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	<title>François Bayrou Archives - InsideOver</title>
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	<title>François Bayrou Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Debito e rigore, l&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/debito-e-rigore-austerita-di-meloni-e-giorgetti-per-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 10:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-1536x658.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-600x257.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo Meloni mette nero su bianco l'austerità. E i dati parlano chiaro: il rigore italiano si consoliderà negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-e-rigore-austerita-di-meloni-e-giorgetti-per-italia.html">Debito e rigore, l&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-1536x658.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Debito-e-rigore-lausterita-di-Meloni-e-Giorgetti-per-lItalia-e1759654674932-600x257.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo Meloni mette nero su bianco l&#8217;austerità. E i dati parlano chiaro: il rigore italiano si consoliderà negli anni a venire. Mentre giunge il tempo del dibattito sulla manovra finanziaria e in vista delle discussioni future sui conti pubblici è interessante studiare<strong> il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (Dpfp) recentemente pubblicato dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze </strong>guidato da <strong>Giancarlo Giorgetti.</strong> Questi sta applicando con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni le linee guida economiche messe nere su bianco a fine 2023 con la firma del nuovo <strong>Patto di Stabilità e Crescita (Psc)</strong> dell&#8217;Unione Europea e consistenti in un rientro strutturale dell&#8217;Italia dalla fase di alti deficit degli anni passati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parola d&#8217;ordine: austerità per l&#8217;Italia</h2>



<p>In una parola: <strong>austerità. Anzi, austerità crescente</strong>. Non c&#8217;è altra strada, per Roma, visti gli impegni presi esplicitamente in sede europea e firmati anche dal governo Meloni per rientrare su un orizzonte di sette anni dall&#8217;alto deficit dell&#8217;era pandemica. Il Dpfp, che ai sensi delle nuove regole sostituisce la tradizionale <strong>Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef)</strong> come ultimo step pre-manovra e deve presentare un orizzonte triennale sul fronte della crescita, del debito e degli investimenti, mostra come <strong>Meloni e Giorgetti</strong> intendano <strong>proseguire</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-emissione-del-btp-valore-e-rating-su-il-debito-italiano-va-di-moda.html"><strong> sul sentiero dell&#8217;innalzamento del saldo primario</strong> del bilancio dello Stato.</a></p>



<p>Quest&#8217;ultimo, lo ricordiamo, consiste nella <strong>differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi sul debito pubblico</strong>. In altre parole, se l&#8217;avanzo primario è positivo significa che dall&#8217;attività generale il Paese ottiene più risorse di quante ne distribuisca in termini di servizi pubblici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati sull&#8217;avanzo primario: record dall&#8217;era Monti</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, l&#8217;avanzo primario dello Stato è destinato ad essere dello 0,9% del Pil quest&#8217;anno e a crescere negli anni a venire: 1,2% nel 2026, 1,8% nel 2027, 2,2% nel 2028. Meloni e Giorgetti mirano, dunque, a riportare nel 2028 il saldo primario al livello più alto dal 2012, quando per <a href="https://www.truenumbers.it/avanzo-primario-italia/">effetti delle <strong>politiche austeritarie del governo di Mario Monti toccò il 2,3% del Pil</strong>.</a> </p>



<p>Inoltre, considerato che <strong>al contempo l&#8217;esecutivo si è impegnato ad </strong><a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/spese-militari-23-miliardi-in-3-anni"><strong>aumentare le spese in Difesa</strong>, con 23 miliardi di euro di aumento</a> per raggiungere il 2,5% del Pil, è  <strong>chiaro che per mantenere i trend di gestione del debito e dell&#8217;avanzo primario bisognerà tagliare altrove</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avanzo primario, &#8220;obiettivo morale&#8221; per Meloni</h2>



<p>&#8220;Il conseguimento già nel 2024 di un avanzo primario segna il raggiungimento di <strong>un obiettivo del Governo di natura morale prima che di contabilità pubblica</strong>&#8220;, <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/psb_2024/Piano-strutturale-di-bilancio-e-di-medio-termine-Italia-2025-2029.pdf">scriveva nel resoconto sull&#8217;anno passato il Mef nel Piano Strutturale di Bilancio</a> che apriva la strada alla volontà di Roma di raggiungere già nel 2025 un rapporto deficit/Pil inferiore al 3%.</p>



<p>Il Psb indicava gli sforzi compiuti e apriva la strada allo scenario del Dpfp. Al cui interno, è bene sottolinearlo, <strong>sono messi neri su bianco i suggerimenti all&#8217;Italia del Consiglio Europeo</strong>, secondo cui Roma dovrebbe &#8220;intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica. Mitigare gli effetti dell&#8217;invecchiamento della popolazione sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità di bilancio, tra l&#8217;altro limitando il ricorso a regimi di pensionamento anticipato e facendo fronte alle sfide demografiche, anche attirando e trattenendo una forza lavoro qualitativamente valida&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero del debito</h2>



<p>Il Dpfp prevede l&#8217;obiettivo della riduzione del rapporto debito/Pil come Stella Polare e in tal senso segnala che esso avrà un picco del 137% nel 2026 prima dell&#8217;inizio del calo. <strong>L&#8217;obiettivo è contenere al 135% del Pil il debito</strong> entro il 2030, sfruttando anche il fatto che la sponda del miglioramento del rating possa ridimensionare la spesa per interessi. </p>



<p><strong>In tal senso, sono molte le pressioni sul Paese</strong> che andranno valutate: per un Paese la cui economia è trainata dall&#8217;export di aziende che hanno <strong>cavalcato </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html"><strong>aggressivamente la globalizzazione</strong> </a>portando l&#8217;Italia ai primi posti delle classifiche globali, quanto inciderà la nuova stagione di dazi e crisi commerciali sulla crescita e sul gettito fiscale? Quanto peserà il combinato disposto tra <strong>invecchiamento della popolazione, crescita del fardello del welfare e stagnazione dei salari</strong> sul bilancio pubblico? E, in prospettiva, sarà sostenibile il fatto che <strong>per innalzare le spese militari, anche al netto dei prestiti europei,</strong> bisognerà tagliare altrove? </p>



<p>La Francia è scesa in piazza contro la <a href="https://it.insideover.com/economia/tagli-a-pensioni-e-sanita-piu-fondi-alla-difesa-lazzardo-di-bayrou-sullausterita-militare.html">manovra di &#8220;austerità militare&#8221; </a>dell&#8217;ex primo ministro François Bayrou e le ultime giornate hanno visto, con la <a href="https://it.insideover.com/politica/un-milione-in-piazza-per-gaza-litalia-si-mobilita-e-ora-bisognera-ascoltarla.html">mobilitazione per Gaza</a>, una vivacità della società italiana che potrebbe esprimersi altrove. Meloni e Giorgetti vogliono fare della <strong>responsabilità fiscale una lettera di presentazione per il Paese</strong> ma il castello di carte è fragile. E la tenuta della società e dell&#8217;economia sono messe sempre in discussione da problematiche strutturali che non hanno ancora generato crepe. Ma andranno valutate con attenzione, evitando di fare del pilota automatico dell&#8217;austerità un dogma fine a sé stesso.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a><br></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Francia: il miliardario Arnault contro la tassa sui miliardari, strizzando l&#8217;occhio a Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/francia-il-miliardario-arnault-contro-la-tassa-sui-miliardari-strizzando-locchio-a-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 09:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922211705717_7fe185341da7c5b2aaa369d47d932d16-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un miliardario che si oppone a una tassa contro i grandi patrimoni non fa necessariamente notizia. Ma Arnault sì.</p>
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<p>Un miliardario che si oppone a una tassa contro i grandi patrimoni non fa necessariamente notizia. Ma quando quel miliardario è l&#8217;uomo più ricco d&#8217;Europa, l&#8217;ottavo al mondo per patrimonio e una figura influente nell&#8217;imprenditoria nazionale, il peso di queste uscite è giocoforza politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arnault contro la &#8220;tassa Zucman&#8221;</h2>



<p>In Francia ha fatto molto discutere l&#8217;uscita di Bernard Arnault, patron del gruppo del lusso Lvmh (Louis Vuitton-Moet Hennessy, di recente citato nel testamento da <a href="https://it.insideover.com/economia/il-testamento-di-armani-chiude-unepoca-del-capitalismo-familiare-italiano.html">Giorgio Armani come possibile socio futuro</a>) e al 22 settembre forte di un <a href="https://www.bloomberg.com/billionaires/profiles/bernard-j-arnault/?embedded-checkout=true">patrimonio di <strong>143 miliardi di euro (169 miliardi di dollari)</strong></a>, contro la proposta della tassa straordinaria avanzata dalla sinistra transalpina come condizione per <strong>garantire la sopravvivenza del governo di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/avanti-un-altro-la-francia-ha-un-nuovo-premier-luomo-delle-armi-sebastian-lecornu.html"><strong>Sebastien Lecornu</strong>.</a></p>



<p>A proporre la tassa è stato l&#8217;economista&nbsp;Gabriel Zucman della Paris School of Economics. Essa si sostanzierebbe in un prelievo del 2% sul patrimonio di chi detiene asset dal valore pari o superiore a 100 milioni di euro. </p>



<p>Zucman, 38 anni, ha ottenuto notorietà nel 2024 quando il capo di Stato brasiliano <a href="https://www.confapibrescia.it/2024/05/28/lula-e-il-g20-studiano-la-super-tassa-sui-miliardari/">Lula lo nominò consigliere della presidenza del G20 </a>con l&#8217;obiettivo di pensare a una strategia per combattere l&#8217;elusione fiscale dei grandi patrimoni nel mondo. Zucman <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jan/20/trump-threatens-a-global-trade-war-europe-must-unleash-a-radical-alternative">a luglio ha scritto sul Guardian </a>che &#8220;oggi le famiglie francesi più abbienti possiedono (tramite vari intermediari finanziari) quasi la stessa quantità di azioni statunitensi (circa 800 miliardi di euro) di quelle del CAC 40 (la borsa francese) (1.000 miliardi di euro)&#8221;, proponendo &#8220;una politica che neutralizzi e inverta le forze della concorrenza fiscale, della disuguaglianza&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sinistra pressa Lecornu</h2>



<p>Il <strong>Partito Socialista e i Verdi</strong> hanno adottato la proposta di Zucman a valle dell&#8217;insediamento di Lecornu, la cui coalizione di minoranza di centro-destra, basata sul campo del presidente francese Emmanuel Macron, i liberali di Renaissance, e sulla destra di Les Republicains, appare destinata a far la stessa fine dello schema-fotocopia che appoggiava il decaduto <strong>François Bayrou</strong>. In sostanza, per ottenere l&#8217;appoggio dei due partiti del Nuovo Fronte Popolare alleati a La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, Lecornu dovrà decidere di sposare un&#8217;agenda fiscale più dura verso i grandi patrimoni.</p>



<p>&#8220;I sostenitori di questa imposta, come i partiti di sinistra, stimano che lo Stato potrebbe così recuperare tra i 10 e i 25 miliardi di euro all&#8217;anno&#8221;, contribuendo a contenere il colossale debito pubblico transalpino, nota <em>Le Monde,</em> che aggiunge che la tassa &#8220;per i suoi oppositori, rappresenterebbe un rischio per l&#8217;attrattività del Paese e potrebbe persino spingere alcuni imprenditori a vendere azioni di società francesi all&#8217;estero, o addirittura a delocalizzare&#8221;. Tra questi c&#8217;è Arnault, che è sceso in campo con durezza, <strong>di fatto avallando la linea dell&#8217;Eliseo: solo tagli di spesa e austerità contro la crisi del debito</strong>, no a trattamenti severi sui maxi-patrimoni.</p>



<p>Per Arnault, 76 anni, la tassa Zucman è animata da&#8221;desiderio dichiarato di distruggere l&#8217;economia francese&#8221;. Per il magnate del lusso è &#8220;mortale&#8221; l&#8217;idea di toccare i grandi patrimoni. Macron ha due opzioni per tenere in vita l&#8217;esecutivo della sua coalizione: <strong>negoziare con la sinistra o aprire all&#8217;estrema destra del Rassemblement National.</strong> Entrambi hanno scarsa voglia di avallare l&#8217;agenda presidenziale fondata sulla spinta a tagliare il debito senza toccare la pressione fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità in bilico di Macron</h2>



<p>Macron si gioca un pezzo della sua eredità politica. &#8220;Una delle prime mosse del presidente fu quella di diluire l&#8217;imposta sul patrimonio netto applicata ai patrimoni personali al di sopra di una certa soglia, sostituendola con un&#8217;imposta più restrittiva sui beni immobili&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/5e1fe51b-a167-4fc1-af08-e4aa0196b7cc">nota il Financial Times,</a> aggiungendo che il capo di Stato all&#8217;inizio del mandato &#8220;ridusse inoltre gradualmente l&#8217;imposta sulle società dal 33% al 25% e applicò un&#8217;imposta fissa del 30% sulle plusvalenze&#8221;. L&#8217;appoggio di Arnault può consolidarne l&#8217;immagine, assieme a quella di Lecornu, di fronte all&#8217;élite francese. <strong>Ma difficilmente può aiutarlo a riconquistare consensi</strong> mentre la sua popolarità è ai minimi a due anni dalla fine del suo mandato conclusivo all&#8217;Eliseo e il 10 e 18 settembre scorsi i cittadini francesi hanno paralizzato il Paese contro rigore e austerità.</p>



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		<title>Blocchiamo tutto: la Francia nel caos, Macron annaspa nella crisi che lui stesso ha provocato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politics/blocchiamo-tutto-la-francia-nel-caos-mentre-macron-annaspa-nella-crisi-che-lui-stesso-ha-provocato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 09:19:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dopo le dimissioni del Governo più breve della storia repubblicana, la Francia affronta un'altra giornata nel caos. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/francia-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>In queste ore la Francia si ferma. O, almeno, questo vorrebbero ottenere i promotori di <em>Bloquons tout</em>, l&#8217;idea nata sul canale Telegran Les Essentiels (il che fa capire anche meglio, <em>en passant</em>, perché <strong>Pavel Durov</strong>, il fondatore del social, sia sotto processo in Francia), rapidamente diffusa dagli altri mezzi di comunicazione non istituzionali e infine sposata anche dal Rassemblement National di <strong>Marine Le Pen</strong> e da La France Insoumise di <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>. Nata in circoli anti-sistema, quindi, l&#8217;iniziativa è diventata sistema (i due partiti menzionati mettono insieme 325 seggi dei 577 totali dell&#8217;Assemblea Nazionale), anzi, di più: si realizza proprio il giorno dopo le dimissioni del primo ministro <strong>François Bayrou</strong>, sommerso da un voto massiccio di sfiducia al termine del più breve mandato di Governo della storia repubblicana di Francia. E sostituito da un <a href="https://it.insideover.com/politica/avanti-un-altro-la-francia-ha-un-nuovo-premier-luomo-delle-armi-sebastian-lecornu.html"><strong>Sébastien Lecornu</strong> </a>che a 39 anni sembra il padre di Macron (chissà tra sei mesi, quando manderanno a casa anche lui), la cui nomina dimostra la confusione mentale di cui il Presidente è ormai preda: Lecornu era ministro della Difesa e una delle ragioni della rabbia dei francesi stava proprio nell&#8217;idea di vedersi tagliare 44 miliardi dal bilancio pubblico (quindi pensioni, sanità ecc. ecc.) perché il Governo potesse spenderne 62 nella Difesa entro il 2027.</p>



<p>Vedremo nelle prossime ore se l&#8217;idea del blocco avrà successo o se gli 80 mila gendarmi schierati dal ministero degli Interni riusciranno a garantire una giornata più o meno ordinata. Qui ci interessa soprattutto un altro punto. Se alziamo gli occhi da Parigi, vediamo che in Francia, in realtà, non sta avvenendo nulla di speciale. Nulla di troppo diverso da quanto già avvenuto in Romania (ne abbiamo parlato anche <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/disillusa-e-arrabbiata-viaggio-nella-romania-periferia-delleuropa.html#google_vignette">qui</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/la-maxi-austerita-della-romania-riapre-le-ferite-politiche-di-bucarest.html">qui</a>), da quanto sta avvenendo in Germania (la destra dell&#8217;AfD, dato da tutti in procinto di diventare il primo partito del Paese, nel mirino dei servizi segreti e della Corte Costituzionale e a rischio di bando, <a href="https://it.insideover.com/politica/bando-dellafd-un-pericolo-per-la-democrazia-lallarme-del-politologo-merkel.html">qui </a>e <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-moria-di-candidati-in-nordreno-vestfalia-sei-sono-di-afd.html">qui</a> su InsideOver) o in Gran Bretagna, dove il consenso del premier laburista <strong>Keir Starmer</strong> sprofonda a vantaggio del populista brexitista <strong>Nigel Farage</strong>. E, a ben vedere, nulla di troppo diverso da quanto già avvenuto, sia pur più sommessamente, in diversi Paesi del Nord Europa o da quanto sarebbe avvenuto in Italia se <strong>Giorgia Meloni</strong>, nel sostituire <strong>Mario Draghi</strong>, avesse fatto al Governo quanto diceva di voler fare in campagna elettorale.</p>



<p>Di fronte a quanto avviene oggi in Francia, <strong>i media &#8220;normali&#8221; ripetono la lacrimosa storia delle democrazie assaltate da sovranisti, populisti, complottisti,</strong> antieuropeisti e putiniani vari e del caos che ci attende se solo si prova a cambiare qualcosa. E anche noi siamo piuttosto convinti che la Le Pen e Mélenchon, per restare all&#8217;oltralpe (ma anche Afd in Germania o Farage in Gran Bretagna), di tutto dispongano tranne che delle idee migliori per far uscire il Paese dal buco in cui è precipitato. Però mai che si legga una riga sulle responsabilità della classe dirigente che ha retto le sorti dei nostri Paesi negli ultimi dieci anni. Mai che si dica che l&#8217;Europa, finora, non l&#8217;hanno governata populisti e complottisti ma i partiti e i politici &#8220;regolari&#8221;, quelli che adesso non sanno più che pesci pigliare.</p>



<p>Prendiamo ancora una volta la Francia. Alle elezioni europee del giugno 2024, la destra della Le Pen aveva preso esattamente il doppio dei voti della coalizione raccolta da Macron. E Mélenchon aveva comunque raccolto 2,5 milioni di voti, piazzandosi al quarto posto. Ma soprattutto, <strong>dal voto era emerso un messaggio chiaro: basta con Macron. </strong>Il Presidente, invece di raccogliere il messaggio, aveva tentato l&#8217;ultima mano di poker, sciogliendo il Parlamento. tutti, allora, avevano previsto quel che sarebbe successo: Francia ingovernabile. In altre parole, Macron aveva sacrificato il Paese per salvare se stesso. Ed eccoci qui, a salutare il Governo più breve nella storia della Francia repubblicana. <em>Chapeau!</em>  </p>



<p>La ragione profonda di questa specie di rivolta popolare <a href="https://it.insideover.com/politica/i-neocon-alla-francese-che-dimenticano-la-lezione-di-de-gaulle.html#google_vignette">l&#8217;ha spiegata bene ieri in queste pagine </a>il nostro Giuseppe Gagliano: Macron ha dimenticato l&#8217;orgogliosa tradizione del gallismo e ha agganciato la Francia alle dottrine dei neocon americani, trasferendo poi il tutto in Europa. E come lui altri: i conservatori. in Gran Bretagna,  le <em>Grossen Koalitionen</em> della politica tedesca, i &#8220;tecnici&#8221; (ma anche i politici) in Italia, e così via. Giusta o sbagliata che sia, la sensazione di vedere gli interessi nazionali (ma diciamo pure: familiari, personali) sacrificati a Moloch sovranazionali percepiti come distanti e di difficile comprensione (l&#8217;Alleanza Atlantica, l&#8217;Unione Europea&#8230;), <strong>unita al lento ma costante peggioramento delle condizioni di vita</strong>, ha provocato un&#8217;emorragia di consensi dai partiti schierati per l&#8217;attuale sistema (quindi percepiti come conservatori) verso i partiti schierati per il cambiamento (quindi percepiti come riformatori, se non rivoluzionari). con le scelte che ne derivano. Giuste? Sbagliate? Diciamo pure sbagliate. Ma il principio cardine della democrazia è che il popolo è sovrano. O è cambiato qualcosa?</p>



<p>Le democrazie europee non sono in crisi per un qualche complotto internazionale o perché gli hacker russi, con i loro musi da topo e gli occhietti cattivi, frugano nei nostri computer di notte. Sono in crisi per le scelte sbagliate (sarebbe ora di dirlo che, con tutta la loro confusione, <strong>sulle politiche energetiche avevano ragioni i gilet gialli e torto Macron</strong>, visto che quelle politiche sono state abbandonate in tutta Europa), per aver trasmesso alla gente l&#8217;idea di una casta piuttosto che una classe di governo, anche per le oggettive difficoltà di governare<strong> una situazione di crisi di fronte alla quale la Ue manca degli strumenti, anche istituzionali, adeguati. </strong>E, come si diceva, mai un ripensamento o un&#8217;autocritica, solo la retorica del dissenso come nemico, o servo dei nemici. Per chi ha creduto tanto nell&#8217;Europa, una gran pena. Le auto sfasciate e le macerie che, mentre scriviamo, già si vedono a Parigi sono anche le nostre: le macerie di un grande ideale.  </p>



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		<title>La rincorsa di Roma a Parigi: il debito italiano cala, quello francese continua a crescere</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-rincorsa-di-rom-a-parigi-il-debito-italiano-cala-quello-francese-continua-a-crescere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 06:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1768" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg 1768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-600x652.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-276x300.jpg 276w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-943x1024.jpg 943w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-768x834.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-1414x1536.jpg 1414w" sizes="auto, (max-width: 1768px) 100vw, 1768px" /></p>
<p>Tra Italia e Francia un sostanziale pareggio sul debito, che potrebbe anche diventare un imprevedibile sorpasso italiano.</p>
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<p>Il debito pubblico è sempre più un problema per la <strong>Francia di Emmanuel Macron</strong> che si prepara a un autunno caldo fatto di <strong>tensioni sui conti </strong>e del giudizio dell&#8217;Assemblea Nazionale sulla manovra lacrime e sangue del premier François <a href="https://it.insideover.com/economia/tagli-a-pensioni-e-sanita-piu-fondi-alla-difesa-lazzardo-di-bayrou-sullausterita-militare.html">Bayrou</a>, che mira a tagliare le passività preservando voci di spesa come gli investimenti in Difesa. Parigi, che deve affrontare un deficit ipertrofico e una complessa gestione dei conti nazionali, sta vedendo l&#8217;<strong>Oat, il titolo decennale nazionale,</strong> raggiunto nel rischio di rendimento nientemeno che dal <strong>Btp italiano</strong>.</p>



<p>Lo spread tra il rendimento del Btp e dell&#8217;Oat si è praticamente chiuso. Oscilla infatti tra i 14 e i 20 punti base, con i due titoli che rendono poco meno del 4% e sono separati dunque da settimane da meno dello 0,2% di rendimento. Un sostanziale pareggio che potrebbe concretizzarsi in un <strong>imprevedibile sorpasso se i due Paesi continuassero i sentieri che percorrono da mesi</strong>, con da un lato una Francia presa tra tensioni economiche e politiche miste a conflittualità sociali e dall&#8217;altro un&#8217;Italia che, nonostante i problemi strutturali del sistema-Paese, regge. E lo fa sul piano <strong>politico, economico, industriale</strong>, nonostante avversità, problematiche strategiche, azioni di politica economica di piccolo cabotaggio.</p>



<p>A settembre, Bayrou dovrà affrontare il fuoco di fila del Parlamento sulla manovra mentre il governo di <strong>Giorgia Meloni si avvierà verso il compimento dei tre anni di età</strong> senza particolari scossoni. In sostanza, i problemi di Italia e Francia sul debito sono ormai ben distanziati: per Roma l&#8217;indebitamento pubblico resta alto in rapporto al Pil ma gestibile. Dal 154,3% del Pil nel 2020, <a href="https://www.francomostacci.it/?page_id=762#:~:text=Il%20debito%20pubblico%20in%20discesa,effetto%20della%20riscossione%20dei%20crediti">anno della pandemia di Covid-19, al 135,3% del 2024</a> il debito pubblico di Roma è sceso, in rapporto al Pil, e il deficit scenderà tra 2026 e 2027 sotto<a href="https://www.repubblica.it/economia/2024/09/27/news/psb_cdm_pil_stime_deficit-423520704/"> il 3% secondo quanto prospettato nel <strong>Documento di Economia e Finanza ad aprile</strong>.</a> Parigi deve invece fare i conti con un indebitamento alto e in avvitamento.</p>



<p>Il deficit francese è al 5,8% del Pil, alimentato da una gestione incontrollata delle spese post-Covid. Parigi ha registrato un deficit al 5,8% del Pil nel 2024, rischia di superare il 6% quest&#8217;anno e secondo i calcoli non lo taglierà sotto il 3% prima del 2029. &#8220;Il rapporto <strong>debito-Pil si espanderà dal 113% del 2024 al 118% del 2026&#8243;, </strong>analizza <a href="https://www.ft.com/content/6ab601d3-af8e-4950-b50a-6750cadb0b35">il Financial Times, sottolineando</a> inoltre come la Francia abbia alimentato quasi un terzo dei 3.400 miliardi di euro di passività dello Stato dalla pandemia ad oggi. </p>



<p>I sussidi alle imprese colpite dalle chiusure, le politiche emergenziali, la spesa contro la crisi energetica, l&#8217;impennata dei costi della costruzione dei nuovi impianti nucleari, la ri-nazionalizzazione del gigante delle utility Edf, il maxi-programma di riarmo voluto da Macron hanno avuto un costo economico notevole. A ciò si aggiunge la pressione sociale contro le politiche di Macron, dalle pensioni all&#8217;ambiente, che si sono tramutate in una rivolta politica solo tamponata <strong>alle legislative del luglio 2024. </strong></p>



<p><strong>A oggi, il governo liberale dell&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo</strong> e del centrista Bayrou rischia di essere <strong>responsabile di un collasso delle finanze pubbliche</strong> di cui, ironia della sorte, l&#8217;anno scorso ammoniva in caso di vittoria politica della destra del Rassemblement National o della sinistra populista de La France Insoumise. Nel frattempo, la crisi della Quinta Repubblica continua mentre Parigi rischia di avvicinarsi al voto per l&#8217;Eliseo nel 2027 nel pieno di una crisi debitoria e fiscale. Uno scenario senza precedenti e diverso da quello in cui tra due anni, in autunno, anche l&#8217;Italia andrà al voto.</p>



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		<title>La Francia punta alla maxi-spesa militare ma l&#8217;unica grandeur è quella del debito</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-francia-punta-alla-maxi-spesa-militare-ma-lunica-grandeur-e-quella-del-debito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 04:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia punta alla maxi-spesa militare ma il debito pubblico è un ostacolo difficile da aggirare in un Paese fragile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-punta-alla-maxi-spesa-militare-ma-lunica-grandeur-e-quella-del-debito.html">La Francia punta alla maxi-spesa militare ma l&#8217;unica grandeur è quella del debito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250312101624303_ec3eee48f9c65240fa9fb64f448f300e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong><em>grandeur</em>,</strong> per ora, è solo quella del <strong>debito pubblico: la Francia di Emmanuel Macron</strong> vuole alzare nettamente la <strong>spesa militare</strong> per aumentare la sua proiezione di potenza e rafforzare le forze armate, la capacità del Paese di competere negli scenari globali e di restare al traino della rinascente <strong>potenza militare tedesca</strong>, ma i vincoli dei fondi pubblici a disposizione sono difficili da ignorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano di Macron sulla spesa militare</h2>



<p>Macron prevede di impostare un aumento della spesa per la Difesa che dovrebbe portarla tra il 3 e il 3,5% del Pil nel 2030, oltre <strong>i 100 miliardi di euro annui</strong>, ma di fronte a una situazione che vede una <strong>fragilità intrinseca</strong> del Governo di minoranza di <strong>François Bayrou</strong>, grandi difficoltà nella ricerca di una via d&#8217;uscita sul deficit e una crescente inquietudine sociale sia nel campo centrista che nella cerchia stretta dell&#8217;Eliseo, la raggiungibilità di questa soglia è messa da molti in discussione.</p>



<p>La <strong>spesa militare francese è prevista in netta ascesa</strong> rispetto alla soglia di 36 miliardi di euro spesi nel 2019, pensioni escluse: Macron ha strutturato già prima del piano ReArm Europe e dell&#8217;esplosione della guerra in Ucraina un trend che avrebbe portato la spesa a 67 miliardi di euro nel 2030. Già oggi<a href="https://tradingeconomics.com/france/military-expenditure">, la cifra investita supera i 64,5 miliardi di euro (dati 2024), complice la spinta dell&#8217;inflazione</a>, presentando dunque un dato pressoché raddoppiato rispetto all&#8217;inizio del trend di crescita.</p>



<p>Ma come andare oltre? <strong>Siamo alla proverbiale quadratura del cerchio</strong>. &#8220;La Francia deve investire per mantenere le testate nucleari, i sottomarini, i caccia, una portaerei e circa 200.000 effettivi, e inoltre vuole anche reclutare più riservisti&#8221;, nota il Financial Times, sottolineando che &#8220;la capacità nucleare rappresenta circa il 13% del budget complessivo per le attrezzature&#8221;. Uno scenario che lascia pensare a un ulteriore aumento, trainato dalla possibilità che <strong>Parigi <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-offre-alleuropa-la-propria-deterrenza-nucleare.html">metta a disposizione di altri Paesi, come Germania e Polonia</a>, l&#8217;ombrello atomico</strong> della Force de Dissuasion.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vincolo del debito</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/b8a3f260-e23f-4633-b273-905f2b6917e7">Inoltre, nota il Ft,</a> &#8220;a marzo, Macron ha chiesto al primo ministro François Bayrou di elaborare delle opzioni per aumentare la spesa militare mantenendo nel contempo le promesse di riduzione del deficit&#8221;, ma lo storico leader centrista &#8220;non lo ha fatto, affermando che sta ancora lavorando al bilancio 2026, un ritardo che ha irritato Macron&#8221;, ma che forse il navigato veterano della politica francese ha preferito alla necessità di ammettere che <strong>tale equilibrio ad oggi è semplicemente impossibile</strong> da mantenere. </p>



<p><strong>Per Parigi, gli anni prossimi saranno quelli dell&#8217;ottimismo della volontà e del pessimismo della ragione</strong>: come su molti altri fronti, è chiaro che senza una seria risoluzione della questione del debito e un sostanziale smaltimento delle passività accumulate ai tempi della pandemia di Covid-19 e della risposta alla conseguente crisi economica sarà difficile giungere a un punto d&#8217;equilibrio. <strong>Uno strumento potrebbe essere l&#8217;incentivazione di strumenti di debito comune</strong> per finanziare progetti di interesse trasversale all&#8217;Europa, ma da tempo i &#8220;frugali&#8221; fanno orecchie da mercante. </p>



<p>Per la Francia l&#8217;atomica è un&#8217;assicurazione sulla vita e la Difesa un fattore di potenza, ma tutto ciò ha un costo notevole per un bilancio da tempo strutturalmente appesantito. Ignorare questo vincolo sarebbe quantomeno autolesionista, specie di fronte a un Paese piagato da disuguaglianze e tensioni che malsopporterebbe una &#8220;austerità da riarmo&#8221; da parte di un presidente tutt&#8217;altro che popolare.</p>



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