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	<title>Elezioni di medio-termine Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni di medio-termine Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il &#8220;partito della pace&#8221; acquista consensi a Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-partito-della-pace-acquista-consensi-a-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 10:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Potremmo chiamarlo un “partito della pace”, o quantomeno dei negoziati, quello che negli Stati si sta formando in maniera trasversale tra i due partiti principali. Nonostante il supporto militare all’Ucraina sia stato conferito illo tempore in maniera bipartisan, da tempo fra gli scranni del Congresso sono cominciati i malumori. I repubblicani e lo stop agli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-partito-della-pace-acquista-consensi-a-washington.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-partito-della-pace-acquista-consensi-a-washington.html">Il &#8220;partito della pace&#8221; acquista consensi a Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221027123530908_53288bf80655d76d2c20bc33c636e649-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Potremmo chiamarlo un “partito della pace”, o quantomeno dei negoziati, quello che negli Stati si sta formando in maniera trasversale tra i due partiti principali. Nonostante il supporto militare all’Ucraina sia stato conferito <em>illo tempore</em> in maniera <em>bipartisan</em>, da tempo fra gli scranni del Congresso sono cominciati i malumori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I repubblicani e lo stop agli &#8220;assegni in bianco&#8221;</h2>



<p>Era stato questo il caso, ad esempio, del senatore <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html">Kevin McCarthy</a></strong>, supporter di Kiev-quasi-pentito che aveva lanciato l’allarme sugli aiuti ingenti, promettendo che non ci saranno più “assegni in bianco” qualora alle <em>midterm</em> i Repubblicani dovessero strappare la maggioranza.</p>



<p><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/dubbi-usa-sullappoggio-a-kiev-cosa-ce-dietro-la-frenata-di-washington.html">L&#8217;approccio di Joe Biden all&#8217;Ucraina </a>sarà messo a dura prova in questo caso. Il Congresso ha promulgato 12 miliardi di dollari in nuovi aiuti all&#8217;Ucraina a settembre e si prevede che l&#8217;amministrazione richiederà più aiuti per il paese in dicembre.</p>



<p>Si tratta di una ritirata fisiologica? Forse. A febbraio un sondaggio del <em>Pew Research Center</em> aveva rilevato che solo il 9% degli elettori repubblicani credeva che gli Stati Uniti fornissero troppo sostegno a Kiev. A settembre, quella cifra era più che triplicata al 32%. A Capitol Hill, la tendenza è stata simile. I repubblicani di destra come la georgiana Marjorie Taylor Greene sono stati espliciti nelle loro critiche agli aiuti. Altri ancora, come Matt Gaetz, hanno comunicato che una maggioranza crescente nel Gop alla Camera avrebbe interrotto del tutto gli aiuti chiesti dal presidente Zelensky.</p>



<p>Restano comunque forti le voci repubblicane dissenzienti, come quella del leader della minoranza al Senato <strong>Mitch McConnell</strong>, che seguita a chiedere un supporto maggiore agli aggrediti senza fare sconti a Mosca. In una dichiarazione di venerdì scorso, ha infatti nuovamente affermato che &#8220;L&#8217;amministrazione Biden e i nostri alleati devono fare di più per fornire gli strumenti di cui l&#8217;Ucraina ha bisogno per contrastare l&#8217;aggressione russa. È ovvio che ciò deve includere ulteriori difese aeree, artiglieria a lungo raggio e aiuti umanitari e sostegno economico per aiutare questo paese dilaniato dalla guerra a sopportare il prossimo inverno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La <strong>spending review </strong>dei Dem</h2>



<p>Che gli stessi sommovimenti si stiano verificando fra i <em>Dem</em> è più che palese, e non solo in quel dei <em>dixiecrats</em>. Del resto, la brusca frenata del governo americano nei confronti di Zelensky a mezzo stampa ne è l’evidente prova, sebbene la Casa Bianca continui a parlare di supporto incondizionato all’aggredito. Biden ha tutta l’intenzione, mentre temporeggia sul 2024, di presentarsi come il wilsoniano che non è. E nel frattempo, le negoziazioni sottotraccia continuano, sebbene la conversazione Austin-Shoigu ne rappresenti solo la versione “pubblica”.</p>



<p>Biden adesso è pressato su entrambi i fronti: alla sua sinistra sono ormai in tanti a esortarlo a cercare un accordo negoziato con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, anche esplorando accordi di sicurezza accettabili per entrambe le parti.</p>



<p>In una <strong><a href="https://progressives.house.gov/_cache/files/5/5/5523c5cc-4028-4c46-8ee1-b56c7101c764/B7B3674EFB12D933EA4A2B97C7405DD4.10-24-22-cpc-letter-for-diplomacy-on-russia-ukraine-conflict.pdf">lettera</a></strong> rivolta al Presidente, <strong>30 membri della Camera del Partito Democratico</strong>, hanno scelto di frenare esattamente come la controparte repubblicana, pur premettendo di essere contrari alla &#8220;oltraggiosa e illegale invasione dell&#8217;Ucraina&#8221; da parte della Russia e che un accordo spetterebbe a Kiev. Nella lettera si legge che &#8220;In quanto legislatori responsabili della spesa di decine di miliardi di dollari dei contribuenti statunitensi in assistenza militare nel conflitto, riteniamo che tale coinvolgimento in questa guerra crei anche la responsabilità per gli Stati Uniti di esplorare seriamente tutte le strade possibili&#8221;. A porsi come volto della fronda <strong>Pramila Jayapal</strong>, leader del <em>House Progressive Caucus</em>.</p>



<p>I trenta democratici chiedono un impegno diretto con la Russia per trovare una soluzione &#8220;che sia accettabile per il popolo ucraino&#8221;<strong>.</strong> Nelle loro richieste un tale quadro dovrebbe presumibilmente includere incentivi per porre fine alle ostilità, inclusa una qualche forma <strong>attenuazione delle sanzioni</strong>, e riunire la comunità internazionale per stabilire garanzie di sicurezza per un&#8217;Ucraina libera e indipendente che siano accettabili da entrambe le parti. “L&#8217;alternativa alla diplomazia è la guerra prolungata, con le relative certezze e rischi catastrofici e inconoscibili&#8221;, scrive nella lettera il gruppo, che comprende <em>leftwingers</em> di spicco come <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, Jamie Raskin e Ro Khanna, che esortano l’amministrazione Biden ad abbinare il supporto militare ed economico che gli Stati Uniti hanno fornito all&#8217;Ucraina con una spinta diplomatica proattiva, “raddoppiando gli sforzi per cercare un quadro realistico per un cessate il fuoco&#8221;.</p>



<p>Forse volendo mantenere le apparenze, la Casa Bianca, attraverso la segretaria stampa Karine Jean-Pierre, ha commentato la lettera con un laconico: &#8220;Siamo stati molto chiari: niente sull&#8217;Ucraina senza l&#8217;Ucraina&#8221;. Fa eco il dipartimento di Stato: il portavoce Ned Price ha dichiarato: “In questo momento, abbiamo sentito ripetutamente dai partner ucraini che questa guerra finirà solo attraverso la diplomazia e il dialogo. Non abbiamo sentito alcuna dichiarazione reciproca o astenuto da Mosca che sono pronti in buona fede a impegnarsi in quella diplomazia e dialogo”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta della Casa Bianca</h2>



<p>Per entrambe le parti, al di là delle posizioni ideologiche tra falchi e colombe per lo più tramontate, si tratta soprattutto di <strong>pace economica</strong>, più che di quella diplomatica. Esattamente come per la Casa Bianca, la guerra in Ucraina, o meglio, le sue conseguenze nelle tasche degli americani sono un bottino da portare alle <em><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/che-cosa-sono-le-midterm.html">midterm</a> </em>fra due settimane. Sebbene la politica estera incida sempre poco nelle campagne elettorali americane, questa volta non potrà essere avulsa dalla “pancia” dei cittadini degli Stati Uniti. Per entrambe gli schieramenti, riuscire a portare a casa l’assicurazione di una <em>spending review</em> che colpisce soprattutto gli aiuti militari sarà un grande risultato.</p>



<p>Per paradosso, quello del <strong>negoziato</strong> (quindi lo stop agli aiuti militari ma non umanitari) potrebbe essere la soluzione che metterebbe tutti d’accordo al Congresso: i conservatori, falchi in politica estera ma tendenzialmente isolazionisti e legati alle esigenze di bilancio; i progressisti, anch’essi legati alle questioni di spesa ma anche ammantati di sfumature ideologiche che vogliono una non precisata pace “a prescindere”; <em>last but not least</em>, la Casa Bianca, che potrebbe giovarsi della “fine degli assegni in bianco” come <em>exit strategy</em> per proseguire i negoziati con Mosca e viaggiare spedita verso il 2024 con questa medaglia sul petto. Paradosso nel paradosso, la <em>spending review</em> potrebbe ricompattare le dissidenze di partito, inducendo le conventicole pro-aiuti a oltranza a “subire” le decisioni congressuali, riallineandosi.</p>



<p>Troppo probabile, troppo vantaggioso perché non accada.</p>
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		<title>Che cosa sono le midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-le-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 17:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-2048x1110.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel complesso e barocco impianto costituzionale degli Stati Uniti la base dell’architettura federale è la Camera, eletta direttamente dai cittadini: il suo potere fondamentale è quello di discutere e votare le leggi di bilancio, il che ne fa un organo molto potente. Il Senato, invece, fu oggetto di un consenso assai minore poiché non si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-le-midterm.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221020184734636_a9dd2a15e2b3bca1e1a8f9c549acae46-2048x1110.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel complesso e barocco impianto costituzionale degli <strong>Stati Uniti</strong> la base dell’architettura federale è la Camera, eletta direttamente dai cittadini: il suo potere fondamentale è quello di discutere e votare le leggi di bilancio, il che ne fa un organo molto potente. Il Senato, invece, fu oggetto di un consenso assai minore poiché non si ritenne riproducibile il modello della Camera dei Lord inglese. I costituenti decisero perciò per un Senato composto di due senatori per Stato, nominati dai legislativi locali. Un emendamento approvato nel 1913 trasformò questa procedura in un’investitura popolare. Eppure, anche il Senato è a suo modo potente, dovendo approvare le nomine di dipartimenti e dirigenti, ratificare trattati con la maggioranza dei due terzi e costituirsi come Alta Corte per giudicare sui casi di impeachment.</p>



<p>I rituali laici della democrazia americana non hanno tutti la stessa scansione temporale e questo spiega l&#8217;esistenza delle cosiddette &#8220;<strong style="font-size: revert; color: initial;"><em><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/5-casi-alla-corte-suprema-che-influenzeranno-le-midterm.html">midterm elections</a></em></strong><span style="font-size: revert; color: initial;">&#8220;</span>, le elezioni di metà mandato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-le-midterm.html">Che cosa sono le midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il GOP e lo stop agli “assegni in bianco” all’Ucraina dopo le midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 14:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Raramente le midterm americane hanno promesso una sterzata così vigorosa in politica estera nonostante quest’ultima abbia raramente rovesciato un esito elettorale negli Stati Uniti. Questa volta, però, una questione così domestica come il bilancio rischia di mutare decisamente il corso della linea del dipartimento di Stato, ma soprattutto l’andamento della guerra in Ucraina. I prodromi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html">Il GOP e lo stop agli “assegni in bianco” all’Ucraina dopo le midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009153252277_7112841cb335ae2824a787bf3e2142cd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Raramente le <em><strong>midterm</strong> </em>americane hanno promesso una sterzata così vigorosa in politica estera nonostante quest’ultima abbia raramente rovesciato un esito elettorale negli Stati Uniti. Questa volta, però, una questione così domestica come il bilancio rischia di mutare decisamente il corso della linea del dipartimento di Stato, ma soprattutto l’andamento della <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/perche-questa-non-e-una-crisi-di-cuba.html">guerra in Ucraina</a></strong>. I prodromi di tutto questo sono ben evidenti da alcune settimane, da quando l’intelligence americana, a mezzo stampa, sta comunicando via via la sua <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/dubbi-usa-sullappoggio-a-kiev-cosa-ce-dietro-la-frenata-di-washington.html">decelerazione nell’appoggio incondizionato a Kiev</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se il Gop vince le midterm</h2>



<p>A ribadire a gran voce la promessa di questo tornante è <strong><a href="https://www.nytimes.com/2022/10/18/us/politics/mccarthy-ukraine-republicans.html">Kevin McCarthy</a></strong>, speaker della Camera <em>in pectore</em> qualora i Repubblicani dovessero strapparla agli avversari. Proprio qui cresce infatti l’idiosincrasia per le generose elargizioni a Kiev, poichè un numero crescente di conservatori dalla mentalità libertaria &#8211; che hanno adottato il comandamento dell&#8221;<em>America first</em>&#8221; dell&#8217;ex presidente Trump &#8211; si sono apertamente opposti all&#8217;autorizzazione di miliardi di dollari in armi e aiuti umanitari.</p>



<p>La combinazione tra <strong>nuovo isolazionismo</strong> e <em><strong>spending review</strong></em> aveva infatti portato la cordata di 57 repubblicani della Camera a votare a maggio contro un pacchetto di aiuti da 40 miliardi di dollari. Al Senato, invece, erano stati 11 i senatori dissidenti dopo che <strong>Mitch McConnell</strong>, il leader della minoranza ribelle, aveva dichiarato il suo aperto appoggio al piano di finanziamento della resistenza ucraina.</p>



<p>McCarthy è uno dei pentiti circa l&#8217;ampio supporto economico a Zelensky: lo scorso maggio aveva infatti appoggiato il piano di assistenza per poi prendere le distanze da quella prima misura. Le sue dichiarazioni di queste ore mettono anche in evidenza il precario equilibrio che regna all’interno del Gop. I repubblicani della Camera che sono pronti a dirigere i comitati pertinenti alla supervisione di temi scottanti come la guerra, infatti, sono in gran parte falchi che avevano sostenuto la politica di aiuti all&#8217;Ucraina. Altri, nel partito, restano comunque riluttanti a voltare le spalle a Kiev, come Michael McCaul del Texas, esponente top dei repubblicani nella commissione per gli Affari Esteri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-371787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221019142210876_8a063702ac3af5b7cc2f837dab0d037c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8">Il leader repubblicano alla Camera Kevin McCarthy (Foto:  EPA/MICHAEL REYNOLDS)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio del Gop alla Nato</h2>



<p>La chiusura dei rubinetti degli aiuti a Kiev non è solo un messaggio interno destinato a cavalcare la faglia tra isolazionisti e interventisti. Si tratta di un <strong>monito alla Nato e all’Europa</strong>, costretta a diventare “maggiorenne” una volta per tutte. Gli obblighi di spesa all’interno dell’Alleanza sono un puntello sul quale i falchi battono da tempo. La promessa di raggiungere il 2% del Pil in spese militari, paventata nel 2006, è rimasta un miraggio, vittima di un impegno “non formale” all’interno del Trattato Atlantico. La necessità di rinegoziare i patti di spesa al suo interno si è palesata con tutta la sua drammaticità nel settembre 2014, dopo il colpo di mano russo in Crimea. Fu quella l’occasione per formalizzare, al summit di Newport, in Galles, quanto deciso ormai otto anni prima: tutti gli alleati che spendevano meno del 2% del Pil in ambito militare avrebbero dovuto evitare ogni ulteriore riduzione per questa voce di spesa, nonché raggiungere la soglia del 2% entro il 2024. Nel 2021, tra i grandi Paesi europei solo la Francia rispettava l’impegno mentre Germania, Italia e Spagna restavano ancora lontane dall’obiettivo.</p>



<p>Da tempo Washington non perde occasione di ricordare agli alleati che l’ombrello sull’Europa ha un costo e che Bruxelles non potrà più a lungo recitare il ruolo del <em>free rider</em>. E quand’anche le promesse di spesa fossero raggiunte è tempo ormai per l’Europa di iniziare a costruire una <strong>comunità di Difesa </strong>che vada ben oltre le esercitazioni o la mobilitazione nei momenti di emergenza. Un difetto atavico dell’Unione che non solo ha visto più volte fallire qualsiasi progetto militare comune, ma anche allontanarsi il miraggio di una <strong>politica estera monocroma</strong>. Nonostante gli Stati Uniti, contrariamente agli allarmi per una nuova Dottrina Monroe, intendano restare saldamente alla guida delle dinamiche geopolitiche occidentali, l’Ucraina si è presentata come un accidente della storia che crea oltreoceano un impiccio nel bel mezzo di ambizioni ben più pragmatiche come la sfida Indopacifica. Liberarsi di questo fardello è il vero obiettivo di Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un vantaggio per Biden?</h2>



<p>Per paradosso, la nuova <em>austerity</em> minacciata dai Repubblicani potrebbe andare a vantaggio dell’amministrazione Biden. Innazitutto perché costituisce una <em>exit strategy</em> per un amministrazione che fra due anni non vuole presentarsi alle urne con un ennesimo pantano militare e i conti in disordine. Del resto, una linea che passa per l’appoggio a Kiev senza entrare in guerra contro Mosca è quasi impossibile se sei gli Stati Uniti d’America: nella logica di Washington, dunque, frenare gli entusiasmi di Kiev, rallentando gli aiuti, potrebbe servire a far sfiammare l’ira della controparte e condurre in porto il <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/le-aperture-tra-russia-e-usa-in-vista-del-g20.html">negoziato silente in corso con Mosca</a>. Il fatto che questo esista è provato proprio dalle ripetute geremiadi dell’<em>intelligence</em> Usa sul <em>New York Times</em>. Frenare questi aiuti perché i <em>dem </em>sono stati sconfitti alle <em>midterm </em>è inoltre una perfetta scusante per l’amministrazione Biden, che potrebbe usarla come discolpa di facciata mentre il lavorio della diplomazia procede.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I toni di Stoltenberg</h2>



<p>Qualche imbarazzo e grattacapo lo sta invece provocando il segretario generale della Nato, <strong>Jens Stoltenberg</strong> il cui tenore degli annunci non sembra smorzarsi, anzi. &#8220;L&#8217;inverno sta arrivando, quindi il compito della Nato è consentire alle forze armate ucraine di condurre operazioni significative anche durante l&#8217;inverno e continuare quindi a rifornirli di tutto, dal carburante all&#8217;abbigliamento invernale alle tende, sistemi di difesa, veicoli corazzati e artiglieria avanzata&#8221;, ha sottolineato il Segretario dell’Alleanza al termine della Ministeriale Difesa a Bruxelles dello scorso 13 ottobre. Sempre in quell’occasione aveva ribadito che la Nato assisterà l’Ucraina fino a quando sarà necessario. In quella stessa occasione aveva ribadito che l’Alleanza atlantica abbraccia-se ancora ci fossero dubbi-la battaglia per l’Ucraina libera, tuonando: “E’ importante per noi che l’Ucraina che vinca questa guerra e respinga la invasione delle truppe russe. Se Putin non è solo una sconfitta per Kiev ma anche per tutti noi, perché renderebbe il mondo più vulnerabile ad una nuova aggressione da parte di Mosca”.&nbsp;</p>



<p>Potrebbe trattarsi tranquillamente di una comunicazione a doppio binario che, tuttavia, adesso costringe a mantenere  questo impegno: meno chiaro è quale lato dell&#8217;Atlantico dovrà compilare gli assegni.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo tentativo di Biden per evitare il flop alle midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lultimo-tentativo-di-biden-per-evitare-il-flop-alle-midterm-2059528.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 07:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento IO]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Joe Biden serve pubblicità. Tanta pubblicità. Un modo per cercare di arginare i consensi in caduta libera ma anche per provare a salvare il suo partito dalla possibile debacle alle elezioni di metà mandato che si terranno il prossimo 8 novembre. Una missione quasi impossibile dato che l’indice di approvazione del presidente è il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-tentativo-di-biden-per-evitare-il-flop-alle-midterm-2059528.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-tentativo-di-biden-per-evitare-il-flop-alle-midterm-2059528.html">L&#8217;ultimo tentativo di Biden per evitare il flop alle midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220816174846646_6706628bfebb5f7eaf3de088aa5bb407-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A <strong>Joe Biden</strong> serve pubblicità. Tanta pubblicità. Un modo per cercare di arginare i consensi in caduta libera ma anche per provare a salvare il suo partito dalla possibile debacle alle elezioni di metà mandato che si terranno il prossimo 8 novembre. Una missione quasi impossibile dato che l’indice di approvazione del presidente è il più basso di sempre a questo punto del mandato.</p>
<p>Alla <strong>Casa Bianca</strong> più di qualcuno è convinto che invece si possa provare a mettere a segno il colpaccio: salvare la maggioranza al Congresso e mettere in sicurezza il voto del 2024. <a href="https://www.politico.com/f/?id=00000182-9f73-dc87-a5ea-ff7fb4170000&amp;nname=playbook&amp;nid=0000014f-1646-d88f-a1cf-5f46b7bd0000&amp;nrid=00000162-7902-d63a-af73-7f16fff30000&amp;nlid=630318"><em>Politico</em> è riuscito a mettere le mani su un memo interno della West Wing</a>. Un documento scritto da Jen O&#8217;Malley Dillon, vice capo dello staff del presidente e Anita Dunn, consigliere senior di Biden, indirizzato all’<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-davvero-alla-casa-bianca.html">eminenza grigia Ron Klain</a>, storico braccio destro di Biden e capo di gabinetto della Casa Bianca.</p>
<h2>Un&#8217;offensiva mediatica su larga scala</h2>
<p>Il documento, intitolato <em>Building a Better America Strategy and Plan</em>, non è altro che una road map con la quale l’amministrazione vuole provare a far pubblicità ai provvedimenti varati negli ultimi mesi. Una <strong>offensiva mediatica</strong> su larga scala che prevede non solo una massiccia presenza online, ma soprattutto viaggi nel Paese per spiegare le cose portate a termine dall’amministrazione. Per avere un’idea dell’importanza di questa operazione basta dare un occhio ai sondaggi. Solo il 40% degli americani apprezza l’operato del presidente, mentre per il sito di analisi <em>FiveThirtyEight</em> le possibilità che la Camera dei deputati passi ai repubblicani sono altissime. In mezzo resta un Senato conteso con sfide aperte.</p>
<p>È però vero che, tolta l’<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alla-visita-di-nancy-pelosi-a-taiwan.html">imbarazzante e problematica visita di Nancy Pelosi a Taiwan</a>, l’ultimo periodo ha mostrato una Casa Bianca in ascesa. Biden è riuscito a incassare una norma sulle armi da fuoco, una legge contro l’inflazione che tiene dentro anche un grosso pacchetto sul clima che dovrebbe calmare le frange più radicali dei dem, una legge sull’approvvigionamento dei semiconduttori, un <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-storia-dimenticata-dei-veterani-delliraq-2058789.html">provvedimento sui veterani</a> e <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/leliminazione-di-al-zawahiri-non-servira-a-fermare-al-qaeda-2056177.html">la morte del leader di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri</a>. In mezzo timidi segnali sul fronte dell’inflazione e del prezzo del carburante.</p>
<p>L’obiettivo del Grand Tour pensato dallo staff di Biden è quindi quello i portare agli americani i risultati di questi provvedimenti, convincerli che la presidenza ha lavorato e fatto approvare quello che aveva promesso. In fondo, sostengono, sono stati messi sul piatto oltre 3,5 trilioni di dollari per gli elettori.</p>
<p><figure id="attachment_366398" aria-describedby="caption-attachment-366398" style="width: 2450px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-366398 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52.png" alt="" width="2450" height="1394" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52.png 2450w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52-300x171.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52-1024x583.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52-768x437.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52-1536x874.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-16-alle-18.03.52-2048x1165.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 2450px) 100vw, 2450px" /><figcaption id="caption-attachment-366398" class="wp-caption-text">Le previsioni di FiveThirtyEight aggiornate al 16 agosto 2022</figcaption></figure></p>
<p>Il Building a Better America Tour, come l’ha ribattezzato <em>Politico</em>, mira a creare una sorta di Casa Bianca diffusa nel Paese, con tour elettorali da iniziare tra la fine di agosto e l’autunno inoltrato. Tutti sono pronti a mettersi in viaggio: Biden, la vice Kamala Harris e quasi tutto il suo gabinetto presidenziale. Stando al memo inviato a Klain l’operazione dovrebbe prendere il via con il quarto meeting del gabinetto del presidente nel quale Biden incontrerà tutti gli uomini del governo.</p>
<p>Il 25 agosto lo stesso Biden dovrebbe partire alla volta del <strong>Maryland</strong> per parlare al Comitato nazionale democratico mentre qualche giorno dopo dovrebbe fare tappa poco lontano da Columbus, in <strong>Ohio</strong>, per partecipare all’inaugurazione di un nuovo mega impianto dell’Intel per rilanciare il programma sui semiconduttori varato qualche settimana fa. Nel dossier si legge che sono previsti qualcosa come 35 viaggi in 23 stati per spiegare bene il nuovo provvedimento sull’inflazione.</p>
<p>Oltre a questo la Casa Bianca punta a coinvolgere lo staff di deputati e senatori dem per ospitare centinaia di tavole rotonde nei municipi di mezza America. Ma anche di creare un sito per spiegare come funziona il piano per il clima e gli eventuali crediti di imposta idonei che possono essere sfruttati. E infine riallacciare i rapporti con alcune frange della grande coalizione sociale che ha spinto Biden del 2020.</p>
<h2>Il pranzo segreto con Bill Clinton</h2>
<p>Il tema chiave resta però “l&#8217;<strong>inflazione</strong>” la più grande paura degli americani e di conseguenza dei democratici. Biden sicuramente ha avallato il progetto del tour, se non ispirato. Lo scorso 2 maggio ha avuto un pranzo riservato con un ospite particolare, l’ex presidente <strong>Bill Clinton</strong>. Le speculazioni sulla natura dell’incontro sono state tante. <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2022/08/10/biden-us-historians-democracy-threat/">Secondo il <em>Washington Post</em></a>, Clinton avrebbe spinto Biden soprattutto sul fronte economico, invitandolo a prendersi ogni merito per tutte le oscillazioni (verso il basso ovviamente) dell’inflazione. Non solo. Il 42esimo presidente gli avrebbe consigliato di contestare pubblicamente le posizioni più radicali di deputati e senatori repubblicani, in modo da sfruttare un certo grado di polarizzazione.</p>
<p>Il road show dem si inserisce anche nella lezione che l’amministrazione Obama, e quindi Biden, apprese tra il 2011 e 2012. In quel caso il successore di George W. Bush si trovò a varare ampi programmi per fronteggiare la crisi economica del 2008 con spese enormi e che in parte aiutarono a superare quella stagione complessa. Nonostante l&#8217;impegno della Casa Bianca le elezioni di metà mandato del 2012 furono un disastro per i dem e trasformarono Obama in un “anatra zoppa”. Biden sembra voler fare di tutto per evitare quella stagione, compresa l’operazione mediatica.</p>
<p>Viene da chiedersi quanto potrà essere efficace. Se è vero che le ultime settimane gli hanno consegnato dei successi, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’indice di gradimento, nell’ultimo periodo è risalito solo di 2,7 punti secondo la super media di <em>FiveThirtyEight</em>, un po’ poco per sperare di arginare i repubblicani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-tentativo-di-biden-per-evitare-il-flop-alle-midterm-2059528.html">L&#8217;ultimo tentativo di Biden per evitare il flop alle midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump ridisegna il GOP e si sbarazza dei &#8220;dissidenti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 06:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-2048x1237.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste un GOP senza Donald Trump? E Donald Trump senza GOP? Questa è la domanda principale che accompagna la lunga attesa verso le midterm ma anche l’interrogativo chiave per le elezioni del 2024. Negli Stati Uniti la vita partitica è molto differente da quella europea e si può affermare, con una certa approssimazione, che i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-2048x1237.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Esiste un GOP senza <strong>Donald Trump</strong>? E Donald Trump senza GOP? Questa è la domanda principale che accompagna la lunga attesa verso le <strong>midterm</strong> ma anche l’interrogativo chiave per le elezioni del 2024. Negli Stati Uniti la vita partitica è molto differente da quella europea e si può affermare, con una certa approssimazione, che i partiti “esistono” soprattutto quando ci si avvicina alle scadenze elettorali, trasformandosi in vere macchine da guerra. Gli ultimi anni, all’insegna della polarizzazione estrema, le cose sono di gran lunga cambiate.</p>
<h2>I dissidenti del GOP</h2>
<p>Il trumpismo non è morto con la sconfitta del 2020 così come un certo “bidenismo” non è davvero mai nato. Ed è proprio tra le fila del GOP che si sta consumando la vendetta di Trump, verso quel partito che da due anni è sospeso tra l’indignazione e nessuna vera alternativa al <em>tycoon</em>. Oggi è il giorno in cui Donald Trump ha raggiunto la vittoria più importante da quando ha lasciato la Casa Bianca: buttare fuori dal Congresso <strong>Liz Cheney</strong>, la conservatrice ribelle, alle prese con la sconfitta alle primarie in Wyoming nelle quali era la perdente annunciata contro <span style="font-size: 1rem;">Harriet Hageman</span>. <span style="font-size: 1rem;"><a href="https://www.nytimes.com/interactive/2022/08/16/us/elections/results-wyoming-us-house-district-1.html">Cheney, che ha dichiarato la propria sconfitta</a> con il 30% delle preferenze, ha però vinto nella contea di Teton, una delle due aree dello Stato conquistate dal presidente Biden, con circa l&#8217;80% dei voti. Significa che molti elettori democratici le hanno tributato il proprio sostegno.</span></p>
<p>A conferma di quanto Trump tenesse a queste primarie basta un particolare: è lo Stato dove ha concentrato la maggior parte degli sforzi per compattare il partito contro Cheney, che era stata eletta per la prima volta nel 2016. Cinquantasei anni, figlia dell&#8217;ex vicepresidente Dick Cheney, ha votato per l&#8217;<strong>impeachment</strong> dell’ex presidente: da allora, si è trasformata in una repubblicana dissidente, oggetto di attacchi e minacce, costretta quasi a vivere sotto scorta.</p>
<p><strong>E gli altri “dissidenti”</strong>? Dei dieci deputati alla Camera che votarono per la destituzione, una parte non si ricandida e solo due hanno superato lo scoglio delle primarie. <strong>Jaime Herrera Beutler</strong> (Washington) ha perso la sua corsa alle primarie il 9 agosto scorso: contro di lei Trump ha appoggiato Joe Kent, un veterano delle forze speciali dell&#8217;esercito, e lei ha ammesso la sconfitta; nel Michigan, <strong>Peter Meijer</strong> è stato estromesso per un soffio dalle primarie repubblicane il 2 agosto da John Gibbs, un funzionario dell&#8217;amministrazione Trump che l&#8217;ex presidente ha approvato. La sconfitta di Meijer, però, ha un tenore leggermente diverso. Viene da uno stato non fortemente repubblicano, ma che tende al democratico. Il suo avversario ha ricevuto il sostegno del Comitato per la campagna del Congresso democratico, con i democratici che speravano che Gibbs sarebbe stato più facile da battere a novembre. Ma alla fine quest&#8217;ultimo ha vinto perché i repubblicani volevano qualcuno che fosse più fedele a Trump, se non necessariamente al Partito Repubblicano. In South Carolina, <strong>Tom Rice</strong>, ex fedelissimo di Trump ha pagato la scelta sulla condanna ai fatti di <strong>Capitol Hill</strong>: il suo avversario Russell Fry, appoggiato dall’ex presidente, lo ha sconfitto.</p>
<p>Se questi tre hanno almeno tentato la corsa alle primarie, lo scorso inverno è stato il momento dei grandi abbandoni: <strong>Fred Upton</strong> (Michigan) ha deciso di lasciare il Congresso dopo più di 30 anni piuttosto che affrontare uno sfidante approvato da Trump in una campagna negativa e costosa, mentre sopportava minacce di morte. <strong>John Katko</strong> (New York) ha pagato non solo il voto di <em>impeachment</em>: il suo sostegno ad altri progetti di legge <em>bipartisan</em> ha fatto infuriare l&#8217;ala destra del suo partito. Quasi esattamente un anno dopo il tentativo di <em>impeachment</em> ha annunciato il suo ritiro. <strong>Adam Kinzinger</strong> (Illinois) ha annunciato il suo ritiro tra le minacce di morte degli elettori e l&#8217;ostilità dei colleghi repubblicani. Come Cheney, ha assunto un ruolo di primo piano nel comitato che indaga sul ruolo di Trump nella rivolta al Campidoglio. <strong>Anthony Gonzalez</strong> (Ohio) è stato la prima vittima di questo gruppo: a settembre ha annunciato di essere stato inondato di minacce, temuto per la sicurezza di sua moglie e dei suoi figli, e che si sarebbe ritirato piuttosto che affrontare delle primarie feroci.</p>
<p>Da questa disfatta si sono salvati solo due stoici repubblicani &#8220;ribelli&#8221;: <strong>Dan Newhouse</strong> (Washington), sopravvissuto al suo avversario appoggiato da Trump grazie in gran parte a un sistema primario in cui i candidati di ogni partito si candidano in un unico concorso di qualificazione, con i primi due votanti che avanzano alle elezioni generali di novembre; <strong>David Valadao</strong> (California), da molti considerato “l&#8217;unicorno” di questo gruppo: nonostante l’attacco a Trump, ha evitato di essere preso di mira personalmente dall&#8217;ex presidente.</p>
<p>Al Senato furono invece sette i pro-<em>impeachment</em> e solo <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2022/08/16/us/elections/results-alaska.html?action=click&amp;pgtype=Article&amp;state=default&amp;module=styln-elections-2022&amp;region=BOTTOM_NAV&amp;context=election_recirc"><strong>Lisa Murkowski</strong> </a>si è rimessa in gioco, in Alaska, riuscendo a strappare la corsa per novembre: <span style="font-size: 1rem;">ha l&#8217;approvazione del leader della minoranza al Senato Mitch McConnell e sta affrontando la sfida con Kelly Tshibaka, ex commissaria del Dipartimento dell’Amministrazione dell&#8217;Alaska appoggiata da Trump, e altri 17 candidati alle primarie aperte.</span></p>
<h2>Trump non molla il GOP e il GOP non molla Trump</h2>
<p><em>Rebus sic stantibus</em>, il partito appare ora sempre più saldamente nelle mani di Trump, o quantomeno dei trumpiani. La corsa alle primarie e le vicende politiche di quest’ultimo mese mostrano che <strong>Trump rimane un centro di potere all&#8217;interno del partito</strong>.</p>
<p>C’è poi un evento che non potrà non minare la campagna elettorale: <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-cercava-lfbi-a-mar-a-lago.html"><strong>i fatti di Mar-a-Lago</strong></a>. Questi ultimi giorni hanno dato ancora più la prova della resistenza del cerchio magico attorno a Trump. L&#8217;impulso a legittimare frettolosamente la prospettiva di Trump illustra una pericolosa strategia retorica spesso impiegata dai politici del GOP durante il suo primo mandato. Dopo che Trump ha rilasciato la sua dichiarazione sulla perquisizione, i politici conservatori hanno fatto eco ad aspetti chiave del suo messaggio. Alcuni hanno sanificato le idee di Trump combinandole con critiche più misurate o riferimenti a processi democratici. La loro ondata di <em>tweet</em> ricicla l&#8217;idea di Trump di un Dipartimento di Giustizia armato, combinandola con la promessa, da parte di molti, di utilizzare i processi democratici per &#8220;seguire i fatti&#8221;, scomodando riferimenti a Gestapo e camicie brune.</p>
<p>Mentre la stagione del midterm entra nella sua fase finale, i repubblicani in corsa appaiono legati all&#8217;ex presidente come mai prima d&#8217;ora, che gli piaccia o no. Nel Connecticut, lo Stato che ha lanciato la famiglia Bush e il conservatorismo compassionevole, un focoso contendente al Senato che ha promosso l&#8217;elezione di Trump, ha travolto il candidato appoggiato dal GOP statale. Nel frattempo a Washington, repubblicani che vanno dal leader della minoranza al Senato Mitch McConnell al teorico della cospirazione Marjorie Taylor Greene difendono a spada tratta il magnate dagli artigli dell’FBI. Nonostante si favoleggi dell’impraticabile opzione di <strong>candidatura come “indipendente”</strong>, di fronte alle sue crescenti vulnerabilità legali, Trump ha bisogno del sostegno del partito per mantenere la sua carriera politica. Così come molti nel partito hanno bisogno di Trump, la cui approvazione si è rivelata cruciale per avanzare verso la prova di novembre.</p>
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		<title>Ecco perché Kamala Harris può riunificare il fronte dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-kamala-harris-puo-riunificare-il-fronte-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 10:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1655" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562.jpg 1655w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1655px) 100vw, 1655px" /></p>
<p>Donald Trump, in vista del 2020, deve temere Kamala Harris. Forse deve stare attento più alla senatrice californiana che a tutti gli altri potenziali candidati democratici. Le ragioni sono diverse e tenteremo di elencarle nel corso di quest&#8217;analisi. Per ora ci limitiamo a scrivere che negli Stati Uniti la sua discesa in campo viene data &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-kamala-harris-puo-riunificare-il-fronte-dem.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-kamala-harris-puo-riunificare-il-fronte-dem.html">Ecco perché Kamala Harris può riunificare il fronte dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1655" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562.jpg 1655w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9107562-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1655px) 100vw, 1655px" /></p><p><strong>Donald Trump</strong>, in vista del 2020, deve temere <strong>Kamala Harris</strong>. Forse deve stare attento più alla senatrice californiana che a tutti gli altri potenziali candidati democratici. Le ragioni sono diverse e tenteremo di elencarle nel corso di quest&#8217;analisi. Per ora ci limitiamo a scrivere che negli <strong>Stati Uniti</strong> la sua discesa in campo viene data per imminente. </p>
<p>La mutevolezza cui è soggetto il quadro politico statunitense è evidente, ma ragionando a bocce ferme si deve segnalare la &#8220;pericolosità&#8221;, tenendo in considerazione il punto di vista di <strong>The Donald</strong>, che l&#8217;esponente indo/afro &#8211; americana degli <strong>asinelli</strong> porterebbe in dote nel caso decidesse davvero di prendere parte alla contesa.</p>
<p></p>
<p>Quella di Kamala Harris assomiglia alla parabola percorsa da <strong>Barack Obama</strong> durante la sua prima candidatura alle primarie. La senatrice si muove in sordina, senza proclami esorbitanti e procede con il tessere una tela in grado di mettere d&#8217;accordo tutto il fronte democratico. Certo, il suo nome pesa meno rispetto a quello di <strong>Joe Biden</strong>, ma la carta d&#8217;identità e la <strong>stratigrafia elettorale</strong> americana giocano a favore dell&#8217;ex viceprocuratore distrettuale. </p>
<p>La senatrice, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.politico.com/story/2019/01/07/kamala-harris-readies-2020-rollout-1086049">stando a quanto riportato</a> su <em>Politico</em>, potrebbe essere la seconda, dopo <strong>Elizabeth Warren</strong>, a sciogliere la riserva. Possiamo già dire che la campagna elettorale per la competizione interna è iniziata. Ma la Harris non ha intenzione di attirare subito l&#8217;attenzione su di sè. La senatrice, che è una certosina <strong>stratega politica</strong>, si farà conoscere all&#8217;elettorato americano. Sempre <em>Politico </em>ha evidenziato come l&#8217;esponente politico abbia messo in programma una serie di apparizioni televisive, condite dalle presentazioni di un suo libro. Un tour mascherato, che serve a verificare la risposta della base, dei media e dei finanziatori. </p>
<p></p>
<p>&#8220;L&#8217;America &#8211;<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://edition.cnn.com/videos/tv/2019/01/08/ip-kamala-2020.cnn"> ha dichiarato</a> poche ore fa Kamala Harris &#8211; è assolutamente pronta per una donna presidente di colore&#8221;. E questo è il primo fattore: il dialogo con le <strong>minoranze</strong>. La senatrice Warren è assolutamente in grado di fare cappotto nel <strong>campo liberal</strong>, restringendo le possibilità di movimento dei suoi competitori, ma in termini di &#8220;punteggio di presidenziabilità&#8221;, come lo chiamano quelli bravi, la sua è una candidatura che presenta più di qualche limite. </p>
<p>All&#8217;interno di questo quadro, va interpretato quello che è apparso <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-apre-lanno-prendendo-giro-warren-su-twitter-1623978.html">come un tentativo disperato</a>: provare che parte del suo Dna avesse origini native. Elizabet Warren è bianca, eterosessuale e appartiene all&#8217;<strong>establishment</strong> a stelle e strisce. Tutti fattori divenuti essenziali da quando gli analisti hanno iniziato a registrare un fatto nuovo: le minoranze, alle elezioni di medio termine, si sono recate alle urne con <strong>maggiore frequenza</strong> rispetto alle turnate precedenti. </p>
<p></p>
<p>I Democratici hanno da tempo consapevolezza che per battere il tycoon serve un profilo in grado di bruciare il campo, motivando chi di solito non partecipa al processo democratico.<strong> Hillary Clinton</strong> avrebbe dovuto ottenere questo effetto, ma non è andata come si pensava. Poi c&#8217;è la <em>bagarre</em> tra <strong>democratici socialisti</strong> e <strong>democratici moderati</strong>.</p>
<p>Dipendesse dai secondi, la <strong>Ocasio Cortez</strong>, <strong>Sanders</strong>, la Warren e le loro istanze sparirebbero dalla piattaforma programmatica delle presidenziali, ma l&#8217;area socialista, nel frattempo, è divenuta maggioritaria in molti Stati. L&#8217;apparato partitico sta cercando d&#8217;individuare un candidato con un alto &#8220;punteggio di presidenziabilità&#8221;, ma non ascrivibile al correntone ultraprogressista. Kamala Harris &#8211; qualcuno dice che sarebbe la candidata più simile a <strong>Michelle Obama</strong>, che da par suo continua a non volerne sapere &#8211; potrebbe essere un <strong>jolly </strong>del mazzo democratico. </p>
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		<title>Trump può resistere alle minoranze  ma il partito repubblicano no</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-puo-resistere-al-voto-delle-minoranze-repubblicani-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 07:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Donald Trump ha tenuto botta. Le elezioni di medio &#8211; termine non hanno segnato il tracollo del presidente degli Stati Uniti, che può continuare a sperare in un secondo mandato. Ma come hanno votato i cittadini americani? Chi ha scelto di sostenere la causa presidenziale, preferendo il Gop e quindi coadiuvando l&#8217;azione amministrativa di The &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-puo-resistere-al-voto-delle-minoranze-repubblicani-no.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181025104255_27612138-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Donald Trump</strong> ha tenuto botta. Le elezioni di medio &#8211; termine non hanno segnato il tracollo del presidente degli Stati Uniti, che può continuare a sperare in un secondo mandato. Ma come hanno votato i cittadini americani? Chi ha scelto di sostenere la causa presidenziale, preferendo il <strong>Gop </strong>e quindi coadiuvando l&#8217;azione amministrativa di The Donald? Quali tipologie di elettori si sono orientate in favore dei democratici? </p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.pewresearch.org/fact-tank/2018/11/08/the-2018-midterm-vote-divisions-by-race-gender-education/">Un&#8217;analisi dettagliata della stratigrafia elettorale</a> è stata pubblicata dal <em>Pew Research Center</em>. Gli States sono stati dipinti dalla maggior parte degli analisti come spaccati a metà. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-2020-midterm/">Questo è un dato emerso </a>con chiarezza sin dalle ore successive alla consultazione. Ma il futuro sembra sorridere alla causa progressista. Vediamo perché. </p>
<p>La divisione si declina attraverso tutta una serie di differenziazioni. Le <strong>donne</strong>, quasi per il 60% del totale, hanno espresso preferenze per <strong>gli asinelli</strong>. Una tendenza non confermata dal sesso maschile, che si è sostanzialmente distribuito in modo equo tra l&#8217;una e l&#8217;altra formazione politica: 51% dei voti al Gop e 47% ai <strong>Dem</strong>.</p>
<p>La narrativa progressista non fa che sottolineare l&#8217;esistenza di una &#8220;nuova sinistra&#8221;, alimentata dall&#8217;attivismo femminile e magari un po&#8217; femminista. Bisognerà vedere se il trend sarà confermato alle presidenziali del 2020. Per ora, i numeri sembrano confermare la veridicità di quest&#8217;analisi. </p>
<p></p>
<p>L&#8217;istituto citato ha  ricordato come gli <em>exit polls</em> abbiano fatto registrare una spaccatura riguardante pure le <b>provenienze</b>. Gli &#8220;white men&#8221;, anche in questa circostanza, hanno continuato a riporre la loro fiducia nei repubblicani (60% dei voti), mentre le persone di colore hanno, quasi all&#8217;unanimità, sbarrato sullo scanner la casella corrispondente al <strong>Partito Democratico</strong> (90% del totale, 88% degli uomini e 92% delle donne).</p>
<p>Poi ci sono i fattori demografici e quelli educativi. Il 67% della fascia anagrafica comprendente gli elettori tra i diciotto e i ventinove anni ha scelto di votare gli orfani politici di <strong>Hillary Clinton</strong>. Anche i trentenni e i quarantenni, seppur con un distacco di portata minore, sembrano sempre più convintamente democratici.</p>
<p>Il discorso muta dai quarantacinque anni in poi, cioè da quando gli americani iniziano a preferire l&#8217;opzione del <strong>Partito Repubblicano</strong>. Gli anziani, quelli oltre i sessantacinque anni, pendono dalla parte degli <strong>elefantini</strong>, ma solo per il 50%. </p>
<p>La partita, tra coloro che hanno frequentato il College, sembra già chiusa: il 59% dei laureati avrebbe votato per <b>Bernie Sanders</b> e soci. Solo il 39% degli americani che hanno studiato in un College è dalla parte di Donald Trump. Tornando alle minoranze, sappiamo che il 69% degli Hispanici, che si sono recati alle urne in maniera statisticamente più netta rispetto alle previsioni, dovrebbe aver votato democratico. La stessa scelta sarebbe stata condivisa dal 77% delle persone di origine asiatica.</p>
<p></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti ha almeno tre problemi, uno è rappresentato dalle donne: quelle militanti cavalcano il presunto maschilismo di The Donald per metterlo al tappeto. L&#8217;altro è costituito dai giovani, specie da quelli laureati, che paiono intenzionati a far <em>switchare</em> gli States verso il blu. Il tempo, se non altro, è davvero dalla loro parte. Della terza grande questione, che è quella centrale, parleremo alla fine. </p>
<p>Vale la pena evidenziare prima le rilevazioni relative alle scelte elettorali delle persone che appartengono alle confessioni religiose. Ad aiutarci, ancora una volta, <a href="http://www.pewresearch.org/fact-tank/2018/11/07/how-religious-groups-voted-in-the-midterm-elections/">è un prospetto del <em>Pew Research Center</em></a>: i cattolici si sono divisi a metà (50% Dem, 49% Gop). I protestanti, com&#8217;era già accaduto nel 2016, simpatizzano di gran lunga per il conservatorismo (42% Dem, 56% Gop). Buona parte di quest&#8217;ultima percentuale è rappresentata dagli elettori evangelici. Le persone di fede ebraica portano avanti la causa democratica per il 79%. I cittadini che fanno parte di altre confessioni religiose, tra cui anche quella musulmana, sono democratici per il 70%. </p>
<p>Il Partito Repubblicano ha un grande problema. Donald Trump, nel caso dovesse riuscire a farsi rieleggere, potrebbe essere l&#8217;ultimo presidente in quota Gop. Almeno fino a che i repubblicani non riusciranno a individuare una persona e/o un programma in grado di rappresentare le istanze delle minoranze. A dirlo sono le tendenze elettorali incrociate con i dati demografici. Ecco perché il &#8220;miracolo economico&#8221;, quello in cui il Tycoon sta effettivamente riuscendo, potrebbe non bastare nel 2020. </p>
<p>Ad avvertire Il Gop della necessità di trovare un modo di convivere politicamente con le minoranze era stato <strong>Reince Priebus</strong>, ex Capo di gabinetto della Casa Bianca e allora vertice del comitato nazionale del Gop. Poi è arrivato Donald Trump, che è stato eletto, contro ogni pronostico, anche per via delle debolezze della sua avversaria. Il Tycoon potrebbe averne per un altro mandato, poi gli americani potrebbero dare il la a un&#8217;epoca democratica. Rinnovarsi sembra l&#8217;unica strategia utilizzabile dai conservatori per restare a galla.</p>
<p></p>
<p>Un segno dei tempi per esplicare il meglio possibile di cosa stiamo parlando: il <strong>Texas</strong>, come dimostrato dal confronto valevole per il Senato tra Ted Cruz e Beto O&#8217;Rourke, è divenuto contendibile, ma non andatelo a raccontare a un vecchio iscritto alle liste elettorali del Gop perché non vi crederà. </p>
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		<title>L&#039;&#8221;Obama bianco&#8221; si prepara  Così vuole battere The Donald</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-obama-bianco-scalda-i-motori-in-vista-della-sfida-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 08:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Beto O&#8217;Rourke potrebbe essere il prossimo sfidante di Donald Trump. In casa democratica i giochi sono aperti da tempo, ma da quello che si legge sulla stampa americana, gli analisti politici non fanno che attendere le prossime mosse del nativo di El Paso, che è uscito sconfitto, meno di due settimane fa, dalla sfida per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-obama-bianco-scalda-i-motori-in-vista-della-sfida-a-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8763249-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Beto O&#8217;Rourke</strong> potrebbe essere il prossimo sfidante di <strong>Donald Trump</strong>. In casa democratica i giochi sono aperti da tempo, ma da quello che si legge sulla stampa americana, gli analisti politici non fanno che attendere le prossime mosse del nativo di El Paso, che è uscito sconfitto, meno di due settimane fa, dalla sfida per il Senato contro <strong>Ted Cruz</strong>.</p>
<p>L&#8217; &#8220;Obama bianco&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.politico.com/story/2018/11/19/beto-orourke-2020-democratic-primary-995353">come qualcuno lo ha ribattezzato</a>, si è dimostrato molto abile nel raccogliere attorno a sé simpatie e, soprattutto, finanziamenti. Rourke è il più classico dei perdenti di successo: è riuscito a far divenire competitivi gli asinelli in <strong>Texas</strong>, dove di solito non c&#8217;è partita, ma non ha vinto e lo <em>score</em> per gli americani rappresenta un fattore importante in termini di presidenziabilità.</p>
<p><strong>Barack Obama</strong>, per rimanere nell&#8217;esempio, scese nell&#8217;arena politica nel 1996, candidandosi e vincendo in un collegio dell&#8217;Illinois. Non è semplice farsi largo in vista delle presidenziali avendo alle spalle una sconfitta. Sempre l&#8217;ex presidente degli <strong>Stati Uniti</strong>, tuttavia, perse le primarie interne contro Bobby Rush nel 2000. La competizione, in quel caso, era valevole per una candidatura alla Camera dei rappresentanti.</p>
<p></p>
<p>Qualche precedente favorevole a Beto O&#8217;Rourke esiste. Poi ci sono i soldi, quelli che servono a coprire una campagna elettorale su tutto il territorio nazionale, gli stessi che molti si aspettano che l&#8217;esponente democratico sia in grado di rintracciare senza troppi problemi.  Stando a quanto riportato su <em>Politico</em>, i finanziatori dem dell&#8217;Iowa, lo Stato dove si svolgeranno i primi <em>caucus</em>, stanno già sgomitando per capire se l&#8217;<em>enfant prodige</em> degli asinelli sia davvero in procinto di annunciare la sua candidatura. Non sarebbero in pochi i sostenitori che avrebbero già messo le mani al portafoglio, pronti a sostenere la corsa. Ma che visione degli States promuove l&#8217; &#8220;Obama bianco&#8221;, con un trascorso da bassista?</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>O&#8217;Rourke è originario dell&#8217;<strong>Irlanda</strong>, per questo motivo sulla rete potrete riscontrare parecchi accostamenti alla famiglia  <strong>Kennedy</strong>. Il suo programma, contrariamente a quello che avrebbe potuto proporre un Kennedy, è piuttosto in linea <a href="http://www.occhidellaguerra.it/usa-vince-la-linea-sanders-vince-nella-nuova-sinistra/">con la svolta a sinistra </a>impressa di questi tempi dalle parti dei democratici: sanità pubblica per tutti, gestione aperturista dei fenomeni migratori e limitazioni al possesso delle armi da fuoco sono i suoi cavalli di battaglia. Rispetto alla Ocasio Cortéz, O&#8217;Rourke è percepito dall&#8217;opinione pubblica come maggiormente moderato e spendibile per convincere elettoralmente la borghesia a stelle e strisce. </p>
<p></p>
<p>A dirlo sono gli ultimi sondaggi pubblicati, che hanno fatto registrare una buona terza piazza, dietro solo a <strong>Joe Biden</strong> e <strong>Bernie Sanders</strong>. L&#8217; &#8220;Obama bianco&#8221; ha dalla sua la carta d&#8217;identità: l&#8217;ex vice di Obama e il senatore del Vermont, come scritto più volte, sono considerati troppo anziani, specie per un possibile doppio mandato.</p>
<p>O&#8217;Rurke potrebbe svolgere la sua <em>campaign</em> in Michigan e nella <em>Rust Belt</em> senza ricevere insulti dalle vittime della crisi economica. Cosa che invece, per storia politica, potrebbe accadere alla senatrice <strong>Warren</strong>, che è un&#8217;altra che potrebbe ufficializzare la sua disponibilità a correre nelle prossime settimane. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/dem-provano-compattarsi-vuol-sfidare-trump-nel-2020/">Clinton permettendo</a>, ovvio. Ma la sensazione è che per mettere Trump in difficoltà serva qualcuno capace di incarnare la narrativa sulla contrapposizione tra popolo ed élite.</p>
<p>Bisognerà tenere i fari accesi: O&#8217;Rourke, per caratteristiche politiche e tendenze elettorali vigenti, potrebbe davvero divenire il competitor di Donald Trump per la Casa Bianca. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-obama-bianco-scalda-i-motori-in-vista-della-sfida-a-trump.html">L&#039;&#8221;Obama bianco&#8221; si prepara  Così vuole battere The Donald</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#039;&#8221;onda blu&#8221; dei democratici  può essere sconfitta dai repubblicani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/londa-blu-dei-dem-puo-battuta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 23:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Blue wave&#8221; sta per &#8220;onda blu&#8221; ed era l&#8217;espressione più attesa, sui titoli dei quotidiani di mezzo mondo, il giorno successivo alle elezioni di medio &#8211; termine.  Doveva andare così, come in un disegno messianico. Il 7 novembre, invece, abbiamo raccontato della tenuta di Donald Trump e di come gli asinelli non abbiano del tutto rispettato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-blu-dei-dem-puo-battuta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-blu-dei-dem-puo-battuta.html">L&#039;&#8221;onda blu&#8221; dei democratici  può essere sconfitta dai repubblicani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8812242-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Blue wave&#8221; sta per &#8220;onda blu&#8221; ed era l&#8217;espressione più attesa, sui titoli dei quotidiani di mezzo mondo, il giorno successivo alle elezioni di medio &#8211; termine.  Doveva andare così, come in un disegno messianico. Il 7 novembre, invece, abbiamo raccontato della tenuta di <strong>Donald Trump </strong>e di come gli asinelli non abbiano del tutto rispettato le aspettative degli analisti. Della confusione sulla leadership parleremo più avanti. </p>
<p>La vittoria alla <strong>Camera dei rappresentanti</strong> è stata netta, ma meno plateale di come previsto da quel &#8220;riequilibrio dei poteri&#8221; che le mid &#8211; term portano  in dote. A dirlo è la consuetudine. Per il <strong>Tycoon</strong> sarebbe dovuta essere una Waterloo, ma è stata solo una Tolosa. Non possiamo dare per scontato che questo passo indietro faccia da preludio, come nell&#8217;esempio napoleonico, alla disfatta finale del leader populista.</p>
<p class="p1">La partita è terminata <b>227</b> a 198<strong>, </strong>anche se ancora 10 seggi rimangono da assegnare.  L&#8217;elezione dei deputati, essendo l&#8217;unica centrata su base nazionale, è quella che ci interessa di più in funzione delle presidenziali del 2020. Qualche dato, tra riconteggi e ritardi, non può ancora essere considerato definitivo. Le notizie peggiori per i <strong>democratici</strong> sono arrivate da quei collegi che hanno <em>switchato</em>, gergo tecnico che sta ad indicare un cambiamento di colore sulla mappa. Una ricostruzione dettagliata la potete leggere pure sul <em>New York Times</em>, <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2018/11/07/us/politics/how-democrats-took-the-house.html">che ha messo in evidenza</a> come, specie sulle <strong>coste</strong>, si sia assistito a qualche spostamento di voti in favore del<strong>Gop</strong>.</p>
<p></p>
<p class="p1"><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:75%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://public.flourish.studio/visualisation/156057/embed" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>
<p>Attenzione: la maggior parte degli elettori di quelle zone ha sempre votato a sinistra. Vedere una parte consistente di <strong>California</strong> colorata di rosso repubblicano non è ancora possibile, ma tutte quelle striature possono far sorridere l&#8217;inquilino della Casa Bianca. Molti distretti, tuttavia, sono rimasti blu. Com&#8217;è, allora, che hanno vinto i <strong>dem</strong>? <strong>317 distretti</strong>sono quelli in cui il voto si è sposato decisamente verso gli asinelli. Non sono pochi, ma non è affatto detto che tutti, in passato, fossero favorevoli al  Gop.  <a href="https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/11/01/elezioni-midterm-usa-storia/224340/">Qualche statistica utile</a>per capire di cosa stiamo parlando : le medio &#8211; termine, come ricordato da <em>Lettera43</em>,  si sono tenute 39 volte. In tutte queste circostanze, tranne che in tre casi, il partito del presidente in carica ne è uscito ridimensionato, per non dire a pezzi.</p>
<p><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:100%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="//datawrapper.dwcdn.net/Q1bYC/1/" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>
<p>Di norma vengono meno una trentina di rappresentanti e una decina di senatori. <strong>Barack Obama</strong>, durante il primo mandato, quindi nel corso della luna di miele con gli americani, fu costretto a scalare sessantatré deputati sul suo pallottoliere. Una personalità come quella di Donald Trump, che in maniera diversa da Obama dovrà giocarsi la riconferma attraverso una sfida che si prevede tachicardica, non poteva non vantarsi di aver vinto. Ma le brutte notizie per i democratici non sono terminate. </p>
<p>Di quei distretti, vale la pena sottolinearne di blu scuro <strong>una trentina</strong>. Nei rimanenti è possibile che la pratica venga riaperta in contemporanea con le presidenziali. La media ponderata racconta di un 21% dell&#8217;elettorato che, dopo aver riposto fiducia nel Gop, ha deciso di barrare la parte sinistra dello scanner elettorale. La media nazionale, però, ha fatto registrare un distacco tra le due formazioni  pari al 10%: non sufficiente a stappare bottiglie di spumante. Com&#8217;è andata, questa volta, in termini di &#8220;furto&#8221; di collegi? I dem hanno &#8220;rubato&#8221; <strong>32 seggi</strong>, di conseguenza sappiamo che i repubblicani ne hanno persi altrettanti.  <strong>3 distretti</strong> (o seggi, sono equivalenti) precedentemente ascrivibili ai democratici sono passati al Grand Old Party. </p>
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<p>L&#8217;<strong>onda blu</strong>, valutati i precedenti storici, non si è declinata in un&#8217;esplosione di consensi, ma si è innestata all&#8217;interno di un processo fisiologico, che è quello ritratto delle medio &#8211; termine. Un&#8217;onda, poi, va cavalcata, altrimenti rischia di infrangersi sul primo scoglio senza donare troppa soddisfazione al surfista. Serve, insomma, un leader in grado di operare una sintesi e su questo punto gli asinelli sembrano navigare a vista. Joe Biden, Hillary Clinton, Kamala Harris, Andrew Cuomo, Beto O&#8217;Rourke, Bernie Sanders, Bill de Blasio, Elizabeth Warren e altri: si dice che Obama li stia valutando tutti, profilo per profilo, nel suo studio di Chicago. Così come ha fatto per Camera e Senato. A decidere sul serio, però, saranno gli elettori che si recheranno a votare per le primarie a partire dal gennaio del 2020.  </p>
<p>Donald Trump, dal canto suo, si è messo a raccogliere fondi per la sua rielezione. Si vocifera che abbia ricavato quasi <strong>110milioni di dollari</strong> solo durante la campaign per le mid &#8211; term. Novembre gli ha regalato un convincimento nuovo: buona parte dei cittadini degli Stati Uniti non lo ritengono, o non li ritengono più, un incidente della storia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-blu-dei-dem-puo-battuta.html">L&#039;&#8221;onda blu&#8221; dei democratici  può essere sconfitta dai repubblicani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump rieletto nel 2020?  Non è più una missione impossibile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-2020-midterm.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2018 08:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le elezioni di Midterm dovevano essere il segnale della riscossa del Partito democratico contro Donald Trump . Invece, non solo l&#8217;onda blu non c&#8217;è stata, ma il muro rosso ha resistito e si è rinforzato. E mentre a sinistra sono alla disperata ricerca di un leader, Trump ha confermato, ancora una volta, di essere il vero capo del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-2020-midterm.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181101143921_27669673-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-repubblicani-avanti-senato-rimane-nodo-camera-1598136.html">Le elezioni di Midterm</a> dovevano essere il segnale della riscossa del Partito democratico contro <strong>Donald Trump</strong> . Invece, non solo l&#8217;onda blu non c&#8217;è stata, ma <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/midterm-trump-camera-vittoria/">il muro rosso ha resistito e si è rinforzato</a>. E mentre a sinistra sono alla disperata ricerca di un leader, Trump ha confermato, ancora una volta, di essere il vero capo del partito dell&#8217;elefante. Dove è andato lui personalmente, i candidati repubblicani hanno vinto. L&#8217;assedio mediatico e culturale non è servito a sconfiggere la sua leadership. E il &#8220;castigo presidenziale&#8221; delle elezioni di medio termine, scoglio quasi insuperabile da parte di tutte le amministrazioni Usa, si è rivelato un colpo meno duro del previsto.</p>
<p>E adesso, <strong>Trump può iniziare la sua vera battaglia</strong>: quella per le presidenziali del 2020. È questo il vero obiettivo del presidente degli Stati Uniti. E le elezioni di Midterm, con questo Congresso diviso fra una Camera in mano ai democratici e un Senato saldamente in mano repubblicana, possono giovare proprio alla strategia del tycoon. The Donald ha la certezza di non potrà essere messo in stato d&#8217;accusa dal parlamento: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-midterm-impeachment/">ai democratici mancano i numeri per un&#8217;eventuale procedura di impeachment</a>. In Senato, il battaglione repubblicano si è rinforzato: in questo modo, Trump ha blindato il ramo legislativo più potente.</p>
<p>Infine, il presidente degli Stati Uniti ha dimostrato di essere l&#8217;unico vero leader del partito, costringendo più o meno tutti, anche i suoi acerrimi avversari, ad accettare la sua ricandidatura alla Casa Bianca. In un momento in cui l&#8217;opposizione non sa come gestire i due anni<strong> in vista del 2020</strong>, i repubblicani hanno una certezza: che gli elettori non hanno abbandonato Trump.</p>
<p></p>
<p>La situazione politica aiuta Trump anche per un altro motivo: la<strong> polarizzazione dello scontro</strong>. Senato ai repubblicani e Camera ai dem è il simbolo di questo scontro fra due Americhe che convivono ma che sono ormai sempre più divise da un solco profondo. Questa polarizzazione aiuta un uomo come Trump, che non è un leader che cerca il compromesso.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>Se le presidenziali del 2016 avevano palesato questo <strong>scontro ideologico</strong> fra il mondo conservatore e progressista,ma anche fra mondo rurale e delle metropoli, fra l&#8217;America profonda e quella &#8220;mainstream&#8221;, le Midterm non hanno fatto altro che confermarlo. Chi credeva che gli Stati Uniti si fossero stancati di questa costante guerra intestine, si è dovuto ricredere. E Trump adesso ha la certezza che i repubblicani risponderanno comunque &#8220;presente&#8221; al suo richiamo alle armi in vista della rielezione.</p>
<p></p>
<p>Ora, per il presidente Usa inizierà probabilmente un periodo di cambiamenti. Come spigato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-11-07/un-secondo-mandato-trump-non-e-piu-evento-impossibile-063741.shtml?uuid=AEO9rRcG"><em>Il Sole 24 Ore</em></a>, &#8220;per ogni presidenza le elezioni di midterm sono l’occasione per fare delle modifiche alla squadra presidenziale. Trump farà piazza pulita di tutti quei repubblicani che non avevano dimostrato la piena sottomissione alla sua causa populista-nativista&#8221;.</p>
<p>Chi sarà a farne le spese? Difficile da prevedere. Sicuramente gli occhi della Casa Bianca sono puntati sul fronte della Giustizia, con <strong>James Sessions</strong>  che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-lultima-mossa-trump-fa-fuori-ministro-giustizia-1598666.html">ha appena presentato le dimissioni</a> e il vice Rod Rosenstein. La giustizia, specialmente con l&#8217;azione di Robert Mueller, è sempre stata la spada di Damocle che pendeva sulla testa del tycoon. E Trump non ha mai troppo tollerato l&#8217;incapacità, a suo dire, del segretario alla Giustizia di fermare l&#8217;azione del procuratore del <strong>Russiagate</strong>.</p>
<p>Ma ci sono anche altre personalità che non rappresentano a pieno le idee del presidente e che potrebbero pagare queste elezioni di medio termine. Uno potrebbe essere<strong> James Mattis</strong>, il segretario alla Difesa, uno dei pochi a resistere alle purghe trumpiane dei primi due anni di mandato. Negli ultimi tempi, le divergenze fra il capo del Pentagono e quello della Casa Bianca si sono fatte molto serie, con Trump che, non troppo ironicamente, <a href="https://www.nytimes.com/2018/10/14/us/politics/trump-mattis-democrat.html">ha definito Mattis un &#8220;democratico&#8221;</a>. Una frase che è apparsa a molti come un avvertimento. E sembra che il presidente Usa abbia messo il mirino anche John Kelly, capo di gabinetto della Casa Bianca.</p>
<p></p>
<p>Inizieranno da subito queste purghe? Bisognerà capire i margini di manovra del presidente. Ma quello che è certo è che adesso, per Trump, inizia una fase potenzialmente esplosiva. Rafforzata la sua leadership, con un parlamento diviso, e con i democratici senza vincitori, The Donald può preparare la corsa al 2020. E quello che sembrava impossibile fino a pochi mesi fa, ora può diventare una realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-2020-midterm.html">Trump rieletto nel 2020?  Non è più una missione impossibile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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