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	<title>Elezioni in Turchia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni in Turchia Archives - InsideOver</title>
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		<title>La politica estera della Turchia dopo la rielezione di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-politica-estera-della-turchia-dopo-la-rielezione-di-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 08:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-2048x1345.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente turco ha promosso una nuova nozione di nazionalismo che enfatizza l'identità musulmana come elemento distintivo della turchità.  E si riflette sull'agenda estera</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-politica-estera-della-turchia-dopo-la-rielezione-di-erdogan.html">La politica estera della Turchia dopo la rielezione di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhj9u2DEhBTRHBRdPNB_ANSA-1-2048x1345.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia di successo di<strong>&nbsp;Recep Tayyip Erdoğan</strong>&nbsp;rimane un enigma per molti analisti. Ha vinto più elezioni di qualsiasi altro politico nella storia della Repubblica turca. Il suo partito AKP ha fornito ampi servizi sociali e programmi di welfare a milioni di turchi, sostenendo al contempo politiche pro-business. Inoltre, il partito ha sottolineato l&#8217;importanza dei valori conservatori, in gran parte basati sull&#8217;Islam, per ottenere un vantaggio morale rispetto ai suoi concorrenti. Non è un caso che Erdoğan abbia invocato sempre più spesso il nome di Dio.</p>



<p>In questo contesto, il <strong>presidente turco </strong>ha promosso una nuova nozione di nazionalismo che enfatizza l&#8217;identità musulmana come elemento distintivo della turchità. L&#8217;AKP sostiene di agire come una forza di democratizzazione che rappresenta la maggior parte della popolazione contro una piccola minoranza di turchi non genuini. Pertanto, il partito ha per lo più attirato il sostegno di devoti musulmani sunniti che sono stati in gran parte emarginati dal regime kemalista per decenni. Non sorprende che la politica estera turca sia stata influenzata dall&#8217;islamo-nazionalismo di Erdoğan.</p>



<p>Sotto la presidenza Erdoğan, la Turchia ha perseguito una strategia assertiva nei confronti dei suoi vicini. L&#8217;esercito turco è stato coinvolto nei conflitti in Siria e Iraq presumibilmente solo per perseguire gli insorti curdi. Mentre il fattore curdo pesa molto nei calcoli di Ankara nella regione, c&#8217;è un elemento ideologico che non può essere facilmente liquidato. Sia la Siria che l&#8217;Iraq sono ora stati falliti che facevano parte dell&#8217;Impero Ottomano. Erdoğan ha coniato il termine &#8220;confini del nostro cuore&#8221; per sfidare la santità dei confini esistenti nella regione.</p>



<p>Quindi, è probabile che le incursioni turche in Siria e Iraq continuino.</p>



<p>Inoltre, l&#8217;AKP ha tentato di esportare il proprio modello di governance in altri paesi a maggioranza musulmana. Nel 2012, ad esempio, Erdoğan ha visitato l&#8217;Egitto post-primavera araba, la Libia e la Tunisia per promuovere il modello dell&#8217;AKP. Sebbene la sua offerta sia stata percepita da molti come un&#8217;interferenza negli affari interni di questi paesi, il leader turco è rimasto popolare tra il pubblico arabo. Ha sviluppato la reputazione di un politico onesto e diretto che sostiene le cause musulmane. La leadership turca ha cercato di normalizzare le sue relazioni con il regime di Sisi in Egitto. Questo sforzo continuerà nei prossimi mesi. Tuttavia, l&#8217;intervento militare di Ankara in Libia ha prodotto incertezza sulle intenzioni turche in Nord Africa. Alla fine di novembre 2019, la firma dell&#8217;accordo di delimitazione turco-libico ha fatto infuriare Atene e il Cairo che rimangono scettici sulla presenza di Ankara nel paese devastato dalla guerra.</p>



<p>Inoltre, la richiesta di Erdoğan per la revisione del Trattato di Losanna, che ha stabilito i confini della Turchia con la Grecia, non è uno sviluppo casuale. I funzionari turchi hanno accennato a rivendicazioni territoriali contro la Grecia, sebbene le isole dell&#8217;Egeo orientale siano popolate esclusivamente da greci. Eppure, questa è solo una parte della visione della&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-cem-gurdeniz-turchia-mediterraneo-mavi-vatan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Mavi Vatan</em>&nbsp;(&#8220;Patria delle acque blu&#8221;)</a></strong>&nbsp;che Erdoğan e i suoi luogotenenti hanno apertamente sostenuto negli ultimi anni. È stato dichiarato per la prima volta dalla leadership turca nel 2019, rivendicando un&#8217;area di mare di 178.000 miglia quadrate per la Turchia. Ankara ha anche inviato navi di perforazione nella zona economica esclusiva cipriota, facendo infuriare Nicosia e l&#8217;UE. Nel dicembre 2019, il&nbsp;<strong>Congresso degli Stati Uniti ha approvato l&#8217;Eastern Mediterranean Security and Energy Partnership Act</strong>&nbsp;per sostenere la cooperazione energetica tra Stati Uniti, Grecia, Cipro e Israele. Il maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nella regione non è stato percepito da Ankara come uno sviluppo positivo. Ma Ankara ha accettato di ripristinare le piene relazioni diplomatiche con Gerusalemme, nonostante occasionali esplosioni retoriche dirette alla leadership israeliana. Sebbene il recente catastrofico terremoto nella provincia di Hatay abbia portato a un riavvicinamento greco-turco, Ankara non abbandonerà facilmente le sue rivendicazioni nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>In ogni caso, l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha cambiato radicalmente le dinamiche di sicurezza nella regione più ampia. Non solo Ankara ha evitato di imporre sanzioni anti-russe, ma ha approfondito la sua partnership con Mosca. Il commercio tra i due paesi è raddoppiato nei primi nove mesi del 2022 rispetto all&#8217;anno precedente, raggiungendo i 47 miliardi di dollari. Inoltre, i turisti russi in Turchia hanno notevolmente potenziato l&#8217;industria turistica turca a causa delle restrizioni di viaggio nell&#8217;Unione europea. La società russa Rosoboronexport ha anche venduto sistemi d&#8217;arma alle forze armate turche, incluso l&#8217;avanzato sistema missilistico antibalistico S-400. La Russia è il più grande fornitore di gas naturale della Turchia, principalmente attraverso il gasdotto sottomarino Blue Stream; Mosca costruisce anche nuove centrali nucleari nel paese.</p>



<p>Allo stesso tempo, la Turchia ha fornito alle forze armate ucraine veicoli aerei senza pilota da combattimento e ha rifiutato di riconoscere l&#8217;annessione della Crimea e di altre province ucraine. Inoltre, il regime di Erdoğan ha espresso preoccupazione per i diritti umani della minoranza musulmana tatara nella Crimea occupata dai russi. Forse ancora più importante, la Turchia è stata fondamentale nel mediare un accordo per consentire le esportazioni di grano dai porti ucraini attraverso un corridoio sicuro nel Mar Nero.</p>



<p>La posizione neutralista della Turchia ha deteriorato le sue relazioni con Washington che cerca di formare un fronte unito contro Mosca. Lo stato disastroso dell&#8217;economia turca potrebbe costringere Erdoğan ad allentare le tensioni con i paesi occidentali. Tuttavia, è altamente improbabile che Ankara si rivolga contro Mosca come hanno fatto altri paesi della NATO. Nonostante le speranze occidentali, c&#8217;è un crescente sostegno interno per un cambiamento eurasiatico nella politica estera turca.</p>



<p>Nel Caucaso meridionale, Ankara ha mantenuto il suo rapporto speciale con Baku. Nell&#8217;autunno 2020, il successo della guerra lampo azera nel Nagorno-Karabakh è stato in parte attribuito al sostegno militare turco. L&#8217;attuale normalizzazione delle relazioni con l&#8217;Armenia continuerà finché Yerevan rimarrà isolata e rischierà di affrontare una crisi politica più grave. Durante il suo terzo mandato, il regime di Erdoğan potrebbe mostrare maggiore interesse a sviluppare relazioni più strette con le repubbliche turche dell&#8217;Asia centrale.</p>



<p>Nel complesso, la Turchia ha tentato di mantenere una<strong> politica estera indipendente </strong>prendendo le distanze dall&#8217;Occidente. Anche se questo non è sempre stato possibile, è chiaro che la politica estera turca è ideologicamente guidata e geopoliticamente ambiziosa. Ankara manterrà un ruolo attivo nel Mar Nero, in Medio Oriente, Nord Africa e nel Mediterraneo orientale per i prossimi cinque anni. Indubbiamente, la Turchia di Erdoğan aspira a diventare una potenza regionale e la sua politica estera rifletterà questo fatto.</p>



<p>*Il Dr. Emmanuel Karagiannis è Reader in International Security presso il Dipartimento di Studi sulla Difesa del King&#8217;s College di Londra.</p>
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		<title>L&#8217;erdoganismo sopravviverà a Erdogan?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lerdoganismo-sopravvivera-a-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 08:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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<p>Nei giorni che hanno preceduto il recente Vertice NATO di Vilnius, tutti i maggiori protagonisti di questo evento hanno osservato nervosamente le mosse di uno dei membri dell’Alleanza. In particolare, il Segretariato,  l’azionista di riferimento, gli Stati Uniti, unitamente a tre convitati di pietra: la Svezia, candidata ad entrare nell’Alleanza; la povera Ucraina, che quindici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lerdoganismo-sopravvivera-a-erdogan.html">[...]</a></p>
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<p>Nei giorni che hanno preceduto il recente <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vertice NATO di Vilnius</a></strong>, tutti i maggiori protagonisti di questo evento hanno osservato nervosamente le mosse di uno dei membri dell’Alleanza. In particolare, il Segretariato,  l’azionista di riferimento, gli Stati Uniti, unitamente a tre convitati di pietra: la Svezia, candidata ad entrare nell’Alleanza; la povera Ucraina, che quindici anni dopo il Vertice NATO di Bucarest del 2008 dove venne annunciato il suo futuro ingresso nell’organizzazione, si è dovuta accontentare di una conclusione sostanzialmente identica a quella di quindici anni fa, e addirittura l’Unione Europea che, in un mondo ideale dove si valorizzasse l’autonomia, quand’anche fosse strategica, si distinguerebbe nettamente  dalla NATO. </p>



<p>All’origine della tensione sulle sponde del Baltico vi è stato il Presidente turco Recep Tayypp Erdogan. Per alcuni giorni ha tenuto tutti con il fiato sospeso prima di offrire l’assenso all’ingresso della Svezia nell’<strong>Alleanza Atlantica,</strong> premurandosi tuttavia di aggiungere che la parola finale spetterà al Parlamento turco nell’ambito di un rilancio del processo di adesione della Turchia all’Unione Europea, sospeso dal 2007. </p>



<p>Tale situazione deve aver ingenerato anche molta confusione con inversioni di ruoli a dir poco tragicomici. La Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’ingresso della Svezia nella NATO è una <em>“tappa storica”,</em> mentre il Segretario Generale della NATO, <strong>Jens Stoltenberg,</strong> ha affermato che <em>“la Turchia è più vicina all’UE”. </em>Nulla meglio di queste due dichiarazioni incrociate illustra quanto le due organizzazioni siano ormai sovrapponibili e i rispettivi vertici intercambiabili.</p>



<p>Tralasciando i comprimari, ovvero gli attuali vertici di NATO e Commissione UE, è più opportuno focalizzarsi sui protagonisti, coloro che – nel bene e nel male – hanno fatto e stanno facendo la storia. In questo primo scorcio del XXI secolo il Presidente turco sembra trovarsi a proprio agio in quest’ultimo ruolo.</p>



<p>È difficile trovare negli ultimi due decenni un leader più imprevedibile, spregiudicato, ma allo stesso tempo carismatico dell’attuale Presidente della Turchia. È forse ancora prematuro immaginare se quest’ultimo avrà nel suo Paese un impatto pari o superiore a Mustafà Kemal, il padre della Turchia moderna; ma è indubbio che dinanzi al rilievo internazionale che Erdogan ha saputo imprimere al suo Paese, quello di<strong> Kemal Ataturk,</strong> francamente, impallidisce.</p>



<p>Non vi è stato dossier internazionale in questi due decenni in cui la Turchia non abbia svolto un ruolo: NATO, UE, Iraq, Siria, Libia, Afghanistan, Ucraina, conflitto tra Azerbaigian ed Armenia, conflitto israelo-palestinese, questione curda, terrorismo, Primavere Arabe, Islam politico, flussi migratori, dossier energetici, sicurezza alimentare. La lista è sicuramente approssimata per difetto.</p>



<p>Naturalmente la politica estera turca ha conosciuto successi ed insuccessi, tra questi ultimi, quello più rilevante ha avuto luogo in Siria. Il tentativo di rovesciare Bashar Al Assad così caparbiamente portato avanti da Erdogan è fallito e i danni collaterali – ovvero il sostegno all’integralismo islamico e a frange prossime ad Al Qaeda con tutti i connessi episodi di terrorismo – sono stati elevatissimi. Tra questi danni collaterali non va certo dimenticata l’impennata dei flussi migratori verso l’Europa nel 2015.</p>



<p>Erdogan, tuttavia, non si è mai perso d’animo e ha continuato a giocare su più tavoli. Bellicoso nel <strong>Kurdistan turco e iracheno,</strong> cruciale nel portare l’Azerbaigian alla vittoria nel recente conflitto con l’Armenia, assai vicino ad un successo spettacolare nel mediare nella primavera 2022 una possibile tregua tra Russia ed Ucraina, fondamentale nel concludere l’accordo per le esportazioni di cereali dall’Ucraina che hanno impedito &#8211; per qualche tempo &#8211; una crisi alimentare globale.</p>



<p>A Vilnius, <strong>Erdogan ha giocato bene le sue carte</strong>. Nessuno crede ormai che la Turchia potrà entrare nell’UE ma il leader turco avrebbe comunque ottenuto tutta una serie di concessioni: un regime dei visti dell’UE verso i cittadini turchi più aperto, sempre con l’UE un miglioramento dell’attuale Accordo Doganale, e, finalmente, la luce verde degli Stati Uniti alla fornitura di nuovi aerei F16. Situazioni potenzialmente destabilizzanti come il provocatorio rogo pubblico del Corano, maldestramente e incomprensibilmente autorizzato dalle autorità svedesi, non hanno influito, a conferma del grande pragmatismo che Erdogan – se necessario – è in grado di manifestare.</p>



<p>Una delle principali priorità dell’UE, la gestione dei flussi migratori dal Medio Oriente e dal Nord Africa, resta condizionata alla volontà di Ankara che ospita milioni di profughi siriani e che svolge un ruolo di primo piano in Libia, da dove parte una vasta percentuale dei flussi migratori provenienti dall’Africa.</p>



<p>Ankara, quindi, continua ad adottare una politica a geometria variabile: è un membro della NATO ma non sottoscrive le sanzioni occidentali contro la Russia, svolge il ruolo mediatore nel conflitto ma poi sostiene l’aspirazione di Kiev ad entrare nella NATO e libera 4 membri di spicco della brigata Azov catturati a Mariupol venendo meno alle intese siglate con Mosca per lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.</p>



<p>Dopo anni e risorse spese a sostenere la Fratellanza Musulmana ora la Turchia, assetata di capitali, apre ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che vedono l’organizzazione come il fumo negli occhi, ed ha appena ristabilito le relazioni diplomatiche con l’Egitto. Si vocifera addirittura di un prossimo viaggio del Presidente El Sissi ad Ankara.</p>



<p>Erdogan sembra sempre pronto a cambiare le sue posizioni a seconda delle convenienze del momento, potrebbe presto diventare il primo membro della NATO ad entrare a far parte dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) il gruppo che si profila sempre più come l’alter ego del G7 sullo scenario internazionale e che sembrerebbe orientato a creare una propria valuta per gli scambi commerciali alternativa al dollaro: un vero e proprio dito nell’occhio nei confronti degli Stati Uniti, le cui potenziali conseguenze sono ancora tutte da valutare</p>



<p>Questa disinvoltura inizia ad essere etichettata con un termine ad hoc: “<em>Erdoganismo”</em>, ovvero un insieme di ideologia, uso della forza, persistenza e pragmatismo.</p>



<p>L’ideologia affonda le radici nell’Islam politico che consente ad Erdogan di beneficiare ancora di una vastissima area di consensi nell’Anatolia profonda, il vero zoccolo duro del suo pluriennale successo politico. Il pragmatismo viene perseguito nel puro interesse del Paese e soprattutto quello suo personale con un semplice slogan “ieri è ieri e oggi è oggi”, ovvero è possibile tutto e il contrario di tutto. Nella sua condotta il Presidente turco si avvale di un abile dosaggio di intimidazione e speranza. A completare i tratti salienti dell’<em>Erdoganismo</em> concorrono una forte dose di populismo sulla base di una sorta di <em>“spirito del fare”</em>. Molte grandiose opere infrastrutturali realizzate da Erdogan nel ventennio appena trascorso hanno subito forti critiche dai partiti laici ma resta il fatto che una parte consistente della popolazione turca trova in queste realizzazioni motivi di un forte orgoglio nazionale. Il principale consigliere di Erdogan, Ibrahim Kalin, appena nominato capo dell’intelligence al posto di Hakan Fidan che, dopo oltre un decennio nell’incarico, passa al dicastero degli Esteri, nel 2013 coniò il termine “preziosa solitudine” per identificare e giustificare le scelte populiste turche, specialmente nel cruciale periodo tra le Primavere Arabe del 2010 e il fallito colpo di Stato del 2016. La “preziosa solitudine” è stata, per lungo tempo, un moltiplicatore di potere per il leader turco.</p>



<p>La sintesi di tutto questo insieme di scelte politiche e slogan confluisce in una sintesi “Islam Turco” che svolge un ruolo trainante sia nella politica interna che in quella estera della Turchia con evidenti propaggini verso l’Asia Centrale dove il ceppo linguistico turco è alquanto diffuso.</p>



<p>Il principale problema di Erdogan, naturalmente, è Erdogan, in particolare la sua testardaggine. Sul versante economico, dove la situazione della Turchia è tutt’altro che rosea anche a causa del recente terribile terremoto, ha in questi anni adottato alcune scelte economiche che confliggono apertamente con i fondamentali della macroeconomia; ad esempio, la pretesa di combattere il livello altissimo dell’inflazione nel paese abbassando anziché innalzando il livello dei tassi di interesse. Con il numero di Ministri delle Finanze e Governatori della Banca Centrale licenziati da Erdogan negli ultimi anni ci si potrebbe costituire una squadra di calcio.</p>



<p>Non è un caso tuttavia che, all’indomani del Vertice di Vilnius, il decano dei giornalisti investigativi statunitensi (uno dei pochi rimasti nel campo) Seymour Hersh, e che vanta ancora fonti eccellenti nei gangli del potere di Washington, abbia rivelato che in cambio dell’accesso della Svezia alla NATO, il Presidente Biden avrebbe promesso ad Erdogan una linea di credito di 11-13 miliardi di $ che verrebbe resa disponibile dal Fondo Monetario Internazionale. Vedremo.</p>



<p>Una crisi finanziaria, infatti, potrebbe essere la principale minaccia che si profila per la Turchia ma in prospettiva è probabile che anche in quest’ultima malaugurata eventualità Erdogan abbia qualche coniglio da tirare fuori dal cappello. In fin dei conti egli detiene le chiavi di parte degli approvvigionamenti energetici dell’Europa in un momento assai critico e, soprattutto, qualora fosse messo all’angolo potrebbe nuovamente aprire gli argini ad un flusso migratorio di milioni di persone diretto verso il vecchio continente.</p>



<p>Mentre nella complessa vicenda turca nessuno sembra disporre di carte vincenti, il principale quesito resta: l’<em>Erdoganismo </em>sopravviverà ad Erdogan?</p>
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		<title>Il trionfo di Erdogan in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/il-trionfo-di-erdogan-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 07:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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		<title>Chi è Kemal Kilicdaroglu, lo sfidante di Erdogan in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kemal-kilicdaroglu-lo-sfidante-di-erdogan-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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<p>Il candidato alla presidenza turca che dopo il secondo posto al voto del 14 maggio al ballottaggio del 28 maggio è andato a un passo dal disarcionare, dopo vent&#8217;anni di potere, Recep Tayyip Erdogan è un economista 74enne di stretta fede democratica, Kemal Kilicdaroglu, dal 2010 leader del Partito Repubblicano del Popolo (Chp). Alla testa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kemal-kilicdaroglu-lo-sfidante-di-erdogan-in-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-scaled-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-1536x1089.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230424142930728_db5b3481cf1062f6007643956ce7813d-2048x1451.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il candidato alla presidenza turca che dopo il secondo posto<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/guida-al-voto-turchia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> al voto del 14 maggio al ballottaggio del 28 maggio è andato a un passo dal disarcionare,</a> dopo vent&#8217;anni di potere, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-2023-i-3-scenari-possibili-per-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recep Tayyip Erdogan</a></strong> è un economista 74enne di stretta fede democratica, <strong>Kemal Kilicdaroglu</strong>,  dal 2010 leader del <strong>Partito Repubblicano del Popolo (Chp)</strong>.</p>



<p>Alla testa della formazione che incarna l&#8217;eredità laica di Mustafa Kemal Ataturk e rappresenta il perno della coalizione di sei partiti con cui l&#8217;opposizione attacca il Sultano. Kilicdaroglu è arrivato alla sfida politica più importante della sua carriera dopo vent&#8217;anni passati da combattivo deputato dell&#8217;opposizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kemal-kilicdaroglu-lo-sfidante-di-erdogan-in-turchia.html">Chi è Kemal Kilicdaroglu, lo sfidante di Erdogan in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Reportage &#124; La stretta sui media nella Turchia di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-stretta-sui-media-nella-turchia-di-erdogan</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 07:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il quotidiano Evrensel Gazetesi è uno degli ultimi che fa opposizione in Turchia, ma negli ultimi anni la stretta di Erdogan sui media è sempre più forte. Clicca qui per il reportage completo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-stretta-sui-media-nella-turchia-di-erdogan">Reportage | La stretta sui media nella Turchia di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video--334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
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</div></figure>



<p>Il quotidiano Evrensel Gazetesi è uno degli ultimi che fa opposizione in Turchia, ma negli ultimi anni la stretta di Erdogan sui media è sempre più forte. </p>



<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-turchia-di-erdogan/la-stretta-di-erdogan-sulla-liberta-di-stampa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> per il reportage completo. </p>
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		<title>Reportage &#124; Tra le macerie di Gaziantep</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/tra-le-macerie-di-gaziantep</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 08:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nella provincia di Gaziantep la ferita del terremoto del 6 febbraio è ancora aperta. Ecco come si riflette sulle elezioni presidenziali. Clicca qui per il reportage completo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/tra-le-macerie-di-gaziantep">Reportage | Tra le macerie di Gaziantep</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/gaziantep-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Tra le macerie di Gaziantep" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/2McYSbWgjOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_2McYSbWgjOU");</script>
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<p>Nella provincia di Gaziantep la ferita del terremoto del 6 febbraio è ancora aperta. Ecco come si riflette sulle elezioni presidenziali. </p>



<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui </a>per il reportage completo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/tra-le-macerie-di-gaziantep">Reportage | Tra le macerie di Gaziantep</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; La roccaforte del sultano</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-roccaforte-del-sultano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 08:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/roccaforte-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Kasımpaşa, quartiere di Istanbul, è ancora oggi la roccaforte di Erdogan. Ecco le voci del popolo che voterà ancora per lui alle elezioni del 14 maggio Clicca qui per il reportage completo</p>
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<p>Kasımpaşa, quartiere di Istanbul, è ancora oggi la roccaforte di Erdogan. Ecco le voci del popolo che voterà ancora per lui alle elezioni del 14 maggio</p>



<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/elezioni-in-turchia-viaggio-nella-roccaforte-di-recep-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui </a>per il reportage completo</p>
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		<title>Erdogan in calo in Turchia. Ma il Sultano vince nelle zone del terremoto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-emerge-dal-voto-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Paese spaccato, ma anche società più "matura": ecco cosa emerge dal voto in Turchia, con il Paese che adesso si prepara al ballottaggio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/elezioni-turchia-erdogan-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un Paese spaccato, un elettorato profondamento diviso: è questa la prima impressione che si ha scorrendo i <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/erdogan-sotto-50-turchia-va-ballottaggio-2151397.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> delle <strong>elezioni</strong> in <strong>Turchia</strong>. Sia nel voto per le <strong>presidenziali</strong> che in quello per le <strong>legislative</strong>, a prevalere è una profonda spaccatura. Da un lato ci sono gli elettori che hanno ridato fiducia sia al presidente Erdogan che all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-del-partito-di-erdogan.html">Akp</a>. Dall&#8217;altro, la galassia dell&#8217;opposizione che questa volta è riuscita a mettere seriamente in discussione l&#8217;egemonia del capo dello Stato uscente.</p>



<p>Il solco all&#8217;interno della società turca è esteso su più fronti. Non c&#8217;è soltanto una divergenza di opinione nell&#8217;elettorato. Sembra proprio esistere una netta differenza tra <strong>città</strong> e <strong>campagna</strong>, <strong>giovani</strong> e <strong>meno giovani,</strong> ceti medi e ceti ricchi. E non è una sorpresa: la spaccatura era evidente da tempo. Così come, al tempo stesso, era evidente un progressivo calo di consenso per il mondo attorno a Erdogan. Mondo che, fra due settimane, saprà però se potrà o meno rimanere in sella. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La profonda spaccatura tra città e campagna</h2>



<p>Guardando la mappa del voto turco, si notano alcuni dettagli importanti. I media hanno colorato di rosso le province dove a prevalere è stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kemal-kilicdaroglu-lo-sfidante-di-erdogan-in-turchia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kemal Kilicdaroglu</a>, candidato dell&#8217;opposizione. In arancione invece le province rimaste fedeli a Erdogan. Il rosso circonda di fatto l&#8217;Anatolia. La costa ha votato per il rappresentante dell&#8217;opposizione, creando una &#8220;cintura&#8221; attorno la <strong>parte interna</strong> della Turchia. Ci sono poi due &#8220;macchie rosse&#8221; nel mare arancione pro Erdogan: si tratta delle province di <strong>Eskisehir</strong> e di <strong>Ankara</strong>. Qui Kilicdaroglu ha ottenuto rispettivamente il 50% e il 47%, precedendo il presidente uscente di pochi ma decisivi punti percentuali. </p>



<p>In questo contesto, è quindi notabile la spaccatura imperante tra le grandi città e le aree meno urbanizzate. A <strong>Istanbul</strong>, città dove l&#8217;attuale capo dello Stato ha iniziato la sua carriera politica, a prevalere è stato Kilicdaroglu con il 48%. A <strong>Smirne</strong>, il candidato dell&#8217;opposizione ha superato il 60%. L&#8217;opposizione ha prevalso anche ad <strong>Antalya</strong>, <strong>Adana</strong>, <strong>Mersin</strong>. Non si tratta però di sorprese: nelle amministrative del 2019, in queste città l&#8217;Akp è diventato minoranza. Anche nella Istanbul del presidente in quell&#8217;occasione<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/elezioni-istanbul-erdogan-perde-metropoli-turca-1715502.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> si è avuto un clamoroso sorpasso da parte del Chp. </a></p>



<p>La spaccatura tra grandi città e aree rurali per certi versi risulta netta. Ma presenta anche <strong>sfumature</strong> non secondarie. Nelle metropoli Erdogan non ha vinto, ma ha comunque raccolto milioni di voti. Il fattore determinante è stato forse rappresentato dai giovani. Gli ultimi sondaggi prima del voto parlavano di un 20% scarso, all&#8217;interno delle nuove generazioni, rimasto al fianco dell&#8217;Akp. Studenti e giovani impiegati hanno dato una spinta importante a Kilicdaroglu nelle grandi città, soprattutto nell&#8217;<strong>ovest </strong>del Paese. Spinta che non c&#8217;è stata in altre metropoli orientali. <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gaziantep</a> ha ridato fiducia a Erdogan, qui il 60% ha votato per la riconferma del presidente uscente. A <strong>Erzurum</strong>, l&#8217;Akp ha raggiunto quasi il 70%. Un discorso simile vale per <strong>Trebisonda</strong>, sul Mar Nero, dove Erdogan è andato oltre il 65%. Infine <strong>Bursa</strong> è stata l&#8217;unica grande città dell&#8217;ovest dove l&#8217;opposizione ha seriamente stentato, con Kilicdaroglu incapace di andare oltre il 40%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia-1024x512.png" alt="" class="wp-image-395590" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia-1024x512.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia-600x300.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia-300x150.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia-768x384.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/mappa-voto-turchia.png 1279w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Elaborazione di Cnn Turk sul 99,8% dei voti scrutinati.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il voto dei curdi</h2>



<p>Si potrebbe quindi pensare a una spaccatura tra est e ovest, ma in realtà è proprio nelle regioni più orientali che l&#8217;opposizione ha guadagnato maggior terreno. E qui a entrare in ballo è il fattore curdo. Nelle province a <strong>maggioranza curda</strong>, la gente ha votato in massa per Kilicdaroglu. O, per meglio dire, contro Erdogan. Del resto il presidente turco negli ultimi dieci anni ha avviato molteplici operazioni di polizia nelle aree curde e ha lanciato operazioni militari anche oltre confine in Siria. </p>



<p>A <strong>Diyarbakir</strong> il candidato del Chp ha raggiunto il 71%, a <strong>Van</strong> il 62%. Per le legislative, il voto curdo è andato in massa alla lista comprendente l&#8217;<strong>Hdp</strong>, ossia il partito di riferimento della popolazione curda. Proprio grazie al voto nelle province più orientali, la formazione fondata da <strong>Demirtas</strong>, la quale però non sosteneva alcun candidato alla presidenza, è potuta entrare in parlamento. E nella prossima legislatura potrà contare su 59 deputati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il voto nelle aree terremotate </h2>



<p>Era interessante notare anche il voto nelle zone colpite dal <strong>sisma</strong> del 6 febbraio scorso. Il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-terremoto-che-rischia-di-cambiare-il-medio-oriente.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terremoto</a> ha ucciso più di 50mila persone, una tragedia nazionale che da subito ha avuto dei risvolti politici. Per i detrattori di Erdogan, l&#8217;emergenza è stata gestita malamente e inoltre è stato più volte puntato il dito contro i piani edilizi degli ultimi anni. Sono stati infatti alcuni dei palazzi più moderni a cedere sotto il peso delle scosse. Per i sostenitori del presidente invece, la risposta del governo è stata immediata e ha garantito immediati soccorsi. A prevalere tra gli elettori interessati è stata quest&#8217;ultima posizione. </p>



<p>Gaziantep, tra le aree più colpite, come detto ha confermato il suo sostegno a Erdogan. A <strong>Kahramanmaras</strong>, lì dove è stato registrato l&#8217;epicentro della scossa principale, il presidente uscente ha ottenuto il 70% dei voti. Discorso analogo vale per la provincia di <strong>Sivas</strong>, tra le più devastate. Le uniche eccezioni in tal senso sono state registrate ad Adana e nella provincia di <strong>Hatay</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il costante calo dell&#8217;Akp</h2>



<p>Il voto turco consegna quindi un Paese spaccato, ma non tranciato di netto nel dualismo tra pro e contro Erdogan. Più semplicemente, la Turchia di oggi è lontana da quella immaginata dall&#8217;attuale presidente negli ultimi anni. Non un Paese guidato da un partito egemonico, come nelle volontà dell&#8217;Akp, ma una società con al suo interno diverse sfaccettature. Alcune volte coincidenti con i piani politici di Erdogan, altre volte invece no. Lo si vede anche dai dati delle ultime elezioni: nel 2011 l&#8217;Akp ha ottenuto il 49% dei consensi, risultato replicato quattro anni più tardi, mentre nel 2018 il partito del presidente è sceso al 42% e oggi non è andato oltre il 35%. Per avere una maggioranza stabile, Erdogan è costretto ad affidarsi agli alleati nazionalisti del <strong>Mhp</strong>. </p>



<p>Il 28 maggio, data del ballottaggio, il presidente uscente si presenterà da favorito e probabilmente riuscirà nell&#8217;intento di ottenere una riconferma. Ma dovrà governare un Paese politicamente più complesso, con una società non più disposta a digerire le sue mire egemoniche. E forse di questo se n&#8217;è accorto lo stesso Erdogan, il quale non ha fatto drammi sulla mancata elezione al primo turno e ha anzi parlato di &#8220;prova di maturità democratica&#8221; da parte dei turchi. </p>
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		<title>I risultati delle elezioni in Turchia e il peso del voto curdo sul ballottaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-risultati-delle-elezioni-in-turchia-e-il-peso-del-voto-curdo-sul-ballottaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 08:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenzialismo in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Interpretare le intenzioni di voto dei curdi di Turchia non è cosa semplice. Sia perché sfugge alla visione manichea del pro e contro Recep Erdogan, sia perché la stessa geografia del voto risente di dinamiche territoriali, demografiche, economiche che rendono il Kurdistan turco una massa multiforme. Soprattutto perché voto curdo non è meramente Hdp o &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-risultati-delle-elezioni-in-turchia-e-il-peso-del-voto-curdo-sul-ballottaggio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230515103808116_e393d04139554905335bce7b5671f5e6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Interpretare le intenzioni di voto dei curdi di Turchia non è cosa semplice. Sia perché sfugge alla visione manichea del pro e contro <strong>Recep Erdogan</strong>, sia perché la stessa geografia del voto risente di dinamiche territoriali, demografiche, economiche che rendono il Kurdistan turco una massa multiforme. Soprattutto perché voto curdo non è meramente Hdp o supporto a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kemal-kilicdaroglu-lo-sfidante-di-erdogan-in-turchia.html"><strong>Kemal Kilicdaroglu</strong></a>: certamente va però ricordato che nelle elezioni municipali del 2019 l&#8217;Hdp, seppur dietro le quinte, sostenne l&#8217;asse Chp-Iyip che strappò Ankara e Istanbul all&#8217;Akp. Questa volta il sostegno all&#8217;opposizione è stato tutto tranne che sottotraccia, attraverso l&#8217;<em>endorsement</em> all&#8217;avversario di Erdogan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La complessa geografia umana del voto curdo</h2>



<p>Il partito, tra l&#8217;altro, rischia lo smantellamento per via di una causa che si trascina dal 2021, che imputa al Partito Democratico del Popolo la connivenza con il Pkk. Per questa ragione ha preventivamente inserito i suoi candidati sotto l&#8217;ombrello del Partito della sinistra verde. Per le strade i giovani curdi sembrano puntare decisamente su Kilicdaroglu, sebbene il loro voto non deve essere dato per scontato: molti infatti sostengono che il vero leader del loro cuore sia <strong><a href="https://twitter.com/hdpdemirtas/status/1657451976005697537">Selahattin Demirtas</a></strong>, non candidato perché perseguitato giudiziariamente dal 2016. Quest&#8217;ultimo, dai propri social, ha incitato i suoi sostenitori ad appoggiare il principale avversario di Erdogan, e i suoi seguaci sembrano disposti a seguire le sue istruzioni punto per punto.</p>



<p>Esiste, tuttavia, un mondo curdo che ha sempre sostenuto e continua a sostenere Erdogan: tendenzialmente over 60, questa fetta di elettorato curdo crede che solo quest&#8217;ultimo possa districare la matassa legata alla crisi economica e alle esigenze di sicurezza del Paese. Sebbene, infatti, i recenti rapporti tra curdi e Ankara siano incancreniti, nell&#8217;enclave curda Erdogan è storicamente riuscito a preservare il proprio voto superando il 40% sia nel 2014 che nel 2018.</p>



<p>Del resto, ampie frange del mondo curdo, soprattutto di estrazione conservatrice, plaudono ai valori tradizionali propagandati dal sultano, ma soprattutto vivono ancora nel solco delle promesse che Erdogan elargì nei primi anni del suo mandato e che la rottura della tregua con il Pkk mandò in malora. Su questa fetta di elettorale vincono facile poi i provvedimenti recenti, come l&#8217;aumento del salario minimo, che fa sì che si guardi al welfare d&#8217;emergenza di Erdogan come all&#8217;unica via d&#8217;uscita dalla crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il voto nel Kurdistan turco</h2>



<p>Stando ai <a href="https://secim.aa.com.tr/">risultati</a>, il Kurdistan turco sembra aver parlato molto chiaro colorandosi quasi interamente di rosso. Ad Agri, Kilicdaroglu supera il 65% lasciando Erdogan poco oltre il 32; Mus segna quasi il 57% all&#8217;opposizione mentre Erdogan si ferma al 41; uno stacco più deciso in quel di Bingol (con rispettivamente il 65,15% e il 32,47%); una vera disfatta in quel di Tunceli che affida poco più del 16% delle preferenze al sultano e oltre l&#8217;80% al suo avversario; uno stacco più ridotto in quel di Bitlis (50, 78  contro il 46, 56 di Erdogan); più di trenta punti di differenza nella storica Mardin, ove Kilicdaroglu guadagna oltre il 65% lasciando il 32, 76 a Erdogan; una vera Caporetto in quel di Hakkari per il presidente (che si ferma al 25% contro il 72% dello sfidante) e di Sirnak (75,59 % per Kilicdaroglu e 21, 62% per Erdogan) che riflettono la tendenza generale in corso a <strong>Dyarbakir</strong>, dove lo sfidante si attesta sul 72% e l&#8217;<em>incumbent</em> poco oltre il 26%. Chiudono, registrando la stessa tendenza, Siirt (quasi il 56% e 41,23%) e Van ( con quasi il 62% e il 35, 85%). </p>



<p>Unica provincia in controtendenza è <strong>Sanliurfa</strong>, che incorona Erdogan con il 61,62% e ferma lo sfidante al 36,45: <a href="https://www.dailysabah.com/politics/elections/erdogan-dominates-turkiye-presidential-race-in-most-of-quake-zone">il risultato della città</a> appare ancora più importante, trattandosi di una delle 11 province ad essere state colpite dal terremoto nel febbraio scorso e nella quale il post-sisma avrebbe giocato un ruolo importante nelle elezioni. Nelle stesse province sopramenzionate, ottimi risultati per il Partito della sinistra verde, che pur attestandosi a livello nazionale al 10,51% (con 62 parlamentari) si afferma come formazione più suffragata nel Kurdistan turco, sempre con l&#8217;eccezione di Sanliurfa, che vede in netto vantaggio l&#8217;Akp.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa può accadere adesso</h2>



<p>Dopo una domenica elettorale al cardiopalma è certo che i due candidati andranno al <strong>ballottaggio</strong>. Altre due settimane di corsa elettorale che schiuderanno nuove dinamiche. Ma il voto curdo resta un nodo centrale nelle predizioni sul futuro prossimo di Ankara. L&#8217;elettorato, infatti, ora potrebbe galvanizzarsi di fronte a quel 45% raggiunto da Kilicdaroglu e dare una spallata al sistema Erdogan fra due domeniche. Del resto, costui ha fatto in campagna elettorale delle promesse ben chiare, che passano per la pacificazione con il mondo curdo: innanzitutto, <strong>scarcerare Demirtas e altri esponenti dell&#8217;Hdp</strong>. Un aspetto che potrebbe conferire respiro al caleidoscopio politico curdo. Un passo non semplice per la sua eventuale posizione all&#8217;interno della sua complessa alleanza, ove permangono sacche refrattarie al dialogo con l&#8217;Hdp. </p>



<p>Ma soprattutto, lo sfidante dovrà cercare di conciliare i suffragi provenienti dal sud-est con le richieste di sicurezza di un Paese che ha respinto il Pkk sempre più fuori dai confini turchi: Pkk con il quale Kilicdaroglu ha già promesso di non dialogare e verso il quale l&#8217;atteggiamento non si discosterà troppo da quello di Erdogan. Inoltre, sebbene il Pkk sia inviso a larghe fette di popolazione curda non politicizzate, la popolarità di Erdogan si spiega per via della mediazione con il gruppo di Abdullah Ocalan volta a riportare la pace nel sud-est del Paese, aspetto per il quale numerosi curdi si mostrano riconoscenti verso l&#8217;ultimo ventennio; ed è proprio tra questi <em>aficionados</em> che serpeggia il dubbio sulla formazione di Kilicdaroglu: un Leviatano a sei teste, che sarà incapace di governare tantomeno di risolvere il problema curdo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-risultati-delle-elezioni-in-turchia-e-il-peso-del-voto-curdo-sul-ballottaggio.html">I risultati delle elezioni in Turchia e il peso del voto curdo sul ballottaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Voti e macerie. Le elezioni turche nell&#8217;epicentro del terremoto</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-turchia-di-erdogan/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 17:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-1536x977.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-2048x1302.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla strada che da Gaziantep conduce a Nurdağı, camion carichi di macerie corrono sull&#8217;asfalto dissestato. Tende e container circondano le case disabitate dei villaggi. A Nurdağı, città a 26 chilometri dall’epicentro del terremoto che lo scorso 26 febbraio ha colpito Turchia e Siria, le operazioni di demolizione non sono ancora concluse. “Oggi abbatteranno la mia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-turchia-di-erdogan/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-turchia-di-erdogan/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html">Voti e macerie. Le elezioni turche nell&#8217;epicentro del terremoto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-scaled-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-1536x977.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/reportage-terremoto-turchia-2048x1302.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                    Voti e macerie. Le elezioni turche nell&#8217;epicentro del terremoto
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                        Sulla strada che da Gaziantep conduce a Nurdağı, camion carichi di macerie corrono sull&#8217;asfalto dissestato. Tende e container circondano le case disabitate dei villaggi. A Nurdağı, città a 26 chilometri dall’epicentro del terremoto che lo scorso 26 febbraio ha colpito&#8230;
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<p>Sulla strada che da Gaziantep conduce a Nurdağı, camion carichi di macerie corrono sull&#8217;asfalto dissestato. Tende e container circondano le case disabitate dei villaggi. A Nurdağı, città a 26 chilometri dall’epicentro del terremoto che lo scorso 26 febbraio ha colpito Turchia e Siria, le operazioni di demolizione non sono ancora concluse. “Oggi abbatteranno la mia casa”, dice Ahmet, insegnante di Nurdağı, indicando un palazzo di sei piani sventrato dal sisma. “Io vivevo al secondo piano con la mia famiglia, è un miracolo se non siamo morti”. Ahmet ci mostra l’interno della casa interamente distrutta. Poi scatta le ultime foto all’edificio prima che venga demolito. Alle sue spalle, sulla strada principale, un furgone con la foto del presidente Recep Tayyip Erdoğan invita gli abitanti a votare.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Tra le macerie di Gaziantep" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/2McYSbWgjOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_2McYSbWgjOU");</script>
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<p>Il 14 maggio, in Turchia, si tengono le elezioni presidenziali più combattute da quando Erdoğan è al potere, e una delle incognite principali riguarda proprio le zone colpite dal terremoto. Alle elezioni del 2018, nella provincia di Gaziantep, di cui Nurdağı fa parte, vinse l’Akp del presidente turco. Dopo il sisma, però, Erdoğan è stato pesantemente criticato per la gestione dell’emergenza, dal leader dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu, ma anche dagli abitanti della zona. “Lo Stato si è fatto trovare impreparato. Gli aiuti sono arrivati troppo tardi”, dice Merve Karataş, 26enne di Gaziantep e presidente di una piccola associazione culturale locale, Nar Sanat. “Nei giorni immediatamente successivi al terremoto, qui abbiamo accolto centinaia di persone lasciate indietro dal governo“, aggiunge mostrando un cortile che, dopo il sisma, è stato adibito a rifugio. “Arrivavano anche da città limitrofe. In alcune, come Nurdağı, la situazione era ed è ancora gravissima”.</p>



<p>Nella città devastata dal terremoto, le strade sono ancora un cumulo di detriti. Accanto alla casa di Ahmet, dove prima c’era una banca, i documenti di decine di abitanti spuntano dalle macerie. Ahmet si piega per raccogliere una busta trasparente: “Lui lo conoscevo”, dice indicando la fotocopia di un documento di identità. “Lavorava come poliziotto, e abitava nel mio palazzo. È morto nel crollo dell’edificio”.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200.png" alt="" class="wp-image-395700" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200.png 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200-1024x234.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_dfp_desktop_newsletter_1200-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></figure>
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<p>Allontanandosi dal centro di Nurdağı, distrutto dal sisma, gli edifici diroccati lasciano spazio alle tende. Alcune recano il cognome della famiglia scritto a pennarello sulla tela bianca. L’area principale che ospita le persone rimaste senza una casa è presidiata dalla polizia. Nelle ultime settimane, con l’avvicinarsi delle elezioni, il controllo delle autorità è stato rafforzato, spiegano fonti locali. A decidere chi può entrare nell’area principale è l’ufficio di coordinamento, organizzato in un container a pochi passi dalla moschea. Ai giornalisti l’ingresso viene vietato. “Dieci giorni fa, i controlli non erano così stringenti”, spiega la mediatrice che ci accompagna. “Sono tutti più nervosi a causa di queste elezioni”. Qualcuno cerca riparo dal sole sulla soglia dell’ufficio, mentre un addetto distribuisce acqua alle persone in attesa. Sul mobile dell’ingresso, è sistemata una pila di giornali con Erdoğan in prima pagina.</p>


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<p>Nelle strade di Nurdağı, gran parte dei manifesti elettorali recano il volto del presidente e leader dell’Akp. “Prima del terremoto non ho mai votato per l’Akp”, dice Ahmet, “ma qui a Nurdağı lo Stato ha dimostrato tutta la sua forza. Rispetto a un mese fa, ci sono molti più container”. Tra le persone che ancora sono costrette nelle tende, c’è chi abbozza una critica nei confronti del governo: “Ci manca tutto”, dice una donna. “Ci serve sostegno materiale, ma anche supporto emotivo”. “Abbiamo fatto richiesta più volte per un container, ma ci è sempre stato negato”, aggiunge suo figlio. “Mia madre è malata, ma dopo tre mesi siamo ancora obbligati a vivere qui”. Nonostante tutto, si affretta a chiarire la donna, “voteremo Tayyip (Erdoğan, ndr)”.</p>



<p>Secondo le denunce della Human Rights Association di Gaziantep, il governo ha cercato di limitare la perdita di consensi nelle zone colpite dal sisma appropriandosi degli aiuti che venivano offerti dalla società civile. “Le forze dell’ordine fermavano questi camion, e gli aiuti venivano poi distribuiti come se fossero del governo”, dice Bahri Oğhz, avvocato di 29 anni e presidente dell’associazione. Nella provincia di Gaziantep, dice Karataş, rifugiati siriani e membri della minoranza alevita sono stati deliberatamente esclusi dagli aiuti. In diversi casi, spiega, a essere incolpati per i furti degli aiuti sono stati gli stessi rifugiati: “Alcuni di loro sono stati vittime di violenze da parte degli altri abitanti o, talvolta, delle stesse forze dell’ordine. Ci sono stati anche casi di omicidio”. “In un primo momento, il governo è stato travolto dalla rabbia degli abitanti delle zone colpite”, aggiunge Karataş. “Poi, con la propaganda su media e social network, è riuscito a reindirizzare questa rabbia verso alcune fasce della popolazione, come i rifugiati”.</p>



<p>Sulla strada principale di Nurdağı , alcune persone distribuiscono volantini elettorali. A poche ore dall’apertura delle urne, l’incognita più grande riguarda il corretto svolgimento delle operazioni di voto. Hatice Kübra Korkmaz, membro della Association of Lawyers for Freedom di Gaziantep, teme che possano verificarsi irregolarità: “Molti decessi non sono ancora stati registrati, potrebbe volerci fino a un anno per i certificati di morte. Per questo c’è chi potrebbe iscriversi alle liste elettorali con i nomi delle vittime e votare più volte”. Nella provincia di Gaziantep, gli osservatori indipendenti della Human Rights Association sono pronti a vigilare sulle operazioni di voto: “Siamo stati contattati anche dall’Osce (l&#8217;Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ndr)”, assicura Oğhz, “monitoreremo le elezioni nell’area e denunceremo ogni violazione”.</p>



<p>Nel tardo pomeriggio, su Nurdağı inizia a piovere. Davanti a una tenda, i bambini smettono di giocare. Uno di loro si mette a piangere. “Quando c’è stato il terremoto pioveva”, spiega il padre. “Da quel giorno, molti di loro hanno paura della pioggia”. In lontananza, una gru continua a scavare tra le macerie. “Il bilancio ufficiale del terremoto parla di 50 mila vittime in Turchia, ma siamo convinti che il numero sia molto più elevato”, conclude Oğhz.</p>


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                                    Giada Ferraglioni
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                                    Sergio Colombo
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-turchia-di-erdogan/voti-macerie-elezioni-turchia-terremoto.html">Voti e macerie. Le elezioni turche nell&#8217;epicentro del terremoto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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