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A che punto è il programma per il siluro nucleare Poseidon? L’arma “fine di mondo” ordinata da Putin che forse è stata testata nel 2023 e secondo le informazioni diffuse dal Cremlino sarebbe l’unica al mondo armata o armabile con una bomba al cobalto, teorizzata da uno degli uomini chiave del Progetto Manhattan, il programma nucleare statunitense che portò alla bomba atomica (e alla Guerra Fredda, ndr), potrebbe cancellare la vita sulla terra a causa del suo fallout prolungato.

Appena un paio di settimane fa il Wall Street Journal ha ricordato al mondo come la Russia si sia impegnata a mantenere la sua postura di super-potenza nucleare e navale – essenzialmente nel dominio delle profondità marine – lavorando allo sviluppo di sistemi d’arma come il Poseidon e all’aggiornamento e il varo di grandi sottomarini nucleari lanciamissili della classe Oscar e Tifone. Il giornale americano ha ricordato l’importanza e la preoccupazione che questa nuova arma aveva portato nel 2018 quando era stata svelata la sua esistenza e le sue capacità. Dopo la diffusione di notizie più attendibili del 2019, se ne perse traccia per poi tornare al centro dell’attenzione del giungo del 2023, quando il Poseidon venne stato testato.

Ora che Mosca annuncia una serie di esercitazioni delle sue forze nucleari non strategiche per testare la “prontezza a svolgere missioni di combattimento”, non poteva non tornare alla mente l’esistenza di quella nuova arma che troverebbe invece un ruolo importante della triade nucleare strategica della Federazione Russa. 

Un drone più letale della bomba di Hiroshima

Precedentemente noto col nome in codice di progetto Status-6, il Poseindon è di fatto un Uuv – un veicolo sottomarino senza pilota – a propulsione nucleare, capace di alloggiare al suo interno una testata nucleare. Progettato dal Bureau Rubin per essere lanciato da un vascello madre come un sottomarino di classe superiore e raggiungere autonomamente le coste di una potenza avversaria, esso detonerebbe per scatenare un’onda anomala in grado di infliggere “danni irreparabili su ampie porzioni di costa e di entroterra”. Il Poseidon ( in russo Посейдон, codice identificativo Nato “Kanyon”) può essere equipaggiato tra le altre con una testata nucleare al cobalto-60

Le armi al cobalto, teorizzate inizialmente dal fisico Leó Szilárd, possono produrre un fallout di lunga durata, che, secondo le prime applicazioni teoriche durante lo sviluppo delle prime armi termonucleari, avrebbe potuto “cancellare la vita dalla Terra”. Szilárd fu un fermo oppositore dell’impiego delle bombe su Hiroshima e Nagasaki a causa della loro potenza devastante.

Il siluro più grande mai costruito

Il Poseidon viene considerato come il più grande siluro mai sviluppato in qualsiasi Paese. Con un diametro di circa 2 metri e una lunghezza di oltre 20 metri. Circa il doppio dei missili balistici lanciati da un sottomarino (Slbm) oltre venti volte la dimensione di un siluro convenzionale. 

Quando Vladimir Putin annunciò i progressi del programma nel 2019, fece riferimento a un sottomarino “destinato a trasportare Poseidon” prossimo al varo, riferendosi al Belgorod o Progetto 09852. Un sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione della classe Oscar. Al tempo i video e le immagini diffuse confermarono l’entità del sistema e l’arma venne considerata principalmente come parte della capacità di deterrenza nucleare da “Second-strike”, nella strategia nucleare il “colpo di risposta” ad un attacco nucleare, che punterebbe a colpire se necessario città costiere come New York e Los Angeles. Ma anche Londra o altre capitali del blocco occidentale considerate obiettivi rilevanti. Secondo la dottrina nucleare mettere città chiave nel mirino di armi nucleari “inibirebbe il recupero” della parte avversaria.

La singolare capacità del siluro autonomo Poseidon di essere lanciato da un sottomarino che potrebbe navigare in assetto silenzioso per mesi senza possibilità d’intercettazione, e di raggiungere il suo obiettivo in totale autonomia senza dover contare su alcun satellite, passando letteralmente “sotto” le difese missilistica avversarie, lo rendono un’arma dal potenziale devastante. Ben più devastante della precedente deterrenza navale rappresentata dai missili balistici intercontinentali lanciabili dai sottomarini (Slbm).

Dopo il test il silenzio

Dopo un presunto e annunciato test svolto del giungo del 2023 svolto a bordo dell’unità di superficie classe Sarov Project 20120 – appositamente costruita per il test – i russi dichiarano che il Poseidon sarebbe entrato in servizio nel 2027 come sistema d’arma impiegabile da due sottomarini già operativi: il Belgorod e Khabarovsk (Progetto 09851). Alcuni dubbi sul successo del test, che simulava il trasporto di una testata nucleo da 2 megatoni vennero comunque sollevati. Da allora non si parlò più del siluro Poseidon. Una vera e propria “arma fine di mondo” degna del Dr. Strangelove.

Secondo H.I Sutton, noto esperto di questioni militari e sottomarine, “Non è chiaro se sarà schierato sui sottomarini o sulle navi di superficie”; né quando questa temibile arma potrebbe ricomparire sugli schermi, per consentire a Putin di ricordare al mondo che la Federazione Russa è ancora “una potenza nucleare di prima classe”. Sebbene il Cremlino abbia sempre affermato che il Poseidon è un’arma da second-strike, la preoccupazione più diffusa è quella di nuova arma di cui si sono perse le tracce che potrà sempre essere impiegata – se davvero raggiungesse la completa operatività – anche come arma d’attacco per un primo, devastante, first-strike.

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