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	<title>cronaca IO Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Oct 2024 16:04:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>cronaca IO Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa: il caso P. Diddy, tra porcherie vere e deliri complottisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-il-caso-p-diddy-tra-porcherie-vere-e-deliri-complottisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 06:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[scandalo sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane, vi sarà capitato di sentire il nome di P. Diddy arrestato per una serie di accuse federali, tra cui traffico sessuale...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-il-caso-p-diddy-tra-porcherie-vere-e-deliri-complottisti.html">Usa: il caso P. Diddy, tra porcherie vere e deliri complottisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008182633722_b68ed6005c2365b422ce6c2b56bbb5e4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diversi sono i nomi con cui è conosciuto, P. Diddy è forse il più noto. Parliamo di <strong>Sean Combs</strong>, se preferite anche Puff Daddy. Insomma, il rapper e produttore americano che ha dominato la scena musicale negli anni Novanta e che ora è nel mirino dei media per le numerose accuse e denunce a suo carico. Nell’ultimo anno, e in particolare nelle ultime settimane, vi sarà capitato di sentire il suo nome associato a <strong>scandali</strong> nel mondo di Hollywood. La prima denuncia è arrivata a novembre 2023, quando la cantante Cassandra “<strong>Cassie</strong>” Ventura fa causa a P. Diddy, con cui aveva avuto una relazione decennale quando era più giovane (lei 19 lui 37). Cassie denuncia svariati abusi perpetrati per tutta la durata della loro relazione, che si è conclusa nel 2018 quando Combs l’ha violentata mentre lei cercava di lasciare la loro casa. Combs ha inizialmente negato le accuse, ma a maggio 2024 la CNN ha pubblicato&nbsp;<a href="https://us.cnn.com/2024/05/17/entertainment/sean-combs-cassie-ventura">un video </a>&nbsp;di telecamere di sorveglianza che mostra Combs mentre prende a calci, trascina e malmena Ventura. </p>



<p>Dalla prima denuncia è partito l’effetto <strong>Me Too</strong>: una dopo l’altra le vittime di violenza hanno denunciato le azioni del nostro P., tutte drogate e molestate. Diddy ha tentato la via del “è solo un modo per infangare il mio nome e guadagnare soldi facili”, ma non ha riscosso molto successo. Ancora, come un effetto a cascata, altro materiale gli è caduto addosso e anche molti uomini hanno denunciato di aver subito molestie e violenze.</p>



<p>Combs aveva già un passato di <strong>violenza</strong>. Nel 1999 fu arrestato per aver picchiato violentemente un dirigente e se la cavò con una multa e un corso di gestione della rabbia. Poi fu coinvolto in una sparatoria a una festa in un club di Manhattan mentre era in compagnia della sua allora fidanzata Jennifer Lopez. Anche qui fu assolto dopo un processo pubblico piuttosto clamoroso.</p>



<p>Le denunce degli ultimi mesi lo accusano di moleste sessuali, abusi, stupri (anche di gruppo), sfruttamento della prostituzione, e la lista e molto più lunga. Così, gli agenti della Homeland Security nel mese di marzo hanno fatto irruzione e <strong>perquisito </strong>le sue case a New York, Los Angeles e Miami.</p>



<p>Dopo mesi di indagini, il 16 settembre arriva l’arresto. P. Diddy attualmente si trova in una prigione di Brooklyn. Nell’<a href="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https:/www.justice.gov/usao-sdny/media/1368556/dl?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">atto di accusa</a> si parla di una serie di accuse federali, tra cui <strong>traffico sessuale</strong>, <strong>lavoro forzato</strong> e <strong>associazione a delinquere.</strong> Da quel giorno si sono intensificati gli interrogativi intorno a queste accuse.</p>



<p>L’ultima, forse la definitiva, è stata quella di una donna, <strong>Thalia Graves</strong>, che a fine settembre ha denunciato Combs e la sua guardia del corpo, accusandoli di averla portata nello studio di registrazione della casa discografica di P. Diddy, la<strong> Bad Boy</strong>, nel 2001 e di averla ripetutamente violentata registrando il tutto. Successivamente è stato lanciato un appello che ha ottenuto ben<strong> 3mila risposte</strong> e il 1° ottobre gli avvocati hanno parlato di <strong>120 cause civili</strong> contro Combs.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto per delle &#8220;feste&#8221;</h2>



<p>Si è parlato molto dei “<strong><em>freak off</em></strong><em>”</em>, ovvero dei festini in cui si mettevano in pratica <strong>performance sessuali estreme</strong> dove donne e uomini subivano abusi, venivano drogati e costretti a idratarsi con delle flebo per sostenere queste degradanti maratone del sesso.  Secondo la descrizione di Cassie, si trattava di orge in cui spesso si faceva uso di droghe, che potevano durare anche giorni e in cui le donne venivano costrette a fare sesso con prostitute e prostituti, mentre il rapper filmava tutto e si masturbava. </p>



<p>Che le celebrità avessero gusti discutibili sul concetto di &#8220;festa&#8221; era cosa nota, ma detta così sembra una tortura. Perciò il motivo per cui queste persone lo facessero è una sorta di mistero, ma sembra che sia tutto legato a soldi e potere. Ciò che sappiamo è che sono state tirate in ballo tutte le celebrità che in modo o nell’altro hanno avuto a che fare con questo personaggio, da George Clooney a Beyoncé, da Jay-z a Justin Bieber, che avrebbero partecipato ai noti festini.</p>



<p>Non sono mancati i parallelismi con il caso di <strong>Jeffrey Epstein</strong>. I due sembrano infatti accomunati da una serie di accuse, molestie sessuali ma anche grandi somme di denaro e una lista infinita di amici potenti. Ma ciò che rende la faccenda più assurda è la <strong>cultura del silenzio</strong> delle celebrità. Il tutto perché si trattava di un magnate dell’industria musicale, ma anche della cultura americana in generale. Combs, infatti, oltre ad essere stato il primo a fondere <strong>hip-hop e lusso</strong>, ha fondato una sua etichetta di moda, la Sean John, famosa per l’abbigliamento maschile di alta gamma. Poi ha promosso noti marchi di alcolici e organizzava i famosi <strong><em>white party </em></strong>negli Hamptons con i big della scena musicale.</p>



<p>Insomma alla fine il nostro P. affronta da un lato un procedimento penale avviato dal Governo federale e molti (moltissimi) procedimenti civili avviati dai singoli con tutta una serie di accuse diversificate. Il Governo sostiene che abbia utilizzato la sua impresa commerciale per attività criminali e che abbia costretto le vittime a tacere e nascondere i crimini sfruttando il suo potere. Lo hanno accusato persino di <strong>associazione a delinquere</strong>.</p>



<p>Come era prevedibile, i collegamenti al caso giudiziario hanno costituito terreno fertile per una valanga di <strong>teorie del complotto</strong> che vanno oltre i fatti, come se ci fosse una prassi da manuale, riflettendo la tendenza crescente della cultura americana (e non solo) a mescolare intrattenimento, politica e paranoie di massa. I social, e in particolare <strong>TikTok </strong>che sembra essere il luogo privilegiato di questo tipo di contenuti, pullulano di video di persone che indagano sui collegamenti tra le scelleratezze di Diddy, le celebrità a esse presumibilmente collegate e casi irrisolti della cronaca hollywoodiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le teorie del complotto</h2>



<p>Partiamo da un classico. Come si è detto, P. Diddy è stato accusato di essere alla base di un’organizzazione legata allo sfruttamento sessuale di minori. Ciò significa che venivano coinvolti in attività sessuali anche ragazzi e ragazze sotto i 18 anni, ma solitamente si parla di ragazzi dai 16 anni in su.  Qualcuno ha ricollegato i fatti alla nota setta <strong>QAnon</strong>, una frizzante teoria del complotto per cui il mondo sarebbe governato da un gruppo di pedofili e satanisti, composto da celebrità di Hollywood, miliardari e politici (rigorosamente democratici), che gestisce un traffico di bambini. È stata poi diffusa la notizia che sotto la villa di Combs a Los Angeles ci sarebbero dei tunnel sotterranei creati per il traffico di esseri umani. Ovviamente, una fake news.</p>



<p>I bambini ritornano nella narrazione per un dettaglio curioso. Le autorità hanno sequestrato più di 1.000 bottiglie di <strong>olio per bambini e lubrificante</strong>. A cosa servivano queste grandi quantità? Pare che anche Cassie abbia confermato che durante gli eventi le era stato detto di versarsi addosso grandi quantità di olio. Il fatto in sé ad ogni modo non vuol dire nulla, non è un reato ma non è neanche troppo rilevante nel contesto dei crimini del soggetto in questione. Ma alle persone questi dettagli piacciono e ci costruiscono significati che non esistono.</p>



<p>Sono state poi diffuse “<strong>liste nere</strong>” di celebrità coinvolte, spesso con collegamenti così assurdi e fantasiosi che è meglio non divugare troppo e lasciare ai creativi dell’internet. Si è parlato moltissimo di <strong>Justin Bieber </strong>come potenziale vittima di Combs. Effettivamente Bieber era giovanissimo quando ha iniziato la sua carriera e potrebbe essere stato coinvolto nei festini organizzati dal suo mentore mentre era minorenne. I fan, però, hanno iniziato a supportare tesi secondo cui nel videoclip di &#8220;Yummy&#8221; e nel testo della canzone &#8220;Lonely<em>&#8220;</em>, Bieber abbia inserito dei “messaggi nascosti”. Su TikTok qualcuno ha diffuso un video in cui Justin canta una canzone con frasi come «non valeva tutta la fortuna e la fama» e «ci tenevo a una nuova Ferrari, ma mi è costata molto più della mia anima».&nbsp;Senza farla troppo lunga, era prodotta con IA, l’hanno confermato gli esperti della <a href="https://www.cbsnews.com/news/viral-justin-bieber-song-about-diddy-party-likely-ai/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">CBS News</a>.</p>



<p>Le narrative complottiste si collegano anche agli <strong>interessi politici</strong> negli Stati Uniti. Da tempo, il mondo dell&#8217;intrattenimento è visto come vicino ai Democratici, che lo considerano un potente strumento culturale e politico. Mentre per i Repubblicani attaccare l&#8217;industria dello spettacolo significa colpire anche l&#8217;establishment democratico. Il caso è stato usato anche in tal senso. Tutto diventa poi un pretesto per minare l&#8217;influenza culturale dei Democratici e di polarizzare ulteriormente il dibattito pubblico, sottolineando il sempre presente <strong>intreccio tra spettacolo e politica</strong> negli Stati Uniti. </p>



<p>Come nel caso delle dei fotomontaggi creati appositamente per far credere che <strong>Kamala Harris</strong> conoscesse P. Diddy e fosse sua amica. Poi è diventato oggetto di dibattito anche il post su X in cui l’ex giocatore di basket Rex Chapman ha diffuso una serie di foto di Combs e Donald Trump scrivendo «Invece queste sono vere».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">trump posted a photoshopped image of Kamala Harris with Diddy yesterday. The original pic was with Monte Williams. <br><br>NO network media has reported on it. <br><br>Meanwhile — these are real.👇 <a href="https://t.co/EcD6yR7ggF">pic.twitter.com/EcD6yR7ggF</a></p>&mdash; Rex Chapman🏇🏼 (@RexChapman) <a href="https://twitter.com/RexChapman/status/1837915143138955275?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Tra le teorie più assurde c’è poi quella che vede Diddy implicato nelle morti di alcuni noti personaggi della musica, uccisi perché “sapevano troppo” su queste feste. Certo, se si crede ai riti satanici delle celebrità allora il passo è breve. Tra i collegamenti più fantasiosi c&#8217;è quello con <strong>Michael Jackson</strong>, la cui morte nel 2010 sarebbe stata commissionata da Diddy perché il ritorno della star del pop nella scena musicale dopo che si era apertamente schierato contro l&#8217;industria discografica sarebbe stato un pericolo. </p>



<p>Pare invece che la famiglia di <strong>Tupac Shakur</strong> stia <a href="https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/la-famiglia-di-tupac-shakur-ha-assunto-uno-degli-avvocati-piu-potenti-di-hollywood-per-indagare-su-sean-combs/944285/">indagando </a>sul coinvolgimento di Combs nella morte del noto rapper, di cui sarebbe stato il mandante. Questo perché Tupac era rivale in affari di Combs e della sua Bad Boy Records.</p>



<p>È molto facile che sulle basi di una vicenda che interessa così tanti personaggi vengano costruite le storie più disparate un po’ per noia e un po’ perché si cerca sempre di trovare storie e risposte anche laddove non esistono. Ciò che è certo è che ci sono molti dettagli della vicenda che non conosceremo mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-il-caso-p-diddy-tra-porcherie-vere-e-deliri-complottisti.html">Usa: il caso P. Diddy, tra porcherie vere e deliri complottisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Raid su Zaporizhzhia, aumenta la pressione russa nel sud dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/raid-su-zaporizhzhia-aumenta-la-pressione-russa-nel-sud-dell-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 16:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-1536x936.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-2048x1248.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notte di mercoledì per gli abitanti di Zaporizhzhia si è aperta con i continui boati provenienti da diversi distretti cittadini. Su Telegram e sui social è stato un susseguirsi di segnalazioni e di allerte, con lo stesso segretario generale del locale consiglio comunale, Anatoly Kurtev, che ha esortato &#8220;urgentemente&#8221; i cittadini a correre verso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-su-zaporizhzhia-aumenta-la-pressione-russa-nel-sud-dell-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-su-zaporizhzhia-aumenta-la-pressione-russa-nel-sud-dell-ucraina.html">Raid su Zaporizhzhia, aumenta la pressione russa nel sud dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-1536x936.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022082418544591_38da9f3203506bf36ef74ed49417ba68-2048x1248.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La notte di mercoledì per gli abitanti di <strong>Zaporizhzhia</strong> si è aperta con i continui boati provenienti da diversi distretti cittadini. Su <strong>Telegram</strong> e sui social è stato un susseguirsi di segnalazioni e di allerte, con lo stesso segretario generale del locale consiglio comunale, <strong>Anatoly Kurtev</strong>, che ha esortato &#8220;urgentemente&#8221; i cittadini a correre verso i rifugi o a rimanere al sicuro a casa. Nelle ore successive, la città, una delle più grandi dell&#8217;Ucraina e una delle più importanti del sud est del Paese, è stata raggiunta dai bombardamenti più intensi subiti dall&#8217;inizio del conflitto.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">⚡️Secretary of the Zaporizhzhia City Council Anatoly Kurtev confirmed the explosions in the city.</p>
<p>&quot;Around four in the morning, the enemy attacked an infrastructure facility in one of the city districts,&quot; he wrote in his telegram channel. <a href="https://t.co/58TtBgCFKE">https://t.co/58TtBgCFKE</a> <a href="https://t.co/M7ORLEk8V7">pic.twitter.com/M7ORLEk8V7</a></p>
<p>&mdash; BLYSKAVKA (@blyskavka_ua) <a href="https://twitter.com/blyskavka_ua/status/1562264412886646785?ref_src=twsrc%5Etfw">August 24, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Il tutto in uno dei giorni più significativi: oggi Kiev festeggia il trentunesimo anniversario dell&#8217;<strong>indipendenza</strong> e sempre oggi il conflitto raggiunge <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-ferita-aperta-nel-cuore-delleuropa-limpatto-di-sei-mesi-di-guerra-in-ucraina.html">il (triste) traguardo dei sei mesi di vita</a>. Ma non è (soltanto) per questo che Mosca ha messo nelle ultime ore nel mirino Zaporizhzhia.</p>
<h2>Una metropoli sulla linea del conflitto</h2>
<p>Con le prime luci del giorno, la città ha potuto iniziare la nuova conta dei danni. Alcuni palazzi residenziali sono stati colpiti dalle schegge dei missili caduti non lontano dal centro. Non ci sarebbero feriti e questo grazie al fatto che buona parte dei cittadini ha rispettato le misure di sicurezza. Poco dopo le 7:00 del mattino però sono state riattivate le sirene di allarme antiaereo. Non solo a Zaporizhzhia, ma anche nella regione limitrofa e in buona parte dell&#8217;est dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>La Russia quindi sta tornando a puntare pesantemente contro i più importanti obiettivi della regione orientale. La ricorrenza e i festeggiamenti dell&#8217;indipendenza non costituiscono l&#8217;unico vero motivo dell&#8217;accelerazione impressa da Mosca. Quella del <strong>Cremlino</strong> cioè non sembra essere, per quanto riguarda Zaporizhzhia, un&#8217;azione prettamente simbolica e isolata. Al contrario, l&#8217;intenzione potrebbe essere quella di destabilizzare le difese di Kiev in uno dei quadranti più delicati e decisivi per le sorti del conflitto.</p>
<p>A pochi passi dalla città, la quale conta più di mezzo milione di abitanti e in cui sono ospitati molti sfollati da Mariupol, passa infatti la linea di contatto tra l&#8217;esercito russo e quello ucraino. Al di là della fitta serie di trincee eretta a 60 km dal centro di Zaporizhzhia ci sono i battaglioni russi che controllano le aree meridionali dell&#8217;Ucraina fino al <strong>mar d&#8217;Azov</strong> e al confine con la <strong>Crimea</strong>. Al di qua gli avamposti ucraini il cui obiettivo è tenere strenuamente su questo fronte ed evitare una capitolazione i cui esiti sarebbero nefasti. Un crollo di Kiev qui avrebbe come conseguenza l&#8217;avanzata russa fino alle porte di Dnipro e lungo le sponde orientali del Dnepr.</p>
<p>Con i bombardamenti di queste ore il messaggio quindi appare chiaro: Mosca non vuole rinunciare al <strong>Donbass</strong> e alle regioni sud orientali dell&#8217;Ucraina. Ed è pronta a intensificare gli sforzi bellici e a mettere sotto pressione l&#8217;esercito avversario nei punti più delicati e potenzialmente vulnerabili. I servizi segreti di Kiev, in vista dell&#8217;anniversario dell&#8217;indipendenza, avevano avvertito circa un&#8217;intensificazione dei raid tanto a Zaporizhzhia quanto a Kharkiv. E dopo i continui boati notturni, i cittadini iniziano a ritenersi sempre meno al sicuro.</p>
<h2>Occhi puntati sulla centrale</h2>
<p>Ma quando si pensa a Zaporizhzhia inevitabilmente il pensiero è ricondotto alla vicina centrale nucleare, la più grande d&#8217;Europa e costantemente sotto i riflettori negli ultimi giorni. Per la verità la struttura si trova a circa 70 km dal centro della città ed è nella zona controllata dai russi. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/battaglia-attorno-pi-grande-centrale-nucleare-deuropa-nuova-2015043.html">I soldati di Mosca sono arrivati qui a marzo</a>, dopo alcuni giorni di battaglia che hanno fatto temere per la tenuta dell&#8217;impianto. Di recente, il governo di Kiev ha accusato il Cremlino di voler dirottare l&#8217;energia prodotta dalla centrale verso la Crimea e le regioni russe. Così come di aver trasformato la struttura in una vera e propria base militare. Dal canto suo, la difesa russa ha replicato denunciando piccoli attacchi da parte di droni ucraini e parlando di una possibilità &#8220;non così remota&#8221; di un incidente nella centrale.</p>
<p>Circostanze destinate ad allarmare ulteriormente la comunità internazionale. La paura riguarda il diretto coinvolgimento dei reattori nelle dinamiche del conflitto. Il bombardamento delle ultime ore non ha riguardato l&#8217;area dell&#8217;impianto, bensì direttamente la città di Zaporizhzhia. Ma è chiaro che ogni tensione inerente l&#8217;area in questione non può fare altro che aumentare i timori per la centrale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-su-zaporizhzhia-aumenta-la-pressione-russa-nel-sud-dell-ucraina.html">Raid su Zaporizhzhia, aumenta la pressione russa nel sud dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina mostra i muscoli: esercitazioni dal Pacifico alla Siberia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-mostra-i-muscoli-esercitazioni-dal-pacifico-alla-siberia-2060026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 06:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[esercitazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[esercitazione militare congiunta]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito popolare cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercitazioni militari cinesi (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-2048x1319.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la Cina è tempo di grandi manovre. L&#8217;esercito popolare di liberazione, infatti, non ha interrotto le attività dopo l&#8217;escalation e le esercitazioni vicino l&#8217;isola di Taiwan, ma ha continuato a muovere le sue forze in diversi settori più o meno bollenti al di fuori dei propri confini. Manovre che servono non solo come messaggio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-mostra-i-muscoli-esercitazioni-dal-pacifico-alla-siberia-2060026.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercitazioni militari cinesi (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKrpJVxfIwVIdR8ykep_ANSA-2048x1319.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per la <strong>Cina</strong> è tempo di grandi manovre. L&#8217;esercito popolare di liberazione, infatti, non ha interrotto le attività dopo l&#8217;escalation e le <strong>esercitazioni</strong> vicino l&#8217;isola di Taiwan, ma ha continuato a muovere le sue forze in diversi settori più o meno bollenti al di fuori dei propri confini. Manovre che servono non solo come messaggio diretto nei confronti degli alleati, ma anche, indirettamente, nei confronti degli Stati Uniti: quel rivale che con la visita di Nancy Pelosi a Taiwan ha riacceso la disputa sul fronte dell&#8217;Indo-Pacifico.</p>
<p>In questi giorni, dai comandi militari di Pechino sono arrivati degli aggiornamento importanti riguardo i movimenti delle forze armate cinesi. Il <em>Global Times</em>, megafono internazionale del partito comunista, <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202208/1273189.shtml">aveva dato notizie di ulteriori esercitazioni nel Mar Giallo</a>: un&#8217;attività che si dovrebbe interrompere oggi pomeriggio (ora locale). In Thailandia, sono state avviate <span class="hilg1">manovre</span> militari congiunte con le forze locali che hanno visto la partecipazione dei cacciabombardieri <strong>JH-7A1</strong> e, come riportato da <em>Agi</em>, hanno lo scopo di &#8220;aumentare la fiducia e l&#8217;amicizia reciproche&#8221; tra le aviazioni militari. Prime manovre tra i due Paesi dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19 (si svolgono dal 2015), queste esercitazioni hanno anche la particolare caratteristica di svolgersi in concomitanza con le attività congiunte di Stati Uniti e Indonesia, <a href="https://id.usembassy.gov/super-garuda-shield-2022-showcases-multinational-partnership-and-joint-interoperability/">le esercitazioni <strong>&#8220;Super Garuda Shield&#8221;</strong></a>. Una coincidenza temporale che non può essere sottovalutata anche per il fatto che entrambe queste attività militari si svolgono nella regione del Sud-est asiatico.</p>
<p>Le cose non vanno meglio nemmeno a nord. Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha annunciato che dal 22 agosto <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/us-south-korea-to-begin-expanded-military-drills-next-week/2022/08/16/a59859a6-1d1f-11ed-9ce6-68253bd31864_story.html">si terranno <span class="hilg1">esercitazioni</span> militari congiunte</a> con gli Stati Uniti e vedranno il coinvolgimento di tutte le forze armate locali e di migliaia di uomini. La manovra, la<strong> &#8220;Ulchi Freedom Shield&#8221;</strong>, arriva dopo che dall&#8217;8 al 14 agosto unità di Tokyo, Washington e Seul hanno svolto attività di tracciamento di missili balistici nel Pacifico e dopo che le stesse autorità sudcoreane hanno denunciato il lancio di due missili da crociera nel Mar Giallo partiti dal territorio della Corea del Nord. Mentre in territorio russo, precisamente nel distretto militare orientale, con la maggior parte di poligoni in Siberia, particolare attenzione meritano le esercitazioni <strong>&#8220;Vostok 22&#8221;</strong> che vedranno il coinvolgimento delle forze armate di Cina, India, Mongolia, Bielorussia e Tagikistan, oltre che ovviamente i reparti del padrone di casa russo.</p>
<p>La <strong>partecipazione cinese</strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/truppe-cinesi-in-russia-le-esercitazioni-che-inquietano-washington.html">è stata oggetto di numerose analisi</a> che hanno posto l&#8217;accento sul significato politico e strategico dietro il rinnovo dell&#8217;accordo di cooperazione militare tra Mosca e Pechino, specialmente in una fase in cui alla guerra in Ucraina si sono aggiunte le tensioni tra Cina e Usa per la questione di <strong>Taiwan</strong>. Dalla Repubblica popolare hanno smentito il fatto che queste manovre siano ricollegabili alle contingenze della politica internazionale in quanto attività programmate e che non hanno a che fare nemmeno con unità impegnate nei due teatri operativi. Tuttavia, il segnale è abbastanza eloquente e conferma, in ogni caso, la sinergia in campo militare tra due potenze che hanno rafforzato la propria partnership attraversa quella dicitura di &#8220;alleanza senza limiti&#8221; su cui molto si è dibattuto.</p>
<p>A questo proposito, è interessante <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202208/1273352.shtml">l&#8217;analisi lasciata trapelare proprio dal cinese <em>Global Times</em></a>. Nell&#8217;articolo, si leggono le dichiarazioni dell&#8217;analista Song Zhongping il quale rivela che rispetto alle edizioni precedenti, questa Vostok &#8220;combinerà esercitazioni in campi tradizionali e non tradizionali e svolgerà anche esercitazioni mirate su possibili minacce soprattutto dagli <strong>Stati Uniti</strong> in direzione dell&#8217;Oceano Pacifico&#8221;. Mentre un altro analista, Cui Heng, spiega come sia &#8220;una scelta razionale per Cina e Russia abbracciarsi e aiutarsi a vicenda mentre affrontano gli sforzi degli Stati Uniti volti a contenerle&#8221;. Il fatto che il <em>Global Times</em> parli in questi termini delle manovre in territorio russo indica che il messaggio politico non è inferiore al senso prettamente tecnico di queste manovre. E la presenza dell&#8217;India alle esercitazioni, punto interrogativo per la diplomazia di Washington nell&#8217;Indo-Pacifico e rivale di Pechino, è un ulteriore elemento che mostra la complessità dei giochi asiatici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-mostra-i-muscoli-esercitazioni-dal-pacifico-alla-siberia-2060026.html">La Cina mostra i muscoli: esercitazioni dal Pacifico alla Siberia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Punite i governi per la loro stupidità&#8221;. Perché Medvedev parla agli europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 11:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dmitri Medvedev torna a rivolgersi all&#8217;Europa, con un messaggio che per molti osservatori è soprattutto rivolto provocatoriamente all&#8217;Italia. L&#8217;ex presidente della Federazione Russa, oggi vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale, ha rilasciato un messaggio un messaggio su Telegram dicendo che alle elezioni &#8220;vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Dmitri Medvedev</strong> torna a rivolgersi all&#8217;Europa, con un messaggio che per molti osservatori è soprattutto rivolto provocatoriamente all&#8217;Italia. L&#8217;ex presidente della Federazione Russa, oggi vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale, ha rilasciato un messaggio un messaggio su Telegram dicendo che alle <strong>elezioni </strong>&#8220;<cite>vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità</cite>&#8220;. Medvedev ha poi aggiunto che &#8220;<cite>i voti degli elettori sono una potente leva di influenza</cite>&#8220;. Una sottolineatura apparentemente superflua ma che serve quasi a ribadire l&#8217;interesse russo per il voto in Europa.</p>
<p>Le parole di Medvedev vanno prese con le dovute cautele per alcuni motivi. In primis, perché l&#8217;ex presidente russo non solo vuole far vedere che Mosca è in grado di influenzare &#8211; anche solo potenzialmente &#8211; la <strong>democrazia europea</strong>, ma anche di sapere rivolgersi ai cittadini del Vecchio Continente quasi a creare uno iato tra l&#8217;opinione pubblica e i suoi rappresentanti. A tal proposito, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo ha scritto anche che &#8220;<cite>da tre quarti al 90 per cento dei cittadini dell&#8217;Ue categoricamente non vuole partecipare alle ostilità dalla parte del regime di Kiev. Anche se, a giudicare da un&#8217;indagine sociologica, ciò non è ancora escluso dai politici europei idioti</cite>&#8220;. Una scelta che serve a creare anche una sorta di aspettativa all&#8217;interno della Federazione Russa, dal momento che il messaggio su Telegram è rivolto a un circuito sostanzialmente nazionale.</p>
<p>Inoltre, Medvedev ha tutto l&#8217;interesse, in questa fase politica, a mostrarsi il rappresentante dei più &#8220;duri e puri&#8221; di Mosca, quasi un possibile nuovo leader dopo <strong>Vladimir Putin</strong> in grado di intercettare il benestare dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221; che ruotano intorno al Cremlino. Questo significa che il suo gioco è anche quello di costruirsi un&#8217;immagine da avversario dell&#8217;Occidente dopo anni in cui non solo appariva in declino rispetto al circuito del potere moscovita ma anche troppo moderato e quasi proiettato verso l&#8217;altro lato della nuova cortina di ferro. Dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina, Medvedev ha ribadito posizioni a tratti anche inquietanti sul nucleare, sull&#8217;estensione del conflitto, sull&#8217;Unione europea. Quando Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz si recarono a Kiev per dare il loro sostegno a <strong>Volodymyr Zelensky </strong>e alla resistenza ucraina, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html" data-cke-saved-href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html">il delfino di Putin parlò di</a> &#8220;<cite>grandi mangiatori di rane, salsicce e spaghetti</cite>&#8220;, andando a ripescare addirittura gli stereotipi sui Paesi dei tre leader.</p>
<p>Questo non significa che le sue affermazioni siano da sottovalutare, ma da ricondurre a un gioco più interno che esterno. Il ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong> ha detto che &#8220;<cite>è davvero preoccupante l&#8217;ingerenza del governo russo nelle elezioni italiane. Un esponente russo, Medvedev, interviene nuovamente a gamba tesa su questioni di politica interna, questa volta dando anche un&#8217;indicazione di voto. Le forze politiche italiane prendano le distanze in maniera netta, senza alcuna timidezza, dalla propaganda russa</cite>&#8220;. E questo è importante anche perché ricorda il motivo per cui tutto il blocco occidentale considera ancora centrale il tema elettorale anche in chiave di sicurezza nazionale e dell&#8217;intero continente europeo. Tuttavia, a ben guardare, le parole di Medvedev ottengono un risultato diametralmente opposto nella scena pubblica italiana ed europea rispetto a quello che si presume possa essere l&#8217;obiettivo dell&#8217;ex capo del Cremlino. Queste affermazioni non fanno altro che rafforzare ancora di più il sentimento di ostilità verso la politica russa in una polarizzazione che serve ai falchi moscoviti e a Medvedev.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html">&#8220;Punite i governi per la loro stupidità&#8221;. Perché Medvedev parla agli europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gioco russo sul petrolio. L&#8217;oro nero di Putin può essere decisivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gioco-russo-petrolio-oro-nero-putin-decisivo-2059743.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 06:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il destino della guerra in Ucraina e la capacità della Russia di resistere alle conseguenze economiche del conflitto e alle sanzioni occidentali passano anche per il petrolio. L&#8217;oro nero di Mosca è stato per diverso tempo messo da parte rispetto al grande tema dell&#8217;energia russa, che è stata soprattutto (e necessariamente) collegata ai grandi giacimenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gioco-russo-petrolio-oro-nero-putin-decisivo-2059743.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gioco-russo-petrolio-oro-nero-putin-decisivo-2059743.html">Il gioco russo sul petrolio. L&#8217;oro nero di Putin può essere decisivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818080923326_fb6587200e84e34000a6fa9dca5beb51-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il destino della guerra in Ucraina e la capacità della <strong>Russia</strong> di resistere alle conseguenze economiche del conflitto e alle sanzioni occidentali passano anche per il <strong>petrolio</strong>. L&#8217;oro nero di Mosca è stato per diverso tempo messo da parte rispetto al grande tema dell&#8217;energia russa, che è stata soprattutto (e necessariamente) collegata ai grandi giacimenti di gas in mano al Cremlino e al potere contrattuale che da essi deriva nei confronti dell&#8217;Europa. Ma il petrolio, pur se visto quasi come secondario nelle logiche internazionali, assume un ruolo da non sottovalutare che può incidere sensibilmente sulla partita di Vladimir Putin in questo complesso periodo della storia russa e della sua leadership iniziato con la decisione di invadere l&#8217;Ucraina.</p>
<p>Per una potenza che basa la propria economia sull&#8217;esportazione di idrocarburi, il prezzo di essi è <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-sfida-il-mercato-del-petrolio-occidentale-vuole-farsi-il-suo-prezzo.html">un elemento centrale della propria agenda strategica</a>. Il gioco di domanda e offerta e il conseguente equilibrio dei prezzi rappresenta una chiave forse imprescindibile per comprendere le dinamiche politiche e anche le decisioni poste in essere da un governo. La Russia rientra perfettamente in questo schema ed è anche per questo che l&#8217;andamento del <strong>prezzo del petrolio</strong> può essere un&#8217;importante cartina di tornasole rispetto al presente e al futuro di Mosca.</p>
<p>Alcuni dati più recenti forniscono alcuni spunti di riflessione. <em>Il Foglio</em> riporta per esempio come i <em>futures</em> sul petrolio da qualche giorno scendono &#8220;dopo che i dati economici pubblicati lunedì hanno aggiunto le preoccupazioni per un rallentamento cinese ai timori di una recessione europea, confermando il calo delle quotazioni legate alle prospettive economiche globali&#8221;. Il tema è fondamentale anche per Putin, dal momento che se il calo dei prezzi diventa costante questo comporta un cambio di rotta anche per le casse del proprio Paese, radicate sull&#8217;export di materie prime ed <strong>energia</strong>. Per ora non sono state registrati ancora gli effetti più incisivi dell&#8217;<strong>embargo dell&#8217;Unione europea</strong> sul petrolio russo, dal momento che le sanzioni entreranno in vigore in tempi diversi e con modalità che evitano uno stop totale. Inoltre, e questo è un punto altrettanto importante, la Russia ha potuto sfruttare l&#8217;enorme richiesta dei colossi asiatici, in particolare Cina e India, riuscendo in qualche modo a riallocare il petrolio non venduto verso clienti sicuramente molto esigenti ma a prezzi di favore.</p>
<p>La situazione però non sembra essere sostenibile in un periodo molto lungo per due motivi. Di base c&#8217;è un problema meramente economico per cui lo sconto sull&#8217;energia verso i <strong>Paesi asiatici</strong> può avere senso solo in un periodo di prezzi mondiali elevati. In caso di ulteriore diminuzione, è chiaro che un esportatore non possa confermare un prezzo di favore che rischia di fare scendere troppo gli introiti. Inoltre, il mercato del petrolio appare incerto sia per il futuro dell&#8217;embargo Ue, che secondo alcuni analisti ridurrà la produzione russa di più di un milione di barili al giorno, sia per il rallentamento mondiale dell&#8217;economia, sia perché gli stessi Paesi asiatici hanno &#8220;rastrellato&#8221; quanto potevano sfruttando la guerra. Ma questa caccia ai barili di petrolio russo potrebbe rallentare sia da parte dell&#8217;India che da parte della Cina. Infine, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-08-15/russia-s-oil-resilience-faces-a-much-bigger-test-as-eu-ban-looms#xj4y7vzkg">in base a un&#8217;analisi di <em>Bloomberg</em></a>, lo scenario dell&#8217;<strong>inverno</strong> sembra essere ben diverso rispetto a quello estivo anche perché si immagina che la risposta interna delle raffinerie russe per colmare i mancati acquisti esterni non possa proseguire nelle stagioni successive. E non possa soprattutto sostituire gli acquisti da parte dei Paesi europei. L&#8217;impressione quindi è che molto dipenderà da come interverranno le sanzioni europee sull&#8217;oro nero, con Mosca che probabilmente spera in un ripensamento dell&#8217;Ue in virtù dell&#8217;aumento dei costi del <strong>gas</strong>.</p>
<p>In questo momento per il Cremlino e i suoi colossi degli idrocarburi si tratta quindi di scommettere sui clienti asiatici e su un cambiamento di linea (anche non totale) dell&#8217;Europa sul fronte sanzionatorio. Come scrive <em>Agi</em>, la Russia sta comunque aumentando le previsioni sulla produzione e l&#8217;export di petrolio puntando sugli acquirenti asiatici. E la domanda cinese e indiana <a href="https://www.reuters.com/business/energy/russian-crude-prices-recover-strong-india-china-demand-2022-08-05/">ha per ora sostenuto anche la ripresa dei prezzi</a>.</p>
<p>Ma sotto questo profilo, non va sottovalutata l&#8217;ipotesi di un viaggio del leader cinese <strong>Xi Jinping in Arabia Saudita</strong> che, secondo alcuni media, sarebbe questione di giorni. <a href="https://www.jpost.com/international/article-714744">Secondo una fonte citata dal <em>Jerusalem Post</em></a>, la visita &#8220;vedrà la firma di più accordi economici su una serie di asset, in particolare l&#8217;energia e la sicurezza alimentare&#8221;. Da tempo si parla di un possibile impiego della moneta cinese e non più del dollaro nelle transazioni sul petrolio tra Pechino e Riad e molti sottolineano che questa visita potrebbe essere più un segnale a Washington che a Mosca. Il ministero degli Esteri della Cina, almeno fino alla scorsa settimana, non ha confermato (né smentito) le voci sul viaggio di Xi anche perché è da gennaio del 2020 che il presidente della Repubblica popolare non lascia il proprio Paese. Tuttavia, è chiaro che un maggiore impegno saudita nell&#8217;approvvigionamento petrolifero cinese potrebbe essere interessante anche per la Russia, specialmente in caso di piena o rinnovata attivazione dell&#8217;embargo europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gioco-russo-petrolio-oro-nero-putin-decisivo-2059743.html">Il gioco russo sul petrolio. L&#8217;oro nero di Putin può essere decisivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aukus: la Francia ci ritenta e propone sottomarini all&#8217;Australia per &#8220;colmare il gap&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-la-francia-ci-ritenta-e-propone-sottomarini-allaustralia-per-colmare-il-gap-2058836.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 18:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto al premier australiano Anthony Albanese di costruire in Francia quattro sottomarini a propulsione convenzionale per la Royal Australian Navy per evitare il divario capacitivo creato dall&#8217;accordo Aukus, che prevede l&#8217;acquisizione di battelli a propulsione nucleare da Regno Unito o Stati Uniti. Fonti australiane affermano che l&#8217;offerta di Macron &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-la-francia-ci-ritenta-e-propone-sottomarini-allaustralia-per-colmare-il-gap-2058836.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-la-francia-ci-ritenta-e-propone-sottomarini-allaustralia-per-colmare-il-gap-2058836.html">Aukus: la Francia ci ritenta e propone sottomarini all&#8217;Australia per &#8220;colmare il gap&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813180354208_69b1e3afd0e9c3250fdf9973bf497cd3-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha proposto al premier australiano <strong>Anthony Albanese</strong> di costruire in Francia <strong>quattro sottomarini</strong> a propulsione convenzionale per la <strong>Royal Australian Navy</strong> per evitare il divario capacitivo creato dall&#8217;accordo <strong>Aukus</strong>, che prevede l&#8217;acquisizione di battelli a propulsione nucleare da Regno Unito o Stati Uniti.</p>
<p><a href="https://www.afr.com/politics/federal/french-made-another-bid-to-albanese-to-build-submarines-20220804-p5b764" target="_blank" rel="noopener">Fonti australiane</a> affermano che l&#8217;offerta di Macron è arrivata in occasione del viaggio di Albanese a Parigi il mese scorso: un incontro cruciale che ha ripristinato i legami bilaterali tra Australia e Francia che si erano interrotti quando Scott Morrison ha stracciato il progetto francese del valore di 90 miliardi di dollari per la costruzione di dodici sottomarini tipo <strong>Barracuda Shortfin</strong> a propulsione diesel-elettrica del tipo hunter/killer (Ssk), versione a convenzionale degli equivalenti battelli a propulsione nucleare in servizio nella Marine Nationale.</p>
<p>I battelli avrebbero dovuto essere forniti da <strong>Naval Group</strong>, ma il governo australiano ha preferito affidarsi ai suoi storici partner geostrategici per sostituire la sua linea di sottomarini classe Collins, in rapida fase di obsolescenza, con altri a propulsione nucleare (tipo Ssn, quindi da attacco) che potrebbero essere i Virginia statunitensi o gli Astute britannici. <a href="https://it.insideover.com/difesa/laukus-viene-criticato-anche-internamente-negli-usa.html" target="_blank" rel="noopener">Abbiamo già avuto modo di raccontare</a> come la decisione di Canberra non fosse propriamente un “fulmine a ciel sereno”: il programma Barracuda Shortfin era “nato sotto una cattiva stella” per via dei continui ritardi accumulati, anche per questioni legate alla proprietà intellettuale, e del conseguente aumento dei costi, ma la decisione del governo australiano non era piaciuta all&#8217;Eliseo, che ha innescato quella che è stata una vera e propria frattura diplomatica che si è ricomposta solo negli ultimi mesi.</p>
<p>Il presidente Macron, <a href="https://www.abc.net.au/news/2022-05-27/emmanuel-macron-agrees-to-rebuild-france-australia-ties-albanese/101107132" target="_blank" rel="noopener">a maggio</a>, si era infatti detto disposto a collaborare con il nuovo primo ministro Albanese per “ricostruire” le relazioni Francia-Australia. In un colloqui telefonico i due leader avevano convenuto di “ricostruire un rapporto bilaterale fondato sulla fiducia e sul rispetto” e che le due nazioni lavoreranno insieme su questioni globali urgenti, inclusi i cambiamenti climatici e le sfide strategiche nella regione indo-pacifica. “Sarà preparata una tabella di marcia per strutturare questa nuova agenda bilaterale&#8230; per rafforzare la nostra resilienza e contribuire alla pace e alla sicurezza regionale”, si leggeva nella dichiarazione dell&#8217;Eliseo. Il primo risultato di questo nuovo viatico è stato l&#8217;accordo di <strong>risarcimento</strong> per la mancata commessa, pari a 835 milioni di dollari ma a quanto sembra Parigi è tornata a proporre a Canberra altri sottomarini in concomitanza con la <a href="https://www.republicworld.com/world-news/rest-of-the-world-news/france-warns-aukus-nuclear-powered-submarines-plan-will-much-more-difficult-articleshow.html" target="_blank" rel="noopener">visita a Sidney del contrammiraglio Nicolas Vaujour</a>, che ha incontrato il capo di Stato maggiore della difesa australiana Angus Campbell e altri leader militari. Risulta che l&#8217;ammiraglio francese abbia affermato che l&#8217;acquisizione di sottomarini nucleari sarà “molto più difficile” rispetto al piano, ora stracciato, di costruire una nuova flotta di barche a propulsione convenzionale. Le questioni sono molteplici e legate sia alla complessità delle tecnologia, che richiede equipaggi addestrati in modo diverso, sia alle necessarie installazioni di supporto necessarie al mantenimento delle futura flotta di sottomarini a propulsione nucleare.</p>
<p>Sempre l&#8217;ammiraglio ha riferito che “c&#8217;è un grande vantaggio nell'[avere] un sottomarino nucleare: puoi rimanere a lungo in mare, ma significa che devi avere una grande industria, catene di approvvigionamento e così via all&#8217;interno del tuo Paese per poterlo utilizzare”. L&#8217;alto ufficiale, come nota geopolitica, ha anche ribadito la <strong>comunità di visione strategica</strong> di Francia e Australia, che hanno “la stessa opinione sull&#8217;Indo-Pacifico” perché “abbiamo un destino comune” legato alle sfide alla sicurezza e alla stabilità della regione poste dalla Cina. L&#8217;Indo-Pacifico, infatti, è una regione prioritaria per Parigi per via dei suoi possedimenti d&#8217;oltremare della Nuova Caledonia e della Polinesia Francese.</p>
<p>Proprio la <strong>sfida lanciata dalla Cina</strong> è stato il motore che ha spinto l&#8217;Australia a siglare l&#8217;Aukus e a ricercare gli Ssn, più performanti per i pattugliamenti oceanici rispetto agli Ssk, ma ancora non sappiamo quali saranno i sottomarini nucleari per la Royal Australian Navy e chi li fornirà. La decisione di Stati Uniti (o Regno Unito) di vendere Ssn a un Paese che non ha già tecnologia nucleare, potrebbe però scoperchiare un vaso di Pandora nel campo della proliferazione atomica.</p>
<p>Alla prima riunione dei lavoro della conferenza sull&#8217;<a href="https://www.un.org/disarmament/wmd/nuclear/npt/" target="_blank" rel="noopener">Npt (Non Proliferation Treaty)</a>, l&#8217;Indonesia ha presentato un documento sulla “propulsione navale nucleare” in quanto la questione merita “seria attenzione”, perché i sottomarini a propulsione nucleare utilizzano uranio arricchito al di sopra dei reattori civili, compreso quello utilizzabile per armi. La scorsa settimana, l&#8217;ambasciatore indonesiano Tri Tharyat, senza fare il nome dell&#8217;Australia, <a href="https://www.skynews.com.au/opinion/australias-deal-to-acquire-nuclearpowered-submarines-could-open-a-pandoras-box-of-unintended-consequences/news-story/fb28918f898d58f0ca6a5ed165a0a327?amp" target="_blank" rel="noopener">aveva affermato</a> che la condivisione della tecnologia di propulsione nucleare era una minaccia alla “integrità” e “credibilità” del Npt. L&#8217;Australia ha risposto dicendo che la partnership con Stati Uniti e Regno Unito avrebbe “stabilito i più alti standard di non proliferazione possibili per la propulsione nucleare navale”. Le rimostranze cinesi a riguardo, invece, stonano alquanto se consideriamo che Pechino sta <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/lorganizzazione-e-la-consistenza-delle-forze-missilistiche-cinesi.html" target="_blank" rel="noopener">alacremente espandendo il suo arsenale nucleare strategico</a>, in violazione dell&#8217;articolo 6 del trattato di non proliferazione.</p>
<p>Detto questo l&#8217;accordo sui sottomarini facente parte dell&#8217;Aukus rappresenta un <strong>precedente</strong> mai visto sino a oggi: nessun Paese non dotato di armi nucleari ha mai operato sottomarini a propulsione nucleare. L&#8217;unica volta nella storia in cui si stava delineando un&#8217;evenienza simile riguarda l&#8217;Italia: stiamo parlando del programma per il <a href="https://www.difesaonline.it/news-forze-armate/storia/classe-marconi-il-tentativo-di-sottomarino-nucleare-italiano" target="_blank" rel="noopener">sottomarino “Guglielmo Marconi”</a>, poi bloccato dagli Stati Uniti per via delle pressioni francesi, e dell&#8217;impiego di missili balistici tipo Polaris sull&#8217;incrociatore Giuseppe Garibaldi (4 tubi di lancio verticali erano stati installati sull&#8217;unità e testati con successo con lancio di simulacri inerti del vettore).</p>
<p>La vendita di Ssn all&#8217;Australia quindi potrebbe offuscare la linea di demarcazione tra chi usa armamenti nucleari e chi no. Inoltre nessun Paese dotato di armi nucleari ha mai aiutato uno stato non nucleare con questa tecnologia, pertanto in futuro potrebbero esserci altri casi simili a imitazione, aprendo così a scenari imprevedibili quando si tratta di Cina e Russia. Trattandosi di Australia, sappiamo che con il sostegno di Stati Uniti e Regno Unito, Canberra negozierà un accordo con l&#8217;Aiea (Agenzia Internazionale Energia Atomica) per mantenere la conformità al Npt, ma non è possibile garantire la stessa buona volontà per altri attori terzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-la-francia-ci-ritenta-e-propone-sottomarini-allaustralia-per-colmare-il-gap-2058836.html">Aukus: la Francia ci ritenta e propone sottomarini all&#8217;Australia per &#8220;colmare il gap&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Venti di guerra in Estremo Oriente: così si prepara il conflitto tra Usa e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-in-estremo-oriente-cosi-si-prepara-il-conflitto-tra-usa-e-cina-2058501.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 14:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La visita a Taiwan della presidente della Camera Nancy Pelosi e la risposta militare cinese hanno evidenziato la gravità dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, giunti ai loro minimi storici. Pechino ha innalzato il livello di escalation per lo Stretto stabilendo un nuovo status quo delle operazioni militari rappresentato sia dai tiri missilistici, sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-in-estremo-oriente-cosi-si-prepara-il-conflitto-tra-usa-e-cina-2058501.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La visita a <strong>Taiwan</strong> della <a href="https://it.insideover.com/politica/cresce-la-tensione-intorno-a-taiwan-i-segnali-sul-possibile-arrivo-di-nancy-pelosi.html" target="_blank" rel="noopener">presidente della Camera Nancy Pelosi</a> e la r<a href="https://it.insideover.com/politica/missili-cinesi-sopra-taiwan-la-risposta-di-pechino-e-diretta-alla-marina-usa.html" target="_blank" rel="noopener">isposta militare cinese</a> hanno evidenziato la gravità dei rapporti tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong>, giunti ai loro minimi storici.</p>
<p>Pechino ha innalzato il livello di escalation per lo Stretto stabilendo un <strong>nuovo <a href="https://it.insideover.com/politica/esercitazioni-ed-escalation-cosi-stati-uniti-e-cina-si-spiano-a-vicenda.html" target="_blank" rel="noopener"><em>status quo</em></a></strong> delle operazioni militari rappresentato sia dai tiri missilistici, sia dalle incursioni di velivoli nella Adiz (<em>Air Defense Identification Zone</em>) di Taipei, oltrepassando la “linea mediana” passante nello Stretto numerose volte. Una demarcazione totalmente fittizia per la Cina, ma che precedentemente era stata relativamente rispettata dalla Plaaf (<em>People&#8217;s Liberation Army Air Force</em>) durante azioni di questo tipo, che hanno coinvolto lo spazio aereo dell&#8217;Adiz a sud e a nord di Formosa.</p>
<p>In alcuni ambienti statunitensi, pertanto, una <strong>guerra con la Cina</strong> per Taiwan è passata da essere uno scenario remoto a uno spaventosamente plausibile. Del resto la Difesa Usa da tempo si sta preparando al confronto bellico col suo rivale globale principale: tutte le forze armate statunitensi hanno lanciato nuovi programmi di acquisizione di armamenti e stanno rimodulando le proprie forze per fronteggiare un avversario convenzionale, dopo decenni passati a occuparsi di <em>counterinsurgency</em> e <em>counterterrorism</em>.</p>
<p>Eppure oltre Atlantico c&#8217;è chi ritiene che non si stia facendo abbastanza, e che gli Stati Uniti non sembrano prepararsi adeguatamente a un simile conflitto nonostante gli impegni presi negli ultimi anni. All&#8217;amministrazione Biden si lamenta che non stia facendo seguire il giusto approccio di sostegno militare nell&#8217;area alla retorica di difesa dell&#8217;indipendenza dell&#8217;isola, e si pensa che avrebbe più senso che Washington si comportasse come se gli Stati Uniti potessero essere sull&#8217;orlo di una guerra con una superpotenza rivale dotata di armi nucleari. Per l&#8217;ex vicesegretario alla Difesa Usa, <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/america-must-prepare-war-over-taiwan" target="_blank" rel="noopener"><strong>Elbridge Colby</strong></a>, i cambiamenti apportati finora <strong>non sono all&#8217;altezza</strong> dell&#8217;urgenza e della portata della minaccia rappresentata dalla Cina. Quello che è certo è che la Repubblica Popolare è nel pieno di un processo di rafforzamento militare, che include l&#8217;espansione delle sue forze nucleari, lo sviluppo di una marina oceanica e rapidi progressi nelle tecnologie militari dirompenti (intelligenza artificiale, sistemi ipersonici e tecnologia quantistica) che sotto alcuni aspetti superano il livello di quelle statunitensi, in colpevole ritardo, ad esempio, nel settore ipersonico, che pur sta vedendo progressi importanti che colmeranno presto il divario.</p>
<p>L&#8217;amministrazione Biden considera ora attentamente la <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html" target="_blank" rel="noopener">possibilità di un&#8217;invasione cinese di Taiwan</a>, quando sino a qualche anno fa la possibilità era data come remota: valutazioni supportate sia dagli eventi sopracitati, sia da allarmi dell&#8217;intelligence che riportano come la minaccia sia “acuta” e pari a quella di invasione dell&#8217;Ucraina nei mesi precedenti l&#8217;attuale conflitto in atto. Funzionari del Dipartimento della Difesa hanno anche sottolineato che un <strong><em>fait accompli</em></strong> cinese a Taiwan è un <strong>pericolo reale e urgente</strong> e allo stesso tempo ci sono seri dubbi sul fatto che gli Stati Uniti possano effettivamente vincere una guerra contro la Cina per Taiwan. Probabilmente ci troviamo all&#8217;inizio di una dinamica molto più aggressiva della Cina, innescata pretestuosamente dal viaggio della Pelosi.</p>
<p>Al momento i cinesi potrebbero non essere pronti a un conflitto aperto per Taiwan, e riteniamo che sia proprio per questo che non lo vogliono, ma l&#8217;<strong>opzione militare è sempre stata sul tavolo</strong>, come apertamente affermato in più di un&#8217;occasione dallo stesso presidente Xi Jinping, che si avvia a un terzo straordinario mandato.</p>
<p>Il problema di un&#8217;invasione è legato alla sua <strong>segretezza</strong>: l&#8217;ammassamento di forze sarebbe visibile con largo preavviso, ma i cinesi stanno ovviando a questa problematica aumentando la loro presenza militare permanente lungo la costa e soprattutto effettuando missioni di penetrazione nella Adiz di Taiwan con costanza per assuefare le difese dell&#8217;isola e gli osservatori alleati, in modo da conservare l&#8217;effetto sorpresa in caso si decidesse per l&#8217;attacco. In questo scenario in peggioramento, l&#8217;amministrazione Biden ha segnalato decisamente e più volte che gli Stati Uniti verranno in difesa di Taiwan, rafforzando ulteriormente la percezione che la credibilità americana in Asia sia legata al destino di Taiwan. Queste affermazioni non sono state confinate al livello politico. Sul versante militare, oltre ad avere identificato la Cina come avversario principale della propria strategia di difesa nazionale, il Pentagono ha formalmente designato Taiwan come il fulcro di uno “scenario che detta il passo” e ha sottolineato il suo impegno a contrastare la capacità della Cina di portare a termine con successo un eventuale attacco.</p>
<p>Secondo alcuni però le azioni dell&#8217;amministrazione Biden per aumentare la capacità di deterrenza convenzionale nella regione che potrebbe effettivamente contrastare l&#8217;invasione cinese di Taiwan non sembrano corrispondere alla sua retorica: <strong>si spenderebbe poco</strong> nel settore Difesa se rapportato a quanto fa la Cina in percentuale, e più in generale anche alleati degli Stati Uniti molto importanti, come il Giappone, non spendono a sufficienza. Il rischio, per i Paesi della regione, è che se non rafforzano adeguatamente le proprie forze armate, si vedranno costretti ad accordarsi con la Cina per via della minaccia della sua potenza militare.</p>
<p>La questione non è solo legata a Taiwan: se la Cina è pronta ad attaccare l&#8217;isola, quindi a sobbarcarsi le conseguenti sanzioni internazionali, perché dovrebbe limitarsi a quel fronte? Probabilmente, infatti, il primo colpo del nuovo conflitto sarà sparato nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove Pechino ha militarizzato le isole che ha occupato illegalmente nell&#8217;arcipelago delle Spratly e soprattutto sta avviando un <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-fa-il-primo-vero-passo-verso-la-nazionalizzazione-del-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener">processo di nazionalizzazione</a> di quello specchio d&#8217;acqua conteso. Anche qui la Cina ha dimostrato, ancora una volta, di utilizzare la tattica del <em>fait accompli</em>, e proprio in forza di questo ha lanciato il suo guanto di sfida al sistema di regolamentazione internazionale.</p>
<p>Si tratta di una sfida globale, comprendente anche la Russia, tra <strong>potenze revisioniste e conservatrici</strong>: da un lato, infatti, siede chi vorrebbe riscrivere le regole del consesso internazionale secondo i propri principi, dall&#8217;altro chi invece difende lo <em>status quo</em>. Le continue missioni Fonop (<em>Freedom of Navigation Operations</em>) che gli Stati Uniti conducono nei mari contigui alla Cina (e conducevano nel Mar Nero prima del conflitto), si spiegano proprio in funzione della difesa del principio di libertà di navigazione sui mari (e nei cieli). È un confronto epocale che contrappone chi vorrebbe nazionalizzare certi spazi (India compresa) e chi invece si batte per mantenerli aperti e liberi. Il <strong>conflitto in Ucraina</strong> si spiega anche (ma non solo) in questo senso: la Russia ha avviato l&#8217;invasione per dimostrare la fallacia del sistema internazionale attuale e soprattutto la volontà di porsi come nuovo ente regolatore secondo i propri principi, condivisi anche dalla Cina.</p>
<p>La guerra in Ucraina rappresenta un <strong>precedente</strong> importante, attentamente valutato da Pechino, che sta osservando le reazioni della comunità internazionale all&#8217;invasione russa in funzione delle opzioni da perseguire per far ritornare Taiwan in seno alla madrepatria, ma anche per la prossima attività nel Mar Cinese Meridionale.</p>
<p>La <strong>risposta statunitense</strong>, pertanto, non può che essere intransigente, sia per questioni di prestigio internazionale (una risposta inefficace verrebbe letta come un segnale di debolezza dagli alleati nell&#8217;Indo-Pacifico), sia per continuare a preservare i propri interessi di potenza globale. Lo strumento militare Usa, però, potrebbe non essere all&#8217;altezza di un confronto <em>tout court</em> con la Cina, in quanto il conflitto sarebbe combattuto a poca distanza dal continente asiatico dando a Pechino il vantaggio di poter mobilitare in breve tempo tutte le sue forze, mentre gli Stati Uniti dovrebbero far affidamento sulle proprie basi oltre mare (Giappone e Corea del Sud) e su quelle nel Pacifico (Guam, Hawaii), con l&#8217;<strong>incognita</strong> data dall&#8217;atteggiamento di altri partner, come le Filippine o il Vietnam, che potrebbero facilmente non prendere posizione e negare l&#8217;accesso alle forze Usa temendo che Washington non si ingaggi a fondo per la loro difesa, dato il precedente visto in Afghanistan. Pertanto il Pentagono dovrebbe fare affidamento quasi totalmente sulla propria <strong>capacità di proiezione di forza</strong>, che al momento è in fase di rimodulazione.</p>
<p>Se negli Stati Uniti c&#8217;è la percezione che non si possa vincere un futuro conflitto con la Cina per via delle condizioni delle proprie forze armate, a Pechino da tempo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-adesso-mette-nel-mirino-gli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">c&#8217;è chi ha la percezione che invece si possa combattere e vincere</a>, sia per via dei segnali lanciati da Washington, letti come di debolezza, sia per la fiducia nei progressi tecnologici e numerici del People&#8217;s Liberation Army. Tutti questi fattori messi insieme sono potenzialmente disastrosi, perché dipingono uno scenario “<strong>ora o mai più</strong>”.</p>
<p>Detto questo non sappiamo se la Cina attaccherà Taiwan in questo decennio, ma è ragionevole presupporre che Pechino abbia molte più probabilità di colpire se conclude che avrebbe successo, e fattori significativi indicano che potrebbe giudicare questo decennio come il più propizio. Gli Stati Uniti e i loro alleati si stanno avvicinando, o forse stanno già affrontando, una finestra di vulnerabilità su Taiwan e sul Mar Cinese Meridionale, e i cambiamenti della strategia di difesa non si attuano in breve termine: le decisioni prese ora impiegheranno anni, se non decenni, a dare i loro frutti. Di conseguenza, gli Stati Uniti si trovano a dover <strong>esprimere una capacità di deterrenza convenzionale</strong> efficace rapidamente e con decisione ora se vogliono scongiurare il conflitto aperto, non solo per affrontare la minaccia immediata, ma anche per sperare di essere pronti nel prossimo decennio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-in-estremo-oriente-cosi-si-prepara-il-conflitto-tra-usa-e-cina-2058501.html">Venti di guerra in Estremo Oriente: così si prepara il conflitto tra Usa e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra dei chip continua. Biden li porta in Usa e irrita la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-chip-continua-biden-li-porta-in-usa-e-irrita-la-cina-2057992.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 18:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
		<category><![CDATA[Microchip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1015" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden legge sui chip (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-1536x812.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-2048x1083.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida tra Cina e Stati Uniti per Taiwan passa necessariamente per i chip, vero e proprio tesoro dell&#8217;isola del Pacifico. Ma se Taipei è il fronte più caldo di questa sfida per i semiconduttori che divide Washington e Pechino, la questione esula dal &#8220;semplice&#8221; controllo dell&#8217;isola, ampliandosi anche al territorio americano. La conferma dell&#8217;importanza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-chip-continua-biden-li-porta-in-usa-e-irrita-la-cina-2057992.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1015" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden legge sui chip (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-1536x812.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/AYKDHs4UfIwVIdR8yeUc_ANSA-scaled-e1660124920891-2048x1083.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La sfida tra <strong>Cina</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> per Taiwan passa necessariamente per i <strong>chip</strong>, vero e proprio tesoro dell&#8217;isola del Pacifico. Ma se Taipei è il fronte più caldo di questa sfida per i semiconduttori che divide Washington e Pechino, la questione esula dal &#8220;semplice&#8221; controllo dell&#8217;isola, ampliandosi anche al territorio americano.<br />
<BR><br />
La conferma dell&#8217;importanza di questo scontro e del valore dato ai semiconduttori nella logica imperiale di Repubblica popolare cinese e Stati Uniti è il disegno di legge bipartisan <strong>Chips and Science Act 2022</strong>: una misura dal valore di 52 miliardi di dollari che ha lo scopo di rafforzare ricerca e sviluppo di semiconduttori nel territorio Usa. Il presidente Joe <span class="hilg1">Biden ha spiegato l&#8217;importanza di questa proposta spiegando che i chips sono &#8220;</span>alla base dell&#8217;economia moderna&#8221; e ricordando come &#8220;un tempo gli Stati Uniti avevano il 40% della produzione globale, ma poi con il declino della nostra manifattura le produzioni si sono spostate oltreoceano&#8221;.<br />
<BR><br />
L&#8217;obiettivo dell&#8217;amministrazione democratica è duplice. Da un lato c&#8217;è quello più momentaneo e contingente di spostare la produzione in casa per chiare motivazioni di natura elettorale: attivare fabbriche sul territorio nazionale, in piena <strong>campagna elettorale</strong> per elezioni di midterm e con un Biden in crisi di fronte all&#8217;onda repubblicana, è un segnale di volontà di recuperare terreno nell&#8217;opinione pubblica. Non caso, il giorno dell&#8217;approvazione della legge la compagnia statunitense Micron ha annunciato un investimento da 40 miliardi di dollari che si concretizzeranno, a detta del colosso Usa, in 40mila nuovi posti di lavoro. Linfa vitale per una presidenza apparsa molto fragile e destinata a subire un pesante contraccolpo.<br />
<BR><br />
Ma al netto della, pur fondamentale, questione elettorale, c&#8217;è il tema più importante che è quello dello scontro con la Cina. La conferma di questa importanza internazionale del <span class="hilg1">Chips</span> and Science Act firmato da Biden arriva da due reazioni di natura diplomatica. La prima, interna, è rappresentata dalla nota pubblicata dal segretario di Stato Usa, <strong>Antony Blinken</strong>. Il capo della diplomazia statunitense ha definito il provvedimento bipartisan come &#8220;un passo in avanti fondamentale per preparare la nostra economia a quelle che saranno le sfide del 21mo secolo&#8221;. Mentre dal fronte opposto, quello cinese, sono arrivate dure parole di condanna. Come riporta <em>Agi</em>, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, <strong>Wang Wenbin</strong>, ha attaccato il provvedimento americano denunciando &#8220;restrizioni ai normali investimenti e alle attività economiche e commerciali di aziende rilevanti in Cina&#8221; e ribadendo che queste misure definite all&#8217;interno del <span class="hilg1">Chips</span> and Science Act &#8220;hanno un forte colore geopolitico e sono un altro esempio della coercizione economica degli Stati Uniti&#8221;.<br />
<BR><br />
La questione negli ultimi giorni è diventata importante anche per il rafforzamento della cosiddetta alleanza dei <strong>&#8220;Chips 4&#8221;</strong>, una piattaforma di cooperazione sui semiconduttori tra Stati Uniti, Giappone e Taiwan a cui sembra possa unirsi anche la Corea del Sud. Secondo la stampa sudcoreana, il presidente ha detto che tutti i ministeri coinvolti stanno valutando la questione &#8220;attraverso la lente dell&#8217;interesse nazionale&#8221;, anche se il ministro dell&#8217;Industria, Lee Chang-yang, ha attualmente smentito la partecipazione di Seul perché &#8220;non intende aderire a un gruppo esclusivo che ostracizzi certi Paesi, come la Cina&#8221;. Per la Corea del Sud si tratta di bilanciare due interessi contrapposti: quello del suo maggiore alleato militare e quello del suo maggiore partner economico. Il governo asiatico non vuole essere inserito in un sistema in cui la sfida a Pechino rischia di compromettere la propria economia. Ma è chiaro che ora la partita dei semiconduttori diventi sempre più centrale nelle logiche indo-pacifiche. E <strong>Taiwan</strong>, vero e proprio &#8220;Eldorado&#8221; dei chip, è stato un avvertimento molto chiaro. <a href="https://www.linkiesta.it/2022/08/tawain-cina-pelosi-chip/">Come riporta <em>Linkiesta</em></a>, Taiwan oggi &#8220;produce il 20% dei semiconduttori mondiali e oltre il 90% dei chip più tecnologici&#8221;: chip che vengono utilizzati anche nei più importanti sistemi elettronici delle forze armate degli Stati Uniti, ma anche dai più importanti colossi dell&#8217;industria nazionale. Avere la capacità di produrre autonomamente questa tecnologia ed evitare che la Cina ne controlli la produzione e il commercio è un obiettivo imprescindibile. E Washington ne è perfettamente consapevole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-chip-continua-biden-li-porta-in-usa-e-irrita-la-cina-2057992.html">La guerra dei chip continua. Biden li porta in Usa e irrita la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Quando la Cia era preoccupata per il nazionalismo ucraino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/langley-1957-locchio-della-cia-sul-nazionalismo-ucraino-2057733.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 12:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Resa ucraina Azovstal (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-2048x1299.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’alba della Guerra fredda operavano in Ucraina almeno tre grandi gruppi nazionalisti attivi contro l’Unione sovietica. Gruppi che avevano attirato l’attenzione di Langley, interessata ad eventuali operazioni speciali nel territorio della Repubblica socialista d’Ucraina.  Che l’Ucraina fosse patria di sognatori indipendentisti InsideOver ve lo ha già raccontato nel servizio dedicato a Lugansk. E se nell’est &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/langley-1957-locchio-della-cia-sul-nazionalismo-ucraino-2057733.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/langley-1957-locchio-della-cia-sul-nazionalismo-ucraino-2057733.html">Quando la Cia era preoccupata per il nazionalismo ucraino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Resa ucraina Azovstal (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDl71CzLAYtjW3cTJqp_ANSA-2048x1299.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>All’alba della Guerra fredda operavano in <strong>Ucraina</strong> almeno tre grandi gruppi nazionalisti attivi contro l’Unione sovietica. Gruppi che avevano attirato l’attenzione di Langley, interessata ad eventuali operazioni speciali nel territorio della Repubblica socialista d’Ucraina.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Che l’Ucraina fosse patria di sognatori indipendentisti <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-il-donbass-e-sempre-stato-la-spina-nel-fianco-di-kiev.html"><em>InsideOver</em> ve lo ha già raccontato nel servizio dedicato a Lugansk</a>. E se nell’est del Paese (in quelle province oggi contese a Kiev da Vladimir Putin) già dal 1919 spiravano venti di autonomismo, anche nella aree centrali ed occidentali la prospettiva di una nazione libera dal giogo delle grandi potenze si era diffusa sin dai primi anni del XX Secolo. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le persecuzioni russe negli anni Trenta e, poi, l&#8217;occupazione tedesca nella <strong>Seconda guerra mondiale</strong> rappresentarono una sorta di linfa per le realtà indipendentiste, di cui <strong>Stepan Bandera</strong> è forse il nome ed il volto più noto in Ucraina ed in Occidente. Qui, è diventato &#8220;famoso&#8221; dopo l&#8217;invasione russa del 24 febbraio 2022.</p>
<p>Bandera fu, in effetti, elemento di primo piano della lotta per l’identità ucraina prima, durante e dopo il Secondo conflitto mondiale. Attenzione, scriviamo identità e non libertà perché, come “partigiano”, Bandera lo è <i>sui generis</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span>Nazionalista, anti comunista; alleato, prigioniero e di nuovo collaboratore dei tedeschi, Bandera tentò di sfruttare l’occupazione nazista dei territori ucraini per fondare uno Stato ucraino indipendente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Figura storica che oggi definiremmo “equivoca”, malgrado la sua condotta rifletta il carattere dei popoli dell’Europa orientale e balcanica: la difesa del gruppo etnico di appartenenza è superiore a qualunque ideologia, credo politico, equilibrio internazionale. Elemento questo sfruttato dalle grandi potenze, nel caso di Bandera dal<strong> Terzo Reich</strong> ai danni dei sovietici e loro alleati, degli ebrei e dei polacchi. E che, nel nuovo scenario della Guerra fredda, era seguito con interesse anche da Washington.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Nel 1957, dunque, la Central intelligence agency (Cia) classifica come “segreto” un voluminoso focus sull’Ucraina, analisi dettagliata ed approfondita della Repubblica socialista ucraina su storia, geografia e fattori economici ed attività anti-sovietiche.</span></p>
<p>Lo scopo è nel titolo del rapporto:<span class="Apple-converted-space"> <em>Resistance factors and special forces area</em>. </span>Ricostruendo l’attività partigiana nella Seconda guerra mondiale, la Cia identifica <strong>quattro aree</strong> nelle quali la resistenza era più forte: Poles’ye (attuale Bielorussia), la Volinia meridionale, l’area dei Carpazi e le montagne della Crimea. L’origine geografica influenza, inoltre, l’orientamento politico dei gruppi: nell’Ucraina orientale si concentrano i filo-sovietici (ucraini fedeli a Mosca e soldati dell’Armata rossa tagliati fuori dalla ritirata), in quella occidentale i gruppi nazionalisti come ad esempio in Volinia dove, nel 1943, i nazionalisti ucraini perseguitarono duramente i polacchi onde evitare che, a fine conflitto, la Polonia potesse mai rivendicare territori a maggioranza polacca ma di fatto sentiti dagli ucraini come propri. Un esempio è la città di Leopoli, oggi Ucraina ma dalla forte tradizione polacca. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Diverse sono anche le prospettive: i filorussi sostengono Mosca e l’Armata rossa, mentre i nazionalisti hanno come obiettivo la nascita di una entità indipendente da tedeschi e sovietici, con una cultura ed una lingua ucraine.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>I documenti sottolineano altresì come alcune zone, densamente boschive, si presterebbero bene a forme di guerra non convenzionale, poiché le forze russe avrebbero difficoltà a penetrarle.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"><em>Resistance factors and special forces area</em></span> è sia un’<strong>analisi del terreno</strong> sia un occhio sulle capacità dei <strong>gruppi di resistenza locali</strong> che, inseguito alla riconquista dell’Ucraina da parte dell’Armata rossa, hanno tenuto testa alla Nkvd e alla Mvd tra il 1945 ed il 1954.</p>
<p>Quello ucraino non è un episodio isolato. Nei territori riconquistati od occupati dall’Armata rossa e dai suoi alleati, infatti, partigiani anti sovietici hanno operato per decenni.</p>
<p>Nella Repubblica socialista di Jugoslavia vi erano i <i>kraziri</i> (crociati, <em>Nda</em>) che raccoglievano l’eredità del <strong>nazionalismo croato ustascia</strong>; al sud, in Kosovo, l’indipendentismo kosovaro darà filo da torcere a Belgrado sino alla morte di Josip Broz, ed anche oltre.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sulle sponde del Mar Baltico, invece, estoni lituani e lettoni si ritrovarono a combattere sia contro i nazisti, sia contro i sovietici o, in altri casi, combatterono dapprima i sovietici al fianco dei tedeschi per poi continuare la lotta, anche a guerra conclusa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nessuno di loro, probabilmente, era <strong>convinto nazista</strong>: l’auspicio di una patria indipendente, di una identità che non fosse schiacciata dai nuovi dominatori russi, animò l&#8217;alleanza con Berlino prima e, nel dopoguerra, la guerriglia nelle foreste contro i reparti dell’ Nkvd di Berija.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Non è un caso quindi se, nel primo decennio della Guerra fredda, gli Stati Uniti seguissero con attenzione tali realtà. “Le unità baltiche delle <strong>Waffen SS</strong> devono essere considerate come separate e distinte nei propositi, nell&#8217;ideologia, nelle attività e nella qualificazione dai membri dalle SS tedesche, pertanto la commissione ritiene che esse non siano un movimento ostile al governo degli Stati Uniti”, è la conclusione cui giunsero i membri di una commissione incaricata di valutare i crimini perpetrati dalle Waffen SS nel corso della guerra.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Era il 1950 e le ferite, specie fra le vittime delle persecuzioni naziste, ancora fresche. Eppure la principale nazione Alleata giunse alla conclusione che le SS baltiche fossero una realtà distinta rispetto alle altre, con il probabile fine di potere sfruttare l’azione dei veterani per contenere il potere sovietico sulle sponde del Baltico.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Una cosa simile, se ci pensiamo, a quanto accaduto di recente con alcuni reparti schierati contro i russi in Ucraina: malgrado il forte sospetto di simpatie naziste, sono stati sostenuti ed armati dagli Usa e dai loro alleati occidentali per far fronte all&#8217;esercito di Mosca.</p>
<p>Anche nel caso di Bandera, gli analisti di Langley sorvolano aspetti poco cristallini del suo passato  concentrandosi sulle capacità delle tre principali organizzazioni antisovietiche:   Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun), Esercito insurrezionale ucraino (Upa), Supremo Consiglio di liberazione dell’Ucraina (Uhvr), tutte e tre “strettamente associate con una leadership che assume la forma di un ‘interlocking directorate’ (direttorio ad incastro) con gli stessi elementi che si trovano ai vertici di ogni organizzazione”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ciò che invece è meno chiaro è il fatto che la Cia riconosca come Oun, Upa e Uhvr siano stati di fatto messi ko dalla polizia segreta sovietica sin dal 1954. Che senso ha allora stilare un rapporto così dettagliato se i potenziali alleati in loco sono fuori gioco?</p>
<p>La risposta è nella storia recente della politica estera degli Stati Uniti. Gli Usa hanno infatti fornito supporto sia ad unità molto combattive (Contras, Viet Minh in chiave anti giapponese, <i>mujaheddin</i>), sia a realtà che non avrebbero mai avuto modo di sconfiggere sul campo le forze avversarie, come i <i>montagnard</i> vietnamiti, l’Alleanza del Nord fra il 1992 ed il 2001 ed i curdi. L&#8217;interesse, in questo caso, non è vincere il confronto con il nemico sul breve periodo, semmai di sfiancarlo e di logorarlo, costringendolo ad impegnare risorse e mezzi sempre maggiori per reprimere le forze anti-governative.</p>
<p>Ciò che restava di Oun, Upa e Uhvr avrebbe potuto essere riorganizzato da operatori sul campo, così da riprendere l&#8217;attività guerriglia anti-russa dopo la botta d&#8217;arresto del 1954.</p>
<p>Una strategia decennale e da milioni di dollari, in fondo simile a quella cui assistiamo oggi in Ucraina, conflitto destinato a durare ancora molto tempo e ad evolversi in uno scontro a bassa intensità fra Kiev e la Russia. Ed inviare armi e mezzi ha proprio lo scopo di tenere impegnata Mosca il più possibile, con la speranza che si verifichi, ancora una volta, il miracolo dell&#8217;Afghanistan: ritiro dell&#8217;Urss del 1989 e crollo dell&#8217;Unione nel 1991.</p>
<p>Peccato che, ammainata la Bandiera Rossa sul Cremlino, sia la Russia sia l&#8217;Afghanistan abbiano attraversato un periodo di lunghissima instabilità che, nel caso afghano, dura tutt&#8217;ora&#8230;</p>
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		<title>Perché Kim vuole &#8220;annientare&#8221; la Corea del Sud e sfidare gli Usa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-kim-vuole-annientare-la-corea-del-sud-e-sfidare-gli-usa-2054767.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 05:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Abbiamo armi capaci e pronte per rispondere a tutte le crisi&#8221;. Tradotto: siamo in grado di mobilitare rapidamente la nostra forza di deterrenza nucleare per far fronte a qualsiasi confronto militare con gli Stati Uniti. Era da tempo che Kim Jong Un non entrava a gamba tesa su Washington. Il presidente nordcoreano lo ha fatto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-kim-vuole-annientare-la-corea-del-sud-e-sfidare-gli-usa-2054767.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-kim-vuole-annientare-la-corea-del-sud-e-sfidare-gli-usa-2054767.html">Perché Kim vuole &#8220;annientare&#8221; la Corea del Sud e sfidare gli Usa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510154515928_29013712ed82f0c8dcf28e6567c082a1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Abbiamo armi capaci e pronte per rispondere a tutte le crisi&#8221;. Tradotto: siamo in grado di mobilitare rapidamente la nostra forza di deterrenza nucleare per far fronte a qualsiasi confronto militare con gli Stati Uniti. Era da tempo che <strong>Kim Jong Un</strong> non entrava a gamba tesa su Washington. Il presidente nordcoreano lo ha fatto lo scorso 27 luglio. Non una data come le altre in Corea del Nord, visto che in quel giorno, ogni anno, Pyongyang celebra l&#8217;anniversario dell&#8217;armistizio che il 27 luglio 1953 congelò la <strong>Guerra di Corea</strong> (tecnicamente ancora in corso, visto che non è mai stato firmato alcun trattato di pace).</p>
<p>Apparso in pubblico dopo quasi tre settimane di assenza, Kim ha attaccato il suo omologo sudcoreano <strong>Yoon Suk Yeol</strong>, fresco di elezione, e, come detto, avvertito indirettamente <strong>Joe Biden</strong>. La <strong>Corea del Nord</strong>, ha spiegato il leader nordcoreano, non solo è pronta ad un eventuale conflitto con gli <strong>Stati Uniti</strong>, ma ha pure minacciato di eliminare la <strong>Corea del Sud</strong>. Kim ha puntato il dito contro la dura dialettica adottata dal conservatore Yoon, successore di <strong>Moon Jae In</strong>, e fautore di tutt&#8217;altra diplomazia intercoreana.</p>
<h2>Il nuovo approccio di Seul</h2>
<p>Il nuovo presidente sudcoreano, oltre ad aver rafforzato ulteriormente i legami con gli Stati Uniti, ha mostrato fermezza e ben poca voglia di scendere a compromessi con il Nord. Lo stesso Yoon, inoltre, si era impegnato già nei mesi scorsi a normalizzare le <strong>esercitazioni militari</strong> <strong>congiunte</strong> tra Washington e Seul, in passato ridimensionate sia in risposta alla pandemia di Covid-19 che ai tentativi di distensione con Pyongyang.</p>
<p>Adesso le forze armate di Stati Uniti e Corea del Sud riprenderanno l&#8217;addestramento al combattimento a fuoco vivo archiviando le precedenti simulazioni informatiche. Il Ministero della Difesa sudcoreano ha spiegato che la decisione è una forma di adattamento ai progressi dei programmi balistico e nucleare della Corea del Nord. Ma perché Kim ha scelto proprio questo momento per lanciare i suoi avvertimenti?</p>
<p>Certo, la <strong>risposta</strong> a Seul è da mettere in conto, così come bisogna considerare la retorica bellicista una diretta conseguenza dell&#8217;<strong>anniversario da omaggiare</strong> per compattare il popolo. C&#8217;è però dell&#8217;altro, visto che negli ultimi mesi Pyongyang ha testato <strong>missili ipersonici</strong> teoricamente in grado di trasportare armi nucleari tattiche, e di ridurre sensibilmente la possibilità di reazione militare dei sudcoreani in caso di attacco. &#8220;Confermo che la Corea è pienamente pronta a rispondere a tutti gli scontri militari con gli Stat Uniti, e se gli Stati Uniti continueranno a ferire l&#8217;immagine della Corea del Nord e a minacciare la sua sicurezza e i suoi interessi, dovranno rassegnarsi ad avere maggiori preoccupazioni e crisi&#8221;, ha sottolineato Kim.</p>
<h2>La risposta di Kim</h2>
<p>&#8220;Il regime sudcoreano e i suoi banditi militari stanno progettando tattiche per affrontarci militarmente&#8221;, ha proseguito Kim nel suo discorso. &#8220;Questi pericolosi tentativi verranno immediatamente puniti dalle nostre potenti forze, e il regime di Yoon Suk-yeol e il suo esercito saranno eliminati&#8221;, ha aggiunto il leader nordcoreano. Kim ha inoltre accusato &#8220;gli imperialisti Usa&#8221; di spingere &#8220;le autorità sudcoreane verso un <strong>confronto suicida</strong>&#8221; contro la Corea del Nord.</p>
<p>Pyongyang ha inoltre messo in guardia Seul e Washington da una possibile &#8220;seconda Guerra di Corea&#8221;. In un comunicato pubblicato sul sito web del ministero degli Esteri nordcoreano, la Nord Corea ha quindi accusato Stati Uniti e Corea del Sud di aver deliberatamente riacceso la miccia delle tensioni nella Penisola Coreana. &#8220;Le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, condotte in una fitta cortina di polvere da sparo, stanno esacerbando la situazione nella Penisola Coreana&#8221;, si legge nel comunicato del ministero, che definisce le forze armate dei due Paesi &#8220;un&#8217;<strong>orda belligerante</strong> assetata di guerra&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-kim-vuole-annientare-la-corea-del-sud-e-sfidare-gli-usa-2054767.html">Perché Kim vuole &#8220;annientare&#8221; la Corea del Sud e sfidare gli Usa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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