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	<title>Nawaf Salam Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nawaf Salam Archives - InsideOver</title>
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		<title>Libano, negoziati in salita a Washington con l&#8217;ombra di Israele e Hezbollah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele è in guerra con tutto il Libano dicendo di combattere solo Hezbollah, il Partito di Dio alza la posta nello scontro e la mediazione tra Tel Aviv e Beirut operata dagli Stati Uniti inizia oggi in un contesto paradossale, con alle spalle una guerra di oltre un mese che ha provocato oltre 2mila morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-negoziati-in-salita-a-washington-con-lombra-di-israele-e-hezbollah.html">Libano, negoziati in salita a Washington con l&#8217;ombra di Israele e Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Israele-e-in-guerra-con-tutto-il-Libano-dicendo-di-combattere-solo-Hezbollah-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Israele è in guerra con tutto il Libano dicendo di combattere solo Hezbollah</strong>, il <strong>Partito di Dio</strong> alza la posta nello scontro e la mediazione tra <strong>Tel Aviv e Beirut</strong> operata dagli Stati Uniti inizia oggi in un contesto paradossale,<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-di-israele-non-e-a-hezbollah-ma-a-tutto-il-libano.html" type="post" id="511575"> con alle spalle una <strong>guerra di oltre un mese</strong></a> che ha provocato oltre 2mila morti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Libano-Israele, Rubio ospita i negoziati</h2>



<p>Libano e Israele sono formalmente in guerra dal 1948, dall&#8217;indipendenza dello Stato Ebraico, e non hanno mai raggiunto una mediazione anche a causa delle continue invasioni israeliane del Paese dei Cedri (1982, 2006, 2024, 2026 in particolare) e della presenza di movimenti militanti come Hezbollah, dunque è a suo modo <strong>politicamente rilevante che Marco Rubio, Segretario di Stato dell&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump, </strong>ospiti oggi nella capitale statunitense Yechiel Leiter, ambasciatore israeliano nel Paese, e Nada Hamadeh, sua omologa per il Libano. </p>



<p>Si tratta del primo incontro dal 1983 tra funzionari israeliani e libanesi a così alto livello. L&#8217;obiettivo di breve termine è sanare le criticità nell&#8217;accordo di cessate il fuoco del novembre 2024, quello di lungo capire se c&#8217;è spazio per concretizzare la proposta di Francia e Arabia Saudita per un negoziato formale volto al riconoscimento bilaterale e alla formalizzazione di piene relazioni diplomatiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;è in ballo</h2>



<p>I nodi sul terreno sono molti: <strong>per Israele, la guerra in Libano è diversa da quella condotta contro l&#8217;Iran,</strong> ora in pausa dopo il cessate il fuoco, mentre Hezbollah, che è scesa in campo per vendicare l&#8217;uccisione della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html" type="post" id="507284">Guida Suprema Ali Khamenei,</a></strong> e Teheran vedono il tutto come un conflitto unico. </p>



<p>Il governo di Beirut del premier Nawaf Salam e del presidente Joseph Aoun contestano a Israele l&#8217;aggressività contro il Paese dei Cedri, l&#8217;invasione e la distruzione di villaggi nel Sud,<strong>l&#8217;occupazione ormai di fatto formalizzata di una zona cuscinetto vicina al Nord dello Stato Ebraico </strong>e l&#8217;estensione delle operazioni militari all&#8217;intero Paese, con raid amplissimi contro la capitale Beirut. <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-le-tenebre-eterne.html" type="post" id="512701">L&#8217;operazione &#8220;Oscurità Eterna&#8221; dell&#8217;8 aprile</a> ha dato l&#8217;idea della vastità dell&#8217;azione militare israeliana, che quel giorno è arrivata a colpire a tappeto Beirut con munizioni pesanti e attacchi su larga scala che hanno prodotto oltre 200 morti in un giorno. Questo, però, non vuol dire che il governo libanese non abbia anche <strong>ampie rimostranze verso Hezbollah</strong>. Nota il <a href="https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/lebanon-israel-talks-defining-zones-possible-agreement">Washington Institute </a>che la guerra del 2024 ha mostrato ampie criticità nei rapporti tra il Partito di Dio e le sue milizie da un lato e lo Stato libanese dall&#8217;altro:</p>



<p>Sebbene ci sia stato un tempo in cui i governi libanesi consideravano Hezbollah la &#8220;resistenza nazionale&#8221; contro l&#8217;occupazione israeliana, quei tempi sono passati. La maggior parte dei libanesi – comprese ampie maggioranze di cristiani e sunniti e una minoranza crescente di sciiti – considera Hezbollah il braccio intrusivo dell&#8217;ingerenza iraniana.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cessate il fuoco e la sfida dell&#8217;unità del Libano</h2>



<p>Formalmente, il cessate il fuoco del 2024 avrebbe dovuto aprire al graduale disarmo di Hezbollah da parte delle<strong> Forze armate libanesi (Laf)</strong>, che però non si è concretizzato. Da un lato, Beirut non intende morire per il Partito di Dio in una fase critica di confronto tra Israele e Usa e l&#8217;Iran suo protettore. Dall&#8217;altro, però, l&#8217;assalto israeliano certamente non aiuta la noramlizzazione del Paese dei Cedri. Il Washington Institute ricorda che le autorità di Beirut &#8220;desiderano un cessate il fuoco per dare validità alla loro richiesta di colloqui diretti e alleviare l&#8217;enorme emergenza umanitaria rappresentata dagli oltre un milione di sfollati nelle ultime settimane&#8221;. </p>



<p><a href="https://today.lorientlejour.com/article/1503313/italys-fm-says-his-country-ready-to-host-lebanese-israeli-negotiations-.html">L&#8217;Orient sottolinea </a>che Beirut non vuole fare del Paese un terreno di guerra per procura tra Israele e Iran e che &#8220;il Libano ha adottato una serie di misure di sicurezza presso l&#8217;aeroporto internazionale Rafik Hariri di Beirut e ai valichi di frontiera terrestri e marittimi per prevenire il contrabbando di armi e i flussi finanziari illeciti&#8221; diretti a Hezbollah. Dopo aver in passato avallato iniziative favorevoli all&#8217;unità nazionale, come <a href="https://it.insideover.com/religioni/sia-profezia-di-pace-da-leone-xiv-in-libano-un-messaggio-di-speranza-per-il-medio-oriente.html">durante la visita di Papa Leone XIV </a>a novembre, questa volta <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/naim-qassem-il-nuovo-capo-di-hezbollah-e-gia-nel-mirino-di-israele.html" type="post" id="442642">Naim Qassem</a></strong>, segretario generale di Hezbollah, ha invitato Salam e Aoun a disertare e boicottare il negoziato, nella consapevolezza che <strong>per la sua organizzazione, sostanzialmente, lo stato di conflittualità</strong> appare più governabile di uno di pace dove toccherebbe scegliere tra le proprie posizioni politiche e il Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Libano al bivio tra Israele e Hezbollah</h2>



<p><strong>Youssef Rajji, ministro degli Esteri del Libano, </strong>parlando con InsideOver è stato netto, affermando che<a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusivo-parla-youssef-rajji-ministro-degli-esteri-del-libano-a-hezbollah-interessa-solo-il-bene-delliran.html"> “a Hezbollah interessa solo il bene dell’Iran”</a>. Parimenti, Israele e il governo di Benjamin Netanyahu, a lungo obnubilati dalla retorica della <strong>guerra infinita, spesso non hanno colto questa evidenza</strong>, alimentando quello stesso conflitto che genera instabilità e incertezza alle porte di casa dello Stato Ebraico. Aoun, ricevendo il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, ha nella giornata di ieri ricordato che un cessate il fuoco &#8220;non può essere unilaterale&#8221;. Beirut deve difendere la sua sovranità dall&#8217;assalto israeliano e dall&#8217;intrusione di Hezbollah. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, Paesi come l&#8217;Italia hanno un ruolo potenzialmente spendibile come provider di assistenza umanitaria e appoggio politico. In un <strong>negoziato in salita, il Libano ha poche carte da giocare, una fra tutti quella legata al rischio stabilità</strong> in caso di collasso del Paese. <a href="https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del">Attori come l&#8217;Italia, che puntellano la missione internazionale Unifil</a>, possono emergere come mediatori ulteriori per convincere Tel Aviv a non accelerare sui raid contro il Libano e dare a Beirut capitale politico da spendere, spingendo inoltre gli Usa a non pensare al cessate il fuoco libanese come a un <strong>espediente tattico per sostenere la fase di negoziato con l&#8217;Iran.</strong> L&#8217;equilibrio è precario e il martoriato Libano necessità di prevedibilità e sicurezza. Israele e Hezbollah saranno disposte a concedergliele? La trattativa e le sue conseguenze aiuteranno a capirlo.</p>



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		<item>
		<title>La guerra di Israele non è a Hezbollah ma a tutto il Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-di-israele-non-e-a-hezbollah-ma-a-tutto-il-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 03:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele non è in guerra con Hezbollah, ma con tutto il Libano. Difficile dire diversamente dopo che Katz ha annunciato l'occupazione del Sud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-di-israele-non-e-a-hezbollah-ma-a-tutto-il-libano.html">La guerra di Israele non è a Hezbollah ma a tutto il Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele non è in guerra con Hezbollah, ma con tutto il Libano. Difficile dire diversamente dopo che il ministro della Difesa <strong>Israel Katz</strong> ha annunciato il progetto di espandere la zona di occupazione di Tel Aviv nel Paese dei Cedri fino al <strong>fiume Litani, che si trova 32 km a Nord del confine con lo Stato Ebraico</strong> e dopo che in un mese Tel Aviv, con il suo intervento, ha provocato un migliaio di morti (1.247 all&#8217;1 aprile), invaso il Paese limitrofo a Sud e provocato un esodo di proporzioni bibliche. Un libanese su cinque è oggi sfollato: circa un milione di persone. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra a tutto campo contro il Libano</h2>



<p>Il pretesto del lancio di missili da Hezbollah avvenuti il 2 marzo 2026, due giorni dopo l&#8217;assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è stato preso come volano da Israele per portare nuovamente il conflitto in Libano a uno stadio di alta intensità. Chiaramente, la volontà di Hezbollah di mostrarsi presente sul piano della deterrenza militare non giustifica di per sé l&#8217;accusa di Tel Aviv secondo cui sarebbero stati i miliziani sciiti filoiraniani ad aver violato il cessate il fuoco. Dopo i due mesi di guerra, da settembre a novembre 2024, che avevano notevolmente ridimensionato i miliziani sciiti, Israele ha attaccato il Libano ogni giorno. L&#8217;Israel Defense Force ha ucciso 500 persone nel periodo compreso tra novembre 2024 e febbraio 2026, tra cui almeno 127 civili. Sono oltre <strong>6.700, dunque, le vittime in oltre un anno e mezzo di conflitto</strong> a varia intensità, oggi esploso nella <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-quarta-guerra-del-libano-investe-il-paese-dei-cedri-la-sfida-finale-tra-israele-e-hezbollah.html" type="post" id="509274">Quarta guerra del Libano.</a></strong></p>



<p>Lo scenario è critico per Beirut. &#8220;Il Libano si trova ora al centro di questa guerra in espansione, con tutte le vie verso una tregua o un cessate il fuoco di fatto precluse e i messaggi diplomatici di Israele indicano la determinazione a proseguire l&#8217;escalation militare senza limiti&#8221;, <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1499910/war-in-lebanon-opens-the-door-to-all-scenarios-from-israeli-occupation-to-un-chapter-vii.html">nota <em>L&#8217;Orient</em></a>. L&#8217;autorità del governo del presidente <strong>Joseph Aoun e del premier Nawaf Salam</strong> appare quantomeno incerta, mentre anche la morte di tre caschi blu della missione Unfil, originari dell&#8217;Indonesia, mostra la criticità del peacekeeping messo a repentaglio dall&#8217;assalto israeliano estesosi via terra.</p>



<p>Il rischio di un tracollo settario del Paese, peraltro, è tutt&#8217;altro che escluso se si pensa al fatto che Israele sta facendo pressione sulle <strong>comunità cristiane e druse affinché espellano i musulmani sciiti da alcuni dei villaggi</strong> colpiti da ordini di evacuazione durante l&#8217;offensiva iniziata nei primi giorni del mese:<a href="https://www.nytimes.com/2026/04/01/world/middleeast/lebanon-shiite-israel-evacuation.html"> il New York Times nota come i funzionari israeliani abbiano</a> &#8220;assicurato a diverse comunità cristiane e druse che avrebbero potuto rimanere nella zona di evacuazione ma li hanno pressati affinché allontanassero tutti i libanesi provenienti dalle vicine comunità musulmane sciite che vi avevano cercato rifugio, mentre i bombardamenti israeliani radevano al suolo le città sciite&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi di Israele e i dubbi sull&#8217;Idf</h2>



<p>Ciò detto, per uno Stato Ebraico intento alla guerra su due fronti tra Iran e Libano e che non ha mollato del tutto le operazioni militari a Gaza, la certezza di centrare gli obiettivi non è garantita. Israele ha già subito 11 morti militari e 2 civili nella lotta contro Hezbollah via terra e a Sud il Partito di Dio mostra di avere capacità militari tutt&#8217;altro che azzerate dai due mesi di conflitto del 2024.</p>



<p><strong>Eyal Zamir, capo di Stato Maggiore dell&#8217;Israel Defense Force</strong>, ha di recente sottolineato che le attuali guerre d&#8217;Israele, unite al cambio di prospettiva della legge dell&#8217;arruolamento e alla riduzione della coscrizione in termini di durata, possano creare problemi a Tel Aviv se le forze armate saranno impegnate su più fronti: &#8220;Zamir ha più volte sollecitato il governo a estendere nuovamente il servizio militare obbligatorio per gli uomini a 36 mesi, dopo che era stato ridotto a 30 mesi nell&#8217;agosto 2024&#8221;, <a href="https://www.timesofisrael.com/in-latest-warning-zamir-says-idf-faces-severe-harm-if-manpower-crunch-isnt-solved/">nota il Times of Israel, aggiungendo</a> che &#8220;nel gennaio 2027, la prima coorte arruolata con questo servizio ridotto verrà esonerata, aggravando ulteriormente i problemi di carenza di personale, a meno che la legge vigente non venga modificata&#8221;. La necessità di <strong>mantenere una presenza militare solida nel Libano meridionale</strong> appare in tal senso dirimente per il prosieguo della capacità combattente dell&#8217;Idf, le cui linee appaiono sotto stress. La guerra di Benjamin Netanyahu e del suo governo al Paese limitrofo alimenta l&#8217;obiettivo dell&#8217;<strong>espansionismo israeliano oltre i confini, mai fissati, dello Stato Ebraico</strong> e mira a ridisegnare il Medio Oriente. Ma il costo militare, umano e strategico di un conflitto che è contro il Libano intero potrebbe esser stato sottovalutato da Tel Aviv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-di-israele-non-e-a-hezbollah-ma-a-tutto-il-libano.html">La guerra di Israele non è a Hezbollah ma a tutto il Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-quarta-guerra-del-libano-investe-il-paese-dei-cedri-la-sfida-finale-tra-israele-e-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 13:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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<p>La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah è una minaccia per il Paese.</p>
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<p>In parallelo alla <strong>Terza guerra del Golfo</strong> è ormai scoppiata la <strong>Quarta guerra del Libano</strong>, che sta sia prendendo sia le forme di <em>spin-off </em>dell&#8217;assalto israelo-americano all&#8217;Iran sia i connotati di conflitto a sé stante, dalla durata potenzialmente indeterminata, per il clima di <strong>resa dei conti tra Tel Aviv e la milizia sciita di Hezbollah</strong> che porta con sé.</p>



<p>Il conflitto del Sud del Libano del 1982-2000 e la guerra del Libano del 2006 avevano <strong>segnato due momenti di grande scacco per Israele</strong> di fronte all&#8217;influenza del Partito di Dio nello Stato limitrofo, l&#8217;invasione del 2024 aveva fortemente dimidiato le capacità di Hezbollah decapitandone la leadership, a partire dal Segretario generale <strong>Hassan Nasrallah</strong>, e ora l&#8217;attacco scatenato in risposta ai lanci di missili dal Libano del 2 marzo ha un portato di <em>redde rationem</em> e travolge uno Stato che nell&#8217;ultimo anno e mezzo aveva cercato di trovare una nuova unità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra travolge la fragile unità del Libano</h2>



<p>L&#8217;ascesa di <strong>Michel Aoun </strong>alla presidenza e di <strong>Nawaf Salam</strong> alla carica di primo ministro di Beirut aveva <strong>provato a plasmare una nuova normalità per il Libano,</strong> salutato poco meno di tre mesi fa <a href="https://it.insideover.com/religioni/sia-profezia-di-pace-da-leone-xiv-in-libano-un-messaggio-di-speranza-per-il-medio-oriente.html">come &#8220;<strong>profezia di pace</strong>&#8221; da Papa Leone XIV nella sua visita nel Paese dei Cedri.</a> Una profezia infranta dall&#8217;irresponsabilità di Hezbollah verso il suo stesso popolo e dall&#8217;<strong>assalto israeliano, che corona un anno e mezzo di scarso rispetto del cessate il fuoco</strong> da parte di Tel Aviv.<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/14/un-chief-guterres-says-no-military-solution-only-diplomacy-for-lebanon"> Oltre <strong>826 i civili uccisi</strong></a> dal 2 marzo in avanti mentre, ad oggi, il Libano è intrappolato in una quadruplice trappola.</p>



<p>In primo luogo, Israele sta continuando a martellare <strong>Beirut e il Sud del Paese,</strong> sta espandendo la fascia di operazione di terra dell&#8217;esercito, sta puntando a <strong>colpire inesorabilmente Hezbollah</strong>.<a href="https://geopoliticalfutures.com/the-battle-for-lebanons-future/"> Hilal Khanshan di Geopolitical Futures nota </a>che Israele punta duramente membri e vertici di Hezbollah sottolineando come &#8220;l&#8217;obiettivo sia eliminarli come forza combattente&#8221; e non solo, dato che Israele mira anche a &#8220;mettere al bando la loro dimensione politica. Hezbollah ha due componenti, una militare e una politica. Quindi il piano è anche quello di smantellare la loro amministrazione civile e il loro establishment politico&#8221;. <strong>Questo difficilmente può favorire un mantenimento della pacificazione interconfessionale nel Libano</strong> che si gioca su un fragile equilibrio tra cristiano-maroniti, sunniti e sciiti.</p>



<p>In secondo luogo, le istituzioni libanesi sono ancora in fase di <strong>graduale consolidamento</strong> e le forze armate del Paese non hanno la capacità né di fornire un argine all&#8217;assertività israeliana né di <strong>contenere Hezbollah</strong>, le cui attività sono state dichiarate illegali da Salam e Aoun.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precario contesto internazionale.</h2>



<p>Terzo punto, la guerra rischia di saldarsi ad altri scenari critici come quello siriano mentre, al contempo, rimane in dubbio il futuro della <strong>missione Onu Unifil che dovrebbe concludersi entro il 2027</strong>. Il mantenimento della pace avrebbe dovuto <strong>essere sostenuto da maggiori risorse</strong> e maggiori capacità d&#8217;azione, e molto spesso la missione Onu, con un importante contingente italiano al suo interno, si è trovata nel fuoco incrociato del turbine della guerra.</p>



<p>Da ultimo, la <strong>quarta guerra del Libano</strong> trova pochi spazi per una mediazione istituzionale credibile sul piano internazionale. <strong>Il colpo politico tentato dal presidente francese Emmanuel Macron</strong> è parso, per ora, l&#8217;unico in tal senso. <a href="https://www.axios.com/2026/03/14/israel-lebanon-war-peace-hezbollah-france">Macron, nota Axios, </a>ha proposto Parigi come sede di un negoziato fondato sullo stop delle operazioni militari israeliane in Libano e sul mutuo riconoscimento Beirut-Tel Aviv che si propone di &#8220;contribuire&nbsp;<a href="https://www.axios.com/world/iran">a ridurre l&#8217;escalation della guerra</a>&nbsp;, prevenire una prolungata occupazione israeliana del Libano meridionale, aumentare la pressione internazionale per il disarmo&nbsp;<a href="https://www.axios.com/2026/03/06/lebanon-israel-iran-irgc-hezbollah">di Hezbollah</a>&nbsp;e aprire la strada a uno storico accordo di pace&#8221;, <a href="https://www.axios.com/2026/03/14/israel-lebanon-war-peace-hezbollah-france">nota Axios. </a></p>



<p>Se questo può contribuire alla distensione verso Beirut, non risolverebbe però nel breve periodo la grana del conflitto Israele-Hezbollah, giunto a livelli di <strong>massimalismo ideologico oltre che militare</strong>. In tal senso, da segnalare che l&#8217;ex ministro israeliano degli affari strategici e stretto alleato di Benjamin Netanyahu Ron Dermer è stato dato in visita in Arabia Saudita da fonti di Tel Aviv al fine di espandere un <strong>fronte negoziale che sicuramente può rendere interessante il piano-Macron</strong> ma ora come ora può consolidare il massimalismo di Hezbollah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema umanitario</h2>



<p>Sullo sfondo prosegue una durissima emergenza umanitaria. &#8220;Nei  giorni scorsi abbiamo assistito a un’ulteriore escalation, con attacchi intensificati e anche ordini di evacuazione rivolti in continuazione&#8221;, dice a <em>InsideOver</em> <strong>Francesca Lazzari, responsabile Avsi per il Libano, </strong>che ricorda come giovedì 12 marzo Israele ha &#8220;iniziato a bombardare Beirut città, non solo la periferia. Parliamo di uno scenario non nuovo e che abbiamo già visto nel 2024 ma decisamente preoccupante&#8221;. La responsabile dell&#8217;Ong nel Paese dei Cedri ricorda che si moltiplicano &#8220;gli ordini di evacuazione al Sud e anche se le statistiche ufficiali parlano di 800mila persone costrette a lasciare le proprie case, il numero probabilmente è già oltre 1 milione&#8221;.</p>



<p>Avsi è in campo per sostenere la popolazione civile: &#8220;Dallo scoppio dell’escalation siamo dediti alla risposta umanitaria, rispondiamo alle necessità concrete della popolazione e all&#8217;accoglienza degli sfollati&#8221;, nota Lazzari, sottolineando che in Libano <strong>&#8220;c’è bisogno di fornire generi di prima necessità agli sfollati nei rifugi e nelle strade</strong>, e inoltre stiamo coprendo anche altri rifugi e fornendo conforto e attività ricreative per i bambini per aiutare i civili a rispondere all&#8217;escalation più ampia dal 2006&#8243;.</p>



<p>La gestione della crisi umanitaria è coordinata dal mandato dal Ministero degli Affari Sociali e nel frattempo le agenzie delle Nazioni Unite e le parrocchie e il Vicariato Latino contribuiscono a coordinare l’assistenza. Lazzari ricorda anche Padre <strong>Pierre al-Rahi</strong>, il religioso ucciso nel bombardamento della sua parrocchia: &#8220;Era un grande amico di Avsi, ci lavoravamo da 20 anni assieme, molti nostri collaboratori con lui hanno perso un amico&#8221;. Leone XIV ha detto di Al-Rahi: &#8220;<strong>Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano</strong>&#8220;. La profezia di pace è a rischio. E con essa l&#8217;intera architettura del Medio Oriente. Il Libano come metafora di una regione che non riesce a dimenticare, anno dopo anno, la guerra vede il suo futuro in gioco. E le istituzioni sembrano più oggetto che soggetto in una guerra a tutto campo che vede Tel Aviv e Hezbollah alzare lo scontro a livello esistenziale.</p>
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		<title>Beirut sotto le bombe di Israele: il fronte libanese si riaccende dopo la morte di Khamenei</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/beirut-sotto-le-bombe-di-israele-il-fronte-libanese-si-riaccende-dopo-la-morte-di-khamenei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Beirut Israele Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302095239403_bb6ee7361b742a75a434a12d6fb67f3d-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I razzi su Haifa e ll bombardamento israeliano su Beirut e altre aree libanesi segnano la fine effettiva del cessate il fuoco del 2024.</p>
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<p>Il <strong>bombardamento israeliano su Beirut</strong> nella notte tra il primo e il 2 marzo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-si-espande-al-libano-hezbollah-lancia-missili-israele-attacca-almeno-31-morti.html">non è soltanto una risposta militare a un attacco di Hezbollah</a>. È il segnale che il fronte libanese, rimasto formalmente sotto il fragile ombrello del cessate il fuoco del novembre 2024, è rientrato dentro la logica della guerra regionale aperta <a href="https://it.insideover.com/dossier/ucciso-khamenei-come-cambia-liran">dopo l’uccisione di Ali Khamenei</a>. In apparenza il meccanismo è lineare: Hezbollah colpisce un obiettivo nei pressi di Haifa con razzi e droni, Israele reagisce colpendo la periferia meridionale di Beirut, il Sud del Libano e la Valle della Bekaa. In realtà il significato politico è molto più ampio. Il <strong>Libano torna a essere il terreno su cui si scarica il confronto tra Israele e l’asse filo-iraniano</strong>, con una differenza decisiva rispetto al passato: stavolta l’escalation si inserisce in una crisi regionale già incendiata dalla guerra contro l’Iran.</p>



<p><strong>Hezbollah ha rivendicato l’azione presentandola come rappresaglia</strong> per l’eliminazione della Guida Suprema iraniana e come atto di difesa del Libano. Israele ha risposto attribuendo al movimento sciita la piena responsabilità dell’escalation e rilanciando la propria dottrina: colpire in profondità, rapidamente e con intensità, <strong>per ristabilire la deterrenza </strong>e impedire che il confine settentrionale torni a essere un fronte di pressione permanente. Ma il punto centrale è che entrambe le parti stanno parlando a un pubblico più vasto del solo teatro libanese. Hezbollah deve dimostrare di non essere rimasto paralizzato dopo il colpo subito da Teheran. Israele deve dimostrare che l’asse anti-iraniano conserva libertà d’azione anche mentre il conflitto si allarga.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore strategico di Dahiya</h2>



<p>La scelta di colpire <strong>Dahiya</strong> non è casuale. Non è solo una roccaforte di Hezbollah: è un simbolo politico, militare e psicologico. Colpire Dahiya significa colpire <strong>il centro nervoso della presenza del movimento sciita nella capitale</strong>, mandando un messaggio alla sua catena di comando e alla sua base sociale. Allo stesso tempo, i bombardamenti su villaggi del Sud e nella Bekaa indicano una strategia israeliana ormai collaudata: non limitarsi alla rappresaglia puntuale, ma allargare il raggio di pressione su tutta la profondità operativa del movimento.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Numerous explosions, anti-aircraft fire, as the Israeli Air Force bombs Beirut, Lebanon. <a href="https://t.co/5irpBaVLGV">pic.twitter.com/5irpBaVLGV</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/2028271759489716592?ref_src=twsrc%5Etfw">March 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sul piano militare, Israele sembra voler ripristinare la superiorità di iniziativa. Ordini di evacuazione, attacchi contro figure considerate di alto livello, pressione simultanea su più aree: è la classica combinazione tra disarticolazione tattica e intimidazione strategica. L’obiettivo non è solo distruggere lanciatori, depositi o centri di comando. <strong>È costringere Hezbollah a scegliere tra due opzioni</strong> entrambe costose: rispondere e rischiare una guerra totale, oppure contenersi e apparire indebolito di fronte al proprio campo politico e militare.</p>



<p>Hezbollah, dal canto suo, ha scelto una risposta calibrata ma altamente simbolica. L’uso congiunto di razzi e droni contro una base militare vicino Haifa mostra che il <strong>movimento conserva capacità offensive</strong> e, soprattutto, la volontà di riaprire il fronte quando ritiene che la soglia politica sia stata superata. La morte di Khamenei, in questa chiave, non è solo un fatto iraniano: è un evento che costringe l’intero asse sciita a ridefinire la propria postura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Libano stretto tra Stato debole e guerra altrui</h2>



<p>La reazione del premier <strong>Nawaf Salam</strong> dice molto sulla crisi interna libanese. La sua condanna dell’azione, definita irresponsabile e pericolosa, riflette il dramma di <strong>uno Stato che non controlla pienamente il monopolio della forza.</strong> Beirut tenta di prendere le distanze dalle scelte di Hezbollah, ma non dispone dei mezzi politici, istituzionali e militari per imporre davvero una linea alternativa. Il risultato è che il governo libanese resta sospeso in una posizione quasi impossibile: deve rassicurare la popolazione e la comunità internazionale, ma non può neutralizzare il principale attore armato del Paese.</p>



<p>Questo è il nodo strutturale. <strong>Hezbollah non è soltanto una milizia: è una forza politico-militare radicata, con una propria rete sociale</strong>, territoriale e logistica. Il decreto di disarmo emesso lo scorso anno è rimasto lettera morta proprio perché lo Stato libanese non ha la capacità di trasformare un atto formale in realtà concreta. Così il Libano continua a vivere in una sovranità incompleta, dove il governo rappresenta la legittimità internazionale, ma non il controllo effettivo della sicurezza.</p>



<p>In questo quadro, <strong>ogni scambio di colpi tra Israele e Hezbollah aggrava il rischio di una doppia implosione</strong>: militare sul confine e politica all’interno. Le immagini delle fughe notturne da Beirut, delle strade congestionate e della popolazione civile travolta dal panico ricordano che il primo prezzo dell’escalation viene pagato, come sempre, dai libanesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’equilibrio militare e il rischio di trascinamento</h2>



<p>Il <strong>cessate il fuoco del novembre 2024 era già logorato da mesi di violazioni e bombardamenti ricorrenti</strong>. La novità di oggi è che quel meccanismo di contenimento appare ormai quasi svuotato. Quando una tregua sopravvive solo come formula diplomatica ma sul terreno viene quotidianamente erosa, basta un singolo evento simbolico di grande portata per farla saltare. L’uccisione della Guida Suprema iraniana è stata esattamente questo: <strong>il detonatore politico </strong>che ha reso insostenibile la precedente autocontenzione di Hezbollah.</p>



<p>Sul piano strettamente militare, <strong>il rischio più grave non è il singolo raid su Beirut, ma la dinamica di accumulazione</strong>. Ogni rappresaglia aumenta la pressione a rispondere ancora. Ogni colpo contro quadri di vertice o infrastrutture sensibili alza il costo della moderazione. In queste condizioni, la deterrenza può trasformarsi rapidamente in una spirale di logoramento. Israele dispone di una superiorità aerea e di capacità di colpire in profondità superiori, ma <strong>Hezbollah conserva una struttura dispersa, ridondante e adattata alla guerra asimmetrica.</strong> Ciò significa che la superiorità tecnologica non garantisce, da sola, la chiusura rapida del fronte.</p>



<p>Il pericolo reale è dunque il trascinamento: non una guerra totale dichiarata in un solo momento, ma una <strong>progressiva estensione degli scambi fino a rendere inevitabile un conflitto più ampio</strong>. In un Medio Oriente già scosso dalla crisi iraniana, il fronte libanese può diventare il moltiplicatore di instabilità più immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni geopolitiche</h2>



<p>La riapertura del fronte di Beirut modifica l’intero quadro regionale. <strong>Anzitutto perché conferma che la guerra contro l’Iran non resterà confinata all’Iran</strong>. L’asse costruito da Teheran nel corso degli anni non era pensato per vincere una guerra convenzionale frontale, ma per distribuire il confronto su più teatri, rendendo più costoso e più difficile per Israele e i suoi alleati isolare il centro del conflitto. Hezbollah è l’anello più forte di questa catena e il suo intervento dimostra che la pressione si sta già trasferendo lungo le linee della profondità regionale iraniana.</p>



<p>In secondo luogo, il ritorno dei bombardamenti su Beirut accentua la fragilità del Levante in un momento in cui nessun attore possiede una vera strategia di stabilizzazione. <strong>Israele vuole neutralizzare la minaccia, ma finisce per rafforzare la centralità militare di Hezbollah dentro il sistema libanese</strong>. Il governo di Beirut vuole evitare la guerra, ma non può impedirla. Gli attori regionali osservano e si preparano, sapendo che un’escalation in Libano può saldarsi con crisi parallele nel Mar Rosso, in Siria e in Iraq.</p>



<p>Per l’Europa questo significa una cosa semplice: i<strong>l Mediterraneo orientale torna a essere una cintura di instabilità diretta. </strong>Più il Libano si avvicina a una nuova guerra aperta, più aumentano i rischi per traffici, investimenti, sicurezza marittima e pressione migratoria. La crisi libanese non è mai soltanto libanese: è un moltiplicatore di shock lungo tutta la sponda mediterranea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore geoeconomico</h2>



<p>Ogni volta che il Levante rientra in una fase di guerra aperta, <strong>i mercati leggono il segnale nello stesso modo</strong>: aumento del rischio regionale, maggiore vulnerabilità delle rotte energetiche, rialzo dei costi logistici e assicurativi. Anche se il Libano non è un grande produttore energetico, la sua instabilità si intreccia con quella di Israele, della Siria, del Mar Rosso e del Golfo. In altri termini, non conta solo il peso economico diretto del teatro libanese, ma il suo effetto di contagio sulla percezione complessiva del rischio mediorientale.</p>



<p>Per l’Europa, che dipende da catene commerciali marittime già sotto pressione,<strong> la riaccensione del fronte libanese è l’ennesimo fattore di vulnerabilità</strong>. Per Israele, invece, il costo economico immediato viene accettato come prezzo di una necessità strategica: impedire che Hezbollah ricostruisca un equilibrio di deterrenza ai propri confini. Ma quando la logica militare prevale senza una prospettiva politica, i costi si accumulano e si distribuiscono ben oltre il campo di battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tregua finita, un ordine che si allontana</h2>



<p>Il dato finale è netto: <strong>la tregua del 2024 appare ormai superata dai fatti.</strong> Non perché mancassero già prima le violazioni, ma perché ora è venuto meno il presupposto politico minimo che la teneva in piedi. Hezbollah ha deciso di rientrare apertamente nello scontro. Israele ha risposto trattando il Libano intero come spazio operativo della minaccia. Il governo libanese denuncia, ammonisce, prende le distanze, ma resta schiacciato tra impotenza interna e violenza esterna.</p>



<p>Siamo dunque davanti non a un episodio isolato, ma a una nuova fase. <strong>Beirut torna a essere uno dei punti di combustione della crisi mediorientale</strong>. E quando Beirut brucia, raramente il fuoco si ferma ai suoi quartieri. Si allarga, contagia, rimescola gli equilibri e ricorda che in Medio Oriente la guerra locale è quasi sempre l’anticamera di un disordine più vasto. Se il fronte libanese si salda stabilmente con quello iraniano, l’intera regione entrerà in una stagione in cui la deterrenza sarà più fragile, la politica più debole e il prezzo della sicurezza molto più alto per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/beirut-sotto-le-bombe-di-israele-il-fronte-libanese-si-riaccende-dopo-la-morte-di-khamenei.html">Beirut sotto le bombe di Israele: il fronte libanese si riaccende dopo la morte di Khamenei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Crocevia Libano: le bombe di Israele prima del viaggio del Papa</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/crocevia-libano-le-bombe-di-israele-prima-del-viaggio-del-papa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Crocevia-Libano-le-bombe-di-Israele-prima-del-viaggio-del-Papa-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele bombarda il Libano e il Paese dei Cedri è nel caos prima della visita di Papa Leone XIV nel fragile Stato mediorientale.</p>
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<p>Israele bombarda il <strong>Libano</strong> e il Paese dei Cedri torna ad essere in grave tensione a poco più di una settimana dalla storica visita di <strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/dai-migranti-allintelligenza-artificiale-la-vera-coscienza-dellamerica-e-papa-leone-xiv.html">Papa Leone XIV</a></strong> nel fragile Stato mediorientale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Libano sotto attacco</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-leone-xiv.html">La prima visita apostolica di Robert Francis Prevost</a> fuori dall&#8217;Italia lo porterà in <strong>Turchia prima, per i 1.700 anni del Concilio di Nicea, e in seguito <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-viaggio-a-beirut-di-leone-xiv-gaza-libano-e-siria-un-tuffo-nelle-crisi-del-medio-oriente.html">proprio in Libano</a>,</strong> terra martoriata al confine tra pace e guerra, interessata nel 2024 dallo scontro tra Israele e Hezbollah che ha causato oltre 5mila morti e chiamata in questi ultimi mesi a un delicato processo di normalizzazione istituzionale, sostanziata dall&#8217;elezione di un nuovo presidente (<strong>Joseph Aoun)</strong> e di un nuovo premier (<strong>Nawaf Salam)</strong>.</p>



<p>La mossa di Tel Aviv è stata di mettere in campo il più vasto attacco dalla fine della guerra con Hezbollah nella giornata del 19 novembre, colpendo i villaggi meridionali di Shehour e Deir Kifa con la giustificazione di prendere di mira delle installazioni di Hezbollah.</p>



<p><a href="https://www.cbsnews.com/news/israeli-military-strikes-lebanon-gaza-kill-dozens-people/">Come riporta la Cbs</a>, &#8220;l&#8217;esercito israeliano ha affermato che Hezbollah stava lavorando per ristabilire la propria presenza e ricostruire le sue capacità nel Libano meridionale, senza fornire prove&#8221;. <strong>Si tratta del terzo attacco di una certa rilevanza</strong> in tre settimane, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/10/30/lebanons-aoun-says-army-to-confront-israeli-forces-after-deadly-incursion">dopo l&#8217;incursione dell&#8217;Idf del 30 ottobre</a> e <a href="https://www.timesofisrael.com/idf-carries-out-wave-of-strikes-on-hezbollah-sites-in-south-lebanon-warns-of-more/">gli attacchi a <strong>Tayr Debba</strong> del 6 novembre</a>, a cui si sono sommati diversi scambi di colpi che spesso hanno interessato anche la missione Unifil.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tensione del Libano</h2>



<p>Il Libano cerca faticosamente di ricostruirsi come Paese unitario e non settario nel turbine della guerra mediorientale, ma la pressione israeliana lascia presagire che <strong>sarà difficile per Beirut consolidare questo passaggio. E non sembra casuale</strong> il fatto che l&#8217;escalation di attacchi <strong>preceda la visita di Papa Leone XIV di così pochi giorni. Il Santo Padre</strong> si troverà a visitare il Paese dei Cedri, dal 30 novembre al 2 dicembre, in un contesto di grande precarietà. </p>



<p>La missione papale giungerà a un luogo alla &#8220;fine della pace&#8221;, confinante con il contesto bellicoso della Siria e la mai sopita violenza di Gaza, mirando a essere una proiezione della volontà pontificia di costruire una situazione di armonia e concordia, tutelando la libertà religiosa e le minoranze in loco da un contesto caratterizzato da un vero e proprio conflitto generalizzato. Ma la volontà di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> sembra ben diversa: nel giorno degli attacchi l&#8217;Idf ha colpito anche Gaza e il premier si è recato in visita nelle regioni occupate della Siria. A testimonianza della tendenza di Tel Aviv a non voler mollare su nessun fronte, attivo o non.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Leone da Assisi a Beirut passando per Istanbul</h2>



<p>Del resto, la missione di Leone XIV sarà al confine tra fede, speranza e geopolitica. Il Papa, non a caso, l&#8217;ha anticipata <a href="https://it.insideover.com/religioni/torna-la-festa-di-san-francesco-il-patrono-ditalia-sociale-ambientalista-e-aperto-al-dialogo-interreligioso.html">visitando oggi, ad Assisi, il sepolcro di <strong>San Francesco</strong></a><strong>, patrono d&#8217;Italia </strong>ma soprattutto espressione diretta della possibilità di un<strong> confronto tra la cristianità e l&#8217;altro da Sé orientale</strong>. </p>



<p>Prima di andare in Libano, <strong>Leone sarà in Turchia, dal 27 al 30 novembre</strong>, e prima di recarsi nell&#8217;attuale Iznik il pontefice statunitense incontrerà a Ankara il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan, </strong>tra i leader più attivi nel ridimensionare le pretese di Israele, prima di visitare la Moschea Blu, la Chiesa Ortodossa Siriaca di Mor Ephrem e la Cattedrale dello Spirito Santo a Istanbul in nome della libertà religiosa. </p>



<p>Per Israele questo è il passaggio in un Paese rivale (Turchia) precedente quello in uno Stato-target (Libano) per la politica di Tel Aviv, a maggior ragione nel contesto dell&#8217;autorità morale, oltre che diplomatica, del Vaticano. Tutto questo può accendere nuovi fari sul Medio Oriente. In vista dei quali Israele traccia con le bombe le linee rosse della sua proiezione e della sua influenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/crocevia-libano-le-bombe-di-israele-prima-del-viaggio-del-papa.html">Crocevia Libano: le bombe di Israele prima del viaggio del Papa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nella partita tra Israele e Libano anche i &#8220;giochi&#8221; di Francia e Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nella-partita-tra-israele-e-libano-anche-i-giochi-di-francia-e-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 13:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Parigi punta sull'esercito regolare libanese, Ryad sul contenimento di Hezbollah contro l'Iran. Intanto Israele continua a bombardare. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libano-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ha colpito postazioni di Hezbollah nell’Est e nel Sud del Libano il 20 marzo, in violazione del cessate il fuoco siglato lo scorso novembre. L’esercito israeliano ha giustificato l’operazione come una “risposta mirata a infrastrutture terroristiche”, mentre fonti libanesi parlano di quattro missili su Nabatiyeh e attacchi aerei su Janta e Taraya, nella valle della Bekaa.</p>



<p>Il raid arriva in un momento delicato, in cui si parla sempre più apertamente di una possibile normalizzazione dei rapporti tra Libano e Israele. Una prospettiva fino a pochi mesi fa impensabile, ma oggi ventilata da settori della politica libanese, come la deputata <strong>Paula Yacoubian</strong>, che ha parlato pubblicamente della necessità di “considerare la pace con Israele”.</p>



<p>Ma la realtà sul terreno racconta un’altra storia: da mesi, <strong>lo Stato ebraico mantiene cinque postazioni strategiche in territorio libanese</strong> – in violazione dell’accordo – mentre Hezbollah non si è ritirato completamente a Nord del Litani, come previsto. La “tregua” dunque è di fatto un equilibrio armato, fragile e instabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parigi torna protagonista a Beirut</h2>



<p>Dietro le quinte, la Francia gioca una partita silenziosa ma strategica. Forte del suo legame storico con il Libano e della sua presenza nella missione ONU (FINUL), Parigi è tra i principali sponsor del nuovo presidente <strong>Joseph Aoun</strong>, ex comandante dell’esercito, e figura considerata pragmatica e gradita sia a Washington che a Riyadh.</p>



<p>Fonti diplomatiche francesi lavorano da mesi a un progetto ambizioso: rafforzare l’esercito libanese affinché possa assumere un ruolo di garanzia al confine Sud, sottraendo progressivamente spazio e legittimità a Hezbollah. <strong>La Francia punta a un “equilibrio nuovo”</strong>, dove il controllo del territorio non sia affidato a milizie, ma a forze regolari sostenute dall’Occidente.</p>



<p>Un piano difficile da attuare, vista la profonda penetrazione del Partito di Dio nella società libanese. Eppure, <strong>il recente reclutamento di 4.500 nuovi soldati libanesi</strong> è un segnale: esiste una volontà – almeno parziale – di ricostruire uno Stato che abbia autorità su tutto il territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma Hezbollah non disarma</h2>



<p>Hezbollah, dal canto suo, non ha intenzione di disarmare. Il movimento un tempo guidato da Hassan Nasrallah non cerca uno scontro frontale con Israele, ma nemmeno una pace che implichi la rinuncia al proprio arsenale. La sua strategia è quella dell’asimmetria armata: mantenere una forza sufficiente a scoraggiare l’aggressione israeliana, pur senza pretendere la parità tecnologica.</p>



<p><strong>L’organizzazione dispone oggi di oltre 100.000 razzi</strong>, di droni esplosivi, missili anticarro e unità d’élite. La sua forza non sta solo nell’arsenale, ma nella struttura sociale e logistica che la sostiene: scuole, ospedali, reti assistenziali. Hezbollah è un attore ibrido, che unisce milizia, partito, ONG e intelligence. Ed è proprio questa natura ibrida a renderlo difficile da disinnescare senza destabilizzare il Libano intero. Israele lo sa. Ogni attacco, come quello del 20 marzo, è calibrato per essere chirurgico ma simbolico: un messaggio diretto, <strong>spesso più politico che militare.</strong> Colpire Hezbollah senza innescare una guerra totale è l’obiettivo. Ma la soglia tra deterrenza e escalation è sottile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra pace e deterrenza, Beirut al bivio</h2>



<p>La possibilità di una normalizzazione tra Libano e Israele, per quanto evocata, resta remota. Il primo ministro libanese <strong>Nawaf Salam </strong>ha ribadito la sua totale opposizione a qualsiasi dialogo con Israele. Il presidente Aoun, più sfumato, parla invece di “rapporti di sicurezza” da riformulare, senza però usare la parola “pace”.</p>



<p>Sul tavolo resta anche l’attivismo saudita. Mohammed bin Salman, pur avendo congelato i propri progetti di normalizzazione con Israele a causa della crisi di Gaza, guarda con interesse al dossier libanese. Per Riad, un Libano più stabile – e meno dipendente da Hezbollah – è funzionale al contenimento dell’Iran e a un futuro ordine regionale più favorevole.</p>



<p>Nel frattempo, Stati Uniti e Francia continuano a lavorare a colloqui indiretti tra funzionari israeliani e libanesi. Si incontrano in stanze separate, parlano attraverso intermediari. È la diplomazia delle linee rosse, dei gesti misurati, dei messaggi codificati.</p>



<p>Il raid israeliano del 20 marzo è solo l’ultimo tassello di una guerra che continua sotto la superficie. <strong>Il confine tra Libano e Israele non è solo una linea geografica</strong>: è un crocevia strategico dove si incrociano deterrenza, diplomazia, influenza iraniana, ambizioni saudite e paure europee. In questo contesto la Francia gioco ruolo rilevante.</p>



<p>La Francia cerca di giocare un ruolo da garante. Hezbollah insiste nel presentarsi come baluardo della resistenza. Israele difende la propria sicurezza con la logica della superiorità preventiva. E il Libano, fragile, diviso, attraversato da spinte contraddittorie, si trova ancora una volta a dover scegliere tra la sovranità piena e la dipendenza funzionale da un attore armato non statale.</p>



<p>Il futuro del Sud del Libano, e forse della stabilità dell’intero Levante, si gioca qui: tra i raid, i colloqui segreti e la volontà – ancora tutta da dimostrare – di tornare a essere uno Stato prima che un campo di battaglia.</p>
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