Vuoi diventare giornalista d'inchiesta?
ULTIMI POSTI

La notte di mercoledì per gli abitanti di Zaporizhzhia si è aperta con i continui boati provenienti da diversi distretti cittadini. Su Telegram e sui social è stato un susseguirsi di segnalazioni e di allerte, con lo stesso segretario generale del locale consiglio comunale, Anatoly Kurtev, che ha esortato “urgentemente” i cittadini a correre verso i rifugi o a rimanere al sicuro a casa. Nelle ore successive, la città, una delle più grandi dell’Ucraina e una delle più importanti del sud est del Paese, è stata raggiunta dai bombardamenti più intensi subiti dall’inizio del conflitto.

Il tutto in uno dei giorni più significativi: oggi Kiev festeggia il trentunesimo anniversario dell’indipendenza e sempre oggi il conflitto raggiunge il (triste) traguardo dei sei mesi di vita. Ma non è (soltanto) per questo che Mosca ha messo nelle ultime ore nel mirino Zaporizhzhia.

Una metropoli sulla linea del conflitto

Con le prime luci del giorno, la città ha potuto iniziare la nuova conta dei danni. Alcuni palazzi residenziali sono stati colpiti dalle schegge dei missili caduti non lontano dal centro. Non ci sarebbero feriti e questo grazie al fatto che buona parte dei cittadini ha rispettato le misure di sicurezza. Poco dopo le 7:00 del mattino però sono state riattivate le sirene di allarme antiaereo. Non solo a Zaporizhzhia, ma anche nella regione limitrofa e in buona parte dell’est dell’Ucraina.

La Russia quindi sta tornando a puntare pesantemente contro i più importanti obiettivi della regione orientale. La ricorrenza e i festeggiamenti dell’indipendenza non costituiscono l’unico vero motivo dell’accelerazione impressa da Mosca. Quella del Cremlino cioè non sembra essere, per quanto riguarda Zaporizhzhia, un’azione prettamente simbolica e isolata. Al contrario, l’intenzione potrebbe essere quella di destabilizzare le difese di Kiev in uno dei quadranti più delicati e decisivi per le sorti del conflitto.

A pochi passi dalla città, la quale conta più di mezzo milione di abitanti e in cui sono ospitati molti sfollati da Mariupol, passa infatti la linea di contatto tra l’esercito russo e quello ucraino. Al di là della fitta serie di trincee eretta a 60 km dal centro di Zaporizhzhia ci sono i battaglioni russi che controllano le aree meridionali dell’Ucraina fino al mar d’Azov e al confine con la Crimea. Al di qua gli avamposti ucraini il cui obiettivo è tenere strenuamente su questo fronte ed evitare una capitolazione i cui esiti sarebbero nefasti. Un crollo di Kiev qui avrebbe come conseguenza l’avanzata russa fino alle porte di Dnipro e lungo le sponde orientali del Dnepr.

Con i bombardamenti di queste ore il messaggio quindi appare chiaro: Mosca non vuole rinunciare al Donbass e alle regioni sud orientali dell’Ucraina. Ed è pronta a intensificare gli sforzi bellici e a mettere sotto pressione l’esercito avversario nei punti più delicati e potenzialmente vulnerabili. I servizi segreti di Kiev, in vista dell’anniversario dell’indipendenza, avevano avvertito circa un’intensificazione dei raid tanto a Zaporizhzhia quanto a Kharkiv. E dopo i continui boati notturni, i cittadini iniziano a ritenersi sempre meno al sicuro.

Occhi puntati sulla centrale

Ma quando si pensa a Zaporizhzhia inevitabilmente il pensiero è ricondotto alla vicina centrale nucleare, la più grande d’Europa e costantemente sotto i riflettori negli ultimi giorni. Per la verità la struttura si trova a circa 70 km dal centro della città ed è nella zona controllata dai russi. I soldati di Mosca sono arrivati qui a marzo, dopo alcuni giorni di battaglia che hanno fatto temere per la tenuta dell’impianto. Di recente, il governo di Kiev ha accusato il Cremlino di voler dirottare l’energia prodotta dalla centrale verso la Crimea e le regioni russe. Così come di aver trasformato la struttura in una vera e propria base militare. Dal canto suo, la difesa russa ha replicato denunciando piccoli attacchi da parte di droni ucraini e parlando di una possibilità “non così remota” di un incidente nella centrale.

Circostanze destinate ad allarmare ulteriormente la comunità internazionale. La paura riguarda il diretto coinvolgimento dei reattori nelle dinamiche del conflitto. Il bombardamento delle ultime ore non ha riguardato l’area dell’impianto, bensì direttamente la città di Zaporizhzhia. Ma è chiaro che ogni tensione inerente l’area in questione non può fare altro che aumentare i timori per la centrale.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.