ISCRIVITI ALLE ANTEPRIME GRATUITE
SCOPRI I NOSTRI CORSI

La Royal Navy si prepara a entrare in una nuova era della potenza navale attraverso la costruzione e lo schieramento di una flotta di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare della nuova classe Dreadnought. Tale flotta è destinata a ridefinire la strategia di difesa del Regno Unito, raccogliendo il testimone della classe Vanguard come “continuazione” della deterrenza navale che Londra può garantirsi attraverso i sottomarini armati con missili Trident II. La versione più sofisticata del missile balistico intercontinentale a guida inerziale che trasporta fino a otto testate nucleari multiple e indipendenti per un raggio di oltre 7.000 chilometri dalle coordinate di lancio in superficie.

La scorsa settimana il primo ministro britannico Keir Starmer ha partecipato alla cerimonia della “posa della chiglia” del vascello capoclasse, dell’HMS Dreadnought, dove ricordiamo che il prefisso del nome dell’unità navale sta per His Majesty’s Ship, e l’atto, benché puramente simbolico, dato che l’unità è già realizzata in gran parte, segna il “primo passo” verso il varo della nuova classe di sottomarini nucleari con capacità strategiche che il Regno Unito intende schierare per rafforzare il proprio deterrente nucleare, in vista delle nuove sfide che minacciano non solo la sicurezza nazionale del regno, ma la stabilità degli interi equilibri globali.

In mare 365 giorni l’anno

I nuovi sottomarini di classe Dreadnought, considerati come i più grandi e complessi mai realizzati per la Royal Navy, dovrebbero sostituire l’attuale classe Vanguard a partire dagli inizi degli anni 2030, e riceveranno il compito di rappresentare, al pari dei loro predecessori, un “deterrente nucleare continuo in mare 365 giorni all’anno“. Questo impegno a mantenere una presenza sottomarina costante è fondamentale in un contesto geopolitico sempre più volatile, dove la potenza navale è tornata a giocare un ruolo cruciale nelle strategie dei grandi attori internazionali che già si confrontano in scenari ipotetici come l‘Indopacifico, dove la Repubblica Popolare Cinese sta schierando una rinnovata e potente flotta navale e reclama i suoi “diritti ancestrali”, o nei Mari del Nord che portano all’Artico, dove la Federazione Russa rivendica già da tempo il suo dominio nei fondali marini del Mar Glaciale Artico come “parte” della sua piattaforma continentale.

Il ministero della Difesa britannico ha mantenuto una certa riservatezza riguardo alla data di entrata in servizio dei nuovi sottomarini, che dovrebbero contare 4 unità iniziali, fissandola “all’inizio degli anni 2030“, anche se alcune speculazioni suggeriscono un possibile ingresso in servizio prima del 2032.

I sottomarini classe Dreadnought

Progettati per avere una vita operativa compresa tra i 35 e i 40 anni, i sottomarini lanciamissili a propulsione nucleare della classe Dreadnought, saranno lunghi 154 metri per un dislocamento di 17mila tonnellate, con un equipaggio di 130 tra ufficiali, marinai e specialisti, e un range operativo illimitato. Il primo a entrare in servizio, l’HMS Dreadnought, sarà dotato come gli altri di un reattore nucleare Rolls-Royce Pressurised Water Reactor 3, che gli garantirà la capacità di raggiungere una velocità di 20 nodi in superficie e 28 nodi in immersione, con un’autonomia limitata solo alle scorte di acqua e viveri per la sopravvivenza dell’equipaggio. Come già avviene nelle missioni di “lungo dispiegamento” condotte dalla Royal Navy.

I sottomarini classe Dreadnought saranno armati con siluri Spearfish da 533 mm e 12 missili balistici Trident della versione II D5. Gli stessi che armano i sottomarini strategici della classe Ohio in forza all’US Navy statunitense.

La HMS Dreadnought sarà la dodicesima nave della Reale Marina britannica a portare tale nome. La prima Dreadnought risale al lontano 1553, mentre l’unità omonima, varata nel 1906, fu la prima delle moderne corazzate che hanno rivoluzionato la progettazione e gli armamenti delle navi militari che in breve convolsero le principali marine militari del mondo nella corsa agli armamenti che nel giro di un decennio trovarono battaglia nello Jutland e al largo del Coronel.

Con la nuova HMS Dreadnought pronta a emergere dai flutti nel giro di un lustro, il Regno Unito si prepara alle future sfide del dominio sottomarino e dello scacchiere globale che già ora promettono di essere tanto impegnative quanto mutevoli, nello scenario di continuo cambiamento che sembra aver investito il mondo. Riportandoci a venti di guerra che pensavamo appartenere al passato.

Al contempo, mentre sua maestà Re Carlo III ha conferito il titolo di “Reale” al porto di Barrow, dove verranno varati i nuovi sottomarini sviluppati da Bae System, quale riconoscimento del ruolo speciale della città nel garantire la sicurezza della nazione, non si può ignorare l’impatto significativo dell’investimento iniziale di almeno 31 miliardi di sterline per le quattro nuove unità sottomarine del programma Dreadnought sull’occupazione: sono stati sostenuti oltre 30.000 posti di lavoro in tutto il Paese, dal cantiere navale alle piccole e medie imprese.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto