ISCRIVITI ALLE ANTEPRIME GRATUITE
SCOPRI I NOSTRI CORSI
Difesa /

Le bombe nucleari tattiche statunitensi sono tornate su suolo britannico per la prima volta dopo almeno il 2008.

Secondo diverse fonti OSINT, le bombe nucleari a caduta libera tipo B61-12 sono state trasferite la scorsa settimana dagli Stati Uniti alla base aerea della Royal Air Force (RAF) di Lakenheath, nel Suffolk. Si ritiene che le armi siano state trasportate dal Centro Armi Nucleari dell’U.S. Air Force situato presso la base aerea di Kirtland, nel Nuovo Messico, a un deposito di sicurezza di recente costruzione nel Regno Unito.

Le prime indicazioni del ritorno della missione nucleare tattica nel Regno Unito in accordo col meccanismo nuclear sharing della NATO, ci sono giunte a marzo 2023, quando un’analisi dei bilanci del Pentagono ha mostrato un incremento delle spese per il deterrente nucleare tattico condiviso menzionando che “la NATO sta completando un programma di investimenti infrastrutturali della durata di tredici anni, del valore di 384 milioni di dollari, presso siti di stoccaggio in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Turchia per potenziare le misure di sicurezza, i sistemi di comunicazione e le strutture”. Il riferimento esplicito al Regno Unito non era stato incluso nei documenti di bilancio dell’anno precedente, ed è stato rimosso nei documenti di del 2024 insieme a quello delle altre nazioni che utilizzano il nucleare tattico USA. I documenti sottolineano la necessità di “costruire un dormitorio da 144 posti letto per ospitare l’aumento del personale a seguito della potenziale Missione di Sicurezza”. Per giustificare la nuova costruzione, i documenti affermano: “Con l’afflusso di aviatori dovuto all’arrivo della potenziale missione e alla sistemazione dei due Gruppi di F-35, si registra una significativa carenza di alloggi disponibili presso la Royal Air Force base di Lakenheath”. Secondo quanto specificato a quel tempo, l’inizio dei lavori di costruzione della struttura era previsto per giugno 2024 e la conclusione per febbraio 2026, pertanto è ragionevole pensare che se le bombe nucleari tattiche sono già arrivate la prima aliquota di nuove infrastrutture è stata già terminata.

Nel 2008, le bombe erano state rimosse dalla base di Lakenheath, che ospitava 4000 militari e oltre 1500 civili britannici e statunitensi. Attualmente, presso l’aeroporto militare ha sede il 48° Fighter Wing dell’U.S. Air Force, l’unica unità in Europa a impiegare sia l’F-15E Eagle sia l’F-35A Lighting II. Come sappiamo, l’F-35A, è abilitato all’impiego dell’ultima variante della bomba termonucleare B61-12, permettendo così a quei Paesi che fanno parte del nuclear sharing della NATO, che hanno in servizio il velivolo, di poter avere una piattaforma moderna e all’avanguardia per effettuare il bombardamento tattico. Secondo la rivista di Difesa Janes, la B61-12 ha una potenza della testata scalabile, e può arrivare a un massimo di 340 kilotoni.

Il nuclear sharing della NATO è condiviso da Germania, Belgio, Olanda, Italia e Turchia che utilizzano per il momento piattaforme di sgancio diverse per le B61. La Germania, infatti, in attesa delle consegne dei primi F-35A recentemente ordinati, usa ancora il Panavia Tornado, mentre Belgio, Turchia e Olanda l’F-16. Anche l’Italia ha in servizio per la missione nucleare il Tornado in attesa che i nostri F-35A, insieme a quelli di Belgio e Olanda, vengano certificati per la missione nucleare.

Il numero delle bombe nucleari B61 già presenti nelle basi aeree europee non è noto, ma si stima che vi siano 15 B61-3/4 a Kleine Brogel, in Belgio, altrettante a Büchel in Germania, a Volkel, in Olanda e a Ghedi in Italia; infine 20 ad Aviano, presso la base aerea congiunta italo-statunitense dove ha sede il 31° Fighter Wing dell’U.S. Air Force utilizzante gli F-16 e altrettante a Incirlik, in Turchia, altra base aerea gestita in coppia con gli Stati Uniti.

Il nuclear sharing NATO viene gestito dall’Alleanza con un meccanismo cosiddetto “a doppia chiave” tra Stati Uniti, unici detentori del deterrente nucleare tattico condiviso, e il Paese ospitante: sostanzialmente, l’utilizzo in combattimento delle bombe nucleari viene stabilito congiuntamente tra gli USA e il Paese che ospita le atomiche e mette a disposizione la piattaforma di sgancio, e nessuno dei due può decidere in autonomia.

Il Regno Unito, benché tornato nella famiglia del nuclear sharing NATO, ha però un problema: non dispone di un aereo in grado di sganciare le B61 in servizio nella RAF. I suoi F-35 sono tutti infatti nella versione B, ovvero quella a decollo corto e atterraggio verticale, per essere utilizzati anche sulle due portaerei classe Queen Elizabeth, che non hanno la possibilità della missione nucleare (al pari della versione C), e lo stesso vale per gli Eurofighter Typhoon. Per questo Londra ha recentemente deciso di acquistare 12 F-35A al posto di 12 F-35B dell’ordine già in corso di evasione. Non è chiaro quando arriveranno i primi velivoli, in quanto né il Regno Uniti né gli Stati Uniti si sono espressi in merito, quindi si ritiene che le prime bombe nucleari tattiche saranno a disposizione degli F-35A ed F-15E statunitensi che normalmente sono di base a Lakenheath.

Come nota finale, la Polonia da tempo ha richiesto agli USA di poter far parte del nuclear sharing della NATO, ma sino a oggi Washington ha sempre rifiutato in considerazione del possibile aumento dell’escalation in Europa con la Russia, sebbene recentemente proprio Mosca ha dispiegato in Bielorussia una serie di armi nucleari non strategiche rappresentate da missili balistici a corto raggio e bombe a caduta libera, utilizzati e operati dalle forze della Federazione Russa.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto