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	<title>Deterrenza nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 22 Jul 2025 04:46:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Deterrenza nucleare Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le bombe nucleari tattiche tornano in Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-bombe-nucleari-tattiche-tornano-in-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 04:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Dopo quasi due decadi, le bombe nucleari tattiche USA tornano nel Regno Unito per il nuclear sharing della NATO</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-bombe-nucleari-tattiche-tornano-in-regno-unito.html">Le bombe nucleari tattiche tornano in Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Le <strong>bombe nucleari tattiche</strong> statunitensi sono tornate su suolo britannico per la prima volta dopo almeno il 2008. </p>



<p>Secondo diverse fonti OSINT, le bombe nucleari a caduta libera <strong>tipo B61-12</strong> sono state trasferite la scorsa settimana dagli Stati Uniti alla base aerea della Royal Air Force (RAF) di <strong>Lakenheath</strong>, nel Suffolk. <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/us-nukes-deployed-to-england-for-first-time-in-over-a-decade/">Si ritiene</a> che le armi siano state trasportate dal Centro Armi Nucleari dell&#8217;U.S. Air Force situato presso la base aerea di Kirtland, nel Nuovo Messico, a un deposito di sicurezza di recente costruzione nel Regno Unito. </p>



<p>Le prime indicazioni del ritorno della missione nucleare tattica nel Regno Unito in accordo col meccanismo <em><strong>nuclear sharing</strong></em> della <strong>NATO</strong>, ci sono giunte <a href="https://fas.org/publication/increasing-evidence-that-the-us-air-forces-nuclear-mission-may-be-returning-to-uk-soil/">a marzo 2023</a>, quando un&#8217;analisi dei bilanci del Pentagono ha mostrato un incremento delle spese per il deterrente nucleare tattico condiviso menzionando che “la NATO sta completando un programma di investimenti infrastrutturali della durata di tredici anni, del valore di 384 milioni di dollari, presso siti di stoccaggio in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Turchia per potenziare le misure di sicurezza, i sistemi di comunicazione e le strutture”. Il riferimento esplicito al Regno Unito non era stato incluso nei documenti di bilancio dell&#8217;anno precedente, ed è stato rimosso nei documenti di del 2024 insieme a quello delle altre nazioni che utilizzano il nucleare tattico USA. I documenti sottolineano la necessità di “costruire un dormitorio da 144 posti letto per ospitare l&#8217;aumento del personale a seguito della potenziale Missione di Sicurezza”. Per giustificare la nuova costruzione, i documenti affermano: “Con l&#8217;afflusso di aviatori dovuto all&#8217;arrivo della potenziale missione e alla sistemazione dei due Gruppi di F-35, si registra una significativa carenza di alloggi disponibili presso la Royal Air Force base di Lakenheath”. Secondo quanto specificato a quel tempo, l&#8217;inizio dei lavori di costruzione della struttura era previsto per giugno 2024 e la conclusione per febbraio 2026, pertanto è ragionevole pensare che se le bombe nucleari tattiche sono già arrivate la prima aliquota di nuove infrastrutture è stata già terminata. </p>



<p>Nel 2008, le bombe erano state rimosse dalla base di Lakenheath, che ospitava 4000 militari e oltre 1500 civili britannici e statunitensi. Attualmente, presso l&#8217;aeroporto militare ha sede il 48° Fighter Wing dell&#8217;U.S. Air Force, l&#8217;unica unità in Europa a impiegare sia l&#8217;<strong>F-15E</strong> Eagle sia l&#8217;<strong>F-35A</strong> Lighting II. Come sappiamo, l&#8217;F-35A, <a href="https://breakingdefense.com/2024/03/exclusive-f-35a-officially-certified-to-carry-nuclear-bomb/">è abilitato</a> all&#8217;impiego dell&#8217;ultima variante della bomba termonucleare B61-12, permettendo così a quei Paesi che fanno parte del <em>nuclear sharing</em> della NATO, che hanno in servizio il velivolo, di poter avere una piattaforma moderna e all&#8217;avanguardia per effettuare il bombardamento tattico. Secondo la rivista di Difesa Janes, la B61-12 ha una potenza della testata scalabile, e può arrivare a un massimo di 340 kilotoni. </p>



<p>Il <em>nuclear sharing</em> della NATO è condiviso da <strong>Germania</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Olanda</strong>, <strong>Italia </strong>e <strong>Turchia </strong>che utilizzano per il momento piattaforme di sgancio diverse per le B61. La Germania, infatti, in attesa delle consegne dei primi F-35A recentemente ordinati, usa ancora il Panavia <strong>Tornado</strong>, mentre Belgio, Turchia e Olanda l&#8217;<strong>F-16</strong>. Anche l&#8217;Italia ha in servizio per la missione nucleare il Tornado in attesa che i nostri F-35A, insieme a quelli di Belgio e Olanda, vengano certificati per la missione nucleare. </p>



<p>Il <strong>numero delle bombe nucleari</strong> B61 già presenti nelle basi aeree europee non è noto, ma si stima che vi siano 15 B61-3/4 a Kleine Brogel, in Belgio, altrettante a Büchel in Germania, a Volkel, in Olanda e a Ghedi in Italia; infine 20 ad Aviano, presso la base aerea congiunta italo-statunitense dove ha sede il 31° Fighter Wing dell&#8217;U.S. Air Force utilizzante gli F-16 e altrettante a Incirlik, in Turchia, altra base aerea gestita in coppia con gli Stati Uniti. </p>



<p>Il <em>nuclear sharing</em> NATO viene gestito dall&#8217;Alleanza con un meccanismo cosiddetto “<strong>a doppia chiave</strong>” tra Stati Uniti, unici detentori del deterrente nucleare tattico condiviso, e il Paese ospitante: sostanzialmente, l&#8217;utilizzo in combattimento delle bombe nucleari viene stabilito congiuntamente tra gli USA e il Paese che ospita le atomiche e mette a disposizione la piattaforma di sgancio, e nessuno dei due può decidere in autonomia. </p>



<p>Il Regno Unito, benché tornato nella famiglia del <em>nuclear sharing</em> NATO, ha però un problema: non dispone di un aereo in grado di sganciare le B61 in servizio nella RAF. I suoi F-35 sono tutti infatti nella versione B, ovvero quella a decollo corto e atterraggio verticale, per essere utilizzati anche sulle due portaerei classe Queen Elizabeth, che non hanno la possibilità della missione nucleare (al pari della versione C), e lo stesso vale per gli Eurofighter Typhoon. Per questo Londra ha recentemente deciso di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/regno-unito-vuole-f-35a-ruolo-nucleare-c-problema-2501192.html">acquistare 12 F-35A</a></strong> al posto di 12 F-35B dell&#8217;ordine già in corso di evasione. Non è chiaro quando arriveranno i primi velivoli, in quanto né il Regno Uniti né gli Stati Uniti si sono espressi in merito, quindi si ritiene che le prime bombe nucleari tattiche saranno a disposizione degli F-35A ed F-15E statunitensi che normalmente sono di base a Lakenheath. </p>



<p>Come nota finale, la <strong>Polonia </strong>da tempo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-polonia-apre-alle-armi-nucleari-usa-ma-la-nato-per-ora-dice-no.html">ha richiesto</a> agli USA di poter far parte del <em>nuclear sharing</em> della NATO, ma sino a oggi Washington ha sempre rifiutato in considerazione del possibile aumento dell&#8217;escalation in Europa con la Russia, sebbene recentemente proprio Mosca ha dispiegato in <strong>Bielorussia </strong>una serie di armi nucleari non strategiche rappresentate da missili balistici a corto raggio e bombe a caduta libera, utilizzati e operati dalle forze della Federazione Russa.</p>
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		<item>
		<title>Francia e Regno Unito coordinano il loro deterrente nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/francia-e-regno-unito-coordinano-il-loro-deterrente-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 23:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
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<p>Francia e Regno Unito hanno stabilito di allineare i propri arsenali nucleari: si apre la deterrenza condivisa, che non sarà solo per la NATO</p>
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<p><strong>Regno Unito</strong> e <strong>Francia </strong>si sono impegnate pubblicamente, per la prima volta nella storia, a coordinare i loro <strong>deterrenti nucleari</strong> in risposta a minacce estreme, segnando una nuova fase nella loro strategia nucleare, in quella della NATO e potenzialmente gettando le basi per la prima deterrenza nucleare dell&#8217;Unione Europea. </p>



<p>La dichiarazione congiunta, firmata durante la visita di Stato del presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> a Londra, afferma che Regno Unito e Francia manterranno arsenali nucleari sovrani, ma sono ora pronti ad allinearli in caso di grave crisi. Si afferma inequivocabilmente che “qualsiasi minaccia estrema all&#8217;Europa indurrebbe una risposta da entrambe le nazioni”. Entrambi i Paesi hanno sottolineato più volte il mantenimento dell&#8217;indipendenza del proprio arsenale, ma l&#8217;accordo rappresenta <strong>una pietra miliare verso una deterrenza nucleare totalmente europea, slegata dagli Stati Uniti</strong>, originatasi per via della preoccupazione data dalla retorica nucleare della Russia e dalla diffusa instabilità nella regione euro-atlantica. Formalizzando il coordinamento al massimo livello di deterrenza, Londra e Parigi mirano a scoraggiare gli avversari attraverso un fronte nucleare unito, dimostrando al contempo l’<strong>autonomia strategica europea</strong> nel quadro della NATO.</p>



<p>Nei governi di <a href="https://www.france24.com/en/europe/20250710-france-uk-sign-historic-deal-to-coordinate-nuclear-deterrence-for-first-time">entrambe le parti</a> del Canale della Manica non si nasconde l&#8217;entusiasmo per questa decisione congiunta: il Segretario alla Difesa britannico John Healey, ad esempio, <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/uk-and-france-pledge-nuclear-coordination-to-defend-europe/">ha affermato</a> che la nuova posizione sottolinea una determinazione condivisa: &#8220;Questa partnership rafforza la nostra leadership in Europa e invia un chiaro segnale ai nostri avversari: siamo più forti, insieme&#8221;. Nel Parlamento britannico, però, non tutti sono d&#8217;accordo con la decisione dell&#8217;esecutivo: giovedì scorso il deputato conservatore James Cartlidge in un intervento alla Camera dei Comuni <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/commons-clash-over-uk-france-nuclear-coordination/?no_cache=1">ha criticato</a> il governo Starmer per non aver riferito in parlamento e per aver preso una decisione che rappresenta un “profondo paradosso” in quanto Londra non ha ancora accesso al fondo per il riarmo europeo. Cartlidge ha anche sollevato la questione delle armi nucleari tattiche: “Regno Unito e Francia prenderanno ora in considerazione la cooperazione sulle opzioni di lancio di armi nucleari tattiche attraverso il nostro complesso condiviso di armamenti?”. </p>



<p>Il ministro della Difesa <strong>Maria Eagle</strong> ha respinto qualsiasi insinuazione che il governo stesse perseguendo capacità nucleari tattiche quando ha risposto al deputato che “questo governo non considera tattico alcun uso di armi nucleari di alcun tipo” e ha tenuto a sottolineare che “in questo accordo non proponiamo lo sviluppo di nuovi tipi di armi nucleari. Si tratta di coordinare le opzioni che abbiamo insieme per rafforzare l&#8217;Europa e il Nord Atlantico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dottrina nucleare di Francia e Regno Unito</h2>



<p><strong>Il Regno Unito e la Francia sono le uniche potenze nucleari europee e due dei tre Stati dotati di armi nucleari indipendenti della NATO</strong>, insieme agli Stati Uniti. Sebbene entrambe le nazioni contribuiscano separatamente al deterrente atomico dell&#8217;Alleanza, la dichiarazione di messa a sistema dei due arsenali va oltre, sollevando la prospettiva di un <strong>processo decisionale integrato</strong> in scenari che comportano minacce esistenziali.</p>



<p>Londra e Parigi hanno da tempo <strong>ridimensionato il loro deterrente nucleare</strong>, che prima poteva contare su diversi sistemi di consegna, per affidarsi principalmente ai sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) e ai missili da crociera aviolanciati. Il Regno Unito, in particolare, si affida esclusivamente agli <strong>SSBN </strong>avendo abbandonato i bombardieri strategici da lungo tempo, mentre per quanto riguarda il nucleare tattico solo da poco sta valutando di poter ritornare al <em>nuclear sharing</em> dell&#8217;Alleanza Atlantica, che vede però gli ordigni sotto la diretta dipendenza statunitense. </p>



<p>La Francia, oltre ad affidarsi agli SSBN, utilizza anche <strong>vettori da crociera</strong> aviolanciati (il missile ASMP – <em>Air Sol Moyenne Portée</em>), avendo chiuso i silo di vettori balistici basati a terra presso la base di Plateau d&#8217;Albion nel 1998. Si ritiene che la Francia abbia circa <strong>60 vettori ASMP</strong> e ha in servizio attivo 4 SSBN della <strong>classe Le Triomphant</strong> ciascuno dotato di 16 tubi di lancio verticali per missili balistici, mentre il Regno Unito ha in servizio 4 SSBN della <strong>classe Vanguard</strong> ciascuno dotato di 16 tubi di lancio verticali per missili balistici. La deterrenza francese, come quella britannica, contribuisce all&#8217;architettura di deterrenza complessiva della NATO.</p>



<p>Nonostante il rifiuto di Parigi di partecipare ai meccanismi di deterrenza condivisi all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza – la Francia non è membro del Gruppo di Pianificazione Nucleare della NATO –, riconosce di contribuire alla sua sicurezza grazie a questa capacità indipendente. Questo è stato espresso in seno alla NATO fin dal 1974, quando il Comunicato di Ottawa indicava che “due dei membri europei possiedono forze nucleari in grado di svolgere un ruolo deterrente autonomo, contribuendo al rafforzamento complessivo della deterrenza dell&#8217;Alleanza”. </p>



<p>La <strong>dottrina nucleare francese</strong> si fonda su due pilastri: è difensiva e deve prevenire qualsiasi attacco agli interessi vitali del Paese. La deterrenza nucleare francese è nata con l&#8217;obiettivo di garantire la sopravvivenza della nazione di fronte alla minaccia di un avversario di gran lunga superiore in termini di potenza militare convenzionale come era l&#8217;Unione Sovietica con l&#8217;intento di arrecare il maggior danno possibile non tanto all&#8217;intero sistema Paese (<em>countervalue</em>) e nemmeno contro tutte le forze strategiche avversarie (<em>counterforce</em>) ma di bersagliare i centri vitali politico/militari/industriali sovietici. Con la fine della Guerra Fredda, la Francia ha sviluppato il suo arsenale attorno al concetto di “stretta sufficienza”, ovvero lo sviluppo solo di un volume minimo di armi, considerato sufficientemente credibile da causare in modo affidabile danni inaccettabili a un avversario. </p>



<p>Anche <strong>il Regno Unito persegue la stessa dottrina</strong> di impiego: le armi nucleari sono esclusivamente per scopi difensivi, da impiegarsi solo in caso di estrema minaccia esistenziale, anche per difendere gli alleati della NATO. Parimenti, Londra mantiene il minimo numero di armi per essere efficaci e credibili, ovvero per esprimere una deterrenza. La Royal Navy, per questo, mantiene sempre un SSBN in mare, in pattugliamento, mentre uno è in cantiere, uno è in addestramento, e uno in prontezza operativa, e Parigi procede allo stesso modo.</p>



<p>Il presidente Macron ha precedentemente affermato che avvierà un dialogo strategico per <strong>estendere la protezione offerta dall&#8217;arsenale nucleare francese</strong> ai suoi partner europei, ma non è chiaro come verrà esteso l&#8217;ombrello atomico, ed ora che Parigi e Londra hanno unito il loro arsenale, se pur in mondo indipendente, la stessa domanda si pone anche per il Regno Unito. I due Paesi metteranno a disposizione i propri arsenali anche per la difesa dell&#8217;UE? C&#8217;è da augurarselo visto il vento che soffia a Washington, ma questo significherà quasi sicuramente che il contribuente europeo dovrà sobbarcarsi i costi di gestione di tali arsenali. </p>



<p>Sappiamo, ad esempio, che <strong>la Francia spende circa 5,6 miliardi di euro all&#8217;anno per il mantenimento del suo arsenale di 290 armi nucleari </strong>lanciate da sottomarini e cacciabombardieri, il quarto più grande al mondo. La Gran Bretagna, che descrive il suo programma nucleare come “operativamente indipendente”, in realtà <strong>si rifornisce di tecnologia missilistica dagli Stati Uniti</strong> (gli SLBM tipo Trident) e dipende da loro per il supporto all&#8217;acquisizione e alla manutenzione. Siamo quindi sicuri che alla Casa Bianca piaccia questo coordinamento degli arsenali? Perché in caso contrario potrebbero decidere di “chiudere i rubinetti” dei missili a Londra.</p>
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		<title>I sottomarini classe Dreadnought e il futuro strategico della Royal Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-dreadnought-e-il-futuro-strategico-della-royal-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 05:12:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2028" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg.webp 2028w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-600x288.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-300x144.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-1024x492.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-768x369.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-1536x738.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 2028px) 100vw, 2028px" /></p>
<p> Una nuova flotta di sottomarini lanciamissili balistici capace di stare in mare 365 giorni l'anno. Cioè, la deterrenza Made in Great Britain.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-dreadnought-e-il-futuro-strategico-della-royal-navy.html">I sottomarini classe Dreadnought e il futuro strategico della Royal Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2028" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg.webp 2028w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-600x288.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-300x144.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-1024x492.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-768x369.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Astute-Class-Submarine-1.jpg-1536x738.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 2028px) 100vw, 2028px" /></p>
<p>La <strong>Royal Navy</strong> si prepara a entrare in una nuova era della <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-flotta-da-guerra-inglese-tra-ampliamento-flop-e-minaccia-nucleare.html">potenza navale</a> attraverso la costruzione e lo schieramento di una flotta di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare della nuova classe <strong>Dreadnought</strong>. Tale flotta è destinata a ridefinire la strategia di difesa del Regno Unito, raccogliendo il testimone della classe Vanguard come &#8220;<em>continuazione</em>&#8221; della deterrenza navale che Londra può garantirsi attraverso i sottomarini armati con missili Trident II. La versione più sofisticata del <strong>missile balistico intercontinentale</strong> a guida inerziale che trasporta fino a otto testate nucleari multiple e indipendenti per un raggio di oltre 7.000 chilometri dalle coordinate di lancio in superficie.</p>



<p>La scorsa settimana il primo ministro britannico Keir Starmer ha partecipato alla <a href="https://www.navylookout.com/keel-laid-for-hms-dreadnought-first-of-new-class-of-ballistic-missile-submarines-for-the-royal-navy/">cerimonia</a> della &#8220;<em>posa della chiglia</em>&#8221; del vascello capoclasse, dell&#8217;HMS Dreadnought, dove ricordiamo che il prefisso del nome dell&#8217;unità navale sta per<em> His</em> <em>Majesty&#8217;s Ship</em>, e l&#8217;atto, benché puramente simbolico, dato che l&#8217;unità è già realizzata in gran parte, segna il &#8220;<strong>primo passo</strong>&#8221; verso il varo della nuova classe di sottomarini nucleari con capacità strategiche che il Regno Unito intende schierare per rafforzare il proprio<strong> deterrente nucleare</strong>, in vista delle nuove sfide che minacciano non solo la sicurezza nazionale del regno, ma la stabilità degli interi equilibri globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In mare 365 giorni l&#8217;anno</h2>



<p>I nuovi sottomarini di classe Dreadnought, considerati come i più grandi e complessi mai realizzati per la Royal Navy, dovrebbero sostituire l&#8217;attuale classe Vanguard a partire dagli inizi degli anni 2030, e riceveranno il compito di rappresentare, al pari dei loro predecessori, un &#8220;<em>deterrente nucleare continuo in mare 365 giorni all&#8217;anno</em>&#8220;. Questo impegno a mantenere una presenza sottomarina costante è fondamentale in un contesto geopolitico sempre più volatile, dove <strong>la potenza navale è tornata a giocare un ruolo cruciale</strong> nelle strategie dei grandi attori internazionali che già si confrontano in scenari ipotetici come l<strong>&#8216;Indopacifico</strong>, dove la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> sta <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-diplomazia-sottomarina-di-pechino.html">schierando</a> una rinnovata e potente flotta navale e reclama i suoi &#8220;diritti ancestrali&#8221;, o nei Mari del Nord che portano all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-per-le-rotte-dellartico-dossier.html"><strong>Artico</strong></a>, dove la <strong>Federazione Russa</strong> rivendica già da tempo il suo dominio nei fondali marini del Mar Glaciale Artico come &#8220;parte&#8221; della sua <a href="https://jamestown.org/program/moscow-pushing-even-more-expansive-claims-on-arctic/">piattaforma continentale</a>.</p>



<p>Il ministero della Difesa britannico ha mantenuto una certa riservatezza riguardo alla data di entrata in servizio dei nuovi sottomarini, che dovrebbero contare 4 unità iniziali, fissandola &#8220;<em>all&#8217;inizio degli anni 2030</em>&#8220;, anche se alcune speculazioni suggeriscono un possibile ingresso in servizio prima del<strong> 2032</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sottomarini classe Dreadnought</h2>



<p>Progettati per avere una vita operativa compresa tra i 35 e i 40 anni, i sottomarini lanciamissili a propulsione nucleare della classe Dreadnought, saranno lunghi 154 metri&nbsp;per un dislocamento di 17mila tonnellate, con un equipaggio di 130 tra ufficiali, marinai e specialisti, e un <strong>range operativo illimitato</strong>. Il primo a entrare in servizio, l&#8217;HMS Dreadnought, sarà dotato come gli altri di un reattore nucleare&nbsp;Rolls-Royce Pressurised Water Reactor 3, che gli garantirà la capacità di raggiungere una velocità di&nbsp;20 nodi in superficie&nbsp;e&nbsp;28 nodi in immersione, con un’autonomia limitata solo alle scorte di acqua e viveri per la sopravvivenza dell&#8217;equipaggio. Come già avviene nelle missioni di &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/lolandese-volante-no-un-sottomarino-nucleare-uk-dopo-sei-mesi-di-missione.html">lungo dispiegamento</a>&#8221; condotte dalla Royal Navy.</p>



<p>I sottomarini classe Dreadnought saranno armati con&nbsp;siluri Spearfish da 533 mm&nbsp;e&nbsp;12 missili balistici Trident della versione II D5. Gli stessi che armano i sottomarini strategici della classe Ohio in forza all&#8217;US Navy statunitense. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="375" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/DREADNOUGHT.png" alt="" class="wp-image-462615" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/DREADNOUGHT.png 375w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/DREADNOUGHT-234x300.png 234w" sizes="auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px" /></figure>
</div>


<p>La HMS Dreadnought sarà la dodicesima nave della Reale Marina britannica a portare tale nome. <strong>La prima Dreadnought risale al lontano 1553</strong>, mentre l&#8217;unità omonima, varata nel 1906, fu la prima delle moderne corazzate che hanno rivoluzionato la progettazione e gli armamenti delle navi militari che in breve convolsero le principali marine militari del mondo nella <strong>corsa agli armamenti</strong> che nel giro di un decennio trovarono battaglia nello Jutland e al largo del Coronel.</p>



<p>Con la nuova HMS Dreadnought pronta a emergere dai flutti nel giro di un lustro, il Regno Unito si prepara alle future sfide del dominio sottomarino e dello scacchiere globale che già ora promettono di essere tanto impegnative quanto mutevoli, nello scenario di continuo cambiamento che sembra aver investito il mondo. Riportandoci a <strong>venti di guerra</strong> che pensavamo appartenere al passato.</p>



<p>Al contempo, mentre sua maestà Re Carlo III ha conferito il titolo di &#8220;<em>Reale</em>&#8221; al porto di Barrow, dove verranno varati i nuovi sottomarini sviluppati da<strong> Bae System</strong>, quale riconoscimento del ruolo speciale della città nel garantire la sicurezza della nazione, non si può ignorare l&#8217;impatto significativo dell&#8217;investimento iniziale di <strong>almeno 31 miliardi di sterline per le quattro nuove unità sottomarine</strong> del programma Dreadnought sull&#8217;occupazione: sono stati sostenuti oltre<strong> 30.000 posti di lavoro</strong> in tutto il Paese, dal cantiere navale alle piccole e medie imprese.</p>
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		<title>La Francia offre all&#8217;Europa la propria deterrenza nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-francia-offre-alleuropa-la-propria-deterrenza-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 05:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Riattivando la storica base aerea di Luxeil, Macron prova a mettere a disposizione dell'Europa l'ombrello nucleare francese.</p>
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<p>La <strong>Francia</strong> vuole è decisa ad espandere la sua <strong>deterrenza nucleare</strong> nel contesto dell&#8217;incerto dell&#8217;Europa privata dell&#8217;ombrello di difesa che gli Stati Uniti minacciano di chiudere in caso di un mancato accordo della risoluzione della questione ucraina. Per questo il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> ha annunciato la riattivazione della storica base aerea di Luxeuil, considerata fino al 2011 il  &#8220;<em>cuore della deterrenza nucleare francese</em>&#8220;.</p>



<p>La base, che si trova a poca distanza dal confine con la <strong>Germania</strong>, nella&nbsp;vecchia regione della Franche-Comté, ospiterà<a href="https://theaviationist.com/2025/03/20/france-expand-nuclear-deterrent/"> 40 nuovi jet da combattimento</a> Rafale equipaggiati con <strong>missili ipersonici </strong>che possono essere armati con<strong> testate nuclear</strong>i. </p>



<p>Secondo le recenti aperture, la Francia potrebbe <em>&#8220;cercare di condividere il suo deterrente nucleare con altri alleati europei</em>&#8220;, in una forma che potrebbe rivelarsi estremamente &#8220;simile&#8221; agli accordi di condivisione nucleare stretti dagli Stati Uniti con <strong>Germania</strong>,<strong> Italia</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Paesi Bassi</strong> e <strong>Turchia</strong>. Nel frattempo sembrerebbe essere disposta a <a href="http://Un &quot;ombrello atomico francese, come lo ha definito Andrea Muratore in">fornire la sua capacità di deterrenza nucleare</a> agli stati membri dell&#8217;Alleanza Atlantica che si trovano a portata di Mosca.</p>



<p>Dopo l&#8217;ipotesi di &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/francia-pensa-inviare-caccia-armi-nucleari-germania-2444016.html">difendere la Germania</a>&#8220;, che rischia di rimanere senza la deterrenza garantita dall&#8217;arsenale nucleare che gli Stati Uniti hanno schierato in Europa, il presidente francese ha annunciato dalla vecchia base aerea un programma ambizioso che punta ad ampliare le capacità nucleari della &#8220;<em>Force de frappe</em>&#8221; dell&#8217;aeronautica, la quale disporrà di nuovi caccia di 4ª generazione avanzata del tipo <strong>Dassault Rafale F5</strong>, dotati di nuovi aggiornamenti e tecnologie all’avanguardia, come i droni gregari, e che potranno trasportare il missile ipersonico con capacità nucleare, l&#8217;<strong>Air-Sol Nucléaire de 4ème Génération</strong>.</p>



<p>La Francia, unica potenza nucleare autonoma dell&#8217;Unione Europea, può già contare su una triade nucleare basata sui 4 sottomarini nucleari lanciamissili balistici classe<em>&nbsp;Le Triomphant</em>, e 50 caccia&nbsp;biposto <strong>Dassault Rafale&nbsp;</strong>della versione B, schierati presso le basi aeree di Saint-Dizier, Istres e Avord, e su quelli imbarcati sulla&nbsp;<strong>portaerei Charles De Gaulle</strong>&nbsp;della versione M. Tutti i Rafale sopra citati possono essere già armati con missili da crociera a medio raggio Asmp-A, capaci di trasportare una&nbsp;<strong>testata termonucleare</strong>&nbsp;con una capacità da 300 kt. Un&#8217;arma con una potenza distruttiva approssimativamente calcolabile come &#8220;<em>quindici volte superiore alla bomba sganciata su&nbsp;Hiroshima</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NEW: 🇫🇷During a visit to Haute-Saône, President Emmanuel Macron confirmed the arrival of the latest version of the Rafale fighter jet at Air Base 116 in Luxeuil-les-Bains.<br><br>&quot;The historic nuclear mission of Luxeuil will continue. By 2035, Luxeuil will be the first base to host the… <a href="https://t.co/aaDlmMLboH">pic.twitter.com/aaDlmMLboH</a></p>&mdash; Final Causer (@finalcauseer) <a href="https://twitter.com/finalcauseer/status/1902026606052303269?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;<em>Le nostre forze armate e il nostro continente devono essere preparati ad affrontare le minacce del futuro. Il rilancio della base di Luxeuil, che un tempo ospitava i Mirage IV e successivamente i Mirage 2000N, è una scelta strategica fondamentale per rafforzare la nostra deterrenza nucleare e promuovere l&#8217;innovazione tecnologica nelle forze armate</em>&#8220;, ha dichiarato il capo dell&#8217;Eliseo che si conferma essere uno dei principali promotori del nuovo piano per la difesa europea “<strong>Rearm Europe</strong>”; e non ha mai accennato all&#8217;ipotesi che la Francia possa compiere dei passi indietro nel garantire il proprio supporto a Kiev. </p>



<p>Due elementi di fatto che vanno accuratamente &#8220;<em>miscelati</em>&#8221; se non si vuole piazzare una bomba a tempo sul Vecchio Continente, dove Parigi punta ad assumere il ruolo di primo &#8220;<strong>attore strategico</strong>&#8221; nella sicurezza dell&#8217;Unione che ora cerca di capire quanto potrà contare sul Regno Unito, l&#8217;unica altra potenza nucleare della Nato che si è trincerata dall&#8217;altro lato della Manica.</p>
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		<title>La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1733" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg 1733w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1733px) 100vw, 1733px" /></p>
<p>La "Baden Wuttenberg" è di fatto fuggita dal Mar Rosso. Il che fa riflettere sulle potenza tedesca e sulle capacità militari dell'Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html">La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1733" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg 1733w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1733px) 100vw, 1733px" /></p>
<p>È notizia della scorsa settimana quella che riportava una moderna nave da guerra tedesca, la &#8220;superfregata&#8221; <strong>Baden-Württemberg</strong> , di ritorno da un&#8217;<a href="https://www.bundeswehr.de/en/organization/navy/news/indo-pacific-deployment-2024">importante missione</a> di diplomazia, difesa e cooperazione rafforzata per la sicurezza nell&#8217;Indo-Pacifico, e la decisione di evitare volutamente il Mar Rosso per non trovarsi di fronte alla minaccia degli <strong>Houthi</strong>. I ribelli dello <strong>Yemen</strong> che continuano a scegliere come bersaglio dei loro droni suicidi e dei loro missili di fabbricazione iraniana le navi mercantili e le navi militari &#8220;associate&#8221; a Israele e ai suoi alleati. La ragione di questa scelta sarebbe da ricercare nell&#8217;incapacità di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/berlino-si-piega-fronte-minacce-mar-rosso-mentre-legitto-2391143.html">difendersi efficacemente</a> dalle minacce aeree e nell&#8217;impossibilità di garantire una difesa estesa alla sua nave appoggio, la Frankfurt am Main, unità per il rifornimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fuga dal Mar Rosso</strong></h2>



<p>La fuga di una nave da guerra occidentale dal Mar Rosso nonostante la <strong>Missione Aspides</strong>, che ha contemplato il dispiegamento di una <strong>fregata missilistica multiruolo</strong> tedesca della classe<strong> &#8220;Sachsen</strong>&#8220;, capo classe della tipologia F124, ha sollevato alcune perplessità. Non solo sulla reale capacità della Marina militare tedesca, che da qualche anno ha annunciato un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-si-blinda-50-miliardi-per-la-difesa-e-la-guerra-in-mare.html">programma di riarmo</a>&#8220;, ma anche sullo stesso dispositivo internazionale messo in campo dalla missione europea. Ma andiamo per gradi.</p>



<p>La <strong>Deutsche Marine</strong> basa le sue capacità d&#8217;attacco e difesa su suoi 6 sottomarini classe A212, analoghi ai <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html">nostri sottomarini</a> della classe Todaro realizzati su licenza, sulle sue 11 fregate e fregate lanciamissili delle classi Brandeburg, Sachsen e Baden-Württemberg, e sulle 5 corvette della classe Braunschweig. A queste si aggiungono almeno 11 navi ausiliarie per il rifornimento e una dozzina di cacciamine.</p>



<p>Una flotta che dovrebbe poter garantire la difesa congiunta da potenziali attacchi da parte di missili da crociera, aerei o droni di un cosiddetto <strong><a href="https://conflictplatform.ox.ac.uk/cccp/research/michael-von-der-schulenburg-the-era-of-armed-non-state-actors-risks-of-global-chaos"><em>armed</em> <em>non</em>&#8211;<em>state</em> <em>actor</em></a></strong> come lo Yemen controllato dai ribelli Houthi (sebbene non privi del supporto logistico di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/chi-indica-agli-houthi-dello-yemen-le-navi-da-colpire-ce-chi-pensa-siano-i-russi.html">potenze estere</a>). Questa prova di debolezza invece, celata dalla giustificazione di un impiego più ampio e diversificato della <strong>flotta di Berlino,</strong> sembra quasi dipingere &#8211; come è stato ipotizzato da altri analisti &#8211; un &#8220;q<em>uadro preoccupante sulla capacità della Marina tedesca</em>&#8220;. Aprendo al dibattito sulle reali capacità della Marina di una delle principali potenze europee in un<strong> conflitto convenzionale</strong> e <strong>non asimmetrico</strong> che determinati scenari del futuro potrebbero prospettare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fregate a confronto</strong></h2>



<p>Come fa notare<em> The War Zone</em>, dopo la conferma della lunga deviazione della nave da guerra della Marina tedesca per evitare il Mar Rosso, la fregata <strong>&#8220;Baden-Württemberg&#8221;</strong>, del tipo F125, non può competere con la fregata lanciamissili multiruolo &#8220;Sachsen&#8221;che dispone di 32 celle per lancio verticale VSL armate con una combinazione di missili antiaerei e antinave. Oltre a lanciatori per missili per la difesa ravvicinata supportati dal cannone a doppio scopo da 76 mm e dalla coppia di cannoni MLG 27 da 27 mm, che invece rappresentano l&#8217;<strong>unica difesa della </strong>&#8220;<strong>Baden-Württemberg&#8221;</strong> insieme ai sistemi d&#8217;arma e difesa trasportati dall&#8217;elicottero Sea Lynx. Elicotteri che potrebbero &#8220;intercettare i droni in aria&#8221;. Scenario che si è già verificato per altri elicotteri e aerei imbarcati nel conflitto asimmetrico che si sta combattendo nel Mar Rosso.</p>



<p>Gli esperti sottolineano come &#8220;<em>queste strane navi&#8221; </em>siano<em> &#8220;simili a cacciatorpediniere&#8221;, &#8220;costruite per &#8216;stabilizzazione, gestione delle crisi, prevenzione dei conflitti e operazioni di intervento internazionale</em>&#8221; ma in fin dei conti inadeguate a scenari di guerra. Ciò ci porta a riflettere sulle <strong>criticità implicite</strong> alla <strong>tendenza dual-use</strong>, che ci appare sempre più distante dalle necessità delle potenze europee che potrebbero trovarsi a dover fare &#8220;<em>i conti da sole</em>&#8221; in assenza dell&#8217;onnipresenza statunitense. Ma sarebbe un tema troppo ampio da sviluppare nella sua interezza in questa sede.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un problema incompatibile con lo status di potenza </strong></h2>



<p>Navi da guerra come  queste vengono considerate &#8220;completamente indifese&#8221; di fronte ai missili balistici, compresi quelli antinave che gli Houthi comunque possiedono. Pertanto, in uno scenario di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html">conflitto navale convenzionale </a>con una grande potenza, tali unità da guerra potrebbero essere impiegate solo in contesti che prevedono un dispositivo più ampio.</p>



<p>Secondo quanto riportato dalla rivista tedesca <em>Der Spiegel,</em> infatti,  il cambio di rotta della fregata Baden-Württemberg sarebbe stato ordinato dal momento che &#8220;<em>altre nazioni che operano con navi da guerra hanno riferito che la scorta non era attualmente possibile</em>&#8220;. Ma tali affermazioni possono portarci ad avanzare l&#8217;ipotesi, o la preoccupazione, che non sia più adeguato parlare di &#8220;<strong>potenza europea</strong>&#8221; se non in campo economico quando ci si riferisce alla <strong>Germania</strong>?</p>



<p>E che questo dubbio potrebbe riguardare molte altre Marine militari del Vecchio continente, escluse le uniche due che possono vantare una deterrenza nucleare: <strong>Francia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong>. È corretto affermare che, date le richieste degli Stati Uniti, in particolare dell&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong>, in bilico tra la richiesta di un investimento congruo dei membri della NATO nel settore della difesa e la minaccia di rivedere il coinvolgimento degli Stati Uniti nella difesa di Stati terzi, non è più tempo di lesinare sulla<strong> spesa militare</strong>? Considerando che i sistemi d&#8217;arma all&#8217;altezza degli avversari, reali o teorici, sono l&#8217;unica opzione per garantirsi un posto sullo scacchiere globale nell&#8217;autonomia spesso richiesta dagli interessi specifici, in mancanza della succitata deterrenza? Tutte domande che rimangono sospese e temiamo dovranno trovare presto una risposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html">La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Olandese Volante? No, un sottomarino nucleare UK dopo sei mesi di missione</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lolandese-volante-no-un-sottomarino-nucleare-uk-dopo-sei-mesi-di-missione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 05:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1386" height="634" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia.jpg 1386w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-600x274.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-768x351.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1386px) 100vw, 1386px" /></p>
<p>Le missioni in mare di lungo dispiegamento, anche cinque-sei mesi, mettono a dura prova i mezzi e gli equipaggi. Se ne discute. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1386" height="634" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia.jpg 1386w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-600x274.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Vanguard-class-submarine-returns-to-Coulport.3.jpg-copia-768x351.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1386px) 100vw, 1386px" /></p>
<p>Perché i sottomarini lanciamissili riemergono completamente ricoperti di alghe tanto da sembrare dei &#8220;<strong>sottomarini fantasma</strong>&#8220;? Una combinazione di necessità operative, tecnologia, agenti naturali. Lo scorso settembre un sottomarino nucleare classe Vanguard della <strong>Royal Navy</strong>, vettore d&#8217;importanza cruciale per la<strong> triade nucleare</strong> del Regno Unito, è ricomparso in superficie al largo della base navale di Clyde in uno stato inquietante. Sui social il sottomarino venne commentato spesso come &#8220;<em>tornato nello stato di uno zombie</em>”. Un &#8220;vascello&#8221; sommerso fantasma da film post-apocalittico. In realtà l&#8217;aspetto provato di quel sottomarino lungo 150 metri e carico di <strong>missili balistici </strong>intercontinentali <strong>Trident II</strong> non fece altro che dimostrare la capacità di resistere alle condizioni imposte dalla missione di lungo dispiegamento in immersione.</p>



<p>La capacità di rimanere in immersioni per <strong>periodi così lunghi</strong> è infatti un chiara testimonianza della tecnologia avanzata che è stata sviluppata per consentire a questi mezzi strategici di operare in autonomia, e della resistenza dei loro equipaggi perfettamente addestrati a sopportare l&#8217;isolamento in caso di una missioni complesse come l&#8217;<em>extrema ratio</em> di dover scomparire sotto i flutti per raggiungere &#8211; da ogni latitudine e longitudine &#8211; i punti previsti, e spesso prefissati, per lanciare i missili balistici armati di testate nucleari in un attacco preventivo o in un <em><a href="https://www.britannica.com/topic/second-strike-capability">second strike</a></em>. Come risposta ad un<strong> attacco nucleare</strong> avversario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come sottomarini fantasma&#8230;</h2>



<p>Riemerso dagli abissi come un <a href="https://www.twz.com/vanguard-submarine-arrives-home-absolutely-caked-in-algae">sottomarino fantasma</a>, l&#8217;SSBN classe Vanguard in questione venne immortalato con uno strato di alghe e residui marini che colpì non poco l&#8217;attenzione degli osservatori.  Lo scafo, oltre la linea di galleggiamento, appariva di un &#8220;bianco pallido con tratti di verde&#8221; causato dall&#8217;<strong>accumulo di alghe</strong> e dallo stabilirsi di una colonia diffusa di <strong>cirripedi</strong>: un infraclasse di crostacei parassiti che infestano abitualmente scafi e il manto delle balene. Ma quel che destò maggiore interesse era la mancanza di alcune piastrelle anecoiche, una mancanza tipica delle missioni di lungo dispiegamento.</p>



<p>Le <strong>piastrelle anecoiche</strong> sono &#8220;progettate per assorbire le onde sonore del sonar attivo&#8221;e riducono al minimo i &#8220;s<strong>uoni emessi dal sottomarino</strong> per ridurre le possibilità che venga rilevato tramite il sonar passivo&#8221;. In breve sono dei piccoli <em>pannelli isolanti</em> di cui è ricoperto lo scafo.  Un ex-comandante della Royal Navy ha suggerito, dopo aver visionato le immagini dell&#8217;ultimo sottomarino fantasma, che un tale aspetto poteva essere associato allo svolgimento di una lunga operazione in &#8220;<strong>acque calde</strong>&#8220;, a ridosso di &#8220;<em>coste con acque poco profonde e a velocità molto basse</em>&#8220;. Magari nel Pacifico, dove le Marine occidentali stanno aumentando la loro presenza a causa delle nuove tensioni con il Dragone cinese. Ma sono solo <strong>ipotesi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La missione di un sottomarino nucleare</h2>



<p>La Marina britannica &#8211; che mira a tornare ai vecchi fasti della sua <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-flotta-da-guerra-inglese-tra-ampliamento-flop-e-minaccia-nucleare.html">potenza passata</a> -possiede una<strong> flotta di sottomarini</strong> che conta 7 unità d&#8217;attacco classe Astute e una classe Traflagar, e 4 sottomarini nucleari lanciamissili classe Vanguard. Tutti armati con un massimo di otto testate nucleari Trident. </p>



<p>Il loro compito è &#8220;trasportare&#8221; la <strong>deterrenza nucleare</strong> del Regno Unito in alto mare, per consentire a Londra d&#8217;impiegare armi strategiche in qualsiasi momento, contro qualsiasi obiettivo, da qualsiasi angolo del globo. Queste 4 unità sono l&#8217;HMS <em>Vanguard</em> (S28), HMS <em>Victorious</em> (S29), HMS <em>Vigilant</em> (S30) e HMS <em>Vengeance</em> (S31).</p>



<p>Gli spostamenti dei sottomarini nucleari lanciamissili sono di coperti di norma dalla segretezza. Una pratica standard per la Royal Navy. Nel 2022 il quotidiano <em>The Guardian </em>riferì che due sottomarini britannici classe Vanguard erano stati &#8220;<em>schierati in mare per una durata <strong>record</strong> di cinque mesi ciascuno</em>&#8220;. Già in quella occasione un comandante della Royal Navy in pensione che era stato al comando di sottomarini nucleari classe<em> Polaris</em> durata la Guerra Fredda, aveva dichiarato come questi lunghi schieramenti potesse avere &#8220;<em><strong>gravi implicazioni</strong> per la moralità dell’equipaggio e gli standard di sicurezza</em>&#8220;.</p>



<p>Secondo quanto riportato, le missioni di lungo dispiegamento dei sottomarini nucleari della Royal Navy inviati in pattugliamento stanno diventando più frequenti. E questa scelta dell&#8217;<strong>Ammiragliato britannico</strong> può avere due conseguenza. Una positiva e una negativa: la positiva è che gli equipaggi e i mezzi che vengono messi alla prova possono considerarsi &#8220;pronti&#8221; a prendere parte ad operazioni molto complesse, avendo affrontato nei lunghi periodi di completo isolamento e navigazione silenziosa in tutte le <strong>condizioni estreme</strong> a cui potrebbero andare incontro. La negativa è che queste missioni &#8220;<em>mettono alla prova la resistenza degli equipaggi, ma danno chiaramente un duro colpo agli stessi sottomarini</em>&#8221; e il rischio è dunque quello di sottoporre a uno <strong>stress non necessario</strong> quegli stessi mezzi e quegli uomini e donne che non possono essere rimpiazzati &#8211; data la loro singolarità &#8211; così facilmente.</p>
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		<title>Wagah-Attari, tra India e Pakistan la guerra finta di due potenze atomiche vere</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/wagah-attari-tra-india-e-pakistan-la-guerra-finta-di-due-potenze-atomiche-vere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 16:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Kashmir]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni India-Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dal 1959, al confine tra i due Paesi, si svolge una pantomima militare dai toni nazionalisti che richiama la rivalità tra potenze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/wagah-attari-tra-india-e-pakistan-la-guerra-finta-di-due-potenze-atomiche-vere.html">Wagah-Attari, tra India e Pakistan la guerra finta di due potenze atomiche vere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Al confine tra<strong> India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, tutti i giorni dal 1959, una strana pantomima nazionalista, cerimonia militare svolta con pompose uniformi e flessuosi passi, attira fanatici e spettatori esteri a <strong>Wagah-Attari</strong>. Dove migliaia di persone assistono alla provocazione teatrale di due vere <strong>potenze nucleari</strong> in perenne <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/kashmir-la-terra-contesa.html">contrasto</a> nelle ore del tramonto.</p>



<p>In Occidente ce ne <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-guerra-nucleare-tra-india-e-pakistan-sarebbe-lapocalisse-moderna.html">dimentichiamo</a> spesso, ma India e Pakistan sono potenze che vantano economie in rapida ascesa, ed entrambe dotate di <strong>arsenali nucleari</strong> sono divise da interessi inconciliabili che trovano un attrito sostanziale &#8211; e latente &#8211; nella regione di confine del <strong>Kashmir</strong>, dove converge la conflittualità tra queste due potenze più una, egualmente in ascesa ed egualmente potente sul piano economico e della capacità nucleare: la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<p>È curioso perciò sapere che ogni giorno, proprio ai margini dell&#8217;unica strada che li ha collegati per lunghissimo tempo, si assiste a un “<strong>quasi scontro</strong>” tra le rappresentanze militari dei due sterminati Paesi dell&#8217;Asia Meridionale che &#8220;recitano&#8221; un copione dai <strong>toni minacciosi</strong>. Il quale si conclude, fortunatamente, ogni giorno, con il ritiro delle bandiere nazionali che vengono issate per celebrare agli occhi del &#8220;vicino avversario&#8221; i colori delle potenza permeate da quello che un inviato del <em>New York Times </em>definì nel 2020 come&#8221;una le più potenti forze che esistano oggi nel mondo: il <strong><a href="https://www.nytimes.com/2020/01/25/world/asia/india-pakistan-border-ceremony.html">nazionalismo</a></strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La genesi di una strana cerimonia</h2>



<p>Stabilita dal generale di brigata Mohinder Singh Chopra e dal generale di brigata Nazir Ahmed l&#8217;<strong>11 ottobre 1947</strong>, la cerimonia del confine di <strong>Wagah-Attari</strong> ha luogo intorno a una sottile linea di gesso che segna la Grand Trunk Road &#8211; <strong>unico collegamento stradale</strong> tra i due paesi prima dell&#8217;apertura dell&#8217;Aman Setup in Kashmir nel 1999 &#8211; e i rispettivi posti di controllo sorvegliati dalle sentinelle.</p>



<p>In principio lo spazio circostante era assai diverso ma con il tempo le tende che erano state piantate su entrambi i lati e le garitte dipinte con i colori nazionali di India e Pakistan, separate da un cancello che regolava il traffico di rifugiati che attraversavano il <strong>confine</strong> al cospetto di due pennoni fissati su entrambi i lati, dove venne fissata una targa di ottone &#8220;commemorativa&#8221;, si aggiunsero presto spalti e spazi che ora ospitano regolarmente i sostenitori di quel nazionalismo che acclama la bandiera, il passo marziale dei soldati in uniforme da parata e il loro minaccioso modo di incrociare gli sguardi mentre si &#8220;allisciano&#8221; barba e baffi quasi fossero prossimi a lanciarsi in un <strong>contrasto fisico</strong>, e non solo idealistico.</p>



<p>Quando il cancello viene aperto, ogni sera, prima del tramonto, le rispettive rappresentanze militari &#8211; appartenenti al <strong>Border Security Force</strong> per l&#8217;India e al corpo dei <strong>Pakistan Rangers</strong> per il Pakistan &#8211; si avvicinando quindi al passo verso&nbsp;la linea di frontiera. Fin quando due soldati pakistani e due indiani, con il capo coperto da un particolare copricapo, fingono d&#8217;essere sul punto di affrontarsi giunti sulla linea di confine, per poi tornare sui loro passi. </p>



<p>Dimostrazioni simili vengono inscenate anche al confine tra Mahavir e Sadqi, vicino a Fazilka, e al confine tra Hussainiwala e Ganda Singh Wala, vicino a Firozpur. Sebbene quella di Wagah-Attari resti ancora oggi la più nota nel mondo: una cerimonia per &#8220;gioco&#8221; tramandata per tradizione da due potenze nucleari che nel recente passato hanno rischiato di fare sul <a href="https://foreignpolicy.com/2019/02/25/are-india-and-pakistan-on-the-verge-of-a-water-war-pulwama-kasmir-ravi-indus/?utm_source=PostUp&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=11575&amp;utm_term=Flashpoints%20OC">serio</a>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/wagah-attari-tra-india-e-pakistan-la-guerra-finta-di-due-potenze-atomiche-vere.html">Wagah-Attari, tra India e Pakistan la guerra finta di due potenze atomiche vere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mistero del Poseidon, l&#8217;arma da &#8220;fine del mondo&#8221; di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-poseidon-larma-da-fine-di-mondo-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 04:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
		<category><![CDATA[Siluro Poseidon]]></category>
		<category><![CDATA[Siluro Status-6]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-600x430.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-1536x1101.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grande venti volte un siluro convenzionale, il Poseidon potrebbe trasportare una bomba al cobalto. È stato testato nel 2023, poi se ne sono perse le tracce. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-poseidon-larma-da-fine-di-mondo-di-putin.html">Il mistero del Poseidon, l&#8217;arma da &#8220;fine del mondo&#8221; di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-600x430.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510152648559_ef9d0c984d2b3012e89292fc493abbca-1536x1101.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A che punto è il programma per il siluro nucleare <strong>Poseidon</strong>? L’arma “fine di mondo” ordinata da Putin che <em>forse</em> è stata testata nel 2023 e secondo le informazioni diffuse dal Cremlino sarebbe l’unica al mondo armata o armabile con una bomba al cobalto, teorizzata da uno degli uomini chiave del <strong>Progetto Manhattan</strong>, il programma nucleare statunitense che portò alla bomba atomica (e alla Guerra Fredda, <em>ndr)</em>, potrebbe cancellare la vita sulla terra a causa del suo<em> fallout </em>prolungato.</p>



<p>Appena un paio di settimane fa il <em>Wall Street Journal</em> ha <a href="https://www.wsj.com/video/series/equipped/inside-poseidon-russias-autonomous-nuclear-torpedo/4C55809A-4DAE-40E7-B368-879EF530FE90">ricordato</a> al mondo come la Russia si sia impegnata a mantenere la sua postura di super-potenza nucleare e navale &#8211; essenzialmente nel dominio delle profondità marine &#8211; lavorando allo sviluppo di sistemi d&#8217;arma come il Poseidon e all&#8217;aggiornamento e il varo di grandi <strong>sottomarini nucleari lanciamissili</strong> della classe Oscar e Tifone. Il giornale americano ha ricordato l’importanza e la preoccupazione che questa nuova arma aveva portato nel 2018 quando era stata <a href="https://tass.com/defense/1004722">svelata</a> la sua esistenza e le sue capacità. Dopo la diffusione di notizie più attendibili del 2019, se ne perse traccia per poi tornare al centro dell’attenzione del giungo del 2023, quando il Poseidon venne stato testato. </p>



<p>Ora che Mosca annuncia una serie di <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/05/russia-putin-ordina-esercitazioni-nucleari-sul-confine-risposta-a-dichiarazioni-provocatorie-lannuncio-del-presidente-russo-58827b71-2bdc-4982-a2a5-99b9d21bf111.html">esercitazioni</a> delle sue forze nucleari non strategiche per testare la “prontezza a svolgere missioni di combattimento”, non poteva non tornare alla mente l’esistenza di quella nuova arma che troverebbe invece un ruolo importante della <strong>triade nucleare strategica</strong> della Federazione Russa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un drone più letale della bomba di Hiroshima</h2>



<p>Precedentemente noto col nome in codice di progetto <strong>Status-6</strong>, il Poseindon è di fatto un <strong>Uuv</strong> &#8211; un veicolo sottomarino senza pilota &#8211; a propulsione nucleare, capace di alloggiare al suo interno una testata nucleare. Progettato dal Bureau Rubin per essere lanciato da un vascello madre come un sottomarino di classe superiore e raggiungere autonomamente le coste di una potenza avversaria, esso detonerebbe per scatenare un’<strong>onda anomala</strong> in grado di infliggere “danni irreparabili su ampie porzioni di costa e di entroterra”. Il Poseidon ( in russo Посейдон, codice identificativo Nato “Kanyon”) può essere equipaggiato tra le altre con una testata nucleare al<strong> cobalto-60</strong>.&nbsp;</p>



<p>Le armi al cobalto, teorizzate inizialmente dal fisico<strong> Leó Szilárd</strong>, possono produrre un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fallout_nucleare">fallout</a> di lunga durata, che, secondo le prime applicazioni teoriche durante lo sviluppo delle prime armi termonucleari, avrebbe potuto “cancellare la vita dalla Terra&#8221;. Szilárd fu un fermo oppositore dell’impiego delle bombe su <strong>Hiroshima</strong> e <strong>Nagasaki</strong> a causa della loro potenza devastante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il siluro più grande mai costruito</h2>



<p>Il Poseidon viene considerato come il più grande siluro mai sviluppato in qualsiasi Paese. Con un diametro di circa 2 metri e una lunghezza di oltre 20 metri. Circa il doppio dei missili balistici lanciati da un sottomarino (Slbm) oltre venti volte la dimensione di un siluro convenzionale. </p>



<p>Quando<strong> Vladimir Putin</strong> annunciò i progressi del programma nel 2019, fece riferimento a un sottomarino “destinato a trasportare Poseidon” prossimo al varo, riferendosi al Belgorod o <a href="https://it.insideover.com/guerra/russa-belgorod-guerra-sottomarina.html">Progetto 09852</a>. Un sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione della classe Oscar. Al tempo i video e le immagini diffuse confermarono l’entità del sistema e l’arma venne considerata principalmente come parte della capacità di deterrenza nucleare da “<strong>Second-strike</strong>”, nella strategia nucleare il “colpo di risposta” ad un attacco nucleare, che punterebbe a colpire se necessario città costiere come New York e Los Angeles. Ma anche Londra o altre capitali del blocco occidentale considerate obiettivi rilevanti. Secondo la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/princeton-simula-guerra-terza-guerra-mondiale-scenario-1755594.html">dottrina nucleare</a> mettere città chiave nel mirino di armi nucleari &#8220;inibirebbe il recupero&#8221; della parte avversaria. </p>



<p>La singolare capacità del siluro autonomo Poseidon di essere lanciato da un sottomarino che potrebbe navigare in assetto silenzioso per mesi senza possibilità d&#8217;intercettazione, e di raggiungere il suo obiettivo in <strong>totale autonomia</strong> senza dover contare su alcun satellite, passando letteralmente &#8220;sotto&#8221; le difese missilistica avversarie, lo rendono un&#8217;arma dal potenziale devastante. Ben più devastante della precedente deterrenza navale rappresentata dai missili balistici intercontinentali lanciabili dai sottomarini (Slbm). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo il test il silenzio</h2>



<p>Dopo un presunto e <a href="https://it.insideover.com/difesa/fallito-un-test-del-supersiluro-nucleare-poseidon.html">annunciato test</a> svolto del giungo del 2023 svolto a bordo dell&#8217;unità di superficie classe Sarov Project 20120 &#8211; appositamente costruita per il test &#8211; i russi dichiarano che il Poseidon sarebbe <strong>entrato in servizio</strong> nel <strong>2027</strong> come sistema d&#8217;arma impiegabile da due sottomarini già operativi: il Belgorod e Khabarovsk (Progetto 09851).  Alcuni dubbi sul successo del test, che simulava il trasporto di una testata nucleo da 2 megatoni vennero comunque sollevati. Da allora non si parlò più del siluro Poseidon. Una vera e propria &#8220;arma fine di mondo&#8221; degna del Dr. Strangelove.</p>



<p>Secondo<strong> H.I Sutton</strong>, noto esperto di questioni militari e sottomarine, &#8220;Non è chiaro se sarà schierato sui sottomarini o sulle navi di superficie&#8221;;  né quando questa temibile arma  potrebbe ricomparire sugli schermi, per consentire a Putin di ricordare al mondo che la <strong>Federazione Russa</strong> è ancora &#8220;una <strong>potenza nucleare di prima classe</strong>”.&nbsp;Sebbene il Cremlino abbia sempre affermato che il Poseidon è un&#8217;arma da second-strike, la preoccupazione più diffusa è quella di nuova arma di cui si sono perse le tracce che potrà sempre essere impiegata &#8211; se davvero raggiungesse la<strong> completa operatività</strong> &#8211; anche come arma d&#8217;attacco per un primo, devastante,<em> first-strike</em>.</p>
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		<title>&#8220;Ridurre gli errori di calcolo&#8221;: incontro Usa-Cina sul controllo delle armi nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ridurre-gli-errori-di-calcolo-incontro-usa-cina-sul-controllo-delle-armi-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corsa alle armi]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA32649248-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La conferma del riavvicinamento delle due potenze sul tema, per i primi colloqui tra le parti dai tempi dell'amministrazione Obama, è arrivata in maniera inaspettata. Soprattutto, è arrivata mentre la Casa Bianca stava cercando, a fatica, di scongiurare una destabilizzante corsa agli armamenti a tre con Pechino e Mosca.</p>
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<p>Se <strong>Vladimir Putin</strong> ha firmato una legge che revoca la ratifica della <strong>Russia </strong>del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt), lanciando un chiaro segnale di sfida agli <strong>Stati Uniti</strong>, sul fronte opposto <strong>Xi Jinping</strong> è pronto a far dialogare la <strong>Cina </strong>con Washington per il <strong>controllo delle armi nucleari</strong>. </p>



<p>La conferma del riavvicinamento delle due potenze sul tema, per i primi colloqui tra le parti dai tempi dell&#8217;amministrazione Obama, è arrivata in maniera inaspettata. Soprattutto, è arrivata mentre la Casa Bianca stava cercando, a fatica, di scongiurare una destabilizzante corsa agli armamenti a tre con Pechino e Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dialogo nucleare tra Usa e Cina</h2>



<p>L&#8217;incontro iniziale, previsto per lunedì <strong>6 novembre</strong>, dovrebbe concentrarsi su come ridurre il rischio di errori di calcolo. La discussione, ha spiegato il <em>Wall Street Journal</em>, non segna l&#8217;inizio di negoziati formali per fissare limiti alle forze nucleari di ciascuna parte, come Washington ha fatto da tempo con Mosca. </p>



<p>Fornirà tuttavia ai dirigenti americani l&#8217;opportunità di sondare le loro controparti cinesi sulla <strong>dottrina nucleare</strong> di Pechino, nonché sull&#8217;ambizioso rafforzamento del suo <strong>arsenale</strong> nucleare, che per decenni è stato molto più piccolo di quello di Stati Uniti e Russia. Lo stesso arsenale che ora viene dato in continua crescita dagli analisti del Pentagono. Nel freschissimo report intitolato <em>China Power Report</em>, infatti, si legge che il Dragone ha fatto registrare un aumento di 100 testate nucleari rispetto all&#8217;anno precedente, per un arsenale complessivo formato da oltre 500 ordigni.</p>



<p>Le ultime proiezioni del dipartimento della Difesa Usa parlano di un raddoppio delle testate nucleari cinesi da qui al <strong>2030</strong>. Le analisi di un anno fa parlavano di una Cina che avrebbe avuto 1.000 testate entro il 2030 e 1.500 entro il <strong>2035</strong>. Certo, le scorte nucleari di Pechino sono ancora molto inferiori a quelle della Russia o degli Stati Uniti. Basti pensare che a gennaio la Mosca contava 5.889 testate nucleari e Washington 5.244, secondo lo <em>Stockholm International Peace Research Institute</em>. </p>



<p>Tuttavia, il governo cinese ha rifiutato di impegnarsi in trattative sugli armamenti con statunitensi e russi, sostenendo che gli arsenali delle altre due nazioni sono molto più grandi del proprio. Il dialogo nucleare Usa-Cina si materializza quindi in un momento propizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controllo degli armamenti</h2>



<p>Il ministero degli Esteri cinese ha confermato che un suo &#8220;importante funzionario&#8221; del dipartimento degli Affari sul controllo degli armamenti sarà a capo di una delegazione nei colloqui con gli Usa riguardanti il delicatissimo dossier nucleare. Il portavoce del dicastero, <strong>Wang Wenbin</strong>, non ha fornito nomi, ma ha affermato che &#8220;la settimana prossima Cina e Stati Uniti terranno consultazioni sul controllo degli armamenti e la non proliferazione a livello di direttore generale&#8221;. </p>



<p>A quanto pare, Pechino avrebbe accettato i colloqui nucleari di controllo delle armi durante la recente visita a Washington del ministro degli Esteri <strong>Wang Yi</strong>. In cambio di cosa? Difficile rispondere a questa domanda. Secondo i piani concordati da entrambe le parti, Wang Wenbin ha aggiunto che Cina e Usa terranno &#8220;dialoghi e scambi su una vasta gamma di questioni&#8221;, tra cui l&#8217;attuazione dei trattati internazionali di controllo degli armamenti. </p>



<p>È possibile che tra le questioni in agenda trovino spazio alcune tematiche sensibili care al governo cinese, come la <strong>tech war</strong> in corso tra i due Paesi, per la quale il Dragone potrebbe chiedere un allentamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prove di avvicinamento</h2>



<p>La recente missione di Wang Yi a Washington era stata descritta dalla Casa Bianca come una &#8220;buona opportunità&#8221; in termini di apertura di linee di comunicazione tra Usa e Cina, e il dialogo nucleare potrebbe essere solo il primo passo verso un complicatissimo disgelo. Seguito, nei giorni a venire, da un ipotetico <strong>incontro </strong>tra Xi Jinping e Joe Biden in occasione dell&#8217;Apec di San Francisco. </p>



<p>L&#8217;amministrazione statunitense, non ha solo bisogno che Pechino svolga un ruolo costruttivo per evitare l&#8217;escalation nel conflitto tra Israele e Hamas, ma vuole anche scongiurare una pericolosa e destabilizzante corsa agli armamenti. Così si spiegherebbe l&#8217;improvviso avvicinamento tra i due rivali, rafforzato da un altro incontro di livello. </p>



<p>Dal 4 al 7 ottobre, l&#8217;inviato americano per il clima, <strong>John Kerry</strong>, accoglierà il suo omologo cinese <strong>Xie Zhenhua</strong> a Sunnylands, in California, per discutere in vista della Cop28 il 30 novembre. In precedenza, la segretaria al Tesoro Usa, <strong>Janet Yellen</strong>, in un discorso all&#8217;Asia society, aveva sottolineato l&#8217;importanza della cooperazione economica tra Pechino e Washington, pur ribadendo che gli Stati Uniti sono impegnati a difendere i loro interessi nazionali nell&#8217;Indo-Pacifico.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Esiste davvero una minaccia nucleare? Parla il professor Nikolai Sokov</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2022 14:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=358889</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1024x764.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-768x573.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1536x1147.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-2048x1529.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dottor Nikolai Sokov è nato a Mosca. Laureatosi presso il dipartimento di storia dell’università statale di Mosca nel 1981, ha lavorato presso l’Istituto di studi americani e canadesi (1981-1986) e l’Istituto di economia mondiale e Relazioni internazionali (1985-1987), entrambe accademie di scienze dell’Urss. Dal 1987 al 1992 il dottor Sokov ha lavorato presso il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esiste-davvero-una-minaccia-nucleare-parla-il-professor-nikolai-sokov.html">Esiste davvero una minaccia nucleare? Parla il professor Nikolai Sokov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1024x764.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-768x573.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-1536x1147.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA27331160-2048x1529.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il dottor Nikolai Sokov è nato a Mosca. Laureatosi presso il dipartimento di storia dell’università statale di Mosca nel 1981, ha lavorato presso l’Istituto di studi americani e canadesi (1981-1986) e l’Istituto di economia mondiale e Relazioni internazionali (1985-1987), entrambe accademie di scienze dell’Urss. Dal 1987 al 1992 il dottor Sokov ha lavorato presso il ministero degli Affari esteri della Federazione russa. Ha partecipato alle negoziazioni degli accordi  Start 1 e Start 2 ed altre iniziative internazionali sul controllo degli armamenti come pure numerosi summit e incontri ministeriali. Nel 1992-1996 ha studiato presso l’università del Michigan ad Ann Arbour ed è stato insignito del dottorato in scienze politiche nel 1996. Il dottor Sokov entra a far parte del James Martin Centre per gli  studi sulla non-proliferazione nel 1996, ove lavora tutt’oggi. Dal 2011-2014 e a partire dal 2019 lavora al Centro di Vienna per il disarmo e la non-proliferazione (Vcdnp). Le sue numerose pubblicazioni includono due dozzine di libri e svariate monografie, oltre a duecento articoli accademici. E’ regolarmente invitato a parlare a varie conferenze e altri eventi pubblici ed è stato consulente di molte organizzazioni internazionali (tra cui l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica e la Commissione preparatoria per l&#8217;Organizzazione del trattato sulla messa al bando globale degli esperimenti nucleari), nonché di alcune agenzie governative statunitensi (cioè i Dipartimenti di Stato, Difesa ed Energia) e vari comitati del Congresso degli Stati Uniti. Il dottor Sokov ha gentilmente accettato di rispondere per noi ad alcune domande circa l’attuale minaccia nucleare e le implicazioni della guerra in Ucraina sugli sforzi di non –proliferazione.</p>
<p><strong>Prima di tutto, potrebbe valutare l&#8217;attuale livello di minaccia nucleare? Quanto siamo vicini a uno scontro nucleare?</strong></p>
<p>Non siamo così vicini. Il rischio deriva principalmente da una situazione in cui Nato e Russia si trovassero in una logica di conflitto diretto. Per esempio, le proposte inerenti all’imposizione una no-fly zone sopra i cieli dell’Ucraina, piuttosto popolari nelle prime settimane dallo scoppio della guerra, avrebbero causato un simile scontro aperto fra le due potenze, ma sono state respinte dai principali governi della Nato. Sono sorte delle preoccupazioni circa il fatto che la Russia potesse considerare le ingenti consegne di armi all&#8217;Ucraina come un pretesto per l&#8217;escalation, ma finora non è stato così. Naturalmente, più a lungo dura la guerra e più attivamente l’Ue e la Nato forniscono supporto all’Ucraina, maggiore risulta la possibilità di un’escalation. Nel complesso però la probabilità dovrebbe essere valutata come piuttosto bassa. È difficile dargli una cifra specifica, ma ad oggi stimerei il rischio di un escalation nucleare a circa il 10 percento di probabilità.</p>
<p><strong>Se dovesse verificarsi un&#8217;escalation nucleare, come avverrebbe? Ci sarebbero degli avvertimenti o la Russia potrebbe direttamente impiegare un&#8217;arma nucleare?</strong></p>
<p>In caso si arrivasse a un conflitto militare diretto tra Nato e Russia, il ricorso immediato all’arma nucleare è improbabile. Almeno nelle prime fasi il conflitto sarebbe convenzionale- la Russia ha ancora un numero significativo di armi convenzionali a lunga gittata da poter raggiungere praticamente qualsiasi obiettivo. Se, tuttavia, il conflitto continuasse e la Russia dovesse affrontare una sconfitta (ovviamente non può competere a lungo con la Nato), l’escalation nucleare sarebbe in agenda. La mia ipotesi è che ci sarà una forma di avvertimento-prima a parole (una dichiarazione pubblica più messaggi riservati ai governi chiave) ma se ciò non bastasse qualcosa di più tangibile. Un test nucleare sotterraneo mi sembra l’ipotesi meno pericolosa e dunque più plausibile, avendo lo scopo di segnalare la serietà delle intenzioni russe. Se il conflitto continuasse a protrarsi e la sconfitta della Russia divenisse inevitabile, un’ulteriore escalation sarebbe plausibile.</p>
<p><strong>L’utilizzo di un’arma nucleare tattica avrebbe uno scopo militare o anche questo strumento pertiene esclusivamente alla strategia della deterrenza?</strong></p>
<p>Tutte le armi nucleari fanno parte del meccanismo di deterrenza in senso stretto, e l’impiego di qualsiasi tipo di armi nucleari avrebbe effetti disastrosi. Nel caso un arma nucleare venisse comunque impiegata, la Russia e i suoi rivali si troverebbero di fronte ad una scelta: terminare la guerra o dare il via ad un escalation che prevederebbe l’impiego di testa nucleari da parte di entrambi i campi sia sul campo di battaglia (dunque in Europa) sia a livello strategico (in America). In generale, l’aggettivo “tattico” è fuorviante perché crea associazioni sbagliate. In realtà, né la Russia né gli Stati Uniti né peraltro la Francia o la Gran Bretagna possiedono armi “tattiche” nel senso di armi nucleari a corta gittata. Come minimo, dovrebbero essere definite come armi ad ampio raggio nel senso che possono raggiungere almeno mezzo continente. La Russia predilige l’impiego di missili a lunga gittata ( 2-3.000 km). Le armi nucleari americane in Europa sono bombe gravitazionali montate su bombardieri; la loro portata operativa è inferiore ma in questo caso si tratta di una questione di scelte. Storicamente gli Usa preferiscono l’impiego di sistemi aria-terra mentre la Russia ha sempre optato per i missili.</p>
<p><strong>Il paradigma della MAD (mutua distruzione assicurata) è ancora valido quando si discute di minaccia nucleare in un mondo multipolare? Esistono altri scenari per l’impiego dell’arma atomica?</strong></p>
<p>Sì&#8217;, la MAD è il paradigma riferimento in campo atomico, a prescindere dal numero di poli nel sistema internazionale. Significa semplicemente che l’attaccante subirà danni inaccettabili. L’affidabilità del MAD dipende innanzitutto dalle dimensioni dell’arsenale. Per esempio, gli Stati Uniti e la Russia sono in una situazione di MAD; gli arsenali più contenuti di Gran Bretagna e Francia rendono il paradigma della MAD meno efficace. D’altra parte, sia la Gran Bretagna che la Francia fanno parte della Nato, quindi l’equilibrio nucleare NATO-Russia è caratterizzato dalla MAD. Ci sono comunque delle opzioni d’uso limitate. La Nato adottò questa strategia durante la guerra fredda, la Russia invece nel periodo compreso tra il 2000 e il 2015; si potrebbe tornare a ragionare in questi termini proprio in questo periodo. L’uso limitato è inteso per situazioni nelle quali l’avversario ha forze convenzionali superiori, in quel caso l&#8217;utilizzo nucleare limitato può servire ad evitare la sconfitta e comunicare all&#8217;attaccante che la guerra deve terminare. In caso contrario, l’uso del nucleare si estenderebbe ad attacchi su larga che comporterebbero al fine dell’umanità. In ultima analisi, lo scopo principale delle armi nucleari è quella di evitare la sconfitta e la resa mediante la credibile minaccia che non ci saranno vincitori. Il loro scopo principale non è quello di essere usate ma di evitare guerre su larga scala. Ovviamente, questo si applica solamente a grandi potenze con armamenti nucleari e ai loro alleati.</p>
<p><strong>Se dovesse esserci un’escalation nucleare, quale potrebbe essere il ruolo della Cina?</strong></p>
<p>Nessuno direi. Cercherebbe di rimanere al di fuori del conflitto, vedendo cosa accade e traendo eventualmente profitto dalla devastazione del resto dell’emisfero nord.</p>
<p><strong>Quanto è simile l’attuale conflitto al periodo della Guerra Fredda?</strong></p>
<p>Non molto. Durante la guerra fredda si era molto più consapevoli dei rischi di un’escalation, e le due superpotenze si comportavano con maggiore prudenza. Con la fine della guerra fredda sembra che popolazioni e governi non abbiano più il medesimo timore di un olocausto nucleare. L’ostilità fra blocco Nato e Russia non ha mai raggiunto i livelli attuali. E proprio l’intensità dell’attrito fra i due blocchi che fa si che il rischio di una guerra atomica sia paradossalmente più elevato oggi rispetto ai tempi della guerra fredda. Per esempio, durante la crisi dei missili a Cuba del 1962, entrambi le parti capivano chiaramente i rischi e infatti tentarono di evitare la guerra. Se la medesima situazione si verificasse oggi, la possibilità di un olocausto nucleare sarebbero significativamente superiori.</p>
<p><strong>Come influirà la guerra in Ucraina sugli sforzi di non-proliferazione? Il mondo ha bisogno di nuovi accordi multilaterali o quelli già in vigore sono sufficienti?</strong></p>
<p>Non è ancora completamente chiaro. Ovviamente il fatto che la Russia, una superpotenza nucleare, abbia invaso un paese che non possiede armi nucleari e abbia minacciato di usare le proprie per impedire ad altri di interferire in sostegno del paese invaso, indebolisce il regime di Putin poiché dimostra che la superiorità russa non è tale senza la minaccia del ricorso alla bomba atomica. Teoricamente, ci si potrebbe aspettarsi che altri stati vogliano acquistare armi nucleari proprio per mettersi al riparo da azioni simili a quella subita dall’Ucraina. In pratica, tuttavia, non ci sono stati che vogliano davvero dotarsi di armi nucleari. Paradossalmente, molti stati al di fuori dell’Europa sembrano credere che la guerra in Ucraina concerna esclusivamente l’Europa e le due superpotenze e non influisca sui lori interessi. La guerra in Ucraina può anche avere un impatto negativo sulla Conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione (TNP), che si terrà ad agosto. D’altro canto, tutte le principali parti in causa cercano di ridurre al minimo i danni, auspicando che non ci siano sorprese in seno alla conferenza. Sperabilmente l’impatto sul regime di non -proliferazione sarà limitato. Ovviamente, il controllo delle armi è anch’esso in crisi &#8211; le negoziazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia si sono interrotte &#8211; le possibilità per un nuovo accordo bilaterale o multilaterale sono minime. Allo stesso tempo, tutte le parti hanno chiaramente indicato che vorrebbero riprendere il dialogo sul controllo degli armamenti perché si tratta di una questione di stabilità e, in fin dei conti, la sopravvivenza di ciascuno è in gioco. Questo è il modo in cui il tema fu affrontato durante la guerra fredda &#8211; all’epoca le parti continuarono il negoziato anche durante i periodi di crisi più intensi. Oggi abbiamo bisogno di fare lo stesso. L’opinione pubblica di numerosi stati del blocco Nato sembra però risolutamente più ostile alla Federazione Russa di quanto non lo fosse durante la guerra fredda. Politica interna, emozioni ed opinione pubblica (in particolare quella riflessa dai social media) possono rendere più difficoltoso il dialogo sul controllo degli armamenti, anche se i governi chiave lo vogliono in modo esplicito.</p>
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