di non ritrovarsi &#8220;ingolfate&#8221; nel momento della riapertura degli impianti produttivi. E sotto questo aspetto &#8211; se si pensa ai dati francesi che, <a href="https://www.lemonde.fr/idees/article/2020/09/18/pres-de-100-000-societes-pourraient-disparaitre-d-ici-a-la-fin-de-l-annee_6052752_3232.html">stando a <em>Le Monde</em></a>, si attendono <strong>100mila</strong> chiusure entro la fine dell&#8217;anno &#8211; l&#8217;Italia è stata in grado di rispondere meglio rispetto ai propri alleati-avversari internazionali agli effetti devastanti della pandemia.</p>
<p>Questa situazione &#8211; sebbene non sia sufficiente per considerarci fuori pericolo &#8211; può però lasciar tirare un momentaneo sospiro di sollievo, con la sicurezza di detenere un sistema economico molto più resistente dell&#8217;atteso. E soprattutto, con il suo essersi rivelato ben più <strong>solido</strong> del previsto, in grado di garantire una ripartenza che, in assenza di ulteriori complicazioni sul piano internazionale, potrebbe non essere poi così &#8220;lacrime e sangue&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-prestiti-ma-meno-esposizione-come-litalia-supera-la-pandemia.html">Più prestiti ma meno esposizione: come l&#8217;Italia supera la pandemia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Bce teme il peggio: il sistema bancario europeo è in pericolo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus si è manifestato lo spettro di una nuova grande recessione in grado di sconvolgere l&#8217;economia internazionale, con i primi effetti che già si sono fatti sentire. Aumento della disoccupazione, sospensione delle rate dei mutui e contrazione dei consumi che hanno provocato a catena un rallentamento delle produzioni. E &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html">La Bce teme il peggio: il sistema bancario europeo è in pericolo?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con il passaggio della pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> si è manifestato lo spettro di una nuova grande recessione in grado di sconvolgere l&#8217;economia internazionale, con i primi effetti che già si sono fatti sentire. Aumento della <strong>disoccupazione</strong>, sospensione delle rate dei mutui e contrazione dei consumi che hanno provocato a catena un rallentamento delle produzioni. E stando agli ultimi allarmi lanciati dalla Banca mondiale, lo scenario non sembra essere in miglioramento nei prossimi mesi, con le economie mondiali in una<strong> perdita</strong> media del 5,2% del proprio Pil.</p>
<p>In questa situazione, impossibile non sottolineare come l&#8217;Europa &#8211; già relegata sotto molti aspetti ai margini dell&#8217;economia internazionale in questi ultimi anni &#8211; sia destinata a subire uno dei colpi peggiori, almeno tra le economie sviluppate. La perdita dei posti d&#8217;impiego ha già causato problemi alle famiglie e le misure di inclusione sociale messe in campo avranno effetto soltanto temporaneo, non potendo essere dispiegate a tempo indeterminato. In questo scenario, una contrazione delle entrate dei nuclei familiari porta alla diminuzione della capacità di spesa, causando due gravissime conseguenze: il <strong>crollo dei consumi</strong> e l&#8217;aumento delle <strong>insolvenze</strong> creditizie. E proprio su quest&#8217;ultimo aspetto, secondo le indiscrezioni dell&#8217;agenzia di stampa <a href="https://uk.reuters.com/article/uk-health-coronavirus-ecb-badbank-exclus/exclusive-ecb-prepares-bad-bank-plan-for-wave-of-coronavirus-toxic-debt-idUKKBN23H0MT"><em>Reuters</em></a>, anche i dirigenti della Banca centrale europea sembrano aver puntato il proprio sguardo.</p>
<h2>La Bce valuta un fondo di &#8220;Bad Bank&#8221;</h2>
<p>Sebbene fino a questo momento la <strong>Bce</strong> abbia svicolato alle domande dell&#8217;agenzia di stampa riguardo alla maxi mossa messa in campo per salvare il comparto bancario, la sensazione è che a Francoforte qualcosa si stia muovendo. A fronte delle parole espresse dal capo supervisore dell&#8217;istituzione europea, <strong>Andrea Enria</strong>, secondo il quale sarebbe ancora &#8220;troppo presto&#8221; per parlare di un sistema di &#8220;<strong>Bad Bank</strong>&#8221; in assenza di dati certi e definiti sull&#8217;entità della crisi (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/06/09/bankitaliada-17-giugno-misure-bce-sostegno-prestiti_e524d66a-8bbb-4302-bd7b-bd36942fe4e9.html">Ansa</a>), è anche vero che questa discussione avrebbe dei precedenti. Circa due anni fa, infatti, un progetto analogo era già stato discusso nelle sedi europee, bloccato però &#8211; come al solito &#8211; dalla Germania di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a>, a causa delle volontà di non costituire un &#8220;calderone comune&#8221; al quale attingere. E in parte, la stessa posizione è quella tenuta ancora adesso dai personaggi vicini a Berlino, che sostengono la buona volontà della mossa ma di come sarebbe utile svilupparla all&#8217;interno delle singole entità nazionali.</p>
<p>Tuttavia, rispetto al passato la direttrice della Bce, <strong>Christine Lagarde</strong>, sembra intenzionata ad andare fino il fondo col programma, che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni tra i dirigenti delle varie banche nazionali. Obiettivo, chiudere il discorso entro la fine dell&#8217;anno, cercando una stretta nelle tempistiche che, tuttavia, potrebbe comunque non essere sufficiente ad arginare l&#8217;impatto più violento della crisi che sta per investire il comparto bancario. E con lui, anche i <strong>mercati finanziari</strong>, col rischio di trovarsi in una situazione alquanto simile con quanto accaduto alla borsa di New York nel 2008.</p>
<h2>Si rischia uno scenario da incubo per il credito europeo</h2>
<p>Stando ai dati attualmente in mano e riportati da <em>Reuters</em>, l&#8217;entità del problema potrebbe riguardare fino a <strong>500 miliardi</strong> di euro di indebitamenti privati, pari allo stesso importo dei prestiti attualmente sul groppone delle banche a titolo di sofferenze.</p>
<p>Le preoccupazioni della Bce sarebbero in questo momento rivolte in modo particolare alle istituzioni finanziarie dalle più piccole dimensioni, per le quali uno scenario di questo tipo &#8211; e in certi casi superiore alla media &#8211; potrebbe essere <strong>devastante</strong>. E in questa situazione &#8211; anche per scongiurare misure più drastiche che porterebbero ad una nuova stagione di fusioni ed accorpamenti &#8211; risulta evidente quanto sia necessario muoversi con adeguato anticipo, onde evitare che la situazione sfugga di mano come accaduto negli Stati Uniti nel 2008.</p>
<p>Tuttavia, ancora una volta gli esperti dell&#8217;<strong>Eurozona</strong> devono fare i conti con l&#8217;ostruzionismo dei Paesi che reputano &#8211; talvolta a torto &#8211; il merito creditizio dei propri cittadini migliore rispetto allo standard europeo e che potrebbero dunque impedire la discussione di un meccanismo di salvaguardia bancario comune. Anche se, date le premesse, ora come non mai un simile comportamento significherebbe mettersi di traverso su questioni legate alla <strong>tutela</strong> di tutto il sistema economico del Vecchio continente, costretto ad affrontare una crisi come mai avvenuta in precedenza.</p>
<h2>L&#8217;orizzonte rimane grigio</h2>
<p>Come quasi sempre accade quando vengono messe in campo misure di questa entità, non bisogna però pensare che la loro attuazione funga da <strong>scudo</strong> totale contro i pericoli della situazione. Anche qualora infatti il meccanismo di &#8220;Bad Bank&#8221; venga messo in atto, infatti, le conseguenze rimarranno infelici. Mentre per le banche infatti altro non sarebbe che uno strumento di tutela parziale sul rischio di credito, per il consumatore finale le conseguenze derivanti da un default si ripercuoteranno comunque sulla sua capacità di spesa, creando una diminuzione della domanda di mercato. E l&#8217;aumento esponenziale di queste situazioni giungerà, presto o tardi, a riproporre il problema anche sulle aziende produttrici di beni e servizi, replicando il problema anche al settore dell&#8217;<strong>impresa</strong>.</p>
<p>In questo scenario, dunque, i mesi che il sistema bancario si trova di fronte saranno segnati da una notevole instabilità e nel costante rischio di vedere accresciuti i crediti non più esigibili. E fin tanto che qualcosa a Francoforte &#8211; e Bruxelles &#8211; non si sarà mosso l&#8217;<strong>indecisione</strong> legata al comparto bancario porterà dei rallentamenti anche a tutto l&#8217;indotto del sistema, inclusi i mercati finanziari: a ennesima conferma che gli orizzonti dell&#8217;Europa hanno assunto una scura tonalità di grigio.</p>
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		<title>Subprime, gli Usa ci sono ricascati?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/subprime-gli-usa-ci-sono-ricascati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 06:24:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di Covid-19 anche gli Stati Uniti &#8211; che fino a pochi mesi fa galoppavano nella tanto amata &#8220;piena occupazione&#8221; dell&#8217;ideologia liberista &#8211; hanno riscoperto la disoccupazione di massa, arrivata a toccare il massimo del 14.7%: peggiore del dato successivo al drammatico 2008. Non è soltanto però il dato statico a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/subprime-gli-usa-ci-sono-ricascati.html">[...]</a></p>
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<h2>A preoccupare è la salute economica di famiglie e istituzioni finanziarie</h2>
<p>Bisogna essere sinceri: allo stato attuale, l&#8217;apparato bancario americano è stato in grado di evitare il fenomeno che ha dato vita alla bolla del 2008, ponderando meglio i prestiti ed i mutui alle famiglie con minor merito creditizio, tutelando la stessa popolazione americana oltre al comparto bancario. Tuttavia, ciò era valido riferendosi ai parametri in vigore fino a febbraio, quando la <strong>piena occupazione</strong> e le prospettive di crescita facevano pensare che tutto stesse andando a gonfie vele. La botta però subita dai mercati e dall&#8217;economia reale a causa del lockdown e del peggioramento dei commerci internazionali ha modificato però in toto i parametri di base: evidenziando come in questo modo i mutui in pericolo siano superiori ad un terzo del totale; con un terzo delle famiglie che &#8211; si stima &#8211; non saranno in grado di far fronte ai propri impegni debitori.</p>
<p>In questo scenario e come sottolineato dall&#8217;agenzia di rating <strong>Moody&#8217;s</strong>, il pericolo che scoppi una bolla come quella di dodici anni fa è molto alta, nonostante gli enormi interventi finanziari promessi dal governo federale. Benché infatti il bazooka americano sia fondamentale per mantenere la situazione sospesa &#8211; permettendo, tra le altre cose, di sospendere le rate per un periodo massimo di 12 mesi &#8211; non può essere considerata una soluzione di lungo periodo, pesando soprattutto su quelle istituzioni finanziarie con alti crediti ma con una basso capitale sociale. E col peggioramento al contempo degli indici azionari unito alla <strong>sfiducia</strong> degli investitori, la situazione potrebbe ben presto sfuggire di mano, mettendo la politica nella condizione di agire in fretta per scongiurare il ripetersi di una Lehman Brother.</p>
<h2>Il limbo degli outlook negativi</h2>
<p>Come sottolineato dagli operatori di mercato, a preoccupare non sono tanto i mutui che già in questo momento sono stati marchiati come possibili insolventi, bensì tutti quelli che già allo stato attuale sono considerati tripla B e che hanno &#8220;guadagnato&#8221; l&#8217;aggiunta di <strong>outlook negativo</strong>. E in questo caso, si sta analizzando una cifra aggregata che raggiungerebbe un<strong> triliardo</strong> di dollari: cifra di fronte alla quale né la Federal Reserve né la Casa Bianca avrebbero margine di azione senza danneggiare in modo irreparabile la stabilità stessa della valuta americana.</p>
<p>A questo punto è però necessario fermarsi un attimo. Allo stato attuale, infatti, è ancora precoce parlare di una crisi in vista, in quanto mai come in questo momento i dati sono &#8220;drogati&#8221; dai drammatici mesi appena trascorsi ed i cambiamenti epocali in vista potrebbero variare ancora una volta in modo drastico lo scenario; elemento sottolineato dalla stessa Moody&#8217;s. Tuttavia, in assenza di forti prese di posizioni o di un panorama peggiore rispetto all&#8217;atteso &#8211; il quale purtroppo sembra delinearsi &#8211;  potrebbe non lasciare via d&#8217;uscita alcuna e <strong>ripetere</strong> una crisi di indebitamento che gli statunitensi conoscono ormai troppo bene.</p>
<h2>Lo stesso sistema bancario rischia di uscirne sfiduciato</h2>
<p>Se si ripetesse dunque una situazione già vissuta meno di quindici anni fa, a farne le spese questa volta non sarebbero però soltanto quegli operatori che si sono trovati in pancia e in misura eccessiva titoli e finanziamenti potenzialmente<strong> tossici</strong>: tutto il comparto bancario e finanziario degli Stati Uniti subirebbe un gravissimo colpo alla propria immagine. Questa situazione, unita alle altre instabilità, potrebbe essere la vera mazzata in grado di atterrare, come precedentemente espresso, soprattutto i piccoli attori di mercato con meno margini d&#8217;azione di bilanciamento, destinati ad essere <strong>assorbiti</strong> dalle grandi cordate o <strong>implodere</strong> come una Supernova. E in fondo, forse, sarà proprio questa la conseguenza peggiore della crisi che si sta profilando per il prossimo futuro degli Stati Uniti, ancora una volta alle prese con dei finanziamenti concessi senza uno sguardo ad ampio spettro verso il futuro.</p>
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		<title>Debito privato in volo: negli Stati Uniti i semi di una nuova recessione</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 05:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo primo biennio alla Casa Bianca Donald Trump ha festeggiato il raggiungimento degli obiettivi di una crescita del Pil robusta, vicina al 3% annuo, ma sotto altri punti di vista l&#8217;economia statunitense rimane condizionata da fattori di rallentamento e precarietà che colpiscono milioni di cittadini. Il tema fondamentale è quello del debito privato: innesco, tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel suo primo biennio alla Casa Bianca Donald Trump ha festeggiato il raggiungimento degli obiettivi di una crescita del Pil robusta, vicina al 3% annuo, ma sotto altri punti di vista l&#8217;economia statunitense rimane condizionata da fattori di rallentamento e precarietà che colpiscono milioni di cittadini.</p>
<p>Il tema fondamentale è quello del <strong>debito privato</strong>: innesco, tra il 2007 e il 2008, della Grande Recessione a partire dal settore dei mutui subprime. Fattore di freno per prospettive e aspettative della classe media statunitense che nell&#8217;ultimo ventennio si è mediamente indebolita e impoverita, mettendo a repentaglio le fondamenta stesse del &#8220;sogno americano&#8221; di mobilità sociale, accesso a alti tenori di vita e possesso di una casa di proprietà. Istruzione, sanità ed ediliziasono i settori in cui il costo dei servizi è lievitato a livelli tali da imporre una nuova fiammata all&#8217;indebitamento dei cittadini americani, i cui salari, pur dati in lieve ripresa negli ultimi trimestri, sono mediamente al palo da due decenni e vengono progressivamente erosi dall&#8217;aumento del costo della vita e dalla debolezza del welfare statunitense.</p>
<p>Elisabetta Grande ha descritto le disuguaglianze economiche negli Stati Uniti<em> </em>come “la povertà estrema è negli Stati Uniti parte integrante della fisionomia della società e addirittura del paesaggio urbano”, dato che si coglie eloquentemente guardando alle città spopolate di Stati come Ohio e Pennsylvania o le aree rurali di Kentucky e West Virginia. Ma la grande questione è, oggigiorno, la &#8220;proletarizzazione&#8221; del ceto medio sotto il peso di un indebitamento privato che serve a mantenere livelli di consumi paragonabili a quelli del passato ma che è sempre più disfunzionale e di difficile controllo.</p>
<p>L&#8217;indebitamento privato dei cittadini statunitensi, a fine 2018, era in crescita da <strong>diciotto trimestri </strong>consecutivi, <a href="https://markets.businessinsider.com/news/stocks/us-household-debt-just-climbed-to-fresh-highs-2019-2-1027947029">arrivando a 13,5 trilioni di dollari,</a> e recentemente anche il <em>Wall Street Journal </em>ha lanciato l&#8217;allarme sulla sua sostenibilità e sui rischi di un gioco speculativo ad ampio raggio paragonabile a quello che ha provocato il disastro del decennio scorso. L&#8217;anno scorso, <a href="https://www.agi.it/economia/classe_media_indebitamento-5961665/news/2019-08-04/">scrive <em>Agi, </em></a>è stato &#8220;il debito studentesco a volare, toccando i 1.500 miliardi di dollari e superando tutte le altre forme di debito al consumo ad eccezione dei mutui. Il debito per l&#8217;auto è cresciuto quasi del 40% (depurato dell&#8217;inflazione) arrivando a 1.300 miliardi di dollari&#8221;.</p>
<p class="selectionShareable">A far lievitare il debito ha contribuito senz&#8217;altro &#8220;il basso costo del denaro assicurato dalla politica monetaria della Fed. Inoltre, secondo il Wsj, l&#8217;indebitamento degli americani è una sorta di voto di fiducia nel futuro: si indebitano perché la disoccupazione è bassa e loro si sentono sicuri di poter trovare un posto di lavoro&#8221;. Tuttavia questo clima potrebbe subire una netta inversione di tendenza qualora la curva della disoccupazione si invertisse, dato che l&#8217;incapacità delle banche centrali di uscire dalla situazione del &#8220;quantitative easing permanente&#8221; a livello globale non offrirebbe un vero e proprio paracadute a una crisi di sfiducia.</p>
<p>Nel comparto auto <a href="http://m.dagospia.com/7-milioni-di-americani-hanno-smesso-di-pagare-le-rate-delle-auto-come-per-i-mutui-subprime-196665?fbclid=IwAR0s_TCZ58rbwCOMcP5sspdAKYqwSCfF9h1XaU95eX_xQhqnEp3UgveB3CM">sarebbero oltre 7 milioni i</a> debitori morosi sui prestiti per l&#8217;acquisto di veicoli il cui ritardo ha superato, nel pagamento delle rate i 90 giorni. Questo perchè, <a href="https://it.insideover.com/politica/ritornano-i-subprime-i-prestiti-automobilistici-negli-usa-lanciano-lallarme.html">come scrivevamo</a>, i debitori hanno una parte preponderante dei finanziamenti concentrati in società specializzate nei prestiti del settore piuttosto che in banche o agenzie che valutano con maggiore accortezza il rischio di credito e le reali garanzie del ricevente. Pensando che la garanzia rappresentata dal veicolo stesso sia più che sufficiente ma non tenendo in conto il fattore rappresentato dal deprezzamento dell&#8217;auto appena acquistata. Non sembra una storia già vista? A oltre dieci anni di distanza, la finanza non ha imparato le lezioni della Grande Recessione. E un&#8217;accumulazione eccessiva di debito privato potrebbe essere il detonatore perfetto per una nuova crisi finanziaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html">Debito privato in volo: negli Stati Uniti i semi di una nuova recessione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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